La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 20 minuti.
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09:30
10:46 - Roma
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giornalista de La7
Allora, buongiorno, agli ascoltatori di stampa e regime la rassegna stampa di Radio Radicale questa mattina.
Nemmeno la prima parte sarà molto dedicata a ad articoli che ricordano Marco Pannella e, perché sapete, ormai siamo nell'imminenza della neve, del decimo anniversario della scomparsa di Marco Pannella e finalmente, insomma, i giornali sembrano sembrano ricordarsene.
Ci sono, insomma, di diverse diversi interventi e vi segnalo innanzitutto.
Perché è coautore di questa rubrica sul centro, una lunga intervista a Carlo Romeo, Carlo Romeo che?
Viene appunto interessato su sul centro e dice il titolo è Marco, comunicava in tv come nessun politico della prima Repubblica.
Insomma, lui ha ricordi molto precisi perché c'è anche lavorato tanto, quindi di vi consiglio se, se volete, di andarvela di andarvela a leggere, mentre l'altro non posso farlo io perché non ho né ho come dire solo segnalazione, ma,
Non non sono in grado di di leggerla per voi sennò sennò l'avrei fatto ovviamente
E però, insomma, non non lo non lo posso fare adesso l'altro, diciamo così, testimonianza diretta e quella che invece ci viene proposta dal Corriere della Sera, che va a sentire Emma Bonino, va a intervistare Emma Bonino lo fa Alessandra Arachi e Emma Bonino con la quale sapete insomma i rapporti alla fine non erano non erano buoni e infatti il titolo è proprio questo le battaglie su aborto e cannabis ci fecero diventare amici, poi la lite
A 10 anni dalla morte di Pannella, i ricordi di una vita, la fine senza parlarsi, mi fece male.
E
Dice dice Bonino, insomma le le, la domanda, la prima domanda di era che questa Emma Bonino e Marco Pannella, un binomio di battagli irripetibili, a 10 anni dalla morte del leader radicale, quale ricorda come la più difficile la prima contro l'aborto clandestino che poi è quella che ha fatto diventare la politica la mia passione, oltre che aver riguardato la mia vita personale, i radicali conducevano questa battaglia da molto tempo. Io non lo sapevo quando, ritenendolo quasi un atto rivoluzionario feci l'amore prima del matrimonio, mi ero premunita con delle visite da un ginecologo che mi aveva detto sei sterile
E non era così, ma evidentemente il ginecologo mi disse che, se proprio volevo interrompere una vita in fiore, lo potevo fare con 500.000 lire, io non le avevo, a Firenze trovai un signore che ne voleva 50.000 è stato l'inizio da allora ho cominciato ad accompagnare a Firenze gruppi di donne e due alla settimana ero venuta in contatto con Adele, faccio e Gianfranco Spadaccia, e con loro ho portavamo le donne al Cisa per abortire in sicurezza con il dottor Giorgio Conciani era la linea della disobbedienza civile, anche se ancora non sapevo cosa fosse poi nel gennaio del 74, il giornale di destra, il Borghese
Fece esplodere lo scandalo e arrestarono me Gianfranco Spadaccia delle faccio, dopo Marco e dopo Marco, ebbe l'intuizione di mandarmi a Parigi da Simon Weil che con il governo di destra, quando presidente era Giscard d'Estaing, aveva appena fatto approvare una legge in Francia contro l'aborto clandestino. Da quel momento il binomio Emma Bonino e Marco Pannella è diventato la mia vita e poi racconta invece la battaglia più emozionante. Parla del referendum e dell'approvazione della legge 194 e poi il divorzio e insomma, comunque, lei e Marco vi siete conosciute del Partito Radicale, qual è stato l'inizio della vostra amicizia? Ricordo la prima volta che lo incontrai fino a quel momento, aveva avuto a che fare solo con Adele faccio quel giorno del 74, dopo aver fatto sette piani a piedi, entra nella sede del partito Radicale, una topaia con l'acqua che cadeva dalle pareti. Marco fumava. Poco dopo, Adele dice di avere fame. Io non ne avevo in realtà. Marco quindi per parola. Pasta al burro e parmigiano, mi pare di Talini una cosa immangiabile per quanto burro e passa ci fossero. Il giorno dopo eravamo già sulle barricate insieme cos'era successo che la mattina
Dopo fummo, svegliati tutti presto dalla notizia, da Rolando parecchi di Rho, DAT, immagino siamo in data da Rolando Parachini dell'arresto, Gianfranco Spadaccia, di nuovo, per la disobbedienza civile sull'aborto è stato a quel punto che Marco chiese a me Adele di andare a Milano perché un gruppo di anarchici ci avrebbe aiutato ad andare in Francia.
Un'amicizia, quella fra le Pannella, che spesso qualcuno ha voluto fraintendere fraintendere in che senso che avessimo una relazione, nessuna relazione che poi eravamo di generazioni differenti semplicemente per quanto in tanti lo ritenessero un bell'uomo, lui non piaceva a me e io a lui e allora come definirebbe con parole del vostro rapporto amicizia o ne sceglierebbe un'altra.
Non era un'amicizia tipica, non passavamo le ore insieme per trascorrere il nostro tempo in compagnia, l'1 dell'altra, il nostro rapporto è stato il frutto di un impegno e una passione enormi, mosso dalla consapevolezza che soprattutto le battaglie e definite minoritarie che poi non erano minoritarie affatto potevano diventare d'interesse nazionale polarizzando l'attenzione anche quando impopolari e poi insomma continua.
Lunga serie di ricordi fino a che appunto arriviamo a agli ultimi anni e ci sono state più luci che ombre, né luci né ombre, dice Bonino, si smise di parlarsi e non ne capì davvero il motivo.
Con Marco sono cresciuta molto, anche se prima di lui al partito radicale appunto, aveva avuto contatti con facce e Spadaccia, si ripete un po'Bonino
Forse di certo riconoscevo a Marco la sua capacità di fare politica anche in modo fantasioso, con iniziative di non violenza ho imparato tanto anche con gli scioperi della fame e della sete, con cui ho persino perso quasi tutti i miei denti, ma alla fine lui ha voluto chiudere una rottura unilaterale,
Sono stata molto tempo a cercare di capirne i motivi, ma poi mi sono rassegnata anche perché me lo aveva fatto male,
E adesso che sono passati 10 anni, ora come allora non riesco a capirlo, se potessi gli chiederei se gli avesse dato di volta il cervello, ma oramai me ne sono fatta una ragione se oggi potesse fare con lui una battaglia sui diritti, su cosa la farebbe non c'è che l'imbarazzo della scelta eutanasia giustizia e carceri.
Per arrivare fino alla battaglia portata avanti ora da più Europa per gli Stati Uniti d'Europa, certo, il tutto presupporrebbe la difesa dello Stato di diritto e una situazione politica molto differente da quella portata avanti da questo Governo a lei manca, Marco, questa è l'ultima domanda che le viene fatta e lei risponde mi manca la sua inventiva, la sua capacità creativa.
Probabilmente anche il non aver chiarito la fine del nostro rapporto, ma la vita va avanti, questa è Emma Bonino.
C'è poi invece, chi ragiona su quella che è l'Iri, l'eredità ideale di Marco Pannella, il matto liberale ed è Franco, Corleone.
Che non solo ragiona su su Pannella, ma sul fatto che dice si sente la mancanza di un partito che abbia al centro il rispetto delle regole e il rifiuto della forza.
Racconta Corleone, che l'apprendistato politico in di di Pannella inizia a Lugi, l'associazione degli universitari laici e proseguì nel Partito radicale fu fondato da Mario Pannunzio, assumendo nell'eredità, dopo l'abbandono dei promotori, è uscito un libro a più voci Q qui siamo sull'Espresso, è la sapete che Franco Corleone a questa rubrica.
