Speciale Giustizia
Buonasera a tutti da Lorena Durso benvenuti all'ascolto dello Speciale giustizia questa sera vogliamo tornare ancora una volta sulla processo d'appello sulla presunta trattativa Stato-mafia processo che si sta svolgendo davanti alla Corte d'Assise d'appello di Palermo presieduta
Dal consigliere Angelo operino e che è iniziato il ventinove aprile scorso lo ricordiamo
Si tratta del processo contro gli ex ufficiali del rosso Antonio Subranni Mario Mori Giuseppe De Donno e contro l'ex senatore Marcello Dell'Utri tutti accusati di minaccia
A corpo o politico dello Stato di aver cioè veicolato in tempi diversi
Le minacce di Cosa Nostra alla governo allo scopo di imporre iniziative legislative a favore della mafia in cambio della fine delle stragi
è ricordiamo anche che il primo grado si è concluso nell'aprile del
Due mila diciotto con pesanti condanne nei confronti degli uomini del rosso e dell'ex braccio destro di di Silvio
Berlusconi in sintesi la tesi accusatoria si basa lo ricordiamo ancora una volta sulla convinzione
Che dopo nella strage di capaci gli uomini del rosso intavolare una trattativa con Totò Riina usando come intermediario don Vito Ciancimino l'ex sindaco o mafioso di di Palermo secondo i magistrati palermitani
Questo rapporto questa questo dialogo non solo rafforzo Totò Riina nella convinzione
Che le stragi pagassero portandolo ad accelerare la successiva strage di via D'Amelio per eliminare Paolo Borsellino ma sposò anche in un determinato momento in una implicita minaccia contro l'allora ministro della Giustizia Giovanni Conso che peraltro ha sempre negato
Inducendolo nel novembre del mille novecentonovantatré a non prorogare oltre trecentotrentaquattro decreti di quarantuno o bis
Per quanto riguarda la la posizione di Marcello Dell'Utri secondo la Procura di Palermo tra la fine del novantatré i primi mesi del novantaquattro i boss Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca
Contattarono l'ex stalliere di Arcore Vittorio Mangano perché vede di per chiedergli di riferire a Dell'Utri che se non avessero ottenuto qualche vantaggio legislativo le stragi sarebbero riprese a sua volta dell'iter Dell'Utri trasformandosi in in cinghia di trasmissione fra corleonesi pezzi delle istituzioni
Avrebbe veicolato appunto la minaccia fino a Silvio Berlusconi costringendolo di fatto a varare provvedimenti favorevoli
A Cosa Nostra come il famoso decreto Biondi quel decreto però aggiungiamo noi in realtà non conteneva
Nulla in tal senso gli abbiamo già detto che nell'udienza dell'otto luglio scorso naturalmente il processo sta sta andando avanti appunto noi questa sera ascolteremo la prima parte dell'udienza del ventiquattro giugno seguendo l'ordine cronologico del calendario delle udienze ma di abbiamo già detto che nell'udienza dell'otto luglio al processo d'appello
Per la presunta trattativa tra Stato e mafia il sostituto procuratore generale Giuseppe Fici
Ha chiesto la riapertura dell'istruttoria dibattimentale per acquisire tra le altre cose il verbale delle ultime dichiarazioni Giovanni Brusca dell'ottobre due mila diciotto secondo cui il Bosso di Brancaccio
Giuseppe i Graviano e Silvio Berlusconi si sarebbero incontrati un fatto appreso dal Bosso nel novantacinque durante una soubrette
Mafioso nel trapanese Leoluca Bagarella era stato da poco arrestato ed erano presenti anche i capomafia
Matteo Messina Denaro e Nicola di Trapani queste dichiarazioni peraltro sono già entrate nel nell'abbreviato in cui è imputato l'ex ministro Calogero Mannino assolto in primo grado processo che radio radicale sta seguendo e dunque questo per quanto riguarda l'udienza dell'otto poi nell'udienza nell'ultima l'udienza dell'undici luglio cioè di ieri la procura generale di Palermo si è associata alla richiesta della difesa di Marcello Dell'Utri che aveva proposto l'audizione di Silvio Berlusconi nel processo sulla trattativa Stato-mafia lo ha detto il procuratore generale Sergio Barbiera che oltre ad aderire alla proposta degli avvocati del senatore di Forza Italia ha presentato proprie richieste istruttorie per riaprire il dibattimento
Riguardo alla posizione di Berlusconi Barbiera che appunto sostiene l'accusa assieme alla collega
A Giuseppe Fici
Ha osservato che c'è da decidere la veste in cui sentirlo Berlusconi infatti ha spiegato Barbiera e destinatario della minaccia dei Graviano i boss di Brancaccio intendevano proseguire
La strategia stragista anche nel novantaquattro fino a poco prima del loro arresto avvenuto il ventisette gennaio di venticinque anni fa
Un dato questo oppure riportato nello stare nello stesso capo di imputazione va comunque valutata con particolare attenzione ha proseguito il procuratore generale Barbiera
L'attendibilità di Berlusconi anche rispetto alle forme con le quali deve essere sentito se come teste puro o o più correttamente come teste
Assistito o imputato di reato connesso le parole del procuratore generale Barbiera sono molto importanti così come lo è sicuramente la la richiesta di sentire Berlusconi perché forse per la prima volta si inizia insomma a delineare un quadro che al momento soltanto i critici di questo processo hanno in qualche modo concretizzato perché sono in molti insomma pensarlo anello hanno anche scritto in questi anni nei cinque anni del processo di di primo grado appunto sulla presunta trattativa in realtà Berlusconi è il coi imputato di pietra così è stato definito la figura che aleggia su tutte le cinque mila duecentocinquantadue pagine della sentenza di primo grado evocato come terminale referente ultimo del patto scellerato appunto della presunta trattativa Stato-mafia il fatto quindi che adesso venga chiesta
La la testimonianza o come imputato addirittura di di reato connesso comunque venga presa richiesta la presenza in aula di di Silvio Berlusconi naturalmente con l'apertura del del dibattimento è comunque un un dato
Rilevante noi questa sera dicevamo vogliamo tornare all'udienza del ventiquattro giugno scorso udienza che sentirete
Dopo l'appello la costituzione delle parti iniziata con la lettura della relazione del giudice a latere il consigliere Vittorio Anania la parola quindi è passata subito appunto al al giudice a latere che ha esaminato i motivi di appello del generale dei carabinieri
Mario Mori ex dice poi comandante del rosso dell'ex tenente colonnello Giuseppe né De Donno e di di Marcello
Dell'Utri condannati come dicevamo rispettivamente a dodici otto e dodici anni di il carcere
Nel pomeriggio dello stesso giorno la parola è passata alle difese
Per illustrare appunto le richieste di rinnovazione
Dell'istruttoria dibattimentale noi non facciamo in tempo
Ad ascoltare anche questa seconda parte dell'udienza ma possiamo dirvi che l'avvocato Francesco minacce intonse legale di Marcello Dell'Utri condannato appunto in primo grado
A dodici anni ha chiesto la rinnovazione del dibattimento in appello e la citazione a deporre dell'ex premier Silvio Berlusconi l'istanza già indicata peraltro nell'atto di impugnazione è stata dunque reiterata
Nell'udienza davanti dalla corte d'assise di secondo grado
Se Berlusconi che le motivazioni del primo verdetto dipingono come vittima della minaccia stragista rivolta da Cosa Nostra lo Stato per il tramite e di Dell'Utri non è mai stato sentito in aula né in fase di indagine
Una circostanza che secondo il legale andrebbe sanata essendo l'esame di Berlusconi una logica conseguenza
Dalla qualifica di persona offesa attribuita al medesimo nella sentenza impugnata in quanto destinatario finale della pressione o dei tentativi di pressione di Cosa Nostra
La Corte aveva peraltro spiegato l'avvocato Centonze nell'atto di appello per motivare la richiesta della citazione testimoniale
La corte scriveva l'avvocato condotti divinatorie prima
Profetizza che Silvio Berlusconi si è chiamato a deporre si sarebbe certamente avvalso della facoltà di non rispondere poi deduce da questo dato futuribile privo di qualsiasi aggancio nell'istruttoria
La superfluità e comunque e la non assoluta necessità della sua testimonianza
Si tratta evidentemente di argomentazioni prive di qualsiasi rilevanza rispetto ai presupposti di attivazione del potere dovere del giudice di disporre un'integrazione probatoria ha ha proseguito l'avvocato Centonze che giova ribadirlo ha lo scopo fondamentale di di assicurare la completezza dell'accertamento probatorio ed evitare che si pervenga a condanne ingiuste quindi appunto dicevamo
Nella seconda parte dell'udienza il legale di Dell'Utri a appunto chiesto la rinnovazione del dibattimento
La citazione a deporre di Silvio Berlusconi mentre nella prima parte che sentiremo questa sera come dicevamo
Il consigliere a latere Vittorio anemia ha esaminato i motivi
Di appello di del generale Mario Mori dell'ex tenente colonnello Giuseppe De Donno e di Marcello Dell'Utri sentiamo dunque
Questa udienza del ventiquattro giugno scorso processo d'appello Bagarella gli altri sulla presunta trattativa Stato mafia
Erano state comodi processo a carico di Bagarella Leoluca pur
La Santa Sede replica rinunzia dell'imputato Bagarella Leoluca Biagio per l'udienza odierna Peccioli
Per rinunzia
è difeso
Anna Lia Cianferoni
Cerchiamo residente
Ok
Benissimo passasse le ripeto pervenuta rinunzia dell'imputato Bagarella Leoluca Biagio a presenziare all'odierna udienza ciò all'imputato è assente per rinunzia verrà disattivato in video collegamento non appena si chiudeva la costituzione delle parti tra il Bagarella è difeso dagli avvocati ANIA e Cianferoni entrambi assenti per residente
Da sito riservato l'imputato Brusca Giovanni è presente
Cedo sentiamo residente Brusca Giovanni nato a San Giuseppe Jato il principio cinquantasette presente
All'imputato è presente difeso dall'avvocato Antonella cassando che è assente oggi sostituita con delega dall'avvocato Paola Crivello
Ciancimino Massimo è assente per rinunzia difesi dagli avvocati Roberto D'Agostino che assente avvocato quali a la Barbera che è presente
Anche se si
Da Parma l'imputato Chen Antonino presente
E poi Giorgio Presidente si è dato dalla presenza all'ecologia autologo se quarantacinque al quale vengono dare anche inutili ricchi materiali video conferenza
Benissimo l'imputato è presente difeso dall'avvocato Federica folli che è presente e avvocato Giovanni Di Benedetto che
Anche questo
De Donno Giuseppe assente difeso dall'avvocato e Romito
Comunico senza ex
Benissimo Dell'Utri Marcello è assente per rinunzia difeso dall'avvocato Francesco Centonze che è presente avvocato padovani che è assente in sostituzione di questo avvocato Francesco Bertolotti anche è presente
Morì Mario assente difeso dall'avvocato Basilio Milio presente avvocato Enzo Musco che assente Subranni Antonio e assente difeso dall'avvocato Cesare Placanica che è presente e avvocato Gianluca Tognozzi che
Per le parti civili da Gennaro Giovanni avvocato Coppi che assente in sostituzione l'avvocato Carta che è presente per la presenza e Consiglio dei ministri
Rappresentata l'avvocatura distrettuale dello Stato in persona degli avvocati Viviana San Donà che è presente Alessandro Rinaldi che presente Centro Studi Pio la Torre avvocato Ettore Barcellona che assente in sostituzione l'avvocato Domenico grassa
Benissimo fra il Comune di Palermo ha potuto fare nulla
Che assente per la presenza la regione siciliana rappresentata l'avvocatura del settore dello Stato in persona gli avvocati e Viviana Saccone
Alessandro Rinaldi che sono presenti l'Associazione librai nomi e numeri contro le mafie avvocato Vincenzo Orlando in sostituzione assente in sostituzione l'avvocato Domenico grassa
Per l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili avvocato Danilo ammainato
Assente
Allora possiamo disattivare mi pare del collegamento dal sito Consales con Sassari grazie
Devo comunicare alle parti preliminarmente una integrazione del calendario o già preannunziato nel senso che è stata inserita anche l'udienza del diciotto luglio
Ferma restando quella del ventidue che però potrebbe anche non essere più necessaria se riusciremo a concludere questa fase
Entro il diciotto luglio poi vi comunicherò
Alla ripresa di comunicherò il calendario per i mesi successivi dopo la la pausa
Seriale
E allora
Proseguiamo con l'esposizione introduttiva da parte del consigliere dottore Anania
E allora
Riprendiamo
