Puntata di "Notiziario del mattino" di sabato 13 giugno 2026 condotta da Gabriele Rossi .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 46 minuti.
10:00
10:00 - SENATO
11:00 - Camera
9:30 - PARLAMENTO
11:00 - Camera
11:00 - Camera dei Deputati
11:20 - Camera
11:30 - Camera
12:30 - Camera dei Deputati
13:00 - Camera dei Deputati
Radio radicale sono le 9:07, abbiamo ascoltato Stampa e regime a cura di Marco Taradash, noi questa mattina seguiremo in diretta dall'Auditorium della Conciliazione di Roma, l'assemblea costituente di Futuro nazionale e ma in attesa di collegarci, passiamo prima al nostro notiziario mattutino tanti gli argomenti che tratteremo dalla guerra del Golfo con il possibile accordo tra Stati Uniti e Iran e il futuro delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa. La guerra in Ucraina, con la resistenza di città come Kharkiv, la questione e la questione dell'allargamento dell'Unione Europea, il dibattito sulla precedenza tra Ucraina e i Balcani occidentali, poi ancora il referendum contro il finanziamento pubblico dell'editoria promosso da esponenti ed ex esponenti del Movimento 5 Stelle e lo stop alla riforma della medicina territoriale che prevedeva l'inserimento per decreto dei medici di famiglia nelle case di comunità
E ancora la Francia, il caso della bambina scomparsa e ritrovata morta, e le polemiche sul governo e la magistratura in vista delle presidenziali 2027 e poi la prima assemblea appunto del la prima assemblea lunedì prossimo del movimento europeisti punto eu e infine le rubriche scegliere il futuro e cinema e cinema,
Io ringrazio regia Alessandro Teodori in studio Gabriele Rossi, e apriamo subito con le notizie dal Medioriente, con le ultime che notizie che arrivano gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver abbattuto diversi droni iraniani che prendevano di mira le navi commerciali nello stretto di Hormuz malgrado l'ottimismo mostrato poche ore prima di entrare di entrambe le parti riguardo a un accordo di pace, l'Iran ha lanciato diversi droni d'attacco, con l'obiettivo di colpire navi commerciali in transito. Nello Stretto ha scritto su X il cent'com, il comando centrale degli Stati Uniti, le forze statunitensi li hanno tutti abbattuti nelle ultime ore, il traffico marittimo nello Stretto continua a scorrere regolarmente, questo incidente arriva proprio mentre terra, mentre Teheran
Il Pakistan, mentre scusate il Pakistan che agisce da mediatore e sta mostrando mostra sempre più ottimismo, così come da entrambe le parti, e Donald Trump ha parlato anche del ruolo del G 7 in questo conflitto dicendo può essere molto d'aiuto in futuro, ma non lo è stato finora e in questa intervista, in una breve intervista al Corriere della Sera, alla domanda,
Che le hanno posto sul I gli sviluppi e si aspetta sviluppi positivi nella collaborazione con gli alleati il presidente ha replicato non ne ho idea, dipende da loro, mentre nel frattempo in Libano la notizia è di pochi minuti fa, l'esercito israeliano annuncia raid imminenti nel sud del Paese ride che ci sono stati anche i questa mattina effettuati all'alba che hanno distrutto abitazioni ed edifici governativi lo ha riferito l'agenzia di stampa nazionale libanese MNA,
Per tutti gli aggiornamenti, però, del conflitto e della zona ci colleghiamo in diretta con Mariano Giustino buongiorno le tra le crescenti speculazioni sui dettagli e sugli aspetti tecnici di un presunto accordo tra Stati Uniti e Iran, Washington e Teheran dipingono invece un quadro differente, evidenziando una discrepanza tra la comunicazione pubblica è la realtà diplomatica per settimane il presidente Donald Trump ha mostrato fiducia,
Nella possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran dopo aver annunciato questa settimana la sospensione delle azioni militari pianificate, sostiene che un accordo potrebbe essere filmato presto, possibilmente in Europa, e ha descritto i negoziati come una via verso la stabilità regionale, compresa la riapertura dello stretto di Hormuz Teheran, tuttavia, racconta una storia ben diversa, sebbene i funzionari iraniani non abbiano smentito categoricamente le indiscrezioni su un possibile memorandum, hanno tuttavia ha cercato di rassicurare l'ala intransigente interna affermando che la Repubblica islamica non ha abbandonato le sue linee rosse nucleari né ha rinunciato al controllo di una delle vie navigabili strategicamente più importanti al mondo.
