Tra gli argomenti discussi: Cultura, Dirigenti, Giornali, Periodici, Politica, Rassegna Stampa, Storia.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 30 minuti.
09:30
Un saluto agli ascoltatori eccoci anche per oggi all'appuntamento della programmazione di radio radicale in cui vi parliamo di storia oggi cercheremo di affrontare un tema tante volte
In qualche modo l'ambito in queste trasmissioni ma mai davvero approfondito
Direttamente cercheremo di parlarvi di questo argomento utilizzando l'ultimo numero della rivista del Mulino il numero tre di quest'anno
Che ha questo titolo con il quale capiamo subito di che cosa stiamo cercando di parlare oggi essere classe dirigente che cosa significa la classe dirigente che cosa si intende con queste dicitura che cosa si intende più in particolare per le élite e sappiamo l'abbiamo detto tante volte da radio radicale in questa trasmissione ma anche in altri approfondimenti il tema della è lite il concetto delle élite è un concerto particolarmente
Complicato da gestire specialmente in questi tempi socialmente
Nelle circostanze in cui questo argomento viene spesso distorto quando a utilizzarlo sono per esempio con loro
Che si cimentano con le teorie complottiste sui social principalmente ecco cerchiamo di darvi oggi qualche strumento attraverso la impostazione di questa di questa trasmissione qualcos'altro merito invece per capire più da vicino cosa si intende quando si parla di e Little di leggiamo
Qualche passaggio del saggio che trovate appunto sul numero tre del Mulino che abbiamo sul tavolo
Che ha questo titolo l'Italia contemporanea e le sue élite l'autore del saggio e Guido Melis professor Guido Melis ha insegnato Storia delle istituzioni politiche storia dell'amministrazione pubblica
Alla Sapienza Università di Roma è socio della situazione di culture politiche il Molino
E ed è attualmente di è attualmente il direttore della rivista le carte e la storia che pure vi abbiamo citato alcune volte
In questa trasmissione scrive Melis e gli studi
Sulle élite hanno conosciuto in Italia un curioso destino insisteva nella prima parte del Novecento
Una tradizione più che DNA radicata con le ovvie differenze su autori quale Pareto Mosca
Michele il Senato udì Gramsci Gobetti dorso e di sistema anche senza ancora ricevere una sua legittimazione accademica una promettente sociologia delle élite qualche volta abbiamo cercato anche di segnalarvi qualcosa di questi autori entrambe furono scacciate
Dal predominio della cultura idealistica crociana e di quella materialistica del marxismo
Nel dopoguerra si dovette ricominciare praticamente da zero facendo leva sull'opera meritoria ma solitaria
Di alcuni Pio Nieri della ricerca che dovettero abbeverarsi invierà altre tradizioni culturali specialmente negli Stati Uniti
Vennero allora gli studi illuminanti di Robert di Norberto Bobbio di Franco Ferrarotti e di molti altri
Senza trascurare lo dico non solo e non tanto per dovere di ospitalità dice Melis il contributo fondamentale che al tema diedero sin dagli anni cinquanta ai ragazzi del bulino Nicola Matteucci in testa ma tutto ciò avvenne rispetto ad altri paesi in forte ritardo con gravi la Cuneo e basta
Dire delle traduzioni italiane dei classici stranieri sul temo del dibattito sulle riviste bisogno arrivare al marzo del mille novecentosessantacinque per imbattersi in numerose in un numero speciale della rivista i problemi di Ulisse
Che svolse in quegli anni un ruolo importantissimo dedicato a incidenti dirigenti
In Italia arriviamo al sessantacinque dunque la parentesi aggiungo un'osservazione poi ci torneremo nel corso dell'avventura di questo saggio la parentesi del fascismo Mele Sella affronta molto relativamente ma anche la selezione la costruzione della e Little
Dello Stato fascista è interessante perché vive anche la fase successiva duramente come tutti ricordano non ci fu una epurazione e totale della società italiana anzi più volte abbiamo sottolineato in questa trasmissione della continuità dei ceti nucleo specialmente e nell'amministrazione pubblica e questo tema Melis lo lascia da parte perché è un tema oggettivamente onestamente asse ma che esso ha la sua importanza
