Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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Il buongiorno agli ascoltatori, eccoci anche oggi all'appuntamento con stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale grazie a Sonia Martina in redazione, questa mattina, Piero Scaldaferri, in regia venerdì 3 you 3 luglio, quali gli argomenti che troviamo che trovate in questa giornata una,
Giornata ore, diciamo così, di attacchi russi sull'Ucraina, bilancio ancora non chiarissimo, ma come ci spiega il Corriere della Sera, l'attacco più duro, probabilmente fino ad oggi, dal 2022 Hadot, ad oggi, colpita anche la Croce Rossa, oltre 20 le vittime, i missili di Putin fanno strage a Kiev la guerra dello Zar e una carneficina, questo, per esempio, è il titolo del domani Inferno di missili su
Kiev, l'ira di Zelensky, reagiremo, risponderemo, questo è quanto invece leggete sul quotidiano, la Repubblica, c'è ancora una foto.
In prima pagina sulla Repubblica, dove è evidente l'attacco a un condominio, la ferocia di queste iniziative di Vladimir Putin contro i civili è messa, diciamo, sotto esame, su diversi quotidiani e d'altra parte, per esempio sulla Stampa, trovate Zafer sopra che sentite anche da Radio Radicale al microfono di Ada Pagliarulo che ci spiega come queste forse siano,
Delle mosse di un Putin di una Russia che ha davvero davvero molti molti problemi a partire dai carburanti e dagli approvvigionamenti di base ormai per una società, quella russa, che manifesta delle crepe, come abbiamo saputo nelle ultime settimane, naturalmente una situazione difficile con,
Tanti interrogativi oggi sul Fatto Quotidiano, sì, però ci si concentra su altro, sempre restando su queste questioni, cioè restando alla allo scenario dell'aggressione della Russia all'Ucraina, sembra chiarirsi ormai, invece, uno degli snodi delle prime fasi di questa guerra, l'attentato Nord Stream sotto,
Diciamo sotto inchiesta.
Relative so sotto gli occhi di noi tutti i lettori, mettiamola così l'ordine partì dall'alto, quindi sembra evidente che la responsabilità sia stata di parte ucraina oggi Marco Travaglio elenca tutta una serie di errori, diciamo così.
Che nel 2002 furono fatti interpretando questo, questo episodio fu una iniziativa di parte ucraina, naturalmente le indagini sono ancora in corso, ma sembrerebbe davvero le evidenze portino a Kiev il silenzio di Zelensky su questo e, naturalmente, il fatto che non ha mai fatto mistero di comprendere per quello che viene detto sul fatto le alcune delle ragioni della Russia oggi parte alla all'attacco su,
Questo
Questo è l'altro, questo è il tema, diciamo, principale, più grave, relativo a allo scenario internazionale e per quello che riguarda invece l'Italia oggi anche, diciamo con una certa sorpresa.
L'argomento Quirinale legge elettorale sembra aver perso, diciamo forza, e nelle scorse giornate, anche per chi avesse ascoltato questa trasmissione di Radio Radicale, ricorderete quanta attenzione quante pagine su l'ipotesi del.
Della successione al Quirinale e la connessione con la legge elettorale, questo argomento oggi trova pochissimo spazio almeno di sviste naturalmente c'è un'intervista sul foglio ad Achille Occhetto, dove peraltro si ricorda anche.
La iniziativa di Marco Pannella Occhetto ricorda di aver lavorato insieme a Marco Pannella per eleggere Oscar Luigi Scalfaro, questo sempre per raccontare quanto poi le elezioni dei presidenti della Repubblica nella cosiddetta Prima Repubblica siano state occasioni, poi in realtà di spariglia mento degli schieramenti politici non immediatamente distinguibili in destra e a sinistra. Il ragionamento che fa Occhetto oggi, di cui vi daremo un qualche conto è anche questo. Il Presidente della Repubblica nella storia repubblicana è stato principalmente individuato come una figura di garanzia e non una manifestazione di una o all'altra parte politica Damato. Sul dubbio poi,
Prova a scommettere sul futuro, al rischio anche di perdere naturalmente su quelle che saranno le mosse le decisioni nello scenario che abbiamo davanti, a partire dalla questione della legge elettorale sulla legge elettorale, pure oggi trovate qualcosa, non moltissimo, invece l'argomento che prende moltissimo spazio e che riguarda la politica italiana è quanto è successo.
Ah, chiedo scusa.
Per la voce.
È quanto è successo in Commissione di Vigilanza Rai, per esempio il quotidiano, la Repubblica, titola così Vigilanza, Rai, nel caos si dimettono i consiglieri dell'opposizione Floridia, intervistata un po'su tutti i quotidiani Corriere della Sera, fatto domani alla stampa restare e denunciare non è servito,
Lascia anche il centrodestra, la Commissione a questo punto è azzerata e tra l'altro il governo rischia l'infrazione.
Europea su questa vicenda ci spiega la Repubblica, la Commissione di vigilanza Rai, ve l'abbiamo raccontato da Radio Radicale in questa legislatura a Vito ha avuto una vita molto difficile, sono anni che la sua.
Attività va davvero a rilento, con tantissimi intoppi terremoto in Vigilanza Rai questo è quello che scrive, per esempio, il Messaggero, noi vi racconteremo, cercheremo di raccontarvi qualcosa con il Corriere della Sera, alla Vigilanza Rai, nel caos questo è quello che si legge nella segnalazione in prima pagina dimissioni a catena azzerata la Commissione ci sono delle questioni,
E che richiamano anche agli equilibri politici e anche alla vita delle istituzioni di cui da radio radicale vi raccontiamo sempre.
Questo è tema di una certa rilevanza sui quotidiani, ma noi cercheremo di tirare un filo.
Nella rassegna stampa di questa mattina di Radio Radicale, a partire dalla questione giustizia, perché sul dubbio?
Leggete questo titolo di apertura a maggioranza a pezzi sulle intercettazioni, una questione relativamente diciamo laterale rispetto alla discussione dei quotidiani dei media, che qualcuno chiama mainstream, che diciamo è una.
Aggettivazione, diciamo, orientata naturalmente, della definizione di questo tipo di informazione, questa questione che riguarda
Un emendamento porterà a un voto forse che potrebbe dividere la maggioranza di governo, voteremo senza Forza Italia, dicono da Fratelli d'Italia, vi racconteremo questa questione in realtà, come appunto filo conduttore del ragionamento che tentiamo tenteremo di fare in questa rassegna stampa di questa mattina e sulla questione giustizia si sono ci sono oggi alcune,
Alcune interviste, alcuni approfondimenti che ci riportano ancora sul fatto di quanto questo argomento a volte.
È sottovalutato nell'informazione, abbia una rilevanza davvero notevole, c'è un'intervista Bruti, Liberati, un protagonista della vicenda politica e giudiziaria degli scorsi anni sulla questione di Moretti, ricorderete giorni fa, settimane fa.
E e sul fatto della sua condanna Bruti, Liberati, dice occorrerà riflettere su questo meccanismo, perché è un meccanismo che presenta delle contraddizioni, la verità apre sulla giustizia.
Parlando di un contenzioso che ha numerosi aspetti nei quali non entreremo per non rischiare, tra l'altro di dire cose inesatte, i giudici si aumentano la paga di 16.000 euro, questa è la deduzione che la verità trae dalla questione del contenzioso in corso, però ecco questo è un altro aspetto.
Della questione giustizia e torneremo anche su
Quanto sta accadendo nella ANM e lo faremo da una parte, con il dubbio che parla ancora della questione anche sollevata qui a Radio Radicale.
La vicenda della Scuola superiore della magistratura descrive Giacobazzi Paladini è nel mirino, per esempio, del Fatto Quotidiano, perché con il suo ruolo nella scuola spezza l'egemonia rossa per la scuola superiore, di leggeremo qualche passaggio di questo.
Approfondimento che cerca di capire quello che sta avvenendo nello scenario della giustizia, che poi non ha avuto una riforma che in tanti pensano necessaria, appunto anche per il tema del ruolo delle cosiddette corretti per quello che riguarda sempre la giustizia ma,
Da un altro punto di vista, poi, trovate Piero Sansonetti, che parla della vicenda di Cavallini Cavallini, è stato esponente dei Nar, ha subito numerose condanne.
