Tra gli argomenti discussi: Africa, Armi, Energia, Esteri, Francia, Governo, Guerra, Italia, Macron, Meloni, Ovest, Pensioni, Rassegna Stampa, Riforme, Russia, Territorio, Ucraina.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 21 minuti.
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Buongiorno agli ascoltatori di radio radicale giovedì dodici gennaio questo l'appuntamento con la rassegna della stampa
Internazionale a cura di David Carretta in apertura anche oggi ci occuperemo della guerra della Russia contro l'Ucraina
Nel corso degli ultimi giorni sul terreno si è registrata una avanzata da parte delle forze russe due località del Donbass sole dare Bacco moto nel frattempo degli alleati occidentali dell'Ucraina stanno moltiplicando gli annunci di nuove forniture di armi più potenti l'ultimo ieri da parte della Polonia con il presidente Duda
Che ha annunciato l'invio di alcuni carri armati di Leo Pardi e quelli che la Germania per il momento si è rifiutata di fornire a chi è cosa leggeremo un commento pubblicato oggi dall'immonda figlio ma Gil pari sulla mutazione spartana dei nidi euro Pray
Vent'anni dopo l'invasione dell'Iraq che la guerra e nelle menti di tutti e tutti vengono da Marte e gli europei non vengono più da Venere
Stati Uniti Europa non sono mai stati così vicini da anni a questa parte
Sono uniti dietro all'Ucraina sottolinea tra l'altro il pari poi ci occuperemo della politica interna di un Paese europeo la Francia perché il presidente non al Macro
Tenta per l'ennesima volta una riforma delle pensioni lui stesso c'aveva già approvato nel due mila diciannove tentativo
Saltato con la pandemia Covi d'diciannove
Diversi suoi predecessori ci avevano provato nel due mila e dieci
Nicolas Sarkozy nel mille novecentonovantacinque Jaques Chirac che entrambi questi tentativi fallirono
I fagioli Times in un editoriale ieri spiegava perché la riforma delle pensioni di macro è indispensabile malgrado il fatto che sia carica di sfide politiche in chiusura il supremo anche di Italia e in particolare di uno dei Progetti lanciati dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni sin dal suo discorso programmatico in Parlamento il cosiddetto nuovo piano Mattei questa l'espressione usata da Giorgia Meloni il Fraktion Times pubblicato un condimento
Di Silvia show really Borrelli l'Italia rinnova il suo piano Mattei per sviluppare legarmi energetici in Africa
Dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia Roma cerca un ruolo per sviluppare risorse naturali sul continente
Africano
Cominciamo sì dalla guerra delle russe contro l'Ucraina ma diciamo dagli aspetti
Più attinenti al al conflitto vero e proprio con un commento pubblicato oggi dalle mondo a firma Gil pari sulla trasformazione spartana degli europei questo il titolo vent'anni dopo l'invasione dell'Iraq la guerra e nella testa di tutti e tutti vengono da Marte andiamo andiamo a leggere era vent'anni fa alle alla vigilia dell'invasione dell'Iraq da parte delle truppe degli Stati Uniti
Il prolifico esperto geopolitico Robert Kagan pubblicava un libro ispirato da un articolo scritto qualche mese prima
Per una rivista del think-tank conservatore Heritage Foundation
Kagan faceva la constatazione di una frattura che temeva irrimediabile tra le due sponde dell'Atlantico frattura sintetizzata da una formula volontariamente caricaturale che avrebbe dovuto resistere ai posteri gli americani vengono da Marte gli europei da Venere
I primi gli americani consideravano la guerra come contingente della potenza i secondi gli europei
Fondavano la loro politica sui legami commerciali trattati internazionali
Perché a cacciare il conflitto armato dalla grammatica delle relazioni internazionali gli europei sognavano la pace perpetua ispirata da Immanuel calante mentre gli americani erano ancorati alla loro visione obesi hanno di un mondo naturalmente anarchico in cui un ordine liberale nel senso anglosassone poteva essere garantito in ultima istanza solo dalla forza militare
Vent'anni dopo scriverci impari la guerra e nella mente di tutti e tutti vengono da Marte le due sponde dell'oceano non sono mai state così vicine da anni a questa parte
Unite dietro all'Ucraina tutti sono diventati marziani
