Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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giornalista
Grazie allora buongiorno agli ascoltatori di stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale questa mattina.
Alcuni quotidiani come che ieri ci avevano allarmato, dicendo che appunto erano ripresi i bombardamenti in e Trump, aveva ripreso i bombardamenti in Iran, invece oggi, al contrario, ci ci informano che siamo di nuovo.
In previsione di una di una del della firma di un accordo, di una tregua e quindi anche se, come sapete ancora non non ci siamo però insomma da quello che poi vi leggerò vedrete che insomma, le le i segnali questa volta sembrano un po'più seri e quindi quello andremo a vedere poi ovviamente andremo a vedere anche le cronache e i resoconti e le valutazioni rispetto all'intervento di ieri.
Di della Presidenza del Consiglio di Giorgia Meloni alle Camere.
Vi sono tanti ancora, anche anche quotidiani, che invece dedicano la propria apertura a questo tema e in seconda battuta ha, diciamo così, le ricadute e o gli F in quello che è successo.
Da dagli insulti sessisti alla ancora presenza di Vannacci, diciamo s'intreccia.
Sia la questione sia l'intervento di Vannacci in tv due sere fa che appunto, quello che invece Meloni ha detto dei Vannacci ANIA e della destra, sempre ieri, nel corso del del dibattito.
E questo poi ci porterà anche a vedere invece, i destini della Lega.
Perché, insomma, anche di questo si parla molto sui sui quotidiani, oggi, così come si discute del rialzo, piccolo ma significativo di tassi della Banca centrale europea e di quello che questo comporterà, non c'è moltissimo altro di di politica.
Insomma, se non la la marcia di avvicinamento all'appuntamento di lunedì a Milano del movimento pensato da Picierno, mentre invece, per quello che riguarda la cronaca,
Sì, c'è, c'è qualcosa.
In particolare, relativo a alla a questa condanna, all'ergastolo di questa di questa donna, questa imprenditrice toscana, che uccise un uomo marocchino che le aveva rubato la borsa con con la propria auto, ripeto, no, non c'è moltissimo altro se non però ecco anche questa da segnalare, invece spero proprio di riuscire ad arrivarci un'intervista che il Corriere della Sera, per esempio, mette in pagina al ministro Schillaci che,
Parla nuovamente delle delle case, della cura.
E chicche sono, diciamo così, uno degli elementi più importanti della sua riforma che rischiavano di sparire e che sarebbe invece è davvero un peccato.
Se se non ci fossero più e quindi però prima di tutto prima di tutto vi voglio segnalare un paio di cose.
Prendo per esempio da domani, a pagina 10, ma la stessa notizie riportata anche sul dubbio e sul Corriere con il Corriere veramente Quadrino piccino piccino, piccino piccino però la notizia c'è, mentre invece domani dà ampio spazio a questa notizia, firmata da Chiara Sgreccia e cioè che,
Parte questa campagna promossa dall'Associazione Luca Coscioni per la procreazione assistita, perché il titolo è la sfida per consentirla anche alle donne single.
Servono 50.000 firme per portare in Parlamento la proposta di legge per includere anche coppie dello stesso sesso e singole nel testo della legge 40, quella del 2004, forse lo ricorderete.
È stata peraltro smantellata pezzettino per pezzettino già in questi anni, ma quest'aspetto resiste, e cioè che.
Una donna single o una coppia di donne non può accedere alla procreazione assistita,
E che non ha niente a che vedere questa con la gestazione per altri l'utero in affitto è proprio tutta un'altra cosa.
È semplicemente appunto.
Che si chi chiede l'associazione Luca Coscioni, che anche le donne single a Ponte alle coppie di donne si è permesso di accedere alla procreazione medicalmente assistite, questo è l'obiettivo di Pma per tutte, una campagna che ha il volto di una ex calciatrice della nazionale, Alia Guagni, è una proposta di legge di iniziativa popolare per modificare appunto la legge 40 del 2004 che da oltre vent'anni lavora nelle scusate promuove la legge promossa dall'associazione Luca Coscioni, questa questa modifica
Associazione che da oltre vent'anni lavora per superare l'impianto restrittivo di una norma che già quando è stata approvata era tra le più rigide d'Europa.
E questo lavoro spiega il domani è fatto con il sostegno di una densa rete di associazioni radicate su tutto il territorio nazionale delle Famiglie Arcobaleno, all'Arcigay da ActionAid a dire a donne per strada solo per fare alcuni esempi, la proposta di legge che per arrivare alla discussione in Parlamento necessita delle firme di 50.000 cittadini nei prossimi sei mesi.
Anche se l'obiettivo, ovviamente, è di raggiungerne molte di più hanno spiegato le promotrici, durante la conferenza stampa che si è tenuta a club-house Montecitorio per avviare la moglie bilità, azione nazionale della raccolta punta appunto a cambiare l'impianto normativo di questa di questa legge anche perché,
Adesso le le le, le donne single che vogliono comunque avere un figlio.
E che non si
Pensano di sfruttare il primo che passa per strada o vanno magari in o anche le coppie di donne, appunto che vogliono un figlio?
E devono per forza andare all'estero, devono ape e quindi è evidente che c'è una discriminazione economica enorme, anche perché, appunto, niente vieta una donna di avere un figlio ripetono non ha niente a che vedere con con l'utero in affitto con la gestazione per altri questa cosa,
è proprio una discriminazione in base al sesso, lo spiega bene Filomena Gallo che era appunto promotrice di questa.
È vera questa conferenza stampa e quindi, insomma, si spera che anche questo punto possa venire demolito l'altra segnalazione, invece la prendo dall'Unità.
Che continua meritoriamente a tenere comunque alta l'attenzione sulla sulle nostre carceri e ci racconta l'Unità a pagina 6, che.
Purtroppo
Il caldo avanza e Nordio conferma anche la stretta sui frigorifero, il Pd aveva chiesto il ritiro della circolare che dispone, appunto la rimozione dei frigoriferi dalle celle e la collocazione spazi comuni con accesso in orari prestabiliti, ma Nordio, scrive Angela Stella, non torna indietro, i frigoriferi restano fuori.
Dalle celle detentive lo ha messo nero su bianco, rispondendo a un'interrogazione parlamentare del Partito Democratico in merito alla recente circolare del Dap.
Intervenuta, appunto sull'utilizzo dei refrigeranti nelle camere di pernottamento che ne ha imposto alla rimozione dalle celle Lalic, la collocazione in spazi comuni con accesso regolato da orari prestabiliti. Secondo i dem, la misura appare non solo distante dalla realtà concreta degli istituti penitenziari, ma anche in evidente contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso ministero della Giustizia a pochi mesi fa, quando veniva annunciata la distribuzione di frigoriferi come risposta al caldo record e come segnale di attenzione alla dignità delle persone detenute. Ne deriva un profilo di grave incoerenza amministrativa che rischia di incidere negativamente sulle condizioni igienico, sanitarie e sul benessere quotidiano. Proprio
Nel periodo dell'anno in cui tali esigenze diventano essenziali, da qui la richiesta di ritirare la circolare, ma viale Arenula non arretra dice la disposizione richiamata non introduce alcuna compressione delle condizioni di vita delle persone detenute, ne determina un arretramento, ma appunto questi pozzetti Frigo e frigoriferi per loro natura e dimensioni risultano incompatibili con le caratteristiche strutturali delle camere di pernottamento soprattutto in contesti già assegnati da situazioni di sovraffollamento, insomma,
Lo fanno per per i poveri e i detenuti non ci stanno sennò, sarebbero troppo stretti ma che gentili, ma grazie comunque invece e.
E poi invece, l'associazione Iaria Etz segnala un'altra vicenda di queste assurde di di assurda burocrazia, cambia carcere e gli negano la cura per gli occhi e nessuno spiega perché Tommaso costa 66 anni da 19 al 41 bis convive con una patologia autoimmune cronaca cronica che gli provoca un grave secchezza agli occhi e alla bocca dal 2015 segue una terapia ma quando arriva a Milano opera questa terapia non viene autorizzato, non si sa perché,
Apportano, non c'è nessuna, nessuna attenzione.
A questo a questo aspetto
Allora vi dicevo a e poi l'altra segnalazione, ma in realtà.
Sì, l'avrei dovuta fare ieri, non so perché non l'ho me, la sono proprio i dimenticata, peraltro l'avevo, anche me l'ero segnata sottolineata, ma va be'~speaker_laugh, allora, il 24 giugno.
