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giornalista de La7
Grazie agli ascoltatori di stampa e regime, questa.
La rassegna stampa e grazie ad Antonello e colleghi.
Questa mattina, contrariamente a quello che avevo la montato al regolamentata nei giorni scorsi, invece, debbo dire che l'attenzione, forse appunto anche legata alle condizioni davvero sempre più proibitive e dal punto di vista climatico, per quello che succede all'interno delle carceri c'è,
Un po'di più rispetto a quanto non insomma, non troviamo abitualmente, per esempio.
C'è una?
Un editoriale molto interessante su Avvenire.
Che
Tra l'altro nel inizia Suning pagine dalla prima pagina, arriva poi a pagina 16, è un editoriale che ragiona, diciamo così, su complessivamente quelle che sono appunto le condizioni carcerarie, ma troveremo qualche cosa anche su un dubbio e qualcosa anche sull'Espresso e quindi poi andremo ovviamente a vederli.
Per quello che invece riguarda, diciamo, un breve, un breve sommario delle delle notizie di cui ci occuperemo, allora la i due, diciamo così i quotidiani più importanti Repubblica e Corriere mantengono una titolazione, se volete un po'più tradizionale, legata anche oggi alla.
Ah alle notizie internazionali, che poi è più o meno quello che fanno anche Avvenire il Messaggero, anche se si si occupano più del negoziato che proprio della della ripresa, insomma, però, si ecco sostanzialmente diciamo non sono moltissimi giornali sono quelli un po'più paludati, se volete ecco che che si occupano di questo di questo tema.
Gli ha la maggior parte degli altri, invece è tutto, diciamo così, il gruppo di di più vicino alla alla maggioranza.
E invece si continua a concentrare su.
Il caso Ranucci Lavitola, e di questo ancora si continua a parlare e se comunque anche non è il titolo di apertura, poi basta sfogliare questi giornali e vedere che in realtà si ha la ripresa dei combattimenti. Ha quindi la complicazione di questi negoziati. Sono dedicate una due pagine, non di più, poi invece tutto il resto, la maggior parte cioè molta foliazione, invece, se la porta via questa vicenda, se la porta via anche il dibattito su De del dopo comizio di Napoli, del centro del del centrosinistra de il campo largo e anche questo ovviamente lo andremo lo andremo a vedere
E così come anche una discreta attenzione
Per il rapporto INPS, di cui ovviamente troviamo molta traccia sulla sul Sole 24 ore ma non solo sono, sono in diversi a comunque a parlarne.
Ci sono poi alcune notizie che vengono evidenziate e, per esempio, il quotidiano nazionale oggi ci ricorda.
Come 50 anni fa, proprio la mattina del 10 luglio, dalla Icmesa di Seveso si sprigionò una nube tossica, una nube di diossina che fece una serie di danni notevoli, viene viene sentita, viene intervistata.
Una signora
Se si chiama Stefania all'epoca era una una bimba di due anni e divenne, diciamo così, il suo volto, il volto simbolo della della devastazione della della diossina perché povera piccola era stata veramente deturpata dalla dalla cloracne e.
E poi però, insomma, lei racconta che dopo tanti anni e almeno quattro, se non cinque interventi chirurgici qua No 4 sì 4 in Kiev interventi chirurgici è riuscita a recuperare, insomma, così un volto hip-hop più.
Proprio per lei accettabile è normale, ma la cosa interessante
Al di là ovviamente, della tragedia umana, è anche quello che ha lasciato quella storia.
E cioè la la legge, la legge che poi ha cambiato in Europa la gestione dei rischi industriali, andremo a vedere anche quella di dicevo e così come ci occuperemo anche di caccia, perché anche anche questo è un tema che sta occupando occupando i quotidiani.
E così come diciamo così il caldo, lo so che fa un po'ridere, però.
Nel senso che sembra una questione secondaria, ma invece ci sono una serie di di risvolti che non sono solo la normale, lamentazione rispetto al caldo, ma, insomma, forse meritano uno sguardo e dopodiché ci sono anche parecchie novità che hanno a che vedere con l'editoria perché probabilmente lo saprete il Repubblica Mario Orfeo, che era il direttore di Repubblica si è dimesso ed è andato per l'appunto proprio a lavorare come direttore editoriale del gruppo Cohen, quindi del quotidiano nazionale.
E da da settembre sarà lì,
Resta come come direttrice Agnese Pini come direttrice responsabile, e però si aggiunge anche Mario Mario Orfeo, e anche questo lo dopo lo vedremo un pochino meglio, però vi dicevo allora come ri ripartiamo ripartiamo da dalle carceri, ripartiamo dalle carceri perché,
Questo editoriale di Avvenire vale sicuramente vale sicuramente la pena di essere di essere guardate il letto nel senso che Glauco Giostra si chiede per l'appunto quale sia il motivo per cui.
Dice che c'è stato perché c'è stato un altro suicidio e poi una serie di reparti che sono stati chiusi dall'autorità giudiziaria per gravissime carenze igienico, sanitarie e strutturali, e stavamo per appunto parlando di Sollicciano di cui ci occuperemo fra un attimo provvedimenti dell'amministrazione penitenziaria che autorizzano a far dormire i detenuti per terra questa invece era stato denunciato.
Proprio l'altro giorno da
Irene, Testa e turco sono soltanto le notizie di qualche giorno fa quelle che le hanno precedute negli ultimi anni scrive a venire, di sicuro non erano meno indegna di un Paese civile, ma ha, per l'appunto, si chiede a venire com'è possibile.
E da decenni scrive Claudio Glauco Giostra, non abbiamo più una politica ideologizzata che propone, cioè un'idea di mondo e di società, cercando di acquisire consensi alla propria causa, i partiti, chi più chi meno, seguono invece una strategia sondaggisti che,
Garantendoci di farsi carico delle richieste e delle paure più diffuse in quest'ottica, essendo la disumana realtà carceraria, Scoto, mitizzata dallo sguardo pubblico.
Significa sostanzialmente rimossa, Scoto, mitizzata il potere, ben poco il potere ben potrebbe disinteressarsi totalmente di tale drammatico problema, tanto più sapendo che il solo provare a risolverlo richiederebbe provvedimenti impopolari, ma a disturbare la comoda deresponsabilizzante inerzia si sono susseguiti, altissimi e disturbanti richiami.
La condanna per trattamento inumano e degradante dei detenuti da parte della Cedu, la Corte europea dei diritti dell'uomo, i moniti della Corte costituzionale, le incalzanti raccomandazioni degli ultimi due presidenze, Presidenti della Repubblica, gli accorati insistiti appelli di papa Francesco e oggi papa Leone,
E il potere politico deve aver valutato che potrebbe essere impopolare dimostrarsi del tutto sordo a queste alte e insistenti ritrova azioni e allora Cappato e allora, con innegabile ingegnosità, ha saputo rompere il silenzio ostentando iniziative rivelatisi inutili quando non controproducenti. Vedi la modifica della disciplina processuale della liberazione anticipata, che ne ha snaturato, funzione ed efficacia e fortunatamente dichiarata incostituzionale. Di recente continua ancora a venire si è fatto di nuovo ricorso alla solita trovata di puntare sul futuro. Costruiremo più carceri per non affrontare il presente impegno, tanto ricorrente quanto sempre disatteso, e oltretutto contrario alle raccomandazioni da tempo formulate dal Consiglio d'Europa, ovvero aumentare la capacità ricettizia significa aumentare senza vantaggio alcuno la domanda di carcere, mentre bisognerebbe far ricorso alle misure alternative, mezzi importanti per combattere la criminalità, per ridurre i danni che essa causa, evitando gli effetti negativi della reclusione
Qualche capacità di incidere sulla vergognosa situazione penitenziaria sembrerebbe avercela sulla carta. Dice ancora avvenire il ddl, Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti, un disegno di legge e non un decreto legge. Evidentemente si è ritenuta insussistente la straordinaria necessità e urgenza pretesa dalla Costituzione per consentire al governo di legiferare, eppure, nell'ultimo decreto sicurezza nato come disegno di legge poi disinvoltamente Rib, ribattezzato decreto legge, la straordinaria necessità e urgenza deriva veniva riferita, fra l'altro, all'introduzione del reato di protesta statale. Ecco, credo che non sia necessario aggiungere altro se non che, appunto, siamo già a il 10 luglio. Eh certo che ci sarebbe stata la necessità
E l'urgenza di fare un decreto, ma, come giustamente appunto è fa notare il vostra invece non si è fatto, veniamo invece appunto all'altra vicenda di quesito si si faceva menzione, cioè Sollicciano.
