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giornalista
Buongiorno agli ascoltatori di stampa e regime che la rassegna stampa di Radio Radicale e questa mattina, mercoledì.
10 giugno non c'è praticamente quotidiano che non abbia scelto di dedicare il proprio titolo di apertura al alle indagini che riguardano il ponte di Messina, il ponte della corruzione. Questo è il la sintesi scelta da Repubblica inchiesta della Procura di Roma pressioni per ottenere il via libera ai lavori sullo stretto. Questo è un virgolettato quello che c'è scritto. Insomma, nella nell'ordinanza nella nel indagati, l'ex corte, l'ex membro della Corte dei Conti miele, l'avvocato leghista Saccomanno è il manager Virgiglio, pressione appunto per l'ok, al progetto del ponte. La Procura di Roma apre un'inchiesta per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio
Questo questo insomma, questa è la la notizia declinata in maniera insomma, no, non molto diversa, diciamo da giornale a giornale andando abbiamo visto Repubblica al Ponte della corruzione nella stampa, corruzione, Bufera sul ponte, quindi, insomma, non ha però ecco si si sottolinea ancora di più diciamo la vicinanza mentre su Repubblica si parlava di questo avvocato leghista.
Saccomanno sulla stampa, indagati, un avvocato vicino a Salvini, un magistrato e un imprenditore, ma la Lega tira dritto anche perché poi vedremo che vengono, diciamo così, sottolineate anche alcune prese di distanza da parte di una parte della Lega, che peraltro oggi è,
Interessata da un appuntamento importante, che quindi, ovviamente, andremo a raccontare, insomma, vedendo come come è stato trattato.
Per esempio, ecco qua non libero, ecco, è un quotidiano che non ha come titolo principale quello sul ponte, il titolo principale è proprio prove di nuova Lega, oggi il vertice del Carroccio no di Salvini al progetto delle due leghe, ma sì all'idea di Zaia in campo per dare più autonomia al partito al Nord ci sarà anche un congresso, questo è quello che è per l'appunto si scrive su
Su Libero, però c'è un richiamo, ma ovviamente alla a questa indagine così fatto, bomba dei pm contro il ponte sinistra in festa quindi seguendo, diciamo, lo schema ormai abituale che hanno questi giornali come Libero, come la verità, per cui comunque la notizia viene data.
Girandola con, diciamo così.
Ho un tono revanscista o in cui la la sottolineatura politica no, non può mancare interessante il l'editoriale.
Del direttore, Alessandro Sallusti, che mette insieme, diciamo così, i no, il MOSE con il ponte e sostanzialmente dice.
Insomma, che l'esempio del Mose non è bastato, la carica dei noi tu devi notturno dei No, tutto perché dice anche anche sul Mose, ci furono inchieste, ci furono furono scoperte insomma questi corruzione, eccetera, eccetera, ma il progetto in sé era un gran progetto e per fortuna dice che c'è perché oggi Veneziani e la ringraziano il Mose per esserci quindi la la, la,
Tesi, diciamo così, di Sallusti è che, per carità, appunto, la corruzione può esserci, ma il ponte va salvaguardato, poi comunque, semmai lo vedremo, lo vedremo un po'meglio.
Anche anche il Corriere della Sera, il Corriere della Sera, e.
Ah, diciamo un equilibrio leggermente diverso sulla sua prima pagina, perché comunque mette molto in evidenza anche il raid.
Che ci sono stati in Iraq i raid americani in Iran contro l'Iran dopo che è stato abbattuto questo elicottero Apache, ma anche i bombardamenti in Libano, con una foto dove c'è un un palazzo a tiro che viene venne colpito viene sbriciolato a centro, pagina però ponte scontro sull'inchiesta quindi,
è l'inchiesta che diventa oggetto di di scontro più che.
La il ponte, il ponte stesso, come avevamo visto in altri titoli, e qui invece si sottolinea l'appello dell'opposizione a Meloni perché appunto fermi il, il progetto più o meno vi dicevo in tanti altri fanno, questo fanno questa scelta, ecco il giornale,
Diciamo su, sulla scia di quello che vi avevo fatto vedere già sul libro a questo titolo vogliono fermare il ponte sullo Stretto 30 gatti, l'ipotesi dei pm, corruzione alla Corte dei Conti per il via libera a Salvini, vado avanti quindi e viene proposta fra l'altro al lettore un'intervista a l'architetto Massimiliano Fuksas che dice è un'opera necessaria per l'Italia, fra l'altro non credo,
Sia stato proprio scelto a caso Fuksas, perché insomma è sempre stato considerato un architetto molto vicino a un certo mondo alla sinistra, per cui.
Ecco, questa questa è la scelta che viene fatta dal dal giornale.
Il manifesto acqua passata, corruzione per ottenere il via libera al ponte sullo Stretto e la procura di Roma indaga, l'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti e l'ex amministratore in quota Lega della società concessionaria è l'ultima tegola sull'opera più insensata, può essere quella definitiva, è chiaro quindi l'impostazione invece, al contrario del manifesto,
Proprio opposta diciamo a quello che abbiamo visto, ossia del giornale che di libero e a dar man forte, diciamo così, al di alla prima impressione che ne riceviamo dal titolo anche l'intervento editoriale di Federico Alagna, più che un progetto, un meccanismo di governo ma soprattutto la domanda che lui si pone all'inizio è sarà stavolta un'indagine che fermerà il ponte sullo Stretto e questo è quello che che si augura anche,
Per domani è invece l'aspetto, diciamo così, riconducibile alla alla Lega è fondamentale, per cui il titolo è scandalo sul ponte Lega nei guai indagato, anche l'uomo di Salvini.
Eva a questo questo più o meno, questo, più o meno è quello che che troviamo, non è molto in evidenza sul Messaggero questa notizia, ma perché in realtà è in corso per il Messaggero questo grande appuntamento su Roma Capitale, questo evento a cui ha partecipato anche il suo futuro capitale la nuova Italia Roma motore strategico del sistema Paese ieri sera.
Non è un allegato al giornale di di articoli su su su Roma sulla grandezza di Roma attuale, non solo quell'antica, a dir la verità, e oggi oggi, più o meno la stessa cosa con un'ultima Messaggero e concentrato su più su quest'oggi.
Quindi abbiamo detto questi sono i titoli di a e poi, ovviamente anche il Fatto Quotidiano, però per un giorno non titola su Minetti, il che non significa che non compaia comunque in prima pagina una ripresa della notizia, ma anche questa la vedremo più avanti mette in,
In una specie di fotomontaggio Salvini e questo uomo di Salvini in Calabria, che faceva parte del consiglio di amministrazione dello Stretto di Messina, e il giudice della Corte dei Conti corruzione sotto il Pont indagati, amici del governo, questo questo.
Il titolo del Fatto Quotidiano.
Prima di andare a leggere questi queste, queste notizie però alcune segnalazioni, diciamo così, più legate a questa, a questa rubrica, in particolare da l'Unità dove c'è un bell'articolo di Sergio d'Elia che si occupa di carcere.
Scrive d'Elia, le carceri cadono a pezzi ed è giusto così.
No, si sorprende un po'no, perché e invece sentite?
Al carcere di Fuorni a Salerno la situazione non peggiora di anno in anno, ma di giorno in giorno con Nessuno tocchi Caino, c'eravamo stati un anno fa e ci siamo tornati di recente con una nutrita delegazione, dividendoci tra la sezione femminile e quella maschile, io ho visitato la prima sezione maschile a media sicurezza il carcere viene definito istituto di pena e già uno dovrebbe interrogarsi.
Nel terzo millennio abbiamo ancora luoghi chiamati penitenziari o istituti di pena o peggio, carceri, termine che trae origine dall'aramaico Karkar, che vuol dire sotterrare e tumulare, spesso non ci rendiamo conto del peso delle parole.
Quando una parola coincide in modo così crudo con la sua radice e ti moto etimologica?
Svelandone la natura profonda significa che l'oggetto a cui si riferisce è ormai anacronistico e bisogna liberarsene quello di Salerno non è un istituto di pena, è un istituto che fa pena e poi dice ancora d'Elia, chiarisco subito un punto, partendo dalla visione che era di Marco Pannella, il carcere è un luogo dove vive e lavora una comunità, pertanto tutto il male possibile, che potrò dire della struttura di Salerno non coinvolge il direttore, gli educatori, l'area sanitaria o gli agenti della polizia penitenziaria è la struttura a fare pena
E del patimento inflitto sono vittime tanti detenuti quanto i detenente messi lì dallo Stato a servire un articolo 27 della Costituzione che recita le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, già il termine rieducazione fa rabbrividire chi rieduca chi e soprattutto come quel luogo tradisce.
La sua funzione costituzionale, poi, continua ancora questo lungo articolo a pagina 6.
E ragiona.
Seggioline Delia dicendo abbiamo smesso di praticare la tortura quando ci siamo resi conto che era insopportabile sia per i torturati che per i torturatori.
