Puntata di "Speciale Giustizia" di lunedì 27 aprile 2026 condotta da Sergio Scandura .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.
Rubrica
Dibattito
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10:02 - CAMERA
16:30 - SENATO
9:00 - Camera dei Deputati
10:00 - Senato della Repubblica
10:00 - Camera dei Deputati
11:00 - Senato della Repubblica
11:00 - Camera dei Deputati
11:00 - Parlamento
11:00 - Parlamento
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Buonasera e ben ritrovati all'ascolto della nostra rubrica di cronaca giudiziaria, un cordiale saluto da Sergio Scandura, ritorniamo ad ascoltare per pochi minuti un passaggio spot che abbiamo già utilizzato lunedì scorso per il processo Saviano, l'azione giudiziaria è uno strumento di propaganda politica, è diventato uno strumento di propaganda politica è una cosa evidente.
Se l'Unione europea ha elaborato una direttiva anti Slapp, se oggi si pone il tema della, diciamo delle querele temerarie intimidatorie e perché evidentemente c'è un abuso che processi come questo dimostrano che processi come questo dimostrano, ma che ci sia un problema anche da parte di noi operatori del diritto di cultura, da questo punto di vista io voglio ricordare che qualche settimana fa un ufficio del pubblico ministero ha chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi per un giornalista e non c'erano quei presupposti che ha richiamato il dottor Colaiocco stamattina.
Bisogna stare attenti, l'interpretazione formalistica del reato di diffamazione non è gratis, determina delle conseguenze.
Era il 16 aprile scorso a parlare in questi termini abbastanza efficace dall'avvocato Nobile l'avvocato Antonio Nobile difensore di Roberto Saviano, nel processo che abbiamo praticamente trasmesso integralmente lunedì scorso, abbiamo completato l'ascolto per diffamazione a carico di Saviano,
L'accusa era ai danni di Matteo Salvini, al tempo Ministro dell'Interno attuale vicepremier del governo Meloni, perché Saviano definì, citando fra una definizione di Gaetano Salvemini definì Salvini, ministro della Mala Vita.
E perché riproponiamo questo concetto, che abbiamo usato come spot nello Speciale giustizia di lunedì scorso, ci torniamo perché il tema adesso ritorna proprio nella vicenda evocata dall'avvocato Nobile la richiesta addirittura di il carcere.
Per detenzione per tre anni e poi, quindi, torniamo all'ascolto del processo a carico, di Piero Sansonetti.
Per diffamazione a mezzo stampa ai danni dell'ex procuratore generale attuale senatore dei 5 Stelle Roberto Scarpinato e l'ex magistrato di Palermo Guido Lo Forte sulla vicenda di un articolo incriminato sulla questione del rapporto del Ros mafia e appalti il processo si è tenuto al tribunale di Lodi che non ha ovviamente accolto la richiesta del pubblico ministero Elisa Romano di esecuzione pena a tre anni di carcere però poi ha lasciato appunto,
Una condanna a 4.000 euro di multa per Sansonetti con vincolo della continuazione e 10.000 euro per entrambi le parti civili Scarpinato e Lo Forte 50.000 euro di risarcimento sono stati invece combinati come responsabile civile alla Romeo S.r.l. Che è la società editoriale del quotidiano riformista che al tempo pubblico l'articolo incriminato di Sansonetti
E questo tornare sul processo che ha visto la condanna di Piero Sansonetti, all'odio, a differenza della soluzione di Saviano nel tribunale di Roma, nel processo appunto cosiddetto ministro della malavita, ci offre l'occasione per ricordarvi un appuntamento importante, perché il Partito radicale ha convocato il 25 aprile proprio una manifestazione a Roma contro le querele temerarie.
Che sono ritenute, ovviamente, uno strumento di pressione su giornalisti ed editori, l'iniziativa la promozione di questa manifestazione nasce proprio dopo i casi che hanno coinvolto appunto i quotidiani, l'unità riformista e il tema ovviamente attiene al rapporto tra libertà di informazione e uso della giustizia civile e penale le querele intimidatorie definite anche querele bavaglio restano un rischio concreto per il lavoro giornalistico, il diritto dei cittadini,
A essere informati è una manifestazione importante
Che dovrebbe andare anche al di là dei frontismo editoriali, di quale che sia la testata, e lo dimostrano appunto i casi di querele temerarie è, come avete anche sentito da questo frame dell'intervento dell'avvocato, nobile usati anche come vera e propria azione politica intimidatorio, tant'è che c'è un dibattito sulla,
Sul recepimento della direttiva anti Slapp durante la direttiva europea, che Meloni dice debba essere delegata soltanto ai casi transfrontalieri, in realtà andrebbe estesa a tutta la giurisdizione italiana, per un semplice motivo, perché bisogna evitare, appunto,
Anche il cosiddetto Shilling effect, come lo definiscono, diciamo in alcuni termini giuristi internazionali, in questo caso un'autocensura o un atteggiamento, appunto in virtù di timori.
Di conseguenze o minacce per vi è anche un po'troppo facili,
I processi che vi abbiamo fatto ascoltare in queste ultime settimane sia il caso Saviano, nel caso Sansonetti, ovviamente si sono tenuti in ambito penale, però attenzione perché ci sono anche poi le richieste di risarcimento in solido dirette per via civile è in sede civile. Non è che ci sia molto spazio per argomentare. Noi abbiamo avuto, diciamo la fortuna, si fa per dire di ascoltare anche una dialettica, un dibattito appunto all'interno di un di un dibattimento in sede penale, poi c'è anche la dinamica fa abbastanza pesante dell'uso della ritorsione, in molti casi in in sede, in sede civile. Insomma, il tema è
Sicuramente importante tanto quanto la manifestazione che è stata convocata per il 25 aprile, però noi stasera, appunto torniamo nel processo Sansonetti e adesso siamo arrivati proprio al fatidico 24 marzo, che attenzione non è solo la data di condanna a carico di Sansonetti, ma è l'incredibile giornata e lo sentiremo della conclusione della requisitoria.
Della rappresentante della pubblica accusa.
La dottoressa Elisa Romano, che appunto a conclusione dell'assunto accusatorio, ha chiesto tre anni e mezzo di condanna non accolta nella sentenza pronunciata dalla dottoressa Elisa Romano, che ha presieduto questo.
Procedimento al in composizione monocratica, al tribunale di Lodi ed è una richiesta che comunque ha fatto discutere, perché è una mia è una misura comunque già contraria, è avversa non solo alle sentenze della Corte costituzionale, ma anche ai dettami della CEDU, che censurano l'uso della condanna in carcere per diffamazione a mezzo stampa.
Questo processo a carico di Sansonetti nella strategia dell'avvocato difensore Simona Giannetti ha rigenerato tutte le vicende legate in un periodo, purtroppo ha scritto alla voce palazzo dei veleni del di di di Palermo.
Nel periodo appunto, in cui si sono scatenate non poche polemiche su una archiviazione del complesso fascicolo sul cosiddetto dossier mafia appalti realizzato dall'allora colonnello Mori e dall'allora capitano De Donno del Rossi, ritrova raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei carabinieri, quindi anni in cui appunto c'erano ancora Falcone Paolo Borsellino e la vicenda mafia appalti poi è stata anche una,
Trasposizione pari pari in sede politica in Commissione antimafia.
Non con poche polemiche, come per chi segue, poi, anche con una certa perizia attenzione tutto questo tipo di di cronache, quindi siamo arrivati al momento della discussione finale tra le parti nel processo che ha visto condannato, Piero Sansonetti, peraltro per la seconda volta, perché il primo processo in cui è stato condannato insieme a Damiano Aliprandi del dubbio,
Sempre su procedimento acceso, proprio da Scarpinato, il quale ha rivendicato il giorno della sentenza, diciamo la bontà chiamiamola così della sua iniziativa giudiziaria, tant'è che il 24 marzo scorso, a caldo Roberto Scarpinato, ha detto che Sansonetti è stato condannato per diffamazione per la seconda volta in primo grado a causa di accuse false e infamanti.
Nei suoi confronti relative alla gestione dell'indagine mafia, appalti e ha detto Scarpinato accusarmi di aver indebitamente archiviate insabbiato nel 92 un'indagine che in realtà non fu mai attivata il portone, ai primi mesi del 93, anche a varie decine di arresti, i capimafia imprenditori politici,
E ripetute condanne per diffamazione sono il risultato e poi ha fatto anche una scarpinata, un avviso ai naviganti, coloro che da un paio di anni si dilettano nel fare questa affermazione dentro e fuori le istituzioni ne prendano nota perché non permetto ha detto Scarpinato a nessuno di infangare il mio nome e il mio rapporto con Borsellino e il mio impegno pluridecennale contro le mafie e contro gli ignobili intrecci tra criminalità e pezzi del potere politico ed economico, questa, in sostanza la nota di Roberto Scarpinato il giorno stesso della condanna a Sansonetti.
Però, se possiamo osservare una cosa, noi quegli anni ce li ricordiamo molto bene e la vicenda del dossier mafia appalti ne abbiamo parlato per decenni dai microfoni di Radio Radicale, ricordiamo anche le rubriche del martedì sera con l'avvocato Michele Costa, figlio del del procuratore capo costa assassinato nell'agosto dell'80 e non solo con Costa con tanti attori e protagonisti di quella stagione palermitana,
E anche in quegli anni, in diverse testate e organi di stampa, ci son stati articoli molto molto più pesanti di un pezzo, come quello di Sansonetti, che si che ha affrontato col suo taglio.
La vicenda mafia, appalti sul sul dossier del Ros però le cose vanno così.
E quindi registriamo ovviamente anche il dato di cronaca di questo di questo processo che adesso ci andiamo ad ascoltare dicevamo appunto siamo il 24 marzo, quindi inizia una volta chiusa l'istruttoria dibattimentale, inizierà la discussione tra le parti.
Quindi sentiremo la requisitoria discussa perché tale è stata nella conclusione delle richieste di condanna del pubblico e della pubblico ministero Martina Parisi, poi ascolteremo l'intervento di Ettore Zanoni, avvocato per le parti offese Scarpinato, e Lo Forte, e poi una prima parte della lunga arringa difensiva dell'avvocatessa Simona Giannetti che insieme ad Alfredo Sorge ha rappresentato il collegio di difesa dell'imputato Piero Sansonetti a questo punto non resta che cedere la parola nella solennità ha diritto ad inizio udienza al presidente Elisa Romano, che ha guidato
E anche sentenziato allo stesso giorno questo processo a carico di Piero Sansonetti, buon ascolto.
Deputato.
Richieste di fiducia, avvocati, Simona cavarsela metodo.
E Alfredo sorge nel cuore di Napoli, entrambi presenti in sostituzione dell'avvocato.
E l'avvocato Michele, Acquaviva, grazie Michele, Acquaviva, avvocato, Giannetti presente, e per le parti civili è presente l'avvocato Gianni pittore per il responsabile civile, l'avvocato, quando una istituzione va be'se, non ci sono produzioni da parte vostra, il giudice dichiara chiusa l'istruttoria dibattimentale entità,
Le parti alle conclusioni.
Grazie giudice ad avviso dei pm.
In relazione a questi gravi fatti di diffamazione aggravata, i fatti sono stati ben ricostruiti.
In occasione di un'istruttoria densa e ricca, abbiamo ascoltato a lungo entrambe le persone offese la.
