Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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giornalista
Grazie buongiorno, allora gli ascoltatori di stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale, anche questa mattina, come sempre, iniziamo con le le segnalazioni degli articoli che riguardano, insomma, così si avvicinano la la, la politica di di Radio Radicale e,
Ancora con una segnalazione che prendo dal dubbio, che resta appunto ancora presente
E alla sua, alla sua missione di informarci fra i pochissimi quotidiani sullo stato del delle carceri, in questo caso oggi Damiano Damiano Aliprandi ci racconta di una interrogazione
E che è stata fatta dal deputato Fabrizio Benzoni, che ha depositato appunto questa interrogazione nei confronti del ministro della Giustizia Nordio e ieri la resa pubblica in una conferenza stampa per discutere della questione della della dell'ospitalità dei minori stranieri che vengono reclusi.
Con con gli adulti e nonostante per l'appunto ci sia, diciamo così, una una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che è stato il caso, appunto, che ha innescato questa interrogazione che ha condannato il nostro Paese per come appunto era stato trattenuto un ragazzo minorenne nel centro di accoglienza per richiedenti asilo dell'Isola di Capo Rizzuto nel crotonese nel 2023 e però evidentemente, anzi che non è l'unica condanna in realtà ce ne sono state delle altre.
E però si continua, purtroppo, con questa pratica del tutto del tutto incivile e quindi, insomma.
Giustamente c'è stata, c'è stata questa interrogazione, dopodiché
Appunto mia mi ero messa come, come tutte le mattine, a sfogliare anche gli altri quotidiani, non non aspettandomi molto, perché devo dire appunto in questi giorni non c'è tantissimo, anche se ieri è stata colpa mia, ma non me ne sono proprio accorta.
Anche ieri vi avevo detto che che c'era sostanzialmente giusto, appunto, un articolo sul dubbio e invece non era vero.
E ce n'erano due su sul Foglio 1 di Sofri e l'altro di Vitiello e quindi questa mattina sono andata immediatamente a prendere sia a sfogliare appunto il foglio perché ho detto caspita mi mi sono proprio sfuggiti, insomma e quindi no non volevo incorrere nello stesso nello stesso errore, quindi sono andata a prendere la rubrica anche se poi sostanzialmente parlavano,
Insomma di di quello di cui avevo già citato, però andava andavano segnalati, ecco
Quindi vado a me vado subito a cercare stamattina la rubrica di Adriano Sofri, piccola posta,
E scoprono che però invece parla di questa rassegna stampa, non tanfo, insomma così di della mia rassegna stampa, cioè de de de della, anche se ni ni mi cita, ma di stampa e regime, e credo che quindi sia arrivato il momento di,
Di leggerla
Io vi avrei ve ne avrei parlato domani, probabilmente del del tema appunto di questa della rubrica che de
Il Sofri, ma visto che c'è l'occasione
Forse vale la pena leggerla adesso.
Scrive Adriano Sofri, Stampa e regime e il diluvio a Radio Radicale dopo Pannella.
Conducendo Stampa e regime, ieri, Flavia fratello, ha citato l'ottimo Aliprandi sul dubbio e poi ha dichiarato che sul carcere non c'era altro c'era sul foglio mio ennesimo pezzo sul carcere e un altro dei più brillante Guido Vitiello, questa distrazione.
Appunto fatto ho fatto ammenda ahimè questa distrazione mi libera dal sospetto di una captatio benevolentiae no, un paio di giorni prima avevo letto un post di Flavia su Facebook, con l'invitante titolo saluti e baci, dal quale si apprendeva che stampa e regime non avrebbe avuto più i quattro conduttori più eventuali supplenti che dico che finora vi si alternavano per lasciare il posto al solo Alessandro Barbano un ascoltatore ancora piuttosto attento come me era rimasto interdetto.
Come mai non l'avevo saputo dalla radio stampa e regime è, come è noto, dalle origini Lino Jannuzzi e Marco Taradash, trionfalmente da Massimo Bordin,
Che segnò un'epoca la bandiera della radio dopo il 2019 ha tirato avanti con qualche inspiegabile incidente un conduttore tagliato forse per altre imprese, che ha fatto il vuoto delle sue settimane fino a una combinazione di voci memorabili, Carlo Romeo, vivaci, Flavia e via via più sicure autorevoli, Roberta Jannuzzi Barbano, che fu già fra i conduttori e del giornalista e persona stimabile monopolizzando da settembre. Se capisco, si capisce capisce bene, la rubrica porterebbe alla radio il bene di sponsorizzazioni non definite e il cielo non le voglia allarmanti. Questo trambusto è stato comunicato da Maurizio Turco, che è segretario del partito ed editore della radio nella domenicale conversazione settimanale, che riprende placidamente i celebri corpo a corpo tra Pannella e Bordin
Non l'ascolto dice Sofri per ragioni di orario e un po'anche perché avrei preferito che si lasciasse vuota quella rubrica, quindi la conversazione domenicale, come si fa quando si ritira un numero di maglia, il 10 al Napoli di Maradona, non importa, è più singolare che una decisione giornalistica così influente.
Sia comunicata dall'editore e non dalla direttrice, o comunque dalla redazione. Mi sembra di capire che turco abbia all'uso, al proposito di un cambiamento anche per i fine settimana assegnati finora a Taradash e Marco Cappato. I vecchi, come me, non possono pretendere che il mondo assomiglia alle loro abitudini e, d'altra parte, si guardano dall'interferire col lavoro al Tour oltretutto, per la preoccupazione di nuocere alla famosa durata di un'impresa sempre minacciata di chiusura e dipendente dai capricci del bilancio. D'altra parte, quello che è andato accadendo nei 10 anni dalla morte di Marco Pannella è esattamente quello che aveva meticolosamente predisposto dopo di lui. Il diluvio che del Partito radicale transnazionale e transpartito, eccetera, non restasse pietra su pietra e che i resti componenti della galassia o singole persone seguissero ciascuno una propria deriva. Chi pensi che Marco non avesse previsto, questo dovrebbe dichiarare che era scemo. In realtà non aveva nessuna voglia di divorare i suoi figli, sapeva che figli, nipoti, altri pretendenti alla rinfusa l'avrebbero divorato a pezzi come il capitano della compagnia
L'esperienza recente dei muri romani cui appendere a gara le lapidi commemorative è stata toccante quasi come nella famiglia, Agnelli e senza l'incentivo finanziario questo vale per ogni circostanza che Mimì quello che avrebbe fatto Pannella, per esempio andare con tutte e tutti come una brava buttano un bravo prete il Partito radicale proprietario per eredità della lista e del marchio è andato a fin di bene con Salvini sulle galere con Forza Italia un po'su tutto e in prospettiva alle prossime elezioni non è la stessa cosa,
Ha solo imparato a zoppicare e così per la pretesa di mimare quello che avrebbe detto Pannella, del quale non è chi non ricordi quale trasporto sentisse per Israele, ma nessuno nessuno può dire che cosa avrebbe sentito in cuore detto di Gaza e da Radio Radicale ben più che da un giornale bisognava aspettarsi che avesse pure nella sua direzione ha un proprio orientamento nonché si affidasse senza riserve a una vera propaganda per Netanyahu e confidasse nell'irrilevanza dell'informazione sulla tragedia palestinese e sull'opposizione israeliana e della diaspora.
Mi scusi, questo sto ancora leggendo Adriano Sofri, e mi scuso, ci si comporta maleducatamente con certe abitudini il mio giornale, la mia radio, sono roba da altri e non bisogna desiderarla troppo Flavia, fratello, per esempio, che poi mi scrive Flavia F come se fosse un po'B.
Tabet Flavia F, per esempio una voce in capitolo, voce spiritosa, zampillante ce, l'ha come chi lavori a qualunque cosa ha scritto, si tratta di una decisione del tutto legittima, ma che con ma che ovviamente non ho condiviso e che ritengo impoverirà l'offerta imporre informativa della radio poi sta conducendo i suoi ultimi i suoi due ultimi giorni se non fraintenda sì, avrebbe potuto rifiutarli per marcare il suo dissenso. No, perché se uno prende un impegno lo porta fino in fondo.