Abbiamo abolito la schiavitù quando è diventata intollerabile per gli schiavi, come per gli schiavisti, abbiamo chiuso i manicomi quando sono stati riconosciuti umilianti, tanto per i pazzi quanto per gli psichiatri, lo stesso deve valere per il carcere in luogo strutturalmente contrario al senso di umanità per carcerati e carcerieri.
Questo questo schivo ed Elia fra l'altro, non non ne fa riferimento nel suo nel suo articolo, ma io ricordo che, insomma, di aver letto più di una volta e insomma di di di saperlo, anche per per questioni legate al lavoro svolto qui, ma non solo che,
Ed è talmente tanto vero questo aspetto della sofferenza dei cosiddetti carcerieri che il numero delle persone, delle de degli agenti di polizia penitenziaria che per esempio si tolgono la vita era.
Decisamente più alto in proporzione rispetto a quello di qualsiasi altro.
Agente di corpi di polizia, eccetera, eccetera.
Il rischio di Borna out è molto più alto e la sofferenza, appunto, proprio psichica di queste persone è molto percentualmente, molto molto più alta che in qualsiasi altro colpo, qualche cosa questo evidentemente vorrà dire vi segnalo sempre sulla stessa pagina 6 dell'unità, anche un articolo di Leonardo Fiorentini, che riporta il nuovo rapporto dell'Agenzia dell'Unione europea sulle droghe, che racconta, svela mercati europei sempre più complessi, rapidi nell'adattarsi e caratterizzati da sostanze più potenti, più pure e più imprevedibili è il risultato conclude l'Unità di sessant'anni di proibizionismo e quindi, insomma, direi no, non proprio benissimo. Ecco
E invece, dalla verità, dal manifesto e da Avvenire possiamo trarre qualche notizia sul dibattito in corso sulla sulla legge, sul fine vita.
Di cui agli altri non è che parlino moltissimo invece in questi, in questi giornali qualche cosa troviamo anche perché la questione, insomma, è abbastanza abbastanza complicata visto che, come sapete, c'è stato un dibattito, insomma, è se è sostanzialmente in stallo leggo per esempio,
Ah, Avvenire l'articolo di Alessia, guerrieri fine, vita, Forza Italia prova a sbloccare lo stallo, gli azzurri presentano sei proposte senza convincere il Pd Bazoli dice passo avanti, ma i nodi restano Forza, Italia, scrive Alessia, guerrieri prova a tendere una mano all'opposizione per uscire dallo stallo in cui è finita la legge sul fine vita nel tentativo di arrivare ad avere un testo approvato dal Parlamento entro fine legislatura.
Una mediazione però difficile, viste le reazioni della minoranza che, pur apprezzando il gesto, considerano ancora sul tavolo i nodi del passato,
Stretti fra Fratelli d'Italia e le opposizioni che sono sul piede di guerra dopo il rinvio in commissione gli azzurri presentano in extremis tre emendamenti e tre subemendamenti al testo unificato dei relatori Zanetti in Zurlo con la finalità di trovare un'intesa più ampia possibile sugli aspetti più delicati del provvedimento.
A spiegare le ragioni la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, per cui il nostro tentativo di mediazione è volta a portare a conclusione l'iter di una legge seria, condivisa, rispettosa di tutte le sensibilità, in primis del mondo cattolico entro la fine della legislatura e il,
Il primo emendamento precisa che il servizio sanitario nazionale garantisce le cure palliative del dolore e l'assistenza domiciliare continua alle persone in condizioni di grave non autosufficienza, ma puntualizza al tempo stesso che l'assistenza al suicidio non può rientrare nei livelli essenziali di assistenza, un altro emendamento fa rientrare dalla finestra con dei paletti il medico pubblico che era esattamente quello che si voleva.
L'assistenza può essere resa si legge nell'emendamento da un medico ospedaliero o di medicina generale e pur che, su base volontaria e gratuita, nell'ambito dell'attività libero professionale oppure all'interno delle strutture pubbliche, ma in regime intramoenia.
Gli strumenti di eventuale supporto all'auto somministrazione è questa l'ulteriore precisazione debbono essere reperiti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche voi sapete che Avvenire non è particolarmente, diciamo così, entusiasta di questo lo è sicuramente ancora meno la verità che.
Si pone, diciamo così, in una posizione che dà voce a una parte della della maggioranza che non è affatto d'accordo con la legge sul fine vita, in contrasto appunto con un'altra parte, che invece è decisamente più a favore e quindi il tono che possiamo trovare sull'articolo della Di Carlo Cambi a pagina 9 della verità è completamente diverso modifiche alla legge sul fine vita,
Forza Italia strizza l'occhio al Pd e ovviamente si sottolinea come fra gli emendamenti sia previsto il supporto dei medici ospedalieri alla morte assistita, e questo va bene, e vi dicevo anche sul manifesto se ne se ne parla, quindi, per fortuna,
Troviamo una una citazione anche sul sul manifesto, che io però.
Certo.
Ah perdermi, vorrei sapere com'è possibile.
Anche se eccolo qua.
Ho un tavolo grande, ma riesco a perdermi i giornali lo stesso allora dicevo sul manifesto.
E siamo a pagina 5, invece Eleonora Martini, che ha, diciamo così, i toni sicuramente meno.
Meno pesanti, anzi.
Di quelli che avevamo trovato sulla verità fine vita, Forza, Italia tenta una mediazione e torna ai requisiti della Consulta.
Torna appunto e viene giustamente evidenziato questo aspetto, che era poi uno di quelli su cui più si era discusso, c'è torna al servizio sanitario nazionale, escluso il suicidio dai LEA introdotta l'obiezione di coscienza, quindi, comunque si cerca di tenere insieme un po'tutti gli aspetti questo racconta, mi dicevo il manifesto infine,
Visto che parliamo di di stampa e regime, vi segnalo dall'Unità.
Un altro cambio ieri guardavamo la stampa, oggi, invece è l'unità a dare notizie, anche se in realtà è successo l'altro giorno, ma insomma, la notizia che vi ci viene data oggi che.
Il in Vaticano, Cambio della guardia al vertice del dicastero per la Comunicazione Maria Alvarado subentrerà da novembre all'uscente Paolo Ruffini solo che il titolo è questo, una Trump Piana a dirigere i media del Vaticano, perché questa questa collega Maria Alvarado viene dalla descrissi, ma è u t n, che è una,
Gruppo e.
Un gruppo di testate con televisione, eccetera, eccetera eterna Wall Television Network, un polo multimediale cattolico distinto, si scrive Fabrizio Mastrofini per posizioni conservatrici simpatie nel mondo, tra un piano e un passato polemico proprio con Papa Francesco, lo stesso privo sta in realtà
Chi la conosce sa che non è esattamente una tra un piano e anzi, è decisamente una forma, una forzatura definirla una tran Piana.
Anzi, l'estero, abbastanza distanziata proprio da certe posizioni della sua di questo network.
Comunque.
è lei che è stata nominata da dal papa papa Leone quattordicesimo e, appunto, a novembre prenderà il posto di Paolo Ruffini, Detto questo, dicevamo del ponte, andiamo a vedere cosa intanto.
Proprio un passaggio in passaggi tecnici per inquadrare, diciamo così, l'inchiesta, io scelgo per di leggere la cronaca di Ivan Cimarusti e Flavia Landolfi sul Sole 24 ore, Flavia Landolfi ha sempre seguito con molta attenzione queste Vic, le vicende del ponte e quindi da qui parto Ponte sullo Stretto inchiesta per corruzione pressioni sui giudici,
Gli orientamenti dei magistrati, l'andamento della camera di consiglio in adunanza plenaria dietro le porte chiuse della Corte dei Conti, il giudizio sul ponte sullo Stretto, stava maturando e, nell'ipotesi della procura di Roma, già filtrava verso l'esterno risaliva di mano in mano fino all'amministratore delegato della società Stretto di Messina S.p.A. Pietro Ciucci non indagato.
A farlo uscire sarebbe stato un magistrato ai vertici della stessa corte in cambio una poltrona.
La presidenza dell'Antitrust o, in subordine, quella di una partecipata delle Poste, l'inchiesta dei pm capitolini è emersa ieri con le perquisizioni eseguite dai carabinieri del Ros nelle ipotesi investigative c'è una manovra costruita per condizionare l'esame di legittimità della Corte dei conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina,
Quello del 29 ottobre 2025, relatrice, Carmela Mirabella, che bocciò la delibera CIPESS del 6 agosto con il progetto definitivo, una ricostruzione preliminare che si carica anche dei risvolti politici per il coinvolgimento di esponenti leghisti vicini al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, sotto accusa è finito Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti.
In quiescenza dal febbraio e del 26 e oggi anche presidente della commissione di primo grado per il rilascio delle licenze Uefa alle squadre di calcio, con lui l'imprenditore Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell'associazione Accademia Calabria e Giacomo Francesco Saccomanno, ex responsabile della Lega Salvini Calabria e nel consiglio di amministrazione della Stretto di Messina fino al 29 aprile,
Dove era stato designato dalla Regione Calabria per tutti, l'accusa è corruzione per l'esercizio delle funzioni e per atto contrario ai doveri d'ufficio commesso da pubblico ufficiale, oltre alla rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio ad avvicinare miele, secondo i pm della Procura di Roma sono Virgilio e Saccomanno il bersaglio è il parere che il 29 ottobre la sezione di controllo avrebbe appunto espresso sulla delibera CIPESS e che però va in un'altra direzione.
