Puntata di "Notiziario del mattino" di venerdì 12 dicembre 2025 , condotta da Roberta Jannuzzi .
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 29 minuti.
9:32 - CAMERA
10:08 - SENATO
8:00 - Parlamento
8:30 - Parlamento
8:45 - Camera dei Deputati
9:15 - Senato della Repubblica
12:30 - Senato della Repubblica
13:30 - Parlamento
13:30 - Camera dei Deputati
Nove e tre minuti grazie a Carlo Romeo adesso è il momento di aprire notiziario del mattino di radio radicale vi ricordo l'appuntamento con la Camera alle nove e trenta indiretta
Le trattative per la pace in Ucraina il ruolo dell'Unione europea il tema dell'adesione del Paese all'Unione
L'attacco di Trump all'Europa le politiche energetiche europee la situazione in Serbia nei Balcani la finanza e poi il DDL Delrio la trattativa ha in corso per la vendita delle testate del gruppo Jedi
Lo stato di agitazione della redazione
Della stampa chiuderemo con la rubrica scegliere il futuro con il professore Enrico Giovannini Roberta via non si studi ordinato il vetrocemento Cerci Alessandro
Teodori come detto apriamo parlando di Ucraina del ruolo dell'unione europea in questa fase cioè l'unione e chi è hanno elaborato un piano d'azione per velocizzare la dizione nell'Ucraina all'unione europea ci racconta tutto nostro corrispondente da Bruxelles David Carretta Bongiorno David
Pensando che non sento niente
Non lo non lo sentiamo ancora
Attendiamo solo un attimo che ripristiniamo il collegamento in modo che anche David ci senta poi vi ricordo che va bene ecco forse ce l'abbiamo David Buongiorno
Sì buongiorno vuol dunque parliamo naturalmente dell'Ucraina del ruolo dell'Unione europea in questa fase e di un piano d'azione per l'adesione del Paese all'Unione Europea
Sì partiamo dalla notizia del giorno almeno sulla otto europeo gli ambasciatori dei ventisette Stati membri ieri hanno trovato un accordo anche se a maggioranza qualificata
Su una delle proposte della Commissione per lanciare il prestito di riparazione all'Ucraina utilizzando gli attivi sovrani russi immobilizzati cosa prevede questo testo fondamentalmente di vietare il trasferimento degli attivi alla banca centrale russa
Nel caso in cui le sanzioni dovessero venire meno magari per un veto di Viktor Orban il premier ungherese alla proroga la proroga deve esserci ogni sei mesi
Oppure per una decisione
Di una Tribunale arbitrale internazionale per molti aspetti è una precondizione per poi utilizzare quelli attivi sovrani russi per il prestito di riparazione all'Ucraina
In modo da ridurre i rischi per il Belgio dove centottantacinque miliardi su duecentodieci miliardi in totale sono detenuti nella società Euroclear due paesi si sono espressi contro ieri
La l'Ungheria e la Slovacchia
Altri due Paesi hanno espresso delle riserve
Nel momento in cui il voto vero e proprio si terrà nel corso della giornata di oggi attraverso una procedura scritta che si conclude alle cinque di questo pomeriggio
Questi due paesi sono al Belgio che aveva già criticato l'utilizzo di un articolo del trattato centoventidue
Che fondamentalmente serve per le crisi economiche per adottare misure emergenziali e ovviamente secondo il Belgio questa è una forzatura nei suoi confronti nel momento in cui rischia così tanto un terzo del PIL con l'operazione di prestito di riparazione
Ma anche l'Italia ha espresso una riserva non ha chiarito come intende votare nella procedura scritta che si concluderà alle cinque ad ogni modo questo è considerato una buona notizia dagli altri Paesi europei anche se resta molto lavoro da fare per mettere in opera questo prestito di riparazione
E il tempo è poco il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo si riuniranno giovedì e venerdì prossimi
Per trovare un accordo occorrerà occorrerà non scoop altri compromessi e il Belgio rimane scettico di fronte di fronte a questa soluzione
Ieri è stata però un'intensa giornata diplomatica con diverse indiscrezioni su
