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Di Trevignano.
Sì, sia stata a Garlasco tutti gli altri giornali, invece riprendono l'intervista che ha fatto l'altro giorno in televisione, il fratello di Chiara Poggi confermo e dalle titolazioni si capisce che c'è insomma, questa non non so come chiamarlo questa controversia perché lui dice secondo me è stato Stasi,
Sempre creduto che sia stato Stasi. Penso che i pm si siano comportati male perché non ci hanno avvisato neanche della riapertura delle indagini. Bastava dire noi, non siamo convinti che sia stato Stasi, ricomincia tutto e invece loro sono stati intercettati i genitori, la famiglia, la morbosità, l'abbiamo vista, però la mia domanda è perché la morbosità sulla Minetti legittima e invece quella su Garlasco ci dobbiamo peraltro vi chiedevo dov'era. Nicole Minetti. Il giorno in cui Chiara Poggi venne uccisa perché questa pista, per esempio, non viene indagata comunque convergenza fra la famiglia Poggi quindi Marco Travaglio. In questo momento, cioè contro i pm, è certo è che, in questo preciso istante della sommatoria allineamento
Matteo salvaci, tu no, vi salvo dicendo che c'è un cortocircuito sul tema della giustizia, perché Garlasco episodio perché oggi vediamo ad esempio lo avete citato Travaglio, guardo il Fatto Quotidiano titolo è come abbiamo portato prostitute al gin tonic, che di solito si fa il contrario si portano gin tonic alle prostitute e invece qui che diversi esperti sono tu mi ha raccontato però vorrei dirti che la cosa è abbastanza seria perché sono citate le testimonianze di due autisti uruguaiani,
E quindi adesso l'accusa è alla Procura di Milano, quindi attenzione, perché l'indipendenza dei magistrati in questo caso è com'è e come si fa ci ha raccontato, insomma quando bisogna salvare, ma era due mesi fa, nel frattempo arrivato il caldo esattamente e siamo alle minacce di querela per chi mette in dubbio le indagini dei giornali, quindi si è praticamente un cortocircuito totale che ci promette un'estate molto Gallienne, quindi stai dicendo affidiamo le indagini di Garlasco direttamente i giornali, ma forse avrebbero la possibilità di tenere viva l'estate, stanno Giampà facendo
Perché fai adesso non è che dobbiamo proprio fare quelli che non vediamo, che è stato trattato questo caso in maniera non particolarmente.
Ah
Brillante trasparente da parte dei giornali, però quello che a me interessa proprio parlarne o non parlarne a questo, a questa cosa che se parli di Garlasco allora sei una morbosa, dicevamo prima in realtà chi chi si occupava di crime adesso non si occupa più di Garlasco la vietato è vietato parlarne perché appunto non siamo investigatori non conosciamo i fatti è ovvio che non conosciamo i fatti, non conosciamo mai niente.
Lo sanno soltanto filosofico, siamo fanno soltanto gli investigatori e forse neanche loro, però credo che questo Garlasco comunque si arrivando, no a una, siamo al finale di stagione, dice no, non debbono rinviarlo, non credo perché stiamo parlando di sempre tempestivo e pensa che esempio sia colpevole ma vorrei dire un'altra cosa, i giornali vengono e le televisioni accusate di essere morbose nel trovare, ma c'è anche una sovraesposizione mediatica di tutte le persone coinvolte nel nel nella vicenda, cioè interviste ogni venerdì si attende il venerdì per sapere se uno dei familiari o dell'accusato o della vittima partecipa a una trasmissione televisiva.
Ovviamente su questo poi la stampa ci costruisce la settimana successiva, mentre ci andiamo via.
Via luglio e praticamente avremo i nostri palinsesti televisivi che saranno divisi tra Garlasco e Temptation Island almeno non saranno repliche, almeno non saranno repliche dopo la Grazia Minetti Mattarella grazie alla Stasi.
La appunto lì chissà la moto, lì, tutto lì è un mio, wishful thinking okay, quindi però il pezzo su Garlasco di oggi è senz'altro quello, appunto de il Foglio su Minetti, visto che abbiamo incrociato sia la verità che il Fatto Quotidiano ma molte prime pagine decidono al contrario di titolare su Putin che chiude a Zelenskij sì che però dicevamo non è una notizia,
Oggi i titoloni di quasi tutti non ho non ho letto tutti i giornali, il Corriere Repubblica decidono di concentrarsi su qualche giornale, stanno che Putin ha detto a Zelenskij con il titolone di apertura, secondo me non è una notizia nel senso che sono quattro anni e mezzo che ogni volta che c'è un'offerta di qualche tipo ed all'Ucraina ne sono arrivate tantissime perché è completamente sbagliata la retorica del a,
All'Ucraina non vuole la guerra, non vuole la pace e vuole continuare ad andare avanti in questa guerra, è ovvio che gli ucraini, se potessero smetterebbero oggi questa questa guerra, però non è nelle loro possibilità, perché c'è qualcun altro che la sta facendo e quindi Vladimir Putin ieri, dopo questa lettera geniale che ha scritto Zelenskij, perché proprio una lettera in cui si rivolge direttamente a Vladimir Putin e sostanzialmente con un tono anche un po'aggressivo gli dice la verità, cioè che la pace conviene anche a lui.
E mi ha colpito una. Ecco no, c'era un titolo del Corriere che dice il presidente ucraino adesso si sente forte, secondo me è sbagliato, è forte okay, cioè ha completamente cambiato la traiettoria di questa guerra. Questo non vuol dire che non sia bombardata Kyiv ogni due giorni che non stiano morendo, che non siano gli ucraini non siano esausti. Questo vuol dire però che un Paese che doveva essere conquistato in tre giorni in realtà si è trasformato, ha messo a frutto tutta l'intelligenza, la competenza degli ucraini, la anche la tempra, perché comunque ci vuole parecchio coraggio e ha trasformato questa guerra. L'ha trasformata la dipendenza che aveva quella che i tram piani chiamano l'elemosina delle armi e chiamando definendo Zelenskij un mendicante, in realtà si è completamente ribaltata. Oggi Zelenskij dà i suoi intercettori dei droni ai paesi del Golfo, che non sono capaci di i Paesi del Golfo, non sono capaci di intercettare quegli
Pedroni che costano pochissimo che l'Iran ha prodotto, ha passato la tecnologia, i russi russi hanno sviluppato gli ucraini, invece li hanno proprio superati con un balzo nella loro tecnologia e quindi adesso li stanno dando a ai paesi del Golfo, li stanno dando anche all'Europa l'Europa è straordinariamente in ritardo sulla difesa. Oggi c'è un intervento nel pomeriggio, mi sembra di
Il Dragone no, cioè che c'è anche esatto che c'è anche il pezzo del nostro direttore, Claudio Cerasa, che ringraziamo sempre, ovviamente, il direttore, altrimenti nessuno di noi sarebbe qui, quindi.
Titolo non notizia che nasconde in realtà sfogliando i giornali, però ci sarebbe una notizia tu dici Camp che avrebbe meritato la prima pagina al posto di Putin, che chiude il foglio, naturalmente a in prima, ovviamente of course.
Che è l'intervista che ha dato il presidente libanese Aoun alla CNN ah, la Amanpour, il presidente libanese dice che è stufo delle ingerenze dell'Iran nel suo Paese e che vuole che Hezbollah vada al negoziato il preside lo ripeto perché è il presidente del Libano che dice questa cosa che è una rivoluzione perché sappiamo sia per diciamo per equilibri interni sia per sottomissione sia perché la potenza e l'Iran e non il Libano,
Questo Paese ha sempre ha subito l'ingerenza iraniana Hezbollah ha avuto questo potere straordinario grazie al sostegno al finanziamento all'ideologia portata dall'Iran, che il presidente libanese dica non ne possiamo più e lo dica diciamo alla Cnn, non in un media di un locale che nessuno traduce fino a che non non lo scopre qualcuno.
Secondo me è straordinario, ovviamente è una, come scriviamo anche noi in una bellissima intervista di Sharon. Nizza è difficile, perché l'altra parte significa non solo disarmare Hezbollah, ma parlare con Israele. Questo è un tabù per il Libano, qua sicuramente più grande rispetto a quello di parlare con di dire a Teheran. Basta, quindi non è una questione che si risolverà entro breve, però penso che questa fosse davvero una grande notizia, di sicuro più dell'ennesimo no, che Putin dice Zelenskij, perché Putin dice sempre di no esatto a proposito di questo è curioso come vengono interpretate le notizie in modo diverso a seconda dei giornali. Avete sentito Paola che diceva prima appunto la adesso dell'importanza della dichiarazione del presidente libanese. Andiamo a vedere, come lo dice il manifesto dice tutt'altro Gattopardo libanese intesa o no Tel Aviv spara lo stesso Beirut accusa il partito uscita, mentre il Sud resta occupato dalle truppe israeliane. Josepha, un che viene definito molto vicino al presidente Trump,
Quindi viene subito caratterizzata ovviamente lei l'intervento, il presente libanese che, tra l'altro anche l'appoggio della Santa Sede, che non è una questione.
E Cristiano sacristia talmente, quindi.
E ha ricevuto anche il Papa lo scorso novembre, tra fine novembre e inizio dicembre, quindi è una personalità che comunque c'è una statura internazionale dopo che il Libano per decenni invece e ha avuto una crisi di leadership e quindi invece manifesto dice che non è credibile sostanzialmente si è tutto giusto, nel senso che è vero che Israele continua le sue operazioni è che il Sud del Libano in questo momento è occupato. Quello che è importante, secondo me, è continuare a studiare e cercare di capire. Sono i cambiamenti che stanno avvenendo con una violenza
Irricevibile, ovviamente, e non è che siamo qua a sminuire il fatto che sono anni in cui muore tantissima gente, però ogni tanto bisognerebbe anche cercare di capire come si sta assestando questo nuovo mondo e questo nuovo mondo in cui il Libano cerca il governo del Libano cerca di,
Dare una nuova dimensione Hezbollah che è partito che domina che cura tutto il welfare del Paese, che insomma ha un ruolo sociale importantissimo, fa parte di quegli assestamenti inattesi in cui forse un minimo di speranza c'è.
Assolutamente sì.
E a proposito di contesti geopolitici, bisognerà parlare anche di quelli più vicini a noi. Siamo nel Nord-Est d'Italia, quindi dei Balcani, con il francobollo gate esatto. C'è questo tema filatelico in Italia, dopo i molti francobolli del ministro Urso Domani titola meglio un francobollo che l'Unione Europea Meloni isolata, boicotta il vertice titolo e comunque troviamo anche su altri giornali, c'è anche sul Corriere, c'è su Repubblica cosa è successo praticamente c'è stato un vertice dell'Unione europea in Montenegro perché il Montenegro è il primo dei Paesi candidati ad entrare nell'Unione europea e ovviamente sarà poi necessaria la ratifica dei parlamenti nazionali. Però, per gli Stati di piccole dimensioni, sostanzialmente non è un problema più grave quando verrà il momento certo dell'Ucraina, eventualmente che i parlamenti nazionali dovranno essere chiamati a decidere e quindi cosa è successo? C'è stato questo vertice Montenegro, c'erano tutti i capi di Stato o di governo dell'Unione Europea e mancava Giorgia Meloni perché era in Calabria alla festa dell'Arma dei carabinieri per un francobollo e si è intrattenuta per un francobollo e, ovviamente, per la presentazione di un francobollo, e quindi è partita, ovviamente, la solita ridda di polemiche da parte dell'opposizione dicendo che la premier italiana è scappata rispetto a quello che si ci si decideva nei Balcani. Però io voglio dire un'altra cosa, sempre sul Foglio facciamo pubblicità certo e avevamo dobbiamo farlo, almeno in apparenza,
David Carretta.
A pagina 22 scrive sull'allargamento l'UE sventola dal successo del Montenegro, ma poi sceglie la cautela, perché perché è vero, si fanno questi grandi incontri vertici con molte foto, porti uniti grafiche, bellissime, riunione bellissima che si allarga chissà fino a quanto poi però si scopre entrando nei problemi reali che in realtà non è proprio così semplice perché avevamo citato l'Ucraina, ma Carretta dice quando verrà il momento della Serbia. Già ci sono dei problemi, ma anche uno stato ancora più piccolo come la Macedonia del Nord, che non tutti lo sanno, ma a una disputa furibonda con la Bulgaria. E cosa succede veti incrociati problematiche irrisolvibili e quindi si rischia sostanzialmente di restare al palo? Viene anche citato quello che diceva a Helmut Kohl, Helmut Kohl, quando ci fu la riunificazione tedesca non chiese ai Paesi, come ha detto Ursula von der Leyen, di fare i compiti a casa che l'ingresso. L'Unione europea è una questione di merito e solamente dopo aver raggiunto tutti gli obiettivi superati tutti i paletti si potrà integrare. Insomma, l'Unione europea,
Qui so che Paola è assolutamente Accor, e anche qualcosa di più romantico, di più spirituale se noi vogliamo un'Unione forte, non deve basarsi solamente sui paletti, sui programmi e sui compiti, ma anche sui francobolli.
Ah, scusate, io non ho capito, è arrivata in ritardo, la propria proprio non è proprio andata, lo so, ma ha veramente ha fatto ritardo o voleva boicottare questo vertice, io non l'ho capito questo.
Non sappiamo leggendo leggendo l'interpretazione che abbia voluto Bogliasco, mostra leggendo i giornali e leggendo i retroscena, si dice c'era un po'di maretta per il protagonismo francese, anche per quello tedesco, e anche perché c'è in ballo la partita dell'Alto rappresentante per la Bosnia Erzegovina, dove il candidato uno dei due candidati e italiano sostenuto dall'Amministrazione Trump,
E pare che, invece contro l'italiano ci siano Francia, Gran Bretagna.
E Germania.
E quelli che si vedono a Londra con Zelenskij domenica con il presidente ucraino per parlare del possibile negoziato, che poi io non amo usare questa parola, perché penso che il negoziato non non esista, fondamentalmente, però, a c'è stato questo questo nuovo slancio e si vedono,
A Londra, quindi, questo si chiama il format e tre da cui altra polemica è esclusa, l'Italia, cioè Meloni, non partecipa più, nonostante sia una grandissima sostenitrice dell'Ucraina, quando si va in Ucraina, ringraziano sempre.
Il governo Meloni e l'aiuto che è arrivato dall'Italia sappiamo che in percentuale molto piccolo però la gratitudine, cannoli ucraini sia le persone, ma anche mi è capitato di parlare con, diciamo persone delle istituzioni sono davvero molto, molto grati all'Italia però piano piano,
è scivolata fuori da la questione.
Di sostegno all'Ucraina. Non so se centri appunto l'adesione della del del dell'Ucraina, l'Unione europea, come diceva Matteo, si va molto con con calma, con cautela, perché è vero che vogliamo allargarci. Il processo di allargamento dell'Europa è fermo da tantissimi anni perché a un certo punto allargarsi è diventato un problema, invece adesso è ripartito questo questo meccanismo che io trovo il più potente che ha l'Europa, cioè la capacità di attrarre Paesi, è il motivo per cui è nata l'Unione europea. Nasce ovviamente in contrasto con Alex Lapo, lo spazio post sovietico, però questa capacità di attirare venite qua perché qua insieme stiamo meglio. Credo che sia una delle dei poteri più importanti che ha l'Unione europea. L'Ucraina sappiamo a un po'un problema, però, come dicevamo, è una questione di simboli. La mia domanda a voi e ho visto che anche la Stampa titola su
Angelo Meloni gelo Meloni volenterosi, c'è questo.
Diciamo.
Svilimento, forse auto svilimento della presenza italiana in questi consessi che riguardano in particolare?
Il nuovo assetto europeo, quindi l'allargamento all'Ucraina oppure, come spesso succede, una questione partigiana, no, devi attaccare il Governo e mi verrebbe da dire che l'isolamento italiano è una cosa molto vecchia senza fare lezioni di storia, ma nel nell'800 noi ritenevamo che la Tunisia fosse nostra, invece poi arrivarono i francesi e l'ha preso. Insomma, siamo sempre stati una piccola media potenza europea e forse non ci rassegniamo fino in fondo a questa nostra condizione. Questa probabilmente è la nostra natura. Abbiamo poche risorse
E oggi i giornali parlano del nucleare sulle navi e ci sono già polemiche, ad esempio, il Nobel Parisi dice no, bisogna puntare tutto sulle pale eoliche A e sul sul Sole, quindi probabilmente anche qui, mentre qui siamo a nordest, in Veneto, la Slovenia, annuncia il raddoppio della centrale nucleare nella propria centrale nucleare vi saremo circondati da centrali nucleari però noi punteremo solamente sulle pale eoliche,
Un'altra cosa era in Calabria, il francobollo era in Calabria.
E non ha citato il caso dei quattro poveri cristi bruciati, in nome risulta, non mi risulta, no, questa è un'altra cosa che io non mi capacito del fatto che non parliamo soltanto io, come sapete, come avete capito, parlo solo di Garlasco, però,
Però il fatto che non si parli si continua a parlare di quello che è successo in Calabria, mi sembra che la nostra Presidente del Consiglio vada in quella terra, non dica neanche una parola sul fatto che quattro persone sono state bruciate vive, non so se cioè bruciate vive dentro un'automobile non lo so.
Mi sembra che dovrebbe anche quella essere una storia sicuramente più importante di Putin che dice no a Zelenskij. Dal mio punto di vista, vorrei citare ha proposto due cose dalla stampa, visto che la stavo sfogliando una e che secondo me riassume un po'quello che dicevamo qui l'editoriale di Bill Emmott sulla Stampa che dice l'Ucraina nell'Unione Europea, la nostra salvezza perché anche qui si diceva l'Italia è attraversata insomma da parte del governo, che sono contrari e palesemente all'ingresso di Kiev nell'Unione europea, ma poi è mo dice, in realtà ci sono due Paesi che proprio non ne vogliono sentir parlare, che sono la Polonia e l'Ungheria, anche quella nuova, per ragioni diverse, soprattutto legate alla politica agricola. Come aveva detto il ministro Crosetto, sarebbe un bel problema ed è morto, però scrive
Non vi piacerebbe che a chiedere di entrare a far parte del club di cui siete soci fosse qualcuno che, appena umiliato il vostro nemico più minaccioso, con un'offensiva audace e quanto ho fatto l'Ucraina questa settimana, colpendo con vari droni un terminal petrolifero di San Pietroburgo, l'attacco ha fatto levare dense nubi di fumo nero in cielo proprio mentre in quella città Putin stava inaugurando il suo forum economico finalizzato a presentare la Russia come una destinazione perfetta per gli investimenti. Ecco, forse poi sono queste le domande che dovremmo farci mentre si discute o di francobolli o di altro. Poi, alla fine
Dove andiamo a quagliare sostanzialmente, ecco, volevo dire solamente questo, un altro intervento che propongo sempre dalla stampa e parlavamo prima di Israele, come sapete, tutte le indagini, anche negli Stati Uniti e anche il foglio restando conto c'è una crescita sensibile dell'antisemitismo.
Destra sinistra so, anche nei settori del Make America, Great again, soprattutto tra le nuove generazioni, si sta verificando, lo dicono i professori dei collegi universitari, un aumento degli episodi anche antisemiti, e non semplicemente di una retorica antisemita, e oggi sulla Stampa ha scritto il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni il cui commento si conclude così.
Potrà essere accusato di accostamenti affrettati, di analisi incomplete e di insensibilità per gli orribili crimini, non ho sposato la causa di un Governo e dei suoi ministri, non sono un guerrafondaio, ma non capisco perché gli orribili crimini, veri o presunti, esistano solo da una parte,
Fermiamoci un momento a pensare che il lato Comune ancestrale oscuro di tutti questi fenomeni e l'incapacità di accettare l'indipendenza ebraica una incapacità che si trascina da millenni e si riaffaccia nella forma del cristianesimo trionfante o quello progressista del nazionalismo e del socialismo reale, dei movimenti anti oppressione, non c'è allora da stupirsi se le testate progressiste ospitano vignette antisemite e rievocano il deicidio, o se ci vuole la patente di ben pensante per partecipare a un festival o un convegno universitario o le o alle piazze antifasciste del 25 aprile o quelle inclusive del Roma Pride, purché non si portino bandiere neppure quelli arcobaleno, se c'è sopra una stella a sei, punte tutto agli ebrei come persone, questo secondo me andava detto, perché anche qui si parla molto di inclusione
Molto sempre di più, poi, però, se al Pride vogliono partecipare le associazioni ebraiche, si dice no, voi non potete entrare, questo insomma è un po'ipocrita anche paradossale.
Abbiamo parlato poco di Trump, com'è possibile?
Se per una volta c'è il caso dei capelli ma scusami capelli, ma non lo so come abbiamo fatto arrivare fino a adesso, non avere ancora un momento tra un momento Trump rullo di Trump, prego capelli di Trump, anzi questo scalda Trump credo che di salute non stia bene e alle caviglie gonfie sì alle caviglie gonfie a questi ematomi su sulle mani non passo diciamo alla lettura psichiatrica,
Che è quello diciamo.
Tanta tanta l'affitto peraltro non è una novità, tenta spesso, anche se i suoi collaboratori, a partire dal Segretario di Stato Marco Rubio, che è comunque l'unico insomma accettabile di quella Amministrazione, nega l'evidenza, ci sono le foto con lui e con Trump di fianco addormentato, Sarubbi ovviamente dice,
Negare negare sempre la linea della difesa, però, quando a negare sempre erano i consiglieri e lo staff di Joe Biden.
Non eravamo così, diciamo no, anche perché effettivamente lì diciamo concilianti, però la stessa cosa è la stessa identica cosa, però era molto più evidente è quella di cioè nel senso, la la, ma perché l'abbiamo Veneto quel dibattito che effettivamente sì, io ero in diretta tv e lo.
E l'ho difeso tutto il tempo, ragazzi, nonostante la moglie, poi ha detto che temeva.
Come potete vedere, le consiglio, comunque Biden politica era meglio di Trump roba, però comunque i capelli gate sì capelli gate esatte si reca alle caviglie, si aggiungono i capelli adesso, allora del presidente degli Stati Uniti, cesso, lui continua a fare queste visite e poi fa vedere il la cartella clinica in cui si dice che lui sta bellissimo poi però il Washington Post ha scoperto che,
è sparito da i farmaci che lui prendeva, questo che in realtà qua c'è scritto sul Corriere della Sera si chiama finasteride, scusate, io non so che farmaco sia, ma dice che è un farmaco usato per prevenire il cancro alla prostata, ma molto efficace anche per arrestare la caduta dei capelli stando ai resoconti dei suoi medici compilati nel 2018 e nel 2020 Trump si è servito del farmaco per tutto il suo primo mandato, poi non se n'è più saputo nulla attenzione.
Ora il Washington Post sottolinea che da quando il tycoon è tornato nello studio ovale, la finasteride scomparsa dalla lista dei farmaci che assume regolarmente anche nell'ultima rilasciata dopo la visita di una settimana fa, la casa Bianca non ha voluto rilasciare commenti che anche qui commentano quasi qualunque cosa.
È questa, cosa importante dei capelli, non hanno molto commerciale.
Ma molti hanno iniziato a chiedersi se ci sia qualche collegamento con le condizioni di salute del presidente che, visti i lividi sulle mani e gonfiore alle caviglie, appaiono meno brillanti di quanto lui sostiene.
Un indirizzo potrebbero fornire le immagini e i post ha confrontato due fotografie di Trump una del 2016 e una di qualche settimana fa nella seconda la chioma bionda appare decisamente meno folta, come a dimostrare che il presidente ha interrotto il trattamento, attenzione ora ragazzi,
Si fa delicata, molto delicata e potrà, secondo te Paola, avere conseguenze sul voto di mettermi.
La salute di tra i capelli i capelli ai banalmente, una chioma meno folta, il colore meno lamiere, taglienti rispetto prima, sono questioni che in America può lanciare lo slogan Make ciuffo, great again, sì o parrucchino perché poi eventualmente perché vi ricordate che una volta era andato, non dimentichiamolo lui tra l'alto ha sospeso anche la tinta, sì, perché infatti non è più arancione più arancione, cominciata sbiadito e Bia giallo, paglierino, un taglierino ma bianco più bianco si ovunque
Mi interrogava su
Su perché fa così tanto clamore questa cosa della salute di Trump, perché ai giornali americani sono pieni e la salute del presidente è sempre stata al centro, sì, però di nuovo non ne sappiamo niente, non sappiamo nulla, certo, sappiamo quello che ci dicono.
Comunque continua, continuiamo a dover riportare tutti i tweet, che fa 50 in una notte dobbiamo poi stare lì a scrivere tutte le stupidate, spesso sono stupidate che dice, cioè da un lato ci appassioniamo al fatto che sia.
Malato fuori di testa dall'altro, siamo lì come dei scribacchini, a registrare ogni sussulto anche noi, a nostra volta, non stiamo tanto bene,
Autodiagnosi.
Intanto io vi comunico che fece un'altra notizia, oggi sui giornali è uscito il calendario della serie A, purtroppo è uscito il calendario della serie A si riparte il 23 agosto e il Venezia gioca con il Lecce, la prima giornata lo dico perché
Bisognava, Venezia, si Joe, quindi è Venezia, contro la Venezia del Sud autoproclamatasi, Lecce da sempre.
E vi interessa qualcosa, l'Inter campione riparte dal Monza, il Napoli del Negri debutta a Marassi.
Vedo che non considera più il mio Milan neanche tra le big no, ma certo.
To be Torino, 1.000 Antonio, quindi prima giornata Torino-Milan citato, perché i giornali, nella loro narrazione negativa, vedi, hanno un'influenza anche il tennis, però ragazzi, con la partita del secolo degli italiani, dei due italiani, Cobolli Arnaldi, che non si è giocata per colpa di un virus,
Ma è stato, non è stato, io, non sono molto esperta di virus o di tennis di virus, purtroppo qualcosa ne sai Berti di via, insomma, no di sport in generale, però.
È stato non è stato il Roland Garros più folle di sempre in cui si sono andati via i migliori all'inizio, in cui si sono fatti male ammalati, malori qualsiasi cosa, uno dei migliori, neanche partecipato Alcaraz, l'altro che cosa aveva e ha un problema al polso e alla mano fisico e giocano non trova molti tornei giocano purtroppo, infatti,
Lo stesso Agassi ha detto che Sinner, che ha perso sostanzialmente al secondo turno, deve un po'rivedere la propria programmazione perché non sono macchine e non può più aggressivo Agazzi molto, ma perché non lo sai, sono faide interne al mondo del tennis giocare soltanto tempo Agassi repressi e si accetta mai il pensionamento.
Regola d'oro è pensionato e non accettare l'essere pensionato, ma però c'era questa grande partita che tutti attendevano addirittura alla Federtennis aveva chiesto il chiaro, la trasmissione in chiaro tra Cobolli e Arnaldi e il virus vicedirettore dell'epoca, ma chi era il più forte, quello del teoricamente no teoria i pronostici favorivano più l'altro quello che va in finale okay allora vuol dire che ce la possiamo giocare forte, quello della finale e bestie Zverev.
Sì, è molto forte e il numero due, quando si gioca domenica, va be'non, potremmo commentare insieme questa purtroppo no che vi interessava tra un, tra un anno, ci rivedremo qui, vi ricordate, erano fa quel bar tennistico di cui sapevamo tutto, va bene, credo che dobbiamo andare sì,
Ha ancora due minuti alla posso aggiornarvi sui due femminili in edicola, io, Donna e di la Repubblica delle donne, io donna, titola, pianeta blu, idee e protagoniste per la tutela delle nostre acque, mentre D di Repubblica lancia il defunto issue una mela al giorno come cambia il cibo tra status piacere e medicina questo lo stato dei femminili oggi né di che meno male che ci dicono che bisogna mangiare la frutta di stagione.
Credibile una mela al giorno, oggi siamo tornati alla mela al giorno è proprio delle brutte per brutte persone brutte bisogna farle copertine, anche voi no, ma per carità, volete finire con una cosa noiosissima Guy avanti, che cosa noiosissima? Alcuni giornali lanciano poi il nuovo film di Spielberg sugli alieni sì, perché ogni settimana che è un tema, beh è il ritorno di Spielberg agli alieni, comunque, come si direbbe in certi contesti, tanta roba anche Trump, no, anche Trump gli alieni, però in realtà questo lancio che ha fatto il sito gli alieni è in realtà per finanziare l'ICE, cioè per lui. Gli alieni sono in realtà gli immigrati, perché gli alieni sono tra noi e sono
Li chiamano allo stesso modo. Quindi va bene, speriamo di spedire Musk presto su Marte, lui li vuole andare, quindi è anche giusto o contattare oggi, comunque, un'altra notizia è l'accoglienza che viene fatta al Papa in Spagna c'è una settimana se viene accolto dai massoni socialisti, anarchici comunisti e catalani, ti Indépendants indipendentisti che hanno detto qua non lo vogliamo quindi sempre alle ore 18, messa così esaltante dell'Eurovision. Quindi diciamo un'accoglienza esattamente non buona per il Bitter prudente Leone quattordicesimo, perché viene accusato di non parlare e però no, non può parlare, non può farlo e che ha detto parlerà in castigliano e non in catalano a Barcellona è una ferita una ferita questa, anzi è esattamente per le identità Cece ancora un menu, ancora un minuto di sei, bravo, tu acqua, sono bravo, io Malpensa come siamo messi, se qui sono bravo, io no, scusate
Chiudiamo, chiudiamo riepilogando la prima pagina del Foglio scusate, siamo il foglio riepiloghiamo Giuliano Ferrara, titola è ora di riconoscerlo. Il negoziato umiliante a cui ci ha condotto Trump ha reso il regime iraniano una minaccia peggiore della precedente e rispetto al Leone, i programmi di Leone. Matteo Mazzucchi, il Papa sbarca a Madrid e avverte i cardinali. Ci sarà anche la guerra giusta. Nel menu del concistoro attenzione il direttore Cerasa lo citavano prima smascherare la demagogia sulla difesa alla Russia non invincibile, la lezione di kiwi, il test di maturità dell'Europa di fronte a Trump e le innovazioni su cui investire per tutelare la nostra libertà. Parla Cavo, Dragone, sarà poi ospite quei presidente del comitato militare della NATO
Zelenskij cambia tutto Paola Peduzzi del negoziato a una nuova forma. I segnali americani non di Trump e poi Madonna a Garlasco dicevamo prima Masnadieri e minutes, prima del delitto la cittadina era la Las Vegas della Lomellina reportage e poi ancora Schlein nelle donne pd, come magistrate da urlo, chi più ne ha più ne metta Palermo gregari, Andalò di Dua Lipa, no, Dua Lipa, che si sta sposando auguri e figli maschi, certamente occupando Palermo sta occupando Palermo, però io ho un'amica Palermo, che è lì per un matrimonio, ma è un altro matrimonio, quindi comunque si sono in svolgimento in questo momento a Palermo non solo il matrimonio di Dua Lipa, anche di altra gente, quindi è un'altra polemica che non c'è
Mai non lo so, forse no, no, non lo so, chiedo. Venezia è stata occupata l'anno scorso da Besòs e signora con invitati, poi alla fine la città è sopravvissuta e siamo qua, siamo qua, siamo qua e Bezos sta ancora con la sua signora e la sua signora conversos, essi contenti non lo sappiamo, ma questi sono fatti che di mandare pure lei no nello spazio ha cercato di rimanere anche nello spazio, ma hanno detto, ma io sto tanto bene a casa, sì, scusate, serio, però io devo fare un'obiezione, abbiam parlato, abbiamo detto, non si è mai sognato di Trump un po'
Trump. E lui allora di suggerire un altro certo benissimo, che la domanda delle star ma certo Vannacci, al contrario, i voti li ruba, i grillini, quindi non abbiamo capito niente, ma in realtà non ho ben capito niente Int all'inizio, cioè Vannacci che noi comunque consideriamo di destra si può dire benissimo, ruba i voti ai grillini ma gli effetti grillini cosa sono un partito di destra lo è sempre stato e sempre lo sarà.
Trovo così da miele, sono assolutamente d'accordo rosso, bruni rosso bruni, del resto, era così che si cominciasse iniziate.
Perché tutto si tiene, va bene, allora con queste battute e qua ora abbia lui direttore, ufficializza la bella rassegna stampa.
Paola Peduzzi, Matteo Mazzucchelli, Saverio Raimondo, grazie, grazie e buon proseguimento di giornata dopo.
Eccoci, grazie a tutti benvenuti, siamo molto contenti di essere qui, grazie a Paola, Peduzzi, Saverio, Raimondo e Matteo azzurri, per questa bellissima rassegna stampa completamente improvvisata, come vede, questo era un gong e Hong Kong ho già finito il tempo.
La formula della nostra giornata, la conoscete, saranno tantissimi interventi con tanti amici, con tanti ospiti, con l'idea di mettere al centro un filo conduttore, non soltanto l'innovazione, naturalmente, ma come non aver paura del futuro, come trasformare i rischi in opportunità, come non farci prendere dal panico, anche rispetto al disordine mondiale, tipo questo che state vedendo che ci accompagna nella nostra quotidianità. Siamo molto contenti di essere qui. La formula è quella che conoscete interventi brevi, qualche rarissima intervista, con l'idea di offrirvi continuamente ogni in ogni minuto qualche idea, qualche spunto, qualche link per provare a guardare al domani con un po'di ottimismo e senza angoscia di vedere crisi che non si possono risolvere. Quindi, benvenuti, sarà una lunga giornata, state con noi fino alla fine verso le 5 e un quarto finiremo a pranzo, saremo qui tutti quanti insieme, se vorrete
E si comincia e chiamano sul palco Monica provini di Generali, che ci darà il suo benvenuto in questo posto, stupendo grazie.
Grazie direttore, buongiorno a tutti, è un onore ospitare il foglio ormai per il quarto anno di fila qua da noi alle Procuratie io ruberò solo pochi istanti della vostra attenzione per chi non conoscesse la storia di questo posto magico, Generali, ormai sette anni fa decise di restituire le Procuratie di Venezia al mondo e c'è stato un bellissimo intervento di restauro oggi.
Procuratie ospita la sede della nostra fondazione The Human Safety net, che è attiva in 35 dei nostri 50 Paesi e si occupa di progetti legati o ai bambini in fascia di età 0 6 anni o ai rifugiati che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro.
In occasione della Biennale di quest'anno abbiamo commissionato uno straordinario lavoro a Marinella, Senatore proprio sui valori della nostra Fondazione Marinella, ha lavorato con alcune delle famiglie che la nostra Fondazione segue e ne è uscito un lavoro di grande impatto emozionale, per cui vi invito se avete voglia, in uno dei coffee break o in uno dei momenti della giornata di fare una passeggiata e di andare a visitare questa mostra meravigliosa come ha detto giustamente Claudio l'innovazione, è un tema che riguarda tutti noi e non può non riguardare anche un'azienda come Generali che ha quasi 200 anni di storia.
L'innovazione non è solo un fattore tecnologico, è una scelta culturale e prima ancora una responsabilità verso le comunità di riferimento per noi significa orientare questi processi con impatti concreti, l'inclusione e la resilienza e la sostenibilità, prima di tutto operando una trasformazione sociale e culturale che mette al centro le persone, i nostri dipendenti, i nostri clienti e le persone appunto impattate dalle nostre azioni.
Il foglio ci ha abituato a essere una giornata, un momento di grande confronto e di grande dialogo, per poi generare connessioni e potenziali progetti futuri, quindi io vi lascio con l'auspicio che anche oggi ci portiamo a casa qualcosa di simile buona giornata a tutti.
Craxi.
Grazie grazie, Monica provini, diamo il benvenuto sul palco, Francesco d'Amuri, economista alla Banca d'Italia.
Sì, grazie.
Innanzitutto grazie per l'invito a un po'di raffreddore, l'umidità ieri sera arrivando, non ha aiutato.
E chiederei, avevo mandato delle slide, non so se si possono.
Sì.
Di cosa vi parlerò fondamentalmente è coperto da cosa.
Non vi dirò
E il tema è l'intelligenza artificiale, il dibattito.
In Italia, ma devo dire, anche un po'nel mondo si concentra su due aspetti.
La frontiera tecnologica Aikin di grandi giganti, datacenter e grandi investimenti negli Stati Uniti e anche in Cina, l'altro aspetto di cui si parla tanto del mercato del lavoro quali lavori magari cambieranno, quali non ci saranno più per l'intelligenza artificiale, io non vi parlerò di queste due cose oggi vi parlerò a di cosa può fare l'intelligenza artificiale per far crescere la nostra economia, per far crescere le nostre imprese,
E quindi è una prospettiva un po'diversa mi baserò su un lavoro, a chi è fatto con un team di colleghi molto ampio in Banca d'Italia, che è uscito pochi giorni fa, e quindi non ho il tempo di nominarli tutti, come vedete, insomma, ma comunque andrei avanti con con la slide quindi l'idea è qui è come far funzionare l'intelligenza artificiale,
Come manda avanti scusate, ecco qui allora a questo è un primo risultato della del lavoro che si basa su indagini che abbiamo condotto in banca negli ultimi anni e anche a livello di banche centrali in Europa in tre anni, fondamentalmente il tasso di adozione da parte delle imprese italiane e di intelligenza artificiale è quasi triplicato quindi siamo passati dal 13 al 32%, però c'è una nota dolente, cioè quando chiediamo alle imprese se davvero fanno un uso intensivo di questo strumento solo il 5% ci dica, ci dice sì,
Quindi, fondamentalmente si cominciano a usare magari chatbot alcune applicazioni, ma non c'è l'integrazione piena dell'intelligenza artificiale nei processi produttivi in basso, dietro le sedie
Di raccontavo che siamo un po'indietro rispetto alla media europea come adozione, ma se guardiamo a questa adozione intensiva profonda, in realtà tutti sono all'inizio, quindi, anche se guardiamo alle imprese tedesche, il numero non è molto diverso dal 5% anche se in termini di adozione come vi dicevo gli altri Paesi stanno un po'avanti andrei avanti con la slide,
Velocemente quali sono gli effetti ci sono lavori
Fatti da economisti in maniera molto molto precisa su alcuni task singoli tasche. Le persone fanno il lavoro e i le ricadute in termini di produttività sono quelle che vedete qui nel coding 55% nella scrittura professionale, il 40% e via dicendo. Quindi ci sono effetti molto molto significativi. Nessuno lo mette in dubbio. Anche noi, quando la usiamo, ormai lo usiamo tutti. Insomma, ci rendiamo conto che riusciamo a fare di più in meno tempo. Il punto, però, qual è è? Un'azienda, non è fatta da un singolo tasca, c'è un'azienda, è fatta da una collezione di tasche, quindi bisogna mettere tante cose insieme. È diventare più veloci e più bravi i più efficienti a fare una cosa, non necessariamente aumenta l'output finale, perché tutti i tasselli si devono muovere insieme, quindi diventare più veloci in un pezzettino non necessari
Niente. Ecco perché, tornando al discorso di prima, è importante l'adozione completa, cioè non soltanto di alcune attività, demandare alcune attività, a utilizzare l'intelligenza artificiale per alcune attività, ma ripensare un po'l'organizzazione dell'azienda, se noi guardiamo all'esperienza ai siti degli anni 80 e 90 cosa è successo grandi investimenti,
In computer, grandi investimenti su internet, in realtà Bob solo nel 1987, quindi quella rivoluzione era già a buon punto sul New York Times scrive vedo l'età del computer ovunque, tranne che nelle statistiche sulla produttività, cioè fondamentalmente le imprese spendevano, acquistavano computer, installavano li collegavano a internet ma ancora gli effetti sulla produttività delle imprese non si vedevano.
E se noi guardiamo oggi i dati che abbiamo raccolto attraverso una Salvi della Banca d'Italia, ma confermati anche a livello mondiale, quindi non c'è niente di speciale.
E in Italia il 70% dei manager dice che fondamentalmente al momento l'intelligenza artificiale non ha avuto un effetto sulla produttività dell'impresa, quindi questo è un po'ho chiamato appunto il paradosso di solo, ma c'è una spiegazione molto semplice per questo fondamentalmente questo siamo in questa fase qui i costi di integrazione dell'AI probabilmente,
Bilanciano i benefici per cui sulla botta on line dell'impresa non vediamo ancora un effetto in termini di produttività e cosa serve per far salire la produttività, a riorganizzare i processi. Quindi quell'adozione intensiva che vi dicevo prima che al momento è riservata al 5% delle imprese, poi si vedono gli aumenti della produttività. Quindi questo è un po'la sfida che abbiamo davanti e con una esercizio molto ambizioso. Alcuni colleghi, questo studio è in uscita il 12 giugno. Fondamentalmente hanno stimato quali possono essere gli effetti in termini di produttività nel medio termine. Quindi abbiamo detto nel breve, bisogna riorganizzare cosa succede nel medio termine. Se noi adottiamo lentamente superficialmente, ci possiamo aspettare due decimi di crescita della produttività all'anno per i prossimi 10 anni, che non sono da buttare, nel senso che la nostra dinamica della produttività non è molto superiore a questo valore negli ultimi anni. Se noi facessimo un'adozione profonda significativa, potremmo arrivare addirittura a un punto e uno tenete presente che è sempre dietro le sedie. È scritto che è il PIL in Italia e cresciute negli ultimi 10 anni dell'1,2%, quindi un aumento dell'uno e uno di produttività e insomma, sarebbe un bus eccezionale. Allora, anche se noi riuscissimo a tenermi attenerci all'interno di questa forchetta, sarebbe un grande risultato. Cosa cambia tra il 0 2 e 1 e 1 adozione profonda, veloce, adozione lenta 0 2, profonda veloce 1 e 1
Quali sono i vincoli delle imprese, e cioè perché le imprese non adottano AI, c'è sicuramente un problema di costo come per tutti gli investimenti, ma le barriere sono tante, le competenze e le abbiamo sentite alla preparazione organizzativa, la compete, le competenze sono sicuramente un vincolo importante ma anche l'incertezza normativa AI Act eccetera c'è una normativa che si sta ancora consolidando e che potrebbe bloccare gli investimenti, infine, noi abbiamo un sistema produttivo,
Basato su piccole imprese, ovviamente queste esprimono una domanda limitata, frammentata e questo non fa sviluppare servizi di integrazione delle applicazioni verticali che servono per fare il massimo con questa tecnologia, quindi il messaggio del lavoro, alla fine vedo che il tempo sta scadendo e non servono sussidi generici per favorire l'adozione. Serve una strategia complessiva nel lavoro. Ci sono riferimenti a Paesi che lo stanno facendo Germania, Singapore, eccetera stanno adottando una strategia che colpisce tutti questi aspetti, che vi dicevo prima e quindi
Un'idea, quella di potenziare le strutture a supporto che accompagnano le imprese, spiegano quali sono i rischi, quali sono i trade-off, usare la domanda pubblica anche come volano attraverso procurement innovativo piuttosto che richiesta di servizi, AI integrazione di questi servizi negli ospedali, nella mobilità nell'energia,
Infine, i fattori abilitanti, centri di calcolo anche pubblici, che devono avere un accesso facile per le imprese, lì dove adesso sono usati soprattutto per la ricerca scientifica, certezza normativa.
Condivisione sicura dei dati, e questo è anche molto importante e una è una cosa che è importante presidiare il tempo è scaduto, grazie per l'attenzione, di nuovo grazie per avermi invitato.
Grazie a Francesco d'Amuri diamo il benvenuto sul palco a Gabriella Greison fisica, divulgatrice e, ovviamente, autrice del podcast, del foglio quanto Maroc.
Ciao.
Come userà il tuo microfono eccomi, o questa sarà anche una puntata speciale del podcast live qua da Venezia quantum rock, la fisica quantistica raccontata con la musica rock e viceversa?
L'unica differenza che c'è tra una storia banale consueta dimenticabile è una storia davvero straordinaria e quel sobbalzo sulla sedia che fai la prima volta che ti viene raccontata, ed è proprio questo il caso delle storie che racconto io nel podcast quei colpi di genio che fanno diventare un'intuizione scientifica, la scoperta del secolo, un riff di chitarra, l'emblema di una generazione e la storia di un pescatore, il vecchio e il mare. La fisica quantistica e la musica rock sono considerate molto cool, molto fighe da chi le capisce e molto strane, da chi non le frequenta. Infatti, in quanto a stranezze Einstein e ozi Osbourne non sono così diversi e io non affiderei il mio gatto a nessuno dei due
E uno lo chiuderebbe in una scatola per dare ragione a essere Deringer e l'altro se lo mangerebbe. Dunque esistono tanti rapporti d'amore tra fisica quantistica e il rock tanti di quei rapporti diretti e indiretti sono forti, così forti che ora potrai parlarvene per ore e non ma non posso farlo. Lo farebbero anche in grandi musicisti rock Dexter Holland, il cantante degli OSS Spring è un biologo molecolare, Brian May ha un dottorato in astrofisica e poi le ispirazioni, le tematiche e le grandi domande sincroni siti dei Police si rifà, young che si rifà Pauli, che bacia lui, che bacia lei va be'la copertina, di Dark Side of the Moon, dei Pink Floyd, della scomposizione della luce da parte del prisma, in Strange, in sede di charme Florence and the Machine parlano di particelle atomiche
Astronomi, domain dei Pink Floyd, parte da un pensiero astrofisico Lux eterna dei Metallica, fa riferimenti alla luce e i suoi misteri. Poi accade come in Don't Stop Me Now dei Queen, dove le leggi della fisica se ne vanno a quel paese i Queen riescono ad andare a 150 battute al minuto dando modo a freddi di essere una stella cadente che attraversa il cielo, brucia nel cielo e viaggia alla velocità della luce. Quelli che piacciono a me sono scientifici nel modo di fare musica, i Pink Floyd applicano un rigore, i Ramones, la velocità e cure, la malinconia Springsteen, il sudore, i, Diane stress, la pulizia, iper Jam, la ribellione e chissà quanti sostantivi si possono associare a tutte queste divinità delle regole non scritte. Un brano qualsiasi degli esiti dissi non ha nulla da nascondere, forza pura, cioè massa muscolare per accelerazione nel tempo di batteria al quadrato. Io ho fatto due traslochi. Soltanto mettendo un Lotta Love al Massimo sullo stereo
E il suono e Honda e l'onda alta e rock nel giugno del 72 e di Purple riescono a far svenire tre persone e li ascoltano proprio davanti alle casse che sparano. 117 dB di rock britannico è furioso e che dire dei testi emblematici? 1990 nell'album Face Lift di Elise, in scena ficcano man in the Box un uomo nella scatola, quindi un brano straziante potente nel quale un novello uomo di Schroeder ingrassi ritrova al posto del gatto e urla di voler essere salvato perché, rendendosi conto di potersi osservare da solo, arriva alla conclusione che è meglio essere un uomo spacciato che un paradosso vivente, o sto uscendo dai binari su un treno impazzito quello che urla Ozzy Osbourne
In Crazy Train nell'80 la prima domanda che ti viene in treno, infatti a me il mio treno, che sta partendo quello di fianco, oppure siamo noi a muoverci o la stazione per questo Crazy è diventato Crazy oggi no impazzisce i corpi in movimento, si affidano alle 3 grandezze della fisica classica velocità, spazio e tempo, ma lui sa che se sei a bordo del treno cambiano siano le coordinate temporali che quelle spaziali e Einstein ve l'ho detto oggi e Einstein povero gatto va be'.