Ha fatto come il Belgio si è giocata la partita, però non poteva contare su un 4 1, nemmeno su un pareggio. Trovo non me ne vorrà turco che una dose di democrazia, quella che in una radio tiene conto di opinioni e sentimenti degli ascoltatori e di redattrici e redattori ai lavoratori, dei quali non so ridurrebbe i danni, non sentire più i giornali italiani e stranieri commentati da Roberta Jannuzzi, che non ha solo migliorato la sua preparazione, ma è anche diventata un po'più antipatica. L'ideale è un gran peccato e ultimo, non ultimo un abbraccio al mio amico Carlo Romeo, gran memorialista orale e scritto, e allora no, potete immaginare, non c'era appunto nessuna captatio benevolentiae la
E quindi questo è quello che scrive Sofri sostanzialmente, se volete però ascoltare quello che ha detto ha detto l'editore di Radio Radicale Turco nella conversazione di domenica scorsa a proposito appunto di questo, di questo cambio andatevelo a risentire perché ne ha parlato quindi non è stata certo tenuta nascosta ma così questa questa notizia dal dall'editore domenica sì, forse non se ne è parlato molto, molto altro e e quindi questo è quanto e allora ancora oggi e domani però eh
Siamo Sami in onda, anzi sono non di quindi cerchiamo di portare a casa questa rassegna, andando innanzitutto quindi a fare un breve.
Riepilogo delle cose che andremo a leggere allora innanzitutto ci occuperemo, ahimè, di nuovo di guerra, non tanto e non solo del rinnovato attacco Hormuz, anche se vedremo alcune alcune cose che riguardano questa questa ripresa dei combattimenti, ma soprattutto oggi ho trovato molto interessanti i diversi interventi che diciamo così analizzavano.
Quella che qualcuno ha definito la vera notizia più importante è uscita dal vertice di Ankara e cioè la nascita della NATO 3.0, l'amato europea,
E di questo e di questo leggeremo diverse cose, dopodiché i giornali del gruppo Angelucci quindi sopra ma soprattutto il giornale è libero perché in realtà il tempo si occupa di altro, poi poi lo vedremo, continuano a insistere moltissimo sul caso Ranucci, lo fa anche la verità.
E sostanzialmente più che però.
Occuparsi, diciamo così, dell'inchiesta o dell'interrogatorio che ieri c'è stato di Lavitola a si concentrano sulla opportunità o meno di far andare in onda Ranucci da parte della Rai e quindi DIC di questo di questo vedremo anche perché appunto si prende uno spazio importante su questi giornali.
Meno un po', come aveva preconizzato la Stampa a inizio settimana, quando nell'articolo del del vicedirettore de Angelis aveva scritto che il ma il comizio di Napoli sarebbe finito a pagina 20, perché ci sarebbe stata l'ira di Dio di roba e non credo immaginasse già anche Ranucci ma insomma, ecco oggi la stampa, questa storia
Del comizio di Napoli del campo largo la mette però a pagina 15, quindi siamo lì.
E soprattutto racconta di un comizio flop e andremo quindi a vedere che cosa è successo e perché anche perché altri commentatori diciamo così sono abbastanza severi cominciano a essere abbastanza severi nei confronti del del cosiddetto campo largo, ci occuperemo però anche della dell'opposizione di quello che,
Diciamo così sta facendo l'opposizione da questo da questo punto di vista, scusate la maggioranza da da questo punto di vista, per poi concentrarci ancora sulla questione Covid che ti è, continua a tenere banco, e in questo caso, appunto, vi dicevo, c'è il tempo che,
Dedica alla la questione mascherine la propria la propria apertura, dopodiché,
Non c'è moltissimo altro se non, come sapete, quest'altro arresto clamoroso.
Inoltre, anche questo con una lettura, diciamo così abbastanza abbastanza.
Insomma, che politica, per certi versi, anche se la vicenda di politico al momento sembra non avere assolutamente assolutamente niente e infine l'ultima segnalazione a alla polemica, quella sapete nata intorno alla al premio Strega e che però è stato vinto da da colui che era il favorito finora dall'inizio che era peraltro anche,
è stata accusata di aver parlato male di Michela Murgia, ovvero Mari che ha vinto comunque il premier storica, allora andiamo a iniziare, vi dicevo.
Sì, sì, e si ricomincia a parlare di guerra guerreggiata perché c'è stato, sia ieri che anche oggi questo attacco americano in seguito gli americani dicono a Tomalà.
An altrettante bombardamenti di petroliere nello Stretto di Hormuz e quindi si capisce il titolo di Avvenire non c'è mai tregua, Kezman riassume bene il tutto gli Stati Uniti scrive Avvenire, tornano a bombardare l'Iran, in risposta all'attacco, appunto, a 3 petroliere nel Golfo con Trump che dice sono dei pazzi e poi appunto si si annunciano altre incursioni che sono avvenute stanotte e Trump che aggiunge, non so se farò un accordo con loro
Può sembrare, diciamo così, contraddittorio a questa affermazione, perché se si ricomincia a bombardare a, ci si immagina che quindi non ci sia più questa questa tregua, in realtà per l'appunto no.
È la conferma che la dà anche Stefano Silvestri, che diciamo così, una un analista più che esperto e che ormai da tempo collabora con con il Messaggero, e Stefano Silvestri per l'attento, scrive sul sul Messaggero che.
Con lo scambio di colpi si rischia l'escalation, ma in realtà i negoziati andranno avanti in ogni caso, siamo a pagina 4 del Messaggero e Silvestri dice.
è chiaro a tutti che la guerra sta riprendendo alla grande e che potrebbe persino allargarsi ad operazioni a terra sulle coste iraniane, lungo lo Stretto o sul grande terminale petrolifero iraniano dell'isola di Karg, ma sembra anche chiaro dal tono delle dichiarazioni ufficiali che i negoziati potranno continuare anche se la tregua dovesse saltare. In altri termini, la guerra sembra destinata a riprendere, ma si cerca di mantenere aperto anche un canale di comunicazione, una sorta di uscita di sicurezza. Questo assicura assicura Silvestri e invece, a proposito, appunto, della della possibilità dei famosi boots on the ground o comunque di un intervento che sia vicino a niente, insomma che sia più massiccio rispetto a quello che abbiamo visto finora. Dig ne parla anche. Gian Micalessin
Sul giornale una intera pagina pagina 7 dedicata a questo tema per liberare Hormuz serve il blitz militare e dice Micalessin il diritto peraltro lo prevede. Le convenzioni Onu impongono la libertà dei mari. L'operazione americana sarebbe legittima, scrive Micalessin a un certo punto del suo articolo. La strada è inevitabilmente quella di una nuova operazione militare, ma quell'operazione non può dipendere né dalle elezioni di mid term, né dal prezzo della benzina. Deve invece puntare a cancellare gli errori commessi sul piano militare negoziale dal 28 febbraio in avanti a Hormuz
Sono in ballo la libertà di navigazione e i commerci internazionali, non imporne la riapertura significa regalare a Teheran il controllo di uno stretto da cui passa il 20% del greggio mondiale, buona parte dei fertilizzanti indispensabile, garantire gli approvvigionamenti alimentari di Asia e Africa ma non solo lasciare le cose come stanno, significa anche fare carne di porco di una Convenzione Onu fondamentale per garantire l'ordine internazionale e le rotte commerciali e quindi da qui, diciamo così Ghia pesa.
