Puntata di "Notiziario del mattino" di martedì 2 giugno 2026 condotta da Federico Punzi e Gabriele Rossi .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 49 minuti.
10:00
10:00 - SENATO
11:00 - Camera
9:30 - PARLAMENTO
11:00 - Camera
11:00 - Camera dei Deputati
11:20 - Camera
11:30 - Camera
12:30 - Camera dei Deputati
13:00 - Camera dei Deputati
Radio Radicale, nove cinque minuti, grazie a Michele, Lembo per stampa e regime, adesso è il momento della prima edizione del nostro notiziario Federico Punzi, Gabriele Rossi, in regia Pietro, scalda e scusate in studio piede, Scaldaferri in regia, vediamo subito di cosa ci occuperemo in questa prima edizione del nostro notiziario innanzitutto le elezioni di domenica prossima in Armenia e le pressioni della Russia.
Appunto, in vista di questo appuntamento elettorale ce ne parlerà in diretta David Carretta ancora il fronte ucraino, con la proposta del cancelliere tedesco Merz di un accordo di associazione con l'Unione europea, ancora il conflitto tra Stati Uniti e Iran Hahn e il discorso del governatore di Bankitalia Panetta poi la nuova legge elettorale e la celebrazione dell'ottantesimo anniversario della Repubblica oggi la festa del 2 giugno il voto alle donne,
Il tema del lavoro nell'enciclica di papa Leone quattordicesimo. Concluderemo con la pillola di Adapt e apriamo subito con la guerra in Ucraina. Nella notte un nuovo attacco della Russia nel Paese sono almeno 11 morti e 100 feriti dopo gli attacchi. Secondo quanto riferiscono le autorità ucraine Akif, crolla sotto i bombardamenti, un edificio di nove piani, molte le persone intrappolate sotto le macerie colpite, anche le città di rientro nell'Ucraina orientale e Kharkiv. Intanto la Russia o su un altro fronte sta aumentando la pressione sull'Armenia, in vista delle elezioni del 7 giugno, mentre l'ex stretto alleato persegue legami più profondi con Bruxelles e Washington, Putin vorrebbe mantenere l'Armenia nella propria orbita, ma il primo ministro ha criticato pubblicamente Mosca nel tentativo di tracciare una rotta verso l'Occidente. Sentiamo da Bruxelles David Carretta si a pochi giorni dalle elezioni legislative in Armenia, ieri la Commissione ha accusato la Russia di voler danneggiare l'economia del Paese per influenzare l'esito del voto di domenica,
Queste elezioni potrebbero essere decisive per l'orientamento geopolitico dell'Armenia, alleata, storica della Russia, tradita da Mosca, in particolare nella guerra condotta dall'Azerbaijan nel Nagorno Karabakh da allora il primo ministro Nikol Pashinyan ha intrapreso un percorso di avvicinamento con l'Europa e più in generale l'Occidente fino a spingersi a chiedere pubblicamente,
Di avviare il processo di adesione per l'Armenia all'Unione europea.
Che cosa è successo la scorsa settimana la Russia ha imposto un bando, l'importazione di diversi prodotti agricoli armeni, ma non solo, anche fiori, acqua minerale, prendi la Russia, è un mercato importante per l'Armenia, che fa parte attualmente dell'unione economica euro asiatica, ci sono già state minacce da parte del Cremlino,
Più o meno
Dirette in caso di avvicinamento all'Unione Europea, sostenendo che Putin lo ha detto abbastanza esplicitamente il pericolo e ripetere quanto è accaduto in Ucraina nel 2013 2014, proprio quando l'Ucraina si apprestava a firmare.
Un accordo di associazione con l'Unione europea ha abbandonato l'ultimo minuto dal presidente filo-russo Yanukovich, questo scatenò la rivoluzione di Maidan la rivoluzione pro-europea, poi spinse la Russia ad annettersi la Crimea e a intervenire sostenendo.
Infiltrando i separatisti del Donbass.
L'inizio insomma della guerra di aggressione che viviamo attualmente
E ieri è stato il leader della Bielorussia, stretto alleato di Putin, Alexander Lukashenka, a ribadire questa minaccia gli armeni debbono essere cauti per non ripetere Dio non voglia quanto accaduto in Ucraina ha detto, tra l'altro Lukashenka Pashinyan per ora mantiene la sua linea, i sondaggi danno il suo partito nettamente in testa, ma, secondo Reuters, il Cremlino sta cercando di organizzare una vasta operazione per destabilizzare le lezioni, tra l'altro, trasportando decine di migliaia di armeni che vivono in Russia che hanno il passaporto russo per farli votare domenica prossima,
è un dossier ovviamente da seguire per l'Unione europea un portavoce della Commissione, oltre a accusare la Russia di voler destabilizzare questo vuoto, ha ribadito di sostenere la resilienza democratica dell'Armenia anche contro le minacce ibride, la manipolazione dell'informazione, le interferenze e i tentativi di minare la fiducia nelle istituzioni.
