Seduta pomeridiana All'ordine del giorno: 1) Richiesta ai sensi dell'art.
45 dei Consiglieri Resta, Rossi, D'Angelo, Cassano e Natoli 2) Incarichi extragiudiziari 3) Ricorso 4) Nota del 30/10/2001 con cui la Regione comunica che si terrà a Trento un convegno sui reati devoluti alla competenza penale del Giudice di pace 5) Chiarimenti sul termine della precedente attività 6) Ricorsi 7) Incontro di studi: in collaborazione con l'ISVAP 8) Corsi di aggiornamento professionale per Magistrati per l'anno 2002: incontri di studi nell'ambito del programma "Falcone europeo" 9) Iniziative di carattere … internazionale e comunitario: nota della d.ssa Fendink: programmaGropius 10) Formazione europea: nota della Corte danese per un seminario: programma Gropius 11) Concorsi: nota dell'Avvocatura generale dello Stato 12) Modifica dell'art.
27 Il CSM nelle agenzie di stampa RIFORMA CSM: IN PLENUM DOCUMENTO SU RIDUZIONE MEMBRI SI PROPONE 'BOCCIATURA', DISCUSSIONE DOMANI O MERCOLEDI' Roma, 6 feb.
- (Adnkronos) - Il Csm discutera' domani, o al massimo mercoledi' prossimo, la scelta di ridurre da 30 a 21 il numero dei componenti dell'organo di autogoverno della magistratura.
Una scelta contestata finora dai singoli consiglieri, ma contro la quale ora e' pronto un documento firmato dai rappresentanti di tutti i gruppi togati (Rossi per Md, Cassano per Mi, D'Angelo per Unicost e Natoli per Mr) e dal laico di sinistra Eligio Resta.
Ribadendo il ''pieno rispetto della sovranita' del Parlamento'' e spiegando di essere ''mossi solo da un interesse istituzionale'', i 5 consiglieri propongono di dare un ''parere urgente'' sulla questione al ministro della Giustizia Roberto Castelli.
La scelta di ridurre il numero dei componenti del Csm, si avverte nel documento, ha ''inevitabilmente'' l'effetto di ''ridurre l'efficienza dell'organo di autogoverno della magistratura'': cio' avrebbe ''riflessi dannosi per l'intera amministrazione della giustizia perche' si tornerebbe alla composizione del Consiglio degli anni '50 e '60 senza tener conto che nel frattempo il numero dei magistrati e' piu' che raddoppiato''.
Oggi i magistrati ordinari sono 9.033 e 11.416 quelli onorari, viene ricordato.
Tanto piu' che ''i paventati contraccolpi negativi sull'efficienza non sarebbero scongiurati neppure da una successiva riforma dei consigli giudiziari''.
''CONTRASTA CON EFFICIENZA, RIFORMA CONSIGLI GIUDIZIARI NON AIUTA'' (Adnkronos) - Infatti, seppure il progetto di decentrare alcune funzioni amministrative ai consigli giudiziari viene considerato ''utile e positivo'', c'e' comunque ''un limite nel dettato dell'articolo 105 della Costituzione che -viene sottolineato- assegna al Csm i provvedimenti in materia di status dei magistrati''.
Ma c'e' anche un problema di tempi.
Mentre la riduzione dei membri del Csm sarebbe ''immediata'', si legge ancora nel documento proposto, il decentramento di funzioni ''sarebbe rimesso ad una riforma 'successiva'''.
''Nella migliore delle ipotesi -si avverte- lo scarto temporale tra le due leggi di riforma rischierebbe di generare tempi non ragionevoli di definizione delle procedure amministrative e un arretrato dannoso e difficile da smaltire''.
La riduzione dei componenti laici e togati non si pone solo ''in contrasto con l'obiettivo di una maggiore efficienza'', viene segnalato ancora nel documento.
La scelta avrebbe infatti anche ''un'altra innegabile ricaduta negativa: ridurre la pluralita' di apporti e di esperienze presenti nel Consiglio, rendendolo meno rappresentativo del mondo della magistratura e della cultura giuridica universitaria e forense''.
RIFORMA CSM: POLO CONTESTA DOCUMENTO SU NUMEROSERIO, SCELTA 21 E' CONGRUA SE CI SI LIMITA A PROPRIE ATTRIBUZIONI Roma, 6 feb.
- (Adnkronos) - ''Non condivido ne' nel merito ne' nel metodo il documento proposto''.
Il consigliere laico del Polo Mario Serio contesta l'iniziativa di cui si sono fatti promotori cinque colleghi in rappresentanza di tutti i gruppi togati e dei laici di centrosinistra: segnalare i rischi della riduzione del numero dei componenti del Csm.
Un documento del quale il plenum discutera' domani.