E appunto qui si parla delle misure di detenzione sul trattamento che poi viene riservato a Cavallini editoriale articolo di Piero Sansonetti, che ancora una volta, poi ci invita a riflettere sull'idea, che sia della detenzione e della funzione del carcere e dal della aderenza delle strutture carcerarie al dettato costituzionale si parla ancora molto di scisma vi leggeremo qualcosa ancora per capire chi sono i protagonisti di questa vicenda oggi l'Osservatore Romano,
Spiega che è stata decretata la scomunica, com'era stato anticipato già sui quotidiani, la giornata di ieri, perché c'è un meccanismo istituzionale nella nella chiesa che determina queste questi provvedimenti, ma poi oggi c'è la comunicazione e Leone quattordicesimo sembrerebbe aver manifestato la sua risposta non diretta ma con le azioni con i fatti, con i comportamenti per il 4 luglio Leone andrà andrà nei luoghi dove arrivano gli immigrati, gli immigrati clandestini, gli immigrati fuorilegge e questo,
è un segnale, forse, che può essere naturalmente anche frainteso, ma è quello che è stato annunciato quello che farà il Pontefice nei prossimi giorni, 4 luglio, invece.
Le celebrazioni in Italia, che si sono già svolte e tema di approfondimento politico, perché naturalmente gli inviti?
Ah, qui in Italia, celebre delle celebrazioni per le celebrazioni, sono state argomento di discussione e di valutazione politica dopo le polemiche, forti delle scorse settimane di Donald Trump contro Giorgia Meloni, diversi quotidiani approfondiscono lo stato dell'arte diciamo così su questa questione le presenze e le assenze Giorgia.
Meloni non c'era presente in spirito con le parole.
E del presidente del Senato, la Russa, che è intervenuto e ha detto questo, vedremo qualcosa anche sul foglio trovate un articolo molto.
Molto divertente il 4 luglio a Villa Paisa, Make Paisa Greta can Caruso che, appunto, racconta anche, diciamo, delle modalità tipicamente Maga tra un piano e anche in questa celebrazione.
Ma
La vicenda di Mastella, Clemente Mastella, una figura al centro dello scenario politico negli ultimi decenni un esponente della.
La cosiddetta Prima Repubblica della tradizione democristiana della, diciamo capacità dell'abilità di dialogo, di interlocuzione.
Comune di fare politica, sostanzialmente poi da tanti punti di vista, con un annuncio che appunto anche commosso molti annunciato Mastella di essere malato, ha chiesto di pregare per lui queste sue parole vengono riportate un po'su tutti i quotidiani, anche in questa occasione è partita la,
Valanga degli insulti social libero riflette su questo fenomeno, questo strano fenomeno forse è sempre esistito, ma che i social appunto rappresentano e conservano, perché questo è un altro dato fuoco al bar si insultavano i politici Piove governo ladro, ma appunto poi la discussione finiva lì e invece sui social la discussione resta viene condivisa, viene utilizzata anche per includere pubblicità, sponsor è il tema naturalmente è da approfondire
E come sta la destra, come sta la sinistra, la partecipazione di Giorgia Meloni a un'iniziativa della UIL, di cui abbiamo dato conto anche da Radio Radicale e occasione di approfondimenti sulla traiettoria della della destra, su l'attività di Giorgia Meloni e anche sui provvedimenti del governo sui sondaggi e sulla condizione della sinistra oggi Marcello Sorgi sulla stampa.
Ritorna sulla ipotesi che Di Battista uno degli esponenti del primo Movimento 5 Stelle torni in campo con una sua formazione già definito da qualcuno, il Vannacci di sinistra e, naturalmente, la.
L'ombra di Vannacci continua ad aleggiare sulla traiettoria della destra, ci sono dei sondaggi oggi Ignazi sul domani invita ancora una volta a ad avere cautela, perché un conto sono i sondaggi e un conto, poi sarà il voto vero e proprio e la convinzione che gli elettori potranno maturare nei mesi che non sono tantissime non sono nemmeno pochi che ci separano dalla.
Dall'appuntamento elettorale, ancora polemiche sulla questione Covid, oggi sembra emergere qualcosa in più rispetto alla discussione dei giorni scorsi emergono questioni che riguardano.
Azioni.
E processi, ricorsi, rimborsi, una serie di.
Elementi che affollano poi il dibattito sulle responsabilità politiche e sulla consapevolezza di quelli che furono momenti davvero difficili per tutti noi. La Commissione Covid e un po'il luogo dove tutto questo sta emergendo e c'è qualcuno che poi ha fatto anche qualche paragone con quello che avviene in Commissione Covid è quello che è avvenuto in Vigilanza. Chiuderemo poi con un una segnalazione dal quotidiano la Stampa, un libro di uno scrittore forse non tanto conosciuto, un romanzo che però ci parla ancora una volta della condizione delle di alcune figure che appunto vengono definiti intellettuali a cavallo tra la fine del fascismo e il dopoguerra e il ruolo di queste persone, gli interessi
I bisogni, le necessità e anche, diciamo, i compromessi di questo tipo di circostanze, questo tipo di persone, questi temi di questa rassegna stampa di questa mattina.
Invece di
Partire dalla politica italiana diamo uno sguardo rapido a quello che è successo in Ucraina per darvene conto, naturalmente, per tutti gli aggiornamenti, su quello che poi è stato.
Si è potuto, diciamo, misurare, lo avrete con il notiziario del mattino di Radio Radicale, prendiamo il Corriere della Sera, il giorno più buio per l'Ucraina, Kiev sotto gli attacchi russi per tutta la notte di oltre 20 morti il bilancio e i missili non hanno risparmiato neanche un pronto soccorso, altri si sono schiantati anche vicino alle vie le piazze principali, non lontano dai palazzi del governo Zelenskij chiede a Washington la licenza per i Patriot domani si celebrano tra l'altro, 250 anni degli Stati Uniti. Questo tema viene messo in relazione a questa
Questione, a pagina 8, è il raid più pesante e qui l'aggiornamento 27 i morti.
La logica di rappresaglia per spezzare il morale. Ecco, leggiamo questo intervento, questo articolo, questa analisi di Lorenzo Cremonesi per capire quello che sta succedendo ancora. Kiev si riconferma la logica intimidatoria e punitiva che caratterizza la guerra di Vladimir Putin contro l'Ucraina, una logica che abbiamo già visto sin dall'inizio nel Donbass, sennò birrerie, se non vi arrendete vivendo la vita impossibile ebbi distruggo le forze armate russo, Anneo metodicamente ridotto i centri urbani nell'est del Paese, invaso in cumuli di macerie, il Don basse, oggi costellato di villaggi e cittadine devastati. E ed è una logica che fa a pugni con le dichiarazioni iniziali del presidente russo, quando parlava di liberazione dei nostri fratelli dal neonazista Zelensky e l'intera operazione militare speciale era spiegata come una sorta di missione per riportare la giustizia in una situazione distorta da pochi estremisti ucraini spalleggiati dalla NATO. Ma
Con l'imporsi dell'evidente volontà collettiva di resistenza ucraina, la narrativa di Mosca si è arenata nel rullo compressore dei bombardamenti russi, gli attacchi contro le centrali elettriche mirati a rendere l'esistenza un inferno nel gelo già nel primo inverno inverno di guerra.
Avevano evidenziato che, pur di non mostrava più alcuna remora nel punire collettivamente il popolo fratello, così adesso sta facendo nell'accanirsi contro chi era a fronte dell'accresciuta capacità offensiva dei nuovi droni prodotti dagli ucraini che ormai colpiscono Mosca, le raffinerie fino a 2000 chilometri dal confine, Putin non esita a centrare i civili nella capitale. Tutto lascia credere che gli attacchi delle ultime ore tragicamente simili a quelli degli ultimi mesi si intensificheranno. Saranno ride letali con più missili. Va osservato, inoltre, che gli ucraini tendono a colpire obiettivi militari ed economici, ma a Mosca domina la dinamica della rappresaglia, un Otello in fiamme vale quanto un deposito di munizioni. L'importante è comunicare alla popolazione ucraina che, se non accetta i termini della pace tra virgolette imposta da Mosca, è destinata a soffrire. Mi pare
Una lettura, al di là poi delle valutazioni va non per dare credito a Vladimir Putin che da Radio Radicale, abbiamo raccontato fin dall'inizio cosa che molti avevano dimenticato questo tipo di logica era stata già manifestate in Cecenia e Antonio Russo, l'aveva raccontato con chiarezza dai microfoni di Radio Radicale poi ucciso nell'ottobre del 2000 va ricordato però che appunto speriamo che ci siano delle regole, perché ricordiamo che la Russia ha un arsenale atomico e, sebbene in crisi appunto, c'è sempre lo spettro di questa minaccia,
Però l'interpretazione di Cremonesi mi sembra quella che ci aiuta a capire lo scenario che abbiamo davanti, per capire invece quello che sta succedendo in Russia, prendete la Repubblica a pagina 7, perché Giovanni Pigni, intervista Days Volchov, che è direttore direttore dell'istituto demoscopico Russo Levada con sede a Mosca e che dice Putin perde i punti perde punti e i russi sono stanchi della guerra e questo potrebbe essere finalmente un segnale e di cui c'è stato qualche.
