Sono stati discussi i seguenti argomenti: Armi, Difesa, Esteri, Guerra, Indipendentismo, Missili, Rassegna Stampa, Russia, Trump, Ucraina, Unione Europea, Urss, Usa.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 17 minuti.
Rubrica
Conferenza stampa
18:00
18:30
18:00
18:00 - Ragalna (CT)
18:00 - Ceglie Messapica
18:30 - Ragalna (CT)
Oltre alla fruizione dei nostri file tramite il nuovo player Flash/Html5, sono disponibili i download dei file audio di Stampa e Regime, di tutte le Rubriche e dei Processi, oltre alla possibilità di scaricare i files della sezione Riascolta. Tutte le rubriche sono inoltre disponibili tramite il servizio Podcast. Come già avveniva in passato, dopo 3 settimane dalla creazione delle schede i files non saranno più scaricabili.
Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale, giovedì 27 agosto, questo è l'appuntamento con la rassegna della stampa internazionale a cura di David Carretta, questa settimana abbiamo ripreso dopo la pausa estiva dalla prossima due piccole novità, la prima la mattina andremo in onda con questa rubrica un po'più tardi intorno alle 6:55 prima però ci sarà un altro appuntamento sempre con questa rassegna stampa internazionale.
Alla mezzanotte,
Per aggiornarci in qualche modo su quel che pensano i giornali esteri, ricordiamo che ci concentriamo soprattutto sugli editoriali commenti, le analisi legate all'attualità generale, non all'attualità del giorno, e oggi ci concentreremo sull'Ucraina dopo che lunedì a Kiev diversi leader europei si sono riuniti per il trentacinquesimo anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina partendo da le Monde editoriale uscito ieri nell'edizione cartacea, gli europei devono accentuare e aumentare il loro sostegno. All'Ucraina scrive il quotidiano francese la preziosa indipendenza dell'Ucraina, il cui trentacinquesimo anniversario è stato celebrato lunedì con la presenza Kiev di numerosi leader europei ha più che mai il sapore del sangue. La campagna di terrore condotta dalla Russia con i suoi attacchi aerei di un'intensità senza precedenti contro i civili devasta le città del Paese e logora il morale della popolazione
Anche l'Ucraina ha intensificato i suoi bombardamenti dietro il fronte, conducendo operazioni efficace in Russia contro le sue infrastrutture energetiche logistiche
Tuttavia, per capitalizzare la sua eccezionale resilienza tecnologica e umana e poter finalmente intravedere una via d'uscita da questa guerra. Chi manca di difese antiaereo, il tallone d'Achille? Da quattro anni e mezzo il presidente Volodymyr Zelensky chiede 300 missili intercettori Patriot, le uniche armi difensive in grado di contrastare i missili balistici russi.
Se gli Stati Uniti cedessero all'Ucraina il 5% della loro produzione, supereremo l'inverno e salveremmo vite. Ha dichiarato Zelenskij il 13 agosto.
Ma Washington nel 2025 ne ha consegnati di intercettori Patriot, la metà rispetto al 2023, e Donald Trump ha dimostrato ancora una volta il suo cinismo ambiguo. All'inizio di luglio aveva promesso di concedere a Kiev la licenza per produrre i Patriot, salvo poi fare marcia indietro alla fine del mese. Gli europei, che sono i principali sostenitori dell'Ucraina, oggi non devono dunque
Cedere. Non sono arrivati lunedì a Kiev a mani vuote. Sottolinea le Monde l'Unione europea ha sbloccato una nuova tranche di aiuti da 6,1 miliardi di euro nell'ambito del prestito da 90 miliardi,
Parigi ha annunciato nuovi sistemi antimissile, Berlino consegnerà a parte dei suoi intercettori Patriot. La Norvegia ha confermato il suo impegno molto sostanziale. Quasi 8 miliardi di euro per il 2027
Londra, il cui sforzo finanziario, dall'inizio dell'invasione russa nel 2022 ammonta 29 miliardi di euro, ha promesso di facilitare la fabbricazione in Ucraina di missili a lungo raggio revocando il segreto industriale sui loro componenti. L'Ucraina è la linea del fronte che protegge. L'Europa ha detto il nuovo premier britannico Andy Burnham il sostegno hanno ripetuto altri leader europei rimane incrollabile, indefettibile, ma se vogliono preservare la pace del loro continente, i valori delle loro democrazie e la loro prosperità futura, gli europei non hanno altra scelta che continuare a sostenere l'Ucraina e il suo presidente, anche se Volodimir Zelenskij, risulta indebolito sul piano politico interno e attaccato sul fronte della corruzione. Anzi, l'impegno europeo deve accelerare, per non lasciare a Vladimir Putin la libertà di giocare con il tempo che passa.
