15 SET 2016
intervista

Intervista a Erri De Luca sul suo libro "La natura esposta" (ed. Feltrinelli)

INTERVISTA | di Massimiliano Coccia - RADIO - 15:00 Durata: 28 min 17 sec
Scheda a cura di Valentina Pietrosanti
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Nel libro di Erri De Luca "La natura esposta" si sovrappongono molti piani narrativi ed antropologici.

Il protagonista abita in una "terra di transiti", sotto le montagne vicine al confine.

Aiuta gli stranieri a passare oltre, di contrabbando, chiedendo per la tratta lo stesso denaro che prendono altri - il fabbro, il fornaio - ma restituendolo alla meta, perché a lui "piace essere utile all'età che da queste parti va a finire al macero, al delirio alcolico, all'ospizio".

Ma la cosa attira l'attenzione, arriva ai giornali, lo chiamano "il santo dei monti, il contrabbandiere gentiluomo".

Al
fabbro e al fornaio, amici d'infanzia a cui una volta ha salvato anche la vita, la cosa non piace e lui si vede costretto ad allontanarsi dal paese per un po', a svernare in una città sul mare.

Lui sa lavorare con le mani, plasma il marmo, e grazie alla fiducia di un parroco sudamericano trova un impiego per guadagnarsi da vivere lontano da casa: riparare un grande crocifisso marmoreo, opera di un artista del secolo scorso.

La nudità del Cristo, la sua "natura esposta", è stata coperta in passato da un panno che ora la chiesa vuole rimuovere per restituire alla statua il suo primo messaggio, ma lui scopre che sotto a quel panno c'è - ultimo spasimo di una vita che si spegne - un principio di erezione.

È soltanto la prima delle scoperte che, nel corpo a corpo con la statua, si rivelano alle sue mani che scalpellano, che indagano, che cercano il significato di qualcosa che lo riguarda da molto vicino...".

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