Per invece riannodare il filo con quanto avvenuto precedente appunto abbiamo dovuto aspettare il sessantacinque
Dice me sul primo bilancio con i meriti ma anche le debolezze di tutte le ricerche centocinquanta pagine quella rivista sedici categorie differenti professionale un vero e proprio Dossi interessante da rileggere
Peraltro non privo di spunti critici il fascicolo riecheggia ma querelle e mai soste mai subiti addirittura vi lontana matrice risorgimentale l'Italia unita aveva avuto e soprattutto aveva una sua classe dirigente assimilabile a quella di altri Paesi
E quanto era estesa quanto realmente capace di dirigere lo sviluppo della società in ebollizione degli anni sessanta e com'era formata chi ne faceva parte tutte domande che naturalmente dicendo anche dire che cosa significa anche intendere classe dirigente perché come sapete ci sono state anche culture e politiche
Che avevano un'idea molto critica nella nel concetto della del ruolo proprio di un cito di una élite e di una classe dirigente ma questo anche è un altro tema su quella rivista raccolta bene disse Ulisse si tratteggiava un quadro di luci poche e di ombre molte
Si segnalava la povertà della base da cui venivano estratti i vertici la limitatezza dei cosiddetti ascensori sociali pur attivi nell'età giolittiana prosegue poi si constatava l'assenza o se non altro la presenza solo dispersa
Ed effimera vigilanti istituti delle filiere nazionali che altrove allevavano oggi gravano classi dirigenti esistevano certo le liti italiane ma come si formavano
Quali quali da quali strutture diciamo così scaturivano e con quanta regolarità in quale modo si inserivano e contagiava no la comunità nazionale generando spinta dinamica queste domande bensì si sta facendo anche capire che cosa si intende
Per classe dirigente per élite
Little del dopoguerra a metà del guado è il titolo del capitolo che segue e che vi leggiamo in qualche passaggio in altri Paesi in altri Paesi europei le élite erano state ed erano ancora prodotte da specifiche Riserve vitali l'aristocrazia inglese per esempio evolvendosi
E divenendo il DAR rurale e urbana aveva dato spinta alla tradizione secolare delle grandi università il modello Hawks Bridget lungo luogo di formazione privilegiato di ieri
Pubbliche e private destinate a durare
Nel dopoguerra la faccia di del gol
Dando corpo a una tradizione risalente all'Ancien Regime poi Napoleone aveva sviluppato il sistema delle grandi scuole sino a creare nel mille novecentoquarantacinque Leena le corna sì un'altra amministrazione
Vera cucina dei vertici della nazione si potrebbe volendo spingersi anche più la nel tempo e nello spazio lo studioso ungherese scuola francese
Tardivamente tradotto in Italia Ballard Ballads nel mille novecentosessantotto scrisse la burocrazia celeste sulla Cina
Dei mandarini fondatrice di un esemplare il sistema amministrativo che ha fatto scuola per secoli studi fondamentali poi sull'impero zarista
Da ultimi quello di Orlando Fiji verso il come il bellissimo la danza di Natascha dice Melis tradotto in Italia da Einaudi nel due mila e due
Ci hanno fatto conoscere l'impresa di Pietro il Grande il geniale fondatore insieme
Della San Pietroburgo moderna e delle élite russe di matrice europea che l'hanno popolata mi permetto di aggiungere un amaro commenta dove sono oggi queste Little nella Russia di oggi ma sul sul raffronto tra la storia di questo concetto che davvero importante da cercare in qualche modo di tratteggiare e i confronto con l'oggi vedrete Melis torna in conclusione con uova importante
Riflessione nulla di tutto quello che abbiamo appena detto è accaduto invece in Italia due fattori hanno distinto storica storicamente il caso italiano da quello di altri Paesi il primo è stata la mancata o tardiva trasformazione nel corso del due per cento quant'anni