Da
Prodotto corposa, documentazione che quindi rende agevole la discussione odierna. Ora la doverosa promessa premessa di questo di questa discussione è che occorre definire l'oggetto del processo e, una volta definito, bisogna concentrarsi solo su questo e questo è il punto fermo che ha illuminato e tratteggiato anche l'istruttoria dibattimentale. Oggi è la guida per la discussione e ritengo debba essere la guida anche per la decisione. Quindi concentrarsi solo sull'oggetto del processo è particolarmente difficile oggi perché,
E i temi, i fatti che ci sono, sullo sfondo, sono di grande risonanza, di grande impatto sociale e ritengo che tocchino la sensibilità di tutti
Però questa non è la sede per ricostruire la verità storica di fatti, in questo caso i moventi della strage di via d'Amelio, ma che sono appunto oggetto di per gli altri processi definiti e ancora pendenti, questa è invece la sede, ma,
Plurale
Ove accertare se i tre articoli richiamati nel capo di imputazione, quindi quelli pubblicati sul Riformista l'1 agosto 2020, il 22 agosto 2020 e i 14 ottobre 2020 siano o meno lesivi della reputazione delle persone offese, quindi questo è l'unico tema di questo processo e occorre altresì chiedersi se, rispetto a questi articoli, possa operare la causa di giustificazione del diritto di critica e di cronaca di cui all'articolo 21 della Costituzione. Ora, a mio avviso, i fatti non sono coperti, invero da alcuna scriminante e sono gravemente lesivi della reputazione dei dottori. Lo Forte e Scarpinato. Si tratta di una vera e propria campagna denigratoria che inizia con l'articolo del 1 agosto 2020. È il tema
È il fil rouge degli articoli, è il bavaglio, la museruola, cioè si parte da dichiarazioni pubbliche del dottor Scarpinato, per poi iniziare a dire che in realtà Scarpinato accusa la politica di voler.
Insomma mettere a tacere i magistrati e, al contrario, a questo punto scrive Sansonetti l'unico caso in cui
C'è stata un'inchiesta mandata a monte, è proprio quella che ha riguardato il dossier Mori mafia, appalti e ancora l'idea dello zittire riemerge ancora riferita al dottor Scarpinato dicendo quando noi abbiamo chiesto perché ha archiviato lui ci ha querelati facendo riferimento al processo di Avezzano,
Anco di Avezzano ancora in questa campagna denigratoria, c'è costantemente un contrasto, da un lato, tra i dottori Falcone tra amori e il dottor Borsellino che vollero l'indagine, che avviarono l'inchiesta, che fecero di tutto per fare emergere i fatti e poi invece il contrasto è tra Lo Forte Scarpinato che cito articolo del 14 ottobre 2020 hanno mandato a monte l'indagine. Credo che per un pubblico ministero sia difficilmente pensabile,
è un'accusa più umiliante e denigratoria
Ancora si continua Borsellino, non sapeva dell'archiviazione voluta dai due e poi si insinua che Borsellino avrebbe richiesto una riunione.
Per affrontare il tema di come procedere rispetto all'indagine, diciamo avviata da Mori e poi si dice questa riunione non si tenne e poi si fa riferimento al fatto che Borsellino forse fu ucciso proprio perché questa riunione non si tenesse e quindi viene fatto un accostamento davvero pesantissimo tra i possibili moventi della strage di via d'Amelio e le persone che hanno firmato la richiesta di archiviazione quindi i magistrati dottor Lo Forte e il dottor Scarpinato quindi Scarpinato e Lo Forte secondo questi articoli sarebbero venuti meno ai loro doveri istituzionali professionali di fatto intenzionalmente non contrastando le interferenze mafiose nel tessuto economico e politico siciliano.
Avrebbero poi intenzionalmente taciuto ai colleghi, e in particolare al dottor Borsellino, gli sviluppi investigativi del dossier di Mori e poi della decisione di archiviare quindi avrebbero vanificato gli enormi sforzi sia personali che professionali, ma anche, diciamo, economici dello Stato.
E così insabbiando le indagini.
Ora ancora si dice Scarpinato avrebbe secondo questa, secondo l'articolo del 1 agosto 2020, avrebbe chiesto l'archiviazione appena pochi giorni prima della morte di Borsellino, che invece chiedeva che gli fosse assegnata e ancora Scarpinato, oltre ad archiviare avrebbe anche denunciato Sansonetti quindi, con riferimento ancora al processo di Avezzano, come anticipato in premessa alla domanda legittima del giornalista in ordine alle ragioni dell'archiviazione. Leggendo la querela e leggendo la sentenza del 1 febbraio 2023 non ancora passata ingiudicato, si capisce chiaramente che le ragioni della querela
Di Scarpinato ad Avezzano fossero altre,
E ancora Scarpinato, avrebbe messo la museruola ai giornalisti articolo del 1 agosto 2020.
Venendo all'articolo del 22 agosto 2020, riporto solo alcune delle espressioni denigratorie il titolo è già eloquente le indagini non fatte ecco perché uccisero Borsellino, ma il pm fingono di non saperlo, quindi c'è un esordio chiarissimo, illuminante, che è il seguente è diventato molto chiaro perché hanno ucciso Paolo Borsellino voleva indagare sul dossier mafia e appalti una quantità incredibile di informazioni sui rapporti tra economia mafiosa ed economia legale.
Borsellino nella riunione del 14 luglio 92 polemizzò con chi sottovalutava quei dossier.
Ancora si torna alla riunione.
Borsellino chiese che si tenne una riunione con tutti i pm di Palermo su dossier, la riunione non si tenne mai perché Borsellino fu ucciso cinque giorni dopo.
O forse fu ucciso perché non si tenesse la riunione e questa è la frase che citavo.
In premessa in cui c'è chiaramente un accostamento tra chi ha richiesto, ha formulato la richiesta di archiviazione e chi invece ha preso parte alla strage di via de dalla strage di via d'Amelio Borsellino non sapeva che i suoi colleghi quell'11 agosto avevano firmato la richiesta di archiviazione perché non glielo dissero?
Ancora cita, viene citato nell'articolo il dottor Gozo, che è stato sentito al Csm e qui viene citato in modo del tutto parziale, poi ci torno ancora, non hanno svolto le indagini Scarpinato e Lo Forte e hanno seguito la pista del falso pentito Scarantino.
Pista in realtà, che viene seguita anni dopo rispetto ai moventi e ai possibili autori della strage di via d'Amelio, quindi in questa fase ancora Scarantino, non aveva alcun ruolo, tra l'altro Scarantino, lo dirò successivamente ha reso dichiarazioni negli anni successivi, quindi si tratta anche qui di un'affermazione falsa.
Bene, venendo all'articolo del 14 ottobre 2020, c'è ancora l'idea della museruola l'idea del bavaglio, il titolo è se c'è Scarpinato il processo è segreto, non parlate del dossier Mori se noi PMS incalzano questo è il titolo.
E prosegue, si tratta di capire perché fu nascosta Borsellino la richiesta di mandare a monte, mandare a monte.
L'inchiesta del colonnello Mori promossa da Giovanni Falcone.
I dossier era una super inchiesta e Falcone e Borsellino ci tenevano moltissimo, pare che Borsellino avesse ottenuto poche settimane prima di morire la possibilità di seguire l'inchiesta.
Falso.
Ancora il 13 luglio 92 Lo Forte e Scarpinato improvvisamente firmano la richiesta di archiviazione.
Ora firmare improvvisamente una richiesta di archiviazione che, come è noto a tutti, va al visto del procuratore in questi casi è peraltro preceduta da numerose riunioni che si sono svolte invidia, quindi ritengo che l'avverbio improvvisamente sia assolutamente utilizzato in modo improprio e proprio al fine di denigrare l'operato dei magistrati che la firmarono la richiesta.
Ancora Borsellino è stato ucciso per il suo interesse per mafia e appalti.
Allora, come ho cercato di spiegare, si è trattata di una vera e propria campagna denigratoria, svilente dell'onestà della professionalità e della dignità delle persone offese.
E si tratta di una serie di
Allusioni, insinuazioni e accostamenti.
Davvero sprezzanti delle odierne persone offese che vengono sempre messe a contrasto con i dottori,
E il generale Mori contengono peraltro questi articoli una sequela di informazioni del tutto false e com'è stato possibile, diciamo, accertare la falsità di queste affermazioni.
Attraverso documenti come ad esempio, la relazione sulle modalità di svolgimento delle indagini mafia, appalti negli anni 89 e seguenti, è la relazione 118 del 98 del 5 giugno, sottoscritta dagli aggiunti dottor, Lo Forte croce e da diversi sostituti, tra cui Scarpinato prodotta dal procuratore capo Caselli alla Commissione parlamentare,
Quindi questo è un documento storico che deve fare fede.
E vi è altresì agli atti la richiesta di archiviazione incriminata,
Ancora, sono state prodotte le richieste di misure cautelari e le ordinanze applicative di misure cautelari emesse dal Gip di Palermo negli anni 90, sulla base degli sviluppi investigativi del dossier mafia, appalti, sviluppi investigativi, cui si è approdati grazie allo stralcio che si fa che fanno i dottori Lo Forte e Scarpinato.
Dal procedimento iniziale,
In cui è confluito il dossier mafia, appalti e che appunto, poi, indagine su cui si sono riversati ulteriori elementi investigativi e approdata a importanti risultati in termini di misure cautelari, ancora abbiamo altresì le dichiarazioni dei sostituti di Palermo che sono stati sentiti in Csm.
Ora, rispetto a questa relazione, 118 del 98
C'è un primo dato fondamentale che si ricava a pagina 5 I dossier fu studiato non solo dai dottori Scarpinato e Lo Forte.
Ma fu studiato anche dai dottori Giammanco, Pignatone, Sciacchitano, Morvillo Carrara, De Francisci Natoli, quindi non è vero che solo in due avrebbero avuto questo patrimonio conoscitivo e quindi avrebbero potuto insabbiare le indagini, perché era patrimonio conoscitivo quel dossier.
Della DDA tant'è che nelle riunioni periodiche che si svolgevano in DDA, così come si svolgono in tutte le procure, si discuteva sull'esito delle indagini.
Ancora a pagina 13 di questa relazione scrivono l'informativa Ross del 16 febbraio 91 quindi dossier mafia e appalti testualmente non basta per dimostrare l'intreccio mafia, appalti.
Prosieguo è a pagina 32.
Nelle telefonate di alcuni imprenditori, quindi intercettate, venivano citati alcuni politici in discorsi che non evidenziavano ancora allo stato dell'arte fatti illeciti illeciti, c'era un semplice elenco di politici e accanto ad ogni nome c'era il riferimento ad un'intercettazione.
Quindi, chiaramente si tratta di elementi risultanze investigative che, di per sé, non sono idonee ad assumere provvedimenti o cautelari, o anche solo per formulare richieste di rinvio a giudizio da qui prosegue la relazione del 98. La necessità del pool antimafia quindi non necessita dei dottori Lo Forte, Scarpinato necessità dell'intero pool di acquisire elementi di prova ulteriori questi elementi di prova sono indicati a pagina 14 della relazione, quindi acquisire elementi di prova.
Ad altri procedimenti e quindi consentire una lettura coordinata delle intercettazioni che, diciamo nell'informativa erano semplicemente il dato riscontrato di contatti e per questo proprio solo per questo fine si tenero cinque riunioni nel pool.
Venendo alla richiesta di archiviazione acquisita.
Sono 88 pagine in cui vengono esaminate le singole posizioni degli indagati e i vari temi d'indagine emersi
Tra questi tre, quella questi temi non c'è il versante della corruzione politico amministrativa che è oggetto di stralcio e autonomo.
Procedimento quindi i rapporti tra la politica e l'imprenditoria rapporti tra politica e imprenditoria, da un lato, e cosa Nostra dall'altro, non rientrano, non rientrano nell'oggetto della richiesta di archiviazione, è stato fatto lo sullo stralcio proprio nel 92, il 15 giugno 1992, quindi circa un mese prima di formulare richiesta di archiviazione.
