11 DIC 2023

La nota antiproibizionista

EDITORIALE | di Roberto Spagnoli - RADIO - 07:30 Durata: 5 min 49 sec
A cura di Valentina Pietrosanti
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Nelle carceri sempre più sovraffollate mancano direttori, magistrati di sorveglianza, personale, agenti penitenziari, educatori, possibilità di lavoro e di studio, riscaldamento d’inverno e aria fresca d’estate, igiene, docce calde nelle celle (a volte anche l’acqua corrente) e un’adeguata assistenza sanitaria.

Non mancano invece gli psicofarmaci: ce n'è un vero e proprio abuso.

Ciò pone domande al Governo, al Parlamento e alla politica che tuona contro la "droga", ha varato le norme anti-rave, ha inasprito le pene per i fatti di lieve entità e vuole impedire la produzione e il
commercio dei derivati legali della cannabis ma tollera l'uso degli psicofarmaci come mezzo di contenzione nelle carceri, comprese quelle minorili (e anche nei Cpr).

Parliamo di cura e di salute mentale o di un modo per tenere sotto controllo i detenuti?.

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