20 GIU 2021
rubriche

- Il mondo di Simone. Conversazione con Sara Bonanno

RUBRICA | di Maria Antonietta Farina Coscioni - RADIO - 16:57 Durata: 29 min 12 sec
A cura di Fabio Arena
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L'appello di Sara: Simone ha 26 anni, 10 dei quali passati aggrappato ad una vita che ama tanto e che una devastante condizione patologica gli sta strappando via.

Una condizione purtroppo inguaribile contro la quale Simone ha deciso di combattere assaporando la vita fino all'ultimo respiro.

Ogni giorno lui esce nel suo giardino e s'inebria di profumi, dei rumori di piante, animali e persone, di sole e vento sulla sua pelle...

relazioni con chi quotidianamente viene ad aiutarlo ed a lavorare nei suoi quotidiani impegni, piccoli o grandi obiettivi da raggiungere, emozioni da condividere anche
attraverso una spiritualità molto forte, intensa e partecipata con i suoi amici.In poche parole il Mondo di Simone a mille dimensioni.

Simone sa di non poter ambire ad una vita lunga ma ha deciso che la sua breve esistenza sarà una vita larga.

LARGA.

Il Servizio Sanitario della Regione Lazio per le persone con gravi patologie inguaribili eroga un supporto sanitario domiciliare che è come avere un piccolo ospedale nella propria casa: sembrerà strano ma questa ospedalizzazione domiciliare costa di gran lunga molto di meno che una vera e propria ospedalizzazione nosocomiale e, soprattutto, permette a chi non può guarire di esistere senza aspettare la morte.

Da un po' di tempo le cose non vanno più bene per chi combatte per avere una vita larga: il servizio sanitario domiciliare affidato ai privati non funziona più.

I finanziamenti non si trasformano in assistenza perché le Convenzioni, che stabiliscono un limite agli utili del privato, non viene rispettato.

Più una persona è malata più occorre spendere per curarla, quindi la possibilità di avere un utile su questa assistenza si restringe fino a quasi ad annullarsi.

Per questo il privato sanitario domiciliare non vuole rispettare i limiti imposti dalla Convenzione per l'assistenza delle persone inguaribili come mio figlio.

Nel ricovero la situazione cambia.

Il ricovero assicura, per una persona nelle condizioni di Simone, la stabilizzazione delle funzioni vitali principalmente attraverso i macchinari: tracheo, peg, sensori sostituiscono in gran parte i professionisti sanitari.

Non occorre occuparsi della vita di relazione del paziente, non occorre accorgersi che ha delle emozioni, non occorre nemmeno considerare più la sua umanità perché l'unico scopo della cura è stabilizzare la "sopravvivenza" fino alla Morte.

Non la chiamo VITA.

No.

Perché quella...non è VITA.

La vita ha mille dimensioni: nel ricovero ne esiste solo una.

Alla legittima richiesta del rispetto dell'assistenza domiciliare prevista in convenzione per Simone, la ASL vuole rispondere forzando un ricovero.

Un ricovero che separerebbe Simone dalla sua mamma, dal suo giardino e dal suo piccolo Mondo a mille dimensioni.

Aiutateci.

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