Democratiche. Proprio in Armenia si era tenuto a maggio un vertice della Comunità politica europea, il primo vertice poi Unione Europea, Armenia per mostrare il sostegno all'orientamento del primo ministro Pashinyan su un altro fronte, una notizia che è arrivata nella tarda serata di ieri riguarda le politiche migratorie dell'Unione europea. A pochi giorni dall'entrata in vigore del nuovo patto su migrazione e asilo, la presidenza cipriota del Consiglio dell'Unione e i negoziatori del Parlamento europeo hanno trovato un accordo politico sul nuovo regolamento rimpatri, un regolamento molto contestato perché introduce nel nella legislazione europea una serie di misure che le ONG considerano assimilabili alle pratiche dell'Ice dell'amministrazione Trump. L'esempio più evidente, almeno rispetto all'attenzione mediatica, sono i cosiddetti Return Absam, cioè sono dei
Centri in paesi terzi dove trasferire i migranti che non hanno diritto a restare sul territorio dell'Unione europea, che hanno ricevuto un ordine di di di espulsione, questi migranti verrebbero trasferiti in questi centri per poi essere deportati.
O rimpatriati nei loro paesi di origine.
In parte quanto l'Italia già sta facendo con i famosi centri in Albania, il ritorno AAMS fanno.
Parte dei delle cosiddette soluzioni innovative, ma c'è molto di più in questo Regolamento rimpatri che da poteri, diciamo straordinaria alle autorità di sicurezza degli Stati membri per dare, tra virgolette, la caccia con raid nelle case, nelle strutture pubbliche.
Per trovare eventuali migranti presenti illegalmente sul territorio dell'Unione europea.
C'è, per esempio, è stata una novità delle ultime ore 1, disposizione che prevede la detenzione per i migranti in atteso in attesa di rimpatrio fino a 30 mesi, molto di più del limite attuale, che è di 18 mesi.
E
Questa detenzione e riguarda anche le famiglie con bambini con minori che potrebbero rimanere chiusi in centri in attesa del rimpatrio fino a 30 mesi. L'accordo politico di della scorsa notte deve essere confermato, ma c'è una maggioranza netta sia al Consiglio sia al Parlamento europeo, a maggioranza composta dal Partito popolare europeo e da tutte le forze alla sua destra. E non è un caso se a gioire sia stato ieri il gruppo di estrema destra dei patrioti di cui fa parte la Lega che ha detto. Stiamo riprendendo il controllo. Questo accordo rafforza la sovranità dei governi nazionali anche perché, secondo il gruppo di patrioti, consente loro di andare oltre quanto previsto in termini di politiche migratorie dure dallo stesso regolamento. Rimpatri anche la commissione. Questa è la linea ufficiale, perché diversi funzionari ci hanno detto che devo essere molto preoccupati da questo regolamento rimpatri, ma ce lo hanno detto in modo anonimo. La linea ufficiale è che questo è ciò che si aspettavano i cittadini, e questo è ciò che stiamo fornendo queste le parole del Commissario agli Affari interni Magnus Brynner. Per ora è tutto ti restituisco la linea,
Grazie grazie a David Carretta e il cancelliere tedesco immersa ha proposto per l'Ucraina ha un accordo di associazione con l'Unione europea, un commissario e una quota di parlamentari a Strasburgo, il capo di Stato ai Consigli europei, ma senza diritto di voto e un'accelerazione e un rinvio mascherato ascoltiamo l'analisi di Mechelen, marchi storico dell'Università di Bologna al Campus di Ravenna,
Le procedure per l'adesione dell'Ucraina sono partite nel nel 2024.
E appunto la proposta sul terreno più più esplicita è stata quella del del cancelliere emersa, che ha parlato della possibilità di, diciamo così, a proporre all'Ucraina l'idea di un'associazione di essere membro associato, allora qui il punto è che è l'idea di accelerare quello che però non è un ingresso formale, ma appunto da membro associato, quindi con un suo commissario europeo, con una quota di ta dei parlamentari nella del Parlamento di Strasburgo con la partecipazione e il capo di Stato in questo caso, considerato il sistema istituzionale ucraino, ai Consigli europei è in una posizione, però diciamo così di osservatori, non senza quindi il diritto di voto e senza possibilità di incidere sul processo decisionale e da da numerosi
Osservatori, ma non solo, questa ipotesi, in realtà, più che un'accelerazione rispetto all'ingresso all'adesione piena dell'Ucraina, è stata interpretata come un modo in realtà per allungare, per mascherare, per rinviare.
è quella che, a tutti gli effetti, come più volte ha ripetuto il ministro della Difesa italiano, Crosetto che non più tardi di eredi ieri, in un'intervista poi presentata in prima pagina dal Corriere della Sera, come idea che l'Ucraina possa avere un'adesione all'Unione europea in tempi però diciamo così medio-lunghi per essere per essere eufemistici allora è evidente, questo però è il mio punto di vista. È evidente che un
è uno Stato come l'Ucraina, che sta conducendo un conflitto militare, non può essere membro dell'Unione europea fino a quando il conflitto militare lo si è concluso, questo è indubbio.
