Sono stati discussi i seguenti argomenti: Rassegna Stampa.
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giornalista
Buongiorno agli ascoltatori di stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale oggi e giovedì 11 giugno ci sono alcune notizie, diciamo così Vic, relative alla, alla battaglia radicale.
Hanno a che fare con il carcere, essenzialmente, e vediamo di dargli subito, intanto voglio partire dall'Unità.
La quale unità?
Ah, no, impaginata già dalla prima e poi dalla seconda pagina, un'intervista a.
A Gianluigi, Gatta, ordinario di diritto penale, presso l'Università, degli Studi di Studi di Milano e presidente dell'Associazione italiana dei professori di diritto penale e viene intervistato da Angela Stella, perché dicendo e la stella siamo alla soglia di un'estate rovente la situazione delle carceri disastrosa, il ministro Nordio sostiene che si tratta anche di una situazione ereditata dai precedenti governi, il che è in parte vero, ovviamente, ma questo non significa e la lunga intervista perché è una una pagina intera,
Viene sintetizzata con questo titolo, non è una questione di clemenza, in carcere sono violati diritti costituzionali, l'emergenza è cronica, ma dal 2022 è peggiorata, migliaia di persone sono sottoposte a trattamenti inumani, non si può chiudere gli occhi solo perché si tratta di autori di reato.
Liberiamo chi è a fine pena e a un percorso positivo da qui al termine della legislatura, la priorità è la garanzia di chi è detenuto e poi si esprime anche sulla grazia Minetti e dice il processo mediatico e social hanno messo in ultimo piano le ragioni umanitarie, infine, non è necessario declamare,
La tutela delle vittime nella Costituzione, un progetto sapete che era stato avanzato qualche tempo fa, anzi dice può rischiare di alterare qualche equilibrio con gli interessi dell'imputato,
Il tema poi della sua intervista ancora vengono sciorinate le cifre che sappiamo bene, della della sovrappopolazione carceraria e quindi, ebbene fa, l'Unità ha a ricordarcelo.
Sulla cronaca romana del Messaggero, invece, c'è una notizia,
Di quelle che fanno sempre piacere perché
Sono state, essa si è concluso, a Rebibbia, un corso per detenute che hanno hanno, sono diventate adesso maestre, pastai e Progetto di reinserimento sociale che scrive Alessia Morani che firma questa cronaca, darà il loro lavoro in Italia e all'estero benissimo, e questo ovviamente fa sempre molto piacere quando ci sono queste.
Queste iniziative, il vero problema, però, è che accanto a questa, a questa cronaca questa storia ce n'è un'altra, perché Marani sente, Marina finiti, che è la presidente del tribunale di sorveglianza di Roma, che appunto, si congratula con queste detenuti di Rebibbia,
Dice sì, dice, insomma.
È giusto che è soddisfatta di questa di questa iniziativa dice i benefici di cui i detenuti in genere possono godere sono sono molteplici, ma non sempre è possibile accordarlo. Revocarli con tempestività il beneficio ovviamente l'aver potuto fare questo questo corso e che cosa vuol dire, quindi le chiede Marani, e lei dice che c'è un problema che sto cercando di far rilevare in tutte le sedi di mancata informatizzazione dell'esecuzione penale, come invece è stato fatto nell'ambito del giusto processo. Se li si è velocizzato nell'esecuzione penale si rischiano ritardi stallo. Non esiste un fascicolo digitale del detenuto attraverso cui poter risalire alla sua storia giudiziaria. Le dico solo che i provvedimenti vengono ancora scansionati, di quali numeri parliamo? Decine di migliaia di valutazioni. In Italia siamo 258 magistrati di sorveglianza e i detenuti 64.000 a Roma, siamo 18 più due posizioni vacanti, con 45 50.000 tra procedimenti, istanze cui fare fronte. Non ci dobbiamo meravigliare se poi accadono fatti di cronaca causati da chi aveva permessi per uscire o se altre persone che di meritano solo in attesa di contro il governo.
Si è impegnato per un piano di riorganizzazione e dice la giudice Marina finiti, siamo fiduciosi e io invece vi giuro, vado a in Macchi su queste cose, proprio vado ai matti, perché mi mi sembra incredibile che non si riesca appunto che non si siano ancora informatizzate queste queste procedure.
I si debba ancora procedere in questo modo, peraltro, poi, appunto sulla pelle sulla pelle delle persone, altra due segnalazioni da fare assolutamente riguardano invece.
Un un episodio di di di suicidio, assistito.
Ne viene dato ampio spazio con un'intera pagina sul Corriere della sera, siamo a pagina 23, viene.
Benedetta Moro racconta la storia di questa signora di di Trieste, Lucia, Gregori, ottant'anni, affetta da una rara patologia neurodegenerativa progressiva, che il 3 giugno scorso è morta in Svizzera, col suicidio medicalmente assistito in Italia, scrive ancora il Corriere, dove i casi di suicidio medicalmente assistito sono 17 sono stati 17, quindi finora le autorità sanitarie del Friuli li avevano negato l'accesso alla procedura.
Per evitare ripercussioni giudiziarie, il figlio di Lucia, Paolo ha aspettato la madre James Svizzera, mentre due volontari dell'associazione Luca Coscioni hanno accompagnato la donna ad Alitalia e poi si sono auto denunciati e ricorda ancora sempre il Corriere che l'associazione Coscioni dal 2019 ha accompagnato 10 persone malate in in Svizzera il figlio appunto di questa signora che insomma voglio dire no.
Cioè veramente non non si capisce perché negarle questo è obbligarla al viaggio in Svizzera, ma va bene.
Alla domanda finale di Benedetta Moro, su perché ha deciso di raccontare questa storia, risponde perché mia madre.
Mi ripeteva sempre una cosa, io ho te, ma chi non ha nessuno che fa, chi riceve un no dall'azienda sanitaria è questo il punto. Pensava che non fosse giusto, si metteva nei panni degli altri, il sistema non è maturo, qualcosa dice deve cambiare, il qualcosa deve cambiare. Io faccio un discorso laico e apolitico. Il messaggio deve essere il rispetto per la sofferenza infinita dell'essere umano. C'è una falla in Italia e bisogna rimediare se avesse avuto la possibilità di morire in Italia e mia madre avrebbe avuto più agio e magari la possibilità anche di decidere con più calma quando farlo. Magari avrei potuto stare ancora un po'più insieme a lei. Questo racconta questo questo signore, c'è un riferimento a questa vicenda anche
Sul Riformista a pagina 8, anche se in realtà il Riformista ci racconta della della legge più che di questa di questa vicenda, in particolare perché ieri leggevamo era ieri, sì ieri,
De del del insomma del del tentativo, almeno così veniva presentato in alcuni casi di Forza Italia, di comunque non far andare persa questa legge, la legge che si sta discutendo, ma in realtà scrive il Riformista.
Il 3 giugno il Senato ha rispedito in Commissione il disegno di legge sul fine vita con una sospensiva di Fratelli d'Italia, approvata a 88 a 59. A poco più di un anno dalle politiche e otto anni di solleciti dalla Corte Costituzionale equivale a un seppellimento il testo del Pd a firma, Alfredo Bazoli non avrà i tempi per tornare in Aula, così sostiene appunto il Riformista, la parola slitta ancora una volta la prossima magistrata legislatura a Roma
Quindi il tema si chiude in Veneto e invece, paradossalmente, riapre perché che cosa succede che il regolamento regionale?
Impone di ricalendarizzare entro sei mesi dall'avvio della legislatura la proposta di iniziativa popolare liberi subito elaborata dall'Associazione Coscioni è firmata da oltre 9.000 cittadini, quindi entro giugno tornerà in Commissione sanità, poi di nuovo in aula a Palazzo Ferro-Fini, dove due anni fa era già accaduta questo appunto in Veneto,
Ed è qui però dice riformista.
Che la vicenda smette di somigliare a un derby tra destra e sinistra.
Nel gennaio del 24, infatti, il Veneto fu la prima regione a provarci e a far cadere la legge fu la maggioranza di centrodestra pro contro il proprio presidente Luca Zaia che ci aveva messo latte la faccia.