Le narrazioni contrastanti offrono uno sguardo rivelatore su come entrambe le parti stiano gestendo le aspettative e forniscono indizi sullo stato attuale dei negoziati. Venerdì diverse testate occidentali hanno riportato la notizia che un memorandum di intesa, il cui testo ancora in fase di negoziazione,
Potrebbe essere già firmato domenica a Ginevra, il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, il cui Paese ha svolto, come sappiamo, un ruolo di mediatore principale nei colloqui ha annunciato sui social media che è stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace alla narrazione ufficiale dell'Iran, invece è decisamente più cauta. Il memorandum di intesa di Islamabad non è mai stato così vicino, ha scritto il ministro degli Esteri a bassa Arac C su X. Lo stesso giorno, in attesa della sua finalizzazione, i media dovrebbero astenersi. Aggiunge il ministro degli Esteri iraniano dal formulare speculazioni sul suo contenuto, precisando che i dettagli saranno resi pubblici a tempo debito
L'agenzia di stampa dei pasdaran, l'Irna ha pubblicato un lungo articolo per smorzare le speculazioni, sottolineando che nessun testo definitivo è stato al momento approvato, mettendo in guardia dal considerare autorevoli le bozze che sono trapelate. La Repubblica islamica non ha insomma ancora deciso nulla. Lo stile di negoziazione iraniano è generalmente noto nel mondo come lo stile del bazar, che significa contrattazione continua e instancabile. Questo stile è stato descritto in maniera cristallina dal ministro degli Esteri iraniano, abbassa Rak C, nelle sue memorie diplomatiche pubbliche pubblicate nel 2025. Lo stile del Bazar. Questo metodo è un processo di interazione che richiede grande pazienza e tempo, e quindi chi si sta anche si annoia rapidamente perderà così. Spiega il ministro degli Esteri iraniano, Arash C lo stile del Bazar, il prendere tempo che serve anche per riorganizzare le proprie forze e per
Non tenere il in pugno le leve del negoziato, il Memorandum in questione mira principalmente a porre fine alla guerra, non non non ha alla soluzione completa della controversia nucleare, alla minaccia iraniana rappresentata da sui proxy S e dal suo e dal programma missilistico descrive un processo in due fasi in cui un accordo iniziale potrebbe fi pur porrebbe fine alle ostilità rinviando al contempo i negoziati nucleari sostanziali per 60 giorni i pasdaran.
Sottolineano che l'Iran non accetterà alcun nuovo impegno riguardo al suo programma nucleare nella prima fase e che le attività nucleari pacifiche del Paese rimarranno in via invariate. L'Agenzia dei Pasdaran ha inoltre ribadito le linee rosse di Teheran, quali sono il diritto all'arricchimento dell'uranio e il mantenimento del materiale nucleare arricchito all'interno dell'Iran? Il controllo dello Stretto di Hormuz, il risarcimento dei danni di guerra alla fine di una parte del regime sanzionatorio necessarie a Teheran per ripartire, per far ripartire l'economia, assicurare lunga vita alla Repubblica islamica, insomma, un accordo che sancirebbe una vittoria politica e diplomatica a tutto tondo per la Repubblica islamica è una sonora sconfitta su tutti i fronti non militari. Per gli Stati Uniti tali affermazioni contrastano nettamente con le richieste di lunga data di Israele per lo smantellamento delle infrastrutture di arricchimento e la rimozione delle scorte di uranio. Differiscono inoltre dalle dichiarazioni pubbliche di Trump sull'accordo, in cui ha suggerito una svolta più completa, ma vedremo nelle prossime ore come evolverà la situazione. Per il momento è tutto la linea a Roma, grazie a Mariano Giustino e in attesa di capire se davvero ci sarà un accordo tra Stati Uniti e Iran e quali sono i contenuti, si pone il problema di come sono cambiate le relazioni tra Stati Uniti ed Europa e quale sarà il futuro dell'Unione europea. Lanfranco, Palazzolo, lo ha chiesto al professor Gaetano Quagliarello, docente di Storia contemporanea, alla Luiss Guido Carli di Roma, dove dirige anche la oscura of government e presidente della Fondazione Magna, Carta ascoltiamo io mi aspetto soltanto
Diciamo l'asse transatlantico, così come lo abbiamo conosciuto sia ancor di più relegato nel passato, poi potremmo avere magari un nuovo presidente americano.
Che rivede alcuni aspetti, ma stiamo parlando di sovrastruttura, dobbiamo invece fare i conti con una struttura che non muta perché non è iniziata con Trump, è iniziata anche con i suoi predecessori.
Cioè per l'America l'Europa non ha più quel significato strategico in termini di alleanze e aveva all'indomani della guerra mondiale e e questo è qualcosa con la quale l'Europa deve fare i conti, secondo me già un po'li sta facendo noi ci troviamo oggi.
In una situazione un po'paradossale.
Però inizia, diciamo, a diradare le nebbie, qual è il paradosso, perché da una parte è evidente che d'Europa c'è sempre più bisogno perché se non c'è della Fit per quanto riguarda la sicurezza.
Non c'è, diciamo, il contributo dell'alleato americano d'altra parte abbiamo visto nella guerra tra Russia e Ucraina dall'altra le opinioni pubbliche sono sempre più ostili a questa Europa, quindi cosa bisogna fare e bisogna per forza di cose uscire fuori dal formato dell'Unione europea cioè l'Unione è una cosa che c'è che per alcuni versi va bene ma per moltissimi versi è necessario.
Procedere attraverso delle cooperazioni rafforzate tra gli Stati che veramente ci stanno soltanto così e quindi con maggiore elasticità.