E questo procedimento nascente è quello che avrà ad oggetto, sarà uno dei tanti che avrà ad oggetto la vicenda Syrup, peraltro ancora dalla documentazione prodotta, si vede che la delega a firma delle persone offese era ancora datata, 26 luglio 91 era ancora in evasione al momento della formulazione della richiesta di rinvio della richiesta di archiviazione quindi c'era necessità di proseguire con le indagini che in effetti sono proseguite.
E in particolare
Se.
Solo dopo il deposito della richiesta di archiviazione, quindi 16 luglio 92 i Ros depositano l'informativa, quindi questa informativa diciamo.
Più corposa e più completa sui dossier, ma che appalti viene depositata il 5 settembre 1992?
In cui da questa annotazione emergono peraltro intercettazioni con esponenti politici regionali e statali, risalenti anche peraltro, agli anni 90, quindi pregresse, quindi cosa consente alla Procura di Palermo e alle odierne persone offese di addivenire ad importanti sviluppi rispetto all'indagine mafia, appalti al dossier Mori,
Questa ulteriore annotazione del Ros depositata il 5 settembre 92, ancora il 28 ottobre 92 la procura di Catania trasmette degli atti per competenza territoriale si tratta dell'informativa Ross Caronte che viene depositata l'1 ottobre 92 e qui ci sono importantissime informazioni che,
Riguardano e sono sviluppi del dossier mafia, appalti che vengono inevitabilmente utilizzate successivamente
Quindi dire che Scarpinato e Lo Forte mandarono a monte i dossier mafia e appalti è una enorme falsità.
Altra falsità.
Scrive l'imputato che Borsellino voleva a tutti i costi l'indagine mafia, appalti insomma voleva essere titolare del procedimento, peccato che il dottor Borsellino, al momento del deposito in Procura dell'informativa, era ancora a Marsala e quindi inevitabilmente non ne poteva.
Chiedere l'assegnazione
Sul fatto che è inevitabilmente una falsità che il dottor Borsellino non sapesse della richiesta di archiviazione, evidenzio nuovamente che questo dato è.
Incontrovertibilmente falso, perché è emerso con certezza che si tenevano riunioni di riunioni periodiche, invidia che erano evidentemente occasioni di confronto e, soprattutto, di coordinamento.
Non si può parlare di decisione improvvisa.
Firmata all'oscuro dei colleghi,
Venendo alla riunione del 14 luglio del 92, è emerso chiaramente e non mi pare sia un dato contestato che il dottor Scarpinato non c'era.
C'era invece il dottor Lo Forte,
Erano era una riunione aperta a tutti i sostituti, quindi non solo alla Libia, e tra questi sono state valorizzate nell'articolo le dichiarazioni solo solo del dottor Gozo, che non era invidia e dice chiaramente quando è stato sentito al Csm di avere il ricordo senza esserne sicuro.
Che l'inchiesta era stata assegnata al dottor Pignatone dato falso, quindi questo è il ricordo del dottor Gordo.
Dice ancora il dottor gozzo di un possibile scontro avvenuto tra Borsellino e Lo Forte.
Proprio perché in questa riunione si è parlato del fatto che diciamo quel filone fosse da archiviare questo scontro, è stato smentito da tutti gli altri auditi e tutta la documentazione in atti, peraltro.
Una leggendo attentamente le dichiarazioni di Gozo, si legge che non è vero che in quella riunione Borsellino avrebbe chiesto un'apposita riunione, quindi questa informazione del fatto che Borsellino avesse richiesto una riunione per approfondire il tema mafia, appalti.
Non si ricava da nessuna parte, quindi resta l'interrogativo di quale sia la fonte a cui i giornalista diciamo avrebbe fatto riferimento.
Ancora, l'accusa è di aver seguito la falsa pista del pentito, Scarantino.
Ora Scarantino, viene arrestato nel settembre del 1992, quindi dopo la formulazione della richiesta di archiviazione e rende dichiarazioni successivamente quindi accostare l'operato delle persone offese all'aver seguito questa falsa pista è un altro dato assolutamente falso e fuorviante.
Quindi, fatta tutta questa premessa, occorre chiedersi se possa operare rispetto a queste.
Da questi articoli la scriminante del diritto di critica e di cronaca, a mio avviso,
La scriminante non può operare perché la scriminante opera, come è noto.
Quando si narrano fatti veri?
Che possono essere lesivi come tali della reputazione, ma che devono essere diffusi per un dovere e un obbligo anche di informare il lettore e il cittadino e devono essere diffusi in modo rispettoso sia delle persone di cui si tratta sia del dovere di verità.
Ora qui non abbiamo.
Nulla di vero.
Abbiamo una serie di elementi suggestivi ed insinuanti, non c'è alcuna verità accertata, le affermazioni non si fondano su elementi verificati, è una falsità enorme che l'indagine è stata chiusa, anzi mandata a monte dai dottori Scarpinato e Lo Forte.
Perché quei dossier, grazie anche al lavoro e al sacrificio dei dottori Scarpinato e Lo Forte e degli altri membri della DDA, ha avuto importantissimi sviluppi.
Quindi tanto premesso, infatti, in fatto gli delitto di diffamazione appare pienamente integrato sotto il profilo dell'elemento oggettivo del reato, neppure vi sono dubbi sulla sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, anche considerato che al momento della pubblicazione degli articoli Sansonetti, aveva già avuto modo di leggere la querela che era stata presentata da Scarpinato per il delitto di.
Diffamazione appunto rispetto al procedimento di Avezzano.
Anche le aggravanti appaiono pienamente sussistenti, in particolare l'aver attribuito un fatto determinato alle persone offese e quindi l'aver mandato a monte, l'indagine tanto voluta dal dottor Borsellino all'oscuro.
Altresì sussistente l'aggravante del mezzo stampa.
Ancora si ravvisa la aggravante di aver commesso il fatto ai danni di pubblici ufficiali e non vi è dubbio in ordine alla sussistenza tra il nesso, la sussistenza del nesso tra la funzione svolta dalle persone offese e le dichiarazioni diffamatorie che sono state pubblicate.
Le generiche non appaiono concedibili, non essendo, almeno per quanto emerso fin qui, essendo pervenuta alle persone offese alcuna richiesta di scusa alcuna.
Richiesta risarcitoria e ancora considerando che, ribadisco, questi articoli sono stati diffusi dopo la precedente querela e peraltro nel corso del presente dibattimento è intervenuta già la sentenza di condanna del 1 febbraio 2020 nel tribunale di Avezzano, anche se non ancora definitivo.
Il fatto appare davvero di eccezionale gravità e quindi proprio la gravità del fatto giustifica, a mio avviso, l'applicazione della pena detentiva e non solo della multa, e quindi io chiedo che l'imputato venga condannato alla pena finale di anni 3 e mesi, sei di reclusione.
Partendo da una pena base.
Per il delitto di cui all'articolo 595, comma uno di un anno di reclusione.
Pena aumentata per le contestate aggravanti, ivi compresa la recidiva 99 comma 4.
E fa la dichiarazione dell'articolo 63, comma 4, Codice penale, quindi pena aumentata per le aggravanti ad anni tre di reclusione.
Ritenendo più grave l'aggravante di cui all'articolo 595, comma 3.
Pena aumentata per la continuazione.
Alla pena finale di anni 3 e mesi sei di reclusione.
Grazie.
Non ripeto.
È già stato detto, mi scuso fin d'ora se ci dovessero essere delle piccole ripetizione, ma davvero cercherò di evitarle e vorrei partire da quello che di solito è la è la conclusione di un intervento della parte civile, cioè a partire da delle coordinate di diritto rispetto a quello che è il tema della diffamazione e il danno subito dalle.
E dalle odierne parti civili, per poi passare rapidi rapidamente a trattare alcuni aspetti del fatto perché lo abbiamo visto durante l'audizione delle l'esame delle persone offese e qui si pone innanzitutto un problema.
Mi verrebbe da dire interpretativo che io darei per scontato si possa superare perché gli italiani italiano e quando si dice che un dossier scompare, il dossier scompare.
Perché io capisco la difficoltà della difesa di fronte a delle affermazioni che sono assolutamente tranchant contenute in questi articoli e rispetto alle quali non ci si può girare, chi girare intorno, cioè se le si affronta e bisogna abbassare la guardia, insomma, c'è poco da da questionare perché come diceva il Pubblico ministero e l'accusa consiste nell'essere che ti viene fatta questi due,
All'epoca magistrati nell'essere venuto in meno ai propri doveri istituzionali, cioè è questa l'accusa.
Non è altro non è di aver sottovalutato la posizione di qualcuno di non aver compreso, magari perché non avevano abbastanza elementi a nella disponibilità delle di istruttori in quel momento no, non è questo non è di aver sottovalutato e di aver scientemente
Deciso di omettere un approfondimento di indagine.
Favorendo così.
La mafia cosa Nostra, e anche qui, perché scusate poi, c'è una sorta di assuefazione rispetto alle parole, stiamo parlando di due persone, piaccia o non piaccia coi loro meriti e coloro demeriti coi loro capacità e coi loro limiti, che per 35 anni della loro vita hanno lavorato per combattere cosa Nostra e hanno vissuto rinunciando a tutte le loro libertà scelta loro legittima come diceva,
Un grande magistrato come Giancarlo Caselli e nessuno pretende di essere visto avvolto nella bandiera di essere considerato un eroe della patria, si pretende però almeno di non essere sbattuti in prima pagina e di essere accusati di certe nefandezze a fronte, ripeto, dell'enorme sacrificio che si è condotto per tutta la vita.
Allora è un periodo no, no, commentiamo prese a seguire per risponderti
È un periodo in cui ho l'impressione, anzi, la convinzione, che ci sia un'assuefazione e va be'viene attaccato sui giornali, va be'viene, attaccato sui social e va be'viene insultato e va be'è la libertà di stampa e la libertà di espressione e ma c'è un limite,
Vivaddio, c'è un limite se noi vogliamo che la persona umana e i principi che la caratterizzano, i diritti che la caratterizzino rimangano validi, perché sennò devo sarà consentito tutto da oggi in poi sarà consentito tutto e allora essere venuti meno ai propri doveri, avere assunto iniziative volte a non contrastare dovutamente sodalizio mafioso ipotizzando addirittura che questo sia avvenuto per favorire per richiesta di un mondo politico e imprenditoriale quindi non solo di non averlo fatto per incapacità o per pigrizia anche volutamente ma perché no per favorire qualcuno?
E che mentre si faceva questo, un collega.
Voleva approfondire quegli aspetti, è proprio per la sua volontà di voler approfondire questi aspetti, sarebbe stato ucciso.
Io l'ho già detto, io ritengo che non sia oggetto di questo procedimento l'approfondimento dell'interesse o meno del dottor Borsellino per queste indagini, interesse che è stato peraltro confermato dallo stesso il dottor Scarpinato, ma che è scontato, ma stiamo scherzando, ma c'è un solo appartenere adesso, senza nulla togliere al dottor Borsellino uso l'appartenente alla DDA di Palermo, che può non essere interessato al rapporto tra imprenditoria, mafia e politica, ma è evidente che ci fosse un interesse, nessuno, ma il problema non è questo. Questi articoli rimangono ugualmente diffamatori, anzi forse più di fumatori. Se dimostriamo che il dottor Borsellino era interessato proprio quello approfondimento, perché mentre veniva ucciso per suo interesse dall'altra parte si nascondeva e Fiom metteva di compiere il proprio dovere. Quindi è una vera accusa, come dice la Cassazione, di deviazione di devianza, che è l'accusa, ci dice la Suprema Corte in più sentenze, ma c'è una sentenza che mi sembra sia del
E adesso ricordare i numeri del 31 gennaio 2001 a carico del del giornalista Lino Jannuzzi è l'accusa più grave che possa essere al pubblico ministero, io, peraltro ho preparato una memoria e quindi poi troverà i riferimenti compiuti sia ai documenti sia alle alla giurisprudenza che genericamente richiamerò.
