07AGO2014
intervista

Intervista a Enrico Morando sull'andamento del Pil e sul Governo Renzi

INTERVISTA | di Claudio Landi Roma - 00:00. Durata: 8 min 33 sec

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"Intervista a Enrico Morando sull'andamento del Pil e sul Governo Renzi" realizzata da Claudio Landi con Enrico Morando (vice ministro dell'economia e finanze, Partito Democratico).

L'intervista è stata registrata giovedì 7 agosto 2014 alle 00:00.

Nel corso dell'intervista sono stati trattati i seguenti temi: Crisi, Debito Pubblico, Economia, Fisco, Impresa, Italia, Lavoro, Recessione, Spesa Pubblica, Sviluppo, Tasse, Ue.

La registrazione audio ha una durata di 8 minuti.
00:00

Scheda a cura di

Delfina Steri
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Radio Radicale abbiamo qui con noi il Vice Ministro dell'economia Enrico Morando senatore Morando un economista oggi sulla quotidiano la Repubblica la pacata dicendo tra lei è un esponente del partito della spesa facile lei che dice
Ma dico che
Mi è capitato in un convegno recentemente di dire una cosa che io considero per la verità una specie di ovvietà
Parlando di pressione fiscale del nostro Paese rispetto a pubblica del nostro Paese mi è capitato cioè di dire che non necessariamente
Non meccanicamente se è un Paese
A
Pressione fiscale elevata e spesa pubblica elevata si potrà concludere che quel Paese è destinato a non crescere perché ci sono
Dei Paesi che hanno a pressione fiscale relativamente elevata totale e
Hanno spesa pubblica totale relativamente elevata ma riescono a crescere adeguatamente gli esempi non di pace perché sono noti a tutti sono i Paesi in particolare del nord Europa
E così via in quello stesso convegno e di simpatia in tardi non saperlo io ho sostenuto che quindi
Se non si può sostenere che un Paese obbligatoriamente sarà penalizzato nella sua potenzialità di crescita dall'avere una pressione fiscale è alta
è una spesa pubblica alta è invece possibile sostenere sulla base dell'evidenza empirica che emerge dall'analisi
Della situazione economica di quasi tutti i Paesi del mondo che se la pressione fiscale sarà alta sui produttori cioè sul lavoro e su l'impresa allora le potenzialità di crescita di quel Paese saranno relativamente migliore rispetto a Paesi che non hanno questa situazione d'Italia
L'Italia
Sta purtroppo per noi esattamente in questa situazione noi abbiamo una pressione fiscale totale tra le più elevate del contesto europeo ma soprattutto abbiamo la pressione fiscale sul lavoro e sull'INPS esatto la più alta del contesto europeo e la spesa pubblica italiana non è particolarmente efficiente e questo è il secondo elemento quella pressione fiscale così alta sui produttori lavoratori lavoro e impresa
è poi usata per finanziare una spesa pubblica totale che è tra le più alte d'Europa anche se non nella più alta d'Europa
Ha una componente molto grande di spesa per servire il debito cioè per interessi ma soprattutto è largamente inefficiente e cioè abbiamo una pressione fiscale di tipo svedese
Che finanzia una spesa pubblica di tipo svedese ma non abbiamo lo stato sociale svedese non abbiamo la stessa capacità della pubblica amministrazione italiana
Di sostenere lo sviluppo come accade invece in questi in questi Paesi quindi
Bisogna agire su due lati primo ridurre la pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa come abbiamo cominciato a fare con il decreto cosiddetto ottanta euro e con la riduzione del dieci per cento
Dell'aliquota dell'IRAP
Pecco finanziare questi interventi condannare visione della spesa anche su questo punto ho letto che Bisi ne sostiene che il Governo è poco impegnato su questo versante come dimostrerebbe non so quale aveva non è del Presidente del Consiglio alle al alla proposta le iniziative del
Dottor Cottarelli commissario all'alla revisione della spesa
Ma
A me risulta
Che per
Per tabulas come si direbbe cioè sugli atti del Governo che la riduzione della pressione fiscale sul lavoro ottanta euro e sull'impresa meno di dieci per cento di aliquota IRAP in questo secondo caso aliquota IRAP è finanziata dall'aumento della pressione fiscale sulle rendite da capitale ma nel primo caso e cioè ottanta euro