La sezione centrale di controllo sugli atti del governo nega il visto e la registrazione alla delibera è la frenata più dura dopo una serie di passaggi che fanno già presagire un percorso accidentato sul piano pratico, il mancato visto sospende l'efficacia della delibera.
Senza registrazione non possono partire espropri e procedure operative e quindi miele, stando all'accusa, comincia a parlare aggiornamenti costanti sull'andamento della procedura, agli orientamenti riservati dei colleghi, lo sviluppo dell'adunanza poi arriva il no della Corte e lui non si ferma, esamina la pronuncia e si impegna a confezionare nell'interesse dello Stretto di Messina una memoria da recapitare al commercialista della società il prezzo a un nome nelle carte raccomandazioni, sponsorizzazioni capaci di spianargli incarichi di peso nella pubblica amministrazione, a dirlo è lui stesso intercettato in alcune conversazioni miele,
Illustra espressamente il suo interesse a ricoprire la carica di presidente dell'Antitrust, o, in alternativa, di una società partecipata come Postepay o Poste Italiane in quanto cariche ben remunerate, a differenza della presidenza dell'Autorità garante per la privacy, e questo lo dice sempre lui sintetizzano gli investigatori due Co Co in due conversazioni del 18 e del 21 novembre 2025,
E poi, insomma, si si va avanti, però questa è la parte, diciamo così, più più importante e più interessante, dopodiché, come vi dicevo, ci sono due fondamentali prese di posizione.
Che si contrappongono una l'abbiamo vista sul manifesto con Federico Alagna che si augurava che questa volta l'indagine fermerà il ponte sullo Stretto, dice la domanda, ce la siamo fatta molte altre volte adesso il lavoro dei magistrati coinvolge, fra gli altri, un ex consigliere della Stretto di Messina S.p.A. La società concessionaria incaricata della progettazione, costruzione e gestione del ponte sarà il colpo definitivo decisivo. Scusate,
Dipenderà certo dagli sviluppi giudiziari, continua il manifesto, ma dipenderà soprattutto dalla capacità di chi si oppone all'opera di trasformare in argomento politico il quadro che l'inchiesta fa emergere, in altre parole dall'efficacia con cui nuovi elementi entreranno nel dibattito pubblico e condizioneranno la percezione dell'opera dei costi e delle opportunità politiche ad essa connesse.
Al di là delle eventuali responsabilità penali che l'inchiesta potrà accertare, le ipotesi di reato, le intercettazioni e le ricostruzioni della procura sembrano infatti corroborare con tutte le cautele del caso, quello che ripete da oltre 25 anni il movimento che si batte contro la costruzione del collegamento stabile fra Sicilia e Calabria e cioè l'esistenza di un blocco sociale che si nutre del ponte non soltanto della sua eventuale realizzazione ma anche della sua interminabile progettazione dei continui rinvii dei passaggi procedurali che nel tempo alimentano costi, incarichi, compensi, relazioni, interessi, tra gli altri, di questo blocco fanno parte in forma i ruoli diversi, gli attori della governance tecnico, politica dell'opera progettisti consulenti, partiti favorevole alla sua realizzazione, ampi segmenti di categorie professionali e, naturalmente, la società concessionaria
Senza indulgere.
Ad alcuna forma di giustizialismo. L'indagine della Procura di Roma sembra restituire consistenza a questa lettura, smentendo nei fatti la rappresentazione, spesso evocata, di una governance orientata esclusivamente all'interesse pubblico per il solo fatto di essere collocata entro strutture pubbliche. E quindi conclude Alagna dicendo che basterebbe appunto, quindi no, no, però non basta appunto cancellare l'idea del ponte, tant'è che dice non a caso lo slogan scelto dal Movimento per l'ennesimo corteo No Ponte che è stato convocato per il prossimo 8 agosto a Messina è proprio chiudere la Stretto di Messina S.p.A. Che mai come in queste ore viene da chiedersi se non ora, quando
Però
A voler essere proprio non dico maliziosi, ma anche proprio malefici, viene da pensare che anzi, l'inchiesta se nel caso non fosse chiusa la Stretto di Messina S.p.A. Non fa che allungare questi tempi, quindi permettere a tutte queste persone che ci campano sopra di continuare ad andare avanti ripete un paradosso il mio però,
O comunque quello che è interessante è appunto la la posizione del manifesto, decisamente schierata, decisamente schierata contro, vi dicevo al contrario, invece su Libero è la tesi di chi dice sì, la corruzione ci può essere il Malandrino ci può essere,
E però il ponte è importante, serve.
Lo scrive appunto, Alessandro Sallusti.
E che fa il paragone con con il Mose, dice il sistema di dighe mobili per proteggere Venezia, dà inizio ai lavori, dice nel 2003 sono state arrestate 14 persone per false fatturazioni, 35 per corruzione, compreso l'allora presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, però oggi dice dice Sallusti non c'è veneziano che non ringrazi Dio che l'opera sia stata completata,
Rabbia, risolto una volta per tutte il problema che ogni due per tre metteva in ginocchio la città e la sua economia, fa anche l'esempio della Salerno, Reggio Calabria e insomma poi quindi conclude dicendo il ponte è innocente, la stragrande maggioranza dei calabrese, dei siciliani certificano i sondaggi, attendono di attraversarlo e liberarsi dalla schiavitù dei traghetti, migliaia di persone aspettano un posto di lavoro, centinaia di imprese di fatturare non possono essere quattro eventuali malandrini, semmai risulteranno tagli affermare tutto questo, o c'è poi anche chi, non avendo in assenza di ponte, sì, organizza diversamente mi ha fatto molto sorridere una storia che viene raccontata questa mattina sul Mattino di Napoli
Di un gruppo di 12 insegnanti che vivono vive, vivono a Procida e che però dovevano andare a Ischia per fare gli scrutini ieri, solo che cosa è successo è successo, che c'è stata un'avaria del traghetto dell'aliscafo che li doveva portare appunto ad approcci da Ischia,
Quello successivo li avrebbe fatti arrivare troppo tardi e quindi hanno affittato due gommoni e da soli se ne sono andati all'isola, e questo questo succede appunto quando, quando hai a che fare con il mare e va be'~speaker_laugh, torniamo al ponte.
Quindi posizione appunto molto chiara, quella quella di Sallusti.
Ci sono e vengono sottolineate con una certa.
Attenzione, viene tralasciato questo sicuramente questo aspetto, questi risvolti, diciamo così i politici prendo per esempio appunto il Corriere della Sera.
E subito, a pagina 2, oltre alla cronaca di Ilaria Sacchettoni della di questa accusa di corruzione, della della, quindi subito dell'attacco delle opposizioni e a un'intervista a Angelo Bonelli di Alleanza Verdi, Sinistra, che è sempre stato contrarissimo e ha presentato 6 esposti alla alla magistratura c'è l'articolo,
Molto più in evidenza di Marco Cremonesi su.
Appunto, quello che viene definito il caso del legale vicino a Salvini, nella Lega c'è chi prende le distanze ma dice ancora cremonesi per il partito l'inchiesta resta una vendetta dopo il referendum.
Operazione chirurgica cambiano i leghisti che parlano, non il giudizio sull'inchiesta della Procura di Roma sul ponte sullo Stretto per corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio, se il nome più clamoroso coinvolte è quello dell'ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele nella Lega fa ovviamente molto più rumore è quello dell'avvocato Giacomo Francesco Saccomanno ma attenzione a mano a mano scrive cremonesi che ci si allontana dalla base del partito quella dei parlamentari semplice senza particolari galloni crescono le cautele di molto.
E si sente a ragionare sul fatto che ormai Saccomanno con noi non c'entrava più praticamente nulla, insomma una presa di distanza abbastanza netta con qualcuno che arriva a definirlo un lobbista, peraltro dalla Lega non è stata espressa alcuna nota di solidarietà nei confronti del professionista ma il problema è vistoso Saccomanno settantun anni che è stato sottoposto a una perquisizione e sequestro di materiale informatico e un ex componente del consiglio d'amministrazione della società Ponte sullo Stretto.
E quella chiamata a pilotare la realizzazione della grande opera, che il sogno perseguito con assoluta determinazione da Matteo Salvini, ma nella società Saccomanno c'era certamente, in quanto noto professionista di Reggio dal curriculum imponente stimato rotariano.
Generalmente considerato persona assolutamente perbene, autore di pubblicazioni, eccetera, eccetera, ma allo stesso tempo l'avvocato è stato anche l'uomo di assoluta fiducia del segretario leghista al punto da essere stato il suo plenipotenziario in Calabria, insomma difficile prenderne proprio completamente le distanze.