Comunque, dai raffica di risposte che do alle grandi domande delle musica della musica rock, questa è un'altra serie che ho fatto da sola sul mio sito lo trovate Grey's Anatomy punto com risposte scientifiche alle domande delle canzoni Queen Is This the Enria Life is just Phantasy dipende se applichi la fisica quantistica e fantasia se invece ti muovi nel mondo classico.
E invece, in realtà oppure break ottenuto di Adro Ilside The Doors e attraversare la barriera vuol dire proprio l'effetto. Tunnel quantistico mi stanno chiedendo Jim Morrison mi sta chiedendo, spiega mi l'effetto tunnel quantistico gli elettroni possono oltrepassare una montagna, possono attraversare una barriera, cosa che le particelle e nella fisica classica non possono fare i Clash. Mi chiedono Schultheiss, Teo, should ego, ma certo se resti e fisica classica, se vai via, quindi, con l'immaginazione 6 nel mondo della fisica quantistica, caro Joe Strummer, Juan Astoli Forever, e tutti qui in tutti vogliamo vivere in eterno, tant'è che i grandi magnati cercano l'elisir no, quando si sono incontrati
Hanno parlato soap solo di questo Putin Gin poi What is love di ad Away bellissima, ecco, questo racconta quello che Pauli ha sempre cercato, cos'è l'amore, cos'è l'amore, lui è andato in analisi da Jung per capire che cos'è l'amore e si sono messi a parlare del fatto che Pauli non è mai riuscito ad amare una donna e le ha tutte pagate e dunque hanno iniziato lo Young la analizzava ma non voleva essere pagato in cambio, doveva spiegargli la fisica quantistica e anche questa è una grande storia che vi consiglio di approfondire le canzoni italiane. Invece, si fanno domande molto semplici, un senso di Vasco Rossi, siamo proprio nella fisica classica, o dov'è dov'è dov'è delle Vibrazioni, la freccia del tempo, dai un senso di Vasco Rossi
Che poi fa questo questo?
E domani un altro giorno arriverà. Siamo proprio alle basi, noi dobbiamo andare per forza da un'altra parte per riuscire, oppure Ligabue, a che ora è la fine del mondo, lo calcolato Ligabue, a che ora è la fine del mondo, allora al sole, attualmente una nana gialla, quindi una stella di mezza età, nel senso che la sua vita sarà dell'ordine di 10 miliardi di anni, insomma il sole a circa 5 miliardi di anni, e tra altri cinque sarà morto, poi si fa il calcolo, trasformando tutto in ore, e ce la fai te lo lascio come compito a casa Live on Mars, devi Bowie c'è vita su Marte, la stiamo esplorando adesso, adesso, cioè Perseverance. Io vorrei, non vorrei ma se vuoi Lucio Battisti vedi, siamo fisica classica qui, interferenza da interferenza costruttiva o distruttiva di and dei Beatles bellissima, anche questa, ma arrivo a una conclusione, sia la musica che la fisica si possono usare per descrivere le cose, pensate all'infinitamente grande all'infinitamente piccolo. Senza la fisica non parleremo delle galassie senza la fisica non parleremo degli elettroni senza la musica non parleremmo di cose piccole come i granelli di sabbia o grandi, come l'infinito l'amore musiche fisica sanno come unire gli opposti e allora forse è per questo che la fisica quantistica in rock si assomigliano così tanto perché nessuno dei due nasce per rassicurarci nascono per aprire una crepa, per dirci che il mondo è più strano di quanto pensassimo, che le regole che credevamo solide ogni tanto si piegano che esistono possibilità che non avevamo immaginato. I fisici hanno costruito acceleratori di particelle, i musicisti hanno costruito amplificatori. In entrambi i casi l'obiettivo era lo stesso sentire qualcosa che prima non riuscivamo a sentire. Forse la vera domanda non è più se siamo fatti di onde o particelle. La vera domanda è cosa facciamo nel tempo che ci viene dato mentre oscilliamo tra due cose, perché alla fine una canzone finisce un concerto, finisce e anche una vita finisce, ma ci sono certe note, certe persone, certe idee che continuano a vibrare molto dopo come un'onda che ha, non ha nessuna intenzione di fermarsi e se oggi, dopo questo mio racconto, vi verrà voglia di riascoltare una vecchia canzone o di farvi una domanda nuova sul mondo, allora avevamo avremmo fatto la stessa cosa. Quella che fanno da sempre i fisici e i musicisti provare ad accendere una piccola luce nel buio, con la differenza che i rocker la trasformano in una canzone che non riesci più a toglierti dalla testa e i fisici la chiamano conoscenza ciao
Grazie Gabriello, diamo il benvenuto ad Agostino Scornaienchi, amministratore delegato di Snam.
Giorno buongiorno, grazie infinite, grazie in particolare agli amici del foglio per la collocazione molto comoda dopo la collega fisica quantistica, quindi spero di non far crollare, diciamo, il livello delle vostre aspettative troppo in basso, fortunatamente siete tutti seduti allora parliamo oggi di energia e per parlare di energia, innovazione dobbiamo partire da cosa quello che deve essere rinnovato, ovvero dove siamo oggi dove siamo oggi e oggi siamo in un mondo,
è un po'diverso da come viene raccontato l'80% dei gusti del del dell'energia del mondo viene fornita dai combustibili fossili e non lo dico perché faccio un mestiere per cui vengo retribuito da un'azienda che si occupa di gas, purtroppo sono i numeri che governano il mondo, il 20% è fatto con risorse cosiddette rinnovabili di questo 20% la metà in Italia è fatta con l'idroelettrico che è l'eredità dei nostri papaya, dei nostri nonni e l'altro 50% è fatto con le cosiddette,
Rinnovabili distribuite, un'altra metà che viene fatta nel nostro Paese, è fatta anche lì col gas, quindi quello che rimane per il sole e il vento e tutto quello che domina il dibattito pubblico vale il 5% del totale, è un numero molto piccolo, è un numero molto piccolo, le cose quindi stanno un po'diversamente da come sono raccontate.
E l'abbiamo visto quello che è successo negli ultimi anni.
Abbiamo visto quello che è successo a partire dalla in prima invasione dalla prima crisi energetica connessa all'invasione dell'Ucraina, un continente, l'Europa che dialogava fortissimamente, che svolgeva un'elaborazione di policy completamente basate sul green. In realtà si sveglia di botto perché sognava un mondo e faceva questo sogno dormendo su un cuscino completamente pieno di gas russo. A un certo punto questo gas è venuto meno, il cuscino, si è sgonfiato la testa battuto sul pavimento e ci siamo dovuti di botto. Risvegliare e prendere atto che la situazione era un po'più complicata di così, perché sì, in effetti l'energia è un po'più complicata di come la si racconta e ce ne siamo accorti qualche anno dopo in Spagna, primavera scorsa, un paese al centro dell'Europa che è andato al buio, eh beh, vedete, quando un paese va al buio non è mai una cosa buona
E, ancorché la Spagna viene raccontata come un Paese leader nella cosiddetta transizione energetica, ma in realtà la Spagna è leader in un'altra cosa nell'integrazione energetica, perché la Spagna c'ha un poderoso ammontare dei nucleare c'ha un poderoso ammontare dei rinnovabili, è vero, ma anche una grandissima flessibilità che è garantita dal gas. Sì, perché vedete la flessibilità nel mondo di oggi diventa la risorsa veramente scarsa, più rinnovabile, mettiamo nei sistemi più rinnovabili distribuite, mettiamolo, i sistemi, più siamo soggetti, evidentemente ha delle oscillazioni. Qualcuno potrebbe dire sì, è vero, però è gratis, quindi è un problema che però c'è un grande vantaggio, sì, è vero, gratis le rinnovabili, però in Italia non sono gratis, non sono gratis, perché soltanto negli ultimi vent'anni hanno ricevuto qualcosa come 250 miliardi di incentivi che sono più o meno una decina di legge finanziaria già un po'abbondante. Ciò nondimeno, è importante utilizzarle. Il più possibile, perché ognuno di noi deve avere il diritto di rendersi se è possibile autonomo. Però, purtroppo, queste fluttuazioni in qualche modo dovevano essere bilanciata e l'unica cosa per rilanciarle
Paradossalmente, è qualcosa di flessibile, un po'di questa flessibilità alla dall'idroelettrico che però, ripeto, è quello che abbiamo ereditato dal secolo scorso, che non possiamo raddoppiare perché l'idroelettrico è legato all'orografia dei paesi. Anzi, cerchiamo di non fare errori perché sono macchine che comunque hanno una certa età e sono investimenti che devono essere manutenuti nel lungo termine e non a semplice, e il resto della flessibilità evidentemente arriva da altre risorse quali il gas e nucleare, di cui vi parlerà il ministro Pichetto fra poco, ma che richiede comunque dei tempi di implementazione che non sono brevissimi, e quindi, eh beh, quindi allora forse invece di parlare di transizione energetica in toni diciamo da slogan un po'italiane guelfi contro ghibellini, milanisti contro interisti, e forse sarebbe meglio parlare di integrazione energetica, ovvero come fa un Paese che è un importatore netto di quell'80% e questa condizione di un po'di importatore netto non potrà essere modificata nel breve termine, potremmo fare sforzi aumentare all'esplorazione e aumentare le estrazioni con tutte le difficoltà del caso. A proposito di estrazioni, consiglio la lettura dell'articolo a pagina 12 del Foglio di oggi faccio un po'di pubblicità, c'è un poderoso articolo che suggerirei di leggere, imparare a memoria e di affiggere in tutte le scuole del Regno, perché tratta molto bene questo concetto che fare energia leggera in realtà significa fare energia molto pesante, cioè di fronte a un'immagine dell'energia green, molto leggera, molto sottile, molto digitale. In realtà ci sta dentro business fatto di scavi fatto di miniere fatto di materiali pesanti.
E allora, come possiamo rinnovarlo questo sistema per renderlo più efficiente, per renderlo migliore? Beh, allora qua arriva la buona notizia, a differenza delle telecomunicazioni e diversi altri business, innovazione nel campo energetico va piano, il che vuol dire che, tutto sommato, non è tardi, tutto quello che noi oggi utilizziamo per fare trasportare, consumare energia sono tecnologie vecchie di 200 anni,
Anche quello che noi immaginiamo essere nuovo. L'auto elettrica, l'auto elettrica non è nuova, la prima automobile, diciamo, le prime automobili realizzata e si muoveva una batteria semplicemente perché il motore elettrico è molto semplice. Evidentemente si deve portare dietro qualche centinaia di chilogrammi di peso, però, dal punto di vista realizzativo è infinitamente più semplice di un motore a combustione interna. Ne sanno qualcosa i tedeschi che, non avendo protetto bene la propria industria a proprio vantaggio competitivo di circa un secolo, sono stati spazzati via evidentemente da una motoristica molto molto più semplice che è quella della motoristica cinese? L'auto elettrica, peraltro ci ha grandi vantaggi perché effettivamente effettivamente non non emette nulla. Lasciamo stare quello che è stato emesso per costruirla, però quell'auto elettrica deve essere caricata, deve essere caricata con energia che deve essere fatta con un mix che, guarda caso, è quello di cui parlava in origine. Quindi stiamo semplicemente spostando il posto dove le facciamo le emissioni, ma evidentemente non le stiamo riducendo, però si possono fare
Però si possono fare molte cose, si possono ridurre le emissioni, si possono sperimentare nuove tecnologie, si può sperimentare l'idrogeno. Per fare questo bisogna mettere insieme tanti sforzi che vengono fatti da tanti ragazzi, da tante università, con gli sforzi che devono essere fatti dalle grandi aziende. Queste cose noi in Italia le abbiamo sempre fatte. L'industria metanifera all'industria estrattiva dell'industria energetica è nata da noi, noi lo sappiamo fare, ce lo siamo soltanto un po'dimenticato di fianco a questi ragazzi bisogna metterci i capitali importanti delle grandi imprese, perché altrimenti questi ragazzi da solo non arriveranno da nessuna parte. L'intelligenza artificiale, la robotica sono cose che potranno aggiungere professionalità, aggiungere competenza, giungere efficienza ai processi energetici del Paese. Snam c'è, lo ha sempre fatto per 85 anni, non ha nessuna intenzione di smettere ed è per questo che abbiamo appena varato un programma di assistenza e di sviluppo per le giovani imprese innovative che hanno interesse a rischiare nel campo dell'energia. Grazie
Grazie, costino Scornaienchi e diamo il benvenuto a Lisa Roscioni.
Storica, l'Università, la Sapienza di Roma.
Buongiorno a tutti, grazie, sono contenta di essere qui, Claudio, ha detto sei minuti, 7 minuti. Speriamo che il gong non suoni proprio al momento giusto quando racconterà una certa storia. Pochi minuti per fare un ragionamento. Forse è troppo complesso, ma sicuramente per raccontare una storia. D'altronde, come è stato profetizzato da un filosofo antropologo, nonché gesuita Walter Ong 1982, mentre la scrittura umana scompare, sostituita da lì ai, siamo nell'era dell'oralità secondaria. Vi posso dire che in alcune università romane stiamo eliminando. Le tesi di triennale. Era diventata, è diventata una ridicola pantomima, gli studenti scrivono una tesi con l'Iai stupende. Ecco i punti e virgola. Erano anni che non si vedevano i punti e virgola la consecutio tempo. Ceterum noi le correggiamo quelli ai quindi era una stupida pantomima, quindi dopodiché abbiamo deciso di si riparte dalla oralità dalla discussione orale. Io, nel corso di quest'anno invece di far fare delle inutili tesine, ho diviso la classe in tre gruppi, l'oggetto era una disputa, se gli indios hanno l'anima oppure no, ho diviso la classi indios Theology conquistadores ed è venuto una cosa stupenda. Inizialmente balbettava no, perché ci ha difficoltà a parlare. In realtà, poi la macchina è partita in America. Non avrei potuto fare una lezione del genere. Sarei stata impiccata probabilmente da qualche parte, perché tocca un argomento sensibile, quindi oralità secondaria che vuol dire è una forma di comunicazione diversa, cioè un'oralità che nasce non prima della scrittura, ma dopo la scrittura. Quindi, da una parte è fortemente mediata e strutturata. Pensati podcaster, pensate
Banalmente i messaggi vocali, ma in realtà è immediata, riporta la parola parlata al centro della scena, la voce, l'ascolto simultaneo e riporta le storie, dove sono sempre state le storie piacciono a tutti, si sempre raccontato delle storie.
I paleontologi dicono che la storia è raccontare storie, qualche cosa che ha permesso all'uomo di sopravvivere, pensate ai bisonti, alla caccia dei bisonti nelle grotte di Altamira, quando io ho cominciato il mestiere di storica, non avevo dei progetti così ambiziosi, garantirà scriventi dell'umanità però mi piacevano le storie quindi quella che farà oggi è quello che farà oggi vi racconterò una storia,
Che ora avviene non molto lontano. Da qui avete presente il Fondaco, no, l'altra immagini per favore, prima quell'altra. Ecco questo il Fondaco dei Tedeschi. I veneziani lo conoscono bene, sul Canal Grande, vicino a Rialto, erano i magazzini dei mercanti del nord Europa, poi ci sono state le Poste per lungo tempo, poi l'ha preso Benetton che l'ha fatto restaurare a Colas è diventato un centro commerciale di lusso, ma è chiuso dall'anno scorso e ancora non si sa bene che cosa succederà. Della decorazione che ricopriva le facciate rese soltanto questo questo affresco staccato e che si trova alla Galleria dell'Accademia ci sono andata ieri, se non lo conoscete andateci, è bellissimo, è come un fantasma, un'apparizione, vedete, è solo quello che rimane e d'altronde il Fondaco è sicuramente un luogo pieno di storia, anzi di fantasmi, e questa è la storia che vi racconterò adesso. Cinque minuti. 1.508 sulla facciata verso il Canal Grande appunto lavora Giorgione, mentre sull'altra, un giovanissimo, Tiziano e poi c'è un terzo uomo
Quello di cui nessuno conosce il nome lo chiamano morto.
Morto da Feltre a parlarcene è Vasari senza dirci il suo vero nome, sappiamo soltanto che viene da Feltre che di cervello ghiribizzo è fantastico capricciosa, è fantastico, gli storici hanno provato a identificarlo con un certo Pietro, Lorenzo Luzzo.
Poi si scopre che Pietro e Lorenzo Luzzo sono due persone distinte, due fratelli.
Uno fa, il calzolaio e l'altro faceva il pittore.
Puoi passare all'altra slide, per favore, un presunto autoritratto di morto da Feltre, conservata agli Uffizi e dalla fine del 600 che sta nella collezione mi dice, ma in realtà, come hanno dimostrato studi recenti, non è suo e non è il suo autoritratto è di un certo Gabriele Cappellini detto il Calzona retto perché prima di dipingere faceva il calzolaio,
Ancora un calzolaio, una coincidenza curiosa, forse no.
Perché è morto da Feltre, in fondo, il caso quasi perfetto e non è così lontano improbabile da quello che ogni tanto succede oggi di un uomo divorato dal proprio racconto, più gli studiosi cercano di afferrarlo, più resta soltanto il personaggio inventato da Vasari, andiamo avanti l'unica certezza che abbiamo è che però arriva a Roma,
Nel 1.400
92, un anno casuale, ma nel momento sbagliato Pinturicchio sta lavorando per papa Borgia, papa Alessandro sesto Borgia è quella che ha diviso il mondo in due la Raia, la linea che stabiliva o gli spagnoli, da una parte e dall'altra parte, i portoghesi e Raffaello sta per arrivare.
Ma?
Chi si specializza nelle grottesche, le grottesche erano delle decorazioni ispirate agli affreschi delle antiche ville romane, per esempio la Domus aurea, grottesche perché all'epoca stavano a livello della terra e quindi sono stati scoperti, i pittori si calavano con le corde con delle torce, con delle candele per guardare questi meravigliosi affreschi un po'fantastici decorazioni eccetera in alcuni casi noi abbiamo soltanto i disegni fatti dei pittori, perché poi, esattamente come le tombe,
Nelle tombe dei faraoni è arrivata la luce, poi le pitture si sono cancellate, quindi si specializza in questo genere e non.
Non vanno male, gli affari passa molti mesi a Villa Adriana, poi arriva a Pozzuoli.
In cambio, diciamo, ottiene degli incarichi da Baroni di Province e nuovi ricchi, insomma, non è che gli affari vanno molto bene, i bulli vuole la fama e quindi va a Firenze e a Firenze gli parlano di dicono che ci sono due artisti straordinari, Michelangelo Buonarroti e lavorando da Vinci li va a vedere mentre lavorano alla Battaglia di Anghiari e vede i cartoni e impallidisce prova a fare il pittore.
Prova a fare il pittore di figura, ma non gli riesce molto bene, rimedia qualche commessa, fa qualche Madonna affresco qualche appartamento e arriviamo al CIP 6 1.508 arriva a Venezia, per una volta il destino sembra favorirlo, il lavoro non manca, la paga è buona, però poi le cose cambiano perché Giorgione per via di una dama che forse morto gli avrebbe sottratto gli si mette contro e poco dopo muore di crepacuore raccontò alcuni o probabilmente di peste a quel punto morto.
Teme il contagio e fugge in Friuli.
Liberò le Commissioni scarseggiano, i friulani sono di borsa stretta e i guadagni sono modesti e a un certo punto prendono una decisione drastica, si arruola nell'esercito veneziano da qualche parte della Gloria, dove pure trovarla.
Diventa capitano di 200 soldati e del 1.527 parte per.
La guerra di Zara in Schiavonia così si diceva Slavonia, però gli va male alla prima scaramuccia vuol fare l'eroe e ci rimane secco, anzi, come scrive Vasari, ci rimane morto, diventando di fatto quello che era già di nome.
1.000 della storia.
Grazie alla professoressa Roscioni diamo il benvenuto da Alessandro Fanelli, amministratore delegato di Peyrano,
Buongiorno.
Buongiorno a tutti allora io sono, Alessandro Pradelli e gestisco Peyrano, operano una casa di produzione del cioccolato che opera da 110 anni, adesso arriveranno le slide, comunque quando si parla di innovazione e probabilmente pensare un'azienda nata nel 1915 non è il primo esempio che A che viene in mente ma la nostra storia ci ha insegnato che per sopravvivere a lungo innovare la vera ricetta,
Adesso aspettiamo un attimo.
Là le slide.
Avevano.
Eccoci qua prossima slide.
Eccoci qua.
Dunque la tradizione ovviamente per noi è, è uno degli asset più importanti, ma il nostro obiettivo non è essere nostalgici, conservare celebrare solo il passato, il nostro obiettivo è essere rilevanti oggi e domani, e allora noi, sempre in azienda,
Diciamo le nostre tradizioni, cioè ciò che noi consideriamo tradizione oggi, in realtà è l'innovazione che ha superato, il che ha superato la prova del tempo a Torino c'è una bellissima installazione di Nannucci che dice o Lights Bing contempli e questo spiega molto bene la nostra, la nostra fame di innovazione, ogni ricetta, ogni macchinari, ogni ogni prodotto che adesso noi consideriamo tradizione in realtà, ad un certo punto nel passato è stato innovazione. Allora, con questa idea in mente, noi in questo momento approcciamo l'innovazione sotto tre aspetti. Il primo è che per noi l'innovazione inizia decidendo cosa non innovare
Il secondo stiamo gestendo negli ultimi 12 mesi, molto proattivamente la transazione, la transizione all'intelligenza artificiale che controintuitivo, forse per un'azienda piccola e manufatturiera come la nostra, e il terzo è come l'innovazione ripensa il ruolo dell'artigiano allora in primis, quindi forse un po'controintuitivo il primo aspetto,
Una cosa che per noi è fondamentale, non cambiare sono i macchinari, i macchinari storici costruiti negli anni 60 70 80 producono semplicemente nel nostro mondo, un, un prodotto migliore è quella che vedete, è una macchina a freddo che serve a apre, raffinare il cacao e nocciole e dato che in granito e non fa sfregamento non fa riscaldare il prodotto e dunque,
Produce semplicemente un un prodotto migliore, il secondo elemento che noi non non vogliamo innovare e il processo di selezione e di crescita delle materie prime in questa è una delle nostre piantagioni.
Partner a Sao Tomè che un'isoletta in in mezzo all'Atlantico e e l'altra certezza, dunque, è la tipologia di materie prime e cerchiamo di costruire delle relazioni con con i nostri art agricoltori, da da Sao Tomè al Sudamerica, l'Alta Langa e soprattutto per noi è importante fare in modo che la prossima generazione,
Il ragazzo in mezzo abbia l'interesse di fare quel mestiere, dunque per noi innovare significa anche preservare le competenze e i territori e dunque i prodotti che ci permettono oggi di di dichiarare un prodotto perfetto.
Fine, terzo, è cosa noi non cambiamo il livello di servizio, il modo di ascoltare, di servire ai nostri clienti, dunque l'attenzione ai bisogni, il tempo dedicato all'ascolto, la cura dell'esperienza, quelli rimangono invariati.
Dunque definire chiaramente cosa per noi non cambia ci permette poi di essere molto aggressivi e focalizzati a su cose innovare negli ultimi 12 mesi abbiamo gestito questa transizione al all'intelligenza artificiale in modo molto proattivo e tutto è iniziato abbastanza per caso, nel 2024 ci è venuto a trovare Sema Altman in laboratorio era quasi scherzosamente abbiamo chiesto a ChatGPT di costruire la visita perfetta per Samp e adesso vi faccio vedere un video che vi fa vedere l'esperienza che ha generato ChatGPT, il video
Non è ancora partito.
Ciao leasing.
Anfibi
Come ci si picchia, cominciando?
Beach
Sempre domani.
Il FLI insomma.
Basta
Si son sentiti.
Innovation princip.
Iceberg.
Ecco, allora durante quel processo noi abbiamo realizzato, come diceva il collega d'amore, prima che l'intelligenza artificiale non è solo uno strumento per la, vuol lavorare più velocemente, proprio un nuovo modo di lavorare e noi in azienda lo stiamo introducendo in tutta la parte di struttura quindi tutta la parte pratica dal dal prendere gli appunti durante le riunioni a gestire le mail varie nostre ah, la cosa forse anche per noi più importante uno dei più importanti che la gestione commerciale dei nostri clienti, allora un altro esempio che noi riteniamo molto carino.
E in occasione della visita di Besòs, di Jeff Bezos e sua moglie l'anno scorso, abbiamo chiesto di nuovo alla all'intelligenza artificiale di di dirci cos'è la cosa che per questa persona era più importante che l'avrebbe colpito di più era vi faccio vedere un secondo un secondo video di questa di questa esperienza.
E farlo araba chiudesse.
Forse Zambon?
Che non si vede spesso in maniera of Things to caschi.
Ecco.
Parlare eh.
No, grazie e quindi l'ultimo l'ultimo evento e invece è dunque qual è il ruolo dell'artigiano in questo nuovo mondo, spesso sì, sentiamo dire che innovazione andrà ad eliminare o a sostituire il ruolo dell'artigiano, noi crediamo l'opposto, noi crediamo che l'artigiano del futuro farà sempre meno attività manuali o comunque attività a basso valore aggiunto,
E farà sempre più le cose che sono importanti, dunque più prototipi a più assaggi più tempo, a a sviluppare nuove ricette, più controllo qualità e dunque è anche in una realtà totalmente manifatturiera l'uso innovazione andrà ad aumentare il valore e il talento dell'artigiano.
Chiudo dunque tornando alla frase iniziale, noi crediamo che la tradizione sia all'innovazione che ha superato la prova del tempo e dunque la nostra responsabilità e avere il coraggio di innovare oggi, perché ciò che noi oggi chiamiamo innovazione fra cent'anni i nostri figli chiameranno tradizione grazie,
Grazie ad Alessandro Pradelli, diamo il benvenuto ad Angelo Mazzetti, Public Policy Director di meta, lo intervista Marianna Rizzini.
Che oggettivamente si fa, questo non conta per il gong, però.
Recuperata allora buongiorno.
Dunque iniziamo subito con questo anno di sfida per le piattaforme down, dal punto di vista del rapporto molto stretto tra social network e adolescenti ci sono Paesi che hanno deciso a questo punto di mettere un freno, per esempio l'Australia in Europa si procede in ordine sparso e le piattaforme hanno cercato anche di auto regolarsi come e come interagiscono con con legislatore.
Allora, buongiorno, Marianna, buongiorno buongiorno a tutti grazie al direttore del Foglio per per averci coinvolto come prima cosa voglio dirti che condividiamo assolutamente le preoccupazioni dei genitori in questo ambito.
E della società in generale rispetto all'esperienza che gli adolescenti che gli adolescenti hanno, però voglio essere molto chiaro su un punto per noi è fondamentale che le persone, e non è una frase fatta che le persone abbiano e soprattutto gli adolescenti abbiano un'esperienza positiva sulle nostre piattaforme perché se le persone non si sentano libere di,
Esprimersi di di essere tranquillo e di condividere e quello che più reputano giusto sulle nostre piattaforme, a un certo punto semplicemente se ne andranno e i nostri servizi, senza le persone che lo utilizzano, non sono niente dem.
Esattamente per questo motivo che i nostri prodotti sono pensati per garantire un'esperienza il più adatta possibile all'età della persona, che vuol dire, per esempio, che per i minori ci sono degli account dedicati che si chiamano account per adolescenti, che hanno una serie di limitazioni nei contenuti che si possono vedere nelle persone con le quali poter interagire.
E in termini di limiti di tempo, di utilizzo della della piattaforma, che possono essere modificate solamente con l'approvazione del del genitore, è citato l'Australia, noi però non crediamo che sinceramente il modello australiano sia un modello da prendere come esempio perché è un divieto generalizzato di solito di solito non funziona e soprattutto non cattura la complessità del tema che appunto è molto profondo siamo però,
In realtà, a favore di interventi legislativi in questo ambito.
Che devono però chiaramente essere efficaci e avere un riscontro anche rispetto alla alla, alla difficoltà tecnologica. No che che che si trovano ad affrontare e quindi noi sosteniamo in realtà iniziative legislative che hanno e prevedono una cosiddetta maggiore età digitale, la maggiore età digitale, è un, diciamo, un concetto preso dalla dalla società di tutti i giorni. Lui esattamente come a un certo punto un ragazzo diventa maggiorenne e quindi ha la possibilità di fare delle scelte in autonomia e prima ha bisogno dell'approvazione dei genitoriale. Allo stesso modo, in ambito digitale dovrebbe esserci un'età sopra la quale poter accedere in maniera autonoma e sotto la quale invece avere un'approvazione da parte del genitore. Perché comunque questo è un altro passaggio che ci tengo a sottolineare. Il ruolo del genitore nelle esperienze on line nella crescita di un ragazzo è ovviamente centrale. È fondamentale. Per essere efficace, però, questo approccio ha bisogno come prima cosa che si applichi a tutti i servizi digitali. Oggi, in media, un adolescente utilizza 40 diverse applicazioni in una settimana. Applicare un questo, questo tipo di approccio ha solamente a un sottoinsieme dei servizi che l'adolescente utilizza. Vorrebbe dire, come è successo in Australia, portare i ragazzi su altre piattaforme che di solito sono più piccole e meno sicure e quindi in realtà più pericolose. La seconda è che servono dei sistemi di verifica dell'età cosiddetti 10 verification,
Che siano efficaci e quindi è impensabile imporre a un genitore è un ragazzo di su questi, per esempio 40 servizi settimanali che vengono utilizzati di ripetere ogni volta che si accede ad una specifico servizio o piattaforma di ripetere questa verifica dell'età e quindi noi crediamo questa cosa debba essere fatta il più a monte possibile quindi fondamentalmente al momento di configurazione,
Del telefono o dell'account all'interno del sistema operativo, ecco, questa è una sfida e questa l'altra sfida è all'interno del quadro normativo europeo per le piattaforme e si pone un problema, c'è un confine tra competitività e regolamentazione, qual è il vostro punto di vista?
Allora, da dai da italiano ed europeo, io credo che quello della competitività ma insomma, è un qualcosa di assolutamente presente nel dibattito pubblico sia una delle sfide principali, insieme ovviamente tante altre purtroppo che ci troviamo ad affrontare in questo in questo momento io porto l'esperienza di un'azienda, in particolare di un investitore estero, in particolare in ambito digitale, partendo da un dato di fatto, e cioè che negli ultimi 10 15 anni si è assistito ad un'estesissima produzione produzione legislativa in ambito digitale ci sono state più di 100 diverse iniziative, con soprattutto 270 ah ah, regolatori differenti che hanno la responsabilità di fare l'enforcement, quindi di attuare queste leggi. Questo, come sottolineato
Sempre dalla dal rapporto Draghi e, come ripetuto in realtà e spesso anche da altre aziende, grandi aziende europee, Siemens, Bosch, SAP e quant'altro ha generato barriere all'ingresso, ha generato complessità, ha generato incertezza, scoraggiando investimenti e scoraggiando l'innovazione è riducendo anche ricavi. C'è un passaggio del rapporto Draghi che dice che il circa il 15% dei ricavi delle piccole e medie imprese sono state rose per via della compliance con il Gdpr. Questo non vuol dire che il Gdpr è sbagliato o non ci dovrebbe essere il contrario, e su questo mi mi mi collego alla sfida che sottolineavi. Credo si debba essere un grande sforzo di semplificazione, semplificazione che non vuol dire
Deregolamentazione, ma vuol dire avere delle regole chiare, semplici, prevedibili e soprattutto e soprattutto proporzionata, anche perché l'Europa ha assolutamente tutte le carte in regola per esprimere una posizione, per tornare a esprimere una posizione di rilevanza e di leadership in ambito in ambito tecnologico grandi università, un mercato unico di 450 milioni di consumatori, 70 milioni di di di di di lavoratori qualificati in ambito tecnologico abbiamo sentito poco fa eccellenze in ambito industriale e manifatturiero, dove applicazioni dell'intelligenza artificiale possono portare dei vantaggi.
Competitivi I molto, molto specifici, però.
E su questo diciamo l'ultimo punto, lo sforzo di semplificazione.
Deve essere sufficientemente, diciamo, ambizioso, arresto a livello europeo si è iniziato questo percorso con i cosiddetti omnibus, che in realtà sono altre regolamentazioni per semplificare la regolamentazione e nel frattempo, che però si sono fermati e soprattutto su aspetti tecnici, e poi nel frattempo però si sta proseguendo Up a produrre, apro a promuovere e a proporre nuove iniziative legislative fondamentalmente perseguendo due obiettivi in contrasto e quindi credo sia importante riconciliare questi due questi due aspetti e poi se, se posso,
Un ultimo aspetto è più culturale, cioè negli ultimi anni, spesso anche nel dibattito pubblico. L'innovazione viene trattata come un qualcosa di positivo per il mercato, per il profitto, ma come negativo per i diritti e quindi comunque costa, da cui comunque difendersi, tutelarsi da limitare ed a cui porre dei limiti. In un qualche modo, in realtà noi crediamo sia esattamente l'opposto, cioè l'innovazione, non comprime i diritti, ma anzi li allarga, un diritto, la difesa al diritto alla salute, la libertà di espressione per considerando il contesto nel quale ci troviamo e quindi ecco Cri, credo e penso sia importante che vi sia una sorta di un riconoscimento di diritto per i cittadini di godere dei benefici dell'innovazione che questo rappresenti uno dei capisaldi dell'iniziativa politica e legislativa italiana ed europea. Ecco parlare di innovazione alle piattaforme, come dire no. Beh, è un'esagerazione, siete già nel futuro, ma potete essere ancora più nel futuro. Qual è la vostra frontiera? Per ci sono per esempio gli occhiali a Igls. Sì, certo no, nel senso che ovviamente la un'azienda come la nostra a Cuba, con un qualcosa che si vive veramente nel quotidiano la sfida è cercare di spostare i limiti dell'innovazione è sempre un po'più in là, ogni giorno è non perde rilevanza. Eh eh eh eh chiaramente, e affrontare questa sfida. Insomma, non si vedono chiaramente gli investimenti in capex e la produzione di di di di innovazione che viene fatta e che viene da questo genere di aziende. Tu hai citato gli smart glasses, io credo siano molto importanti perché rappresenta uno di quei.
Di quegli aspetti in cui l'Europa in realtà già esprime una posizione di leadership in ambito in ambito tecnologico, noi abbiamo una partnership con Essilor Luxottica.
Ma da molti anni una partnership industriale che ha visto miliardi di investimento una contaminazione reciproca, tecnologica e di design, principalmente diciamo per noi in ambito in ambito design alla creazione di un ecosistema italiano e la produzione di uno dei dispositivi di elettronica di consumo, cioè i dispositivi indossabili.
Con l'intelligenza artificiale integrata, più di successo degli ultimi degli ultimi 20 anni, se mi permetti però, per tornare al punto di prima, perché credo che qui ci sia un paradosso interessante, cioè questi questi occhiali questi dispositivi che rappresentano un'eccellenza italiana europea di successo e che sta creando un vero e proprio mercato ed ecosistema in realtà oggi sono minacciati in termini di design da un regolamento, quello sulla sostituzione, sulla sostituibilità delle batterie, che è stato approvato nel 2024, proposto ancora prima, che dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi e che sta mettendo a rischio un design di un prodotto di eccellenza tecnologica europea.
Abbiamo finito il tempo, però un'ultimissima battuta, siamo alla vigilia di una campagna elettorale, le piattaforme saranno centrali, avete un'idea per arginare il profluvio di fake news, abbiamo un mezzo secondo però allora sì mezzo secondo con una con una domanda però assolutamente complessa su questi due punti io credo che le piattaforme abbiano rappresentato in questi anni, abbattendo le barriere d'accesso, una grande possibilità di connessione e trasparenza con i rappresentanti politici e con,
I candidati politici, quindi, abbiano aumentato la possibilità di di discorso e di espressione democratica dall'altra parte è chiaro che bisogna assolutamente evitare che vi siano comportamenti abusivi e sfruttamento della piattaforma con finalità con finalità, diciamo le le negative di di di di influenza e su questo ci sono ovviamente l'abbiamo investimenti in sicurezza e delle delle policy molto stringenti che evitano per esempio con comportamenti coordinati con l'obiettivo di condividere questo genere di,
Di di di notizie, lavoriamo con istituzioni e forze dell'ordine nel caso in cui veniamo a conoscenza di contenuti di natura illegale e che, ovviamente, rimuoviamo per tutto ciò che non è contrario alle policy, non è legale e in Europa lavoriamo con un network estremamente esteso di fact-checker al di fuori dell'Europa lavoriamo e abbiamo iniziato attestare questo nuovo meccanismo. Si chiama community nozze per dare maggiore contesto possibile alle persone, affinché possano farsi la loro idea rispetto ai contenuti che trovano sul sulle piattaforme, bene, grazie, Angelo, grazie grazie.
Gros, crogiolo Mazzetti, diamo il benvenuto a Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Salvatore Merlo.
E uguale Enrico.
Buongiorno, buongiorno a tutti, grazie a Pietrangelo Buttafuoco, di essere qui con noi, grazie comoda Di Pietro.
E senti Pietrangelo, ma.
Volevo chiederti una cosa subito.
Recentemente, dopo qualche giorno fa, la settimana scorsa, questa all'inizio di questa settimana, Erri De Luca è stato escluso da un festival letterario a Salerno, tu hai avuto un po'di esperienza con quelle che immagino tu consideri delle censure, è una censura, quella Erri De Luca e che pensi di questo io penso che sia un riflesso condizionato che è perfino peggio della censura.
Un automatismo mentale che ormai prende piede, per cui dall'1 e dall'altra parte, sia quando lo fanno, i buoni che quando fanno i che quando lo fanno i cattivi ormai è diventato un obbligo dire no, tu no ed è un retaggio.
Di una mentalità.
Che parte da lontano esattamente quando si ha la consapevolezza che il legno dell'umanità estorto e c'è sempre qualcuno che lo vuole raddrizzare.
Senti la la Biennale fa numeri record, pensi che le polemiche a cui abbiamo assistito in questi mesi ti abbiano abbiano aiutato questo successo facendone pubblicità, sai, sono 131 anni di storia e a ripercorrere questi 131 anni, tutti i veneziani, tutti legati.
Alla istituzione Fondazione la Biennale di Venezia c'è stato sempre questo riferirsi alla storia, alla storia, nel suo farsi.
Tant'è che Miss, mi interrogo sempre sul concetto di contemporaneo, visto che ormai impegna sempre di più il futuro e non lo status quo e aiuta, diciamo, che è un rapporto privilegiato tra un'istituzione che è l'espressione più importante e più autorevole più rodata nella scena internazionale e poi quello che accade intorno, che cosa è stato se non un riassetto della carta geografica è certamente quello è un fatto eclatante e quindi richiama l'attenzione ha aiutato, diciamo, che è reciproco l'aiuto
Sentiti il in una tua recente intervista sul Fatto quotidiano ad Antonello Caporale, è un bravissimo giornalista e un amico, questa tua intervista era stata titolata così temo più l'Occidente di Putin, ma che vuol dire?
Be, questo è ovvio, questo è un discorso che possiamo farcelo tra di noi.
E la superficialità, l'inadeguatezza di uno strumento qual è il giornalismo, nel riferirsi alla con al concreto farsi della realtà, ancora una volta io me ne sono reso conto, avendo fatto questo lavoro, questo mestiere io oltretutto vengo proprio da qui, dal foglio mi rendo conto che ormai la deriva è sempre più impazzita in una maionese che mette insieme la disinformazione, la malizia, il pregiudizio, perfino un atteggiamento,
E di?
Satira inevitabile, per cui passa per automatico qualunque cosa ed è complicato difficile mettere a punto i fatti per come stanno le famose 5 W tu, tutte stupidaggini ormai cancellate, e quindi cari lettori del foglio cari lettori che un tempo mi leggevate cari tutti io vi dico questo l'esercizio del giornalismo ormai corrisponde all'antico insegnamento dei contadini ovvero è come lavare la testa all'asino perfettamente inutile troverà modo di sporcarsi,
Senti una una cosa, si discute in questo momento di un ipotetico ingresso dell'Ucraina in Europa che che che ne pensi come osservi questo, intanto bisognerebbe far entrare l'Europa nella cosiddetta Europa mi pare molto più complicato questo esercizio perché se consideriamo come il continente abbia un riassetto geopolitico obbligato al di là di quello che possono fare quei poveretti che si chiamano Unione Europea, Commissione Europea, Europa, qualunque cosa essa sia,
Non corrisponde mai al riassetto geopolitico tant'è che per esempio il Mediterraneo è messo tra parentesi, tant'è che i Balcani non sono neppure considerati, tant'è che quell'idea stessa di Europa che ha una precisa caratteristica che la letteratura ce, l'ha spiegato che l'ha spiegato perfino alla scienza non corrisponde assolutamente a questa alchimia quindi di alchimia si tratta e nei trattati scientifici ancora non è arrivata.
E un nostro tu hai ricordato, se sia stato tra i primi, non hai fondato con Giuliano, ma quasi sei arrivato subito il foglio, un altro nostro parente, diciamo consanguineo, e Alessandro Giuli Alessandro Giuli, quando cominciò questa vicenda del del del del padiglione russo disse che avevi sbagliato.
Da lì è venuta fuori una lotta evidente, anche pubblica, eccetera poi lui, però, è venuto a Venezia la domanda che ti facce, ma chi l'ha vinta, poi alla fine questa contesa lo ha vinto a biennale, il 20% in più al botteghino, la vittoria è solo dell'arte, la vittoria è soltanto della ricerca, le vittorie degli artisti, la vittoria e del confronto, la vittoria è anche della dialettica. Non c'è stato niente di più bello che confrontarsi, confrontarsi al di là degli infingimenti, al di là di qualsiasi formula che possa essere civettuola o peggio che mai, ipocrita.
Tu che hai studiato a fondo, un gigante qual è Indro Montanelli, sai perfettamente quanto fosse fondamentale nella sua formazione e nella sua attività e nel suo lavoro il confronto duro, aspro, ma soprattutto onesto, se c'è una cosa che mi lega ad Alessandro Giuli, è l'onesta cui s'accompagna l'altra espressione fondamentale in questa materia intellettuale e l'onestà intellettuale gliela riconosco appieno, ecco l'1,
Una cosa?
L'impressione che si aveva osservando tutta questa vicenda è che il governo, cioè che il governo di centrodestra che pure ti ha nominato alla Biennale e che ti ha sempre dato una considerazione.
Quando non governavano poi, a un certo punto ti abbia cominciato a trattare da nemico e mi chiedo, ti chiedo se ti abbiano deluso.
Deluso presuppone l'illuso.
Perché devo dire che io ho sempre pensato, conoscendo Pietrangelo, che i primi che lo avrebbero epurato sarebbero stati quelli cui teoricamente lui, il mondo da cui teoricamente lui lui proviene e allora ti chiedo però.
Che la coincidenza delle delle date, cioè le elezioni delle date tra le elezioni politiche, tra le elezioni politiche e la scadenza del tuo mandato qui a Venezia, sono sfalsate, cioè tu sarai ancora.
E a Venezia, quando questo governo sarà cambiato, può darsi che poi rivi Inca il centrodestra, ovviamente, ma potresti anche le potresti ritrovarti con loro oppure con un governo di centrosinistra la domanda e hai più probabilità di essere riconfermato da un governo di centrosinistra oggi.
Se guardo alla mia biografia, se guardo alla mia biografia e anche alla mia esperienza professionale, la risposta che ti posso dare è che a scadenza scadono.
E poi cosa farai?
Cosa farò, io credo di far bene un lavoro.
Che è quello.
Ormai in disuso, perfino inutile.
Parallelo a quello del lavare la testa all'asino.
Non, peraltro, perché la letteratura se n'è andata via.
Adesso c'è la cosiddetta narrativa.
Quindi so che anche lì la vedo complicata.
Non resta altro che seguire il consiglio del signore.
Non faccio ridere e dunque, sulla scorta di questa di questo suggerimento, farò il capocomico e e quindi.
Il teatro è frequentato, tra l'altro.
Senti.
Tra un po'comincia la mostra del Cinema di Venezia, i due cose ti voglio chiedere intanto cosa distingue una mostra da un festival e quindi Venezia da canna e poi c'erano una seconda dopo.
Poi, cosa Discos, qual è la differenza tra una mostra e un solo?
Quella te la faccio dopo, ah, va be'ecco, allora innanzitutto non è tra poco,
Innanzitutto comincia il festival di teatro di William Dafoe e poi, mercoledì 10, vi do a tutti appuntamento nella biblioteca dell'Archivio Storico della Biennale, con gli ultimi giorni dell'umanità di Karl Kraus, raccontati da Massimo Cacciari.
L'attività è piuttosto intensa.
C'è innanzitutto il festival di teatro di Willem Dafoe, ci sarà un bellissimo appuntamento, ve ne segnalo due innanzitutto con Emma Dante e poi con Iodice, Davide Iodice, che lo scorso anno ha portato uno spettacolo meraviglioso e emozionante, non faceva ridere, infatti era,
Uno spettacolo che catturava la carne, un Pinocchio sublime e quindi vi raccomando di tenere a mente questi appuntamenti, la mostra del cinema arriverà il 2 settembre e però ci sarà anche il festival di danza di Willem Dafoe, e poi ancora ci sarà il Festival di musica firmato da Caterina Barbieri si dice mostra e non Festival perché la mostra presuppone una valutazione, una curatela di un direttore che sceglie in ragione di un contenuto ben preciso,
A differenza del festival che la sagra e la rappresentazione di tutte le novità, e quindi di tutti gli affacci, nella mostra invece c'è una selezione durissima e la selezione presuppone che cosa il fatto d'arte io lo so, me ne rendo conto ed è una cosa che non fa ridere in realtà la maggior parte delle persone proprio in quello che è la vulgata non conosce il funzionamento della Biennale.
Non conosce il meccanismo che proprio fondato sulla totale autonomia dei direttori, che vengono garantiti in questo loro lavoro, nell'assoluta libertà, purtroppo è complicato fare arrivare questo meccanismo al di là di quello che può sembrare il cancan enorme intorno a questo evento, tant'è che mi ricordo che un'autorità,
Politica nientemeno che è responsabile della commissione cultura del Pd, a un certo punto disse una cosa che, alle orecchie dei veneziani e terrificante definì il padiglione 1 stand praticamente la Biennale come una fiera campionaria e ho detto tutto senti una cosa dicevi la curatela e la scelta dei la ricerca dell'arte, ecco, questo è l'espressione che ha utilizzato. Io ho letto su un giornale che di questi, che danno gli spifferi, eccetera, che,
Non si trovano film italiani buoni per la mostra del Cinema di Venezia.