Guardando però al passato e agli allargamenti passati e dell'Unione Europea, non bisogna nemmeno dimenticare che in molti casi.
L'accelerazione al processo di adesione è stata è stata implementata anche in condizioni, diciamo così, nelle quali non tutti i capitoli negoziali erano stati completamente chiusi o, d'altra parte, con capitoli negoziali chiusi, ma con più di qualche dubbio su questi capitoli negoziali, penso,
Magari tutti staranno pensando al grande allargamento del 2004 2007, ma se vogliamo andare ancora più indietro, penso all'allargamento, ad esempio ai Paesi mediterranei, le cosiddette ex dittatura mediterranee, in particolare l'allargamento e l'ingresso rapido della Grecia nel 1981 era stato un ingresso facilitato all'epoca in particolare era la diplomazia francese che spingeva,
È per questo ingresso, anche se il Paese oggettivamente aveva svolto un processo di democratizzazione davvero davvero molto accelerato per certi aspetti, qualcosa di simile era, poi è accaduto anche per la Spagna, il Portogallo, anche se lì.
Proprio perché parte della Francia di Giscard d'Estaing parte poi la Francia mitterrandiana avevano frenato l'accesso, che arriverà poi solo nel 1986.
Abbiamo ascoltato lo storico Michele Marchi, ora andiamo in Medio Oriente aumento la tensione tra Stati Uniti e Iran sul Libano, con il rischio mai così concreto di un naufragio dei negoziati, alla fine Trump annuncia sia Israele che Hezbollah hanno accettato di sospendere gli attacchi e l'accordo con l'Iran per l'estensione della tregua alla riapertura di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della prossima settimana, ma nella notte l'IDF afferma di aver intercettato almeno due Proietti provenienti dal Libano, Hezbollah rivendica gli attacchi e in mattinata sono stati segnalati attacchi anche da pa da parte israeliana nel Sud del Libano e per questo conflitto e anche per la questione
Delle controversie sul nucleare iraniano sono appunto ambigue le prospettive sui negoziati e nel frattempo, sempre in Iran si è dimesso il presidente della Repubblica islamica e sono state annunciate altre conta.
Hanno a morte per i giovani manifestanti di tutto questo ce ne parla Mariano Giustino, un giornale Iren sospende i colloqui con gli Stati Uniti a causa dell'escalation israeliana in Libano, secondo quanto riferiscono i media del regime e l'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha inoltre affermato che Teheran potrebbe attivare altri fronti tra cui la chiusura dello stretto di Bab el Mandeb l'ennesima battuta d'arresto.
Di Perri sforzi di Trump dell'amministrazione Trump volti a raggiungere un accordo che riapre lo stretto di Hormuz e ponga fine alla guerra non.
Non dà buone prospettive il gruppo militante Uti, sostenuto dall'Iran precedentemente minacciato di sfruttare il proprio controllo sulla costa yemenita del Mar Rosso per colpire le navi che navigano nello stretto di Bab el Mandeb, largo 32 chilometri e situata all'estremità medi meridionale della penisola arabica e nelle zone circostanti un alto funzionario aiuti, ha dichiarato in aprile che il aveva dichiarato di capire che il gruppo avrebbe chiuso lo stretto qualora l'aggressione contro l'Iran Libano dovesse intensificarsi. L'Iran non ha ancora confermato la notizia riportata da Tas Min il presidente Donald Trump ha dichiarato alla Nbc che l'Iran non ha informato la sua amministrazione di una sospensione dei colloqui, ma che rimanere in silenzio potrebbe essere vantaggioso. Ha detto Trump, a dire il vero,
Creda ha detto Trump, credo che abbiamo parlato troppo, penso che il silenzio sarebbe un'ottima cosa e potrebbe durare a lungo.
Trump ha scritto, ha poi scritto sul suo account Truth Social che i colloqui con l'Iran procedono a ritmo serrato. Tuttavia, una soluzione negoziata alla guerra in iniziata il 28 febbraio rimane irraggiungibile, poiché i negoziatori faticano a finalizzare un memorandum di intesa che estenderebbe l'attuale cessate il fuoco di 60 giorni in base all'accordo preliminare. Secondo Washington, l'Iran riaprirebbe lo stretto di Hormuz, gli Stati Uniti fallì, ci direbbero lo sbocco di lo sblocco dei beni iraniani congelati ed entrambe le parti avvierebbe i colloqui sul programma nucleare iraniano e sull'allentamento delle sanzioni. Donald Trump ha dichiarato all'Abc News di ritenere che raggiungerà un accordo con il governo iraniano entro la prossima settimana per estendere il cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz. L'ultima versione del memorandum includerebbe a quanto pare l'impegno da parte dell'Iran non perseguire lo sviluppo di un'arma nucleare, ma non richiederebbe alcuna concessione specifica. L'agenzia di stampa Merra affiliata all'Organizzazione per la propaganda islamica del regime iraniano fa sapere che il testo di un possibile memorandum di intesa tratteranno i Washington per porre fine alla guerra. È ancora in fase di discussione e revisione e che non è stata ancora inviata alcuna risposta. A Washington il vice ispettore del quartier generale centrale di Catan al anni B. A ha dichiarato che il il messaggio
è che che lancia a Washington e che, anche se?
