leggi tutto
riduci
Rubrica
09:30
leggi tutto
riduci
Buongiorno da radio radicale Buongiorno da Roberto Spagnoli ben ritrovati all'appuntamento con il supplemento settimanale di passaggio a sud-est supplemento del giovedì e torna in onda dopo qualche settimana di pausa
Dalla cinque agosto riprenderemo poi anche con il nuovo ciclo di trasmissioni di passaggio a sud sta che tornerà dunque non da ogni domenica alle ventuno dopo la pausa delle scorse tre domeniche nelle quali abbiamo proposto la replica di precedenti puntate unna
Dibattito sulla Bosnia e anche vi abbiamo riproposto lo speciale sull'indipendenza del Kosovo che realizzammo a febbraio in occasione del decennale appunto della secessione kosovara
Riprendiamo dunque dalla supplemento del giovedì dal superamento di questa settimana con una proponendovi una rassegna di articoli su alcuni temi importanti che riguardano l'attualità e la realtà politica dell'Europa sudorientale a cominciare dal processo di integrazione europea
Partendo dal summit di soffia il primo tra unione europea i Balcani occidentali dal due mila e tre che si è svolto appunto a nel giugno scorso è proprio il ventinove giugno
Simone Benazzo ha pubblicato un articolo su visto questo punto E U che l'edizione on line della rivista East West entrato in marcia verso Brussa che fa il punto
Sulla il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali in particolare dell'Albania del Kosovo
Il summit di Sofia
Scrive Benazzi è stato il primo incontro tra sei Stati balcanici candidati all'entrata in Unione Europea e quasi tutti i leader dei ventotto Paesi membri dopo il summit di Salonicco del due mila e tre in questi quindici anni
Non solo l'Unione europea ha cambiato volto ma anche la regione balcanica Montenegro al due mila e sei Kosovo nel due mila otto sono diventati indipendenti la Croazia nel due mila tredici entrata stabilmente
Nel club dell'Unione Europea e parlare di allargamento sembra oggi un tabù rispetto ai toni entusiastici
Che avevano salutato l'entrata di dieci nuovi membri nel due mila e quattro i termini accuratamente selezionati della dichiarazione di Sofia restituiscono questo sentimento di generalizzato distacco da parte delle delle autorità comunitarie
Se la dichiarazione di Salonicco menzionava esplicitamente la possibilità di e di di entrata in unione europea
European membership quella di Sofia si limita invece non c'era una generica prospettiva europea European per speditiva per i sei candidati
Denominati inoltre soltanto partner e mai Stati una finezza linguistica obbligata perché cinque Stati-membri Slovacchia e Cipro Romania Grecia Spagna non riconoscono il Kosovo come Stato indipendente
A fronte della crescente presenza di altri attori meno esigenti Russia Cina Turchia e Paesi arabi nel due mila diciotto Brussel sembra aver deciso di rilanciare il processo di allargamento lo scorso febbraio
Per la prima volta in visita nei Balcani occidentali presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker aveva addirittura indicato una data possibile due mila venticinque per l'entrata di Serbia e Montenegro venendo poi prontamente sconfessato dalle cancellerie dei paesi membri
Queste posizioni hanno lasciato particolarmente amareggiato a Tirana
Nella Repubblica adriatica
Si respira una sottesa insofferenza verso la freddezza di Bruxelles a fronte delle riforme faticosamente implementate
Gli albanesi ritengono infatti di aver svolto egregiamente i compiti a casa di essere in una situazione migliore rispetto ai vicini
Per quanto riguarda i rapporti inter comunitari la geopolitica l'Albania si traveste attivamente in una posizione invidiabile
La popolazione composta per la stragrande maggioranza andiamo albanesi sotto il profilo confessionale la cittadinanza è più frammentata ma il flebile sentimento religioso difficilmente potrebbe innescare tensioni sociali
E come scrive come dice Nicola Buran zero della Juve piano quest'albo al campus
Citato appunto da Simone Benazzo l'Albania è l'unico Paese dei Balcani occidentali senza né dispute territoriali con i paesi vicini né i rilevanti attori esterni interessati ad ostacolare il processo di adesione all'Unione europea
Le sfide si trovano quindi soltanto sul piano interno ulteriore riforma del potere giudiziario dell'architettura istituzionale incapace finora di garantire un'offerta politica plurale sono fondamentali per Brussel