Ma il testo cadde per un solo voto, 25 sì, contro 22, no e 3 astensioni oggi Zaia dalla Presidenza del Consiglio regionale continua a chiedere una norma e parità di trattamento per tutti gli italiani con il farmaco somministrato dalla sanità pubblica a garanzia di trasparenza.
A riportare il tema in aula è stato un incontro alla sede della Regione Ferro-Fini, costruito intorno alla storia di un malato Veneto tra i primi in Italia, ad aver ottenuto l'accesso al suicidio medicalmente assistito, ma dentro la maggioranza le distanze restano, Fratelli d'Italia conferma il no e rilancia sulle cure palliative.
E nella Lega convivono posizioni opposte, qui questa è la situazione, dopodiché invece c'è un tema che, come dire, riguarda proprio direttamente la stampa.
Gli potremmo parlare la libertà di stampa
Perché viene affrontato come titolo di apertura sul dubbio, poi un attimo appena abbiamo appena fatto, questo vi dico anche tutto il resto.
Dicevo bene, è il titolo di apertura del dubbio ed è oggetto anche di una riflessione di Caterina Soffici sulla stampa. A che cosa mi sto riferendo a quello che, Simona Musco sul dubbio definisce la rivoluzione del Csm? Sì alle norme anti gogna non è un'auto bavaglio e il virgolettato che viene sempre riportato nel titolo toghe, vincolate a tutelare la reputazione degli innocenti. I progressisti di area dice ancora il dubbio, spingevano per regole più blande nessun'auto bavaglio, nessuna auto censura. Dopo giorni di tensioni e polemiche. Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato le nuove linee guida sulla comunicazione giudiziaria destinate a rafforzare la tutela reputazionale delle persone coinvolte nei procedimenti, limitare il ricorso alle conferenze stampa e introdurre l'obbligo di aggiornare le informazioni diffuse dagli uffici sugli sviluppi di indagini e processi. Il testo è passato con 4 voti contrari e 3 astensioni, sostanzialmente nella sua formulazione originaria, con i correttivi proposti da Unicost. Eccetera, eccetera.
E così?
Continua ancora Simona Simona Musco dice il messaggio forte e chiaro inviato soprattutto a chi dall'esterno, quindi stampa e i singoli magistrati ha tentato di condizionare i lavori del plenum, preconizzando una limitazione al diritto di informazione che ne esce in realtà ampliato, dice Musco,
Con un piccolo dettaglio dovrà tutelare non solo il diritto di essere informati, ma anche quella alla reputazione bocciato invece l'emendamento sostitutivo di area che avrebbe trasporta trasformato alcuni obblighi in semplici facoltà, spostando di fatto sulla stampa la responsabilità della completezza dell'informazione, un esito che smentisce quanti dentro e fuori la magistratura avevano denunciato il rischio di una compressione del diritto di cronaca per la maggioranza del consiglio, infatti, il diritto all'informazione esce rafforzato, purché sia completo e non si esaurisca nella diffusione dell'ipotesi accusatoria.
A rivendicare il significato della delibera è stato il vicepresidente Fabio Pinelli, questo dibattito dimostra che l'affermazione di nuovi diritti richiede un percorso culturale e faticoso, lento e a volte tortuoso, ma soprattutto ha il merito di mettere al centro il diritto alla reputazione come il nuovo diritto fondamentale della modernità bene che a suo giudizio necessita di una tutela più incisiva, oggi sembra quasi più facile recuperare la libertà che la reputazione e per questo Pinelli si è detto fiero che il plenum abbia contribuito a qualificarla come il diritto primario.
E poi, appunto, cioè è molto lungo, quest'articolo spiega abbastanza nel dettaglio, in realtà c'è, diciamo così, una interpretazione se volete quasi opposta, o comunque una serie di domande che si pone e ovviamente pone al lettore.
La stampa che credo valga la pena di leggere, perché sicuramente chi ama una rubrica come questa.
Insomma, chi chi si ascolta, le rassegne stampa e si interessa della libertà di stampa non può non trovarlo trovare, insomma, questi interrogativi importanti, Caterina Soffici sulla stampa a pagina 23.
Va be'inizia, con questo avviso al lettore questo commento pone molti interrogativi, non fornisce una risposta né una soluzione, va bene, dice, ma poi il Csm ha emanato nuove guide per la comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari, che aggiungono, lei scrive un ulteriore nodo al bavaglio con cui si cerca di imbrigliare indirizzare le notizie quindi non è vero che questo articolo proprio non fornisce né una risposta né una soluzione, in realtà ha già una sua tesi di fondo, cioè definisce bavaglio,
Quello che appunto è stato scelto dal dal Csm, con cui, per l'appunto si cercano di imbrigliare e indirizzare le notizie perché riassume Soffici, basta dice in sostanza questo nuovo regolamento. Basta conferenze stampa, quindi niente domande dei giornalisti, salvo casi eccezionali, solo comunicati stampa, scritti, stretta sulla gestione digitale delle notizie, tutto nel nome di una comunicazione impersonale, sobria e controllabile per ridurre il rischio della personalizzazione delle indagini e la spettacolarizzazione mediatica. E qui dice arriva la prima domanda senza risposta. Casi mediatici spettacolari. Come Garlasco, la famiglia del bosco sono creati dai media o i media li seguono perché sono spettacolari e quindi c'è un diritto dovere di informare altro caso emblematico cosa fare in caso di un'indagine di pedofilia che coinvolge il professore di una scuola. È giusto che un giornale lo scriva anche prima della condanna definitiva, magari rovinandogli matrimonio reputazione o è più giusto tutelare un presunto pedofilo innocente fino a prova contraria, ma mettere a rischio gli altri alunni di quella scuola. E qui un'altra domanda di difficile risposta. Dove finisce il diritto di cronaca e dove inizia il diritto alla privacy e la presunzione d'innocenza e c'è bisogno di nuove linee guida del Csm per gestire questi casi. Sono questioni enormi, che però dovrebbero interessare tutti e non essere relegate a discussioni di lana caprina tra giuristi, perché alla fine di questo si parla quando si parla di democrazia e poi continua, ma insomma, mi sembra comunque interessante che si si voglia ragionare su questi temi, anche perché e qui non vi sembra che proprio la settimana
In questi in questi giorni in questi giorni si è molto discusso, per esempio, della sorte di un giornale, cioè il Fatto Quotidiano a cui, come sapete, è stato chiesto dagli dagli uffici, da dal danno, dallo studio.
Americano di Cipriani un rimborso monstre di 250 milioni.
E se sia giusto o meno, non non è di questo che stiamo parlando, ovviamente, ma.
Eh eh, insomma, è una cifra che, se dovesse che poi alla fine essere effettivamente accordata, farebbe evidentemente chiudere il giornale, allora oggi, in prima pagina Travaglio, così scrive, non è questa l'apertura del giornale, l'apertura è dedicata a Netanyahu.
Ma il suo editoriale così inizia, voi ci siete e noi ci siamo alle liti temerarie di B Previti, dell'Utri, Renzi e famiglie, eravamo abituati e però qui non scrive anche che erano, ne hanno parecchie, ne hanno pagati insomma molte di quelle molte di quelle querele e molte di quelle denunce ma in realtà si sono evidentemente secondo i giudici rivelate fondate perché,
Non mi ricordo più chi è che aveva pubblicato qualche giorno fa la lista.
Delle cause perse dal Fatto quotidiano e dei relativi risarcimenti, alcuni anche Piccini e gli input C 5.000 euro, insomma, non è che altri altri si cominciava a arrivare sui 20 60.000 euro, insomma, certo non i 250.000.
Allora scrive Travaglio alle liti temerarie, dB Previti dell'Utri, Renzi famiglie, eravamo abituati, ma non c'era mai capitato che un personaggio ricco e potente come Cipriani, Junior con agganci in mezzo mondo, ci chiedesse 250 milioni di dollari perché il fatto deve chiudere.
E questo è un virgolettato attribuito Cipriani e non era mai capitato ad alcun giornale italiano, oltre ai messaggi di solidarietà dei lettori inversamente proporzionali a quelle dei colleghi, il miglior balsamo in queste ore complicate e l'ultimo report Audipress sulla diffusione dei quotidiani ad aprile, mentre tutti gli altri crollano il giornale tutto sport crescono dello 0 4%. Il fatto fa un balzo in avanti del 19% rispetto a un anno fa, da aprile del 25 ad aprile del 26, le nostre copie vendute sono salite da 52.651 a 62.631 10.000 in più, un balzo è dovuto agli abbonamenti digitali perché scrive Travaglio le edicole purtroppo seguitano a chiudere
E non è che te fanno un dispetto a te, però è troppo in generale, comunque.
