01 GIU 2016
intervista

Conversazione con Michele De Lucia sul suo libro "Matteo Salvini sottovuoto spinto" (Kaos edizioni)

INTERVISTA | di Massimiliano Coccia - Radio - 16:18 Durata: 26 min 2 sec
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Tutto cominciò nella Milano del 1993, quando uno svogliato studente universitario (genere italiano medio che più medio non si può) riuscì a farsi eleggere consigliere comunale nelle liste del Carroccio.

Da allora, per un ventennio, il politicante Matteo Salvini, seguace del capo leghista Umberto Bossi e suo pupillo nella ridente Padania, indossando la camicia verde ha dichiarato guerra agli stranieri e ai rom, ha scatenato una crociata contro gli islamici, ha invocato la castrazione chimica per gli stupratori, ha incitato all’autodifesa armata da Far West, ha collezionato poltrone e
poltroncine, e ha fatto il tifo per il Milan calcio.

Finché alla fine del 2013, dopo che il carismatico Bossi ha concluso la carriera nelle cronache giudiziarie, Salvini ne ha preso il posto come nuovo leader della Lega nord.

E parlando all’intestino degli elettori, sospinto dai sondaggi, ha condotto il Carroccio verso la destra estrema, fino a intendersela con neofascisti e xenofobi italiani e esteri, al grido di: «I moderati non esistono: esistono normali borghesi che ne hanno le palle piene».

E anche: «Chi evade le tasse per sopravvivere non è un evasore ma un eroe».

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