L'Archivio di Radio Radicale
Fonte audiovisiva dei più importanti avvenimenti della storia istituzionali, politica, sociale e culturale italiana a partire dalla fine degli anni ‘70 del Novecento
L’archivio sonoro di Radio Radicale è stato dichiarato di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio nel dicembre del 1993, precisando che «per la sua originalità, la vastità degli argomenti ed interessi, riveste il ruolo di fonte preziosa per la storia politica, culturale e sociale contemporanea».
L’archivio è anche censito nel volume edito nel 1993 dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Fonti orali: censimento degli istituti di conservazione.
In un articolo apparso nel 2000 sulla rivista scientifica Contemporane edita da Il Mulino, l’archivio viene definito «una fonte di documentazione storica molto rilevante e ampia per l’intera storia politica contemporanea italiana». L’autore dell’articolo precisa che:
La caratteristica che rende particolarmente interessante questa raccolta, oltre alla specificità del contenuto (…) e alla grande quantità di materiale raccolto, è l’integralità della registrazione dell’avvenimento, di cui si conservano non solo degli spezzoni destinati alle trasmissioni, come spesso accade in altri archivi radiotelevisivi, ma l’evento nella sua completezza.
Radio Radicale fin dalla sua nascita, nella seconda metà degli anni ‘70, ha assicurato non solo la trasmissione, ma anche la conservazione integrale e documentazione delle sedute parlamentari, dei congressi di tutti i partiti, dei maggiori processi, di avvenimenti culturali, sociali e politici di rilievo. Per queste sue caratteristiche e per la mole di documenti conservati (oltre 300 mila registrazioni), l’archivio di Radio Radicale è la maggiore fonte di documentazione sonora sulla storia politica, istituzionale e culturale italiana dalla fine degli anni ‘70 ad oggi.
L’Archivio
Oltre 300.000 media (cassette, nastri, mp3, real audio/video), che rappresentano le fonti sonore dei più importanti avvenimenti della storia istituzionale, politica, sociale e culturale italiana a partire dalla fine degli anni settanta del novecento: questa è la consistenza, fino al febbraio 2006, dell’archivio sonoro di Radio Radicale. Con il termine “archivio” si intende un complesso di documenti sonori tutti inventariati e schedati informaticamente in un software che consente l’immediata individuazione di ognuno di essi, e quindi il loro ascolto ed utilizzo.
Si tratta di registrazioni integrali dei singoli avvenimenti istituzionali, politici, culturali o processuali. E’ da sottolineare l’integralità di registrazione dell’evento e non, come è in uso in ogni altro organo di informazione radiofonico o televisivo, di selezioni più o meno lunghe dello stesso. Questo permette sia di “vivere” in simultanea, da parte di chi ascolta, l’avvenimento trasmesso, sia di riviverlo in differita. Per questo l’Archivio costituisce una memoria documentaria di notevole rilievo per la ricostruzione della storia contemporanea italiana ed internazionale. Queste caratteristiche lo rendono unico nel suo genere in Italia e in Europa
Non rappresenta un “fondo chiuso”, è invece un archivio aperto: ogni giorno decine e decine di nuovi documenti vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti a documentare gli avvenimenti che si susseguono.
Come è nato l’Archivio
La sua origine e la sua storia sono strettamente legate a Radio Radicale che iniziò a trasmettere nel 1976, come è noto, a seguito della sentenza n. 202 della Corte Costituzionale con la quale vennero liberalizzate le trasmissioni radiotelevisive via etere.
La Radio si caratterizzò immediatamente come strumento di informazione democratica, tale da permettere ai cittadini di “assistere” ad avvenimenti la cui conoscenza era loro altrimenti preclusa. Nell’intenzione dell’editore la scelta della denominazione “Radicale” che la radio assunse era da riferirsi non tanto alla funzione di organo di quel partito, quanto piuttosto ad una assunzione di responsabilità politica rispetto al modo di informare, che si auspicava divenisse (e negli anni lo diventò) modello di servizio pubblico radiofonico. Si iniziò così la trasmissione integrale delle sedute parlamentari, dei congressi dei partiti, dei maggiori processi che si svolgevano nel paese, di avvenimenti culturali di rilievo.