Alemanno esce dal carcere e questa notizia era molto messa a punto ben in evidenza sulla stampa, dove c'era poi tutta una una valutazione di.
D relativa a Vannacci, perché era stato proprio Vannacci da Gruber a dire che sarebbe andata ad aspettarlo e che.
Probabilmente, insomma, avrebbero fatto qualche cosa insieme.
Loro due con unito, le forte dal punto di vista dal punto di vista politico.
Questa volta, invece, la la notizia viene ripresa dal dal tempo, venne ripresa nel tempo, e
Però va be'ma, comunque era era per dire che c'era anche questa questa cosa.
Eccola qua, a pagina 9, Gianni Alemanno uscirà dal carcere il 24 giugno e.
Ma forse potevo uscire anche un po'prima, ma è stato rigettato dal tribunale di sorveglianza il reclamo del ah no, scusate, al contrario, è stato rigettato dal tribunale di sorveglianza il reclamo del Dap contro la riduzione della pena, quindi esce per l'appunto il 24 ore ho letto male,
E quindi ha finito di scontare questa condanna a un anno e 10 mesi per traffico di influenze di uno dei filoni dell'inchiesta, del Mondo di mezzo e.
E niente, quindi, questo è quello che c c.
Ci racconta il riprende, riprendere questa notizia, il tempo, allora andiamo a vedere invece un po'di titoli di apertura e prime pagine, eccetera, eccetera, vi dicevo, ci sono, ci sono praticamente gli stessi giornali che ieri dicevano che ricominciavano i bombardamenti, invece oggi,
Hanno un titolo decisamente decisamente diverso 1 e.
La Repubblica Trump, Iran, c'è l'accordo, devo dire, la Repubblica lo mette molto in evidenza, come è abbastanza nello stile dei titoli di Repubblica, ma, insomma.
Usiamo.
Trump, Iran, c'è l'accordo il presidente cancella ai raid e annuncia intesa fra tutti i Paesi, firma in Europa a breve Wall Street brinda giù il petrolio terranno non smentisce, però dice manca il via libera di fame nei e poi c'è la sorpresa di Israele con Netanyahu che dice che non è stato informato della svolta anche di accordo parla con lo stesso titolo USA Iran USA Trump cioè l'accordo il Messaggero,
Un pochino folle, forse più Kaufman, insomma.
Mi neanche insomma il Corriere della Sera Trump minaccia poi ferma i raid.
Annuncia accordo vicino la firma nel weekend in Europa c'è questo dettaglio in più del.
Mentre, mentre per la stampa Trump ferma, ride appunto, intesa intesa conclusa, però dice la stampa in realtà.
I pasdaran frenano quindi.
C'è comunque ancora ancora una certa prudenza, la stessa che esprime anche il giornale Trump fermare i raid, accordo a un passo, l'Iran disponibile ad accettare però.
Il punto è tutto sempre molto, molto prudenziale,
C'era e adesso andiamo andiamo a vedere non mi voglio dimenticare non mi voglio dimenticare il il Riformista perché sul Riformista.
C'è un articolo di.
Mariano Giustino che invece eccolo qua non non sembra credere, ha fatto, ha fatto a questa, a questa possibile accordo.
Per cui lui e siamo a pagina 6, lui dice è quella a cui stiamo assistendo tra Stati Uniti e Iran, è una guerra ideologica, ispirata da un dogma Ferro a cui Trump non potrà porre fine, Washington ha bisogno di un accordo, ma Teheran ha bisogno di un nemico per quasi cinquant'anni la Repubblica islamica dell'Iran si è preparata a una guerra che Donald prevedeva che sarebbe durata pochi giorni, ma ora, da Beirut a Bab el-Mandeb, l'Iran sta mettendo alla prova una nuova strategia di deterrenza, quindi,
Sostanzialmente, insomma, quello che forse ci sarà una tregua, dice Trump, scrive infatti ancora Giustino, potrebbe certamente sospendere la sua guerra contro l'Iran, ma la guerra ideologica che la Repubblica islamica combatte da 47 anni contro il Grande Satana, l'America e Sal e la sua bestia.
Addestrata e il regime sionista, per usare le recenti parole del dell'ayatollah morta, wakame nei Guida suprema, continuerà senza sosta. I negoziati tra Stati Uniti e Iran non portano né fiducia né a una soluzione. Non esiste uno scenario vantaggioso per entrambe le parti. Le ambizioni nucleari di Teheran, le minacce di chiudere lo stretto di Hormuz e i gruppi armati regionale. I programmi missilistici continueranno a rappresentare una minaccia per il Medio Oriente per l'Occidente. Finché la Repubblica islamica sarà al potere, quindi, è inutile farsi troppe illusioni. In realtà qui si sta semplicemente probabilmente parlando appunto di bombardamenti, non non di molto altro, e soprattutto della riapertura dello stretto di Hormuz
Il Corriere racconta affida Viviana Mazza che la corrispondente da Washington e la la cronaca appunto del di questo annuncio fatto da Donald Trump e poi Greta Privitera, entra un po'più nel dettaglio del del l'opera di mediazione, in particolare svolta questa volta dal Qatar.
Non dal Pakistan, dice infatti Privitera, nelle ultime ore c'è una frase che corre sui cellulari, ci siamo quasi, anche se in questa guerra quel quasi può trasformarsi nella trappola di sempre, quella che a un passo dalla firma fra Krol fa crollare tutto ma stavolta chi frequenta le stanze dei negoziati fra Repubblica islamica e Stati Uniti usa una voce diversa non siamo mai stati così vicini alla firma ci racconta una fonte,
Negli ultimi giorni, Trump spinge più del solito per chiudere.
Da Teheran arriva la stessa musica, ma più cauta, un funzionario della Repubblica islamica ci dice che mercoledì l'intesa era finalizzata al 95%, le agenzie di stato iraniana e parlano di un accordo a un passo, ma senza l'entusiasmo trionfale del presidente americano e con la prudenza di chi non si fida,
Il nodo, come sempre, sono i soldi, gli asset iraniani congelati all'estero, l'ossessione che il regime si porta dietro da anni per Teheran Soru sono una prerogativa a cui non rinuncia per Trump, una mina politica, restituirli o anche solo sbloccarne una fetta.
Vuol dire esporsi al paragone più velenoso, quello con Obama, l'uomo che per anni ha accusato di aver spedito Barilli di soldi a Teheran.
E poi, appunto, aggiunge Privitera, che a rimettere in moto questi ingranaggi sono stati soprattutto i qatarini, maestri nell'arte di far parlare chi non si parla per qualche settimana si erano tirati indietro, anche perché in questa guerra c'erano finiti dentro colpiti pure loro dai missili iraniani, poi la necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz li ha riportati al centro del tavolo, a differenza dei mediatori ufficiali pachistani a do. La diplomazia è un meccanismo oliato, con linee dirette su Washington e Teheran, e la discrezione di sì di chissà che il silenzio è la metà del mestiere e poi, fra l'altro, fa notare Privitera che sulla questione degli asset dice il Qatar su questa vicenda ha un ruolo decisivo perché sei miliardi di dollari. Il punto di questi atti sono fermi proprio nelle banche di Doha e quindi, insomma, va be'a proposito di Hormuz, però, fra l'altro dice sempre il Corriere della Sera, che
Qualcosa si sta comunque muovendo, ci sono c'è una specie di flotta ombra, così viene chiamata che con il trasponder spento riesce a passare lo stretto, così gli alleati statunitensi passano lo Stretto è molto, cioè pochissimo rispetto a quello che era, diciamo così il traffico prima della guerra.
Perché stiamo parlando di un paio di milioni di barili di petrolio al giorno, mentre prima della guerra eravamo intorno ai 15 20, però qualche cosa sta passando e quindi va be'.
Invece per quello che riguarda, ma ovviamente ci sono ancora un po'di di elementi da da valutare, per esempio.
Se noi andiamo a prendere la Repubblica, ecco qua c'è una, diciamo così.
La valutazione è fatta.
Da Gianluca Di Feo.
Che che non è che proprio insomma.
