13 AGO 2002

Caso Surace: Daniele Capezzone e Marina Surace ospiti a «Uno Mattina Estate»

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Daniele Capezzone e Marina Surace ospiti a «Uno Mattina Estate» parlano dell'ennesimo caso di malagiustizia: Stefano Surace, in carcere per reati di opinione commessi 30 anni fa.

Roma, 13 agosto 2002 - Daniele Capezzone e Marina Surace hanno partecipato questa mattina alla trasmissione di Rai 1 "Uno Mattina Estate", per parlare del caso di Stefano Surace, il giornalista di 69 anni anni, chiuso nel carcere di Opera, a Milano, da sette mesi per una condanna ricevuta 30 anni fa: delitti di opinione.

Da più di sette mesi è in atto una lotta per ottenere la sua scarcerazione, associazioni per i
diritti civili, movimenti politici, stanno cecrcando una strada per risolvere questa questione e far uscire Surace dal carcere.

La lotta dei Radicali Radicali Italiani hanno deciso di occuparsi dell'ennesimo caso di malagiustizia, come già avevano fatto con Enzo Tortora, e Daniele Capezzone, segretario del movimento, e Rita Bernardini, presidente, da ormai una settimana stanno intraprendendo uno sciopero della fame per ottenere la scarcerazione.

"Surace è un uomo provato, ma è un uomo in lotta - afferma Capezzone a Uno Mattina - E' un uomo che non tollera che la sua vicenda sia ridotta a caso umano".

"Questo è un uomo di 69 anni - prosegue - che nella sua vita, come capita spesso ai giornalisti, ha subito decine di processi e li ha vinti tutti perchè mai nei tribunali si è riusciti a dimostrare che quel che scriveva non era attendibile".

"Gli unici processi che ha perso - specifica poi il Segretario di RI - sono stati quelli celebrati in contumacia, cioè con lui assente e con lui che non era neanche informato sul fatto che quei processi si tenevano, ha perduto processi che non conosceva e in cui non ha potuto difendersi, poi è tornato in Italia ed è finito in questo inferno".

"Io credo che siano certo gravi le condizioni in cui lui si trova - conclude - ma ancora più gravi quelli di una giustizia che produce situazioni mostruose che possono capitare a tanti", ricordando poi la vicenda di Enzo Tortora e di tanti uomini "senza volto e senza nome che finiscono nel tritacarne della giustizia".

Marina Surace ha chiesto la Grazia Marina Surace, figlia del giornalista in carcere, da oltre sette masi sta cercando di aiutare il padre a uscire da Opera.

Ricorda infatti di aver già depositato una domanda di Grazia e che suo padre ha presentato "un incidente di esecuzione per ognuna delle quattro sentenze per diffamazione a mezzo stampa, in modo che si possa avere la possibilità, se questo incidente di esecuzione vengono accettati di rifare le udienze di alcuni processi rientrando nei termini".

Capezzone a questo proposito, si appella alle alte istituzioni affinchè facciano qualcosa: "Io spero - dice Capezzone - che il Presidente della Repubblica, che il Ministro della Giustizia, vogliano fare subito quello che è necessario e possibile: concedere la grazia e intanto tirare fuori quest'uomo dal carcere - conclude poi il Segretario di RI - lui può godere dei benefici della legge Signore, intanto lo si scarceri e poi si proceda con la grazia".

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