Settimanale fuori luogo sull'Espresso, dicevo, racconta Corleone, è uscito un libro a più voci, curato da Piero Ignazi, con una ricca ed esaustiva introduzione di Andrea Pugiotto, dedicato alla figura del leader radicale, identificato dalla passione della politica, viene ricostruito lo sviluppo delle sue sfide culturali attraversando i nodi originali della comunicazione del corpo della non violenza dell'europeismo del partito transnazionale dell'antimilitarismo,
Della giustizia, del carcere, del diritto e dello Stato di diritto.
Nel 1951 Mario Ferrara scrisse sul mondo un editoriale memorabile profetico, date un matto ai liberali e alla fine una figura capace di rottura delle regole del bon ton apparve, scompaginò il quadro degli equilibri scontate e immutabili il modello dello statuto del nuovo partito radicale, basato su una struttura federale,
E sulla presenza di movimenti tematici, si realizzò sia pure nella dimensione di una organizzazione di minoranza, purtroppo mai preso in considerazione da un grande partito. In realtà sarebbe la soluzione attuale per favorire la costruzione di una classe dirigente impegnata su battaglie specifiche e con l'indispensabile competenza Pannella. Per molto tempo esaltò l'importanza di un partito inteso come comunità. Ad un certo punto scelse un'altra strada, quella della disseminazione di energie. Il risultato è stata la scomparsa di un soggetto politico che aveva avuto un ruolo di punta, e oggi si sente la mancanza proprio di un partito che abbia al centro il rispetto delle regole e il rifiuto della forza Pannella è stata una persona unica e irripetibile della ragione per cui non poteva esistere un erede. Poteva però sopravvivergli un soggetto politico quale punto di riferimento per le ferite sociali che oggi si presentano aggravate
Mai come in questi anni sta prendendo corpo il fantasma del regime evocato da Ernesto Rossi attraverso decreti legge, sicurezza che realizzano uno stato di controllo e di repressione del dissenso, molte cose vanno fatte in continuità con una storia incancellabile, facendo rivivere lo strumento del referendum quale leva di partecipazione occasione per esaltare la politica come conflitto Pannella temeva il destino di marginalità e di sconfitta della terza forza rappresentato plasticamente dalla dissoluzione del Partito d'azione e aveva immaginato un terreno diverso per la battaglia politica.
È inutile chiedersi che cosa farebbe Pannella oggi la crisi sociale e culturale così profonda, che la sfida di costruire un soggetto collettivo che sappia esercitare fantasia ed egemonia appare quasi impossibile, ma sarebbe bella una prova contro la dimensione del probabile, d'altronde la memoria ha senso se crea vita e felicità è vero, non c'è più niente di più vero dopodiché però, ahimè,
Quello che diceva anche Corleone sul insomma la situazione de diciamo de l'eredità di Pannella e per certi versi è importante per altri, insomma, è veramente un po'dispersa, prendo oggi da un'altra, da un'altra rivista o che il venerdì.
Una.
L'intervento di Filippo Ceccarelli
Che anche lui ha la sua settimanale rubrica indizi neuro visivi e oggi la dedica alle lapidi lapidi a Roma, la città che litica su come ricordare Pannella è tutto un fiorire di targhe per sconosciuti, o personaggi illustri, non ve la starò a leggere tutta ma sappiate che appunto c'è in atto questo sta diatriba questo litigio su dove mettere Lamar.
La targa a Marco Pannella diatriba, che vede fra l'altro anche coinvolto il Comune di Roma.
Il Partito Democratico, che si sarebbe astenuto sulla sul voto, insomma, tutta una serie di accuse e di rinfacci scrive tuttavia Ceccarelli che, più che a quello, si dedica proprio la questione targhe.
Lapide si lapide no, però ho boh, o forse mai?
Prevedibile, dopo tutto, il diniego opposto dai condomini di un imprecisato, palazzo di piazza Navona, all'idea di apporre una targa per celebrare Marco Pannella, a 10 anni dalla morte.
Posto che il personaggio senz'altro se la merita il luogo pare azzeccato, è pur vero che tra vaganti stravaganti, negate censurate, ruffiani, inutili sbagliate, picconate abusive bisogna ricordare che con le lapidi qui a Roma è sempre un terno al lotto un processo fantasmagorico è avvilente come se il passaggio dalla vita nuda alla gloria della pietra comportasse nella Città Eterna un sovrappiù di attesa e di pena ma anche di stupore e di assurdità in questo senso da lassù o meglio nella compresenza di atomi impermanente rigenerazione, come gli aveva spiegato un giorno la direttrice del museo astrofisico di Dharamsala.
Giacinto Pannella, detto Marco si trova già perfettamente a suo agio 10 anni e un'odissea di dislocazioni ci vollero per ricordare, Claudio Villa all'allungare,
Così come di recente si è combattuta una vera e propria battaglia filologica sul testo della targa per Matteotti a via Pisanelli e poi va avanti e fino a che ritorna a parlare di quella di Marco Pannella dice si tenterà sul retro di Palazzo Braschi sul personaggio è appena uscito un bel saggio a più voci la passione della politica a cura di Pietro Ignazi, vi si trova tutto meno il sublime capriccio che spesso ne corroborare le gesta per quello che riguarda appunto la la targa di Marco Pannella, però in realtà vi ricordo che è invece il 19 ci sarà un appuntamento a via di Torre Argentina, 71 per
Do dove c'è appunto la sede del partito radicale, perché quella di piazza Navona non non ci sarà, però per dire come per, ma sono due, diciamo promotori diversi, non è lo stesso, ecco questo per dire che, appunto, si riesce a litigare anche sulle targhe quanta l'eredità politica di Marco Pannella vi dicevo in area e del Partito Radicale, oggi c'è molto, per esempio, sia su
Di di fine vita si si parla parecchio, intanto c'è stato un un quarto caso in Toscana.
Quarto caso, con la legge toscana specifica correttamente il la Nazione quotidiano nazionale, la nazione che ci racconta del caso di Maria Sole, ovviamente è sempre un nome di fantasia, ha 63 anni assistita dall'associazione Luca Coscioni è morta a casa sua a seguito dell'auto somministrazione del farmaco letale fornito insieme alla strumentali alla strumentazione dal servizio sanitario regionale assistita dal suo medico di fiducia, Paolo Malacarne e però ha dovuto attendere molto nel senso che dice, dopo un'attesa di nove mesi, una diffida e un ricorso di urgenza, tutto questo punto.
Portato avanti grazie all'assistenza del collegio di avvocati coordinato da Filomena Gallo per l'Associazione Luca Coscioni perché la Asl, infatti, aveva prima negato l'accesso alla procedura, ritenendo insussistente il requisito del trattamento di sostegno vitale, anche se il parere del comitato etico riconosceva la sussistenza di tutti i requisiti. Quindi solo dopo una diffida un ricorso d'urgenza al tribunale di Pisa e l'ulteriore aggravamento delle condizioni della donna che ha rifiutato la nutrizione artificiale. La commissione della Asl ha riconosciuto la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla Consulta
Quindi le tempistiche previste dalla legge toscana sono state rispettate, la prima risposta dell'Asl, seppure negativa, fu sollecita e il cambio di parere, e poi è arrivato in conseguenza di nuove consulenze specialistiche e questo lo dice il dottor Malacarne, ma il tema vero sul quale riflettere è il parametro del trattamento di sostegno vitale indicato dalla Corte costituzionale che è sostanzialmente indefinibile dal punto di vista medico scientifico e che rende sempre in salita questi percorsi non è l'unica difficoltà che si incontra, si ragiona appunto intorno alla legge sul fine vita. Intanto c'è una un intervento,
Di
Guido Boffo sul Messaggero, che mette la troviamo a pagina 28, ma c'è il richiamo in prima.
