14 DIC 1999

Allargamento e crisi cecena: dibattito sull'esito del Consiglio di Helsinki

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 59 min

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Strasburgo, 14 dicembre 1999Documento audiovisivo relativo alla prima parte del dibattito sulle comunicazioni del Consiglio e della Commissione sull'esito del Consiglio di Helisnki del 10-12 diembre 1999.

Registrazione video di "Allargamento e crisi cecena: dibattito sull'esito del Consiglio di Helsinki", registrato martedì 14 dicembre 1999 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Comunicazione del Presidente della Commissione, Romano Prodi

    Testo dell'intervento di Romano Prodi <br><strong>Indice</strong><br>Presidenza di <strong>Nicole Fontaine</strong>
    0:00 Durata: 10 min 10 sec
  • Comunicazioni del Pirmo ministro finlandese Paavo Lipponen, a nome della Presidenza del Consiglio Europeo

    0:10 Durata: 21 min 15 sec
  • Hans-Gert POETTERING (Capogruppo PPE, Ger)

    0:31 Durata: 6 min 7 sec
  • Enrique BARON CRESPO (Capogruppo PSE, Spa)

    0:37 Durata: 6 min 19 sec
  • Pat COX (Capogruppo ELDR, Irl)

    0:43 Durata: 5 min 51 sec
  • Heidi Anneli HAUTALA (Verdi-ALE, Fin)

    0:49 Durata: 4 min 38 sec
  • Esko Olavi SEPPANEN (GUE, Fin)

    Presidenza di <strong>David Martin</strong>
    0:54 Durata: 3 min 38 sec
  • Gerard COLLINS (UEN, Irl)

    0:57 Durata: 3 min 30 sec
  • Frank VANHECKE (TDI, Bel)

    1:01 Durata: 2 min 20 sec
  • Jens-Peter BONDE (EDD, Dan)

    1:03 Durata: 3 min
  • Gerard HAGER (NI)

    1:06 Durata: 2 min 15 sec
  • Ilkka SUOMINEN (PPE, Fin)

    1:09 Durata: 3 min 28 sec
  • Riitta MYLLER (PSE, Fin)

    1:12 Durata: 3 min 18 sec
  • Andrew Nicholas DUFF (ELDR, GB)

    1:15 Durata: 3 min 10 sec
  • Monica FRASSONI (Verdi-ALE, Bel)

    1:18 Durata: 1 min 49 sec
  • Pernille FRAHM (GUE, Dan)

    1:20 Durata: 2 min 35 sec
  • Adriana MUSCARDINI (UEN, Ita)

    1:23 Durata: 3 min 35 sec
  • Olivier DUPUIS (TDI, Ita)

    1:26 Durata: 3 min 30 sec
  • Bastiaan BELDER (EDD, Ola)

    1:30 Durata: 2 min 22 sec
  • Peter SICHROWSKY (NI)

    1:32 Durata: 1 min 11 sec
  • W.G. van VELZEN (PPE, Bel)

    1:34 Durata: 2 min 39 sec
  • Klaus HÄNSCH (PSE, Ger)

    1:36 Durata: 3 min 23 sec
  • Bertel HAARDER (ELDR, Dan)

    1:40 Durata: 2 min 7 sec
  • Replica di Paavo LIPPONEN, primo ministro finlandese a nome della Presidenza del Consiglio Europeo

    1:42 Durata: 10 min 25 sec
  • Replica del Presidente della Commissione, Romano Prodi

