Tra gli argomenti discussi: Democrazia, Fascismo, Germania, Hitler, Nazismo, Politica, Rassegna Stampa, Resistenza, Storia, Totalitarismo, Violenza.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 29 minuti.
Rubrica
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8:25 - Camera dei deputati
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8:30 - Parlamento
8:45 - Camera dei deputati
10:00 - Parlamento
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Un saluto agli ascoltatori è così anche per questa settimana, al consueto appuntamento della programmazione di Radio Radicale in cui vi parliamo di storia, anche oggi cercheremo di legare insieme gli argomenti che vi segnaliamo, è oggi ve ne segnaleremo.
Tre, diciamo così, presi da tre diversi articoli 2. In realtà comparsi su un quotidiano di questa settimana su Avvenire di mercoledì 14 ottobre, poi ci sposteremo su una rivista volume, ascoltando il modo uscito il numero 5 dal titolo Strade, con la segnalazione dalla rivista cercheremo di chiudere.
Il cerchio strade, ecco forse da questo titolo della rivista volume possiamo cercare già di anticipare il percorso di oggi anche nella storia, nella storiografia ci sono delle strade da percorrere, il tema è naturalmente complesso ed è connesso anche alla questione del revisionismo e del rischio del revisionismo, è uno dei temi che abbiamo cercato di affrontare
Fin dall'inizio in questa trasmissione e con le segnalazioni di oggi cercheremo di chiarire invece, con gli strumenti che sono quelli affilati, diciamo così, degli storici chiarire appunto come percorrere queste strade della memoria o quantomeno fornire ai nostri ascoltatori delle segnalazioni per comprendere questa questione è infatti gli articoli che vi segnaliamo. I primi due sono due recensioni di due lavori importanti che sono stati
Conclusi in queste settimane e quindi sarà anche importante tornarci in maniera più approfondita. Ma approfondiamo approfittiamo appunto di queste recensioni che trovate su Avvenire per segnalarvi questa questione. Gianni Santa Maria è l'autore della prima recensione che vi leggiamo che ha questo titolo quei tedeschi contro Hitler eroici, ma soli,
E già si comprende di che cosa si parla, leggiamo leggiamo l'articolo, l'opposizione tedesca al nazismo ha faticato a uscire dall'ombra e a guadagnarsi un posto di rilievo nella storiografia e nell'opinione pubblica tedesca e anche in quella del resto del mondo. Certo, pian piano si sono fatte strada e sono ormai divenute esemplari. Le gesta dei giovani della rosa bianca e ricordiamo qui tra parentesi, lo faccio io non c'è nell'articolo la diciamo
Quanto Marco Pannella tenesse alla storia della rosa bianca e ne parlò Marco Pannella in tempi davvero.
In cui pochissimi conoscevano questa storia, la strada di questa storia diciamo, diciamo quest'oggi i giovani della rosa bianca con il loro tentativo di suscitare una rivolta morale nel popolo e degli autori di due mancati tirannicidi, il falegname, Georg Elser Elser, nel 1939 e il colonnello Claus Graf von Stauffenberg punta di lancia di un estremo tentativo di uccidere rovesciare Hitler nel 1944 nella repressione del quale morì anche il teologo evangelico Dietrich Bonhoeffer,
Ma questi eroi e questi eroi sono i rilievi più in vista di un arcipelago e questo è il punto di oggi che ebbe il solo torto di essere composto da singoli e isolati atolli, tutti accomunati poi da due tratti la grandezza e il fallimento e grandezza e fallimenti dell'opposizione tedesca al nazismo è il titolo e il sottotitolo di un volume dello storico Volf Wolfgang bands, che offre un nuovo soffio panorama di questa vicenda. Il titolo è contro Hitler e quello è il sottotitolo. Lo abbiamo letto grandezza e fallimenti dell'opposizione tedesca al
Nazismo stampato da Viella e
Tra tradotto e tradotto in italiano in in questi giorni, pubblicato proprio in questi giorni, ben se è un rinomato studioso tedesco specialista di storia del nazionalsocialismo, della Shoah.
