Il vertice ha confermato una stabilizzazione temporanea nei rapporti tra le due superpotenze, senza tuttavia affrontare i grandi conflitti strutturali - dai dazi alla rivalità tecnologica, dalla disputa sulle terre rare alla guerra in Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz.
I risultati concreti sono stati modesti: gli … acquisti cinesi di aerei Boeing annunciati da Trump sono ben al di sotto delle stime, e nessuna svolta sui chip per l'intelligenza artificiale.
Il vertice ha però confermato un cambiamento strutturale nel rapporto tra le due potenze: la Cina non è più il paese che accetta le condizioni americane, ma si siede al tavolo come pari.
Lo dimostra la risposta di Pechino ai super-dazi del 145% con il controllo delle terre rare, che costrinse Trump a una marcia indietro nell'autunno scorso.
Per l'Europa il quadro è preoccupante.
Si tratta di un G2 capace di condizionare l'economia mondiale ma non di governarla, che tratta gli interessi europei come secondari.
Il rischio concreto è che un eventuale accordo Usa - Cina sulle terre rare penalizzi le imprese europee con prezzi più elevati e accesso ridotto.
L'Europa - come ha ricordato anche Mario Draghi - è sempre più sola.
L'unica risposta possibile, secondo Guerrieri, è rafforzare l'autonomia strategica: difesa più credibile, capacità tecnologica e industriale più forte, diversificazione delle relazioni internazionali.
Un'Europa frammentata resterà oggetto di contrattazione tra le due superpotenze.
Sono previsti altri tre incontri Trump - Xi nel corso dell'anno.
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