Sembra, quasi sembra, sembra dar ragione un po'anche a quello che diceva Mariano Giustino scrive infatti, Gianluca Di Feo, la guerra americana senza pianificazione lascia il Medio Oriente ostaggio delle prove di forza dei suoi leader, la casa Bianca non ha ottenuto i risultati che aveva auspicato mentre i nuovi pasdaran escono rafforzati dal conflitto. Quindi, se anche si fermasse tutto questo, non non insomma non ci sarebbe appunto la
Una risoluzione di questa vicenda e poi appunto c'è l'elemento che riguarda Israele, Fabio Tonacci, in questo caso ne scrive e parla di un Netanyahu che si dice colto di sorpresa e però si tira fuori dicendo noi in realtà non siamo parte in causa e questo elemento del non essere parte in causa diventa diventa un problema perché almeno per come la riporta per esempio la stampa,
Che intervista un un analista geopolitico, Daniel Levy, che è il presidente della ONG US Middle East project.
Due lui dice l'obiettivo di Israele e far fallire i negozi, i negoziati e spingere l'America verso traguardi in irrealizzabili.
Ma probabilmente perché, se è vero che l'obiettivo dell'Iran resta comunque la distruzione di Israele e si capisce anche che ci sia, diciamo così, una certa, una certa diffidenza, ecco, da da parte di Israele, comunque questo questo professore dice che Israele è determinata a trascinare gli Stati Uniti in una campagna militare massimalista a far deragliare i negoziati e a fissare obiettivi interna intenzionalmente irrealizzabili per i colloqui intensificando al contempo le azioni militari.
Su altri fronti, per confondere ulteriormente le acque, uno degli sviluppi più curiosi della scorsa settimana è stata l'affermazione, fatta e poi ripetuta da Trump, secondo cui un'ampia espansione degli Accordi di Abramo.
Dovrebbe seguire qualsiasi accordo tra Stati Uniti e Iran e, di fatto, potrebbe essere una condizione per la partecipazione degli Stati Uniti all'accordo stesso, è una richiesta che potrebbe sbloccare i negoziati, gli chiede urlando Trinchi, che lo intervista e lui risponde l'inserimento da parte di Trump degli Accordi di Abramo nel mix di negoziati con l'Iran.
È stato apparentemente accolto con incredulità dai suoi interlocutori regionali, perché è chiaro che si tratta di una palese trappola, ideata per complicare possibili progressi nei negoziati alti funzionari della Regione mi hanno confermato di essere convinti che si tratti di un tentativo di sabotaggio, appunto orchestrato da Israele,
Allo stesso tempo e allo stesso tempo, c'è una un'analisi anche di Stefano Stefanini, siamo sempre sulla stampa.
Che dice il leader americano ha usato la forza per arrivare alla tregua, ma la pace passa da compromessi che nessuno può permettersi di presentare come resa, quindi da qui anche, diciamo così, una certa una certa difficoltà, questa mattina ancora appunto, non si parlava di una firma come abbiamo visto.
Trump sembrava annunciarlo per per il fine settimana, peraltro dicendo che nel caso non sarebbe lui a firmarla, ma sarebbe Vance il suo vice.
Non è ben chiaro però due dove esattamente in in Europa e quindi, insomma, si si resta in attesa, visto che stiamo parlando però di un regime, quello quello iraniano che ahimè non è caduto.
Semplicemente forse ha cambiato, diciamo così un po'.
Ah, la Lac, la classe dirigente, ecco se, se vogliamo metterla così, quindi, da dai dagli ayatollah è passata ai pasdaran, ma poco altro, quindi non è cambiato molto al momento anche della della condizione femminile.
Approfitto per segnalarvi una notizia che ho trovato oggi solo su Repubblica e comunque mi ha stupito, perché di queste donne ormai non parla assolutamente più nessuno e sto riferendomi alle donne afgane se e.
Sul sulla Repubblica, vi dicevo a pagina 18, Gabriella Colarusso ci racconta che c'è stata una piccola rivolta, sono un po'di donne,
Qua a The Place che a decine ma insomma, comunque, un numero esiguo sono scese in piazza a Herat martedì, sfidando con coraggio incredibile la ferocia dei Barbuti.
I talebani ci vietano tutto ora, basta perché?
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'ultimo di una serie, lunghissima, veramente lunghissima di divieti.
Arrivata sabato scorso, è diffusa dalle moschee di tutto l'Afghanistan, il capo talebano intimava alle donne di rimanere completamente confinata in casa e di coprirsi dalla testa ai piedi con un abito di tipo e colore specifici, disegnato dalle autorità, pena il carcere.
L'ennesimo decreto per renderle invisibili aveva spaventato così tanto alle famiglie che persino alle bambine non è più stato permesso giocare per strada.
E appunto, quindi, sono scese a decine, sono scesi in piazza ad Herat, però la risposta è stata solo violenza, botte e spari ad altezza, uomo, almeno una persona è stata uccisa, conferma l'Onu, altre ferite e molte manifestanti sono state arrestate, oggi sono previste nuove manifestazioni a Herat ma anche a Kabul e Mazar i Sharif.
E riesce Nicola Russo a parlare con una ragazza che vive in in Afghanistan, che ovviamente viene chiamata con un nome che non è il suo, eccetera, eccetera che a 27 anni.
E lei le dice respiriamo ancora, ma non possiamo dire che siamo vive lo l'obiettivo finale dei talebani e la completa cancellazione delle donne dalla vita pubblica, l'elenco di divieti e soprusi ai quali sono state sottoposte da quando, cinque anni fa gli studenti coranici hanno ripreso il potere è impressionante, niente scuola, niente università, niente parrucchiere, palestra, parchi uscite senza un uomo accanto,
Sebbene alle donne si acconsentito ufficialmente frequentare la scuola fino alla sesta elementare, le ispettrici visitano le classi e valutano le studentesse in base allo sviluppo fisico, se vengono considerate mature, ovvero adatte al matrimonio, non devono più frequentare le lezioni alle donne era già vietato l'accesso alla maggior parte dei luoghi di lavoro.
Molte si sono quindi dedicata alla sartoria, all'artigianato clandestino per guadagnarsi da vivere, ma adesso i talebani hanno anche costretto le venditrice ambulante a spostarsi in vicoli isolati, così da non essere viste non ci sono.
Gli enti e le loro chiudono, insomma, se, se vi capita, andate a vedere un film davvero molto interessante in no Woodman.
Che racconta l'ultimo gli ultimi due, più o meno anni di di vita in in Afghanistan, prima che gli americani se ne andassero, quindi, quando diciamo così secondo?
Insomma, la vita era un po'più, era era, era migliore, diciamo, la situazione per le donne era migliore, ecco andate a vedere che cos'era comunque.
E poi, e poi capite che cos'è adesso per queste poveracce, veramente comunque in tutto questo, intanto, mentre appunto.
Si aspetta di firmare questo accordo che Trump ha detto che però lui non non firmerà, non firmerà, perché perché c'è da fare, Trump c'ha da fare perché domenica è il suo compleanno, il 14 e quindi lui alla casa Bianca ha fatto fare una cosa clamorosa a Kos ha fatto costruire praticamente un'arena oltre alla sala da ballo, ma quella è un'altra cosa, ancora quella lingua ne post non è pronta, ha fatto costruire quest'arena, un ring per la lotta. La lotta mista è sempre là e Viviana Mazza ci racconta che lui ha detto ieri dice non sono felice di questo compleanno perché ne compie 82 e
è un numero al quale non ho mai pensato molto è un numero che mi ma non è un numero che mi piace, ma in ogni caso sono qui Donald dice Donald Trump, in un video pubblicato dal New York Post la festa per i suoi ah, no, scusate, ho ottant'anni non tanto per la festa per i suoi 80 anni, questo 14 giugno è destinata a entrare nella storia dei compleanni presidenziali come i 45 di John Kennedy nel 62 con Marilyn Monroe che gli cantò Happy Birthday mister President al Madison Square, Garden o i 52 di Franklin Delano Roosevelt, vestito da Giulio Cesare tra invitati in toga come nell'antica Roma,
Quando Biden celebrò a ottant'anni, incarica lo fece, sperando che non se ne accorgesse. Nessuno Trump, invece, ha fatto costruire un'arena da 4.300 posti né nel giardino leader alla casa Bianca, sovrastata da una struttura di 27 metri denominata nel clou, l'artiglio sul lato sud della casa Bianca. Gli operai erano in fermento ieri per completare i lavori da 60 milioni di dollari, tutto a spese della o FC. L'organizzazione di arti marziali miste e però semplice da un'altra parte ci sono ancora le gru che lavorano alla sala da ballo da 400 milioni al centro dell'Artiglio c'è un ring ottagonale, dove combatteranno gli atleti? Trump ha suggerito che potrebbe decidere di rendere la struttura permanente come la Tour Eiffel, costruita per l'Esposizione universale del 1.889 e che poi diventò appunto un simbolo di Parigi. Ma intanto perché c'è tutto questo, fra l'altro, questa spesa per una struttura che potrebbe anche essere
Precaria, nel frattempo si è fatto fare anche una una medaglia.