Contemporaneamente la Radio iniziò ad essere microfono aperto ai “senza voce”, accogliendo interventi in diretta dei cittadini trasmessi senza alcun filtro preventivo.
Fin dall’inizio di Radio Radicale le cassette e i nastri che erano il risultato delle trasmissioni vennero conservati integralmente. I materiali archiviati, dunque, datano dal 1976, anche se l’Archivio possiede alcune registrazioni anteriori a quella data, e precisamente 52 nastri e 216 cassette per gli anni 1967-1975. Nel tempo l’Archivio Radicale sonoro si è ulteriormente arricchito dall’espansione delle registrazioni di numerosi avvenimenti che, pur non trasmessi in diretta da Radio Radicale, sono giudicati utili per la documentazione sonora. Il numero delle ore archiviate, dunque, si può considerare senz’altro doppio, se non triplo rispetto alle 24 ore di trasmissione giornaliera.
L’Archivio - inteso come servizio dotato di un proprio personale permanente - venne istituito circa tre anni dopo l’inizio dell’attività della Radio; nel 1979 si iniziò ad ordinare le registrazioni accumulate nei primi tre anni. Nei tre anni successivi, il personale dell’Archivio lavorò contemporaneamente sia all’archiviazione delle registrazioni pregresse che all’archiviazione delle nuove; da allora in poi, con alterne vicende, l’Archivio ha portato avanti con continuità il suo progetto di tutela e di valorizzazione della documentazione sonora.
Nel 1987 il lavoro di classificazione e di archiviazione del materiale è stato trasformato con l’introduzione di sistemi informatizzati.
Attualmente nell’Archivio, che ha sede in Roma, Via Principe Amedeo 2, operano a tempo pieno: un responsabile e quattro documentalisti. Vi sono inoltre un Direttore, ed alcuni collaboratori. La documentazione analogica è in avanzato corso di digitalizzazione.
L’Archivio sonoro di Radio radicale, congiuntamente con gli altri Archivi radicali (cartaceo, fotografico, audiovisivo e telematico) è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio nel dicembre 1993.
L’Archivio è censito nel volume Fonti Orali, edito dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1993. Se ne dà notizia nel volume che raccoglie gli Atti del Convegno sugli Archivi dei partiti politici, tenuto il 30 giugno 1994 presso l’Archivio Centrale dello Stato. E’ anche ampiamente citato in Gli archivi sonori. Fonoteche e Biblioteche musicali in Italia, a cura di Amedeo Benedetti, Genova 2002, oltre che in altre pubblicazioni specialistiche.
Il volume Archivio del Parlamento, delle Istituzioni, dei partiti e movimenti politici, edito da Rubbettino nel 2003 costituisce un inventario ragionato della parte “politica” dell’Archivio.
Numerosi riconoscimenti sono stati espressi da studiosi e docenti di storia contemporanea in occasione di convegni (anch’essi documentati nell’archivio sonoro!), mentre sta crescendo il numero di laureandi e di dottorandi che, nella preparazione della loro tesi, attingono documentazione originale nell’archivio sonoro di Radio Radicale. Dell’Archivio usufruiscono, inoltre, studiosi, saggisti, giornalisti, registi e autori di opere cinematografiche e televisive.
Cosa contiene l’Archivio
La documentazione conservata nell’Archivio sonoro di Radio Radicale può essere suddivisa in base alle sue caratteristiche (soggetto produttore, contenuto, ecc.), in:
3.1 - Archivio Istituzionale
3.2 - Archivio Giudiziario
3.3 - Archivio dei Partiti e Movimenti Politici
3.4 - Archivio delle Associazioni, dei Sindacati e dei Movimenti
3.5 - Archivio Culturale
Archivio istituzionale
In base a questa classificazione l’Archivio conserva, come archivio delle Istituzioni, alcuni settori per i quali le registrazioni sono sistematiche e continuative, ed altri per i quali le registrazioni sono episodiche o periodiche. In particolare:
3.1.1 – Presidenza della Repubblica - Sono registrate le dichiarazioni del Presidente della Repubblica e dei Segretari di Partito in occasione delle consultazioni per la formazione del Governo e alcuni messaggi al Paese inviati dal Presidente della Repubblica in occasione di particolari avvenimenti.