Non
Che che, anche anche con un accordo, combatteremo contro l'America a colpi di pietra, perché non siamo disposti ad arrenderci all'America, queste sono le parole testuali il quartier generale di Catan, ma al nebbia ricordiamo, è il principale centro di comando e di coordinamento operativo delle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran ha il compito di pianificare, unificare e dirigere le operazioni congiunte tra l'esercito regolare Stash e il corpo dei guardiani della rivoluzione cioè i pasdaran.
Hamid Reza a Giba bei, dì, che il vicepresidente dell'Assemblea consultiva islamica che la Repubblica islamica definisce il Parlamento ha affermato che la guerra della Repubblica islamica contro gli Stati Uniti non è finita, è cambiata solo la sua forma, secondo Ag babbei, la guerra tra la Repubblica islamica e la e l'America non ha, non si è fermata nemmeno per un minuto e Hague e ha aggiunto che un tempo questa guerra si combatteva con aerei e attrezzature militari. Oggi si svolge sotto forma di una guerra economica, culturale e mediatica e di propaganda su vasta scala ogni volta che non riescono a ottenere risultati, ha detto A.G. Babbei attaccano l'oppresso Hezbollah
E ha sottolineato l'America deve accettare che lo stretto di Hormuz appartiene alla nazione iraniana e che questo diritto non può essere violato, deve inoltre comprendere che l'energia nucleare è un diritto inalienabile della nazione iraniana e non è negoziabile, ha aggiunto che il popolo libanese e i combattenti di Hezbollah hanno sostenuto la Repubblica islamica con il sacrificio e la dedizione dei loro martiri e per questo motivo rimarremo saldi e risoluti al loro fianco. Si comprende bene anche da queste dichiarazioni.
Di chicchi ebbe sono venute da più parti del regime che un accordo tra Stati Uniti e Iran è di là da venire, pezze Schianno, intanto si sarebbe dimesso a causa del dominio assoluto dei comandanti delle Guardie della rivoluzione.
Islamica sull'amministrazione del Paese
Il Presidente, ma Sud pesce Schiana avrebbe inviato una lettera ufficiale all'ufficio della Guida Suprema, Moci Tabarca, May Khamenei, camelie Khamenei, rassegnando le dimissioni secondo indiscrezioni in questa lettera inviata nelle ultime ore, è peggio schiena, avvertito con tono senza precedenti. E critico che la struttura del governo del Paese sia di fatto discostata dai percorsi ufficiali, le che le principali componenti del governo sono finite sotto il completo controllo di un gruppo di comandanti delle guardiani della rivoluzione, e il riferimento è al comandante Ahmad Vahidi, comandante delle Guardie rivoluzionarie, che dal 28 aprile è emerso come la figura numero uno delle istituzioni della Repubblica islamica, fonti attendibili hanno riferito che la radice di queste divergenze risiederebbe nel modo in cui è stata gestita la guerra e nelle conseguenze devastanti sui mezzi di sussistenza della popolazione sull'economia del Paese. Alcuni settori sono in sciopero, lo ricordiamo
Quella contro l'Iran. Insomma, è la guerra a cui Trump non potrà porre fine, perché perché Washington ha bisogno di un accordo materano ha bisogno di un nemico. Ricordiamo che la Repubblica islamica è un regime fanatico, ossessionato da mezzo secolo dalla resistenza all'America, anziché dalla promozione del benessere del proprio popolo. È combattere contro gli Stati Uniti e l'Occidente.
Non è semplicemente la politica del regime e la sua identità e la sua von ideologia fondante Trump potrebbe sospendere la guerra, la sua guerra contro l'Iran, ma la guerra ideologica che la Repubblica islamica combatte da 47 anni contro il Grande Satana, l'America, e la sua bestia addestrati regime sionista per usare le recenti parole dell'ayatollah Mojtaba Khamenei, Guida suprema dell'Iran, continuerà senza sosta. I negoziati tra Stati Uniti e Iran non portano né fiducia né a una soluzione. Non esiste uno scenario vantaggioso per entrambe le parti. Le ambizioni nucleari di Teheran rimangono le minacce di chiudere lo stretto di Hormuz rimane
I gruppi armati regionali e i programmi missilistici continueranno a rappresentare una minaccia per il Medio Oriente per l'Occidente, finché la Repubblica islamica sarà potere, finché esisterà, per il momento è tutto la mia Roma.