Però dice questo, gli abbonamenti non compensano finanziariamente il trend negativo della carta, ma editorialmente è un vero miracolo quando il fatto nacque nel 2009 era in fondo alla top ten, ora è il terzo quotidiano generalista dietro Corriere e Repubblica, il quinto in assoluto, contando anche il Sole 24 ore e Gazzetta dello Sport quindi dice possiamo dirlo forte il merito è solo in minima parte di noi, giornalisti del Fatto eravamo gli stessi dell'anno scorso,
Con i nostri pregi e difetti. Eppure voi lettori eravate un quinto di meno e al quinto anno poi passa appunto ringraziare gli elettori finché ritorna alla questione Minetti dice e grazie a voi se affrontiamo più serenamente la guerra esistenziale che ci ha dichiarato il duo Cipriani Minetti congas, stuolo di boccaloni volontari, alcuni lettori ci invitano a stare attenti a non metterci contro anche il Quirinale Pd di Milano. Non possiamo accontentarli, essendo nati per dire le cose vere, che gli altri non dicono e non per stare attenti. Altri propongono sottoscrizioni per le spese legali. Chi vuole aiutarci, faccia o regali un abbonamento alle sottoscrizioni. Penseremo se qualcosa andasse storto
Ma confidiamo di dimostrare ai giudici di aver pubblicato solo notizie e testimonianze autentiche, ma che le testimonianze siano autentiche, sì, nessuno lo mette in dubbio, quello che si mette in dubbio è la la, la veridicità di quelle testimonianze che hanno fatto un po'diversa.
E continua ancora travaglio, così dice le spese che le pagherà chi ci ha denunciati e magari sarà denunciato per lite temeraria.
Abbiamo sempre offerto il diritto di replica a tutti Cipriani e Minetti hanno preferito trascinarci in tribunale per farci chiudere proposito, largamente condiviso da politici potenti e i giornalisti al seguito faremo di tutto per deluderli ancora una volta in realtà Paul però proprio per, per dirla tutta,
Secondo libero, ci sarebbero ormai ma perché
Credo che sia abbastanza inevitabile in questi casi strani personaggi che stanno spuntando, che cercano di accreditarsi.
Nelle redazioni per riuscire a guadagnare qualcosa da tutta questa vicenda ne scrive Simone Di Meo, che racconta come stiano spuntando una serie di testimoni a pagamento per infangare Minetti e Cipriani in particolare una una donna, anche questa straniera sudamericana che tenta di speculare sullo stile di vita della coppia secondo un vecchio schema del giornalismo scandalistico anglosassone, insomma, questa signora sta andando in giro, sta tentando di piazzare sul mercato delle informazioni, ma senza successo, anche perché, appunto,
Ormai forse si è capito che no, non conviene, non conviene proprio e.
E l'altra?
L'altra cosa, insomma, da da far notare è una una riflessione.
Fatta sempre sul dubbio, da Gennaro Gremmo Lizzi che si chiede se effettivamente sì.
Ci sia questo rischio, appunto, per il fatto di chiudere.
La richiesta di risarcimento da 250 milioni di dollari avanzata dai legali dell'imprenditore si basa scrive Grimaud Lizzi su presunte interferenze nel business e poi fa i conti in tasca al fatte, dice che il quotidiano, il Fatto ha solo 413.000 euro per le cause e quindi, insomma forse sì qualche cosa.
Qualche cosa la rischia?
Poi, appunto, spiega come si è arrivati a quantificare quei 250 milioni di dollari.
Cosa che evidentemente sono abituati a fare a fare negli Stati Uniti, però sì, il rischio il rischio c'è e quindi questo è quanto allora, detto questo, invece vi dicevo degli altri giornali oggi uno di quei giorni è uno di quelli che a me piacciono quando ci sono titoli molto diversi non c'è un tema prevalente sugli altri.
Però magari ci sono, ovviamente non c'è un tema che fa da, diciamo così, da da titolo di apertura, ma.
Ovviamente ci sono notizie che vengono privilegiate di più rispetto ad altre Surbo e trovano l'attenzione di tutti i quotidiani rispetto ad altre, una di queste è indubbiamente se è sicuramente l'inizio dei Mondiali.
Anche se c'è un solo, un solo giornale che sceglie di.
Usare la questa notizia come titolo di apertura e questo giornale è il manifesto che, con una fotografia che mostra un giardiniere che prepara il campo dal gioco da gioco al Sophie Stadium, di Los Angeles, in California, titola Campo minato tifosi, banditi, giocatori, arbitri intimiditi, ronde della polizia di frontiera cominciano in Messico, Stati Uniti, Canada, i Mondiali della segregazione alleato della Fifa ma in guerra con il mondo il ras della casa Bianca, trasformato quella che era una festa per le comunità migranti in un incubo e poi ci sono tutti i racconti,
Appunto queste manifesto dicevo anche sugli altri, sugli altri quotidiani, di
Questa serie di fatti dalle perquisizioni avvenute in modo, insomma, forse un pochino troppo invasivo alla espulsione di un arbitro somalo, ha insomma.
Eh.
Ora io io anche sempre pensato una cosa che soprattutto i quotidiani italiani, che sono peraltro diretti praticamente tutti, a parte quelle e da da uomini, ed essendo il gioco del calcio proprio il.
Insomma.
La stanza dei giochi, ecco de de dei bambini, dei bambini uomini.
E non interessandomi minimamente di questo tema.
E penso anche che la
Forte presenza di articoli legati a questa a questa vicenda sia appunto direttamente proporzionale all'interesse che i colleghi dimostrano per questo tema.
Non in quanto giornalisti, ma in quanto appunto lo loro gioco del
Però.
Invece, per quello che riguarda, diciamo le valutazioni del di questo.
Mondiale mondiali della segregazione, così lo definisce il manifesto, devo dire che ci sono una serie di prese di posizione, ma ecco, per esempio, c'è Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, che dice no, scrive mondiali, il calcio batte la politica e così pure c'è una un intervento di Maurizio Crippa,
Sul foglio che sostiene che insomma invece, anzi no, non è vero, perché questi sono i Giochi senza frontiere, saranno insomma.
è tutta una questione solo, diciamo.
Politica. Ecco quella di di volerne parlar male, perché sono i giochi di Trump, ma in realtà dice dice Maurizio Crippa, non sono solo i giochi di Trump, c'è anche c'è anche il Messico, c'è anche il Canada e insomma morale sarà un Mondiale fantastico, ma se volete fare i malmostosi girate sulla A7, la quale 7 ieri, come sapete, era peraltro è stata
Oggetto di un dischetto attenzione che ritroviamo oggi sui quotidiani perché ospite di Otto e mezzo r, il generale Vannacci al generale, ci arriviamo subito, ma prima vi volevo appunto dire di un altro po'di titoli, perché se è quello del manifesto appunto è sul campo minato il dubbio abbiamo visto che si riferisce al Csm invece i giornali, i grandi,
Eh sì a Repubblica che il Corriere, il titolo di apertura lo fanno di nuovo.
Dedicato a alla alla guerra con l'Iran, che stava sta ormai perdendo decisamente appeal, e sta svanendo pian piano dalle prime pagine dei giornali.
Un po'anche perché, appunto sono sono ormai giorni che Trump annuncia un accordo che poi non c'è, insomma, c'è una una sorta di stanchezza e però la ripresa, diciamo così di combattimenti o comunque di attacchi decisamente un po'più su vasta scala e fa fa sobbalzare e allora ecco il Corriere Trump nuovo attacco all'Iran.
