01 GIU 2026
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Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti

RUBRICA | di Roberta Jannuzzi - Radio - 10:33 Durata: 23 min 31 sec
A cura di Delfina Steri
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L'intelligenza artificiale non è una tecnologia da acquistare e installare: è la nuova infrastruttura generale della produzione economica, destinata a ridisegnare manifattura, sanità, energia e pubblica amministrazione, con una velocità di diffusione superiore a quella di internet negli anni Novanta.

È la tesi del professor Paolo Guerrieri, economista, che, nella rubrica Il Mondo a pezzi, commenta le Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta, secondo il quale l'AI è la condizione decisiva per tornare a crescere.

Il ritardo italiano è reale: l'8% delle
piccole e medie imprese ha avviato progetti di AI, contro il 70% delle grandi.

La finestra di opportunità è di tre-cinque anni.

A livello europeo serve una strategia comune su infrastrutture e capacità di calcolo - non deregolamentazione e aiuti di stato nazionali, che avvantaggerebbero solo i paesi più grandi.

A livello nazionale servono servizi di intermediazione ad alta conoscenza capaci di tradurre le tecnologie in applicazioni per le PMI.

Sul lavoro: l'AI coinvolgerà questa volta anche le occupazioni intellettuali a media qualificazione.

Senza politiche di riqualificazione e protezioni sociali adeguate, avverte Guerrieri, la transizione rischia di produrre resistenza invece che consenso.

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