Che mette proprio in evidenza il rischio di quello che lui definisce il federalismo del suicidio assistito, come dice effettivamente sta accadendo con alcune regioni munite di una legislazione che fissa procedure, accessi e limite, altre per così dire nelle retrovie meno propense a favorire il libero arbitrio del malato terminale con la conseguenza, è intollerabile che ci siano cittadini di serie A e B a seconda del luogo di residenza, o peggio ancora costretti a quello stesso turismo della disperazione che finora li ha condotti nelle cliniche svizzere. Ovviamente parla della calendarizzazione. Sapete per ora fissata al 3 giugno del disegno di legge sul fine vita, che dovrebbe appunto arrivare al Senato
E dice nessuno si illude che questa calendarizzazione sia di per sé la soluzione, però è una opportunità, anche se ne individua, diciamo così, una serie di di di ostacoli, ovviamente, che più o meno sono quelli che conosciamo.
Ostacoli politici, ovviamente, ma non solo, e di questo parla anche c'è una citazione su Repubblica a pagina 25 e ampio spazio a questo tema è dedicato ancora una volta dal dubbio il quale dubbio.
Di spalla sulla prima pagina richiama un'intervista a Stefania Craxi, capogruppo degli azzurri al Senato, che appunto dice sul fine vita la maggioranza sia unita, chi rema contro fa un torto al Paese ed è un appello non casuale, visto quello che leggevamo ieri e di di insomma frizioni e tensioni notevoli proprio all'interno della maggioranza su questo punto.
E lei, intervistata da Francesca Spasiano, dice, sono convinta che la maggioranza possa e debba restare unita.
E ne venne poi anche chiesto di Zaia, dice spero che con il suo peso politico voglia contribuire a questo percorso Zaia, perché sicuramente ricorderete che
Quello che è stato il presidente della Regione Veneto era assolutamente a favore.
E però di recente ha dichiarato che ha l'impressione che anche questa volta potrebbe finire in un nulla di fatto, dicendo speriamo in una legge che serve non in una legge bandiera e lei commenta queste parole dicendo ho ben chiaro anch'io quanto sia complesso e arrivare a metà mi muove, lo dico con sincerità, il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà e condivido in pieno che serva una legge vera, non piantare una bandierina. L'ho detto in ogni occasione a tutti i miei interlocutori è l'unico modo per dare al Paese una risposta seria. Per questo cerchiamo dialogo e confronto senza pregiudizi, e spero che anche il presidente Zaia
Con la sua autorevolezza e il suo peso politico voglia spendersi e contribuire a questo percorso con tutto il suo partito, questo questo dice fra l'altro Stefania, Stefania Craxi.
è sempre il dubbio, poi anche anche sui dubbio, troviamo la cronaca del del sussidio, assistito appunto di di Maria Sole,
Questa questa signora toscana 63 anni affetta da una forma di Parkinson degenerativo, morta appunto a casa sua, dopo però un iter legale di nove mesi, e ha lasciato questo messaggio in cui dice mai più battaglie per un nostro diritto, si cita anche,
Riccardo Magi, segretario di più Europa, che ieri ha dedicato un pensiero a Maria Sole ai suoi cari, dicendo anche un pensiero a ciò che sta accadendo in Parlamento, dove una destra bigotta è riuscita a partorire un disegno di legge pessimo, discriminatorio e persino crudele, non può esserci alcuna discussione su quel testo. Aggiunge Maggi, perché sarebbe persino peggio della situazione attuale meglio nessuna legge che è una pessima legge. Ecco perché è importante che le Regioni non si fermino in attesa di una legge nazionale, si dotino degli strumenti normativi che consentano ai propri cittadini di mettere fine alle proprie sofferenze, quindi,
Appunto, i cosiddetti il federalismo di cui si parlava prima, che però, se l'alternativa è una legge pessima.
Che peraltro, come sapete, al momento non ha un relatore di maggioranza, quindi anche questa cosa, abbastanza abbastanza bizzarra, mentre invece c'è quello della Bazoli.
Che che del partito del Partito Democratico.
Ci sono poi altri due segnalazioni al volo che vi voglio fare, che invece riguardano le carceri, le prendo ancora una volta una dal venerdì, c'è una interessante reportage, davvero interessante che ci racconta.
Della di di quanti sono quante sono le persone al 41 bis, i fantasmi del 41 bis, così Alessandra Ziniti, vede intitolato il suo articolo in regime di carcere duro, compie 40 anni ed è applicato a 742 detenuti troppi, secondo il magistrato Alfonso Sabella,
Boss mafiosi stragisti terroristi, ecco chi sono i sepolti vivi e, nella fotografia che accompagna il testo, ci sono appunto tutta una serie di di di figurine, come si chiamavano di queste persone che sono al 41 bis da Alfredo Cospito a Filippo Graviano, a Leoluca Bagarella,
Ah Maria Licciardi, Nadia Desdemona Lioce, Giuseppe Morabito Pippo, Calò quindi sostanzialmente.
Giusto Cospito come anarchico e la Lioce come nuove Br, tutti gli altri invece appartenenti, diciamo così, a quella che era la la, la malavita da dalla camorra, la 'ndrangheta ai Casalesi.
Insomma, ed è ed è davvero interessante e l'altra l'altra segnalazione, invece la faccio dall'Unità, perché invece qui è Marco Perduca a intervenire e siamo sulla prima pagina dell'Unità, le carceri fuori legge e lo Stato delinquente abituale nel sito sovraffollamento carcerario punto IT del ricercatore indipendente Marco della stella segnala che al 10 maggio,
2026 nelle carceri italiane erano ristrette e 64.547 persone, a fronte della cosiddetta capienza regolare di 51.269 posti solo 46.339, però effettivamente disponibili, quindi da 64.547. Gli iper effettivamente disponibili sono 46.339
Questa discrasia tra realtà dei fatti e cifre burocratiche fa sì che il sovraffollamento medio sia del 139,29%, in alcuni casi nel 74 istituti il sovraffollamento è superiore al 150% C ci sono tre posti, cioè scusate tre persone per ogni due posti disponibili addirittura a Lucca un picco del 229%.
E quindi si si parla di di grazie all'indulto, eccetera, eccetera poi gli grazie all'indulto, riparleremo più avanti quando ritorneremo sul caso Minetti, perché oggi ci sono novità interessanti, ma l'ultima segnalazione l'apprendo da Repubblica prima di passare alla lettura delle delle prime pagine e di un po'di notizie,
E altre, diciamo così, allora la prendono, dicevo, dalla Repubblica, perché se andiamo alla rubrica delle lettere.
Quelle indirizzate a Francesco Merlo.
Il signor Sergio giù Castro, da Milano scrive a Merlo, caro Merlo, è vergognoso il silenzio tombale sullo sciopero della fame e dell'onorevole Roberto Giachetti di Italia Viva per protestare per i 20 mesi della Commissione Vigilanza Rai, senza presidenza, per colpa del Governo Meloni.
La risposta di Merlo è caro giù Castro merita attenzione la protesta radicale di Giacchetti, certamente motivato dalla difesa delle istituzioni, però le dico la verità la commissione di Vigilanza Rai è una sorta di soviet, che non si è certo guadagnato il rispetto dei diritti degli italiani con o senza presidente che però,
Oddio niente, nel senso che intanto fate, fate, fate il presidente e poi se ne parla, ma soprattutto è vero che della dello sciopero della fame di Giachetti non si parla assolutamente, anche se qualcuno ogni tanto per esempio lo rievoca anche in Parlamento ieri, per esempio, chi seguiva i lavori di Radio Radicale ne ha avuto sicuramente la possibilità di venirne a conoscenza. Veniamo, vi dicevo, alle notizie, moltissimi sono i quotidiani, forse la
La maggior parte che dedicano l'apertura a quella che viene definita la strage dei sub alle Maldive, questi cinque italiani morti intrappolati in una grotta a 60 metri di profondità, ad animata nell'atollo di vago.