Inoltre poiché l'ostracismo di parte dell'Unione Europea
Ruota attorno al tema del crimine organizzato la diplomazia albanese
Ha già iniziato a discussioni bilaterali per rassicurare i membri più riottosi Germania Olanda e Belgio e dal due mila quattordici il governo si è impegnato a sradicare la coltivazione della cannabis tradizionale prodotto d'esportazione della mafia albanese
Alcuni risultati concreti come la chiusura del principale ab di produzione il celeberrimo villaggio di Lazarat sono stati ottenuti ma Olinda mal maltesi
Presi e preside della facoltà di scienze politiche all'università di Tirana si mostra scettica ora la produzione sia distribuita più uniformemente sul territorio credo si coltivi più cannabis di prima ma in appezzamenti più piccoli ergo più discreti insomma
Ennesima prova che
Del fallimento del proibizionismo insomma che la legalizzazione l'unica strada per battere la criminalità organizzata ma insomma torniamo invece a l'articolo di Simone Benazzo che ancora sull'Albania dice che infine e la libertà di stampa destare seria preoccupazione lo scarso pluralismo dei media riflette quello dello spettro politico a marzo reporter Without Borders e le Bal calma investigative reporter network hanno descritto una situazione in cui l'auto censure diffusa e i giornalisti non hanno fiducia nel loro futuro professionale anche a causa dei frequenti insulti rivolti loro dallo stesso premier e dirama
è molto probabile dunque che in fase di negoziazione l'apertura del sistema mediatico sarà una delle priorità
Nel vicino Kosovo invece prosegue Simone Benazzo contenziosi bilaterali tensioni interetniche rendono la prospettiva europea un mero pro forma
Pristina non può nemmeno aspirare a iniziare i negoziati senza prima normalizzare i propri rapporti con la Serbia scenario lungi dal realizzarsi
Proprio sulla questione kosovare saltata la linea comune dell'Unione Europea sorti del premier spagnolo ex Mariano no raccoglie ha scelto di non partecipare al summit per non incorrere nel rischio di legittimare alcun tipo di secessione unilaterale e riaprire il vaso di Pandora catalano
Un'assenza che non può non frustrare le ambizioni consolare
Fino al due mila e undici Brussel che finora non ancora calato il proprio asso nella manica cioè la liberalizzazione dei visti con Pristina sta tentando di odiare il processo di normalizzazione nel contesto del dialogo Belgrado Pristina messo tuttavia a repentaglio
Dalle continue provocazioni di entrambe le capitali nonostante gli attori coinvolti si dichiarano impegnati a trovare una soluzione l'impressione che a ciascuno vada bene lo statu quo ovvero una pax romana garantite da Brussel
La dirigenza serba rimanda la resa dei conti con gli ultra nazionalisti guidati dal redivivo Vojislav Sheshi lì e con il clero ortodosso indisponibile a qualunque mediazione che comporti la rinuncia definitiva del Kosovo
Pristina può procrastinare ad libitum la creazione di uno Stato democratico
Le questioni urgenti sul tavolo
Possono essere risolte solo con un drastico cambio di rotta convertire una struttura economica gestita quasi interamente dalla criminalità organizzata riformare radicalmente il potere giudiziario un campo dove la missione europea è un ex ha ottenuto soltanto risultati parziali
Processare i criminali di guerra dell'UCK
Dalle cui fila proviene buona parte dell'attuale classe dirigente tra cui il premier Ramuz paladina il presidente Hashim Thaci
Creare un'associazione delle municipalità serve prevista dall'accordo di Brussel del due mila tredici mai implementata in breve prima di negoziare con l'Unione europea al Kosovo si richiede di diventare uno Stato vero e proprio con il ritorno sulla scena del montenegrino Milo Djukanovic questo è l'ultima parte di questo lungo articolo di Simone Benazzo quattro dei sei Paesi balcanici candidati e risultano oggi governati da un singolo leader con velleità autoritarie uniche eccezioni
La Macedonia e la Bosnia dove tra sistema politico e istituzionale va detto è bloccato proprio dal dal anche
Proprio per volontà degli stessi
Politici locali ma comunque
I timori delle cancellerie europee nota Benazzo rispetto alla possibilità di uno scenario ungherese per i Balcani occidentali posta adesione pagano allora giustificati come ha sottolineato l'analista sorgeranno a civili cioè sul politico