Non è
Perché ne parliamo perché è titolo di apertura del dubbio?
Il quale dubbio ovviamente, ricorda che il titolo è questo cimici pulci e zecche ecco le carte shock sul carcere di Sollicciano chiuse, sette sezioni dell'istituto di pena fiorentino, il cibo conservato dentro sacchi dell'immondizia e la firma è quella di Damiano Aliprandi, che dice il dubbio ha potuto visionare l'intero decreto firmato appunto il 28 maggio, perché la notizia era di di di quei giorni lì firmato il 28 maggio dal giudice Alessandro Moneti, su richiesta del pubblico ministero e depositata il 10 aprile, quindi anche lì, con molta calma, e la lettura dell'atto restituisce una fotografia che può riguardare la maggioranza dei nostri penitenziari. Scrive Aliprandi
Il decreto raccoglie anche le fotografie degli accertamenti, la mano di un detenuto della sezione 12 morsa dalle cimici, le zecche trovate dietro un quadretto appeso alla parete di una cella, il cibo dei reclusi conservati in due freezer in fondo al corridoio dentro sacchetti della nettezza urbana la polizia municipale ha confermato i casi di scabbia e le infestazioni da cimici,
Poi prosegue appunto ancora qua, a pagina 5, tutta una lunga lista di di queste violazioni, fra cui, per esempio, anche la cella usata come luogo di lavoro, e scrive Aliprandi il Gip non ha usato l'ordinamento penitenziario, ma il testo unico su salute e sicurezza sul lavoro perché appunto giustamente no non lo puoi fare e se vale per chi è fuori non si capisce perché non debba valere anche per chi per chi è dentro, quindi questa è, diciamo così la l'intera pagina, più apertura che viene dedicata a questo a questo tema e,
E l'altro, invece l'altro intervento, come vi dicevo, lo troviamo sull'Espresso, dove scrive abitualmente sapete, ha una rubrica Franco, Corleone, fuori luogo e oggi per l'appunto la dedica proprio a Sollicciano e scrive Corleone abolire il carcere e liberarsi della necessità del carcere sono state per decenni le parole d'ordine di associazioni e personalità portatrice dell'urgenza di riformare le galere.
E la bandiera del Movimento contro la detenzione e sociale, tante battaglie per obiettivi costituzionali, con successi, ma molte sconfitte per arrivare ora in anni torbidi a veder pro.
Valere la vendetta e persino la tortura madri con bambini e bambine, recluse, reato di rivolta e criminalizzazione della non violenza, agenti provocatori del nelle celle torride e chiuse, una risposta violenta e disumana del Governo al sovraffollamento e suicidi, all'autolesionismo al disagio mentale può però dice ancora Corleone, accadere l'incredibile, il carcere di Sollicciano è stato chiuso dalla magistratura di Firenze dopo innumerevoli denunce.
Da parte di detenuti e avvocati, ma anche di magistrati, di sorveglianza, della situazione intollerabile per le condizioni igienico sanitarie, è bastata la decisione di una jeep per rompere l'autoreferenzialità dell'amministrazione penitenziaria e distruggere il mito della sovranità assoluta extra legem del luogo della pena.
E poi, appunto, ricorda queste queste sette sezioni sotto sequestro e questi 250 detenuti da trasferire, che dimostrano che un'azione drastica si poteva realizzare da tempo per consentire le opere di manutenzione necessarie, dopodiché Corleone fa presente insomma il rischio è emerso in un convegno, un seminario che si è svolto il 2 luglio che questi soldi che sono stati erogati appunto per queste questi lavori,
Vengano spesi male e non no no, alla fine non funzioni in effettivamente, dice il primo rischio da scongiurare, che siano sperperati soldi, tanti della manutenzione a causa di lavori mal progettati e peggio realizzati, si tratta, dice di riprendere il filo interrotto producendo anticipazioni in vista di un cambio di gestione della polizia penitenziaria con la presenza di energie impegnate non solo nella denuncia sono passati 10 anni dalla morte di Alessandro Margara e questa ricorrenza deve essere colta per rilanciare il principio della Costituzione.
In attesa del cambio di passo determinato dalla politica, le proposte non mancano, davvero, aggiunge chiosa, chiosa, Corleone, sarebbe straordinario che altri giudici e guadagnassero la decisione del Tribunale di Firenze per le tante carceri che soffrono le medesime condizioni di Sollicciano sarebbe un terremoto salutare.
Per chi demonizza l'amnistia e l'indulto, questo, fra l'altro punto schivo e Corleone sulla
Sul sull'Espresso.
E veniamo invece a questo punto
A quelli che sono?
Dicevo, di quei titoli di apertura.
Degli altri quotidiani, perché solo il dubbio che che diciamo che ogni scende questa, questa chiave di lettura Hofmann, visto che ha le carte che ci mostra queste carte ma invece, come vi dicevo Avvenire per esempio il titolo di Avvenire negoziato esplosivo che non è male lo stretto di Hormuz scrive Avvenire e torna al centro del confronto USA Iran prova di forza di Trump per convincere a suon di missili Teheran a lasciare libero il passaggio di tutte di tutte le navi mentre più sbrigativo, se volete,
Il il titolo scelto dalla da Repubblica che, eccolo qua, i raid chiudano Hormuz, gli attacchi incrociati fra Stati Uniti e Iran bloccano lo stretto, aumenta di nuovo il gas e petrolio in altalena spese per l'energia, l'Unione europea si spacca sugli eurobond e poi la Giunta anche di del Cremlino che accusa Trump sui Petrotta chiedono questo è un'altra storia che andremo fra un attimo a vedere invece per quello che riguarda appunto l'Iran.
Come vi dicevo.
Ho avuto cioè non vorrei che ne escono.
E non vorrei che si che sembrasse una critica a ai colleghi o perché non erano, se non sono servizi accurati lo sono però ho avuto come l'impressione che fu ci fosse, diciamo così fosse più una scelta di maniera, cioè si apre con l'Iran perché
Perché comunque le vicende internazionali bisogna tenerle presenti e poi sono gravi, sono importanti. Tutto verissimo, però poi se si va a vedere, si gira sempre intorno a quei temi, lì, cioè il rischio della chiusura di Hormuz. Che cosa comporta rischi economici Federico Fubini, che viene messo a pagina 3 del Corriere della Sera e che ci racconta ancora come lo Stretto venga usato come arma di ricatto, perché il regime sfrutta l'ambiguità, l'ambiguità dell'accordo, ma in realtà ha lo stesso Fubini allo stesso scuola. Teheran non Inter non conviene poi, ovviamente tenerlo chiuso or Muzz, ma gli serve solo come strumento di pressione. L'abbiamo già letto diverse volte, cioè non è
È tutto giusto, ripeto, per carità, tutto giusto, vengono anche aggiunte altri elementi, però ecco l'impressione.
L'impressione è un po'questa.
Quando, dicevo, vengono aggiunti alcuni elementi perché Fubini, in particolare, va a prendere di nuovo il il testo dell'accordo, appunto, che era stato siglato un paio di settimane fa e no, forse anche di più di due settimane fa e nota per l'appunto queste ambiguità nel paragrafo che si occupava proprio della chiusura dell'apertura dello stretto di Hormuz ma non c'è, diciamo così molto non c'è molto altro tant'è che già a pagina 4, a pagina 5, invece il Corriere della Sera scusate ci racconta delle
Della dei funerali.