Potendo dimostrare alle opinioni pubbliche
E l'Europa è veramente un vantaggio, è possibile salvare l'euro.
E quindi la guerra in Ucraina è centrale per il futuro dell'Unione europea. Quella guerra che per Putin doveva essere una guerra lampo e invece ha superato la durata della Prima guerra mondiale, Kharkiv, seconda città dell'Ucraina, a una trentina di chilometri dal confine russo, vive sotto attacco costante, eppure la città, famosa per lo splendore dei suoi parchi, continua a curare le aiuole fiorite. Ascoltiamo la testimonianza di Enrico albanesi, professore di diritto costituzionale all'Università di Genova, in collegamento da Kharkiv, a margine di un'intervista dedicata al processo di adesione all'Unione europea e alle riforme in corso in Ucraina. L'ha sentita. Roberta Jannuzzi. Allora guardi e oggi stanotte la situazione è stata un po'più tranquilla dei giorni precedenti, must due ore fa è suonata la sirena, un'ora fa, più o meno si vedeva del fumo all'orizzonte. Adesso leggo dalle notizie che nelle ultime 24 ore gli attacchi hanno fatto 11 feriti. Tenga conto che è una città da 1 milione e 400.000 abitanti. Quantomeno questo era la,
Cifra prima della guerra e quindi può succedere che gli attacchi siano in alcune parti della città e si avverte che che la situazione sia un po'più tranquilla, quando invece gli attacchi so costanti e, come le dicevo, Hey Joe discorsi però è stata più pesante la situazione io sono entrato lunedì in Ucraina e probabilmente avrete sentito,
Di un attacco che ha provocato due morti a Zaporizhzhia, sono arrivato a Kharkiv martedì e la notte tra martedì e mercoledì abbiamo vissuto un po'quella che è la, purtroppo, la, la solita situazione, prima si sentono le sirene e poi si sento gli scoppi poi si sentono le sirene dell'ambulanza,
E poi, la mattina dopo leggi, la quantificazione di quello che è successo, quindi la notte, tra martedì e Marte, tra martedì e mercoledì ci son stati su Kharkiv, 200 droni 180 sono stati intercettati, ma purtroppo 20 hanno colpito gli obiettivi con una decina di feriti in città e un morto nella regione però, se permette,
Le darei anche un elemento di di vita quotidiana qui a Kharkiv, che probabilmente le suonerà un po'in in in contrasto con la discrezione che lo ha appena fatto, nel senso che io so stato qui in Ucraina nelle varie stagioni dell'anno e sicuramente questa è la è il momento più bello qui in Ucraina perché puoi immaginare come se fosse un maggio da noi con i campi completamente verdeggianti, parchi completamente fioriti e perché le cito questo perché Kharkiv è famosa proprio per lo splendore dei suoi parchi. Questa è una cosa che quando tre anni fa sono venuto per la prima volta in Ucraina, la prima cosa che mi colpì furono le aiuole nella nella capitale, i parchi appunto qui a Kharkiv, perché le cito questo perché in genere si ha
L'immagine di un'ucraina quasi da Paese del Terzo Mondo e la cosa che ti colpisce vedere la resistenza della popolazione in quelle condizioni che ho vissuto in quelle condizioni che.
Che ho descritto prima, che resiste anche nella semplice cura della della bellezza, nei parchi e delle aiuole e questa è sicuramente una una vittoria enorme, io non sono un giornalista di guerra, non posso descriverle la de la resistenza al fronte non sono un esperto di cose militari ma basta leggersi gli ultimi dati dell'Institute for the Study of War per capire che le cose stanno svolgendo probabilmente a favore dell'Ucraina ma posso darvi sicuramente la testimonianza,
Di quella che è la resistenza della della popolazione civile e questo sicuramente è un dato significativo.
Questa la testimonianza di Enrico albanesi e le ultime notizie proprio dall'Ucraina, un attacco di droni di Kiev contro infrastrutture portuali nella Russia meridionale ha causato un grave incendio che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre tre. L'incendio è divampato quando detriti di droni sono caduti su un terminal marittimo nel Mar d'Azov, vicino allo Stretto di Kerch, che separa la Russia da lacrime, annessa lo ha dichiarato su Telegram, Veniamin Condrey a Trier col governatore della regione russa di Krasnodar, e nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato una legge che revoca al russo lo status di lingua protetta in Ucraina, dove resta la lingua principale di una parte della popolazione, nonostante il calo del suo utilizzo dall'inizio dell'invasione russa. Lo ha annunciato il presidente del parlamento ucraino, Ruslan, Stefan Shook, spiegando che si tratta di una decisione importante per proteggere lo spazio linguistico ucraino e adempiere ai nostri obblighi europei. Secondo Stefan Shook, la lingua di uno Stato aggressore non può beneficiare di strumenti di protezione concepiti per sostenere le lingue dei popoli autoctoni e delle comunità nazionali, definendo la misura una questione di giustizia e sicurezza linguistica dell'Ucraina. E torniamo sul futuro dell'Unione europea e proprio su questo tema, Renato Brunetta, economista e presidente del CNEL nel suo programma settimanale, rivoluzione in corso, condotto da Antonello De fortuna, ha affrontato il tema dell'allargamento dell'Unione europea e del dibattito sulla precedenza tra Ucraina e i Balcani occidentali.