Qui c'è stata qualche avvisaglia nelle scorse settimane, secondo gli ultimi dati del centro demoscopico, appunto di cui parliamo, l'indice di sostegno a Vladimir Putin è calato di 5 punti percentuali nel corso di giugno ragiona raggiungendo il 74% il livello più basso dall'inizio della guerra stiamo parlando però sempre cifre elevatissime.
La ragione principale secondo questo analista è un trend graduale ma costante è dovuto al deterioramento delle condizioni economiche, dirigiamo solo questo nella parte iniziale, poi nella parte finale, un altro dato significativo, il 60% dei russi, vorrebbe porre fine alla guerra il prima possibile attraverso,
Negoziati. La domanda è a quali condizioni vediamo cosa risponde Volkoff, l'impressione generale è che la maggioranza della popolazione sia favorevole, appunto la fine della guerra, tuttavia è diffusa anche la convinzione.
Che noi saremmo pronti a fermarci mentre l'altra parte, e non lo farebbe per quanto riguarda le condizioni questo, con come si fa vale per quanto riguarda le condizioni prevalgono posizioni coerenti con quella ufficiale russa e va be'e quindi, insomma, questa la questa situazione stampa a pagina 10,
Ancora qualcosa su questo e poi cambieremo rapidamente argomento pioggia di missili sull'Ucraina il riassunto di quello che è accaduto nelle ultime ore colpito un ospedale qui, il numero 25 morti, ma appunto per gli aggiornamenti a tra non molto, con il notiziario del mattino di Radio Radicale Zelenskij che dice ci vendicheremo una grafica di quello che sta accadendo sul campo Ana Zafer Sova a pagina 11 dello stesso quotidiano ci racconta poi di quanto avviene nella Russia di questi giorni.
Lo zar resta senza benzina e cereali, i blitz sulle raffinerie lasciano il segno il 56% qui si dice della popolazione scontento della guerra, polizia ai distributori e rabbia fra la popolazione nella battaglia per la benzina, martedì scorso è stata registrata la prima vittima, un pensionato,
In Carelia che, dopo aver fatto ore di coda distributore, avvocato, il pieno infilato, la pistola al serba del serbatoio è stato stroncato da un infarto, le ore di attesa nel caldo sono ormai la normalità in molte zone della Russia un neon e un neonato sito Benzo colon ca,
Punto com monitora in tempo reale la disponibilità, i prezzi è il tempo dell'eventuale attesa prima del rifornimento, in molte regioni i distributori sono chiusi per mancanza di carburante, come è successo in Crimea.
Erogano soltanto alle ambulanze, alle auto della polizia e ai servizi comunali, più di 40 regioni russe hanno introdotto misure di razionamento dei carburanti russi più giovani scoprono col SUV con stupore il funzionamento del mercato nero, un fenomeno dimenticato, insieme alla Unione Sovietica, ufficialmente si tratta di una crisi logistica.
Comunicato il vicepremier
È responsabile per l'Energia.
Novak eufemismo che in fondo corrisponde alla verità la vedere esperita dopo che i droni ucraini hanno metodicamente colpito le raffinerie russe, altre valutazioni qui vi rimandiamo, ma la situazione appunto è difficile. C'è però questi ci sono questi dati, naturalmente, da prendere con le dovute cautele, che ci dicono qualcosa su quello che potrebbe avvenire su quello che sta avvenendo in Russia. Oggi il Fatto Quotidiano si concentra su
North Stream, fatto saltare il 26 settembre 2002, dice Marco Travaglio da un commando ucraino per ordine di Kiev è ritenuto dalla magistratura tedesca un crimine di guerra, e a questo punto poi trovate tutto un elenco delle dichiarazioni fatte invece all'epoca in cui si
Additava la Russia come irresponsabile l'ordine partì dall'alto Caridi Iaccarino missili russi sulla capitale, poi le altre notizie, appunto di cui abbiamo già detto.
Quanto sta avvenendo in Germania in questo processo?
La il dibattito politico, anche l'ordine di far saltare North Stream sarebbe partito da Kiev, secondo l'agenzia France Press, che cita fonti vicine alle indagini in Germania, magistrati tedeschi ritengono che il sabotaggio del settembre 22 sia stato commissionato dalle autorità ucraine non perizia, iniziativa autonoma di un gruppo di parapiglia militari ma un'operazione decisa dai vertici di Stato lo conferma l'atto d'accusa quindi dobbiamo aspettare se vogliamo ricordare,
Diciamo i cardini del garantismo anche in questo fatto, ma appunto qui poi la valutazione dei prosegue l'atto d'accusa depositato la settimana scorsa contro seri, se leggo la pronuncia in modo in qualche modo corretto, Kuzniecov ucraino, fermato in Italia nell'estate del 25 ora davanti al Tribunale superiore di Amburgo il testo visionato da politico descrive questo personaggio come un ufficiale dell'esercito che, assieme ad altri militari per conto di organi statali Higuain avrebbe,
Pianificato la distruzione dei gasdotti per privare Mosca dei ricavi del gas, Zaleski ha sempre negato ogni coinvolgimento per la procura tedesca guidata da agenza Rommel, strano nome.
Si tratta più di un sabotaggio, ma di crimine di guerra, un attacco a un obiettivo civile dentro la guerra tra Russia e Ucraina, la prima volta che l'inchiesta risale dalla squadra che piazzò gli esplosivi del fondale del Baltico alla catena di comando, queste le premesse di questo percorso che naturalmente continuerà.
Per quello che è accaduto anche il domani, sceglie questo tema come tema di apertura Inferno di missili, ma per la Russia.
È una nuova Stalingrado 90 feriti colpiti
Pronto soccorso, un centro logistico, nuove, tattiche, il fronte in stallo.
Anche qui la notizia del sabotaggio non Stream Berlino accusa l'Ucraina il silenzio di Zelensky, questo è quanto per quello che è accaduto vediamo invece.
Alla questione Vigilanza Rai, che l'altro tema di.
Grande rilevanza, diciamo, nella giornata di oggi, titoli un po'su tutti i quotidiani noi per quello che è il.
L'interpretazione che politica dei fatti prendiamo.
Prendiamo il corriere della della sera.
Che cosa che cosa è accaduto, Massimo Franco scrive un segnale di impotenza trasversale della della politica.
Dimissioni in massa delle opposizioni e poi della maggioranza della commissione di Vigilanza Rai materializza, materializzano uno stallo di e un'impotenza istruttivi dicono quale può diventare l'epilogo, un muro contro muro pregiudiziale tra schieramenti, non solo quando non si riesce a eleggere il presidente della tv pubblica ma in molte delle scelte che spettano al sistema politico in qualche misura la decisione presa ieri quasi AQ, dopo quasi due anni di nulla di fatto polemiche velenose che,
Ne sono seguite, rischiano di diventare la colonna sonora della campagna elettorale, appunto la madre di tutte le tensioni in questo momento alla riforma del sistema di voto, ma appunto ecco, questa, diciamo, è la chiave di lettura che Massimo Franco individua
Appunto, poi c'è una.
Intervista di Alessandra Arachi che, con Barbara Floridia del movimento
5 Stelle.
Che spiega quanto è accaduto, la presidente della Commissione, Barbara Floridia, del successo in Vigilanza, sono due anni che denunciamo lo stallo,
Che vuol dire stallo a maggioranza, ha bloccato la Commissione, tranne rari episodi che sono sembrati delle concessioni, hanno fatto mancare il numero legale tantissime volte.
Un esempio di queste concessioni siamo riusciti ad avere un'audizione con l'amministratore delegato, dopo quasi un anno dal suo insediamento e anche dopo un incredibile polemica sul regolamento che si è conclusa con un nulla di fatto, poi.
Sigfrido Ranucci, dopo l'attentato, o la audizione sul Teatro delle vittorie dopo lo sciopero della fame di Roberto Giachetti, ma perché chiede Araki questo ostruzionismo, un ricatto dice Floridia?
La maggioranza voleva imporci il nome del presidente della Rai Simona Agnes, e ce l'hanno detto chiaramente o la votate noi boicottiamo tutte le sedute della commissione.
è un'accusa importante quella che fa risposte a un ricatto che i membri della maggioranza hanno fatto a microfono aperto più volte in ufficio di presidenza, a voi non piace Simona Agnes, non andava bene il metodo, intanto perché il nome di Simona Agnes è stato fatto da una sola parte politica, Forza Italia e, come sappiamo Forza Italia vuole dire Mediaset dice dice Floridia. In conseguenza delle vostre dimissioni si sono dimessi anche tutti i componenti della maggioranza. Non so per raggiungere quale obiettivo, se inverte gli agenti e il risultato non cambia.