E appunto anche della resistenza tedesca, sulla quale ha pubblicato una monumentale Enciclopedia che ha indagato fin nei minimi dettagli.
Su queste realtà
Come per esempio testimonia anche la monografia. La monografia del 2020, dedicata a un Kell e 1.000 zio Emilio, era una parola d'ordine usata da questi resistenti una rete di amici e vicini organizzata dalla giornalista Ruth Andreas Friedrich e dal direttore di orchestra Leo Borchard o Borja hard forse allo scopo di proteggere gli ebrei. Uno dei tanti piccoli gruppi spontanei presenti in questo volume ecco, e quindi sarà un volume molto utile per ricostruire questa questa vicenda, che contiene non solo una messe di nomi e fatti, ma anche una griglia interpretativa del fenomeno nelle sue varie nelle sue varie fasi. Lui l'autore parte da alcune domande, perché
Così, pochi insorsero contro un regime così violento, perché ci vuole tanto tempo perché quei pochi maturassero la convinzione che poi li spinse ad agire.
Perché la maggioranza silenziosa non fece nulla fino all'ultimo istante di vita del tiranno e anche dopo, ecco queste, queste due parole, anche dopo compaiono anche più avanti in questa recensione e bisognerà tornarci perché non è argomento di questo articolo di questa recensione, ma altre volte abbiamo parlato in questa trasmissione anche del contesto dell'immediato dopoguerra in Germania e delle.
Degli strascichi, diciamo così, di quella che fu la realtà politica e sociale del nazismo e di quello che poi venne dopo, eccolo anche dopo è un tema da sviluppare a quei tempi prosegue però Santa Maria a quei tempi una delle risposte possibili il popolo tedesco aveva interiorizzato valori come calma, ordine, obbedienza e fedeltà alle disposizioni.
Inoltre, il nazismo era riuscito a creare una certa euforia nazionalista, gli spazi di manovra che pure inizialmente c'erano ancora si chiusero presto anche per le mancate reazioni ai vari eventi con cui il regime progressivamente impose la sua morsa, per esempio l'incendio del Reichstag, le iniziative pseudo legali per tacitare oppositori politici, stampa e sindacati, perfino il bagno di sangue interno della Notte dei lunghi coltelli che sancisce il diritto di Hitler quale giudice supremo di agire legibus solutus, un disagio, un disagio crescente nella popolazione, si registrò dice l'autore, diciamo sintetizzando alcune delle conclusioni del libro
Si registrò dalla notte dei cristalli, nel novembre del 1938, all'invasione dell'Urss nel giugno del 41 ma Pox pochi passarono all'azione e praticarono una vera opposizione, che non si limitasse a un dissenso privato o a raccontare agli amici una barzelletta sui gerarchi, come si faceva anche in Italia o anche a volantinare, per esempio, contro il regime all'estero protetti certo dalla lontananza fisica a opporsi veramente. Furono persone come Ludwik gap, cuoco in un ristorante di Francoforte sul Meno e Corriere della Lega internazionale militante socialista, grazie alla copertura del lavoro diffondeva volantini antinazisti al mercato mentre acquistava le verdure faceva anche avanti e indietro con Parigi, aiutando fuggiaschi, portando in Germania scottanti materiali di propaganda, ci riuscì ci riuscì per quattro anni fino a che nel 1937 non venne arrestato e inviato in un campo di concentramento al quale al quale riuscì a sopravvivere, i resistenti sono divisi per cronologia, categoria ci sono quelli che dissero no al nazismo Ubi prima che prendesse il potere, soprattutto intellettuali, pubblicisti, politici, artisti scienziati. Si passa poi a un'opposizione a fuhrer da noi, Führer, da noi pressoché sconosciuta, portata avanti nella sola Baviera dai circoli
Monarchici in nome del ritorno di un re ormai detronizzato, questa questione, in effetti, è poco poco approfondita, si prosegue con altrettanti capitoli dedicati al movimento operaio siamo appunto ancora parlando del libro contro Hitler di Wolfgang Benz, ai circoli conservatori, anche che non erano riusciti ad addomesticare il regime anche questa è una citazione che ci riporta a un,
Ha un lungo ragionamento che è stato tolto dagli storici, cioè all'errore gravissimo di valutazione di questi circoli conservatori in Germania
Che all'inizio erano convinti di poter utilizzare il regime nazista e in qualche modo addomesticarlo, oppure Georg Elser, un uomo del popolo all'opposizione dei cristiani cattolici e protestanti, degli ebrei, degli intellettuali dell'Orchestra Rossa, giovani non conformisti organizzati in bande per esempio come i celebri Edelweiss Pirate Anne i pirati della stella alpina delle stelle alpine oppure attivi nelle università come appunto gli studenti della Rosa Bianca.