Gli appigli
Legali per cui questa operazione sarebbe legittima, anche se poi dice Micalessin certo, in caso di operazione concordata a livello NATO, si porrebbe il problema del concorso militare offerto da ciascuna nazione, l'Alleanza atlantica prevede però diversi livelli di impegno, i Paesi europei potrebbero mantenere quello sullo sminamento dello street magari offrire maggiore flessibilità sull'uso delle basi,
Dal punto di vista politico, però, un intervento in difesa della libertà di navigazione difficilmente potrebbe scontrarsi con l'opposizione degli europei, quindi intanto si mettono, diciamo così, le basi su questa da da questo punto di vista, dopodiché, a proposito di, diciamo così, conflitti che riprendono o che invece potrebbero potrebbero scoppiare e di minacce o comunque avvertimenti che sono stati lanciati in queste ultimissime ore. 1 lo raccoglie Repubblica e anche di questo dobbiamo parlare prima di andare appunto, a guardare cosa si racconta di questa nuova nato. 3.0 perché
Il lettore è messo subito al cospetto di questo di questa ipotesi basta che apre il quotidiano e si ritrova a pagina 3 l'articolo di Gianluca De Feo, dal vice direttore, che scrive.
Pd, questo è il titolo piloti liberi di colpire i russi, ora sul fronte del Baltico, conflitto diretto a un passo.
Viene modificata, scrive De Feo una sola parola, trasformando la missione della NATO da Policing a Defence, ma il significato di questo cambiamento è drammatico, perché indica che la situazione nel Baltico è a un passo dalla guerra e il pericolo di un'escalation viene considerato altissimo tanto da concedere al comando atlantico la possibilità di usare le armi senza autorizzazione politica per abbattere droni e jet che violano il confine del fronte orientale dell'Alleanza. I piloti degli intercettori adesso hanno un ampio mandato per fare fuoco contro gli oggetti che rappresentano una minaccia. Si tratta di un messaggio rivolto direttamente a Vladimir Putin. Il vertice di Ankara ha preso in considerazione gli allarmi dell'intelligence su una possibile provocazioni russe nel Baltico, per testare la coesione della NATO e ha messo tutta la regione sotto lo scudo di una iniziativa militare senza precedenti
Che ha il via libera per andare allo scontro diretto in qualsiasi momento. Questo è una parte del del piccolo Di Di Feo, da tenere però per l'appunto presente. Quando poi andiamo invece a leggere su gli altri gli altri quotidiani,
Il il riassunto appunto di questa diciamo di nemmeno due giorni, un giorno e mezzo ad Ankara, in Turchia e se appunto il titolo di Avvenire non non c'è 3, non c'è mai tregua, si riferiva più che altro alla alla ripresa dei combattimenti Olmütz invece è quello del Manifesto a Desio ah, scusate questa cosa dei russi in qualche modo, anche se non fa riferimento a
Ah, diciamo così direttamente il combattimento, ma più alle azioni di spionaggio viene utilizzata viene, insomma, è il tema che usa anche il Riformista per fare il proprio titolo, che è i russi alle porte Trump nato, Europa compatti nel sostegno a Zelensky e però poi appunto, c'è questo la sottolineatura dell'allarme spie russe con lo 007 Mancini che dice Putin è tra noi, quindi anche anche questo giornale, diciamo così avverte questa questo questo rischio, vi dicevo,
Invece, per esempio, uno il manifesto, oggi il titolo lo fa su, diciamo così, la la difficoltà nell'interpretare.
Gli umori di di Donald Trump, non a caso infatti il titolo molto bello, devo dire è Sturm, un Trump, no, questa la citazione della Sturm und Drang
E va bene e in movimento
E preromantico, diciamo che stravolgeva tutto
E scrive il manifesto riaccende la guerra, l'Iran e le speranze israeliane di finire il lavoro sta ovviamente parlando di Trump, vede Zelenskij, ma pensa Putin usa, parole dolci per la Cina e sferza, gli alleati europei come debitori insolventi, un tempestoso Trump chiude il vertice NATO di Ankara e poi Alberto Negri,
Che scrive oggi l'editoriale torna la guerra dei mondi, intanto fa notare che ancora una volta sull'Iran lui è intervenuto senza dire niente a nessuno.
Di nuovo chiamato
Non ha avvertito nessuno, eccetera, eccetera, ma poi che, a proposito, appunto della di quello che sta succedendo nella nel cambio di ruolo della NATO sostiene che, benché molti commentatori appunto si soffermano sui numeri dell'aumento delle spese militari, sul fatto però dice Negrita dimostrare
Che ci saranno più spese per le armi europee in realtà dice come avvertiva un anno fa il Financial Times Trump vuole forzare l'Europa a rifare il suo modello economico e sociale imponendo, in funzione di un devastante riarmo tagli di bilancio a sistema continentale di Welfare State cioè sanità, pensioni, ammortizzatori sociali e i soldi vanno a lui 300 miliardi di dollari di commesse belliche europee negli Stati Uniti nei prossimi anni 200.000 nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti. Quindi, comunque, si è fatto sostanzialmente i fatti suoi e questa nato 3.0 non è tutto. Sto gran guadagno a proposito di soldi, anche la prima pagina de il Fatto Quotidiano su quello si si concentra sempre ovviamente legata alla
Alla difesa, ma vista in chiave in chiave nostrana, la fotografia che mostra Trump quando passa davanti per andare a fare la foto a Giorgia, Meloni, Giorgia, Meloni sorride, ma in realtà non sta guardando Trump.
Non lo sta guardando negli occhi, che è una cosa un po'diversa e sorride girata da un'altra parte, com'è importante, perché poi la ritroveremo, vedrà, vediamo, vi dicevo, il titolo del Fatto Quotidiano è Meloni, schiera il carro modello strong Tripper riarmo made in Italy 8 miliardi per il tank già superato,
Quindi questa sarebbe insomma,
Meloni parla di la premier armi fatte qui in Italia, ma in realtà i pattinato dicono Stati USA e il Panther di Leonardo e Reine mental è senza fondi e già in ritardo, quindi anche chi vi parla per l'appunto della della questione delle delle armi che dovrebbero essere invece comprate o fatte negli negli Stati Uniti dicevamo dicevamo della di questa nato appunto post americana come la definisce per esempio,
La la stampa, ah no, scusate prima, stavo finendo che stavano finendo di raccontarvi di questa foto.
Perché per l'appunto la ritroviamo, ma con.
Diciamo così perché in realtà non è una foto, questo è un filmato, è un filmato da cui poi, ovviamente, sono stati isolati dei frame, come se fossero delle foto,
E mentre la quella scelta per il Fatto Quotidiano, diciamo così, Trump ha già superato Meloni, che però continua a sorridere, ma non guarda, Trump, guarda da un'altra parte e Trump ha un viso a viso invece molto serio quella che è stata messa sul giornale è stata, diciamo così hanno preso, diciamo quei due frame prima proprio due scatti prima e in quel momento è proprio nell'istante in cui Trump sta per passare davanti a Meloni nulla in palla, come si dice in gergo quindi Meloni si vede, ma sono vicinissimi.
Lei sorride, lui, comunque continua a non guardarla, e però il titolo che il giornale fa che non è l'apertura, attenzione, l'apertura è ancora Ranucci, il titolo è Trump, attacca poi l'amore fra virgolette Meloni fredda su tre dossier, quindi non è ancora tutto recuperato ma,
Insomma, si capisce che comunque, anche con tutto quello che gli è stato detto nei giorni scorsi, si vuole mantenere ancora un legame, dicevo invece della interpretazione di Sequi sulla sulla stampa a proposito.
Visto che stiamo parlando di tra,
Vi segnalo appunto che sono in diversi commentatori a occuparsi anche, diciamo così, di questa, di questo atteggiamento ondivago che ha avuto Trump al vertice perché ieri mattina, praticamente cioè se se l'è presa con chiunque e.
Invece poi, nella conferenza stampa del pomeriggio ha detto che lui, addirittura nella stanza dove si svolgevano i colloqui, aveva avvertito grande amore, insomma da della roba incredibile.
Questo atteggiamento, per esempio, per Gigi Riva su domani,
Dice qui dice non vale nemmeno l'obiezione per la quale Trump è pur sempre il presidente degli Stati Uniti, tocca per forza averci a che fare perché un leader totalmente instabile.