Nella storia unitaria di tali delle classi aristocratiche di antico regime in moderne borghesie di stampo capitalistico passaggio molto sintetico ma molto molto importante
Il secondo è stato l'altra dice regionalistica quando non localistica delle poche élite italiane loro
Strutturale per rifinire zeppe di felicità che si è storicamente tradotta nella loro stessa debolezza effimere
Fragili timidi inclini a ripiegarsi in se stesse poco incisive da ciò una certa angustia
Ristrettezza persino asfissia nella produzione delle élite l'assai lunga durata nel tempo
Dei loro gruppi di testa si faccia sul conto
Dei problematici ricca undici ricambi dei vertici delle filiere la cronica difficoltà di rinnovamento quale indice palese
Di stagnazione una situazione di stagnazione anche dal punto di vista della produzione del ricambio del élite italiana
Naturalmente dice adesso il discorso qui è solo abborracciato ma ci serve proprio per questa sua sintetici sintetici scritta aggiungo io
Dovrebbe distinguere meglio tra loro vari campi per esempio separare la classe dirigente della politica d'arresto nell'è lite la prima si era costituita
In prevalenza in successivi innesti dalla periferia al centro anche questo è un tema importante c'è anche nella formazione del fascismo
Per cooptazione nel crogiolo unitario del Parlamento liberale in misura crescente in quello democratico dell'età repubblicana ha potuto usare come chiavi di accesso alla carriera politica che l'apprendistato nei consigli comunali
Nelle organizzazioni sindacali nelle varie forme
Dell'associazione dell'associazionismo nascente senza dimenticare la burocrazia potente vettore di assorbimento nei ministeri romani dei laureati locali specie del sud tuttavia questo assorbimento era riuscito solo in parte un romanzo di Federico De Roberto l'imperio pubblicato postumo e non finito nel mille novecentoventinove
Ideale continuazione dei viceré famosissimo romanzo di De Roberto narrava
In modo esemplare l'ascesa romana di don Consalvo Uzeda principe catanese nella Roma soprattutto al mondo parlamentare di fine Ottocento un catanese a Roma perennemente inguaribili mente
Catanese aumenterà letteratura sullo burocrazia italiana
Cito solo il capolavoro di Carlo Emilio Gadda Quer pasticciaccio brutto di via Merulana Margot biografia sarebbe davvero vasta schiera Melis raccontava di un'alta e media amministrazione meridionale cresciuta in prevalenza nelle università del Sud
Intrisa sì nel linguaggio di inflessioni dalle dialettali qui naturalmente Carlo Emilio Gadda è davvero interessante andare a rivedere dominata più che dal senso dello Stato nazionale da un inestinguibile cultura familista possono dirsi davvero un'élite nazionale quei direttori generali quei capi di gabinetto quei Consiglieri di Stato maestri dell'interpretazione della norma seguaci seguaci del culto
Del culto dell'atto amministrativo pure l'internazionale del vero senso della parola quella
Burocrazia del del cavillo e altre domande del genere per appunto dire che no non si trattava
Della formazione di vere elette poi più avanti vi era è giusto ricordarlo delle è lite economica racconta mense spiega Melis ufficialmente quella industriale quella finanziaria
Formatasi nel passaggio stretto tra Otto e Novecento collegata a quello che fu a partire almeno dall'età giolittiana
Pur con tutti i suoi limiti il Progetto della modernizzazione italiana pochi ma in compenso eccellenti i nomi di questi eroi borghesi citazione tra le righe si conoscono tanto bene da poterci risparmiare digitale qui a uno a uno una serie di ottimi studi di storia economica
Hanno cantato le loro gesta più tardi il miracolo economico avrebbe aggiunto a quei Pinocchio Nieri una nuova leva grazie all'ascesa
Di operai dai calli alle mani ma fattesi imprenditori di padroncini venuti dal basso ma tenaci e capaci di pensare in grande di creatori buoni venditori di nuovi prodotti dell'Italian style
Giorgio Bocca
Di queste élite di provincia ruvida tempra di scalatori sociali ci ha lasciato un'istantanea già