E la picchia e la diffamazione non sussiste solo nel formulare un'accusa e nel nostro caso di accuse ce ne sono parecchie, ma consiste anche nel manifestare un pensiero, un errore dei fatti, con uno scritto che abbia un contenuto allusivo anche qui perché vedete questo coraggio che dimostrano questi giornalisti nel sparare accuse enormi nei confronti di determinati soggetti ma poi quando si devono difendere impostano la linea difensiva dicendo eh no, prendiamo le singole parole ma forse quella frase proprio questo non vuol dire.
Affrontiamo il contesto.
Di questi, di questi scritti, l'insieme di questi di questi tre articoli e il contenuto in genere, che hanno costi tre articoli.
E questo ce lo impone la Suprema Corte.
Quando ha chiarito che le notizie e le valutazioni esternate con espressione dubitativa interrogative, se non corrispondente al vero, possono vedere altrui reputazione quando le frasi pronunciate nel contesto della comunicazione, in quanto ambigue, allusive, coinvolgenti e suggestive, ovvero caratterizzate da interrogativi retorici, siano idonea a ingenerare nella mente dei destinatari il convincimento dell'effettiva rispondenza verità del fatto formalmente solo adombrato,
Eh, ma è per questo che Ils, il dottor Scarpinato, a un certo punto del suo esame indignato perde la pazienza dicendo ma ci hanno, ci hanno messo di fianco agli stragisti come se avesse una comunione di intenti, ma certo ma leggiamolo il gli articoli l'ha citato prima al Pubblico Ministero ma quando si dice che il dottor Borsellino chiede una riunione,
E che la riunione non si farà e non si farà perché lo uccidono e naturalmente gli altri magistrati, approfittando di questa situazione o no, quella riunione non la faranno mai per un lettore medio, che cosa si sta dicendo, ma che l'obiettivo era comune da un lato nascondere dall'altro uccidere Borsellino perché non scoprire quello che era stato nascosto in un approfondisse quelle indagini? Non prendiamoci in giro, il giornalista non voleva spingersi a tanto, ebbe però l'ha scritto,
E non è un giornalista di primo pelo, non è un giovinetto appena entrato in una redazione di giornale e Sansonetti, aveva un giornalista di lunga esperienza, è stato è Direttore, oggi di un giornale, era direttore di un giornale quando è stato querelato per il procedimento davanti al Tribunale di Avezzano adesso Corte d'Appello di Avezzano è stato direttore dell'Unità è aggirati tantissimi di giornali è stato spesso ed è spesso ospite televisivo stiamo parlando di un soggetto che sa benissimo,
Ciò di cui parla, cosa scrive e l'effetto, che quello che scrive, come viene scritto a sui sui lettori e ugualmente guardate anche qui, la combinazione continua tra fatti veri e fatti inventati che ci dice la Cassazione, è uno dei metodi più subdoli per diffamare qualcuno perché intendiamoci qual è il fatto vero se il fatto vero è che ci sia stata una riunione del 14 luglio ma lo sottoscrivo anch'io se il fatto è vero che ci sia stata una richiesta certo parziale dovremmo dire, ma di archiviazione,
E scusate se è firmata il 13 luglio, lo sottoscrivo anch'io, ma non sono questi fatti veri con cui ci dobbiamo. Ci dobbiamo confrontare, perché sennò ci concentriamo, come si dice sul dito, ci dimentichiamo completamento dell'effetto che questo iscritti hanno cioè e della Luna, e altresì ci dice la Suprema Corte, non fermatevi sulla singola frase, non fermatevi sui singoli titoli, mantenete considerazione tutto titoli, occhielli, caratteri rossi, la fotografia di Scarpinato che ricorre, mi sembra, in due scritti in due iscritti su tre e ci dice sempre la Suprema Corte, attenzione, valutate tutto sia singolarmente sia nel suo insieme, perché ci sono anche i lettori frettolosi, no che si fermano al titolo non riescono approfondire che leggono l'occhiello e a cui rimarrà impresso quel il. Il contenuto di quel titolo
E allora questi articoli, io ritengo che non meritano affatto l'esimente del diritto di critica perché, come diceva il Pubblico ministero, noi poi ci confrontiamo con il tema della verità.
Non perché ero scritto offensivo di per sé non sia già sufficientemente integrante. L'ipotesi tirato lo scritto offensivo è diffamatorie e dai commissione del reato. Poi bisognerebbe provare che ciò che c'è scritto è vero perché si invocano scriminante. Ecco, ma a fronte di tutto quello che ha detto il pubblico ministero, il diritto di critica non credo davvero possa essere concesso in un caso nel genere e, come dice la Suprema Corte, come nel caso dell'accusa rivolta ai magistrati del PM il cui comportamento venga presentato come antitetico rispetto al connotato di imparzialità. C'è solo questa questa cosa, cioè presentare al comportamento di un pubblico ministero, dice la Suprema Corte non è coperta dal diritto di critica a meno che, naturalmente, non si riesca a dimostrare che la critica si fonda su fatti veri, perché esiste certamente il diritto di critica
Nessuno lo discute, erano, discuterò, certo io, ecco, spero che non vengano richiamate sentenze europee che indicano la la la stampa come il cane da guardia del potere, questo non essere cane da guardia del potere, questo è un dobermann che azzanna chiunque gli passi a portata di tiro questa non è una critica, questa è una ricostruzione fantasiosa dei fatti.
E allora, ovunque si Trasmondi in attacchi ossessivi alla persona offesa, si mescoli artatamente fatti, non provate opinioni personalissimi piuttosto che i fatti non veri ecco, in tutti questi casi ci ricorda la Suprema Corte il diritto di critica viene meno e viene meno quando naturalmente non si basa su fatti veri anche qui.
E poi mi riportano naturalmente alla memoria, ma spesso si invoca da parte delle difese e l'idea che nel diritto di critica la verità Fia Fofi evoluta cioè sono un elemento minore di di sfondare ha importanza e che la verità invece sia presupposto del diritto di cronaca ecco anche qui non è così la
Richiama una una sentenza della della Suprema Corte, non la richiamerò adesso, ma da un punto di vista logico, prima ancora che giuridico, la critica è un ragionamento, un'argomentazione naturalmente motivato appunto di di di critica.
Di un determinato comportamento o di una frase o due o di una condotta tenuta da un soggetto e, naturalmente quella condotta ci deve essere stata perché sarà una battaglia contro i mulini a vento, sennò su s'inventano dei fatti e poi si scrivono lunghi articoli muovendo critica a cose inesistenti.
Eh.
A fronte di questi articoli.
Io credo che il danno subito dalle persone offese sia un danno enorme, sia un danno enorme che lascia dei segni.
E che io definirei davvero piuttosto indelebili.
È?
È emerso ovviamente dalle dal, dalle dichiarazioni delle persone offese che ciò che si chiede il risarcimento del danno extracorporea patrimoniale e in particolare del danno morale, ma certamente anche del danno all'immagine alla reputazione, ma.
è?
Ce lo ricordiamo e io non me lo ricordavo l'ho riletto leggendo le trascrizioni che a questa domanda, cioè alla domanda sul danno, il dottor Scarpinato non è riuscito a rispondere perché non solo si è commosso, ma quando ho cercato di introdurre un'altra domanda che lo portasse su altre terre e poi sono tornato a chiedere del danno cioè dell'effetto che provoca,
In lui leggere questi articoli è tornata alla commozione e ha dato una risposta secca di due parole e lì si è fermato.
È questo il punto che queste lesioni.
Questo dolore, che si prova e questo danno enorme alla reputazione non passa perché ormai piaccia o non piaccia per parte dei lettori, beh, sicuramente dei lettori di questo giornale, ma dell'opinione pubblica, il dottor Scarpinato e il dottor Lo Forte, sono due soggetti che si sono resi protagonisti delle condotte che ha descritto Sansonetti nei suoi articoli e sarà così per sempre.
Non si tornerà più indietro da una situazione del genere, non basterà una sentenza di condanna, non basterà neanche la pubblicazione no del famoso estratto che si chiede sempre perché qualcosa potrebbe valere sul quotidiano in cui si dice che il giornalista viene relegato nell'ultima pagina nell'ultima colonnina dei quotidiani e non viene degnato della benché minima attenzione da parte di nessun.
Di nessun lettore.
Eh.
Spesso ci si dice in questi, in questo tipo di processi, che però le parti civili sì certo rispondono a un paio di domande sul danno, ma hanno anche interesse. Sono anche portatori di un interesse e quindi, in fondo, dov'è la prova del danno, beh, qui non c'è bisogno di richiamare alla Suprema corte, ci aiuta l'istituto della presunzione che in ambito civile, naturalmente, appare forza di qualsiasi altro mezzo di prova e su questo non c'è bisogno di soffermarsi. L'osservatorio sulla giustizia civile, istituito presso il Tribunale di Milano, ha molto a lungo lavorato per elaborare una tabella che riuscisse a dare delle indicazioni di delle quantificazione del risarcimento
Del danno,
Eh eh che a che cosa si fa riferimento B si fa riferimento alla gravità delle accuse che vengono mosse alla gravità del reato nel momento in cui ci si trovi appunto innanzi al reato, come nel nostro caso, e quindi all'intensità del dolo, al grado della colpa e alla personalità del fe dell'offeso, all'incidenza dell'accusa stessa alla personalità dell'offeso naturalmente e al ruolo che rivestiva nel momento in cui sono stati pubblicati gli articoli il dottor Scarpinato era niente meno che il procuratore generale a Palermo.
E il dottor Lo Forte era già in pensione, ma anche all'epoca dei fatti cui si riferiscono I gli articoli e quindi
Sostituti procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Palermo è che non mi si dica poi che però queste richieste sono richieste punitive, sono richieste eccessive. Noi mo molto spesso le persone offese e le parti civili da questi reati non non non hanno conseguenze positive, neanche sotto il profilo risarcitorio. Noi siamo stati costretti, in questo processo, a citare la responsabile civile, questo sia ben chiaro, perché ad Avezzano nulla, è stato dato alle parti civili da parte di Sansonetti e dell'altro imputato. Non è mai stata fatta una telefonata prima di pubblicare questi articoli per chiedere quale fosse la posizione su questi fatti dei dottori. Lo Forte e Scarpinato
E allora c'è davvero bisogno di chiedersi, a fronte di questi lenzuoli, quale possa essere la reazione che si prova nell'animo umano e che possono provare nell'animo umano due persone come le odierne parti civili, salvo poi eh scusate un pochino avere l'ardire di chiedere perché non abbiano richiesto una rettifica, ma è davvero questo il livello del del confronto? Una rettifica nel 2020, dopo che erano stati pubblicati otto articoli nel 2018, una rettifica dove non è mai arrivata una scusa. Do, anche dopo la condanna, seppur di primo grado, una rettifica. Dopo aver letto tutto ciò che era stato scritto nella querela, noi le querele presentate per il caso di Avezzano e li abbiamo prodotto semplicemente perché avessero un peso sotto il profilo dell'elemento soggettivo
L'imputato Sansonetti quando scrive che questi articoli le alette sa tutto di queste vicende.
Si potrebbe benissimo dire, sa tutto e non è d'accordo, e allora nel 2020 smonterà pezzo per pezzo tutte le argomentazioni portate in quelle querele, nemmeno una parola, se non dire, mi hanno querelato semplicemente perché ho fatto una domanda oppure non è stato consentito a Radio Radicale registrare,
E il dibattimento, perché se c'è Scarpinato tutto deve essere segreto, salvo poi scoprire che il dibattimento è stato ampiamente e completamente registrato,
Perché non si chiede una rettifica, ebbene, non si chiedono la rettifica perché la rettifica è efficace nel momento in cui si deve intervenire su un dato sbagliato, su un'affermazione, su una singola accusa.