Instabile e l'unica ricetta che davvero può funzionare controlli o debordante incontenibile di un uomo che sta prendendo a calci il mondo, esattamente come ha fatto con il pallone e le sue regole dovrebbe essere che appunto il problema non è Trump ma lo spazio che ogni giorno gli viene riservato dai media di tutto il mondo. L'esegesi delle parole, le interpretazioni destinate a durare lo spazio di un tweet, perché quello successivo smentirà il precedente, insomma, dice Gigi Riva, bisogna abbandona, bisognerebbe abbandonare l'idea di trovare un metodo nella follia e giudicarla semplicemente come tale depotenziarlo, ignorandolo l'unica ricetta che può davvero funzionare. Sì, però il problema è che poi, comunque
Non è che lo si ascolta, perché lui è pur sempre il capo de negli Stati Uniti, ma perché se decide di sganciare una bomba per dire la sgancia?
E quindi, insomma, diciamo che proprio ignorarlo completamente si fa fatica.
Però vi dicevo questo, questa impostazione qua comunque di un Trump assolutamente ingestibile si ritrova per dire anche sul sul Corriere della Sera anche nel suo articolo Federico Rampini, che articolo che inizia in prima pagina,
Anche lui si chiede appunto dicesse se ha ancora un senso rincorrere ogni giorno, ogni ora la G ogni minuto, la girandola di esternazioni di Trump, perché dice a parte appunto gli interrogativi clinici che è meglio lasciare agli psichiatri, però dice Rampini gli si deve riconoscere una capacità diabolica,
Si sveglia al mattino, presto insulta, offende, minaccia qualcuno e quel giorno non si parla dati d'altro, detta lui, l'agenda dei media, decide di cosa dobbiamo occuparci per negargli questo privilegio, conviene distogliere lo sguardo dal suo Truth Social e guardare i fatti la nuda realtà quindi non ignorarlo ma appunto guardare altro piuttosto che,
Piuttosto che i tweet e quali sono i fatti, i fatti sono che scusate, dice Rampini, il vertice NATO di Ankara assegnati innanzitutto una clamorosa rivincita dell'Ucraina, perché un anno e mezzo fa Zelensky era stato umiliato da Trump Evans alla casa Bianca e invece adesso dice il Pentagono per prima ha capito che questa ucraina è una risorsa,
Ed è diventato letteralmente un cliente di Kiev per il know how sui droni ad Ankara Trump non lo sto leggendo tutto e sto saltando alcune parti ad Ankara Trump si è spinto al punto da ipotizzare la concessione della licenza perché gli ucraini possano fabbricarsi in casa le batterie antimissilistiche Petri 8 e cioè uno dei dispositivi più sofisticati.
Dell'arsenale difensivo americano
È un riscatto fenomenale da parte di chi temeva di essere abbandonata, alla mercé dell'aggressore russo Putin ormai scrive sempre Rampini, appare come un perdente e Trump, disprezza e lo user, e dice la stessa ragione per cui Erdogan si è raffreddato verso Mosca ed è tornato su una posizione atlantista più tradizionale dopo vari ondeggiamenti ma,
Al di là delle fluttuazioni umorali del presidente in America, a differenza che in Europa manca una forte lobby filo russa, il Pentagono, l'intelligence, il Segretario di Stato Marco Rubio, la quasi totalità dei repubblicani hanno sempre remato contro le aperture verso Putin e quindi c'è ancora Rampini e il Deep State. L'establishment americano è giunta alla conclusione osservando l'andamento della guerra, che non è l'Ucraina ad aver bisogno della NATO, quanto la NATO ad aver bisogno di un esercito eccezionale come quello di Kyiv, l'ingresso ufficiale nell'Alleanza atlantica, a molti ostacoli da superare. Ma la realtà dei fatti dice un'altra cosa continua, scrive Rampini, poi parla anche delle spese militari del del della Groenlandia. No
E anche ora dice no. Insomma, l'Artico dice concupito economicamente e militarmente da Cina Russia fino alle provocazioni di Trump, i danesi si occupavano della Groenlandia, soprattutto per salvare gli orsi bianchi e per rovesciare sull'etnia inuit generose sovvenzioni con cui placare i propri sensi di colpa coloniali. Di recente, Danimarca, Europe ATO hanno alzato il livello di vigilanza e le precauzioni difensive di spionaggio in un'area dove si aggirano sottomarini russi e cinesi. Quindi, forse le minacce di Trump centrano insomma, tutto sommato, lui dice
Tu tutti questi danni, no, no, no, non ci sono state subito facendogli da dandogli retta, ma fino a un certo punto alcune cose positive ci ci sono, dicevamo, di questa nato invece 3.0
Di cui peraltro.
Si parla appunto, come vi dicevo, sulla sulla stampa.
Ne parla, anche se per questo Nathalie Tocci che sapete, il presidente del consiglio scientifico del dello Iai viene intervistata da Marta Ottaviani sul quotidiano nazionale e dice mi che secondo lei è proprio già già una realtà al divorzio atlantico, anche se ancora si cerca di non renderlo così evidente però, insomma è quello che,
È quello che sarebbe già successo.
Perché invece, forse i tempi non sono proprio così immediati?
Ettore Sequi e tutte le sere che, eccola.
No, ma la stanno scrive, per esempio, i primi passi della NATO post americana.
Dice Trump, è arrivata ad Ankara.
Come un un moderno Giove, Pluvio, appunto distribuendo saette contro alleati e partner, ha attaccato tutti degenerare, va be'dice, le polemiche di Trump però, appunto, hanno oscurato la vera notizia, cioè che ha Ankara nasce la NATO 3.0 dopo quella del contenimento sovietico è quella dell'egemonia americana del dopoguerra fredda ha inizio una NATO post americana sostiene per l'appunto ossequi che poi continua dicendo più europea, più tecnologica, più industriale e con un orizzonte che va dal Baltico a Hormuz.
Gli Stati Uniti restano il Garante strategico, ma la difesa convenzionale diventa sempre più una responsabilità europea. Le altre novità sono altrettanto significative. Primo, la Russia diventa una minaccia strutturale e permanente, quindi il riarmo occidentale non risponde più all'emergenza Ucraina, prepara una competizione strategica destinata a durare a lungo. Secondo, l'industria della difesa entra nel cuore della deterrenza perché i 1.000 e scusate i 139 miliardi, non 1.000 i 139 miliardi di nuovi investimenti e 50 miliardi di nuovi programmi certificano che la guerra non dipenderà più solo dagli eserciti, ma dalla capacità di produrre droni, missili, eccetera eccetera. Terzo, l'Ucraina entra nell'ecosistema strategico occidentale. La dichiarazione di Ankara dice, in sostanza, che l'Ucraina non è più soltanto il fronte orientale dell'Occidente, ma sta diventando la sua accademia militare. Quarto,
Hormuz entra nell'agenda strategica della NATO, inserire Iran e libertà di navigazione nella dichiarazione equivale a riconoscere che sicurezza, energie, rotte commerciali sono ormai inseparabili.
E, quinto, la riaffermazione dell'articolo 5 e soprattutto un messaggio politico. Sapete che l'articolo 5, quello che prevede l'intervento degli alleati, se uno dei membri viene attaccato no, oggi il problema scrive ancora Sequi è la prevedibilità americana, la deterrenza vive della certezza che gli USA interverranno a difesa degli alleati, Juan certezza, diventa dubbio viene affiancata l'intera alleanza e questo sostiene a se qui è il grande paradosso di Trump, rafforza e indebolisce la NATO allo stesso momento. E allora,
Questa questa, diciamo così, la la, la situazione è ancora, peraltro si si parla di Trump, ma anche di quello che potrà accadere su Repubblica, neanche questa è una segnalazione doverosa, siamo a pagina 11.
Repubblica ecco qua.
La segnalazione è doverosa, perché in questo caso invece Robert Putnam
Che è un sociologo di Harvard e che
Viene intervistato da Mastrolilli da Paolo Mastrolilli che era inviato ad Ankara, quindi,
Eh.