In questo caso sto appunto leggendo dalle pubblica visto che ce l'avevo proprio sotto mano.
Non sembrano essere ancora note le cause.
Almeno al momento.
E quindi, insomma, si si parla appunto di cause ignote, anche se anche perché ci si interroga visto che era un gruppo di biologi marini con un istruttore c'era fra di loro, anche una persona molto conosciuta, questa docente dell'Università di Genova, Monica.
Montefalcone con la figlia e poi una ricercatrice, anche lei della di Genova, Muriel Bodden Mino, un ragazzo che si era appena laureato in biologia marina Federico Gualtieri, insomma, è un istruttore.
E che li ha accompagnati, nessuno di loro è riemerso da questa, da questa immersione, appunto, immersione.
Non ho diciamo ordinaria, ecco assolutamente non ordinaria, perché sono scesi davvero molto, molto in profondità, cosa che di solito non si fa.
Da quelle parti, a meno che non, ad appunto, per per una ricerca e.
E niente, purtroppo no, però ripeto le cause ancora non non non si conoscono, potrebbero essere.
Ci sono due su sui giornali, se ne avanzano diverse da dall'allerta meteo ignorata al sospetto di un difetto delle bombole, qualcuno ha persino qualcuno, avanza su qualche giornale persino l'ipotesi di un attacco di panico avvenuto in grotta e quindi la possibilità di aver perso.
Diciamo così, la la la bussola di rientrare.
A quella profondità può succedere davvero veramente può succedere anche a 10 metri, ma a maggior ragione fra i 50 e i 60 metri.
è inutile che io mi dilunghi oltre su questo, su questo aspetto perché, ripeto, non si sa molto e per ora sui giornali ci sono appunto i racconti delle vite di queste persone e degli degli atolli, delle Maldive, di quanti sono i turisti, che ci vanno insomma cronaca invece per quello che è ovviamente questi titoli qui,
Tolgono, diciamo così, l'apertura alla alla visita di Trump in Cina, che altrimenti sicuramente avrebbe preso il titolo più grande, forse battendo se la con Draghi, il discorso di Draghi e l'intervento del Papa alla Sapienza, ma insomma questo è e allora,
Ed andiamo a vedere subito il manifesto, perché a questo proposito il Manifesto che invece non non fa il titolo sui sui maldiviani, sui sulle queste vittime.
Della alle Maldive, però invece e lo fa su Trump.
Fa un titolo che contiene anche un un giudizio, il titolo è il sorpasso.
Si vedono sci Jinping Trump ai piedi di una scalinata, in cima alla quale ci sono tre soldati cinesi che stanno suonando la tromba, Pechino, Donald Trump saluta ci Jinping, durante una chat mio, una cerimonia di benvenuto nella Grande sala del Popolo e scrive il manifesto l'accoglienza è stata amichevole e cordiale per Trump in Cina, Masci mette in chiaro che le 2 potenze, ormai su un piano di parità, potrebbero entrare in conflitto sul futuro di Taiwan. Stabilità strategica costruttiva è la nuova formula di Pechino,
Agli USA non resta che consolarsi con gli affari conclusi nel viaggio, pochi Ritsos ritiene insomma il manifesto, quindi.
Una sconfitta, diciamo così su tutta su tutta la linea e non a caso, appunto questo titolo, il sorpasso
Vi voglio leggere la cronaca di questo incontro, almeno una parte, così come ce la fa a pagina 7, la la Repubblica, perché Gianluca modulo, che ha inviato e corrispondente a Pechino.
Perché?
Mette insieme, insomma,
Tutta una serie di elementi che ci possono aiutare a capire, allora tra Ama tra Manzo e grappa nella sala del popolo suonano le note di Hayen CA.
Potranno un'anatra alla pechinese delle costine di manzo croccanti e un tiramisù per cena evitare di trascinare le 2 superpotenze della terra in uno scontro che sconvolgerebbe il mondo, in una giornata come quella di ieri in cui si è perso il conto dei gesti, dei simboli e dei piccoli rituali delle coreografie studiate al minimo dettaglio.
Pure la scelta del menu significa moltissimo. Ci Jinping ha dato ordine di mettere da parte alcuni piatti della cucina raffinata dell'area di Shanghai tradizionalmente serviti durante i vertici. Ha scelto per il suo ospite un mix di sapori orientali e occidentali per compiacere i gusti culinari di Donald Trump, perché anche il cibo qui in Cina è potentissimo strumento di diplomazia. Nella prima giornata pechinese di Trump, il leader cinese ha messo in piedi uno spettacolo studiatissimo per solleticare leggo del tycoon che si è sentito accolto come un re, ma lo ha fatto soprattutto
Per segnalare all'americano la potenza della Cina e la volontà di Pechino di essere trattata alla pari di Washington.
Un banchetto di Stato suntuoso nella Grande Sala del Popolo, tavoli adornati con fiori di loto posate dorate, la banda militare, che suona quella che l'americano ha eletto a sua colonna sonora, Young, CA e repliche in miniatura dei monumenti di Pechino, tra cui il tempio del Cielo che i due leader avevano visitato qualche ora prima un posto fantastico, incredibile, la Cina è bellissima, le parole di Trump, passeggiando in quello che nell'ex Impero Celeste era il luogo dove i sovrani Ming e Qing si recavano per chiedere agli dèi un buon raccolto, musica per sci,
Che ama esaltare la grandezza della storia cinese davanti ai leader, molte cortesie, tanta cordialità Trump, che insiste a chiamare scia amico, chissà se il segretario comunista, dentro la faccia che dici, difficilmente fa trasparire emozioni, avrà gradito ma non molta sostanza finora tensioni e sospetti restano lì pronti a riemergere una giornata iniziata con un'accoglienza in pompa magna, però, insomma, vedete,
Come ogni volta si fa poi riferimento al fatto che tutto sommato, anche qui intorno si stringe poco.
Anche se a un certo punto scrive sempre modulo, mentre Trump è più interessata a portare a casa accordi commerciali e a imbarcare, i cinesi nella partita iraniana si ragiona con più profondità sullo stato delle relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti sulla loro stabilità che deve garantire pace, il cinese vuole mettere dei punti fermi, costruire delle basi, perché senza quelle di tutto il resto allora è inutile discutere e torna a citare la trappola di Tucidide che entrambi i paesi devono cercare di superare. Avverte l'ospite con severità che su Taiwan la linea rossa per Pechino non si transige, e soprattutto Konya, una nuova visione che vorrebbe guidasse d'ora in avanti le relazioni
Tra le 2 superpotenze, una stabilità strategica costruttiva per essere partner e non rivali, una stabilità che si deve basare sulla cooperazione, su una coerenza moderata, sulla gestione delle differenze, su promesse di pace per il futuro.
E alla fine, tra l'altro, si fa notare come Trump abbia persino bevuto cosa pensano per lui è quasi.
L'unico, visto che notoriamente detesta l'alcol.
A proposito.
Ecco, adesso ci arriviamo, perché molti giornali ci spiegano che cos'è questa famosa Trappola di Tucidide, e devo dire che la la pagina appunto che che gli dedica la Repubblica è fatta veramente bene perché.
Ricorda, come appunto in realtà il primo ad applicare la trappola di Tucidide alle relazioni fra Stati Uniti e Cina, fu Graham Allison, già sottosegretario alla Difesa di Bill Clinton nel libro destinati alla guerra uscito negli Stati Uniti nel 2017, quindi ci Jinping.
Probabilmente lo ha citato, perché l'ha letto lì, a meno che davvero non abbia fatto questi straordinari studi classici e quindi non si ricordasse per la veramente di ciò che scriveva lo storico greco Tucidide nel quinto secolo avanti Cristo a proposito della guerra.