Il contro piano che Volodymyr Zaleski dopo essersi consultato con gli europei a inviato a Washington si parla di una zona demilitarizzata Bombassei l'Ucraina potrebbe ritirarsi dai territori che continua a difendere circa trenta per cento del dell'oblast di don ex in cambio però di un ritiro anche della Russia da lungo una striscia di terra per creare questa linea demilitarizzata Zaleski anche ribadito la la la disponibilità convocare elezioni se gli Stati Uniti garantiranno la sicurezza di questo processo elettorale
E se ci sarà evidentemente un cessate il fuoco
Il cancelliere tedesco Trevisi verso annunciato che la prossima settimana all'inizio della prossima settimana si terrà una riunione a Berlino e di aver invitato anche la parte americana partecipare a questo a questo incontro nel frattempo ieri a le ho pulito in Ucraina c'è stata una riunione straordinaria
Dei ministri degli Affari europei riunione simbolica di sostegno a chi arriva l'obiettivo della presidenza danese del consiglio che aveva convocato questa riunione era cercare di spingere per la la candidatura il processo di adesione dell'Ucraina bloccato dal veto dell'Ungheria l'Ungheria continua a mantenere il detto la soluzione che si su cui si sta lavorando è fondamentalmente far procedere
Tutto lavoro sul piano tecnico in modo praticamente informale senza aprire in capitoli negoziali perché serve l'unanimità su questo inattesa in attesa che ci sia un eventuale via libera da parte dell'Ungheria Ungheria che andrà alle elezioni lo ricordiamo nell'aprile del prossimo hanno questo pone però un problema
Per un altro Paese candidato la Moldavia che già associata all'Ucraina due sono praticamente gemellate nel processo di adesione e alcuni Paesi europei ritengono che vadano disaccoppiato e per permettere a accesi in auto di procedere più speditamente di questo anche parleranno i capi di Stato e di governo la prossima settimana sarà un altro tema di scontro perché in realtà sull'allargamento la questione non è sul letto
Dell'Ungheria ci sono diversi Paesi che in qualche modo temono l'allargamento di questo quel canto a questo o quel candidato non è solo un problema legato l'Ucraina e di conseguenza
Il il dibattito rischia di essere molto divisivo così come lo sarà quello sugli attivi sovrani russi immobilizzati per ora è tutto ti restituisco la linea
Grazie davvero David Carretta adesso andiamo avanti con il notiziario nove undici minuti ritorniamo sull'attacco del più The americano Trump all'Europa e all'Unione Europea Lanfranco Palazzolo ha chiesto un boom commenta al senatore del Partito democratico
Graziano Delrio
L'Europa ci serve come noi abbiamo ereditato dei nostri padri
In grande sogno politico grande sogno di convivenza pacifica una grande casa dei diritti e ci ha consentito di sviluppare il nostro Paese diventare la settima potenza mondiale siamo quello che siamo grazie all'Europa grazie le scelte dei padri fondatori dell'Europa
E quindi quando si attacca l'Europa si attacca a casa nostra io vorrei che la presidente Meloni avesse ragione a dire che Trump in fondo si può dialogare e così via tra sta liquidando invece il pensiero occidentale come l'abbiamo conosciuto la divisione dei poteri Trump attacca la magistratura
Dalla grazia coloro che assaltano il Parlamento attacca le libere universitari libero pensiero
Attaccare i fondamenti dell'ultimo multilaterale perché attacca gli organismi multilaterali non credo che abbiamo bisogno di altre prove e potrei continuare con questo lunghissimo nelle Elenco
Credo che Trump pensi che l'Europa è destinata a essere schiava da un punto di vista la manifattura della Cina e schiava da un punto di vista delle tecnologia dagli Stati Uniti
E non è purtroppo molto lontani dalla verità nel senso che se l'Europa non prenderà in mano il suo destino
Questo accadrà ma la debolezza dell'Europa dipendente oggettiva politicamente dipende dalle scelte degli Stati nazionali questo in grande tema le europee gli italiani devono capire che se l'Europa non riesce ad essere Forte politicamente forte in politica estera forte in politica della discesa
