Intervista a Enrichetta Buchli sul libro "Il mito dell'amore fatale"
C’è un lato torbido e distruttivo dell’amore che viene celebrato da artisti e poeti dal Medioevo fino a oggi. Sin dall’epoca di Tristano, infatti, si afferma in Occidente il mito dell’Amore Assoluto che, per essere alimentato, crea impedimenti, mentali e reali, all’unione effettiva con l’altro. Nell’illusione di amare una persona reale si insinua l’Amore per l’Amore, sentimento che tende invece ad annientarlo: l’amato è solo un mezzo per scatenare un’immaginazione sfrenata che colma il vuoto interiore, infliggendo intollerabili sofferenze. E così, l’amore fatale coincide con l’amore-morte. L’autrice analizza questa «malattia» indagandone le sue varie forme: dalla letteratura (Madame Bovary), al cinema (Adele H.), alla mitologia (Amore e Psiche). Nelle pene della letteratura cortese, ma anche nelle violenze della cronaca nera e nella fugacità dell’attuale «amore liquido», rintraccia il filo rosso di una logica crudele che, nell’idealizzazione o nella denigrazione, trionfa sull’umanità dell’altro. E individua infine nell’«amore civile» l’unico antidoto possibile alla schiavitù dell’amore fatale.
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- Durata:
- 24' 0"
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- Intervista
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Interventi
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Enrichetta Buchli
psicanalista10:4924' 0"
Filosofa, psicoanalista, diplomata all'Istituto Jung di Zurigo, membro del CIPA, didatta e docente della Scuola di Psicoterapia. Ha lavorato all'Università Cattolica di Milano nel campo della Filosof... Leggi tutto


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