Del Peloponneso spiega Maurizio Bettini, che commenta per l'appunto, questa
Questo intervento siamo sempre su Repubblica a pagina 11, dice, ma che cosa c'entra no, tutto questo nel nel discorso cosa c'entra?
Tucidide allora lui, tu di Tucidide, autore della celebre opera, la guerra del Peloponneso, combattuta fra Atene e Sparta nel periodo 431 404 avanti Cristo.
Allison, che appunto lo cita in quel libro, dice ha in mente un passo preciso dell'opera.
Quello in cui l'autore scrive la ragione più autentica, per quanto mai dichiarata, di questa guerra, penso che fosse questa la crescente potenza ateniese, la paura che essa incuteva, gli spartani resero la guerra inevitabile, in ogni caso, le cause dichiarate furono poi le seguenti.
Tucidide, dice non parla di trappola, sta solo cercando la causa più vera,
Della guerra, ben diversa dalle ragioni espresse dai due contendenti.
Lo storico fa comunque un'affermazione molto precise, tutto sta in un verbo Anam Casei, cioè resero inevitabile la guerra, quasi fosse motivata da un destino, la hanno anche dei greci, quella che Leopardi chiamava l'ha afferrata necessità, e da qui l'idea di trappola che Edison ha estrapolato dalle parole dello storico greco quasi che alludesse a un meccanismo che scatta indipendentemente dall'azione umana e Tucidide tiene molto a questa interpretazione degli eventi. Insomma, come se non volessimo, però va be'.
Per dire?
Mi sembra di ritornare quando si facevano le versioni con rocce.
Detto questo, vi dicevo da Repubblica, c'è dunque intanto ecco una.
Una nota di Paolo Mastrolilli, sempre inviata a Pechino, e siamo nella pagina successiva a quella del racconto di questo incontro in cui scrive Mastrolilli l'intelligence americana fa sapere che la vendita e vendita di armi e diplomazie
Diplomazia del Dragone sfrutta il conflitto, quindi il presidente Trump, con l'abituale iperbole, ha detto che il vertice, con il rivale cinese, ci verrà ricordato come il più grande summit di sempre, scommettendo che avremo un futuro fantastico, insieme a smentirlo, però ci ha pensato la sua stessa intelligence che in un rapporto pubblicato dal Washington Post lancia l'allarme perché Pechino si sta approfittando della guerra in Iran.
Trasformandola in un vantaggio diplomatico, militare ed economico e se questa valutazione è corretta, stavolta ad avere le carte migliori, ah no, è la Repubblica popolare, perché ha meno bisogno degli Stati Uniti di quanto gli Stati Uniti abbiano bisogno di lei.
E sapete che, a proposito dell'Iran, Pechino avrebbe detto insomma che si impegnava a non fornire.
Né materiale bellico e aiuto, da questo punto di vista viene spiegato bene.
Sul Corriere, sul Corriere della Sera, fra pagina 8 e 9, dove si dedica un articolo per ognuno di questi temi.
Intanto viene intervistato il sottosegretario.
Simonson, ex sottosegretario generale dell'Onu, oggi direttore dell'Accademia globale per le civilizzazioni di Taiwan.
Che dice che per Taiwan la Cina starà molto attenta a non rischiare una guerra.
Perché riunirsi con Taiwan è un obiettivo geopolitico, non solo economico, storico, massimi, quindi significherebbe avere una postazione avanzata aperta sul Pacifico, però dice Pechino non può permettersi una guerra lunga e potenzialmente dolorosa, quindi un passo alla volta, evidentemente, ma intanto,
Ci viene anche detto come, come tutta questa questo incontro viene vissuto appunto in Iran o a Mosca.
Da una parte.
Donald, visto da Teheran, scrive Greta Privitera la propaganda Donald indebolito, ma l'Iran ha paura di essere scaricato per l'appunto dalla dalla Cina e dall'altra, invece visto da Mosca sberleffi al tycoon rispetto per l'alleato Putin guarda già al suo vertice consci perché ci andrà fra pochi giorni scrive Marco Imarisio l'analisi invece che ne fa,
Stefanini sulla stampa,
Ti richiamo.
Riporta un po'a.
A quella che era stata la la valutazione di.
Del manifesto forse un pochino meno tranchant, ma, insomma Stefanini, così scrive il G 2, la vittoria della Cina, i punti, così il summit cancella l'Occidente e quindi la valutazione di Stefanini nella seguente il vertice fra le 2 massime potenze mondiali ha prodotto pochi risultati concreti e assegnato una drastica correzione di rotta degli Stati Uniti nella politica verso la Cina.
Pechino è passata da principale rivale negli equilibri mondiali, a pari grado con cui dividersi la supremazia sul resto del mondo. La gara fra i due conti a è inevitabile, ma senza troppa fretta. Questo sta benissimo a sci, che guarda all'ascesa irresistibile della Cina in tempi medio lunghi. Va meno bene a Trump, che ha preoccupazioni molto più immediate, Hormuz la benzina alle elezioni a medio termine, sulle quali anche voi vi ho volendo, però Pechino gli può essere poco d'aiuto e quindi, insomma, questa questa è una parte della sua e della sua valutazione. C'è poi visto che siamo sulla stampa, voglio almeno citarla e consigliarne, diciamo così, la lettura
Un come sempre molto divertente articolo di Maria Laura Rodotà, il secolo cinese e il Circo Americano tra fast food gaffe.
Il turbinio tra un piano al cospetto dell'impassibile sci, i leader simili nel fisico e nella scelta di delegazioni senza donne, devo dire faceva effettivamente impressione ieri vedere le 2 delegazioni, quella cinese e quella statunitense e l'1 di fronte all'altra tanti fiori e tante tante cravatte appunto un muro di cravatte.
Nemmeno una donna, l'unica presenza femminile peraltro, che accompagnava Trump, era quella della nuora.
Che la moglie del del figlio Eric, che appunto?
Come sappiamo, lo ha accompagnato
An re, Michele Serra e Gramellini, rispettivamente sulla Repubblica e sul Corriere, danno più o meno la stessa interpretazione.
Di questa visita, o meglio, del del comportamento di Trump che improvvisamente scrive, per esempio, Gramellini sul Corriere fa l'amicone perché ha incontrato uno più grosso di lui o comunque grosso come lui, e quindi non non lo umilia come fa su solitamente con le altre le altre persone con le quali si trova ad avere a che fare e queste semmai l'impressione invece è proprio solo del.
Anche Anna Zafer zoppa sembra concordare con.
Quest'altra interpretazione, cioè che Putin e qui stiamo parlando di Putin
Teme di finire ai margini del nuovo equilibrio globale di sci e Trump?
Ed è per questo, fra l'altro dice.
Quindi questo racconta di questo raid che c'è stato l'altra notte in Ucraina e ride più massiccio della guerra per cancellare l'immagine di vulnerabilità, quindi, lungi dal dallo smettere la guerra, insomma, come qualcuno aveva pensato possibile addirittura.
Una possibile rilancio diplomatico, discussioni dopo la tregua e invece no, dice il Cremlino, rilancia la guerra, mentre aumentano le tensioni interne, e anche qui, da questo punto di vista, niente da fare, visto che ho la stampa ancora in mano, vi segnalo anche il buongiorno di Mattia Feltri dedicato a Cuba.
Ieri ricordate che leggevamo sulla Avvenire quel reportage.