È possibile e poi soprattutto e qui c'è un pregiudizio mio, perché il cinema italiano è così brutto.
Beh, guarda questa del del marchio italiano rispetto ai fatti dell'arte incontra spesso delle incomprensioni e anche qui, dei luoghi comuni, ti faccio un esempio ed è completamente inutile ripeterlo, il motivo lo abbiamo ripetuto nelle conferenze stampa, negli articoli, nelle interviste, non ci sono artisti italiani, attualmente nella mostra di cojo quo,
Ma non ci sono gli artisti italiani per un motivo drammatico e ben preciso, ovvero la curatrice il direttore della mostra cojo quo fissa tre appuntamenti nei tre più importanti teatri italiani, ovvero il Teatro alla Scala, il San Carlo a Napoli e il massimo a Palermo, che sono le 3 occasioni per incontrare gli artisti italiani e fare la selezione ma cojo quo muore.
Quindi non c'è la possibilità di fare questi tre appuntamenti, è di fatto qua, per questo motivo non ci sono artisti italiani.
Ma non basta ogni minuto ogni istante, sono sicuro che se incontriamo dei colleghi giornalisti mi chiedono, ma perché non ci sono artisti italiani è una cosa ripetuta continuamente, fa parte di questo meccanismo, cioè lavare la testa all'asino perfettamente inutile, e vale anche per il cinema nel senso che non è vero che non ci sono film italiani di qualità anche film che non sono entrati nella selezione della mostra.
Sono tantissime le città di pianura giusto per fare citare un film che è conosciutissima amatissimo qui nelle Venezie, è un film di grande qualità, un'ultima cosa, il gong, lo abbiamo sentito, ma mi piglio un secondo con il consenso del direttore che strappo anche questo silenzio assenso.
Paola, Cortellesi, al Quirinale.
Viene chiamata per fare un intervento dove ricorda le grandi donne che hanno fatto la storia della della Repubblica, delle istituzioni, eccetera, ma ne mancava una che la prima donna che diventa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che cosa c'è dietro questa omissione e se è un'omissione ma anche qui è il sentimento diffuso è la pigrizia nello scrivere nel nel non voler scavare nel non volere riflettere, anche perché tutta questa,
Confessione.
Sull'importanza del voto dato alle donne, per la prima volta le donne vanno a votare.
Presuppone il passaggio ulteriore, per la prima volta vanno a votare e votano tutte monarchia, sarebbe stato più bello raccontarlo, grazie grazie, Pietrangelo.
Grazie grazie al Presidente alla Biennale Buttafuoco, diamo il benvenuto sul palco al ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, Fratin, lo intervista Giuseppe De Filippi.
Buongiorno, Ministro, allora anche il suo Ministero, all'inizio del mandato, come altri è stato interessato da un cambio di nome, è diventato il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica.
Non so gli altri, ma sicuramente questa Giunta è stata decisamente opportuna adesso.
Rischiate quasi di sembrare un ministero quasi solo dell'energia, per questo parto da due domande non energetiche, poi andiamo anche al tema dell'energia.
Un po'l'ambientalismo vecchio stile, la qualità dell'aria in Italia, come la vogliamo giudicare dal momento in cui lei è diventato ministro ha oggi dalla quale l'Alitalia ha dovuto anche a una serie di situazioni.
Orografiche siamo qui all'inizio della Pianura Padana, certamente era era molto più grave la situazione quattro anni fa devo dire che l'azione in questo caso non la scrivo una flebo al governo talmente governano libertà, è intervenuto con delle azioni nei confronti della regione con con dei finanziamenti anche ma ho un complesso di presa di coscienza di consapevolezza da parte delle istituzioni a livello regionale a livello locale e la modernizzazione,
Guardate, io cito sempre ai fini della decarbonizzazione, ormai anche anche voi anche sul foglio devono citato i tre grandi temi per la decarbonizzazione che che quindi riguarda la mobilità, l'agricoltura, i fabbricati è d'accordo che non citiamo l'industria.
Perché perché, ad esempio, l'industria Nairn che nella più grande area produttiva industriale d'Europa, con il Baden Württemberg ce la stiamo ce la giochiamo è quella che ha raggiunto più, diciamo, il e ha fatto i gol migliore Bnl nella decarbonizzazione questo contributo certamente siamo ancora a livelli molto alti di PM 10 di biossido d'azoto,
Dovuto anche proprio questo fatto. Orografico alla montagna sulla montagna, enorme montagna ad ovest e probabilmente colmo della sfortuna anche il vento dell'Adriatico, che so che portarli a chi soffre under proteiche anziché fare la la parte di estrazione non cito la la la la la la Turchino nel modo più assoluto l'eventuale apertura sul fronte ligure, quindi, per fare corretta d'aria il secondo tema vero ambientalismo, vecchio stile e la qualità dell'acqua ci sono due questioni
È chiaro, ha interessato anche le cronache, la questione del FAS e la questione della presenza di arsenico, quali sono state le risposte e qual è il giudizio che si può dare ora sul sull'acqua in Italia, la sfida sull'acqua e la sfida delle sfide, anche perché siamo un Paese che si era crogiolo lato sul.
La convinzione di non avere problemi di acqua, in particolare in alcuni territori della regione del Nord.
Invece ci ritroviamo a dare una lettura proprio sul fronte idrico, abbiamo le perdite che superano ancora al 40%, ma guai più grande, ma io ritengo che per poter incidere bisogna ridurre il gestore e da 2.391 gestore quanti erano all'inizio adesso sono in ascesa, ma,
Ne abbiamo ancora un numero elevato.
L'obiettivo è arrivare a quei 100 gestore che son previsti dal Piano nazionale 100 150 gestore ai soggetti robuste, in grado di fare gli interventi per quanto riguarda il frutteto ecco poi la qualità sta fra l'acqua, chiaramente abbiamo una questione al Nord, colpi Pfas,
E forse è uno dei dei temi mondiali vorrei ricordare che nell'ultimo nell'ultimo G7, nell'ultima riunione del G 7 circa un mese fa, è l'unico tema e qui Rank significativo è l'unico tema dove c'è stata la convergenza anche dagli Stati Uniti.
Nel citarlo nel documento, mentre non si poteva esitare climate change.
Bisogna trovare, è passata un'altra, un'altra alchimia nel del, nel dirlo senza utilizzare quei termine, sono stati proprio citati Watt, perché perché effettivamente è uno dei problemi dei problemi e su questo bisogna andare avanti per trovare una regione come il Veneto dove ci troviamo ci avviciniamo per via indiretta tema energetico cioè tra tanti no, c'è un sì e un po'clandestino, non troppo dichiarato ma interessante a Roma, che riguarda il termovalorizzatore, è stata una scelta coraggiosa dell'amministrazione il ministero in che modo l'ha sostenuta
Il primo giorno di insediamento io ho sentito il Sindaco Gualtieri, gli ho detto vai avanti dove sentiero e l'abbiamo accompagnato finora e sa che può contare sul sull'appoggio più completo, proprio su questa iniziativa, nel contempo so dire vale per Roma e a questo punto vale per la Sicilia dove ho nominato commissario e il presidente della Regione per fare pienamente i due termovalorizzatori e quindi e deve deve andare avanti per il raddoppio in Piemonte o collegata alla Liguria o uno dei Liguria cioè è il percorso fondamentale per evitare,
Le grandi discariche modello Malagrotta o alcune situazioni di grande disagio che abbiamo ancora in tante regioni, anche del sud. Poi ci sono dei no molto potenti e che sono anche presenti nella maggioranza e che poggiano su un no grazie storico, quello referendario e che riguardano ovviamente l'energia nucleare. Voi vi siete messi in testa di contrastare questi no, è una partita difficilissima e a che punto siamo? Non è ideologico e una valutazione del rispetto a quella che è la realtà che stiamo vivendo noi. Allora, fermo il fatto che dobbiamo decarbonizzare, perché comunque siamo in grado e metodo aumento, temperatura e il contributo della decarbonizzazione è un contributo importante, non fosse altro che il contributo per la salute citata prima nel nel suo primo quesito
Secondo, ossia?
Amo al alla vigilia, stiamo iniziando un periodo dove ci sarà un'esplosione di domanda di energia elettrica, terzo, abbiamo un territorio che è con noi, viene detto, il Bel Paese, l'Italia immerso in mezzo al Mediterraneo, colline montagne e pianure credere, e un'attrazione turistica anche rilevante per una vivibilità ai territori una biodiversità eccezionale e oggi noi produciamo 260 ragionando in kWh con 160 miliardi di chilowattora.
Cerca all'anomala, ma la domanda è di 315 miliardi, già ora importiamo circa un 40 50 miliardi di chilowattora, essenzialmente di natura nucleare, dalla Francia, con elettrificazione dell'industria e l'edificazione di fabbricati, che doveva essere un obiettivo certo, in particolare in tutta la fascia alpina, perché significa avere ambienti più salubri e far costare meno,
Questa è la sfida e.
La data center, la previsione è di una.
Di un aumento di almeno 100 miliardi di kWh ai prossimi 15 anni 10 o 15 anni.
E vogliamo arrivarci solo col fotovoltaico e l'eolico che non sono continuativi lo dico io per primo che Omer sul 131 euro 131.000 gigawatt di obiettivo al 2030 e che con il Governo Meloni in questi tre anni.
Abbiamo fatto più che ogni periodo precedente, perché siamo partiti da un tigrate e mezzo col governo Conte.
Successivamente sono state 3 gigawatt nel 2022 col Governo Dradi e poi, se andate a 5 gigawatt al 2, veramente 3 7 1 4 7 oh, oltre a sette 2025 e buoni preludio inusualmente 6 abbiamo aggiunto 20 più sillaba. Possiamo andare avanti, si può fare di più, si può anche fare di più comitati permettendo e così via, ma non possiamo sprecare nemmeno il territorio israeliano di.
Pale eoliche e pannelli fotovoltaici, per non dare la risposta, perché noi la necessità di un qualcosa di continuativo, di energia continuativa per mantenere la rete non la dobbiamo avere, l'obiettivo deve essere quello di un governo che vuole governare, non solo gestire presente quello di fare e di dare il disegno del dopo il disegno del dopo è un equilibrio tra tante forme di produzione fra tanto quello della produzione geotermico idroelettrico naturalmente che può aumentare di una decina di Teheran.
Fotovoltaico ed eolico che fossero ancora aumentare di tantissimo, ma dobbiamo aggiungere.
Una quota di nucleare, così come tutti i Paesi in tutto il Paese dell'progrediti, stanno viaggiando e la scienza sta accelerando su su questo su questo fronte poi ci sarà arriverà all'idrogeno anche perché sull'idrogeno e è più facile produrlo, anche se ancora costo alto ma è molto più difficile utilizzarlo ecco usiamo questo ter,
è questo lo scenario che abbiamo davanti ed è su questo che noi dobbiamo andare avanti, quindi di doveva stare però nel merito, non non nell'ideologia, consegnare sì, però si potrebbe dare con la gestione delle scorie radioattive, che non hanno niente a che fare con la produzione di energia ma che derivano ad esempio dalla sanità e su questo il governo ha trovato una soluzione anche con il consenso delle.
Varie comunità locali.
Allora famoso deposito allora ferme le scorie che sono 22 Carc, stanno il metà di questa sala e che art dottor daranno vetrificate usiamo questo termine da un moment fra una decina d'anni, nel contempo vanno andando in Francia per accordo firmato qualche giorno.
All'inizio de de del mese di maggio tornerà abbandonando in Francia alle ultime l'ultima parte dall'alta radioattività, quindi fermo questo, noi abbiamo un quantitativo notevole di.
Ferro, acciaio e mattone del dalla dismissione, la vecchia centrale dei vecchi reattori e una produzione giornaliera civile sanitaria dei rifiuti radioattivi che in questo momento stiamo stoccando in un centinaio di siti che abbiamo riusciti, che avevano le capannone che ama sparsi per l'Italia un Paese serio deve avere il coraggio di fare poi le scelte, un Governo deve far le scelte, anche se impopolari, e dire,
Si va lì se c'è un'auto candidatura meglio, molto meglio, naturalmente Birò è bisogna dare però tutte le informazioni necessarie, deve esserci trasparenza, quello che che che non va e che mi dicono io, non voglio le scorie radioattive perché son pericolosa nel mio territorio ma in realtà eccessive e me lo disse e me lo dice dall'ospedale per,
Da dove dove stai producendo quel momento lastra siringhe e garze e che da qualche parte dobbiamo mettere?
Senta il no al nucleare, è stentoreo dichiarato e rivendicato, poi invece ci sono dei no, detti a mezza bocca un po'di nascosto, quasi vergognandosi quelli alle rinnovabili, campione di questo è la Regione Sardegna.
E in questo caso, come si può procedere per superare queste resistenze? Beh, innanzitutto io sono tenuto a dover rispettare la Costituzione e quindi quello che quella che è la legge dello Stato la devo rispettare anch'io.
Posso solo fare azione di moral suasion ed invito a entrare andare nel merito a me sta bene che la Regione Sardegna o altre ragioni dicano non voglio questo insediamento, perché con la motivazione, quello che credo, non non dobbiamo accertare eh no e basta non su tutti perché l'hai detto tu,
Questo assolutamente oppure no, perché io mi aggiusto da solo, però vado avanti come la Regione Sardegna che ci costa vado avanti col carbone, che ci costa quasi un miliardo all'anno, ai cittadini italiani, però ancora sul tema energetico, perché non usiamo il gas che sta a poca distanza qui da noi so nella nell'Adriatico allora il gas,
Io adesso ho proceduto con molti sulla concessione, siamo quasi del 50 nuove concessioni o riattivazione di concessione che erano state chiuse, c'è una linea di demarcazione che sulla foce del Po, che è il cosiddetto ramo di Goro, che fa naturalmente da confine, c'è una,
Dopo una serie di valutazioni che abbiamo chiesto, anche di ordine scientifico, che riguardano naturalmente il rischio che l'estrazione, posso farlo naturalmente scendere quelli del programma di subsidenza che che che è in valutazione e che va naturalmente superato prima con le prove scientifiche altrimenti no, non è possibile ministro se domani l'Ilva chiudesse per l'ambiente, sarebbe una vittoria o una sconfitta.
Per l'ambiente sarebbe una sconfitta per l'ambiente e per una ragione, perché quella che l'opportunità che noi abbiamo avuto e che debba abbiamo ancora e spero che che venga vada a buon fine è quella di fare l'acciaieria più moderna elettrificata d'Europa,
Malt, ecco perché sarebbe una sconfitta, la sconfitta sarebbe anche di tipo economico, perché 6000000 di tonnellate in meno 6 4 8 uova a seconda che si riesce a secondo dei sei persone a seconda dei progetti adesso adesso è euro e siamo a due.
Significa correre il rischio di dipendenza dall'estero e noi sappiamo che quando lo vediamo con l'energia, essere dipendente dall'estero vuole dire essere dipendente alle decisioni che assumono altre ad ogni fruscii o subire delle conseguenze, e poi ci sarebbe tutta la fase di smantellamento che sarebbe per l'ambiente e poi insomma fase smantellamento in questo caso ci vuole l'equilibrio anche anche da parte della comunità locale che ha pagato a caro prezzo dalla vecchia Ilva non c'è dubbio, però si tratta di avere il coraggio di scelte concrete di merito col Ministero Ambiente che peso dato alla diffusione dell'altro e dell'auto elettrica è uno dei
Punti di di valutazione del miglioramento della situazione ambientale oppure no, sì, allora guarda, io ti dico questo anche perché nella mia vita prima mi sono occupato molto di automobile, allora il motore elettrico e il motore del futuro perché è il più facile da fare industrialmente o motore che ha sette volte hai perso nemmeno del motore endotermico quello che è stata un'idiozia a livello europeo effettuarsi The Farm è la decisione da parte di un politico
Timmermans e la commissione di come avrebbe dovuto essere la tecnologia al 2035?
No, non posso io politico in questo caso con la laurea in economia a gestire la tecnologia scientifica al 2000 al 2040 15 anni dopo questo l'errore che ha portato come conseguenza in cinque anni demolire quello che era la sistema automotive principe nel mondo, che era quello che ero quello tedesco italiano, usiamo questo termine ecco dove sta l'assoluta ma il futuro.
Mercato porterà a davvero una prevalenza dell'elettrico, non c'è dubbio, grazie, ministro Rajoy.
Ringraziamo il ministro e diamo il benvenuto a va etnico, cosi anzi io e City o del gruppo A 2 A.
Ecco, mi sono procurato del microfono da solo.
Facciamo andare slide.
E io a in A 2 A, mi occupo di tecnologie digitali e di innovazione e quindi sono un ingegnere e da bambino usavo di smontare i giocattoli, per vedere cosa c'è dentro oggi, parleremo di intelligenza artificiale e quindi vi invito insieme con me è diventare per un attimo bambini,
Quindi, seduti e smontiamo insieme a questo giocato, lei capiamo cosa c'è dentro di come, come, come ragiona questa intelligenza artificiale.
Allora immaginate di fare una una richiesta di sulla Divina Commedia.
Okay, immaginate di fare una domanda all'intelligenza artificiale sulla Divina Commedia, cosa succede dentro, beh, non so se sapete, ma intelligenza artificiale generativa non ha dentro la memoria di Bibbiano commedia, proprio non ce l'ha ma ma ha la sua formula quindi una cosa strana ma no formula della Divina Commedia ma è proprio così, quindi questi concetti possono cambiare, come noi pensiamo, immaginiamo,
Come funziona l'intelligenza artificiale generativa, la storia dell'umanità, intanto, è la storia di di ricerca, di descrivere tutto il mondo visibile, invisibile attorno a noi e poeti facevano, con con le parole, invece scienziati facevano con le formule Newton, osservando come cadeva una mela definirle le leggi di Newton,
Max Plank definì.
Le basi della della
Della fisica quantistica e quando la sua formula non funzionava o cosa ha fatto introdotto costante di Blanc, che si usa, ma non si sa perché è esattamente quelle cifre lì è quello che accade oggi anche con l'intelligenza artificiale, quindi il letti an der Leck, le famosi letti reti neurali, quindi questi Large Language Model non fanno altro che creano da soli questa formula nel processo del loro addestramento, quindi una formula gigantesca, alla fin fine, ma alla fin fine una formula. Quindi, quando noi facciamo qua una domanda di intelligenza artificiale, intelligenza artificiale, trasforma la nostra richiesta a un vettore multidimensionale. Quindi tante cifre, molti capi, moltiplica questo con delle matrici molto grandi di bilioni parametri e alla fin fine esce fuori una risposta
E queste risposte esce fuori, anche perché parliamo di di Fo di funziona matematica e questa risposta può essere corretto, potrebbe essere un'allucinazione, quindi a due allucinazione, è una caratteristica intrinseca dell'intelligenza artificiale generativa, ora tempo occorre quindi io vado velocemente su su dire cosa fanno oggi.
No, no, prima magari vi racconto, come avviene questo addestramento, allo immaginate un sommelier, processo di addestramento di sommelier, assaggio un vino sbaglia, corregge, e così via continua a migliorare la sua conoscenza stessa, cosa intelligenza artificiale, diamo una risposta risposta viene confronta cioè Dehaene facciamo una domanda a risposta viene confrontata con risposta esatta e in pratica viene corretto quello che quello che esce fuori, quindi un migliaia e migliaia e migliaia di volte questo accade.
Allora cosa fanno oggi le aziende, le aziende?
Sperimentano tantissimo, con intelligenza artificiale, è uno strumento veramente molto utile, usiamo anche noi in A 2 A tantissimo, ma non tutti riescono veramente a tra un valore da questo pensate che solo 20% delle aziende riescono a catturare 80% del valore generato e tanti no, e quindi qui sta sta a noi per capire come veramente usare l'intelligenza artificiale per veramente avere un valore che serve alla società.
Quindi, per per andare avanti, io vi porto 3 stimoli per pensare primo Kurt Vonnegut 1952, piano meccanico in questo romanzo Kurt descrive una società del futuro che aveva POR puntato tutto sull'efficienza, quindi le macchine pensano, lavorano, fanno tutti uomini, praticamente tanti non fanno niente, sono praticamente inutili per sentirli utili trovano lavori tipo 1 scavò una buca e l'altro riempe e quindi la domanda questa provocazione che vuole portare.
Ma se noi POR puntassimo tutto solo sull'efficienza, sull'efficienza, cosa sarà la nostra dignità del lavoro, del posto dell'uomo nel sistema produttivo, la seconda, secondo stimolo che vorrei portare è da Asuka US, Isaac Asimov 1920 nel suo racconto.
Sono in futuro siano, sono Inf umanità, in futuro ha delegato tutto alle macchine che fanno guerre tra loro e umano, ha perso, anche, non sa nemmeno dove farei, come fare i calcoli e quindi è arrivato a un certo punto per poter inventare come fare calcoli,
E quindi attenzione a questo punto delle gare non è mai neutrale, ma non solo di intelligenza artificiale, qualsiasi cosa pensate a attorno a voi, se voi delegate a macchinetta del caffè di fare il vostro ex espresso probabilmente non non dimenticherete come fare con la mucca, ma una cosa naturale e quindi noi dobbiamo decidere per noi quando noi deleghiamo cosa vogliamo non continuare a fare cosa vogliamo non,
Alienare.
E il terzo che vorrei portare come stimolo.
Vecchio Testamento Antico Testamento Genesi, dove c'è scritto proprio questo, tutta la terra aveva una sola lingua, usava le stesse parole il concetto di Torre di Babele, che fu richiamato anche nell'enciclica magnifica Hunt Humanitas come una cosa da non fare, vi ricordate, questo è,
Mi mi mi mi facevo la domanda ancora prima di leggere l'enciclica, ma è il caso che l'intelligenza artificiale generativa si basa su modelli linguistici dove dentro c'è unica lingua per tutto il mondo, la lingua della matematica quindi sono le cifre, quindi il modello cinese europeo americano lingue stessa lingua della matematica, quindi alla domanda, eh non è che stiamo già costruendo questa torre di Babele e se la risposta è sì quale sarà la prossima confusione?
Ragioniamoci un attimo, però vorrei che voi sorridete perché io personalmente ho tanta fiducia in umanità, io son sicuro e come accade sempre umani sempre trovano il modo per raddrizzare la Rota, solo che bisogna poter avere scelte e per poter avere scelte bisogna avere pensiero critico, è quello che dicevano anche i relatori prima di me è molto importante di non perdere le nostre capacità cognitive,
E per poter scegliere quindi la vera domanda che bisogna fare in questo caso non è cosa sa o cosa saprà fare intelligenze artificiali, saprà fare tantissime cose veramente utile, super utile, ma la vera domanda è cosa scegliamo di fare noi.
Cosa scegliamo di fare, noi, cosa scegliamo di fare noi come individui e come società, con questo io vi chiedo di continuare a pensare su su questi argomenti, grazie ancora.
Grazie ad Enrico Bosi, non diamo il benvenuto a Pierpaolo Limone, rettore dell'Università Pegaso.
Grazie.
Grazie ben trovati.
In pochi minuti proverò a parlarvi di università, l'università tradizionalmente e una e una tecnologia basata sulla scarsità, se pensiamo all'Università di 900 anni fa, era una necessariamente una tecnologia basata sulla scarsità, perché c'erano pochi libri, c'erano pochi maestri, siano pochi insegnanti e quindi saranno in pochi luoghi dove si concentravano queste funzioni.
L'Università degli ultimi 200 anni non è soltanto una tecnologia basata sulla scarsità, ma è soprattutto un'infrastruttura che incentra la propria funzione sulla selezione pensata dall'università von Voltiano è quella dal dalla metà dell'800 in poi che caratterizza le funzioni dell'università contemporanea in tutta Europa e un'università,
Che è pensata per selezionare i migliori per selezione delle classi dirigenti, e anche lì, naturalmente, c'è un principio di.
Come dire, di selezione e di esclusione che caratterizza gli ultimi 200 anni, se vogliamo possiamo dire che l'università, anzi il titolo universitario progressivamente diventa una sorta di bene posizionale e questa attitudine dell'università è in contrasto, naturalmente, con la ricchezza, invece di possibilità di accesso alla conoscenza che caratterizza la la contemporaneità vi do tre riferimenti, tre dati numero 1
La crisi demografica pensiamo, come sta cambiando rapidamente in Italia, la composizione del Demm anagrafica del nostro Paese.
Sapete benissimo che c'è un calo delle nascite e significativo è che la fecondità nel 2025 è calata drasticamente, si parla di 1,14 nati per donna, cioè 355.000 nascite, rispetto alle 577 del 2008, e già quest'anno abbiamo un calo degli iscritti nelle università di circa il 3%, la proiezione nei prossimi anni nel 2040 e di un quinto di calo di iscritti di immatricolati, noi immatricolati all'università, se facciamo riferimento appunto ai diciottenni, cioè coloro i quali escono dal dai licei e si iscrivono all'università, il secondo dato, secondo me, è molto importante è quello del del calo di significhi ta disinnescato del del titolo di studio, il, il deprezzamento in qualche modo dei titoli di studio perché
Insomma, una quantità di studi di analisi che ci raccontano come almeno il 40% delle lauree, che attualmente sono in circolazione, richiedono una qualche forma di manutenzione per perché, appunto, sono cambiate le tecnologie sono cambiate, il linguaggio è cambiato il mondo e questa qualche forma di manutenzione fa riferimento al cosiddetto apprendimento continuo, apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Il titolo di studio non è più sufficiente per mantenere le nostre conoscenze adeguate alle professioni, che dobbiamo svolgere lungo tutto l'arco della vita e richiede una continua manutenzione. Il terzo dato, appunto, è e la tecnologia. Noi pensiamo all'insegnamento universitario, sostanzialmente con le stesse tecnologie che si utilizzavano 900 anni fa o 200 anni fa o o 20 anni fa, che sono molto simile a quella
Che che vediamo adesso, cioè c'è un un professore, c'è, c'è un'aula che ascolta, c'è una liturgia dell'insegnamento, che si riferisce ad un piccolo gruppo di persone talvolta anche grande, se mediato appunto a tecnologie, come possono essere appunto un microfono o da tecnologie che ci permettono di trasmettere questi contenuti in uno di un'ottica di broadcasting ma la modalità dell'insegnamento, quella frontale trasmissiva, è sempre sostanzialmente la stessa e non ha subito grandi variazioni e se queste tre evidenzia le mettiamo insieme e riflettiamo sulla ipotesi iniziale che l'università era una tecnologia centrata sulla scarsità e quindi sul sull'esclusione, io penso che sia evidente come adesso le università debbano progressivamente cambiare la loro funzione, cioè passare da una infrastruttura che
Che esclude, ma seleziona ad una infrastruttura che seleziona, ma include e che offre un accesso largo ampio a tutti, permettendo a ciascuno di diventare la migliore versione di se stesso, attraverso degli apprendimenti che non sono più costruiti in un'ottica di broadcasting trasmissivi uno molti tutti uguali perché appunto si tratta di riferirli ad una popolazione omogenea di soggetti che entrano all'interno di un luogo piccolo, scarso ristretto ma offrire apprendimenti che siano personalizzati dove lo studente è al centro di un ecosistema di stimoli che, per,
Le capacità del presidente stesso e quindi da una idea di inclusione e appunto da un'idea di esclusione orientata dalla scarsità della tecnologia e dell'accesso a un'idea di università globale digitale, aperta, fortemente inclusiva, che sia Università della solidarietà e che permette a ciascuno di esprimere il proprio potenziale grazie,
Diamo il benvenuto ad Alberto Stefani, il presidente della Regione Veneto, lo intervista Ruggero Montenegro.
Buongiorno, Presidente, benvenuto buongiorno a tutti e grazie per l'invito e poi qui a Venezia, e direi che non si può che parlare di festival dell'innovazione e quindi siamo siamo felici di poter essere qui, io sono orgoglioso di poter essere con voi.
Grazie grazie per essere qui, allora siamo alla festa dell'innovazione e il Veneto, in questi ultimi mesi, ha forse dal punto di vista politico, dando sta dando un esempio di innovazione lei, e giovanissimo, lo è anche il neo sindaco di Venezia, allora io le chiedo se il Veneto può essere considerato un laboratorio da questo punto di vista di innovazione politica per il centrodestra e quale contributo può dare a questo modello, se di modello si può parlare al centrodestra italiano in termini d'innovazione, insomma di apertura su alcuni temi che magari ora ci racconterà lei,
Beh, allora io partirei dal fatto che innovazione significa entrare nel nuovo no in qualcosa di nuovo e il fatto di vedere in Veneto.
È un presidente di Regione di 33 anni, un sindaco di 38, e qualcosa che magari fino a due anni fa sembrava quasi irrealizzabile. Credo sia un aspetto positivo il fatto che questo trend questa immagine sia stata valorizzata molto anche da una legittimazione popolare, e lo abbiamo visto a Venezia, tra l'altro, in una sfida molto complicata, perché nessuno si aspettava una vittoria al primo turno. Sappiamo anche che, insomma, contro c'era, un esponente di primo piano del centrosinistra come Andrea Martella e questa capacità, che ha avuto anche Simone Venturini di riuscire a vincere in una città come questa è stata anche e soprattutto determinata da una spinta da parte dell'elettorato nei confronti di un voto che va a premiare un giovane di 38 anni a cui affidano una città come Venezia e con una città dai 1.000 aspetti complicata, difficile ma che ha voglia di guardare avanti e lo fa sulla base di un programma elettorale con dei temi che vogliono guardare all'innovazione. Il tema della casa, il tema del trattenimento dei giovani, il tema legato anche a nuovi modelli sociali, di cui magari dopo parleremo e credo che questa sia stata una sfida che il centrodestra ha saputo interpretare al meglio in questo territorio.
Ecco e lei crede che, come dire questo, questi temi di cui lei ha parlato debbano essere valorizzati di più a livello nazionale, il rischio in questa fase e che il centrodestra in segue un po'l'agenda Vannacci e allora io le chiedo se è pericoloso inseguire Vannacci, se piuttosto non si dovrebbe puntare sui temi che lei ha elencato in questa in questa fase, ma io penso che a livello locale si possano sperimentare, si possa guardare con favore a dei modelli che hanno una legittimazione popolare importante e quando abbiamo affrontato queste campagne elettorali e noi siamo partiti anche da dei modelli sociali, abbiamo guardato ai trend demografici del futuro qui in Veneto, nei prossimi vent'anni avremo un aumento del 49% degli over 85, un giovane di 30 anni che si ritrova ad amministrare una Regione non può non guardare ai trend demografici e non può non guardare a quella che può essere anche la sostenibilità sanitaria sociale
Del nostro territorio dobbiamo pensare anche a dei modelli di.
Un potenziamento dell'invecchiamento attivo, di lotta all'isolamento, dei modelli urbanistici che tengano conto di una società che avrà un invecchiamento pronunciato e in cui l'invecchiamento non deve essere visto come una fase negativa della vita a cui non dare attenzione, ma come una realtà evidente che si verificherà e consolidata dai trend dei prossimi anni per cui trovare delle soluzioni innovative e su questo abbiamo studiato gli assistenti di quartiere dei modelli, anche di integrazione sociale completamente diversi, che svilupperemo anche qui a Venezia, ma soprattutto il tema casa, tema casa che riguarda anche il trattenimento dei giovani. Oggi uno dei motivi per cui in Veneto mancano 280.000 lavoratori qualificati e preferiscono andare altrove. Anche i ragazzi, che prendono ovviamente una laurea, è che qui oggi un costo di una locazione anche in una città di provincia non permette loro di poter avere una vita. Oggi parlavo qualche giorno fa con un infermiere che mi diceva io prendo 1.500 euro al mese mi sono appena laureato. Come posso pensare di restare a Verona se solo la la locazione di casa mia mi costa 900 euro? Quindi noi dobbiamo studiare dei modelli che vadano al di là della residenzialità pubblica, come le abbiamo intese negli ultimi 40 anni qui l'ISEE medio dell'Erp e 7.700 euro. Quindi significa che la politica non riesce a dare una risposta alla all'area grigia. La stragrande maggioranza di persone che magari prendono uno stipendio anche di modeste dimensioni, ma che il diritto alla casa con locazioni di oggi di fatto non ce l'hanno. Quindi dobbiamo sperimentare formule di social housing su questo faremo una riforma della casa per introdurre l'Airs anche qui in Veneto.
Il Comune di Venezia su questo è assolutamente a disposizione, ha già iniziato dei modelli simili ed è riuscita a dare risposte a quest'area grigia su cui noi dovremmo lavorare sempre di più appoggi per trattenere i giovani del nostro territorio, dobbiamo usare la leva della casa, dobbiamo utilizzare la leva del social housing anche perché e chiudo su questo tema,
È investire solo sull'ERP, quindi sull'edilizia popolare, ha portato qui in Veneto quasi 10.000 immobili sfitti per mancanza di manutenzioni, noi abbiamo fatto un Piano casa, investiremo 50 milioni perché giustamente vanno riqualificati, vanno rigenerati, ma noi dobbiamo pensare che quei 10.000 immobili non danno una risposta che ha indigente perché non vanno a nessuno quindi ha più senso metterli nel mercato, Fo proporre formule di social housing e garantire magari locazione a prezzi calmierati a dei giovani che vogliono rimanere qui invece di spendere 900 euro ne spendono 300 e rimangono qui nel nostro territorio.
Presidente, lei ha parlato di temi concreti, di politiche e però il suo partito forse in questi ultimi mesi anni ha preso come dire un'altra, un'altra via, la riporto anche a Vannacci che ora se ne è andato via quindi le vorrei chiedere è stato forse un errore farlo entrare e dare tanto spazio a Vannacci tanto più adesso che ha addirittura diciamo così scippa alcuni parlamentari e al suo partito insomma lei pensa che qualcosa poteva essere fatto diversamente,
Ma
Di guardando indietro, è sempre facile fare delle valutazioni, io preferisco guardare avanti, non solo sui temi, ma anche in politica.
Credo che l'errore non sia mai di chi fa questo tipo di valutazione, ma di chi sceglie di cambiare partito è una cosa che, dal mio punto di vista.
Non rispetta quanto gli elettori il mandato che gli elettori ti hanno ti hanno affidato, detto questo, io credo che su questi temi, che magari?
Possono essere visti come temi nuovi, anche per il centrodestra, su cui lavorare ci sia tanto margine, ci sia tanto spazio e ci possa essere anche un'attenzione importante, perché oggi le sfide di vent'anni fa non sono le sfide di oggi. La società cambia la società in continua evoluzione. Io credo sia compito della politica capire quali sono i trend leggere, i trend demografici, capire quali possono essere le soluzioni che oggi devono essere adottate, che magari vent'anni fa non erano quelle necessarie oggi e quindi penso che la sfida di chi amministra e di chi fa politica sia anche e soprattutto studiare, analizzare, approfondire e sulla base di questo fare le scelte corrette e prendere le decisioni che che servono.
Presidente, accanto a questi temi dirimente nella politica di oggi e lo scenario internazionale, ecco quindi l'Ucraina, anche un elemento su cui, come dire, si andrà a perimetrare anche la prossima alleanza in vista delle politiche dell'anno prossimo. Allora io le chiedo a su questo la Lega non sempre a posizioni nette chiare, almeno quando si parla di dichiarazioni del segretario Salvini in giù alla io le chiedo per lei quanto è importante il supporto all'Ucraina continuare a insistere nel supporto a Zelensky e, appunto, se questo rappresenta anche, come dire, un sostegno ai valori democratici. Beh, allora su questo
Leggo molte ricostruzioni, però bisogna anche guardare al voto che poi, a livello parlamentare, una forza politica esercita io, tra l'altro, sono stato parlamentare fino a qualche mese fa prima di essere candidato qui in Regione Veneto e su questo non è mai mancato il mio supporto come quello del gruppo parlamentare e quindi credo che certe volte bisogna guardare anche ai fatti e alle scelte che sono state fatte e credo che su questo si debba ci si debba confrontare con gli aspetti reali che sono i voti in Parlamento e le scelte che sono state fatte anche in tema di politica.
Estera, poi, credo che l'alleanza di centrodestra si misurerà anche e soprattutto su altri temi, come è giusto che sia, e credo sia fondamentale prima di tutto arrivare a alla pace anche in questa situazione, perché è necessario e perché risponde anche ai nostri interessi certo no, il dubbio viene nel senso che spesso Salvini, poi Falling altri nella Lega fanno fatica a rivendicare quei voti, diciamo così.
Abbiamo una sorta di discrasia tra il voto in Parlamento, magari alle dichiarazioni. Per questo le chiedevo. Insomma, io credo che una forza politica si misura nei fatti non è e credo che su questo noi dobbiamo misurarci, così come ci siamo misurati nell'attività parlamentare, così come ci misuriamo tutti i giorni nelle amministrazioni locali. Qui in Veneto abbiamo 161 sindaci, abbiamo la stragrande maggioranza del ko del Consiglio regionale di maggioranza e credo che su questo noi dobbiamo essere valutati su questo. Gli elettori ci devono valutare e cambiamo tema. Presidente, poco fa c'è stato anche il ministro Frattini e il governo sta andando avanti sul nucleare ed è una questione che entra nei prossimi anni. Interrogherà anche i territori, diciamo così che dovranno dare in qualche modo un contributo. Allora io le chiedo se è la strada intrapresa dal governo, è quella giusta, se lei è d'accordo, insomma sul nucleare, tanto più in uno scenario internazionale in cui l'energia, insomma, manca e va cercata, insomma,
Beh, anche su questo rispondo con la Q, come ho detto prima, e anche su questo credo parlino i voti in Parlamento e Parrino le dichiarazioni con il voto che abbiamo voluto stabilire e su questo ci siamo sempre schierati a favore io anche voglio dire da parlamentare tra l'altro sul tema del nucleare credo sia doverosa anche una sana informazione,
E su questo
Avete, come organi di stampa, un ruolo importante. So che voi su questo tema avete fatto tanto e riuscite anche a spiegare come l'evoluzione del nucleare, poi anche dal punto di vista tecnico, ci sia stata nel corso degli anni e come questo poi possa cambiare anche la percezione del tema nucleare da parte dei cittadini, perché è inutile che neghiamo questo aspetto. Oltre a questo, non dobbiamo dimenticare l'importanza del potenziamento energie rinnovabili. Noi in Veneto, abbiamo stabilito, abbiamo approvato qualche giorno fa le zone di accelerazione 481 siti nella nostra regione, in cui abbiamo sburocratizzato la possibilità del potenziamento delle energie rinnovabili a consumo del suolo zero e quindi abbiamo individuato scientificamente alcune aree in cui era possibile garantire una sburocratizzazione, quindi un allentamento degli adempimenti burocratici per l'installazione di energie rinnovabili. L'abbiamo fatto è stata molto apprezzata dal territorio. Lo abbiamo fatto in sinergia con i sindaci, perché è sempre importante poi arrivare a dei risultati che permettono, ovviamente una condivisione con le realtà locali, in particolare qui in Veneto, e abbiamo individuato 481 siti disponibili su cui, tra l'altro, ci sono già dei ragionamenti.
è in corso e su questa spinta e credo sia doveroso anche ricordare quanto il potenziamento delle energie rinnovabili, su cui tra l'altro negli ultimi anni c'è stato una notevole attenzione e anche dei risultati importanti misurabili sia assolutamente fondamentale per guardare al futuro di energia e per guardare al tema anche dell'indipendenza energetica noi abbiamo bisogno di questo. Abbiamo visto che questo tema in Europa risulta rilevantissimo e di continua attualità, e quindi questa è una strada che la Regione del Veneto, siccome mi piace parlare anche di quello che facciamo,
Ah, assolutamente intrapreso qualche giorno fa e siamo assolutamente felice di questo presidente, abbiamo tempo per un'ultima domanda. La riporto alla Lega è una fase di fibrillazione. Si sta discutendo di quale possa essere il futuro. C'è, per esempio Luca Zaia, che propone un modello federalista alla tedesca, insomma un doppio partito, e allora io le voglio chiedere se secondo lei quella può essere una strada anche per valorizzare di più i territori, come chiedono altri amministratori del Nord, e se poi si augura che è lo stesso Zaia possa avere un ruolo ancora più centrale nella Lega. Si parla anche di vicesegretario. Insomma, che ne pensa? Allora il modello bavarese è un modello che qui in Veneto abbiamo più volte stimolato
Dopo c'è anche da dire ho fatto il segretario regionale per per una serie di anni, c'è anche da dire che il nostro Statuto già ammette una.
Diciamo struttura autonoma qui in Veneto, che permette questo quello che però è doveroso affermare è sicuramente il fatto che è importante che Luca Zaia abbia sicuramente un ruolo importante anche a livello della segreteria federale, l'ha, sempre avuto da presidente della giunta regionale ma sicuramente sarà in grado di interpretare al meglio le istanze del nostro territorio è una persona preparata, competente e qualificata che ha amministrato una regione importante come il Veneto e che saprà dare il suo contributo in maniera significativa al partito. Io questo l'ho sempre sostenuto l'ho sostenuto anche prima quando ero segretario regionale e continuerò a sostenerlo.
Perché credo sia un passaggio importante per il nostro territorio e quindi credo che la sua figura possa dare possa dare molto al nostro movimento.
Presidente, il presidente e di un attimo fa la notizia di alcuni parlamentari della Lega hanno lasciato l'aereo per andare col Vannacci, c'è anche un tema di riconoscenza da parte di qualcuno, secondo lei, ma io ripeto, non mi piace parlare di chi esce e credo che ognuno sia libero di fare le proprie scelte io preferisco guardare al futuro e trovare delle soluzioni perché chi amministra?
Amministrare significa scegliere, significa fare anche scelte non sempre popolari, ma che guardino al futuro, e credo che questo sia questa sia la missione che i cittadini ti affidano e questa è la missione che chi ha una responsabilità pubblica deve saper Rispo a cui deve saper rispondere al meglio.
La ringrazio, Presidente, il tempo è finito, quindi erano state nei tempi sì per poco sì, grazie a tutti e buona giornata, grazie mille.
Grazie al presidente Stefanini e diamo il benvenuto a Saverio Raimondo comico.
Buongiorno buongiorno e vi invito ad applaudirti, perché siete numerosi in salute vivi, non è da tutti.
Buongiorno per me è sempre un piacere, oltre che un'intrusione, essere ospite a questa festa e l'innovazione, visto appunto che si parla di innovazione, non possiamo non parlare di quanto è successo durante le vacanze di Pasqua e cioè ecco qui l'uomo è tornato sulla Luna alla missione Artemis, due partiti il 1 aprile, ma non era uno scherzo. Quattro astronauti si sono spinti nel nel dark side of the moon, quindi la, la, la, la, la, la, la faccia posteriore della Luna, il punto più lontano in cui un essere umano si sia spinto al di fuori della Terra. Dunque, parafrasando una celebre frase, questo secondo viaggio dell'uomo sulla Luna è stato un piccolo passo per l'uomo, ma un grande passo per le gite fuori porta a Pasquetta, perché davvero nessuno si era mai spinto così lontano per una braciola da noi, magari eravamo al lago in Liguria, loro invece sono andati nel dark side of the moon per Pasquetta incredibile, ovviamente, come tutti i viaggi, come tutte le vacanze, anche gli astronauti hanno postato delle foto delle loro vacanze sull'account della NASA fra le varie foto della missione Artemis. 2 quella che più mi ha colpito è stata sicuramente questa l'avrete senz'altro, vista la foto della Terra vista dalla navicella spaziale Orion. Ecco io a quando ho visto questa immagine, appena l'ho vista, guardatela, guardatela. Appena l'ho vista, ho pensato
Bella, ma non ci vivrei, ecco, questo è quello che ho pensato della terra bella, ma non ci vivrei, non è Venezia e la terra ad essere bella, ma non ci vivrei perché, obiettivamente troppa acqua e voi a Venezia lo sapete quanta manutenzione gli chiede un pianeta del genere è un attimo che s'allaga tutto guardate qui ora obiettivamente, anche dal punto di vista.
Diciamocelo, diciamocelo, perché obiettivamente, anche da un punto di vista immobiliare, potendo scegliere ma chi sceglierebbe un pianeta sferico, hanno torto i per i terrapiattisti, purtroppo perché è una terra piatta, sarebbe senz'altro più comoda, meno salite, meno discese, godremmo senz'altro di più salute a livello delle nostre ginocchia, ma questo c'è toccato in sorte, ma la foto senz'altro più buffa del viaggio e di questo secondo viaggio dell'uomo sulla terra di questa ex sulla Luna, questa gita di Pasquetta sulla luna, la foto più buffa è stata senz'altro questa quando, durante la diretta
Dal viaggio lunare.
È durata, si è visto galleggiare all'interno di Orion un vasetto di Nutella, anche qui un piccolo passo pericolosi, ma un grande passo per la Ferrero, perché neanche a pagarla una pubblicità del genere fino a fino a questo momento la Nutella la famosa in tutto il mondo ora la conoscono anche gli extraterrestri. Si tratta davvero di un'operazione di marketing involontario, incredibile, incredibile, forse l'innovazione nel campo del marketing. E questo l'involontarietà. Dobbiamo smettere di volere le cose, le cose accadono e sono ancora più innovative. Occhio dunque gli astronauti, quindi mangiano nutella nello spazio ed è giusto che sia così, perché voi sapete che nello spazio, in assenza di gravità, l'uomo non ha peso e quindi può ingrassare, può mangiare tutta la Nutella che vuole
Senza scrupoli, senza problemi.
Attenzione, però occhio comunque al consumo di Nutella, a non esagerare, perché è notizia vera, non so se ve ne siete imbattuti, ma se non l'avete letta recuperato on line vedrete non vi dico fregnacce, una notizia assolutamente vera è il primo e il secondo giorno di navigazione della navicella Orion quindi parliamo veramente delle dei primissimi giorni di questa missione di 10 giorni a bordo della navicella Orion si è
Sotto il wc si è rotto il wc ori, voi vi rendete conto che trovare un idraulico nello spazio è un problema, specie durante il weekend di Pasqua, poi anche perché ha un weekend lungo, appunto e ora come si sono accorti che il wc era rotto anche qui testuali parole, vi sto riferendo davvero una notizia vera, andatela a verificare, è così. Gli astronauti riferiscono si sono accorti della rottura del wc perché hanno improvvisamente sentito puzza di testuali parole termosifone, bruciato ma che si sono mangiati questi prima di andare sulla luna, perché
Non pane e Nutella obiettivamente puzza di termosifone bruciato tra l'altro scusate, ma che c'è puzza, un termosifone quando brucia c'è chi si è mai bruciato un termosifone o quale persona ancora viva gli si è bruciato un termosifone, quindi un odore incomprensibile il fatto sta che fortunatamente un astronauta a bordo Christina Koch è riuscita incredibile vedi l'innovazione a riparare a riparare il wc.
Davvero come un vero idraulico, pensate, non ha neanche fatto la fattura dopo proprio come un vero idraulico.