E che cosa vuol dire questo che se arrivano nuovi membri della commissione, ma si continua a insistere con il vecchio nome della presidente, siamo allo stesso punto di prima che succederà, vedremo io mi sono dovuta dimettere per rispetto delle istituzioni sono un'insegnante e voglio che i miei alunni capiscono quanto rispetto a quanto questo rispetto sia importante, intervistato poi, Franco Filini di Fratelli d'Italia, membro della stessa commissione. Le audizioni, dice dice no, dicono falsità e dall'opposizione alle audizioni ci sono state ormai
Però ora dobbiamo pensare ai nuovi membri.
Adesso si rielegge tutta la Commissione daccapo, se non ci fossero, se non ci fossimo dimessi, noi non si sarebbero comunque potute dimettere anche loro sarebbero rimasti in carica, perché il regolamento dice così i commissari dimissionari rimangono in carica finché non vengono indicati i sostituti, ma adesso che succede si rieleggono i membri della Commissione vedremo intanto non si potrà fare più nulla, ovviamente, ma le opposizioni si sono diverse proprio per questo perché dicevano che la Commissione era in stallo.
Che voi maggioranza, la boicotta Vate, è una falsità, dice Filini e lo dimostra il fatto che era in calendario un'audizione del ministro della cultura giuri mi risulta che avesse dato disponibilità per il 15 luglio, poi, quali altre audizioni ci sono state l'amministratore delegato Ranucci appunto e poi tutte le delibere proprie della Commissione di Vic vigilanza.
Giochi Giachetti ha fatto uno sciopero della fame per denunciare lo stallo della Commissione, non le sembra un'evidenza, questa Giachetti ha fatto una battaglia finalizzata alla riforma della line della RAI legittima ma non condivisibile, dice Filini, poi chiedeva lo sblocco della Commissione su una questione immobiliare, una proposta del Pd e di quella sarebbe venuto a parlare il ministro Julie,
Sul nome di Simona Agnes come presidente della Rai, le opposizioni dicono che l'avete posto come condizione parlano di ricatto, altra grande falsità dice Filini. Simona Agnes è stata designata dal Cda della Rai come da regolamento, il punto che il regolamento della Rai è folle. In che senso prevede che per l'elezione del presidente della Rai ci sia la maggioranza dei due terzi dei voti? Questa è un po'la questione, una anomalia tutta dell'azienda, persino per le elezioni del Presidente della Repubblica della Corte Costituzionale. Dopo un certo numero di votazioni, la maggioranza diventa semplice. La sinistra ha usato la legge come arma di ricatto
E questa è la questione per una interpretazione o Floridia intervistata, appunto Blob, lo abbiamo già detto anche sugli altri quotidiani i temi sono appunto questi riassumerei su Repubblica a pagina 2, una.
Utile grafica, ci racconta le tappe, invece diciamo in sintesi di quello che è successo l'insediamento nel 2023, dopo le elezioni del settembre 2022, la Commissione parlamentare di vigilanza Rai, la cui presidenza spetta all'opposizione, si insedia in ritardo e solo ad aprile. 2023 elegge come presidente Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle nel 2024 allo scontro sulle nomine in azienda con il rinnovo del Cda Rai la vigilanza deve esprimersi sul presidente. Si incaglia appunto sul nome di Simona Agnes. La maggioranza non raggiunge i due terzi necessari. Le votazioni saltano più volte, la commissione è paralizzata
Nel 2025 la paralisi prosieguo dei lavori in Commissione, lo scontro blocca l'intera attività della Commissione, dice Repubblica, la destra fa mancare il numero legale per impedire i lavori in attesa del via libera ad Agnes, la maggioranza accusa l'opposizione di bloccare la nomina per ragioni politiche nel 2026 il richiamo di Mattarella nella prima di quest'anno.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è intervenuto definendo non accettabile che il servizio pubblico manchi dell'assetto dei propri organi amministrativi.
Queste sono le tappe, un retroscena.
Ci può aiutare ancora ad approfondire la questione.
La mossa per oscurare il giorno dei palinsesti la destra che dice ci vendicheremo il piano, ricostruire l'organismo d'imperio e varare la riforma del servizio pubblico per eleggere Agnes a inizio 2027. Giovanna Vitale autrice del del retroscena che vi leggiamo. Non è la vigilia Carrie Lam, che avevano sognato almeno di 24 ore della dalla presentazione dei nuovi palinsesti costruiti per sancire la definitiva bonifica di ogni traccia progressista. Si scrive qui da Repubblica l'assoluto predominio della destra nella programmazione Rai, i vertici meloniani schiumano rabbia, la mossa delle opposizioni per oscurare la kermesse li ha colti di sorpresa, per noi non è successo niente. L'ordine impartito allo staff è costretto a rispondere a decine di telefonate per chiedere se cambi qualcosa dopo il terremoto che ha azzerato. La vigilanza è un evento
Rivolto agli investitori.
Agli investitori pubblicitari. La spiegazione fra 1.000 imbarazzi dice Vitale, ci lavoriamo da mesi, siamo una grande azienda, quanto accade in Parlamento non ci riguarda, ma sanno tutti che è una finzione e infatti, non appena i commissari della minoranza annunciano le dimissioni in blocco i pm, i plenipotenziari della maggioranza incaricati di servire di seguire il dossier televisivo si riuniscono tra l'altro, gli stessi che indicano direttori di TG, conduttori e format si riuniscono d'urgenza incolla per
Concertare le contro misure si sono cacciati in un vicolo cieco, nemmeno se ne rendono conto, convergono il meloniano Filini forzista Gasparri.
Bergessio della Lega, il moderato Lupi, questa manfrina è durata anche troppo alla decisione, poi viene naturale centrosinistra, abbandona lo stesso, farà il centro destra uno a uno e palla al centro, la Commissione è azzerata e deve ricominciare daccapo e poi gli scenari anche anticipati.
Questa questione del del dell'US diciamo, degli appuntamenti del 2027, insomma, un altro tras tassello di un cammino che appunto è iniziato con largo anticipo e che vedremo se continuerà a essere nel mirino, diciamo così, dei quotidiani.
Nei prossimi giorni Maria Elena Boschi, ormai ex vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, intervistata su Repubblica, divisi al loro interno e irrispettosi delle istituzioni Boschi, introduce un tema che adesso affronteremo da un altro punto di vista.
Era l'ultima strada possibile prima di arrivare a un gesto, così è ACLI eclatante, le abbiamo tentate tutti abbiamo scritto ai presidenti di Camera e Senato Giachetti, si è incatenato in aula ma sono rimasti inerti anche dopo l'intervento di materiale di fronte alla impossibilità della vigilanza di svolgere il proprio lavoro non ci restava che prenderne atto.
Quanto hanno influito le assenze del centrodestra nel determinare
Appunto, addirittura la maggioranza ha i numeri, per far funzionare o meno le commissioni, se non si presenta e non consente di riunirsi, non ci sono strumenti regolamentari alternativi, che cosa non si è fatto in questo stallo? Avremmo potuto convocare audizione in audizione i vertici aziendali, i sindacati e affrontare il problema dei precari avremmo potuto tutelare l'indipendenza del giornalismo d'inchiesta, il pluralismo e invece non abbiamo potuto fare nulla neanche sulle dismissioni immobiliari. La scelta di oggi, condivisa da tutte le opposizioni oltre negli ultimi due anni in commissione
Sono la prova della compattezza del centrosinistra, adesso il centrodestra propone di superare la legge che prevede che la nomina sia approvata dai due terzi della commissione, parliamo di una legge ricorda Boschi scritta da Gasparri, approvata nel 2004, che noi non abbiamo toccato sul punto questa vicenda è il sintomo dell'incapacità,
Della maggioranza di avere un metodo rispettoso delle istituzioni, la legge esiste da vent'anni e loro sono al governo da quattro, se avessero potuto cambiarla, avrebbero potuto farlo, che idea si è fatta probabilmente nella maggioranza non soltanto non sono d'accordo nel coinvolgere le opposizioni ma non sono neanche d'accordo al loro interno ci aspettavamo una proposta alternativa, ma la volontà di non cambiare nome è frutto del loro disaccordo o ma magari qualcuno di loro preferisce che Marano resti in sella.
Ah dice Boschi, insomma.
è un segnale anche della situazione politica all'interno della maggioranza staremo a vedere, però a questo punto vi diamo sulla.