Da un lato, Mosca sta attestando sempre più direttamente i membri europei della NATO sul piano militare, dai sorvoli di droni agli attacchi informatici ai sabotaggi delle infrastrutture. La risposta europea che cerca di evitare qualsiasi escalation sarà complicata
Dall'altro lato, le democrazie del continente non sono al riparo dalla stanchezza dell'opinione pubblica, se non da un ribaltamento. Lo dimostra la Francia, dove la guerra figura già in fondo alle preoccupazioni dei cittadini, e questo tema essenziale fondamentale potrebbero essere semplicemente accantonato durante la campagna per le elezioni presidenziali, così tra l'altro le Monde, in questo editoriale pubblicato ieri o su altri giornali.
Viene evocata in in un modo o nell'altro.
Un'ipotesi terza guerra mondiale.
Litigavo, ieri aveva un commento di Renault Girard dal titolo Guerra in Ucraina, siamo dei sonnambuli,
Si racconta innanzitutto la giornata di lunedì a Kiev, gli annunci di Andy Burnham, il nuovo premier britannico, ha ragione. Regno Unito, Francia e Germania. Le 3 grandi potenze europee considerano contrarie ai loro interessi. È una vittoria della Russia sull'Ucraina, la conseguenza che l'Ucraina è diventata un porcospino temibile che l'orso russo non riesce a inghiottire, anzi e perfino capace di infliggergli pungiglioni nella sua tana molto lontano nella tundra. Detto ciò, secondo Renault Girard, dopo quattro anni e mezzo di guerra, è chiaro che nessuno dei due belligeranti è in grado di riportare una vittoria militare che gli permetta di imporre le proprie condizioni al nemico. I russi non sfilano e non sfileranno mai a Kiev, gli ucraini non riprenderanno mai Mariupol. In questa guerra si è arrivati a una situazione in cui i due belligeranti non fanno che
Perdere senza che i sacrifici accettati permettono di intravedere intravedere per l'1 o per l'altro la minima uscita vittoriosa.
La realtà, secondo Rino Girard, è che noi europei dell'Ovest ci troviamo di fronte a una pericolosa escalation dell'Est estremo del nostro continente,
L'Ucraina viene considerata ancora da Gé rard, in qualche modo parte di un di un di un altro impero, e lo dimostra una una frase che vi leggeremo tra poco.
Sempre più armi, costruite o fornita sempre più bombardamenti, sempre più distruzioni, sempre più morti tra i giovani in questa guerra di usura, l'intensità non diminuisce, al contrario, cresce la domanda che dobbiamo porci è dunque la seguente stiamo marciando verso la terza guerra mondiale come sonnambuli, l'espressione era stata utilizzata dallo storico australiano Christopher Clark nel suo libro del 2012 The Sleepwalker, cioè i sonnambuli che analizzava gli intrecci che nel corso dell'estate del 1914 avevano portato
Da un piccolo problema etnico, a Sarajevo, allo scoppio di una guerra mondiale in cui l'Europa sarebbe letteralmente giunta al suicidio, il nostro problema è che la Russia è dotata di un immenso arsenale nucleare, una guerra civile tra slavi ortodossi non deve degenerare in un conflitto generale sul continente europeo con possibile uso di bombe nucleari da parte dei russi nel caso in cui il loro esercito fosse accerchiato e questa è la frase forse più significativa di gerarchie cede
Dopo un po'di tempo ha, come dire la la, la propaganda del Cremlino
Guerra civile tra slavi ortodossi anziché guerra di difesa di
Un Paese che si vuole libero e sovrano e soprattutto europeo, orientato all'Occidente di fronte a un imperialismo russo imperante.
E poi l'idea che l'esercito russo possa essere accerchiato dove forse.
Forse in in qualche piccola enclaves lungo la linea del fronte, ma ma non certo in Russia, ad ogni modo, secondo Gé rard, la necessità ora è quella di avviare un dialogo, perché perché, se l'Europa occidentale, a seguito di qualche provocazione militare o diplomatica da parte della Russia si trovasse improvvisamente in guerra, è praticamente certo che la protezione dell'America non entrerebbe in gioco e che le intimidazioni nucleari,
Sì Limited direbbero i confini dell'Europa.
La geografia è quella che è la Russia, esisterà sempre pericoloso per gli europei e il rifiuto di parlare alla Russia, le lezioni di morale che si infliggono ai russi hanno un fondamento innegabile nel diritto internazionale.
Ma non è più l'ora di fare lezioni, a meno che non si voglia no aggravare i rischi che gravano sul nostro continente, così tra l'altro Renault Girard, però anche la Russia deve voler parlare, e fondamentalmente ha già detto che finché gli europei sosterranno l'Ucraina non parlerà mai con gli europei.
Di terza guerra mondiale si nel titolo parla anche Bret Stephens, in un commento pubblicato dal New York Times, che però è più ampia, non riguarda solo l'Ucraina, la terza guerra mondiale è già iniziata, scrive Stephens, poco dopo l'invasione su vasta scala della Russia in Ucraina nel 2022 avevo scritto un articolo dal titolo Così,
è come inizia la terza guerra mondiale a distanza di quattro anni, mi chiedo se avessi ragione il ragionamento si basava sulle origini della seconda guerra mondiale, che non iniziò con l'invasione tedesca della Polonia il 1 settembre 1939. Al contrario, la guerra fu un accumularsi di conflitti regionali e crisi a partire dall'invasione giapponese della Manciuria nel 1931 che progressivamente si trasformarono in un unico conflitto globale.