Insomma, una banconota, e però non è che proprio gli americani dice ancora Viviana Mazza sin entusiasti, il 55% degli americani crede che la salute di Trump non sia buona per fare il il presidente.
Eh va be'insomma, aveva detto questo.
Leggendo queste cronache si capisce forse un po'meglio quello che intende dire sulla stampa.
A pagina 8
Gabriele Segre che fa una un'analisi, devo dire interessante questa mattina il titolo è adolescenti globali, gli alleati regionali delle superpotenze sono ingestibili e inquieti come giovani, tradimenti e gelosie tra amici, la nuova geopolitica assomiglia a una sitcom sentimentale.
E scrive infatti Segre che la geopolitica, appunto contemporanea, assomiglia sempre più a una serie tv adolescenziale degli anni 90, che si tratti del bilaterale Cina, Corea del Nord ha appena concluso o dell'imminente G 7 di Evian a dominare la scena politica, sono tradimenti, gelosie, famiglie disfunzionali, amici che smettono improvvisamente di parlarsi,
Il viaggio di Xi Jinping a Pyongyang, tra sorrisi stirati e coreografie da recita scolastica più che un vertice strategico, sembrava un'ispezione familiare col fratello maggiore che va a controllare il fratellino troppo preso dal suo nuovo amichetto russo, è anche il prossimo G7, promette di assomigliare meno a un summit tra alleati e più a una rimpatriata del liceo finita male, tutti a fingersi adulti responsabili e finché non arriva Trump a ricordare perché il gruppo aveva smesso di frequentarsi in un mondo multipolare in cui le superpotenze continuano a voler dominare la scena alla forza, non si misura più soltanto i missili portaerei o miliardi distribuiti in aiuti economici, ma sempre più spesso è una questione di temperamento.
Dipendenze reciproche, gelosie strategiche di tutte quelle qualità, in grado di tenere insieme la costellazione di alleati regionali, partner strategici e stati clienti, i cosiddetti proxy, poi Segre, va avanti, però io leggendo appunto questo suo pezzo, non ho potuto fare a meno di pensare al dibattito di ieri fra Camera e Senato, mica peraltro ma perché adesso io vi leggo la cronaca che potete trovare a pagina 9 del Corriere della Sera di Monica Guerzoni, allora la bagarre e l'insulto dal Movimento 5 Stelle sull'uso di ginocchiere
Questo è il titolo.
Allora la maggioranza compatta come una sola donna e le opposizioni plasticamente divise.
Dalle mozioni parlamentari e dalle scarse reciproche emozioni, le grida di giubilo e le ovazioni a destra, Giorgia, brava Giorgia e gli applausi mancati a sinistra parla Giuseppe Conte e il Banco di Elly Schlein è dolorosamente vuoto, parla la segretaria del Pd e il leader del Movimento 5 Stelle e se ne sta in piedi e braccia conserte appena lei finisce il suo intervento lui gira i tacchi e fila via per non battere le mani.
Ci sono le immagini e ci sono le parole quelle rubate a Meloni dopo la corrida di Montecitorio sono più efficaci di un video racconto, questi lavorano sempre per me, dove questi manco a dirlo sono gli avversari dell'edificando campo largo.
Tra Montecitorio e Palazzo Madama si discetta di ucraina, di Russia, di Libano, di Green Deal, di emigrazione fisco, eppure udite, udite, la parola del giorno è assai meno strategica e anche nell'accezione, che rimbalzava ieri dalle antiche volte dei due palazzi alle prime pagine dei quotidiani on line parecchio volgare e sessista. Ginocchiere, la pronunciata il 5 Stelle Francesco Silvestri, anzi, l'ha scagliata contro Giorgia Meloni e lì per lì nessuno se n'è accorto pene, insomma, chi ascoltava
Intanto, le orecchie dei parlamentari nostrani sono ormai assuefatta ai bassifondi del linguaggio e dunque eccolo qua, il Silvestri, che si rivolge alla signora bionda in giacca azzurra, seduta al centro dei banchi del governo.
Lei non ha raddrizzato la schiena dalla posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu, Netanyahu e Trump, lei ha semplicemente indossi atto, indossato scusate delle ginocchiere, per stare più comoda che finezza, onorevole, il dibattito sul Consiglio europeo del 18 e del 19 va avanti come nulla fosse. Finché il meloniano Paolo Trancassini schiaffeggia le belle anime della sinistra e innesca la polemica vergogna, c'è un limite a tutto il limite, lo traccia nella replica l'illustre vittima dell'insulto e lo fa a modo suo prima in Aula e poi sui social
Boldrini, se indignata, perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo signor Presidente, mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne o sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere e poi, alzando di parecchi decibel il volume della voce trascinando con sé l'intera destra che siede alla sua destra collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c'è una donna che è arrivata, dove è arrivata, senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie. Mi dà fastidio che la prima donna, presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra. Boom
La Clack meloniano si scatena in aula e fuori da Zangrillo. A Musumeci, il coro dei ministri respinge l'acqua l'agguato misogino Galeazzo Bignami invoca la sospensione di Silvestri per le parole inaccettabili. Il questore Trancassini apre un'istruttoria la vicepresidente dem della Camera Anna Ascani, che presiedeva l'Aula al momento del fattaccio POR del fattaccio, porge le sue scuse per non aver redarguito a caldo lo stellato se avessi colto nelle parole dell'onorevole Silvestri, senso che qui è stato poi descritto, naturalmente sarei intervenuta, ma così non è stato
Giuseppe Conte, intercettato dai cronisti, difende il suo deputato, nessuna offesa personale, è ovvio che a una critica dovuta al fatto della subalternità, quindi non c'è nulla da speculare quanto all'autore dello scivolone.
Silvestri un po'rammenda e un po'invece allarga il buco certo dice gli dispiace per qualsiasi persona in buonafede che abbia frainteso, cita Michelangelo per dire che la malizia e negli occhi di chi, guarda, ma poi di nuovo infilza io mi chiamo Silvestri e il mio cognome non finisce con la o dove il riferimento è al senatore di Forza Italia indagato per violenza sessuale e Francesco Silvestro appunto va be',
Nel noi contro loro intonato da Giorgia Meloni non ci sono però solo i soliti noti del fronte progressista, per la prima volta da quando Roberto Vannacci ha stracciato il patto con Salvini e si è messo in proprio l'attore era di Palazzo Chigi afferra per le corna l'eurodeputato lui il seggio lo ha conquistato a Strasburgo e dunque la metaforica spada di Giorgia colpisce Emanuele Pozzolo noto alle cronache come il pistolero di Capodanno e fresco di passaggio da Fratelli d'Italia e al futuro nazionale per ben sei volte ferisce Meloni, avrete. Avete votato contro la fiducia,
A questo Governo, insieme alla collega Schlein, al collega Conte, al collega Renzi di grazia, non mi si parli di vera destra perché la destra non è mai funzionale alla sinistra ed è subito Stadium, va be'questo, questa è la cronaca peraltro, devo dire il il, l'articolo corredato di un paio di foto, una per l'appunto di Galeazzo Bignami che mostra il libro di Elly Schlein e,
Eh, ma la invece lei è più divertente, la foto di Filippo Sensi che per chi lo conosce sa che disegna delle vignette deliziose e questa è dedicata a Vannacci peraltro gli assomiglia anche molto con una si vede un Vannacci che appunto dice paura e per spaventare il centrodestra ma battute a parte.
Ecco no, non è che, proprio come, come dice Michelangelo della bellezza, la malizia negli occhi di chi guarda, Francesca Schianchi lo puntualizza proprio molto bene sulla stampa, peraltro.
Il facendo anche capire che, insomma, è evidente che c'è stata anche una strumentalizzazione politica, ma il punto non è quello scrive infatti Schianchi che c'erano molti modi possibili per accusare la premier Giorgia Meloni di essere troppo accondiscendente con Trump e Netanyahu.