E Questione Giustizia e lo facciamo con il dubbio e il titolo di apertura è questo maggioranza a pezzi, qui diciamo, inseguiamo la suggestione di Maria Elena Boschi, per capire poi, in realtà, se ci sono elementi di scontro o elementi di confronto, dibattito politico interno, visioni alternative in qualche modo su cui la maggioranza poi,
Troverà una sintesi, cosa che è avvenuta sempre in quest'Ina in questi anni i meloniani presentano al Senato emenda un emendamento maggioranza a pezzi sulle intercettazioni, Fratelli d'Italia, che dice voteremo senza.
Ah, Forza, Italia, noi non ci stiamo, si rischia davvero l'incidente, il Parlamento scrive il dubbio.
Ah, l'attenzione sulla giustizia nella maggioranza ha raggiunto altitudini fuori controllo, cose con esiti per ora imprevedibili, ieri si è tenuta una riunione a via Arenula tra il Guardasigilli Carlo Nordio e gli altri componenti del board del ministero a uno per partito Novi e Stella si occupano di,
Questo.
Il viceministro Sisto di Forza Italia, a sottosegretario, Alberto Balboni, di Fratelli d'Italia, il suo omologo Ostellari della Lega, non si è trovato l'accordo sull'emendamento in materia di intercettazioni da presentare attraverso i relatori alla legge di conversione del decreto giustizia e patto UE su immigrazione e asilo in discussione al Senato ma,
Visto che i tempi stringono, si rischia di arrivare appunto a un clamoroso show-down perché Fratelli ha deciso di muoversi anche in assenza di un'intesa tra le parti e subito dopo il summit al ministero della Giustizia ha presentato in solitudine, tra virgolette, viene scritto una proposta di modifica della norma sulle intercettazioni a strascico che va incontro alle sollecitazioni del procuratore antimafia e antiterrorismo Gianni
Melillo, ma che non ha il sostegno dei berlusconiani, vi anticipiamo subito che accanto a questo articolo trovate.
Un editoriale, un commento di Enrico Novi, che legge politicamente anche questo fatto c'è il fantasma di Vannacci, ancora il fantasma di Vannacci, dietro la svolta giustizialista di Fratelli d'Italia, così viene definita, ma di che cosa si tratta gli emendamenti di Fratelli d'Italia accolte le critiche della Dna appunto torniamo all'articolo di Enrico Novi e Valentina Stella gli emendamenti depositati dal partito della premier modificano,
La formulazione dell'articolo 270 del codice di procedura penale sono volte a ripristinare la situazione precedente, come richiesto dal capo del Dna, sarebbe di nuovo possibile, con la norma di Fratelli d'Italia, utilizzare in altre indagini intercettazioni captate in un'inchiesta madre anche quando il possibile reato incrociato per caso non sia di associazione mafiosa o di terrorismo al pm basterà ipotizzare lilla e che l'illecito fortunosamente scoperto possa comunque agevolare una cosca, una cellula sovversiva. Il Gip dovrà necessariamente convalidare.
Lucio esternalizzato delle intercettazioni, un'idea che trova disponibile la Lega, ma che appunto non piace assolutamente a Forza Italia.
Altre questioni per quello che riguarda Forza Italia appunto viene definito emendamento Melillo, eccetera, eccetera.
Ci si è confrontati dentro Forza, Italia, scrivono Stella e nomi e Novi.
Sulla distanze con gli alleati, la linea non è cambiata, anche anche perché il segretario Antonio Tajani deve fare i conti con un team tra virgolette nel quale consiste o ci sono due capigruppo come Enrico Costa e Stefania Craxi, pure loro garantisti do che, forti del sostegno di Marina Berlusconi,
Ebbene, le posizioni, la posizione già definita dagli azzurri è la seguente non si può modificare la norma sulle intercettazioni a strascico, certamente non con i tempi convulsi imposti dalla conversione di un decreto legge e non nella sua ratio originale l'attuale discipline oltretutto è la riflessione dei berlusconiani.
Era stata proposta nel 2023 proprio da Forza Italia. Il punto è che nell'ormai celebre lettera inviata a maggio dal procuratore nazionale Melillo a Nordio e al suo collega Piantedosi, si sollecitava l'aria estensione dell'uso delle intercettazioni. I processi diversi, appunto, sebbene non associativi, quelli quelli estranei al 416 bis, eccetera eccetera l'obiezione di Forza Italia si radica proprio nel dettaglio per cui un pm a un pm basterebbe ipotizzare l'agevolazione mafiosa per ottenere dal Gip l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazione captata in altra indagine. Insomma, questo è
Il tema un tema appunto, come vedete, diciamo.
Anche in qualche modo tecnico, ma appunto secondo poi il commento, vi lasciamo alla lettura secondo il commento.
Di Enrico Novi c'è il fantasma di Vannacci in questa svolta che viene definita giustizialista.
La questione
Della giustizia, poi la possiamo affrontare un attimo anche da altri punti di vista, se prendiamo appunto la stampa su un altro tema di cui avrete sentito molto parlare in questi giorni di cui abbiamo parlato forse poco nella rassegna stampa di questi di questi ultimi giorni ma che,
Tema di grande attualità, la condanna di Moretti, I inaccettabile, la responsabilità solo per aver coperto l'incarico a dirlo è Edmondo Bruti, Liberati.
Intervistato da Francesco Grignetti, da sentenza Moretti sulla strage ferroviaria di Viareggio, sta facendo discutere i giuristi e non solo loro, il crinale è sottile tra una condanna per responsabilità oggettiva soltanto perché si sta al vertice della piramide manageriale la negligenza nell'adottare tutti gli accorgimenti sulla sicurezza.
Chiedo scusa Edmondo Bruti, Liberati, che è stato procuratore capo di Milano.
Voce di grande peso nella magistratura italiana ritiene rifiuta la sola idea che, nel decidere una condanna simile abbia avuto un peso la pressione dell'opinione pubblica non nasconde però di avere perplessità e dice, appunto.
Ho l'impressione che si sia pericolosamente si sia pericolosamente scivolati verso la responsabilità di posizione che cosa si intende con questo chiede Grignetti quando una persona risponde comunque solo perché si trova al vertice di un'organizzazione complessa, a prescindere dall'accertamento della consapevolezza personale.
E questo è un caposaldo della Costituzione, la responsabilità penale è personale, non può essere una responsabilità oggettiva, è uno snodo molto importante, almeno nella mia capacità di leggere queste questioni risponde Bruti, Liberati, faccio una premessa indispensabile, il codice penale ci dice che un reato,
Ah, che è un reato, la negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero inosservanza di leggi, regolamenti, ordine, discipline nel tempo, poi la giuristi ed la giurisprudenza ha progressivamente affinato la regola, si deve accertare il rischio nel concreto e quale fosse la possibilità di evitare il danno con un diverso comportamento.
Quando si tratta di organizzazioni aziendali complesse, inoltre, si aggiunge la valutazione se vi sia stata una gestione negligente del rischio e chi ne debba rispondere. Detto ciò, non è accettabile una responsabilità per il solo fatto di ricoprire una posizione, una mera responsabilità oggettiva, poi si prosegue sul dibattito, si entra nel merito anche di alcune sentenze ma insomma, mi pare che il tema sia importante sottolinearlo da questo punto di vista prendiamo libero a pagina 3, che ci dice ancora un'altra cosa sul fronte giustizia. Assunzioni nella giustizia finalmente quasi 10.000 quasi 10.000 assunzioni a tempo indeterminato
Ma anche scrive il quotidiano Libero che e 10.000 risposte a quanti davano il mandato di Carlo Nordio, ormai per finito, dopo la sconfitta al referendum di marzo, a sinistra si invocavano le dimissioni, ma questa notizie appunto viene apprezzata, che per effetto poi si spiega sugli altri.
Quotidiani, ma anche qui del raggiungimento degli obiettivi del p n r r sugli stipendi li abbiamo già detto, trovate la verità, ma vi dovete addentrare in una questione abbastanza intricata a cui vi rimandiamo, prendiamo però.
Il dubbio, pagina 4, se non mi sbaglio.
Lo strappo rimane la scuola di formazione tra le doghe e o e avanza.
Il partito della linea dura, Simona Musco ne scrive lo scontro sulla formazione riaccende le tensioni tra le correnti in vista del rinnovo del Consiglio superiore, tre ore di confronto a porte chiuse non sono bastate a ricucire la frattura, il primo faccia a faccia tra Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati e il comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura si è concluso senza un vero riavvicinamento lo certificano due comunicati diffusi ieri che restituiscono letture quasi opposte dello stesso incontro, confermando quanto anticipato dal dubbio.