La l'analisi dei motivi di appello oggi ci occuperemo del gli appelli presentati all'interesse degli imputati De Donno Giuseppe morì Mario nonché dell'appello presentato nell'interesse dell'imputato Dell'Utri Marcello per quanto riguarda i primi due cioè De Donno Giuseppe morì Mario
Ho ritenuto opportuno
Procedere la trattazione unitaria di queste due posizioni perché in effetti e diciamo il nucleo centrale degli atti di appello entrambi assai articolati compositi
Comunque gli elementi sono sostanzialmente equivalenti
Fatte salve alcune precisazioni dettagliate non mancherò di evidenziare ai limiti ovviamente di questo approccio di sintesi comunque ho ritenuto opportuno accorparli anche per un problema di
Di speditezza nella esposizione
Come avvertenza ancora preliminare vale quella che ho fatto la volta scorsa l'udienza scorta cioè a dire
Tenuto conto dell'articolato esposizione fin qui
Svolta soprattutto in riferimento alla alla sviluppo dalla motivazione della sentenza il questo approccio
Farò prevalere la sintesi laddove è possibile anziché la la Samp l'esame analitico delle questioni tutta interessanti che sono sviluppate ma appunto il riferimento è sempre un rinvio agli atti di appello
E il l'approccio che si propone è proprio quello di procedere con una certa speditezza nei limiti del possibile evidentemente attese le tematiche è il numero delle tematiche che sono state affrontate benissimo per quanto riguarda iniziamo appunto con De De Donno morì
La agli atti di appello parla al plurale ma chiaro
E il riferimento unico si occupano in prima battuta di una serie di nullità sollevata eccepito la nullità di una serie di ordinanza istruttoria dibattimentale vengono formulate numerose richieste istruttorie
Su questo su questa tematica mi sento di rinviare integralmente agli atti di appello perché la esposizione risulterebbe quanto particolarmente diciamo lunga defatigante ma non produttiva dal punto di vista della sintesi che qui si impone l'altro argomento secondo argomento che viene proposto e che ha acciaio al quale accenno è quello che riguarda la competenza territoriale
è una questione che già abbiamo affrontato alla scorsa
Udienza il che mi consente di essere ancora più sintetico se è possibile la problematica e quello della connessione tra i creati ex articolo dodici lettera c del Codice di rito
Cioè tra l'omicidio Lima la minaccia il governo di cui al capo a credere contestata ai predetti imputati
La tesi difensiva che quei è quella secondo cui questa connessione opera solo in caso di identità soggettiva
Relativo agli autori dei delitti legati dalla predetto vincolo la difesa e consapevole della pronuncia
è è stata resa dalle sezioni unite
E che è stata seguita sostanzialmente alla sentenza di primo grado meglio che è seguito alla sentenza del futuro quadro comunque è stata richiamata nella stessa ma la differenza sottolinea che secondo le stesse sezioni unite resta ferma la necessità di accertare che l'autore
Del reato mezzo abbia avuto presente l'oggettiva finalizzazione della sua condotta alla commissione o all'appuntamento
Di un altro reato direi dell'altro reato nel nostro caso il punto nota nodale viene individuata appunto
Nell'animo un suo dei soggetti imputati per i reati connessi e quindi applicando correttamente gli insegnamenti delle sezioni unite a caso specifico nei deriva ore deriverebbe secondo la tesi difensiva
Che il giudice naturale per il reato contestato ai predetti imputati rei Tribunale di Roma
E ciò in quanto non vi è alcuna prova ne documentale né testimoniale della consapevolezza da parte di Mori e De Donno che l'eccezione del politico o democristiano ovviamente
Sappiamo a cosa ci stiamo riferendo costituiva il primo atto di un attacco dallo Stato che poi sarebbe sfociato nella minaccia al governo alla quale avrebbero concorso gli imputati appartenenti al rosso dei carabinieri
Anzi a riguardo si segnala che vi sono
Né di qua unico Kabili elementi di segno contrario tanto più per gli ufficiali del rosso dopo l'omicidio Lima ricordiamo intervenuto il dodici marzo novantadue non si attivarono in alcun modo e solo dopo Trento dopo la strage
Di capaci decisione attivarsi e grandi contatti con Vito Ciancimino nei termini già esplorati sotto altro profilo la difesa non condivide il ragionamento della decisione di primo grado secondo cui l'omicidio
Del
Politico della democrazia cristiana sarebbe il primo atto di minaccia e incredibilmente non lo sarebbero invece le stragi di Capaci e e di via D'Amelio
Vengono a tal fine ha rievocato le dichiarazioni dei cosiddetti pentiti tre quale titolo esemplificativo Leonardo Messina e Filippo mal bagna che hanno riferito che le predette strage si inquadravano in una strategia di attacco frontale allo stato già deliberata
In una riunione ad Enna nel mille novecentonovantuno al termine di quell'anno più in particolare una strategia definita tipo libanese tipi colombiane un attacco Flo affrontare così inquadrata dai collaboratori di giustizia
E sotto questo profilo si chiede la competenza territoriale in alternativa a quella romana
Sia individuate in quella la Corte di Assise di Caltanissetta applicando i principi e l'articolo undici del codice procedura penale e qui veramente rinvia quanto detto la scorsa udienza e quanto e indicato
Nella negli atti di appello comunque posso aggiungere la conferma di tale competenza troverebbe peraltro
Forza ad avviso la difesa nelle motivazioni della stessa sentenza di primo grado laddove si sostiene che l'accelerazione e la strage di via D'Amelio sia stata conseguenza della trattativa
Velocemente passa alle questioni di competenza per materia ma veramente è qui è un Flash
Viene con eccepita viene contestata l'ordinanza del quattro luglio due mila tredici viene reiterata la eccezione di incompetenza appunto per materia del giudice di primo grado che non doveva essere comunque la Corte di Assise
In sintesi ridere che era la sentenza delle sezioni unite al numero a ventisette trecentoquarantatré richiamata nella decisione di primo grado contenga soltanto un obiter dictum che è stato valorizzato oltremodo dei giudici di primo grado per ritenere radicata la competenza della corte di assise peraltro si afferma che le argomentazioni svolte a sostegno della decisione
Sollevano un evidente problema di legittimità costituzionale in riferimento al principio per il quale nessuno può essere distolto
Dal giudice naturale precostituito per legge viene pertanto reiterato alla luce delle pregresse considerazione anche la questione di legittimità costituzionale per violazione degli articoli tre e venticinque della carta già formulata all'udienza del giugno ventisette giugno del due mila e tredici seguono ovviamente le richieste
Con essa a questi primi motivi
Invece nei passiamo direttamente alla ma anche qui soltanto per accennare alla questione
Racchiusa nel motivo uno così definito nei due atti di appello salvo qualche aggiustamento ma più o meno lo schema è proprio quello
E che riguarda la eccezione di nullità del processo
Ed è la sentenza di primo grado come conseguenza la nullità del decreto che ha disposto il giudizio anche di questo ci siamo occupati e quindi andrò veramente per Flash
Viene sottolineato che il il giudice dell'udienza preliminare una corposa in questo corposo decreta ripercorso tutti gli avvenimenti oggetto della
Ricostruzione dell'accusa e secondo la difesa anche fatto di più affermato una valutazione un commento sulla prova sulla singola trova applicando così
Esplicitando così il proprio convincimento riportando peraltro ampi stralci degli interrogatori dei documenti raccolti nelle indagini
Preliminari questo modus operandi sempre secondo gli appellanti avrebbe violato i principi del giusto processo perché se però si è tradotto in una miss inammissibile condizionamento del giudice
Di prime cura sia sotto il profilo del fornito una conoscenza anticipato del materiale istruttorio sia perché tale informazione per così dire è stata assolutamente parziale avendo il gruppo ho messo di menzionare gli elementi di prova depositati a discolpa appunto dalla difesa dalle difese nell'udienza
Preliminare in questo senso viene contestato il contenuto del decreto che si riverbera bene anche sulla validità del procedimento nel processo di primo grado e della sentenza e quindi inseriti alla la relativa eccezione
Passiamo rapidamente al ai motivi al motivo secondo comune a entrambi
E qui viene in rilievo la
Eccezione di prescrizione del reato contestato al capo a dico veramente per sintesi anche perché è una tematica già affrontata che già quindi conosciamo in questo senso
Che la prescrizione e consegue alla esclusione evidentemente delle contestate aggravanti e in questo senso cioè nel senso dell'espulsione si sviluppano i due atti di appello innanzitutto viene contestata la sussistenza l'aggravante ex articolo sette del decreto legge centocinquantadue novantuno a cosiddetto aggravante
Mafiosa al al riguardo segnalo soltanto che
Gli atti di appello pongono in evidenza le finalità che animarono gli ufficiali dei carabinieri
Definite finalità incompatibili con l'aggravante in oggetto si è trattato di un impegno morale oltre che professionale diretto a far cessare le iniziative criminali che stavano distruggendo i migliori uomini dello Stato e quindi la finalità di cattura dei latitanti primo fra tutti dottor Rina insomma una serie di elementi giudicati per assolutamente incompatibili con l'aggravante citata all'articolo sette
In termini egualmente letti vengono viene contestata alla sussistenza l'aggravante
Dell'articolo trecentotrentanove comma secondo riferita al numero delle persone anche questi sono argomenti già noti
Si insiste sul fatto che ma minaccia debba essere poste in essere da dieci persone riunite contemporaneamente sostanzialmente e e si pone in evidenza come secondo la stessa sentenza di primo grado
Un momento centrale della decisione
E quello in cui il l'imputato Mori avrebbe comunicato o al ministro ex ministro Cozzo
No no scusate a Di Maggio il necessità di intervenire sul quarantuno bis e quindi sostanzialmente tutto ciò per porre in evidenza come l'attività
Sia stata posta in essere tutt'al più singolarmente e non
In modo tale da poter integrare l'aggravante riferita al numero delle persone
Ancora il motivo perso sì
Fa riferimento alla vendita del processo della sentenza come conseguenza della messa partecipazione dell'imputato all'udienza del ventotto dieci due mila quattordici
Si è proceduto all'esame del l'allora presidente della Repubblica al Quirinale in assenza delle parti su questo argomento non aggiungo altro e passo subito al motivo quarto
Dove viene sollevata una eccezione di riferimento alla ne bis in idem sostanzialmente cioè si sostiene
Che l'imputato Mori ma evidentemente la eccezione avrebbe rilievo anche per il coimputato De Donno che se ne fa anche esso promotore l'imputato Mori è già stato giudicato per gli stessi fatti e il riferimento è ai due procedimenti precedenti già conclusi
Entrambi con la soluzione in quella sede
Per il mancato blitz di Mezzoiuso per semplificare e la mancata perquisizione al covo di Riina in occasione del subito dopo l'arresto appunto dello stesso con Riina e diciamo che l'argomento mo'posto in questa sede veramente soltanto denunciare perché poi verrà ripercorso
Nello sviluppo degli argomenti degli due atti di appello di cui ci occupiamo anzi diciamo che le due sentenze in particolar modo quella morì Obinu verrà richiamata abbondantemente e quindi saranno argomenti che
Troveranno compiuta compiuto svolgimento nel nel prosieguo di questa esposizione
E comunque lo trovo sicuramente nei due atti d'appello e così ci abbiamo un motivo quinto
Dove si chiede la la soluzione degli imputati perché il fatto non previsto legge come reato in ogni caso si sarebbe prescritto prima dell'inizio dell'azione dell'inizio dell'azione penale
Il riferimento
Alla
Alla qualificazione giuridica della fattispecie che viene contestata cioè se il governo della repubblica che sappiamo essere parte offesa possa essere ricompreso nella nozione di corpo politico ai sensi all'articolo trecentotrentotto del Codice penale anziché inquadrare questa condotta eventualmente sotto nel perimetro diciamo normativo l'articolo duecentottantanove del codice penale ovviamente di la tesi degli sostenuta dagli appellanti