Compresa la Germania Germania che è riconosciuto un cambiamento epocale
Ha realizzato una svolta
Che vale anche per buona parte dell'Europa
Dopo l'elezione di Donal Trump nel due mila e sedici ricordare mondo la cancelliera Angela Merkel aveva già ha detto che l'Unione Europea doveva prepararsi a prendere il suo destino in mano cosacchi implicava di rinunciare al comfort garantito dall'ombrello di difesa
Americano ma all'epoca non era seguito nulla solo parole Inter fatti
Per contro l'invasione russa avuto un risultato immediato con l'annuncio da parte della Germania
Della creazione di un fondo da cento miliardi di euro e un bilancio di almeno il due per cento del PIL per la difesa l'obiettivo è fare della Bundeswehr il primo esercito dell'unione europea
Si tratta non solo di mezzi militari ma anche di una rivoluzione in termini di pensiero strategico e mentalità la svolta sottolinea le Monde si estende anche all'Asia
E a un'altra potenza che aveva ripudiato ogni forma di bellicismo dopo la sconfitta del mille novecentoquarantacinque
L'adozione da parte del Giappone di una nuova dottrina in materia di difesa nel dicembre scorso
è stata la prima rottura importante dalla creazione delle Forze di autodifesa nel mille novecentocinquantaquattro in un paese fondato sul pacifismo
Pacifismo che garantito dall'articolo nove della Costituzione articolato attorno alla rinuncia alla guerra si tratta spiega le monde di una presa d'atto delle minacce nuove o rinnovate legate alla Cina la Corea del Nord e alla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina del febbraio due mila ventidue
Risultato
Un piano decennale
Dal Giappone
Della sulla difesa incentrato sulle capacità ritenute necessarie per una nuova dottrina di contrattacco e raddoppiamento del bilancio militare per arrivare anche in questo caso il due per cento del PIL
La rottura con i decenni precedenti in Giappone totale come in Germania c'è poi un altro elemento che fa dire a Gil pari che c'è stata questa trasformazione degli europei ed è la natura dei lei dei dei materiali militari
Forniti all'Ucraina
Nello spazio di un anno la Germania è passata dai cinque mila elmetti promessi nel gennaio due mila e ventidue dalla ministra della difesa Christine Lambrette
A probabilmente carri armati Leopard due dopo i blindati leggeri Murder annunciati il quattro gennaio scorso già però si levano voci affinché gli alleati occidentali dell'Ucraina non si fermino ai Leo parrebbe due sul Washington post del sette gennaio
Due repubblicani classici l'ex segretario di Stato Condoleezza Rice e l'ex segretario alla Difesa Robert Gates assicurano che il tempo non gioca a favore di chi è vecchia la pazienza strategica si è installata Mosca
Anche se il prezzo oggi un'immagine confusa e una perdita di influenza Rice e Gates sono allarmati per il fatto che alcuni tram Pisti del partito repubblicano alla Camera dei Rappresentanti vogliono tagliare le spese della difesa
In nome del risanamento dei conti in altre parole
Escludono un aiuto militare supplementare all'Ucraina
Morale la classificazione del due mila e tre tra marziani e Venusia anni
Era stata dettata dalle circostanze scrive ci impari Kagan all'epoca era esasperato dalle reticenze europee intervenire militarmente in Iraq al fianco degli americani
Un'impazienza rafforzata dall'impotenza mostrata dagli europei nelle guerre dei Balcani durante un decennio eppure la storia ha dato ragione agli europei a Baghdad
La mutazione spartana dell'Europa oggi è senza dubbio resa indispensabile danni di apatia strategica
E dall'implosione del modello di ordine mondiale tranquillo su cui l'Europa puntava questa mutazione e dunque salutare a condizione che non impedisca di pensare a lei
Agli impasse potenziali
Della guerra così tra l'altro c'è il pari su le monde di oggi le Monde che dedica il suo editoriale
Alla riforma delle pensioni di Emanuele macro tema che che che che tornato d'attualità innanzitutto perché perché questa riforma è stata presentata secondo tentativo da parte di macro
Potremmo dire quarto tentativo se non di più da parte di diversi presidenti francesi dal mille novecento novantasette in poi
All'epoca era Jacques Chirac con la tutte come primo ministro Chirac costretto a fare una marcia indietro