L'operazione in un ospedale cubano, fatta con la torcia del telefonino, perché ormai non c'è più energia e quindi scrive Feltri che ha impressione leggere i ricorrenti reportage da Cuba, appunto l'ultimo dettagliava sul disastro della sanità, eccetera. Eccetera dice fa impressione, perché quando ero ragazzo i sostenitori di Cuba opponevano al mito della democrazia e della libertà, mito per loro, non per me né allora né oggi, le meraviglie della sanità e dell'istruzione, modelli di efficienza e uguaglianza socialista e anche questi reportage il più delle volte sembravano subire la seduzione dell'isola di Fidel Castro e Che Guevara
Di Heming way di Marquez, dei Pomeriggi al mare, le notti a ballare delle vacanze, inseguire il morso, un morso di rivoluzione che gli europei si illudono di assaggiare qui, come diceva Mario Vargas Llosa e rifarsi di tutte le loro utopie fallite. Le colpe oggi ricadono regolarmente su Donald Trump e il suo embargo, sempre pieno impietoso, mentre nell'isola, si sa, si fa la fame e in effetti lo sa solo Trump. Quale sia il pericolo di cui parla e straparla per la sicurezza degli Stati Uniti, ma forse qualche colpa in più l'anno anche gli eredi e detentori della dittatura castrista che, in nome di un'ideologia defunta e putrescente,
Mettono in miseria un popolo intero in miseria o in carcere, perché proprio Agnes ieri, prigionier Defenders, ha calcolato il nuovo record di detenuti politici all'Avana sono 1.260, fra cui una quindicina di minorenni, tutti reclusi per aver detto no al fascino di Fidel.
E del c'è quinto.
Detto questo, ritorniamo a parlare di Europa, lo ha fatto, come sapete, Mario Draghi ieri, quando ha ricevuto il Premio Carlomagno a lui, a questo suo intervento dedica la pagina, la sua prima pagina, il dubbio.
Che eccolo qua, l'Europa di Draghi, libera dai veti interni e senza l'ombrello americano, l'ex governatore della BCE contro l'Unione Europea, bloccata dai 27, e c'è questo virgolettato, questa sua frase, i Paesi consapevoli siano liberi di andare avanti in un mondo in cui le alleanze sono in continua evoluzione ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata per la prima volta a memoria d'uomo siamo davvero soli insieme? L'Europa sta reagendo a questa nuova realtà, ma lo sta facendo all'interno di un sistema che non è mai stato concepito per affrontare sfide di questa portata
Lo ha detto Mario Draghi e la cerimonia del Premio Carlomagno e poi appunto l'attacco all'Europa bloccata dai veti dei Paesi membri, la nostra esperienza attuale ha evidenziato ancora Draghi è che l'azione a livello dei 27 spesso non riesce a fornire ciò che il momento richiederebbe. I Paesi che sentono il peso di questo momento in modo più acuto devono essere liberi di andare avanti. Insomma, sono cambiate. Le circostanze sono cambiate come mai prima d'ora e quindi
La la Draghi dice, cambiate anche le norme, se però volete leggervi tutto il testo integrale, dovete prendere il Foglio, il Foglio pubblica.
Tutto tutto l'intervento di di Mario Draghi e soprattutto c'è anche l'editoriale del direttore Cerasa, una gran sveglia di Draghi a Meloni, però, nel senso che la la, l'interpretazione che venne ne viene data ovviamente anche europea ma non solo scrive infatti Cerasa Draghi invita l'Europa a cambiare le sue priorità, sfida i Trump, Pismo con il pragmatismo e ricorda che differenza c'è tra europeisti che puntano sulle chiacchiere e quelli che puntano sui fatti e la l'Inter diciamo così, la la presa in carico anche della questione che riguarda Meloni viene analizzata. Dobbiamo andare
Eh. Eccolo qua, nella stessa pagina in cui trovate il testo dell'intervento, dice dice Draghi, c'è Giorgia Meloni, dovrebbe capire lei che ha detto più volte di avere a cuore il futuro di un'Europa pragmatica che l'idea secondo cui chi vuole andare avanti può farlo, non può più essere considerata un tabù, deve essere considerata il motore dell'Europa del futuro. La ricetta dice Draghi è lì di fronte a noi ed è una ricetta che non passa dalla necessità di spendere di più dall'ansia di avere scostamenti di bilancio dall'angoscia di avere deficit legittimati. È una ricetta che passa dalla capacità di comprendere che, per essere europeisti oggi non basta cercare occasioni per essere non Trump piani, bisogna lavorare per far emergere i campioni europei, bisogna lavorare per stimolare la concorrenza, lavorare per combattere gli eccessi di dirigismo, per ridurre i divari di produttività dell'Europa e questo, fra l'altro, questo aspetto è anche quello che poi tocca folli nella sua nella sua analisi di questo di questo discorso
Nel senso che anche i folli e siamo su Repubblica a pagina 17 intitola il punto dra ma Draghi parla anche all'Italia, quindi dà questa lettura, diciamo così, in chiave nazionale.
Devo dire che Draghi.
È forse una delle persone più premiate e poi però meno ascoltate.
Ogni volta che ti dice qualcosa, tutti si Sperti con un Lodi per i suoi interventi, e però poi non è che gli si dà molto rette, ma comunque vedremo intanto vi dicevo, Stefano Folli.
Dice, come, come è avvenuto altre volte in passato e Mario Draghi ha preso la parola dopo un periodo abbastanza lungo di silenzio e ha stimolato l'Europa ad affrontare le proprie responsabilità in modo tormentato in un mondo scusate in un mondo tormentato l'Europa e anche l'Italia, ovviamente, perché esiste una chiave domestica per interpretare l'intervento dell'ex presidente del Consiglio destinatari sono i politici di entrambi gli schieramenti chiamati in modo implicito, ma abbastanza chiaro a misurarsi con una visione di politica estera su cui potrebbe magari dovrebbe realizzarsi una forma di convergenza fra maggioranza e opposizione.
Eh dice ancora Folli, il senso del suo discorso potrebbe tornare in mente a qualcuno dei parlamentari che alla fine del 28 dovranno riunirsi per dare un successore al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di qui ad allora non sappiamo se e fino a che punto i governanti europei da Ursula von der Leyen ha Merz agli altri faranno tesoro del monito dell'autorevole italiano che si hanno premiato.
Tuttavia, è evidente che la seduta di fine 28 delle Camere riunite sarà un passaggio rilevante per completare gli assetti interni della Repubblica che l'anno prima nel 27 avrà rinnovato la legislatura, e ne deriva che quella di Draghi non è una candidatura e forse nemmeno adombrata al Quirinale e del resto il ricordo del 22 consiglia la prudenza, tuttavia, è una carta ulteriore messa sul tavolo, in attesa che si definisca nei rapporti di forza fra destra e sinistra nelle camere che saranno elette attraverso una legge elettorale ancora mettere a punto
Ecco perché il richiamo all'Europa è anche un messaggio all'Italia bisognosa di darsi una politica internazionale adeguata ai tempi, la destra di governo continui ancora poi folli, bene o male, le sue scelte sul piano internazionale le ha fatte Giorgia Meloni ha tenuto a bada il Salvini russofilo e si è sforzata senza riuscirci di riportare l'eccentrico Trump dentro la cornice di un atlantismo tradizionale semmai la destra con l'eccezione di Forza Italia, ha faticato a nascondere il suo euroscetticismo ed è la ragione per cui oggi,
Le posizioni di Draghi, ispirate a un classico europeismo, non piacciono ai leghisti e non entusiasmano Fratelli d'Italia, viceversa, il campo largo non ha ancora maturato una proposta in grado di unire i 5 Stelle e l'estrema sinistra, scusate in grado di unire i 5 Stelle e l'estrema sinistra di AWS sono contrari al riarmo in funzione anti-Putin ma devono spiegare come potrà l'Europa ovviare alla propria solitudine se non avrà i mezzi per difendersi.
