Puntata di "Il rovescio del diritto - La pillola" di sabato 29 agosto 2026 con gli interventi di Gian Domenico Caiazza (avvocato).
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 5 minuti.
Rubrica
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avvocato
Si avvicinano un bel fu un bel po'a fari spenti per dir la verità.
Le elezioni dei componenti del nuovo Consiglio superiore della magistratura previste per il prossimo mese di ottobre.
Eppure si tratta del Csm, successivo alla vittoria del no, che, secondo i suoi sostenitori ha sventato la sovversione della Costituzione e soprattutto il sorteggio dei componenti di quell'alto consesso sembra passato un secolo da quel furioso dibattito intorno, diciamolo francamente, non tanto alla separazione delle carriere, assetto ordinamentale presente in tutte le democrazie contemporanee certo noi Turchia, Bulgaria e Romania quanto piuttosto intorno proprio a sorteggio,
Una proposta forte, senza alcun dubbio e che soprattutto avrebbe potuto essere concepita meglio, un sorteggio di secondo grado, cioè tra un paniere di candidati previamente eletti, avrebbe ottenuto lo stesso risultato con più ragionevolezza ed equilibrio.
Ma, insomma, la battaglia cruciale vera era questa.
Perché la vittoria del sì avrebbe sancito la fine del correntismo e una perdita verticale di potere d'influenza.
Dell'Associazione nazionale, magistrati, stanza di compensazione fondamentale degli equilibri di potere rappresentati dalle varie correnti che la compongono, va riconosciuta al variegato fronte del no guidato, però è governato dalla magistratura associata.
Schierata una battaglia per la sua stessa sopravvivenza, la straordinaria capacità politica ero con la quale essa ha saputo dissimulare il vero obiettivo del proprio impegno, intorno al quale era evidente esservi un forte consenso popolare.
Quando l'opera di dissimulazione non era ancora necessaria, quindi mesi e anche anni prima del referendum.
Esponenti di prima fila del futuro fronte del no per tutti, ricordo Travaglio e Gratteri, si erano espressi con chiarezza perfino brutale a favore del sorteggio indicato come l'unica via di uscita da questa singolarità, tutta italica, di una giustizia governata da un sistema di potere delle toghe organizzato alla stregua di veri e propri piccoli partiti politici.
Che lo scandalo Palamara aveva disvelato con chiarezza agli occhi dei cittadini italiani, consci dunque del peso di quel 48% dei cittadini che si è comunque espresso nelle urne.
A favore del sorteggio, espressione è evidente, di totale censura verso l'attuale assetto del potere togato a maggio scorso il presidente di ANM, dottor tango, il leader del no, professore Enrico Grosso, espressero, in quella prima assemblea post voto, parole durissime contro il correntismo e le sue degenerazioni come,
A dare il segno di chi aveva comunque compreso.
Quella lezione dalle urne.
è giunto il momento, tuonava il dottor tango, ed è questo in cui tutti noi dobbiamo dire basta.
Ed esortava i magistrati a compiere un'opera di serio rinnovamento per eliminare del tutto quelli che ha definito i frutti avvelenati delle degenerazioni correntizie.
Criticando duramente il correntismo inteso come metodo, in particolar modo quello nutrito da legami spartizioni.
O incarichi legati a logiche di natura politica o di puro carrierismo ed Enrico Grosso fu ancora più spietato ed inequivoco, definendo il correntismo come una malattia degenerativa del pluralismo della magistratura, trasformatosi in un opaco centro di potere bene.
Mi piaceva ricordare tutto questo ora che le candidature sono ufficiali e, ovviamente, fuori dalle chiacchiere retoriche sono calibrate al millimetro sugli assetti e sulle proporzioni del sistema correntizio, come sempre immutabilmente.
E soprattutto ora che una coltre di assoluto silenzio avvolge gli eventi pre-elettorali, tranne poche voci dissenzienti che denunciano di essere totalmente ostracizzato dalle ferree logiche delle correnti, in questo tutte uguali tra di loro e tra di loro indistinguibili, sarà interessante verificare in tal modo,
Le parole del presidente dell'Associazione nazionale magistrati hanno fatto breccia tra i candidati e con quali concrete e tangibili proposte di rinnovamento siamo, come si suol dire, tutto orecchi.
Anche se al momento il silenzio è assordante buona giornata a tutti.
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