02 MAR 2026
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Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri

RUBRICA | di Ada Pagliarulo - RADIO - 11:44 Durata: 23 min 31 sec
A cura di Alessio Grazioli
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La chiusura dello Stretto di Hormuz e le ripercussioni sui prezzi dell'energia: se per il petrolio i rischi di un aumento sono connessi soprattutto a quanto sarà circoscritto il conflitto con l'Iran poiché ve n'è in abbondanza, per il gas GNL non c'è eccesso di offerta e tanto l'Ue che il nostro Paese hanno un alto livello di dipendenza da quello in arrivo da luoghi come il Qatar.

Emerge la nostra vulnerabilità nella dipendenza dai combustibili fossili.

L'Italia, con il ministro Urso, ha chiesto la sospensione del sistema Ets, il mercato europeo delle quote di emissioni, un pilastro della
politica europea da venti anni, che ha dimostrato la sua efficienza in termini di riduzioni.

Per giunta il nostro Governo, con il Decreto bollette, si ripropone di rimborsare i produttori termolettrici dei costi che hanno sostenuto per acquistare le quote di emissioni.

Altri Paesi europei hanno chiesto una modifica del sistema Ets, ma la sospensione è un errore perché genera incertezza nel meccanismo.

E se viene meno Ets, cade anche il CBAM (Carbon Border Adjustement Mechanism), introdotto a gennaio, che pone un freno alle delocalizzazioni in Paesi con meno vincoli sulle emissioni.

L'Ue ha avuto un ruolo pioneristico sul mercato delle quote di emissioni, che è un incentivo verso la transizione energetica.

Perderebbe questa credibilità.

Undici Paesi europei hanno chiesto una modifica all'Ets perché garantisca maggiore stabilità dei prezzi, una miglior gestione delle quote gratuite alle imprese per abbassare i costi.

L'Ets ha consentito di accumulare risorese economiche ingenti: nel 2024 sono stati raccolti circa 40 miliardi di euro in quote di emissioni.

Gli Stati dovrebbero utilizzarli per sussidiare la transizione delle aziende energivore.

Ma in realtà incassano e devolvono solo il 5 per cento a questi scopi.

Nel nostro Paese il caro energia è un problema fondamentale, poiché il prezzo dell'elettricità è molto più alto che altrove: costa il doppio che in Spagna.

Ma non dipende dagli Ets, che per il ministro Urso rappresentano 'una tassa a carico delle imprese': noi abbiamo investito pochissimo nelle rinnovabili, abbiamo una dipendenza eccessiva dal gas.

È necessario spostare la produzione di elettricità dagli idrocarburi alle rinnovabili.

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