Ma la cosa senz'altro più buffa di questo viaggio è che nel 2026 l'uomo può tornare per la seconda volta sulla Luna, ma non può tornare quest'estate in vacanza in Grecia, perché non c'è il carburante a causa non abbiamo la benzina per andare in Grecia, ma andiamo sulla Luna questa causa lo sapete bene, della crisi energetica causata dalla guerra in Iran. Ora, ovviamente, questo questo il cuoco. Questa crisi energetica ci pone tutti quanti a e divi di fronte a un problema vuol sappiamo. Le compagnie aeree hanno detto che avevano benzina fino a maggio
Maggio è finito. Adesso le compagnie aeree dicono che possono garantire solo l'andata, non il ritorno sul ritorno, ci si deve arrangiare, ammesso che quest'estate si potrà viaggiare in aereo. Le compagnie aeree hanno già detto, ci saranno degli extra da pagare, un extra saranno i bagagli aggiuntivi, un extra da pagare sarà l'imbarco prioritario, un extra sarà l'atterraggio, si pagherà anche quello a parte, ma forse il modo migliore sono già dico allora vi devo la mia maglietta allora basta, è finita qui quello che di
Vada vada avanti, vada avanti, vada avanti, no, allora è sicuramente quello che deve cambiare il nostro rapporto con la benzina, basta con questi carburanti, delle multinazionali e della grande distribuzione, chissà che cosa ci mettono dentro alle nostre benzine, piuttosto rivolgiamoci alla benzina del contadino, la benzina a chilometri zero, quella fatta magari da un piccolo ingegnere con il suo pozzo di famiglia, una benzina, un petrolio estratto a mano dalla terra, seguendo le fasi lunari, una produzione di carburante che rispetta la tradizione e il terroir. Stiamo parlando, ovviamente, di benzine naturali biologiche. È chiaro che una tanica di benzina naturale biologica non sarà mai uguale, sarà all'altra. Saranno benzine, più torpida, e questo è vero, ma che hanno meno processi chimici. Stiamo parlando cioè di una benzina che segue una raffinazione naturale in qualche modo, ovviamente, è una benzina senza senza ottano aggiunto una benzina che, anche quando fai il pieno, non hai mal di testa. Il giorno dopo, quindi, eh eh eh eh, questa benzina queste nuove benzine queste, bensì benzine naturali. Queste benzine e biologiche, e porteranno ovviamente alla nascita di nuovi,
No, nuove pompe di benzina, distributori nelle città, dove chiaramente i giovani si vedranno nell'ora della movida giovani, dai quali partirà un nuovo consumo di benzina, un buon consumo di benzina più consapevole, non sarà più cool fare il pieno ma soltanto una giunta nel serbatoio ogni tanto con gli amici magari appunto con taralli prosciutti formaggi ma finché non sviluppiamo questa nuova cultura della benzina benzina naturale della benzina biologica, prepariamoci alla benzina di quest'estate molto più cara. Vi presento dunque la benzina di quest'estate sto parlando di Hormuz gran riserva la Hormuz gran riserva
Certo, un applauso è la.
è una benzina barricata per mesi nelle petroliere bloccate nello stretto di Hormuz, è una benzina da meditazione e quando fate il pieno non chiudete subito il tappo, lasciate respirare la benzina e mi raccomando andateci piano. Ecco andateci piano con la Hormuz e Gran Riserva non guidati a stomaco vuoto. Ecco, mi sento di dirvi questo, altrimenti, come voleremo quest'estate in mancanza di benzina velocemente, e voglio dare il mio contributo come possiamo volare se non ci sarà benzina metodi alternativi per volare? Il primo è senz'altro far battere le braccia ai passeggeri in economy, mentre quelli in business pregano è un modo di volare che io credo possa garantire le tratte interne. Non mi sbilancerei su quelle extra continentali, ma sulle tratte. Io credo che da Roma a Cagliari così ci possiamo
Arrivare con il vento a favore. Io lo sapete chi mi conosce lo sa, non ho un buon rapporto generale con gli aerei, non ho mai capito perché non allunghiamo le piste d'atterraggio da un aeroporto ad un altro, così gli aerei no viaggerebbero lungo le piste d'atterraggio senza mai decollare. Saremo tutti più tranquilli, voi direte ok, ma anche così c'è bisogno della benzina, no, perché con le piste d'atterraggio, da un aeroporto a un altro lunghe, possiamo convincere i passeggeri a scendere a spingere loro l'aereo e io credo che così possiamo davvero arrivare ovunque un altro, un'altra soluzione, non volare più con i classici Airbus, ma con gli a quattro sto parlando dei fogli. Se noi abitiamo sulla punta di un aereo, io credo che no, possiamo, possiamo farcela a volare, non so ad atterrare, ma senz'altro a a volare. Un'altra soluzione di volo alternativo è avendo
Una hostess, da una parte, uno stewart dall'altra che prendono per mano il passeggero e gli fanno fare, Vola, Vola, Vola, Vola, vola, vola. In questo modo non è garantito il volo diretto, ma di scalo in scalo si può arrivare fino a New York o addirittura a Sydney, ma per concludere senz'altro la soluzione più pratica sarebbe quella di imbarcare non solo il bagaglio grosso, ma imbarcare anche i bagagli a mano, ma non nella cappelliera direttamente nel serbatoio. Bruciando infatti i nostri troll e li Zanetti le borse, sono certo che ieri avrebbero il combustibile necessario per andare lontano, grazie buona innovazione a tutti. Grazie davvero
Grazie Saverio. Diamo il benvenuto, mettere tornelli vicepresident di digital lab di Fincantieri,
Massimiliano
Grazie mille e vi porto anch'io in viaggio un po'un po'diverso.
Aspetta un attimo che arrivi rappresentazione.
Magari coi piedi per terra, in questo caso nel mare, ma sempre un viaggio ingaggiava il viaggio è leggermente differente voi immaginate una città, una città con 5.000 persone, questa città a ristoranti.
Ah hotel casinò a elementi di intrattenimento, questa città riesce a offrire ai propri clienti Sunset, nei migliori oceani con azioni spettacolari e questa città riesce a galleggiare questo è un po'il viaggio nel quale vi porterò quello che fa Fincantieri, ma fa anche molto di più.
Ecco, quindi facciamo navi.
9 miliardi di fatturato, quest'anno, 18 cantieri internazionali, navi da crociera dove siamo leader, navi militari, Navio shore e questo determina tutta una serie di necessità, non funziona.
Okay una serie di sfide, in quanto comunque è un player internazionale, abbiamo, ne abbiamo sentito anche oggi scarsità di manodopera, non riusciamo a trovare abbastanza persone, c'è un, occorrono due ko concorrenza globale e soprattutto dall'Est del mondo abbiamo un prodotto molto particolare, in quanto le navi sono grandi, quindi non è come in un automotive dove la tecnologia magari è più consolidata. Di conseguenza, all'innovazione con poi il tema di oggi per noi diventa strategico. Non è una questione di continuare a come si chiama essere qua meno, con una condizione per restare nei prossimi 10 anni e continuare a produrre all'interno di
Fincantieri e del mondo quello che stiamo cercando di fare e di avere una società data centrica, quindi inseriamo il dato che va dall'ingegneria fino alla produzione. Cerchiamo di fare in modo tale che il flusso delle informazioni con uno slogan diciamo dai cadde. Il Cobat riesca a introdurre nuove tecnologie, arrivando fino all'aspetto finale. Quindi, quando andiamo automatizzare le ultime le ultime soluzioni e cerchiamo di investire un po'in tutte le tecnologie, quindi andiamo dalla Artificial Intelligence, che è un elemento molto noto. In questi giorni usiamolo virtual reality, utilizziamo lo smart trekking e, sicuramente, la fisica. Lei I è uno degli elementi che in Strand che sta entrando nei nostri cantieri in maniera significativa fisica, Leahy, che vuol dire andare a supportare i nostri operatori attraverso dei Robotto che possono avere maturità differente. Ce ne sono alcuni più maturi come trasporto materiali oppure dei quadrupedi, che riescono a fare delle ispezioni in maniera automatica, riescono a confrontare quello che è il CAB con quello che l'avanzamento reale e questo ci permette quindi di sapere qual è lo stato di avanzamento. Stiamo anche testando delle tecnologie leggermente più innovative, come gli umanoidi, gli umanoidi che devono andare al collaborare con le persone e quindi fianco a fianco. Questa è una delle sfide che noi abbiamo, nel senso che l'artificial intelligence ci permette di creare e di sviluppare degli operatori che riescono a essere sicuri ed essere negli ambienti di lavoro che è strutturato,
Per per l'uomo, quindi la tecnologia ci aiuta, ci permette di evolvere il nostro prodotto e ci permette di rendere anche più sicuri quello che è l'ambiente nel quale andiamo a collaborare e la tecnologia da sola non basta, questo è fondamentale, non basta prendere la tecnologia, buttarlo all'interno del processo produttivo, quello che abbiamo imparato in questi anni e che è necessario essere aperti, quindi, sicuramente quello che si chiama Open Innovation, quindi la capacità di andare a cercare all'interno del mondo quelle che sono le startup o i centri di ricerca più importanti che ci possono aiutare e portarli qua in Italia, noi abbiamo qua Monfalcone, tutta, una serie di startup che lavorano con noi, la capacità di internalizzare le attività che abbiamo, quindi cerchiamo di formare le nostre persone e non per ultimo, le persone
Questo Bper non funziona, va bene, fa lo stesso e le persone, quindi l'uomo resta al centro. Quello che ci aspettiamo è che l'operatore cambi il proprio modo di lavorare, non ci aspettiamo una sostituzione, ma l'operatore sarà aumentato un po'quello che diciamo e che si pensa si passerà da manodopera a testa d'opera, quindi l'operatore verrà aumentato con nuovi strumenti come l'Artificial Intelligence, quindi tipo una, i assistant che gli do una mano, continuare a mantenere il tema dell'intelligenza della decisione ed emanerà le attività a più basso valore aggiunto a delle Workforce che possono essere o degli agenti che fanno delle attività manuali oppure De Liguoro con forza robotico e che vanno a effettuare le attività in ambienti più sì meno sicuri, quindi le zone più a rischio
E le attività magari ripetitive a basso valore aggiunto, quindi una ovviamente ation di quello che è il nostro operatore nel nel cantiere, quindi il cantiere del futuro.
Non è un cantiere meno umano, ma è semplicemente un cantiere più intelligente dove la persona comanda e dove è più sicuro, grazie mille per mi interessa.
Grazie, diamo il benvenuto a Diego Ciulli, public policy di Google, Italia.
Grazie mille ciao.
Dove si punta a questo?
E i Google, dove si punta a questo?
E non va.
E poi, tanto guardate, parto con senza slide, ma con una domanda provocatoria, ma se io vi chiedessi qual è il canale televisivo più visto in ed in Italia.
Cosa mi rispondereste e se io vi dicessi che il canale televisivo più visto in Italia è YouTube, mi prenderete per pazzo, o considererei d'Este l'affermazione plausibile oggi non lo sappiamo, però quello che sappiamo è che ogni mese, in questo Paese 24,6 milioni di persone non è che guardano a YouTube guardano YouTube dalla televisione cioè seduti in salotto,
Cioè, sostanzialmente la metà della popolazione italiana, bambini compresi, si siede in salotto e non guarda RAI, uno RAI, due RAI tre, ma guarda YouTube è un cambiamento radicale, se voi pensate all'immaginario che avevamo di YouTube solo fino a 3 4 anni fa YouTube nelle nostre teste era la piattaforma straordinaria dei tutorial per imparare a sturare lo scarico del lavandino per imparare a cucinare la ribollita.
No, al limite, il luogo Institute in cui si poteva ascoltare la musica gratis.
Remunerata dalla pubblicità, ma sicuramente non il luogo Inc che si metteva sul televisore e su cui si trovava contenuti di altissima qualità non è più così, c'è stato un cambiamento radicale e oggi su YouTube, ad esempio, si impara il 75% degli adolescenti italiani hanno usato YouTube per imparare qualcosa che a scuola non riusciva a imparare guardate prima,
Ah, collega di Meta, veniva fatta una domanda sul divieto ai social network, io non voglio parlare di quello, ma stiamo attenti a non vietare ai ragazzi la ripetizione prescuola mentre si pensa ai social network, perché il rischio per il legislatore a pensare ai balletti e poi ci si ritrova davvero a vietare ai bambini i cartoni animati o la possibilità di apre di apprendere meglio le tabelline su YouTube ci si diverte, abbiamo avuto prima un esempio brillante e stand up, comedy in realtà uno dei settori più in crescita sulla piattaforma è proprio quello de dei comici, anzi YouTube, probabilmente una delle fucine della nuova comicità italiana.
Su YouTube si approfondisce cioè fino a 3 4 anni fa.
Il leitmotiv è dovete fare i video brevi, le persone non hanno attenzione, non gliene frega nulla, tutto breve, tutto bene, tutto breve.
Oggi ci sono podcast di un'ora, un'ora e mezzo, l'ex governatore di questa Regione ne ha più ne ha recentemente lanciato uno su YouTube e cioè letteralmente un boom di contenuti, di approfondimento Gazzoli la settimana scorsa, che uno dei podcaster, più famose in Italia fa lunghe interviste anche di un paio d'ore a vari tipi di personalità.
E ciò e ha detto che il 30% della sua audience le guarda dalla televisione, cioè le persone si siedono sul divano e per due ore ascolta o Gazzoli, che parla con qualcuno e poi è diventata di fatto la piattaforma di elezione della comunicazione politica e istituzionale guardate il caso pulp Meloni è stato clamoroso 2 milioni di visualizzazioni, ma ci sono decine di creator che si occupano di politica e c'è una vastità di contenuto così vario che pensate su YouTube o delle persino a trovare tre ore di intervista a Giuseppe Conte e scoprire che ci sono 250.000 persone che sa son guardata.
Com'è successo è successo.
Perché c'è un grande segreto che ha rivoluzionato l'ecosistema dei media, è quello televisivo, YouTube, non è né un social network né una televisione, non è un social network, perché ormai non è il luogo in cui, come dire dei pari, condividono dei contenuti e io guardo il contenuto prodotto da mio fratello mio cugino, il mio amico su YouTube ormai si guardano contenuti di professionisti, ci sono dei canali, ci si iscrive al cane e lo si segue.
Non è una televisione, perché nessuno ha il controllo editoriale su quello che è il creator, decide di fare, cioè ogni creator sceglie il proprio contenuto, il proprio formato, il proprio pubblico, è unicamente responsabile del proprio successo, cosa facciamo noi, cosa fa YouTube, gli diamo una piattaforma globale facile e gli diamo un modello di business innovativo che è la chiave del successo, cioè noi vendiamo la pubblicità, noi mettiamo la pubblicità, sottoscrivere quel creator, la maggior parte dei ricavi, quella pubblicità Vacchi ha creato quel contenuto. È così che è nata una fucina di nuovi talenti e di nuovo contenuto di qualità
Ecco, non è, siamo solo all'inizio di una rivoluzione per un motivo abbastanza banale, sta succedendo adesso perché sono cambiate le abitudini di consumo, ovviamente, ma non è vero, questo è il talking point.
È successo adesso perché alcune delle cose che si fa che che si facevano che si fanno adesso su YouTube prima non erano possibile, cioè per guardare una trasmissione di due ore, devi avere un livello di qualità che fino a cinque anni fa era possibile solo per perché aveva studi televisivi o comunque strumentazioni di quel tipo, si è abbassato di molto il costo di accesso a quelle tecnologie e si abbasserà molto di più anche e forse soprattutto grazie all'intelligenza artificiale, oggi è possibile stabilizzare un video grazie all'AI, anche se quel video è stato fatto col cellulare, è possibile generare immagini fondamentalmente da un prompt di testo e quindi non aver bisogno di un intero stuolo di persone che aiuta a costruire quell'immagine. Si possono addirittura da prompt di testo creare dei video dal nulla che raccontano quello su cui è stato raccontato e quindi, di fatto, chiunque abbia un'idea può trovare un pubblico a cui raccontare quell'idea e cercare successo sulla piattaforma e arricchire quello che tutti noi ascoltiamo e vediamo ogni giorno e poi l'intelligenza artificiale fa un'altra cosa
Sottotitolo alle cose automaticamente potenzialmente in tutte le lingue del mondo. Guardate prima con Buttafuoco, si parlava dell'Italia come superpotenza culturale, è vero anche in quest'ambito. Pensate oggi, cioè oggi il 40% del tempo divisione. Decreto italiani avviene dall'estero, cioè noi siamo anche su YouTube, un esportatore netto di cultura con un gol, con una colossale barriera linguistica, nel senso che la gran parte, questi contenuti sono in italiano e con difficoltà anche nella traduzione. Ecco pensate che nel breve periodo sono già disponibili che molto presto sarà disponibile la traduzione automatica anche della lingua. I contenuti in italiano potranno essere fruibili da un'audience di tutto il mondo
E chiudo come ho aperto allora, qual è il canale tv più visto in Italia che oggi non lo sappia, non lo sappiamo.
Ho provato a raccontarvi qual è il trend, vi volevo lasciare con una notizie che credo di farà piacere quasi tre anni fa è passato un sacco di tempo, annunciammo che YouTube voleva essere misurato da un Gegic, da un Auditel da da un'Audi com,
Praticamente solo il foglio si ride si rese conto dell'impatto sistemico di quell'annuncio e fece un pezzo divertentissimo, in cui la ragionava dell'impatto sistemico di quest'annuncio, ecco.
Agcom con una delibera del marzo scorso ha imposto di misurarci con da un'Audi e io credo che già nelle prossime nelle prossime settimane entreremo a far parte degli enti di misurazione e auspichiamo che magari l'anno prossimo in questo periodo potrò iniziare lo speech mostrando i dati di perché YouTube è il canale più visto in Italia.
Grazie Vigo sul globo il benvenuto ad Aldo Grasso, critico televisivo lo intervista Maurizio Crippa, vicedirettore del Foglio.
Torniamo a parlare della televisione, quella vera benvenuto al maestro Aldo Grasso grazie.
Contentissimi, averti qui allungasse, appena pubblicato recentemente un libro.
E che s'intitola, cara televisione, una storia sentimentale, anche potremmo dire che tra la tua esperienza di critico e la storia della televisione italiana, l'autobiografia della nazione, insomma la televisione, la televisione, come abbiamo sentito prima è morta o è leggermente esagerato.
Allora l'annuncio della morte della televisione fortemente esagerata, la televisione vive uno stato di buona salute soltanto che è cambiato molto è cambiato molto perché è cambiato proprio tutto lo scenario con cui oggi noi guardiamo alla televisione coesistono da una parte la televisione tradizionale, la cosiddetta televisione lineare,
La televisione dei palinsesti dell'orario Foot
Ferroviario per cui a una certa ora c'è un programma e d'altra parte esistono le piattaforme.
Per cui uno, poi può scegliersi in?
Il tempo e il modo con cui guardare la televisione e cos'è che è cambiato è cambiata il modo di vedere la televisione, la domanda vera da farsi non è qual è il canale più visto la domanda vera da farsi è come la gente guarda la televisione e la bella domanda e perché è questo cioè è finita una certa ritualità.
Nel senso che il televisore non è più il totem domestico attorno a cui la famiglia si riuniva e quel totem era una sorta di orologio sociale, no, per cui.
Non solo ti dava le notizie, ma nello stesso momento tutta la gente guardava al telegiornale, guardavano il quiz, guardavano le partite di calcio, così questo, ecco, tutto questo è in qualche modo svanito ed è diventato invece una uno, così una visione sostanzialmente,
Sostanzialmente solitaria, cioè ognuno guarda quello che gli piace guardasse, guarda, Clapton e poi si qua, ecco, questo è il vero cambiamento, cioè che cosa è successo, è successo che.
Noi siamo stati abituati la vecchia televisione.
Era fondamentalmente basata, come dire sulla nostra cultura libresca, che avevamo cioè nel senso che noi abbiamo sempre guardato i programmi nella loro interezza, nella loro completezza, il cambiamento conoscitiva antropologico che c'è oggi è che invece oggi tutti guardano per frammenti, cioè quello che noi quello che si sta perdendo dal punto di vista culturale non dico che sia un male, un bene questo lo vedremo in futuro, ma è che è la contestualizzazione, cioè quello che ti offrono le piattaforme e tutto ma appunto abbiamo sentito prima.
YouTube, coso, sono tutti frammenti, cioè sono tutte cose che è difficile contestualizzare accanto a questo altro fenomeno molto interessante c'è questo sviluppo dei podcast, che è il ritorno alla cultura orale, per cui c'è in atto un cambiamento incredibile, dove la televisione è ancora molto viva, molto presente, molto anche interessante sotto molti punti di vista e però è tutto è tutto il modo di guardare la televisione e tutto il modo di vivere queste notizie che cambia completamente nel libro nel tuo libro che alla televisione,
C'è anche una forte critica
Ricordando quello che è stata la tv come servizio pubblico, eccetera, che magari non funziona più di cambiato anche il mondo, la notizie di questi giorni in America e che Trump è riuscito a stare alla T, la Trump TV ha chiuso Sixties in Italia Meloni non è riuscito a fare Tele Meloni ha semplicemente smontato le reti. Che cosa è successo, che Q, che cos'è il servizio pubblico sarebbe molto semplice. Non sono riusciti a fare Tele Meloni perché non sono capace a farlo.
Però, a parte la battuta, è
La solita cosa, insomma, la Rai da sempre è considerata il bottino di guerra di chi vince le elezioni, quindi chi vince le elezioni si prende la Rai. È per questo che nel libro provocatoriamente dico che la storia del servizio pubblico è una favola che noi ci raccontiamo da anni anni anni, ma il servizio pubblico non è mai esistito, cioè esistito, esiste formalmente, ma non è mai esistito nella sostanza la televisione, quando si parla nostalgicamente della forza educativa che ha avuto trasformativa dalla televisione, che che è stato che è successo veramente, la televisione, quando è arrivato in Italia, ha avuto un impatto sociale formidabile. Però tutto questo è successo in tutto il mondo, nella stessa identica maniera negli Stati Uniti come in Australia, come coso qui da noi,
Abbiamo coltivato questo questo mito del servizio pubblico che io ho il sospetto che altro non sia come dire, che la forma democratica di quello che prima era la televisione di Stato, o meglio la radio di Stato, perché l'Europa era fortemente segnata da alcune dittature e quindi lo sviluppo delle comunicazioni di massa in Europa è avvenuto sotto potenti dittature.
Con il controllo centrale delle cose, poi, c'è stato questa idea straordinaria delle della Gran Bretagna, dell'Inghilterra che s'è inventata la formula del servizio pubblico e di cui tutti poi abbiamo fatto finta di al.
Volo su Tele Meloni e però dalla da questa tv di Rai di questi anni è sparito un po'il tema del dibattito, il tuo show, eccetera, però hanno peso contro i telegiornali, no, sì, cioè diciamo così, che l'intervento di questa ultima gestione è stato soprattutto sui telegiornali l'intervento politico me,
Sui programmi è difficile dire cioè è vero che i programmi sono un po'meno belli di quello che erano prima, ma l'intervento vero è stato sui telegiornali guardano le persone anziane e va bene così, infatti la media degli ascolti e sopra i 65 anni, quindi come dire,
Però, ecco, invece sono intervenuti nei telegiornali con un lavoro di disintermediazione.
Secondo me è molto fastidioso, cioè nel senso che il telegiornale è diventato una sorta di televisione, dell'accesso, cioè non di antica memoria, o ormai non sono più i giornalisti che intervistano i politici sono i poli.
Chi ci che si imparano a memoria un loro intervento breve, insomma tata molto assertivo, eccetera, e lo danno come come si fa con un vocale telefonico no, ed è la stessa identica cosa per cui.
è sufficiente, come dire, giocare su questi interventi per rimettere in gioco le antiche pratiche del telegiornale che c'erano una volta il pastone, il panino, insomma tutte queste cose qui adesso, diciamo così c'è questa forma un po'più moderna, presa a prestito dallo smartphone che è quello appunto del del vocale,
Sì, l'intervento
Politico più più su più sostanzioso è avvenuto nei telegiornali, non tanto nei programmi, se non così, diciamo così, in una lenta decadenza, un po'di tutti questi programmi della tv generalista, ma l'unico vero intervento di quello che tu chiami Tele Meloni è avvenuta chiamiamo è avvenuta nei telegiornali e l'altra notizia due oltre a quelli di Trump che ha fatto tre tempi e lui è riuscito l'altra notizia di questi giorni è,
Enrico Mentana luminare del del giornalismo televisivo italiano che ha detto qualche giorno fa.
Sì, noi a la 7 siamo diventati non solo la tv di opposizione a Meloni, ma è proprio quello che una volta che la Rai 3 c'è una tv in qualche modo partito di una di una zona, così si sa è un operaio, adesso parliamo del tuo edito in sé, che non è, non è un uomo di sinistra, no Cairo, quindi che è un buon imprenditore, cosa è cosa è successo, è un'operazione di marketing, quello che è successo nella 7, cioè nel senso che
E via via sono stati espulsi dalle altre reti, quelle che appunto, una volta potevano essere i programmi caratterizzanti RAI tre e sono confluiti sull'A7, siccome fanno ascolto, è evidente che.
L'imprenditore non si pone troppi problemi ideologici da quel punto di vista lì se funziona, se funziona la rete, infatti, la rete funziona è una delle poche reti che che ha avuto sempre maggiori ascolti in questi ultimi anni, ma anche proprio per questo bisogno diciamo così un po'di di alternanza no cioè,
Le altre reti sono diventate tutte mono ideologiche e quindi uno va a cercare un po'la diversità.
Quindi anche un pubblico che si strutture un tempo parlavamo di Telekabul per dirvi una tv settari, anche non è non c'è il rischio di la 7 si è diventata troppo settaria da questo punto di vista, giochi su sette settaria, 7 Series No 7 per settari assai lì è più un un come dire è più un problema di identificazione no cioè quando un pubblico si identifica in una rete.
è difficile che un pubblico, come dire la televisione tradizionale, vive molto, la sua caratteristica principale è l'abitudine, cioè la televisione vive di abitudine, quindi il pubblico tradizionale è, come dire, si Ú.
Ci sono i parchi, ci sono la ruota della fortuna, gli va bene, così magari si lamenta che poi i programmi comincino troppo tardi, la prima, la prima serata, si lamenta che non esiste più la seconda serata, però tutto sommato quella è la sua televisione, ma se uno invece, come dire, cerca qualcosa di più cerca un carattere informativo, cerca un qualche cosa che la televisione non sia soltanto un momento con cui tu consumi o ammazzi del tempo e allora inevitabilmente cerchi
Così alternativamente, e qui entrano anche in gioco come dire, soggetti che non sono anche soltanto le reti tradizionali, ma possono essere anche i siti dei giornali possono essere, insomma è curiosa, praticamente oggi è possibile che che ogni ogni testata giornalistica abbia la sua piccola televisione,
Un'altra cosa che, il cui parere il libro è il e come è cambiato il ruolo del critico una volta a fare la critica sui giornali?
Era militante tra virgolette perché uno prendeva guardava un fenomeno un po'gamme, dava un giudizio culturale e politico di estetico, adesso siamo pieni di Hugh tubero, di di di influencer, che commentano fuori contesto frammenti di contesto, cioè non è forse questo qui la cosa più è questo, sì, questo è il più grande cambiamento culturale che può esserci. Indubbiamente questo è veramente uno dei problemi più importanti da affrontare, non tanto quello come dire del ruolo del critico,
Militante, eccetera, ma proprio del ruolo, della critica che praticamente sparita, cioè una è una delle come dire, delle delle delle pulsioni intellettuali più importanti che che vediamo sparire, da un lato, come accennavi tu perché, come dire la facilità d'accesso a poter dire la la la propria e poter esprimere la propria opinione ha fatto sì che tutti siano critici, no, qualunque e quindi, come dire, non ci son più gerarchie, non non c'è più niente tutti sullo stesso piano e tutti hanno diritto, però è questo che se si spegne questa fiammella, perché il compito principale della critica non è quello di giudicare un film, un libro o un programma televisivo, è anche questo. Il compito principale è tenere accesa questa fiammella del senso critico, cioè di porsi nei confronti di qualche cosa, avendo gli strumenti per poterlo affrontare. Questo no, cioè avendo come dire competenza, avendo preparazione
Avendo insomma un come dire.
Un percorso formativo su cui tutto questo non esiste più, cioè una delle grande perdite oggi nel mondo della comunicazione, nel mondo dei media, eccetera, è la competenza, cioè è proprio una delle cose che che che abbiamo perso e senza accorgersene, come sempre succede in queste cose,
Credendo che parte la pubblicità sia sufficiente, un gong per poter stabilire, interrompere un'emozione per interrompere un'emozione.
Molti ultima domanda flash, visto che parte della pubblicità, quanti anni di vita ancora questa televisione generalista diciamo quella che accendiamo la televisione generalista né a quanto almeno i giornali tradizionali cioè, diciamo così, è un fatto generazionale, no.
è legato indubbiamente a una generazione che inevitabilmente si assottiglia anno dopo anno, però c'è anche stato questo fenomeno molto curioso, molto studiato, che i giovani hanno cominciato a guardare la televisione dal Festival di Sanremo ad altri attraverso internet e quindi qui il discorso ci porterebbe lontanissimo e non possiamo più farlo però c'è questo che la televisione è diventata non più un oggetto,
Come dire di consumo, di sguardo come l'abbiamo inteso noi, ma è diventata discorso, cioè si prende un frammento di televisione e lo si fa circolare su internet, è quello è una parola, come altre parole perfetto, quindi abbiamo messo insieme l'intervento su YouTube evidentemente sulla televisione e ringraziamo Aldo Grasso che grazie a voi interventi correzione.
E diamo il benvenuto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervistato da Luca Roberto.
Sì, buongiorno, Ministro, benvenuto alle 21, il foglio io partirei dal fatto che lei ha lavorato nelle ultime settimane negli ultimi mesi a una riforma molto importante, che è quella della dei medici di medicina generale.
Ieri abbiamo letto alcune dichiarazioni, alcune note secondo cui no la Lega, dice noi siamo sempre stati contrari a questa riforma, le riforme non si fanno per ideologia.
E pare che, insomma, la maggioranza sia intenzionata a bloccare questo progetto di riforma, io le chiedo innanzitutto di di di darci contezza di qual è la situazione.
Soprattutto le chiedo se a questo punto sente ancora la fiducia della maggioranza.
Sì, buongiorno a tutti, grazie per l'invito, oggi ieri, insomma, i giovani erano lì, hanno ripreso molto parlare di questo argomento dei medici di medicina generale, è un argomento che è sempre di grande interesse.
Se la riforma non è una riforma per i medici di medicina generale, questo lo chiarirei subito, perché ogni volta che si parla di medici di medicina generale, poi si sposta l'attenzione mediatica non solo sul sui medici di medicina generale, ma in particolare sul tipo di contratto di rapporto dei medici di medicina di genere. Questo è un argomento che, dall'inizio da quando ho iniziato a fare, il ministro ha sempre dichiarato che non è un argomento che mi appassiona e come nasce tutto tutto nasce dal fatto che i Presidenti di Regione, per la prima volta 21 Regioni all'unanimità e chiedono al ministro di metterci insieme per far sì che la medicina territoriale, sulla quale abbiamo investito moltissimo e sulla quale siamo nei tempi per cui rispetteremo quelli che sono i target europei con del le infrastrutture con l'apertura delle case di comunità e possa non solo portare a un'apertura di queste nuove fondamentali infrastrutture, ma possa far sì che all'interno di queste strutture i cittadini trovino l'assistenza sanitaria che necessitano. Questo per me è un punto fondamentale, perché perché,
Queste giornata è dedicata all'innovazione, io credo che l'innovazione?
Per il servizio sanitario nazionale, che quest'anno compie 48 anni, sia fondamentale il nostro servizio sanitario nazionale di grandi qualità, che io difendo molto apprezzato, mi dispiace dirlo più all'estero che in Italia, io, ogni volta che sono all'estero l'orgoglio di rappresentare uno dei migliori servizi sanitari nazionali che si basa su dei principi unici quelli del 1978 quelli che sono sanciti nell'articolo 32 della Costituzione e un sistema sanitario universalistico, un sistema sanitario che si basa sulla equità delle cure e un sistema sanitario che guarda con l'articolo 32 soprattutto alle fasce più deboli.
Più povere e più fragili della popolazione è un servizio sanitario che, ripeto, viene visto come modello da governi e nazioni che sono distanti del dal governo di cui io faccio parte le citerò, tra gli altri, il Brasile e l'Inghilterra in questo momento con i relativi ministri con i quali ho grossi contatti che guardano a noi come un punto di riferimento, però dopo 48 anni il mondo è cambiato. La sanità del terzo millennio, come la chiamo io, ha bisogno evidentemente di nuove.
Di di novità, soprattutto per andare incontro a quello che vogliono i cittadini, noi abbiamo visto durante il Covid un servizio sanitario nazionale a macchia di leopardo, con delle punte importanti con altre inefficienze, ciò che è uscito fuori in maniera molto chiara, che la debolezza del servizio sanitario nazionale era legata soprattutto alla medicina territoriale quindi questa,
Voglia finalmente di cambiare questo modello basato solo sugli ospedali, quello di avere una maggiore integrazione su ospedali e territorio e su questo devo dire, c'è anche un disegno di legge che verrà discusso prossimamente è la vera novità, noi non possiamo far sì che queste strutture, che rappresentano veramente la novità non siano,
Adeguati a quelle che sono le esigenze della sanità del terzo millennio e i medici di medicina generale svolgono un ruolo fondamentale, perché perché sono i professionisti più vicini ai cittadini quelli che conoscono meglio i cittadini? Io sto facendo da più di un anno una battaglia per far sì che la prevenzione di 20 e la parola d'ordine del servizio sanitario nazionale ripeto, da un po'di tempo che oggi è il servizio sanitario nazionale e il ministero della Salute e il Ministro si occupano di curare le italiane e gli italiani. Io vorrei che da subito il ministro, il ministero e il servizio sanitario nazionale si occupassero essenzialmente di far sì che le italiane e gli italiani non si ammalino. Questo perché perché è cambiata la demografia, siamo un Paese che invecchia, siamo tornati ad essere nel post Covid, la seconda nazione più longeva al mondo. Questo però ci deve imporre dei cambiamenti. In questa direzione va la riforma della medicina territoriale
E in cui dobbiamo avere e dei team multidisciplinari che operino all'interno delle case di comunità e i medici di medicina generale sono il perno perché, ripeto, conoscono meglio di tutti i pazienti, questo vuol dire che possono indicare ai pazienti le migliori strategie terapeutiche possono indicare ai pazienti le migliori scelte possono giocare un ruolo fondamentale proprio nella prevenzione, quindi possono dare un contributo in quelli che sono i problemi oggi della sanità italiana che sono la cronicità, che sono il fatto di non intasare i pronto soccorsi quando magari ci sono delle attività che possono essere svolte in altre in altre in altri istituti.
Zioni sanitaria quindi non è il focus, il contratto dei medici di medicina generale perché poi alla fine diciamo ciò che vedo interessa moltissimo e questo è il fatto i medici di medicina generale in maniera leale partecipino alla medicina territoriale, io credo che questo è un obiettivo che sicuramente raggiungeremo perché non possiamo non avere i medici di medicina generale all'interno di queste strutture e in accordo con noi e soprattutto con le Regioni,
Le devo dire di più se guardiamo a oggi alla figura del medico di medicina generale, lo dico da molti anni e una figura purtroppo in crisi se lei legge quotidianamente vede quanto spesso, quando ci sono concorsi per posizioni medicina generale vadano deserti quanta sia purtroppo in tutta Italia, quindi dobbiamo riformare anche la figura del medico di medicina generale, dobbiamo dargli una formazione adatta, questo lo dico da almeno tre anni. Due giorni fa l'Unione europea lo ha ribadito
E mettendo in evidenza alcune criticità del servizio sanitario nazionale,
Eh no eh, ma quindi è convinto che troverete una quadra. Io sono convinto che troveremo la quadra, perché guardi, ma la quadra va trovata. Mi scusi nell'interesse dei cittadini, io difendo solo la salute pubblica e i cittadini in particolare, mi lasci dire, difendo le persone più deboli e più fragili. Questa è una rivoluzione alla quale noi non possiamo tirarci indietro e credo che nessuno si tirerà indietro, capendo quanto sia importante la salute pubblica per tutti e quanto sia importante dotare il servizio sanitario nazionale di una visione più moderna, che è quella della medicina territoriale, rivalutando la figura del medico di medicina generale. Perché lavorare in équipe avere a disposizione la telemedicina e vuol dire, secondo me, rendere nuovamente più attrattiva la professione? Ritorna a quello che stavo dicendo prima si rende più attrattive alla professione, anche avendo finalmente una formazione di tipo universitario. Oggi una giovane che si laurea in medicina può scegliere tra tante specializzazioni sono specializzazioni di livello universitario tra l'altra pagate e in un determinato modo, o fare il medico di medicina generale con un corso regionale è pagato molto di meno. Quindi dobbiamo rivalutare, insieme ai medici di medicina generale e la loro professionalità, continuare ad avere il rapporto fiduciario che hanno con i pazienti, perché non capisaldi del nostro servizio sanitario nazionale e vederli insieme ad altre figure professionali, all'interno delle case di comunità.
Ma so che lei è una figura tecnica, ma le hanno dato fastidio. Quelle uscire soprattutto, appunto, continuare a sentire la firma, guardano ancora guardi, io ovviamente sono un tecnico, ma agiscono in un governo politico, dopodiché io credo che tutti possono capire quanto è importante e far partire le case di comunità e siccome i politici non credo che non capiscono l'importanza di tanti soldi messi dal PNRR su questo che vuol dire modernizzare la sanità, io credo che riusciremo sicuramente a trovare un equilibrio, ripeto, nell'interesse dei cittadini, e un'occasione unica che non possiamo lasciarci sfuggire ai medici di medicina generale. Credo che lo capiscano. Tra l'altro, ci sono molti giovani che ovviamente, vorrebbero di più lavorare in équipe, avere tutti gli strumenti che oggi la tecnologia e l'innovazione ci mette a disposizione. Quindi io sono un ottimista
E sono convinto che alla fine, su un argomento così importante si troverà sicuramente la soluzione migliore nell'interesse della salute pubblica.
La porta su un altro tema lei è andato ieri, ha partecipato a questo vertice informale dei ministri della Salute dell'Unione europea e il tema, ovviamente.
L'insorgenza, riunioni di nuovi casi a livello mondiale, di Ebola, anche anta virus.
Le volevo chiedere, insomma, se c'è preoccupazione da parte sua, da parte del governo e dei governi europei, e ci voglio aggiungere però anche un dettaglio, perché, insomma, l'anno scorso il governo italiano non ha ratificato il piano pandemico dell'Oms alla luce di quello che sta succedendo, che comunque ancora insomma non desta allarme, è una scelta che rifarebbe, o magari avremmo, avuto, degli strumenti in più. Allora intanto sull'ultima domanda le dico che l'astensione non è un no definitivo, perché il Piano pandemico non è stato approvato. È stato ancora sotto discussione, perché mancano tutti quanti gli allegati, che sono. La parte essenziale è stato rinviato nell'ultima seduta del dell'Oms, verrà credo, riproposto nel prossimo maggio, quindi c'è tempo per vedere cosa ci sarà all'interno del piano pandemico
Dopodiché?
Io ribadisco quella che che la nostra serietà che abbiamo dimostrato con i fatti io sono uno che diciamo, preferisco i fatti alle parole per mia, diciamo natura e per mia professione originale. Sono una persona che si basa sui fatti e sui dati, poi magari su questo torniamo siamo stati capofila nel portare all'attenzione dell'Unione europea e la possibile epidemia di Ebola. Il presidente del Consiglio ha inviato, il 29 maggio scorso, una lettera alla presidenza semestrale cipriota. Io ho parlato con il ministro della Salute cipriota una settimana fa, ieri si è tenuta questa riunione informale e noi siamo stati i primi, dopo gli organismi internazionali, ad avere la parola e con il sottoscritto abbiamo presentato quello che ha fatto l'Italia con questo piano circostanziato ispirato alla massima precauzione, su chi arriva da queste zone dell'Africa a rischio, però vorrei dire, come ho detto due giorni fa il question time in Senato, che siamo molto sereni, non c'è nessuna preoccupazione ci siamo ispirati a un piano di massima precauzione. Vogliamo che i Paesi europei agiscono insieme con noi. Ieri c'è stato un confronto con gran parte dei Paesi europei. Sono intervenuti più di 20 Paesi su 27 in questa discussione l'argomento verrà riproposto. Nella nell'EPSCO che la riunione dei ministri della Salute europea, alla quale parteciperò al Lussemburgo il 16, credo che anche il presidente del Consiglio ne discuterà nella in quella che è la riunione che ci sarà il 18 dei leader. Quindi noi siamo capofila in questo all'interno di un sistema collaudato e poi vorrei ribadire anche, come sempre, quello che fa e l'Italia abbiamo mandato un gruppo di medici esperti dello Spallanzani in in Congo per prestare,
Assistenza per dare consigli, per fornire quella che è la capacità del sistema italiano su questo tipo di operazioni sanitarie, questo per dire che bisogna stare tranquilli, noi abbiamo dato prova di essere pronti sull'anta virus, abbiamo immediatamente identificato le 4 persone che erano finite su questo volo.
Quale, seppure per un breve periodo di tempo, era transitata una una, una signora che poi è deceduta per l'alta virus abbiamo, li abbiamo sottoposti a tutti i test, abbiamo due ospedali di eccellenza, come il lo Spallanzani, il sacco che sono in grado di fronteggiare qualunque tipo di di epidemia. Quindi io sono sono molto sereno e sono contento che l'Italia ha ribadito la leadership che merita sull'OMS, le devo dire la cosa che più mi ha sempre infastidito è come negli ultimi anni, ma non da quando sono ministro da prima l'Italia abbia avuto un peso inferiore a quello che merita. Noi abbiamo tra i migliori ricercatori, tra i migliori medici, tra i migliori professionisti, eppure, se lei va a vedere il peso in quelle che sono le posizioni di vertice dell'Oms negli ultimi 15 anni, l'Italia non è stata trattata bene come meritava per la qualità scientifica, clinica medica che è in grado di esprimere
Le faccio quest'ultima domanda perché è un tema quasi da campagna elettorale. No, le liste d'attesa. La sinistra sta già impostando la campagna elettorale perché la sanità è un tema che tocca tutti sulle liste d'attesa, visto che poi è un tema che chiama in un Paese che chiama in causa anche la collaborazione con con le regioni e sarete in grado di fare di più perché forse la grande sfida no, parliamo di innovazione e usare l'innovazione per cercare di abbattere le liste d'attesa è una grande scommessa, ma da qui, alla fine del governo, riuscirete a fare qualcosa di concreto in più. Allora guardi, parto su liste d'attesa, da una una, una frase che mi ha molto colpito nel direttore generale nel suo ultimo libro, l'antidoto che dice che i pessimisti catastrofisti si basano sulle notizie. Gli ottimisti si basano sui dati, quindi io mi iscrivo ovviamente alla teoria degli ottimisti perché tutta la mia vita professionale mi sono basato sui dati
Ho compiuto un mese fa sessant'anni sono almeno 30, forse 40.
E che se lei forse 40 anni fa non era neanche nato i giornali lecito, tanto non ho problemi. L'Espresso faceva gli stessi titoli che fa oggi in Italia per fare una TAC, una tg ci vuole un anno sono passati 30 anni, nessuno ha fatto nulla. Io ho messo la faccia su questo e guardi che mi hanno vivamente sconsigliato molti di parlare di liste d'attesa, ma come diceva Borsellino, quando uno ha paura, muore tutti i giorni, quando uno non ha paura e io non ho paura muore quando gli tocca morire liste d'attesa, è un argomento che nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di toccare, ma io l'ho toccato con quella che è la serietà e la metodologia che porto avanti, che è una metodologia scientifica. Come si cura una malattia, se non ci sono i dati come fa e un partito di opposizione in questo momento, a dire che le liste di attesa sono peggiorate rispetto a quattro anni fa, ma quattro anni fa c'erano dei dati? Noi oggi abbiamo un sistema che ci permette di monitorare i dati. Questo è il punto di partenza, quindi non sono più descrizioni, mi lasci dire, aneddotiche. È una vergogna pensare che una persona per fare una risonanza magnetica cerebrale oppure per fare una mammografia, debba aspettare sei mesi, ma finora non c'era un sistema in grado di fare questo. Io rivendico che con la legge che abbiamo fatto nel 2024 oggi abbiamo una piattaforma delle liste d'attesa. È una piattaforma che sicuramente va migliorata. È una piattaforma, però, che già ci fa vedere dei trend di miglioramento. Ci fa vedere come l'81% delle prestazioni viene fatta nei tempi giusti. Ci fa vedere come 16 su 21 regioni hanno un trend in miglioramento delle prestazioni, come in più di 1.000 ospedali italiani. C'è un miglioramento del 20% nell'offerta. Allora, rivendico di aver rimesso al centro dell'attenzione è un argomento che la politica non avrebbe mai voluto toccare, cioè le liste di attesa oggi, se lei legge in tutte le regioni si parla di liste di attesa e sono convinto che lavorando insieme e questo è un lavoro di squadra che va fatto dal ministero va fatto dalle Regioni, va fatto anche dai cittadini, perché anche i cittadini devono prendersi le proprie responsabilità quando uno deve fare una TAC e poi non può andare, deve alzare il telefono chiamare e dire io domani non posso venire in modo tale che c'è una persona che magari è un tumore che aspetta tre mesi e può subentrare. Quindi io sono convinto che con la serietà e con la metodologia, che è quello che io sto portando avanti, riusciremo a migliorare anche le liste di attesa o del privilegio, non essendo un politico di poter pensare a quello che serve veramente i cittadini, magari fra 10 anni, io sono convinto che questa è una buona legge che, quando verrà applicata, metterà le Regioni in competizione tra di loro per offrire sempre minori tempi di attesa telegrafico. Perché abbiamo vinto e ha detto non sono un politico, ma l'anno prossimo che si va a votare a scadenza del suo mandato, torna alla sua professione oppure vediamo vediamo, vediamo quello che capita, guardi io nella mia vita non mi sono mai annoiato e sono convinto che non vi annoierò neanche l'anno prossimo, quindi qualcosa da fare lo trovo. Grazie grazie a lei.
Grazie davvero al ministro Schillaci e diamo il benvenuto sul palco della Festa dell'innovazione al Sindaco di Venezia, Simone Venturini.
Lo intervisto Marianna Rizzini.