Dei funerali di fame nei finalmente si sono conclusi gli ed è stato sepolto nella sua città natale e nessuno, però ha visto il figlio mo tabacchi è stato, come sapete, nominato guida suprema al posto del padre non si è mostrato, non si è fatto sentire, non ha parlato,
E quindi resta ancora, diciamo così, una figura del tutto del tutto evanescente, mentre ecco qui e qui ci arriviamo pian pianino a pagina 6.
Di sempre, il Corriere della Sera dedica un'intera pagina a Zelenskij, con questo ritratto di Lorenzo Cremonesi, il riscatto di Zelenskij, un anno fa, dopo lo schiaffo alla casa Bianca, sembrava un leader finito, ora vola nei sondaggi e tratta da pari con mista.
E quindi, insomma, è qui che si va in realtà davvero davvero apparare.
La più o meno è, ripeto, anche la scelta che viene fatta, che viene fatta da Repubblica, anche Repubblica dedica le sue prime due pagine a Hormuz, bloccato ai rischi.
Economici con questo focus particolare su l'Europa che si spaccherebbe sugli eurobond.
Che è una proposta fatta dal governo spagnolo di nuovo debito comune per 850 miliardi di euro, questa volta Roma sarebbe d'accordo, ma i cosiddetti frugali alzano le barricate e viene sentita un'esperta, Simona Benedettini ceo, di Airways, Consulting.
Che che dice siano effettivamente il mercato è molto volatile, non siamo protetti dai rincari, insomma, va be'niente, che non non abbiamo già purtroppo visto, così come la previsione, sempre su Repubblica, che questi raid possono continuare questi combattimenti ancora per un mese e poi probabilmente si tornerà a discutere Repubblica però fa una scelta, devo dire,
Interessante rispetto al Corriere della Sera.
Perché la foto, la foto grande, diciamo così in prima pagina il Corriere della Sera, la dedica ancora alla folla dei funerali appunto per fame nei Repubblica invece, come peraltro fa anche il giornale mette appunto la foto della pistola che Erdogan ha regalato ai leader al vertice della NATO una pistola con tutta una scritta in argento.
E anche le le munizioni Ce que questo giusto perché, come aveva detto Trump giusto l'altro giorno, alla fine della conferenza stampa lui aveva avvertito tanto amore dentro la stanza in cui discutevano al vertice NATO e infatti è aperta.
Ne è allegata una pistola e va be'~hesitation, secondo il giornale, questa pistola imbarazza i potenti, in effetti è un po'così.
Perché fra l'altro
Ecco Meloni, se l'è riportati a casa, ci ci informano, ci informano le cronache mentre invece Erdogan, per esempio no, scusate Starmer Starmer e se la se la farà spedire, perché non non se la può portare non può portarla direttamente, insomma per questioni diciamo doganali.
E quindi, come come racconta Anna Lombardi, dice certo dice scoprirsi un'arma carica nella valigia diplomatica può essere insomma un problema, il premier belga Bar de veder se n'è accorta addirittura all'aeroporto, rientrando in patria, per si vede che l'appunto no non hanno aperto subito i.
Il pacco regalo, e quindi lui se n'è accorto all'aeroporto, probabilmente al metal detector gli avranno chiesto cos'è questo eroe, scherza altri invece l'hanno aperto nella capitale turca e l'hanno lasciata lì fra questi il premier britannico che Starmer, che ha provveduto a farlo sapere ai giornalisti mentre era ancora in volo verso Londra e come lui anche il cancelliere tedesco Merz e l'olandese Robby Etna invece il canadese Marconi ha preferito a lasciarsi indietro i proiettili tenendo la pistola. Mi sono reso conto che il mio dono di sciroppo d'acero, ha detto non era all'altezza
Penso la premier italiana Giorgia Meloni ha tenuto la pistola chi sarà custodita, Palazzo Chigi insieme agli altri doni di Stato e così ha fatto anche Sanchez, che ha affidato la sua alla guardia civile, e quindi questo questo è invece va, beh, insomma, questo è proprio però,
Non è che non sia Acma Concita, De Gregorio, per esempio, ci ha scritto la sua che ha dedicato la sua rubrica a questa a questa cosa, perché comunque noi ci possiamo anche ridere, però non è proprio una cosa no normale regalare una pistola non è normale ha fatto,
E quindi scrive, scrive De Gregorio che bel dono no, una pistola personalizzata.
Come i fazzoletti di una volta, con le iniziali ricamate, solo un revolver con su inciso, il nome del destinatario modello semiautomatico, da Uds sportivo, Lecco ma sportivo, in che senso per il poligono di tiro, dove andare a scaricare la tensione per le battute di caccia negli ameni, giorni liberi per il relax, comunque un kit completo di proiettili e i documenti per l'espatrio firmati dal presidente in persona il leader turco Erdogan. Ora, al di là di tutto che tutto è già stato detto, i simboli torniamo un momento del sui simboli scrive De Gregorio, cioè al linguaggio primario.
Quello che non ha bisogno di parole quello che tutti capiscono, anche se non sanno né leggere né scrivere a questo difatti servivano in origine i grandi dipinti frontoni dei palazzi delle chiese, i bassorilievi a raccontare ai popoli una storia, una parabola, una biografia, un senso chiare e una direzione
Non è che oggi, nell'inutile profluvio di parole, è inutile e dannoso e simboli abbiano smesso di funzionare, anzi lavorano in profondità come un sottotesto, non detto, ma chiaro, più chiaro di ogni spiegazione, richieste data, quindi è sostanzialmente inutile sapere cosa ne hanno fatto del revolver gli angusti di Augusto i destinatari se lo hanno lasciato in hotel buttato nel cassonetto regalato a un museo inventariato fra i regali di Stato nei magazzini eccetera eccetera quello che conta, quello che resta,
è quello che tutti capiscono, è il gesto salve amici, grazie di essere stati ai nostri ospiti nel congedarmi da voi, vi faccio dono di quel che c'è di più utile e prezioso, quello che vi serve una pistola sparate di pure, ma sportivamente mi raccomando di chi spara per uccidere è già pieno tutto attorno l'avete vista l'altroieri il povero Moffa ma dal Valle di che aveva montato uno schermo per far vedere i Mondiali di calcio in piazza a Gaza ucciso un paio di ragazzini insieme a lui che disgrazie cose che capitano voi divertitevi.
Questo scrive Concita De Gregorio, invece.
A proposito di aperture, che invece sono forse un pochino meno, diciamo quelli di maniera.
La scelta che fa il la stampa, per esempio, è interessante perché la stampa?
Apre sulla sull'arresto delle spie, anzi, sulla guerra di spie Roma, Mosca, guerra di spie al.
Tensione tra minacce e ritorsioni, perché cosa è successo che in Italia?
Espelle i diplomatici russi, i Cremlino attacca e si prepara a cacciare i nostri funzionari, il progetto segreto degli ex 007 corrotti per costruire una centrale al soldo dello zar, questo almeno sostiene per l'appunto la stampa che riporta le parole anche.
Curatore del dem durante gli arresti, allora, dopo gli arresti, scrivono fama Grignetti Lombardo, scattano le espulsioni, l'Italia sventola il cartellino rosso per due diplomatici russi, Ivan Petrovic Gorbachev e Mikhail Vasilyev, vice Ask asta Cov.
Ritenuti spie di Mosca il Cremino ribatte risponderemo, lascia intendere l'adozione di misure simili e rilancia l'Italia, non dispone di figure della levatura di Putin e Lavrov e l'ambasciatore russo Aleksej Paramonov è netto espellendo dal paese maggior numero possibile di diplomatici russi vorrebbe limitare al massimo la nostra influenza. Ma questo non è possibile. L'inchiesta della procura di Roma ha svelato una rete di spie al soldo del Cremlino e la cosa interessante al di là, cioè eccetera. C'è la cronaca, appunto, di questa espulsione, le dichiarazioni del ministro degli esteri, ma anche di di Fassino
E che si è sempre occupata di queste vicende c'è un retroscena interessante di Ilario Lombardo, che racconta del del timore del nostro governo di essere l'anello debole di una catena, tant'è vero che sostiene Ilario Lombardo, che il governo sapeva da tempo.