E perché appunto non è unità perché gli Stati nazionali non vogliono cedere sovranità la portava sempre tenuto aperta figuriamoci con un alleato storico su questo non c'è nessun dubbio ma il problema è che lui va in un'altra direzione
Quindi una persona che ha una valigia in mano prendo il treno che va in un'altra direzione non direzione la democrazia dei diritti della pace il multilateralismo e della cooperazione d'elezione della legge del più forte e quindi tratta con i forti e i deboli non li considera e quindi noi dobbiamo diventare forti se vogliamo essere all'altezza dei grandi imperi
Si stanno consolidando imperi economici interi tecnologici in piedi politici
E quindi il tema è io direi di sì si tenga aperto un dialogo ma soprattutto l'Italia sia quello che è stato nel dopoguerra cioè il Paese che guida il processo di rafforzamento e di integrazione ulteriore dell'Europa
Così il senatore del Partito democratico Graziano Delrio
La politica energetica europea intanto a praticamente chiuso i rubinetti di approvvigionamento con l'Est e quali sono le prospettive a lungo termine di questo processo di distacco dalle fonti russe
Antonello de Fortunato ha chiesto all'economista Mattia danni
Beh diciamo che è una una caratteristica dell'Europa e dell'Italia ma anche dell'Europa in generale che noi purtroppo siamo stati sempre molto poveri materie prime non quindi noi non abbiamo e non l'avremmo nel breve termine la capacità di renderci veramente energicamente indipendenti no naturalmente e queste uno degli obiettivi comunque era ma lo è tuttora il bicchiere grandi di raggiungere il più possibile indipendente energetica
Questo vuol dire più rinnovabili possibile in Europa
Che però creano a volte problemi tecnici li vediamo a quello che è successo recentemente espansione Suma praticamente ora se proprio vogliamo risolvere la situazione è Energia Nucleare
Che senza l'energia nucleare noi non riusciremo a veramente diventare sostanzialmente magicamente indipendenti cioè quindi questa un po'il problema dell'Europa non proprietario politico storico
Nel passato noi avevamo avviato questo tema abbiamo col colonialismo andando a prenderci le risorse
Dove erano no cioè adesso che è una moda possibile vorrei Holliday Larry non è possibile dobbiamo crearle nei limiti nei limiti e probabilmente rinunciare ad alcune nostre
Con grandi Joni come ambientali o territoriali accettare più pale eoliche più
Impianti fotovoltaici anche se non sono belle e probabilmente aprire al nucleare la anche se quelle una soluzione comunque lungo termine perché si parla di
Possibili by pass pur barattando la questione politica insomma centrali che possono essere appunto in quindici vent'anni o sbaglio
è lui pende perché naturalmente dipende da quanto rapidamente vogliamo andare no perché il il il cosiddetto mini nucleare che eviterebbe il calo che c'è che nel mondo ci sono portaerei non militari o sottomarini che alloggiavano Gianelli enucleare già comiche il mini nucleare egli ha possibile apportare a questo è apportata no naturalmente è un tema di costi le grandi centrali una generazione magari faranno quindici vent'anni ma il vero tema è se vogliamo partire o non partire no
Così matti Adani quarantanove fortuna ci sposiamo adesso nei Balcani Sandro Gozi eurodeputato di Rimini Europe segretario del Partito democratico europeo è stato insignito del due mila venticinque European Weston vacanza Walter
Abbiamo chiesto dello stato dell'allargamento e Balcani in particolare del rapporto con la Serbia guidata dal filo russo Aleksandar Vučić che reduce dalle proteste studentesche che proseguono in patria
Ha appena incontrato i rappresentanti delle istituzioni europee