    1:52 Durata: 6 min
  • Giorgio NAPOLITANO (PSE, Ita) sull'ordine dei lavori

    <strong>Testo delle comunicazioni di Romano Prodi al Parlamento Europeo sull'esito del Consiglio di Helsinki del 10-12 dicembre 1999</strong> <p>Signora Presidente, onorevoli<p> parlamentari, sono lieto di poter riferire oggi a quest'Assemblea che la Commissione è molto soddisfatta dell'esito del Consiglio europeo di Helsinki.<br> Vorrei, anzitutto, congratularmi con lei, signora Presidente, per il modo con cui ha aperto i lavori di questo Vertice. Il suo contributo è stato accolto in maniera estremamente positiva e ha posto le premesse per un dibattito costruttivo, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento del Parlamento nella Conferenza intergovernativa. A Helsinki c'erano tre argomenti principali sul tappeto: l'ampliamento, la difesa e la Conferenza intergovernativa. Li esamineremo brevemente uno a uno.<br> Innanzitutto l'ampliamento: io sono molto contento che il Consiglio europeo abbia deciso di aprire i negoziati di adesione, l'anno prossimo, con i sei paesi candidati della seconda tornata. Questo significa che ci prepareremo ad accogliere dodici nuovi Stati membri e che dovremo essere pronti a concludere i negoziati con i primi di questi Stati entro la fine del 2002, a condizione che siamo riusciti a riformare le nostre Istituzioni e a portare a termine la revisione dei Trattati. Il buon esito della Conferenza costituisce, infatti, una premessa indispensabile per qualsiasi ampliamento. Mi compiaccio, inoltre, che i Capi di Stato e di governo abbiano compiuto lo storico passo di riconoscere ufficialmente la Turchia come paese candidato. Noi vogliamo aiutare la Turchia a compiere il cammino verso il pieno rispetto dei criteri di Copenaghen e, ora che il Consiglio europeo ci ha dato via libera, potremo elaborare le modalità specifiche della nostra assistenza nel quadro di una strategia di preadesione per questo paese.<br> Secondo punto: la difesa. Mi rallegro che il Consiglio europeo abbia deciso le grandi linee della nuova politica europea della sicurezza e della difesa, in particolare sviluppando le capacità militari e non militari di pronto intervento dell'Unione. Una forza di rapido intervento di 5060 mila effettivi ci permetterà di intervenire con efficacia per spegnere i principi di incendio alle porte di casa nostra, soprattutto nelle occasioni in cui i nostri alleati della NATO non intendono farsi coinvolgere. La necessità di sicurezza in Europa e di una più vasta area europea di pace è ampiamente illustrata dall'attuale situazione in Cecenia, rispetto alla quale il Consiglio europeo ha adottato una dichiarazione ben precisa. Tra le specifiche misure raccomandate figura la proposta di reindirizzare i fondi TACIS a favore di programmi umanitari, proposta che la Commissione provvederà tempestivamente ad attuare.<br> Questo è un buon esempio di un settore in cui la Commissione ha responsabilità diretta e può dare uno specifico contributo per risolvere la crisi.<br> La Cecenia è stata anche il principale problema affrontato dal Vertice dell'OSCE che si è svolto nel mese scorso a Istanbul. La dichiarazione politica, firmata in tale occasione, chiarisce che è essenziale trovare una soluzione politica allo scontro in atto in Cecenia. Sono stati inoltre ribaditi alcuni principi dell'OSCE, nonostante le fortissime pressioni, soprattutto da parte della Federazione russa, tendenti ad ammorbidirli. E' il caso, ad esempio, del diritto dell'OSCE a prendere posizione in relazione ai conflitti che vìolano gli impegni assunti da tutti gli Stati partecipanti in materia di diritti umani e di Stato di diritto. Al Vertice di Istanbul ho riaffermato il fermo impegno dell'Unione europea per la ricostruzione dell'Europa sudorientale e per la sua integrazione nello sviluppo generale del continente. Ho inoltre sottolineato la notevole assistenza che stiamo già fornendo e che continueremo a fornire alla regione. L'incontro di Istanbul è stato anche l'occasione per la firma della versione riveduta del Trattato sulle forze armate e convenzionali in Europa, per l'adozione del documento di Vienna del 1999 e per la firma della Carta della sicurezza europea.