Come fa per l'appunto notare il Corriere della Sera, mentre la stampa, ma anche la Repubblica, la Stampa con un articolo di Marcello Sorgi, Repubblica, con un articolo di Annalisa Cuzzocrea, sono più attenti, diciamo così alla questione della della Corte dei conti, dei controlli Sorgi con un'interpretazione decisamente maliziosa, toghe contabili ombre sulla riforma scrive e dice finalmente s'è capito perché nelle stesse settimane in cui partiva la campagna per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, il governo si impegnò con tutte le sue forze per far approvare la riforma della Corte dei conti. Scrive Silvio e Marcello Sorgi,
Che c'è tanto da farne, appunto, la legge numero 1 del 2026 e chiudere in Parlamento la partita cominciata a fine ottobre con il pronunciamento dei magistrati contabili contro le procedure adottate per il Ponte sullo Stretto, la traccia che mancava è emersa ieri dal comunicato della Procura romana che ha inquisito tre persone fra cui appunto lo stesso ex presidente aggiunto della Corte miele per corruzione il tentativo,
Poi racconta insomma di questo tentativo di miele, di agire, eccetera, eccetera,
E invece dice è andata in porto grazie alla solida maggioranza di cui dispone il governo, la riforma che ha tagliato le unghie ai magistrati contabili con l'obiettivo ufficiale di facilitare il percorso delle opere pubbliche, rallentato da norme burocratiche sempre più inestricabili ma anche dai severi controlli della Corte dei Conti una magistratura eminentemente tecnica ha, dato che deve districarsi fra le cifre, le leggi che spesso si intersecano con il risultato di bloccare i lavori per anni e anni e quindi qui qui questo ci vede Sorgi e la
Questa cosa del depotenziamento lo ha la troviamo ben spiegata sulla stampa, sempre in un'intervista che Francesco Grignetti fa a Giuseppe Busia, che è il presidente dell'ANAC, la retorica dell'anticorruzione e che dice appunto troppi decreti sono un rischio per l'opera, serviva una gara perché sapete che è stata ripresa con la vecchia,
E poi parla anche del dell'abolizione dell'abuso d'ufficio e dice l'abolizione dell'abuso d'ufficio e il ridimensionamento del traffico di influenze illecite ha indebolito le garanzie di dicevo anche su Repubblica, sì, insomma, il tono è molto, è molto simile in questo caso ne scrive Cuzzocrea quell'insofferenza i poteri di controllo e scrive Cuzzocrea che il Governo Meloni abbia una sorta di allergia agli enti regolatori e di controllo si è capito fin dai suoi primi passi.
È stata evidente nel rapporto con la Corte dei Conti, sfidata apertamente fino a toglierle con legge ordinaria, poteri che le affida la stessa Costituzione nella gestione della Rai, che non ha un presidente, perché la maggioranza non è riuscita a imporre chi voleva lei con buona pace della funzione di garanzia che quella figura avrebbe dovuto assicurare a questo questo esempio ma poi continua.
Parlando appunto anche lei degli attacchi scomposti all'Autorità anticorruzione, guidata da Busia, reo di aver cercato di arginare l'indebolimento dei presìdi di controllo quando si tratta appunto di appalti e opere pubbliche, eccetera, eccetera, eccetera, ma si riferisce anche e poi ci ci ritorneremo un po'meglio.
A quello che sta succedendo intorno a.
La questione è Risiko, il cosiddetto Risiko bancario, quindi Mps, Intesa Banco
Perché, come sapete, sostanzialmente manca la Consob e quindi non è proprio, diciamo, una una cosina da poco e giustamente Cuzzocrea, lo fa rilevare, vi dicevo, al contrario ci sono invece ecco, l'avevamo visto sul giornale era completamente diverso il tono.
Anche del del titolo del giornale.
Che se la prende direttamente con.
Con con i giudici.
Vogliono fermare il ponte sullo Stretto e.
Intanto non è nelle prime pagine l'articolo, ma bisogna andare a pagina 4 e 5, devo dire, costruita anche in modo molto efficace queste queste due pagine con un bellissimo, una bellissima foto del rendering del ponte.
Celebrato, appunto, con una campata centrale di tre chilometri e tre sarebbe il ponte sospeso più lungo del mondo, eccetera, eccetera, eccetera vogliono affermare il ponte, è ancora qui sotto la testata e Ludovica Bugliani racconta la cronaca ma, come vi dicevo, viene poi intervistato da Hoara Borselli, Massimiliano Fuksas,
Che
Viene ripresentato, come ovviamente l'architetto per eccellenza, che in realtà è vanta progettazioni costruzioni in tutto il mondo, ha lavorato dalla Francia alla Cina e al Giappone, è considerato uomo di sinistra e probabilmente lo è, ma soprattutto uomo che dice sempre quello che pensa senza farsi travolgere dall'ideologia e che cosa ne pensa l'architetto e dice che dice le dico solo che per la prima volta il Ponte sullo Stretto lo progettarono i romani.
Pensavano a un ponte di legno che si sorgesse su una fila di barche, poi fu Garibaldi a dire che fosse necessario farlo, quindi non è certo un'idea improvvisata, perché è necessario, perché il ponte nasce per collegare quindi, insomma,
Assolutamente assolutamente d'accordo.
Come vi dicevo, tutta questa vicenda ha toccato l'abbiamo visto.
Non proprio tangenziale mentre la Lega mettiamola così
E della Lega.
Della Lega si parla oggi si parla sui sui giornali, perché c'è appunto questo appuntamento, questo appuntamento importante e perché si parla ancora anche di Vannacci, quindi adesso noi facciamo, diciamo così, una piccola venne anche poi tanto piccola digressione.
Andiamo a vedere che cosa che cosa si dice della Lega, andiamo un po'a vedere le questioni legate alla politica, poi Reef ritorniamo un attimo.
Non sul sulle questioni, invece sugli A l'altro tema diciamo presente sulle prime pagine e cioè quello della della guerra dell'Iraq Iran in Libano, ma ci arriviamo fra un attimo.
Lega, allora vi dicevo allora sul Corriere dobbiamo andare a pagina 16 e pagina 17, quindi non proprio la primissima foliazione, ma Marco Cremonesi che forse dei maggiori esperti della Lega non può non essere letto oggi cosa scrive Cremonesi le 2 Leghe leggo tante fantasie, Matteo Salvini rassicura, con queste tre parole, inoltre, attivissime in via WhatsApp nel giro di pochi minuti, i suoi sostenitori nel partito
Per i suoi un respiro di sollievo, dopodiché tutti giurano come un sol uomo che oggi non succederà niente. Qualcuno si spinge a dire che Zaia accetterà la vice segreteria della Lega e allora, oggi riepilogo il consiglio leghista di oggi non è uno dei tanti, avrebbe potuto essere quello in cui si parla del cambiamento di pelle della Lega richiesto da Luca Zaia sul modello del doppio partito tedesco si Cdu se su
Con una modifica allo statuto da approvarsi con un congresso non elettivo. Insomma, il braccio di ferro fra Salvini e Zaia possibile vicesegretario di una Lega nordista, ma la riunione del federale convocata per le 11 e strizzata però da un Consiglio dei ministri a mezzogiorno. Resta tutta da vedere, anche se è possibile che il Consiglio dei ministri, slitti di qualche tempo, e così sulla carta sembra ci sia solo il tempo di parlare di bilancio e magari per l'intervento di Salvini, ma con ogni evidenza la questione non è chiusa. Di certo c'è un testo, una bozza di modifiche allo statuto leghista ci ha lavorato Roberto Calderoli, mal
L'unica cosa che in diversi ripetono è che nel contesto italiano, con la legge elettorale italiana
Il doppio partita, la tedesca, non è possibile, ma un riferimento alla macroregione del Nord nel testo e contenuto, però, non è affatto detto che la bozza oggi sia diffusa al momento è solo una base per far partire il lavoro, il lavoro dice Salvini già cominciato, tant'è che nelle prossime sei settimane
Sistemeremo quello che va sistemato, poi ci sono continua, l'articolo cremonesi parla dei sostenitori di Zaia,
Per cui dice per i sostenitori di Zaia, oggi, però, il giorno, invece in cui inizia la sfida per i salviniani, non succederà assolutamente nulla almeno oggi, e quindi si punta alla distrazione ieri Cola corale, riprovazione nel partito e fuori per l'immagine di Salvini bruciata dai collettivi studenteschi e c'è anche il contro spin sulla vicenda Zaia a cui sarebbe stato offerto tutto dal Parlamento europeo alle indicazioni al sindaco di Venezia.
Alla vicesegreteria del partito, ma lui ha risposto no a tutto, ma nessuno se lo nasconde la partita non è un'amichevole. Luca Zaia non ha alcuna intenzione di avallare un'operazione gattopardesca e le politiche del 27 sono uno spettro vero con la Lega che perde qualche decimale a ogni sondaggio e il generale che fu leghista che invece vola nei sondaggi ovviamente Vannacci ci arriviamo fra un attimo, però, visto che si è parlato di Venezia del municipio di Venezia, non possono segnalarvi anche l'intervista impaginata accanto
Al Corriere, pagina 17, A il presidente del Senato, Ignazio la Russa, intervistato da Paola Di Caro che parla della della delle candidature a per Milano, Milano, chiedo scusa, è l'ora di decidere, troviamo il nome giusto e non si perda altro tempo e la Russa dice che apprezza lupi.