Gli uomini forti della Regione credono di poter importare la democrazia di facciata di Orban se l'Unione Europea permetterà all'Ungheria di scivolare ulteriormente verso l'archetto Croazia Bruxelles può essere certa che i Balcani seguiranno la stessa strada
L'elezione del Parlamento europeo del due mila diciannove
Scrive infine Benazzo che restituiranno il peso effettivo delle forze populiste permetteranno di scoprire se la prospettiva europea ribadita Sofia se destinata o meno a rimanere una mera prospettiva per i tormentati Balcani occidentali
Insomma l'abbiamo letto quasi tutto questo articolo di Simone Benato su visto espunto eu perché fa bene il quadro del processo di integrazione europea dopo il summit di sorte dei Balcani occidentali in particolare
Per quanto riguarda l'Albania il Kosovo dell'Albania tra i premi problemi interni si cita il problema del della criminalità organizzata del traffico di droga e allora su questo vi segnaliamo l'interessante dossier che viene continuamente arricchito che trovate sul sito internet di Osservatorio Balcani Caucaso la nuova Albania e il traffico di droga
Da quando è arrivato al potere nel due mila tredici il governo di ha diramato condotto una cercato di reprimere i traffici di droga in Albania cinque anni di sforzi accompagnati anche da molte ombre da molti scandali da molte polemiche ad oggi Tirana assicura di aver chiuso con la produzione di marijuana
Ma le autorità italiane continuano ad intercettare crescenti carichi in arrivo dall'Albania assicurano che la carne riso albanese sequestrata una più di sei mesi di vita e di più la che imita albanese ormai sta andando alla conquista dell'Europa e tutti questi temi ritrovata punto su questo interessante
Dossier
Pubblicato dal su www punto balcanica o caso appunto orga
Sì Illy Sibilla articolo di Simone Benato sull'East West punto eu ha proposto a proposito del Kosovo citava il problema della mancata liberalizzazione dei visti per i cittadini
Kosovari e proprio a questo e soprattutto ai riflessi che questo ha sui giovani dedicato un articolo
Di Edoardo Corradini
E Francesco Pagano pubblicato pochi giorni fa il ventisei luglio su affari internazionali punto it che la rivista on line e dell'Istituto affari internazionali lo IAI
Kosovo tra i giovani che sogna di poter viaggiare il Kosovo scrivono Corradi e pagano ultimo Paese europeo a dichiarare la propria indipendenza sta ancora affrontando un processo di stelle building a dieci anni dalla propria nascita le istituzioni internazionali svolgono ad oggi un ruolo decisivo
La messa a punto delle politiche pubbliche coadiuvavano il governo di Pristina de facto indipendente sovrano nell'affrontare vari criticità spesso di natura prettamente economica
Benché i kosovari albanesi rappresentino la maggioranza della popolazione
Praticamente novantatré per cento del totale numerose minoranze etniche sono presenti all'interno del Paese come i serbi
Localizzati in particolare nella parte settentrionale del Kosovo e in vari enclavi come quartiere nord di Rameau vertice
Di bellezza bellica a Foggia Gracián Enza
Ma anche i cosiddetti RAI ossia il Roma gli ascari gli egiziani ma anche i turchi bosniaci Gorani
Una differenza non trascurabile tra tali miei culto religioso la maggioranza degli albanesi kosovari di fede musulmana sunnita ma anche sufismo Petacci risulta praticato
Il Kosovo è anche uno dei paesi più giovani d'Europa
Con il cinquantatré per cento della popolazione sotto i venticinque anni
I giovani sono costretti a fare i conti con un alto tasso di disoccupazione l'impossibilità di viaggiare liberamente appena trentotto Paesi al mondo hanno liberalizzato i visti per i kosovari e un forte senso di frustrazione disillusione per una vita soddisfacente del proprio Paese
D'altra parte il coso connotano Edoardo Corradi Francesco Pagano fa i conti con multe mia un anno l'economia che non decolla
E
Presente uno dei più alti tassi di disoccupazione in Europa
Il il prodotto interno lordo pro-capite
Non raggiunge gli undici mila dollari annui per potere d'acquisto il che fa del Kosovo uno dei Paesi più poveri d'Europa e del mondo
Il Paese non riesce ancora ad attrarre un forte flusso di investimenti parte degli investimenti diretti esteri inoltre praticamente politicamente motivata se la Germania interessa estendere la propria influenza su tutta la penisola balcanica la Turchia sta portando avanti