Il titolo che viene dato a questa intervista è questa America è una minaccia per l'Occidente.
Il sociologo di Harvard riflette sulle cause della trasformazione degli Stati Uniti, delinea una ricetta e dice possiamo uscirne.
Riassumendo brevemente la sua intervista dice non siamo più in grado di governarci sulla base dei principi democratici e questo è terribile per l'intera alleanza, i problemi da cui è nato il tran Pismo sono l'isolamento sociale, l'estrema disuguaglianza economica, l'egoismo e l'egocentrismo e quindi dobbiamo puntare sui giovani, ripartire dalle comunità locali, riscoprire l'etica e stare dalla parte dei più deboli, come indica anche Papa Leone la ricetta del sociologo di Harvard, nel frattempo, però,
Se noi andiamo a cercare.
Ma anche anche sugli altri quotidiani questi temi scopriamo che invece sono, diciamo così, non tanto o meglio.
Il giornale sì, gli ho detto che c'è questa foto a centro, al centro del giornale, quindi non è l'apertura, comunque l'attenzione c'è, per carità, anche perché subito le prime pagine sono dedicate al vertice o meglio,
Sì, sempre sempre con una lettura anche in chiave nostrana, e perché?
Questo il titolo, per esempio, dell'articolo di pagina, due attacchi agli alleati, poi amore Trump, il summit delle giravolte, ma soprattutto il retroscena di Adalberto, Signore che anche lui, inviata ad Ankara, che parla di questa freddezza di Meloni su tre dossier chiave ma non mi pento c'erano tante affinità,
E tutto questo corredata appunto da una fotografia di Meloni.
Che è seduta al tavolo quello della conferenza e si gira e guarda però verso verso lo spettatore.
Racconta ad Alberto signore, appunto, della conferenza stampa tenuta da Meloni, conferenza stampa che, nella quale peraltro lei ha ammesso che pensava fosse più facile avere un rapporto con con Donald Trump, per, diciamo così, una una affinità ideologica, e invece ha detto le cose vanno come abbiamo visto però anche detto che non non si pente assolutamente di nulla,
E quindi lo lo rifarebbe, ecco i punti su cui non cambia idea sono quelli che riguardano le basi militari e.
Per cui appunto ritiene che sia necessario comunque comportarsi come se come si è comportata.
Dicevo, questi giornali però si occupano molto ancora, forse forse, appunto.
Un po'di più di quanto la vicenda, per quanto
Interessante per quanto anche abbastanza surreale.
Sempre sulla stampa c'è.
E sulla stampa no no, no, scusate sempre sul giornale, nessuno mi stavo confondendo, c'è una un'intervista.
Eccola qua, su sul foglio c'è un'intervista a Vittorio Feltri molto divertente.
E di Roberto, che scrive che va a sentire appunto Feltri che dice nella mia vita ne ho viste tante, ma questa storia di Ranucci e Lavitola le batte tutte, perché fra le tante cose che appunto sono state dette è che lui ne aveva messo Lavitola avrebbe fatto mettere questa questa bomba.
Perché in realtà gli voleva bene la bomba d'amore.
Giustamente, insomma, mi immagino uno come Feltri sulla bomba d'amore.
Per cui infatti dice dice così, tra le ipotesi che stanno circolando sulla vicenda di Sigfrido, Ranucci e Valter Lavitola, quella della bomba d'amore per affetto è sicuramente quella principale che mi convince di più, anche se i due hanno una vita così incasinata che vai a sapere qual è la verità, eh dice scrive Roberto Feltri, non difetta certo d'esperienza lo scoop su Enzo Tortora, la stagione di Mani Pulite e poi ancora il caso Boffo Garlasco e ma l'attentato ai danni del conduttore di Report, secondo le indagini architettato dalla dalla Vitola che di Ranucci è amico, le batte tutte, e lui dice sì, credo proprio di sì e si fa scappare una risata. Ne ho viste e raccontate di tutti i colori durante la mia carriera, ma mi pare che
Da questa vicenda stiano emergendo elementi fuori da qualsiasi immaginazione, da ogni logica Ranucci semi scende in campo, mi auguro di no, non ha le physique du role, dice Vittorio Feltri, perché dovrebbe scendere in campo perché fra le varie cose varie intercettazioni pubblicate a un certo punto ce n'era anche una in cui Lavitola peraltro si president si propone in diciamo così com'è il Gianni Letta, quindi il consigliere di di Ranucci che invece avrebbe dovuto fare il premier,
Impossibile dire perché ovviamente non c'è neanche non si senta in tono né nelle intercettazioni si fosse, diciamo così, un una serie di battute a tavola, magari dopo aver alzato un po'il gomito o cosa comunque c'era anche questo elemento.
Che sono invece serissimi, appunto, come vi dicevo, giornale Libero e verità nell'attaccare e nel continuare a parlare di questa di questa storia down libero, per esempio, lo lo scrive proprio esplicitamente, questo è il titolo di apertura.
A tutta pagina, il suo coraggio Rai ferma, Ranucci, quindi si invita la Rai a non farlo andare più in onda.
Lavitola che dice la bomba non centro, le ipotesi del finto attentato per lanciare Sigfrido in politica, troppe ombre, sostiene libero per andare in onda e Corsini che il direttore degli approfondimenti Rai dice deve spiegare e poi però racconta, libero viale Mazzini, si spaventa e frena e ancora una volta affida affida,
Insomma, il suo pensiero, giornale giustamente al al direttore, Alessandro Sallusti, che spiega no i motivi di questa io lo chiama accanimento, ma insomma di questi interessamento. Ecco se vogliamo essere un po'più equidistanti. Domenica sera scrive però Sallusti. Il bel faccione di Sigfrido Ranucci tornerà a intrattenere i telespettatori di RAI, tre appuntamenti in prima serata a partire dalle 21:20 con report estate, che è il concentrato del meglio, si fa per dire dice, Sallusti della stagione appena conclusa, già il fatto che la Rai offra delle repliche in prima serata e cosa che lascia perplessi sullo stato di salute della tv pubblica e su questo non c'è dubbio che lo faccia con inchieste giornalistiche. Anche questo si fa per dire imbastite da un giornalista al centro di una opaca storia di cronaca nera a sfondo politico. È quantomeno bizzarro. Per molto meno a volte basta una battuta scorretta. Viale Mazzini ha sospeso in via cautelativa fior di giornalisti e conduttori. Il problema sostiene Sallusti. Non è se e quanto Ranucci fosse al corrente del piacere una bomba sotto casa che Valter Lavitola ha inteso fallì per meglio lanciano nell'Olimpo della politica la questione che Ranucci si è vantato della stretta amicizia con Lavitola, uno dei più grandi mestatori estorsori e imbroglioni. Il certificato penale parla chiaro apparse sulla scena pubblica negli ultimi anni. Chi può escludere con matematica certezza che, oltre a essere improbabile mandante dell'attentato Lavitola, non possa aver provato a essere il suggeritore occulto di altre bombe, quelle mediatiche esplose, il più delle volte a salve nel salotto di Report? Come vedete, appunto sta cosa se ne porta dietro 1.000 1.000 altre, e quindi dice Sallusti da utente del servizio pubblico.
Pretenderei che questo venisse escluso in modo chiaro e definitivo dalle indagini in corso, e poi, appunto uno apre apre il giornale subito, fra pagina 2, pagina 3, c'è.
Resoconto, diciamo così, di questa dichiarazione spontanea resa ieri dalla Vitola in Procura.
Lui non ha risposto alle domande, però ha detto no che non centrava dice non non sono stato io con Sigfrido un rapporto fraterno di amicizia e poi però ancora un punto intervento invece questa volta di Giovanni Sallusti che dice Sigfrido moralista e manettaro i perfetto leader della sinistra dall'allarme fascismo all'iper giustizialismo dalla presunzione da ZTL A ZTL al Green che sfrenato il giornalista sarebbe il candidato migliore per il campo largo è stato anche sponsor del no al referendum applaudito dall'ANM e quelle inchieste sulle destre europee. Insomma, questo questo è quanto
Ne scrive comunque, insomma, le le cronache, ovviamente le trovate su tutti i quotidiani, ma quello che mi interessava era farvi notare.