E quella per cui sussisterebbero criteri interpretazione semantico letterale
E criteri di interpretazione logico sistematica a favore della tesi del duecentottantanove del Codice penale ovviamente questa la tesi difensiva che viene sviluppata
La gli atti di appello si occupano anche dell'unico precedente giurisprudenziale
Di segno contrario alla loro diciamo prospettazione che quella della sentenza della Cassazione Sezione sesta del due mila e quindici che è stata richiamata nella sentenza di primo grado e che indica anche nel governo
Un corpo politico riconducibile al paradigma nella di cui all'articolo trecentotrentotto
Tuttavia
Questa pronunzia che si pone in contrasto con un granitico insegnamento sviluppato sostenuto dalla dottrina sostanzialmente e che viene posto in discussione da parte della delle difese
Ponendo in evidenza che quella sentenza si occupava più che altro di una vicenda diciamo diversa cioè quella della possibilità che il il reato di quell'articolo trecentotrentotto Codice Penale potesse essere integrato nel momento in cui la minaccia alla violenza venisse posta ad un componente del governo uti singuli e non tanto il riferimento alla questione se il governo rientrasse nella nazionale dei soggetti passivi
Ho qualificabili come tali
E vengono sviluppate ampie e articolate
Argomentazione a sostegno bella tesi dell'articolo duecentottantanove con ampio riferimento alla dottrina che si è occupata della tematica
E sul punto rinvio agli atti di appello anche perché ancora una volta di queste tematica ci siamo occupati la volta scorsa e quindi diciamo possiamo un procedere in maniera più spedita sotto questo profilo e quindi o ci occupiamo adesso del motivo sesso o meglio dei motivi sesti perché insomma
Penso l'abbia detto e sono due atti di appello condensate in un'unica esposizione entriamo qui nel merito del processo infatti si chiede l'assoluzione perché il fatto non sussiste o per non averlo
Commesso ecco nei motivi d'appello viene posta una vertenza per eliminare che mi sento di dovere leggere perché appunto consentirà di comprendere anche questa esposizione introduttiva cioè la trattazione avverrà attraverso una suddivisione per capitoli e paragrafi ripercorrendo il provvedimento c'è la sentenza oggetto di gravame al fine di portare alla conoscenza dei giudici giudice d'appello evidentemente tutti i travisamenti a lei leggo e le circostanze trascurata dalla Corte di Assise
Peraltro aggiungo per i motivi d'appello proposti soltanto dal l'imputato Mori sono state inserite ulteriori considerazioni così per così dire aggiuntive
Si vola l'assunto secondo cui la sentenza di primo grado ha ritenuto che il delitto di minaccia al governo si sia consumato il ventisette luglio del novantatré allorquando il generale Mori incontrando Francesco Di Maggio
Come risulta l'agenda del primo che avrebbe rappresentato l'esistenza di una presunta spaccatura tra Riina e Provenzano
Appresso dal Cancemi
In occasione all'interrogatorio del ventotto luglio novantatré di cui ci siamo già occupati e già conosciuta in precedenza questa spaccatura dall'umore attraverso lei interlocuzioni con Vito Ciancimino
Così pericolante attraverso il Di Maggio la minaccia di Cosa Nostra ministro Conso quindi al governo
Il quale la speranza sappiamo di accontentare Provenzano il morbido avrebbe deciso di non prorogare i provvedimenti ex articolo quarantuno bis dell'ordinamento prosperità iniziale ecco però che i presupposti tutto l'assunto così sintetizzati vengono ritenuti insussistenti e smentite via smentiti da prove documentali infatti si anticipa che perché l'argomento
è appunto un'intimazione che verrà ripreso e Cancemi il ventidue luglio novantatré interrogato i dottori Caselli e Scarpinato e Sabatino non ha parlato di presunto spaccature tra a Riina e Provenzano si fa notare che il verbale
E in atti e consente di verificare quanto sostenuto dalla difesa quanta Vito Ciancimino egli non ha mai parlato né di rapina né di Provenzano Diego di asserita spaccature tra i predetti
Ne in occasione degli incontri con i carabinieri Carrozzo negli altri interrogatori prese al novantatré davanti all'autorità giudiziaria diciamo così ai dottori e Caselli e Ingroia
E anche in questo caso la difesa rinvia ai relativi documenti per verificare questi assunti ad avviso la difesa manca quindi la prova che morì avesse quelle conoscenze che gli vengono addebitate con la decisione di primo grado
A prescindere dai salti logici così definiti dalla motivazione di cui la difesa si riserva di trattare appunto in modo più articolato nell'atto di impugnazione
Ancor prima di addentrarsi nei singoli argomenti di impugnazione che afferiscono appunto al merito dei fatti la difesa si duole del fatto che la decisione di primo grado abbia trascurato ho tralasciato tutte le risultanze probatorie testimoniali e documentali non confacenti alla tesi
Già precostituita
Evidentemente oggetto di un pregiudizio così definito nell'atto di appello trattato tradotto sì puoi nella decisione finale
Si sostiene che la sentenza abbia raccontato una storia ma non la storia emersa del nel processo si rimarca ancora che i fatti sono stati oggetti del processo a carico
Di Mori e Obinu la riferisco riferimento alla sentenza sopra citata e relativi elementi di prova
Sono stati acquisiti e valutati in quella circostanza con una interpretazione assolutamente diversa rispetto a quella seguita nel nostro processo
In ultimo si rappresenta che la vicenda della cosiddetta mancata cattura di Provenzano
A mezzo il muso verrà trattata questa una premessa che mi sento di approfitto di
Di dire in questa sede anche per capire la l'evoluzione della esposizione introduttiva
Quindi la mancata cattura di Provenzano verrà trattata molto sinteticamente perché vi è una sentenza che fa piena prova in riguardo
A riguardo ma ancor più la difesa fa notare che in ferie riferimento alla premessa cioè il riferimento alla premessa la sentenza di primo grado
Contenuta sentenza di secondo cui la mafia storica è stata sconfitta dallo Stato nonostante verrebbe da dire
I comportamenti di molti esponenti istituzionali questo è una frase citata la sentenza di primo grado
Va precisato che l'inizio della fine alla mafia è avvenuto proprio con l'arresto di Salvatore Riina ad opera degli uomini del ROS comandati dal generale Mori Mario Mori
E si fa presente si diventa diciamo così terrina è stato catturato indica l'imputato Mori e ha scontato oltre venticinque anni al quarantuno bis grazie all'imputato e i suoi ufficiali
Quanto al presunto incarico hard presso tutte pressoché titanico svolto dalla sentenza di primo grado
La difesa obietta in maniera critica evidentemente che il compito sarebbe stato snellito e facilitato se solo si fosse evitato di trascurare le risultanze ormai definitiva contenute in sentenza che revocabile anziché sviluppare i ragionamenti che sono stati seguiti nella sentenza di primo grado
A questo punto mi consegni concedo diciamo così un salto sempre per semplificare snellire questa esposizione introduttiva cioè
Tralascio le osservazioni che sono state sviluppate a proposito dei criteri di valutazione delle fonti di prova delle sentenze irrevocabili
Che così come tralascio lei osservazione fatta in merito alla figura di Massimo Ciancimino
Ancora tralasciò i testimoni esaminati riguarda la perquisizione diciassette febbraio due mila e quindici ma tra l'asso evidentemente non perché non siano rilevanti ma soltanto per ragioni di sintesi e quindi il rinvio alla agli atti di appello
Invece riprendo dai
L'esame più analitico o in riferimento ai capitoli gli antefatti l'origine della strategia mafiosa mille novecentonovantuno in relazione a tre argomenti
Secondo vedi la difesa venti a Borgia torni specie le dichiarazioni del pentito mal bagna ed altri la strategia di attacca lo Stato non aveva fin da quando nel novantuno fu deliberata avvenne riferimento è sempre lì
Solo finalità di vendette ma anche uno scopo eversivo destabilizzante allo stesso modo si sostiene che la decisione di effettuare attentati anche in Italia continente come si dice non soltanto in Sicilia
Fu presa già nel novantuno ancor prima della strage di Capaci quando i contratti di contatti tra i carabinieri del ROS Vito Ciancimino non erano ancora sicuramente iniziati
Sul tema dell'omicidio di Salvo Lima
Ci si intende soffermare in questa sede appunto di relazione introduttiva sul rilievo difensivo diretta rimarcare che le dichiarazioni di Valdagno e di altri pentiti porta ad affermare che anche l'omicidio Lima rientrava nella strategia deliberata nel novantuno
Ed avente scopo eversivo destabilizzante ossia consistente nel far pressione sullo stato di cui rimane un esponente di rilievo in quanto legato uno dei massimi riferimenti politici nazionali cioè l'onorevole Andria o Andreotti
Passando al tema e al capito nella sentenza di primo grado gli effetti l'omicidio Lima i timori e le conseguenti iniziative dell'onorevole Calogero Mannino
La difesa simili sviluppo un articolato ragionamento per porre tra l'altro l'evidenza che le ho preoccupazioni manifestate dal Mannino
Per la sua incolumità personale vennero esternate dopo le stragi di Capaci e
Di Capaci e via D'Amelio e non subito dopo l'omicidio Lima
Questo elemento viene ricavato dagli appellanti dal contenuto delle dichiarazioni del teste Taormina ex direttore della DIA che vengono ripercorse negli atti di appello
Così sconfessando il presupposto posto a base della sentenza di primo grado cioè quello secondo cui Mannino
In acciaio con l'omicidio Lima prima la strage di via D'Amelio avrebbe dato incarico ai carabinieri del ROS secondo la difesa invece Mannino è minacciato cuore veramente o dopo la strage di via D'Amelio del luglio nel novantadue
Come dice Taormina riscontrato da altri elementi in atti così da scompaginare la ricostruzione seguita in sentenza secondo cui i contatti tra perdono e Vito Ciancimino iniziarono a giugno ma soprattutto
Salto salterebbe l'ipotesi seguito in sentenza della cosiddetta accelerazione per la strage di via D'Amelio a causa della trattativa
Sempre a proposito Taormina smette di densa come la deposizione di costruì si ricavi che gli atti intimidatori le minacce contro l'onorevole Mannino non erano oggetto di indagine della DDA ma se ne stava occupando il rosso
Perché la via allora Palermo non aver ancora nessuna struttura operativa
Un elemento valorizzato per sostenere che il rosso non trattava e tramava occultamento e con Mannino tanto più che evidenzia sempre
La difesa Subranni mise per iscritto le minacce a Mannino andò Borsellino e gli altri ha mandato questi dati praticamente a tutti un documento di trasmissione lei avvocato
Dalla difesa a dimostrazione della trasparenza dell'operato del rosso
Per in tal senso rimarcata la inconciliabilità di un'attività occulta
Con quella nota del diciannove giugno dal novantadue
Che metteva per iscritto i rischi e le minacce delle personalità
Che ne parlava per così dire alla luce del sole e veniva inviata per via gerarchica anche alle altre forze dell'ordine di riferimento e rischi di attentati a Mannino
Riferiti da Momo Danna confidente del maresciallo lombarde messi per iscritto e trasmessi per così dire almeno così si esprime la difesa furbizie accordi
La difesa nega infatti che Mannino si sia rivolto in modo riservato al rosso per ricevere protezione rammentando che il predetto mantenne la propria scorta negando che dall'esame della gente dal dottor Bruno Contrada specie votazione del venticinque giugno novantadue possa ricavarsi una utile indicazione circa segnalazioni fatte da Subranni al contratto sul Faema
Minacce e pericoloso in vita
La difesa rammenta che emergono semmai rapporti tra Mannino contrada cioè tra due soggetti delle istituzioni Mannino era ministro Contrada non esponente di alto livello
Dei servizi segreti nonché rimarca ancora una volta la valenza di quell'informativa già citata dal diciannove luglio giugno
I Subranni in costerà sto con ogni ragione di segretezza e dunque con la tesi accusatoria che sta a base della cosiddetta trattativa
Anche a volere ammettere che Mannino abbia avuto dei timori manca la prova che egli abbia sollecitato i carabinieri anzi dall'agenda di Contrada risulta la prova del contrario