Un progetto politico di neo-ottomanesimo ossia la proiezione di Ankara nei territori che un tempo facevano parte dell'impero ottomano
Rilanciare l'economia e quindi Complesso e a farne le spese sono le categorie più giovani che difficilmente riescono a inserirsi nel mercato del lavoro e al contempo hanno altrettante difficoltà nel ricercare un'occupazione all'estero
Poi c'è la nelle qui la questione della memoria della guerra
La città simbolo del Kosovo ricordano dovuto le dell'articolo Corradi e pagano e certamente Mitrovica condizione Ibarra che la taglia orizzontalmente diventando un vero e proprio confine naturale a sud degli albanesi a nord i serbi
Se pure le tensioni siano notevolmente ridotte rispetto agli anni passati non è raro che vi siano ancora provocazioni da entrambe le parti
I ricordi del conflitto sono una ferita ancora troppo fresca nord dell'IBAR come a sud
Esisteva la più grande frustrazione pari per i giovani a dover rimanere bloccati in Kosovo
Senza la possibilità di viaggiare conoscere paesi e culture lontane la mancata liberalizzazione dei visti impedisce la maggior parte di loro di muoversi liberamente per l'Europa così come di studiare o cercare lavoro all'estero
La Commissione europea ha dato un parere positivo sulla liberalizzazione dei visti il diciotto luglio scorso ma si tratta solo di un paria passaggio che dovrà ancora essere approvato dal Parlamento europeo dal consiglio dell'unione
Proprio tra gli stati membri l'ostacolo è rappresentato da quei Paesi ancora scettici che temono che la liberalizzazione dei visti posso aprire le porte a un forte flusso migratorio in controllato dal Kosovo e così ad oggi l'accesso all'università straniera viene spesso grazie a parenti che già vivono all'estero o a doppie cittadinanze quindi doppi passaporti ma la maggioranza dei giovani non possiede questa fortuna
Insomma questo è il quadro del il Kosovo della mancata liberalizzazione dei visti le frustrazioni dei giovani in questo articolo di Edoardo Corradi Francesco Pagano due giovani
Ricercatori articolo che trovate su affari internazionali punto it e la rivista on line dello IAI
E naturalmente questo articolo come tutti quelli che
Citiamo citeremo in questa rassegna li trovate anche linkati sulla nostra pagina Facebook
I problemi dei Balcani il la le le questioni insomma che caratterizzano la realtà politica e l'attualità dei Paesi balcanici
Sono l'oggetto di questa rassegna abbiamo parlato dell'integrazione europea e la questione le questioni interne dell'Albania quelle del Kosovo l'altra questione
Centrale è sicuramente quella della delle rotte dei migranti che passano per i Balcani appunto la cosiddetta rotta balcanica e l'altro ieri
Il trentun luglio sudisti giorno al punto netta Gabriele Gatti e pubblicato un articolo proprio sulla nuova rotta dei migranti nei Balcani che passa per la Bosnia
La rotta balcanica balcanica percorse da immigrati nel loro viaggio verso l'Europa occidentale ha nuovamente cambiato volto
Se fino a metà due mila diciassette i paesi più battuti erano Grecia Macedonia e Serbia oggi invece mentre la Grecia rimane come Paese di primo approdo il percorso si è spostato a Ovest attraversando l'Albania Montenegro e la Bosnia con la speranza di arrivare in Croazia
Il motivo principale per cui le persone che percorrono una rotta balcanica si sono viste costrette a cambiare più e più volte percorsi i tempi di percorrenza e permanenza nelle zone interessate ed a ritrovare nella chiusura definitiva della rotta attraverso l'Ungheria nel marzo due mila e sedici
La progressiva militarizzazione dei confini e disposizioni degli Stati in direzione sempre più repressiva
Dunque se questa è la situazione qual è la nuova rotta no spiega appunto Gabriele Gatti la parte iniziale del percorso che vede i migranti provenienti soprattutto da Afghanistan Iraq e Siria rimane invariata
La maggior parte delle persone che provengono da questi Paesi e che decidono spesso per coercizione di affidare il loro destino nelle mani del mar Mediterraneo
Si imbarca con gommoni natanti non idonei alla navigazione attraversando il Breve ma pericolosissimo tratto di mare che separa le coste della Turchia dalle coste di Chio sulle svolse Samos