Tanto vivida quanto per certi aspetti impietosa scattata quasi in presa diretta nel suo miracolo all'italiana pubblicato nel mille novecentosessantadue sono interessante che queste citazioni
Di Melis perché CD raccontano il suo ragionamento da diversi punti di vista
Libro di bocca non è un no romanzo ma prima con le altre situazioni abbiamo intravisto
Il suo quadro diciamo così tracciato anche attraverso le parole degli scrittori
Proseguiamo vi erano poi lei lite giovani dell'immediato secondo dopoguerra che si erano aggregate nel periodo della ricostruzione dal mille novecentoquarantacinque al sessanta élite democratiche
In certi settori indubbiamente innovatrici parlo dei nuovi meridionalisti che idearono larga misura realizzarono l'intervento straordinario Saraceno Vanoni pare unito il Sylos Labini Ciriani
Sebregondi
E gli intellettuali dello Svimez si virtuosi circoli della Banca d'Italia quelli di via Nazionale per dirla con il titolo di un bel libro di Alfredo giglio bianco
Il collettivo sperimentato dei banchieri come Raffaele Mattioli Enrico Cuccia Stefano Siglienti ci fu e conto molto la regia
Dei lividi degli altri grandi enti ereditati dal regime
Della Cassa per il Mezzogiorno di Ferdinando Rocco e anche di quella già diverso davvero
Di Gabriele Pescatore soprattutto il prorompente ruolo di punta dell'ENI di Enrico Mattei sicché questi visse o nell'impresa privata ma di un privato che guardava
Alla collettività e al sociale
L'esemplare modello di Adriano Olivetti
Entrambi Mattei e Olivetti capaci di pensare in grande di concepire l'iniziativa industriale come il Lerna per cambiare la società arretrata davvero utile al mio giudizio questo saggio di mesi perché con questo sguardo d'insieme
Ci racconta questa vicenda della formazione delle lite delle classi dirigenti del nostro Paese e ci dà anche la possibilità per chi volesse approfondire
Cita tanti nomi tanti personaggi da questa trasmissione alcune volte abbiamo cercato di raccontare ad esempio rivetti
Ma anche in qualche occasione Mattia Ugoni per chi vuole oggi con gli strumenti a disposizione controllando naturalmente bene le fonti
Da cui si prendono le informazioni si può davvero approfondire
La storia questo pezzo della storia italiana prosegue ancora prego ancora me su un mix intelligente insomma di progettualità
Nuovo
Che seppe trovare i luoghi momenti per incrociarsi per fare come si dice massa critica
Che ebbe una visione dello sviluppo e in gran parte è riuscire anche a metterla in atto trovando gli strumenti necessari i grandi enti pubblici del dopoguerra le culture adatte un mix tra pubblico e privato
Che sulla felice che apre e soluzione del problema due alberino fanno nascere foresta i limiti del modello italiano adesso vediamo i limiti capelli capitolo successione abbiamo avuto per fortuna queste importanti eletti virtuosa
E la nostra storia recente ma soprattutto ci siamo potuti avvalere di mille circoli istituzioni culturali reti di intellettuali spesso di matrice privata che non pubblica
Per la verità che hanno virtuosamente supplì so dalla supplito dalla periferia alle assenze del centro basti pensare per esempio al benemerito plurisecolare gabinetto Vessio
Di Firenze e di alcune università che hanno funzionato a volte come organizzatrici nazionali di cultura sebbene con i limiti del sistema ottocentesco degli atenei italiani dice di giornali
Quotidiani periodici che hanno aggregato idee convogliato iniziative persino creato movimenti d'azione l'Italia delle cento città
Tra i suoi molti svantaggi avuto nei confronti di uno Stato centralista lontano inerte se non altro la
Rinascita di un suo mai del tutto silenzioso dinamismo culturale forse l'istituzione delle Regioni statuto ordinario avrebbe potuto contribuire ma insomma
Tutto ciò è vero non si può negare che intanto in quella stessa società delle poche vittime virtuose cercando di modernizzare resistenze ero quasi sempre con successo i fortilizi del passato