Siamo molto preoccupati siamo molto preoccupati perché il presidente Vucinic era che era da molti a Bruxelles e nelle capitali europee qualche anno fa e fino a poco tempo fa come l'unica persona che poteva riuscire nel processo di di integrazione europea della terapia o di ritengo sia il principale problema politico del percorso europeo o della Serbia finalmente vive decidere tutte europee in particolare la presidente la commissione con der Leyen ma anche il Presidente Consiglio europeo Antonio corso hanno preso atto che non possiamo girarci più dall'altra parte non possiamo chiudere gli occhi non possiamo pensare che le restrizioni alle libertà fondamentali il modo illiberale con cui Vučić il suo Governo sta gestendo la protesta studentesca possono essere accettabili perché UTC è un fattore di stabilità nella regione ormai Gucci c'è un
Fattore di instabilità nella regione e sappiamo quanto la fragilità dell'Europa sudorientale di Tenda moltissimo non solo va moltissimo storicamente dalla Serbia e da Belgrado
Butticè continua di fatto a illudersi di potere un Pontedera usare un'attrazione che a Roma denudata spesso dall'Atlantico lui vorrebbe essere
Un ponte tra Putin e gli europei entrambi i conti quello su o sull'Atlantico quello sui Balcani non esistono
E e l'ambiguità di Wtc rispetta la Ruta mancare rispetta la Cina è un altro problema geopolitico che si aggiunge a quello regionale detti aggiunge anche alle violazioni
Dello stato di diritto quindi certamente è un passaggio molto molto delicato e noi dobbiamo essere molto esigenti
Nell'interesse la Serbia e nell'interesse del popolo poche credo che anche in questo il momento stia Mary stiamo dimostrando che chi merita l'Unione europea
Sono le nove e diciannove minuti questo notiziario del mattino di radio radicale
Adesso ci occupiamo di carcere ricorderete quanto dichiarato durante la sua visita a Rebibbia dal Presidente che la Repubblica a proposito della situazione
Drammatica in aula alcune carceri italiane e anche Jappelli che ci sono stati da più parti tra l'altro dal presidente del Senato la Russa che ieri nei auguri di Natale ai giornalisti alla stampa è tornato su questo argomento ai giornalisti hanno fermato ieri
Durante la manifestazione di Atreju qui a Roma il ministro alla Giustizia Nordio che ha dichiarato quanto segue sentiamo
Prodotto da De Grazia non è di competenza probabilmente sarà l'onorevole veniva del popolo comunque Genzano che noi stiamo lavorando avvenuta ridefinizione della situazione gazzella dei criteri di interpretazione su due direzioni le più importanti provento la detenzione differenziata dei tossicodipendenti deputy molto spesso delinquenti da pulire sono varati da curare quello di detenzione differenziata presso soprattutto le comunità adeguato controllo Provveditorato sempre
Posizione diciamo ovvero e quindi di limitazione delle libertà la seconda proprio sulle spiagge più importante che abbiamo quindici per ridurli detenute tutti e non solo o sottoposte a condanna definitiva molti dei quali poi vengono due filosofie la cui detenzione si chiude da allora scrive ingiustificata allora io trovo più ragionevole evitare che si rientri il prigione prima del processo quando si deve presunti innocenti dunque libera riesce oppure per indulgenza dopo la condanna quando sui colpevoli con gli omonimi tipo il fumo negli occhi dei valori quello che appunto dicevo divise
Ecco questo il passaggio in cui appunto ha risposto alla proposta della presidente del senato La Russa alle domande che i giornalisti erano fermato durante la manifestazione di Fratelli d'Italia
A Roma adesso cambiamo nuovamente argomento e andiamo ad ascoltare un passaggio dell'intervista che Antonio del Fortuna realizzato con Milena Santerini
Docente universitaria vicepresidente la Fondazione memoria
Nella Shoah già coordinatrice nazionale per la lotta all'antisemitismo parla in particolare delle polemiche legate al disegno di legge di arrivo sull'antisemitismo
Voglio chiarire che ci sono quattro proposte di legge entrano dal Parlamento le prime tre uno della lega una del Forza Italia e una di Italia viva
Riportano espressamente l'adozione della definizione dell'Aga Khan dell'Iran Tonolo calcano andata avanti
Poi l'unica che non lo farà è che quella del rinvio il quale dice
Ma il testo dice facciamo riferimento a sì ma poi prevede alcune norme che sono completamente diverse