E annuncia che farà la prima mossa, dice inviterò a pranzo, persone che dal territorio sanno dare pareri, l'indicazione deve arrivare da Milano e quindi, insomma, questo questo è la Russa, vi dicevo anche anche sulla sul Corriere della su sulla Repubblica c'è molta molta attenzione per quello che potrebbe avvenire appunto nella nella Lega anche qui all'affoliazione è abbastanza avanti, però sono ben due le pagine 20 e 21
Con tanto di grafica per aree di influenza, quindi intorno a Matteo Salvini ruotano persone come Claudio Borghi Durigon, Silvia Sardone, Armando Siri, mentre invece nella sfera di influenza troviamo of Gatti, Massimiliano Romeo, Attilio, Fontana e Massimiliano Fedriga, insomma, quindi è molto ben ben organizzato per chi vuole provare a orientarsi.
La ra, il racconto di Lorenzo De Cicco sulla Repubblica, è invece di una resa dei conti nella Lega con Zaia che appunto, chiede questo congresso straordinario, il muro di Salvini nel federale con Salvini che dice basta lamentarsi, chi non vuole restare, vada pure.
Però anche anche Repubblica dice che il tema della modifica dello statuto potrebbe essere affrontata nel ritrovo di luglio a Treviso.
Ma comunque è da tenere da tenere.
Da tenere d'occhio, ecco indubbiamente da tenere d'occhio ancora di più, come vi dicevo, su su Libero che l'apertura, proprio il titolo più importante, è proprio questo prove di nuova Lega, oggi il vertice del Carroccio e Fabio Rubini, che racconta di questo incarico a Zaia e parla appunto delle prove di nuova Lega si si si sottolinea il no di Salvini al doppio partito ma appunto sì all'idea di un ruolo di primo piano per l'ex governatore per dare più autonomia,
Al movimento del nord e vedremo però come perché Zaia
Sembra aver rifiutato tutto questo, è quello che succede oggi nella Lega.
Invece sabato si muove Vannacci, sabato si muove Vannacci e lo eccolo qua, è in prima pagina sull'Unità Vannacci Vannacci che sfida il veto di Forza Italia e David Romoli, scrive Marina, abbiamo un problema, sale, sale e fa male. Vannacci spacca la destra. L'ex generale cresce nei sondaggi a scapito della Lega dei Fratelli d'Italia, può essere l'ago della bilancia alle prossime urne, ma Forza Italia non vuole imbarcarlo in realtà, e qui appunto si annuncia che sabato e domenica, all'Auditorium della Conciliazione di Roma, si svolgerà la prima costituente del partito di Vannacci, l'atto ufficiale di nascita. Fioccano inchieste interviste, sdegnate il cui solido solo esito è dimostrare che Vannacci è quanto di più vicino a un moderno fascista, ci sia oggi in Italia e però dice Romoli. Di solito operazioni del genere finiscono per spingere alla grande l'oggetto di tante esecrazione e, in realtà, di una spinta al generale ha bisogno perché dice e dalla Fondazione di futuro nazionale, oggi i sondaggi crescono, ma di poco
Futuro nazionale era al 4% all'inizio di febbraio, veleggiava intorno al 4 e 5, oggi è vero che Vannacci vanta una crescita degli iscritti, a suo dire da record dai 2005 dell'8 febbraio a 94.000 dichiarati due giorni fa, ma si tratta di cifre prive di riscontro oggettivo e se è vero che il generale è quarto per numero di follower sui social con 1 milione di seguaci è anche vero che resta sideralmente distante dai primi tre leader nell'ordine Meloni, Salvini e Conte che rispettivamente ne hanno 12 e 10 e 8 milioni.
Questo questo leggiamo sull'Unità, in realtà sul giornale viene riproposto.
Il sondaggista noto il quale sondaggista noto già qualche giorno fa aveva scritto che secondo lui Vannacci non portava via i voti alla Lega, addirittura aveva sostenuto che li portasse via soprattutto al Movimento 5 Stelle, diciamo così, prima, prima maniera e oggi ribadisce questo questa questa analisi,
Dice a destra, ruba pochi voti.
Michele, i dati raccontano che dice il partito di Vannacci non sembra esercitare un'attrazione sugli elettori dei partiti tradizionali della coalizione di governo, circa il 90% di coloro che oggi dichiarano di voler votare il nuovo soggetto politico non provengono da Fratelli d'Italia, Lega o Forza Italia e chi sono dice il primo segmento di questi potenziali elettori è composto da cittadini che nel tempo hanno espresso posizioni riconducibili alla destra ma che non hanno mai trovato una piena rappresentanza nei partiti del centrodestra ufficiali.
È un elettorato critico, eccetera, eccetera, e poi dice fra questi anche una quota di ex elettori del Movimento 5 Stelle e dell'epoca di Beppe Grillo, a tratti allora da una proposta antisistema e oggi alla ricerca di un'offerta politica percepita come alternativa agli schieramenti consolidati la cosa buffa è che e lo racconta il dubbio,
Vi dicevo, la cosa buffa è che, in realtà, il partito che?
Che Vannacci va a costruire secondo quello che racconta Paolo Delgado, invece, sarà per molti versi dice un sarà una struttura, perché lui ha ha letto il regolamento dice indica che la che la struttura del del nascituro partito che in dice colpisce l'intenzione di dar vita appunto a un partito molto strutturato,
E regolamentato puntigliosamente quanto di più distante dalla accorti cita movimentista, ad esempio, del primo Movimento 5 Stelle. Il paragone con il MoVimento è meno peregrino. Sostiene anche Delgado di quanto possa apparire a prima vista, perché, con tutte le ovvie differenze, il movimento di Grillo e Casaleggio ieri e il partito che mira a costruire il generale oggi hanno in comune due elementi importanti, il monopolio della rappresentanza antisistema, al quale oggi non può aspirare nessun'altra forza politica, e il peso di un front man come ai tempi il comico e oggi il generale, senza il quale non sarebbe esistito il movimento e non esisterebbe futuro nazionale. Quindi, comunque, in qualche modo, forse avallando, diciamo così, le le valutazioni fatte da Noto
Non posso non citarli in questa veloce carrellata perché appunto, poi vedremo sabato e domenica che cosa succederà, anche l'intervento di Veneziani sulla sulla verità.
Che si rammarica e dice ci vorrebbe un Vannacci a sinistra, non lo dico per seminare panico e zizzania in quel corpo decomposto che va sotto il nome di campo, largo unito solo dall'anti melodismo, figuriamoci.
E non lo dico perché quel cartello è sottoposto a uno stress serpeggiante che attraversa pure le viscere del fronte meloniano, la tentazione di convergere al centro, di alleare le forze centriste di ambo gli schieramenti, di riproporre la solita alternativa al sistema bipolare che in Italia, non trovando ormai da lungo tempo forza elettorale ripiega poi sull'invocazione,
Dei tecnici sotto la vigilanza europea, sì, perché quel centro che genera sospiri in alcune fasce importanti del nostro Paese, con alti patrocini istituzionali a un solo piccole eterno problema, da solo non ce la fa, arriva al 10, forse al 15% e se riesce a imbroccare le tutta il 20 ma sempre meno degli altri due poli pur scassati che rappresentano in modo grottesco,
La protesi della destra e la protesi della sinistra.
Però dice perché ci vorrebbe un Vannacci a sinistra per ciechi che getti un sasso nello stagno, parallelo e rianimi, il paesaggio, smorto e stantio.
Poi va be'continua, sì, questo questo perché dice sostanzialmente dice Schlein Conte Salis, non incarnano istanze sociali né rivoluzionarie e quindi ci vuole un Vannacci che rinnovi lo spirito era stata paragonata, come diciamo così.
Impossibilità di destabilizzare il centrosinistra ha Vannacci, Pina Picierno, che si era peraltro anche molto risentita di questo di questo paragone fatto da Luca Telese, tanto da chiamare anche in trasmissione, ma.
E appunto
Picerno, c'è Picerno, c'è e appunto che però in realtà quello che sta facendo lei?
Non è detto che rappresenti quello che sta facendo Vannacci alla destra e perché non è detto, perché in realtà, nonostante abbiamo letto finora, insomma dire al Qe difficoltà soprattutto da parte di Forza Italia, come segnalava l'unità?
A inglobare Vannacci nel nel nel centrodestra, quel quella strada non è chiusa, al contrario, invece, si sta delineando molto di più il progetto di di Pina Picierno, che invece è proprio fuori dal dal campo largo e come scrive il Riformista, eccoci qua che sta molto spingendo quest'anno.
Questa iniziativa di Picerno.