La questione hanno ragione gli uni e gli altri, cioè che debba entrare l'Ucraina, e questo è un dato oggettivo dato necessitato. Era un dato di sopravvivenza non solo dell'Ucraina, ma dell'intera Unione europea, che però no, no, non si debba realizzare il paradosso che per entrare velocemente nell'unione europea, 1 devi subire un'aggressione, una guerra e allora si elimineranno tutti i tempi e tutte le procedure. Allora l'idea potrebbe essere, ma penso che già in qualche momento sia stata formulata che si apra un momento costituente immediato che faccia entrare immediatamente l'Ucraina assieme ai Balcani occidentali, per dire i sei Paesi che già da tempo hanno in corso un processo di convergenza sugli echi comunitari in maniera tale che entrano nei Balcani occidentali. Perché questo è giusto e legittimo, ma
Fondante rispetto al pericolo russo. Non ricordiamolo, perché i Balcani occidentali sono confinanti con facevano parte dell'ex, anche alcuni paesi dell'ex Unione Sovietica e in gran parte, e che dentro tutto questo ci sia necessariamente l'Ucraina come catalizzatore. A questo punto avremmo a disposizione un nuovo momento costituente che potrebbe portare dentro l'Unione europea sei sette, otto Paesi che sono in lista d'attesa, più l'Ucraina e poi si vocifera, e anche questo io penso con grande gioia al rientro della Gran Bretagna e con la Gran Bretagna. Se ci fosse qui, il Canada acquisterebbe un peso, un peso notevole Unione e un peso notevolissimo. Allora, che ci sia al più presto un momento costituente catalizzato dalla necessità di sicurezza per l'Ucraina, ma in generale e dalla necessità di sicurezza e di allargamento, sarebbe la migliore risposta al folle espansionismo russo e all'egemonismo russo, basato, ovviamente, su un'idea imperiale, che non ha alcuna ragione di esistere. Se tutto questo trovasse collocazione
Nei tempi più brevi, e si supererebbe questa stupida prima l'1, prima l'altro, ma si darebbe la risposta più forte, industriale,
Di un segnale alla Russia e soprattutto, ma il resto del mondo
Un'associazione formata da alcuni esponenti ed ex esponenti del Movimento 5 Stelle, tra cui l'ex deputato Alessandro Di Battista, ha avviato una raccolta di firme per chiedere un referendum per l'abolizione. L'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, erogato dalla Presidenza del Consiglio attraverso il Fondo per il pluralismo e il finanziamento è destinato alle testate rivolta a minoranze linguistiche, a quelle di proprietà di cooperative, di giornalisti o di organizzazioni non profit. Tra i beneficiari ci sono quotidiani nazionali come Libero il Foglio, il Manifesto Avvenire Italia oggi, ma anche d'estate meno note su questa iniziativa referendaria. Sentiamo il giudizio di Alberto Barachini sottosegretari. Sottosegretario, scusate alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria intervistato da Lanfranco Palazzolo
All'interno del Movimento 5 Stelle di una frangia del Movimento 5 Stelle, uno scontro con la stampa e coi giornalisti. A sempre è emerso ricordo che nell'era dei cosiddetti Vaffa Day c'erano delle liste di proscrizione di giornalisti non graditi al Movimento 5 Stelle, e quindi l'iniziativa di Di Battista. Non mi stupisce, ma invece mi colpisce perché io lo ritengo profondamente sbagliato questa proposta. Ritengo probabilmente sbagliato togliere un sostegno a un orizzonte culturale del nostro Paese come quello editoria, perché se si parla di è valutare un taglio dei finanziamenti editoria, allora vuol dire che si sta valutando un taglio, ad esempio al sostegno alla cultura, ai teatri, alla produzione cinematografica tuona dal nostro orizzonte culturale più pieno. Io sono totalmente a favore. E il sostegno all'editoria, soprattutto in questo momento di grande aggressione del mondo algoritmico e degli over the top. Per quanto riguarda la questione costituzionale, credo che ci siano delle riflessioni da fare. Intanto si tratta di una norma transitoria e quindi è possibile formulare un quesito referendario su una norma che è transitoria. Non lo so. Valuteranno gli esperti
E comunque ci sono altri elementi da considerare anche lo stesso sottosegretario Crimi, ex esponente Movimento 5 Stelle,
Tentò una riduzione dei contributi al finanziamento pubblico che noi abbiamo prorogato, per evitare, appunto, che il sistema dell'informazione italiano ricevesse un importante danno da questo, ma del resto, come altre realtà e come Radio Radicale, vivono anche grazie al sostegno pubblico e noi siamo contenti e orgogliosi del fatto che ci sia un pluralismo informativo sostenuto in parte, ovviamente, da fonti del governo. Si pensa molto spesso che diventerà editoriali, sono molto ricche e siano in possesso di imprenditori che producono denari con questa attività. Oggi, purtroppo, il vice attività editoriale in pochissimi casi produce utili. Molto spesso gli imprenditori impegnati editoria sono dei veri e propri benefattori in un settore come quello dell'informazione, perché i loro bilanci sono spesso in passivo, quindi è chiaro che venire meno di un sostegno pubblico potrebbe causare gravissimi danni al sistema e poi all'occupazione, sull'informazione. Togliere un sostegno pubblico al sistema nazionale vorrebbe dire consegnarsi nelle mani di un sistema internazionale. Siamo certi di voler fare in modo che l'informazione del nostro paese sia gestita all'estero. Il pluralismo dell'informazione e il sostegno pubblico deve essere per tutti tutti coloro che rispettano i requisiti delle no. Questo è il giudizio di Alberto Barachini su un la proposta di referendum sull'editoria e andiamo avanti con il nostro notiziario e parliamo dello stop alla riforma della medicina territoriale che prevedeva, tramite decreto legge, l'inserimento dei medici di famiglia nelle case di comunità. Una parte di loro sarebbe divenuta anche dipendente della struttura soddisfatti. I medici di famiglia scatenate invece l'opposizione che denuncia un Parlamento estromesso dal dibattito. Antonello di fortuna, intervistato, Carlo Curatolo, del dell'esecutivo della forma della Federazione dei medici di famiglia, che spiega perché la bocciatura della riforma è un bene.