Allora benvenuto, grazie ai complimenti per la vittoria sindaco proprio appena eletto fresco, fresco, fresco, fresco, ecco la sua vittoria, ha stupito molti che lei ha ribaltato i sondaggi, però è una vittoria che parla molto, dice molto al centrodestra, perché lei non ha vinto come candidato di destra a destra ha vinto come candidato di centro lei rivendica questo e ha avuto tutta una carriera,
Prima negli scout, che non è una carriera, un'esperienza, poi nell'Udc, quindi si è presentato come candidato di centro, qualcuno ha fatto una battuta talmente di centro che poteva andare bene anche per il centrosinistra, però è andato molto tra la gente quindi diciamo affatto il tra virgolette populista di centro che però è stato argine all'Est fa da argine all'estremismo e in qualche modo quindi ci vuole raccontare come è andata la sua campagna elettorale interna.
Intanto buongiorno a tutti e benvenuti a tutti a Venezia, grazie al Foglio per continuare questa bella collaborazione, bella amicizia, in realtà io continuo a dire che non si possono dare letture nazionali alle elezioni amministrative o meglio danno delle linee probabilmente delle suggestioni, ma ogni città e ogni elezione amministrativa è a sé io quindi tendo a limitare insomma il successo a un'esperienza,
Amministrativa che ho fatto in questi anni non mi sono sicuramente risparmiato e devo dire che la conoscenza del territorio e la conoscenza delle persone e delle varie comunità, una città così complessa e multiforme come quella di Venezia, è stata forse la chiave del successo elettorale, cioè io in ogni pezzo di città in ogni parte di città ne conoscevo,
Difetti e pregi e i problemi e opportunità, e ne conoscevo proprio anche alle singole strade e questo, secondo me, è un'elezione amministrativa. Piace perché quando la persona ti parla del suo problema e vede un candidato che conosce, dov'è la sua casa, dov'è la sua via, dov'è la sua frazione è sicuramente un punto a un punto di forza e dopo secondo me è un altro tema, è il pragmatismo che identifica un po'una nuova generazione, anche politica. Pensano insomma il presidente Stefani, che sta facendo così bene in Regione, l'idea di non utilizzare ruoli di sindaco di presidente di Regione, per poi fare politica a livello nazionale per lanciare messaggi nazionali, ma per amministrare e per governare bene il territorio, quindi un sano pragmatismo
Che forse è stato un altro tratto della mia campagna elettorale, dove invece di parlare dei massimi sistemi e di fare insomma petizioni di principio, io provavo a dare delle risposte anche molto concrete a problemi effettivamente concreti, però lei a Venezia certamente vuoi dare risposta dei problemi però come,
Espresso un consiglio per il centrodestra nazionale dicendo beh, mi piacerebbe se aprite a Calenda, quindi chiudersi a Vannacci non tanto sui nomi più che i nomi parlo alle idee, secondo me è oggi l'area di centro, che non è solo un tema politico, è un tema, secondo me, è legato proprio a una visione del mondo, è pieno di gente che non si riconosce nei partiti oggi che proprio anche stufano proprio cambia. Voto di continuo. Cioè non c'è una fidelizzazione dell'elettorato se non in una base storica di alcuni partiti, ed è un mondo che è talmente vasto. È talmente anche diverso che aspetta solo delle proposte un po'più di contenuto rispetto a slogan e questo mondo secondo me verosimilmente si riconosce più in un'area di centro liberale e quel mondo lì oggi da decenni, anzi non ha casa e credo che un centrodestra che dovrebbe fare del pragmatismo uno dei suoi caratteri distintivi rispetto a un centrosinistra, così come anche la capacità di parlare finalmente più di crescita che di distribuzione di risorse e quindi l'idea di un centrodestra che parla di progresso, di crescita, di velocità, di competitività, di attrazione, di investimenti, di politiche industriali, ecco, secondo me il centrodestra è più è in pole position per parlare a quel tipo di mondo, deve farlo. Evidentemente, quindi non è tanto Calenda Vannacci è tanto più presidiare un'area dove ci sono tantissime persone che secondo me, oggi, se gli chiediamo quale partito ti appassiona, rispondono, nessuno poi vanno a votare e scelgono, però è quasi che la scelta sia sempre alla meno peggio. No, non tanto una scelta di passione per Haas. Questi sono temi molto Calenda, anima Calenda, non l'ha chiamata però
Proclamata le vicissitudini di azione in questo territorio sono state particolari, quindi non ci siamo sentiti, insomma, ci conosciamo su altri fronti.
E ci siamo sentiti con la sua base, che è avvenuta con me al queste elezioni comunali, ma son state delle delle scelte molto locali, perché penso che il partito nazionale abbia scelto di lasciare libertà ai livelli nazionali, il livello locale qua ha scelto di appoggiare media a essere presente in coalizione però non ci sono ragionamenti a livello nazionale ancora ho sentito molti ministri,
Laurenzi non mi ha chiamato, ho letto delle dichiarazioni di Renzi, di Renzi sui giornali, a me sta molto simpatico Renzi, lo preferivo nella versione Renzi 1, non nella versione Renzi 2, la vendetta però però è la mia, è una mia visione personale, mi piaceva quand era anche lui molto spigliato, parlava dei temi, adesso lo vedo molto, invece un po'critico e molto focalizzato sulla critica negativa. Il governo però, insomma, ognuno si sceglie la sua collocazione e comunque non l'ho sentito ItaliaViva qui andava col centrosinistra, penso si siano un po'pentiti, però, insomma, lo lo diranno loro. Ecco allora, ritornando alla sua campagna elettorale e lei è stato molto a contatto con le persone, lo raccontava anche prima che quindi le le persone vogliono che un sindaco ascolti i loro problemi e trovi soluzioni. Questo può in qualche modo aiutare la politica a essere meno demagogica, perché, da un lato, ascoltando i problemi verrebbe ad essere più demagogici e invece la sua esperienza, poi può insegnare qualcosa nel contrasto a toni molto demagogici. Stiamo alle porte di una campagna elettorale e quindi può insegnare qualcosa io su questo credo che la Presidente Meloni abbia fatto un buon lavoro in questi anni c'era molta o pregiudizio intorno al suo essere Presidente del Consiglio dei ministri all'inizio e credo che vada riconosciuto un ruolo importante che ha avuto di tenuta sia dell'Italia, in una collocazione appunto del Patto Atlantico, molto ferma anche sul tema ucraina, che non era scontato, molto ferma su tutta una serie anche di punti di politica estera che secondo me le vanno riconosciuti e a lei va riconosciuto il tentativo di farsi carico anche di una coalizione complicata in un momento storico molto difficile, e anche certi temi legati alla riduzione della pressione fiscale che poi sono stati fatti con delle manovre sul sull'IRPEF e su altre operazioni. Purtroppo sono state un po'azzerate o offuscate da un problema internazionale del costo della vita al rincaro materiali. Non da ultimo, insomma, la crisi della guerra della guerra in Iraq. Quindi io credo che la Presidente Meloni abbia ben interpretato questo pragmatismo non ideologico e è chiaro che a una coalizione molto vasta, che alle volte la segue su questo binario alle volte un po'meno, ma io credo che le vada riconosciuto questo tipo di di di impegno e a livello insomma locale, credo che un sindaco in primis debba fare un ottimo amministratore di condominio in primis, cioè la base è dagli amministrare bene il suo condominio in città particolari come Venezia deve essere capace anche di tenere un doppio registro, perché, mentre amministra il condominio deve parlare anche al mondo, perché Venezia è una di quelle città che parlano al mondo e ha un potere evocativo pazzesco, Venezia oggi è paradossalmente una città che Roma ha sempre considerato provincia, come il Veneto, ma che invece oggi è la capitale internazionale di molte dinamiche. Pensiamo all'arte contemporanea, pensiamo al potere della Biennale, pensiamo al potere della musica, della cultura, pensiamo al potere anche delle fondazioni che stanno aprendo e pensiamo a quello che può essere il rilancio di Porto Marghera, in chiave di reshoring, di alcune produzioni strategiche. Quindi oggi Venezia ha un ruolo da capitale internazionale, deve, secondo me anche in qualche modo veder riconosciuto quel ruolo, anche di importante è capitale italiana, Venezia però è anche, diciamo no, il capoluogo di una regione che è guidata dalla Lega. Prima il presidente Stefania ha lodato, ma questo tandem, due giovani alla guida del Veneto, che è la vera notizia. Secondo, però la Lega ha qualche problema in questo momento. Che cosa dice a chi non vuole andare con Vannacci? Io sono l'amministratore di condominio, quindi non mi occupo, non mi occupo di dinamiche interne di partiti né voglio utilizzare Venezia per pensare a un mio doma se io penso che fare il sindaco di Venezia sia il più grande onore che la vita mi ha consegnato davanti. Non penso ci siano uno dei più grandi quindi
Io mi occuperò esclusivamente ogni giorno di Venezia e userò tutte le relazioni che i partiti della mia coalizione vorranno portare in dote di ministeri sottosegretari dipartimenti per appunto, ottenere quelle risposte che Venezia attende, quindi non non commenterò fatti interni ai partiti, commenterò pochissimo la politica nazionale e lo farò sempre a titolo personale. Possiamo commentare tantissimo, invece, secondo me, le grandi opportunità che oggi Venezia e che, se il Paese lo capisce e mette nelle condizioni Venezia e di esprimere appieno queste potenzialità, Venezia può essere veramente quel quel accensione proprio di un di un fuoco bello di potenzialità e di capacità anche di parlare al mondo.
E Venezia vuole essere a disposizione del Paese nel sistema Paese anche come base, appunto, per dialogare con le potenze estere, per essere anche una piattaforma diplomatica è importante, lo è sempre stata nella storia come porta d'Oriente oggi il tema Golfo, Cina e Oriente strategico Venezia può essere veramente anche una piattaforma permanente a servizio del Paese per dialogare con questi mondi? Ecco, lei prima parlava di crescita, sempre perché siamo alle porte di una campagna elettorale, quali quali sono adesso, secondo lei, dall'esperienza veneta le ricette che servono all'Italia per la crescita può dare qualche consiglio amministratori, visto che lei è stato anche assessore. Dobbiamo capire di più. La politica deve capire di più le esigenze degli imprenditori e delle imprese
Una volta i corpi intermedi erano molto potenti e riuscivano a dare un'agenda alla politica e la politica ha usato i corpi intermedi anche per trasferire dei messaggi complessi direttamente alla base e oggi invece è tutto molto disintermediata e quindi alle volte la politica non coglie il sentiment sui social che mediamente è quello che poi emerge sempre un sentiment, un po'di rabbia di negatività non coglie, secondo me fino in fondo i le, i messaggi e le esigenze che ha che vanno oggi esistono le imprese che potrebbero venire a investire nel nostro Paese, che attendono risposte su sburocratizzazione, pressione fiscale, il costo dell'energia e incentivi che non sono soldi a pioggia, ma sono eventualmente dei riconoscimenti di crediti fiscali suf, a fronte di investimenti su alcuni assi importanti, non su tutti. Grazie, allora il Silla. Siamo finiti. Grazie grazie.
Ringraziamo il sindaco Venturini e diamo il benvenuto a Davide Ghiotto, campione olimpionico.
Lo intervista Umberto Zapelloni.
Prego Davide Bongiorno con permesso, intanto credo che tutti vi ricordiate di Milano Cortina, anche se sono passati un po'un po'di mesi dalla fine dei giochi e dei quei giochi che ci sono rimasti, comunque negli occhi e nel cuore quelle 30 medaglie, 10 di quelle medaglie erano medaglie d'oro e qui con noi abbiamo Davide Ghiotto che ha portato a casa insieme ad Andrea Giovannini, Michele Malfatti, una medaglia d'oro nella staffetta del pattinaggio, il pattinaggio su pista lunga quello reso celebre anche da Francesca Lollobrigida, che,
Né nei nei giochi ha portato a casa addirittura due medaglie, Davide non è qui da solo, oltre alla famiglia, ha portato come vedete la medaglia, la medaglia d'oro è sempre.
I in una delle tue interviste per i giochi, ho letto una frase che a vederti stupisce abbastanza da piccolo mi piaceva stare sul divano e mangiare patatine, non riuscivo a trovare nello sport quella voglia di raggiungere un obiettivo, avevo sei chili di troppo, poi ho sentito dentro di me la voglia di cambiare come è arrivata quella scintilla che poi è tutto vero veramente tu non ti alzavi dal divano e Mangiavini,
Patatina innanzitutto buongiorno a tutti.
Eh no, eccetera, cioè della falsità, perché in realtà non fosse chi vi erano più di 7, non era solo quando ero giovane che invece stanno sul divano, ma anche adesso è che fortunatamente adesso con lo sport possa tranquillamente stare sul divano quando tempo e mangiare patatine perché insomma brucio abbastanza durante la giornata, però, si diciamo che la la parte agonistica in data ahimè molto tardi,
E stiamo parlando già nel momento dell'adolescenza, quindi tutta la prima parte, l'ho fatta con molta tranquillità, ecco, quindi praticavo già Sforza praticarlo da dall'età di sei anni, però era appunto una cosa molto ludica all'inizio poi successivamente poi dopo ho capito un po'il concetto della competizione cosa Eder, poi è partita la mia carriera anche perché tu arrivi da una famiglia, comunque con delle tradizioni sportive, perché tuo padre è stato per vent'anni il professionista di ciclismo, tu però invece della bicicletta ai Celti pattini, prima rotelle e poi su ghiaccio come mai non sei salito su una bicicletta dove magari si avvia avresti faticato un po'meno all'inizio
Da allora sì, mio padre che anche qui presente in sala e mi ha sempre sostenuto nel mondo dello sport, perché lui ha sempre respirato sport fin da piccolo. Lui poi me ne ha trasmesso. In realtà è stata una pura casualità il fatto che io abbia scelto il pattinaggio prima rotelle, appunto perché grazie mia nonna mi regalò un paio di pattini, più o meno l'età di 5 6 anni, nessuno sapeva andare con i pattini, quindi era un regalo inutile finché non mi ha portato appunto a prendere qualche lezione presso il pattinodromo che avevamo vicino casa, poi da lì. La mia carriera un po'ha svoltato quando ho scelto il pattinaggio su ghiaccio, perché la scelta è stata dettata un po'dal fatto che il pattinaggio a rotelle non è olimpico, mentre pattinaggio su ghiaccio è uno sport olimpico, con l'aiuto dei gruppi militari, appunto, si poteva fare da professionista e quindi poi inseguire il sogno olimpico Olimpiadi, sta eccetera. Anche se farlo in Italia non è semplicissimo, perché piste lunghe in Italia non ce ne sono praticamente. Quindi devi andare ad allenarti lontano e purtroppo questo è un tasto un po'dolente per noi e abbiamo solo due piste, sono una Baselga di Pinè, che è in provincia di Trento, una e Collalbo che in provincia di Bolzano, sono outdoor, quindi vuol dire che d'estate non possiamo utilizzarle. Noi perché ovviamente con il caldo che fa
E sono disponibili solo nel periodo invernale, da metà novembre, più o meno a metà febbraio, ultimamente anche meno perché va sempre più caldo durante l'inverno, quindi noi a volte non riusciamo neanche ad allenarci e per farlo dobbiamo per forza essere spesso all'estero, nel nostro caso in Germania che quella un po'più vicina che dovevano delle piste coperte, delle delle strutture che ci permettono di praticarlo anche durante l'estate o,
Tutto l'inverno senza le condizioni atmosferiche possono influire sull'andamento tu sei arrivato a Milano, Cortina da grande favorito nella gara singola sui 10.000 ai a un record del mondo che è ancora in in cima al all'albo d'oro, però poi la gara singola è andata, è andata male un problema atleti, eccessiva pressione, forse qualcosa del Maghreb di sbagliato nella preparazione tra una gara singola è andata male dopo qualche giorno, però, se è stato il grande trascinatore della staffetta, quindi se è partito da quella grandissima delusione per poi riuscire con una grande prestazione a trascinare i tuoi compagni verso quell'oro
Sì, assolutamente arrivava da grande favorito e di solito quando è così no ci sono, deve andare così, no, quindi arrivi da favorito e poi esci con la, con la coda tra le gambe, come si suol dire purtroppo è andata così anche per me, ma e lo sport è bello per questo ti dà un giorno da una mazzata negativa, il giorno dopo hai la possibilità di risollevarsi e lo puoi fare solo grazie a te stesso e nel mio caso era sia una cosa mentale che dovevo riuscire a dimostrare, appunto,
Ah che tutto il lavoro fatto non eravano, ma anche grazie ai miei compagni e alla mia squadra che, insomma, in quel momento lì che per me era un momento di forte delusione sono riusciti a farmi sentire l'affetto che che una squadra, io e i miei compagni collaboriamo insieme da quasi 12 13 anni, quindi nel senso siamo anche abbastanza affiatati e quindi poi, con la gara a squadre, siamo riusciti a insomma, fare
Le fasi di qualificazioni e poi le fasi di semifinale. Poi, mentre la finale per l'oro con una certa tranquillità lì è più un qualcosa nella testa che deve sbloccarsi. Sì, penso che, come dico sempre ai primi cinque sei posizioni sia in Coppa del Mondo mondiali europei. In realtà siamo tutti allo stesso livello, più o meno perché più o meno i distacchi sono veramente minimi, anche durante la gara. Quello che fa la differenza molto spesso è la capacità di affrontare prima la gara, quindi tutto quello che è ansia pre-gara e soprattutto durante la gara stessa, cioè la Ka, il campione si vede veramente gli ultimi giri, dove riesce proprio?
A staccare un po'la mente dal mal di gambe diciamo e arrivare al traguardo prima degli altri in questi anni, oltre a al
O di cui abbiamo parlato al bronzo nei 10.000 a Pechino a 4 ori 3 argenti ai mondiali ha un oro, due, argenti e due bronzi agli europei, dissi anche portato a casa una laurea in filosofia, con una tesi sul sul titolo abbastanza particolare, etica e suicidio ci spieghi questa scelta particolare sì, allora non è stata un po'la scelta dettata da un argomento, insomma che secondo me al giorno d'oggi,
Era.
Di Rebello non è proprio corretto, visto che la tematica della della tesi però era giusto portare in ambito accademico, dove c'è la possiamo riparlarne dal punto di vista anche oggettivo, senza appunto avere della somma delle problematiche legate magari a qualche trascorso personale di qualche persona dell'interlocutore o o meno,
E secondo me, appunto, non c'entra niente con con lo sport, lo so però sinceramente anche il percorso di laurea, filosofia in Estremo Oriente con lo sport, però, e a me sembra sempre affascinato insomma la filosofia fin dai tempi delle superiori e quando scelsi appunto la strada sportiva e quindi intestataria di via Trento, scelsi un percorso anche di laurea che mi potesse piacere veramente Queen dedicarlo a suo tempo che dedicava allo sport anche allo studio, altrimenti sarebbe stato sempre impari il, il rapporto e in questo caso appunto, la scelta di questa tematica qua era proprio la possibilità di poterne parlare, perché semmai è un argomento che ancora al giorno d'oggi a molti tabù e non lascia appunto grande spazio a una discussione
Ai quei due figli magnifici il logo li lasci Paul poltrire sul divano oppure?
L'hai già da fare, gli ha già regalato dei pic dei pattini, allora ho provato con il più grande, in questo momento, è il cattivo esempio perché trovando i cartoni su telefonino, ma se volevo parlare qui, dobbiamo per forza fare così, altrimenti non riusciremo a fare una conversazione però entrambi in realtà.
Hanno fanno nuoto perché il più grande, che adesso ha quattro anni, esito con i corsi di acquaticità di pattini e ha approvato 10 minuti, poi mi fa no, non mi piace, quindi però ha grande simpatia per il nuoto, quindi lo porto volentieri, tu invece dopo Milano, Cortina, avevi magari pensato che avrebbe potuto essere la tua ultima Olimpiade, invece continuerai come minimo andrei avanti verso mondiali ed europei, poi si vedrà se arrivare ai Giochi francesi si assolutamente era molto deluso, nonostante loro perché comunque io vivo un po'per la mia gara in divi in gara individuale, quindi la delusione. C'era però proprio questa delusione mia
Ne ha fatto ragionare sul fatto che non volevo smettere con punto con questo Raab reimpianto, vorrei insomma giocarmi un qualche altro mondiale per dare appunto in confronto anche i giovani che ci sono quanto sono distante da loro sia in positivo sia in termini negativi e poi tra due anni diciamo vedendo un po'anche i risultati di questi ultimi due anni valutare se c'è la possibilità di arrivare al alle Olimpiadi in Francia ancora con la voglia e con la possibilità di cercare una medaglia altrimenti magari cercherò di arrivarci, ma con un altro ruolo in danno della squadra, comunque restare sempre all'interno
Anche perché si è visto
Con voi tre che avete vinto, la staffetta che c'erano a bordo pista a Milano, i tre protagonisti della staffetta di Torino, quindi, insomma, la grande famiglia del ghiaccio. Sì, e anche un po'facile pensare o no che quando uno sportivo lo fa, facciamo questo di lavoro, lo facciamo antenna in tanti anni, che non sappiamo fare nient'altro al di fuori del bene del pattinaggio. Purtroppo diciamo che ovviamente, il primo pensiero per un post carriera è sempre all'interno del del mondo sportivo nel quale si è si è vissuto finora. Poi, magari l'estate sono molto ampie e quindi non si sa benissimo. Ecco cosa mi attenderà, però sicuramente penso che rimarrò nell'ambito o proverò a rimanere nell'ambito del contesto sportivo, in questo caso del pattinaggio, magari insegnando più etica che suicidio ai tuoi esatto
Rivendica dello sport ringrazia.
Se 1.000 interrompiamo la nostra manifestazione per un'ora di pausa pranzo, ci rivediamo qui alle 14:15 e grazie anche chi ci sta seguendo da casa era stata collegati e lo streaming continua 14 e 15, l'appuntamento ricordo chi è invece in presenza che c'è anche la mostra dall'altra parte dell'Auditorium e col biglietto si può accedere,
Ma intanto grazie.
Bentornati, ricominciamo la sessione pomeridiana della Festa dell'innovazione, abbiamo un contributo video di Giuseppe Cavo, Dragone, presidente del Comitato militare NATO.
Ma intanto, grazie Direttore, intanto saluto tutti gli amici del foglio, gli ospiti della festa dell'innovazione, buongiorno a tutti, a me spiace non poter essere con voi in piazza San Marco, è uno dei luoghi più belli del mondo e uno dei più simbolici anche per il tema che oggi trattiamo.
E guardano l'elenco degli ospiti, che è estremamente vario di altissimo profilo, e qualcuno potrebbe anche chiedersi cosa c'entri qui il presidente del Comitato militare della NATO. Penso che invece sia una platea giusto per parlare di di sicurezza e non parlo solo di sicurezza nazionale, ma direi collettiva che parte proprio dall'esperienza dell'Ucraina, che è davvero ogni giorno una scuola tragica, come avete detto e illuminante per l'Europa e per il mondo intero, è qui adesso. Mi riprendo la domanda che mi avete fatto. La lezione militare più importante che stiamo imparando è che oggi la superiorità non è più solo una questione di piattaforme più avanzate, ma di velocità, di velocità, di adattamento. In questa guerra l'innovazione non si misura più soltanto in qualità, ma in tempo spesso minore. Chi riesce ad aggiornare un software, modificare un drone, cambiare tattiche e procedure più velocemente e più direttamente sul campo può effettivamente neutralizzare il vantaggio di un avversario più grande, più pesante, che si proclama invincibile, ma strutturalmente si trova più lento
Inoltre, l'esperienza di Kiev ci dimostra anche come esista un prima e un dopo tra guerra tradizionale e guerra tecnologica.
è un conflitto dove la potenza di fuoco conta ancora, ovviamente, ma conta ancora di più, sempre di più la capacità di connettere i domini terra, aria, mare, spazio e ciberspazio e di farlo con prontezza ogni giorno un'altra lezione preziosa direi riguardo alla resilienza industriale e logistica come una parte della vera e propria della potenza militare se tu non riesce a produrre a riparare e rifornire, rigenerare rapidamente,
Perdi anche con la tecnologia più avanzata e effettivamente possiamo dirlo con estrema chiarezza queer, pur pagando un prezzo altissimo, lo abbiamo detto, ha già dimostrato che la Russia non è militarmente invincibile non solo perché l'Ucraina ha resistito, ma perché ha effettivamente dimostrato che un esercito più piccolo,
Se sostenuto se addestrato informato, capace di adattarsi più velocemente, può negare all'aggressore gli obiettivi strategici e anche logorare la sua capacità offensiva, questa è una lezione che riguarda direttamente l'Europa, non basta avere buoni sistemi, serve una difesa effettivamente capace di apprendere, di innovare e di reagire più rapidamente dell'avversario e di sostenere lo sforzo nel tempo.
Allora questa è una domanda che, rivolta al al presente e al futuro, però io rispondo con un riferimento al passato.
Lo ricordiamo che storicamente, la libertà di Venezia dipendeva da una Marina capace di proteggerla, la pace non era un dono, era una conquista di ogni giorno quotidiana, è proprio questo il punto, la pace non è garantita, non è scontata, non è un'eredità che si trasmette in automatico le generazioni che ci hanno preceduto hanno pagato un prezzo molto alto.
Per 80 anni di pace di pace europea, oggi quella stagione è messa alla prova ai confini orientali della nostra alleanza nel Mediterraneo, allargato, nel cyber spazio, sui cavi sottomarini nelle infrastrutture critiche, per questo, come lei ha citato, io parlo spesso e dico spesso che non siamo in guerra ma siamo o non siamo nemmeno in pace piuttosto una pace di guerra anche se è uno stimolo a quello che viene chiamato Wartime Peace è un conflitto non dichiarato, no,
Permanente in molti domini, Da qui si capisce come la guerra contemporanea sia di natura ibrida, droni, cyber, Intelligenza Artificiale, logistica, guerra elettronica alla resistenza civile.
Però io voglio essere chiaro su un punto che vale soprattutto in alcuni campi, nella difesa, in primo luogo fino poi anche alla ricerca, all'implementazione delle stesse innovazioni tecnologiche l'intelligenza artificiale deve restare un supporto dell'uomo anche in misura preponderante dove serva.
Ma a sua completa su sostituzione una componente umana, anche Milik, ma ma irrinunciabile, deve presidiare i nodi decisivi per l'Europa, non basta a cambiare marcia, bisogna salire su un treno completamente diverso, velocità scala, il rischio, l'integrazione con la ricerca pubblica, le le start up,
La capacità di consegnare i mesi ciò che prima ieri richiedeva anni è un cambio di paradigma, non un'accelerazione, non c'è tempo per accelerare, bisogna cambiare e noi lo facciamo da soli, la NATO e l'Unione europea sono complementari, non sono concorrenti insieme, ovviamente noi siamo più forti. L'obiettivo è un'Europa più forte in un'alleanza più forte, torniamo un vecchio adagio, si risparmio, parabellum continuiamo a ripeterlo, continua a risuonare
E a volte, purtroppo, anche come un disco rotto, probabilmente adesso è ora che apprendiamo davvero questa lezione finalmente.
è?
Tutto il contrario che essere guerrafondai.
Essere realisti, essere pragmatici, ma soprattutto saper leggere la storia, che è drammatica spesso, ma non è soltanto recente.
Bene, propaganda e disinformazione hanno da sempre accompagnato guerre e momenti di tensione e di instabilità, ci confrontiamo con le minacce informative, fin dalla creazione dell'alleanza, nel 1949 dalla in annessione illegale, poi della Crimea da parte della Russia nel 2014, abbiamo sicuramente ha risposto con decisione a un grande incremento delle attività informative ostili.
In questo vorrei dire che gli organi di stampa e i media in generale ha una grandissima responsabilità, quindi io direi che le minacce informative riguardano tutti noi come, ma la buona notizia è che ci stiamo però attrezzando sempre di più a gestirli, ovviamente alla domanda che lei mi può fare come ma guardi sono tre o quattro punti utili per esempio comprendendo a fondo l'ambiente formativo.
In secondo luogo, riducendo l'efficacia di queste minacce prima che facciano danni e poi ancora gestendo e limitando i singoli incidenti e anche imparando dalle elezioni, prevenendo queste minacce è qui che entra.
In gioco ancora una volta l'innovazione, gli sviluppi tecnologici rapidissimi, soprattutto nell'intelligenza artificiale e nei deepfake, rischiano di indebolire ulteriormente la fiducia del pubblico amplificando le operazioni informativi ostili, creando confusione nell'ambiente informativo, modificando le percezioni in modo sottile, ma significativo, ripeto, lo abbiamo visto
Un elemento fondamentale per contrastare le minacce informative e condividere in modo proattivo informazioni fattuali, verificando le fonti, evitando la condivisione di fake news con convocazione delle comunicazioni pubbliche aperte, trasparenti, chiari possiamo fare il pre Barking, ovvero anticipare possibili narrazioni ostili e intervenire prima che queste si diffondano questo aiuta contro le minacce informative e ne riduce drasticamente l'efficacia e rafforza al contempo,
La resilienza della dalla nostra società,
È una cosa, va detta veramente chiaramente, questo approccio non dice a nessuno cosa si può o non si può dire, anzi tutela quella libertà di espressione che noi tutti vogliamo difendere.
Ma a mettere difesa contro sanità, scuola, energia, welfare è un errore di prospettiva, è la solita strumentalizzazione e demagogica e populista, è una minestra riscaldata, la difesa non è un lusso, è la condizione di base che permette a tutto il resto di funzionare senza sicurezza e welfare diventa fragile l'economia si ferma e i diritti si comprimono per spiegarlo in modo chiaro io uso spesso l'esempio della dell'assicurazione sulla salute,
Nessuno lo paga perché gli piace spendere denaro e nessuno si augura di doverla usare.
Però la sottoscriviamo perché sappiamo che, se un giorno dovesse accadere l'imprevisto, quell'investimento, ci sarà utile investire nella difesa della difesa, oggi significa esattamente questo avere addestramento.
Scorte
Infrastrutture e prontezza quando dovesse servire, non quando sarà troppo tardi e se non servirà mai meglio ancora.
Da marinaio, dico una cosa le vele si riparano con il tempo buono, non quando la burrasca è già arrivata.
È il mare nel cuore, navighiamo, ora mi sembra tutt'altro che calmo, c'è poi un punto generazionale importante, molti giovani in Europa non non hanno mai vissuto la guerra nell'anno vista da vicino, è un bene, è il risultato di decenni di pace e di stabilità.
Ma proprio per questo la sicurezza rischia di sembrare scontata e allora, parlando, insegnando ai giovani, anche attraverso la storia degli ultimi 50 sessant'anni, bisogna dirlo con chiarezza, la sicurezza non è soltanto armi, è un sistema che attraversa tutta la società passando per le reti energetiche e i porti data center i cavi sottomarini passando per la sanità perché è una società che non sa curarsi non sa difendersi passando per la qualità dell'informazione perché un giornalismo libero,
È una linea di difesa, passando per l'etica, con cui sviluppiamo l'intelligenza artificiale e passando in modo decisivo per la cultura.
Una società che dimentica chi è è una società indifendibile, le minacce di oggi non sono solo carri armati, ma anche attacchi, cyber, sabotaggi, ricatti energetici, disinformazione, interferenze, sono tutte cose che colpiscono direttamente dalla vita quotidiana dissero.
Pizzi la fiducia all'economia, le persone quindi il messaggio da ribaltare è molto semplice, la difesa non sottrae risorse alla società, ma la protegge, proteggere la libertà di curarsi, di studiare, di lavorare, di produrre ed innovare, perché senza sicurezza non ci sarà welfare sostenibile non ci sarà crescita neanche i diritti garantiti, la difesa è un investimento che ti consente di restare padroni del tuo futuro, la pace davvero è il mestiere di tutti.
Beh, la richiesta degli Stati Uniti di un riequilibrio della presenza NATO in Europa e, secondo me è legittima e va letta in modo realistico io lo ripete di continuo e l'ho fatto pubblicamente anche al Forum sulla difesa a Singapore la settimana scorsa, ma questa richiesta può essere un rischio,
Se viene interpretata come un disimpegno e si riduce la deterrenza nel breve periodo.
Ma ciò non accadrà in quanto l'alleanza, secondo me, ben matura ed è in grado di adattarsi a farlo rapidamente, si tratta invece di una opportunità strategica che deve spingere l'Europa a colmare più rapidamente le proprie lacune e a rendere la condivisione degli oneri più sostenibile oggi la sicurezza non dipende più soltanto dai carri armati fregate e caccia l'ho detto prima e ne sono prova gli impegni presi dagli alleati al vertice dell'Aja lo scorso anno.
Il 5% di investimenti nella difesa, di cui il 3,5% dedicato strettamente alle capacità e l'1,5% invece, per investimenti più ampi in difesa, sicurezza in questo senso stiamo già assistendo a una intensificazione degli sforzi da parte di Europa e Canada. Investano di più e assumono maggiori responsabilità nella difesa convenzionale e, come previsto, anche gli Stati Uniti si stanno adottando. Lo vediamo sia nell'adeguamento della postura di forze in Europa, sia nella nuova distribuzione dei ruoli di leadership della stroma, della struttura di comando della NATO, e questo è un passaggio importante che rende la NATO più equilibrata. Ciò ci aspettiamo un'evoluzione verso un'Europa più forte in una NATO più forte, con una divisione delle responsabilità più sostenibile, capace di garantire la sicurezza di tutti
Abbiamo bisogno
È importante però sottolineare che questi cambiamenti saranno implementati, saranno effettuati gradualmente nei prossimi anni, in linea con la rotazione del personale già programmata ed evitando shock improvvisi, quindi non è o rischio o opportunità è un test di maturità, se l'Europa accedere agli investimenti anche in infrastrutture,
E mobilità ne assume le responsabilità maggiori crescenti, il risultato sarà una deterrenza più credibile e un'alleanza più forte, e voi oggi a Venezia, state facendo la vostra parte, per questo vi ringrazio.
E a lei, direttore Cerasa, grazie ancora per per l'invito e per la passione con cui il foglio tiene viva la discussione su ciò che conta veramente buona festa dell'innovazione a tutti.
E bentornati a tutti in diretta l'intervento dell'ammiraglio era l'unico non in diretta, appunto saremmo tutti di nuovo in presenza con l'unica eccezione di Alessandra Gallone che si collegherà da remoto da Londra e chiuderemo il pomeriggio con Luca Guadagnino, ora è il momento diamo il benvenuto sul palco a Emanuela Carro, responsabile finance di Cassa Depositi e Prestiti.
Allora, grazie a tutti buon pomeriggio e grazie al foglio naturalmente per l'invito e parto da una parola che oggi stiamo usando tantissimo innovazione, sappiamo tutti che deriva dal latino innovazione a innovare e quindi in più no Gus rendere nuovo, ecco qui secondo me c'è già un primo punto molto interessante.
Innovare non significa solo inventare qualcosa di completamente diverso, ma dare una nuova vita a ciò che esiste già, ed è per questo che Venezia è il luogo perfetto, a mio avviso, per parlarne, una città costruita sull'acqua che, diciamolo, non è esattamente il terreno più stabile per fare grandi progetti, eppure per secoli è stato il centro del commercio mondiale quindi forse l'innovazione non nasce in assenza di incertezza, ma proprio dentro l'incertezza, e se riusciamo a usarla invece di subirla, siamo a buon punto. A mio avviso,
Io lavoro in finanza da molti anni per molto tempo la finanza è stata percepita come un qualcosa di distante per pochi addetti ai lavori. Oggi però sta succedendo qualcosa di diverso. L'innovazione, anche tecnologica, sta rendendo la finanza più trasparente e più accessibile, e forse direi anche più comprensibile che non è un dettaglio in Cassa, Depositi e Prestiti. Questa trasformazione e la vediamo molto concretamente per noi l'innovazione non è mai stata una teoria, ma è una risposta ai bisogni del Paese e se guardiamo alla nostra storia è abbastanza evidente. Siamo nati nel 1.850 per raccogliere il risparmio delle famiglie italiane e finanziarie opere pubbliche, poi abbiamo iniziato a finanziare infrastrutture, poi le imprese e poi l'export, l'equity e il sociale, fino al ruolo di istituto nazionale di promozione e alla gestione del PNRR. Negli anni del Covid, e anche dopo, in sintesi, non siamo cambiati per innovare, ma abbiamo innovato perché il contesto intorno a loro a noi cambiava e questo, secondo me, è un altro punto chiave. L'inno d'innovazione non nasce nei convegni, non me ne abbiate a male, ma nasce quando qualcosa non funziona più come prima. Oggi questa logica alla portiamo dentro il nostro piano industriale e la trasformazione digitale non è un progetto a parte, ma è proprio un modo diverso con cui prendiamo le decisioni.
Quando finanziamo un'impresa, guardiamo anche alla sua capacità di innovare quando lavoriamo con la pubblica amministrazione, l'affianchiamo anche nel percorso digitale. In altre parole, proviamo a essere non solo dei finanziatori, ma dei partner di trasformazione. E poi c'è un altro passaggio importante. La tecnologia non cambia solo cosa facciamo, ma come lo facciamo più tracciabilità, più dati, più misurabilità e quindi tema non banale, più fiducia. Vi faccio due esempi concreti. Primo, digital print Digital bond del 2024, Cassa depositi e prestiti per prima in Italia ha emesso un'obbligazione usando la blockchain la tecnologia a registro distribuito. Ora ha detto così. Sembra una cosa molto tecnica, ma il punto è semplice. Processi più efficienti, più trasparenti, più sicuri, secondo esempio, green bond, sempre un'emissione obbligazionaria green effettuata l'anno scorso. Qui abbiamo Salou usato di nuovo la tecnologia blockchain, ma per rendicontare l'impatto ambientale in modo vero e tracciabile risultato domanda a 5 volte l'offerta quindi, sì, la tecnologia ci ha aiutato a essere più green, ma soprattutto ci ha aiutato ad essere più credibili
E poi c'è l'intelligenza artificiale che in Cdp utilizziamo già da vari anni per analizzare i comportamenti dei risparmiatori sui nostri prodotti, mostro prodotto principale, ovvero i buoni fruttiferi postali, anche qui non è tanto interessante l'algoritmo usiamo, il machine learning, che è una branca dell'intelligenza artificiale che impara diciamo dalla storia,
è quello che è importante, è che questi modelli sono stati certificati tra i primi in Italia, secondo start standard internazionali abbiamo mai avuto la certifi Nefi certificazione, Iso Hayek 42.000 0 0 1, perché innovare è importante, però farlo in modo responsabile lo è ancora di più.
Se dovessi quindi riassumere tutto questo in una frase, direi che in Cdp usiamo la tecnologia per aumentare la trasparenza, aumentare l'efficacia degli interventi e misurare davvero l'impatto che generiamo, e questo ci porta di nuovo al punto di partenza.
L'innovazione non riguarda solo la tecnologia o la finanza, riguarda il modo in cui affrontiamo i problemi nell'economia, nella cultura, nei servizi, nel lavoro, innovare vuol dire in fondo applicare nuovi strumenti nuovi a problemi concreti in modo utile, avere il coraggio, quindi di cambiare davvero e,
Quello che non funziona più e chiudo tornando a Venezia perché i mercanti veneziani hanno costruito un sistema globale senza dati in tempo reale senza piattaforme digitali, è certamente senza la blockchain e noi oggi abbiamo tutto questo, quindi teoricamente dovrebbe essere un po'più facile, almeno in teoria grazie a tutti buona festa dell'innovazione e buona Venezia.
Grazie.
Grazie Emanuela carro, ci colleghiamo con Alessandra Gallone, direttrice di Reuters, è collegata con noi, la intervistò Paola Peduzzi, vicedirettrice del foglio.
Alessandra buon pomeriggio, ciao, benvenuta ciao, grazie e scusatemi, avremmo voluto essere lì con voi, però purtroppo sono appena tornata a Londra.
Fresca fresca dall'aeroporto di Hitler, ah ok, quindi la prossima volta era già stata qua un'altra volta in collegamento, la prossima volta assolutamente dal vivo, e.
Allora Alessandra Galloni e direttrice di Reuters dal 2021 e questi ultimi cinque anni sono stati degli anni sconvolgenti, è successo praticamente di tutto vorrei sapere per te che cosa qual è stato per te il momento più significativo di questi cinque anni.
Allora diciamo che, per come, come dicevi, son stati anni.
Di notizie intense, di notizie difficili con tantissime guerre, purtroppo per noi, per per me e per la redazione e il momento più significativo, perché è più difficile è stato è stata la la perdita di quattro colleghi in vari conflitti in giro per il mondo è una cosa che ovviamente segna una redazione.
Pochi minuti è difficilissimo per per la famiglia, per per gli anemici, però segna una redazione e ovvie Stam e ovviamente ha assegnato assegnatomi.
Detto ciò, qui a Venezia si si parla sempre di innovazione. Questo questa conferenza parla di innovazione, diciamo una cosa positiva e come stiamo usando lui, l'intelligenza artificiale, questa nuova tecnologia che che per noi da è una priorità strategica e secondo me porterà tante cose buone, ovviamente con i necessari con con attenzione, e so che magari ne parliamo ne parliamo di assolutamente alcun momento chiave per noi è stato tutta la copertura che abbiamo fatto in giro per il mondo abbiamo vinto vari Pulitzer, anche quest'anno per per la nostra copertura sia su Facebook che di Donald Trump, e lo dico perché in questo periodo, dove si parla tanto di
Delle pressioni sul sulle redazioni nel nel seguire da un tram inchieste sull'amministrazione inchieste su aziende importanti grandi come come Facebook si possono fare.
Eh eh eh, perciò questo mi dà molta fiducia, diciamo e ho messo, ho parlato già da scudetto, mai non hai fatto meglio le domande.
Hai fatto molto bene introdotto tu i temi importanti, il primo appunto è quello dell'intelligenza artificiale, come la state utilizzando e come pensi che debba essere governata nel modo più utile per fare un'informazione veritiera e anche credibili e, soprattutto,
Sì, va be'ovviamente al tema importantissimo per noi in generale i principi sono di accoglierla ed innovare, ma guidati dai nostri principi di di fiducia e di imparzialità e di indipendenza abbiamo più o meno due pilastri.
Il potenziamento interno e poi la creazione di di prodotti per il pubblico esterno e, come sapete, noi siamo un'agenzia alla Reuters da agenzia, perciò i nostri clienti sono il pubblico esterno tramite il nostro sito, però, abbiamo anche il pubblico, i nostri clienti, i nostri chiede di tutte le altre.
Le testate giornalistiche del del mondo e i nostri clienti finanziari diciamo che noi abbiamo vari prodotti, adesso non sto ad elencarli, ma è vari prodotti per aiutarci, soprattutto con titoli con riassunti le prime bozze traduzioni, trovare foto per gli articoli liste di inquadratura per i video narrazione per alcuni segmenti di video perciò diciamo per noi l'opportunità è su
Come dire, forse il flusso di lavoro o no, la produzione e l'automazione delle delle attività se, vuoi di di routine, no o attività di Bakwa, ONG più rapide, editing, assistito insomma?
Questo più più che puoi farci un esempio, parlo ovviamente dell'informazione per il pubblico, insomma quella che usufruiamo noi, quindi, ah, ci puoi fare un esempio di come viene utilizzata l'intelligenza artificiale in in proprio concretamente, in quale passaggio e in che cosa vi ha aiutato oltre alle procedure che dicevi giustamente velocizzi,
Però invece fare per un'informazione migliore, visto che insomma con l'intelligenza artificiale abbiamo quest'idea che la stia abbassando la stima rovina.
Quando la stia banalizzando invece, come si riesce a utilizzare in un modo positivo assolutamente, per esempio, non le usiamo tantissimo per i candidati, non per i grandi i dati e per il nostro giornalismo di inchiesta noi facciamo tantissimo giornalista d'inchiesta, come dicevo, adesso abbiamo fatto di recente che abbiamo vinto il Pulitzer su su su Facebook, sull'amministrazione Trump ma due anni fa su un'inchiesta sul fentanyl che uccide,
Tantissimi giovani negli Stati Uniti abbiamo analizzato tantissimi tantissimi dati, questo è molto, molto più facile con con con con l'intelligenza artificiale.
Beh, ci riesce a esaminare tutti i flussi?
Non so di import export, che è stato molto importante per quest'inchiesta, tutti i casi non so della Corte Suprema adesso, più recentemente, con tutti i documenti sul caso su Epstein, no, non sarebbe stato possibile fare tutti gli articoli, capire tutto quello che sta succedendo, cosa ha fatto questa persona senza avere dei,
Usare le intelligenze artificiali e proprio per esaminare tutti questi documenti che che il Dipartimento di Giustizia ha messo su questo sito, non so quanti di voi l'ha visto, ma è una cosa pazzesca, si era.
Aumentino. Ecco, tutto questo non sarebbe possibile senza questi questi, ma voi avete una vostra intelligenza artificiale, sviluppata internamente utilizzate l'avete un sviluppata, poi entrambe noi siamo i nostri proprietari Thomson Reuters, che al nostro Capogruppo spende circa 200 milioni di dollari ogni anno su vari strumenti creati da noi. Uno, per esempio, che è utile non è stato creato per la redazione, è stato creato per un'altra divisione legale. Diciamo, sono luoghi che si chiama Arco causò, ed ecco fa una cosa simile si può usare per per analizzare i dati, per capire la sì, sia per sintetizzare che per
Estrarre le le notizie oppure non so fare crosscheck dei nomi cose del genere avrà, perciò noi abbiamo strumenti nostri e poi lo usiamo anche in un sistema chiuso, però nostro anche.
Strumenti diciamo che sono tipici ACP-CE e che esplode e questi altri una cosa però che voglio puntualizzare non pubblichiamo senza verificare, cioè senza la parte umana non usiamo questi strumenti per foto per per video e abbiamo ti dà adesso stiamo abbiamo implementato dei dei corsi di formazione con per tutta la redazione proprio sulle competenze fondamentali, eh eh, eh eh, come ed è anche per avere, insomma, è più grande attenzione su su quello che sono
Russe nei scene e cose del genere abbiamo un comitato di governance delle intelligenze artificiali e è proprio per stare per per per per aver maggior attenzione, insomma, abbiamo pochissimo tempo, volevo chiederti soltanto a quello che dicevi prima, cioè il rapporto con Trump Trump, mi sembra che non se la prenda tantissimo con voi.
Diciamo, si farà prendere di più con altri, va bene, lui, diciamo, sono due cose, no, come mai non se la prende con voi?