Serio contesta il metodo, ''perche' -spiega- si tratta di rendere l'ennesimo parere non richiesto al Parlamento, salvo poi lamentarsi che questi pareri ne' richiesti ne' desiderati vengono puntualmente ignorati''.
Ma anche il merito del documento.
''E' stata solo la ipertrofia dei compiti autoassegnatisi dal Csm, anche all'esterno di quelli fissati dalla Costituzione, a determinare l'incremento del numero dei componenti'', sostiene.
''Il numero di 21 e' congruo -osserva Serio- se il Consiglio si limitera' ad esercitare solo le proprie attribuzioni e se contemporaneamente sara' condotta in porto l'opportuna opera di devoluzione di alcune materie ai consigli giudiziari riformati''.
In ogni caso, aggiunge il consigliere di Fi, ''non credo che questo ennesimo documento possa produrre effetti utili e soprattutto che possa davvero spiegare le ragioni per le quali ad una maggiore consistenza numerica dell'organo debba corrispondere anche una migliore qualita' del prodotto''.
CSM: TRIBUNALE SOLO SULLA CARTA, REVOCATE NOMINE DIRIGENTI (ANSA) - ROMA, 6 FEB - A due anni dalla sua istituzione il tribunale metropolitano di Giugliano e la relativa procura esistono solo sulla carta.
Non e' stata ancora avviata alcuna attivita' perche' manca una sede.
Prendendo atto di questa situazione il plenum del Csm ha revocato su richiesta degli interessati la nomina del presidente di quell'ufficio giudiziario e del procuratore della stessa sede.
Si tratta di Luigi Mastrominico e di Roberto Bochicchio che erano stati nominati piu' di un anno fa dal Csm ma che non hanno mai potuto svolgere le funzioni loro assegnate.
A spingere il Csm - che piu' volte aveva sollecitato una soluzione del caso - a compiere il passo estremo una recente comunicazione con cui il ministro Castelli ha fatto sapere che non era possibile assicurare l'avvio dell'attivita' giudiziaria ''in tempi brevi e ragionevoli'', non essendoci nel territorio comunale uno stabile adeguato ad ospitare i nuovi uffici sia pure in via provvisoria, ne' essendo state avviate le procedure amministrative per una nuova costruzione.
E cosi' il Csm ha dovuto revocare la propria precedente decisione, preso atto che la nomina di quei dirigenti era ''sostanzialmente vanificata dall'impossibilita' di prevedere la data di entrata in funzione degli uffici giudiziari''.
45 dei Consiglieri Resta, Rossi, D'Angelo, Cassano e Natoli 2) Incarichi extragiudiziari 3) Ricorso 4) Nota del 30/10/2001 con cui la Regione comunica che si terrà a Trento un convegno sui reati devoluti alla competenza penale del Giudice di pace 5) Chiarimenti sul termine della precedente attività 6) Ricorsi 7) Incontro di studi: in collaborazione con l'ISVAP 8) Corsi di aggiornamento professionale per Magistrati per l'anno 2002: incontri di studi nell'ambito del programma "Falcone europeo" 9) Iniziative di carattere … internazionale e comunitario: nota della d.ssa Fendink: programmaGropius 10) Formazione europea: nota della Corte danese per un seminario: programma Gropius 11) Concorsi: nota dell'Avvocatura generale dello Stato 12) Modifica dell'art.
27 Il CSM nelle agenzie di stampa RIFORMA CSM: IN PLENUM DOCUMENTO SU RIDUZIONE MEMBRI SI PROPONE 'BOCCIATURA', DISCUSSIONE DOMANI O MERCOLEDI' Roma, 6 feb.
- (Adnkronos) - Il Csm discutera' domani, o al massimo mercoledi' prossimo, la scelta di ridurre da 30 a 21 il numero dei componenti dell'organo di autogoverno della magistratura.
Una scelta contestata finora dai singoli consiglieri, ma contro la quale ora e' pronto un documento firmato dai rappresentanti di tutti i gruppi togati (Rossi per Md, Cassano per Mi, D'Angelo per Unicost e Natoli per Mr) e dal laico di sinistra Eligio Resta.
Ribadendo il ''pieno rispetto della sovranita' del Parlamento'' e spiegando di essere ''mossi solo da un interesse istituzionale'', i 5 consiglieri propongono di dare un ''parere urgente'' sulla questione al ministro della Giustizia Roberto Castelli.
La scelta di ridurre il numero dei componenti del Csm, si avverte nel documento, ha ''inevitabilmente'' l'effetto di ''ridurre l'efficienza dell'organo di autogoverno della magistratura'': cio' avrebbe ''riflessi dannosi per l'intera amministrazione della giustizia perche' si tornerebbe alla composizione del Consiglio degli anni '50 e '60 senza tener conto che nel frattempo il numero dei magistrati e' piu' che raddoppiato''.