Si fa notare che il primo e unico incontro tra i tre in tutto l'anno si verifica la sera del tredici ottobre del novantadue dunque il tredici ottobre quando i rapporti con Ciancimino erano in esaurimento la difesa dice
Uso l'espressione quasi alla frutta e vengono indicati come terminate la data del diciotto ottobre di quell'anno incontra tetti ferito ovviamente Subranni
Mannino e Contrada
Si ritiene così smentito il teorema secondo cui Subranni attivo Mori e De Donno su incarico di Mannino per salvarsi la vita
E passiamo al capitolo dedicata all'intervista di color cielo Mannino al settimanale L'Espresso in merito al contenuto di quest'intervista del luglio del
Novantadue richiamata abbondantemente la sentenza di primo grado per asseverare timori dell'onorevole Mannino la difesa tra l'altro puntualizza che il giornalista Padellaro non è Padellaro non è stato tratto il giudizio per qualche denuncia di soggetti ritenuti sì diffamati ma è stato condannato
Il ventidue gennaio del due mila diciotto per omesso controllo di un articolo del giornalista Marco Travaglio contro i magistrati che componevano il collegio del tribunale che ha assolto morì ed Obinu
Con ciò la difesa non intende sostenere che Padellaro abbia scritto cose non vere né sugli appunti e nell'articolo del ventisei luglio novantadue pensi che la sua esposizione avrebbe consigliato maggior prudenza nel parità valutare le sue dichiarazioni rese in dibattimento e anche talune contraddizioni in cui questo giornalista in concorso la difesa ribadisce anche che manca la prova manchi la prova che Mannino assolto per aver commesso il fatto dalla relativa accusarlo sentenza
Del CUP Tibari Palermo abbia attivato segretamente i carabinieri del ROS nei termini indicati nella sentenza e Mutu Gatto e come visto sopra l'agenda di Contrada
Una prova che smentisce tale assunto in oggetto in merito al capitolo conclusioni sul ruolo dello Vannino quale soggetto sollecitatoria alla cosiddetta trattativa Stato-mafia
La difesa si dichiara stupito e antico si dirà
Del fatto che si sia giunti in sentenza alla logica conclusione secondo cui l'onorevole Mannino ben consapevole della vendetta che Cosa Nostra intendeva attuare anche nei suoi confronti per non essere
Riuscito a garantire all'esito del maxiprocesso auspicato e mafiosi
Si sa era volto non già a coloro che avrebbero potuto rafforzare le misure
Più adottata per la sua sicurezza bensì ad alcuni ufficiale dell'Arma amici e innanzitutto
Tra queste al generale Subranni al quale lo legava essendo questi conterraneo con rapporti schizza lente conoscenza
Si contesta questa conclusione lamentando l'assenza di prova venuto denunciato inammissibile salto logico circa il fatto che il Mannino si sia rivolto in particolare ad alcuni ufficiali dell'Arma amici
O Vendola fatta della stessa sentenza deve ammettere di non sapere come sia stata recepite attuato dal Subranni quella più o meno esplicita sollecitazione del bagnino
La difesa non manca di evidenziare che i contatti tra De Donno e Mori con Vito Ciancimino sono insorti come confermato da Massimo Ciancimino in modo occasionale
A seguito dell'incontro del predetto Massimo Ciancimino con il De Donno a fine maggio del novantadue all'interno all'area del check-in
Della zona aeroportuale in Roma
Anche dalle dichiarazioni di Mori e De Donno presse a Firenze cioè davanti ai giudici che procedevano per le stragi emerge ulteriormente che l'incontro da De Donno e Massimo Ciancimino avvenne occasionalmente e che l'iniziativa di chiedere a quest'ultimo incontro con il padre un'iniziativa personale appunto bello De Donno
Da quanto detto la difesa fa conseguire la mancanza di prova di un'attivazione da parte di Mannino ribadendo che la stessa sentenza devo ammettere che non v'è la prova che Subranni comprendendo il senso degli approcci da parte loro Mannino ben caricato il se subalterni
Di avviare quel tentativo di contatto con i vertici dell'associazione mafiosa all'interesse anche del suo diretto interlocutore in merito viene richiamato qualche in proposito sabato
Dalla sentenza del processo Mori e Obinu
Che di questa stessa vicenda cominciando dalla vicenda Guazzelli di cui ha a breve si dirà ha fornito una ben diversa lettura esegetica in sostanza la difesa assumendo che non sussista la certezza
Circa l'attivazione del rosso su sollecitazione di Mannino con quello scopo indicata la sentenza di primo grado ritiene che venga meno un presupposto essenziale del reato e della presunta trattativa
Perché vengono meno le ragioni per così dire illecite la causale per le quali i carabinieri avrebbero contattato Vito Ciancimino emergono invece le ragioni lei cita
Che animarono quell'iniziativa ovvero far collaborare Vito Ciancimino per catturare il superlatitante questi fermare
Le stragi
Sul tema L'omicidio il maresciallo Giuliano Guazzelli ve ne presero assegna la deposizione di Riccardo Guazzelli figlio del maresciallo Giuliano ucciso in data quattro aprile al novantadue per affermare che queste dichiarazioni non siano state prese in considerazione
In modo integrale
Volendo se il fatto è questo teste si era rivolto a un magistrato alla Procura di Palermo di cui la stessa difesa perché esso l'esame un teste non ammesso in quanto ritenuta incompatibile
Con la figura del testimone avendo contribuito ad esercitare l'azione penale in questo processo la difesa anche richiamando la già citata sentenza del processo Mori e Obinu non ritiene affatto certo che il maresciallo Guazzelli sia stato convocato dall'onorevole Mannino
A Roma o che comunque questa trasferta fosse legata al presunto incarico conferito dal Subranni al balzelli per attivarsi in merito alla questione delle minacce
All'onorevole Mannino sul punto la sentenza irrevocabile amori Obinu apposta una considerazione legata anche al fatto che appare difficile opinare che l'onorevole Mannino all'epoca ministro in carica esponente di spicco del partito politico di maggioranza relativa si sarebbe rivolto a un semplice per quanto valoroso sottufficiale nell'arma ossia il citato Guazzelli per stimolare una trattativa con Cosa nostra volta a salvaguardarlo da un possibile attentato in altri termini Selmi ipotesi l'onorevole Mannino avesse voluto
Ho voluto arrivare al generale Subranni perché venisse promosso un dialogo con i mafiosi è ragionevole pensare che l'avrebbe fatto di non avrebbe avuto difficoltà a contattarlo per canali istituzionali
Di più elevato Franco queste la citazione la sentenza morì
Obinu sempre in ordine la vicenda Guazzelli la difesa revoca la deposizione di Angelo Siino
Il quale ha riferito riguarda
Ad asseriti rapporti tra Mannino e Guazzelli anche quale tramite verso il generale Subranni
Ponendo in evidenza che dalla documentazione che le difese degli ufficiali del rosso intendevano produrre con specifico riguardo all'ideazione del sito nonché al cosiddetto matrimonio
Caruana emerge l'assenza di favori Subranni a Mannino in occasione del indagini svolte a suo carico
La difesa a tal fine si duole anche alla mancata acquisizione e reitera la richiesta di produzione
E gli stessi atti già formulato tramite l'impugnazione del relativo ordinanza con la quale è stata negata l'acquisizione dei documenti in oggetto in questione anticipazione richieste istruttorie
Relativamente alle conclusioni sull'omicidio al maresciallo Guazzelli la difesa contesta le la conclusione cui è giunta la sentenza di primo grado di primo grado che pur ammettendo che non vi siano sicuri elementi per affermare che il maresciallo Guazzelli sia stato ucciso da Cosa Nostra nell'ambito della strategia delineata dei vertici questa tra fine del novantuno all'inizio novantadue ha tuttavia ritenuto che non può essere
Dubbio che l'ufficio lasciato maresciallo Guazzelli possano era cresciuto
E lo stesso generale Subranni la sensibilità verso i temi della sicurezza di persone a cui in qualche modo e a vario titolo vicine apposta quindi averlo indotto da assumere sollecitarlo a ballare l'iniziativa dei suoi subordinati Mori e De Donno finalizzata a ristorare
Una interlocuzione
Con i vertici mafiosi
Gli appellanti lamentano l'assenza di prova non ritenendo per nulla bastevole richiamo operato dei primi giudice la deposizione del colonnello Riccio anche sul contenuto la sua agenda rammentando criticamente
La plausibilità non è una categoria giuridica sulla quale l'ordinamento consenta di pervenire a una condanna
La condanna in sede penale in definitiva si insiste nel contestare che l'omicidio Guazzelli possa costituire un precedente logico fattuale
L'iniziativa Aprilia poco Subranni unitamente al morì avrebbero intrapreso per tentare un contatto diretto con i vertici all'associazione mafiosa nelle persone dei suoi capi assoluti Ostia Salvatore Riina e Bernardo Provenzano
E passiamo alla strage di Capaci secondo la sentenza di primo grado sarebbe espressione appunto questa strage
Della furia vendicatrice di Salvatore riduttive avulsa dall'intento di formulare richieste trattati viste nei confronti di istituzione dello Stato
Una interpretazione non condiviso dalla difesa che richiama le dichiarazioni dei collaboratori quali ma Albania Cucuzza
E di Giacomo secondo cui invece l'affinità eversivo destabilizzante degli atti intimidatori era stata già pianificata da Cosa Nostra della sopra citata riunione
Ad Enna attive del mille novecentonovantuno a ciò la gli appellanti aggiungono un richiamo alla motivazione della sentenza del gruppo
Chi ha sotto Mannino primo grado secondo cui eventi stragisti dal novantatré possano avere spiegazioni diverse maggiormente plausibili e non essere stati necessariamente determinati dai contatti che i carabinieri al novantadue ebbero con Vito Ciancimino
Percepisco per ciò che concerne l'avvicendamento al ministro l'interno Vincenzo Scotti e l'ulteriore segmento alla motivazione concernente l'attendibilità del testimone
Amurri
Le vicende diciamo così non riguardano direttamente le posizioni degli imputati De Donno e Mori e pertanto si rinvia agli atti di appello alla sentenza di primo grado
Bene impugnato anche il capitolo valutazione le risultanze conclusioni sulla vicenda nel momento del ministro all'Interno Vincenzo Scotti si regge in sentenza che gli allarmi e l'allora ministro appunto Scotti non vengono presi in considerazione
Neppure quando nei mesi successivi si verificarono alte gravissimi delitti riconducibile a quella strategia di destabilizzazione dell'istituzione dell'omicidio il maresciallo Guazzelli allora del tutto sottovalutato ed altro
In proposito difesa revoca la sentenze definitive emerse emessa e contro Alba Filippo ed altri prodotte in atti che in merito all'omicidio Guazzelli pur conducendolo alla mafia accreditano ben altre
Causali per di più richiamando la sentenza del processo definito Colonnella la
Alle difese cioè quello Mori e Obinu si fa notare che qui giudice avevano dubitato della tesi secondo cui in sostanza l'onorevole Mannino sarebbe stata in accordo con i vertici
Del suo partito il mandante della trattativa non sussistendo alcun elemento univoco
Che escluda che iniziative di apparati inquirente di esponenti dei servizi d'informazione siano state assunte in piena autonomia
La difesa rievoca fra l'altro anche la deposizione di Virginio o Virginio Rognoni che dopo essere stato in politica per oltre cinquant'anni
Ripercorrendo innumerevoli ricoprendo innumerevoli cariche di primo piano in governo in Parlamento non conta adesso il consiglio superata la magistratura ha dichiarato di non aver percepito alcuna differenza circa l'impegno nella lotta alla mafia tra i governi Andreotti Amato e Ciampi
Sul tema dell'accelerazione dell'esecuzione dell'omicidio del dottor Borsellino
In sentenza si legge che il generico e generale Progetto di uccidere appunto Borsellino ha subito un'improvvisa accelerazione
Ancora una volta per volere di Salvatore Riina proprio nei giorni immediatamente precedenti quello in cui poi avvenne la strage di via D'Amelio
A difesa
Al fine di porre in risalto la tardività dei ricordi del collaboratore Cancemi Facci tutto notare che questo collaboratore
Che ha riferito di una riunione avvenuta dopo la strage di Capaci nella quale Lina assumendosene la responsabilità aveva manifesto è stato improvvisa urgenza di uccidere il dottor Borsellino
Di questo fatto bene nove invece parlato nei verbali del ventotto
Agosto novantatré
