13 LUG 2026
intervista

Israele mille giorni dopo il 7 ottobre. Intervista ad Antonio Picasso

INTERVISTA | di Roberta Jannuzzi - Radio - 11:23 Durata: 14 min 59 sec
A cura di Delfina Steri
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Antonio Picasso, giornalista, firma del Riformista, è stato inviato in Medio Oriente e Asia centrale, racconta il viaggio della delegazione di giornalisti italiani che dal 5 al 10 luglio ha visitato Israele, dai kibbutz al confine con Gaza al sito del Nova festival fino alla frontiera nord.

Picasso descrive una Gerusalemme più aperta e vivace del previsto, che si sta "tel-avivizzando", e un Paese dove i conti con il 7 ottobre non sono chiusi: circa un milione di persone convive con un disturbo post traumatico, mentre lo stato di guerra prosegue.

Sull'incontro con George Deek, inviato speciale
per i cristiani nel mondo, osserva che la nomina smentisce l'idea di un Paese sempre più esclusivamente ebraico e legge il caso Pizzaballa come un malinteso nei giorni del coprifuoco nella Città vecchia.

Sul clima politico, a tre mesi dalle elezioni del 27 ottobre, nota l'assenza di una campagna elettorale visibile per le strade.

Sull'Iran, riferisce il consenso degli analisti israeliani sull'inopportunità di un "terzo tempo" prima del voto, e spiega il cambio di dottrina dopo il 7 ottobre - da contenimento e deterrenza a prevenzione e distanziamento - che tiene Tsahal nel Libano del Sud in attesa che l'esercito libanese prenda posizione sul terreno.

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