E sa ancora che non è finita, perché la rete dello spionaggio russo potrebbe essere esteso ovunque, come aveva avvertito appena tre giorni fa il ministro della Difesa Crosetto a margine del vertice NATO di Ankara l'intelligence è già sulle tracce degli altri contatti russi, e non solo uomini e donne.
Che sotto la copertura di diversa cittadinanza, il lavoro non al soldo di Mosca, il sospetto come un veleno, sta inquinando e Calani i canali diplomatici rimasti aperti tra Italia e Russia, portando la frattura a un punto molto critico dopo l'espulsione dei due addetti militari gobba, chef e a Sacrow, obbligati a lasciare l'Italia entro le prossime 48 ore. Il ministro degli Esteri ha convocato l'ambasciatore Paramonov. Non è la prima volta in questo caso, però dice non si tratta di censurare dichiarazioni lesive delle istituzioni italiane. Questa volta nelle carte dell'inchiesta di Roma ci sono prove evidenti. Gli atti di spionaggio, una rete di corruzione che aveva la propria cabina di regia all'Ambasciata della Federazione Russa in Italia,
è controllata da uno degli uomini più vicini a paramano off e la cosa ancora più interessante se volete
Cioè che si affianca e che spiega, è per l'appunto la storia che traccia Jacopo Iacoponi a pagina 4.
Siamo sempre sulla stampa di.
Appunto, dell'Italia, come come anello debole di una catena, scrive Iacoponi, ottant'anni di guerre sotterranee, perché l'intelligence di Mosca vede nell'Italia terra di pascolo e?
E racconta appunto ancora Iacoponi, che Roma è sempre stata uno snodo cruciale fin dai tempi della guerra fredda, gli agenti espulsi ieri venivano dalle gru, come gli avvelenatori degli Skripal.
Forse ve la ricordate, quella quella vicenda, c'è anche anche il taccuino di Sorgi, a questo punto ne parla ovviamente eh sì.
Non a caso viene impaginato esattamente nella stessa pagina, invece de dell'altro tema che è, diciamo, così, tangenziale a questa vicenda, perché quando si parla comunque di anelli deboli persone vicine.
The temi che ricorrono inevitabilmente oggi il pensiero va alla polemica che ieri era rimasta un po'sottotraccia sui sui quotidiani e poi invece era esplosa nella nella giornata, soprattutto a causa di una profonda provocazione, di un richiamo abbastanza forte di Carlo, Calenda per quelle che erano state le parole pronunciate da Conte al comizio di Napoli di cui avevamo parlato appunto come di un comizio flop,
Lasciando un po'in disparte il tema del del Comit, LEP o meglio le parole pronunciate in quel comizio, fra cui appunto quelle di Conte che sosteneva che la Russia non attribuendo le però alla.
Diciamo osservatori internazionali alla NATO, che che non fosse la Russia un rischio per per l'Europa, quando invece.
Non era esattamente così e erano state un po', diciamo, così, distorte, e allora, cosa racconta, per esempio, sorge dice che c'è un'enfasi tutta politica nelle valutazioni che accompagnano l'inchiesta sullo spionaggio russo in Italia, quasi che il nostro Paese, appunto, fosse il fianco debole dell'alleanza impegnata nella difesa ucraina che proprio martedì ha ricevuto una nuova spinta dal vertice NATO di Ankara con la conferma di Trump che gli Stati Uniti,
Continueranno a impegnarsi al fianco dei membri europei e
Dell'organizzazione, la sproporzione, è evidente, dice ancora Sorgi se si considera il peso del principale imputato italiano come fonte rispetto all'importanza delle informazioni richieste in parte trasmesse ai russi, i quali dovevano aver trovato un buon canale se, dopo l'espulsione dei loro finanziaria di dei loro scusate funzionari li avevano rimpiazzati con altri incaricati di riattivare le comunicazioni con l'Italia sembrerebbe che nel nostro Paese sia più facile che altrove, appunto, ottenere informazioni riservate.
Che riguardano la rete non solo nazionale coperto da un livello di segreto che dovrebbe essere impenetrabile, oppure si vedrà nei prossimi giorni o settimane se non si sia trattato, come altre volte in passato, di materiale meno importante di quello che sembrava arrivare a definire un quadro preciso. Visti i confini entro i quali ci si muove, non sarà facile e però necessario, però, appunto, continua ancora Sorgi. Il dubbio, perché il dubbio appunto, dice perché è necessario, perché il dubbio è che l'insistenza del governo, sulla gravità dell'accaduto, possa servire ad acuire la difficoltà dei rapporti fra Italia e Russia, giunta a livelli molto alti, non solo per la durezza delle prese di posizione di Putin e del suo ministro degli Esteri Lavrov nei confronti delle autorità italiane a cominciare da Mattarella, ma anche per spingere a venire allo scoperto il partito trasversale Putignano. Questo è scritto fra virgolette a cui, anche nella recente uscita napoletana del campo largo, ha dato voce Conte un modo per rendere più complicata la costruzione dell'alleanza di centrosinistra che ha nella politica estera e in particolare negli aiuti all'Ucraina e nel conflitto con la Russia, il maggiore elemento di inconciliabilità nella coalizione
Ovviamente non è che è stato fatto apposta questo non sto dicendo questo, ovviamente Sorgi, probabilmente però si è colta, diciamo così, l'occasione e si è approfittato subito perché lo dico, lo dico perché se noi andiamo oppure appunto a vedere questi questi i quotidiani fogli libero ma anche il giornale più libero forse ma,
E la l'insistenza con cui i toni con cui si dà conto per l'appunto del del dibattito a Napoli sono sono interessanti da questo punto di vista, che ci fanno capire, per esempio, vi vi vado giusto per titoli.
E siamo a pagina 9 di Libero Alessandro Gonzato, il conte Putin Nista devasta il campo largo a sinistra, scoppia la rissa per le sparate di Giuseppi, Calenda, attacca mezzo, Pd e sfotte Magi, che ricambia gli ex dem contro Schlein, Bonelli sta con il Movimento 5 Stelle come il generale Vannacci e,
Di questa, questa quest'articolo che occupa tutta a pagina 9, non a caso è impaginato esattamente a fianco all'articolo che racconta del governo che caccia i due spioni e la Russia che auspica un cambio di leadership, peraltro con questo articolo corredato da foto di Tajani che guarda,
Allo allo sguardo perso su all'orizzonte, non si capisce bene cosa guardano insomma guardo fisso sull'orizzonte eh eh eh.
Un disegno, una caricatura di Benni, di di Conte, di Giuseppe Conte, inversione.
E qui c'è scritto in versione più ottimista, sostanzialmente inversioni, diciamo generale, dell'Armata Rossa, con tutte le medaglie, con la falce e il martello e quindi, insomma, diciamo che proprio qui, appunto i disegnini per fare campi.