Chi dopo la detenzione dei campi bene profughi allestiti sulle isole greche
Riesce ad arrivare sul continente ad attraversare il confine greco albanese inizia il suo viaggio lungo la nuova rotta balcanica
Stati di passaggio come l'Albania il Montenegro sono i meno interessati agli spostamenti migratori interni e difficoltà sopraggiungono e per i Paesi confinanti con Stati dell'Unione Europea come corazze Ungheria a causa della pur loro politica e di respingimenti
In particolare difficoltà si trova oggi la Bosnia Erzegovina
La città che ora funge da appoggio per i migranti divenuta infatti a Sarajevo dove trovano rifugio e base per gli spostamenti coloro che sono intenzionati a varcare il confine bosniaco croato attraverso i punti di accesso
Non ufficiali in questi mesi si è sviluppata una grande concentrazione & immigrati nelle qualità di vinacce e di Velika Clad usciamo
Luogo lungo il confine con la Croazia
Le condizioni in cui si trovano i profughi in questi piccoli centri abitati sono molto precarie e Gabriele Gatti snocciola una serie di dati parla dell'azione dei volontari della fitta rete di volontari che si sta coordinando con la Croce Rossa bosniaca e le ricorda la presenza di famiglie con minori che rende ancora più importante la creazione di politiche di supporto e gestioni in tempi molto brevi impedendo così che si ripropongono nuova emergenza umanitaria a neppure due anni di distanza da quella che si sviluppo il Serbia
Il campo di percorso
Attraverso il territorio dei Balcani è la dimostrazione che la chiusura e la militarizzazione dei confini unità leggi repressive in netto conflitto con le direttive europee annulla serve
Tranne che a rallentare un fenomeno strutturale come quello della migrazione lungo la rotta balcanica
Conclusione conclusione e anche semplice ma questa è la realtà che per propaganda per proprio per la una falsificazione della realtà viene poi spacciata le opinioni pubbliche in Italia e non solo
Illudendosi che con appunti immuni respingimenti la chiusura dei porti chissà cos'altro si possa frenare un fenomeno che invece non non si può frenare Gabriele Gatti sui giornali puntualmente la nuova rotta dei migranti passa per la Bosnia Ammone
La nuova rotta balcanica dei migranti
Sempre per quanto riguarda l'attualità la realtà politica dei Balcani
Di segnaliamo anche l'articolo molto molto interessante pubblicato il trentuno luglio quindi l'altro ieri su Osservatorio Balcani Caucaso
Si parla dei diritti delle persone LGBT della difficile conquista dei diritti nei Balcani un articolo di Svetozar sa vice
La cui versione serbo croato bosniaco è stata pubblicata laddove c'è belle e che spiega come negli ultimi anni è cambiato molto ma in diversi Paesi come la Bosnia Erzegovina
Solo solo pensare a tenere presente un Pride e ancora molto molto difficile nonostante questo insomma si segnala che nonostante i problemi però le cose cominciano a cambiare cominciano a ci sono organizzazioni che si battono per i diritti delle persone LGBT insomma qualcosa si sta muovendo ha anche se con grande sacrificio con grandi rischi anche a volte anche fisici anche i paesi come la Bosnia dove al momento pensare solamente a organizzare un Pride è ancora molto difficile Svetozar Savi c'è la traduzione
Del suo articolo la trovate su www punto balcanica a questo punto org anche questo come gli altri articoli che stiamo citando le trovate l'indicato sulla pagina Facebook di passaggio a sud-est
Adesso dobbiamo segnalare un lutto la scomparsa di Adem de Mancini morto il ventisei luglio all'età di ottantadue anni noto attivista per i diritti umani portavoce per decenni delle rivendicazioni degli albanesi del Kosovo
L'annuncio della sua morte è stato dato durante una seduta del parlamento kosovaro che gli ha dedicato un minuto di silenzio
Con la sua morte se ne va un simbolo della storia recente del Kosovo un uomo sempre in prima linea per i diritti umani divenuto noto sullo scenario internazionale come il Nelson Mandela dei Balcani a causa dei ventotto anni passati nelle carceri jugoslave per le posizioni assunte in difesa del suo popolo inizia così il ricordo di Ricardo Celeghini sui giornali
Punto netta nel ricordo di attende marci Celeghini
Ricordava il suo attivismo politico la sua la sua detenzione poi il per le per le sue posizioni
Di dissidente rispetto reggimenti Tino poi l'opposizione al regime di
