Il paradosso, osserva, è che proprio Trump ne è insieme il salvatore e il potenziale affossatore: da un lato ha responsabilizzato gli europei, dall'altro resta indispensabile la garanzia americana sulla deterrenza nucleare, … almeno sul medio-lungo periodo.
Da qui le sfide che attendono gli europei: trasformare i riarmi nazionali, a partire da quello tedesco, in consorzi industriali europei, evitando che le ricadute restino solo nazionali; aprire il discorso su una deterrenza europea, che non potrà lasciare "il bottone" solo all'Eliseo; tenere insieme il fronte nord-orientale, concentrato sulla minaccia russa, e il fianco sud mediterraneo.
Quanto alla strategia degli affari adottata con Trump ad Ankara, per Marchi i leader europei hanno imparato a trattare un presidente che risponde a logiche transazionali: la rottura frontale oggi l'Europa non se la può permettere.
Sulla Francia, Marchi definisce ambigua la sentenza d'appello: colpevolezza confermata, ma con la riduzione della pena e il conteggio dei 15 mesi già scontati i giudici hanno rimandato la palla nel campo di Le Pen, lasciando a lei la scelta se candidarsi.
Il ricorso in Cassazione sospende il braccialetto elettronico, ma espone la candidata a un duplice rischio: una sentenza che arrivi prima della fine della campagna, costringendola alle restrizioni negli ultimi mesi, oppure, in caso di elezione, una presidente in carica sottoposta a limitazioni, perché l'immunità copre i fatti successivi all'elezione, non quelli precedenti.
Le Pen, "araba fenice" più volte data per morta, potrà giocare la carta della vittima della giustizia, ma con il rischio di rinnegare lo storico slogan del partito, "mani pulite e testa alta".
Sul ticket con Bardella, Marchi vede due facce: elettorati che si sommano, ma sfuma l'union des droites che il giovane presidente del RN sembrava poter garantire.
Ne trae un sospiro di sollievo Édouard Philippe, in corsa per il secondo posto al ballottaggio, mentre lo scenario più temuto resta un secondo turno Le Pen-Mélenchon, che aprirebbe a Le Pen le porte dell'Eliseo.
leggi tutto
riduci