Il ventisette il ventotto agosto del novantatré alla Procura di Caltanissetta verbali prodotti e la difesa pur avendo riferito della suddetta riunione
In merito a quanto detto da Brusca sempre sul tema della presunta accelerazione dell'uccisione dottor Borsellino la difesa rammenta le criticità nella collaborazione di Brusca esplicitata nella stessa sentenza
Il primo grado in merito appunto all'attendibilità intrinseca di questo dichiarando
Sotto altro profilo viene criticata la valenza definite l'inaspettato straordinario di sconto
E le parole dello stesso Salvatore Riina
Di cui all'intercettazione del predetto conico detenuto Lo Russo valorizzata invece alla Corte di Assise
In sostanza si ritiene che tali conversazioni intercettate da tali conversazioni non emergono riscontri
All'ipotesi dell'accelerazione legata alla trattativa in conseguenza di essa perché semmai l'unica accelerazione rinvenibile
Ricavabile da questi dialoghi e quella sul piano strettamente esecutivo ed operativo riferita alla logistica all'attentato di via D'Amelio
A conferma di questa lettura esegetica sempre difesa richiama la sentenza del processo Mori e Obinu secondo cui alcuni dati sembrerebbe indicare che la fabbrica Melo
Di via D'Amelio fosse già programmata da tempo e non sia stata frutto di una decisione estemporanea dettata da contingenze del momento
E le considerazioni legate anche al contenuto delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza secondo il quale quando è stata perfetta per la strage di Capaci era già stato preparato l'esplosivo
Paul utilizzato per l'attentato di via D'Amelio
Dichiarazioni che troverebbero rispondenza
Per la tesi difensiva in disamina in quanto confidato da Girolamo D'Anna in qualità di confidente del maresciallo Lombardo
Secondo cui la voce carceraria era quella per cui era in fase di preparazione avanzato un attentato ai danni del procuratore Borsellino e già c'era l'esplosivo pronto
Una notizia che come riferito al teste sismico venne comunicato prontamente dallo stesso dottor Borsellino al quale si era mostrato sostanzialmente consapevole
Di essere nel mirino dei mafiosi
A ciò difesa aggiunge altri elementi di prova per così dire omessi
Nella sentenza muovendo dal pentito Onorato che ha riferito di un colloquio con Salvatore Biondino
Avvenuto dopo l'omicidio Lima nel quale si fece riferimento al progetto di uccidere proprio il dottor Borsellino così abbiamo siamo operativi su via D'Amelio e ancora capaci non era avvenuto la difesa richiama anche le dichiarazioni di Massimo Ciancimino per lo collocare i primi contatti con De Donno
Tra il cinque e il sei giugno del novantadue ovvero quando secondo le dichiarazioni di Spatuzza e onorato l'attentato al dottor Borsellino era già in fase avanzata di preparazione da ben oltre un mese
Sempre sul tema della presunta accelerazione alla strage di via D'Amelio vengono richiamate le dichiarazioni e la moglie del dottor Borsellino
La signora Agnese Piraino Leto che ha riferito che dopo l'incontro con la dovresti dottoressa Ferraro a Fiumicino incontro del ventotto giugno del novantadue il marito non le disse nulla che riguardasse Ciancimino in sostanza la difesa la difesa fa risaltare che nonostante la moglie di Borsellino abbia riferito che il marito le confidò che c'era una trattativa da parte dello Stato che durava da un po'di tempo
Testuale dopo la strage di Capaci e dice c'è un colloquio tra la mafia alcuni pezzi infedeli dello Stato e non mi dice altro
Questa trattativa era inconciliabile anche da un punto di vista cronologico comunque l'ipotizzata dall'accusa
La Piraino non menzione carabinieri dal rosso si riferisce colloqui tra mafie pezzi infedele lo Stato che durava da un po'di tempo rispetto a Capaci
Si fa riguardo osservare che i colloqui tra il ROS Vito Ciancimino non ero nemmeno iniziati prima del maggio giugno novantadue e quindi si ritiene che il dottor Borsellino parlando con la moglie non poteva riferirsi ai contatti tra rosse Ciancimino
Che trattativa non erano secondo la difesa comunque e men che mai duravano da un po'di tempo come invece la signora ha detto gli appellanti ritengono così di interpretare le parole di Borsellino consegnate alla memoria della moglie alla luce di quanto riferito da Vizzini nel processo morì Obinu nel presente processo e soprattutto nell'intervista del raìs ai giornali sempre da Vizzini evidentemente
Dice mentre il rapporto e alla rapporto mafia imprenditoria politica ossia le indagini che Borsellino voleva proseguire con i carabinieri nel rosso sul mondo degli appalti
Sul punto si richiama la sentenza processo Mori Urbino che dopo aver esaminato anche questa
L'intera vicenda affermato che la eventualità che la strage di via D'Amelio sia stata determinata all'esigenza di eliminare uno stato un ostacolo a una trattativa in corso fra lo Stato e la mafia rimasta una ma era ipotesi
Non sufficientemente suffragata da elementi acquisiti gli atti eccetera ma la decisione in questione c'è quella morì Obinu viene valorizzata anche per screditare le ondivaghe così definite dichiarazioni del Brusca sull'accelerazione la morte di Borsellino dal momento che la CIA la sentenza morì Dublino appunto si legge per alle dichiarazioni non sempre chiarissime lo stesso Brusca non è dato comprendere se l'uccisione dottor Borsellino sia stato un atto di ritorsione per il futuro per il rifiuto di accogliere le richieste
Terrina o il tentativo di rilanciare un'attrattiva una trattativa costringendo lo Stato a ritornare a negoziare
Peraltro lo stesso Brusca ha precisato di non sapere se il dottor Borsellino fosse a conoscenza della cosiddetta trattativa in conclusione si deve ribadire che le indicazioni del collaboratore non corroborato ipotesi la strage di via D'Amelio sia stata decisa
Per eliminare un ostacolo alla trattativa e questa chiudiamo la citazione della sentenza moglie Obinu
Sempre su Brusca la difesa evidenzia come le sue audizioni specie le ultime se lo Stato è caratterizzata da una serie di contestazioni di e di oscillazioni narrativa
Ancora la difesa non manca di dolersi di un ad un metro interpretativo a suo giudizio diverso rispetto alle dichiarazioni del Brusca giudicate confuse soprattutto tardiva
Nella valutazione preservate fatti che si riferivano alla all'imputato Mancino che è stata assolta invece valorizzate come attendibili per dimostrare l'accelerazione e la strage di Capaci una sorta di schizofrenia così definita
Perché appare quasi sottende l'uso di due diverse misura nel giudicare nel valutare la stessa fonte probatoria ma sul punto vengono richiamate anche le dichiarazioni di un altro pentito
Considerata attendibile Gioacchino la Barbera al fine va be'era
Al fine di smentire il dato temporale riferito da da Brusca la Barbera affermato che ho per Mannino era previsto un progetto di uccisione operativo già in data antecedente
All'arresto dello stesso la Barbera e successivo alla strage di via da meglio
Vengono anche richiamate le dichiarazioni di Angelo Sino il quale ha riferito che dopo il suo arresto ha avuto modo di parlare al carcere di Termini Imerese nel quale ha fatto ingresso il diciotto ottobre del novantadue conico detenuti Bernardo Brusca di Giovanni
E Giovanni Pullara e il Brusca
Sempre Bernardo i venti Loggia allora la possibilità di uccidere Mannino mi disse testualmente ma tu che ne pensi sette ammazzando a Mannino
Questi elementi vengono paralizzate la difesa confutazione Della tese la sentenza di primo grado basata su un'asserita inutili ineludibile deduzione logica secondo la quale nei giorni precedenti la strage di via D'Amelio ebbe a verificarsi un qualche accadimento che ha indotto il Rina a rappresentare a soprassedere
Sull'omicidio dell'onorevole Mannino e a concentrarsi invece con immediatezza nella uccisione dal dottor Borsellino
Sul tema già citato del rapporto mafia appalti si muove dalla problematica della cosiddetta doppia refertazione anche di questo e abbiamo già parlato
In sostanza è rossa avrebbero consegnato nel novantuno alla Procura di Palermo da domani del dottor Falcone è un informativa nella quale non vi erano le intercettazioni dalle quali emergevano i nomi dei politici mentre l'informativa per così dire completa complessiva anche dei suddetti riferimenti politici sarebbe stata consegnata successivamente dopo l'uccisione dottor Borsellino alla procura di Catania
La linea difensiva tende a evidenziare che il rosso e consegnare rapporto nella sua interezza al procuratore capo dell'epoca dottor Giammanco che lo conservo nel suo armadio cassaforte
In merito viene richiamata anche la sentenza del gruppo di Palermo nel processo Mannino svolte in abbreviato secondo cui le intercettazioni dalle quali emergeva i nomi dei politici erano in possesso della procura di Palermo
La tesi e allora quella secondo cui la ragione dell'anticipata uccisione anticipato ovviamente fra virgolette
Proprio in quel momento storico dal dottor Borsellino da riconnettere né timori basati su due motivi ha possibilità che il dottor Borsellino venisse all'assume la direzione nazionale antimafia e soprattutto
La pericolosità delle indagini che egli avrebbe potuto svolge in materia appunto di mafia
Ed appalti a questo proposito il gravame meglio gli atti di gravame rievoca una anche le dichiarazioni di Giuffrè secondo cui c'era sempre quel rapporto che era stato presentato alla procura di Palermo da parte del rosso
Si sono resi conti racconto in Cosa Nostra aggiungerei che era molta dentro c'era molta dentro il dottor Borsellino in quel discorso mafia-politica appalti e forse forse alla pari del dottor Falcone
Analogamente vengono richiamate le dichiarazioni dottoressa Ferraro a testimonianza del forte interesse del dottor Borsellino per quell'indagine sugli appalti
L'indagine appalti era quella fatta da De Donno e dai rosso
Per esattamente viene ricordato l'incontro sul vicino al ventotto giugno novantadue in cui novantadue in cui Borsellino parlo alla Ferraro del rapporto mafia ed appalti nonché dell'anomalia rappresentata dal fatto
Che era che detto rapporto era stata inviata al ministro di Grazia e Giustizia per con la Ferraro ha preso anche parlando direttamente con il dottore Falcone
Complessiva esame del della Ferraro il martedì la difesa e vince la seguente ricostruzione
Borsellino incontro al venticinque giugno novantadue presso la caserma
Carini Mori e De Donno per il rapporto mafia appalti tre giorni dopo incontrò dottoressa Ferraro che ha esternato al borsellino il racconto di Martelli
E anche la irritazione di Falcone quando arrivò il parco al ministero e affermato che aveva iniziato a leggerlo a leggerlo il rapporto ma Falcone aveva allora invitata a restituirlo
Alla procura anche perché il ministro non aveva nessuna competenze ha avuto modo di spiegare sempre dottor Falcone alla Ferraro che si tratta dell'indagine mafia appalti che lui aveva richiesto di Frost era stata consegnata pochi giorni prima che lui venisse a Roma
Secondo la difesa la ragione per la quale il procuratore capo dell'epoca mando
Al ministero quel rapporto
E presto la ragione è presto spiegata perché nel rapporto vi erano i politici a dispetto di quanto ha sostenuto ancora sostiene quota parte della procura di Palermo a tal fine si revoca anche il contenuto della lettera
è stata prodotta nella quale ministro Martelli nel rilevare la singolarità dell'inoltro di atti coperti da segreto per la sua parte esprimeva l'avviso che tutte le indagini necessarie e opportune
Dovevano essere prontamente efficacemente svolte incluse le eventuali responsabilità di persone impegnate attività politica queste la citazione alla stregua di di elementi così sintetizzati a difesa
Ride di confutare la tesi sostenuta in sentenza secondo la quale invece unico fatto noto di sicura rilevanza importante novità verificatesi in quel periodo per l'organizzazione è morto mafiosa
E tale quindi da c'era la strage di via D'Amelio sono stati i segnali di disponibilità al dialogo
Pervenute a Salvatore Riina attraverso Vito Ciancimino proprio nel per immediatamente precedente alla strage di via D'Amelio
Come anticipato la tesi la difesa è quella per cui invece la decisione di uccidere proprio in quel momento il dottor Borsellino è stata legata alla vicenda
Del rapporto mafia appalto appalti le quindi Nagy volevano essere svolte proseguita dottor Borsellino