Non su una ricostruzione di anni.
Non si chiede la rettifica perché molto spesso le rettifiche hanno degli effetti amplificatori, perché la rettifica offre il destro al giornalista di rispondere e iniziare una lunghissima polemica con le persone offese queste sono le ragioni per cui non si chiede la rettifica non per disinteresse, non perché si voglia arrivare a tutti i costi a un dibattimento,
Il problema giudice, è un problema molto serio, perché se noi ci confrontiamo con un diritto e vivaddio costituzionalmente garantito, come la libertà di espressione è un problema molto serio, con Sansonetti non si riesce ad avere un dialogo, noi scriviamo delle cose e le persone offese scrivono delle cose nelle querele e non c'è replica sul contenuto non c'è un dialogo e non lo si può fermare perché se si prova e quando si è trovato,
In tempi risalenti a chiedere il sequestro dell'articolo, il sequestro della testata forse anche giustamente non lo so, si gridava allo scandalo della lesione alla libertà di stampa,
Si ottiene una condanna ad Avezzano con tempi lunghissimi, con un reato che ora è evidentemente ormai in via di prescrizione, era un articolo del 2018 sotto il profilo civilistico si dichiara nullatenente e continua e continua, non è solo questo, non ci sono solo queste pendenze, ci sono altri processi e le persone offese altro che dire sono dotate di forza mi querelano il bastone della querela non solo non ottengono niente ma non riescono a ottenere la verità.
E questo è un problema, è un problema enorme per la reputazione di queste due persone che hanno un unico strumento, rivolgersi a un giudice e chiedere giustizia è l'unica cosa che possono fare, checché ne scriva e che che voglia significare coi suoi articoli Sansonetti han fatto solo questo ha presentato delle querele si sono presentati,
Hanno risposto alle domande e sono andati cosa devono fare, che qual è l'altro, strumento che hai dato a delle persone offese di difendersi la rettifica è perché davvero a tutto a tutto c'è un limite.
E a fronte di questa querela quella di Avezzano e, nonostante un decreto di rinvio a giudizio che era stato emesso il 20 febbraio 2020, incurante, ripeto, di tutto Sansonetti ripropone le stesse identiche le stesse identiche tesi.
E io credo che sia assolutamente necessario, per non ampliare inutilmente il perimetro di questa discussione, attenersi a ciò di cui si sono lamentate le persone offese perché hanno reso procedibile il reato in relazione a quelle offese quindi a ciò di cui si sono lamentate in querela le persone offese che è stato ben recepito nel capo di imputazione. Certamente nel capo di imputazione si fa riferimento agli articoli integralmente qui integralmente richiamati, ma per quello che dicevo prima, cioè per l'importanza che ha il contesto per la Suprema Corte, non certo perché ogni virgola ogni parola debba risultare diffamatoria e nell'offensività degli articoli, devo dire, ci ha aiutato moltissimo la difesa perché se vi ricordate la conclusione dell'esame sia del dottor, Lo Forte sia del dottor Scarpinato son state una serie di letture di parte degli articoli in cui veniva chiesto e qui dov'è che si è sentito diffamato e qui dov'è che si è sentito offeso e l'hanno spiegato ampiamente. Quindi io non voglio ritornare sul contenuto degli articoli, l'ho fatto in memoria perché credo che ci sia un equivoco ripeto, di fondo in cui si cerca di interpretare delle frasi che secondo me sono assolutamente assolutamente chiare nella nostra lingua ma si cerca di interpretarla in maniera diversa, però, laddove si legge che le indagini, le indagini non fatte, questo è parte di un titolo
Piuttosto che ecco perché uccisero Borsellino, ma i pm fingono di non saperlo.
Io mi dico, ma di
In che termini mi posso confrontare su delle frasi che sono così chiare ecco le indagini non fatte, lo dico subito e lo ripeterò dopo non mi si può venire a dire come sicuramente fra difesa legittimamente ci mancherebbe altro ah, ma le indagini fatte a settembre del 92 non contano perché la richiesta era del luglio del 92 ah ma le indagini fatte a maggio del 93 non contano.
Ah, ma tutto quello che viene narrato e ripercorso nella relazione, prima citata dal Pubblico ministero non conta perché noi ci dobbiamo fermare al 13 luglio 1992 questa cosa sarebbe possibile se l'articolo fosse stato pubblicato il 14 luglio 1992 e allora certamente noi ci dovremmo fermare lì e ma son passati trent'anni più di 30 anni e noi dobbiamo confrontarci con quello che è stato se si dice che le indagini non sono state fatte e il dossier è stato dimenticato e poi si scopre che non è così, perché son state fatte indagini successivamente significa che la frase il dossier è stato dimenticato è falsa
Io lo capisco, la difficoltà della difesa, se ci confrontiamo con tutto ciò che è stato fatto, non ce la faremo a superare questa la diffamatoria Italo festività e la falsità di questa frase.
Ma noi ci dobbiamo confrontare con tutto quello che conosciamo e che conosce benissimo il dottor Sansonetti, il quale.
Come veniva ricordato viene detto perché qui anche qui si è cercato di contestare al dottor Scarpinato, che non fosse riferito a lui viene detto in un articolo a lui riferito che dopo la morte di Borsellino il dossier fu rapidamente archiviato, fu seguita la pista di un pentito depistatore il quale inizia a parlare a luglio del 1994,
Non poco dopo un pochino, dopo Scarantino, si inizia a collaborare nel luglio del 1994.
E forse è proprio per spiegare le mancate indagini su due, se Mori è stato imbastito il processo sulla trattativa stato mafia, si diceva.
Ma cosa c'entrano queste due vicende, per esempio col dottor Scarpinato e il dottor Scarpinato, era procuratore generale, ma questo si omette di dirlo quando fu chiesta la revisione del borsellino, delle idee, dei processi sulla strage di via d'Amelio e il dottor Scarpinato era procuratore generale a Palermo quando pendeva la l'appello nel proprio nel nel processo relativo alla trattativa stato mafia.
Non sono battute buttate lì, per caso non ci si riferisce ad altri.
E come si legge sempre negli articoli, mi pare in un paio di articoli 14 agosto, mafia, appalti archiviata e non se ne parlerà più c'è qualcuno che può stare tranquillo, ora, ripeto, non voglio tornare sugli articoli, gli articoli sono lì da leggere e non si può davvero fare l'esegesi frase per frase perché mi sembrerebbe anche una perdita di tempo vorrei dire però un paio di tornare un attimo su alcuni punti già affrontati dal pubblico ministero e poi mi avvio alla conclusione.
In relazione alla verità dei fatti, perché?
Vede, giudice, son stati prodotti tantissimi, i documenti e noi abbiamo cercato, devo dire di seguire l'indicazione del giudice documenti massimamente pertinenti e in cui venisse indicato con precisione quali erano le parti e gli aspetti di interesse, e per questo li abbiamo evidenziati.
Dopodiché ci troviamo a confrontarci con migliaia di pagine legittimamente prodotta dalla difesa, secondo me rimango dell'idea piuttosto inconferenti.
E con cui noi non possiamo confrontarci con tutto, però però questi fatti sono fatti complessi e i documenti che vengono prodotti sono documenti complessi e bisogna stare molto attenti quando gli si maneggia, perché è un attimo che poi a verbale rimangano delle vere clamorose falsità faccio un esempio,
Io credo, lo so, che è stato fatto nella massima buonafede da parte della della difesa.
Ma quando e poi perde le staffe si dice al dottor Scarpinato che il dottor Ingroia avrebbe riferito del dottor Borsellino, che al termine riunione avrebbe detto voi due, non me, l'ha contatto è giusta su dossier mafia, appalti, riferito al dottor, Lo Forte al dottor Scarpinato il dottor Scarpinato perde le staffe.
È perché ha ragione il dottor Scarpinato, perché una cosa del genere non è mai mai stata detta da nessuno rivolta al dottor Scarpinato.
I due soggetti a cui si sarebbe riferito con quella battuta il dottor Borsellino erano il dottor, Lo Forte nel dottor Pignatone è un dato rilevante, non è rilevante, beh, dopo 35 anni passati a fare questo mestiere come l'ha fatto il dottor Scarpinato, evidentemente sì, perché vi ricordate la reazione stizzita,
Però questa cosa non è mai stata detta da nessuno.
Esattamente come salvo errori e i.
Sarò smentito Leonardo, Messina, che pur parla della Calcestruzzi, pur parla di Riina non parla di cuscini.
E però, se al teste gli si fanno il 18 domande di fila incalzando su un presupposto sbagliato, il testo alla fine riconosce quel presupposto sbagliato, come è vero.
E allora?
Il dottore scompare, archiviato per sempre, nessuno se ne occupa più.
E il pubblico ministero c'ha dimostrato come si tratti di un'enorme menzogna.
Anticipo la difesa e lo dicevo prima, non si dice negli articoli e non se ne parla più fino a fine luglio, affermazione, forse vera non se ne parla, più, significa non se ne parla, più, non ama, dopo hanno fatto altre cose, quel, ma dopo hanno fatto altre cose al al lettore andava detto e non è stato detto, perché anche qui ricordiamoci sempre a quello che ci dice la Suprema Corte sull'atteggiamento che deve avere il giornalista, il giornalista non ha il diritto di scrivere ciò che vuole. Mi spiace, il giornalista ha il diritto di esprimere le opinioni che vuole su fatti che devono essere narrati nella loro completezza. Non ha il diritto di citare il dottor Gozo e di fregarsene di tutto ciò che è stato detto dagli altri componenti. La Procura davanti al Consiglio superiore della magistratura non è un suo diritto, perché così facendo inganna il lettore e la diffamazione sta proprio in questo il giornalista può avere le opinioni che vuole, ma ecco l'organo di trasmissione delle sue opinioni, che poi influenza l'opinione che si faranno i lettori su un dato fatto, ed è per questo che deve stare attentissimo e dovrebbe valutare e anticamente e adesso un po'meno, purtroppo la giurisprudenza pretendeva che ci fosse la telefonata alla persona interessata all'articolo, quantomeno per dare voce alla sua difesa, quantomeno per sentire cosa ne pensasse, cosa che ormai è stata completamente completamente dimenticata
E allora?
Io non citerò tutta la relazione, ci mancherebbe altro, il giudice la conosce, vorrei segnalare un passaggio che mi sembra interessante perché proprio in vista della richiesta di archiviazione, come è stato detto, furono disposte una serie di stralci, ecco, io vorrei evidenziare che c'è uno stralcio che il nostro documento 12 ma ripeto è tutto richiamato nella memoria in cui si legge che nei confronti delle persone indagate per il reato di cui all'articolo 416 bis sono scaduti i termini delle indagini preliminari.
E questo è il motivo per cui archiviano, cioè non c'è hai capito il cui questa mi fa piacere che che sorrida un avvocato che stimo per essere molto garantista, forse si pensa che le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia potessero essere usate anche dopo la scadenza dei termini non è così, peraltro, peraltro, ricordiamocelo, perché alcuni di noi non l'hanno vissuto e io, per esempio, non l'ho vissuto, però ho sentito spesso questi magistrati parlarne con l'arrivo del nuovo codice, soprattutto su questi termini erano molto più rispettosi di quanto avvenga oggi. Erano rigorosissimi perché era una novità
Scaduti i termini e per questo chiedono l'archiviazione archiviazione da cui una pura ciò ha spiegato il dottor Scarpinato dicendo, ma sembra l'archiviazione e tombale se si può riaprire, tanto che hanno riaperto per tre di quei soggetti, tra cui Buscemi Antonino, che tanto ossessiona Sansonetti,
Era stato fatto lo stralcio si Irap e lo sappiamo, ecco stralcia, Syrup, che viene da una delega perché viene stralciata la posizione dell'indagine Syrup, ma la delega è del 26 luglio 1991. Questi sono i tempi di queste indagini. Sapete perché lo dico perché mi sembra incredibile che succede un fatto. Secondo me è determinante che venisse illustrato al lettore il lettore cambierebbe completamente idea. Il 13 luglio 1992, da un lato firmano la richiesta di archiviazione dall'altro è l'ultimo documento che ha prodotto il dottor Scarpinato. 13 luglio sollecita la polizia giudiziaria perché dia evasione a una richiesta di più di un anno e mezzo prima con cui si chiedeva di conoscere tutto il patrimonio di Buscemi, Antonino così da poter chiedere una misura di prevenzione, misure di prevenzione che chiede e ottiene il 27 ottobre 1992, cioè tre mesi dopo
E si dice e lo si è sentita la difesa mentre si faceva Edman ebbe ma queste tre mesi dopo, ma i tempi di questi processi e di queste indagini sono tempi per cui una delega data nel luglio del 91 il rosso riesce a A
A portarla a compimento.