Grazie grazie a Mariano Giustino e adesso cambiamo argomento il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, dedicato nelle sue Considerazioni finali, un'attenzione particolare all'intelligenza artificiale, come condizione e decisivo per la crescita italiana ne ha parlato il professor Paolo Guerrieri economista nella rubrica al mondo a pezzi condotto a questa settimana da Roberta Jannuzzi l'intelligenza artificiale non è una tecnologia da acquistare e installare è la nuova infrastruttura generale della produzione economica destinata a ridefinire.
La competitività delle imprese e dei servizi sentiamo.
Il e l'importanza che che che lo spazio che gli è stato dedicato nelle nelle considerazioni finali deriva da una ormai diciamo considerazione, che è relativamente diffusa, cioè siamo di fronte non con l'intelligenza artificiale a una Technology irrilevante da acquistare da installare, ma c'è qualcosa di molto più profondo, perché siamo di fronte a quella che sarà proprio la u, una nuova infrastruttura generale della produzione industriale ma più in generale della produzione economica, cioè un'infrastruttura che a questo punto definirà anche i termini della competitività delle imprese dei servizi. E qui il paragone che è stato fatto e che appunto serve proprio per dare la misura di questa di questo passaggio che che che che epocale e addirittura nell'800 quando
Entrò diciamo a far parte della del verso il mondo economico, l'elettricità, cioè questo, questo poi che non era una tecnologia, appunto, è un insieme di tecnologie e cambio tutto, ma molto più vicino a noi, quello che è successo un po'negli anni 90 e poi ace e gli anni seguenti con l'ingresso di quelle che,
Punto abbiamo
Definito come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione mondo di internet, tanto per intenderci e anche anche all'ora, diciamo è cambiato praticamente tutto, perché solamente nelle nel manifatturiero, ma nei servizi, nelle banche.
Nei supermercati non c'è ormai pezzo, diciamo, della nostro sistema economico, ma direi più in generale del del della società, che non sia stato contaminato e molte volte riconfigurato completamente, appunto, da queste tecnologie della comunicazione e dell'informazione ebbene, quello che sta succedendo poi perché è già iniziato ma ancor più succederà nei prossimi anni sarà qualche cosa di assolutamente simile, se non addirittura più generale e più profondo questo,
E diciamo, ingresso di questa intelligenza artificiale con le tecnologie che ne fanno parte e nei processi con cui si producono le cose, nel modo come gestiremo i dati e le informazioni.
Come verrà organizzato il lavoro, ma poi non è solo il manifatturiero, perché la sanità, l'energia e soprattutto la pubblica amministrazione saranno ridisegnati in qualche modo dalla possibilità di usare queste.
Queste tecnologie per questo eh,
è importante come dire e dare questa rilevanza e soprattutto parlare di questa sfida e appuntamento che ha un carattere anche, diciamo epocale, non è non è retorico definirlo in questo modo, anche perché ci sono molte similitudini tra il modo con il quale le tecnologie dell'informazione appunto l'Ict come si dice in termine acronimo inglese,
E si è diffuso negli anni 90, poi nei primi anni 2000 e come si diffonderà l'intelligenza artificiale, però con una differenza fondamentale, il governatore la sottolineata, la velocità, cioè la velocità di diffusione, è molto, è superiore e di molto in questa fase deve,
Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, rispetto in qualche modo al a quello che fu poi il fenomeno di internet negli anni 90
Ed ancora, sul discorso del governatore di Bankitalia sentiamo il professor Mario Baldassarri, economista, presidente del Centro studi, economia reale nella sua rubrica, a capire per conoscere con Sonia Martina impatto fortemente negativo dei dazi di Trump nel 2025 non si è visto ancora s'è visto e si sono cominciati a vedere gli effetti sull'economia americana.
Prevalentemente.
Perché l'interconnessione chiamiamola la globalizzazione delle produzioni
Per ora è più forte e.
Nel breve termine, che non la modifica dei prezzi, che avviene quando uno mette dei dazi all'importazione e negli Stati Uniti, il la per la vera previsione, però che il governatore ha fatto e per il 2026 e seguenti e c'è attenzione, dice il governatore quell'effetto nel 2025 in gran parte non c'è stato però ci sarà e in modo progressivo e forse preoccupante nel corso del 2026 e anni successivi non è che dobbiamo dimenticarci che comunque, in base a quella iniziativa del presidente Trump,
La, l'economia mondiale, tende a rallentare e l'inflazione tende a crescere. Per di più, come sappiamo tutti, su tutto questo nel 2026 è piovuto l'attacco,
Degli Stati Uniti e Iran, la chiusura del Golf Des dello stretto di Hormuz, e così via, tutte le cose di cui stiamo discutendo in queste settimane e questa è la base d'appoggio, diciamo, del ragionamento del governatore.
Cioè il quadro che abbiamo di fronte
Rispetto a questo quadro che abbiamo di fronte, a me sembra che il governatore, come d'altra parte, stiamo cercando di fare da mesi e mesi anche in questa nostra rubrica.