è largamente finanziata e lo sarà ancora di più nel due mila quindici del due mila sedici dai proventi della revisione della spesa ecco per i dati anche del PRC utili e inoltre una situazione non è gravissima lei mi par di capire con Tina difende il decreto gli ottanta euro il provveditore io Cantello però l'impatto non c'è sull'economia intanto positivo perché
Allora
Per prima cosa per onestà diciamo
Dentro i dati che conosciamo il decreto ottanta euro c'cioè per un mese perché i soldi i primi ottanta euro i lavoratori italiani fino a ventisei mila euro di reddito
Lavoratori dipendenti
Fino
A ventisei mila euro dire della Liliana per i primi ottanta euro li hanno presi a maggio alla fine di maggio
Quindi noi abbiamo i dati del secondo trimestre fino a prova contrario secondo trimestre finisce alla fine di giugno si questo di per sé il controvertice ecco diciamo questo non è oggetto di dibattito quindi
Dobbiamo sapere che
Il decreto ottanta euro agisce sulle sui dati che abbiamo di fronte soltanto marginalmente soltanto per un mese ma io non mi trincee lo dietro questo elemento e dico
Una cosa che forse merita qualche attenzione in più
E cioè
è del tutto chiaro che adesso noi ci siamo impegnati
Nello sforzo perché nella sessione di bilancio che si aprirà in autunno
Noi si renda permanenti gli ottanta euro per il due mila quindici per il due mila sedici del due mila diciassette tocca molte decine undici miliardi di euro questo costa molto e rappresenta un impegno formidabile da finanziare con i proventi da revisione della spesa lo dico per il professore disintegra tutti gli ascoltatori e anche per gli ascoltatori da finanziare con la revisione della spesa
E
A mio parere soltanto quando i consumatori che hanno ricevuto questi ottanta euro saranno certi
Ho soltanto se sono certi che quegli ottanta euro al mese in più sono strutturali cioè sono destinati a ripetersi del tempo allora
Potrà esserci un effetto diretto tra riduzione di ottanta euro della pressione fiscale aumento dei consumi di Ottana dei lavori che anni perché le
Ridere consumatori non saranno incorporate nelle loro decisioni ed economiche c'è poco da fare esattamente per quello che riguarda questo aspetto quindi
Non è escluso che il se nei prossimi mesi come noi faremo si renderà accerto che questi ottanta euro ci saranno anche del medio futuro allora io penso che si avranno ricadute sui consumi e quindi sulla domanda effettiva più significativi però
I dati dell'Istat testimoniano che il vero problema dell'Italia è stato determinato in questa fase dall'andamento degli investimenti
E questo ci parla di politica dal lato dell'offerta non di politica dal lato della domanda abbiamo una situazione di economia debole in cui gli investimenti sono ancora ma troppo bassi e quindi bisogna realizzare quelle riforme con con un grandissima celerità ulteriormente accelerando il già un po'
Considerato mediamente veloce passo del Governo sulle riforme ma dobbiamo accelerare molto di più giustizia civile e il primo punto che succede perché tutti gli osservatori internazionali su questi sono concordi assolutamente giustizia civile queste questo impegno che ci siamo presi il primo grado di giudizio della giustizia civile deve arrivare dopo un anno dall'apertura del procedimento
Ci facciamo questo io penso che questa è una riforma di tipo strutturale perché la giustizia civile un'istituzione economica fondamentale per il funzionamento
Di un del del sistema
Secondo peso della burocrazia costa troppo e sulle impresa invece di agire da volano per la crescita agisce detrimento le potenzialità di crescita
Il terzo è indubbiamente sistema fiscale da sistemare sul lato della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa cioè un nuovo passo
Nella direzione aperta dal cosiddetto decreto ottanta euro in meno dieci per cento di aliquota IRAP chiarissimo ringraziamo come sempre ricordando viceministro dell'economia e come sempre un saluto a Dario raggi gamma