Milosevici le sue posizioni non violente che per un certo punto arrivano ad accettare la lotta armata quindi la suo schieramento con l'UCK ma poi anche la presa di distanza dai leader della dalla guerriglia kosovara come Hashim Thaci e poi il dopoguerra
Finita la guerra il Kosovo iniziò un percorso che porta l'indipendenza dichiarata nel due mila otto in questi anni de marci continua a far sentire la sua voce sulla scena politica culturale del Paese
Dirige la televisione di Stato la lega degli scrittori del Kosovo si avvicina il movimento nazionalista di sinistra vedendolo sia esprime forti critiche contro i partiti di governo rimane fino all'ultimo una voce libera ed indipendente mantenendo il prestigio e il rispetto guadagnato in decenni di lotte di impegno politico
Così si chiude i ricordi Ricardo Celeghini che parla anche del rapporti diplomatici con l'altra figura simbolo del Kosovo Ibrahim Rugova a cui deve marcire rimproverava l'eccessiva fiducia
Negli attori internazionali dei Macci anche che nel mille novecentonovantuno ricevette dal in dal Parlamento europeo il premio Sakharov per la libertà di pensiero anche grazie all'impegno dei
Parlamentare del partito radicale
I parlamentari europei a delle mance che è stato anche
Vicino e ha partecipato anche a me alle iniziative del partito radicale
Transnazionale
Un altro lutto dei giorni scorsi è la scomparsa di attizza nel merito dice la presidente fondatrice dell'associazione delle madri di Srebrenica
è morta domenica ventidue luglio dopo una lunga malattia nel genocidio perse il marito due figli il fratello e altri familiari
Attizza nei metodi ci torno a vivere nel due mila e tre a Srebrenica e con l'associazione fondata con altre donne come lei ha lottato senza sosta
Nello la ricorda su Osservatorio Balcani Caucaso Nicola
Corritore che ricorda molto come attizza insieme a tante donne in collaborazione con altre associazioni locali si è impegnata nella ricerca degli scomparsi nella lotta per la giustizia
Ed è il perseguimento dei criminali di guerra così come nel sostegno psico sociale ed economico delle donne superstiti come lei
Per rendere giustizia le vittime civili del conflitto e per costruire percorsi di riconciliazione confronto con il passato
Nonostante la malattia è stata presente anche questo undici luglio almeno anemone al diporto Ciari per ricordare appunto il genocidio di Srebrenica e dico al correttore ricorda quando l'undici luglio del due mila e quindici nel ventennale del genocidio attizza nel merito dice guardò dritta negli occhi il l'allora premier serbo Aleksandar Vučić che partecipò alla commemorazione in quell'occasione strinse la madre la mamma Vučić egli mise sulla giacca il fiore
Bianco verde della memoria fu un gesto importante simbolico mirato ad un futuro di pace e riconciliazione attesa nel metallici accompagnata da decine di uomini e donne è stata sepolta al cimitero di sul cerca a Srebrenica
Al contempo a Sarajevo il consiglio comunale ha votato a favore della proposta presentata dal sindaco Abdullah scaccato il titolare hard atti già la fontana di via tesi pagina uno INCE nel centro storico
Questo è il ricordo appunto di attesa nel merito dice
Presidente dell'associazione le madri sardo Srebrenica di Nicol Corritore
Suo Osservatorio Balcani Caucaso dove trovate anche un un articolo molto bello e la traduzione di un reportage lo scrittore bosniaco Faruk scesi ce ha scritto reportage da Strehler Rizzato rissa tema nave di Sarajevo danni
Sei spara discrepanza con un luogo di sofferenza ma anche di perdono e di riconciliazione andato tra le vie della città nelle case nei cortili a è andato a Porto Acciari
Si è recato in qualità di membro di una delegazione di veterani di guerra e provenienti dalla Serbia alla Bosnia Erzegovina le persone che fino a ieri si guardavano attraverso il mirino del fucile oggi rendono omaggio alle vittime innocenti della guerra anche questo è possibile dunque
Potrà diventare sarebbe Rizza cuore della riconciliazione in Bosnia Erzegovina forse solo una visione letteraria ma il reportage di Faruk scenici in vita a a pensarlo sarebbe Nizza luogo sacro luogo di riconciliazione la traduzione del suo reportage la trovate su osservata nei Balcani nel Caucaso e Licata anche sulla nostra pagina Facebook e chiudiamo questa questa supplemento del due agosto superamento settimane di passaggio sud-est con ma due citazioni insomma andiamo