Dica che,
Non è che serve molto rincorrere affannosamente le emergenze che emergono via via, sia in Europa che in Italia, occorre in realtà proprio in questi momenti più difficili, più complicati e mettere finalmente mano a delle riforme strutturali.
Che de che che denunciano quelle sì il.
Diciamo che la debolezza dell'economia europea e dell'economia italiana,
E prime fra tutti, ho messo in testa.
Per l'Europa e la costituito, la costruzione del mercato unico dei capitali perché, voglio dire non dobbiamo mai dimenticare che da quasi vent'anni 300 miliardi di euro all'anno di risparmio europeo vanno a finanziare investimenti negli Stati Uniti.
E ora, il 2 giugno, le celebrazioni per la Festa della Repubblica, oggi l'80 o tantissimo.
Anniversario A, anzi no, scusate prima parliamo o del nuovo testo della riforma elettorale. Il 26 maggio la maggioranza ha depositato il nuovo testo della riforma che arriverà alla Camera il 26 giugno, ascoltiamo il pensiero di Fabrizio Cicchitto, già parlamentare direttore di Civiltà socialista al microfono di Lanfranco Palazzolo,
Ma la mia interpretazione è che
è una situazione paradossale.
Perché il pareggio
è una tendenza molto forte, ma non per un'operazione verticistica, come si dice, ma perché le 2 coalizioni, una volta che?
Il campo largo riesce ad aggregarsi, secondo me, non su una proposta politica, perché?
Di manca c'è un dissenso profondissimo sulla politica estera e c'è un altro dissenso sulla collocazione complessiva loro, c'è un dissenso anche nel centro destra sulla politica estera, però è un po'più attenuato, però i rapporti di forza sono al pareggio.
Allora loro cercano di evitare il pareggio con i meccanismi elettorali e non so se la cosa riesca, poi vogliono evitare le preferenze e secondo me questa è una scelta totalmente sbagliata.
Perché anche le esperienze degli enti locali mettono in evidenza che l'elettorato insomma poi sceglie il Sindaco, può sceglie i consiglieri comunali, vorrebbe scegliere pure i deputati e i senatori, se non Risceglie distacco, aumenta, quindi siamo in una situazione assolutamente paradossale.
L'obiettivo del lei pensa che, una volta fatta la legge elettorale e la Meloni andrà subito al voto, no, secondo me loro e nella fisiologia della situazione, di andare alla legge, a completare la legislatura, anche perché ci ci stanno tali problemi internazionali e interni che fa le elezioni anticipate chi le provoca corre dei rischi.
E ora la festa della Repubblica, il 2 giugno 1946 fu la prima volta in cui le donne votarono in Italia, ma che posto occupa la donna nella Costituzione repubblicana, lo abbiamo chiesto al professor Andrea aperti, ci ordinario, di diritto costituzionale, all'Università di Pisa, curatore per Giappichelli di una nuova edizione con il testo della Costituzione italiana, l'intervista di Roberta Jannuzzi, ecco, la ringrazio della domanda perché, appunto,
Ho voluto parlare effettivamente che il 2 giugno 2 3 giugno, insomma, come ci insegna un po', il film di Cortellesi c'è ancora domani laddove c'è comprò per domani e a poco perché tra il 2 e 3 giugno.
Fu un voto importantissimo proprio da questo punto di vista, per la prima volta abbiamo davvero il suffragio universale, votano le donne che erano sempre state escluse e nonostante qualche promessa, diciamo se si fosse affacciata.
Né negli anni e installato su un voto che le donne si erano conquistate anche sul campo, perché sappiamo che le donne ebbero un ruolo importante nella ha esistenza, che poi appunto portò alla possibilità, appunto, di votare il 2 o il 3 giugno 1946, la Costituzione,
è un testo di I avanzato rispetto ai diritti, anche della donna,
Onestamente c'è una disposizione che oggi vorrei aggiornare e appunto quella in cui fa riferimento alla donna lavoratrice, non nella sua, come dire, anche funzione familiare, credo che oggi appunto si debba.