L'interesse particolare al punto di questo tipo di quotidiani sì, ne scrive.
Ah è fra l'altro, ecco, con una con una nota.
Di merito per il Corriere, che fa notare come la fotografia che girava e che ieri avevano, ma anche oggi molti giornali in cui si vedono Ranucci e Lavitola insieme che mangiano il ristorante era una foto.
Che aveva scattato Torchiarolo, chiaro del Riformista.
Mesi nei vive il 21 maggio 2023,
Quindi risale
A due anni fa, anzi, tre anni fa e ra Torchiarolo, raccontava che questa Ranucci contestò la pubblicazione della foto ritenendola un rischio per la propria incolumità, e però, appunto ieri tutti l'hanno usata e il corriere ci ricorda che.
Era era stata fatta per l'appunto da da Torchiarolo.
E c'è anche poi.
Come ne rideva Feltri?
Oggi sul dubbio di questa storia e invece ce n'è anche qui un editoriale abbastanza divertente di Mauro, Bazzocchi, Ranucci, Lavitola, altro che noir, è un film di Risi, perché sì, ci sono anche questi elementi, anche se poi bisogna non bisogna dimenticare che comunque una bomba è scoppiata e magari poteva anche fare fare danni seri poteva ferire qualcuno non sono suicidano ma, insomma,
Sì.
Attenzione
Vi dicevo, ne scrive anche Guido Vitiello sul sul foglio.
E anche lui però va avanti, insomma, ce lo dobbiamo, te, lo dobbiamo leggere un attimo.
Allora scrive scrive Vitiello, eccoci di nuovo alle prese con l'anello di Sigfrido, Wendy, Doniger, ideologa eminente, riflette a lungo sulla corrispondenza morfologica fra l'anello forgiato dal nano e la logica compositiva del dracma, ma del dramma wagneriano. Anche la struttura narrativa è ad anello, ma è una spirale, non un cerchio. L'anello che alla fine ritorna nel Reno è stato riforgiata, è un anello con una storia differente. La differenza è la sconfitta, la tragedia Sigfrido ha tradito il suo unico vero amore e il mondo, quando risorgerà dalle acque del Reno, non sarà mai più lo stesso nel nostro caso, avendo a che fare con un comunissimo bistrot di pesce che il ristorante appunto di Lavitola nel nel quartiere romano di Monteverde e non con il tesoro dei Nibelunghi
Introdurre il simbolo più dimesso del totano di Mebius, un anellino fritto ricorsivo che tiene a 20 gli amici del cuore Ranucci e Lavitola lungo la cui panatura si incontrano all'infinito la vittima e il carnefice, il carnefice e la vittima, quale verità profonda nasconde questo intreccio? Dubito che la risposta ci riguardi. Le composizioni ad anello hanno un qualche interesse quando riflettono una struttura mitica profonda o al limite
Ho stendono una piccola allegoria storico politica, il nostro anellino di totano, non ci parla di nulla, se non della friggitrice ad aria del potere e del sottopotere romano troppo romano in tempi meno Scafati anche la tavola ci parlava dei sotterranei dell'Italia e c'è chi ancora oggi è disposta a spendere fortune per accaparrarsi una copia del rarissimo Man e dossier divertimento gastronomico di Federico, Umberto d'Amato, ex direttore dell'Ufficio affari riservati del ministero dell'Interno,
Oggi persino gli scandali più eclatanti, persino gli attentati bombaroli, non ci parlano che di se stessi e di un piccolo mondo promiscuo che possiamo sanamente ignorare, e questo è anche il destino probabile del nuovo anello di Sigfrido, non risorgerà dalle acque del Reno massina bisserà nella melma del Tevere per tornare a dormire nelle mitiche e profondità di Fiumicino fino alla prossima pesca e vedremo perché, insomma dal dall'attenzione che gli viene riservata non si direbbe però insomma,
Tutto tutto è possibile, invece.
E noi occupiamoci, visto che appunto, se era arrivato persino a dire di won Ranucci leader ovviamente nel campo largo andiamo a vedere che caspita fatto sto campo largo, come vi dicevo ieri c'è stata questa prima appuntamento, questa prima uscita a Napoli la stampa che già avevano detto sarà,
Insomma
The relegata a pagina 20, la cronaca di questa vicenda manda Nicolò Carate, né a raccontarcela, eh eh, però, Caratelli dice che comunque la piazza era semivuota. Ci sono state una serie di contestazioni, insomma, è flop, campo largo e comincia scrive Carratelli, com'era difficile immaginare la manifestazione in Italia a Napoli, dei leader del campo largo piazza semivuota, poliziotti schierati davanti al palco in tenuta anti sommossa, caschi, scudi e manganelli, un gruppo formato da una cinquantina di disoccupati noto qui a Napoli per blitz di questo tipo, urla un po'di tutto lamentano la sospensione dei finanziamenti per il loro percorso di formazione. Ce l'hanno con il Ministero con la Regione, con il Comune con tutti, sostanzialmente
E poi continua ancora Carratelli che dice che questa è l'accoglienza, appunto, che viene riservata Schlein Conte, Fratoianni e Bonelli e spintoni, i momenti di tensione, eccetera, eccetera.
Fino a che dice arrivano tre deputati campani che provano a placare un po'gli animi e sono Marco Sarracino, Arturo Scotto, il segretario dem regionale, Piero De Luca, e quindi poi, insomma, parlano dietro il palco ma che succede nel frattempo che sotto il palco arriva un altro gruppetto di Potere al Popolo con megafoni e bandiere predisposti alla contestazione partono subito all'inizio del comizio proprio contro Manfredi e Fico, perché c'erano ovviamente anche loro e circondati da poliziotti e carabinieri in 20 gridano vergogna, vattene traditori e ai due amministratori locali e quindi è la bagarre, tanto che Meloni che
Insomma, non non ha no, non si è trattenuta, non ce l'ha fatta un po'maramaldeggiare e arriva, manda la solidarietà, compiaciuta, scrive Carratelli e di in nome della libertà di manifestare, peraltro dice ancora Carratelli non è nemmeno l'unico buco logistico della serata perché piazza del Gesù Nuovo che è stata scelta appunto per questo comizio in parte transennata per dei lavori di restauro e quindi lo spazio a disposizione è dimezzato ma vista l'affluenza tutt'altro che oceanica, sembra quasi fatto apposta. Non c'è il pienone, 1.000 persone o poco più,
E questo?
Ho peraltro scrive ancora Carratelli nella città in cui i tre partiti vincono i governano. Quindi, forse doveva essercene qualcuno di più, ma qual è il tema politico? Vero, lo sottolinea di nuovo anche Marcello Sorgi nel taccuino, che viene impaginato a fianco alla cronaca di Carratelli, è che sostanzialmente ICI, il campo largo ancora non prende una serie di decisioni per cui ieri si sono ritrovati su alcuni punti, ma su altri no nota Sorgi che appunto era presente il sindaco di Napoli Manfredi, che per l'appunto spesso viene presentato. Come è possibile, diciamo così, risorsa nome no, insieme a quello di Salis, quando salta fuori che salterà fuori, scrive, sorge al momento opportuno, ma quando arriverà questo momento però, schive Sorgi. Anche ieri a Napoli il centrosinistra ha sorvolato, cioè ha rinviato insieme ai leader dell'Alleanza hanno sciorinati i punti del programma su cui sono d'accordo, ma invece non hanno dato seguito, appunto a quelli divisivi. Con questa tecnica che dice ancora Sordi
Finora è stato evitato qualsiasi approfondimento su materie importanti, vedi la politica estera e in particolare l'Ucraina, o appunto la scelta del leader della coalizione affidata a un fantomatico tavolo degli alleati o un giro di primarie da svolgersi, non si sa quando è una strategia avverte Sorgi.