Peraltro sempre sempre a proposito appunto di strumentalizzazioni impossibili anche però qui dall'altra parte, invece è Elisa Calessi che sempre su libero, invece racconta dell'altra sinistra che può fregare il campo largo, perché è sempre riferendosi al comizio napoletano e alla contestazione che c'era stata no di Potere al Popolo a scrive comunisti, centri sociali e l'ex grillino Dibba all'assalto di Pd, Movimento 5 Stelle AWS pronti a candidarci alle politiche, mentre, Alessandro Busacca nota quello che definisce il cortocircuito nella Piazza Rossa, si accusano di fascismo pure fra loro. Durante la contestazione di Napoli, le varie anime progressiste si sono accusate a vicenda, lanciandosi epiteti del tipo squadristi fascisti. Diciamo che questa cosa, insomma, va be'
No, no, non non è una sorpresa, ecco, purtroppo lo di continuano, purtroppo non è una sorpresa, invece ecco, è andata talmente male a Napoli, comunque che almeno secondo quanto riportano diversi quotidiani, per esempio il Corriere della Sera, che, peraltro,
E invece ne approfitta a questo punto per mettere in pagina un'intervista a Renzi che a Napoli non c'era però Maria Teresa Meli, che scrive anche l'articolo relativo alla a Napoli, racconta che appunto non si può certo dire che la manifestazione del centrosinistra ristretto sia stata un successo, tant'è vero che i leader di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra stanno considerando il rinvio della seconda data, quella del 15 a Padova, o quantomeno l'ipotesi di fare un comizio al chiuso onde evitare piazza vuota e incidenti, ufficialmente l'eventuale slittamento verrà attribuito al fatto che Schlein conto e Bonelli e Fratoianni non possono assentarsi durante la battaglia parlamentare sulla legge elettorale e quindi e poi al punto aggiunge anche le polemiche legate alle parole di Conte
L'intervista a Renzi, per fargli dire ancora una volta che il campo largo non basta, non vince, non può vincere da solo, ci vuole il centrosinistra unito e quindi lui e preconizzare anche che ci saranno più liste riformiste, sostiene, vedremo, vedremo che cosa,
Come intende che cosa ci sarà a proposito intanto nel frattempo e anche Bruno Tabacci ha lasciato il Partito democratico?
E
Ha aderito al gruppo misto in realtà Tabacci, era stato eletto per impegno civico Centro democratico e aveva aderito come indipendente a Pd, però, appunto ha lasciato il Pd per andare nel gruppo misto e quindi invece, per la serie nemici a sinistra.
Claudio Bozza racconta, nella pagina a fianco del Corriere della Sera, quindi nella pagina 11, quelle che potrebbero essere le evoluzioni del partito di Di Battista e dice che per il momento dice è presto per capirlo bisognerà aspettare ottobre, nel frattempo dice propaghi pro Putin anti-casta anti media e antitutto negli ultimi tempi il fu grillino radicale Di Battista appunto,
Sta battendo palmo a palmo l'Italia con i banchini per raccogliere le firme per il referendum, per chiedere l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali l'obiettivo sono 500.000 firme, il minimo per indire appunto un referendum va, mancano 25 giorni per riuscirci mai Dibba Boys and Carol sono a buon punto un'asticella, è importante che verrà superata, che, se verrà superata, aumenterà le pressioni su Ale. Perché allora la macchina dei volontari di schierarsi? Guidata da Luca Di Giuseppe, abile e smanettone trentenne specializzato nella costruzione di campagne di comunicazione
Politica potrebbe chiedere con forza Di Battista di candidarsi, porta appunto di questa base da mezzo milione di persone, quindi bisogna vedere, appunto come va la raccolta per per il, per il referendum.
Invece, a proposito di di interviste, c'è chi, come Fratoianni, Nicola Fratoianni, intervistato da Daniela Preziosi su domani, che dice che va bene così.
E allora lo andiamo, eccolo qua a recuperare.
Fratoianni a pagina 7.
Pagina 7 dice a Napoli l'architrave dell'alternativa, non saremo moderati.
E per quello che riguarda le parole di Conte Conte, la minaccia russa alla sua risposta è peggio, le destre anti Unione europea, quindi non entra nel merito e rilancia noi incompatibili con Renzi di certo sempre una svolta coraggiosa, queste sono alcune Grassotti delle.
Domande di nelle risposte, anzi, scusate di Fratoianni e
E che che proprio rigetta qualsiasi lettura fatta finora tant'è che Preziosi inizia chiedendogli se la festa è stata appunto rovinata a Napoli è stato un flop e lui dice no, nient'affatto.
È stato quello che doveva essere l'iniziativa unitaria di forze che da tempo lavorano per costruire l'alternativa alla destra, il racconto di un fatto politico, il manifesto di una convergenza, l'architrave di un'alternativa sarà implementata, ma c'è ed è in campo eh sì, però c'era poca gente ed è stato preso molto contestato poi per carità e sia in campo,
Però, insomma, va be'~hesitation.
E tant'è che lui disse, poi incomincia a fare dei distinguo sulle contestazioni, perché dice i disoccupati a Napoli chiedono ovunque risposte, quindi, come dire, potevamo esserci noi, come chiunque altro, quanto a Potere al popolo, tutti possono contestare quel che vogliono, ma che un partito che si professa la vera sinistra,
Contesti l'opposizione della peggiore destra della storia è surreale e però tasto va fatta, bisogna bisogna prenderci, prenderci le misure, che cosa succede invece dall'altra parte, allora dall'altra B, ma non ho finito però è perché in realtà aspettate prima di andare dall'altra parte,
Devo leggervi oggi assolutamente ed editoriale, di Travaglio un pezzetto, non tutto, non esageriamo però un pezzetto, ve lo devo leggere perché è la è, come dire la la vicenda vista dall'altra parte, se diciamo così Fratoianni lo abbiamo sentito sostanzialmente poi nega i dice che è surreale questo invece il discorso che fa Travaglio è diverso perché riparte dall'Ucraina Travaglio, ma,
Quella che appunto veniva letta come una contraddizione da Calenda, lui la ribalta nell'altro senso sentite un po'.
E l'ultima piazza si spera che la prima piazza unitaria della cosiddetta coalizione progressista a Napoli fra spazi vuoti e strilli di Potere al popolo, se anche l'ultima vedere i leader insieme, è un'ossessione dei commentatori da talk, più saccenti annoiati, ma non frega nulla le persone normali,
Ansiose di liberarsi dell'Armata Branca Meloni, quindi, già smonta per l'appunto una cosa che invece si attribuisce, diciamo così, generalmente al cosiddetto popolo della sinistra, ma lui sostiene di no, anzi, secondo lui le irrita da vent'anni lo spartiacque non è più l'asse destra sinistra ma la postura nei confronti dell'establishment nazionale e internazionale élite e popolo.
L'antica distinzione ideologica è stata annullata dal tradimento del centrosinistra mondiale appecoronati alle élite su politiche antisociali e dal camuffamento della destra globale, che parla la lingua dei poveri e ne prende i voti per poi fare gli interessi dei ricchi oggi il discrimine è il riarmo e ci siamo,
Si investe sulle guerre che devono moltiplicarsi, durare il più possibile per giustificarlo e su questo la presunta coalizione progressista, come quella di destra, è spaccata 5 Stelle OS contro Pd e Italia. Viva e altre frattaglie, centriste pro e non c'è mediazione possibile. Sostiene Travaglio, che da tempo spinge appunto questa questa unione non ci sia, ma se prima era ferocemente contrario a tenere dentro anche Renzi e Italia Viva adesso, come vedete, sta allargando il perimetro, anzi restringendo cioè a seconda insomma, del vostro punto di vista o allargando restringe, comunque non c'è mediazione possibile, scrive Travaglio, Pd e centrini come Fratelli d'Italia e Forza Italia sono per armare finanziare Kiev perché combatta fino all'ultimo ucraino, a prescindere dagli ultimi rovesci, sul campo di quel poco che resta del Donbass
Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra Lega e Vannacci per ragioni molto diverse, sono contrari, poi continua, ma insomma la sua conclusione è che se il premier sarà la Schlein
E alla difesa andrà uno qualunque del Pd e su questo dice Guerrino, Guerrini Fassino Quartapelle, ma anche lo slang hanno Taruffi, la pensano allo stesso modo, non cambierà nulla, se invece il premier sarà Conte alla Difesa, andrà a un nemico del riarmo, cambierà almeno qualcosa.
Se non si scioglie questo nodo, il nodo è inutile, farsi selfie in trattoria o i comizi unitari parlando d'altro e spargendo retorica, ma i più divisi le foto puzzano di fasullo almeno quanto le parole che è contro il riarmo chieda voti contro il riarmo, chi è proprie da voti pro poi dopo le elezioni fare i conti e devo dire che nella sua brutalità,
Ha in parte ragione.
Il problema è vedere perché lui lui, diciamo, così comprende.
Tutto tutto il Pd.
Evidentemente facendo il conto, diciamo su sui voti espressi, perché per quello che riguarda invece le opinioni non sempre sono state così, diciamo tutte, allineate e coperte.