No, però, diciamo, sono due cose, è come seguire l'Amministrazione Trump e questo come segue dell'amministrazione Trump e poi la questione dell'indipendenza dalla stampa, che è un è una questione, diciamo più per i proprietari, no, per gli editori del del, anche per le redazioni ma per per gli editori con con la corte diciamo,
Di difesa della Stampa vi do un esempio quando l'Amministrazione Trump e degli alcuni personaggi come Elon Musk hanno hanno preso di mira Thomson Reuters, cioè hanno tolto dei contratti a Changxing REUTERS, perché noi avevamo fatto dei contratti con il Po nel Dipartimento di Difesa perché noi avevamo scritto degli articoli l'anno precedente su Elon Musk il nostro amministrazione amministratore delegato si task ha mantenuto la posizione ha detto, la redazione è rigorosamente separata da questi queste divisioni,
Di dei contratti che aveva a che fare con i contratti e e ha detto di sì, bisogna mantenere la spina dorsale, e questo per dire che si può si può eh eh è chiaro che poi dipende dall'entità dei dei contratti, perciò questa è la parte l'indipendenza della stampa, noi dunque, come ci ha preso di mira, va bene la casa Bianca, si sa bene, eravamo noi come Agenzia, avevamo una posizione privilegiata perché eravamo nel famoso pool. No che in
Al insomma varie i vari eventi della della casa Bianca e siamo stati tolti tutti noi, l'Associated Press e adesso c'è, diciamo questa questa posizione non è più privilegiata per le agenzie di stampa. Detto ciò, abbiamo continuato a fare il nostro lavoro, c'è stato il Pentagono, no, e tutti siamo andati da Morgan, hanno chiesto di mare degli arti, no, del delle delle regole, no, nel seguire il Pentagono e noi, come tutti gli altri siamo, siamo andati via.
Diciamo che in generale noi cerchiamo di di di, insomma, di di continuare con un giornalismo incisivo, proviamo a cercare fonti più approfondite.
E cerchiamo di focalizzarci su, diciamo, l'impatto del delle azioni del della da dell'amministrazione, Detto ciò, è cioè è una situazione che non abbiamo mai visto negli Stati Uniti, cioè, ecco, non è che vogliono smontarla la cosa cioè noi la stiamo gestendo come tanti altri ma insomma no tante di queste cose non sono normali anche la criminalizzazione di alcune,
Di di di cose normalissime giornalistica e purtroppo il problema è che possiamo vedendo negli Stati Uniti, ma ma stiamo vedendo altrettanto degli attacchi alla libertà della stampa in generale, no in giro per il mondo, anche ovviamente sull'onda americana, e questo è un grave problema, certo ti devo purtroppo a salutare ti aspettiamo qua la prossima volta così parliamo per un'ora grazie.
A tutti, grazie grazie
Di Alessandra Galloni, grazie Paola Peduzzi, diamo il benvenuto a Luca Romano fisico, divulgatore, fondatore della pagina, l'avvocato dell'uomo.
Grazie buongiorno a tutti, intanto che partono o sono già partite le slide incredibile. Allora qualche giorno fa è stato approvato il ddl del governo sul nucleare, potreste osserva in accorti dal fatto che più o meno sono impazziti tutti qualcuno ha scritto svolta storica per l'Italia, qualcuno ha scritto giornata nera per la democrazia italiana, molti giornali hanno titolato, ecco il nuovo nucleare che vuole il ministro. In realtà il ministro non ha detto nulla nel senso che il ddl perlomeno non introduce il nucleare in Italia si limita a creare un sistema di regole per eventualmente reintrodurlo. La palla ce l'avrà il governo successivo, però, visto che si continua a parlare di
Nucleare di nuova generazione nucleare di piccola taglia nucleare modulare nucleare di quarta generazione ognuno usa un po'i termini che gli piacciono piccolo grande, quello che è l'idea è quella di farvi una panoramica più o meno di quello che è l'ecosistema oggi delle tecnologie nucleari commerciali e di prossima commercializzazione in otto minuti.
Sono dato un obiettivo poco ambizioso.
Quindi partiamo dove dovevo puntarono il telecomando.
Okay, perfetto ce l'ho fatta, dovevo puntarlo da quella parte, allora, come è fatta oggi una centrale nucleare, questo è lo schema di funzionamento di un reattore ad acqua pressurizzata, il 70% dei reattori nel mondo, inclusi la gran parte di quelli in costruzione, sono fatte in questo modo c'è una camera a pressione, un recipiente impressione che si chiama Reactor Vestel dove avvengono le scissioni.
C'è un circuito primario che è quello che ha rappresentato in rosso, che raffredda il nocciolo e porta al calore, a un generatore di vapore, il calore viene ceduta a un circuito secondario, la cui acqua va in ebollizione, fa girare le turbine e viene poi raffreddata in un condensatore è rimandata al generatore di vapore. Il condensatore viene raffreddato a sua volta con acqua prelevata dall'ambiente esterno e poi reimmessa nell'ambiente esterno. Quindi, incredibilmente, quando si dice che una centrale consuma acqua, si dice una cosa falsa, quando si dice che una centrale nucleare ha bisogno di acqua, si dice una cosa vera. La centrale nucleare ha bisogno di acqua, ma poi la reimmettere nell'ambiente
Come dicevo, questo è come funzionano il 70% delle centrali nel mondo e utilizzano una barra di combustibile fatta più o meno in questo modo di ossido di uranio o due, di cui solo il 3 5% e fissile il grado di arricchimento tra il 5%, ora, se volete vedere più da vicino le componenti, ah beh, questo è quello che poi esce dal reattore. Scusate, c'è una piccola parte che di fissile che non fissione c'è una piccola parte di plutonio che si produce e può venire riciclata. C'è una parte di prodotti di fissione che sono quelli che si generano quando l'atomo di uranio si rompe e poi c'è una grossa parte di uranio che resta lì e anche quella è riciclabile. Molti Paesi non attuano le riciclaggio perché costoso altri Paesi lo fanno, come ad esempio la Francia, la Francia lo fa anche per conto terzi, Olanda, Giappone, Belgio, riciclano il plutonio l'uranio 2 3 8 facendoselo fare dalla Francia.
Questo è uno schema insomma, un po'più bello di come funziona il reattore, ma questo è il nocciolo, quello che state vedendo è il nocciolo di un reattore ad acqua pressurizzata, aperto con ancora le barre dentro, possano pros pronte per essere sostituite.
Se vi chiedete quanto è pericoloso quest'asta, questa questo ambiente, sappiate che quella non è una foto di stock e una foto che ho fatto io, quindi ero in quella stanza l'anno scorso mi hanno fatto visitare la centrale di Chiron, come dicevo il calore, ma poi ai generatori di vapore foto sempre fatta da me ovviamente c'era una manutenzione in corso sennò non sarei potuto entrare al reattore acceso.
Quindi si vedono insomma gli strumenti della manutenzione e poi il calore viene espulso, eventualmente a qua c'è gruppo turbo alternatore 900 megawatt di turbina, 1 milione e mezzo di persone.
Vengono alimentate dalla corrente prodotta in questa sala, quindi più o meno Torino e tutto l'hinterland, per me che sono torinese e poi c'è l'espulsione del calore di scarto qua vedete anche queste torri particolarmente insolito e siete abituati a quelle più grandi, perché perché questa centrale si trova nella Valle della Loira in mezzo ai Castelli e quindi l'amministrazione ha chiesto delle torri che non avessero un impatto paesaggistico e glieli hanno fornite si chiamano Torri a tiraggio,
Non è l'unica tipologia di reattore, è possibile, attualmente in commercio ci sono anche i B WR dei reattori ad acqua bollente sono tendenzialmente molto più facili da costruire e costano meno, ma hanno degli svantaggi in termini di operatività, un reattore ad acqua pressurizzata può modulare la potenza abbastanza rapidamente un reattore ad acqua bollente molto di meno.
Ora parliamo di taglie, entrambe queste tipologie di reattore oggi sono sul mercato disponibili, sia intaglia grossa che in taglia piccola chi dice che gli SMR, solo una cosa del futuro non dice una cosa corretta nel senso, è vero che in Occidente non ce ne sono ancora di operativi di piccola taglia ma ce ne sono già in costruzione si possono già ordinare questo vale sia per reattori ad acqua pressurizzata, grossa taglia disponibile la P 1.000 americano, le pierre francese, la pierre coreano,
Sia di piccola taglia sempre ad acqua pressurizzata, come il modello di Holter da 200 megawatt, particolarmente interessante per la strategia industriale che c'è dietro al modello di Rolls-Royce da 440 megawatt per 3. Per quanto riguarda l'acqua bollente, invece, c'è l'advance B WR di Hitachi e c'è il BV RX 300 di General Electric Hitachi, quindi i Bibo RX, 300 ce ne sono già quattro ricostruzione in Canada. Quindi, per quanto riguarda questo ecosistema che quel potremmo a quella che potremmo chiamare terza generazione avanzata? Anche le tecnologie di piccola taglia sono già commerciali, non ce ne sono ancora di attive, ma le stanno già costruendo. Si possono già ordinare
Ci sono poi i reattori ad acqua pesante dimensione o solo rapidamente, questi non richiedono uranio arricchito, richiedono però l'acqua pesante, li utilizzano in Canada, in India e in Romania, che li ha importati dal Canada.
Tutti questi reattori fanno uso di un moderatore che cos'è un moderatore e un qualcosa che facilita le scissioni, nonostante il nome uno pensa moderatore, sarà qualcosa che rallenta, frena le scissioni, in realtà non le accelera le accelera rallentando i neutroni, ecco perché si chiama moderatore i neutroni lenti fissi un anno meglio di quelli veloci,
Il moderatore è semplicemente l'acqua, ora si può fare a meno del moderatore, la risposta è sì, quali sono i vantaggi di fare a meno del moderatore? Chiaramente le scissioni si fanno più difficili. Questo va compensato con un livello di arricchimento più alto dall'altra parte, i neutroni non moderati hanno maggiore probabilità di indurre trasmutazione e quindi di andare a consumare tutta quella parte di prodotti di scarto che oggi chiamiamo scorie radioattive. C'è ancora una parte di rifiuti radioattivi che si producono anche nei reattori veloci, ma quando si dice chiusura del ciclo combustibile si intende eliminare tutta la parte. Allunga i media lunghissima emivita, quella roba, che resta radioattiva per centinaia di migliaia di anni
Come si fa a fare un reattore senza moderatore, beh, ce ne sono varie tipologie, ovviamente la chiave e avere un'industria di riprocessamento del plutonio ad ogni giro in un reattore veloce io vado a produrre plutonio, di quello che ho consumato la parte viola, la dovrò sempre buttare via ma la parte turchese diventa diventa rosa e la parte rosa gliela riciclo ogni volta,
Ci sono diverse tipologie di questi reattori, ad esempio quelli al sodio. Di nuovo questi sono disponibili sia in taglia grossa, che in taglia piccola taglia grossa quello in foto bienni 800 russo, ma anche il Superphénix che c'era in Francia taglia piccola ad esempio per il Napoli un di terra Power azienda di Bill Gates, anche questo, già in costruzione negli Stati Uniti alternativa, sono i reattori a piombo. Questi sono disponibili solo in taglia piccola, perché fanno un reattore grosso con il piombo fuso con parecchio complicato. Quello che vedete è un mock-up del reattore di New Clio, azienda italiana, che è
Abbastanza avanti nello sviluppo di questa tipologia di reattore.
I reattori a sali fusi, anche questi sono una tech.
L'ho già promettente, ma forse sono un po'più indietro rispetto alle altre dimensioni Kairos Power perché finanziata da Google anche loro stanno costretto, costruendo un prototipo negli Stati Uniti, ma a mio avviso saranno un po'più lenti nella commercializzazione.
Breve menzione rapida reattore gas grafite hanno questi, invece non sono reattori veloci, non riciclano il plutonio, ma operano a temperatura molto più alta e quindi sono la chiave per la decarbonizzazione di settori industriali come acciaio, chimica e via dicendo, ho poco tempo, ma sono arrivato alla parte che volevo, ovvero,
Costeranno di meno i reattori piccoli. La risposta è non è affatto detto,
Come vedete, da questo schema, oggi il grosso del costo dell'energia nucleare è dato dai tassi di interesse, i tassi di interesse sono alti perché i progetti sono soffrono di incertezza, regolatoria, incertezza politica e questa cosa ovviamente va risolta a prescindere dalla tecnologia.
Oggi noi parliamo delle rinnovabili che costano.
Dopo 30 secondi, ma quei calcoli vengono fatti assumendo, per le rinnovabili un costo del capitale al 3 4% per il Rennes per il nucleare all'8 9%, grazie al cavolo che le rinnovabili costano di meno ora, se noi andiamo a vedere a parità di posso riuscì riesco a mandare avanti 5 1,
Dove voglio ok, se noi andiamo a vedere, a parità di tasso di interesse, vediamo che il nucleare di grossa taglia costerà di meno del nucleare di piccola taglia e tutto lì la scommessa che il nucleare di piccola taglia possa godere di costi del capitale minore perché, come dire, le industrie si fidano di più di qualcosa di nuovo. L'industria, gli istituti che prestano banche, assicurazioni, fondi assicurativi e via dicendo. Questa è una scommessa che non è garantita. Io personalmente ho dei dubbi. Io credo che la chiave per far costare meno il nucleare vada sia l'abbassare quel tasso d'interesse gigantesco, e questo lo si fa in tre modi e chiudo il primo e con la neutralità tecnologica perché non ha senso che l'Italia abbia stanziato 250 miliardi di fondi di incentivi alle rinnovabili in 20 anni. Tutti passati in cavalleria, perché il CEA, che stabilisce che le le tecnologie che decarbonizzato sono esenti dalla regola sugli aiuti di Stato ma se io finanzio il nucleare, che dei carbonizza di più e meglio delle rinnovabili di colpo, la Commissione europea apre una procedura di accertamento, quindi il primo neutralità tecnologica, secondo certezza normativa, perché non è possibile che in 27 Paesi abbiamo 27 regole diverse e le cambiamo in corsa, mentre la gente costruisce i reattori terzo, ad andare a vedere bene dove si prendono i capitali, perché se continuiamo a chiedere a una banca di prestarmi 15 miliardi a inizio restituirceli tra 30 anni, la banca ovviamente ci chiede un tasso di interesse altissimo, perché quella cosa va contro il suo modello di business, ma se lo chiediamo a un fondo pensione privato, invece, è esattamente il suo modello di business, perché il fondo pensione privato, i soldi li rivuole esattamente tra 30 o 40 anni. Quindi andare a cercare i capitali, dove ha senso cercarli? Grazie dell'attenzione
Grazie.
Grazie a Luca Romano e diamo il benvenuto a Francesca Florio, avvocato.
Grazie mille e buona sera a tutti io sono Francesca Flores, faccio l'avvocato penalista, questo significa che tendenzialmente le persone vengono da me dopo aver saputo di avere un problema dopo aver scoperto che il male, non fare paura, non avere era un falso mito che essere persone perbene non sempre scherma dal trovarsi a che fare col potere inquisitorio e punitivo dello Stato prima ancora di abilità armi però ho affiancato alla canonica attività di studio, un'altra dimensione.
Ho iniziato a parlare di diritto sui social, in particolare su Instagram, l'ho fatto perché mi sono resa conto che il diritto o meglio l'illusione di capirci qualcosa era già ovunque on line era nei commenti sotto ogni post di cronaca, nelle ondate di indignazione collettiva nei video di YouTube era da tutte le parti si affollavano queste voci che,
Parlavano sempre più forte, con parole, con enorme sicurezza, ma usate anche con scarsissima consapevolezza, solo che spesso in quei luoghi gli avvocati erano assenti, e allora vorrei parlare di innovazione e, partendo da qui da questo concetto, quello del rumore dal rumore, dentro il quale la mia professione è chiamata a difendere a spiegare, a distinguere,
Ad assumersi anche responsabilità, in parte l'abbiamo visto nell'ultima campagna referendaria.
Quando si parla di innovazione nella professione forense, la tentazione è quella di pensare subito agli strumenti, all'intelligenza artificiale, al processo telematico, le banche dati, tutte le piattaforme che abbiamo oggi a disposizione sono sicuramente strumenti importanti, alcuni hanno rivoluzionato il modo di svolgere la professione altri lo faranno un scenderanno grandemente.
Ma una volta preso atto di ciò, non possiamo esimerci dal confrontarci con una domanda, una domanda che affligge molti colleghi della mia categoria, cioè cosa resta di un avvocato, quando una macchina può scrivere una bozza, può riassumere un fascicolo, può portare avanti una ricerca giurisprudenziale ed elaborare anche un testo che somiglia a un atto cosa resta della nostra professione quando tutto ciò che automatico può essere automatizzato.
Resta quello che conta, davvero, resta la capacità di capire quale domanda fare e, quando astenersi dal porre domande resta la capacità di giudizio e anche quella di sospendere il giudizio resta il rapporto fiduciario con una persona che spesso arriva da noi nel momento più brutto della propria vita quando ha paura quando triboli quando si trova senza alleati intelligenze artificiali allora non sta togliendo valore all'avvocatura, sta togliendo copertura a tutto quello che nella professione era pura ripetizione.
Per anni questo lo dobbiamo mettere una parte del prestigio degli avvocati è stata protetta anche dall'opacità, dal linguaggio difficile, dalle formule arcaiche, dal latinorum di don Abbondio che tutti conosciamo da quel modo di scrivere e parlare, per cui il cittadino capisce poco e il professionista conserva distanza.
Oggi quella distanza, però non regge più.
Il cliente arriva in studio dopo aver cercato su Google magari parlato con ChatGPT, visitato vari forum carico di informazioni e spesso anche di confusione, tutte notizie che gli vanno in generale e a volte, delle paure, a volte delle pretese, in questo scenario l'avvocato non può più limitarsi a dire si fa così perché lo dico io l'autorità del titolo conta ancora, ma non basta, perché la fiducia oggi si costruisce soprattutto attraverso la chiarezza,
La chiarezza e la nostra professione è e deve essere una forma di responsabilità,
Un cliente che non comprende il rischio non sceglie davvero e quindi non può motivarsi per adesione fideistica al professionista, i social mi hanno mostrato questa trasformazione prima dell'intelligenza artificiale, mi hanno mostrato che le persone vogliono capire, ma spesso ricevono slogan, vogliono orientarsi, ma spesso trovano scorciatoie vogliono sapere se possono denunciare se rischiano un processo se la loro condotta penalmente rilevante o meno,
E l'amara verità è che la risposta corretta inizia sempre per dipende.
Dipende dal caso, dai fatti, dal contesto degli elementi di prova dipende anche da chi è il giudice.
Noi esercitiamo una professione antica dentro un mondo che adesso giudica in tempo reale, un'indagine diventa contenuto prima di trasformarsi in processo, la reputazione corre più veloce degli atti e la condanna sociale arriva prima del verdetto, in questo senso l'avvocato oggi difende uno spazio mentale fatto di complessità e di necessarie attese.
L'innovazione più seri e allora consiste nel distinguere quello che possiamo rendere più efficiente da quello che dobbiamo continuare a proteggere.
Possiamo automatizzare la parte ripetitiva chiaramente, ma non possiamo digitalizzare l'ascolto, la prudenza, il coraggio di dire al cliente quello che non vuole sentirsi dire se avvocati rinunciano a parlare in modo comprensibile, qualcun altro parlerà spesso, lo farà peggio con meno competenza, responsabilità e il rispetto.
Per questo credo che l'avvocato innovativo non sia semplicemente quello che usa l'intelligenza artificiale, apre un profilo social o digitalizza lo studio, quello chiaramente arriveranno, è inevitabile, l'avvocato e innovativo è quello che capisce il proprio ruolo dentro questo tempo, difendere oggi significa difendere il cliente, una posizione, un diritto ma significa anche difendere il metodo, il dubbio, la distinzione tra opinione prova,
Il futuro dell'avvocatura non mi sembra un futuro in cui l'avvocato scompare, scomparirà quello che viveva di automatismi, di formule e di distanza, ma resta l'avvocato capace di innovare e, alla fine, forse, innovare la professione forense significa proprio questo, imparare a difendere nel rumore e farlo con strumenti nuovi certo ma con una responsabilità antica grazie.
Francesco Florio.
Tu ad Antonio Pascale, scrittore.
Gentile pubblico, qui per sottoporvi un'incresciosa situazione, soltanto qui al foglio posto sottopose sapete che esistono giornate mondiali dedicate ogni cosa.
Giornate mondiali dedicate al backup dei computer giornate mondiali dedicate ai cani in ufficio c'è anche una Giunta mondiale dedicata agli Ufo, ma non esiste una giornata mondiale dedicata alla subisco.
Voi conoscete, la subiscono, non la conoscete, ecco perché bisogna.
Allora le piante da 500 milioni di anni fanno la fotosintesi clorofilliana, un processo chimico straordinario grazie al quale, prelevando l'anidride carbonica durante il giorno, combinandolo con acqua e grazie alla luce del sole, producono ossigeno e carboidrati.
Quindi noi siamo legati alle piante e la vita sarebbe differente se non ci fossero le piante, perché le piante fondamentalmente ci nutrono.
Ci danno da mangiare, ma per nutrirci le piante devono nutrirsi a loro volta le piante si nutrono di macroelementi e di microelementi, fai macroelementi, fosforo, potassio, l'azoto e il più importante.
Perché grazie all'azoto si fa la fotosintesi e soprattutto grazie all'azoto, si attiva, la subisco, subisco, è un enzima chiamato anche l'enzima fannullone, perché ha poca voglia di lavorare e dunque ci vuole molto azoto, più azoto c'è più fotosintesi fa.
Più carboidrati si fanno più, noi mangiamo più incassiamo, ora guardate come è fatto male il mondo.
L'azoto e abbondantissima nell'atmosfera circa l'80% della nostra atmosfera, è composto di azoto, ma le piante non lo sintetizzano dall'aria, no, devono aspettare le piante che fulmini e sei trascendano le molecole di azoto, le faccio cadere sul terreno e, con la pioggia e poi dopo sotto forma di ossidi vengono assorbiti dalla pianta.
Per questo motivo da millenni noi abbiamo avuto un grande problema con l'azoto, cioè non c'era l'azoto e le piante non producevano finché noi abbiamo inventato la sintesi dell'ammoniaca grazie alla quale con i consumi chimici noi riusciamo ad arricchire la pianta di azoto e dunque a farla produrre al meglio.
Ma è questo il problema per produrre l'ammoniaca, ci vogliono grandi energie e quindi la produzione di con cima di con cime e energivora ci vogliono gli idrocarburi e quindi si inquina tutto, ma le piante hanno anche una caratteristica, alcune piante, cioè le leguminose riescono associandosi con dei batteri ha sintetizzato l'azoto Moss sferico solo le leguminose,
La miseria si può fare altrimenti, forse sì, forse sì con una tecnica genetica chiamata Crisp cassa perché ha molto innovativa, siamo riuscendo, stiamo riuscendo a modificare alcuni batteri, cosicché si possono associare non solo il luminose, ma anche alle altre piante, immaginate come sarebbe bello se l'azoto non dovesse.
Non dovrebbe più essere fornito dall'uomo, ma ci pensano i batteri, ci siamo quasi riusciti, i prodotti più efficaci riescono a fornire il 30% dell'azoto.
Con le biotecnologie si può far questo dico biotecnologie e so che mi alieno le simpatie del pubblico perché i libri di archeologia e il grande tabù di questi anni abbiamo fatto fuori gli OGM perché ci spaventavano, cerchiamo di non fare lo stesso con la tecnica del Crispr Cas che veramente tanto innovativa il problema che questi discorsi non riescono a passare nelle mangiano pubblico perché l'immagine del pubblico e culture in nome è dominato dalle nonne, dalle nonne, ogni volta che si parla di cultura si parla del passato, delle nonne che devono false, nonne devono cucinare,
Le non italiane cucinano benissimo, ora ci pensa, questi poveri nonni che da una vita devono cucinare, non ne possono più.
Anche l'olio, quindi dedicato alla Giornata mondiale, alla subisco significa soprattutto liberare le donne dalla cucina, fallo, uscire fuori fa, le pendono un po'd'aria.
E lasciare finalmente Lib queste donne, poi non devono neanche fai più piatti, pensate un po'che grande vantaggio è dunque l'innovazione in agricoltura, esiste, finché resterà questo immaginario stantio, non riusciremo a far passare prodotti innovativi che Miglio davvero la vita delle persone e la salute del pianeta quindi io spero di avervi convinto finalmente a festeggiare anche la giornata mondiale dedicata alla subisco e alle donne libere dalla cucina grazie,
Grazie ad Antonio Pascale, diamo il benvenuto a Maurizia, Campobasso direttrice del carcere di Venezia, la intervista Annalena Benini.
Buon pomeriggio a tutti, benvenuta alla direttrice del carcere femminile della Giudecca, un carcere di media sicurezza.
Noi qui siamo alla festa, la festa dell'innovazione, che diciamo che festa è una parola che mal sta un po', non sta bene con la parola carcere che appunto il luogo in cui si sconta la pena.
è il luogo della restrizione e luogo che però deve costituzionalmente tendere alla rieducazione delle persone condannate, in questo caso parliamo di donne e la quindi la domanda è come si innova un luogo del genere, perché l'innovazione deve andare di pari passo con l'umanità e con il senso del dolore che è contenuto.
In un carcere io, quando vado al microfono, non so se mi sentite.
Di solito devo parlare per forza.
è acceso, sì, allora la risposta sintetica e come sia come si innova è difficilissimo innovare in un carcere molto difficile, ma non impossibile, sicuramente, come diceva l'avvocato, l'innovazione anche nel nostro settore fa pensare alla modernizzazione degli strumenti, tutti sentiamo sistemi anti drone.
Impianti efficienti sistemi adeguati di videosorveglianza.
Come diceva l'avvocato, anche prima tutto molto importante, un carcere moderno deve averli gli strumenti moderni, però, secondo me, per un direttore l'innovazione comincia un attimo prima, cioè comincia dal modo in cui interpreta il proprio ruolo.
Dal modo in cui decide di guardare all'istituzione penitenziaria.
Cioè di abitare il carcere che è chiamato a dirigere, perché un direttore deve avere la capacità di capire che il carcere non è soltanto un luogo da amministrare, è un luogo da governare, io credo che siamo tutti d'accordo nel ritenere che il carcere rappresenti una delle organizzazioni più complesse a livello nazionale perché nel carcere convivono la sicurezza e il trattamento, le fragilità sociali e le fragilità individuali tantissime dipendenze tossicodipendenze, disagi psichici di ogni genere ma convivono anche il lavoro, le relazioni sindacali,
La responsabilità di ogni genere, che noi abbiamo civile, penale e amministrativa rispetto alla struttura rispetto a le persone che lavorano nel carcere, oltre che alla popolazione detenuta e in più dobbiamo soddisfare l'aspettativa costituzionale del reinserimento, è complesso, molto complesso.
Per me, per innovare bisogna tenere distinti due aspetti che tendono a essere sovrapposti, una cosa è amministrare la complessità, un'altra cosa e governarla.
Amministrare significa, come tutti ben sapete, definire degli obiettivi, assegnare responsabilità, andare a verificare le procedure e risultati, però governare la complessità significa dare una direzione precisa, orientare l'istituto verso una certa visione e il direttore che rappresenta il vertice amministrativo dell'istituto deve essere un punto di sintesi di tutto questo.
Deve tenere insieme il quotidiano e deve tenere insieme la visione, cioè lui deve scegliere, deve decidere nell'emergenza, però deve creare un metodo che non c'è, che eviti, che tutto si trasformi in emergenza, il carcere viene raccontato sempre spesso in emergenza.
Il carcere deve avere un manager e un leader contemporaneamente, cioè il direttore deve essere sia l'1 che l'altro, è un istituto senza o managers, colui che amministra la complessità, è un istituto disordinato che vivrà sempre d'emergenza quotidiana, però un istituto che non ha colui che riesce a governarla la complessità,
È un apparato burocratico fine a se stesso, cioè custodisce, ma non accompagna controlla, ma non costruisce il cambiamento.
E noi dobbiamo soddisfare un'aspettativa costituzionale, ce lo dice il 27, comma 3 della Costituzione, io devo rieducare.
Non devo limitarmi semplicemente ad amministrarla, la complessità.
E sinceramente.
Io, nella casa di reclusione che dirigo, cerco di innovare trasformando il tempo dell'esecuzione penale in un tempo di restituzione, un tempo di come dire di competenze, di responsabilizzazione per tutti, per il personale che ci lavora e per la popolazione detenuta.
Perché le Organizzazioni non cambiano sinceramente, se non cambiano il modo in cui guardano alle persone che le abitano, quindi bisogna superare la logica dell'adempimento, bisogna accogliere la politica del risultato, io ho un risultato, io devo essere e de devo produrre un risultato che sia misurabile non mi posso limitare all'adempimento cioè non è importante che il direttore dico ho fatto quell'attività trattamentali ho garantito l'ordine,
Come lo garantito l'ordine lo garantito azzerando il residuo di libertà che è il detenuto, l'ho fatto riducendo al minimo lo spazio di movimento nell'istituto oppure l'ho fatto puntando sugli elementi della formazione del lavoro, tutti gli elementi che mi fornisce, l'ordinamento affinché il soggetto possa diventare diverso imparare a relazionarsi con se stesso.
Con i propri compagni di stanza con gli operatori penitenziari in maniera diversa nuova, perché non è importante che io dica ho fatto questo, io devo produrre cioè è proprio il carcere deve diventare assolutamente un luogo più intelligente, consentitemi, è intelligente e significa che deve cioè il tempo della pena in sé deve essere un tempo non semplicemente da amministrare,
Ma deve essere io lo devo governare questo tempo perché io devo restituire delle persone alla comunità perché, volente o nolente, è qui infatti lei una volta.
Ha detto una cosa molto molto importante, ha detto, non va alle detenute, ha detto, non voglio che la vostra detenzione penale di 20 detenzione sociale dopo questo percorso voglio che siate libere in maniera consapevole e responsabile, tra l'altro io sono stata al carcere della Giudecca è un luogo che permette al mondo fuori di entrare e permette di entrare,
E a contatto con le detenute è un carcere, diciamo che a molte iniziative sia verso l'esterno, sia che portano il mondo dentro.
Assolutamente sì, l'ho, detto questo alle donne ci credo vivamente perché.
Perché la detenzione femminile è una detenzione che, a livello quantitativo, non fa scalpore, e stiamo parlando del 5%, però attenzione, perché a livello qualitativo la detenzione femminile è una detenzione della maternità e una detenzione del primo del primario gruppo sociale di riferimento quando tu in carcere la donna sta incarcerando la famiglia, quindi attenzione, perché bisogna capire a livello innovativo,
Quali sono i reati che portano la donna dentro il carcere, nella maggior parte dei casi la donna è autore e vittima di reato, cioè matura assolutamente la condotta deviante.
E collocandosi in traiettorie biografiche caratterizzate da simmetria relazionale affettiva economica, se io non ha non consento alla donna di smarcarsi da quelle dinamiche di diventare autonoma affettivamente emotivamente in chiave relazionale, economicamente, io ho fallito perché la donna esce e ritorna, volente o nolente in un contesto compromesso da questo punto di vista.
Quindi, per quanto mi riguarda, si deve lavorare moltissimo sulla donna, perché se tu fornisce alla donna e gli strumenti di emancipazione, allora la donna sarà un'ottima madre e quindi tu stai salvando anche dei figli, stai salvando anche un contesto sociale, le stai dando davvero un'opportunità altrimenti lo solo tenuta dentro basta.
Ci sono delle madri con i figli al seguito in carcere che cosa che cosa ne pensa, che cosa, che cosa si può fare, sempre dal punto di vista del dell'innovazione e dell'umanità?
Domande difficilissime.
E allora quello che fa tutto?
Quello che cerco di fare io nel mio piccolo, ad esempio, dato che il mio istituto a questo diciamo Icam, cioè l'istituto di custodia attenuata del delle madri, dove vengono ristrette donne incinte e donne con minori fino a 6 anni, me lo sono chiesto appena sono arrivata cosa posso innovare come posso farlo.
Io sto cercando di redigere un regolamento e sto cercando di aggiornare un protocollo che ho ereditato perché, approfondendo il protocollo che è stato fatto anni addietro, le sensibilità cambiano ovviamente no, si affinano, mi sono resa conto che non aveva come obiettivo primario il best interest del minore cioè si parla sempre della donna ma attenzione la donna comunque deve scontare una pena, il minore no e non è soltanto il minore che la donna decide di portare in istituto.
Il mio focus c'è anche il minore di sette anni che è rimasto fuori io, donne che hanno in media otto figli, sei figli, quando cioè non credo di averne conosciuta una con un solo figlio, quindi consentire alle donne anche di nella questo sarebbe il mio la mia massima aspirazione di potere trascorrere in carcere un giorno insieme non solo al figlio che con lei ma anche del figlio che ha sette anni a sei anni devi uscire dall'istituto, ma ce ne sono altri che ne hanno 7 ne hanno sei e mezzo cosa cambia?
Allora consentire al bambino che sta fuori di poter vivere insieme al fratello la madre, ma magari anche al padre il giorno del compleanno, la festa della mamma, io lo sento forte il dovere di tutelare comunque la famiglia, soprattutto in tutti e per tutti gli elementi che,
E non non solo quelli che sono chiamati a scontare la pena, altrimenti è facile dire le colpe dei padri e dei genitori non ricade, non devono ricadere sui figli, ma come si fa?
E come si fa anche a far sì che l'accoglienza di cui lei sta parlando in carcere?
Si trasformi anche in accoglienza all'esterno noi stiamo parlando di un carcere di media, sicurezza in cui c'è un percorso che porta poi alla libertà, il foglio anche su Review, pubblicato il racconto di una detenuta del carcere della Giudecca che poi è uscita,
L'accoglienza del mondo fuori come prepararsi al mondo fuori e come non sentirsi un vuoto, a perdere dentro.
Nella complessità che vi dicevo, cioè nel tenere insieme tante cose, una cosa e il direttore della.
Deve tenere molto chiara il mondo fuori va avanti e va avanti molto velocemente quando ci sono donne chiamate a scontare pene di 2030 anni, beh, se le devi prepara, preparare essere reinserite attenzione, perché in trent'anni il mondo non è che è cambiato e stravolto, quindi io ho il dovere di leggere anche le esigenze del mercato del lavoro per fornire degli strumenti utili alla donna,
Io, per esempio, all'atto pratico, ho cercato di farlo portando l'informatizzazione e la digitalizzazione in istituto le donne si formano a livello digitale perché un domani la domanda di lavoro sarà sicuramente sul digitale e magari non più rispetto e analogamente l'ho fatto.
Concedendo l'opportunità tre donne di diventare collaboratrici di poltrona odontoiatrica, che è un titolo che è stato creato l'anno scorso e per acquisire il quale io ho puntato tantissimo, ho autorizzato le donne con pene lunghe e sempre, con la collaborazione della magistratura di sorveglianza, ad andare a Mestre, a fare tantissime ore di tirocinio e dopo ad andare negli studi odontoiatrici per formarsi tecnicamente.
Oggi io ho tre donne che quando usciranno troveranno un lavoro super qualificante, io ritengo che così faccio il mio lavoro.
Così, grazie, grazie Direttrice, grazie.
Ringraziamo la direttrice Campobasso e diamo il benvenuto a Giuliano da Empoli scrittore saggista, lo intervisto Paola Peduzzi desidera accrescere il foglio.
Buon pomeriggio di nuovo benvenuto Giuliano Da Empoli, scrittore saggista, direttore di A la ri della rivista del Gran continuo che un centro studi francese ed europeo, che io amo molto, che molto frizzante, molto vivo per essere un centro studi siamo abituati a pensare ai centristi dico ma dei posti un po'polverose invece questo non lo è ed è appena uscita in Francia l'edizione della Rivista del Gran continua anche dirigi tu,
Ho visto che parla di Cina, vorrei sapere.
E qua qual è stata l'idea dietro a questo numero si?
Continua.
Due parole.
Dopo la descrizione migliore di questa iniziativa, parte dalla Cina, perché è un gruppo di ragazzi di studiosi di universitari, i quali a un certo punto si sono detti visti i problemi della stampa dei media, dei cose, per esempio la moda in in Cina, un solo corrispondente per spiegare tutta la Cina ci sono però in Cina decine di ricercatori giovani europei che sono nelle nelle varie università,
E che nessuno si fila, perché magari anche loro scrivono di cose che nessuno realmente capisce o cose, quindi l'idea era di fare leva su questa rete di giovani ricercatori un po'dappertutto, di tradurli nella stessa lingua nel senso di tradurre dei pezzi che magari di per sé sarebbero un po'accademici di dargli ecco un po'di quella di quella di quella Frits Antezza dalla quale dalla quale parlavi,
Eh eh eh, poi appunto di di di fare un nuovo, un nuovo mezzo di informazione su questo chiaramente, come lo fai sulla Cina, lo puoi fare su praticamente tutti gli altri argomenti, questo numero qui io per loro sono una specie di vecchio zio non sono un perché l'età media ma perché loro sono tra i 25 e i 35,
Età che io, ormai da da tempo superato, e questo numero qui è in effetti consacrato alla Cina.
Partendo anche lì un po'da questa idea che.
C'è una simmetria molto forte tra la nostra conoscenza della Cina da loro, nel senso che ha gli studiosi cinesi, gli intellettuali cinesi, eccetera, guardano molto quello che si fa da noi, soprattutto gli Stati Uniti, però anche l'Europa citano nei loro scritti costantemente dagli europei delle cose insomma fanno parte so sono parte di questo dibattito noi, e questa è una cosa che credo che abbia detto per primo Simone Pier anni, quindi non è una cosa che abbiamo inventato noi se tu chiedi a un europeo anche informato di fare il nome di tre cinesi vivi.
Ma faticano, e cioè tutti dicono Xi Jinping poi però tendenzialmente la più parte si ferma e quindi abbiamo iniziato a scrive a tradurre dei testi che in realtà sarebbero dei testi, è come se tu traduce, si non so Fukuyama o o Huntington, insomma ecco degli vede degli chef de dei politologi.
Molto conosciuti, che però non sono per niente invece conosciuti da noi, e il risultato è che su tante questioni è una prospettiva diversa come viene affari la Cina, predatrice per usare un termine a te caro, oppure ha una potenza che con cui dobbiamo ancora prendere le misure ma ce la faremo ma, insomma,
È un po'dura rispondere anche perché anche lì chiaramente c'è una gamma di opinioni che è abbastanza larga, noi nel numero abbiamo cercato di mettere delle opinioni molto comodo, ma ci sono anche alcuni dissidenti che si usano in modo molto critico è evidentemente del regime cinese, però poi abbiamo preso parecchi di questi un po'quasi ideologi di regime.
E che so o comunque persone che lavorano lì e.
E insomma, c'è questo per esempio, c'è uno di loro che è un un un fautore, questa specie di massimalismo industriale che appunto, dice non è vero che dobbiamo ovviamente rallentare, noi dobbiamo costantemente accellerare e perché mai nella storia una potenza finanziaria che sarebbero gli Stati Uniti ha battuto sul medio lungo periodo una potenza industriale e quindi ti fatti ricostruisce, ecco tutta la storia degli ultimi 30 anni in questa chiave qui c'è un altro che fantastico, secondo me, che il rettore di un'università dell'Università Renmin da qualche parte
Che
Che dice lo Stato nazione non esiste e ricostruisce tutta la storia, l'organizzazione politica umana dall'inizio sulla base degli imperi e dice in realtà anche oggi e anche nella storia recente, certo, gli Stati nazioni esistono, ma possono esistere soltanto sotto copertura di una qualche forma imperiale e,
All'intelligenza di dire in realtà noi.
Stiamo costruendo l'Impero 2.0, l'impero 1.0 è già stato costruito dagli inglesi e dagli americani. Anche noi in realtà facciamo parte di questo sistema, però è arrivato il nostro momento all'Impero. 2.0 lo stiamo facendo noi, ma su tutte le questioni ci sono delle prospettive che a me sembrano interessanti sul sull'intelligenza artificiale, per esempio, lì c'è una posizione che è un po'più rispetto a noi o agli americani, soprattutto no, che hanno questa idea a corsa all'intelligenza artificiale, il momento su questo su molto. Gli americani che hanno questa specie in un momento di illuminazione, cioè, aspirano al momento della trascendenza in cui con l'intelligence, urgenza generale o la superintelligenza ci sarà il momento catartico nel quale chi ci arriva raggiunge ed io e vive no nel mondo, nel nella luce di Dio, a partire da quel momento, anche con la potenza che questo che questo implica cinesi per quello che sono riuscito a capire non è che la leggano proprio così sono molto ambiziosi, evidentemente Dio sa,
E se investano aggressivamente sul sul settore, però, si pongono la questione in termini che sono spesso diversi, nel senso che dicono, ma cosa vuol dire, l'intelligenza genera il momento all'intelligenza in generale, il momento in cui tutti perdono il lavoro di colpo è diventano inutili ta da un momento all'altro.
Loro hanno l'esperienza del del del del grande balzo in avanti e che comunque per loro vuol dire decine di milioni di morti, quindi cosa vuol dire una tecnologia che atterra su una società che non è pronta però a riceverla e perciò ecco, credo che siano tutte le prospettive abbastanza abbastanza suggestive,
È in realtà una parola che ricorre anche nella.
Ultimo sazio che accelerazione?
Questa rivoluzione tecnologica tu la vivi, la racconti A come un momento di cesura storico, e però ci vedi tantissimi a rischi e quali sono, secondo te, i rischi principali e perché invece non ci vedi?
Correggimi, se sbaglio, delle grandi opportunità.
No, allora io sulla tecnologia ho un approccio.
Sarebbe stupido essere contro la tecnologia, sarebbe come essere controllo elettricità, voglio essere contro il digitale, contro l'intelligenza artificiale, è una cosa che non ha evidentemente nessun senso.
È il tema, però è quello di di di come la governi e di come la gestisci e questo gigantesco spostamento di potere, perché questo perché noi vogliamo far finta che sia una questione di business, innovazione di cose, eccetera è evidente che quel lato lì c'è però al cuore di questa storia è una gigantesca questione di,
Chi detiene il potere, con quali limiti, con quale responsabilità, rispettando no alcuni diritti, ecco è veramente una una grande partita di potere.
Ecco rispetto rispetto a questo, io ho una preoccupazione nel senso che, se guardi la tecnologia, la stessa tecnologia produce degli effetti molto diversi, secondo la società nella quale a terra, se prendi l'invenzione della stampa a caratteri mobili sostanzialmente la stessa tecnologia,
Produce gli effetti completamente diversi nella Cina imperiale, nell'Europa della Riforma, e nel mondo musulmano nei califfati.
Oggi, di questa tecnologia digitale, intelligenza artificiale, eccetera a me sembra che noi vediamo.
Il modello americano, con tutta la sua potenza e però anche oggettivamente, con dagli F, chiamiamoli effetti collaterali.
Per esempio anche politici, dei quali, insomma, immagino anche voi, anzi sappiamo che preoccupate, ecco, con ciò è un modello, comunque, che presenta degli inc, anche degli inconvenienti e soprattutto dei rischi abbastanza importanti i cinesi anche lì qualche anno fa.
Hanno capito che questa non era semplicemente una partita economica, a una partita di innovazione, una partita hanno capito e a una partita di potere avevano anche loro i loro imprenditori che cominciavano ad essere, ecco, a salire sempre di più alla alla ribalta c'era già ma no che era questo questo simbolo dell'imprenditoria cinese.
E delle startup e tutto.
Hanno preso Jackman, è sparito per quattro mesi A e B, gli startupper e le aziende cinesi del settore sono state messe sotto, diciamo, il sostanzialmente, il controllo del partito perché l'hanno fatto hanno fatto, è preservare il loro potere quindi il loro modello, la loro ma hanno preso un grande rischio perché tutti gli spiegavamo e gli dicevamo che così non avrebbero più prodotto innovazione che sarebbero rimasti indietro, che ecco che,
Però l'hanno fatto lo stesso perché volevano preservare il loro potere, ecco, io credo che in Europa noi dovremmo avere la capacità, evidentemente né con i metodi, né certamente né in difesa, diciamo, dei dei valori o dei o dei principi che sono alla base del regime cinese ma per difendere,
La nostra concezione della democrazia liberale, per esempio alcuni diritti che vorremmo che continuassero a esistere un, ecco un certo numero di cose, sarebbe forse il caso che anche noi ci preoccupassimo del della governance, dei dei limiti, ma anche delle potenzialità che questa tecnologia in Europa c'è soprattutto il tentativo di copiare gli americani.
Marine corsa per copiare i grandi giganti americani e compensare questo ritardo ha utilizzando i loro metodi, ci sono alcuni, mi viene in mente una un francese, Thierry Breton.
Intestato commissario al digitale che dice invece bisogna cambiare il paradigma, noi non dobbiamo copiare, dobbiamo trovare un nuovo spazio, un nuovo spazio in cui l'Europa e so che qua forse le nostre opinioni cominciano a divergere.
Di Europa che diventa superpotenza e diventa anche l'ultimo spazio di libertà e democrazia, valori che invece si stanno deteriorando nell'America tra un piana della Cina ovviamente non parliamo neanche, non ci sono neanche stati come fa.
L'Europa a costruire questo spazio nei tempi richiesti perché parlavi prima di accelerazione non è che abbiamo tutto questo tempo per trovare il paradigma europeo.
Ci sono sue opinioni perché so che tu sei molto pessimista nei confronti dell'Europa.
E io penso che la cosa di cui stiamo parlando, che è la cosa che auspico anch'io effettivamente sia difficile, è una cosa che non sta succedendo con la velocità che sarebbe necessario.
Però non penso che sia una cosa impossibile, nel senso che noi in realtà avremmo da fare un paio di cose sono abbastanza semplici, la prima era più semplice di tutte ed è dovremmo applicare le leggi che già abbiamo, sbagliamo a chiamarli regolamentazioni, regolamenti ko, anche se sono poi tecnicamente reclami ma sbagliamo a farne una cosa come se fosse una burocrazia che ci opprime eccetera problema europeo della burocrazia che ci opprime se si parla con chiunque delle persone che si occupano di questi settori.
E raramente la burocrazia europea è quasi sempre il fatto che ci siano 27 sistemi con tutte le loro equo, con tutti i loro limiti, con tutte le loro differenze, con tutte le, se parli con Arthur Mensch che è il il, diciamo il campione uno dei campioni europei dell'intelligenza artificiale lui critica alcune norme europee magari anche ragione ma soprattutto il suo problema è che non riesco.
Fa molta fatica, evidentemente, a arrivare a livello di potere con 27 norme sul lavoro. 27, va be'fa, tutte le cose che ci raccontiamo, tutto il tempo, eccetera,
è questa cosa qui, quindi, la prima cosa che noi dovremmo fare applicare le leggi europee che abbiamo questo.
Che non stiamo facendo perché abbiamo paura a farlo, perché il nostro modello è il contrario di quello di Donald Trump, cioè il modello di Donald Trump, come lo racconta cartisti Arwing, che uno dei suoi ideologi è quello di entrare in una stanza e comportarsi come se tu avessi tutti i poteri se tu entri in una stanza ti comporti come se tu avessi tutti i poteri, può darsi che le persone si comportino come se tu avessi tutti i poteri. Questo con con Trump, è successo molte volte
è il nostro modello, è il contrario, nel senso che il nostro modello è quello di entrare in una stanza e di non esercitare neppure i poteri che abbiamo.
