21 MAR 2009
intervista

Intervista a Riccardo Chiaberge, autore del libro: "La variabile Dio". In cosa credono gli scienziati? Un confronto tra George Coyne e Arno Penzias.

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Milano - 09:36 Durata: 28 min 32 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Un libro che nasce dal fastidio crescente per il clima di scontro tra certe gerarchie ecclesiastiche e gli atei bigotti.

Un tentativo per cercare di delimitare le rispettive aree della scienza e della fede, in modo che non ci siano sovrapposizioni, senza pretendere di trovare obbligatoriamente un terreno di incontro.

Lontano dall'angusta e soffocante scena italiana, l'autore ha riunito il laico Arno Penzias, premio Nobel per la fisica e George Coyne: "l'astronomo di Wojtyla".

Due scienziati che sostengono che il conflitto tra scienza e fede non è inevitabile, lo diventa quando la Chiesa
Cattolica pretende di imporre la sua verità rivelata a chi, facendo ricerca, non accetta i dogmi ma esercita la ragione critica.Con accenti diversi Penzias e Coyne prendono le distanze da Richard Dawkins e dal suo modello semplificato così come dai fautori del creazionismo e del "progetto intelligente", che riducono Dio a idraulico di pronto intervento.

Secondo Coyne la teologia si deve aggiornare e fare i conti con la scienza contemporanea.

Il curioso scambio delle parti nel giudizio sull'opera di Galileo Galilei: il laico Penzias giudica severamente lo scienziato, che avrebbe cercato di imporre una teoria senza averla dimostrata empiricamente; il gesuita Coyne (componente della pontificia commissione incaricata dello studio della controversia tolemaico-copernicana) difende Galileo e accusa semmai la Chiesa Cattolica per non aver fatto, all'epoca, lo sforzo necessario per comprenderlo e oggi per aver liquidato la questione come "tragica incomprensione reciproca".Un capitolo analizza il percorso intrapreso dalla Chiesa Cattolica dal 1965 (Concilio Vaticano II) ai giorni nostri.

Le parole del Cardinal Léger al termine del Concilio Vaticano II riprendono anche le parole di sant'Agostino: "Cerchiamo con il desiderio di trovare e troviamo con il desiderio di cercare ancora".Quelle parole danno voce all'idea di un percorso comune tra uomini di fede e uomini di scienza; l'idea di un'umanità in cammino che non si fa spaventare dal nuovo, dalla scoperta.

In pochi anni si passa al timore e alla diffidenza nei confronti degli sviluppi della "tecnoscienza" applicata ai problemi del corpo: fecondazione assistita, anticoncezionali, medicina dei trapianti e progressi della tecnica di rianimazione.

Oggi il "Papa teologo" Benedetto XVI riafferma il primato del magistero ecclesiastico sulla società e sul pensiero strumentale, laico: propone l'idea di una ragione "estesa" del cattolico, superiore a una "ristretta" ragione della scienza.

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