E ovviamente.
La la, la posizione di Conte in questo caso no e.
Molto più netta di quanto, peraltro, lo stesso Conte non cerchi di farla apparire perché se l'avete visto ieri sera alla 7, forse vi sarete resi conto di quanto sfugga Conte sempre a dichiarazioni definitive e ad attribuzioni in definitive, parla di uno, poi dice no, ma non parlavo di quello parlavo dell'altro mi riferivo a questo no ma mi riferivo all'altro, insomma,
Invece, in questo caso Travaglio è molto netto vi dicevo, cosa succede dall'altra parte, non moltissimo, se nonché oggi è elemento, diciamo così, che fa titolo sui giornali.
Ancora una volta, la presentazione di un palinsesto questa volta è stato quello di Mediaset e parla Piersilvio Berlusconi, il quale Pier Silvio Berlusconi.
Non diciamo così non è
Dice e qui siamo sul giornale Vannacci non è coerente con le mie idee, quindi non non sembra apprezzarlo in nessun modo, in compenso, invece, a proposito del possibile sindaco di Milano, ha detto che lui spera in un civico, quindi c'è questa questo elemento diciamo che che viene che viene sottolineato,
Che viene sottolineata da da dal dal giornale in particolare anche perché appunto non è che poi abbia detto molto, molto, molto di più e quindi questo è l'aspetto invece la tanta attenzione è davvero tanta tanta attenzione è ancora dedicata al caso Ranucci,
Ancora titolo di apertura.
Sia per il giornale che per Libero, il Giornale apre con questo titolo Giornalisti, sondaggi e trame chi voleva Ranucci, premier, grandi manovre dietro l'attentato, Lavitola che stava per fuggire in un giornale, testò il conduttore come leader di sinistra, le conferme di mieli e cappellini, Paolo Mieli e Cappellini di Repubblica.
A cui era stato fatto vedere per l'appunto questo sondaggio, sondaggio che, vi ricordo, era stato pubblicato ieri on line da domani, oggi quindi viene proposto e riproposto da tutti i giornali che se ne occupano il titolo d'apertura lo fa come dicevo il giornale, il Fatto Quotidiano Lavitola, i giornalisti e lo strano sondaggio bomba Ranucci.
Nel locale. Invece, intanto si preparava la candidatura. Mieli e cappellini vengono evidenziati, dice Valter Lavitola, li consultò sulle domande per testare il volto di Report come capo del centrosinistra, senza però il suo nome tant'è che Emilia ha detto io no, non mi ero accorto, non avevo capito che si stesse parlando di Ranucci la anche la, il anche libero torna per il terzo giorno a aprire su questo tema, ma insistendo sull'altro aspetto, cioè sul fatto che la Rai non dovrebbe mandare in onda domenica le repliche di Report, viale Mazzini scrive libero, non blocca Ranucci domenica, salvo svolte nelle indagini, la replica di Report andrà in onda, nonostante le ombre sulla bomba Fratelli d'Italia protesta i progressisti mollano Sigfrido, così scrive Pietro Senaldi perché fanno notare, come per l'appunto ieri ci fosse un tra fede, il ladro, la rubrica, quella quotidiana che c'è in il caffè di Gramellini, nell'avesse dedicato
Ah, ah, Lavitola e Ranucci in realtà, appunto, Gramellini, scriveva che.
E insomma, è qualcuno, magari in un'altra condizione, avrebbe chiesto conto del di questa strana amicizia fra i due no eh?
E poi viene messo anche Urbano Cairo perché ieri l'avevo, l'avevo anche letto no, quando gli avevano fatto la domanda, se prenderebbe Ranucci e Cairo aveva detto no, non non mi interessa, per carità, quindi in questo senso l'articolo giornali, tv e partiti tutti mollano Ranucci viene anche presa in considerazione Schlein che non si sarebbe espressa, non non avrebbe parlato mentre invece quindi questo questo è un coté l'altro cotè, come vi dicevo appunto quello invece relativo a candidatura.
A questo punto attentato viene sviluppato molto da da giornali, stanno pagina 2, pagina 3 successiva.
E c'è un.
Non intervento successiva, perché già a pagina 4, per esempio, viene viene intervistato Gaeta, Giangaetano, Bellavia commercialista, settantun anni da molto tempo, lavora come consulente per molte procure questa l'intervista di Hoara Borselli che lo presenta nella scorsa primavera balzò all'attenzione dei giornali e tv per una vicenda di file con documenti nelle procure trafugati dal suo ufficio fu messo sotto indagine ma lui ha sempre proclamato la sua estraneità ai fatti, Bellavia però,
Non collabora solo con le Procure, ma anche molti altri clienti clienti, tra i quali la trasmissione di Rai3 Report condotta da Fini da sì, scusate stamattina, sono abbastanza da Sigfrido Ranucci, vittima qualche mese fa di un attentato e e appunto il mandante dice oggi si scopre potrebbe essere Valter Lavitola,
Di lui si dice un faccendiere, quindi borselli chiede a Bellavia lei è sorpreso della notizia che Ranucci era amico di Lavitola sorpreso lui dice allibito e qui dice perché, ma scusi lei, giornalista d'inchiesta, diventerebbe con facilità amica di un notissimo cancelliere,
E notizie però è certa, dice certo uno, gli amici se li sceglie come vuole, certo, poi noi abbiamo il diritto di sorprenderci perché stranito ognuno sa quanto sia difficile il lavoro di un giornalista investigativo, Ranucci, però.
Non lo è più, dirige un programma televisivo molto complesso, non è lui che fa giornalismo investigativo, ha una redazione di almeno 25 persone, credo, sono loro che fanno la ricerca, le indagini, quindi già come dire si va a parare a smontare e intanto la figura di di Ranucci e poi va be'Zamagni se è unilaterale non ha mai fatto servizi sui magistrati, non è lui che fa le inchieste e invece, sempre per rimanere sul Giornale, Filippo Facci per l'appunto spiega la bomba dicendo lo stanno.
Pensando tutti e perciò tanto vale scriverlo che la bomba era vera, ma che l'attentato era falso, che non doveva far male, che doveva solo essere scenografico, quanto fosse bastato, infatti dice è bastato, ma non è soltanto una boutade da buttar lì, durante un talk show ad autorizzare la congettura è innanzitutto il percorso che investigatori e i giudici hanno compiuto sino a oggi. Il Gip di Roma, per cominciare il 30 giugno, ha escluso l'accusa di strage contestata dall'antimafia, ma non perché l'episodio fosse lieve, anzi, la definito di eccezionale gravità intimidatoria
Ma appunto ha scritto intimidatoria e poi ha aggiunto che le modalità di collocazione dell'ordigno non consentono di acclarare la finalità di uccidere. Come emerge la prova della volontà, cioè dice non emerge la prova della volontà e questo spiega perché il potenziale stragista Valter Lavitola è a piede libero e non è neppure ai domiciliari. La scientifica dei carabinieri ha ipotizzato un ordigno al massimo di 200 400 grammi con gelatina, da cava che era un esplosivo serio perché doveva sembrarlo, ma in quantità relativamente contenuta, come ha notato anche il giudice e poi dice non l'hanno piazzato sotto il pianale delle auto e neanche vicino alla parte posteriore dove stanno i serbatoi l'hanno messo davanti alla ruota anteriore, la casa non è a ridosso del muro della deflagrazione, la strada era deserta, gli attentatori erano appostati per controllare che non passasse nessuno, ergo posizioni dell'ordigno auto vuote, strada deserta, tutto porta a pensare che si volesse spaventare e non uccidere. L'ordigno era miccia e non ha telecomando un innesco da scena controllata, non da agguato chirurgico, e tutto questo appunto perché l'obiettivo era di, diciamo così, rendere martire lo scrive Filippo Facci, era una bomba non per uccidere, ma per costruire un martire,
E poi, eventualmente anche lanciarlo, lanciarlo in politica, questo questo è Ranucci, viene intervistato ancora una volta dal Corriere della Sera.