Dietro la diplomazia istituzionale, il confronto avrebbe lasciato anche qualche strascico all'interno dell'ANM, dove un esponente di area avrebbe contestato la linea seguita dal presidente Tango e dalla giunta nei confronti della scuola, secondo quanto appreso nelle ore successive all'incontro si sarebbe acceso un breve confronto all'interno dell'associazione a criticare la gestione della vicenda sarebbe stato appunto un esponente di area che avrebbe giudicato la linea della giunta poco tempestiva, eccessivamente prudente. È troppo morbida sul piano della comunicazione una presa di posizione che, sempre secondo le ricostruzioni raccolte,
Sarebbe stata ridimensionata rapidamente con l'invito a rinviare il confronto alla riunione del Comitato direttivo.
Centrale per prevista per sabato la critica richiama peraltro quella formulata nei giorni scorsi dal segretario di area Giovanni Zaccaro, che in un'intervista al dubbio aveva definito Tango un amico ma mi pare abbia perso lo smalto dei tempi referendaria, avevamo segnalato anche questa intervista.
Ah ah, la questione qui.
Poi proseguirà e vedremo.
Concorso in magistratura vi ricorderete anche polemiche su quello che è avvenuto urgente, una svolta digitale per un modello più moderno, ma appunto sulla questione della scuola, anche.
Il Riformista, a pagina 5.
Paladini, Mauro, Paladini, presidente della Scuola superiore della magistratura, scrive Giovanni Jacobazzi.
Giacobazzi è da settimane nel mirino del Fatto quotidiano una vergogna titolava ieri il quotidiano di travaglio, riferendogli riferendosi alla sua gestione dei verbali della scuola, alla nomina di paladini la scorsa primavera ha scatenato polemiche che vanno ben oltre il suo curriculum o la modalità della sua elezione al centro del dibattito. Secondo il Riformista, sembra esserci soprattutto un dato politico e culturale. Dopo circa vent'anni di guida riconoscibile riconducibile all'area progressista, la principale istituzione deputata alla formazione dei magistrati italiani è passata una figura non identificabile con quel mondo. Paladini ha preso il posto di Silvana Sciarra, già presidente della Corte costituzionale, che aveva scelto di dimettersi dopo la mancata riconferma. La sua elezione è stata
Allora descritta come un frutto di un blitz della maggioranza di governo per conquistare il controllo della formazione delle toghe, eppure il suo curriculum, dice riformista, racconta una realtà diversa, ordinò di diritto privato, Milano Bicocca Paladini è stato magistrato civile e penale per quasi 10 anni insegna da tempo nelle università italiane e conosce la stessa scuola su superiore della magistratura nella quale svolge attività di formazione da anni un profilo accademico.
è difficilmente liquidabile come una semplice nomina politica, anche la ricostruzione secondo cui la mancata conferma di Sciarra sarebbe stata esclusivamente.
E il risultato di pressioni esterne appare incompleta, insomma, il tema è sicuramente interessante, anche se riguarda un mondo circoscritto come quello della giustizia, che però ha riflessi importanti per quello che riguarda invece un argomento più largo che ci porta alla questione carcere, prendete Piero Sansonetti, sull'Unità a uccidere un fascista non è reato punto di domanda, ora lo Stato vuole uccidere Cavallini, forse anche più giovani conoscono quello slogan terribile infame dice Sansonetti che si gridava in qualche corteo negli anni 70,
Era l'espressione più reazionaria di un'area dell'estremismo di sinistra illiberale fanatica, per fortuna molto minuti dal mito minoritaria, eppure, eppure mi pare di aver capito che lo spirito di quello slogan è ancora vivo dominano il pensiero delle azioni di alcuni settori dello Stato più decisamente più precisamente della magistratura dice senza mezzi termini, Piero Sansonetti la storia di Gilberto Cavallini, ex militante della lotta armata di ispirazione fascista e una storia incredibile di sopraffazione di DEG de
Dichiarazione della Costituzione e del diritto Cavallini era un uomo dei Nar, era giovane e feroce, non aveva ancora 30 anni, sparava, uccideva in area, erano autrice principale organizzazione terroristica, d'ispirazione fascista che operò in Italia alla fine degli anni 70 alla fine Cavallini fu catturato o messo in prigione processato e condannato i Nar furono sgominati Cavallini ha scontato 43 anni di prigione, una quantità inaudita di anni di prigione oggi è una
Siano signore.
Di 73 anni aveva ottenuto la semilibertà, cioè poteva uscire dal carcere durante il giorno, ma doveva poi tornare in cella la notte sperava di poterla breve, ottenere qualcosa in più, cioè la libertà condizionale, tornare a dormire nel suo letto, cosa che non faceva più dal 1983,
Invece cosa è successo magistrati solerte hanno deciso di rivedere la sua posizione nei processi per la strage della stazione di Bologna Cavallini, era stato condannato in un processo per quella strage, ma solo a 11 anni, perché era stabilito che aveva avuto un ruolo marginale, insomma il carcere poi manifestazioni,
Di questa, di queste ulteriori di questi ulteriori passaggi, ecco Sansonetti via questa riflessione 40, se non vi sembrano, vi sembrano pochi 43 anni di prigione e poi la lettura e interpretazione dei fatti, come vedete, è altra.
La questione, ma il carcere, anche come attribuzione afflittiva di cui si parla poi, non può prevalere sulla funzione costituzionale della rieducazione.
Ma insomma tema anche questo, di cui sentite spesso da Radio Radicale, arriviamo a questo punto alla questione che nei giorni scorsi ha occupato larghissima me larghissima.
Parte delle pagine dei quotidiani oggi davvero poco la svolta del Colle è il titolo dell'intervista di Leganza sul foglio Achille Occhetto, il capo dello Stato può venire da destra, dice di Ciocchetti, io votai Scalfaro, Cossiga appunto poi, naturalmente bisogna intendersi su che cosa si intende per destra.
Un Presidente della Repubblica di destra non è uno scandalo, a dirlo al foglio limpidamente l'uomo della Bolognina, Achille Occhetto l'uomo, l'ultimo segretario del Pci del Partito comunista italiano non mi scandalizza affatto, spiega al foglio pensare a un capo dello Stato dell'altra parte, qualcuno della sua parte parla però di controsenso, dice Occhetto, non è così. Noi del Pci non abbiamo mai chiesto un presidente di sinistra, piuttosto, abbiamo sempre votato, è fatto votare presidenti che fossero garanzia, è una sensibilità distante da quella dei suoi eredi, dice Occhetto, io posso solo dire che
Quando ero segretario del partito, il PSD, io adesso non so se questo è un errore, uno scherzo, ma non riesco a capire che cosa si intende quando qui si scrive il Psdi ho lavorato, dice Occhetto insieme a Marco Pannella e qui ricorda appunto quella vicenda di cui Marco Pannella poi parlò in modi diversi negli anni che perché si rese conto poi di una traiettoria che non si aspettava da Oscar Luigi Scalfaro,
Per eleggere appunto il Presidente Oscar Luigi Scalfaro tutt'altro che di sinistra comprenderà Scalfaro, non era di sinistra, ma, ma aveva tutte le caratteristiche di un capo imparziale, come è stato dice il lucchetto, ecco appunto, poi le letture sono state diverse,
Mi preme ricordare aggiunge ancora che furono i comunisti a votare il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, se né Scalfaro né Cossiga sono i padri di Meloni e Faz Fazzolari che forse quando dicono destra intendono altro è nota giustamente, forse il foglio, ogni modo, perché dico questo ovviamente non perché vorrebbe, Alfredo Mantovano al Colle dice l'intervistatore, lo dico dice Occhetto, perché,
Il sistema democratico italiano si è sempre cercato un presidente di garanzia con il concorso di tutti.
Ed è per questo che trovo sbagliato che all'inquilino del Quirinale si pensi in termini dualistici, destra o sinistra, poi qui si parla anche della legge elettorale, ma insomma Occhetto come testimone diretto di una vicenda, quella della cosiddetta prima repubblica che, se nelle sue fasi finali appunto perché è stata ricordata la Bolognina con la trasformazione del partito,
Comunista italiano in Pds in quella fase e poi Ds, eccetera.
Ma che cosa possiamo dirvi ancora su questa questione? Prendiamo il fatto a pagina.
A pagina 7
E qui trovate un riferimento invece alla questione della legge elettorale che, come vi abbiamo detto in apertura di questa rassegna stampa di Radio Radicale di oggi, è stata connesse in questi giorni al dibattito sul sul Quirinale Wanda Marra ne scrive Melone, illum, Calenda attenta Forza Italia emendamento pro pareggio e qui appunto tutte le ipotesi fatte nei giorni scorsi chissà,
Trovano una qualche conferma innalzare dal 42 al 45% la soglia oltre la quale si ottiene il premio di maggioranza e sotto la quale, quindi, essendo abolito il ballottaggio, la distribuzione dei seggi è del tutto proporzionale e quanto prevede un emendamento alla riforma della legge elettorale depositato d'azione?