A sua volta, al Pd di Schlein sa di dover fare convivere diverse anime al suo interno e non basterà appellarsi a Obama, personaggio, che rappresenta il passato e non il domani, di un'America in cerca di una via per andare oltre Trump. Al momento la politica internazionale è un palcoscenico dove si proietta la rivalità Schlein Conte, nel segno dell'alternativa fra primarie sì primarie, no, eppure le questioni sono altre e più serie non solo Draghi, ma la stessa realtà impone una riflessione sui passi da compiere. Ci arriviamo fra un attimo a questo richiamo di lo lo riprendiamo fra un attimo prima però rapidissimo passaggio anche sull'altro discorso intervento ieri di Papa Leone all'università la Sapienza
Se non altro perché va be'ovviamente è il titolo di apertura di Avvenire,
Ogni tanto clamoroso il contrario, anche se la foto a centro pagina non è del Papa ma è dell'incontro fra Trump e Xi Jinping, e però è il titolo di apertura, è un virgolettato, non si chiami difesa il riarmo dell'Europa, che è appunto una frase detta da dal Papa,
Leone che è andato in visita alla Sapienza ieri, che sapete, fra le altre, la più grande università del continente, annovera dell'Europa e annovera 125.000 studenti e oltre 3.500 docenti e quindi lui è andato lì.
Sapete tutti benissimo di quando invece fu impedito a.
A papa Ratzinger di andare alla all'università e a questo proposito sulla Repubblica c'è.
Un intervento, un intervento di Parisi, il il fisico, Parisi, perché lui era stato uno di quelli che aveva firmato la lettera perché?
Ratzinger appunto non andasse alla Sapienza e invece ieri erano spellarsi le mani, e allora Iacopo, Scaramuzzi, lo avvicina e lui dice
E che era stato tutto un equivoco.
Dice anni fa fu fra i 67 docenti che sconsigliarono.
Al Rettore di invitare un Papa ieri era in aula magna ad applaudire una applaudire un altro papà Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica, ha apprezzato i riferimenti di Leone quattordicesima pace, cambiamento, cliccando climatico, intelligenza artificiale. E allora che cosa è cambiato rispetto al 2008, quando Benedetto quattordicesimo a causa delle proteste, tra cui una lettera di cui lei fu firmatario, rinunciò a venire alla Sapienza e lui dice Benedetto sedicesimo doveva inaugurare l'anno accademico, non compiere una visita, una visita pastorale e cosa che cambia moltissimo il contesto, la differenza è fondamentale. Non la spinga, però, ritiene che sia fondamentale nella nostra lettera, comunque consigliava Maller al Rettore di non consentire la visita se questo era possibile. La lettera finì sui giornali a gennaio senza data pochi giorni prima della visita, ma era del novembre del 2007 ed era stata mandata privatamente al Rettore. Non volevamo minimamente allu annullare una visita già annunciata. Koran mondo
Sarebbe stato un atto di scortesia, era un Consiglio ragionevole se il Rettore avesse accettato di programmare la visita in un'altra occasione, ma in realtà andò avanti e le cose poi non sono andate bene.
E quindi c'è il contesto era differente perché non si invita il Presidente della Repubblica ad aprire l'anno Santo, così non si invita un papa ad aprire un anno accademico, in ogni caso sono contento di tutto quello che questo Papa sta facendo e quindi questo è,
E si
Si interviene su questo anche di nuovo anche sul foglio, ma in realtà è, diciamo, una una, una nota a margine, se così la vogliamo, la vogliamo definire perché?
Meotti, Giulio Meotti ci fa sapere, a proposito degli accordi delle università, che.
Al 2025, che l'ultimo anno di riferimento l'Italia aveva più nuovi accordi accademici con l'Iran 5 che con Israele, 3 con la Repubblica islamica sono stati siglati cinque accordi quadro bilaterali dalle Università di Torino, Federico secondo di Napoli e della Basilicata, mentre con Israele da quelle di Torino e dell'Aquila è di Trento, intanto l'Italia smetta in negativo nel rapporto dell'Associazione dei rettori delle università israeliane sul boicottaggio accademico globale contro Israele nel nel 2005 eravamo già ben oltre il momento in cui era scoppiata. Fra l'altro, la rivolta in Iran è quella legata
Alla alla povera Mahsa Amini. Comunque, visto che stiamo parlando di Israele, l'altra segnalazione che vi faccio dal Foglio è quella di quello che viene definito il cortocircuito Cgil sulla storia della farmaceutica. Teva ne scrive Dario Di Vico che dice oggi sarà ufficializzata la crisi della Teva
E partirà la vertenza sindacale messa così può sembrare che sia una delle tante Matteo, va è una multinazionale del farmaco specializzata nella produzione dei cosiddetti generici, che ha una particolarità, batte bandiera israeliana, e per questo motivo nei mesi scorsi è stata sottoposta a una campagna di boicottaggio commerciale da parte di sindaci e consigli comunali e anche strutture territoriali del sindacato.
Non c'è ovviamente un legame diretto e quantitativo fra una crisi che investe il gruppo e le azioni di contrasto che hanno messo nel mirino Teva, ma è certo che i comunicati sindacali che già da marzo chiedevano solidarietà alle istituzioni nazionali e locali hanno destato polemiche in rete insomma dice Di Vico ci la Cgil avvalla il boicottaggio dei farmaci israeliani ma poi teme che Teva che appunto è in crisi venda e scappi e ha voglia se è un cortocircuito questo in effetti,
Là c'era anche una sottolineatura che mi ero fatta, eccola qua di sul Corriere della Sera, perché diciamo così a, a coronamento di tutti questi ragionamenti, Ernesto Galli della Loggia, parlando a sua volta di quella che definisce l'occasione storica per l'Europa sostanzialmente dice che adesso arrivo a pagina 32 Modena,
Eccoci.
Qua
Che
L'Europa avrebbe finalmente l'occasione per data, diciamo così, la situazione per tentare invece di sconfiggere Putin, quindi non non non segue diciamo così le parole le parole del Pontefice.
Perché dice, nella prospettiva che si sta aprendo una virtuale sconfitta di Putin, ovvero una sua mancata vittoria, che sarebbe la stessa cosa?
La quale venisse dopo un impegno a corpo morto e dell'Unione Europea a fianco dell'eroica resistenza ucraina, adeguatamente motivate e presentate in questi termini all'opinione pubblica, costituirebbe un gigantesco passo avanti verso un'Europa politica che naturalmente dovrebbe accogliere bandiere spiegate Kiev fra i propri membri perché lui dice la storia si è messa in moto insomma c'è una una coincidenza di sì,
L'occasione che andrebbe colta al volo e quindi la diciamo così, la proposta è esattamente all'opposto vi dicevo, qualche accenno rapidissimo di politica.
Una segnalazione intanto va be'sul Corriere della Sera Apa, visto che ce l'ho qua ne approfitto subito a pagina 17, ancora un sondaggio, sapete che si discute di eventuali pareggi possibili, alé alé Lenz, alle elezioni Cesare Zapperi scrive coalizioni testa a testa lo spettro del pareggio evitato dallo stabili cum questa è la simulazione fatta da You Trend con un con lo 0,1% in più vincerebbe il campo largo.
Però, insomma, ci sono c'è ancora una gran parte di elettorato che deve scegliere la propria collocazione, però questa questa sarebbe al momento la situazione secondo libero non è così, la l'apertura di Libero è dedicata a non si capisce bene, insomma, si parla genericamente di sondaggi sondaggi che deludono i compagni, il campo largo è già finita, la festa in realtà è la la cosiddetta Supermedia, no che viene fatta fra i sondaggi e dopo qualche settimana negativa post referendum. Secondo libro, il centrodestra torna a crescere brutto, colpo per Elli e soci bastonati pure dalla UIL che dice basta propaganda sul lavoro. È un intervento del segretario della UIL bombardieri che dice il decreto sul 1 maggio è una nostra vittoria
Ho spiegato anche esponenti Pd di smetterla di fare propaganda su questo tema, insomma Bombardieri che si sgancia dalla linea della Cgil e fa qualche apprezzamento per il governo nel contrasto ai contratti pirata che penalizzano i lavoratori, ma appunto di politica vera e propria poi forse oggi il ragionamento è più interessante, è quello che troviamo sul dubbio perché riprende e prova a cucire insieme gli interventi degli ultimi giorni che vedevano scendere in campo travaglio e Bettini intorno alla figura di Conte.