Annidati nell'alta finanza nella banca privata e pubblica persino nell'impresa e non solo nella piccola ma anche in quella di grandi dimensioni anche qui aggiungo una riflessione
Della chiarezza e la sintesi di questo ragionamento importante per capire poiché questo elemento che fu un elemento fondamentale nel passaggio in realtà ma questa è una riduzione che aggiungo io belli sono la fa ma in questo passaggio ci dice di queste di questa resistenza dei fortilizi del passato ebbero effetti nella prima fase specialmente della vita repubblicana
Prosegue infatti dopo aver tracciato questo quadro di cui vi ho detto
Questi fortilizi resistevano in questi ambienti in questo in assai con la rivoluzione possibile del dopoguerra dovette per lo più segnare il passo o con quel mondo Downtown stipulare compromessi anche qui la sintesi
Davvero rapida ma è quello che è accaduto stipulare compromessi con questi fortilizi del passato lo provano le indagini sul traghetto amento
Della vecchia classe dirigente economica nel nuovo ordine repubblicano dominato almeno apparentemente dal mercato balza scorrere i cognomi è stato fatto
Vagliare le reti di solidarietà Arata famiglie valutare le alleanze tra pochi
Nel ristretto vertice di un capitalismo italiano che pure in presenza di una fase nuova che investiva la base restava in cima ben assestato suo antichi e tradizionale equilibri
Prosegue poi più avanti la classe industriale del passato Federico Maria Pace esce nel fascicolo di Ulisse di cui abbiamo detto definiva un qualche enfasi di troppo i capitani d'industria
Era stata caratterizzata da una forte impronta di continuità familiare non sempre garanzia efficienza da un eccesso di confidenza col Governo da una visione spesso angusta e provinciale e soprattutto dall'assenza di una cultura unitaria aveva ragione pace se nel sessantacinque denunciare il clima anti industriale del Paese anche se gli sfuggiva come gli imprenditori privati stessi vi fossero in larga parte i corresponsabili
Due alberi quindi non fanno una foresta diceva pace se nel sessantacinque
Anche se gli alberi si chiamavano Agnelli e Tirelli due gemelli cioè rappresentanti entrambi di una diversa concezione del capitalismo
Anche se essi stessi poi coinvolti del compromesso con la rendita Hitler vecchie forze politiche del panorama economico ottimismo della volontà pessimismo della ragione l'ultimo capitolo fu necessaria la spinta dice è che qui su in qualche modo sorprendente questa questa affermazione di me disse fu necessaria dice la spinta del biennio
Sessantotto sessantanove oggi il giudizio specialmente appunto no
Tra gli studiosi e tra gli accademici come è meglio essere
Ed N è un autorevolissimo rappresentante il sessantotto sessantanove e giudicava un po'comizio all'era del del diavolo proprio del demonio e invece qui c'è una valutazione interessante vediamo da che punto di vista
Fu necessaria questa spinta perché qualcosa si muovesse non solo per i soldi che avanzate
Seguite spesso da strategiche ritirate ma per l'effetto per l'effettivo influsso di questo grande moto innovativo della modernizzazione che investibili nel suo complesso in quegli anni la società italiana questa la chiave che Melis sceglie il mio giudizio giustamente per interpretare
Quel momento c'era nel sessantotto sessantanove con lei tragiche conseguenze di quello che poi fu l'idea all'ideologia della violenza anche questa spinta alla trasformazione della Società Italiana spinta aggiungo io interpretata poi negli anni successivi dal Partito Radicale di Marco Pannella
Ma andiamo avanti nel del Senio successivo negli anni settanta e negli ottanta
Sebbene con diverse dinamiche subentrò un rallentamento annunciato in economia prima e e poi con la seconda crisi petrolifera anche se un paradosso merita quindi essere registrato si realizzarono in quel decennio una volta in più
Una volta di più il ritardo ma tuttavia le si tradussero in legge e non è poco le grandi riforme che i tre governi Moro del primo centrosinistra
Mille novecentosessantatré mille novecentosessantotto animano impostato senza poter lei portare a compimento anche questa frase