Colpita dagli Stati Uniti, anche una petroliera in Oman sono dispersi tre marinai indiani e appunto, riferendosi a Trump, dice il leader americano lancia un'ondata di raid su vasta scala e regime dice risponderemo mentre la Repubblica,
Più o meno, ma il titolo è molto simile gli Stati Uniti lanciano un nuovo attacco all'Iran, però Repubblica sottolinea anche come Trump abbia comunque detto che l'accordo era vicino, ma Teheran ci tratta come stupidi e il ministro della guerra Peter Exit dice colpiremo duro e poi insomma esplosioni anche nelle zone vicino ad Hormuz dagli ayatollah no alla mediazione del alla mediazione del Qatar e se poi andiamo appunto a ad aprire il giornali sia il Corriere che la Repubblica le cronache,
Sono intanto sul Corriere, c'è anche, fra l'altro, una fotografia abbastanza impressionante,
In realtà di un bombardamento in Libano, però, si parla delle bombe di Trump, sull'Iran dell'attacco ai porti e alle città e Viviana Mazza.
Da da Washington riporta però appunto questa
Oscillazione di Trump il tycoon va avanti tra i nuovi raid e promesse di pace, manca solo la firma, quindi di nuovo.
Annunciando un accordo che
Come raccontava la Cnn, ormai sono neanche più 37, ormai sono 40 volte che doveva essere imminente e non lo era.
Iscrivere Viviana Mazza sul tavolo c'è un accordo in quattro punti sul nucleare, però.
Sta di fatto che al momento non non viene firmata, mentre o li Guido Olimpio detta Privitera provano a ragionare su quella che è la fine della pazienza strategica Teheran, dalle minacce alla guerra per le milizie amiche i pasdaran, non si limitano ad armare Hezbollah, ora lo proteggono perché, come sapete si allarga il discorso anche a Libano e quindi a Hezbollah e però dicono Olimpio Privitera così l'Iran rischia di impantanarsi in una guerra duratura a bassa intensità questa cosa della guerra.
Duratura che poi si fa poi torniamo anche su su Repubblica, vi dicevo, questa cosa della guerra duratura viene e che che chissà quanto andrà avanti e fondamentalmente viene giocata su.
Chi riesce a resistere di più è oggetto di un'analisi abbastanza accurata, fatta da Giordano, Stabile sulla stampa.
Il titolo di apertura della Stampa Annone è dedicata alla guerra, dopo dopo ci arriviamo.
Scrive Giordano Stabile, che
Mette mette insieme tutta una serie di di elementi, no.
Per cui, per esempio?
Nel dice mercati, gli esperti di mercati petroliferi hanno lanciato un'ondata di post di avvertimento che uniscono due espressioni tecniche Operational, minimo netta, Bottom, tradotto le gigantesche riserve americane non possono essere svuotate fino al fondo, se scendono sotto un certo livello cominciano i problemi e le 2 cose sono legate perché dice se i Pasdaran possono minacciare le pattuglie che cercano di scortare le navi occidentali a Hormuz.
E la minaccia è faceva riferimento all'abbattimento dell'elicottero Apache è avvenuta l'altro giorno, significa che riaprire lo Stretto di Hormuz con la forza è di fatto impossibile, e allora bisogna riaprirlo con la diplomazia, ma i tempi dei negoziati non possono essere eterni.
Poi fa il conto di quanto è costata finora la chiusura dello stretto, eccetera, eccetera,
E i barili e soprattutto per l'America, ma anche per per l'Iran, che insomma non esporta quello che dovrebbe e quindi la sua conclusione, il gioco comincia a comincia ad assomigliare alle gare degli anni 50, fra vecchie auto da rottamare.
Correvano verso un burrone e vinceva chi si lanciava fuori dalla portiera, per ultimo, l'export di petrolio iraniano, strozzato dal blocco navale americano fuori da Hormuz, è sceso da 1 milione e mezzo di barili a 400.000 barili, ma anche Teheran ai suoi ammortizzatori esportazioni via terra verso Cina e Pakistan che sono salite a 250.000 barili e la sua flotta fantasma continua a scaricare i soldi arrivano ai pasdaran in contanti o attraverso altri fantasmi e società finanziarie, però il precipizio in vista, ma nessuno vuol mollare il piede dell'acceleratore e saltare giù, quindi,
Questo è il momento.
Viene considerata, diciamo così, della man.
Dagli analisti la, la situazione su Repubblica più o meno appunto, oltre alla cronaca degli attacchi, eccetera, eccetera c'è però anche una cronaca di Paolo Brera, inviato a Beirut, di una manifestazione importante che c'è stata a Beirut, di cui io però non ho trovato traccia sugli altri giornali.
A Beirut è sceso in piazza il popolo di Hezbollah e in piazza contro l'escalation, rivendicando di essere l'asse della resistenza ad Ayé, il cuore sciita della capitale libanese, gli abitanti condannano l'aggressione però dice Paolo Brera, erano del tutto assenti le altre anime del Paese perché, come dicevamo Hezbollah né roba che viene da fuori,
Non solo, insomma.
Dopodiché c'è ovviamente anche questa forte insofferenza, però è allora qualche riga, vale la pena di leggersela ai tuoi no ai tuoi ordini. Nasrallah urlano le donne con il nero, chador in alto i telefoni, un selfie e una ripresa su le bandiere giù sul cuore e le foto dell'ayatollah Khamenei e del suo figlio morta bar, ci sono la banda con la grancassa, il poeta dai versi ispirati ai maxischermi con fucili e bandiere, i canti patriottici, gli slogan, i cori i servizio d'ordine, qui le donne a sinistra, l'agli uomini a destra, pare Teheran, con le sue sfrontate liturgie di sostegno al governo e invece è Beirut per la prima volta stanotte il popolo di Hezbollah e in strada nel cuore di Daniel
In piazza dei Martiri della Resistenza, a pochi passi dai palazzi distrutti nel ventre sciita del Libano, siamo qui per celebrare l'asse della resistenza contro tutto ciò che sta intorno all'operazione terrorista di Israele.
Quello che fa e contro ogni diritto umano dice Mohammed Caveman, capo ufficio stampa di Hezbollah, ma il mondo è cieco e non lo vede e poi continua, a, però dice appunto a me, ma a Brera non c'è nulla di spontaneo in questo raduni in piazza di inni e bandiere Lim l'invito alla stampa è stato spedito dal comitato internazionale popolare contro l'aggressione.
La trasmissione in diretta sulle radio libanesi rivendicano un'unità, ma in piazza non c'è traccia delle altre anime del Libano, travolto dalla guerra, non i croati, i quartieri cristiani, non i sunniti, ostili a Hezbollah, nonché accusa il movimento di aver trascinato il Paese nel conflitto. Ci sono invece gli scout di Hezbollah con le divise blu è partita una continua. Quindi questo aspetto è molto, molto importante e a proposito, appunto, di altre versioni che non vengono date o vengono poco valorizzate questo questo articolo di Repubblica è sicuramente importante, ma dicevo io, di questa manifestazione non ho visto parlare molto sugli altri, ve ne segnala anche un altro un articolo di Giulio Meotti sul Foglio dove Giulio Meotti ci fa sapere che qualche giorno fa, ma anche di questo, ne è stata data pochissima rilevanza è stato presentato il secondo
No, il rapporto delle Nazioni Unite.
Su quello che è successo ad Hamas e a Gaza e il titolo dell'articolo di di di Meotti, è questo la gazza senza flottiglia le esecuzioni sommarie di Hamas, ma per questi palestinesi nessuno fiata e racconta, come appunto questo rapporto che immediatamente finito dice nel nel dimenticatoio,
De descrive i terroristi di Hamas e lei è l'unità di polizia a Gaza che in questi anni ha mutilato e ucciso pubblicamente decine di palestinesi durante la guerra con Israele in atti che costituiscono crimini di guerra, secondo, appunto, un rapporto delle Nazioni Unite, un altro rapporto finito subito nel dimenticatoio mediatico esecuzioni, gambizzazioni, fratture ossee con tubi di metallo e mattoni di cemento e percosse si legge nel rapporto,
Sono 108 le uccisioni certificate dall'agosto del 24 gennaio del 26 uccisioni e torture eseguite anche all'interno di complessi ospedalieri, fra cui il Nasser Medical Complex Saccani Younis il rapporto dell'Onu non può fare a meno di scrivere che anche i morti palestinesi per mano di Hamas sono colpa dell'ambiente creato da Israele. Va be'come dire che se lo Stato ebraico non esistesse, non si difendesse nella guerra del 7 ottobre, quei palestinesi sarebbero vivi e felici, però, ecco
Davvero credo che in pochi abbiano letto e sentito di questa di questa parte di questo, di questo rapporto.