Che esprimessero in modo efficace una dura critica politica, poi ce n'era uno completamente fuori luogo, quello appunto declamate in aula ieri dal deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda non è, come dice lui, per giustificarsi che la malizia sta negli occhi di chi guarda l'insopportabile doppio senso sessista, lo cogliere ebbe anche un ragazzino delle medie e a quel ragazzino spiegheremo che no, certe espressioni non fanno ridere e sono solo svilente, offensive per le donne
Sentirla dunque nell'aula della Camera pronunciata da un eletto nel corso di un dibattito sulla politica estera, fa cadere le braccia davvero quando Silvestris ha puntato il discorso, ha ritenuto che accusare una donna a capo di governo di indossare le ginocchiere nel rapporto con due leader ONG uomini fosse una metafora. Neutra. Servirebbe un'operazione di igiene del linguaggio pubblico, sarebbe utile nell'ultimo bar di periferia, figuriamoci in un dibattito parlamentare in diretta TV. La destra ha subito stigmatizzato in batteria l'episodio e ha ragione. Chi dice che ci sia un che di strumentale perché non si ricorda una tale messe di riprovazione, quando a essere offesa è stata qualche esponente del centrosinistra, ma il punto non è il doppiopesismo delle reazioni, ogni volta che una frase, un commento, una critica scivolano in un più o meno velato maschilismo. Il
Punto di cui davvero indignarsi è la frequenza inaccettabile con cui questo avviene mi sento di sposare in toto queste parole di Schianchi, dopodiché invece ci sono delle valutazioni politiche.
E le valutazioni politiche sono quelle che fanno, per esempio, Massimo Franco sul Corriere della Sera e siamo a pagina a pagina 15.
E dice Massimo Franco, le lui legge, diciamo così, sostanzialmente due coalizioni in affanno, però dice in realtà le sinistre si dividono quindi con un alone di ambiguità, dice la maggioranza rimane unita sulla politica estera nonostante l'estrema destra di Vannacci accusato da Meloni di fare il gioco delle sinistre tenti di piegarne l'agenda verso una linea più anti europea, l'opposizione, invece, con contraddizioni simili, non trova nemmeno una posizione comune, si limita a fotografare divergenze che dovrebbero essere chiarite, ma non si sa bene quando, ma al netto della polemica elettorale è emersa ieri in Parlamento, l'impressione è che gli schieramenti siano entrambi in affanno. Dice, fra l'altro, Massimo Franco, che poi appunto analizza quali sono questi questi possibili problemi? Eh
Il che, insomma, problemi che evidentemente, se si rifletteranno nel prossimo nel prossimo anno.
Prima delle delle elezioni, elezioni che scrive oggi sul Messaggero, ma lo trovate anche sul Mattino Bruno Vespa.
Preconizza annuncia per il prossimo giugno Giorgia Meloni scrive infatti Bruno Vespa, intende approvare in tempi stretti la nuova legge elettorale e votare a giugno dell'anno prossimo, se non addirittura a ottobre, dopo aver approvato una parte della legge finanziaria, ora c'è una bella differenza fra giugno e ottobre, ma comunque,
Però dice dice però appunto dice dice Vespa la data più probabile è giugno, sembra scartata la precedente ipotesi di aprile per prece, per che scusate per precedere le elezioni amministrative nelle grandi città che in genere, ma potrebbero non essere favorevole al centrodestra ma i tecnici del partito hanno valutato che in un election day che accorpi politiche e amministrative,
L'effetto trascinamento sia superiore agli svantaggi. È noto che Meloni voglia arrivare alla scadenza con questo governo, quindi esclude di fare un rimpasto per sostituire all'Interno Matteo Piantedosi con Matteo Salvini. Non c'è dubbio che la Lega si avvantaggerebbe del ritorno del suo leader nel ruolo che, prima della scivolata del Papeete, portò a suo partito al 30% dei consensi ma difficilmente Mattarella. Accetterebbe una sostituzione soft e il presidente del Consiglio, la presidente del consiglio, no, è proprio italiano, non vuole stravolgere immagine. Composizione del governo lo spostamento di Salvini al Viminale suggerito da un uomo abitualmente prudente, come Giorgetti nel Consiglio federale dell'altroieri
Verrebbe richiesto formalmente dalla Lega nella tradizionale adunata di Pontida di settembre, ma, allo stato, non sembra che Meloni voglia mutare parere.
Non sappiamo che cosa accadrà nel nuovo federale di mercoledì prossimo, al quale Zaia ha annunciato che non parteciperà l'ex governatore del Veneto ha chiarito che la Lega è una quasi a stemperare la sua richiesta di una Lega Nord fino alla Toscana, sul modello della Cdu tedesca e una Lega Sud come se su bavarese ma la richiesta resta e non è chiaro come andrà a finire. Per il resto, nel lungo e battagliero confronto parlamentare di ieri in vista del Consiglio europeo dei prossimi giorni Meloni e i suoi hanno avuto buon gioco nel dimostrarsi compatti in politica estera contro le 6 diverse mozioni dell'opzione e all'opposizione c'è naturalmente anche Vannacci
Che Meloni ha accusato apertamente di favorire la sinistra?
Chiedo scusa per quanto riguarda l'isolamento nell'Unione, sull'Ucraina, che gli viene contestato a sinistra.
Il Presidente, la Presidente del Consiglio, ha avuto il sostegno del presidente della Repubblica, l'Europa deve parlare con una sola voce senza che i lodevoli volenterosi Francia, Germania e Regno Unito vadano avanti da soli quali peraltro avevano mandato gli ambasciatori a Mosca.
Questa cosa era stata molto rimproverata da da Conte, ma sono stati, come si dice in gergo rimbalzanti allora questa, questa breve nota di Vespa, al di là del fatto che ci dice che appunto probabilmente voteremo a giugno, mette sul piatto tante tante questioni che adesso andiamo a vedere intanto,
Eh, eh eh, e anche quelle di di di Schianchi, allora intanto la segnalazione, quando Schianchi diceva che questa diciamo così con Storia delle delle ginocchiere è stata un po'strumentalizzata, beh.
Sì, nel senso che, per esempio, alcuni quotidiani hanno proprio deciso di di aprirci con con con questa vicenda che, per carità, gravi tutto quello che volete, però proprio che sia il titolo di apertura, insomma, magari era più interessante dirci qualcosa dei contenuti dell'intervento di Meloni, comunque scelte loro libero delirio alla Camera quando grillino fa rima concretino la vergogna dell'onorevole Silvestri, Meloni, leader con le ginocchiere, poi ovviamente le femministe del campo largo che neanche prendono le distanze perché questo aspetto proprio non può, non può mai mancare invece, in realtà, poi,
Ce ne sono stati diversi gli.
Di tweet anche di di sostegno, diciamo a Meloni, a centro, pagina anche libero libero, è uno di quelli che appunto gira intorno alla questione Vannacci Vannacci vota con Fratoianni e rischia di arruolarsi tra gli utili idioti della sinistra. Questa è la scelta che fa libero. Assomiglia moltissimo a quella che fa il tempo, il cui titolo di apertura è l'infamia grillina contro Meloni e le donne.
E poi si parla di imbarazzi e arrampicate sugli specchi della della sinistra, questo questi sono i due, i due quotidiani non vi avevo ancora detto, vi volevo dire subito del Manifesto ma è passato sotto era passato, me ne ero dimenticato e devo dire non male invece oggi è il titolo del manifesto perché è questo risono Giorgia,
Quindi non è io sono, il re torna ad attaccare l'Unione europea, dei burocrati e del Green Deal, si scatena contro gli alleati che la scrutano dai vertici Meloni in Parlamento, recupera i toni urlati del sovranismo delle origini, è in campagna elettorale, teme la concorrenza di Vannacci, sono io la vera destra,
Ho invece vi dicevo.
Ed è la la la cosa di, cioè le le 2 analisi Franco e Vespa aprono diversi link, allora intanto la questione ucraina sia sul Messaggero che sul Corriere della Sera troviamo due articoli che provano a raccontare chi potrebbe essere questo famoso mediatore, questa figura di mediatore di cui ogni tanto appunto si si discute.
E chi potrebbe svolgerlo secondo, il Messaggero, che lo mette subito a pagina 3 Meloni, un inviato europeo per Kiev, fra le ipotesi ci sarebbe quella di costa, ma anche quella di Weber, quindi Antonio Costa e il presidente del Consiglio europeo.
E quello di Manfred Weber, che è il leader dei popolari europei, e però se il nome, il nome di Costa, in realtà viene ripreso anche dal Corriere della Sera e l'articolo in questo caso lo troviamo a pagina 11 e sembra diciamo così, avere qualche solidità in più.