Lo troviamo intervistato dal Corriere della Sera a pagina 9 e da Ilaria, Sacchettoni e anche Ilaria Sacchettoni, lui racconta a peraltro Guido Ruotolo, dice che probabilmente li ha, li ha presentati lui l'1 o l'altro Lavitola a Ranucci, probabilmente è vero, lo dice va be'e, quindi qual è il problema per carità,
Ho ricevuto richieste, ma non mi candido, quindi.
Ci che ci diede qualche dritta, lo aiutai sul carbon credit, allora di cosa sta parlando, andiamo con ordine Sigfrido Ranucci non ha letto l'intera rassegna stampa sui quotidiani, assicura tuttavia accetta di replicare agli interrogativi posti dal quotidiano nel centrodestra, la verità di ieri,
Qui si legge che il conduttore di Report avrebbe conosciuto, è approvata appunto un sondaggio elaborato da Valter Lavitola sulla sua popolarità, l'avevamo visto e poi appunto domani lo ha, lo ha pubblicato on line e oggi lo riprende anche sul cartaceo, ovviamente.
È una ricerca che avrebbe avuto l'obiettivo di promuovere la candidatura di un popolare giornalista d'inchiesta fra le fila del centrosinistra Ranucci, voleva entrare in politica balle dice non ho mai voluto, per quale motivo non ha scoraggiato il suo amico Lavitola che le proponeva sondaggi d'opinione Lavitola non aveva bisogno che lo scoraggiasse. Sapeva bene che non mi sarei candidato e perché mai essere interessata a questa iniziativa, secondo lei forse cercava di accreditarsi verso altri, lei sembra qua quando dicevano io sarò il tuo se. Gianni Letta, va detto,
Forse forse era lui che si voleva accreditare che cercava un posto, chissà poi, comunque lei sembra non credere alle cose lineari, ai magistrati, ad esempio, ha detto che la bomba.
Avrebbe potuto essere un messaggio per interposta persona, lo pensa tuttora, e lui dice sì, penso ancora si volesse interrompere un flusso di informazioni nei confronti di Report e quindi qual è, a suo avviso la pista in questa vicenda? Penso che la più sensata sia quella relativa al servizio che ha riguardato la società Cantiere Navale, Vittoria che ha una storia insomma di motovedette, eccetera, eccetera quindi lui no, non non non ritiene, insomma, che che la politica e quindi ovviamente Lavitola c'entrano assolutamente nulla
E conferma, dice non ho ceduto alle lusinghe di tutti gli schieramenti, Centrosinistra Centrodestra, movimenti la mia risposta è la stessa data, Francesco Filini di Fratelli d'Italia, in una circostanza non mi candido perché se mi eleggono mi tocca finire nella Commissione di Vigilanza Rai tutti la corteggiano quindi corteggiano Report insomma, però, come vedete conti, lui continua a negare.
E quando ancora beh gli viene chiesto conto del suo rapporto con Lavitola?
Perché, insomma, fa notare Sacchettoni. Lei è un conduttore del maggior programma d'inchiesta italiano, lui, un pluripregiudicato, lui risponde, ci sono tre aspetti. Primo, volevo realizzare un'intervista a Marcello dell'Utri.
Che prenota appunto Sacchettoni è stato il braccio destro di Silvio Berlusconi, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e lui avrebbe potuto darmi una mano secondo una certa tenerezza verso questo padre di un figlio con autismo, lo misi in contatto con mia figlia psicologa per un possibile aiuto ma esisteva poi un terzo motivo una varietà di interessi giornalistici comuni peraltro Lavitola.
Già consulente di Finmeccanica, l'attuale Leonardo, ci diede qualche dritta proprio per realizzare quella puntata sui cantieri alla quale accennavo, ma Koldo, colgo l'occasione per denunciare infine la grande ipocrisia italiana quale il cellullare di Lavitola compare nelle agendine di tutti i direttori di giornali italiani, a me appunto fu presentato da Guido Ruotolo.
Proprio nel suo ristorante Queen's Lavitola trae la conclusione Sacchettoni, è perfettamente sdoganato tra i media italiani, malgrado il suo nutrito clou curriculum personale, tutti dice Ranucci, vanno in quel ristorante.
Si presenterà a questo punto al pm sono a disposizione, lo sono sempre stato, l'ipotesi dell'attentato in stile Trump, invece dice è un peccato abbia sempre rifiutato di candidarmi, non regge, quindi chiude, diciamo in qualche modo, ma,
Ovviamente non è non è affatto affatto chiusa questa storia e appunto, a proposito di rassegna stampa c'è c'è davvero molto ancora da, ci sarebbe ancora molto da leggere, ma insomma, non non è, non è possibile guardarli tutti gli articoli, vi segnalo che, per esempio il fatto batte la pista dell'inchiesta e a caccia del camerunense che avrebbe fatto da intermediario fra Lavitola e quelli che hanno messo direttamente la bomba insomma,
Ripeto, trovate trovate veramente veramente di tutto, invece
Gates, quello che ecco dobbiamo, seppur sicuramente recuperare, è un accenno che fa Ranucci, che dice se mi fossi candidato e quindi dava per scontato, ovviamente, che non avrebbero eletto, sarei dovuto finire nella commissione di Vigilanza Rai e io questa mattina mi stavo giusto chiedendo che fine avessero fatto tutte le polemiche legate alla commissione si erano dimessi l'altro giorno hanno anche questo estesi sparito, diciamo così, dalla faccia della
Dai nostri giornali e invece mentre sfogliavo per l'appunto l'Espresso
Per guardare anche l'articolo di Corleone sono incappata in Sebastiano Messina, il quale Sebastiano Messina ne scrive della Commissione, ma scrivono una cosa che sostanzialmente secondo me è assolutamente condivisibile, perché nella nella sua, anche lui nella sua rubrica,
Personaggi e interpreti, Scribe, pluralismo, Rai, una commedia degli equivoci.
E la notizia è che la Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, dopo il ritiro dei commissari dell'opposizione, è di fatto evaporata. La vera notizia, però, è un'altra, ci siamo accorti della differenza. È una domanda perfida mai inevitabile, perché il sospetto è che la Commissione di vigilanza si è diventata da tempo una di quelle istituzioni che continuano a esistere e soprattutto per inerzia, come le cabine telefoniche sopra vissute all'era degli smartphone. Le guardi con un certo affetto, ma fatichi a ricordare l'ultima volta che siano servite davvero quando nacque nel 75 la Commissione, non le cabine aveva un senso preciso. Il controllo sulla Rai passava dal governo al Parlamento per garantire il pluralismo. Erano gli anni della lottizzazione dichiarata discutibile ma almeno comprensibile, una rete alla Dc, uno ai socialisti, una, i comunisti
Un sistema imperfetto, persino sgradevole, che però rispondeva un'idea, nessuno deve prendersi tutto, poi i partiti sono aumentati, le identità si sono sbiadite, le correnti si sono moltiplicate e il pluralismo è diventata una parola buona per tutte le stagioni, soprattutto per quelle in cui non si pratica così la Commissione ha continuato a riunirsi e discutere, protestare, votare, ma intanto la Rai cambiava pelle, seguendo con ammirevole puntualità il colore del Governo. L'ultima stagione è soltanto la più esplicita e poi continua, ma insomma, il senso. Questa volta
Di insomma, mi sembra un senso chiarirsi allora detto questo, visto che stiamo parlando della commissione Rai, cominciava a parlare un po'di informazione, come vi dicevo, le notizie sono ah e Orfeo è passato al quotidiano nazionale.
C'è un comunicato, ovviamente, sul quotidiano nazionale, a pagina 23, che racconta che dal prossimo 9 settembre Orfeo sarà il direttore editoriale del gruppo, Resto del Carlino, Nazione Giorno.
E che lo ha voluto il nuovo, i nuovi editore, perché c'è anche il nuovo editore in un certo senso relativamente, ma insomma signi Leonardo Maria Del Vecchio.
E l'amministratore delegato e che insomma, quindi, farà con loro questo percorso di crescita, eccetera, eccetera, e resta Agnese Pini il.