Oggi i magistrati ordinari sono 9.033 e 11.416 quelli onorari, viene ricordato.
Tanto piu' che ''i paventati contraccolpi negativi sull'efficienza non sarebbero scongiurati neppure da una successiva riforma dei consigli giudiziari''.
''CONTRASTA CON EFFICIENZA, RIFORMA CONSIGLI GIUDIZIARI NON AIUTA'' (Adnkronos) - Infatti, seppure il progetto di decentrare alcune funzioni amministrative ai consigli giudiziari viene considerato ''utile e positivo'', c'e' comunque ''un limite nel dettato dell'articolo 105 della Costituzione che -viene sottolineato- assegna al Csm i provvedimenti in materia di status dei magistrati''.
Ma c'e' anche un problema di tempi.
Mentre la riduzione dei membri del Csm sarebbe ''immediata'', si legge ancora nel documento proposto, il decentramento di funzioni ''sarebbe rimesso ad una riforma 'successiva'''.
''Nella migliore delle ipotesi -si avverte- lo scarto temporale tra le due leggi di riforma rischierebbe di generare tempi non ragionevoli di definizione delle procedure amministrative e un arretrato dannoso e difficile da smaltire''.
La riduzione dei componenti laici e togati non si pone solo ''in contrasto con l'obiettivo di una maggiore efficienza'', viene segnalato ancora nel documento.
La scelta avrebbe infatti anche ''un'altra innegabile ricaduta negativa: ridurre la pluralita' di apporti e di esperienze presenti nel Consiglio, rendendolo meno rappresentativo del mondo della magistratura e della cultura giuridica universitaria e forense''.
RIFORMA CSM: POLO CONTESTA DOCUMENTO SU NUMEROSERIO, SCELTA 21 E' CONGRUA SE CI SI LIMITA A PROPRIE ATTRIBUZIONI Roma, 6 feb.
- (Adnkronos) - ''Non condivido ne' nel merito ne' nel metodo il documento proposto''.
Il consigliere laico del Polo Mario Serio contesta l'iniziativa di cui si sono fatti promotori cinque colleghi in rappresentanza di tutti i gruppi togati e dei laici di centrosinistra: segnalare i rischi della riduzione del numero dei componenti del Csm.
Un documento del quale il plenum discutera' domani.
Serio contesta il metodo, ''perche' -spiega- si tratta di rendere l'ennesimo parere non richiesto al Parlamento, salvo poi lamentarsi che questi pareri ne' richiesti ne' desiderati vengono puntualmente ignorati''.
Ma anche il merito del documento.
''E' stata solo la ipertrofia dei compiti autoassegnatisi dal Csm, anche all'esterno di quelli fissati dalla Costituzione, a determinare l'incremento del numero dei componenti'', sostiene.
''Il numero di 21 e' congruo -osserva Serio- se il Consiglio si limitera' ad esercitare solo le proprie attribuzioni e se contemporaneamente sara' condotta in porto l'opportuna opera di devoluzione di alcune materie ai consigli giudiziari riformati''.
In ogni caso, aggiunge il consigliere di Fi, ''non credo che questo ennesimo documento possa produrre effetti utili e soprattutto che possa davvero spiegare le ragioni per le quali ad una maggiore consistenza numerica dell'organo debba corrispondere anche una migliore qualita' del prodotto''.
CSM: TRIBUNALE SOLO SULLA CARTA, REVOCATE NOMINE DIRIGENTI (ANSA) - ROMA, 6 FEB - A due anni dalla sua istituzione il tribunale metropolitano di Giugliano e la relativa procura esistono solo sulla carta.
Non e' stata ancora avviata alcuna attivita' perche' manca una sede.
Prendendo atto di questa situazione il plenum del Csm ha revocato su richiesta degli interessati la nomina del presidente di quell'ufficio giudiziario e del procuratore della stessa sede.
Si tratta di Luigi Mastrominico e di Roberto Bochicchio che erano stati nominati piu' di un anno fa dal Csm ma che non hanno mai potuto svolgere le funzioni loro assegnate.
A spingere il Csm - che piu' volte aveva sollecitato una soluzione del caso - a compiere il passo estremo una recente comunicazione con cui il ministro Castelli ha fatto sapere che non era possibile assicurare l'avvio dell'attivita' giudiziaria ''in tempi brevi e ragionevoli'', non essendoci nel territorio comunale uno stabile adeguato ad ospitare i nuovi uffici sia pure in via provvisoria, ne' essendo state avviate le procedure amministrative per una nuova costruzione.
E cosi' il Csm ha dovuto revocare la propria precedente decisione, preso atto che la nomina di quei dirigenti era ''sostanzialmente vanificata dall'impossibilita' di prevedere la data di entrata in funzione degli uffici giudiziari''.
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