Ma semplicemente perché spiega Paolo Valentino nell'articolo che appunto dedica a questo tema?
Per negoziare con Putin lui ricorda, diciamo così, un un elemento che era stato Rick.
Ha accennato da Angela Merkel proprio nei giorni scorsi, quando anche il suo nome era stato chiamato in causa e Merkel aveva detto.
Basandomi sulla mia esperienza, uno può negoziare col presidente russo solo se ha potere e legittimazione politica, quando abbiamo fatto la trattativa di Minsk, io e François Hollande non abbiamo pregato nessuno perché negoziasse al posto nostro, quindi Weber, per carità, però non è un capo di Stato invece costa a diciamo dalla sua il fatto di essere appunto il presidente del Consiglio europeo l'altro nome che viene fatto è quello di Alexander Stubb, che è il tredicesimo presidente della Finlandia, Finlandia che peraltro era insomma, non dico in buoni rapporti, però,
Fino a qualche tempo fa non era proprio in rapporti, se non altro perché sono proprio confinanti, e va be'questo, dice Valentino, che ricorda come.
Dice chi chi cena col diavolo dice l'adagio, deve avere un cucchiaio lungo, è un monito da tenere a mente ora che l'ipotesi di negoziare con Vladimir Putin sull'Ucraina prende corpo tra gli europei rimasti da soli a reggere il peso del sostegno economico e militare a Kiev e decisi ad avere il loro posto in una conversazione da cui fin qui Washington e Mosca li hanno deliberatamente esclusi. Il momento è decisivo alla vigilia di tre appuntamenti diplomatici di vaglia, il G 7 di lunedì e martedì prossimi a Evian, in Francia, il Consiglio europeo del 18 e 19 giugno a Bruxelles e il vertice NATO del 7 8 luglio ad Ankara. Il ko e fra l'altro è fra l'altro anche perché e questo lo nota
Diciamo così, Marco Imarisio, sempre nel suo editoriale sul sul Corriere della Sera.
Siamo ormai questa questo.
Questo conflitto è.
Più lungo, persino di quello della Prima guerra mondiale, però la conclusione di Imarisio è molto, molto amara, lui scrive da una scintilla l'immane incendio è una di quelle frasi che restano attaccate alla memoria quando si studiava la storia sulle enciclopedie illustrate per ragazzi,
Le immagini disegnate mostravano l'attentato di Sarajevo all'arciduca Ferdinando fra Francesco Ferdinando e poi le sofferenze dei soldati in trincea la didascalia è quell'aggettivo immane sottolineavano l'enormità dell'accaduto, un massacro senza senso e Essen, scusate, ce la possono fare prima, devo bere un goccio d'acqua.
Un massacro senza senso e senza una vera causa che non fosse un pretesto, qualcosa che mai più sarebbe dovuto accadere nel cuore dell'Europa, adesso che la guerra in Ucraina ha superato la prima guerra mondiale come durata temporale, sarebbe il caso di guardare a cosa pensa davvero che ha scatenato questa nuova carneficina per farsi un'idea, di cosa aspetta e di cosa ci riserva il futuro, nel momento in cui il ruolo di supporto dell'Europa nei confronti dell'Ucraina venne rinforzato e al tempo stesso è sempre più più messo in discussione. Insomma, parla dell'Europa, ma soprattutto parla di Putin. Marco Imarisio. Che poi completa il suo editoriale a pagina 32 e, ahimè, dice
Che secondo lui, don bus o Guerra per sempre, questo è l'unico baratto che viene proposto in base a una visione distorta che Donald Trump aveva follemente assecondato lo scorso agosto a Anchorage, ma è l'unica che conta ed è quella sulla quale siamo chiamati a confrontarci Putin non cambierà idea dopo la mancata presa di Kiev in tre giorni e la cacciata di Volodimir Zelenskij, resa impossibile dalla commovente resistenza degli ucraini, non c'è mai stato un piano B,
Questo appare evidente a chiunque oggi rimane solo il feticcio, di quel 20% di territorio che ancora manca per dichiarare una vittoria fasulla contro Kiev contro l'Occidente, ma per averlo Putin è disposta ad aspettare altri anni altro sangue, altri massacri d'incendio ucraino è ben lontano dall'essere spento quindi anche in questo caso si tratterebbe casomai ci si arrivasse comunque di una vittoria o comunque di una tregua fasulla fra l'altro,
Viene messa a punto apertamente in discussione anche il ruolo di Kaya Callas,
O almeno da una da da alcuni da taluni viene messo in discussione, per esempio, su sul giornale.
Questo aspetto è molto sottolineato,
Di Gaia, Callas, sapete dal rappresentante, appunto per la politica estera, e se noi andiamo sul giornale a pagina 6, c'è un lungo articolo di Francesco De Amicis che Racco.
Di come tutti siano contro la Callas, in realtà non è proprio così, ma comunque Ursula e Cancellerie vogliono trattare con più autonomia fughe in avanti e dissapori con i leader, l'Alto rappresentante verso il siluramento, l'altro che poi è l'alta, perché appunto il dai e lei Gaia Callas,
Però su un punto si si parla di questo malumore di Francia, Germania e Regno Unito che puntano a un ruolo chiave nella diplomazia e quindi anche anche il giornale fa i nomi dei possibili mediatori, però nell'articolo di Fausto Biloslavo vengono ancora prese in considerazione Merkel e Draghi anche se giustamente Biloslavo dice che stub è però favorito su di loro perché, appunto, come avevamo visto la Merkel aveva detto non ho più un ruolo politico Draghi, men che meno e invece il, il presidente finlandese qualche qualche chance
Come conferma anche Biloslavo, potrebbe potrebbe avercela.
In tutto questo.
C'è, c'è poco altro, insomma, da da da da dire per il momento, visto che neanche sono fissati degli appuntamenti, invece vi dicevo link l'altro Linka aperto, diciamo da dai due commenti, quello di Massimo Franco di Bruno Vespa riguarda il destino della Lega e la sorte della Lega e di riflesso anche I wanna Ciani e questo è tutto un ampio capitolo molto diciamo così.
Raccontato dai dai giornali, qualcuno fa titolo di apertura, addirittura su questo tema e il Fatto Quotidiano, ad esempio, che tiene insieme.
Tiene insieme, sia, diciamo, i problemi politici di Salvini che quelli giudiziari, in un certo senso Piove sul Salvini questo è il titolo che fa il fatto guai in serie i pm indagano attorno a lui e Vannacci intanto spopola, perché qual è la? L'inchiesta di cui si parla è un'inchiesta che riguarda un una manager Pellegrini braccio destro al Mit indagata sulla cabinovia a Cortina era un'opera di quelle della.
Della della delle Olimpiadi, e
E la la, l'accusa è quella di turbativa d'asta, quindi pagina a pagina 9, la cronaca da Belluno.
La fedelissima di Matteo al Mit indagata appunto per l'Aba l'appalto cabinovia e viene definita quest'opera comunque da un'opera contestatissima, l'altra questione che viene affiancata in questa impaginazione, fatta dal fatto è ovviamente l'inchiesta del Ponte sullo Stretto, la novità sapete che si è dimesso il il magistrato chiede,
E
Mentre sempre al punto, nella stessa pagina, perché tutto tutto in questa lettura si tiene, c'è la destra che si logora per Vannacci e racconto appunto di di Vannacci.
Per cui, insomma?
Decisamente decisamente, viene presentato come una situazione, una situazione complicata che no, che non lo sia, lo è assolutamente.
Come vi dicevo, e sono in tanti a tornarci sopra, per esempio.
Intanto.
Questo questo tema diciamo così.
Della Lega
C'è
L'articolo due due cose da leggere, secondo me sul sul Corriere, pagina 14,
Toccherà anche una cosa sul foglio.
Però.
Eccoci qua.
Allora?
Ecco qua.
Sì, poi Jannacci no, in realtà, su meglio meglio questa cosa del Corriere, il foglio era più su Vannacci, mi ero si erano confusi, diciamo, due piani sempre ed ex leghisti parlavamo ma invece no la cosa che mi fa fare un discorso un po'più ordinato prima,
Giusto che ci leggiamo, ecco qua, il gelo Salvini al Viminale Lega in pressing gelo degli alleati, appunto sull'ipotesi rimpasto e.