3.1.2 - Senato - Sono registrate con continuità le sedute a partire dal 7 giugno 1977. Occorre qui fare una precisazione, che riguarda ogni settore dell’Archivio: durante il primo periodo di registrazione, il sistema di classificazione non consentiva un esatto calcolo delle ore registrate; il dato complessivo delle registrazioni riportato nell’Appendice esplicativa è dunque una “stima” con una approssimazione molto vicina alla realtà.
3.1.3 - Camera - Sono registrate con continuità le sedute dal 26 settembre 1976. Per la consistenza dei materiali conservati valgono le stesse considerazioni fatte per il Senato.
Per quanto riguarda le registrazioni delle sedute parlamentari - come anche quelle di altri organi collegiali elettivi di diverso livello - occorre fare una precisazione che permetta di valutare la diversa - e si potrebbe dire maggiore - capacità documentaria della fonte sonora patrimonio dell’archivio sonoro di Radio radicale, rispetto agli Atti parlamentari costituiti dai cosiddetti “resoconti stenografici” pubblicati a cura delle rispettive Camere.
Quei “resoconti stenografici” sono, in effetti, fonti doppiamente manipolate. Una prima manipolazione avviene nel momento stesso della scrittura stenografica: è noto infatti che non si tratta di stenografia manuale, ma di un sistema di stenografia meccanica che implica delle scelte nel momento stesso della immissione dei dati. Inoltre gli addetti a tale lavoro ricevono, nel momento stesso della loro formazione professionale di alta specializzazione, delle indicazioni peculiari in tal senso.
Ma la manipolazione maggiore avviene nel momento in cui, prima di essere dati alla stampa, i “resoconti stenografici” vengono sottoposti alla revisione dei singoli oratori, secondo una antica prassi. Molte affermazioni possono, in quella fase, essere sfumate, altre addirittura modificate, alcune espressioni intemperanti addolcite. Ognuno può comprendere, dunque, quale sia la realtà della fonte a stampa, per gli “atti” parlamentari, e quale sia invece la autenticità delle registrazioni disponibili presso l’Archivio radicale sonoro.
Si potrebbero fare numerosi esempi, a proposito di alcune sedute parlamentari particolarmente animate. Ad esempio valga per tutti l’esempio di quelle sedute della Camera in cui, nel 1991, si doveva decidere dell’intervento italiano nella “guerra del Golfo”: operando un confronto tra le fonti a stampa e le registrazioni si rilevano delle differenze anche notevoli.
Da questo si evince che le fonti sonore non costituiscono solo una alternativa nel caso di inesistenza di fonti cartacee, ma aggiungono a queste, se esistenti, qualcosa di diverso, qualcosa in più, che consente di cogliere maggiori sfumature - e quindi permette più ampie valutazioni - su quanto è stato effettivamente detto.
Scaturisce da qui l’affermazione secondo la quale chi volesse, oggi, ricostruire le posizioni politiche dei singoli gruppi politici e dei singoli parlamentari, nelle occasioni di più intenso dibattito politico e parlamentare, senza usufruire delle fonti sonore a disposizione - nel caso del Parlamento nell’Archivio radicale sonoro - potrebbe incorrere in un uso incompleto delle “fonti”.
3.1.4 – Parlamento Europeo - Sono registrate le sedute inaugurali delle legislature del Parlamento e le sessioni relative ad avvenimenti che abbiano un particolare interesse per la storia politica del Partito Radicale (lotta alla fame, diritti umani, caso Tortora, ex Jugoslavia, ecc.).
3.1.5 – Corte Costituzionale - Sono registrate le udienze relative ad argomenti oggetto delle battaglie politiche del Partito Radicale (obiezione di coscienza, ammissibilità dei referendum, emittenza radiotelevisiva, ecc.).
3.1.6 – Consiglio superiore della Magistratura - Sono registrate con continuità le sedute dal 24 settembre 1985.