Ebbene, per noi è un bene per i lavoratori in generale, per chiunque voglia difendere la la, la il, il proprio lavoro e la propria posizione lavorativa, e in in in rispetto di di quelle che sono le le le direttive negoziali e che la la norma impone e non una norma che vada a scavalco rispetto a alla negoziazione voi non siete stati consultati digiuno per nulla per nulla e il nostro rammarico iniziale è stato dettato esclusivamente per questo tipo di approccio.
Non consultati per nulla,
Tra l'altro, sbeffeggiati da una da una riforma che veniva pubblicata su tutti i quotidiani di settore su tutti i media e che noi abbiamo letto insieme al cittadino e.
Capite, cioè è una norma che avrebbe potuto cambiare sostanzialmente il nostro ruolo e che vede piano piano venir fuori come motivo principale è quello di un di più di due motivi economici legati alla al PNRR, come se il PNRR avesse dettato negli ultimi mesi soltanto una lite una determina rispetto all'accesso e alla funzionalità delle case delle comunità di tutte le strutture intermedie previste dal PNRR è quattro anni che sappiamo è che le Regioni sanno che dobbiamo rendere funzionali queste,
Queste punture e noi non abbiamo mai detto di no, noi siamo sempre stati pronti e lo siamo tuttora a collaborare affinché le case delle comunità siano un successo nell'interesse dei cittadini e non una un qualcosa che non funziona.
Cambiamo tema, andiamo in Francia, una Francia scossa dal caso di Liana, la bambina di 11 anni, scomparsa il 29 maggio a Florence nel sud sud ovest del Paese, è ritrovata morta dopo sei giorni di ricerche, il principale sospettato era già stato denunciato, ma le segnalazioni erano rimaste senza seguito. Il caso ha investito così il governo e la magistratura, mentre in vista la campagna per le presidenziali del 2027 ascoltiamo la ricostruzione di Daniel Petronella, giornalista corrispondente da Parigi per diverse testate italiane ed europee, intervistato da Roberta Jannuzzi,
è un caso terribile.
Che coinvolge una bambina di 11 anni, camalli, Anna, che il 29 maggio scorso
Le 3 del pomeriggio è stata vista salire su una macchina da alcuni testimoni, anche dalle telecamere di sorveglianza, e poi scomparire davanti alla scuola media in questo paesino Florence che si trovava vicino a Tolosa, sono circa 6.000 abitanti.
E la famiglia ha immediatamente sporto denuncia e per sei giorni quasi 200 gendarmi hanno davvero perlustrato tutta la zona, anche con l'aiuto di droni, elicotteri, dei sommozzatori sono andati nei laghetti circostante.
E finalmente, dopo sei giorni hanno ritrovato il corpo ai piedi di questo sfilò in una azienda agricola ormai abbandonata e dopo l'autopsia non in serata, domenica sera, poi è stata confermata l'identità della bambina.
E
In tutto questo la macchina su cui è salito alla bambina apparteneva a questo uomo che il principale sospettato, che si chiama Roma bella
Che ha lavorato per sei anni in quest'azienda agricola, quindi diciamo l'uomo adesso è stato arrestato e nel frattempo sono usciti dei dettagli sul suo passato, che poi hanno fatto lo diciamo scatenare tutta questa questa polemica perché si è scoperto che l'uomo dei precedenti che era già stato denunciato più volte per stupro su minorenni anche,
E che una volta la, la procedura era poi stata archiviata nel nel 2024, mentre la seconda denuncia è stata sporta ama ad agosto 2025. L'uomo non è ancora stato interrogato dalle dalle autorità e quindi, dopo nove mesi ci si può chiedere ok forse,
Si poteva evitare tutto questo?