Per finire poi, con le opposizioni delle élite sociali, con quella giunta troppo tardi dei militari e con i tentativi dell'ultima ora di ribellarsi all'insensata volontà di proseguire una guerra perduta, favorendo per esempio in alcune cittadine e l'arrivo degli Alleati o di liberarsi dal giogo nazista come avvenne a Dachau e in generale in Baviera tentativi spesso velleitaria di singoli o di piccoli gruppi che non ebbero mai uno sbocco corale con la formazione di gruppi armati partigiani come è invece, ad esempio avvenne in Italia.
D'altra parte, da un lato gli oppositori interni si scontrarono con un apparato repressivo capillare e spietato, che lasciava pochissimi margini di manovra e condannava a morte per un nonnulla, per esempio, con il politico cattolico EU, Eugène Balls, a lui bastò aver dato l'assenso a fare il ministro nell'ipotetico governo post nazista che avrebbe dovuto formarsi dopo l'attentato del 1944. Per finire,
Ghigliottinato, dall'altro non c'era un esercito occupante al quale portare azioni militari, come invece accadeva nel 44
In Italia, anzi, ogni azione veniva percepita dai più ai tempi e anche dopo, e qui torna all'anche dopo su cui cercheremo ritornare come antipatriottica, tanto che molti oppositori decisero di non esporsi o si rifugiarono in una silenziosa migrazione interna, questo quadro emergono atti di estremo coraggio come quello di Lynagh che, dopo essere stata,
Liberata dal campo di concentramento femminile di Leach Borg si trasferì a Berlino e non esito ad andare a perorare nella tana del lupo la causa del marito, Alfred comunista, come lei
Ancora detenuto a Mauthausen, a colloquio con Heinrich Himmler e spietato gerarca la nonna, ne sostenne lo sguardo, ricostruisce lo lo lo storico e non rinnego nulla, nonostante ciò, alla fine, inspiegabilmente sortì l'effetto voluto è un caso più unico che raro questo ricorda a Santa Maria non ebbe la stessa fortuna per esempio un'altra coppia formata da Hilde e Hans Coppi lui fu giustiziato, fu ucciso,
Nel dicembre del 42, mentre a lei incinta fu concesso di partorire e accudire il bimbo per qualche mese, prima di finire poi sul patibolo
I due facevano parte dell'Orchestra Rossa, riguardo alla quale bands lo storico smonta e qui è una riflessione del recensore Santa Maria smonta le opposte retoriche della guerra fredda, anche questo accetto interessante abbiamo toccato tante volte, c'è stata e c'è ancora appunto e torniamo al tema di cui vi abbiamo detto in apertura il tema della rilettura di percorrere una strada di lettura della storia che poi è un riflesso comunque i miei eludibile eh ma farlo come ecco se lo si fa,
Con le opposte retoriche della guerra fredda non si fa un selfie e un servizio buono alla storiografia, diciamo così è quanto sostiene Santa Maria infatti Baines spiega.