Prima per la sua morte a tal fine si ritiene di superare l'obiezione è contenuta la sentenza di primo grado secondo cui
Nessun spunto idonea collegare la vicenda mafia appalti con la morte del dottor Borsellino sarebbe possibile trarre dalle dichiarazioni di tanti collaboratori di giustizia esaminati e cui peraltro
A cui peraltro la vicenda ma fa parte era ben noto dal momento che di rimando la difesa
Segnala che questa conclusione omette di considerare la testimonianza quanto meno di Giuffrè
E trascura anche il fatto che non è stata ammessa alla produzione alla sentenza la Corte di Assise Appello di Catania che secondo stesse difese
Avrebbe fornito utili chiarimenti in merito anche qui con riferimento istruttorio un accenno tutto
Allo stesso modo si ritiene superabile l'ulteriore o vizio della sentenza secondo cui l'interessamento dottor Borsellino per l'indagine marea appalti con avuto all'epoca alcuna risonanza pubblica
Parenti in proposito il contenuto la testimonianza di Luca Rossi resta nel processo morì
Obinu udienza viene citata quella del sei luglio del due mila dodici si indica
La pagina eccetera soprattutto a difesa evidenzia la rilevanza di quell'incontro di Borsellino con morì e De Donno alla caserma Carini già citato del venticinque giugno del novantadue in cui si parlò di mafia e appalti
Poi l'incontro con la Ferrara Fiumicino
Il ventotto giugno novantadue nel qual Morselli dopo le informazioni sulle indagini rosso sempre su mafia appalti e sovente sul dove fosse quel rapporto inviato alla al ministero di Giustizia gli interrogatori di Messina
A Roma il trenta giugno e il primo luglio del novantadue nei quali si parlò ancora di appalti dinanzi al dottore Borsellino
La difesa si duole di avere voluto produrre questi interrogatori del Messina e che questi documenti definiti secondo l'ottica difensiva importantissimi non siano stati invece ammessi
Ma proseguendo in questa elencazione difensiva vengono in rilievo l'incontro il due luglio novantadue con Luca Rossi
Verbale reso dal processo Mori e Obinu
Per quel dottor Borsellino ha parlato della sua ipotesi investigativa sul clima e Falcone trait d'union è rappresentato da una questione di appalti
Che Falcone stava studiando Pauline conto di Borsellino del dieci e undici luglio novantadue con i carabinieri del ROS incontro fugace con il generale Mori anche con Subranni cena al comando generale indomani e l'indomani in elicottero a Salerno sempre con Subranni
Poi la data del tredici luglio del novantadue per la richiesta di archiviazione dell'indagine su mafia e appalti scaturita rapporto rosse evidentemente l'incontro sedici luglio novantadue con Vizzini in cui ero presente anch'io attori Lo Forte
N attori e l'attenzione di Borsellino e tutta sugli appalti sulla questione mafia politica economia
La data del tristemente nota del diciannove luglio novantadue Giammanco telefona all'alba al procuratore Borsellino per conferirgli la bella Ca'sul Palermo probabilmente non poteva dargli la prima di aver definito l'inchiesta su mafia appalti
Nel pomeriggio il dottor Borsellino salta in aria con il CIPE agenti di scorta il ventidue luglio che ormai Cappon il viso sulla richiesta di archiviazione formulata dai suoi sostituti
Nove giorni prima
E passiamo ad altro in merito alla confidenza fatta al dottor Borsellino alla moglie Agnese Piraino Leto riguarda generale Subranni la difesa
E diciamo non si occupa specifica in modo specifico e l'argomento che non riguarda la posizione degli imputati di cui ci occupiamo ci occupiamo ma
Valuta criticamente l'interpretazione che la sentenza di primo grado ha fornito alla conversazione morì De Donno del diciotto maggio due mila dodici
Riportandone frammenti sostanzialmente alterandone il contenuto l'argomento è quella notizia che la moglie il borsellino ha raccontato secondo cui il generale Subranni era era mafioso era Pucci un soluto cioè formalmente affiliato sostanzialmente a Cosa Nostra
Precisato che le indagini a tale titolo avviata hanno portato all'archiviazione l'abbiamo già parlato la volta scorsa del relativo procedimento la difesa reputa che la lettura più complete aderente albergo dell'intercettazione morì De Donno sia quella che è stata fornita al processo Mori Dubini e secondo la quale tra l'altro i due ipotizzavano
Che l'amico del quale il dottor Borsellino aveva lamentato con i magistrati dottore afflusso e dottoressa Camassa di essere stato tradito si identifichi nel maresciallo Canale canale Carmelo inoltre questi interlocutori sempre Mori e De Donno si chiedevano da chi il dottor Borsellino avesse appreso che il generale Subranni era appunto puntuto
Manifestavo la loro incredulità un proposito ricordando che il generale Subranni non aveva mai dato luogo a comportamenti sospetti e non aveva mai ostacolato le loro indagini
In merito all'intervento del dottor Scarpinato sul tema della dissociazione a difesa riprende questo argomento i cui brevemente si occupa la sentenza di primo grado per puntualizzare soltanto che lungi dal voler ipotizzare chissà quali disegni nei confronti del dottor Scarpinato li Trento difensiva era semplicemente quello di sostenere che aderire alla alla alle ipotesi del PM di quella appello le cui richieste che entrava anche la dissociazione si arriverebbe all'assurdo di ritenere che tutti coloro i quali ne parlava da letta però all'epoca fosso per così dire dei trattati visti con la puntualizzazione che la difesa rifiuta
Nettamente a questo tipo di approccio
La sentenza viene impugnata anche in relazione capitoli denominati contatti i carabinieri con Vito Ciancimino la sentenza di primo grado la Corte si verifica in certe stanze ha preso in quel processo gli odierni imputati Mori e De Donno fino al capitolo intitolato interrogatori di Vito Ciancimino anch'esso oggetto di impugnazione procedendo ad un estremo sforzo di sintesi questi sono i punti salienti che la difesa evidenzia
L'iniziativa di contattare Vito Ciancimino partiva da De Donno e successivamente venne comunicata morì ed a questi a Subranni e non viceversa come sostenuto in sentenza
Morì in tutte le occasioni in cui è stato sentito come testimone ha fornito sempre la stessa coerente narrazione dei fatti trattativa
è un termine riferito alle schermaglie tra amori e Vito Ciancimino
Anche a voler concedere che l'espressione utilizzata sia stata riferita alla trattativa Stato-mafia
Essa e non vi è mai stata essa trattativa perché alla domanda divisioni Cimino cosa offrite loro risposero Riina Provenzano e gli altri si consegnino e tratteremo bene la famiglia chiedendogli la cosiddetta trattativa
Ancora Mori e De Donno hanno più volte affermato che loro non avevo niente da offrire metà trattare così l'ulteriore elemento a sostenere l'esistenza di trattative la vicenda del quarantuno bis non confermati da Conso Ciancimino non propizio l'arresto di Riina
In ordine contatti morì Ciancimino la difesa condividere né sul fatto che si sia il più trattato di una iniziativa spregiudicata purché si torni con la mente a venticinque anni fa al più non opportuna pure insistendo con forza sul fatto che intento di Mori e De Donno era quello attraverso il tentativo di far collaborare Vito Ciancimino di porre fine alle stragi arrestando Riina Provenzano quindi un intento sicuramente lei cito e anzi
Meritorio
Viene ricordata tra le altre la deposizione di la deposizione di Roberto Ciancimino secondo cui il padre Vito fu contattato dall'ufficiale del CC quali richiesero un aiuto per fermare le stragi loro volevano solo arrestare Riina Provenzano
E chiudere al più presto la situazione
Queste finalità rilevano in termini di Dolo sia del reato o che in relazione all'applicabilità cioè della non applicabilità dell'aggravante l'articolo sette già detta l'aver posto in essere quei contatti non integra alcuna fattispecie di reato a voler ragionare per assurdo la difesa afferma che anche ipotizzando una trattativa
Tra morì due donne Vito Ciancimino e Cosa Nostra
Con richieste in Paparelli ovvero bloc notes orale ovvero scritte vanno scritte oppure tutto l'ospite etc il reato contestato non sarebbe ancora configurabile perché evidentemente non vi è la condotta di usare minaccia al governo nell'assente non essendo né morì
Nel De Donno esponenti Covello
A sostegno di questa ricostruzione si citano le sentenze irrevocabili che hanno analizzato questa vicenda dei contatti
Morì Ciancimino e hanno assolto morì con motivazione ritenuta esaustive cioè a dire la sentenza Mori e De Caprio
Letta la sentenza morì Obinu già citata la decisione primo cadavere impugnata anche in relazione agli scritti di Vito Ciancimino
E al capitolo conclusioni sulle dichiarazioni di scritti Vito Ciancimino sul punto rinvio integralmente agli atti di appello
E la sentenza viene censurata anche riferimento alle ricostruzioni contenuta nel capitolo le azioni e le omissioni di Subranni Mori e De Donno durante i contatti con Vito Ciancimino i contatti con gli era Ferraro fino al capitolo la deposizione di Fernanda Contri
In merito a queste deposizioni quindi nella Ferrara della Contri l'atto di appello agli atti di appello sostengono le stesse in sé spezza in sentenza siano state assolutamente travisate Prata & traendone conclusioni non in linea
Con le stesse sul contenuto la posizione sia di Ferrara sia di Martelli viene fatto rinvio alle valutazioni espresse molto più serenamente diceva di Faenza nella sentenza amori Obinu sottolineando che è il riferimento all'incontro con Borsellino all'aeroporto di Fiumicino
Emerge quanto poco valore Borsellino ammettesse alla notizia data che la Ferraro sui contatti tra Rossi e Vito Ciancimino HP ecco un verso quanta importanza desse all'indagine
Di quegli stessi uomini del rosso sugli appalti quanto all'incontro con Moni dell'autunno novantadue nel quale si parlò del passaporto per Vito Ciancimino l'appellante gli appellanti rimarcano che morì nonché ex alcun interessamento concreto
Quanto alla presunta irritazione di Martelli e da dire che la Ferrari ha spiegato che tale irritazione riposava nella considerazione che essendo stata istituita la via il rossa avrebbe dovuto cedere il passo per quel confluire in questo nuovo organismo in sostanza Martelli si rito
Perché riteneva che quelli del ROS continuassero a intromettersi una spiegazione la difesa ritiene che sia stata confermata dallo stesso interessato lo stesso ma
Quanto agli incontri della Ferraro con Francesco Di Maggio nel corso dei quali costruito spetto di andare al da la difesa si duole del fatto che la sentenza di primo grado siano state dimenticate
Per ragioni riferite da il maggior la Ferraro per la quale costui appunto voleva andare al DAP e cioè era convinto che non solo bisognava trovare gli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ma che quello era il momento per sconfiggere Cosa Nostra che le carceri avevo l'importanza molto grande nel senso che evidentemente dopo la conferma del maxi uno è la prevenzione dei capi di Cosa Nostra sul carcere raro bisognava sul carcerario bisogna lavorare molto delle affermazioni che per la difesa documentano quale fosse l'effettivo rientro amento di Di Maggio sulla tematica del quarantuno bis di cui ci occuperemo Breva
Ma ulteriore conferma dell'esistenza di trattative di sorta e viene individuato dalla difesa da quanto riferito alla Ferraro circa il fatto che De Donno le disse che il tentativo di agganciare Vito Ciancimino era funzionale alla cattura dei assassina il dottor Falcone
Per ciò che concerne le dichiarazioni di Martelli la difesa richiama le considerazioni contenute la sentenza Mori e Obinu anche su questo tema della valenza del ricordo in questo testimone sul risalenti fatti in questione e ricordi quelli del teste Martelli
In quella sede processuale definite non sempre limpide frutto di fronte personale memoria quanto piuttosto frutto d'una sorta di inclinazione a rappresentarsi come un un puro paladino dell'antimafia a petto di atteggiamenti opachi di altri al di là di opinioni del tutto infondata
Quale quella secondo cui l'iniziativa del capitano De Donno sarebbe stata non ortodossa in quanto istituita la diga i militari del ROS sarebbero stati in sostanza privati di ogni autonomia investigativa e il raggruppamento
Sarebbe stato addirittura assorbito dalla dalla DIA per lei si fa
In merito alla dichiarazione il martello della Ferraro