Orfeo se ne va, come vi dicevo, da Repubblica e allora, se in tanti giornali, nel dare la notizia, aprono anche il toto direttore e fra i papabili, diciamo si fa il nome di Fittipaldi che al momento è al domani ma anche di Claudio Tito che corrispondente da Bruxelles nonché vicedirettore e insomma ce n'è ce n'è diversi manca anche dello stesso Cappellini non dimentichiamocelo domani a pagina 8, se ne occupa di questa.
Di questa storia, perché con un articolone, quindi non altra filetto come in altri in altri quotidiani, ma domani dedica un articolone a firma di Stefano Iannaccone la Repubblica, senza pace, Orfeo, si dimette fra il rilancio, rivendita, il futuro è incerto.
Il direttore, appunto, va cu n dubbi sul destino del giornale, non di Cohen di Repubblica, che può perdere altri 30 milioni quest'anno e c'è chi ipotizza la creazione di una bad company, quindi la tentazione skipper, fra l'altro Jenna come potrebbe essere la formazione di una bad company, una parte su cui puntare di meno come la carta con Repubblica capofila, il giornale continua a perdere attualmente ha debiti in pancia pregressi per circa 120 milioni di euro e le previsioni sono di una perdita di altri 30 milioni di euro per l'anno in corso e quindi di nuovo editore Greco. Praticamente c'è un nuovo editore Greco. Potrebbe anche non gradire, ci sono sul due e sul dubbio, invece
Si parla, si parla sul dubbio di.
Dell'Unità adesso lo lo recupero in dubbio.
Spero eccolo qua, eccolo qua, si fa si riparla dell'Unità perché?
Il dubbio si è fatto di Lehmann, anzi Paolo Delgado, e si è fatto una domanda, e cioè perché Schlein vuole l'unità, sapete che titolari, eravamo rimasti no a questa trattativa saltata, o almeno così diceva Romeo l'editore del del del.
Dell'Unità,
Mentre invece l'unità diceva il Pd diceva no no, ma noi in realtà non lo vorremmo e allora Delgado dice, ma perché il Pd ora vuole l'unità a cose e soprattutto a chi serve la storica testata fondata da Antonio Gramsci, come finirà?
Trattative non si sa però appunto sostiene, sostiene Delgado.
Che
Peraltro dice queste trattative, se non fosse stato per per Romeo di queste non avremmo saputo niente, cioè il Pd le stava conducendo, diciamo così in sordina
Scrive a un certo punto, in apparenza il Pd è il campo largo, non avrebbero gran bisogno di sostegno mediatico. Repubblica è sempre stata un giornale sostanzialmente amico eh. Sì, però vai a vedere se continuerà a esserlo, nei quali sarà il suo futuro. Abbiamo appena letto il fatto, pur molto vicino all'essere una sorta di house organ del Movimento 5 Stelle, tira comunque con tutte le sue forze a favore del campo e però con tutti i distinguo del caso distinguo del caso, la 7, che in materia di informazione politica una rete egemone e talvolta più interessata a fare campagna elettorale per il centrosinistra che informazione tout-court l'Unità si è ritagliata, io non commento e l'unità si è ritagliata con la direzione di Piero Sansonetti, uno spazio e un ruolo ben identificato e che si andavano consolidando, ma non è ancora una testata tanto diffuse letta da spiegare. L'interesse del Pd, la domanda
La scusate. La chiave sta nella risposta alla domanda a proposito di chi abbia appunto bisogno di un quotidiani, e la risposta non può essere che Elly Schlein. La segretaria sa benissimo, come del resto ha detto apertamente che una parte sostanziosa dell'establishment, che pure mira a un governo di centrosinistra, non vuole che a guidare quel governo, sia lei e quindi da lì la ne deriverebbe. L'interesse per avere una testata in qualche modo vicino o in qualche modo amica,
Molto triste questo questo uso per l'appunto dei giornali, quest'uso politico, ma non è certo una novità.
Peraltro appunto
Non è ah, e poi a proposito c'è o c'è un altro nome ancora che è passato questa volta invece al giornale.
Però
Che è quello di Lirio, Abbate però sul giornale, ecco qua, a pagina 5 sul giornale, a pagina 5, se ne fa si parla della
Del del del passaggio.
Eh, sì, racconta che.
In realtà si parla del passaggio di Orfeo e si dice che ah, ecco, c'è un'altra, un'altra, un altro nome, anche quello di Annalisa Cuzzocrea come possibile nuova direttrice di Repubblica, e invece non si fa nessuna menzione, appunto, del del quest'altro passaggio di cui si diceva del giornale però va bene.
Formalizzeranno forse, ma non come direttore, semmai come condirettore insieme a Cerno questo questo, almeno era quello che che risultava bene.
Di in realtà della della diossina, vi ovvio ha già detto, quindi a questo punto direi che possiamo dare per per Letta
Mentre mentre invece non c'è, ma, ahimè, ecco vi volevo fare giusto questa segnalazione, questa due segnalazioni, intanto Avvenire che si occupa della legge sulla caccia
Perché
è un tema, è un altro tema est, ecco questo sì, sicuramente molto trasversale,
Dove la povera Brambilla che Maria Vittoria Brambilla, che si è sempre spesa a favore degli animali, invece, e che quindi contrarissima a questo disegno di legge sulla questa legge sulla caccia, lamenta di essere vittima di minacce di ogni tipo, eccetera, eccetera. Però, insomma, dice lei, lei continua ad andare avanti, ma
è un'intera pagina, quella che Avvenire dedica a questa vicenda,
è quello che mi ha interessato e incuriosito è stata che vengono sentiti, viene sentito il presidente di Arcicaccia, che quindi è sicuramente un cacciatore, peraltro dichiara e lì c'è un'occasione persa lo dico da questo si chiama questo signore si chiama Christian Maffei e dice perché questa riforma fa solo dei dei piccoli aggiustamenti non risolve i veri problemi, il resto è scontro ideologico e però amplia molto la platea, appunto degli animali che possono essere cacciati e il tempo in cui possono essere cacciati. Tant'è che lui dice e nessuno di noi aveva chiesto di sparare dappertutto. Piuttosto andava affrontato il nodo dei danni all'agricoltura. Serve una strategia nazionale sui calendari e sogni ungulati, cioè sui cinghiali, che di danni ne fanno tanto bene. Mi fermo. Mi fermo qui
E non c'è molto altro da da aggiungere oggi, se non.
Sì, no dai c'erano già una segnalazione.
Sul CAL, sul caldo, ma fatta.
Anche questa sta diventando, ma ormai l'abbiamo visto tema di di polemica politica e quindi va bene però.
Semmai, semmai, è più interessante tutto quello che riguarda l'intervento del presidente dell'Inps e Gabriele Fava, che ha lanciato una proposta di una piattaforma strategica per contrastare l'inverno demografico, sennonché, appunto, si è scoperto sostanzialmente che lo smartworking e,
Fa aumentare quel minimo la natalità, cioè le donne che fanno smart working hanno fatto qualche figlio in più e non è una sorpresa nel senso che, se non devi correre da una parte all'altra della città e non hai orari impossibili e poi stare a casa questo da una parte sicuramente tipo of analizzare ma dall'altra soprattutto all'inizio quando i bambini sono piccoli chi ti aiuta non c'è dubbio e quindi insomma, però anche questo aspetto viene viene viene strumentalizzato.
Et e ne trovate traccia anche di questo sui giornali, invece io alle 8:59 direi che proprio mi devo fermare
Fermare per davvero, come sapete, e come probabilmente appunto, avrete ormai anche.
Capito dalla lettura, ieri, nell'articolo di Sofri,
E non posso dire veramente nulla di più, non posso, se non grazie grazie davvero a tutti i
Io penso di essere stata fortunata perché ho fatto per alcuni anni una delle cose per me più piacevoli, divertenti, interessante, belle che professionalmente potessi mai augurarmi di fare, e quindi ritengo davvero che sia stata una grandissima fortuna, non perdiamoci di vista.
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