E chiaramente e giocata. Così è più complicata la partita e la prima cosa che dovremmo fare è soprattutto a livello europeo, laddove i poteri ci sono e sul commercio ci sono sul digitale, ci sono su alcune materie ci sono. Dovremmo utilizzare questi poteri e poi, certo, c'è il tema di come sviluppiamo un modello attraente, nostro che ci corrisponda su queste, però in questo paradossalmente, forse lo scontro molto esplicito con questo blocco di potere che si è formato negli Stati Uniti, forse un pochino ci aiuta, perché adesso ce l'abbiamo di fronte. È così evidente che bisognava veramente. Insomma, bisogna veramente essere metterci molta buona volontà per non vederlo finito. Il tempo devono fare. Scusatemi, non è solo l'ultima domanda. So che stai lavorando a un altro romanzo dopo il mago del Cremlino, che ha avuto un successo enorme che è diventato anche un film, e di che cosa parla? Questo romanzo
Ma se fossi se
Ne avessi il coraggio di dire che è una specie di Grande Gatsby del del tech e però non sono fisse.
No, non sono in grado, però è un personaggio, quindi è un personaggio che che racconta poi anche un po'effettivamente la storia che stiamo vivendo e quindi.
Questo scivolamento della della tecnologia verso la dimensione militare e politica sempre più esplicito, però, è un romanzo, è basato a Marbella e, insomma, ci sono una serie di personaggi a ottobre esce in francese, grazie mille, grazie, grazie.
Grazie Giuliano da Empoli.
Diamo il benvenuto a Federico Palmarola, autore satirico, lo intervista Matteo Mazzotti.
Ecco qua la dotazione del mestiere, dunque Federico Palmarola Osho, vi facciamo vedere anche delle cose che lui ci ha portato a preparato, però prima di tutto io vorrei fare una domanda, insomma, dato il contesto internazionale è quello di cui tutti noi parliamo sui giornali insomma stragi i droni stretti chiusi aperti eccetera.
Quant'è dura fare satira come si fa,
Diciamo che è un periodo un po'complicato e non insomma era un po', anzi io, da quando ho cominciato non ricordo un periodo così diciamo occupato quasi esclusivamente da da conflitti, da da dichiarazioni pesanti da parte dei leader internazionali, quindi diciamo, ricorda un altro periodo complicato più o meno vent'~hesitation insomma,
È quello del Covid, che però anche quello è stato, diciamo, un momento che ha dato spunti anche per sorridere, ovviamente, tralasciando l'aspetto del della pandemia e quindi è complicato sempre trovare una chiave ironica perché, comunque?
Ovviamente il mestiere dei di chi fa satira e a trovare una chiave ironica e in un in un fatto serio, quindi però diciamo che finché si deve fare satira politica sul appunto sugli aspetti politici, diciamo che è diventa, è nell'ordine delle cose, de della satira farlo sugli aspetti, insomma di di crisi internazionali così forti con soprattutto i risvolti e un po'più complicato, poi diciamo che è anche la capacità di chi fa satira trovava riuscire a trovare sempre una chiave di lettura ironica che comunque poi, insomma anche un po'di buon gusto ci vuole quando si trattano certi argomenti.
Insomma, è un po'diciamo, che è tutto un po'più complicato per me, ovviamente, Trump è sempre un personaggio che regala molti spunti, ma io immaginavo insomma, quando è stato eletto già sapevo che sarebbe stato il protagonista, tant'è che l'ho messo nella copertina del de del libro che ho fatto recentemente diciamo che non ci aspettavamo che andasse così così grande risorsa è una grande risorsa, ma a volte si esaurisce in se stesso nel senso che a volte la satira anche pneumatica su Trump perché diciamo che lui fa tutto,
E quindi a un certo punto lo dice va be'ma, io che ci sto a fa, allora diciamo questo vuol molte molte volte riguarda anche la politica italiana, no che.
Insomma, lascia poco spazio alla satira, perché diventa.
Satira essa stessa, però, ecco, hai toccato il tema della politica italiana, c'è una differenza rispetto a come si faceva satira sulla politica italiana rispetto ad esempio, alla Prima Repubblica, quando insomma dominava e guarda io nella Prima Repubblica e non c'è cioè non Euro-NATO ovviamente, come si può vedere dai capelli bianchi e Euro-NATO, però non faceva ancora questa attività che Yong ho intrapreso nel nel 2015, credo anche vedendo, insomma, la la satira di di Forattini e di altri vignettisti che, a differenza di quello che avviene adesso,
Diciamo, nella Prima Repubblica il politico era visto come qualcosa di molto distante dal cittadino, quindi aveva questa quasi questa.
Questo alone sacrale quindi fare satira, secondo me su quei personaggi era molto più divertente e anche più efficace, perché il compito della satira e buttare giù quello che viene visto molto alto e quindi in quel momento io mi ricordo che se c'avevo un amico che era il fratello del cugino dello zio di un onorevole già pensavi che sarà sistemato e invece adesso più o meno, insomma, anche i social hanno contribuito molto a questo perché è oramai i social non sono sono un od anche un,
Un dibattito molto feroce tra tra politici e cittadini. Da una parte c'è un aspetto positivo di questo avvicinamento dall'altra, però possiamo dire che, insomma, il politico non ha più quella quella veste, diciamo a Craxi, sacra Consagra, manco a dirlo istituzionale, quantomeno ecco perché poi, magari i politici internazionali a me regalano più soddisfazioni mi regala molte soddisfazioni il papà, non questo quello precedente perché questo è un po'non parla, ma è poco, è poco politico, è poco vivace. Papa Francesco fece la dichiarazione, ovviamente, che aprivano il campo a critiche hub, dibattiti quindi, e però era sempre il papà. C'è comunque
Anche solo per come vessillo.
Ciò guarda, ti faccio un esempio dell'attualità a proposito di questo o segui il viaggio di Papa Francesco quando andò nelle Filippine e i giornalisti a bordo dell'aereo gli chiesero ma cos'ha da dire al popolo filippino e vi disse quella famosa frase poi è passata alla storia non bisogna fare figli come conigli andando nelle Filippine attesi sì,
15 anni dopo, stamattina al papà è andato in Spagna, la domanda viene detto, ma Santità Real Madrid o Barcellona ha detto il Papa tifa per tutti, quindi capite, mi mettono nei tuoi panni stesi.
Io, anche se ho qualche tempo fa disse di essere di vostro della Roma, adesso non so che effettivamente per me è stato un colpo, cioè insomma, che me ne freghi relativamente, ma io sono laziale, quindi non è che però a parte questo, insomma, c'è sempre molto ecumenico, come deve essere un papà giustamente, però, anche troppo ogni tanto. Qualche dichiarazione tipo quelle che faceva Papa Francesco sarebbero molto appetitose. Facciamo vedere qualcosa, va a vedere qualche cosa, io son partito proprio dal ah, va be'io, leggo lì no, ho fatto qualcun riassunto in poche slide di 10 anni e anche di più di attività io ho cominciato
Dissacrando un po'alla cultura. Insomma, no, la cultura e la spiritualità orientale e questa è una frase vera di Osho che io romanizzato proprio la la, il concetti espressi da Osho, non crearti illusioni non ti serviranno a nulla. Purtroppo tutti si creano illusioni di vario tipo e succede spesso anche in mezzo al traffico a Roma, fanculo c'è una smart, questa è un classicone romano, però poi, insomma, io son passate alla satira politica, soprattutto a battibeccare anche io battibeccare insomma fare battute ai politici su su Twitter, qui a Matteo Renzi, che perdere il famoso referendum dalle dimissioni, Legge di Bilancio approvata dalle 19 alle dimissioni formali grazie a tutti evviva l'Italia e io intervengo
Ma che scherzi grazie a tedesca, passalo che avete anche anche una cosa educata se vogliamo.
Poi arriva di qua, forse uno dei governi che io ho più amato, se satiricamente parlando è stato del governo gialloverde e permettere ad una compagnia di giro era più che un Governo e qua, insomma, è un esempio di quello che avveniva, insomma poi far sorridere anche vedere tante dichiarazioni magari a oggi anche di Conte no che sembrava che i suoi governi viaggiasse a 300 all'ora invece in realtà spread continua a salire e ha sfondato la soglia di 310 punti Tria sono preoccupato. Insomma, quello era quello,
Che succedeva qui, Saab Salvini e Di Maio a uno spread sta 310 mo provvede su Amazon si trova a The meno, comunque l'impegno che lo mettevano, come si può vedere aspettate e arriviamo.
Sto cercando il punto, eccolo, ah, ecco, siamo a Venezia, non potevano mettere questa acqua alta a Venezia, Berlusconi e Brunetta con gli stivali, vi ricorda già giravano immagini molto divertenti, ecco qui l'immagine.
Tutte bagnava, cioè appena finito demaniale era passato, era abbastanza facile che arrivasse.
Viene antico e poi è arrivato il Covid, come dicevo, a un certo punto il ministro Boccia fa questa dichiarazione, visto che si diceva appunto, essendoci il coprifuoco alle a mezzanotte, di far nascere Gesù e alle 10 e lui dice va be'farlo nascere due ore prima Gesù che poi che sia con un problema ovviamente di organizzazione, visto dal 2000 anni che Gesù nasceva a quell'ora può ricordavano se davvero i pastori sennò quelli arrivano non trovano nessuno.
E qualcuno rideva avvertirsi pastori Corelli e andiamo avanti con questa, diciamo, è la la foto iconica della fine del governo Draghi possiamo dire Museo Prado Draghi, isolato al telefono, a parlare probabilmente con Roma perché sa perché ha del governo io l'ho interpretata in chiave adolescenziale a mamme viene apprende,
Andiamo avanti con Lotito che è un uno dei protagonisti delle cronache attuali, poi io sono laziale, quindi mi sento molto coinvolto da da questa situazione che si è creata qua una gaffe durante la campagna elettorale, diciamo che ANAC insomma sulle gaffe sulle regioni diciamo che sono abbastanza bipartisan il fenomeno e qua dice lui candidato e Molise non conosca il Molise che già non è male perché è candidata e Molise ma l'Abruzzo si perché mio nonno era di Amatrice che nel Lazio,
E c'era Tare allora direttore sportivo della Lazio, ma tu sei albanese proprio da Albano o dei dintorni.
Poi poi lui in realtà disse, ed è vero che Amatrice prima era era appunto.
Da lì in Abruzzo, però vai a capire se è vero Biden è stato, diciamo, uno dei miei personaggi preferiti, mi manca molto, ma anche forse per altre ragioni, perché forse era meglio Baghdad, visto quello che stava succedendo e qua è il funerale della regina Elisabetta all'abbazia di Westminster arrivano tutti i capi di Stato, anche Biden che mi ricordo arrivò anche il ritardo mi pare che non ci sia Elisabetta Boccia avrà avuto altri impegni.
Non ho capito bene perché dove si trovava governo centrodestra Meloni che mette subito il veto a Salvini, su sul ministero degli Interni e offre qualcos'altro hanno ministeri chiave, questa l'offerta che gli fa quando all'agricoltura così giochi in poche ruspe che era la vecchia passione di di Salvini che poi forse ha un po'abbandonato per spostarsi sul ponte.
E poi è arrivata questa vicenda meravigliosa di insomma oro, che a un certo punto ha imbarazzato anche i suoi stessi compagni di partito e ci hanno voluto vedere chiaro a un certo punto gli hanno chiesto faccia chiarezza, Bonelli era molto dubbioso, insomma, ecco più sicuro che questo sia nero davvero Arca.
Certo, c'era tutto in dubbio, a un certo punto gli è venuto, mi è venuto il dubbio.
Eccomi e ecco.
Comincia il derby tra Conte e la Schlein a chi è più di sinistra e quindi ognuno prova a fare una cosa più di sinistra dell'altro, ma è una cosa che ha fatto del De sinistra in una volta mi sono mangiato un bambino che al massimo è fallito Hamas cioè più di quello non c'è niente.
E poi abbiamo Zelenskij, ecco scherzare, ironizzare, insomma su sull'aspetto anche so anche sulla guerra si può fare magari ecco prendendo una chiave come quella di Zelensky, che a ogni vertice chiede un'arma, e questo era un periodo appunto in cui lo chiedeva con insistenza qua partecipa a un vertice NATO Iva incontro appunto un addetto della NATO mi raccomando nun cominciava subito a carcassa con gli F-16.
Che era un periodo che lui chiedeva insistentemente e Luigi Di Maio, che fa il suo esordio nel Golfo Persico in Arabia Saudita, qua è uno sceicco e gli spiega quello che deve fare, e questo è il deserto, considera che il tuo chiosco sarebbe l'unica della zona perché,
Una vecchia passione.
Ecco, a proposito dei Papa Francesco, qua abbiamo avuto l'apoteosi, insomma, quando ha detto c'è troppa frocio oggi né tra i seminaristi che era anche difficile scriverlo sui social questa colla, perché e quindi io sono andato subito a trovare ovviamente una foto di Papa Francesco con dei seminaristi e ne ho trovata una dunque fa del ministro all'idea che io so ancora la vecchia parrocchia,
E poi Mattarella, passiamo alle Olimpiadi, ultime Olimpiadi in Francia e non quelle invernali, ovviamente, insomma, questa scena, che ha fatto il giro del mondo di Mattarella, ha lasciato sotto l'acqua e poi lui che dopo la cerimonia di apertura di inaugurazione va via a mangiare nel villaggio degli azzurri ecco qui la foto arriva,
Ecco quale un po'd'acqua ancora mai, vista quattro presa queste da quelle foto che.
Uno potrebbe pensare, sono fatte con intelligenza artificiale, invece è qua, è tutta roba artigianale, al Quirinale arriva, arrivano Carlo e Camilla, con i Royal Piper se le loro cornamusa. A un certo punto ho visto la foto e mi sembrava una scena tipica da da osteria romana, diciamo diamogli qualcosa, no, questi non saranno più da Goyon, e questo succede spesso quando, alla fine, gli aerei da 5 euro perché sennò, non smettono più di suonare, c'era molta preoccupazione per la presenza degli agenti Ice in Italia per Milano, Cortina no, insomma, hanno il grilletto un po'facile, diciamoci la verità, immaginando che potesse succedere questo durante le Olimpiadi. Ecco quali agenti Ice
C'è uno con la carabina, gli sparo Sapporo, quelli tra gli atleti del biathlon.
Se potevano confort, era pericoloso lasciarli liberi di fare era, diciamo, equivocabile, esterno, equivocabile, questi vengano questi qualità carabina.
Andiamo avanti, ecco qua con e questa è una notizia che mi ha fatto molto sorridere quando Di Maio è diventato professore onorario al King's College di Londra, che è anche un un college prestigioso tra l'altro, e quindi a me m'è venuta in mente immediatamente un'immagine di un film famoso ambientato ovviamente anche quello in un college un po'rivisitata l'immagine Ubi Pitaro miopi Pitaro.
Che sarebbe un modo carino per per accoglierlo.
Flottiglia partenza per Cuba cessata ovviamente alcuna una flottiglia aerea, oltre quella marittima e a bordo c'erano, Mimmo Lucano e Ilaria Salis ovviamente i cubani si sono preparati all'arrivo di Ilaria Salis in questo modo ecco due cubane che parlano, se vedi casalesi, noi ed Imi casa e Sucato è quella di via Padova è pericoloso.
E
Per pericolosa di.
Scusate, ecco Recarlo alla Abbott ha ennesimo attentato a Trump tipo qualche due giorni dopo arriva negli Stati Uniti re Carlo, con una scorta ovviamente rafforzata, e i due fanno un intervento alla casa Bianca perché non vieni qui vicino a me, se core Castro Karpov ci appare preoccupazione a mettersi vicino a Trump.
Io Violetta, Venezia non potevano trattarla, essendo a Venezia il centrodestra vince con Venturini al primo turno, però risultato che è rimasta in bilico per un po', ecco qua, colgo valutazioni, Simone Boni boni dobbiamo prima aspettare il via libera agli orchestrali della Fenice e quelle che non si era mai,
E intanto va, be'insomma, non c'è solo Venezia, ovviamente c'è anche arriva.
Mi avete sabotato il gira slide, ecco, in Toscana, vince il centrosinistra a Prato e a Pistoia c'è soddisfazione anche anche da parte di sin Jinping, ecco qua che ecco, amo tenuto, Prato.
È lui felicissimo.
E chiudiamo questa presentazione della Ferrari luce al presidente Mattarella, ovviamente Mattarella s'avvicina, vede, la macchina forse è più brutta ad Amsterdam, grazie ho sforato un minuto, risponde il ministro.
Grazie.
Grazie, abbiamo dimostrato che si può fare satira, nonostante gli stretti, aperti e chiusi ai droni ringraziamo Federico Panasonic, grazie.
Grazie Federico Palmarola, diamo il benvenuto al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, lo intervista Ermes Antonucci.
So okay, eccoci allora intanto, grazie mille al ministro Nordio per avere certezza accettato il nostro invito, avrei in mente di fare le 5:06 domande, così ci regoliamo un po'sui sui tempi, la prima e non può che essere legata alla all'attualità il caso Minetti a diciamo occupato le prime pagine degli ultimi giorni tutto è nato da una presunta inchiesta del quotidiano il Fatto Quotidiano che poi, a detta anche della procura generale di Milano, si è rivelata infondata.
E nel frattempo, però, il ministero della Giustizia è stato massacrato dal giornale, dalle opposizioni che si sono attaccati a questa inchiesta, e lei, come ha vissuto questa questa situazione, che poi è stata risolta appunto da degli accertamenti della Procura generale di Milano che hanno detto che praticamente l'istruttoria è andata in modo regolare e tutto quello che è stato scritto dal quotidiano era infondato però insomma il suo ministero è stato nel mirino delle opposizioni e non solo a
Intanto, grazie dell'invito e della vostra presenza, allora come l'ho vissuta.
Innanzitutto.
La.
L'attacco si capiva benissimo, lo avrebbe capito, un bambino non era contro di me, era contro il capo dello Stato questa questo attacco che ha fatto i fogli, il fatto già con la foto, con le prime fotografie e la cosa che mi ha stupito di più.
è che l'opposizione sia accaduta in questo tranello, accusando subito il ministro della Giustizia delle peggiori nefandezze, voi avete fatto ieri tutta la cronistoria delle cose che ha detto la Serracchiani, Bonelli e gli altri.
Proprio le accuse più infamanti nei nostri confronti, ma mentre l'attacco a un ministro da parte dell'opposizione politica secondo me può anche essere comprensibile e in un certo senso prevedibile, visti i tempi, quello che ha trovato indecoroso e intollerabile è stato l'attacco al capo dello Stato,
Proprio perché si capiva benissimo che il bersaglio era quello, poi sapevamo, io avevo letto ovviamente tutti gli atti, compresa la sentenza del tribunale uruguaiano, che aveva fatto tutta la cronistoria di questa vicenda, quindi si capiva benissimo che tutto era regolare però bene e doverosamente il Quirinale ha fatto a chiedere a noi un supplemento di istruttoria che peraltro non compete a noi come tutti sapete,
Perché il ministero non dispone di poteri di indagini della polizia giudiziaria, le indagini si fanno, lo dice il codice di procedura penale attraverso la procura generale, così è stato e dopo quasi un mese di intensa e anche e molto competente indagine della procura generale di Milano,
I risultati sono quelli che avete visto a questo punto la questione.
Risolta, forse ci sarà qualche piccolo seguito di di di istruttoria, ma credo che si è risolta.
è e rimane il fatto che è stupefacente come un partito serio come il PD non parlo degli altri, sia caduto nel tranello di queste sconsiderate accuse, che si sono rivelate assolutamente infondate e che ora pensano gli stiano coprendo di ridicolo.
E senta, un altro caso che è emerso negli ultimi giorni è quello che riguarda Berlusconi e dell'Utri, dopo 30 anni è stato archiviato l'ennesima indagine per l'accusa.
Anche per certi versi grottesca, quella di essere i mandanti delle stragi mafiose del 92 94.
30 anni di indagini,
Accettabile per lei che due cittadini, al di là del caso, siano sotto inchiesta. Cinque sei, poi il conto si è perso in realtà, come abbiamo scritto, perché diciamo lago, i fascicoli vengono aperti, chiusi, aperti, così si perde il conto. È normale che accada tutto ciò. È normale che due cittadini siano indagati per 30 anni per lo stop, per la stessa accusa in un Paese che si dice civile. A questo tema si lega a quello che abbiamo evidenziato sul foglio che la procura di Firenze, per riaprire, chiudere e riaprire, ogni volta questa inchiesta ha fatto ricorso alla clonazione del fascicolo, che è uno dei temi su cui lei, da tanti anni, ha
Come dire posto all'attenzione una questione un po'tecnica, però le volevo chiedere se, per esempio.
Insomma, ha intenzione di di di fare qualcosa se si può fare qualcosa per ridurre questo questo fenomeno?
Allora, premesso che è ottenere un'indagine che Durie 20 o 30 anni nei confronti di una persona, è ovviamente contraria ai principi minimi dello stato di diritto e a quelli, anche del tempo ragionevole, durata del processo, tutto questo accade perché c'è il combinato disposto di tre disposizioni di legge che sono primo,
E che ciascuna delle quali ha la sua ragione, ma messe insieme, fanno una bomba nucleare, la prima è la obbligatorietà dell'azione penale e la seconda è l'assoluta mancanza di controllo sulle attività del pubblico ministero e la terza è la impossibilità di cambiare il pubblico ministero in corso di indagine cosa voglio dire premesso che il termine clonazione,
Credo proprio di averlo inventato io trent'anni fa, quando lavoravo qui sotto come pubblico ministero, quindi so come funziona.
Tu hai un fascicolo che non puoi tenerti oltre un certo periodo, perché il codice di procedura penale ti impone di chiuderlo entro appunto questo termine perentorio. Allora cosa fai lo mandi al Gip, però ti tieni un pezzetto di indagine e aprì un altro fascicolo, magari un modello 45, che sono atti relativi a non è un modello 21, laddove c'è l'indagato e il reato sono questioni tecniche, ma sono questioni tecniche di facile spiegazione, cioè ti tieni, una piccola parte del processo e lo cloni poi quando è finito quello è devi chiedere l'archiviazione perché non hai cavato un ragno dal buco, fai la stessa cosa, e questo in base al principio della obbligatorietà dell'azione penale, quindi non è che sia illegittimo
Ma il fatto è che il rimedio sarebbe quello di dire va bene, tu Pubblico, ministero ha indagato, non hai trovato niente, ti tieni un pezzetto di indagine, perché potrebbe esserci qualche cosa di nuovo e allora però si deve cambiare Pubblico ministero, altrimenti il processo viene proprio sposato da quel pubblico ministero che non lo molla più, quindi la diciamo la. Il correttivo del Codice di procedura penale sarebbe quello di dire nel momento in cui tu ti liberi di un fascicolo, perché lo archivi, ma pensi che ci sia qualche cos'altro da indagare passi al procuratore
Appunto, della Repubblica che designa un altro pubblico ministero, e via dicendo, questo non avviene.
Nella più perfetta legalità e perché la legge non lo prevede, è però il rimedio, potrebbe essere questo qual è però il risultato finale di tutto ciò è che ci sia una persona addirittura in questo caso defunta, di cui si parla da 30 anni addirittura come mandante di reati terribili.
E sulle quali si rischia, in teoria, di clonare un'altra volta il processo, proprio perché la legge, diciamo così, lo consente.
Ripeto, bisognerebbe modificare o il codice il codice di procedura penale, cosa che noi tra l'altro avremmo in mente di fare, però bisogna ammettere che dopo il tempo che abbiamo impiegato con il referendum, l'esito del referendum, quello che rimane della legislatura non credo che sarà un compito facile ecco volevo proprio arrivare qui il referendum è stato ovviamente una batosta, non c'è dubbio per per la maggioranza.
Restano solo su sulla sua scrivania anche quella dei parlamentari, diverse ipotesi di riforma, anche importanti, della prescrizione, il sequestro degli smartphone, la responsabilità civile dei magistrati che c'è.
Siamo, come dire, condannati tra virgolette, a vedere questi propositi andare in fumo, c'è possibilità che alcune di queste riforme vadano in porto come la qual è la sua posizione in merito a queste, a queste riforme.
Beh, il referendum, ma è stato lei, ha detto una catastrofe o qualcosa del genere, soprattutto perché eravamo convinti di vincerlo, questo lo dicevano i sondaggi lo diceva in gran parte della stessa opinione pubblica l'hanno detto molti autorevolissimi esponenti della sinistra quindi facendo due più due considerando che il centrodestra avrebbe votato compatto,
E nella nell'opposizione c'erano delle varie posizioni a nostro favore, a cominciare da azione di Calenda, una parte di Italia Viva, molti dissidenti del Pd si sono anche esposti.
Quindi la catastrofe non è nei numeri 53 contro 47, non è uno sfacelo, però la delusione è stata grande e quindi, soprattutto in relazione alle aspettative che avevamo.
è chiaro che, di fronte a una manifestazione di volontà popolare, che può essere interpretata in 1.000 modi politico, emotivo o altro, però, è stata manifestata e appunto ai va rispettata il cammino delle riforme è molto più difficile lei mi chiede quale alcune sono già all'esame del Parlamento e quindi per esempio delle intercettazioni e la al sequestro degli smartphone lì e il Parlamento è sovrano e ne discuteranno loro altre come quelle che qui lei ha accennato si parla anche oggi la responsabilità civile dei magistrati,
Ripeto quello che ho scritto e scrivo da 30 anni anche qui, quando ho parlato 30 anni fa nel mio primo libro scritto, più o meno qui sotto sulla clonazione del processo, anche sulla responsabilità civile dei magistrati, secondo me.
è un provvedimento inutile, perché è colpire il magistrato in netto inadeguato, indegno, impreparato sul portafoglio, è solo non ha nessuna deterrenza e non è neanche nessun efficacia sanzionatoria, perché sono tutti, siamo tutti ultra assicurati.
Quindi al massimo, come accade negli incidenti stradali, paga l'assicurazione, non c'è nessun senso nel sanzionare pecuniariamente un magistrato inadeguato. Va invece sanzionato nella carriera, nella promozione o addirittura nel caso di inadeguatezza assoluta con la rimozione, cioè deve cambiare o deve cambiare mestiere, o magari deve cambiare ufficio con la unità delle carriere che c'è. Adesso uno può essere un ottimo giudice civile, ma magari per ragioni sue vuol fare il pubblico ministero in una città, perché vuole trasferirsi lì o perché vuole avere questa esperienza, però, il pubblico ministero e il capo della polizia giudiziaria, se non è Arci preparato da un punto di vista criminologico, fa delle indagini sbagliate e Dio sa quante ne abbiamo viste di indagini sbagliate, perché il pubblico ministero non ha un'adeguata preparazione. Quindi, anche in questo caso, la sanzione per la tua incapacità deve essere o cambi mestiere all'interno della magistratura o se proprio sei inadeguato, te ne vai ma sanzionarlo con la cosiddetta responsabilità civile ripeto
È inutile ed è anche pericoloso, perché molti errori giudiziari, soprattutto nelle sentenze, soprattutto nelle sentenze di Corte d'Assise che ti mandano all'ergastolo e poi scopri che sei innocente, beh, le corti di assise sono composti in maggioranza da giudici popolari, i giudici popolari erano gli stessi voti la stessa dignità del giudice togato.
E allora cosa fai se quell'ergastolo è stato irrogato in modo sbagliato, fai causa i giudici popolari, che non sono neanche assicurati e che già abbiamo oggi difficoltà a trovare, perché nessuno vuol fare il giudice popolare, cioè sono tutti i rimedi che non sono, io capisco naturalmente il principio chi sbaglia paga e il nostro referendum era affondato proprio su quello perché avevamo previsto questa il sorteggio nella sezione disciplinare, proprio per evitare quella che si chiamava giustizia domestica, cioè Giulio fatta nell'ambito delle correnti bocciato, questo l'idea di costituire anche un tavolo tecnico per discutere
La responsabilità civile dei magistrati, a parte il fatto che in questa legislatura non avremmo assolutamente il tempo neanche di portarlo in Parlamento, rischia di essere una specie di surrogato che sul quale discuteremo eh, ma che io vedo come è inutile.
E su questo poi ci torneremo alla fine una domanda lei parlava di preparazione criminologica dei magistrati, oggi il Paese non fa altro che parlare del caso Garlasco.
Parlano giornalisti, parlano criminologi, parlano YouTube, per tutti, parlano del caso Garlasco, si è creato di nuovo questo dibattito con due fazioni pro Stasi pro Sempio, ora, al di là del merito della vicenda, come al solito le chiedo, abbiamo da una parte un input condannato che,
Che incarcerato e che è stata sotto due volte prima di essere poi condannato, appunto, e dall'altra parte abbiamo un indagato che esempio che, diciamo, viene mostri ficcato quotidianamente sulle tv, sui giornali, da indagato, quindi da presunto innocente.
Lei, di fronte a questo scenario, così questa un processo mediatico, come dire all'apice del suo?
Dalla sua anche Paul Potenza, che cosa prova, cioè come si può?
Come si può creare un dibattito che sia equilibrato su questo, su questa vicenda, che non vada a creare ancora più distruzione della vita delle persone coinvolte?
Beh, partendo naturalmente va da sé che non possono o vogliono devo dare neanche una parvenza di valutazione, di merito, né del primo processo né delle indagini in corso posso dire, da un punto di vista tecnico e se vogliamo anche normativo che,
è il primo processo è stato caratterizzato da una vorrei dire stranezza, che è quella probabilmente oggi non avverrebbe dopo la riforma che è stata fatta 10 anni fa, che dopo la doppia soluzione non puoi fare un'impugnazione per Cassazione, se non per certi motivi probabilmente avrebbe lo stesso però ha cercato di porre un rimedio qual era il punto il punto era che questa persona in Corte d'Assise è stata assolta primo processo.
Ha impugnato il procuratore generale ed è stata assolta ancora in Corte d'assise d'appello, sempre con i giudici popolari, tra l'altro a un fatto ancora ricorso e sono andati in Cassazione la Cassazione, come sapete, anche se no, magari non siete tutti i laureati in legge,
Il concetto è abbastanza facile da spiegare. La Cassazione non può condannare, può al massimo assolvere quando annulla senza rinvio, ma non può certo condannare, però può dire che quella sentenza va rivista ed è quello che in questo caso ha fatto. La Cassazione ha rinviato il processo alla Corte d'assise d'appello, la quale ha condannato all'ergastolo, a una persona che era stata già due volte assolta. Allora, poiché nel nostro e qui mi aggancio al dato normativo che ho citato prima, poiché nel nostro ordinamento si può essere condannati soltanto quando le prove contro la persona sono al di là di ogni ragionevole dubbio, come fai a condannare quella stessa persona quando due volte è stata assolta e quindi per ben due volte, due corti tra l'altro in Corte d'Assise e Corte d'assise d'appello, hanno dubitato al punto da assolvere
Quindi o erano irragionevoli i due lei, i due collegi, le 2 corti che hanno giudicato prima oppure qualcosa non funziona ed è quello che secondo me si è cercato di migliorare con una riforma fatta 10 anni fa, ma siamo sempre lì infatti noi abbiamo nel nostro piccolo introdotto il principio che almeno per certi reati, quando c'è una soluzione non è possibile che il pubblico ministero la impugni perché no la impugni nel merito, perché se un giudice ha già dubitato vuol dire che non potrei più condannare al di là di ogni ragionevole dubbio abbiamo fatto solo per alcuni reati più piccoli,
La la mia aspettativa,
Quello che a me piacerebbe, anche se ovviamente, se un giorno si facesse si farà quando ormai mi ha caricato dalla scaduta, è quello invece di estenderla come principio generale attenzione, non è detto che una sentenza di assoluzione per ciò stesso debba, diciamo essere mantenuta.
Acriticamente e senza una possibilità di revisione può essere o perché intervengono nuove prove o perché il processo è stato viziato anche nella procedura, come accade negli anglosassoni che il pubblico ministero impugni ma allora attenzione gli anglosassoni di cosa fanno rifanno il processo ex novo, questo è il punto.
Mentre da noi tu vieni assolto in primo grado, viene assolto in secondo va in Cassazione, la Cassazione film ti manda alla Corte d'appello e la Corte d'Appello sulle stesse carte o magari qualche picco qualche supplemento di istruttoria, come è stato fatto nel caso di Garlasco però senza rifare il processo ex novo di condanna e questa è un'altra conseguenza.
Abnorme,
Che ti sottrae un grado di giudizio di merito, cosa vuol dire giudizio di merito è quello che il giudice dice se sei colpevole o non sei innocente, il giudizio di legittimità è quello che va in Cassazione, dice se ci sono violazioni procedurali,
Allora il cittadino ha diritto a due giudizi di merito, va in tribunale e poi va in a corte d'appello, poi eventualmente va in Cassazione che però il giudice di sul di legittimità nel momento in cui la Corte di Cassazione ti manda, dopo che sei stato assolto davanti alla Corte d'Appello che ti condanna tu non hai un altro giudice di merito davanti alla quale fare ricorso puoi solo andare in Cassazione.
Quindi ti ha sottratto un giudizio di merito, ecco perché anche qui la legge è sbagliata e andrebbe cambiata questo per quanto riguarda il primo processo, per quanto riguarda il secondo.
Naturalmente le indagini non voglio dire neanche una parola, perché sarebbe improprio e comunque non ho nessuna intenzione di esprimermi, posso solo dire, per quanto riguarda invece il circuito mediatico.
Che nel processo anglosassone, che io continuo a vedere, magari illudendomi anzi sicuramente illudendomi come quello che Giuliano Vassalli aveva introdotto, avrebbe voluto introdurre 40 anni fa, cioè il processo cosiddetto alla Perry Maison nel processo anglosassone, una cosa del genere sarebbe inammissibile perché esprimersi pro o contro o a favore di una persona che durante le indagini in corso e sarebbe il content tout court il disprezzo della corte dei Nih in Gran Bretagna una cosa del genere sarebbe inammissibile.
Qui, per varie ragioni, i processi ormai dai tempi di Cogne si fanno in televisione e ogni volta che cerchi di porre dei paletti si parla di reato di lesa maestà della libertà di stampa, non ci si mette mai nei panni della persona che viene inserita in questo tritacarne giudiziario e che magari perdere l'onore e la salute i soldi qualche volta anche la vita se senta un'ultima domanda, siamo al Festival dell'innovazione, lei a innovare la giustizia ci ha approvato, non ci è riuscito e c'è chi dice oggi che se ne se ne riparlerà tra 50 anni perché ormai la magistratura, soprattutto dopo questo risultato del referendum ma ha assunto un ruolo
Politico ancora più importante, lei, visto che noi facciamo anche un festival dell'ottimismo a Firenze ottimista, oppure pensa che per i prossimi 50 anni, come dire la giustizia sarà irriformabile oppure si dovrà andare attraverso altre strade, cioè non tramite una riforma costituzionale, ma tramite riforme ordinarie meno strutturali?
Beh, pensavo che all'inizio di intendesse dire l'innovazione tecnologica, che non siamo riusciti a fare le riforme, vi posso assicurare che stiamo andando molto velocemente e che in un Paese dove fino a qualche anno fa la giustizia veniva.
Diciamo così, esternata formalmente con la penna e calamaio, guardate che fino a qualche anno fa ancora certe sentenze della Cassazione nella scritta ma.
No, ecco la penna biro passare da questo ha una, si chiama oggi dematerializzazione del processo, c'era tutto diventa telematico, scompaiono le carte, scompare tutto tutto, viene dematerializzato e messo in un computer, beh, una transizione tecnologica di questo tipo è chiaro che crei degli inconvenienti come li ha creati però li stiamo risolvendo e penso che entro brevissimo tempo arriveremo a ottimi risultati sicuramente entro la fine di questa legislatura e io sono sicuro di vederli questi risultati.
Noi non possiamo nasconderci che tutte le nostre illusioni su una riforma che secondo noi, invece di umiliare la magistratura l'abbiamo detto 1.000 volte l'avrebbe esaltata perché il sorteggio, per esempio, avrebbe consentito alla composizione degli stessi dello stesso Consiglio superiore della magistratura di svincolarsi da quella che era la logica delle correnti beh non dobbiamo nasconderci dietro dietro l'ipocrisia è stata una sconfitta che ha rallentato queste riforme, poi, nei tempi che verranno, sapete in politica,
Una legislatura e un'era geologica, e quindi non parlerei di 50 anni, sicuramente però è stato il processo delle riforme in senso liberale è stato molto rallentato, va bene.
E grazie mila, ministro Nordio, e grazie di nuovo per essere stato qui con noi.
Grazie al Ministro Nordio, diamo il benvenuto a Francesco, Lotoro musicista, direttore d'orchestra, lo intervista, Giulio Meotti.
Buon pomeriggio.
C'è un mistero.
Che è enunciato da un famoso filosofo compianto intellettuale inglese George Steiner, che dice come è possibile che il popolo che ci ha dato la musica di Bach di Beethoven sia anche quello che ha prodotto le camere a gas e l'Olocausto e la tragedia del 900,
E poi c'è un altro mistero a cui ha dedicato la vita e il maestro Lotoro, cioè ribaltiamo quel paradosso terribile di Steiner, cioè come è stato possibile produrre della musica.
Davanti alle camere a gas, nei gulag nei lager, nei campi di lavoro e lo Toro ha dedicato tutta la sua vita di fatto lavorativa dal 1988 a raccogliere le musiche composte nei campi di concentramento che gli sono valsi, ve lo consiglio un bellissimo documentario della Cbs americana.
Un documentario che si intitola maestro
Quando l'ho conosciuto più di 10 anni fa, io rimasi affascinato da questo suo lavoro che era totalmente solitario.
Quindi la prima domanda che gli chiedo è cosa l'ha spinta a dedicare la sua vita a un a una tragedia simile, di fatto,
Cosa non me lo ricordo più anche perché è successo nell'88 vedo 24 anni, so benissimo cosa può spingere mia, 24 anni, da pianista da giovane pianista a fare certe operazioni, la curiosità, il pianista e onnivoro, per natura, vuole imparare e vuole imparare tutto a memoria vuole suonare e quando seppi di questa come dire intravidi,
La bellezza, non la grandezza, l'entità, la quantità alla qualità di questa letteratura cominciai erano anni, era un'altra era geologica, prima si è parlato di questo non c'era internet, non c'erano le piattaforme, non c'era l'e-mail, non c'era nulla c'erano i sopravvissuti, c'era la materia prima,
E c'era la possibilità di incontrarli, magari ascoltandoli parlare in lingua ceca tedesco oggi viaggio con un tutor è tutto più facile, non capivi, tanto quello che dicevano, ma sapevi che rientrato in un discorso storico che doveva essere ancora ben soppesato.
Quando comincia a erano, credo che fossero finite le interviste che realizzava Steven Spielberg, ma era una macchina gigantesca che mangiava il sopravvissuto Istituto poteva dire quello che poteva bombardato da telecamere sotto il trucco, occorreva, forse è cambiare.
Essere un po'esploratori, un po'giornalista, un po'musicista un po'ricercatore e il risultato è che diventava amico, si aprivano gli scaffali con i loro manoscritti, ma si apriva soprattutto si aprivano storie che non erano state mai raccontate.
Era possibile non solo mettere mano ai su I manoscritti.
Se ti interrompo, l'11 giugno tornerà a suonare ad Auschwitz.
Per la terza volta in quella che fu la casa del comandante di Auschwitz, Birkenau, Rudolf fosche, per chi non lo sa, è ritratto in questo famoso film, che è la zona d'interesse che ha vinto un Oscar.
E qual è stata tra le storie tra le tante storie raccolte dall'88 a oggi, quella che è la più colpita nella sua immaginazione, ma ce ne sarebbero tante prima che passi alla foto sarebbe già del no la precedente sapere che quello che sta suonando in prima fila e un ebreo ma lì è condannato qui siamo a Mauthausen perché omosessuale quindi è Paragraph 175. Lo pone in quanto tale, con il paradosso che dopo la guerra, non poter rivalersi per i risarcimenti riconosciuti dalla comunità ebraica e ai rom dal 94, in quanto la legge che poteva l'omosessualità fu in vigore fino alle 2 Germanie
Ma quello che gli suonava vicino era un capo, uno che avrebbe dovuto controllarlo, e invece suonava, condivideva l'esperienza musicale, quella che vedete era la la, la zigoli neri capelli la l'Orchestra dei rom in realtà di rom, ne sono uscito a scoprire solo uno è quello che sta in seconda fila e tra l'altro l'orchestra sta accompagnando al patibolo,
Ian bo Na Rebic non si vede da questa foto Badan altra, che fu scattata da un'altra angolazione, fu un deportato che scappò fuori acciuffato e fu mandato al patibolo.
Il discorso musicale qui la musica è neutrale, la musica può farti, toccare delle vette di capolavori e tali sono stati nell'intera letteratura musicale concentrazionaria.
Che la musica può anche essere d'intrattenimento può essere anche ruffiana, in questo caso la musica sta sbeffeggiando, la persona che cinque minuti dopo questa foto sarà condannato a morte, invece è la storia che mi piacerebbe ricordare è quella di un musicista allievo di due voci, Jacques Rudolph Karel già imprigionato durante la prima guerra mondiale.
Come spia supposta spia in quando arrivava da un paese asburgico.
Asburgico, professore sia all'università, all'Accademia che al Conservatorio di Praga, lui fu arrestato in quanto offriva la sua casa lassù il suo cotte, già la sua Cases non era ebreo, non era ebreo, in quel caso fu arrestato in quanto facente parte di una organizzazione nazionalistica di resistenza per il Reich, era terrorismo, fu inviato alla prigione e Snam di San Pancrazio la punk-rock, Venezi di Praga, messo in una enorme stanza l'ho vista dove c'era lì la ghigliottina che era ancora praticata, e qui un filo enorme, non per impiccagione per lo strangolamento, quindi l'agonia veniva ascoltata nelle celle dove venivano internati i prigionieri politici, per come dire spingerli a parlare, ma naturalmente era gente molto forte. Non parlavano lo stesso Rudolph Carrel non parlò, ma si ammalò di dissenteria. Ovviamente, come dysenterica disponeva di quantità industriali, di carta igienica e di carbone vegetale e il carbone prima era proprio attacchi. Oggi c'è la pillola con questo carbone vegetale lavorato, non poteva scrivere nella cella, era prigioniero politico, ma nelle due ore quotidiane che beneficiava come malato e che poteva passare nella infermeria, mise su una lettera Turi intera un'opera intera in 340 fogli
Ovviamente tutto scritto zippato ben compresso, possiamo avere idee e di quanto sia grande un foglio di carta igienica e soprattutto questi fogli. Questo lavoro doveva interrompersi dopo due ore, quindi il tu mettevi uno stand-by non punto al tuo cervello, alla tua creatività e ricominciava il giorno dopo. Con questo sistema è nata un'intera opera in tre atti, con il libretto 1 net per nove strumenti si potrebbe quasi dire una forma di il suo lavoro. Quasi archeologia, no, è una specie di cattedrale terribile della storia del 900, eppure si può fare innovazione in questo caso nel recupero di questa musica.
Sì, perché questa musica tecnicamente scritta, 70 80 anni fa, dipende dal parametro che prendiamo. In realtà appartiene al futuro questa musica, salvo una buona, neanche tutta una buona parte di Teresi Stati, il Quatuor pour la fin du temps di Messiaen, qualcos'altro musica dei militari e dei prigionieri degli internati militari al 90% mi sento di dirlo, ma forse anche più non è stata mai eseguita qualcosa che non ha avuto ancora la sua parte esistenziale. La musica e questa è un'arte che si realizza suonandola è chiaramente, appartiene al futuro, con la grande differenza che
Oggi avremmo dei mezzi che io non disponevano nell'88, ma neanche vent'anni fa, quindi tutto potrebbe essere velocizzato l'Italia e l'app di questa letteratura musicale, magari fratello Federico, qualche foto e.
Tutti i 10.000 partiture, 500 ore di intervista, strumenti musicali, 800 manoscritti si trovano non in Israele, non a Washington, non a Londra, qui in Italia siamo un Paese che ha potuto spingere, come dire, la tacca della ricerca musicale concentrazionaria, appunto tale che non ci parliamo di letteratura, ti dico anche perché dovremmo parlare al futuro. Tutto questo, no, questo è Giovannino Guareschi, Don Camillo e Peppone, e quello è un musicista veneto che dovrebbe essere conosciuto perché uno dei grandi per me Arturo Coppola, tutto questo non ha a che fare con la memoria, ha anche a che fare, ma la memoria processa il passato lo commemora. Questa è letteratura
Noi non celebriamo Leopardi, Foscolo, Beethoven noi lo suoniamo, ne scriviamo, lo studiamo quindi tutto questo spinge tutta questa ricerca al futuro, deve nascere una generazione di persone che mi affianchi, no che mi sollevano anche un po'il lavoro manuale e che possano consegnare queste migliaia e migliaia di partiture al futuro l'ultima domanda,
C'è stata una frase, qualche giorno fa, del regista del figlio di Saul, che ha un grandissimo film, sempre sull'Olocausto che ha vinto un Oscar ha detto oggi c'è un'orgia terribile di antisemitismo nel mondo e gliela debbo fare questa domanda perché un riferimento all'attualità per me è necessario. Non finiscono bene le società che danno il fianco all'antisemitismo in generale, l'odio per gli ebrei. Che cosa le ha insegnato, visto che oggi rivediamo quel tipo di odio, studiare questa storia da un punto di vista morale, cioè quale lezione ha tratto da
Da quella barbarie.
Ho più domande su questo che risposte o più certezze su questa materia, paradossalmente, quando ho cominciato questa ricerca, e così né con gli strumenti come la conduco, pur essendo una ricerca musicale, attiene soprattutto alla musica lo condotta da ebreo, quindi per me era un imperativo.
Non è un optional alla memoria per me, 613 meets Bot, che devono impastare i precetti che devono impastare la tua vita, ti insegnano che non soltanto la memoria prioritaria, la memoria di tutti, aprirlo d'Italia, ho ragionato ad ebreo perché in questa ricerca sono entrate le musiche di tutti ebrei e non abbiamo visto italiani bandi di prigionieri statunitensi, prigionieri politici rom, tutta la e tutti gli ebrei ma anche i sufi i quaccheri tutti coloro che anche un solo giorno,
Dal 19, cioè da quando hanno aperto i primi campi di concentramento Lienen sulle isole Solovki al 54 55 56 morte distali e destalinizzazione, ma non si usciva il giorno dopo tutti quelli che hanno potuto maturare un solo giorno di perdita parziale o totale dei diritti questi sono italiani in India, in Himalaya questi rientrano nella mia ricerca, questo è un modo di fare molto ebraico, e invece oggi alla tua domanda sull'antisemitismo posso rispondere solo da musicista qui siamo a Vestre Borja
Forse sto cercando da solo di dare da armi e dare una risposta all'ebraismo. Si dicono i nostri maestri, costruisce cattedrali nel tempo, sto provando a creare una cattedrale anche nello spazio, cioè vorrei poter dare una casa, ci stiamo riuscendo a Barletta, in questi giorni si è risolto una storia decennale, avremo finalmente la Cittadella della musica concentrazionaria. Ecco, vorrei dare la casa di questa musica che altro non voleva essere che suonata questa gente, quando stava nei campi qui sono tutti vestiti in abiti civile, a destra, Borc, finirono tutti la Cassazione quando questa gente scrisse questa musica non voleva creare la musica concentrazionaria, voleva semplicemente creare un testamento musicale nelle contingenze storiche che Ilka, il lager, il campo, il ghetto, il gol che gli offriva perché questa musica venisse suonata giudicata non perché a musica dei lager buona bella capolavori, noi dobbiamo cercare di restituire le coordinate musicali e musicologiche a quel
Tra letteratura, e lo possiamo fare solamente se riprendiamo la memoria, no da Auschwitz in poi, ma ricaviamo tutta la musica, la vita che c'è stata in questi campi, abbiamo perso la vita fisica di chi l'ha scritta per la maggior parte rimane la vita dell'intelletto per fare questa ricerca devi credere in più vite, cioè devi credere che un uomo ha più filamenti profili di vita, la vita della musica sopravvive, quella fisica è andata persa e grazie a questo che possiamo lavorare perché non possiamo cambiare il passato?