Il 2 7 mi sembra che sia il 2 o comunque a settembre del 1992, questi sono i tempi, allora non possono piacere questi tempi quando fa comodo e dire che no, non e sempre per continuare.
Rispetto ai tempi, il 17 maggio 1993 viene chiesto l'arresto e poi la misura cautelare, e poi verranno mandati tutti a giudizio
Riina più 24, in cui c'è Buscemi Antonino cioè se noi dicessimo al lettore guarda, hanno chiesto l'archiviazione in quell'archiviazione, c'era Buscemi Antonino che insomma aveva delle cointeressenze nella nella Calcestruzzi e gli hanno sequestrato tutto tutto a ottobre, cioè tre mesi dopo, e neanche un anno dopo l'hanno arrestato il lettore cosa penserebbe di Lo Forte e Scarpinato?
Che sono venuti meno ai loro doveri, lo penserebbe, non lo penserebbe, ne sono certo ed è per questo ed è solo per questo che questo fatto, che pure è ben noto al direttore Sansonetti, non è stato mai indicato nel non è mai stato indicato nel forte iscritti.
Basterebbe questo giudice per ritenere diffamatorio, però, come le rubo ancora proprio due minuti sulla questione del dottor Gozo e perché?
C'è un dato che è dolorosissimo per queste parti civili, cioè l'idea non ripeto, come dicevo prima, tanto da aver sbagliato di averlo fatto dolosamente ed è sicuramente un'accusa infamante, ma di averlo fatto alle spalle di un collega che è stato ucciso allora qui, secondo me ogni tanto queste parole diciamo con una certa leggerezza bisogna provare a mettersi nei panni cioè se a me dicessero rispetto a un collega di studio.
Che io manovrato nell'ombra, mentre lui cercava di risolvere una situazione che per quello lui è stato ucciso, ma io non credo che uscire di casa cioè non so come dire un credito, uscire di casa, ecco allora ovviamente perché è importante questo tema è importante perché perché è falso e perché tre uno scalpore enorme in chi legge questi articoli,
Perché non è la solita polemica rispetto a un magistrato che ha fatto bene, ha fatto male, forse ho fatto male, forse aveva favorito qualcuno, ma lo ha fatto in questo in questo contesto e nella nelle querele del 2018, nel luglio del 2018 avevamo scritto ampiamente perché fosse una questione una un dato completamente falso.
Ma questo lasciamo stare le cure che son state presentate per quel che valgono solo sotto il profilo dell'elemento soggettivo, ma ce l'ha spiegato il, il dottor, Lo Forte e il dottor Lo Forte dice che prima del 14, al di là del 14 luglio che lui ne ha parlato che è lunghissimo che ha affrontato tutto e sarebbe veramente paradossale che avesse parlato di tutta l'inchiesta mafia, appalti e non avesse detto che da due mesi stavano lavorando su un'archiviazione peraltro parziale.
Al di là del paradosso, ha detto chiaramente abbiamo fatto altre riunioni, in quella riunione si parlava di tutto, si è sicuramente parlato anche di mafia, appalti, e quindi è evidente che nelle riunioni più prossime, al deposito dell'archiviazione, anche di quello si è parlato,
Ma Gozzano 11 ha fatto il contrario.
Cioè nella deposizione, Igor perché anche qui?
Anche qui vedete
Diceva
Purtroppo, una una persona è passata alla storia, come è purtroppo o per fortuna come criminale, ma ripetere 10 100 1.000 volte.
Una bugia, quella bugia diventa verità se noi ci diciamo che le audizioni davanti al Csm sono state fatte per approfondire la riunione del 14 luglio, noi partiamo da un presupposto falso, ma non falso falsissimo, perché tutta la Procura viene sentita dal Csm. Perché c'è quella lettera che abbiamo depositato scritta da Scarpinato e sottoscritta da otto sostituti, in cui primo danno le dimissioni dalla DDA se non cambierà sostanzialmente il timoniere di di quella struttura e quindi verrà una persona più credibili agli occhi dell'opinione pubblica e B per la sicurezza dei magistrati che non è stata garantita. Questo è il tema delle audizioni del CSM, questo eh sì apro per questo o quel fascicolo, poi, nel parlare dei rapporti tra Giammanco e Borsellino tra Giammanco e il dottor Falcone tra Giammanco e la gestione della Procura, si parla qualcuno parla, non so chi sia stato il primo anche della riunione del 14 luglio che è una delle più tantissime cose che interessano al Consiglio superiore alla magistratura. Ma io dico, ma vi facciamo un esercizio, andiamo a contare le pagine delle centinaia di pagine che abbiamo agli atti, contiamo le pagine dedicate alla riunione del 14 luglio e le pagine dedicate alla sicurezza dei magistrati piuttosto che i rapporti tra il dottor Borsellino Giammanco,
Si parla anche di quello e allora non mi si venga a dire e ma però quando ne parlano poi non hanno detto che il dottor, Lo Forte nel parla, a affrontare quel tema, ha anche detto che aveva chiesto l'archiviazione ma perché non è il tema quello si parlava di tre, tre grossi inchieste tiene alla cattura dei latitanti il libro mastro e mafia appalti che erano finite con grandi polemiche sui sui quotidiani e per questo, come ci hanno spiegato il dottor Giammanco, vuole fare chiarezza, vuole fare chiarezza prodromo suo vuole fare chiarezza per aiutare i giovani magistrati, non mi interessa
Ma questo è l'oggetto di quelle di quelle audizioni.
E allora, Sansonetti, lo abbiamo sentito, afferma che da queste audizioni emergerebbe che durante la riunione del 14 luglio fosse stata tenuta nascosta.
E al dottor Borsellino la richiesta di archiviazione.
E però, se stiamo anche solo a i verbali del Consiglio superiore della magistratura, non a quello che è avvenuto dopo le dichiarazioni fatte in dibattimento e dall'offerta Scarpinato, lasciamoli perdere, fermiamoci su quello.
Noi non abbiamo nessuno, nessuno che dica, non si è parlato di questa cosa, nessuno e allora il giornalista dovrebbe andarci un pochino cauto.
Su questo aspetto, però, che cosa abbiamo, abbiamo il dottor, Lo Forte che, come dicevo prima, chiarisce di aver affrontato tutto tutto quello che era stata questa inchiesta.
E soprattutto.
Aggiunge di essersi concentrato sulla conduzione del processo e sulle conclusioni a cui si è ritenuto di poter arrivare, eravamo tutti d'accordo senza nessun dissenso.
Si dice, va be'mente saggiamente, cioè rendiamoci conto il dottor Forte lista, già mentendo, che erano tutti d'accordo, che ne hanno parlato ampiamente, che ne senza nessun dissenso si era arrivato a quelle conclusioni, sa già mentendo perché pensa che dopo 30 anni qualcuno gli verrà rinfacciare che forse non è stato abbastanza chiaro in quella riunione va bene, ma io prendo anche in considerazione questa ipotesi e allora, se sta già mettendo, però mi si deve spiegare perché il dottor, Lo Forte supplica ma è quasi imbarazzante supplica al Consiglio superiore di poter produrre,
La richiesta di archiviazione, ma ci rendiamo conto che ci troviamo di fronte a un matto se fosse vero tutto quello che ci ha detto Sansonetti, noi ci troveremmo di fronte a una persona che agisce, non secondo logica, ma del tutto irrazionalmente, perché quella che è la richiesta di archiviazione che deve essere tenuta nascosta a tutti al dottor Borsellino ma deve essere tenuta nascosta anche ai colleghi il dottor Lo Forte chiede che venga acquisita,
Chiedo di essere autorizzata a produrre una richiesta d'archiviazione parziale Logic lo spiega già già parziale, ma lui già qui e sa che poi qualcuno gli contestai quindi già subito dice parziale, riguardante una parte di questo procedimento. La risposta del consigliere è incredibile perché dice sì, ma guarda che non devi produrre niente, non ti devi giustificare il dottor, Lo Forte dice sì, ma queste cose sono sui giornali e noi non possiamo parlare, non possiamo rilasciare interviste a chi la dose non la do a voi. Questa è la pietra dello scandalo, questa è la cosa che doveva fare nascosta e il dottor Lo Forte, lo dà al massimo organo di governo autonomo della magistratura, come abbiamo detto in quel molto in queste settimane
C'è questa singolarità, c'è un'altra singolarità il dottor Pignatone, perché il dottor Pignatone dice Roberto Scarpinato e Guido Lo Forte sempre al Csm e poi trova tutto citato, hanno scritto e depositato la richiesta di archiviazione e di tutte le altre posizioni che non erano state ritenute meritevoli di ordinanza di custodia cautelare 10 giorni fa o 15 giorni fa.
È incredibile come l'ha saputo, il dottor Pignatone e a quella riunione non è stata detta, allora dobbiamo dire che anche il dottor Pignatone fa parte di questo accordo.
La relazione ci dice sempre Pignatone, l'ha fatta il dottor, Lo Forte dopo che avevano depositato l'archiviazione lo sta dicendo al Csm, cioè continuano a parlare di questa archiviazione al Csm dei matti Cesame può non sapere nulla di questa archiviazione, scusate, non l'hanno detto il 14 luglio, è un segreto che si tengano Scarpinato e Lo Forte e naturalmente Giammanco che era controfirmata ma ne vanno a parlare al Consiglio superiore della magistratura ne vanno a parlare al Consiglio della magistratura e tutto questo verrebbe fatto.
Davanti a due personaggi che vanno conosciuti, che sono il dottor Morvillo, cognato del dottor Falcone e del dottor De Francisci, cioè forse il più grande più stretto collaboratore rispetto a tutti quelli presenti in quelle riunioni del dottor Falcone del dottor Borsellino, per aver lavorato insieme al loro ufficio istruzione se considerato severissimo una delle posizioni più radicali della procura e davanti a loro verrebbe consumato tutto questo.
