27 APR 2026
intervista

Brigata Ebraica cacciata dal corteo del 25 aprile. Intervista a Davide Romano

INTERVISTA | di Roberta Jannuzzi - Radio - 12:39 Durata: 8 min 37 sec
A cura di Enrica Izzo
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Per la prima volta in cinquant'anni lo spezzone della Brigata Ebraica non ha potuto concludere il corteo del 25 aprile a Milano: bloccato da contestatori, insultato con slogan che richiamavano la Shoah - "siete saponette mancate", "Hitler non ha finito il lavoro" - è stato infine fatto uscire dalla polizia.

Ne parliamo con Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano che ha contribuito a fondare.

Romano ricostruisce quanto accaduto e respinge la narrativa dell'ANPI, che ha accusato la Brigata di aver bloccato il corteo fermandosi: "È come accusare la vittima di uno
stupro per la lunghezza della gonna.

Finisce lì la civiltà." Ricorda che già un mese prima il questore di Milano aveva denunciato un clima di antisemitismo molto alto in città, e che sabato tra i contestatori c'era anche chi faceva il saluto romano.

Respinge l'argomento secondo cui la Brigata non avrebbe titolo a sfilare il 25 aprile perché non era una formazione partigiana: quei cinquemila ragazzi erano volontari che scelsero di liberare un paese non loro, alcuni dei quali ebrei italiani tornati a combattere il paese che li aveva cacciati con le leggi razziali.

Sul piano propositivo indica una strada opposta alla chiusura: internazionalizzare il 25 aprile, aprirlo agli eserciti alleati dei 51 paesi che contribuirono alla liberazione, smettere di bandire le bandiere americana, inglese e della Brigata Ebraica.

L'anno prossimo, dice, ci saranno di nuovo.

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