Catastrofica tant'è che poi fu costretto alla coabitazione con il Partito socialista dopo aver indetto Lenzi elezioni anticipate
Il titolo di dell'editoriale di le monde è io non riducibile frattura sulle pensioni in Francia
E non al Macro si assume
La responsabilità rivendica in qualche modo lo scontro con la sinistra e con i sindacati sull'età pensionabile come una battaglia politica destinata a
In qualche modo essere decisiva tra due visioni irriducibili con un rischio reale di provocare
Una fiammata di proteste nel paese ne vale la pena andiamo su Fasson Times che si schiera nettamente a favore della della riforma delle pensioni in un editoriale di ieri dal titolo L'indispensabile riforma dei delle pensioni demone al Macro
Alzare l'età pensionabile necessario ma è anche un esercizio carico di sfide politiche scrive il quotidiano della City quasi sei anni dopo essere stato letto per la prima volta all'Eliseo
E non è andato lanciato una riforma del sistema pensionistico francese la madre di tutte le riforme per un welfare State in difficoltà
Un precedente tentativo era stato deragliato dalla pandemia a suo merito macro aveva messo l'aumento dell'età pensionabile da sessantadue a sessantacinque anni al centro
Del suo programma e della sua campagna per la rielezione lo scorso anno anche se ha avuto un costo per lui e il suo partito in termini di voti
Riempire il buco di un sistema pensionistico e garanzia di credibilità per Bruxelles e mercati finanziari
E anche un teste di ciò che manca un può ancora realizzare durante il suo secondo mandato dopo aver perso la maggioranza in Parlamento con le tensioni sociali già alte a causa della crisi del costo della vita
L'interrogativo se macro posso ancora modernizzare il Paese o se sarà costretto a limitarsi a gestirlo
La Francia ricorda fanno Chantant sia un'eccezione in Europa i suoi U omini vanno in pensione due anni prima rispetto alla media europea alle donne un anno prima
Godersi la vita dopo lavoro con una pensione decente parte del contratto sociale
Per molti a sinistra e nei sindacati le pensioni l'età pensionabile è un totem del progresso sociale tant'è vero che alcuni vorrebbero tornare indietro alle pensioni a sessant'anni
Che è famoso ammiccano aveva introdotto nel mille novecentottantadue
Problema l'aspettativa di vita nel frattempo aumentata di otto anni lavorare una parte di questi otto anni sembra eh cosa ragionevole
Ma questo non è solo un esercizio di finanza pubblica per tenere in ordine i conti la Francia ha bisogno di più persone al lavoro per aumentare la produttività le entrate fiscali per finanziare i servizi pubblici qual è il problema questa riforma incontra una dura opposizione
Da parte non solo della sinistra ma anche dell'estrema destra
Come nel mille novecentonovantacinque ecco la data corretta non novantasette ci siamo sbagliati e nel due mila dieci ci saranno scioperi e proteste sarà politicamente una riforma pericolosa per macro
è meno ambiziosa di quella che aveva proposto nel due mila diciannove
Ed è un segnale del fatto che la sua autorità è meno forte
Ma è una riforma che rimane indispensabile così tra l'altro
Il sarà sciolta su cui rimaniamo per chiudere con un commento di Silvia Shawn really Borrelli
A proposito dell'Italia è una delle proposte che sono state avanzate dalla dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per rispondere almeno in parte alla crisi energetica provocata dalla guerra della Russia contro l'Ucraina
Di cosa si tratta il famoso piano Mattei l'Italia rinnova il suo piano Mattei per sviluppare legami energetici in Africa
Dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia Roma sta cercando un ruolo per sviluppare l'IFO risorse naturali sul continente africano
E andiamo a leggere scrive il quotidiano della City riferendosi al visionario fondatore della majors petrolifera italiana ENI
Il primo ministro Giorgia Meloni nel suo discorso inaugurale tre mesi fa ha parlato di un nuovo piano Mattei per l'Africa durante gli anni mille novecentocinquanta Enrico Mattei cercò di sostenere lo sviluppo delle risorse
Naturali dei Paesi africani per aiutare il continente a massimizzare il suo potenziale di crescita economica e facilitare l'indipendenza energetica dell'Italia