Detto questo.
è ovvio che, insomma, nessuno è felice, così che sia, si è ripresa la guerra, falso mestiere, il papà.
Quando di guerra parla eh?
Lo fa in Spagna oggi, sulla prima pagina di Avvenire Leone 14 non possiamo credere in Gesù e poi fare le guerre e ceo, insomma molto rilievo a questa, questa frase viene poi molto commentata, anche se poi in realtà il titolo che più diciamo così attira di Avvenire,
è il titolo a centro pagina che annuncia che è finita, è andata insomma medici eutanasia di una riforma, quindi non si è trovata l'intesa sulla trasformazione indipendenti di parte dei dottori, i sindacati sono soddisfatti, scrive Avvenire.
Poi questo però ha comportato anche una lite nella maggioranza e Schillaci, il ministro ha ritirato il testo e dice però avanti sulle case di comunità, dunque finisce in soffitta la bozza di decreto.
Che il ministero aveva ipotizzato, ma mai formalmente presentato e aveva avuto anche il parere favorevole delle regioni con alcune correzioni, ora l'ipotesi è un emendamento a un provvedimento già all'esame del Parlamento o un atto di indirizzo del rinnovo della convenzione soddisfatti i sindacati dei camici bianchi che adesso chiedono un confronto sul piede di guerra le opposizioni che accusano il governo è allo sbando, non è solo
Venire che fa, che decide insomma di a di aprire con questo tema lo fa anche il Mattino di Napoli, al contrario invece della scelta del Messaggero, perché anche il Messaggero?
Apre invece con la ripresa dei combattimenti in.
Sì, dalla guerra fra Stati Uniti, fra Stati Uniti e Iran, Trump attacca ancora l'Iran e infatti questa era appunto il titolo di di apertura del Messaggero, mentre invece per il mattino e va sottolineato lo stop alla riforma dei medici di famiglia e il Governo che ritira le norme sulle case di comunità,
Ma?
E insomma.
Diciamo la la domanda è molto semplice, perché chi chi ha avuto la ventura di avere qualche casa di comunità vicino o di poterne usufruire sa che beh, non era poi pensata così male quest'idea delle case di delle case di comunità e che piuttosto che andare nei pronto soccorso dove magari i rischi di stare buttata da una parte per 12 ore, insomma, non era proprio pensata male e forse è un peccato che sia,
Non sia andata a fondo questa questa riforma, allora ho provato a vedere un po'però.
Per esempio, sul sul foglio, così viene descritta questa storia.
In due articoli uno, diciamo così improprio, più di riassunto che lo troviamo a pagina 3, così racconta dice la riforma della medicina generale rischia di essere ricordata come una delle occasioni mancate più significative per la sanità italiana, non perché il testo fosse perfetto ma perché rappresentava il tentativo più concreto per affrontare un problema che tutti riconoscono e che nessuno alla fine sembra disposto a risolvere per oltre un anno il ministero della Salute ha lavorato a una revisione della medicina territoriale, non era una proposta calata dall'alto, nasceva dal confronto con le Regioni
La maggior parte delle quali governate dal centrodestra e Schillaci, aveva cercato una sintesi difficile tra le esigenze organizzative, autonomia professionale e sostenibilità. Il risultato era una bozza capace almeno di affrontare il nodo centrale, cioè come integrare i medici di famiglia nella nuova rete finanziata dal PNRR. A quel punto, però, la politica si è fermata. Le resistenze dei sindacati dei medici di famiglia meritavano di essere ascoltate, ma ascoltate non significa rinunciare e invece, di fronte alla prospettiva di uno scontro, la maggioranza ha scelto la strada più semplice. Accantonare il problema e il paradosso scrive ancora il foglio è evidente. Le stesse forze politiche che governano gran parte delle regioni che avevano chiesto una riorganizzazione hanno finito per bloccare il progetto quando è arrivato il momento di assumersene la responsabilità. Le dimissioni di Guido Bertolaso dal ruolo di vice coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni sono il segnale più evidente di questa frattura, un dissenso interno allo stesso campo politico. Alla fine della riforma è rimasto poco. L'obbligo di alcune ore settimanali nelle case della comunità difficilmente può essere considerato un cambiamento strutturale e soprattutto non risponde alla domanda fondamentale.
Chi garantirà il funzionamento delle strutture territoriali che l'Italia sta costruendo con le risorse europee, perché senza professionisti integrati nei nuovi modelli organizzativi, molte di quelle strutture rischiano di restare a sottoutilizzate, per questo la decisione assunta in queste settimane va oltre il destino di un singolo provvedimento, riguarda la credibilità della politica quando si confronta con riforme difficili ma necessarie. Insomma, è un peccato che non sia alla fine andata andata in porto,
In realtà, anche su anche su Repubblica, anche su Repubblica, se ne parla.
Ripeto anche qui però.
Repubblica, in realtà la metà pagina 4. Questa notizia quindi di dar rilievo, per carità, però, ecco per esempio Repubblica fa una cosa interessante perché va a sentire.
Eugenio Giani, che è il governatore della, il Presidente della della Regione Toscana e Giani, dice che la legge era sbagliata e inutile, impositiva.
Che fossero costrette a ritirarla, era scritto che non sappiano dialogare con i medici di famiglia dopo quattro anni e scandaloso peraltro, dice mi pare, che il ministro Schillaci, per carità, brava persona dimostra pure interesse sulla sanità, ma non è più adeguato a me adeguatamente supportato dalla Premier.
E perché, appunto questa legge era sbagliata dice Gianni, perché la questi, la domanda gliela fa Ernesto Ferrara, perché la questione dei medici di famiglia e delle case di comunità va affrontata con le intese e non con i diktat in Toscana e il rapporto funziona perché un anno fa ci siamo messi a lavorare su un accordo sui servizi associati che, insieme ai dottori di base, possono offrire li abbiamo coinvolti. Noi ne abbiamo scritto una legge per dirgli cosa fare, sconvolgendo equilibri delicati e a proposito di case, appunto, di comunità, dice in Toscana ne abbiamo già 59 certificate entro fine mese saranno 70 e poi ne area ne realizzeremo altre 50 con le nostre risorse, perché vogliamo arrivare a 120, ma dice evidentemente più che di numeri. La sfida è di sistema, perché un medico di famiglia che arriva ad avere fino a 1.850 assistiti, che non può raggiungere sempre deve organizzare il suo lavoro usando la casa di comunità come baricentro non lo puoi obbligare per sei ore facendolo diventare un dipendente pubblico perché non funziona per di più senza una programmazione e tutto all'ultimo minuto. Le case di comunità devono entrare nella testa dei cittadini. Non è facile
E senza i medici non andiamo da nessuna parte. Eh sì punto
Bisogna quindi male che non ci sia, che non sia stata fatta questa cosa, anche se sempre sul foglio, come vi dicevo, che peraltro aveva avuto Schillaci ospite a Venezia lo scorso fine settimana.
Racconta il foglio Roberto che?
Schillaci appunto la settimana scorsa dicevano no, ma adesso la troviamo, la quadra, non vi preoccupate e poi invece dice la destra ha preferito rituffarsi nel processo alla pandemia e voi direte che c'entra la pandemia c'entra perché è stata oggetto di una bella rissa.
Alla Camera. Peraltro, insomma, avevamo letto l'altro giorno sul giornale no di questioni abbastanza delicate e quindi che succede, succede che dice tra racconta fonte al foglio
Che
Allora, nonostante ancora sabato, appunto all'evento del Foglio a Venezia, il ministro Schillaci avesse rassicurato sulla volontà di trovare una quadra sulla riforma della medicina generale, ieri il capo di gabinetto del ministero Marco Mattei ha comunicato alle Regioni favorevole al decreto il dietrofront causa pressing dei partiti e nelle stesse ore però appunto il centrodestra tornava battagliare sulla Commissione Covid e l'immagine che sintetizza più di 1.000 parole lo stato dell'arte è questa,
Nell'aula di Montecitorio il deputato del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci prende la parola per dire che la Commissione Covid è completamente delegittimata e abbiamo scritto ai presidenti di Camera e Senato per denunciare le gravi irregolarità che avvengono continuamente, i commissari esercitano pressione verso i cittadini auditi urla minacce, perfino il presidente che stacca il microfono cinque cittadini sono stati auditi in un commissariato di polizia da soggetti che non sono parlamentari ma consulenti nominati da Fratelli d'Italia.