Questo è il titolo che è stato fatto per il pezzo di Simone cannette, al contrario, invece, ecco qua Cesare Zapperi racconta un po'di retroscena della riunione che c'è stata l'altro giorno.
Già insomma, si sapeva che era stata abbastanza vivace, però così scrive Zappieri, Attilio Fontana, che da qualche tempo si diverte a fare il grillo parlante leghista memorabili e la sua invettiva col pezzo che ci manda Vannacci. Iniziamo il giorno dopo ammette che il Consiglio federale di mercoledì è stato frizzantino un eufemismo che cerca di derubricare un confronto mai così duro e vibrante ai vertici del partito guidato da Matteo Salvini. Siamo ancora tutti lavorando a delle soluzioni. Ne riparleremo quando avremmo trovato o non avremmo trovato un accordo, così lo stato dell'arte nella sintesi del presidente della Lombardia, nel senso che finora si è giocato solo il primo tempo di una partita che riprenderà mercoledì prossimo e che potrebbe necessitare anche di tempi supplementari da disputare. 3 e 4 luglio prossimi a Momigliano Veneto, quando tutto lo stato maggiore leghista si troverà a rapporto da leader, ma che è partita, è parafrasando Garibaldi qui si rifà la Lega federale o si muore
I nordisti, uno schieramento che comprende i governatori da Zaia a Fedriga, con Attilio Fontana, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Fugatti i capigruppo alle Camere Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari e diversi parlamentari eletti fra Lombardia e Piemonte chiedono o meglio pretendono una modifica dello statuto per riconoscere autonomia dentro il partito alle Regioni nordiste un'autonomia non puramente formale ma molto sostanziale, detto prosaicamente di poter scegliere i candidati al Parlamento nella prossima tornata elettorale anche perché, visti i sondaggi, saranno pochi ed è bene avere voce in capitolo per tutelare i fedelissimi,
Questo fra l'altro ci viene detto poi se noi ci spostiamo sulla sulla Repubblica, anche qui diciamo così è interessante la la lettura che viene fornita dalla dalla Repubblica, perché c'è un retroscena anche qui.
Di di Tommaso Ciriaco, niente male.
Il titolo è così Matteo, non regge il timore nel governo e poi la presidente che sente Zaia, scrive Ciriaco, c'è un ministro di peso che si aggira al Senato, a due passi dalla birrette il governo è a Palazzo Madama, ha schierato quasi al completo inevitabilmente la discussione vira su Matteo Salvini e sulla possibilità che il ministro dei Trasporti ottenga il gran ritorno al Viminale.
Per non essere spazzato via da Roberto Vannacci, non faccio dichiarazioni ufficiali e la richiesta non negoziabile dell'esponente dell'esecutivo quindi aggiunge secco, come se la domanda fosse già archiviata dalla storia, ma quale Viminale lo sanno tutti, che Salvini non arriva come leader della Lega alle prossime elezioni da qui bisogna partire per comprendere cosa si muove davvero nel governo e soprattutto,
Per valutare le mosse di Giorgia Meloni e la svolta di Fratelli d'Italia nei rapporti con l'ex generale.
Che ho detto, le questioni sono intrecciate, se la premier ha deciso di inaugurare una nuova fase è perché, come anticipato da Repubblica nei giorni scorsi, ha preso coscienza di un dato di realtà, ignorare Vannacci e non spiegare che al momento si colloca all'opposizione del melodismo significa autorizzare fra virgolette fette dell'elettorato di destra a sostenere futuro nazionale pescando nel bacino di consenso di via della Scrofa ma soprattutto svuotando il Carroccio con un effetto ormai evidente il collasso del partito.
Per questo negli ultimi giorni la leader si è mossa da tempo, coltiva un rapporto istituzionale e politico con due pesi massimi leghisti, Zaia e Fedriga sono i candidati circolati per il ruolo di vicesegretario con poteri quasi assoluti sulla Lega del Nord, di fatto è in ballo una nuova leadership del Carroccio anche se mimetizzata dietro alla casella di numero 2 di via Bellerio.
Fonti leghiste di massimo livello lasciano trapelare che pochissimi giorni fa la Presidente del Consiglio avrebbe avuto contatti telefonici con i due presidenti di Regione, a loro aggiungono le stesse fonti, avrebbe chiesto di contribuire a risolvere una situazione complessa, facendo il massimo per tenere in piedi una forza fondamentale della coalizione tradotto,
I due governatori si muovano per risolvere il problema generato dall'Opa ostile di Vannacci a Salvini. Ritrovarsi Zaia Fedriga in prima linea con ruoli di responsabilità servirebbe anche a Palazzo Chigi per dare una scossa alla Lega ed evitare che l'attuale segretario continui a perdere consensi a vantaggio di futuro nazionale. Parallelamente, Fratelli d'Italia procede con una svolta politica di comunicazione nei confronti di Vannacci, prima un fax o lariano, come Francesco Filini poi, Giovanni Donzelli. Infine, ieri la premier in persona hanno messo nel mirino l'ex generale, veicolando sostanzialmente un messaggio futuro nazionale contro il governo, aiuta la sinistra, vota contro l'esecutivo, la vera destra. Siamo noi
Questa articolo è molto interessante, svela appunto trame molto interessanti, dopodiché ripeto, su Vannacci attenzione perché appunto e bisogna andare a vedere come lo presentano i vari giornali diciamo così vicini alla alla maggioranza, per esempio il titolo del giornale da Alfano a Vannacci utili idioti della sinistra e c'è questo,
Lungo articolo di Vittorio Macioce che il vicedirettore del Giornale che ci ricorda, diciamo così come con Monti Casini la storia si ripete i dem Weg Seggiano i cavalli di Troia, ma falliscono sempre e appunto sono andati persino a ripescare Angelino Alfano.
Questo sul giornale, ma la stessa cosa la troviamo, per esempio anche sul tempo, dove basta aprire, eccolo qua, va be'c'è un richiamo in prima pagina, anche qui coazione a ripetere da Alfano a Vannacci passando per fini, ecco la galleria degli utili idioti funzionali alla sinistra e quindi anche qui pagina 5 Dario Martini ne scrive dopodiché,
Dopodiché Francesco.
A pagina 4 scrive, caro Vannacci, ma allora l'accordo non lo vuole fare, se è di destra, lo dimostri attaccare la Lega e sposare battaglie della sinistra non aiuta a una possibile intesa, serve chiarezza sulle vere intenzioni di futuro nazionale e una postura diversa come a dire che l'azione della porta non è proprio chiuse chiuse chiuse dice no e vediamo che succede questo fine settimana vi dicevo del del del foglio
Perché invece sul Foglio Salvatore Merlo riprende la l'intervento di Vannacci in tv l'altra sera e
Ne approfitta per parlare di Vannacci, ma in realtà anche, appunto, di un di un certo modo di fare televisione per cui dice Vannacci e la tv di sinistra, non solo il generale, la tv, che si considera di sinistra, è il vivaio più pro libico del populismo, mercoledì sera Roberto Vannacci alla sua prima apparizione nel salotto di Lilli Gruber ha regalato a Otto e mezzo un 9 e 9% di share e 1 milione e 755.000 spettatori un successo dice Merlo,
In realtà, allora ve non perché va be'ossia la 7, ma ve lo dico solo per questo perché in realtà.
Sul tempo, invece, Marco Zanetti dice niente boom di ascolti per Gruber, ma tanta visibilità per il generale ora.
Un po'più di AIR dev'
Insomma, ha più ragione Zanetti, mi dispiace a un po'più ragione Zanetti, ma mica peraltro perché la media, diciamo così, di ascolto di Gruber è intorno al 7 8%, quindi non è stata esattamente appunto un boom, il 9 9 è aumentato, per carità però,
Insomma.
Non è stato, ecco, non è stato, come quando Berlusconi andò da Travaglio e Santoro, ecco cosa un po'diversa.
Comunque scrive il Foglio che il generale si è appunto.
La tesi è che andare ospite di Gruber e in generale sul sulla 7, la la 7, promuova tutta una serie di figure che poi sono sono funzionali, diciamo così, al populismo.
In tutto questo mi dice ah e Pajac è ancora il foglio, perché ecco, avevo proprio notato che c'era, diciamo così, una specie di schieramento molto compatto su questo, su questo tema che e quindi è da da assolutamente da tenere d'occhio la la de la Verità fa ancora questo titolo Meloni prima sberla Vannacci qui la vera destra non sei tu.
E quindi anche qui si si sottolinea questo aspetto.