Relativa all'asserita copertura politica chissà dato De Donno secondo la sentenza è da mettere in relazione alla trattativa la difesa del gravame si interroga su quale necessità avesse De Donno
Adesso il PD i carabinieri di richiedere un tale sostegno politico se agivano su input del politico
Proveniente da dal politico ministro Mannino
Che seguire una gioventù alla Corte di Assise avrebbe addirittura agito con il concorso di mezza Democrazia Cristiana tra cui Scalfaro Mancino
Ed altri uomini delle istituzioni
Quanto alla testimonianza di Fernanda contro la difesa ritiene che il contenuto sia stato travisato
In particolare in merito all'incontro il ventidue luglio novantadue tra morì l'avvocato Conte appellanti sostiene che si ricava in Ordway circostanze essenziali morì
Non parlo generiche indagini in corso ma di indagini per scoprire gli assassini Falcone Borsellino
Molino hanno incontrato al ventidue luglio novantadue Vito Ciancimino
Il travisamento della prova sussisterebbe anche riguardo all'incontro successivo quello del ventotto dicembre novantadue nel quale morì riferì all'acconto alla Contri Camera incontro incontri con Ciancimino ha le disse Kirov ancora notizie sviluppi
Fino a riguardo citata ma motivazione morì Obinu la quale si rinvia soprattutto la difesa insiste sul fatto che l'avvocato Conte ha precisato che il morì non le chiese niente e Keller non ravviso nulla di strano sulla richiesta di incontrarla penso che il predetto conosceva bene l'amicizia della teste con il dottor Giovanni Falcone
E considerava il Mori come una persona della quale potevo fidarmi su alcune indicazioni che avrebbe potuto darmi
Riguardo a Giuliano Amato si rammenta che lo stesso in questo processo è anche nel processo colonne
Quello morbido per intenderci ha riferito che l'iniziativa di contatore morì originò dalla Contri dopo l'uccisione di Borsellino chiedendogli che cosa ne sapevano e quali indagini stavano facendo
La difesa ribadisce che tutti perché i testi so già che siete stati sentiti nel processo morbido perché anche lì sebbene nella come aggravante era contestata girare morì sostanzialmente la condotta trecentotrentotto Codice Penale nei sistemi negli stessi termini al presente processo e per le stesse vicende nelle quali coprotagonista si assume che sia stato anche
De Donno
Anche le conclusioni e sui contatti di Mori e De Donno con Liliana Ferraro è Fernanda contro per la difesa e risultano travisate ovviamente a mettermi in cui sono state rappresentata la sentenza di primo grado in sentenza si legge le risultanze delle predette testimonianze sugli incontri Mori e De Donno ebbero lo ebbero con mobili gente autorevole del ministro della Giustizia cioè la dottoressa Folco Ferraro e con il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri l'avvocato Contri
Informandolo espressamente dei contatti intrapresi con Vito Ciancimino smentiscono la versione degli imputati
Che tende a minimizzare tali contatti conducendo nell'albo del mero rapporto confidenziale
Tale conclusione per gli appellanti si fonda su un errata apprezzamento delle risultanze processuali
De Donno va dalla Ferrario piangendo per la morte di Falcone morì non vada nessuno è bene come visto convocato semmai alla Contri
Il minimo comun denominatore e la difesa si vuole sempre sia stata ignorata in sentenza individuato nel dottor Falcone e il rapporto che legava al magistrato ucciso Juni cioè i carabinieri e le altre cioè Ferraro
Contro i per la difesa è dunque evidente che Mori e De Donno ebbero contatto con gli amici di Falcone ai quali dissero che stavano adoperandosi per cercare di far luce su queste stragi
Queste confermato sempre per la difesa da un'altra prova indicata come omessa una sentenza di primo grado che deve reperire alla sentenza morì Obinu
Dell'intera le indicazioni fornite all'avvocato conti viene confermato l'assunto di Massimo Ciancimino posto che il ventidue luglio novantadue morì parlò di un contatto con Vito Ciancimino che era ancora in fieri
Sotto altro profilo non può essere sottolineato queste sono le parole nella sentenza Mori e Obinu
Uno cioè a i contatti con Vito Ciancimino non sono stati gestiti agli ufficiali del rosso o la strettissima riservatezza che avrebbero suggerito un'operazione illecita in quanto ne hanno parlato in particolare con altissimi funzionari governativi
La dottoressa Franca Ferraro l'avvocato Conte che sapevano essere stati particolarmente legata al dottor Giovanni Falcone di alla luce delle precise e sicure indicazioni lavato Contri escluso il colonnello Mori
Le abbia rivolto alcuna richiesta non poco offrirsi sicura attendibilità alle incerte
E oscillante dichiarazioni con cui la dottoressa Ferraro ha finito per affermare che il capitano De Donno ricercò contattando la una condivisione politica
Della sua iniziativa e questo è il riferimento alla sentenza morì Obinu in sostanza si insiste sul fatto che tali contatti non non venivano su in tutto o su un input politico addirittura con la regia del lavoro Presidente nella Repubblica Hospital Luigi Scalfaro
Esplicitamente evocato dal Martelli Caracol sulla sua dizione innanzi alla Commissione parlamentare antimafia già affermava queste circostanza nel due mila e dodici
Egualmente la difesa contesta le conclusioni e la sentenza di primo grado secondo cui i rapporti di Mori e De Donno con Ciancimino erano un tentativo di instaurare un dialogo attraverso Vito Ciancimino con Cosa Nostra
E che quindi eccessivamente di evitare di avere quella copertura politica di cui ha riferito il teste Martelli e sia pure con molte titubanze e tre tentativi di minimizzare e dimenticare degli accadimenti alla stessa Liliana Ferraro
Prescindendo da quanto detto in merito alla non necessità di De Donno e dei carabinieri di richiedere un tale sostegno politico sentivano sin tutto politico proveniente dal ministro Mannino
Nell'atto di appello viene riportato quanto scritto nella sentenza definitiva Mori e Obinu circa il fatto che versa Ferraro ha affermato
Di aver percepito nel comportamento del vedono la volontà di superare qualche contrasto dei carabinieri con il ministro Martelli collegato alla istituzione della Direzione investigativa antimafia
A difesa insistere a censurare la decisione di primo grado che ha invece sostenuto che il tentativo di tonno di informare il ministro della Giustizia dell'iniziativa del ROS con Vito Ciancimino così come la la con l'iniziativa di Mori
Perciò dottoressa Ferraro Fernanda Contri fossero finalizzato a instaurare un dialogo con Cosa Nostra per ottenere questa ponesse termine la strategia di contrapposizione totale con lo Stato
Che in quel momento aveva già raggiunto il culmine con la strage di capaci ci si duole di un pregiudizio
Condannato a Orio facendo notare che sono trascurate sosta trascurate le indicazioni proveniente dalle citate contro il Ferraro
La Ferraro ha riferito che vedono le disse che bisogna fare di tutto per cercare di scoprire che autori della strage e che sempre il De Donno si era ricordato di aver riconosciuto in passato il figlio per l'ex sindaco di Palermo e che l'aveva incontrato anche di recente che forse valeva la pena di vedere se era possibile contattare il padre che visto quello che era successo poteva avviare una collaborazione
L'acconto in relazione all'incontro il ventidue luglio novantadue ha ricordato che il colonnello Mori mi disse
E stava investigando tutto il possibile per fare luce sia sulla morte di Paolo che sulla precedente morte Giovanni e Francesca e mi disse sto incontrando Ciancimino spero di avere
Qualche cosa una qualche notizia
Allo stesso motivo negli atti appello si critica la conclusione della quei giunta la sentenza di primo grado circa la condotta posta in essere dalla memoria
Sempre riferimento all'apertura di un canale di interlocuzione con i vertici mafioso da che invece a un'apertura
Cercata per porre termine la contrapposizione frontale che l'ha prodotto i tragici accadimenti nei mesi precedenti
La sentenza viene censurata anche in merito alle valutazione relativa al passaporto di Vito Ciancimino
A riguardo la difesa evidenzia in occasione del secondo incontro con la Ferraro il Mori non sollecito alcuni interessamento
In specie per il rilascio del passaporto Ciancimino ma si limitò solamente a un accenno generico al fatto e Vito Ciancimino nell'ambito di rapporti con i vari nel rosso avesse chiesto se poteva avere il passaporto dunque una cosa molto
Più sapere Cicerale molto più generica senza alcuna sollecitazione esplicito alla quale il Moro informo solamente la Ferraro senza alcuni inferte effettivo interessamento di sorta
E sempre a viso la difesa non è un caso che la stessa Ferraro percepiti che si trattasse di un semplice aggiornamento sui contatti con Ciancimino terrestri appellante evidenzia che la conseguenza di questa vicenda
è stata semmai l'arresto del Ciancimino ossia un aumento rispetto ai quali i carabinieri l'avevano alcun interessa in quel momento neppure si desse credito alla trattativa con l'amata e così come ipotizzate in primo grado
La sentenza viene impugnata anche in merito alle valutazioni espresse con riguarda l'intervento presso il presidente la commissione parlamentare antimafia e alla deposizione di Luciano Violante e capitoli connesse più esattamente si censura il ragionamento secondo quale secondo il quale anche tale episodio smentisce la tesi riduttiva degli imputati sì al ruolo di Vito Ciancimino ed esuberi sulle dichiarate finalità dei contatti con quest'ultimo mentre invece Toto al mente coerente con la necessità di assecondare quell'interlocutore non già per avere informazioni confidenza di sorta ma per dimostrare Allo stesso che quei carabinieri che l'avevano contattata erano in grado di coinvolgere esponenti delle istituzioni a vari livelli
Così da dare credibilità alla richiesta di dialogo indirizzato tramite Vito Ciancimino ai vertici mafiosi
Viceversa la difesa richiamando anche ancora una volta le motivazione la sentenza morì Rubino sul tema nella deposizione del Violante dell'informazione da queste ricevuta da parte del monito
Insiste nel sostenere che il fine di De Donno e morì era quello di cercare di far collaborare senza favoritismi lei citi Vito Ciancimino senza che tenersi presso e nei confronti di chicchessia
Sulla tematica la mancata informativa all'autorità giudiziaria la mancata documentazione l'attività svolta il mancato svolgimento di attività investigativa
Praticamente rapporti con Vito Ciancimino decisione vere ampiamente censurata negli atti di appello in sintesi
Se a debita morì indirettamente anche a De Donno di non aver informato il procuratore Caselli
E rapporti intrattenuti con Vito Ciancimino e che non venne fatta alcuna comunicazione scritta né orale al procuratore ma quest'ultimo apprese di tali contatti sono in seguito direttamente
Dal Ciancimino a riguardo ha difeso oppone che nessun obbligo informativo sussisteva e senza l'articolo duecentotré nel Codice procedura penale ritenuta applicabile anche il al di là del dibattimento inoltre si rammenta che Vito Ciancimino
Già Rebibbia da circa un mese quando Caselli arrivo a Palermo era a disposizione dell'autorità giudiziaria ancora la difesa ricorda che lo stesso Caselli dottor Caselli ha sempre chiarito che il rapporto con la fonte
E di esclusiva pertinenza è competenza della polizia giudiziaria che la gestisce per questo di non aver mai interferito su queste su questi casi su queste tematiche
Piene rammentato anche che Caselli si insedia alla Procura di Palermo il quindici gennaio del novantatré
Giorno coincidente con l'arresto di Totò Riina il rosso effettua su richiesta di Vito Ciancimino un colloquio investigativo con Ciancimino spesso il ventidue gennaio nel novantatré e tale colloco viene
Refertata Caselli successivo ventiquattro gennaio
Nella comunicazione al procuratore scritto che il Ciancimino ha espresso il desiderio di conferire con la signoria vostra a seguito di ciò il ventisette gennaio site nel primo interrogatorio di parte dica da parte di Caselli e Ingroia tale ultimo documento serba ancora la difesa non è stato ammesso
E viene indicato
Che si trova nella nella nell'indice dei documenti che si intendono produrre
In sentenza si fa anche il generale Ganzer a proposito della redazione in relazione ad uso interno sulle attività svolte con le fonti va difesa fa presente che non sussisteva alcuno obbligo specifico