Andare oltre, riconoscendo all'uomo e alla donna nella stessa misura,
La essenziale funzione familiare, perché finché le funzioni familiari stanno soprattutto a carico delle donne, credo che una perfetta parità, appunto, non non si realizzi. Noi abbiamo superato in appunto questi decenni tutte le leggi discriminatorie e di subordinazione della donna e ce n'erano tantissime
Essenziale è stata la riforma del diritto di famiglia, che però pensate del 1975 no, quindi ben 27 anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione, però, al di là dell'uguaglianza formale ormai piena, cioè priva di discriminazioni per legge, abbiamo ancora così la necessità di una effettiva uguaglianza che che il doparsi anzitutto da lì in questo senso per esempio un congedo parentale perfettamente paritario tra il padre e la madre credo che aiuterebbe,
Radio Radicale. 42 minuti e, a proposito delle celebrazioni del 2 giugno, il capo dello Stato poco fa ha deposto una corona di alloro sull'altare della patria e il suo messaggio al capo di Stato maggiore della Difesa. Luciano Portolano. Sono trascorsi ottant'anni da quel 2 giugno. 1946 che, con che segnò il compimento da parte degli italiani di un atto di libertà senza precedenti con il suffragio universale donne e uomini, insieme per la prima volta ha deciso di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario per avviare la ricostruzione di un Paese libero e democratico repubblicano. Nell'ottantesimo anniversario della Repubblica onoriamo la memoria dei militari che con i Gruppi di combattimento e reparti che, con abnegazione e valore, combatterono nella guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita dell'Italia, restituendo alla nazione Onore e libertà, così il messaggio di Sergio Mattarella appunto al capo di Stato maggiore e presidente Mattarella, che ha deposto una corona d'alloro sul sacello del Milite Ignoto all'Altare della patria a poco fa, pochi pochi minuti fa
Messaggio anche della premier Giorgia a Meloni sui social a oggi celebriamo gli ottant'anni della Repubblica italiana, una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme con storia e di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà, impegno generazione dopo generazione perché sono certo le grandi storie ma anche e forse soprattutto le piccole scelte quotidiane di aver fatto dell'Italia la straordinaria nazione che oggi ha detto appunto a Giorgia Meloni tramite i social.
E ora la pubblicazione della magnifica Humanitas, la prima enciclica di papa Leone quattordicesimo dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale.
E che consegna al dibattito pubblico una riflessione destinata a incidere profondamente anche sul mondo del lavoro è proprio di questo sentiamo il professor Tiziano Treu, professore emerito di Diritto del lavoro all'Università Cattolica di Roma, già presidente del CNEL nell'ambito della rubrica economia e lavoro a cura di Sonia Martina quello che mi ha colpito tra le tante affermazioni.
E che secondo me sarebbe un programma perfetto.
Fare qualunque un partito progressista, vero cioè lui dice guardate qui.
è un'innovazione galoppante, questa della intelligenza artificiale, ed è giusto che noi investiamo lì perché, se lo dicono tutti, anche gli ultimi rapporti economici.
Stesso governatore della Banca d'Italia, dice se non si usa l'intelligenza artificiale, ci si è tagliati fuori, quindi.
Pd e l'Italia, purtroppo.
E la usa poco anche nelle aziende, spesso la usano solo per fare un po'di maquillage, mentre invece deve penetrare dentro, mi trovai in e innovazione, nella produzione dei servizi, eccetera, però ecco, questa è la cosa che voglio sottolineare.
Innovazione di più guidata su obiettivi positivi, cioè non produrre spazzatura o due cose utili per il bene pubblico e però.
A ogni investimento che sono grandi numeri di innovazione bisogna.
Che a questo corrisponda un investimento in due cose fondamentali, informazione delle persone.
Perché, se non è così, se non c'è questo bilanciamento e non c'è appunto può perito investe molto di più nelle macchine che non delle persone che dovrebbero usare le macchine e controllare le macchine, se non c'è questo l'effetto negativo non è solo nelle persone che diventano obsolete che non trovano lavoro eccetera ma anche nella nella stessa capacità della.
L'intelligenza artificiale di produrre risultati positivi e questo lo ha detto il governatore Panetta per dire insomma, le nostre aziende non basta che facciano un'introduzione così una spolverata, devono appunto metterla dentro nell'organizzazione, renderla moderna e avere avere persone che siano in grado di parlare con le macchine riconosce questo linguaggio,
E appunto di non farci dominare, però aggiunge una seconda cosa, quindi investimenti in conoscenze, in modo che per questi uomini brucino sorpassati, subissati e i servizi questo discorso dei servizi è molto importante, perché vuol dire due cose, anche il Papa, ma ma oramai,
Tutti quelli che fanno analisi economica che serve, lo dicono servizi alla persona
Al territorio che, come si dice, economia della manutenzione.
Perché quella?
Produce lavoro buono e soprattutto migliora la qualità abbiamo ascoltato Tiziano Treu, professore emerito di Diritto del lavoro all'Università Cattolica di Milano, e adesso è il momento della pillola di adatto a cura di Valeria Manieri ben ritrovati alla pillola con Adapt e siamo in compagnia a Di Francesco Nespoli, ricercatore per Adapt e quest'oggi il tema della del nostro approfondimento riguarda i rapporti tra governo e in particolare,
E il presidente del Consiglio Giorgia, Meloni e Confindustria ha, ne parliamo grazie anche alla scorsa assemblea annuale di Confindustria del 26 maggio di una settimana fa a.
In cui appunto c'è stato l'incontro tra Emanuele, Orsini, presidente, Confindustria e Giorgia Meloni la domanda è, visto che in quella occasione si è mostrata anche, diciamo grazie, alcune capacità comunicative di Meloni, non insomma di non irrilevanti, una certa sintonia e convergenza piuttosto solida tra governo e imprese.