Che corrisponde più o meno al vecchio proverbio Gente allegra Iddio, l'aiuta, ma Schlein e Conte non erano così Allegri witz appunto ancora Sorgi. E questa, diciamo così aspetto, viene sottolineato da diversi commentatori, per esempio. Stefano Ceccanti, sul quotidiano nazionale anche lui scrive a pagina 7 l'opposizione c'è, ma tanti limiti incompleta, acefala e ritardataria e analizza quella che però è più o meno tutta l'offerta politica verso il 2027 dice due coalizioni principali, tre gruppi minori velleitari con il rebus Vannacci e anche lui dice il centrosinistra continua a rinviare tutte le decisioni su leadership, Alleanza e identità programmatica e avverte anche in questo caso Ceccanti le scelte fatte per tempo anche di
Diciamo così
Compromessi che si raggiungono perché è inevitabile farlo, eccetera eccetera le scelte fatte per tempo sono difficili, però danno tempo ai soccombenti di dimenticare le lacerazioni, sentendosi comunque parte di un percorso, le scelte invece ritardate a ridosso del voto possono restare nella memoria e far perdere consensi per strada.
Per governare davvero bisogna fare scelte e darsi il tempo di spiegarle e farle digerire agli elettori, altrimenti si sta già mettendo che l'unica cosa che cambierà oltre alla propaganda sarà la lista dei ministri, e guardate che molto pesante questa affermazione di Ceccanti ma ahimè temo anche,
Pericolosamente vera. Detto questo, c'è come dire chi comunque sta pronto appunto e non si sottrae sul Messaggero, troviamo un'intervista a il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi,
E che quindi va va assolutamente.
Segnalata eccola qua Intervista a.
Manfredi, che peraltro si va in quella direzione perché lui dice Sergio un garante per il centro e adesso riformismo radicale per scrivere il programma, insomma, ha ben chiaro che si debbono fare dei compromessi nel caso.
E
Mentre su su Repubblica?
Ah no, e anche su domani perché, insomma, ho voluto vedere se anche altri quotidiani, allora, se voi prendete alla cronaca di Repubblica, almeno diciamo così nel titolo non si fa minimamente cenno al fatto che non ci fossero proprio folle oceaniche e non sia stato questo gran cognizione diciamolo mentre invece su un quotidiano come domani comunque è abbastanza vicino a quell'area Daniela Preziosi lo scrive come che non è stato esattamente un,
Un successone, il, questo incontro di Napoli, siamo a pagina 6, ecco qua, scrive Daniela Preziosi, a sinistra, falsa partenza, la piazza di Pd, AWS Movimento 5 stelle, rovinata dagli antagonisti i fischi dagli attivisti di Potere al Popolo, costringono i leader a interrompersi parapiglia sotto il palco la replica, siete i migliori amici di Meloni e Vannacci e però anche lei scrive a un certo punto che quando sono finalmente ma sa saltano riescono a essere tutti sul palco.
Le contestazioni a comando, però dice sono l'ultimo dei problemi dei progressisti. Se la coalizione scrive preziosi, infatti, non stringere i bulloni e per almeno un paio di Mathas, eh, eh eh, per e per almeno un paio di matassa da sbrogliare. La prima, appunto, è quella della nuova legge elettorale, perché no, finché non sarà chiaro, se verrà approvata in via definitiva Schlein e Conte, non potranno decidere se è davvero necessario convocare le primarie per la premiership. Quindi cerca in qualche modo una giustificazione. C'è poi il pasticcio del centro Matteo Renzi hanno, usando aria di veti su di lui, lancia qua e là a segnali che suonano come mezza minacce. Ieri ha postato su X il suo avviso ai naviganti Italia Viva, c'è e sarà decisiva per la vittoria del 2027 conta a sua volta fatica a rassegnarsi all'alleanza con Italia. Viva teme la rivolta del suo elettorato, è più radicale. Preoccupano gli annunci di Alessandro Di Battista che fa circolare l'idea di un suo impegno in politica come un Vannacci di sinistra, e poi si fa per dire ci sono i grandi nodi irrisolti del programma, perché se è vero come i leader hanno ricordato ieri, che non si parte da zero, è anche vero che certe distanze appaiono incolmabili, a partire dall'atteggiamento sull'Ucraina.
Ieri lo ha ricordato il senatore dem, Filippo Sensi commentando il no di Movimento 5 Stelle all'ingresso di Kiev nell'Unione Europea, hai voglia di andare a Napoli se poi a Strasburgo i Cinque Stelle sull'Ucraina votano contro, insieme alla Lega Vannacci, risparmiatevi le foto perché c'è ancora molto da fare a proposito, poi di legge elettorale viene analizzata la proposta a quella che si sta discutendo da Vitalba Azzollini e siamo sempre su domani e Vitalba Azzollini sostiene che in realtà con il melone illum,
L'elettore conterà ancora meno, non si sa se ci sarà più o meno stabilità, ma intanto questa è la sua, la conclusione di Vitalba che una che né le cose le analizza sempre con grandissima precisione i sull'elettore conterà ancora meno
Anche perché dice se anche fossero introdotte le preferenze con, diciamo così le le, il compromesso che è stato immaginato, cioè quello di.
E mandare avanti i capilista, quelli sono bloccati e poi gli altri invece si possono scegliere con le preferenze, dice soprattutto nei partiti piccoli, che che raramente riescono a leggere più di due persone, ovviamente tutto questo viene inficiato e quindi alla fine appunto non decidono non decidono gli elettori.
Vi dicevo, anche la maggioranza non si è.
Non è stata con le mani in mano ieri,
Forse proprio perché, appunto incalzata in qualche modo debba Vannacci, ieri hanno presentato i vari partiti, una serie di
E proposte di disegni, di legge, eccetera, eccetera,
Uno di Fratelli d'Italia, l'altro, in particolare Fratelli d'Italia, questa quest'iniziativa e immigrato, condannato subito rimpatriato, questa code degli slogan con le con le rimane un po'un po'triste, ma insomma, va be'.
Immigrato, condannato subito rimpatriato, piace piace tanto questa cosa, ma in realtà il tema vero è che quindi si Str, si si renderà più difficile l'acquisizione della cittadinanza.
La si renderà più difficile anche per i ragazzi più giovani minorenni, una volta poi diventati grandi, e soprattutto la cittadinanza potrà essere tolta in caso di reati reati gravi il problema vero è però e qui ovviamente non è stato considerato e con i cosiddetti ragazzi della seconda generazione che spessissimo coi il paese di origine dei genitori e che formalmente risulta il loro non hanno alcun legame magari non ci sono mai stati non quindi,
Se gli togli, diciamo così, la cittadinanza italiana ritorni a quella del loro paese, è un loro Paese, dice di solito solo sulla carta e quindi diventa molto complicato, insomma, questo questa è la la situazione, senza contare, scrive Federico Capurso che.
Ne parla sulla stampa, l'imbarazzo di Forza Italia, che solo fino a qualche mese fa ancora parlava di Ius Italie per dare la cittadinanza a chi avesse completato dei cicli di studio, appunto nel nostro Paese, figuriamoci invece questo passaggio, il problema è che Vannacci incombe incombe e come scrive Stefano Folli sulla sulla Repubblica con Vannacci bisogna farci i conti, siamo a pagina 13 della Repubblica amico qua e,
Ehi scrive, scrive con Vannacci, ma anche con Di Battista, cioè fra una, diciamo.