In questo lavoro smonta le opposte retoriche della guerra fredda ad Ovest, per esempio, Orchestra Rossa era vista come un gruppo al soldo dell'Urss, mentre era poi stata glorificata nella DDR. Il saggio che è uscito rende invece la complessità storica e la stratificazione sociale di questi movimenti, perché era composta anche da persone dell'alta, società e non da soli operai comunisti e questo è un tema che
A volte è stato usato anche nell'analisi storiografica della realtà italiana, ma ci torneremo ben se non si limita alla ricostruzione storica, ma interviene contro ogni distorsione della memoria sia passata che recente sottolinea per esempio nella prefazione Lutz Klinkhammer che uno storico dell'Istituto germanico di Roma ed esperto dell'occupazione nazista delle stragi perpetrate,
E in Italia, nella penisola, bensì dice appunto Klinkhammer nella prefazione, si oppone a coloro che nella Germania odierna, per fini politici, denunciano la presunta esistenza di argomenti tabù e tentano di delegittimare l'idea e l'intera opposizione, attraverso la svalutazione del gesto di un singolo come accadde per esempio per,
Sir di cui abbiamo parlato o di far passare la Shoah come qualcosa di cui il popolo tedesco era all'oscuro. Infatti, scrive Klinkhammer in questa prefazione, ben se si conferma così un intellettuale engagé critico verso il comportamento di quella maggioranza di tedeschi, che sia adatto a regime fino alla fine capacità di intervenire nell'agone pubblico con cui il combattivo storico 85enne ha dato prova anche di recente. Qui poi si viene all'attualità anche su alcuni giudizi espressi sul partito di sinistra di estrema sinistra, Linke Die Linke, ma qui andiamo a finire in un'altra questione che tralasciamo. Abbiamo aperto la trasmissione di oggi con questa recensione di questo libro contro Hitler, stampato da Biella, grandezza e fallimenti dell'opposizione tedesca al nazismo dello storico Baines, e ci spostiamo adesso. Rimaniamo sulla stessa pagina di Avvenire di mercoledì 14 ottobre, perché c'è un'altra recensione di Lucia Bellaspiga ci dà appunto l'occasione oggi
E di costruire la la trasmissione di questa settimana attraverso queste due recensioni, per poi concludere con la, con la segnalazione da alla rivista volume Istria a Parigi De Gasperi, cambiò discorso qui entriamo in un tema che riguarda invece il nostro Paese, Lucia Bellaspiga ne scrive e,
Capre con un virgolettato, un virgolettato ormai famosissimo
Prendendo la parola in questo consesso mondiale, sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia è contro di me, Fine della citazione al presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi e a Parigi è il 10 agosto, 1946, quando pronuncia questa frase una delle frasi più celebri della nostra storia, la storia italiana storica anche della,
Repubblica divenuta divenuta tale da pochissimo,
Ha di fronte scrive Bellaspiga, ha di fronte le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale, determinate a schiacciare un'Italia che Tare guerra aveva contribuito a scatenare interessante allora scoprire oggi che quel celebre, incipit all'inizio, non esisteva, fu aggiunto all'ultimo momento in una seconda versione del discorso insieme ad altre modifiche che smussano il testo originale,
Di un De Gasperi indignato contro chi pur vincitore decideva illegittimamente del destino dei popoli, e questa è una questione anche molte volte trattata, lo rivela. Ecco questa questa questione nasce dall'ultimo saggio dello storico Roberto Spazzali, dal titolo 1946. Una pace ancora
Lontana la casa editrice, la Deputazione di Storia, patria per l'Eur, per la Venezia Giulia, è un libro scrive Bellaspiga, un libro ricco di sorprese e documenti inediti, che lo storico ha scoperto nei dattiloscritti di Radio Venezia Giulia, l'unica emittente che in quei convulsi giorni di 80 anni fa,
Trascriveva tutti gli interventi in corso alla Conferenza di pace di Parigi, quello è un lavoro importante, De Gasperi, spesso ancora oggi accusato di non essere stato fermo sulle sorti delle nostre regioni adriatiche, emerge invece come acceso sostenitore di un plebiscito mai concesso con cui la popolazione avrebbe deciso se restare italiana o passare alla Jugoslavia.