Mentre mentre mentre mentre?
Marcello Veneziani, anche Marcello Veneziani, sostiene che ci sono stati ascolti, record va beh, insomma, abbiamo già detto il generale frega Lilli Gruber, col centrodestra invece che farà ascolti record sulla 7 fregava Lilli Gruber perché secondo lui, secondo la quello che scrivono sia,
Veneziani che poi?
Anche Gun Gandola
Eh,
Insomma, sarebbe stato un successo la sua apparizione da a la 7. Questo ovviamente ci sono valutazioni proprio opposte, c'è chi dice che è stato bravissimo, c'è chi dice che Gruber è stata odiosa e quindi lo ha reso simpatico.
Questo veramente, credo che sia una una valutazione molto, molto personale, c'è un'intervista, per esempio sulla Repubblica a Zaccaria Alex l'ex.
Presidente della Rai, che dice che, insomma, non è vero che che Vannacci bocca Detto questo, invece altre cose di politica, sì, ce n'è una che non posso non sottolineare, perché è un'intervista che troviamo sulla stampa a Chiara appendino che invece dice ah no no, io la voglio la patrimoniale e come dovremmo parlarne di patrimoniale,
E quindi eccoci qua a sottolineare, eccola, serve una patrimoniale Conte, contrario, lei dice, ma molti nei 5 Stelle la pensano come me demolire i tabù.
è un buon modo per essere alternativi alla sinistra, quindi per per appendino questo è un tabù, è immorale, non aggredire i super paperoni nel momento in cui le disuguaglianze esplodono, si deve fare in questo caso è stata intervistata da Francesca da Francesca Schianchi, vi dicevo si discute, si parla dei tassi e dei mutui,
La
Sul Messaggero trovate, diciamo così, anche una sorta di scheda tecnica per capire se e come abbia come funzioni Repubblica mette di più l'accento sul fatto che Giorgetti.
Il ministro dell'Economia non fosse particolarmente entusiasta di questo, di questo rialzo, tant'è che dice spero che non ce ne siano altri e anzi Repubblica.
Nel nel titolo sotto anche qui fa uno schema dice parte, la Kanter, la catena dei rincari salasso per mutui e prestiti, anche in questo caso, appunto, notavo la differenza con il Messaggero, che invece dice che so sostanzialmente questo questo rialzo è già stato scontato.
E quindi non ci sarà poi è piuttosto grande, scrive infatti Roberto Amoruso, i segnali del rialzo dei tassi in arrivo c'erano già nei prestiti di famiglie e imprese, quindi la svolta della BCE è di fatto già incorporata nei maggiori costi dei prestiti fotografati nelle ultime settimane. La valutazione del Sole 24 ore è affidata a un'intervista a Jean Claude Trichet che è stato presidente della Banca centrale europea che dice no, la BCE doveva dare un segnale in allerta contro contro l'inflazione
In tutto questo, in tutto questo c'era però una coglie che, ah, ecco, sì, non facciamo no, facciamo a tempo perché è importante e non la voglio lasciare indietro un bellissimo articolo di.
Veronica De Romanis, che spiega.
La questione delle quote rosa che voi dirette, perché perché uno delle riforme che Vannacci aveva annunciato da Gruber di voler fare era quella di togliere le quote rosa, e siccome sulle quote rosa ci si accapiglia ancora e lo lo fanno anche le donne, l'economista De Romanis invece spiega perché ha un senso.
E allora?
Dice scrive fra l'altro scrive, fra l'altro De Romanis in questi anni il numero delle donne nelle posizioni di rilievo.
È aumentato per la prima volta, una DS è alla guida del Paese Giorgia Meloni e un'altra a capo del principale partito di opposizione Schlein. Tuttavia, la rappresentanza complessiva è comunque esigua da noi. Il potere femminile non è frutto di un vero processo di emancipazione, ma piuttosto di abilità individuali, circostanze fortunate, coincidenze e tempistiche favorevoli e, di conseguenza, il nuovo assetto ha prodotto pochi, se non in qualche circostanza inesistenti. I benefici per le cittadine comuni, non a caso la partecipazione al dibattito pubblico, soprattutto in ambiti quali finanza ed economia, continua a essere limitata, e ciò impedisce la nascita di autentici modelli di riferimento. Basta pensare a quello che abbiamo raccontato all'inizio della settimana sulle banche o non ce n'era, una di amministratrici delegate donne, ma comunque
Che fare quindi, per interrompere una dinamica tanto perversa, si chiede De Romanis. Le opzioni sono essenzialmente due aspettare che la situazione si risolva da sola oppure forzare il cambiamento. La prima richiede un percorso lungo e costoso in termini di mancata crescita. La seconda, invece è più rapida, ma comporta l'introduzione di vantaggi asimmetrici, ed è qui che entrano in gioco le famigerate quote di genere. Simili norme risultano invise a molti. Agli uomini non piace sottostare a imposizioni esterne e alle donne non piace essere etichettate come quote si sente spesso dire, ad esempio, non voglio essere considerata un Panda, oppure conta solo la capacità. Sono posizioni ragionevoli solo in apparenza, dice De Romanis, che in realtà non colgono affatto il punto. Le quote non servono a trasformare un incompetente in un'esperta, bensì a garantire lo stesso punto di partenza e sì, anche in questi vincoli può capitare di fare la scelta sbagliata, ma se anche a una incompetente venisse data un'opportunità, si aggiungerebbe semplicemente alla lunga lista di uomini e altrettante incompetenti, selezionati sino a oggi. Nulla di così irreparabile in fondo e poi appunto procede per dati e dice con le quote che hanno introdotto l'obbligo inizialmente del 20%, poi è salito al 33 e oggi al 40 di includere il genere meno rappresentato negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate di quelle a controllo pubblico. Non quotate
Lo scenario invece è radicalmente cambiato. Le candidate capaci, come per magia, sono state trovate, forse si nascondevano ovviamente no, grazie anche alle sanzioni previste in caso di inadempienza. Chi vagliava i curricula ha dovuto compiere uno sforzo in più, scoprendo professionalità che sembravano inesistenti. Così, nelle aziende quotate alla fine del 23, la partecipazione delle donne ha raggiunto i valori massimi oltre il 43% degli incarichi di amministratore, il 41 di quelli di componenti dell'organo di controllo. Ma non solo, la presenza delle quote ha spinto a orientarsi verso uomini più giovani, più istruiti e preparati, riducendo il numero di coloro che siedono in più consigli o legati a rapporti familiari. Ne è scaturito un contesto maggiormente competitivo e professionale e in definitiva è arrivata la concorrenza. Questo scrive fra l'altro, Veronica De Romanis, eh eh, eh eh ha assolutamente assolutamente ragione, vi dicevo, né
Avevo detto all'inizio della cronaca si un po're legata appunto a questa, a questo ergastolo dato.
A questa imprenditrice tutto sommato non non ci sono, insomma, perché era oggettivamente indifendibile, un pochino ci prova al tempo dicendo, ma perché non hanno tenuto conto del fatto che era alterata perché questo gli aveva rubato la borsa, si però questa gli è passata sopra con la macchina tre quattro volte l'ha cercato.
Infatti il giornale non la cavalca tanto questa cosa o meglio, eh, eh eh, e fa una cosa devo dire che fa spesso.
Mettere a confronto due pareri, in questo caso quello di Vittorio Macioce è quello di Stefano Zecchi 1 la vita umana non apprezzo, anche se si tratta di un ladro, l'altro, l'insostenibile tolleranza per un'illegalità sempre più alta e quindi insomma le le 2, le 2 posizioni,
Infine, vi dicevo il tedeschi, il ministro Schillaci sul Corriere della Sera, con questa intervista un po'particolare perché questa intervista, fatta da Fiorenza Sarzanini, in realtà doveva essere proposta nel numero ala per al per il talk della Rcs Academy del 16 giugno però giustamente con quello che è successo l'anno anticipata e che dice Schillaci dice che per le case di comunità si lavora entro giugno, confido nella serietà dei medici, troveremo una soluzione nell'interesse dei pazienti, quindi non non non insomma in qualche modo rilancia
E l'importante è avere il coinvolgimento dei medici di medicina generale una volta che le case di comunità saranno partita, avremmo poi più tempo per poter pensare a cambiamenti anche più impattanti vedremo se davvero davvero ha ragione bene, mi fermo qui è stato come sempre un piacere e ci sentiamo fra un mesetto.
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