Parlato della scomparsa di a delle Masci e quindi della lotta per la libertà e l'indipendenza del Kosovo di Srebrenica attraverso la figura di artigiana Metho dice scomparsa anche la nei giorni scorsi e poi il riportarsi a Srebrenica
Del lo scrittore Farouk scenici e chiudiamo con una tono un po'più leggero ma fino a un certo punto si sono conclusi da pochi mondiali di calcio come sapete la Croazia è arrivata
Alla finale casse di se giocata con la Francia
La Yukos era alla prova dei Mondiali di calcio l'articolo dell'articolo di Giorgio fusione pubblicato all'indomani praticamente della fine del dei Mondiali il diciassette luglio su East West punto E U
Questa edizione due mila e diciotto dei Mondiali di calcio ha visto la partecipazione di varie squadre provenienti dalla diciamo così dalla ex Jugoslavia e c'è stata appunto anche parlano importante affermazione della Croazia l'articolo di fusion interessante vi invitiamo a leggere lo trovate appunto l'indicato anche sulla nostra pagina Facebook chiude si chiude con la citazione della frase se la Jugoslavia fosse ancora unita è una delle riflessioni o meglio ucronia
Più in voga in occasione di europei e mondiali di calcio scrive Fruscio né se croati bosniaci serbi e montenegrini giocassero insieme sarebbero il Brasile d'Europa
Ma agli opposti nazionalismi questo non importa
Quel che conta all'indomani del Mondiale che il calcio ancora una volta si è mostrato il veicolo di messaggi politici e politicizzati
O a difesa dell'interesse nazionale come se le squadre nazionali fossero un braccio dello Stato che rappresentano come se i suoi giocatori rappresentassero le classi sociali di un Paese e non invece una ristretta cerchia di fortunati che vive nelle più ricche città europee
Difficile dire se rivedremo mai giocare insieme i popoli dei Balcani ma ancora più difficile sembra pensare lo sport da queste parti senza mescolare minuti le rivendicazioni di carattere nazionale così Giorgio Solution è sull'East West
Spiriti su questo punto E U
Benso ma è praticamente impossibile non mescolare lo lo sport soprattutto il carcere con le rivendicazioni di carattere nazionale
Tante volte abbiamo parlato si è scritto anche libri molto interessante punto sul ruolo che gli ultrà sono avuto poi nella creazione delle bande paramilitari nelle guerre jugoslave degli anni novanta ancora sui mondiali di calcio per chiudere vi segnaliamo l'articolo di Stefano l'USA pubblicato da Radio Capodistria vecchia e nuova Europa
Stefano l'Usada e Lizzani mondiali come surrogato della guerra e una finale la finale Croazia Francia come metafora dello scontro tra vecchia e nuova Europa
Somma da una parte
La Francia che col composta da diciannove calciatore su ventitré nati da famiglie di origine non francese provenienti da colonie dall'altra invece la Croazia Paese cattolico etnicamente e culturalmente omogeneo
E così se da una parte conclude Stefano lo usa se da una parte i galletti di Francia sono espressioni di un Occidente multiculturale d'arcobaleno
Che oggi ha messo sempre più in discussione i croati sembrano essere il perfetto simbolo per una società mono Ernica senza marcate differenze
Quella di domenica in sintesi non sarà solo una partita di calcio ma anche il confronto tra due modelli d'Europa l'articolo di Stefano l'usato pubblicato proprio alla vigilia due giorni prima della finale il tredici luglio e con una questi di queste ultime due citazioni di articoli che trovate come anche tutti gli altri che abbiamo citato in questo supplemento
Linkati anche sulla nostra pagina Facebook si chiude questo supplemento della giovedì di passaggio a sud est dopo riprendiamo dopo cominciamo l'inizio dopo qualche settimana di pausa le nostre trasmissioni regolari
Con questa prima anteprima questa prima rassegna su alcune delle questioni rassegna di articoli su alcuni temi importanti che riguardano l'attualità e la realtà politica dell'Europa sudorientale
E poi ci ritroveremo a partire da domenica passa domenica cinque agosto come sempre alle ventuno per la ripresa anche del ciclo di trasmissioni
Settimane di passaggio a sud-est grazie per l'ascolto un saluto da Roberto Spagnoli è una buona giornata in compagnia di radio radicale
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribuzione BY-NC-SA 4.0