Questa escalation, favorita dalle ambizioni convergenti degli Stati totalitari e dalle divisioni, esitazioni delle democrazie, portò al disastro, alla Seconda guerra mondiale, a ciò si aggiunse una rivoluzione tecnologica e nelle tattiche militari che diede alle dittature un vantaggio iniziale nella guerra, un ulteriore vantaggio fu la loro disponibilità a infliggere, supportare un livello di brutalità e sofferenza che i loro avversari inizialmente erano resti a.
Eguagliare nel 2022 scrive Steve Stephens
Vidi, un modello simile, prendere forma decenni di accondiscendenza occidentale verso Putin avevano convinto il dittatore russo che avrebbe potuto agire impunemente i suoi legami sempre più stretti con la Corea del Nord, l'Iran e la Cina sanciti dalla, mi Cizio, senza limiti, con Pechino annunciata poche settimane prima dell'invasione gli avevano dato ulteriore fiducia.
E in più c'era stato lo spettacolo della debolezza americana durante il caotico ritiro dall'Afghanistan, ma l'Ucraina non è stata la Francia del 1940, semmai è stata Regno Unito, la Gran Bretagna, pronta a combattere, come disse Churchill in quel maggio, qualunque sia la lunghezza e la durezza della strada da percorrere questa è la buona notizia. L'Ucraina ha mantenuto un vantaggio tecnologico,
E riesce a combattere anche le guerre del futuro e non è stata sconfitta, ma ci sono molte più cattive notizie. Primo come negli anni 30 e 40, le aree di conflitto si sono moltiplicate, stanno convergendo, scrive tra l'altro, Bret Stephens le battute d'arresto russe sul campo di battaglia non sembrano aver ridotto l'appetito di Putin, compresi attacchi e minacce contro Moldavia, Polonia, Germania. Nel frattempo, ai suoi alleati politici continuano a invocare uso di armi nucleari e attacchi diretti contro l'Europa. L'assalto di Hamas contro Israele, nel 2023 a tappe, si è trasformato in una guerra tra Israele e Hezbollah. Aiuti e l'Iran, poi in una guerra tra Iran e Stati Uniti e Stati del Golfo, e le decisioni in un teatro di guerra influenzano direttamente gli esiti nell'altro. Per esempio, lo dimostrano gli intercettori Patriot usati in Medio Oriente ce ne sono pochi per l'Ucraina. Secondo, elemento brutta notizia, l'asse degli autoritari è diventato un'alleanza militare pienamente operativa. Alleanza Russia, Corea del Nord la Cina, che fornisce alla Russia alla maggior parte dei componenti militari
La Russia, che fornisce informazioni all'Iran per colpire le basi americane in Medio Oriente, terza brutta notizie all'Occidente, un disastro, il presidente.
Trump si lamenta della debolezza dei nostri alleati, gli all'Ime, gli alleati si lamentano del bullismo, della mendacità e dell'incompetenza di Trump, entrambe le parti hanno ragione. Quarto, non siamo militarmente preparati. La guerra contro l'Iran ha rivelato non solo la carenza di munizioni, ma anche la sensibilità acuta degli Stati Uniti alle perdite militari, al dolore economico Care che ha dato ai leader iraniani un vantaggio asimmetrico, data la loro tolleranza per la sofferenza umana. Quinto, potremmo essere vicini al baratro economico una grande differenza tra gli anni 30 e oggi è che, a differenza di allora, non siamo in piena depressione mondiale, ma i segnali premonitori di un crollo economico improvviso e violento sono ovunque. Cosa succederà se e quando il boom dell'intelligenza artificiale inizierà a perdere slancio, come è successo con la bolla delle dot-com all'inizio del secolo
O se la crisi valutaria in Giappone lo porterai a iniziare a vendere i titoli del Tesoro americano, alla fine il prezzo di un debito nazionale americano di 40 trilioni di dollari si farà sentire con rischi molto più alti, una profonda recessione negli Stati Uniti, un panico finanziario globale peggiorerà inevitabilmente ogni tendenza menzionata sopra nei periodi di difficoltà economica. Le democrazie diventano quasi sempre
Più avverse al rischio e le dittature diventano più propense al rischio. Questo è uno schema storico che vale la pena ricordare nel momento in cui continuiamo ad andare alla deriva. Sa solo vagamente consapevoli verso la tempesta che si sta addensando così Bret Stephens sul New York Times, che ha una visione un po'più ampia di Renault Girard, sulle figure con cui ci fermiamo
Una buona giornata all'ascolto di radio radicale
Salvo dove diversamente specificato i file pubblicati su questo sito
sono rilasciati con licenza Creative Commons: Attribuzione BY-NC-SA 4.0