Siamo al secondo atto del riformismo, il 15 giugno al Teatro Parenti questa è la prima pagina del riformista Sergio Scalpelli scrive il 15 giugno al Teatro Parenti di Milano, gli europeisti chiamano a raccolta chi crede ancora che l'Europa sia una patria e non un vincolo.
Lo scrivo da promotore dell'iniziativa, è proprio per questo, senza alaggio della terzietà, il disagio che vogliamo nominare riguarda tutti i componenti moderati del centrodestra e i riformisti del Partito Democratico, lambisce l'area liberale che rifiuta il B populismo di destra e a sinistra e l'inquietudine di chi sa di non avere più una casa.
Il Partito democratico ormai è subordinato all'agenda politica di Conte e Alleanza Verdi e Sinistra ha smesso di rappresentare la sua componente riformatrice se non come zavorra da gestire e sull'altro versante la galassia moderata, che pure abita la maggioranza, si scopre afona ogni volta che il sovranismo detta i tempi e quindi ecco, ecco questo questo intervento e dice qui dice qui sta il punto che il progetto lanciato da Pina Picierno costringe finalmente a nominare e che l'appuntamento milanese vuole tradurre in un luogo fisico in volti che si guardano quindi non l'ennesimo cespuglio centrista di quelli che nascono per pesare in una trattativa e muoiono il giorno dopo averla persa.
Ma la forma di una cultura politica che esiste produce classe diligente, amministra città e regioni e resta priva di una rappresentanza nazionale che ne raccolga la voce, la cultura che ha nell'Europa, non un'etichetta ma la propria misura, l'idea che la sovranità nel mondo dei blocchi continentali o è condivisa o non è senza quel domicilio ogni riformista è un ospite tollerato a tempo e quindi c'è questo appuntamento.
Per il prossimo 15 giugno.
C su rig, ritorno sul dubbio perché, ecco qua sul dubbio David alle granti scrive ancora, rispetto appunto alla alla fuoriuscita di Picerno Madia Picerno, eccetera quello che Schlein non dice, ma tutti sanno.
E si riferisce, diciamo così, alla alla all'ipocrisia, così la definisce di chi appunto dice gli ha, gli ha di diluiti, dei riformisti, qualsiasi cosa voglia dire oggi questa parola.
Che anzitutto è un sottinteso, gli altri due.
Sono dei non riformisti, sono stati accolti dalla segretaria del Pd, con sollievo camuffato da sobrio, dispiacere Marianna Madia, se ne va dispiace di Celli Schlein che però aggiunge il Pd, è un partito plurale in cui la linea politica la decide la segretaria cioè la sottoscritta, Pina Picierno se ne va, dispiace, ripete Schlein che di nuovo aggiunge il Pd è un partito plurale in cui la linea politica alla deciderà segretaria, cioè la sottoscritta
Salutava, sempre si dispiaceva sempre nessuno caccia, nessuno il mobbing segue linee precise, si aspetta che l'indesiderato se ne vada per se ne vada per fatti propri, nella convinzione, peraltro non sbagliata al momento che fuori dal Pd non vi sia salvezza, insomma extra ecclesiam, nulla salus.
Verrebbe, verrebbe da dire.
Non for non è ovviamente un caso che, sempre sullo stesso giornale, sia intervistato Walter Verini.
Che fa questo appello il Partito democratico o è riformista, oppure non è, e dico no alle primarie in questo caso l'intervista e di Giacomo Puletti e per l'appunto c'è questo questo appello accorato di di Verini che a proposito di Picerno e dice sono dispiaciuto perché Pina è una combattente e ha creduto fin da subito nel Pd ma uscire,
Sbagliato, si può ancora lottare da dentro, questo dice Verini, altra intervista, sicuramente di peso è quella che invece troviamo sul Corriere della Sera, dove parla Bettini.
Quando parla Bettini bisogna sempre stare stare molto attenti.
Tra noi e la destra è un corpo a corpo, è di o Conte, servono più punte e poi, a proposito di Picerno, dice ed è evidente l'incompatibilità con Picerno, quindi non non c'è neanche il dispiace, ma proprio l'intervista di Maria Teresa Meli e si si va ancora fa parte ancora dai dati delle delle delle ultime amministrative lui dice qual è la realtà e Bettini ammette che la realtà e di euforia e di sconforto dice sono entrambi sbagliati questi due sentimenti.
è una sorta di sindrome bipolare, non un pensiero pastoso che assorbe rilancia la realtà, è che noi abbiamo fatto come progressisti solo un pezzo di strada e dobbiamo completare il percorso poi, appunto, venendo a Picerno.
Provoca Mele dice, ma non è che il vostro partito sta diventando un grande alle a una grande alleanza Verdi e Sinistra e lui risponde rispetto a Vs, a una sinistra che combatte, arricchisce, c'entra poco con la storia del Pd e la sua funzione nazionale.
L'uscita di Pina Picierno e il risultato di un lunghissimo travaglio. L'incompatibilità era ormai è evidente. Il pluralismo non è un dissenso pubblico radicale e continuo piuttosto e argomentare le proprie posizioni, riconoscendo che c'è una maggioranza ed evitando di procurare danni a me interessa comunque non spezzare i fili. Mantenere il dialogo con gli amici e i compagni che hanno lasciato il Pd è decisivo che restino nel campo composito dei progressisti
Come andrà a finire tale questione dirimente, per comprendere meglio le vere intenzioni della loro scelta, però, sembra di aver capito che da da lì, invece, se ne vogliono andare.
E va be'e questo questo, questo e Bettini che poi?
Risponde anche a questa domanda sull'Ucraina dice?
Dice il centrosinistra non la pensa su unica via un univocamente su molti temi si sta dividendo anche sull'entrata dell'Ucraina nell'Unione europea li Bettini risponde in prospettiva, vedo questa possibilità con favore, ma il processo sarà inevitabilmente lungo di anni, l'Ucraina non corrisponde ai criteri fondamentali per entrare nell'Unione.
Sventrò la questione oggi per motivi propagandistici, eccetera, eccetera, eccetera, insomma, la allunga allunga la la questione Bettini.
Invece invece, visto che abbiamo nominato per un momento ancora i risultati elettorali e il foglio.
In modo abbastanza certa malizia, diciamo, ma neanche troppo.
E a proposito no del è finito in pareggio del 3 a 3. Oggi sulla prima pagina scrive e qui è Merlo dice Schlein esulta, ma il nuovo sindaco di Agrigento è un ex no-vax, amico di Dibba Roma Elly Schlein, ha commentato i risultati delle elezioni comunali elencando i capoluoghi conquistate nel campo largo belle vittorie ad Agrigento, dove governavano loro a Chieti e a Trani. Basta però non guardare troppo da vicino. Chi ha vinto ad Agrigento, per esempio, ha vinto Michele, Sodano, candidato di controcorrente, movimento fondato un anno fa dalla ex Iena Ismaele, la Vardera, sulla base di un metodo politico che consiste nel mettere la telecamera in faccia al potente e sperare che inciampi Sodano, è un no-vax. Da deputato grillino, nel 21 votò contro le misure di contenimento del Covid e fu poi espulso dal Movimento 5 Stelle perché rifiutò di Uta di votare la fiducia a Mario Draghi poiché è anche uno che ha studiato alla Bocconi, a quei tempi citava Orwell. La libertà è schiavitù e poi con Contini e segue,
Questa cosa del Covid dobbiamo assolutamente riprenderla, non perché dobbiamo parlare dei no-vax, ma perché c'è una storia che io ieri non vi o non vi ho detto e mi dispiace, ma non è proprio fatta a tempo e che oggi viene ripresa con una certa,
Determinazione.
Perché allora sta cosa sta succedendo sta succedendo che?
Le audit in audizione.
Nella Commissione Covid.
Sono emerse cose insomma un po'po'particolari scrive per esempio il prendo apposta dal dal riformista, diciamo un po'più neutro rispetto poi a quelli che sono in campo scrive Aldo Turchiaro sul Riformista, consulenze lautamente retribuita collaboratori dello studio Alpa per la verifica della documentazione necessaria alle commesse della struttura commissariale durante l'emergenza Covid lo studio Alpa è quello dove lavorava Conte. È quanto emerge dalla testimonianza di un imprenditore ascoltato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul piano giudiziario. L'indagine non ha individuato al momento ipotesi di reato, ma sul terreno politico resta accesissimo al confronto.
Sulla gestione dell'emergenza sanitaria durante il Governo Conte.
Marco Spada Cioli, dipendente della ad Altis, S.r.l. Ha fornito alcuni chiarimenti sul ruolo dell'avvocato Luca Di Donna professionista che all'epoca condivideva lo stesso studio legale dell'ex presidente del Consiglio. Giuseppe Conte.