Per l'aula a prima firma del capogruppo della Camera Matteo Richetti. L'intento è chiaro, impedire a entrambi gli schieramenti di accedere al premio una cosa che modificherebbe totalmente l'impianto della riforma e di fatto decreterebbe la fine del bipolarismo, segnando dunque l'affossamento del melon è illum, con la conseguenza immediata di fermare il disegno di Giorgia Meloni e di mandare ulteriormente in crisi il suo governo. Per questo, in realtà, a essere tentati dal voto sono in molti e qui appunto si ipotizza questo a questo punto, per motivi diversi a Vo Vs voterà sì, perché da sempre favorevole al proporzionale
Ma ci stanno pensando anche Pd e Movimento 5 Stelle, ma anche Forza Italia potrebbe avere tutto l'interesse a votarlo significherebbe aprire alle larghe intese, senza contare che sarebbe la digna ritorsione al pressing della Premier sulle preferenze, certo, lo scenario per adesso è azzardato.
Ma non è detto che nei prossimi giorni non si consolidi. Ieri Roberto Vannacci ha praticamente invitato la premier a fare a meno di Forza Italia, Meloni, al Quirinale, perché noi una persona capace e ha detto per noi come futuro nazionale come Roberto Vannacci potrebbe essere un'opzione purché riveda alcune posizioni, non so quanto potrei essere invogliato a votarla se non si impone per portare le preferenze nella legge elettorale o se continua a seguire l'agenda Draghi o se supporta questa Commissione europee europea. E il Green Deal ha detto ieri a Radio Cusano e poi ha esplicitato, è strano pensare che in questa formazione di centrodestra ci sia Forza Italia
è parte integrante del Ppe in Europa e quindi alleato del Pd e che in Europa vota molte volte come voto il Pd, mentre poi ci sono altri due partiti che votano come votano le destre europee, spariglia, cerca di sparigliare Vannacci e il fatto,
Dice che non è detto che non che non ci riesca, insomma.
Prendiamo Damato sul dubbio che trovate a pagina 7, Francesco Damato.
Con un commento tutti parlano del Quirinale, ma nessuno parla di Mattarella, tra l'altro, anche qui diciamo la correttezza istituzionale di cui si parlava una volta.
Non è stata molto evocata, in questi giorni scrive d'Amato Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica, durato di più nelle sue funzioni, assiste a questa discussione, spiega d'Amato.
Nel più totale e scontato silenzio all'assalto alla sua successione, silenzio e credo anche ironia che è una dote da lui più volte rivendicata esclusa, credo che questo una sua tentazione a triplicare.
Addirittura esclusa, quindi questa tentazione a triplicare addirittura un mandato che già assomiglia a un trono per quanto sta durando Mattarella, rimarrà calmo, secondo d'Amato, al suo posto sino all'ultimo minuto dei suoi 14 anni, cui rila Nizzi, scommetto con tutti i rischi delle scommesse quindi anche quello di essere smentito dai fatti di perdere che il Presidente della Repubblica non anticiperà l'anno prossimo dopo le elezioni la scadenza del suo secondo mandato per soddisfare,
L'interesse imprudentemente, se non sfacciatamente manifestato da altri, ad affrontare la prossima legislatura con trattative congiunte fra gli opposti schieramenti o all'interno di quello che dovesse vincere le elezioni, su chi mandare a Palazzo Chigi e chi al Quirinale una trattativa francamente più da mercato dice d'Amato che da politica non tentata o non riuscita quantomeno ai tempi di tanta date ai tempi tanto ingiustamente denigrati della cosiddetta prima Repubblica alla riflessione.
Di d'Amato, con questa riflessione chiudiamo questo capitolo, che cosa possiamo dirvi voi degli altri temi, 4 luglio, prendiamo il Corriere della Sera,
Eh eh, vi raccontiamo come sono andate queste celebrazioni, lo facciamo.
Con l'articolo di Maurizio Caprara, che trovate a pagina 2 del Corriere della Sera, l'assenza di Giorgia Meloni da ricevimento di ieri a Villa Taverna non toglie nulla al messaggio che il governo italiano ha voluto dare. Gli screzi delle settimane scorse tra Trump al presidente del Consiglio dovrebbero rimanere nel passato, non riprodursi soltanto svanire che per raggiungere il palco i vicepresidenti del Consiglio. Antonio Tajani, Matteo Salvini, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, scorta Ossero nei vialetti della villa all'ambasciatore Tilman, Fertitta come i giocatori di calcio della stessa squadra non è stata una scelta ordinaria, così invece sotto i riflettori è avvenuto musica festante accentuava un clima da prima azione sportiva
Vedere la scena, non si sarebbe detto che in giugno il ministro degli Esteri Tajani avesse cancellato dall'agenda una visita negli Stati Uniti dopo che Trump aveva attribuito a Meloni di avergli chiesto una foto insieme, né che sugli aerei statunitensi mandati a bombardare l'Iran, il presidente degli USA avesse accusato la premier non ci ha nemmeno Consales concesso l'utilizzo.
Delle piste di atterraggio di decollo italiane, causando un notevole disagio logistico nonostante gli Stati Uniti contribuiscono con centinaia di miliardi di dollari all'anno alla difesa dell'Italia.
Queste le dichiarazioni di Trump, avvertita a fianco del presidente del Senato, la Russa, e i due vicepresidenti del Consiglio. Al microfono e Villa Taverna ha rasentato la sviolinata aperte virgolette l'Italia, un partner fidato e amico. I nostri collegamenti crescono ogni giorno. Noi crediamo che i nostri legami con gli alleati come l'Italia siano la pietra angolare della forza e della leadership americana. Ecco perché sono così onorato di avere grandi amici dal governo italiano con noi stasera. È da vedere scrive Caprara, se Trump ricorrerà toni analoghi quando, ad Ancona ad Ankara martedì e mercoledì prossimi incontrerà Meloni. Tra gli altri 31 capi di Stato e di governo degli Stati della NATO si esamineranno di nuovo obiettivi indicati da Washington per la spesa nella difesa da portare al 5% all'interno del prodotto interno lordo. Pur rivolgendo a tutti i rappresentanti dell'Italia un caloroso saluto con parole di elogio, è uno solo che Lambart l'ambasciatore Fertitta riservato a un ring ha riservato un riconoscimento particolare. Ministro Crosetto, ha detto se è stato un vero amico mio e degli Stati Uniti sull'importanza dell'investire nella nostra sicurezza futura se è stato un vero leader in Europa, facendo crescere il profondo parternariato tra USA e Italia. Tutti amici in sostanza, ma il ministro che insiste per aumentare le spese nella difesa lo è più degli altri, dice Caprara
Ah, l'amicizia con gli Stati Uniti è più forte di ogni polemica sostenuto Tajani, c'è con lo spirito, ha detto di Giorgia Meloni il presidente del Senato, non andando molto lontano dal vero l'Aru, la Russa, l'ho fatto presente rivendicando pari dignità e sottolineando la reciproca volontà dei governi di fare prima di tutto l'interesse della propria nazione ma anche salutando dal palco la sorella del mio premier, ha detto, ossia Arianna, presenta Arianna Meloni, come a dire scusate se, per salvare le apparenze non abbiamo potuto far proprio finta di niente e comunque anche la famiglia Meloni è rappresentata, essendo qui essere qui, è una scelta di campo, ha affermato Salvini, cercando invece di evidenziare ulteriormente la propria presenza
Prosegue poi all'articolo di Caprara, ma questa la sintesi, anche la lettura, diciamo, politica di quello che è avvenuto Giuseppe Guastella ha intervistato.
Paolo Zampolli, inviato speciale di Trump.
Un'occasione questa dice l'intervistatore per risistemare un rapporto slabbrato dice Zampolli, ambasciatore avvertita al quale il presidente ha affidato l'incarico di rappresentare gli USA, è una persona molto in gamba e sta facendo il suo lavoro benissimo, tutti noi abbiamo molta fiducia in lui.
Alcuni politici del campo largo erano assenti e poi dagli altri giornali ci torneremo per un attimo, tranne Renzi, dice Fede, dice Zamponi, non li conosco, i politici fanno i politici
Ma non c'era neanche Giuseppe Conte che Trump chiama Giuseppi con il quale lei ha pranzato a Roma, un errore è un ex primo ministro, io lo ritengo un amico, mi è molto simpatico, ma credo che abbia sbagliato a non essere presente quando mi invitano alla Kasabian.
Che io ci vado all'ambasciata in questo caso dice l'intervistatore è come se fosse la casa Bianca, dice Zampolli, specialmente per il duecentocinquantesimo anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti.