Ma lo possiamo guarire, ecco questa letteratura può essere un grande.
Un medicamento ha un effetto enorme, prima d'essere musicale storico musicologico, ha un grande effetto taumaturgico, grazie grazie al maestro Toro.
Ringraziamo il master Lotoro, diamo il benvenuto a Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai.
Lo intervista a Salvatore Merlo, vicedirettore del Foglio.
Eccoci buonasera, di nuovo siamo con Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, dottor Rossi stamattina intervistato da Maurizio Crippa, Aldo Grasso.
Che non è solo il critico del Corriere della Sera, per me è il critico d'Italia, ha fatto una battuta densa, se si vuol dire così, cioè Crippa gli chiedeva.
Ma esiste Tele Meloni e lui ha risposto no, non esiste anche perché non sarebbero capaci di farla sottintendendo che c'è poca capacità forse nella nella Rai io adesso le sottopongo questa battuta e lei la interpreti come vuole e ci mi aspetto una risposta.
Ma innanzitutto buonasera a tutti, grazie dell'invito, vengo sempre con grande.
Piacere agli appuntamenti del Foglio e le interviste di Salvatore che, come al solito.
Preparano dei?
Delle domande un po'inquiete.
Allora, innanzitutto il tema principale Tele Meloni esiste, questo è il grande dibattito della televisione italiana, oggi Tele Meloni non esiste, è un lo dicemmo qualche tempo fa, è una grande operazione di marketing, in realtà alla Rai oggi si mantiene come uno dei più importanti broadcaster pubblici in Europa, uno straordinario, una straordinaria hub industriali in grado di tenere in vita l'intero indotto dell'audiovisivo italiano, la Rai non è la polemica giornalistica, non è
Il gusto estetico di qualche critico, la Rai è un'industria complessa, articolata.
Che fa informazione, che fa divulgazione culturale, che fa intrattenimento che tiene in piedi il cinema e la fiction italiana. Se non ci fosse la Rai, c'è il servizio pubblico, l'intera industria del nostro immaginario non esisterebbe, saremo invasi solo ed esclusivamente da prodotti americani dei grandi player globali. Quindi diciamo che l'analisi, la riflessione che andrebbe fatto sulla Rai travalica un po'le battute dei critici e per quanto importanti e i gusti estetici dei singoli, e dovrebbe inserirsi all'interno di uno scenario complesso, cioè qual è la funzione di un servizio pubblico in Italia e in Europa, in una società moderna in cui le democrazie sì, sembrano risolversi, in cui le identità sono frantumate e molto divise, in cui i broadcaster tradizionali, che un giorno un tempo erano i mediatori del messaggio, oggi non esistono più o comunque stanno entrando in crisi, perché quella modalità broadcasting di trasmettere i messaggi sta esaurendo. Sì,
E quindi il ruolo del servizio pubblico è un ruolo molto più complicato di quanto possa dare fatto no su una battuta poi si può, può piacere o meno l'ha detto che la Rai è più complicata di quello che si aspettava.
Né io né il recesso dal da vent'anni, quindi conosco la complessità di quell'azienda diciamo che cerco di trasmettere al mondo esterno, che semplifica molto la Rai, la complessità di un'azienda che è un patrimonio nazionale.
Perché poi questa è l'azienda che che consente di investire ancora 1 miliardo di euro in pochi anni nei diritti sportivi e garantire la visibilità Afridi dei grandi eventi sportivi è l'azienda che crea professionalità e l'azienda che ancora oggi assume giornalisti, mentre in tutta Italia i giornalisti o vengono licenziati o vengono sottopagati di nascosto come spesso avviene da altri editori e un'azienda che ovviamente fa fatica perché il mercato è molto crudele, molto violento. Il mercato dentro il quale noi stiamo perché l'innovazione tecnologica, a partire dall'intelligenza artificiale, sta pro producendo delle accelerazioni che entrano nei meccanismi produttivi e anche di organizzazione del lavoro e della creatività.
E però è un'azienda che, secondo me, andrebbe tutelata un po'più in profondità rispetto alle battute Giovanni Minoli, in un'intervista che gli ho fatto recentemente sul Foglio suggeriva manca poco alla fine del, diciamo del di questa amministrazione un anno circa no.
Forse si potrebbe dare un grandissimo segnale di movimento, di idee, eccetera, facendo creando trasformando RAI due in una rete all news, cioè lui un pochino, sosteneva che avete fatto poco probabilmente e lanciava questa idea, è una cosa possibile.
Ma allora io, perché si parla molto, lo dico al pubblico che poi forse non segue nel dettaglio le faccende della Rai, comunque, se sono almeno 15 anni che si parla di una di di condensare tutti i telegiornali, di farli diventare un'unica testata non solo per risparmiare ma per fare un servizio migliore, ora qui non voglio elencare il numero dei giornalisti e delle testate eccetera non si tratta solo di efficienza, ma anche di qualità.
Allora proviamo a fare un ragionamento, io devo dirti, Salvatore, ascolto sempre con grande attenzione i i grandi maestri della tv come Giovanni Minoli, come Carlo Freccero, anche perché con loro ho lavorato ho conosciuto quella Rally.
E un un come dire, un rispetto che è veramente sincero, perché alcuni di loro hanno fatto la storia della televisione.
Però noi non possiamo non tener conto che la televisione è cambiata tantissimo e la Rai è cambiato tantissimo e non dobbiamo correre il rischio di applicare i modelli anni 90 inizi 2000, per esempio al segmento dell'informazione e che non hanno più attinenza con la realtà.
La Rai, che era di Giovanni Minoli di Carlo Freccero, era una Rai innanzitutto molto più ricca di questa, perché poi noi ci dimentichiamo di dire che la Rai agisce all'interno di un mercato competitivo, il dancefloor, casse il pubblico con tra i grandi broadcaster, pubblici BBC France Télévisions ZF, con finanziamento pubblico più basso minore, con i limiti pubblicitari per la raccolta pubblicitaria sul mercato più alti, con delle dei meccanismi normativi che hanno trasformato la Rai in un'azienda pubblica, con tutti i vincoli che questo comporta oggi, se noi dobbiamo applicare un processo di innovazione tecnologica, dobbiamo fare una gara pubblica europea. Netflix compra tecnologie e i competitor che oggi la Rai contro cui la Rai combatte non erano quelli di vent'anni fa, che c'era Mediaset, sostanzialmente Sky. Oggi la Rai deve competere con Netflix Amazon Disney Plus, con Mediaset, con la 7 con discovery, cioè
In una pluralità di ambienti che vanno dal digitale allineare, quindi è chiaro che queste sollecitazioni, che molto spesso persone di di assoluta qualità, come Giovanni Minoli pongono, vanno lette con gli occhi di chi oggi è costretto a lavorare su un mercato che è diverso allora la Rai è un canale all-news già ce l'ha si chiama Rai News 24 ed è un canale lineare così come a un portale pure l'informazione libera che è rainews punto it che sta facendo in quest'ultimo anno e mezzo delle crescite pazzesche di
Di pubblico
Il problema qual è che oggi l'informazione e il consumo dell'informazione avviene sempre meno sulla dimensione lineare c'è quella del palinsesto, perché il consumo dell'informazione, soprattutto nei target più giovani, avviene attraverso i processi di disintermediazione della rete attraverso i social, attraverso tutti i processi di anche di,
Eh, come dire, auto informazione?
E quindi è probabile che prendere RAI due canali lineari e generalista trasformarla in un canale di sola informazione probabilmente soddisfa qualche criterio, come dire di estetica politica.
Ma alla fine è difficile che possa andare a intercettare un target, è un pubblico adeguato, ha risposto e una domanda.
Velocissimo Minoli potrebbe fare il presidente della Rai,
Ma no, non lo nomino io, quindi la sua opinione bassi, penso che Giovanni sia una una figura che che chi può farlo potrebbe farlo so so che insomma halal è uno dei suoi grandi sogni, penso che avrebbe delle delle idee, insomma la adeguato ecco, dottor Rossi le volevo chiedere ancora scusa, la domanda era relativa a questo o la prossimo al prossimo cda.
Ah, se posso fare un'altra domanda, perché questo cda sta finendo, poi probabilmente si fa una riforma.
E questa riforma poi, comporta che cambia tutto e allora le chiedo a lei, ma lei sarà riconfermato amministratore delegato o andrà a fare qualcos'altro e soprattutto si è scocciato un po'della Rai, perché siete qualsiasi cosa fate riattaccano se fatte bene, se fate male, non importa e poi è vero che lei la conosce l'azienda.
Però io l'ho vista un po'logorata, a volte la conosco.
Allora l'ordine delle domande, primo, se faccio se con questo non lo so, adesso vediamo cosa succederà se innanzitutto si riesce a fare questa nuova legge, questa nuova norma, mi piacerebbe restare alla Rai.
Ma allora è difficile, perché molto spesso si parla della Rai senza conoscerla, allora io credo che sia un'azienda straordinaria, perché ancora oggi, in un'Italia in cui i processi di organizzazione del della conoscenza sono ormai molto dispersi, la Rai continua ad essere uno degli spazi di costruzione dell'immaginario più importante e lavorare all'interno alla Rai significa intercettare tutto, intercettare le polemiche giornalistiche, le polemiche politiche, ma significa riuscire a creare i programmi di cultura altissimi, significa poter lavorare nel segmento del cinema della fiction che noi poi esportiamo in tutto il mondo significa fare
Il più grande show televisivo in Europa che si chiama Festival di Sanremo, significa intercettare un'azienda che ha una capacità tecnologica e produttiva che pochi hanno in Europa, perché lo dico una cosa come il Festival di Sanremo probabilmente la BBC non sarebbe in grado di organizzare uno show che dura quattro giorni e in un luogo straordinariamente legato alla nostra memoria la nostra identità che è il teatro Ariston di Sanremo ma oggettivamente un teatro.
Un po'arcaico, nonostante sia così importante da un punto di vista simbolico, e farlo diventare il più grande show televisivo in Europa, quindi è un'azienda su cui in cui tutti vorrebbero lavorare, anche Giampaolo Rossi, certo.
Oh beh, questa era una risposta, allora vorrebbe restare se fosse possibile, se c'è di meglio guerra lo chiudiamo.
Enrico Mentana, sostanzialmente ha detto che la Rai ha chiuso RAI tre e che RAI tre si è trasferita, non che si siano trasferiti gli uomini di RAI tre, ma nel senso che ha all'interno del panorama pubblico, televisivo, editoriale, eccetera si è trasferita cioè la 7 e la vecchia RAI tre ora questa è una sconfitta.
Per il servizio pubblico o lei la rivendica come una vittoria?
Allora?
L'osservazione che ha fatto il direttore Mentana è un'osservazione secondo me molto lecita, cioè lui ha ha descritto sostanzialmente il passaggio da una sorta di teorica RAI tre ha una teorica, la 7, come un passaggio di visione culturale.
Oggettivamente oggi la 7 è una rete che è cresciuta tantissimo negli ultimi anni con un fortissimo e molto abile e posizionamento anche di di di televisivo di marketing televisivo a un Fo, una forte, un forte taglio culturale, diciamo così.
È il ragionamento che ha fatto Mentana, penso di averlo interpretato così un tempo, questo ruolo, lo copriva RAI tre, adesso RAI tre è diventata un'altra cosa, e quindi quel pubblico che ha una forte caratterizzazione, potremmo dire ideologico culturale, si è trasferito su la 7 questo io lo rivendico come a ministro delegato darei come un grande successo mio.
Perché perché la rete degli ultimi 15 anni era un'anomalia del servizio pubblico, al di là del valore di molti prodotti, al di là del valore professionale di molte delle persone che ci lavoravano, ma era quella che voi giornalisti chiamavate Telekabul, una televisione, una, un canale diverso rispetto alla rete di Guglielmi che doveva raccontare il sociale dalla dal grande canale del sociale si era da suonare un po'nel grande canale dell'ideologia io credo che oggi il lavoro che è stato fatto anche grazie all'organizzazione per generi che ha cambiato il volto della Rai
è stato quello di consentire che RAI tre diventasse un canale del servizio pubblico, cioè plurale nei racconti oggi RAI tre è una rete dove puoi può esserci Sigfrido, Ranucci e Massimo Giletti,
Salvo Sottile e Gomez.
Roberto, in ciò che Marco d'Alema da Milano, cioè è un racconto che nel nel nella parte dell'approfondimento giornalistico si amplia maggiormente rispetto al passato e questo, secondo me, è la funzione del servizio pubblico era un'anomalia arresto, una una rete appaltata a un blocco ideologico e culturale ma finanziata con servizio.
Di pubblici quello non era corretto, ecco, lei ha citato Ranucci e allora ci arrendiamo e in un suo recente intervento pubblico lei ha detto una cosa adesso la riassumo e poi mi correggerà se lo dico male, ma sostanzialmente che l'inchiesta, il giornalismo d'inchiesta a Teorema,
Lecce, fatta sulla base di un pregiudizio, cioè l'idea di voler dimostrare una tesi precostituita, andando poi a cucire tra di loro.
Le fonti, le informazioni, eccetera e
Cancerogeno per la democrazia, tutti hanno pensato che lei si riferisse e anch'io a Ranucci.
Lei si riferiva Ranucci, no, io mi riferivo al giornalismo d'inchiesta in genere, perché poi però voi giornalisti dovreste come dire, insegnare a me che io io sono di formazione storica, quindi per me il valore del recupero della fonte è fondamentale per poter condurre delle con condizioni delle delle conclusioni, allora io quel quel ragionamento che ripeto adesso qui brevemente l'ho fatto in un contesto molto specifico, era un convegno che la Rai organizzava col leader che un consorzio fatto da diversi soggetti pubblici e privati per combattere le fake news la Rai fa insieme al Lied mo in questo convegno,
Presidente Lidman, Gianni Riotta, quindi voglio dire uno dei grandi maestri del giornalismo televisivo, e non solo televisivo italiano, fa una campagna continua e costante che ha tra l'altro un successo enorme su tutti i mezzi di comunicazione della Rai, da piattaforme ai canali contro delle pillole contro le fake news in cui spieghiamo le dinamiche che portano alla cattiva informazione e alla manipolazione dell'informazione c'era un pubblico di giornalisti, quasi tutti i giornalisti Rai, molti giornalisti dei programmi televisivi della Rai,
Il mio ragionamento era un altro e, ed è un ragionamento che spesso e volentieri con suoi colleghi io faccio perché credo che noi dobbiamo, come dire, accendere un po'degli alert sulla situazione del giornalismo, non solo in Italia, ma in Europa complessivo,
Noi stiamo attraversando un processo di una fase di delegittimazione del giornalismo, come noi abbiamo inteso come spazio di mediazione tra il fatto e il racconto del fatto che è dettato da diversi fattori, in primis la disintermediazione tecnologica, il fatto che oggi buona parte noi viviamo in un mondo che invaso di informazione e non abbiamo quasi più gli strumenti per comprendere veramente se la fonte di quell'informazione è vera o falsa e oggi con l'arrivo dell'intelligenza artificiale e questo processo accrescerà notevolmente,
Ed è paradossale che in una fase come questa di disintermediazione tecnologica e il giornalismo, invece di acquisire maggiore centralità come luogo come spazio di mediazione, sembra ritirarsi pauroso rispetto a questi processi che sono fortemente disintegrati rispetto al giornalismo tradizionale, le democrazie per le democrazie, il giornalismo è un elemento fondamentale di vita, di dibattito, di generazione dell'opinione pubblica, di consenso anche dottore perché tutti hanno pensato che si riferiva a Ranucci e questo lo deve chiedere a chi ha chi io credo, io credo,
Allora io penso che il tema vero sia il giornalismo d'inchiesta e il giornalismo d'inchiesta è un elemento fondamentale e penso che tutti devono stare molto attenti al fatto che non diventi un giornalismo di teorema, lo abbiamo visto anche in questi ultimi giorni, no, ci sono due casi eclatanti di,
Raccontati dalla cronaca di, diciamo di inchieste che non sono, non si sono dimostrati molto vere il caso Minetti caso Minetti, ma anche il processo dell'Utri Berlusconi, su cui noi abbiamo attraversato trent'anni della nostra storia, costruendo un un immaginario che era alla fine falsificato rispetto alla realtà poi processuale.
E che ha condizionato enormemente, ha creato dei danni, ma non solo, alle alle persone direttamente interessati, ma per esempio all'immagine di questo Paese noi abbiamo avuto un presidente del Consiglio eletto dai cittadini che andava a rappresentare l'Italia il mondo avendo dietro le spalle l'accusa potenziale di essere mandante delle stragi mafiose che danno ha prodotto questo per la nostra democrazia e non è un problema di schieramento, un danno enorme, e allora qui la responsabilità di chi fa informazione è centrale e io credo che sia importante fare gli Stati generali del giornalismo in Italia perché sarebbe molto importante che chi fa giornalismo con grande serietà inizia a confrontarsi sul rischio che il giornalismo spettacolarizzato si trasformi
Vigile della democrazia, ma un elemento distruttivo della democrazia, adesso l'ultima cosa dottore.
Ci dia notizie quindi torna Amadeus in Rai.
Lo vengo a sapere da te, da lei, però non vi non mi risulta, no, non non torna, no Amadeus, non torna nel senso che Amadeus e.
è una persona a cui io sono molto legato, è persona che stimo, ha fatto una scelta molto chiara e netta.
È ormai due anni fa di andarsene dalla Rai,
Per approdare ad altri altre altri lidi, la Rai ha straordinari talent, noi abbiamo coperto il Festival di Sanremo con uno dei più grandi professionisti della televisione italiana, che Carlo Conti e abbiamo portato a Sanremo, ai più grandi record storici della televisione italiana, Affari tuoi, abbiamo investito e anche il prossimo Sanremo, nella figura di Stefano De Martino, che una delle grandi rivelazioni del Qe della televisione futura, anche perché, Stefano De Martino non è un conduttore, è un i co. La differenza tra un conduttore, uno showman, è molto netta, il conduttore e ha bisogno di un format. Lo showman spesso e volentieri è lui stesso il format. Credo che Stefano De Martino sarà una delle grandi risorse artistiche delle del futuro, quindi la Rai, sostanzialmente a ampio spazio di manovra, su quelli che sono i sociale e il Teatro delle Vittorie, si vende. Il Teatro Vittoria rimane all'interno del pacchetto di vendita degli immobili della Rai, di quello che è il più importante piano immobiliare che la Rai ha messo in piedi nella sua storia, che noi stiamo realizzando perché Fiorello si è battuto ko per l'Ave per
E dire la vendita del Teatro delle Vittorie, però a me risulta che poi lui i suoi programmi, non ce li abbia voluti, fare, gli si era fatto solo uno, cioè lui stesso sembrava, quasi nel nel nel suo agire legittimo da intrattenitore da grande showman capire che quel posto forse non era adatto non è dal punto di vista proprio della logistica. C'è una contraddizione in quel nel comportamento di Fiorello, ma probabilmente sì, però fa parte anche di un richiamo, come dire, romantico a un'idea di televisione che non c'è più il Teatro Vittoria e un pezzo di storia della televisione italiana, perché lì comunque, sono stati fatti alcuni dei programmi più importanti
è nato la mobilitazione nata da un appello legittimo di uno dei delle persone a cui noi della Rai vogliamo più bene che Renzo Arbore.
Un appello legittimo al mantenimento del Teatro delle Vittorie il territorio, e può essere utilizzato molto meglio di quanto oggi lo utilizzi la Rai perché lo dico è un teatro degli anni 40, un teatro che nasce per le, per le, per la rivista,
Fu acquistato dalla Rai negli anni 60, sta dentro un condominio, la Rai lo trasformò in uno studio televisivo, ma non ha assolutamente nessun tipo di condizione per poter essere utilizzato dalla tradizione contemporanea. La Rai, sotto la sua amministrazione, è tornata inattivo, però l'Ice critica che, se l'è che le viene mossa, è che voi siete tornati inattivo tagliando e poi immaginando un piano di dismissioni, e allora la domanda è questa grande azienda che per certi versi è elefantiaca, perché lo è per il numero di dipendenti. Questa è una mia opinione, ma io credo che sia oggettivo. 11.000 dipendenti, 2.500 giornalisti, va bene, voglio dire
è meglio che torni inattivo, tagliando è meglio che torni inattivo col prodotto e il prodotto che voi fate è in grado di riportarvi nativo o l'unico modo per cavarsela è tagliare vendere. C'era un nobile a Catania, mi ricordo che era il barone Geraci che possedeva mezza città e non lavorava e si diceva a Catania, vende per mangiare la Rai ma deve vendere per campare. Allora è una visione un po'come dire, distorta della allora. Innanzitutto il, il numero di di di personale che alla Rai è perfettamente in linea con quello dei grandi broadcaster in Europa, perché perché molto spesso ci si dimentica che la Rai, oltre a essere un grande broadcaster, è vincolato da un contratto di servizio a gestire obbligatoriamente attività che nessun struttura commerciale gestirebbe, faccio un esempio. Pochi sanno che la Rai, per convenzioni, anche con il ministero degli Esteri, produce programmi nelle lingue minoritarie che sono riconosciute dal governo italiano. Noi produciamo contenuti in lingua ladina slovena
In friulano perché il friulano e considerato una lingua non un dialetto adesso, anche in Ardèche recentemente, nella nuova convenzione. Faccio questo esempio per dire che il Colle, il servizio pubblico, serve per fare cose che nessuno, nel resto d'Italia, farebbe nessun soggetto commerciale, perché non ha nessun ritorno di tipo commerciale. Anche l'investimento nei diritti sportivi, che la Rai fa con milioni e milioni ogni anno, servono a alimentare la visione in chiaro di sport che nessun broadcaster commerciale prenderebbe le Olimpiadi se non le trasmettesse la Rai. Nessun broadcaster commerciale, perché lo sforzo produttivo per trasmetterle e il non ritorno rispetto ai costi dei diritti della pubblicità non porterebbero nessun vantaggio a un plot Cussler commerciale. Questo lo dico perché perché a volte si dà un'immagine di questa azienda come una sorta di moloch immobile, ma in realtà è un'azienda che produce contenuti e servizi, che sono contenuti e servizi unici in Italia. Dopodiché noi abbiamo
Portato il bilancio in attivo, non tagliando, lo abbiamo fatto attraverso un processo di riorganizzazione innanzitutto della produzione, ma anche dei modelli di organizzazione lavorativa all'interno dell'azienda non abbiamo toccato il perimetro lavorativo dell'azienda, ma abbiamo operato su dei meccanismi di incentivazione all'esodo e di acquisizione di forza lavoro più giovane che ovviamente ha un costo più basso per esempio, lo stesso piano immobiliare non è un piano di dismissione. Non è vero che se noi siamo Svend svendendo immobili,
Noi stiamo investendo su strutture immobiliari adeguate e future, che consentiranno ai lavoratori della Rai di lavorare, non in spazi anacronistici del del secolo scorso, ma in strutture tecnologicamente avanzate e operative. Questo significa dover rinunciare a dei cespiti, che oggi sono un costo puro, e invece investire in in in luoghi, in spazi che sono come uno di questi posti. È proprio qua dietro ed è Palazzo Labia Palazzo Labia sarà tra i palazzi che vengono messi in vendita, dove c'è già, perché questo è un palazzo vincolato un diritto di prelazione del Mic, dove il ministero ha già mostrato grande interesse per trasformarlo in un supporto museale. Ma questo fa parte della necessità di valorizzare dei luoghi che un'azienda che deve occuparsi di altro, non perché l'azienda, la Rai non è un museo, non può gestire musei, deve gestire prodotti di tipo industriale, però questo è un lavoro molto attento e molto intenso. Il piano industriale piano immobiliare sono erano attesi da decenni in Rai, nessuno ha avuto il coraggio di farlo svuotare il palazzo di viale Mazzini e iniziare i lavori di ristrutturazione del famoso palazzo del cavallo della Rai.
Che tutti sanno essere pieno di amianto e che nessuno ha avuto il coraggio in vent'anni di fare e che oggi qualcuno ha avuto il coraggio di fare spostando, anche chiedendo sacrifici ai lavoratori di spostarsi in uno spazio altrettanto bello come severo, credo che sia l'immagine di un'azienda che si sta muovendo verso il futuro. Parlavamo del Teatro delle vittorie fra circa un mese e mezzo noi inaugureremo a Saxa Rubra due nuovi studi televisivi di 2000 metri quadrati super tecnologici la Rai non costruiva ex novo studi televisivi dagli anni 90
Lo stiamo facendo, noi, non è un'azienda che si sta ritirando Enos, un'azienda che si sta trasformando secondo quello che è l'impegno preso col contratto di servizio e questo forse dovrebbe essere letto della Rai più che le polemiche estetiche, grazie, grazie, dottore, ci siamo pessimi molto più tempo, ma era interessante ascoltarla grazie.
Grazie a Giampaolo Rossi diamo il benvenuto a Luca, Guadagnino l'ultimo ospite della giornata intervistato da Michele Masneri,
Grazie buonasera, ultimi ma non ultimi, grazie Luca, nonostante i suoi numerosi impegni.
Di regista di architetto, di tutte le cose che fa e che poi magari ci racconterà, e coi Venezia tu l'anno scorso, hai portato il tuo ultimo film After, da Ant, una storia su sull'Accademia americana, su sulla cancel calcio, eccetera.
Ma il prossimo film in realtà c'entra molto con quello che era un film sulle contraddizioni dei liberals diciamo se molto bello gliel'ho visto due volte con Giulia Roberts.
E tu riesci sempre a a centrare l'attualità con i tuoi film, nonostante ne fai così tanti anche che tu fai un sacco di cose, però questo qua, il prossimo che farai è su intelligenza, artificiale, artificial, cioè poi non so quante cose possiamo dire se possiamo dire se ci se vi verrà Jeff Bezos a punirci o Elon Musk, però, per chi non lo sapesse è un film sulla grande saga di questi anni, cioè su se Moltmann, il fondatore di OpenAI, ChatGPT, cioè quello che usiamo tutti i giorni, cioè chi chi lo usa e chi mente, diciamo,
Quindi dicci qualcosa sotto vetro, così io sì è scritto il pezzo di oggi, con tutto io non faccio più niente, vengo solo a Venezia a fare le interviste scritte da ChatGPT, ma credo che lo usiamo tutti, chi chi ChatGPT, chi Claude tu piuttosto dici qualcosa su questo film,
è uscito qualcosa, sarà Andrew Garfield, come protagonista, ho letto che era già in in After da Ant.
è un effettua una coincidenza, perché quando?
Le cose ti arrivano piano piano quasi in dissolvenza, dire ho cominciato a sentire, stanno messa ma Altman e il suo modo di apparire mi sembrava così inafferrabile ed eccentrico però sempre più virale, il suo nome e la sua figura, questa, I questo immaginario di ragazzi nerd in quel posto che San Francisco e la Silicon Valley che era il luogo della controcultura e poi della promessa di un futuro migliore è competente disattesa dalla città stessa.
Ho cominciato a leggere, come credo tutti noi, di queste di questi tic, dell'evoluzione di questo OpenAI e di come appunto Altman dice, è diventato sempre più centrale.
E poi arriva questa notizia, quasi come un fulmine a ciel sereno che lui è stato licenziato dalla sua stessa creatura e poi reintegrato due giorni dopo, quindi, quando un anno dopo, mi hanno mandato un copione che, appunto, Artificial Kepa vedeva tutti questi eventi dal di dentro mi era sembrato proprio una un come un momento molto,
Ad abbracciare subito perché ero avevo un interesse che magari non avevo pensato sarebbe potuto arrivare a farne un film.
L'occasione è arrivata, per poterle fare un film più che sull'intelligenza artificiale artificiale è un film sulle persone che.
Credono nell'intelligenza artificiale generale o credono nella credulità di chi poi compra i servizi della egia e cioè la Artificial general all'intelligenza?
Quindi è un film molto, diciamo, a livello delle persone.
Ma è secondo me per parlare di questo bisogna sempre scendere a livello delle persone e per documentarsi li ha incontrati questi personaggi perché immagino ci sarà anche Elon Musk, perché la storia di di di ChatGPT è una è una grande Roma nel grande romanzo di questi anni cioè per chi non lo sa, insomma siamo Altman fonda, questa cosa poi viene estromesso dai suoi consiglieri, poi c'è Elon Musk litigano e adesso non lo so, perché cambia tutti i giorni, poi si sono fatti causa tra di loro, adesso si quoterà, hanno con la più grande quotazione della storia di Wall Street
E quindi chi lo fa Elon Musk lo fa quell'attore che si chiama a Iqbal Reynolds che un grande comico americano, che fa fa lo stesso studio la serie tv Brüggen.
Abbiamo incontrato un sacco di di di persone che conoscono molto bene la materia, ho parlato a lungo anche con la giornalista care o che ha scritto, Empire avviai, non ho incontrato nessuno dei protagonisti della vicenda e spero di non incontrarlo stima e se non hai un po'paura perché poi il film è prodotto non so se è sempre a Amazon MGM come gli ultimi che hai fatto quindi.
Bezos.
Il grande guarda guarda marziano guardare a come ti pare, ma la libertà e il controllo che io ho avuto e ho del mio lavoro con Amazon è totale e una volta era una cena di queste della moda e c'era Bezos la A e non io non l'ho salutato e lui non sapeva chi fosse per intende Breda e non penso non lo sapeva aveva occhi sono sempre molto ma secondo me non sapeva perché avrà chiesto a ChatGPT, però non c'era
Ma per fortuna e come ne esce se molti manda questo film.
Come un uomo molto ambizioso.
Mi in positivo o in negativo e non lo so io amo l'ambizione delle persone, poi però bisogna vedere se era bisognerebbe riposta, diciamo.
Senti, e questo è uno dei film, diciamo del filone.
Americana, perché te questa capacità che pochi registi italiani hanno e hanno avuto anche di fare dei film, cioè se uno prende i tuoi film son dei film Papà americani, tipo Challengers, quello con Zendaya e poi ci sono dei film molti italiani come direbbero Boris,
Io sono l'amore e altri come riesci a a ad avere questa capacità mimetica, perché anche Bertolucci faceva dei film in America, magari però erano i film europei, secondo me tu invece se uno guarda Challengers guarda After Dante non capisci sta un autore.
Europeo o americano, come fai a essere presente anche il mio unico film italiano forse proprio io sono l'amore.
Non lo so, io sono cresciuto in Etiopia, vengo da una famiglia di.
Mixte, mia madre algerina o una formazione un po'apolide e poi il territorio nel quale mi sono sentito di appartenere. Quando ero ragazzino, mi fermavo ora non più era proprio il cinema, è ovvio, ma evidentemente il cinema americano ha un impatto sugli immaginari potentissimo. Lo ebbe su di me e quindi per me il punto era riuscire a fare film come i miei eroi facevano i film, con la possibilità della messa in scena che ti garantisce Tper. Ti permette un certo tipo di processo industriale con un certo tipo di attori che poi gli attori sono il moltissimo di un film
E quindi è importante lo dico una cosa molto impopolare, lavorare con attori molto bravi e non è così facile trovare attori molto bravi fuori dal dal mondo anglosassone o da certi posti delle stremati, e direi il resto è un po'così, ma tu come regista sei più diciamo modello Visconti cioè che li maltrattava e poi,
Severo oppure 6 più Fellini, cioè che li vezzeggia aveva con i nomignoli.
Nell'uno e nell'altro sono pratico, poi faccio un ciak e quindi voglio tornare a casa presto.
Questa sera esatta, ma però son venuto grazie dell'invito diverse volte ed è, e sono più cialtroni, il male, quelli del cinema romano, quelli di Hollywood che tu odi lavorare a Roma.
Questa domanda cattiva, la parola cialtroni, l'ha aiutata tu e io non la sto usando me, l'ha detta ChatGPT, posso dire che la differenza tra il cinema diciamo romano e il cinema hollywoodiano e nella scala e quindi nell'esperienza e quindi nella precisione.
Senti e ma e questa memoria di chi non lo dico va be'lo, dico io mi prendo questa responsabilità, ma questa America dicevi prima di perché l'anno scorso, quando si è venuto qui e mi ricordo che eravamo c'era questa protesta Hollywood su sull'AI cominciava la protestano, dicevano a Silicon Valley si sta comprando Hollywood e poi essere comprata perché ogni giorno adesso c'è ora io amo Bertolucci e chi mi conosce il mio lavoro lo sa, eppure Bernardo che era
Mi ricordo che Bertolucci una volta in una occasione privata era una cena, io ero presente, ma ero molto giovane e stavo dietro le quinte perché cucinavo fece un anno un'annotazione su due film di Steven Spielberg, dicendo così cinico che lui ha fatto Jurassic Park per fortuna si è redento con scendere Herz list io penso che Jurassic selfie il migliore dei due chiaramente ed era un film,
Vertiginoso della capacità di guardare al, all'immagine e all'immaginario attraverso la tecnologia e di piegarla questa realtà e quindi, da un certo punto di vista, no, no, io no, non posso pensare che un sistema tecnologico di per sé rappresenti un male da combattere prima perché è una è una fatica proprio una battaglia senza senza senza successo perché chiaramente tutto avanza e possiamo anche rimanere.
Anchilosate nelle nostre certezze, ma poi quello va avanti e poi perché dipende da come lo fai e Bernardo, che fece Little Buddha, che è un film che ancora oggi non riesco a comprendere, avendo un assenso di superiorità culturale novecentesca rispetto alla tecnologia ma dovendo usare gli effetti digitali in quel film per raccontare il Nirvana, quello che voleva raccontare aveva usato gli effetti speciali digitali in una maniera così povera povera intendo dire di immaginario che ha fatto un torto gigante a se stesso se lui avesse avuto rapporto. Un rapporto meno snob rispetto al concetto di Sigi ai no computer generated iMac
Forse avrebbe potuto applicare al suo magistero sublime anche a quello come infatti Spielberg, che non è uno snob, ha sempre fatto e quindi l'intelligenza artificiale.
è chiaro che fa schifo quello che stiamo vedendo adesso, dal punto di vista il mio della mia professione son cose orrende, però secondo me è piano piano, in realtà ci arriverà a almeno o quantomeno a servire allo scopo di di raccontare una storia o di o di fare un Jauch no, un gioco visivo comunque i gattini, i sigilli I e iPhone stupendi.
La dotto Cit, poi ho chiesto a lei a e di tradurre me e il mio compagno in due cani e ha fatto un cane con un pelo nero e qua è chiaro per me perché son calvo, era molto, simpatico, bello l'ho, purtroppo non abbiamo l'embargo sennò me la manda la mando.
Ma tra l'altro, la prossima intervista che pubblicate, se me la concedete, mettiamo quella con Luca Guadagnino.
L'altro Cct Spielberg tra l'altro che tra pochi giorni uscirà con un film, con un nuovo film su sugli extraterrestri, disclosure dei a quello fa parte dell'economia, della nostalgia, che è uno dei temi fondamentali degli ultimi vent'anni, no, tutto l'immaginario è costruito, anche la politica è sulla questione della nostalgia e quindi sul come dire muovere dentro di noi le viscere di ciò che pensiamo, che abbiamo perduto e lo ritroviamo, mi ricordo quando facevo Challengers andai a vedere in un teatro o un cinema pienissima era una quota enorme, 2000 persone Top, Gun Maverick,
Che era veramente un film bruttissimo, però contemporaneamente a un film che riproduceva con questa diciamo l'ideologia di oggi, ma con le forme di allora il film mitico di Tony Scott con Tom Cruise, la gente urlava tirava, i popcorn plaudiva erano felicissimi, perché proprio l'economia della nostalgia è ciò che in questo momento sembra essere l'unica merce che si riesce a dominare da parte di tutti i tipi di mercato, vedi la politica, nonché adesso e non qua non posso dire le cose che pensano. Insomma, vorrei fare un film sulla politica italiana e la nostalgia il giorno volevo fare un film su, si si farebbe bello. Il problema, ripeto, è un problema di materia prima
E poi venire qui e un po'di festival del foglio veniva fatto documentario sul foglio fa bene.
Sentiva invece Spielberg, se non sbaglio, fece un film su proprio che si chiamava artificial intelligence sta.
È un tuo, è un grandissimo riferivano che Kubrick.
Ah, quello era un film che Stanley Kubrick e desidero fare per vent'anni, c'è Kubrick, era avanti sempre e quando vi invecchio e si sentiva che era alla fine della sua avventura sulla terra Chiesa Spielberg di prenderlo e farlo lui, ma partendo da tutti i materiali di di di di Kubrick, quindi Cub, lui agire è un film strano, quasi di entrambi con entrambe le revisioni e un film bellissimo, c'era una scena nel mio film artificiale in cui il protagonista del film, che non essa, ma Altman è Ilia Sutzkever, che lo scienziato che ha sviluppato la egia, I
E ghiaia, un po'il diciamo il grande totem dei totem, dell'idea che l'Int, cioè quella capacità che ci sostituirà, diciamo esattamente al 9.000 di 2001 Odissea nello spazio e nel film avevamo pensato che Ilya che una figura molto interessante ed è una figura molto eccentrica malinconico che ha che crede che noi siamo letteralmente fatti di matematica e avevo inventato questa scena in cui lui vedeva una scena di e I e si commuoveva e Spielberg che aveva concesso l'uso del suo film preparò la capa dello studio e mi ha detto, ma Luca Marchi,
Fai il tuo film lascia perdere Spintere, quindi abbiamo dovuto tagliare per bella la scena, sono cattivi questi americani no, era ragionevole dai.
Gli americani son cattivi, però si certamente sono cattivi.
Sì, perché come dicevamo prima un po'hanno gettato la maschera anche questi qua, io mi ricordo stavo negli Stati Uniti in California, nel 2016, quando erano tutti buoni questi qua tecnologici Mark Zuckerberg.
Avevano le auto ibride non volevano inquinare, adesso hanno gettato la maschera, sono diventati tutti Trump, piani
Ma non so se sono tra i piani, sicuramente fanno ciò che serve loro.
Te l'aspettavi o applauso applauso.
Ed aspettava, ovviamente ne è inevitabile
Il carro del vincitore è proprio fondamentale, ma poi in realtà loro sono i vincitori.
Cioè loro sono molto più potenti di Trump evidentemente c'è, purtroppo siamo in una eco in un momento in cui il presidente più diritti e meno potente di altre persone.
Non sto parlando dei poteri forti, quello era bellezza, ha parlato proprio di economia e di chi controlla proprio i punti centrali dello sviluppo delle informazioni, dei dei desideri delle persone.
Ecco, ce ne sono diversi i desideri, perché il desiderio a un tema tuo, molto del tuo cinema.
Anche qua la tua anima mediterranea, tra l'Africa Alitalia, la Sicilia, il il Nord Africa e l'America invece più tecnologica, no, lì così, osservandoli e molto moltissimo, è come se sono evirati, però contemporaneamente c'è una poi alla fine tutto torna e quindi l'energia ritorna in maniera molto, molto tesa. È un posto molto teso. Tu ami molto fa Francesca una città stupenda, ma è una città piena di tensioni, Pezzoli. Se
E non è mai pensato di andare a vivere a Hollywood.
No, è impossibile perché io amo il buon cibo, quindi proprio beh, la California però si mangia bene, no, lui lui è convinto che la California è un guadagnino sovranista, colazione, cioè non è che puoi mangiare tutti i giorni cibo giapponese che è molto buono in California no no, no, guarda l'Italia, l'Harry's dicono una cosa populista, l'Italia è il posto più bello della
E però neanche roba Chiomonte i miei film a casa mia, tu lo sai che mi viene a trovare in pigiama e con le ciabatte se stai a Hollywood devi andare in questi posti tremendi Simy che hanno queste CER cellule, dove ti mettono grigie da lavorare per ore e ore, lì invece io sto qua loro dicono sia italiano, lasciamolo là e quindi c'è una distanza protettiva, diciamo sì perché Guadagnino vive in una specie di mention, non riveleremo dove per ora no, è una sciocchezza o una specie di arco tra Arcore e che se dov'è la casa di Celentano è una casa di campagna che se dovessi vivere a Los Angeles sarebbe un monolocale per il tipo di costo della vita di Los Angeles. Però, tornando al tema dei detriti tu a Garlasco sono ricchi, ma ciò delle ville che valgano attrezzi perché tu stai verrà stai dicendo tu hertz è vicina a Garlasco, quindi
Sì, è stato indagato anche tu, come tutti quelli che sono reduce da due giorni a Garlasco e probabilmente mi arriverà un avviso di garanzia perché tutti quelli di Garlasco sono stati indagati, infatti siamo andati in due a fare un reportage per avere un testimone oculare perché hai scelto di stare così in campagna. No, a me piace il Nord Italia, moltissimo l'unico siciliano che era andato che immigrato, quello dove vive, da quando avevo 16 anni un mio miglior amico che era con me up a scuola a Palermo, ma la madre era di Lecco, mi portò a fare il Natale con la sua famiglia a Lecco io arrivai lì ed errori, ma sono rimasto incantato, quindi è un posto che mi attrae moltissimo. Il Nord Italia
Aldo, tu hai anche la grave colpa di aver trasformato Crema in un luogo di turismo internazionale, perché mia mamma a un certo punto insegnava Crema e noi bambini ci facevamo il segno della croce la mattina perché non sapevamo se l'avremmo mai rivista per la nebbia che c'era a Crema invece dopo il film di di lucra colmi Bajor neve arrivano i turisti americani e pensano di andare,
Alle Hawaii una luce pazzesca, ma il costo di una camera di B&B che era a 50 euro, quando noi facciamo il film adesso è tipo 500. Se dopo Venezia hanno preso tutte le immagini del fiume, hanno fatto le magliette e le felpe, le piazze, le cose, allora a un certo punto ho chiamato l'avvocato Enrico scusi, qua bisogna fare qualcosa di importante e questo è merchandise, possono farlo e lui ha detto signor Guadagnino, lasci perdere
Nel frattempo però crema il Pil di Crema è cresciuta, infatti Bezos era indeciso se sposarsi a Venezia o a Crema hanno detto.
Però un matrimonio gay e?
Conolly eh beh potrebbe 3, ma si è già sposato, però crema come come sono i rapporti veri sono state anche delle polemiche, mi ricordo, dopo il tuo perché tu non stai più lì.
Io no, non ho vissuto, sono andato via dopo pochi metri dopo che era uscito colmi Bajor Nam, perché ero andato a vivere a Crema, perché è una città che mi piaceva avere questa eleganza da casa, da palazzi di campagna.
Di aristocrazia cittadina che passare i mesi estivi, la e camminavo facevo la spesa, io faccio la spesa tutti i giorni, poi quando il film ha avuto successo, tutti mi puntavano il dito mi riprendevano coi cellulari, facevo gossip, su delle terze persone mi riprendevano, io ero terrorizzato che voi usciste quello che dicevo sono andata via.
E non potrei più andare a far la spesa, no, era insopportabile, sarà eseguita in giro e adesso, dove stai tu nella località segreta, dove avete valide veramente a fare la spesa, tutti i giorni assolutamente e cosa compri.
In questo periodo trovo che le melanzane siano cioè essere molto buoni.
Giuro.
Poi, ti ricordo, tu hai una pasticceria in casa perché Guadagnino, ha una, una dotazione di di elettrodomestici pazzesca che neanche alla casa Bianca hanno.
È in grado di fare i dolci gelati espressi, ti stai, questi sono colpi bassi perché goduria, essendo stato ospite e ora mi prende in giro.
Qual è il tuo perché per te servita anche questa cosa, perché mi ricordo che avevi detto che quando quando eri all'inizio carriera, con questa cosa di di fare i dolci, avevi conquistato anche le attrici famose all'inizio no, io mi sono mantenuto per molti anni a Roma quando studiavo cucinando per le signore di di corso Francia di quella zona lì e ho visto cose molto interessanti su quel molo Roma Nord,
Molto interessante che è un po'alle parole del signore, erano stupende, mi chiamavano sempre io dicevo voglio 500.000 lire per farvi ridotto militavano giuro.
Infatti, io non è che stavo bene, però per un ragazzino che non era non era mantenuto dai genitori, me la sono passata buona comunque a cucinare, poi amava cucinare non era o non era un lavoro, ma anche per Laura Betti no cucinava 28 esattamente lì si torna a Bertolucci ero lì perché Laura mi aveva conosciuto aveva capito che ero bravo cuoco Mikkel mi metteva in cucina schiavizzando ami per fare le sue cene,
E quindi però era gentile, perché poi non è che te ne devi andare dopo che cucinato puoi stare e anche lì ho conosciuto tutta la.
Il centrosinistra locale.
Ho visto cose che voi, cosa che noi ormai adesso ti lasciamo perché devi andare a cucinare dicci cosa cucinerà esterna era andata a cucinare per il mio compagno che non sa cucinare cosa cucinerà stasera.
Se non ha mangiato la pasta e gli faccio la pasta, perché a pranzo ero qua carboidrato, se va bene, grazie, Luca Guadagnino.
Bene, abbiamo concluso questa fantastica giornata, io intanto inviterei tutto il meraviglioso teen del foglio avviene sul palco, come una tradizione, così volete vederli in purezza, in bellezza, vede, tutti venite tutti, ringrazio chi ci ha ospitato in questo posto bellissimo, dove ormai sono quattro anni veniamo qui e verremo qui ancora a lungo. Ringrazio tutti i nostri magnifici sponsor, ma perché abbiamo fatto? Abbiamo organizzato ancora una volta è una festa dell'innovazione, perché in una stagione in cui si parla così tanto di innovazione, intelligenza artificiale, non basta dire che bisogna semplicemente restare umani, bisogna riempire di idee e di contenuti, di bisogna creare link, bisogna creare
La scommessa sul futuro lo abbiamo fatto offrendogli un po'di intelligenza naturale, un sacco di talenti, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza la grande intelligenza naturale che è quella del foglio, quindi un applauso a tutto il foglio, e grazie a tutti voi per essere stati qui con noi, grazie grazie.
Grazie, ci vediamo il prossimo anno, io e il foglio
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