Al centro della vicenda figure una consulenza del valore complessivo di 454.000 euro, a fronte di cosa dice, possono essere stati corrisposti esclusivamente per l'attività di verifica dei documenti prima del loro caricamento e credo per la lettera predisposta quando i pagamenti non arrivavano non riesca a individuare altre attività. Oltre queste dice Marco Spadaccio oli, rispondendo alle domande di Alice, Buonguerrieri, deputata e capogruppo di Fratelli d'Italia nella Commissione, in merito alle parcelle liquidate allo studio legale, la questione riguarda le forniture dei kit destinati all'emergenza Covid nella fase iniziale della pandemia e, secondo, Fratelli d'Italia, apre
Nuovi interrogativi sui rapporti fra alcuni professionisti e il sistema delle commesse pubbliche gestite durante l'emergenza.
Lo scontro si è ulteriormente inasprito dopo una nota diffusa dai parlamentari di Fratelli d'Italia, componenti della Commissione Covid, nota che così recita Giuseppe Conte non perde occasione per parlare della pandemia e della Commissione Covid, tuttavia non lo fa nell'unica sede in cui dovrebbe farlo per chiarire le gravi circostanze emerse ossia nella Commissione stessa questo dicono,
I parlamentari meloniani questo è una parte, diciamo così, della vicenda che ha portato quindi Conte.
Ah
Non prenderla bene per niente e, soprattutto, che i riferimenti all'ufficio legale a queste parcelle, per cui prima pagina del giornale titolo proprio quello di taglio centrale è Conte, ci minaccia, ma non spiega l'ex premier replica al giornale da oggi querela però non chiarisce il meccanismo sugli appalti Covid e i suoi legami con Di Donna e si parla appunto sul giornale di giro d'affari milionario stessa diciamo cosa,
Sì, si accenna anche sul tempo.
E
Ecco quali un successo dalla testa Conte, ora Giuseppi, passa alle minacce e anche su Libero, ovvero sui giornali del gruppo del gruppo Angelucci che sono quelli.
Che eventualmente verrebbero, diciamo così, interessati da questa, da questa denuncia.
Ecco qua.
Libero, infatti è proprio a centro pagina, anche qui molto, molto in evidenza.
Con foto di Conte col ditino alzato inchiesta Covid Conte si indigna, ma a parti invertite AG, terrebbe le manette e ne scrive Pietro Senaldi, sfugge tutto questo, cioè non è che sfugge però, insomma, il vero giornale che aveva fatto del Covid il suo cavallo di battaglia era la verità quindi ovviamente non è che ignora questa cosa ci mancherebbe. È una strisciolina in alto sulla prima pagina Conte spieghi quegli strani affari sulla pandemia.
E però, insomma
Non sono loro, ecco eh sì o no?
Gli altri giornali, quindi minacciati di denunce, va be'comunque no, invece rimangono fuori alcune questioni che non possiamo assolutamente ignorare, allora prima di tutto vi dicevo la questione Consob, andiamo a vedere a proposito di soldi i risarcimenti e tutto il resto dopo vediamo anche Minetti però prima Consob perché abbiamo parlato tanto di banche in questi giorni ma per l'appunto.
C'è, diciamo così, un vero elefante nella stanza, ne scrive Vittorio Malagutti su domani, sulla prima pagina de domani un governo sconsiderato, la Consob è ancora acefala, nonostante il risiko su Monte dei Paschi.
Parte dalla notizia che la Borsa di Milano ha fatto il bis dopo il boom di lunedì, un nuovo filotto di rialzi ieri ha spostato miliardi verso i titoli coinvolti, anche solo indirettamente, nel nuovo round della partita di potere per il controllo del sistema bancario e poi sciorina un po'di di di cifre.
E
E poi continua a pagina A pagina 11, ecco qua.
Continua a pagina 11 c'erano anni che che sul listino milanese non si vedeva tanto ottimismo, sparso a piene mani su un gruppo ristretto di aziende, il momento è delicato. Il mercato è in attesa di notizie che potranno influenzare la partita in corso. Per esempio, quale sarà la reazione del Banco Bpm che l'altro pretendente alle nozze con Monte dei Paschi, ora che è stato messo all'angolo dall'offerta di Intesa e insomma poi qui elenca tutta una serie di domande dice l'incertezza, è grande, si moltiplicano le indiscrezioni ed è l'ideale per chi volesse approfittare di informazioni riservate con una scommessa a rischio zero, come dire che è necessaria la massima
Azione da parte delle autorità di controllo sul mercato per individuare eventuali casi di insider trading questo in teoria, perché in pratica succede che proprio in queste settimane decisive per le sorti del sistema finanziario, la Consob è senza presidente, l'8 marzo scorso è terminato il mandato di Paolo Savona e da allora la maggioranza di governo non è stata in grado di trovare un sostituto.
La candidatura del leghista Federico Freni, sottosegretario all'Economia, è caduta dopo settimane di stallo per l'opposizione alla nomina da parte di Forza Italia, lo stesso freni, a metà maggio, ha deciso di chiamarsi fuori, spiegando di non voler creare problemi al governo, ma quasi un mese di distanza la Consob funziona ancora a ranghi ridotti con quattro commissari in carica su cinque, guidata in regime di reggenza da Chiara. Mosca lavoro prosegue, ma la Commissione non appare certo nella situazione migliore per affrontare una fase così delicata. Scrive, fra l'altro, Vittorio Malagutti, non ha assolutamente torto fra l'altro. Ecco, se vi interessa capire quale sarà qua qua, cioè che cosa può succedere adesso e come come, siccome seguire ancora ancora questa vicenda del risiko bancario, non avete che da aprire il Sole 24 ore andare subito lì, a pagina 2
E leggere l'articolo di Enrico Miele, Intesa San Paolo tabella di marcia in 12 mesi per il maxi acquisto di Monte dei Paschi a fine giugno il gruppo Intesa, Sanpaolo depositerà il documento dell'offerta pubblica di acquisto e scambio.
A settembre ci sarà l'assemblea straordinaria dei soci il 10 settembre, che deve varare l'aumento di capitale.
E deve questa Samp questo questa proposta dice deve ottenere le autorizzazioni Antitrust e poi anche la reggono. Sono versioni esterna, eccetera, eccetera. La cessione dell'entità giuridica bancaria, quindi, con il marchio Monte dei Paschi è prevista se tutto va come come vorrebbe inteso, ovviamente, per la seconda metà del 2027, quindi queste sono de de l'età, però bisogna vedere per l'appunto, se per caso non entra nella partita UniCredit, che in questo momento è impegnata su altri fronti, ma potrebbe assolutamente entrare in in partita anche UniCredit, il fra l'altro si si comincia finalmente dopo qualche giorno a ragionare appunto anche di
Quali possono essere i vantaggi per i piccoli azionisti consumatori, ieri c'è stato un intervento del cardinale Zuppi che il presidente della Cei proprio in borsa e ne fa.
No, mette in evidenza avvenire.
La finanza per le persone non sia solo speculazione, l'etica non è intermittenza o a convenienza, ha detto Zuppi nella sala della Borsa italiana.
E non a caso queste sue parole sono poi appoggiate da un editoriale di Marco, Ferrando sempre su Avvenire investire sullo sviluppo, la finanza e il dovere di rischiare, perché appunto bisogna capire chi chi guadagna e chi ci guadagna davvero.
E non posso quindi non segnalarvi anche l'articolo anche questo parecchio malizioso di Claudio Cerasa sul foglio che è nota, come dice l'eterogenesi dei fini sulle banche di Meloni and Co, che su Mps quindi Montepaschi, osservano con gioia il gran ritorno delle cooperative rosse, perché sapete che nella proposta di,
Intesa c'è anche Unipol e quindi quanto di più vicino alle cooperative, essendo Unipol, appunto, cooperativa, ci possa essere ora l'Unipol di oggi non è forse l'Unipol di una volta, sicuramente non è l'Unipol dell'epoca di di Fassino, quando che che si chiedeva se il Pd avesse una banca,
Però ecco.
è sempre l'Unipol e quindi la questa è l'annotazione fatta da da Claudio da Claudio Cerasa.
Mi ero segnata anche ah e poi ecco e l'altro l'altro, insomma, un altro tema che invece viene affrontato di più da Repubblica ha a che vedere con la natura della della Banca del Monte dei Paschi.
Perché
Perché perché perché c'è e ne scrive questa volta di no, Francesco Manacorda, che sta seguendo questa vicenda, parecchio, perché abbiamo visto ieri no che il Monte dei Paschi di Siena non era più presente nei comunicati, insomma, scrive Manacorda a pagina 12 della Repubblica la beffa dopo la rivincita Siena senza più il monte e la paura dell'irrilevanza, la rivincita e rispetto agli anni in cui appunto il banco il Monte dei Paschi stava andando malissimo era stato commissariato praticamente se non lo prendeva allo Stato e non lo risuonava. Era un disastro e
Adesso che tutti la vogliono, tutti, la cercano, tutti, la vogliono e però viene cancellato il nome di Siena, quindi parla la sindaca di Siena, Nicoletta, Fabio dice, sarà una lunga estate, farò di tutto perché il nome di Siena non venga cancellato,
Invece ultimi minuti li devo dedicare ancora, diciamo che cronaca estera, ma non solo, allora parto.