Intervistatore allora dice, dopo le parole di Trump su Meloni i rapporti personali si sono raffreddati, non quelli tra i paesi risponde Zampolli. Ho sempre auspicato che il legame sia forte e tutti noi dell'amministrazione facciamo il possibile perché migliori, ma quelli personali sono una cosa personale. Il presidente ha parlato, ha spiegato il suo punto di vista è stato molto esplicito, forse troppo, Presidente è il Presidente dice Zampolli, insomma,
Breve scambio di battute e Simone Canettieri, anche qui diciamo per uno sguardo anche al clima.
Poi una grafica molto, molto ricca, pagina 4 5, che vi racconta praticamente, in in sintesi, tutta la storia degli Stati Uniti, con i diversi preci presidenti, da George Washington fino ad oggi, le spallate Trump Piane, a un esperimento di democrazia unico e questa riflessione appunto sulla più antica e si diceva un po'più forte democrazia del mondo con questa grafica sul Corriere della Sera per lo scenario appunto già vi abbiamo letto qualcosa in apertura di questa.
La rassegna stampa di oggi Villa Paisa, Altro che pace con Trump, tutti all'ambasciata americana, generone hamburger strapaese, Makka Paisa, great again, caro Trump, mangia della carbonara di Ignazio la Russa, inginocchiati di fronte alla mamma di Rocco Casalino ce ne vuole, per rompere questo amore scrive Caruso sul foglio panna sui pantaloni spalle strascicata maionese e ketchup a fiumi.
è il 2 luglio americano, a Villa Taverna, all'ambasciata, ma sembra il matrimonio a Fuorigrotta, una tramutata delle cerimonie Meloni è assente, ma c'è Arianna, Ignazio Presidente del Senato, che dice il ponte con l'America non è mai crollato, ma ora bisogna costruire il ponte con la Sicilia arriva Simona Agnes là non presidente Rai designata la donna che ha fatto dimettere una Commissione di vigilanza.
E come Catone promette aperte virgolette la Rai si ama sempre, come l'America Dylan De Niro ha Fokker, è un red carpet delle sue ministre Rita Salvini, Lollobrigida Pichetto, mantovano, Valditara e poi Giorgetti, che ha il passo del boy varesotto, sono tutti Brilli già al primo gin tonic Great e poi prosegue a pagina 4 questa scherzosa cronaca ma ci racconta anche può forse con il taglio,
Di Dagospia, se non se non si offende Caruso, ma anche per la profondità che a volte Dagospia, specialmente con le paparazzate che spesso propone, ci racconta un po'del cosiddetto generone della realtà della classe dirigente.
Italiana
Che altro dirvi?
Vediamo qualcosa sullo scisma prima di arrivare alla parte finale della rassegna stampa di Radio Radicale di quest'oggi, tema che ha risvolti politici lo ricordiamo ancora, che non riguarda solo la realtà della fede, che pure è una realtà molto molto importante naturalmente dal Corriere della Sera prendiamo quella che potrebbe apparire la risposta di papa Leone a quanto è avvenuto, tant'è vero che il Corriere della Sera presenta le 2 notizie sulla stessa pagina vescovo, i ribelli c'è la scomunica ma i loro figli dai fedeli possono,
Rientrare, si cita l'atto che l'Osservatore Romano presenta Leone il 4 luglio è a Lampedusa, è un segnale ai politici d'Europa, vanno unite regole e accoglienza, quando qui c'è un'intervista, Antonio Raspanti, che vescovo di Acireale, nominato da Benedetto sedicesimo.
Che dice, quando ho saputo della visita di Leone quattordicesimo a Lampedusa, ho provato una grande emozione, ritengo questo viaggio ebbe un notevole valore storico, geopolitico, sociale oltre che religioso, in linea di continuità con Francesco il Papa pone al centro del messaggio evangelico l'amore per il prossimo l'attenzione verso i più deboli il presidente della Conferenza episcopale siciliana Raspanti.
Appunto la spiega così qual è il significato il fatto che Leone e quattordicesimo scelga il 4 luglio abbiamo parlato del 4 luglio, l'indipendenza degli Stati Uniti.
Non Hunt e non andare altrove a un valore profondamente legato alla dottrina sociale della Chiesa, ovvero quello di stare al fianco degli ultimi migranti, con tutte le loro problematiche, hanno bisogno del nostro aiuto, così come aiutiamo i tanti italiani che soffrono nella nostra penisola, è giusto raccogliere le persone che formano che fu fuggono da guerre da orribili.
Violenze dalla miseria, Lampedusa, simbolo del Sud del mondo, certamente il Papa a Lampedusa ricorderà.
E onorerà il grande Mo movimento di persone che, dall'Africa giunge in Europa, la Sicilia è da sempre luogo di incontro di popoli, civiltà, non possiamo voltare lo sguardo rispetto alle tante vittime innocenti che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mar Mediterraneo, ci permettiamo di ricordare anche Marco Pannella e parlava appunto il Mediterraneo in questi.
In questi termini, ma chi sono chi sono gli scismatici, chi sono i le Frediani, vediamo a stampa, ve ne abbiamo già detto, avete trovato qualcosa su questo Na già nei giornali dei giorni scorsi sovranisti, identitari e anti migranti il fronte le Flaviano che contesta il papà è Giacomo Galeazzi sulla stampa a pagina 17 a parlare in questi termini dice,
La vendetta dei sovranisti sotto forma di fittizia rivolta dottrinale nei confronti del Papa.
Dice per esempio il vescovo Mogavero, poi a un certo punto dietro lo schiaffo.
Di dei lefebvriani, Papa anche soldi qui si parla, per esempio, sostenere questo fronte sovranista identitario, c'è il generoso obolo della borghesia lan latifondista, franco tedesca delle regioni rurali, ostili alla globalizzazione, una realtà socioculturale che si sente assediata da percentuali al 40% di immigrati arabi e musulmani nelle aree urbane questo fenomeno appunto bisogna vedere come si risponde,
Ma naturalmente non c'è spazio per riflessioni in Francia ci sono anche in ostaggi Libération, France e della monarchia del gollismo, ogni 50 in Germania ci stanno i, ci sono i nazionalisti bavaresi che attaccavano Merkel.
Insomma, questo scenario abbastanza, diciamo, complicato, il problema non è dottrinale, ma riguarda anche la frattura della successione apostolica e porto, poi sono stati dette anche cose e le tentativi qui si cita anche Vance, che ha pure dato lezioni di teologia apro a papà Prevost mentre Trump lo accusava di,
Favori del nucleare iraniano, insomma, uno scenario che può coagularsi si sta coagulando e queste sono alcune risposte, purtroppo abbiamo finito il tempo, quindi non possiamo approfondire gli altri temi sul Covid, appunto, vi abbiamo già detto in apertura, poi sul tempo trovate anche prosegue, diciamo il, la lettura politica in generale sul ruolo di Conte non solo per le sue responsabilità sul sul Covid trovate diverse,
Letture politiche su questo, su cui poi magari
Sì, sì, tornerà nei prossimi giorni, noi ci avviamo alla chiusura con un'ultima segnalazione a carattere più vasto, appunto, che prendiamo dalla stampa a pagina.
29 di che cosa si tratta,
Si tratta di questo come strano fare la spia a Milano tra gli intellettuali antifascisti torna a un certo Ramon desse di Alberto Vigevani sulla vigilia della Seconda guerra mondiale, Helen Elena Lowenthal è autrice di una recensione di questa ripubblicazione di questo romanzo prima volta apparso nel 66 da Feltrinelli adesso in una nuova.
Edizione, turbinoso, romanzo ambientato nella Milano della vigilia della Seconda guerra mondiale, che ha una sua attualità, un senso profondo e pure un po'sconcertante quale specchio di un presente, quello di oggi.
Che all'inizio del libro ti pare lontano, ma che poi man mano ti si avvicina sgrana gli occhi ed è come ritrovarsi in questo qui e ora dice Lowenthal, succede appunto che nel marzo del 40 un certo Ramondetti che di nome fa Ramon arrivi a Milano, in treno per la precisione,
Da Lione, un ometto mediocre, nell'apparenza, nella sua sostanza spedito in missione dai servizi segreti francesi a sentire l'aria che tira nei presunti ambienti intellettuali anti fascisti.
E poi, appunto si ricostruisce un po'la questione specchio questo libro dice in conclusione di questa ricezione e soprattutto di un un conformismo che oggi vediamo rimbalzare ovunque sui social appunto e al tempo del della vicenda del romanzo, delle sue vicende rocambolesche, divertenti anche malinconica e avventure milanesi i social non c'erano ancora, però in fondo quel perbenismo, ammantato di sincerità che Vigevani, racconta in questo vecchio libro con tanta ironia e un pizzico di sconforto è sempre è sempre lo stesso. Con questa segnalazione ci fermiamo anche per oggi con stampa e regime che torna domani con Marco Taradash
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