Un parallelo, perché dice i. Il caso Vannacci per ora non produce bottiglie ani, ma qualche fenomeno imitativo Alessandro Di Battista. Ne è l'esempio più evidente. Il personaggio ha un passato nell'ala intransigente del grillismo, prima maniera in quel mondo, si è distinto per essere una specie di Trotsky del populismo anti-sistema irruente nei dibattiti, abile nello sfruttare la televisione, eccetera, eccetera. Naturalmente, filo-Putin, privo di esitazioni, va be'il successo di Vannacci come re dei sondaggi deve aver turbato non poco Di Battista tutto quello spazio virtuale da accaparrarsi è quasi lo stesso in cui potrebbe incunearsi l'ex grillino, e così si è venuti a conoscenza che esiste anche una sigla, schierarsi quasi un embrione di partito di cui più ignoravano l'esistenza. Quali siano le differenze fra il movimento di Di Battista e quello di Vannacci. È difficile da dire
Forse sulla Palestina, ma nessuno si stupirebbe se i due unissero le forze e tentassero insieme di far fallire la legge elettorale.
Non tanto quella in vigore oggi,
Ben avviata verso il pareggio fra gli schieramenti quanto quella promessa per l'immediato futuro, poiché l'ingresso in campo del binomio Vannacci Di Battista renderebbe complicata per le coalizioni la soglia del 42%, e quindi il diritto al premio di maggioranza sarebbe meraviglioso se si mettessero insieme, Detto questo intanto pesa ancora anche,
La polemica sul Covid, che è una polemica che continua a portare avanti il giornale che continua a portare avanti.
Sì, sul giornale diciamo che oggi gli si dà forse il massimo della della visibilità fra i giornali di oggi, fra pagina 12, pagina 13, con un richiamo in prima Conte, perde la testa e ci attacca le trame per affossare le indagini. Di che cosa si sta parlando? Giuseppe Conte, attacca la Commissione d'inchiesta sul Covid e la maggioranza, accusando il centrodestra, di mettere in atto uno strappo istituzionale e di aver organizzato un teatrino indecente insieme ai quotidiani di centrodestra, il tentativo e rinviare la palla in difesa dall'altra parte c'è solo un particolare che non torna il capo dei 5 Stelle continua a non rispondere e tanto per non farsi mancare nulla siamo per esempio, a pagina 13 viene riproposta al lettore quell'aiuto, né c'è scritto proprio così quell'aiuto né al suocero fra virgolette perché la compagna Olivia Paladino per l'appunto. Non è la moglie, ma solo lo accompagna, comunque quella aiutò nel suocero nascosto al popolo 5 Stelle in piena emergenza si ricorda appunto della norma sugli albergatori che favorì il padre della compagna.
Titolare del Plaza dell'Hotel, Plaza a Roma e quindi poi addirittura, insomma, che pare che fra i deputati nessuno.
Sapesse di quel conflitto di interessi.
Eh eh va be'ho, invece devo dire che la questione spie
Forse perché c'era Nucci, forse perché c'è anche il caso di Nolfi, forse perché però, insomma, è stata un po'abbandono abbandonata, però cioè non tantissima attenzione, diciamo tuttavia qualcosa oggi troviamo sulla stampa, devo dire che la stampa, dopo i primi due o tre giorni di,
Po'chiamiamola confusione e sbandamento.
No, non so, insomma, ci aveva lasciato un po'un po'così noi lettori, invece ha ripreso in pieno la sua, la sua postura e mi insomma mi piace.
Offre offre spunti tanti spunti interessanti, ancora, dicevo, sulla stampa troviamo oggi un'intervista a Guerini e.
Il presidente del Copasir, nonché ex ministro della Difesa che tiene diciamo così sia il tema appunto di questi
E di queste spie che sono state arrestate e che hanno passato alla Russia, ricorda appunto, Irene fa, ma documenti riservatissimi uno degli indagati intercettato dice sono 10 sono 12 anni dic, 12 anni, vi ho dato migliaia di informazioni.
E fra l'altro, anche un un cingolato da neve italiano destinato all'esercito di Kiev, che chissà se lo stesso di cui parla Travaglio sul suo giornale, ma comunque Lorenzo Guerini, invece dice che lui, insomma non non non può dire troppo su questo arresto per ovvie ragioni.
E però dice dobbiamo stare attenti alla alla guerra ibrida, e tuttavia ribadisce che il sostegno all'Ucraina non si discute e ovviamente Francesca Schianchi che lo va a intervistare e non è che se la lascia sfuggire questa cosa per cui dice ma come come come troverete un accordo perché ieri appunto a Strasburgo voi del Pd avete votato a favore, il Movimento 5 Stelle contro quindi e però Guerini risponde per me e per il Pd. Il sostegno all'Ucraina è una linea rossa invalicabile e non sacrificabile. Quindi, quando ci sarà da discutere su questo aspetto, non non si fanno, si non si passa. Ecco
Dicevo, quindi non non c'è moltissimo, non c'è molto altro e mentre invece tutti oggi si parlano di di Adinolfi di questo arresto di Adinolfi, ovviamente.
Da da ritenere, per l'appunto innocente, fino a che non ci sarà eventualmente un giudizio, però l'aspetto politico non può essere tralasciato e per esempio, su su Repubblica c'è proprio un richiamo, fra l'altro in prima pagina Adinolfi in arresto per truffa è pericoloso e fra pagina 20 e pagina 21, quindi due pagine intere sono dedicate a.
Ah ah ah Mario Adinolfi, così presentato al lettore, poker reality e famiglia, ascesa e caduta di un tribuno social eccessive provocatore, è passato dalla fondazione del Pd alla collaborazione con Corona parabola di un influencer populista e poi, appunto, il racconto di queste,
Questa truffa che lui ne avrebbe messi in atto, somme ingenti, raccolti dai privati con la promessa di maxi guadagni, ma il giornalista non aveva titoli per farlo e così il denaro spariva in realtà penso che, anche se il problema è che appunto il denaro spariva perché è vero se non ha i titoli per farlo non lo puoi fare, ma il vero problema è che il denaro è sparito e questa è,
Fa ed è sparito viaggi alle Maldive e lingotti d'oro spese pazze,
Con i soldi dei clienti e quindi anche questo lo troviamo, lo troviamo sui giornali, mi dicevo.
La la conclusione invece la a e poi ieri, ma non lo dico perché lavoro alla 7, ma insomma, perché comunque, oggettivamente una notizia ieri sono stati presentati i palinsesti del prossimo anno della 7 e.
Se voi leggete l'articolo.
Sul giornale così viene presentato, la 7 lancia un palinsesto di N ecco tutte le novità di Telekabul, quella M. Lì però, ovviamente qui c'è il gioco di parole, l'allusione, appunto il palinsesto DM, ma M di Mussolini perché verrà trasmesso,
La M di Mussolini, il film.
La serie
è però certo, diciamo, che è poi Telekabul era RAI tre.
Insomma, la 7 forse non
No, io sono di parte, non lo posso dire perché è un po'come chiedere all'oste Selvino, è buono, però non è mai sembrato che fosse Telekabul. C'è spazio per tutte le voci al 7, ma perché ve lo segnalo? Ah, eccolo qua perché Cairo, l'editore non si è lasciato sfuggire perché gliel'hanno chiesto esposto, intanto, se si prenderà Nucci e ha risposto no, per carità, poi a proposito appunto di Telekabul, e poi però ha detto che lui potrebbe cioè non non si può mai dire quello che farà poi nella vita, perché mai più si sarebbe immaginato di diventare l'editore de la 7, quindi perché no e non si può escludere che possa andare in politica e nel frattempo Meloni, secondo lui può andare al Colle e la previsione che Vannacci arriverà ad avere il 10%. Tutto questo lo trovate su diversi quotidiani, ma diciamo così, dispiegato in tutto il suo splendore. Sul Foglio a firma di Caruso e così come trovate molto molto spazio dedicato da Repubblica alla vittoria di mare allo Strega, dopo tutte le polemiche per l'appunto iniziate proprio su Repubblica.
A proposito delle parole di Marie su Michela Murgia, bene, io mi fermo qui e ci sentiamo ancora a domani mattina.
E proprio perché, appunto, se uno prende un impegno poi lo porta a termine.
E poi e poi niente e poi ci salutiamo buona giornata.
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