Va bene, ma andiamo avanti perché perché di dati su questa cosa di Gozo, su cui si richiama tantissimo ce ne sono altri e al punto Gozo l'abbiamo detto era, lo lo dice, era arrivato il 2 giugno in Procura non fa parte della DDA, è ignaro quindi delle indagini in corso da parte della DDA. Ci son state due eventi che considerare sconvolgenti per chiunque quando viene sentito l'ultimo dei quali il 19 luglio, quindi 10 giorni prima che venga sentito e commettono una serie di errori. Io non dico che il dottor dog non abbia percepito così quella riunione. L'avrà percepita così però pronti via. Dice che la relazione l'ha fatta a Pignatone e quando gli ritornano su questo argomento e gli dicono ma chi era il relatore per questa indagine e lui torna a dire il collega Pignatone titolare del processo insieme a Scarpinato, cioè, ovviamente sta facendo sta facendo confusione e poi aggiunge un, se non ricordo male e va be'il dottor Gozzi, ossia disse Borsellino chiese che fosse rinviata perché al momento aveva problemi la discussione su questo processo. Ora questo aspetto per 30 35 colleghi so stato sentiti, non emerge da parte di assolutamente di nessuno, però a Gozo conclude in una maniera che secondo me è significativa o affermando che probabilmente su questa storia potete chiedere anche qualcosa di più interessante e su questo famoso rapporto dei Ros su mafia e appalti anche a mia moglie, Antonella, Consiglio, perché mia moglie ha avuto modo di consultare queste carte, la moglie lo aveva già studiato quando si trovava a Termini Imerese, viene sentita il giorno dopo la dottoressa Consiglio. Andiamo a vedere, ma voglio dire, ma se un giornalista e sei un giornalista esperienza ti dice guarda e dice un paio di occasioni, se ho capito bene, se ho capito bene, discutevano di questo, poi ti dice comunque, se chiedete a mia moglie troverete la soluzione senta, la dottoressa consiglio, al quale non dice assolutamente nulla di rilevante, cioè dice
Eravamo un po'spettatori, l'unico che sapeva di cosa stessero parlando era il dottor Borsellino, che ha fatto una richiesta che poteva interessare ai colleghi. Non dice nulla di quello che ci dice il dottor gozzo. Naturalmente non vengono citate le altre dichiarazioni che azzurro abbiamo prodotto del dottor De Luca che giura arriva, giurarono consiglieri, dice no, quando non giurare, siamo al Consiglio superiore della congiura giuro che è stata serenissimo e va be'si, saranno sbagliati, avranno tutti percepito delle cose diverse. Il dottor Patronaggio è lì da leggere, parla di un intervento del dottor Borsellino del sul tema, ma del tutto generico, in cui chiedeva una chiarezza di ordine generale, perché era noto, dice, Patronaggio a tutti, che i carabinieri non fossero soddisfatti dell'esito delle indagini perché speravano in soluzioni e i risultati più ampie. Non risulta da alcuna DS che il dottor, Lo Forte tacco della richiesta di archiviazione
E però anche qui gli ultimi due argomenti che sono di logica, ma scusate la richiesta di fare chiarezza da parte del dottor Giammanco scaturiva dalle polemiche alimentate sulla stampa. L'abbiamo detto prima. Dunque, è evidente che il tema dell'intervento del dottor Lo Forte quale fosse e fosse proprio quello di spiegare, non perché avevano arrestato il 7 che avevano arrestato fino a quel momento, ma perché nei confronti degli altri non avessero fatto nulla, cioè il tema, è questo quindi pensare che il dottor, Lo Forte, si sia concentrato su Siino, che era in carcere in quel momento, mentre le polemiche erano perché, dopo i 5 e i 2 gennaio, non arrestate più. Nessuno sarebbe semplicemente una follia, ma soprattutto
Si può tenere nascosta una richiesta di archiviazione su un'inchiesta che è un po'nascosta.
Cioè che è un po'poco all'ordine del giorno, no di questa inchiesta si polemizza sui giornali, questa inchiesta la conosce certamente il dottor Borsellino perché ha ricevuto, come altri procuratori e ma anche lui, l'ha ricevuta la, il rapporto quando era ancora procuratore a Marsala.
Di questa inchiesta sono stati nelle prime indagini, sono stati coinvolti tutti i facenti parte del pool, tutti quindi queste leggi dell'esistenza di questa inchiesta sanno tutti, ma come si fa a tenere nascosto, cioè da parliamoci chiaro perché il lettore secondo a una domanda del genere se la fa ma quindi che Koch qui Prodi cioè Cook cosa serve tenere nascosto il 14 luglio questa richiesta di archiviazione?
Al dottor Borsellino, se non perché forse si sa che verrà ucciso da lì a poco, perché guardate che è questa la domanda che si pone, il il, il giornalista, questo è quello di cui stiamo parlando.
E c'è un ultimo, però, argomento di logica.
Perché chi è che dice questa riunione mettendo all'ordine del giorno mafia, appalti, tra le, tra le altre cose, il dottor Giammanco, cioè colui che sarebbe per forza in combutta con Lo Forte Scarpinato, per tenerla nascosta, ma è un argomento di totalmente di logica e un ancora una domanda ma poniamo,
Che veramente ci fosse questa l'intenzione di tenere nascosta, ma mi si può dire per ottenere quale effetto, cioè noi abbiamo letto da tutte le carte che ci ha prodotto la difesa, benché non attengano assolutamente al nostro processo che per la gestione di un collaboratore importantissimo come Mutola c'era stato uno scontro tra il dottor Borsellino al dottor Giammanco il dottor Giammarco attendeva andare per la sua strada.
Disinteressandosi del dottor Borsellino e della richiesta che aveva fatto il collaboratore di parlare con il dottor Borsellino, quindi è una roba enorme che cosa avrebbe potuto fare il dottor Borsellino se fosse venuto a sapere che un'inchiesta che era ancora in corso e in che sarebbe stata evasa quella delega semplicemente a settembre che cosa avrebbe potuto fare se avesse saputo che ci era stata presentata una richiesta di archiviazione parziale?
Non era titolare, non era un titolare, gli altri colleghi non avrebbero potuto fare assolutamente nulla.
Ma naturalmente questa cosa, il lettore, non la sa.
E allora?
Ah, scusate per richiamarlo sempre per questioni di logica, uno dei due firmatari che è in combutta naturalmente col dottor, Lo Forte, il dottor Giammanco, perché il dottor Borsellino non sappia niente perché è in combutta col dottor Giammanco è il primo firmatario della lettera con cui si chiedeva Giammanco di lasciare la Procura,
Ma dirla al netto, diciamo io dico solo, ma non schieriamo, ci diciamo tutto questo al lettore, dopodiché possiamo anche allargare a dismisura l'orizzonte, introdurre altri temi con un'infinità di documenti che secondo me è finalizzato esclusivamente a creare confusione e a distogliere la nostra attenzione da queste banalissime osservazioni che mettono secondo me è il il il l'imputato irrimediabilmente in una situazione di colpevolezza.
E che però non giustificano, appunto, anche introducendo altri temi, nulla giustifica la condotta che è stata la condotta che è stata tenuta e allora lo dicevo prima, c'è una un'assuefazione generale a delle parole che sembrano scivolare via, ecco, io credo che queste parole non scivolino negli anni di queste persone e li abbiamo e le abbiamo sentite e soprattutto non scivola alla macchia e ricordo indelebile che tutti i lettori che hanno letto questi,
Tre articoli si sono formati, non scivoleranno via il dottor, Lo Forte, il dottor Scarpinato rimarranno irrimediabilmente coloro che hanno tenuto tutte le condotte.
E che che son state loro attribuiti dal dal dall'imputato io ho concluso giudice, chiedo naturalmente la condanna come per legge e che sia condannati in solido il.
L'imputato è il responsabile civile al risarcimento dei danni che ho quantificato in 100.000 euro o nella diversa valutazione che vorrà.
Che riterrà idonea a questo questo giudice, chiediamo che siano immediatamente esecutive per il tempo che è trascorso per la gravità delle accuse e.
E considerata anche la reiterazione delle condotte, in ogni caso nei qualora il Giudice ritenesse il tribunale ritenesse di non poter quantificare compiutamente il danno, chiediamo naturalmente una provvisionale, nonché la condanna degli imputati al pagamento della riparazione pecuniaria di cui all'articolo 12 della legge sulla stampa chiediamo la pubblicazione per quel poco che potrà servire per estratto di un'eventuale sentenza di condanna sul,
Quotidiano, il Riformista sul Corriere della Sera e infine di condannare l'imputato, è responsabile civile alle spese di costituzione di parte civile, il deposito, le deposito, le conclusioni scritte e la memoria di chi.
Dunque anche io anticipo che o comunque una memoria che le consegnerò giudice, mi permetto di rispondere prima di tutto al Pubblico Ministero e alla parte civile, considerato appunto che e poi passerò ai miei argomenti che comunque.
Ritengo siano nell'ordine più.
Razionale, come come, come linea,
Devo dire che preliminarmente si è visto che sono l'avvocato del dottor Sansonetti, che è un cittadino qualunque, un giornalista.
Sono certa.
Che questo tribunale?
Non terrà conto del fatto che il pubblico ministero dice per un PM è difficilissimo pensare a un'accusa più denigrante e denigratoria?
È un peccato, questa frase è un peccato.
Perché il dottore Scarpinato e Lo Forte sono cittadini in quest'Aula non sono pubblici ministeri ed è la ragione per cui, quando il dottor Scarpinato
Sicuramente il testimone è sotto pressione a nessuno di noi piacerebbe essere testimone in un processo, magari anche dove si portano le proprie istanze.
E quindi certamente la difesa ha un pessimo ruolo nel processo, che è sempre quello del cattivo, quello che deve fare emergere.
Un dubbio, e allora diventa antipatico assillante, tant'è vero che quella brutta parola che si chiama domanda nociva è attribuita proprio al controesame.
Cioè in un nel processo, la parola nociva, visto che il collega bene parlava dell'uso delle parole ma la parola nociva in italiano vuol dire qualcosa che uccide.
Qualcosa che fa male, se non un ciclo, ecco la domanda nociva, è una domanda che in controesame si può fare, quindi, laddove l'utilizzo del controesame serve proprio per portare fuori una realtà, una verità diversa da quella che è la pretesa della parte.
Ecco, l'avvocato fa domanda nociva per per legge, comunque è la domanda che in controesame si può fare perché nociva, perché serve a saggiare reparto già da questo che è un po'il fil rouge di tutta la mia discussione assaggiare il valore.
Di penale rilevanza.
Della oggetto di questo procedimento.
Che è inserito nella querela delle persone offese.
La querela delle persone offese e una querela di parte che può fare il signor Rossi e il signor Bianchi, il signor Rossi, il signor Bianchi oggi sono Roberto Scarpinato e Guido Lo Forte, ma qui sono il signor Rossi, il signor Bianchi non sono un pm che è il collega del pm che ha chiesto il carcere, io vorrei ricordare al pubblico ministero proprio perché ringrazio il collega di avermi citato come garantista e restituisco ovviamente la stima sotto il profilo professionale, certamente, ma io vorrei ricordare a questo pubblico ministero che la CEDU, prima ancora della nostra Corte costituzionale, ha detto che il carcere deve essere l'ultima, l'ultima, l'ultima delle istanze e viene relegato alle ipotesi di istigazione all'odio, cioè quando ci sono degli articoli in cui l'oggetto dell'articolo è di per sé reato
La richiesta di 3 anni e 6 mesi per un direttore che dice qualcosa che non piace al collega del pubblico ministero in quest'Aula è offensiva.
Per un PM è difficile pensare a un'accusa più denigrante avesse detto la l'avvocato della parte civile, l'avrei capito l'ha detto il pubblico ministero che ha chiesto di creare in seno allo il pubblico ministero ha proceduto su questo atteggiamento diciamo accusatorio senza minimamente confrontarsi con la linea della difesa, ma il pubblico ministero non rappresentava lo Stato, la giustizia no, rappresenta Scarpinato e Lo Forte
Infatti, non ha citato uno dei documenti che la difesa ha prodotto e che evidentemente il giudice ah ah ah ah, come dire ammesso quindi, se il giudice ha ammesso, si presume si deve correttamente presumere che ha ritenuto rilevanti ai fini della decisione.
Tant'è vero che sono stati ammessi, ci tengo a dirlo e mi ha fatto piacere perché era la ragione per cui questa Difesa li ha anticipati,
Nella lista, senza doverlo neanche fare, li ha messi all'esito della esame controesame proprio per saggiarne la utilità, ma conoscendone il contenuto, sarebbe stato molto più facile per la difesa fare effetti sorpresa, no, io non ho fatto nessun effetto sorpresa, ho utilizzato nel controesame gli stessi documenti che il pubblico ministero e la parte civile conoscevano nella mia lista non ha aggiunto niente, alla fine sono stati aggiunti tre documenti che sono stati citati a prova contraria,
Questa è una linea della difesa che è sempre stata trasparente.