Nel momento in cui l'Europa ripensa alla sua politica energetica cerca di diventare indipendente dal gas russo l'Italia ancora una volta cercando di mettere in piedi una strategia simile a quella di Mattei attraverso le sue società del settore
Meloni leader di un governo di destra nazionalista ha detto che dopo anni di marcia indietro vorremmo riconquistare il nostro ruolo strategico nel Mediterraneo
Il nuovo piano Mattei
Mattei misteriosamente morto in un incidente aereo nel mille novecentosessantadue è ancora un work in progress cioè un cantiere
Ma dopo l'invasione russa dell'Ucraina dello scorso anno la questione dell'indipendenza energetica conquistato nuova urgenza
E l'Italia intuisce che ci sono opportunità per le sue imprese nell'affrontare la crisi energetica europea
In particolare gli esperti del settore ritengono che la profonda conoscenza di ENI controllata dallo Stato
Del continente africano e i suoi legami commerciali di lunga data con i paesi del Medioriente potrebbero trasformarsi in una risorsa nazionale
Mentre l'Europa lavora per assicurarsi nuove fonti energetiche ENI opera in Africa dal mille novecentocinquantaquattro in questo momento in quattordici Paesi
Claudio Descalzi amministratore delegato di ENI dice che una più stretta collaborazione con i Paesi africani nel settore energetico offre il potenziale per un nuovo asse sud-nord
Che colleghi le abbondanti risorse in termini di rinnovabili e combustibili fossili del continente africano con i mercati affamati d'energia dell'Europa
Lo scorso anno il gruppo stretto una joint-venture contestare NRG il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquefatto per espandere il Progetto Nord Field IST
Sotto il governo di Mario Draghi lo scorso anno ENI ha poi negoziato nuovi accordi di fornitura con l'Algeria che ha superato la Russia come principale fornitore di gas all'Italia
E mi ha detto che prevede anche di aumentare gli investimenti in Paesi come la Repubblica del Congo l'Angola Nigeria Mozambico l'Africa dispone poi di abbondanti risorse energetiche il problema è che il suo sviluppo a risentito di una mancanza di Investimenti un esempio un progetto di gasdotto subsahariana dalla Nigeria all'Algeria è in cantiere da decenni ora i governi europei hanno detto di voler investire nelle infrastrutture esistenti però aumentare le forniture dalla Regione ENI e Snam che già gestiscono parti del Trans Mediterranean pipeline
Dall'Algeria
Al Nord Italia hanno un ruolo importante da svolgere un altro spazio in cui l'Italia potrebbe cogliere opportunità e la transizione climatica energetica
I paesi nordafricani hanno un enorme potenziale di energie rinnovabile e in futuro la Regione potrebbe essere un polo di produzione di idrogeno verde
Un progetto su cui SNAM discute danni
L'ex capo di Islanda Marco Alverà ritiene che l'Italia abbia molteplici vantaggi per le rinnovabili grazie alla sua posizione geografica le infrastrutture esistenti
Le capacità di stoccaggio e società di ingegneria di livello mondiale come Saipem e Marie Tecnimont
Dobbiamo mettere i pannelli solari dove c'è il sole e dove c'è spazio spiega allora l'Europa non abbastanza spazio anche dove c'è il sole
Quindi dovremmo importare energie rinnovabili Italia dovrebbe anche puntare su l'altra Utility ENEL
E già possiede
Un grande impianto di pannelli solari in Sicilia il gruppo potrebbe aiutare l'Italia a diventare un attore di primo piano nell'espiazione dell'industria energetica del Nordafrica
Se l'Unione europea e l'Italia non intensificheranno loro coinvolgimento in Africa i concorrenti sono pronti a riempire il vuoto la russa Gazprom ha già manifestato interesse per il Progetto del gasdotto subsahariana no
Secondo Laura il cattivi dell'euro pian Council on Foreign Relations senza un forte impegno europeo
è probabile che i Paesi nordafricani facciamo affidamento su altri fornitori dominanti delle catene del valore dell'Energia pulita in particolare la Cina è uno scenario che sarebbe un colpo duro per l'Unione europea e per il tentativo del governo nazionalista italiano di riconquistare un ruolo di primo piano
Mediterranea
Così Silvia Shri Borrelli Susan Sontag ci fermiamo da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
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