Non abbiamo paura di nulla, non abbiamo nulla da nascondere al che dai banchi dei meloniani iniziano a urlare onestà, onestà, onestà con controreplica degli eletti del Movimento, il cui onestà è stata una specie di moto ufficiale del partito a suon di Verità verità verità, la seduta a quel punto viene pure sospesa per qualche decina di minuti, quindi si ritorna a scene del 2020. Sarebbe una bagarre, come se ne vedono tante nelle aule parlamentari, se non fosse che questo tuffo all'indietro nei mesi dell'emergenza Covid stride non poco con un centrodestra che appunto, nel frattempo sembra essere molto più interessata al passato che al futuro sul dossier salute perché appunto ha mandato
A spasso questa questa riforma.
Questo sperando che il Lecce possa forse allora essere in qualche modo recuperata e sia ed essere fatti questi accordi con con i medici ha proposto invece di di di di salute, di leggi, eccetera, eccetera.
Ve lo dico solo perché, insomma, pare che interessi oltre 13 milioni di italiani questo fenomeno non sto parlando dell'insonnia, così dice il l'inserto Salute del Messaggero, ma solo il 40% di loro riceve una diagnosi e solo il 21% sicura, e pare che appunto il Parlamento stia lavorando al riconoscimento dell'insonnia come una malattia cronica.
E questo poi, evidentemente, forse comporterà il pos, il potersi curare diversamente, comunque verrà inserita appunto si nei Lea, cioè i Livelli essenziali di assistenza, sperando appunto che che sì che si possa che si possono guarire.
Non dico niente, io so.
è quello che sto zitto, ma comunque.
Quando la sveglia così presto?
La Repubblica allora perché mi ero segnata alla Repubblica dopo questo, perché ho detto va be'allora Andria, basta, chiudiamo il capitolo, diciamo così, della della salute, e invece ecco a proposito no, invece, in realtà l'avevo fatto, la, il, il, la, la liaison ed era con quelli che saranno fatti venire un po'di mal di pancia per l'ennesima Intervista di Goffredo Bettini ieri quella che avevamo letto sul Corriere, sul Corriere della Sera a proposito dell'incompatibilità di Picerno, perché,
Appunto le le nessuno, anzi abbiamo visto le aperture con gli Stati Uniti che lanciano il nuovo attacco all'Iran di Repubblica, Messaggero e Corriere.
Di di politica, nessuno, nessuno apre con quelle notizie di politica, se non diciamo.
Declinate come campagna elettorale, ecco, in questo senso sì, qualche cosa troviamo anzi più di qualche cosa, per esempio, troviamo su libero una, la la, la celebrati e su anche sul giornale anche l'annuncio.
Cioè il?
Ma la cronaca del dell'intervento di ieri di Meloni, a Confcommercio, parlava di tasse, eccetera, eccetera, ma non solo il giornale virgoletta, questo mai la patrimoniale, non siamo una repubblica delle delle banane e.
Altrettanto fa Libero che titola la promessa di Georgia mai una patrimoniale, gli altri parlano di tassare le ricchezze, noi vogliamo crearne, e quindi giù le imposte al ceto medio, la stampa peraltro va a intervistare e ne fa oggetto della propria apertura.
La, la presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, l'UPB, Lilia Cavallari e l'intervista di Alessandro Barbera e il titolo è perché il fisco è ingiusto.
Dice queste, queste riforme hanno aumentato le disparità e sulla patrimoniale invece la sottolineatura è sempre quella di Meloni, ma appunto Cavallari dice il sistema fiscale è iniquo quindi che lo fosse insomma ce n'eravamo sempre tutti accorti, però dice la riforma non sta funzionando.
Di tasse piatte parla della flat tax, ne abbiamo più d'una sul lavoro autonomo, i redditi da capitale, tutte sottratte al regime ordinario. Prima di discutere della patrimoniale si deve affrontare però, secondo lei lo squilibrio fiscale fra redditi da lavoro e da capitale e per quello che riguarda il PNR, dice che ha migliorato la qualità amministrativa, soprattutto nei comuni e le infrastrutture digitali, e si mancano quelli delle carceri, però, perché quelle evidentemente bisognerebbe bisognerebbe veramente farne. Insomma, comunque, in questo caso è giusto dire come dice Lina, Lilia Cavallari, a Barbera che sì, il Fisco italiano sconta mali antichi. Negli anni c'è stata una stratificazione di misure
Sia sul lato dell'Irpef, sia nei confronti delle imprese
Chiese quindi dice il Governo Meloni ha varato riduzioni per i redditi medio bassi e di per sé una cosa buona, ma ciò è avvenuto con modifiche che hanno reso la struttura delle imposte ancora più complicate, le aliquote nominali sono quattro quelle effettive 7 il prelievo cambia in base al bonus o alla detrazione concessa dunque e dunque dice c'è un problema di equità che si è cercato di risolvere con la detassazione degli incrementi del rinnovo contrattuale, ma il problema
è che, dall'altra parte, ci sono regimi speciali che sottraggono base imponibile e paramenti, questo questo è quanto ne scrive anche Marcello Sorgi a fianco.
Per dire che le L. Era insomma ogni ognuna delle due leader Meloni, da una parte Schlein dall'altra, si sono ieri prevedibilmente divise sulle sulle tasse, sulle tasse ai ricchi, dice perché poi, insomma, ognuna in campagna elettorale si sceglie sceglie, diciamo così a chi guardare e a chi è a chi parlare perché tutto questo poi ci porta a Bettini perché,
Appunto.
Devi devi capire qual è il tuo elettorato, dice dice Sorgi riferendosi anche a a Elly Schlein,
E parlando del fatto che appunto la, la segretaria Schlein, com'era prevedibile, dice dice la segretaria del Pd e dirigenti a lei più vicini, dice è evidente che vogliano affrontare la lunga campagna elettorale da qui al 27 sul confine radicale che a loro più congeniale perché su questo posizionamento che ritengono di poter battere Meloni e il centrodestra quanto alle posizioni più centriste perché il Pd è pur sempre l'unione di ex Pds ex Margherita che hanno portato all'uscita della vicepresidente,
Dell'Europarlamento Picerno, dopo quelle di madie Gualmini,
Con loro Schlein nota sorge appunto non intende affrontare alcun alcun chiarimento.
Se poi qualcun altro deciderà di andarsene per contribuire a ricreare una gamba moderata della coalizione, auguri questa strategia che, per la verità, Schlein non ha mai nascosto, si basa ovviamente sulla necessità di tenere unita la coalizione di centrosinistra anche a costo di compromessi fragili con i 5 Stelle con AWS perfino su materie delicate come la politica estera, vedi Ucraina e Medio Oriente o appunto quella fiscale, ma si regge anche sulla convinzione che con i suddetti alleati il rapporto debba essere di collaborazione e competizione, in altre parole, che i voti che è possibile racimolare per un passaggio elettorale in cui le 2 collezioni si sfideranno sul filo di lana sono da cercare sull'atto estremo e non su quello centrale dell'elettorato.
Circolano persino dei calcoli che sono passati per le scrivanie dei dirigenti del Nazareno, mezzo milione circa sono gli iscritti al Pd, 1 milione e mezzo, i militanti che si tengono più spesso in contatto con la segretaria, poi c'è l'area più larga di elettori che spingono il Pd, ha le sue percentuali migliori fra il 22 e il 24% e possono portare il centrosinistra alla vittoria se la coalizione riesce a restare unita meglio ancora con l'apporto del centro che poi questi voti moderati possono arrivare davvero Schlein non lo dice e non è detto che ci creda sostiene. Marcello Sorgi e a proposito di numeri, questa mattina,
La il il secolo, il secolo d'Italia, nella Petrichella on line, aveva una un articolo di Federica par buoni, così intitolato effetto Picerno sul Pd, cala verso la soglia psicologica del 20%. In 20 giorni il Pd sostiene il secolo ha perso un punto percentuale di consenso calando al 25% 6 prossima alla soglia psicologica del 20. Si tratta dell'oscillazione più rilevante registrata dall'ultimo sondaggio Noto per Porta a Porta sulle intenzioni di voto degli italiani e quindi,
Forse non è andata benissimo, sempre che poi si voglia dar conto di questi di questi sondaggi.