3.1.7 – Enti locali - Si conservano le registrazioni di alcune sedute dei Consigli Regionali dell’Abruzzo, dell’Emilia Romagna, del Lazio, della Lombardia, del Piemonte e della Toscana. Inoltre, a partire dal 1978, sono state registrate episodicamente le sedute dei Consigli Comunali di Catania, Firenze, Forio d’Ischia, L’Aquila, Latina, Milano, Modena, Montalto, Napoli, Nusco, Palermo, Roma, San Luca, Teramo, Torino e Trieste.
3.1.8 - CNEL - Sono registrate le riunioni del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro in occasione della presentazione dei Rapporti annuali.
3.1.9 – Banca d’Italia - Sono registrate le Assemblee annuali della Banca d’Italia e le considerazioni finali del Governatore.
Archivio giudiziario
Si conservano le registrazioni di processi di grande rilievo per le ripercussioni sulla opinione pubblica e per la qualità e l’efficacia dell’azione giudiziaria. Il primo processo registrato risale al 1 settembre 1976 (caso Margherito).
Questa parte dell’archivio, oltre ad avere un valore storico, documentando tra l’altro l’introduzione del nuovo rito nel Processo Penale, può anche assumere delle valenze didattiche, come è stato rilevato da alcuni docenti, nelle cattedre di Procedura Penale.
Archivio dei partiti e dei movimenti politici
La peculiarità di questo settore è quella di poter offrire, in un’unica sede, la documentazione sonora dei congressi, delle assemblee, dei consigli nazionali o comitati centrali dei partiti, dei quali i partiti stessi, anche nel caso in cui abbiano provveduto alla registrazione, forniscono solo, come “atti ufficiali”, la trascrizione dai cosiddetti resoconti stenografici. In alcuni casi i Congressi, le riunioni di organi collegiali o i Convegni di studio non sono altrimenti documentati che attraverso la pubblicazione degli Atti, spesso costituiti da sintesi degli interventi degli oratori più noti. Altre volte, infine non esistono né registrazioni non schedate, né Atti, se quelli sonori registrati da Radio Radicale.
L’Archivio conserva i congressi di tutti i partiti politici, sia di quelli meno rappresentativi dal punto di vista quantitativo che di quelli il cui consenso elettorale è stato maggiore.
Oltre alle precedenti considerazioni si aggiunge, ad accrescere il valore dei documenti sonori dei partiti conservati nell’archivio di Radio Radicale, la situazione sopravvenuta a modificare il quadro dei partiti italiani da alcuni anni a questa parte. Come è noto, vari partiti hanno cambiato denominazione e/o si sono frantumati in ulteriori trasformazioni o dispersioni. Alcuni sono completamente scomparsi, altri sopravvivono ridotti al minimo della consistenza rappresentativa.
Il forzato abbandono delle sedi, le dispute sorte tra gli spezzoni dei precedenti partiti sulla spartizione del patrimonio esistente (del quale fanno parte integrante i fondi documentari), il crescere delle difficoltà economiche, la dismissione o la riduzione al minimo degli apparati dei partiti, hanno prodotto la scomparsa o la riduzione di molti materiali documentari prodotti e posseduti dai partiti.
Un discorso a parte si dovrebbe dedicare alle registrazioni conservate nell’archivio di Radio Radicale che riguardano “movimenti politici” che hanno dato vita, o no, a partiti e le cui fasi iniziali non sono altrove o altrimenti documentate.
Infine una segnalazione particolare merita la parte di archivio dei partiti che riguarda la storia del Partito Radicale; è costituita prevalentemente dalle registrazioni dei congressi e delle riunioni dei dirigenti del Partito. Dal 1989, da quando il Partito Radicale ha acquisito un dimensione transnazionale, per ogni incontro (Congresso e Consiglio generale, assemblea o intervista), vengono archiviati sia gli interventi nella lingua usata dell’intervenuto, sia la traduzione simultanea in italiano.
Archivio di associazioni, sindacati e movimenti
Rientrano in questo settore le numerose registrazioni che testimoniano l’attività sociale, civile, politica, svolta da alcune associazioni, delle più diverse tipologie, dalla Confindustria alle ACLI, da Legambiente all’Associazione Nazionale Magistrati. E’ presente inoltre la documentazione sonora dell’attività svolta dalle organizzazioni sindacali, confederali e non (CGIL, CISL, UIL, COBAS ecc.).
