15 GIU 2026
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Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 12:00 Durata: 20 min
A cura di Fabio Arena
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Si apre oggi a Evian il G7 a presidenza francese.

Macron ha posto al centro del vertice il tema degli squilibri economici mondiali.

Gli Usa consumano e spendono troppo, hanno un deficit eccessivo.

La Cina consuma poco ed è in una situazione di sovraccapacità.

L'Ue non investe abbastanza.

Un triangolo infernale rappresentato da questi tre grandi attori che hanno modelli di crescita distorti.

L'eccesso di produzione cinese si riversa sull'Ue poiché i consumi ristagnano.

Gli Usa, al contrario, spendono e consumano più di quanto risparmino.

L'Ue contribuisce a questo squilibrio mondiale poiché
investe poco rispetto ad un risparmio eccessivo.

Anche l'Ue esporta più di quanto non produca.

Non sarà la politica dei dazi trumpiani a risovere le distorsioni del modello Usa.

Gli squilibri vanno corretti per tempo, poiché rischiano di accumularsi, scaricandosi sulla stabilità finanziaria, come è avvenuto con la crisi del 2008-2009.

Macron pone sul tavolo la ricetta già suggerita dal FMI nei suoi outllook: la Cina dovrebbe stimolare consumi e domanda interna, gli Usa controllare la spesa e l'Ue finanziare gli investimenti interni.

Ma la Cina resiste, per ragioni politiche, ad aumentare i consumi perché significherebbe avviare una razionale politica di redistribuzione dei redditi.

In modo speculare, resistono gli Usa a cambiare la loro politica fiscale e i beni cinesi che trovano l'ostacolo dazi neegli Stati Uniti, si riversano sul continente europeo.

La Commissione Ue ha definito 'insostenibile' il deficit commerciale verso la Cina.

Pechino utilizza pratiche commerciali che travolgono la concorrenza: il goberno elargisce sussidi e agevolazioni alle proprie imprese.

Negli anni la Commissione ha messo a punto un arsenale di strumenti per contrastare la Cina (strumento anticoercizione, indagini su distorsioni, controlli su investimeni).

Ma questi strumenti restano inutilizzati, perché i 27 sono divisi: la Francia si mostra decisa a procedere, la Germania ha interessi diversi perché protegge le proprie aziende in Cina, la Spagna ha beneficiato di investimenti cinesi sul settore delle auto elettriche.

Pechino sfutta le divisioni Ue.

E' necessario insistere come Ue su condizioni di maggiore reciprocità con la Cina.

L'apertura dev'essere reciproca.

Ma difendersi non basta: l'Ue deve rafforzarsi.

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