Il Riformista, invece, il Riformista mette in prima pagina Calenda, Picerno e Marattin, uno affianco all'altro sorridenti il titolo è si fa sul serio evento europeisti lunedì a Milano, pioggia di adesioni occhi puntati sul dialogo fra Calenda, Marattin e Picierno, occasione unica per il nuovo Centro sarà la volta buona chiede,
Giustamente un po'di apprensione, il Riformista.
C'è anche un'intervista Ettore Rosato.
Che adesso è vicesegretario di azione, ma come sapete viene da Italia Viva.
E dice l'europeismo e il sostegno all'Ucraina sul nuovo terzo polo, bisogna essere alternativi al Bie populismo, ma su questo ancora.
E poi c'è un Mauro Del Bue, devo dire anche questo notevole.
Il bipolarismo trasformato in B populismo che rischia di diventare B pericolosissimo.
Ovviamente fa notare che Picerno ha lasciato il Pd e in poche ore ha ricevuto 7.500 adesioni alla socio associazione Spazio Pubblico la sua analisi è la nostra querela di Calenda di Marattin, insomma però è preoccupato ancora di più, lo è anche se lo fa con diciamo così una sorta di di di distacco.
Che che, che è quello dato dall'ironia e dall'autoironia.
è imprescindibile in certi casi, ma non tutti ovviamente riescono a esprimerla così bene. Guido Vitiello. Che così scrive, non manco mai al varo di un'iniziativa che abbia qualcosa di vagamente laico liberale o è l'articolo la parolaccia riformista, Auro, dunque, ogni auguro dunque ogni bene a spazio pubblico, l'avventura federa trice di Pina Picierno, lo faccio beninteso, senz'ombra di ironia Iddio, mi è testimone che ero lì sul molo come la Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare quando salpò la nave di Luigi Marattin e prima ancora quella del Terzo polo e prima ancora vado a memoria quelle di più Europa, di azione, di voce Libera di Italia, Viva Scelta civica, fare la Rosa nel pugno è una tradizione di famiglia. Del resto, mio padre fece lo stesso prima di me e il passaggio del testimone generazionale avvenne più o meno nell'interludio fra il naufragio del Polo laico nelle europee dell'89. Lo sfortunato cantiere navale di Alleanza democratica del 93, mi pare,
Certo, una scorsa ai diari di bordo non mi fa inclinare all'ottimismo, di solito si parte con l'idea di mettere tutti insieme, sennonché anche gli altri vorrebbero mettere insieme tutti, ma sotto le proprie insegne e litigando su quale debba essere la nave ammiraglia. La flotta si mette in mare in ordine sparso, schiantandosi sui Faraglioni dello sbarramento proporzionale oppure quando va bene issa, una vela indecifrabile con sopra un mosaico di simboleggiati che tornano a sparpagliarsi il giorno dopo le elezioni. Il frazionismo è la malattia senile del nostro sistema dei partiti e di tutti i partiti, non solo di quelli leninisti, però guai a disperare i compagni, questo più navigati di noi ci indicano la rotta male che vada. Seguiremo un'intuizione strategica di Fausto Bertinotti, ma no, quello vero, quello imitato da Corrado Guzzanti,
Preso atto che gli uomini oggi non hanno più paura dei leoni che stanno laggiù nella savana, ma dei virus.
Noi dobbiamo continuare a scindersi sempre di più e creare migliaia di microscopici, partiti comunisti indistinguibili, l'1, dall'altro, che cambiano continuamente nome e forma, e attaccare la destra come gli insetti, faremmo lo sciame liberale, si chiede quindi Guido Vitiello,
Però
Auguriamo buon lavoro.
Ah al a Picerno e a questa e a questa nuova avventura, però intanto se quel questo è quello che succede, diciamo così fra la sinistra e il centro ha sì, non vi ho letto folli, ho detto di folli ma fa niente l'ho letto giustamente perché ve lo volevo leggere perché perché non è che è proprio folli commenti con grandissimo entusiasmo diciamo l'intervista ieri di
Di Bettini e non è che
Non pro insomma, no, non particolarmente, ma soprattutto.
Soprattutto quando Bettini alla fine fa anche una proposta lancia un altro nome nell'agone dice Bettini a una soluzione per il segmento moderato, propone e non è la prima volta.
Alessandro Onorato, giovane, dinamico, assessore ai grandi eventi, al Turismo, allo Sport della giunta Gualtieri nonché imprenditore del ramo ristorazione, un personaggio che non si può certo confondere con i simboli dei vecchi partiti, da tempo impegnato a tessere una rete civica fatta di figure simili alla sua sparse per l'Italia,
Eccetera, eccetera eccetera dice potrebbe essere onorato il costruttore della gamba moderata, senza nulla togliere alle qualità dell'uomo, è prematuro dirlo, dice Folli, forse in futuro, cioè dopo l'estate, si potrebbe immaginare un nesso con altre mini formazioni ad esempio quella di Ernesto Maria Ruffini che oggi sono più centri culturali che luoghi di iniziativa politica. Al di là di questo, è difficile prevedere
Peraltro, se si consolida l'idea che il centrosinistra Schlein Conte sarà tutto schierato a sinistra, senza correttivi e con una politica estera condiscendente verso le ragioni della Russia in Ucraina, è difficile essere ottimisti sulla sfida colpo su colpo del prossimo anno è questo.
Vi dicevo dall'altra parte molta attenzione.
I giornali riservano invece all'intervista che c'è stata ieri sera da da Lilli Gruber a Otto e mezzo del Generale Vannacci e A E e all'appuntamento che poi Vannacci avrà con il suo movimento.
Sabato e domenica ne scrive di questa.
Incontro, ma in questa intervista.
E Tommaso Cerno eccoci qua su sul giornale, L
Il titolo del suo editoriale e scrive dice la la sinistra, c'è cascata con tutte le scarpe, anzi sarebbe meglio dire gli scarponi dopo aver inventato il fenomeno Vannacci ai tempi ormai preistorici del mondo, al contrario, ha messo in scena nel salotto più radical chic della gauche italiana quella che doveva essere la prova che Giorgia Meloni rischia grosso a causa del generale e invece è stata una Caporetto per Lilli di fronte al volto più noto del progressismo un po'stizzito colei che chiama a destra destra chi non vota, il Pd si è seduto un uomo che ha fatto capire al Paese due cose semplici.
Vannacci non ha come avversario né Salvini nella destra di governo, ma considera il nemico da battere, la sinistra wok e gender.
Proprio quella che piace tanto a Gruber seconda cosa Vannacci ha dimostrato che non parla all'elettorato di centrodestra.
Ma si candida a essere il neo Grillo dell'uno vale uno calato nell'era del web a quella del pericolo islamista, dove famiglie tradizione tornano parole d'ordine per molti più italiani di prima, tanto che i sondaggi già ci dicono che il grosso dei voti non viene da destra ma dagli indecisi e dagli ex 5 Stelle che hanno abiurato l'accordo con con di Conte con Schlein, non so come andranno le politiche, perché non sono una fattucchiera, ma scommetto che da oggi la sinistra ha in Vannacci un'arma più spuntata. Questo scrive Tommaso Cerno in cui il giornale peraltro ne approfitto subito, per dirlo sennò poi
Ci scappa il tempo ah in prima pagina, come dicevo, taglio centrale, la la cronaca, insomma dell'intervento di Meloni, alla Confcommercio, ma soprattutto ha ancora un'altra parte di questa inchiesta è su, diciamo così, il mondo islamico jihadista.
E questo è il titolo di oggi preparate le bombe, è un virgolettato le chat per reclutare i lupi solitari islamici, i quattro passi per agganciare i ragazzini e trasformarli in baby jihadisti di Maria Sorbi, mentre Giulia Sorrentino lì perché.