<br> Quest'ultimo documento definisce le sfide comuni e i fondamenti della sicurezza europea nel nuovo millennio e propone nuovi strumenti per consentire all'OSCE di affrontare queste sfide. Il Presidente Ahtasaari ed io abbiamo firmato, a nome dell'Unione europea, tale Carta che, sono lieto di dire, incorpora la piattaforma per la sicurezza cooperativa che è stata proposta dall'Unione europea.<br> Torniamo a Helsinki e al terzo importante argomento in discussione, cioè la Conferenza intergovernativa. Molto saggiamente, a mio avviso, il Consiglio europeo ha deciso di varare questa Conferenza già dal prossimo febbraio, come avevamo richiesto ripetutamente, senza preclusioni per quanto riguarda l'ordine del giorno. Noi tutti iniziamo appena a renderci conto di cosa vorrà dire un'Europa con più di venticinque Stati membri e sarebbe stato certo imprudente voler definire fin da ora l'ordine del giorno. Fortunatamente ha prevalso il buon senso e la Conferenza intergovernativa affronterà non solo le questioni lasciate aperte ad Amsterdam ma anche i relativi corollari, come la ridistribuzione dei seggi in quest'Assemblea dopo l'ampliamento. Si esamineranno inoltre tutte le altre questioni istituzionali pertinenti connesse all'ampliamento; la Commissione ha peraltro già avanzato suggerimenti su quali potrebbero essere queste questioni. Io mi aspetto che il Parlamento e la Commissione torneranno ad affrontare dette questioni nei pareri formali sulla Conferenza che dovranno presentare nel gennaio prossimo. Nessuno dei punti all'ordine del giorno della Conferenza intergovernativa è semplice e può darsi che altri se ne debbano aggiungere via via che la Conferenza procede. E' dunque venuto il momento di rimboccarci le maniche e di metterci al lavoro, e credo che questo lavoro prenderà molto della vostra e della nostra attività. Ho comunque il piacere di annunciarvi che gli sforzi della Commissione per garantire che il Parlamento europeo potesse svolgere il ruolo che gli compete nella Conferenza intergovernativa sono stati premiati: il Parlamento avrà uno statuto di osservatore a pieno titolo nel gruppo dei rappresentanti personali.<br> Per concludere, vorrei esprimere il mio disappunto per il fatto che a Helsinki non si è registrato alcun progresso, al di là di un accordo a proseguire i lavori per altri sei mesi, per quanto riguarda il pacchetto fiscale europeo. Non era uno dei punti centrali ma era, comunque, un punto importante, soprattutto molto evidente nella pubblicistica europea. Questo è decisamente un magro risultato dopo due interi anni di intensi sforzi e io desidero sottolineare quanto sia importante giungere quanto prima a una conclusione definitiva a questo proposito. E' essenziale che i cittadini capiscano qual è il vero obiettivo di questo pacchetto: non si tratta, infatti, semplicemente  ed è pur già importante  di prevenire la concorrenza dannosa in campo fiscale o di assicurare il corretto funzionamento del mercato interno, concetti questi, ripeto, molto importanti ma che alla maggior parte delle persone potrebbero sembrare burocratici o distanti, bensì si tratta, piuttosto, di far qualcosa di estremamente concreto per la vita quotidiana in Europa: si tratta di creare posti di lavoro. Se vi è infatti una completa elusione di qualsiasi imposta sul capitale, com'è accaduto nel decennio che ci sta alle spalle, aumenteranno tutte le imposte che riguardano il lavoro. E questa non mi sembra la politica migliore per la lotta contro la disoccupazione.<br> Vi è, poi, un altro discorso molto più semplice: l'evasione fiscale è ingiusta, danneggia l'occupazione e noi dobbiamo combatterla con ogni mezzo. Se non riusciremo a trovare strumenti efficaci per tassare i redditi da capitale, tutto l'onere fiscale graverà infatti sul lavoro, e questo non farà che esacerbare il più grande problema che abbiamo di fronte a noi.<br> Nei prossimi mesi seguirò pertanto attentamente e personalmente il negoziato sul pacchetto fiscale e presterò ogni possibile assistenza al Commissario Bolkestein, che ha lavorato in modo estremamente positivo in questi mesi. Signore e signori, sulla scia del Consiglio europeo ci aspetta una notevole mole di lavoro. Dobbiamo lavorare assieme e, per la prima volta, abbiamo veramente un grande campo per lavorare assieme: lo faremo con determinazione, in buona fede, con grande spirito di collaborazione, e io vi ringrazio proprio per questo spirito che si è instaurato. Torna all'inizio della pagina
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