01 GIU 2001

D'Antoni apre la campagna elettorale per la Regionali in Sicilia

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Palermo, 1 giugno 2001 h17.30 - Sergio D'Antoni nella conferenza stampa in occasione dell'apertura della campagna elettorale per la prima elezione diretta del presidente della Regione Sicilia ha ribadito le intenzioni di equidistanza dai due schieramenti, dopo la notizia secondo cui Benedetto Adragna, assessore dell'attuale giunta regionale di Centrodestra e candidato di De, avrebbe proposto di allearsi con l'Ulivo in appoggio a Leoluca Oralndo.

"Adragna è stato frainteso" ha sostenuto D'Antoni ed ha aggiunto: "Troverei incredibile discutere su ciò che non é fattibile.

Siamo un partito
democratico e continuiamo sulla strada della decisione presa all'inizio.

Sappiamo che non è una strada semplice" ma "la linea di Democrazia Europea è stata chiara, esplicita di autonomia dei due schieramenti e di proposta per il cambiamento vero", poiché i due schieramenti "hanno governato e hanno dimostrato di non dare alla Sicilia un vero futuro".

Al contrario "Democrazia Europea vuole invece garantire alla Sicilia un futuro e si misurerà in maniera tale da aprire una nuova pagina dentro la Regione siciliana".

Per quanto riguarda il verdetto Corte d'Appello che ha annullato la decisione della commissione elettorale i merito alla cassazione delle liste di De a Palermo, l'ex segretario della Cisl ha espresso soddisfazione: "Ci ha dato ragione, consentendoci di entrare nel vivo della competizioné".

Guardando alla sconfitta del 13 maggio, dopo aver ribadito che il proprio partito ha "pagato lo scotto non del bipolarismo ma del bipersonalismo", ha dichiarato che, se si analizzano i dati dei ballottaggi si può osservare che "ogni consultazione fa storia a sé".

D'Antoni poi è entrato nello specifico dei temi che stanno caratterizzando questa campagna elettorale: abusivismo e sviluppo economico della Sicilia.

"Bisogna impegnarsi - ha affermato - affinché la Sicilia colga l'occasione per far arrivare investimenti nell'isola e dare opportunità di lavoro", strumento primo per lo sviluppo e quindi per la lotta al crimine organizzato".

Citando il procuratore Grasso, D'Antoni ha affermato: "La mafia è sconfiggibile, ma se non si affronta con lo sviluppo rischia di rispuntare sotto altre spoglie".

Sull'abusivismo D'Antoni si è dichiarato "meno fondamentalista dei due schieramenti opposti", e propone di "aprire innanzitutto un dibattito a livello nazionale, perché è un problema autentico e soltanto così si può trovare una soluzione al problema penalé".

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