Come?
Il ministro della Giustizia, i magistrati, come diventa un caso nazionale che coinvolge anche i rapporti tra governo e magistratura?
Ma il principale diciamo al centro delle critiche ovviamente ci è finito il ministro della Giustizia che allarmano che immediatamente diciamo che ho creato grosse responsabilità almeno a parole, dicendo che sì, ci sono stati degli errori.
è lo stesso Macron che nei giorni in cui poi il corpo è stato ritrovato in visita in Montenegro, aveva detto non possiamo guardare negli occhi la famiglia di Lyanna senza.
Dire che tutto è filato liscio, cioè non possiamo dire tutto, è filato liscio, ci sono delle responsabilità.
Alcune sono sistemiche, altre collettive e altri individuali.
Torniamo in Italia e in particolare a Milano, dove lunedì prossimo si terrà la prima assemblea del movimento europeisti punto eu, abbiamo intervistato uno dei fondatori Piercamillo Falasca, ascoltiamo, è una piattaforma che prova a ribaltare completamente il senso della politica, per come la viviamo nel nostro Paese il bipolarismo è un imbroglio, le coalizioni che conosciamo sono condizionate, influenzata, io direi infiltrate da forze anti-europee e filorusse,
E quindi non c'è da costruire un terzo polo, ma c'è da costruire il polo europeista contro gli antieuropeisti, questa è la vera frattura della politica del mondo di oggi e noi crediamo che serva non solo in Italia, ma in tutta Europa, creare dei movimenti che facciano dell'europeismo un'identità,
Politica, e non solo un posizionamento con la guerra in Ucraina è cambiato il mondo e, con l'emissione dell'intelligenza artificiale e si è posta potentemente la questione della sovranità tecnologica, l'Europa oggi deve diventare una potenza, deve tornare a esserlo e quindi c'è bisogno che i cittadini europei si organizzino politicamente perché questo non avverrà attraverso gli Stati nazionali che concederà hanno,
È un pezzo della loro sovranità, serve e in questo devo dire che una figura come Marco Pannella fu assolutamente antesignana di tanto pensiero che oggi che oggi sta emergendo serve una politica paneuropea, l'Europa oggi è una civiltà sotto attacco sotto attacco di quegli imperi autocratici che vogliono distruggere il nostro modello di vita.
Lo stato di diritto, per come lo conosciamo la laicità intesa in senso europeo, noi siamo Atene, il resto del mondo e l'impero persiano, e noi dobbiamo dire alle altre città greche di unirsi di nuovo insieme, perché questo è l'unico modo di sopravvivere e di tutelare la nostra libertà, questo discorso, cosa c'entra con le elezioni politiche che che che,
Avremo nel 2027, c'entra moltissimo perché l'Italia rischia di essere un nuovo anello debole, come è successo in Romania, l'Italia rischia di essere infiltrata dalla mafia del regime russo, che condiziona con la sua propaganda e con la sua disinformazione, le opinioni pubbliche, e questo è un altro obiettivo che avremo con europeisti punto eu difendere il dibattito politico italiano dalle infiltrazioni criminali russe.
E adesso altre notizie dall'estero al prossimo vertice del G 7 che si terrà lunedì e mercoledì da lunedì a mercoledì in Francia, il Giappone proporrà la creazione di una riserva comune di minerali critici.
Appunto proprio che durante la proposta arriverà proprio durante il G 7, e così era stato annunciato dal premier giapponese Tak AICI prima della sua partenza per l'Europa. Secondo quanto riferito dalla stampa giapponese, Takahiro, intende avanzare un concetto di riserve coordinate e congiunte che implichi il coordinamento reciproco dei sistemi di ciascun Paese? Tokio da anni punta a diversificare le fonti di approvvigionamento di minerali critici, in particolare delle terre rare, indispensabili per la produzione di motori per veicoli elettrici, tubini eoliche e numerose tecnologie avanzate. La premier giapponese intende inoltre discutere con i partner del G 7 il rafforzamento della cooperazione energetica alla luce delle interruzioni di delle forniture di greggio verso l'Asia provocate dal blocco dello stretto di Hormuz nel contesto della guerra tra Stati Uniti, Israele, Iran, prima di raggiungere la Francia per il G7 Takei, ci farà tappa nel Regno Unito, in Italia, dove incontrerà i rispettivi capi di governo per discutere del conflitto in Medio Oriente e in Ucraina e della situazione dell'Indo Pacifico dagli Stati Uniti, invece, oggi è il
Il giorno della più grande Ipo della storia sbarca a Wall Street Space X, il colosso spaziale di Elon Musk. La società centra una capitalizzazione di oltre 2000 miliardi di dollari. Le azioni chiudono la prima seduta, segnando più 20% e facendo schizzare il patrimonio personale del magnate da 700 a quasi 1.100 miliardi Musk diventa il primo trillo e orario della storia, dunque, con fortune maggiori di quelle combinate dai fondatori di Amazon Google e Oracle Space X, vuole portarvi sulla Luna o su Marte e oltre ha detto Musk parlando ai suoi dipendenti, alla StarBase, il monte commissioni complessivo per le banche si aggira sui 500 milioni di dollari, pari allo 0,7%, dei 75 miliardi raccolti di dollari raccolti e rimaniamo su gli Stati Uniti e parliamo di un'altra azienda, dalla start up americana di intelligenza artificiale Anthropic, che ha annunciato la sospensione dell'accesso ai suoi due modelli più potenti firewall 5 e Mythos 5 per ottemperare a una direttiva del governo statunitense che cita la sicurezza nazionale. Ha solo tre giorni dal loro lancio commerciale. Da quanto si apprende, Washington ha ordinato, in base alle normative sul controllo delle esportazioni, di bloccare l'accesso a questi modelli per qualsiasi cittadino straniero all'interno e all'esterno degli Stati Uniti, inclusi i dipendenti stranieri di Anthropic. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, ritenendo impossibile flirt filtrare i propri utenti in base alla nazionalità Anthropic annunciato per disabilitare bruscamente i due modelli per tutti i suoi clienti al fine di conformarsi alla direttiva, e ora invece è il momento della rubrica scegliere il futuro a cura del professor Enrico Giovannini, co-fondatore e direttore scientifico dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che per necessità di programmazione non è andata in onda nel notiziario di ieri mattina, buongiorno e benvenuti alla rubrica. Scegliere il futuro.