E se questo, insomma, su questa immagine che ci ha restituito quell'assemblea è davvero realistico, se invece ci siano delle distanze su, ad esempio, il tema della politica industriale e gli incentivi, la previdenza complementare, salari, insomma tutti i punti che è descrivono i punti di forza e ritardi e incertezze rispetto al nostro sistema Paese Francesco Nespoli,
Sì, allora partiamo col dire che negli ultimi mesi abbiamo parlato più volte di insolito e convergenze tra soggetti che di solito stanno su fronti diversi, quindi prima avevamo segnalato l'avvicinamento tra sindacati e Confindustria, o meglio tra Cgil e Confindustria, nella forma di un Comune allarme sulla crisi industriale italiana lanciato nella stessa occasione dal presidente di Confindustria Orsini dal segretario della Cgil Landini durante l'assemblea nazionale della Cgil poi la stessa cosa l'abbiamo vista anche per quanto riguarda il Sud.
Con l'assemblea nazionale della Fiom, Bari dove era intervenuto il presidente di Federmeccanica, condividendo appunto la preoccupazione per la manifattura italiana, oggi siamo di fronte a una comunanza di vedute meno insolita che quella tra Confindustria e governo, come è emerso appunto dall'assemblea annuale del 26 maggio scorso e anche qui il tono è stato quello dell'allarme Orsini ha definito il costo dell'energia non minaccia esistenziale per le imprese,
E ha chiesto, tra l'altro, la sospensione del sistema di pagamento di quote di inquinamento, quindi di dell'ETS europeo, e dal canto suo invece, Giorgia Meloni ha criticato l'Europa come gigante burocratico che deve fare meno deve fare meglio e ha promesso un grande cantiere contro la burocrazia, ora bisogna osservare che si tratta di una convergenza, diciamo fredda, forse nemmeno così netta non significa nemmeno un'assenza di attriti. Nei mesi scorsi, infatti, è emerso tutto quello che sul palco del dell'assemblea di Confindustria non è emerso
Ricapitolando prima c'è stato il passaggio sugli incentivi per Transizione, 5.0, che hanno visto numerosi ritardi che il governo prima ha tagliato poi, dopo le proteste di Confindustria, ha reintrodotto il secondo attrito e riguardato ha ricordato il tentativo che è stato attribuito al sottosegretario Durigon e di mettere in crisi il cosiddetto sistema Confindustria introducendo nel Sala nel decreto 1 maggio sul salario giusto la definizione di trattamento economico complessivo equivalente che secondo molti apriva ai contratti pirata e quindi metteva in crisi.
Il sistema confindustriale critica condivisa, tra l'altro anche dai sindacati con Pintus confindustriali, il terzo attrito molto recente, riguarda la previdenza complementare, perché è stata introdotta la portabilità dei contributi aziendali nei fondi pensione e sostanzialmente,
Ah venne data la possibilità di destinare il contributo datoriale anche fondi aperti, quindi fuori dai fondi nazionali di categoria che per i sindacati e Confindustria per le datoriali per
I sindacati dei lavoratori significa perdita economica, in qualche modo, comunque, attribuire fondi a attribuire finanziamenti a fondi che non sono quelli contrattuali, quindi costituiti dalle parti sociali, quindi tutte queste queste attriti, ma se vogliamo andare al cuore più della questione che riguarda ah, l'allarme condiviso da Confindustria e sindacati e conto pare anche dal governo il problema è,
Che, al netto di una certa sintonia contro l'Europa o contro la burocrazia, manca una convergenza che emerga sul piano della politica industriale, basti pensare che il caso più evidente che quello di Electrolux, ma anche il caso Stellantis non sono stati nemmeno citati sul palco dell'assemblea di Confindustria si tratta di due questioni aperte,
E le cose che costano e che cosa che scottano esattamente, quindi non si vede molto oltre una critica
A Bruxelles e dentro questo quadro c'è stato un passaggio forse interessante di Orsini, che riguarda i salari Rossini, ha detto, i salari sono bassi, ma le imprese da sole non riescono ad alzarli.
è questo un riferimento indiretto, forse ha bisogno di una politica più profonda, più incisiva, anche dal punto di vista industriale, perché significa dire che il problema non è tanto il dumping contrattuale, perché probabilmente i salari sono bassi anche per quei contratti che comunque garantiscono un salario superiore a quello a quello garantito dai cosiddetti contratti pirata e noi ci dobbiamo fermare qui. Intanto, grazie per questa fotografia. È anche, insomma, da quella fotografia dell'assemblea annuale di Confindustria. Che cosa si apre, che cosa possiamo intravedere al di là di quello che abbiamo visto grazie a Francesco Nespoli, ad Adapt,
Radio Radicale alle 9:54 minuti e chiudiamo qui la prima edizione del nostro notiziario, un ringraziamento e Piero Scaldaferri, che ha curato la regia adesso la replica di stampa e regime curata da Michele Lembo.
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