Archivio culturale
In questo settore si collocano tutte le registrazioni effettuate durante convegni, tavole rotonde, incontri, presentazioni di libri, dibattiti ecc., nelle diverse città italiane. Questo consente di recuperare la memoria di alcuni interventi di particolare valore e significato i quali, perché svolti “a braccio” e non registrati, non sarebbero altrove rinvenibili.
Infine, vanno ricordate le registrazioni delle trasmissioni radiofoniche di Radio Radicale (interviste, servizi, ecc.). In questo settore hanno particolare rilievo le registrazioni delle telefonate ricevute dalla Radio nei mesi di luglio e agosto 1986 (quando la Radio rischiò la chiusura definitiva per mancanza di finanziamenti) e trasmesse senza operare alcuna censura (“radio parolaccia” ). Una parte di queste registrazioni sono state pubblicate nel volume Pronto? L’Italia censurata dalle telefonate di Radio Radicale, edito da Mondadori nel 1986 con prefazione di Oreste del Buono. A queste vanno aggiunte tutte le registrazioni delle telefonate giunte, in analoghe circostanze, a Radio Radicale nel novembre 1993. . Questo patrimonio di “voci senza nome” unite alla miriade di partecipanti alle interviste per strada, ai fili diretti, alle telefonate, costituiscono un dato di notevole importanza, sia dal punto di vista sociologico che da quello glottologico.
Note tecniche di schedatura
Per ogni registrazione archiviata - con il termine “registrazione” si indica l’evento e non il supporto - viene compilata, una scheda di registrazione che contiene le seguenti informazioni:
Data - la data in cui la registrazione è stata effettuata;
Luogo - la città dove la registrazione è stata effettuata;
Genere – la natura dell’evento, con il modo di essere o di organizzare gli interventi registrati (es.: congresso, comunicato, dibattito, intervista, interrogazione parlamentare ecc.);
Operatori - il nome del redattore, del regista ecc.;
Titolo - il titolo dell’evento registrato;
Sommario – la descrizione sommaria dell’evento registrato
Argomenti - una o più parole - o locuzioni - che esprimono il concetto già indicato nel titolo, in una forma codificata e controllata;
Organizzazione – i promotori dell’evento registrato;
Codice - un numero progressivo con il quale viene contrassegnato ogni media;
Oratore - Cognome e nome della persona che interviene nella registrazione;
Qualifica – in riferimento all’oratore (ad esempio: avvocato, magistrato, professore, presidente, funzionario, imputato)
Appartenenza - l’appartenenza al gruppo politico o associativo (Pds, Verdi, Rad, CGIL, WWF, ecc.) dell’oratore;
Durata - Indica il tempo di durata;
Annotazioni – altre informazioni di carattere documentale o tecnico;
Documentalista - nome dell’operatore che redige la scheda
Concludendo…
Appare superfluo dopo questa pur rapida esposizione, sottolineare il valore storico e culturale dell’Archivio di Radio Radicale. La conclusione più esplicita può essere la lettura di “alcuni numeri”, aggiornati alla fine di febbraio 2006, delle singole tipologie che costituiscono l’Archivio:
124.867 oratori, individuati con nome, cognome, qualifica ed immediatamente rintracciabili
51.170 interviste con l’indicazione del nome, cognome e qualifica dell’intervistato
2.480 cassette di interviste “per strada”
12.588 udienze dei più importanti processi degli ultimi due decenni
14.500 dibattiti o presentazioni di libri
5.704 assemblee
7.617 convegni
4.791 comizi o manifestazioni
1.962 congressi di partiti, associazioni, sindacati
12.001 Conferenze stampa
Dei media prodotti da Radio Radicale:
la metà, circa, è stata prodotta in sede, anche con collegamenti via cavo;
un quarto, circa, riguarda registrazioni di avvenimenti svoltisi a Roma
un quarto, circa, riguarda registrazioni avvenimenti svoltisi fuori Roma, e talvolta fuori Italia, in oltre mille luoghi diversi




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