Se vogliamo parlare di futuro, dobbiamo in primo luogo pensare alla condizione delle giovani generazioni e quindi domandarci quali sono le aspirazioni delle nostre ragazze e i nostri ragazzi, ma anche qual è la loro condizione e come migliorarla. Il rapporto dell'Istat, pubblicato un paio di settimane fa, contiene una quantità straordinaria di dati
Relativi alla condizione giovanile dal punto di vista occupazionale, relazionale in termini di utilizzo dei social media di aspettative e sono dati che dovrebbero essere discussi quotidianamente sui nuovi e sui vecchi media in televisione in radio, perché è proprio.
L'attenzione a questa generazione dovrebbe caratterizzare anche le scelte politiche, in particolare di chi pensa l'anno prossimo di presentarsi al giudizio degli elettori, un po'come accadde in Germania quando nel 2003 furono pubblicati i primi risultati dello studio PISA sulle performance degli studenti e la Germania scoprì di avere studenti molto meno performanti rispetto a quello che immaginava il Paese e questo generò un dibattito continuo, quasi quotidiano anche di confronto con altri Paesi e portò ah modifiche significative.
Per migliorare il sistema scolastico tedesco vi cito alcuni dati che dovrebbero farci riflettere in profondità tra i ragazzi e le ragazze di 11 19 anni solo il 54,6% dice di essere molto moltissimo soddisfatto della propria vita, il che vuol dire che il 45% non lo è ovviamente percentuali un po'più elevate di soddisfazione riguardano le relazioni familiari o le relazioni amicali, ma si tratta di percentuali che al massimo arrivano al 66%, quindi di nuovo abbiamo quote molto ampie della popolazione giovanile insoddisfatta,
E qui parliamo di 11 diciannovenni, quindi studenti e studentesse, fondamentalmente un altro dato che mi ha molto colpito e la propensione ad avere figli relativamente presto tra i 20 e i 25 anni. Sappiamo che in Italia l'età al parto è stata spostata via via in avanti nel corso delle diverse generazioni, ma solo il 14,6% dei ragazzi e delle ragazze di 11 19 anni pensa di volere un figlio relativamente presto ed è molto curioso il fatto che questa percentuale è particolarmente bassa tra ragazzi e ragazze che vivono in famiglie i cui genitori hanno la laurea. Parliamo del 9,4% ed è più alta tra chi invece vive in famiglie in cui i genitori hanno solo la licenza media. Parliamo del 21,9%, quindi più del doppio d'altra parte, e questi dati sono coerenti con altre elaborazioni dell'Istat come che mostrano chiaramente che, se andiamo a guardare gli occupati a 30 anni
Sta crescendo significativamente la quota delle corti che stanno peggio rispetto a la condizione analoga dei loro genitori a 30 anni, in particolare per chi è nato tra il 1900 e 80 e il 1994 la quota di.
Occupati a 30 anni che hanno condizioni peggiori dei loro genitori, ha superato quella di chi, invece a condizioni migliori, e un altro dato molto interessante è il rapporto tra i ragazzi e le ragazze di 14 e 24 anni.
Con un sottoinsieme di 14 diciannovenni in termini di sentire psicologicamente una serie di difficoltà in relazione all'uso dei social media, ad esempio, tra le ragazze si sente agitata il 60 o.
E scusate il 48% di chi usa i media e social media molto frequentemente, mentre solo il 33% di chi usa i social media meno frequentemente e questo è un dato che riguarda soprattutto le ragazze, mentre tra i ragazzi e le differenze sono molto limitate e questo vale anche per chi si sente giù di morale o scoraggiato triste, ecco, sono solo alcuni dei dati pubblicati dall'Istat che dovrebbero farci riflettere in veramente in modo continuativo, perché abbiamo bisogno di politiche di scelte, anche sociali che abbiano una continuità, una persistenza,
Perché altrimenti rischiamo veramente di costruire un futuro che ci verrà giustamente rinfacciato dalle generazioni più giovani, chiedendoci, ma voi cosa avete fatto, benché fosse a conoscenza della nostra condizione?