Secondo me non è composta a caso contiene forse tanti argomenti da approfondire
Quali erano queste riforme spiega Melis la tributaria sia pure con i suoi molti difetti la finanziaria quella delle società in Borsa lo Statuto dei lavoratori
La riforma sanitaria l'istituzione delle Regioni a statuto ordinario il divorzio la legge centonovantaquattro sull'aborto la riforma del diritto di famiglia
E queste ultime socialmente portano come sapete
Chi ascolta Radio Radicale
La firma del del mondo radicale che Lea promossa
Prosegue Melis fu quella una curiosa stagione dal duplice voto riformatore nelle leggi ma insieme di depressione collettiva dello spirito pubblico attestava il generale stato di malessere
E spesso anche nella estrema frammentarietà nella debolezza dei governi in quello che Giulio Andreotti giunto dopo una lunga scalata alla leadership suprema del Paese nel mille novecentosettantadue chiamava il d'impedire e si noti qui la finezza del verbo prescelto osserva
Finemente diciamo Melis dell'alleanza antiche centro sinistra il dei periti
Si stava chiudendo un'epoca in affetti spiega mese mentre era in atto anche un ricambio al ribasso nelle classi dirigenti del Paese dagli enti pubblici pilastri esterni
Del miracolo uno economico al mondo
Della grande impresa privata dove è finita
L'epoca dei BNA rifondatori
Si apriva quella degli eredi che passavano dall'attività industriale
Alla speculazione finanziaria qui una citazione la scomparsa dell'Italia industriale avrebbe intitolato così un suo desolato e desolante bilancio
Del di fine secolo il sociologo Luciano Gallino
E però questa questa diciamo questa trasformazione è stata letta anche da altri punti di vista e adesso qual è lo stato delle élite italiane lascerei agli studiosi di economia un bilancio sull'oggi dice
Saggiamente Merisi evitando per parte mia di cadere in facili certamente fallaci catastrofismi il confronto tra il presente e il passato è sempre in tutte le sistemazioni Studium storiografiche Perico popolo pericoloso non foss'altro perché gli occhiali dello storico non sono adatti per cogliere da vicino
Nella sue fase di Stato una scelti il farsi della storia che verrà
Anche questo sintesi un concetto molto importante vedute contraddittorie caratterizzano il confuso panorama attuale limare i diversi
Di quelli che furono in passato i laboratori di formazione delle élite la scuola l'università
All'arma la forte di mediazione tra le generazioni mai neppure nelle asprezze del sessantotto della contestazione si era avuta una così radicale scissione
Della quale il sintomo evidente l'estraneità anzi l'indifferenza dei ragazzi rispetto alla politica fosse pure solo per contrastarla per contestarla incombe su scala mondiale la crisi stessa della storia dice mese stressato
Espressa Niño Ranza del passato diffusa nell'intero corpo sociale aspettiamo
Dice Melis di cento uomini di acciaio
Che evocava Guido dorso con l'ottimismo della volontà come diceva Gramsci ma non abbandoniamo il pessimismo della ragione bene saperlo non sarà facile vederli arrivare questi questi cento uomini d'acciaio almeno di questi tempi con il questa conclusione ci fermiamo anche per oggi perché abbiamo finito il tempo vi abbiamo letto con uno dei saggi che trovate sul numero tre del Mulino essere classe dirigente e poi ci sono altri approfondimenti su cui torneremo nelle prossime settimane per cercare di affrontare questo tema davvero è un tema cruciale forse proprio rispetto alle ultime parole
Di questo intervento di Melis cioè rispetto al la ignoranza della storia o meglio all'utilizzo strumentale
All'utilizzo ideologico che si fa della storia nelle letture strumentali complottisti che uno strumento che
Del mulino da questo punto di vista questo numero essere
Classe dirigente molto importante per capire che invece gli studiosi cosa dicono quando studiano tra le e per ci fermiamo che però oggi e vi diamo appuntamento alla settimana prossima
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