Sono stati discussi i seguenti argomenti: Afghanistan, Cinema, Cultura, Discriminazione, Donna, Film, Integralismo, Islam, Religione, Societa', Talebani, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 4 minuti.
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Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale, il finale di un film è il momento in cui il senso di un racconto che aleggia per tutta la sua durata si concretizza, diventa definitivo, e cioè non più modificabile da un nuovo episodio o da una nuova inquadratura. È solo da quel momento che lo spettatore è autorizzato a cercare di interpretare il film se questa affermazione mi pare generalmente vera. Ci sono poi dei film in cui è più vera che in altri. Uno di questi casi è il film realizzato da una regista afgana emigrata in Germania, Shahr Banu Sadat
è una coproduzione in prevalenza tedesca dal titolo non Goodman, non ci sono uomini buoni,
La struttura del racconto corrisponde a prima vista a quella di una commedia come nelle commedie classiche, infatti i protagonisti sono due persone, una donna e un uomo che si amano, ma il cui amore contrastato le difficoltà che si frappongono tra loro sono in questo caso delle più complesse allo stesso tempo familiari e culturali private e pubbliche.
Si incontrano a Kabul poco prima del nuovo avvento dei talebani in Afghanistan, avvenuto nel 2021 lavorano per la televisione, lei come cameraman, lui come giornalista.
Lei è separata dal marito da cui ha avuto un bambino che adesso vive con lei, il giornalista più anziano di lei è sposato con due figli già grandi, il marito della donna non sembra per niente intenzionato a concederle, il divorzio vorrebbe anziché tornasse a convivere con lui e con le buone o con le cattive
Inoltre, a quanto apprendiamo dal film un uomo e una donna non sposati che vanno in macchina insieme o che pranzano allo stesso tavolo in un ristorante, già in quegli anni sono malvisti dalla società afgana soggetti perfino a intimidazioni.
A queste complicazioni esterne, che devono dunque affrontare i due innamorati, si aggiungono poi quelle psicologiche.
La donna per le sue esperienze diretti di vita, per i racconti delle sue amiche, per alcune interviste per strada fatte alle donne di Kabul nel giorno di San Valentino,
Si è convinta che almeno in Afghanistan non esistono uomini buoni per imitazione degli altri maschi, per tradizioni ataviche si suggerisce perfino perché sono traumatizzati, gli uomini inevitabilmente maltrattano le donne con cui convivono le considerano oggetti di cui disporre a proprio piacimento,
Un'immagine della popolazione maschile del suo Paese, che genera nella donna una diffidenza pregiudiziale, una tenace resistenza all'amore.
In effetti, i due protagonisti del racconto corrispondono a due tipi ricorrenti nella commedia la donna ritrosa di fronte all'uomo, a momenti quasi bisbetica e il burbero benefico qui in apparenza maschilista come gli altri, ma che si rivela invece quanto mai generoso sia sul piano professionale sia nei rapporti privati ma lo scarto rispetto al genere della commedia avviene proprio nel finale.
Gli Stati Uniti ritirano le loro truppe dall'Afghanistan e i talebani occupano Kabul. La tragicità degli eventi storici impedisce a quei lavori di realizzarsi proprio nel momento in cui le inibizioni psicologiche cadono, come dimostra un lungo bacio fra i due innamorati.
La crudeltà, forse irrimediabile, della storia è evidenziata proprio dalla contraddizione delle convenzioni narrative, in questo caso il lieto fine che si poteva prevedere si tratta di un film forse troppo semplice, ingenuo nel disegno dei personaggi, ma che presenta un affresco sociale istruttivo e si avvale di un racconto agile e ben ritmato e alla fine emozionante il film era stato presentato al Festival di Berlino non Good Man di Shahr Banu Sadat un saluto da Gianfranco Cercone,
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