25 MAG 2026
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Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 11:05 Durata: 22 min 16 sec
A cura di Enrica Izzo
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Le previsioni di primavera della Commissione Ue sulla crescita economica: 0,9 per cento per il 2026 per la zona euro, 1,2 per cento nel 2027.

L'Italia ha le previsioni peggiori: 0,5 per cento nel 2026, 0,6 per cento nel 2027.

La guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno provocato una frenata della crescita economica ed un aumento dell'inflazione.

Prima che iniziasse il conflitto, il quadro stava migliorando.

Il punto debole del continente europeo resta l'energia, poiché siamo grandi importatori di combustibili fossili dai Paesi produttori.

E una crisi energetica ha
impatto diretto su trasporti, beni alimentari, servizi e salari, a causa dell'aumento dei prezzi e dell'inlfazione connessa.

L'economia europea resta vulnerabile ed è stata colpita da tre shock ravvicinati: l'epidemia del Covid, la guerra in Ucraina e ora il conflitto in Medio Oriente.

L'instabilità geopolitica è diventata una variabile permanente.

E il vertice tra due superpotenze come Usa e Cina ha confermato che non sono in grado di governare l'instabilità globale.

Come arginare gli effetti della crisi energetica? Non si possono elargire sussidi generalizzati: devono essere temporanei e limitati a settori e categorie più vulnerabili.

Aiutare famiglie e imprese è necessario, ma va fatto in modo mirato e, soprattutto bisogna preoccuparsi delle vulnerabilità futura dell'economia: completare la costruzione del mercato unico, investimenti in tecnologie strategiche.

Vale soprattutto per l'Italia, che è diventata la 'malata d'Europa': cresce meno degli altri Paesi del Sud Mediterraneo come Spagna, Grecia e Portogallo.

Bassa produttività, livello di debito alto: se la media della zona euro del debito è 90 per cento, per l'Italia è al 139,2 per cento.

Persino la Grecia ci supererà nella riduzione del debito, che quest'anno si attesterà al 134 per cento.

L'Italia chiede lo scostamento dal Patto di Stabilità, che certo non è perfetto: ma non possiamo permetterci di aumentare il deficit nazionale.

Il nostro Paese ha avuto a disposizione circa 200 miliardi di euro con il Next Generation Eu.

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  • Paolo Guerrieri Paleotti

    economista, professore, già senatore

    Docente alla Paris School of International Affairs Sciences-Po (Parigi) e alla Business School dell’Università di San Diego, California
    11:05 Durata: 22 min 16 sec