E in attacco verso verso Elly Schlein, Paolo Delgado, le larghe intese Bettini Travaglio contro l'asse Pd, Forza Italia, cioè questo timore o no la legge, il dibattito politico che il dibattito politico si sia spostato dalle sedi proprie, il Parlamento e le direzioni dei partiti alle pagine dei quotidiani con Clack sui social non è una novità. Di conseguenza, se due nomi pesanti come Goffredo Bettini e Marco Travaglio lanciano a strettissimo giro, lo stesso allarme, la faccenda al suo peso politico. Due giorni fa, intervistato dal Foglio Bettini, ha messo il Pd in guardia dalla tentazione di provare a sostituire il Movimento 5 Stelle con Forza Italia e va be'
Non vorrei che il campo diventasse tanto largo da ospitare dei cavalli di Troia, non vorrei che qualcuno, in nome del cosiddetto centro, potesse sognare la sostituzione del Movimento 5 Stelle con Forza Italia Travaglio se la prende direttamente con Elly Schlein, che doveva cambiare il partito e invece continua a comportarsi come se il partito avesse cambiato lei e il casus belli appunto l'avevamo notato l'avevo notato e era la la trasferta di,
Della segretaria del Pd e l'incontro con l'ex presidente Obama, che il direttore del, per il direttore del Fatto si, ma il direttore del Fatto sembra considerare un po'peggio di Donald Trump, ma dice Delgado, si tratta in tutta evidenza del primo appiglio a disposizione per poi appunto andare a a ragionare di di tutt'altro e cioè proprio di questo di questo rischio.
La denuncia, il messaggio di Travaglio è tutto interno ai confini nazionali, denuncia la tentazione di un ritorno al peggior passato, quello della sinistra di destra, camuffata da terze quarte via via, che attira i padroni, ma mette in fuga gli elettori, elettori che appunto verrebbero dal Movimento 5 Stelle visto che parliamo di travaglio abbiamo giusto il tempo per,
Andare a vedere questa questione della avi va be'vi, segnalo diciamo nell'ambito comunque del dibattito politico e della giustizia, anche un'intervista che il Corriere della Sera fa al vicepresidente del Csm Pinelli.
Non ho il tempo di leggerla, ma, insomma, è un invito a voltare pagina, dice sul Csm, voglio rassicurare, sarà adeguato al suo ruolo, poi si parla anche di Garlasco, dice serve un esame di coscienza, però, insomma, non è che,
Sul Garlasco oggi, insomma, che ci sono gli articoli di di mantenimento con qualche novità, ma quello che invece mi interessa è il caso Minetti, se non altro perché lo ritroviamo invece con molta evidenza sui sui giornali, a partire dal Fatto Quotidiano che,
Si adonta moltissimo della decisione del Gip di di Milano, del dei dei pm di Milano.
Scusate de de del giudice di Milano, che ha deciso di non sentire la testimone, o meglio questa signora, che sosteneva di aver lavorato come massaggiatrice nella nella, nel ranch di di Minetti, Cipriani, Uruguay e.
E di non insomma di di non
Il tribunale di Milano ha deciso che non ci andrà
La pg non vuole sentire la testimone delle accuse contro Cipriani e Minetti, così, fra pagina 2, pagina 3, poi appunto, però però il titolo di apertura è la testimone, rincara la dose, mentre invece
è esattamente il contrario di quello che ci viene detto da altri giornali prima innanzitutto dal dubbio e anche qui c'è un richiamo in prima nessun sistema Minetti Grace, smentisce, Travaglio, cioè in realtà.
Per nel senso che le cose sono due, una che il Tribunale di Milano ha ritenuto che non ci fossero riscontri sufficienti per andare a interrogare questa signora ma.
E in realtà questa signora ha rilasciato un'altra intervista alla televisione, un uruguaiana.
Nella quale dice di non poter dare per certa la presenza di minorenni alle feste e soprattutto dice sono state distorte le mie parole e sembra non dico a fare marcia indietro, ma insomma, comunque una una situazione completamente diversa,
Ho abbastanza diversa da far dire, comunque che Grace smentisce Travaglio e da quindi dare l'occasione a libero di mettere la foto in prima pagina della Minetti,
Sberla dei pm a Travaglio and company crollate, le accuse alla Minetti, la testimone inattendibile, la Procura smonta al fatto nuove accuse infondate, quindi questo è quello che che viene che viene raccontato con.
Fra l'altro anche ecco
Dice un intervento anche sul
Sul giornale perché ovviamente anche il giornale riprende con una certa evidenza questa questa notizia, fra l'altro anche il giornale fa il richiamo ai richiami in prima a caso chiuso la procura, la grazia a Minetti resta.
Salta la tesi del fatto su adozione, festini hard, la presunta, la presunta super teste, si rimangia le accuse, appunto sono stata fraintesa e qui.
Io di segnalo.
No, va be'niente a posto così.
Invece.
Dobbiamo, dobbiamo incominciare a chiudere però con con tre segnalazioni.
Allora intanto
Visto che abbiamo parlato tanto anche di di di social di questi manager che sono andati con Trump in Cina da ma, insomma, c'erano anche personaggi e persone legate appunto a ai social media, eccetera, eccetera ecco la notizia che ci viene data sia dal quotidiano nazionale che dalla stampa è che è un gruppo di genitori ha deciso proprio di fare causa a metà,
Perché guidati, diciamo così, da una signora?
Irene Ruggiero, la cui figlia di 12 anni si era suicidata, lei dice i social come una malattia fulminante, mia figlia si è uccisa, non accada mai più e questa signora ha fatto causa alle piattaforme perché dice il suo, il suo dolore è stato assecondato dai dagli algoritmi.
E che quindi l'hanno l'hanno portata appunto alunna, allontanarsi da quei pensieri suicidari e anzi hanno contribuito a che aumentasse eroe è successo nel 2024 a Milano e scrive invece il quotidiano nazionale, ora 10 famiglie si uniscono in class action contro meta e TikTok e questa signora dice non avevamo armi per difenderla dalla dipendenza degli algoritmi, quindi questo, insomma,
E infine, ultima segnalazione, sempre dalla stampa, ovviamente moltissima attenzione al.
Al Salone del libro che si è aperto e c'è.
Un'Inter va be'sì, visto che ieri parlavamo tanto di pettegolezzi, io ve lo dico, c'è Barbara d'Urso che si vince due Mediaset, tutta la verità, però questi sono fatti vostri se ve la volete leggere, invece mi dicevo grande attenzione al Salone del libro e soprattutto perché ieri c'è andato il ministro,
Della cultura Julie, che dice mi sento.
Qui mi sento più a casa che al ministero manca un anno al voto, voglio concentrarmi su cosa lasciare.
Va be'poi, continua a parlare della della Biennale, ovviamente dice che fra una settimana l'andrà a visitare.
E poi smentisce di avere troppe frizioni con Salvini e insomma e questo è però a me quello che mi.
Ecco, se proprio vi devo consigliare, la lettura di un'intervista è quella di Zadig Smith, la solidarietà è un atto radicale, ascoltiamo il dolore dei nemici, le guerre culturali non sono rivoluzioni, sono conservatrici e di destra.
E
Ecco questa lei mi piace, va bene, io ho finito per ora e per questo per questo mese ci sentiamo, penso fra un mesetto e intanto buona buona continuazione.
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