Aperte virgolette radio Venezia Giulia trasmise l'intero discorso originale, mentre in simultanea a Parigi il presidente del Consiglio pronunciava una nuova versione, di cui lo stesso intervento meno dura, introdotta da quella amara constatazione tutto tranne la vostra personale cortesia è contro di me perché si chiede
Lucia Bellaspiga.
Perché i passaggi più severi erano stati smussati, ma se lo chiede lo stesso Spazzali, lo storico di cui stiamo parlando, la delegazione Giuliana presente a Parigi, che, avendo letto il primo testo si aspettava di ascoltarlo tale e quale dalla Bubka di De Gasperi minacciò di lasciare immediatamente la capitale francese, colpisce
Il fatto che ad essere ammorbidito sia proprio il tema del Plebiscito così caro a De Gasperi, che comunque resta veemente, anche nella nuova versione aperte virgolette voi avete abbandonato alla Jugoslavia la zona di Parenzo e Pola senza ricordare la Carta Atlantica che riconosce alle popolazioni il diritto di consultazione sui cambiamenti territoriali Fine della citazione all'intervento.
Nell'ultima versione di De Gasperi.
Prosegue prosegue la recensione il 1946 nella Venezia Giulia, dunque un anno di tensioni fortissime come come sappiamo, in cui si scatenano un intimidazioni sparizioni, atti terroristici culminati nella stragi a Pola sulla spiaggia di vergò alla Vergarolla il
18, il 18 agosto e in questo clima che il 15 ottobre 1946 la conferenza di pace di Parigi si conclude.
Addirittura Alitalia è condannata per aver partecipato alla conferenza di pace del 38 a Monaco, dove la Cecoslovacchia era stata smembrata, anche Francia e Regno Unito avevano partecipato e firmato, ma di questo nessuno fiatò e questa è una citazione dal libro. Nei resoconti di radio Venezia Giulia si legge anche che quando Molotov fu ministro degli Esteri sovietico non poteva presenziare inviava Andrej Vyšinskij, il giudice boia, lo ricorderete, autore delle grandi purghe di Stalin, un criminale, eppure sedeva a quel tavolo e dava corda alla diplomazia Jugoslavia in queste mani era la pace, e questa è un'altra citazione dal libro, quindi si entra in questo tema doloroso
E spinosum con appunto questo tipo di di carte di documentazione storica su cui ha lavorato. Roberto Spazzali nelle due versioni. In realtà, qualcosa si era già detto, ne hanno già parlato gli storici del travaglio anche interiore, di De Gasperi in quei momenti, ma appunto c'è un nuovo tassello che riguarda proprio ecco, questi documenti che vengono
Da radio Venezia Giulia è un.
Un piccolo passo in avanti.
E continuiamo a cercare di completare un cammino attraverso questi temi che abbiamo
Ho provato a fare nella puntata di oggi e prendiamo la rivista volume, la rivista volume, ascoltando il mondo, è arrivata al suo numero 5 Cora Feltrinelli, il direttore Mario Calabresi c'è anche un'introduzione interessante, è in realtà una rivista che si occupa di fotografia, quindi rischia di portarci lontano e naturalmente manca alla radio l'elemento visivo quindi, ma,
Forse però possiamo tentare di chiudere il ragionamento con un intervento di. Alessandro d'Avenia, che uno scrittore e insegnante di lettere sceneggiatore da i suoi testi sono stati tratti racconti teatrali, i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo, l'ultimo s'intitola resisti cuore l'Odissea e l'arte di essere mortali, stampato da Mondadori. Con alcuni passaggi di questo intervento che trovate a pagina 39 di volume, cerchiamo di tirare un po'le somme dei ragionamenti che abbiamo fatto oggi.
I nomi delle strade. Ecco, anche di questo abbiamo parlato tante volte, anche raccontando delle iniziative che ci sono per ricordare i personaggi importanti che fanno parte della nostra storia. Mi sono smarrito, mi sento perso, quante volte l'abbiamo detto scrive Davenia tra le lacrime,
E le metafore a cui ci aggrappiamo per ultime sono necessarie a vivere, perché non c'è altro modo di afferrare la vita quando diventa un mistero.