E in particolare contattano antisemitismo on line facendo delle pressioni sulle grandi piattaforme proverbi che pecca poi ci sono dei provvedimenti subito definita sulla scuola e così via
Quindi l'equivoco forse non so perché la falsità che ha ha girato in questi giorni è che quella proposta che è quella che vuole adottare no è l'unica che non vuole adottare
Ma quali fa riferimento e fare dice diventa legittimo perché vuol dire far riferimento a tutti gli eventi che ci dicono che la critica ma assume tante forse a questo punto come dicevamo insomma è comprensibile ma se dovessimo fare un testo unico di queste quattro proposte
Anche in direzione delle mandare
Sono molto d'accordo ecco a questo punto un testo condivido che lo chiedono anche le comunità ebraiche imposto da mente pensare neon deve prevedere adozione nella definizione non deve prevedere nuove norme penali perché non è questa la strada
Deve prevedere appunto al Comune
Possibilità di contrasto all'antisemitismo in campi specifici io per nulla impianto deve io condivido la parte sulle grandi piattaforme cioè parliamoci chiaro di tutte le segnalazioni di antisemitismo grave conclamato cioè quello che dice ebrei ai forni
Che vengono segnalate alle grandi piattaforme ne viene rimosso il quindici per cento quindi stiamo parlando del fatto che l'ottantacinque per cento dell'alpinismo grave quello è stato quello che è un reato sì resta lì
Quindi dobbiamo trovare un modo di costringere qui siamo al tema del giorno questo è un potere monopolistico un potere di autocarri lento ma hanno il mondo in mano e dobbiamo riuscire a togliere l'odio è chiaro che loro non vogliono togliere l'odio antisemita perché dovrebbero togliere anche l'odio magari in difesa di tram pochi altri o di altre sceso dovrebbero fare diciamo dovrebbero far polemiche a tutti i livelli
Così un passaggio dell'intervista Milena Santerini
Veniamo adesso la situazione del gruppo editoriale Jedi che fa capo alla Exor la società della famiglia Agnelli il camion
Dopo mesi di indiscrezioni mercoledì le redazioni di Repubblica alla stampa sono state per la prima volta informate direttamente dalla proprietà
Dell'intenzione di vendere tutte le attività del gruppo Jedi entro gennaio
Le relazioni sono in stato di agitazione hanno preannunciato nuove iniziative tra cui alcuni giorni di sciopero intanto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e l'editoria Alberto Branchini ha convocato però oggi i vertici di Jedi il CDR quello della stampa è quella della Repubblica Lanfranco Palazzolo ha chiesto una riflessione Guido D'Ubaldo e che è presidente dell'ordine dei giornalisti del Lazio
Sì sì è una situazione molto preoccupante quello che in atto alla stampa il gruppo jazz in particolare
I colleghi della stampa sono in assemblea permanente hanno proclamato lo sciopero il giornale non è in edicola proprio per questa situazione che si è creata con la comunicazione da parte della proprietà
In questa imminente vendita della testata
è una situazione poco chiara che lasciare grandi dubbi sul futuro
Dei colleghi
E chi è mette pericolo una testata storica come la sta
E tutto già congedi ieri in grande pericolo in grande difficoltà conosco la ho toccato con mano l'attenzione di molti colleghi sono qui su Roma e devo dire che questa situazione non solo mette a rischio due grandi testate come solide come
La stampa e ma soprattutto mette a rischio la democrazia perché si chiudono testate importanti ma questo in un momento già così difficile per il mercato dell'editoria il settore dell'editoria in Italia significa che davvero la democrazia
Il pericolo
Così l'intervista e Lanfranco Palazzolo a Guido D'Ubaldo presidente dell'ordine dei giornalisti del Lazio adesso un aumento della rubrica scegliere il futuro con il professore Enrico Giovannini cofondatore e direttore scientifico
Dellas rissa alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile
Buongiorno e benvenuti alla rubrica scegliere il futuro
Questa settimana la Commissione europea guidata per la seconda volta da Ursula von der L'Aia ha compiuto un anno
Un anno difficile un anno di lavoro molto intenso un anno