Ma non è stata per niente considerata perché, ripeto, la Cassazione è dovuta intervenire per dire giudice, guarda che c'è anche l'avvocato della difesa, però eh perché ci sono state sentenze numerose e ci sono ancora, ahimè, in cui l'avvocato della difesa, se non ci fossero le trascrizioni sa sarebbe totalmente inesistente.
C'è un un fantoccio sulla sedia, ecco, per il pubblico ministero, questa è.
Non solo il pubblico ministero ha detto che circostanze che sono rassegnati alla storia.
Sono false, ma la storia non è quella dei cittadini, Guido Lo Forte e Scarpinato Roberto che possono avanzare la loro richiesta di danno leggi.
Ultimamente, in quel contesto, ricostruendo la ragione per cui il danno riguarda la loro professione, perché se io vado come avvocato?
A fare una querela, non posso pretendere che la mia querela abbia più valore del mio portinaio dicendo che sono avvocato, posso pretendere, nel caso in cui la querela fosse fondata e quindi ci fosse un reato, un risarcimento che venga valutato rispetto alla mia professione dicendo che il il passante a ignobilmente violato la reputazione mia come avvocato che ha un valore maggiore rispetto al fatto che io facessi magari l'idraulico che Mick e mi conosce solo il mio quartiere magari sono un avvocato, sono esposto e quindi magari vale un po'di più ma il valore
è uguale a quello del giornalista, perché qui stiamo parlando di diritti fondamentali uguali, da una parte il diritto di stampa e dall'altro il diritto alla reputazione, dobbiamo capire quale dei due vale di più in quest'area in quest'aula di giustizia.
E non è che significa offendere l'1 o l'altro, significa semplicemente dove fare un lavoro passatemi, il termine che è sporco, che è quello del bilanciamento, perché il lavoro di chi ci dà ci ci consente di fare la Corte costituzionale è quello del bilanciamento quando ci sono diritti che confliggono uno dei due deve soccombere ma soccombono nel merito non riguardo a chi li rappresenta oli pretende nella tutela non mi piacciono,
Che fin dall'inizio e fa parte di questo quadro questo processo sia stato inquadrato come una recidiva, The giornalista che si permette di continuare a parlare del dossier mafia, appalti.
Questo è, è abbastanza inquietante, ma fa parte del sistema accusatorio che è stato incanalato, ma un giornalista alla mattina si alza, si sveglia, fa colazione, va al lavoro e scrive articoli, scrivere articoli per un giornalista non può essere una recidiva, il giornalista Sansonetti di mafia si occupa perché si è sempre occupato fin da quando aveva 30 anni e parlava con con con Falcone cioè dottor Sansonetti ha un'età per cui bisogna riconoscergli il diritto di essere una voce intellettuale che dice anche cose scomode perché se nella nostra società noi non abbiamo intellettuali,
Più grandi di noi.
Che ci danno delle pillole di ultrà conoscenza, consegnandoci un documento nell'articolo, il secondo articolo, che è virgolettato da leggere per farci una idea.
è stato detto che nell'articolo è stato scritto solo del dottor gozzo e il dottor Gozzi improvviso improvvisamente è diventato un pubblico ministero poveretto, mi dispiace, il dottor gocce che possa sentire quello che sto dicendo, ovviamente non è così improvvisamente, ma lui non era della DDA ma lui non ricordava niente ma dottor Gozo attualmente è comunque un pubblico ministero di particolare importanza.
È chiaro che in quella riunione l'obiettivo era proprio quello, cioè avere sostituti e pubblici ministeri, segnalo che il pubblico ministero non ha fatto una data, un riferimento a un documento, quando dice che ci sono stati cinque riunioni, io non so dove l'ha letto, quindi queste Mary asserzioni mi lasciano un po'come dire interdetta, perché sono certa che il pubblico ministero lo abbia detto a qualche parte mi fa, mi sarebbe piaciuto sapere dove a me non interessa che nella Procura di Palermo si facevano le riunioni, ma io sono ben contenta per loro bene ci manca, ci mancava che non le facessero
Ma il problema è un altro.
Il problema è che sul dossier mafia e appalti si è fatta una riunione il 14 luglio, cioè mi è stato detto dal collega della parte civile che ho prodotto, documenti che riguardano una serie di temi, però questi documenti olio prodotti ripeto, dopo in sede di controesame e il mio controesame ha dato risposta alle dichiarazioni delle persone offese che quando si sono sedute a fare le testimonianze hanno allargato loro stessi al tema dei dossier mafia, appalti, cioè in questo processo di tutto si è parlato fuorché del capo di imputazione, il capo di imputazione non dice assolutamente niente, niente niente di quello che c'è scritto negli articoli
Ovvio.
Perché se noi leggiamo gli articoli?
Non arriviamo alle conclusioni che si vogliono tirare molto bella e suggestiva la discussione del collega Zanoni, ma mi sia permesso di dire, è suggestiva, come deve essere giustamente il mestiere di un avvocato, io mi per mi sono permessa e mi permetterò di darvi dei riferimenti,
Documentali e di articoli in quest'aula,
Siamo, abbiamo fatto il processo per la diffamazione a mezzo stampa, non abbiamo mai citato gli articoli solo io mi sono permessa di leggere delle parti di articoli letti diverse volte, ma proprio diversi sono tre articoli, ma non sono una campagna, anche questa cosa della campagna cioè la il concetto della campagna è nell'indole di questi due.
Ri re querelanti e parti civili che camminano sempre in due.
Aggiungo.
Non mi sembra che in tutti gli articoli ci siano i nomi di entrambi, per esempio, ma loro cammino sempre in due
Come se quando si parla del dossier mafia, Patti si parlasse di loro, ora è evidente che tutti noi abbiamo delle vicende che ci hanno impegnato, a cui teniamo molto e nulla toglie, come ha detto il loro difensore che.
Queste persone, che sono oggi querelanti e parti civili, abbiano un pensiero di, diciamo di fastidio, anche grande per chi andasse a giudicare un certo periodo della loro professione.
Ma questo è normale.
Cioè esiste.
Esiste la scriminante proprio perché diffamazione non è quello che offende la persona.
Perché sennò tutti potremmo essere condannati per diffamazione?
Diffamazione è quello che è quello che incide al punto da andare oltre.
Il diritto di critica.
Ma è stato detto, non c'è il diritto di critica, non è stato spiegato perché.
Intanto, il pubblico ministero ha detto che sono false determinate vicende, io dopo spiegherò anche che non è vero, perché bastava leggere i documenti.
Addirittura è falso che Paolo Borsellino fosse interessato ad, ossia mafia, appalti ha detto perché il dossier è stato depositato a febbraio 2000 1991 e Paolo Borsellino è arrivato nel 92, beh, è molto.
Impegnativa questa affermazione perché ci sono chili di carta e sentenze caro Pubblico ministero che scrivono.
Che Paolo Borsellino è stato ucciso per l'interessamento al dossier mafia appalti lo dice la sentenza Borsellino quater da leggere documento allegato da questa difesa che lei non ha minimamente citato e venire in quest'Aula a dire che è falso e offensivo.
Per me e per chi è e per chi, visto che stiamo parlando di testimoni che piangono in aula e per chi sta piangendo, Paolo Borsellino.
Per la per sua moglie, la cui frase è scritta in quell'articolo, oggi non mi è stato fatto acquisire decisione del giudice, probabilmente sulla base del fatto che nessuno ha messo in dubbio la frase della signora Borsellino Agnese Piraino, la quale ha chiaramente fatto notare la stato d'animo del marito che disse chiaramente quel giorno a alla spiaggia Carini il giorno prima del 19 luglio non sarà non sarà la mafia ad uccidere, faranno i miei colleghi che glielo permetteranno, ma questa è una frase che ha un significato grande di tutta una storia.
Che dal 92 a oggi si è interessata della strage di via d'Amelio o la si conosce o non la si conosce.
La storia è arrivata con il Borsellino quater a mettere una pietra tombale su Scarantino, quando il dottor Sansonetti, che conosce perfettamente.
Tutte queste carte, che ha un bagaglio di conoscenza, il giornalista ha le sue fonti.
E le fonti sono dirette, sono documenti e quello che ha scritto è tutto vero, perché è tutto documentato qui, nella mia nota, tutto quello che c'è scritto c'è il documento, l'avvocato ha fatto questo lavoro e l'ha fatto nel controesame perché l'ha messo a disposizione delle parti che avrebbero potuto dire no non è così, purtroppo, anziché dirlo hanno detto altro, è evidente, non è o non è colpa della persona offesa, è il fatto che ci sia un misunderstanding, cioè io querelo, per difendere la mia opinione. Questo è il problema. La mia opinione non è un'opinione
Che Paolo Borsellino fosse interessato al dossier mafia e appalti.
Non è un'opinione che è stato ucciso per quello.
Non devo dire io che c'è traccia in tutte le sentenze storiche, avrei potuto produrne tante altre.
In cui si dice che già?
A metà anni 80 nell'88 89, comunque in quegli anni per perdonati in quel momento non mi ricordo la data ci fu una riunione sentenze che e questo è in risposta al pubblico ministero in cui Riina chiamò tutti i capi mandamento la riunione degli auguri di Natale e disse Paolo Borsellino Giovanni Falcone devono morire.
Perché dice Giuffrè e perché dice Brusca?
Perché si occupavano degli appalti, perché gli appalti sono il problema, perché alla mafia interessavano i soldi quello che ha detto Falcone lo troviamo scritto pure sui muri delle autostrade, follow the money, ma perché lo disse non è che l'ha detto a caso lo disse perché nel dossier mafia appalti,
La Calcestruzzi gare di del gruppo del gruppo Ferruzzi Gardini.
è scritto nella mia nota anche le pagine e tutto quello che c'è scritto, perché il dossier mafia, appalti non è, diciamo, una sorta di cloud che gira in quest'Aula, cioè è un pezzo di carta che uno stampa se lo stampa anche in fronte retro e se lo legge lo spazio a disposizione finisce qui lo Speciale giustizia stasera è tornato sui processi per diffamazione, lunedì abbiamo completato l'ascolto del processo,
Saviano che è stato assolto il 16 aprile scorso, oggi siamo tornati su quel famoso 24 marzo che ha visto la condanna di Piero Sansonetti per un articolo dedicato sul dossier mafia, appalti del rosso degli anni 90 e che è stato portato a processo su querela da parte delle due parti offese Roberto Scarpinato attuale senatore dei 5 Stelle già procuratore generale di Palermo e Guido Lo Forte.
Che è stato per tanti anni in servizio sempre alla procura del del capoluogo e vi abbiamo proposto quindi la prima parte della discussione finale di questo processo, che si è celebrato al tribunale di Lodi guidato in questo caso in composizione monocratica dalla dottoressa Elisa Romano e siamo appunto abbiamo detto il famoso 24 marzo scorso perché in questa prima parte di discussione finale abbiamo sentito e abbiamo iniziato proprio con la,
La requisitoria del pubblico ministero, Elisa Romano, che ha concluso con una richiesta non accolta nella richiesta di condanna, la proposta della pubblica accusa era di tre anni di carcere, insomma, ovviamente ha fatto discutere non poco quel giorno questa richiesta e diciamo, la scelta dell'ufficio della pubblica accusa in questo processo per quanto riguarda lo speciale di giustizia è tutto vi ringrazio per l'ascolto, ma come sempre,
Vi auguro un buon proseguimento di serata
Con i programmi di radio radicale.
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