Ritt ritorna sul giornale perché il giornale ha anche continua anche anche in questo caso.
Una una serie di inchieste oggi presenta.
Al proprio lettore, una, una storia che arriva da Milano, traffico di clandestini e quel legame coi pro Pal.
La pista porta ad Annwn di trafficanti che si arricchiscono sulla pelle dei migranti, sono fitte le cronache, ma l'ordinanza di custodia mostra la connessione diretta tra il racket dell'immigrazione e organizzazioni filo palestinesi è oggettivamente una effettivamente una novità.
Poco raccontata su altri quotidiani, l'articolo sul giornale è di Luca Fazzo, che racconta di questa inchiesta, appunto a Milano, che vede coinvolti due egiziani, l'azienda edile e la facciata dell'impegno.
E però uno di questi c'è il combattente per Gaza tra immigrazione illegale, a non è la fratellanza, il principale indagato è un fan di Hamas, così lo definisce il giornale Giulia Sorrentino e vicino ai militanti accusati di terrorismo dai pm milanesi.
E il sistema era insomma di quelli abbastanza squallidi, scrive infatti Fazzo l'ordinanza, appunto, di custodia emessa dal giudice preliminare milanese Manuela Castellabate ed eseguita ieri mette in luce un fenomeno rimasto sottotraccia, la connessione diretta tra racket dell'immigrazione e organizzazioni filo palestinesi a venire arrestati su richiesta del pubblico ministero Alessandro Gobbis sono uomini legati a doppio filo ai circoli arabi di prima.
Infine in prima fila nelle manifestazioni contro Israele e sostenitori di Hamas
La fratellanza versi corregionali non impediva la cricca finita sotto inchiesta di sfruttarne cinicamente il bisogno in un futuro migliore. L'indagine condotta dalla DIGOS milanese nasce dai servizi di osservazione rinforzati sulle attività. In Italia della Fratellanza musulmana dai servizi di intercettazione è emerso che, appunto uno di questi, uno dei soggetti più noti della fratellanza, il quarantenne egiziano Ahmed mega ed aveva creato a Milano col socio Mohammed Farah a galla una struttura dedicata esclusivamente a sfruttare gli spazi offerti dal decreto flussi per fare arrivare e regolarizzare in Italia decine di clandestini provenienti quasi esclusivamente dai paesi arabi, simulando assunzioni fasulle presso un'azienda edile che fungeva da facciata
E subito dopo, appunto, aver fra l'altro essersi fatti dare i soldi, dice le le pratiche.
Dice gli dicevano di licenziarsi a queste a queste persone, quindi il punto con pratiche del tutto fasulle, l'altra cosa che vi volevo segnalare perché, ecco, per esempio la stampa, gli dà molto rilievo altri giornali diciamo un po'meno è una vera e propria rivolta che c'è stata questa notte,
A Belfast ne scrive Marco Varvello sulla stampa, la rivolta di Belfast, perché è girato un video e su ed è successo, cioè non è solo il video di un uomo sudanese che ha accoltellato e ridotto in fin di vita un ragazzo irlandese è un uomo e sono scoppiati tutta una serie di incidenti auto in fiamme strade bloccate,
Eh dice Varvello che la protesta sta contagiando, Londra dice anche che i servizi, insomma la la polizia ha cercato di sminuire il più possibile tenere bassissima questa cosa, ma non c'è riuscita perché dal video era abbastanza evidente quello che stava succedendo e quindi ecco qua negozi bruciati assalta i veicoli delle forze dell'ordine e anche in questo caso la situazione che si sta sinceramente molto molto complicando.
Sulla sulla, per quello che invece riguarda la guerra, la guerra vera e propria, bisogna andare a prendere le 2 cose più importanti, le prendiamo, diciamo così, dal dal Corriere della Sera.
Il Corriere della Sera, che ha
Intanto.
Ecco perché, anche perché dicevo sostanzialmente praticamente ha diviso in due parti la sua prima pagina e è molto attento a quello che è ancora quello che succede all'estero da pagina 4 in avanti si racconta di questo raid, del dell'aereo ma soprattutto si
Sì, si parla insomma di di quello che sta succedendo.
De del di Pisa, è qualcosa di più di un incidente diplomatico, diciamo Ben Gvir, il ministro che definisce il nostro, il paese delle ciabatte, insomma questo, ma ecco, a me mi aveva colpito un'intervista perché il Corriere ne sta mettendo molte impagina in questi in questi giorni è un lavoro importante quello che sta facendo in questo caso.
Ah, un ex ufficiale dell'intelligence americana, che adesso è un analista esperto di Medio Oriente, si chiama amica il Frejus e dice a Marta Serafini il Libano deve liberarsi dal giogo di Hezbollah, altrimenti non ritroverà la sua indipendenza e quindi,
Ancora una volta, insomma, si si sollecita il Libano, che pure è stato preso e bombardato, e in particolare a tiro, ci sono stati diversi morti, almeno otto, per i bombardamenti israeliani.
Invece, per quello che riguarda la guerra in Ucraina, oggi ne scrive Giuliano Ferrara sul Foglio.
Dicendo che sostenendo che l'escalation era la soluzione quanto tempo quanto terreno, quanta Pace si è persa per la velleità di fare la guerra di difesa con un braccio legato dietro la schiena, il coraggio della bandiera bianca, una fesseria a sostenere l'Ucraina che colpisce in Russia, c'è la a Ferrara con la politica che è stata messa in atto fino a poco tempo fa per cui si davano le armi all'Ucraina ma lei si diceva tu però non puoi colpire la Russia e quindi era un modo appunto per combattere con il braccio legato dice ora che invece l'Ucraina
Può colpire la Russia e quindi stiamo assistendo all'escalation, forse possiamo arrivare appunto a a ipotizzare una, una, una soluzione, vedremo quale perché c'è un deputato polacco intervistato non mi ricordo più se era su Repubblica o sul Corriere.
Questo me l'ero segnato poi però locali lo cancella, insomma,
Perché non faceva tempo assegnarlo e quindi non lo so più dov'era che diceva è inutile parlare di di colloqui.
L'Ipo bisogna arrivare a vincere, ma forse era forse anche questo sul sul Corriere, il che ovviamente dà voce a quelli che di ah sì accusate, era proprio sul Corriere Roman di arti, avvocato deputato dell'ala destra del partito di Tusk.
In Polonia dice i colloqui sono inutili per la pace e aspettiamo il collasso della Russia e quindi, dando, diciamo, così, corpo ti dice ecco, vedete, non volete, non volete trattare, mi devo fermare qui, assolutamente, non vi ho detto niente della Minetti ma non c'è molto da dire in realtà c'è un divertentissimo B e va ma proprio carino oggi.
Sì
D D Vitiello, quello facciamo a tempo a leggerlo dai questo, facciamo in tempo a leggerlo scrive Guido Vitiello, non mi perdo una puntata di Graziella, la telenovela uruguaiana che va in onda ogni mattina sul fatto, un po'come le mie nonne agli albori di rete 4 non si scontravano da anche Iri,
Chi piangono o la schiava Isaura, ma non è questa l'unica replica degli anni 80. Leggendo la frase con cui l'annunciatrice Peter Gomez ha introdotto la nuova puntata, Tutti i racconti di Graziella e relativi riscontri prima del dietrofront, ho capito che il quarantennale incesto mediatico giudiziario ha generato una prole affetta da vistose malattie ereditarie. La parola chiave è riscontri se ne discuteva moltissimo quando il processo penale cominciò a fare i conti con le insidie del pentitismo. Il magistrato Elvio Fassone, in un convegno torinese del 1986, mise in guardia da certi falsi riscontri che la prassi giudiziaria stava imprudentemente accreditando. Alcuni di essi, che il racconto del pentito fosse analitico, dettagliato, coerente, non dicevano nulla della verità, dei fatti riferiti erano attribuiti
Ma scusate, erano attributi intrinseci della testimonianza, altri davano l'illusione di poggiare su fonti esterne, ma erano altrettanto scivolosi, per esempio, un pentito è ritenuto credibile perché le sue parole trovano corrispondenza nelle nelle parole di un altro, perché accusando gli altri si autoaccusa o perché riferisce dettagli.
La descrizione di un luogo di un personaggio che esistono nella realtà sembrano riscontri estrinseci, ma in verità non provano nulla. Ebbene, di che natura sono i riscontri annunciati da Gomez chat, che dimostrano che Grassi è, la ha raccontata dal fatto le cose che poi ha ritrattato fotografie che provano che Grassi ed è stata nella tenuta due autisti che confermano a segmenti del racconto uno screenshot in cui Grassi e la stessa dice a un terzo di essere stata molestate che diventa per il fatto un riscontro documentale delle molestie a dar retta a Fassone. Sono tutti i casi di scuola del falso riscontro e sono i frutti malformati di decenni di promiscuità fra due Casati, quello dei pm è quello dei giornalisti, altro classico tema da telenovela. Va bene, mi fermo qui
Per e ci vediamo e ci sentiamo domani basta buona giornata.
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