Sono sempre due pagine
Giulia Sorrentino, racconta che a Modena è stato espulso un pachistano, lo hanno trovato a no, insomma, nelle sue e-mail io come El Koudri, pronto a uccidere l'uomo, è irregolare, in cura psichiatrica di nuovo Modena, scrive infatti Giulia Sorrentino, al centro dell'attenzione e dell'antiterrorismo, ieri, grazie a un'operazione dei carabinieri e della procura, è stato espulso un Pakistan irregolare che aveva intenzione di compiere una strage che aveva espresso la chiara volo.
Da di fare come El Koudri è il contenuto di una delle oltre 60 mail mandate all'indirizzo di posta elettronica dell'Accademia militare di Modena, che voglio dire giustamente se tu devi fare un attentato a chi lo dici ai cadetti dell'Accademia no, mi sembra, mi sembra che non fa un plissé proprio,
E insomma, va be'quindi, sono intervenuti quelli della questura e hanno provveduto immediatamente l'espulsione del trentaduenne.
Ciò che fa specie, però, è il potenziale bersaglio, non i cristiani, gli ebrei, ma i musulmani ha infatti scritto di voler compiere una missione suicida per uccidere qualche nero arabo in un posto specifico nella chiesa.
Che io per voi uccido quegli Strozzi scusate che hanno preso di mira le chiese, voi mi date armi, tante armi, insomma va be'Torino, un delirio, il problema vero è che se noi continuiamo a trattare i malati mentali come se fossero dei residui della società e li chiudiamo peraltro nelle celle delle carceri e carceri conciati come abbiamo visto che sono cominciate noi questo problema non solo non lo risolveremo mai,
Perché comunque no, quando è entrata in vigore la riforma della sulla salute mentale, però, bisognava fare tutta una serie di cose a proposito prima, come dicevamo anche delle case della Salute, bisognerebbe fare i Centri, bisognerebbe così non si risolve niente, questa gente di solito viene da posti dove altro che traumi perché non gli hanno lasciato usare il telefonino al concerto.
Quindi, sì, magari ci sta che sei veramente traumatizzato e quindi hai bisogno di essere aiutato, dicevamo di Vannacci, la, l'altra segnalazione, torniamo a Vannacci sennò qui.
C'è una un bellissimo articolo oggi di Alessandro De Angelis, quell'ossessione a destra, così Meloni è caduta nella trappola del generale, quindi la visione di De Angelis è proprio opposta a quella di Cerno, scrive De Angelis.
Guardando la performance di Roberto Vannacci a Otto e mezzo nel contesto di un'intervista vera di Lilli Gruber, viene davvero da chiedersi per quel che ha detto e per quel che rappresenta, comprese le simpatie russe, come sia possibile che un siffatto fenomeno, ai limiti della caricatura, eserciti un potere così condizionante nel centrodestra. Il condizionamento secondo De Angelis è evidente. Il tema del rapporto con futuro nazionale tiene già banco, anche se non si vota domani, fra ovvie smentite ora e rumorosi retropensieri e più in generale la sindrome del mai un nemico a destra è ravvisabile in diversi sintomi, a partire dall'Ucraina, fino al terreno su cui Meloni ha costruito la sua credibilità internazionale. La freddezza sull'ingresso dell'Ucraina nell'Unione Europea, la mancata partecipazione ai vertici chiamati a discutere in questo è dice è un racconto che è diventato quindi molto più prudente. La storia di un'ossessione sostiene De Angelis, destinata a crescere secondo il meccanismo che si è prodotto l'opposto di un poetico non ti curar di lui, ma guarda e passa e lui il generale consapevole di essere diventata totale, cioè un'ossessione la alimenta sapientemente.
La partecipazione a una trasmissione ostile, dove i suoi competitor di destra non vanno serve proprio a questo, lo facevano anche Meloni e Salvini, quando erano all'opposizione, si gioca fuori casa, le clip rimbalzano sui social, ma davvero Vannacci è meritevole di cotanto turbamento si suggerisce prudenza nel considerare un epifenomeno della crisi della democrazia come un'identità che si va consolidando e qui,
E de Angelis, mette un po'in dubbio la crescita così veloce e rapida di Vannacci, mentre invece è la sua conclusione, è un'altra e dice per la premere il generale, invece potenzialmente può rappresentare un'opportunità tattica per gestire Marina Berlusconi, ovvero colei che considera per quid storie convinzioni la vera minaccia per la sua leadership minaccia quindi non opportunità per un film diverso, che pure invece potrebbe avere una forza maggioritaria. Due donne che aprono una nuova fase allargano gestiscono la partita di Palazzo Chigi, e Quirinale, eccetera, eccetera.
La carta Vannacci potrebbe servire al momento giusto per dire alla cavaliera, con l'appoggio di Tajani e Salvini che, se si vince restano in sella quei voti ci servono per tornare al governo, ti assumi, tu la responsabilità della sconfitta, dicendo no, certo, anche lui non deve tirare troppo la corda e infatti a Otto e mezzo non l'ha tirata è stato non a caso molto più tranchant con Marina che con la premier va be'è, lunga è lunga, però ecco un dato è acquisito dalla trappola dell'identità proprio non se ne esce eh per parlare di identità.
Le ultime segnalazioni, vede, faccio, a proposito di quello che sta succedendo ancora in in Irlanda questa mattina ho visto la pagina del Guardian beh, insomma, non è nient'fa fa una certa impressione, perché è il titolo dice che insomma, sono stati usati i cannoni ad acqua per la questa seconda notte di proteste in Irlanda del Nord e quindi una vera e propria guerra, una vera e propria battaglia fra corpi di polizia e i manifestanti se ne parla parecchio anche sui nostri giornali. Ecco, in questo caso ecco, a proposito di titoli, anche uno diverso dall'altro. L'unità
Fa titolo su questa, su questa vicenda e dice Belfast è in rivolta, ma questa è una rivolta xenofoba perché e devo dire questo aspetto.
Questo titolo subito non dico, ma perché insomma, questa è una rivolta xenofoba, cioè perché questa questa sottolineatura perché da dopo visto anche quello del Manifesto e ecco quando diciamo che i giornali sono un pochino vecchi forse bisognerebbe appunto cominciare a fargli fare magari con calma e cautela e anche a qualche collega che non abbia proprio solo sessant'anni.
Perché è, ma lo dico con affetto sul manifesto, il titolo sotto quello di campo B minato, è Belfast, il pogrom, che non ti aspetti.
E anche qui, come dire sorpresi del fatto che non ci siano più in piazza quelli che c'erano una volta, vi è cresciuta anche la mia generazione, per carità, appunto The Day, dei lealisti e dei repubblicani e nazionalisti e i democrat e che Chris i cattolici,
Erano quelli che si menavano ad mai son passati, però quegli anni parecchio sono passati adesso l'emergenza è un'altra, quindi il pogrom che non ti aspetti, insomma andiamo, andiamo avanti e nell'andare avanti ci fermiamo perché ormai fra pochissimo inizia a parlare Giorgia Meloni quindi io mi devo mi devo fermare.
Vi segnalo però dalla stampa, una doppia pagina sull'intelligenza artificiale, perché ieri il Consiglio dei ministri ha deciso delle nuove norme sull'intelligenza artificiale e queste valgono assolutamente la lettura e la pena di essere di essere presi in considerazione e l'altra segnalazione invece la faccio a proposito sempre di diritti una bellissima intervista, ecco questa sì che, devo dire un pochino mi ha sorpreso, ma forse perché io non la conoscevo così bene a Irma Battaglia che, come sapete, è stata
E una del dei nomi più importanti del movimento LGBT.
Che viene intervistata su Repubblica da Maria Novella De Luca e dice sono cresciuta con le botte di mia madre sfida e la Chiesa con il Pride, e però oggi dice che non sarà al Pride del 20 giugno perché non si riconosce più in questa comunità che ha escluso dal Pride il carro dell'associazione ebraica italiana e di c'è stato un evento gravissimo il Pride è un evento inclusivo per natura, è nato per combattere proprio la nostra esclusione di persone LGBTQ dalla società e noi cosa facciamo, mettiamo i veti, è assurdo
E tanto per aggiungere anche un altro elemento di polemica, si dice contrario alla gestazione per altri che deve essere normata, c'è uno sfruttamento del corpo della donna e questa è Imma Battaglia, ci sentiamo domani.
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