Grazie e buona giornata a tutte e a tutti e ora è il momento della rubrica cinema e cinema a cura di Gianfranco Cercone, che questa settimana ci parla di No, Good Man film del 2026 scritto e diretto dalla regista afgana Cerna Scelba nu Sadat, presentato al Festival di Berlino ascoltiamo,
Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale, il finale di un film è il momento in cui il senso di un racconto che aleggia per tutta la sua durata si concretizza, diventa definitivo, e cioè non più modificabile da un nuovo episodio o da una nuova inquadratura è solo da quel momento che lo spettatore è autorizzato a cercare di interpretare il film.
Se questa affermazione mi pare generalmente vera, ci sono poi dei film in cui è più vera che in altri, uno di questi casi è il film realizzato da una regista afgana emigrata in Germania, Shahr Banu Sadat è una coproduzione in prevalenza tedesca dal titolo non Gunmen non ci sono uomini buoni,
La struttura del racconto corrisponde a prima vista a quella di una commedia, come nelle commedie classiche, infatti i protagonisti sono due persone, una donna e un uomo che si amano, ma il cui amore contrastato.
Le difficoltà che si frappongono tra loro sono in questo caso delle più complesse, allo stesso tempo, familiari e culturali private e pubbliche si incontrano a Kabul poco prima del nuovo avvento dei talebani in Afghanistan, avvenuto nel 2021.
Lavorano per la televisione, lei come cameraman, lui, come il giornalista, lei è separata dal marito da cui ha avuto un bambino che adesso vive con lei.
Il giornalista più anziano di lei è sposato con due figli già grandi, il marito della donna non sembra per niente intenzionato a concederle il divorzio, vorrebbe anzi che tornasse a convivere con lui e con le buone o con le cattive, inoltre, a quanto apprendiamo dal film un uomo e una donna non sposati che vanno in macchina insieme o che pranzano allo stesso tavolo in un ristorante già in quegli anni sono malvisti dalla società afgana soggetti perfino a intimidazioni.
A queste complicazioni esterne, che devono dunque affrontare i due innamorati, si aggiungono poi quelle psicologiche, la donna per le sue esperienze dirette di vita, per i racconti delle sue amiche, per alcune interviste per strada fatte alle donne di Kabul nel giorno di San Valentino si è convinta che almeno in Afghanistan non esistono uomini buoni,
Per imitazione degli altri maschi, per tradizioni ataviche si suggerisce perfino perché sono traumatizzati, gli uomini inevitabilmente maltrattano le donne con cui convivono le considerano oggetti di cui disporre a proprio piacimento un'immagine della popolazione maschile del suo Paese, che genera nella donna una diffidenza pregiudiziale, una tenace resistenza all'amore.
In effetti, i due protagonisti del racconto corrispondono a due tipi ricorrenti nella commedia la donna ritrosa di fronte all'uomo a momenti quasi bisbetica, il burbero benefico qui in apparenza maschilista come gli altri, ma che si rivela invece quanto mai generoso sia sul piano professionale sia nei rapporti privati.
Ma lo scarto rispetto al genere della commedia.
Via avviene proprio nel finale, gli Stati Uniti ritirano le loro truppe dall'Afghanistan e i talebani occupano Kabul.
La tragicità degli eventi storici impedisce a quei lavori di realizzarsi proprio nel momento in cui le inibizioni psicologi che cadono, come dimostra un lungo bacio fra i due innamorati la crudeltà, forse irrimediabile, della storia è evidenziata proprio dalla contraddizione delle convenzioni narrative, in questo caso il lieto fine che si poteva prevedere.
Si tratta di un film forse troppo semplice, ingenuo nel disegno dei personaggi, ma che presenta un affresco sociale istruttivo e si avvale di un racconto agile e ben ritmato e alla fine emozionante.
Il film era stato presentato al Festival di Berlino, dove Woodman di Shahr, Banu Sadat, un saluto da Gianfranco Cercone, e questa era la rubrica cinema e cinema sono le 9:53 è stato ascoltando Radio Radicale, io sono Gabriele De Rossi e chiudo qua il nostro notiziario ricordandovi che potete ascoltare le interviste andate in onda nel corso del notiziario e tutte quelle realizzate quotidianamente da Radio Radicale ogni giorno a partire dalle 11 su RR News, il canale all news della nostra emittente ascoltabile sulla rete nazionale dub o in streaming su smartphone e tablet scaricando la nostra applicazione. Ringrazio alla regia Alessandro Teodori e vi lascio
Attendendo che inizi la assemblea costituente di Futuro nazionale, il partito di Vannacci, che seguiremo indiretta, attendendo che che inizi vi lascio con la replica di stampa e regime a cura di Marco Taradash.
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