Caratterizzato certamente dallo scontro con gli Stati Uniti non solo sui dazi ma anche dalla gestione estremamente difficile come vediamo anche in questi giorni
Della guerra in Ucraina
Un anno passato a cercare di rafforzare il ruolo dell'unione europea sulla scena internazionale ma anche un anno di insuccessi
Non tanto dal punto di vista economico quanto rispetto alle promesse agli obiettivi che fonde Aglaia in aveva indicato al Parlamento europeo
Sui quali il Parlamento stesso aveva votato la fiducia
E poi un anno di lavoro del squadra di commissari che è stata certamente sottoposta a forti pressioni di varia natura ma che secondo molti osservatori non è composta da leader da persone veramente all'altezza della situazione
Un anno in cui basta parlare con chi opera a Brussel la presidente ha ha centralizzato gran parte delle attività sui dossier principali
Con un piglio decisionista che ha reso a i servizi della Commissione europea
Un po'insoddisfatti rispetto invece un approccio più coerente più inclusivo che la prima Commissione fonda Lian aveva sperimentato se andiamo a confrontare le promesse le gli obiettivi che si dovevano raggiungere e quello che è stato fatto dopo un anno l'insoddisfazione appare abbastanza evidente temperata dalle considerazione che ho appena fatto rispetto in particolare alle tensioni con gli Stati Uniti
Per esempio sul tematiche ambientali la Commissione europea ha fatto marcia indietro su varie
Dimensioni
Non soltanto sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese ma anche su un Regolamento contro la deforestazione e in generale ha passato il messaggio che il grind il
Benché confermato avesse molti errori esattamente
La narrativa che le forze populiste in parlamento ma anche ampi settori delle lobby economiche avevano cercato di passare
Durante la campagna elettorale e successivamente
Ci sono degli scogli importanti sui temi della politica industriale per esempio con la questione del settore dell'automobile e vedremo nei prossimi giorni come la Commissione proverà a salvare la transizione verso una mobilità più sostenibile con la necessità di sostenere anche sul piano finanziario il settore industriale ma non c'è dubbio che senza entrare nei dettagli sugli altri aspetti
Uno dei problemi che erano stati identificati
Un anno e mezzo fa dopo le elezioni euro del Parlamento europeo e che sostanzialmente non sono state affrontate il tema della riforma istituzionale delle riforme istituzionali
Proprio due anni fa il Parlamento europeo aveva votato a maggioranza
Un pacchetto di riforme per superare il diritto di veto dei singoli Paesi su tutta una serie di tematiche per dare più poteri al Parlamento e in parte queste riforme si potevano fare
A trattati vigenti senza necessariamente dunque imbarcarsi in un complesso e difficile
Processo di revisione dei trattati di tutto questo
Non si parla più se non da parte dei convinti europeisti proprio in queste settimane vediamo una spinta nuova ad andare in questa direzione rispetto alla quale però la commissione sembra estremamente prudente
Anche perché nel Consiglio europeo la maggioranza
Dei paesi membri e governata da coalizioni di centrodestra che non hanno nessuna voglia
Di dare più potere l'Europa ecco questo è il tema cruciale che questo anno di Commissione non ha minimamente provato a scalfire
Vedremo se nel corso del due mila venti sei la situazione cambierà ma non c'è dubbio che la Commissione europea
E in forte difficoltà e invece avrebbe bisogno di riacquistare o acquistare
Quella leadership quella forza necessarie per far fronte fare all'Europa ma ai singoli Paesi il salto di qualità di cui abbiamo bisogno
Grazie e buona giornata a tutte e ha tutt'
Questa era scegliere il futuro siamo al termine del nostro notiziario della mattina già in iniziata la seduta della Camera dei deputati con l'ordine del giorno in lettura alla presidenza cella vicepresidente Anna Ascani quindi ci colleghiamo con Laura di Montecitorio
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