Queste parole sottintendono una via e una vita giusta per noi, ma questa via, questa vita dove in fondo la vita è un'odissea, è un cammino, perché ogni smarrimento è un avvicinamento a Itaca sentite lo scrittore naturalmente in queste, in queste righe vivere e farsi strada, non nel senso muscolare di affermarsi, ma di aggiustare la rotta, diventare noi stessi la strada. Questo non è un fare qualsiasi, è un fare per cui i greci avevano un verbo preciso Deran, da cui dramma il fare del destino non Lonny Valente, fare italiano fare una torta a fare l'amore e fare una scelta, no, il fare drammatico che modella l'essere drammatico non perché finisce male, ma perché ci definisce, ci destina, apre la via la vita e allora il trattino tra le 2 date sulla lapide fa tempo, fatto strada e io mi permetto, ma l'odore non lo dice e quindi è un'estensione, diciamo, del significato di questo intervento molto molto suggestivo. La storia ha a che fare con questi temi. Il tempo fatto strada, cercare di ricostruire questi percorsi degli altri, ma delle comunità di noi stessi è una delle grandi sfide.
Delle straordinarie ricchezze della storia. Scrive d'Avenia per questo lo disse a un poema di mare di isole perché liquido il tempo che scorre il divenire cui siamo chiamati a cercare in noi prima che fuori ciò che non si muove, ciò che non passa ciò che non muore la terra ferma, casa
Così è la vicenda umana e la storia e il tentativo di raccontare di conoscere la vicenda umana per quello che è stata una delle definizioni della storia, naturalmente il sapiens dice d'Avenia sopravvive perché di fronte all'ignoto crea la via Ulisse, il nostro DNA, narrativo come ho raccontato di resisti cuore dice l'autore appare per la prima volta nel poema in lacrime perché ero e diventa solo chi è smarrito chi riconosce nella mancanza la chiamata si trova sulla spiaggia dell'isola della dea Calipso,
Il cui nome significa colei che copre, che nasconde perché garantisce all'eroe un'immortalità immobile nell'ombelico dell'oceano, dice Omero, evocando il cordone da tagliare per cominciare la vita fuori allo scoperto, la vita vera mortale, chiamata a cercare nel divenire l'essere Ulisse, non sa dove sia idrica se non nel cuore ma non basta per partire perché questo è vivere, aprire la via, aprire la vita i Neanderthal,
Dice d'Avenia costruivano un villaggio a uno sguardo di distanza dal precedente, di fronte all'ignoto si fermavano, si sono estinti il Sapiens, invece si fa strada dall'Africa all'Australia in qualche migliaio d'anni e fino a noi,
Esperienza pericolo Pellegrino, sono parole apparentate, down, per etimologico, attraversare il miglior modo per venire fuori diceva un poeta e attraverso e la strada non è una metafora, è la condizione umana, infatti la via il tempo, spazializzazione in tutte le culture per renderlo abitabile ogni civiltà ogni uomo apre la strada, si fa strada, trova la propria strada, si perde, si smarrisce modi di dire di vivere la necessità di senso parola benedetta in italiano nel suo indicare contemporaneamente percezione,
Significato e direzione e questo è il ragionamento del con un
Diciamo un salto acrobatico, abbiamo tentato di fare oggi utilizzando, approfittando di queste parole di Alessandro d'Avenia, i nomi delle strade è la sfida.
Della storiografia a cercare di tenere in piedi questo percorso attraverso le sfide dell'ignoto, poi il, il saggio prosegue, ma appunto abbiamo, abbiamo finito il tempo a nostra disposizione e possiamo chiudere qui questo percorso segnalandovi fin d'ora che torneremo su alcune delle parentesi diciamo aperte anche nella puntata di oggi ma appunto abbiamo finito il tempo a nostra disposizione e ci sentiamo la settimana prossima.
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