Ma solo una prassi appunto interna per di più riferito a un periodo successivo si sostiene a quello di stretto interessa in merito all'addebito di non avere informato il dottor Borsellino incontrato da Mori e De Donno la caserma Carini venticinque giugno del novantadue la pellami appellanti formula alcuni interrogativi che sottendono il fatto che non si sa non sussisteva una trattativa in atto tra Cosa Nostra e appartenente al ROS dei carabinieri in sostanza per i propri proposto la giustificazione fornita da De Donno al processo Moro Rubino secondo cui egli non informò borsellini perché era prematuro
Stavo tentando instaurare un rapporto con lui cioè con Ciancimino e non sapevamo a che punto sarebbe arrivata la collaborazione
Quanto alla denunciata inerzia investigativa di cui pure si tratta alla sentenza di primo grado la difesa evidenzia come le sarebbe stato fuori da ogni logica investigativa ma anche giudiziarie soprattutto il buonsenso ipotizzato di far fare una perquisizione anche altra forze di polizia il tutto per non allarmare la fonte dei carabinieri si ricorda nel Rapporto confidenziale è un rapporto strettamente fiduciario del resto Mori ha spiegato che le inerzia investigativa per così dire era dovuta al tipo di rapporto allora intraprese non noi potevamo dire brutalmente senti Ciancimino alto posizione giudiziaria e giuridica e quella che estratti attento se può evitare la galera ti possiamo aiutare però dacie Cetera perché mi avrebbe accompagnato alla porta immediatamente
Perché i tempi erano DiVersi queste sono le parole sempre di morte
Anche De Donno ha confermato che l'attività tecniche non sarebbe stata proponibile con un rischio troppo alto di bloccare il rapporto con Vito Ciancimino un rapporto fiduciario non si ripeta infieri
Riguarda l'assenza di un pedinamento dell'intermediario tra cigni e Cosa Nostra nemmeno a dicembre cioè in prossimità all'arresto poi di Ciancimino
Appunto arresto intervenuto il diciannove dicembre del novantadue la difesa sottolinea che questo intermediario contattato il diciotto ottobre novantadue non era un uomo di Cosa Nostra come desume dalle dichiarazioni integrali
I Vito Ciancimino a un soggetto incensurato che avrebbero potuto consentire una certa penetrazione all'organizzazione eccetera sul tema di certe impresse un'iniziativa che ha proceduto appunto l'arresto dello stesso Vito Ciancimino
Peraltro anche Roberto Ciancimino
Ha precisato che il padre incontrava Cuccia oggetto incensurato oggetto di censura da parte delle difese sono anche le conclusioni sulla condotta di Subranni Mori e De Donno durante i contatti con Vito Ciancimino
Gli atti d'appello muove dalla considerazione secondo la quale non vi sia prova della trattativa con Vito Ciancimino attraverso questi con i vertici di Cosa Nostra
Quanto all'inciso secondo cui i carabinieri i quali che fossero le loro intenzioni sollecitarono espressamente a Vito Ciancimino un'interlocuzione con i vertici mafiosi per conoscere quali condizioni sarebbe potuto porre termine alla muro contro muro tra lo Stato e Cosa nostra cioè quella situazione che sempre in sentenza deve viene definita come una trattativa
Gli appellanti contrappongono le motivazioni per così dire della sentenza del processo Mori e Obinu secondo la quale l'eventualità che il colonnello Mori e il capitano De Donno si siano attivati
Con lo scopo precipuo
Invitare il ripetersi di iniziative stragista di Cosa Nostra e quella collaterale che abbia reagito su specifica sollecitazione esterna detta eventualità
Detto eventuale finalità non potrebbe di per sé rivelare un atteggiamento volto a favorire ragioni mafiosi e anzi dove presentava senz'altro apprezzarsi come lodevole
Dunque un'attività che non ti mostra la infedeltà del generale Subranni per di più l'assenza della prova che l'imputato Mori e De Donno
Fossero consapevole di ventuno anni ma non dimostrate contiguità del predetto con la marca così come di un disegno di personaggi di spicco della democrazia cristiana vallata
O meno dal generale Subranni volta privo di dialogo con i vertici di Cosa Nostra
Per quanto riguarda la conferenza stampa delirare Cancellieri in occasione dell'arresto e Salvatore Riina la conferma la trattativa
Nella parola nelle parole di Subranni e morì che a dire dei giudici primo grado costituisce ulteriore prova nella trattativa
Per invece interpretata la difesa come la ennesima smentita questa la tesi accusatoria si sostiene da parte la difesa
Che l'oggetto la conferenza stampa non sia stato concordato con il rosso e che il genere le Cancellieri leggeva dei fogli che aveva davanti il testo conteneva
E lo pubblicazioni del solo Cancellieri se dunque si vuole sminuire l'importanza riferimento contenuto la conferenza stampa alla trattativa
A difesa si interroga di come per i carabinieri del ROS descritti così furbi e spregiudicati dall'informare i magistrati Fasoli politici se lo sa di quei così sprovveduti da far conoscere tutto il mondo sostanzialmente l'esistenza della trattativa
Ed al baratto ipotizzato addirittura nel corso di una conferenza stampa
La risposta per la difesa va individuata nel fatto che la cattura di Tina non fu il frutto di trattative
Quelle frasi incriminate incriminata è riportato in sentenza tratta la Conferenza Stato ammiravano soltanto a lumeggiare la figura del Pinelli obiettive che questi si prefiggeva di ottenere con l'attacco Allo stato sferrato in quegli anni
Sempre la difesa appare contraddittorio che da un lato si sostenga che i carabinieri avrebbero trattato con Provenzano definito il morbido perché contraria le stragi e che la trattativa avvenne con Rina i carabinieri
Secondo la difesa allora certo è la conferma che morì De Donno non fossero a conoscenza delle presunte minacce rivolte dalla organizzazione mafiosa coerentemente all'approccio difensivo vengono censurato anche tutte le conclusioni era chiusa in sentenza sotto la voce sintesi le prime conclusioni sulla trattativa la conferma della citazione la trattativa
Va da parte Salvatore Riina dichiarazioni Salvatore Cancemi le dichiarazioni di Giovanni Brusca i giudici rilettura sono occupate delegazione di Brusca e Cancemi appunto considerate importanti per il fatto che loro hanno parlato dell'accettazione della trattativa da parte di Irina
Prima di addentrarsi su questa tematica la difesa torna a frammentare le dichiarazioni di Valdagno in merito alla già pianificata nel novantuno strategia stragista in tutt'Italia
Che confuta l'affermazione secondo cui vi sarebbe stata una intensificazione delle strage nel corso del novantatré e sino al gennaio del novantaquattro quanta Cancemi
La canzone nella sentenza di primo grado viene valorizzato l'interrogatorio del quindici marzo novantaquattro nel quale questo collaboratore riferiva quanto appreso da Gangi
Circa il fatto che Fini aveva intavolato dei rapporti con persone esterne a Cosa Nostra importanti cioè soggetti persone importanti tale per cui lo Stato avrebbe trattato
Dopo degli atti eclatanti così collegando questa informazione rapporti tra i carabinieri e Vito Ciancimino sottolineando l'importanza del dato temporale ha riferito al fatto che Cangemi parla in questi termini di trattative già nel marzo del novantaquattro brand prima quindi della risonanza pubblica dei contatti tra carabinieri Vito Ciancimino cioè Cancemi avrebbe parlato in trattativa
Che dopo le stragi del novantadue Riina intendeva intavolare con lo Stato
Tuttavia a difesa si duole del fatto che sia stato per così dire dimenticato e Cangemi aveva reso dichiarazioni su questo tema anche in precedenza
Esattamente il quattro novembre novantatré verbale ha prodotto alla difesa allorché aveva affermato di aver appreso da Gangi carina si era incontrato ha avuto un incontro con questi personaggi importanti di cui non conosceva l'identità specificando anche che Riina aveva pianificato l'idea di mettere una bomba a Falcone
Da tali elementi la difesa desume che la trattativa di cui ha preso i cancelli non può essere rifondato ricondotta ai contatti del rosso con Ciancimino perché
In primo luogo nessuno ha mai sostenuto che Riina si fosse incontrato con costoro in secondo luogo i contatti tra carabinieri Vito Ciancimino iniziano pacificamente dopo la strage di capaci
Altra dimenticanza segnalata in atti d'appello che dal fatto che nel successivo interrogatorio rese ai magistrati della Procura di Caltanissetta il ventuno gennaio
Dal novanta novantasette il cancelli parla invece della parallela vicenda della trattativa legata alla restituzione di alcune opere d'arte pure riferita da Paolo Bellini
Specificando che anche in questo interrogatorio novantaquattro vanta sette Cancemi ribadiva il concetto di aver preso da Raffaele Ganci della trattativa prima della strage di Capaci
Mentre ci recavamo nella villetta di capaci dove si procedette alla miscelazione all'esplosivo per intenderci Gancia ebbe a confidarmi che fine aveva preso parlato con delle persone importanti l'atto di appello si occupa anche delle altre dichiarazioni rilasciate dai cancelli specie quelle riferite all'uccisione di Borsellino come Céline avesse preso un impegno concludendo nel senso che di caccia dei cancelli piuttosto che suffragare la certezza circa la trattativa
Come causa dell'accelerazione la strage di via D'Amelio consentono invece di individuare una spiegazione alternativa questo perché cancella riferito che da tempo ride aveva manifestato che intendeva agire per ottenere la cancellazione della legislazione sui collaboratori di giustizia
E che aveva preso impegni con soggetti incontrati prima e la strage di Capaci
Tra le dichiarazioni di cancelli a difesa realmente anche quella contenuta all'interrogatorio che mi ha definito dimenticato del quattro novembre novantatré prodotto dalla difesa nel quale il predetto affermava che Riina e Provenzano sono la stessa cosa la stessa mente assesta strategia mostrandosi convinto del fatto e gli attentati ultimi di Roma Firenze e Milano sono addebitabili a Riina Provenzano e al loro gruppo delle dichiarazioni che sempre per la difesa assoluto assume una portata per così dire demolitoria
Per il teorema della trattativa secondo cui Provenzano non era stragista almeno come rinvia
Per ciò che concerne Giovanni Brusca
La difesa con evidenza il fatto del ricordo di questo collaboratore sul tema della collocazione temporale cioè il primo dopo la strage di Capaci e la notizia di Riina
Di aver consegnato il papello
Io ho fatto un papello così si vantava essendo frutto di un ricordo contraddittorio
Segnatamente la sentenza di primo grado si afferma che Brusca collocato questa affermazione circa venti trenta giorni dopo la strage di capace a seguito una rivisitazione del suo cioè dello stesso Brusca precedente ricordo
Riprendo di poter essere più preciso sempre il Brusca perché ha collocato questo episodio dei fatti di sangue
Quali l'omicidio l'ispettore vizio
E il duplice omicidio Milazzo Bonomo tuttavia a difesa fa notare che questi riferimenti temporali cioè gli amici di giudizio
Il Milazzo Bonomo che avrebbero consentito di di precisare ricordo quindici anni crea effetti già emersi negli interrogatori precedenti del Brusca ed esplicitata quattro sei anni dei fatti novantasei
Novantotto nei quali brusco collocava invece l'incontro
Corrida sul papello dopo e non prima la strage di via D'Amelio a sostegno e la scarsa attendibilità
Ricordo che Brusca difesa cita ancora una volta la sentenza del processo Mori e Obinu ove la tematica della inaffidabilità anzi affidabilità dei ricordi delle dichiarante è stata ampiamente sviscerata concludendo per un giudizio piuttosto un giudizio piuttosto precario la sentenza Morbin viene evocata anche in riferimento alla Regione il progetto del progettato attentato ai carabinieri Allo stadio olimpico
E in definitiva e più in generale la difesa contesta attendibilità del Brusca invece riconosciuta nella sentenza di primo grado
Riguarda la dichiarazione di Antonino Giuffrè la difesa evidenza che lo stesso è stato già sentito sulle stesse vicende
Nel processo più volte citato morì Obinu in sintesi
Quanto alla missione di Vito Ciancimino di cui Giuffrè avrebbe appreso da Provenzano si evidenzia una serie di contestazioni mosse lo stesso Giuffrè dalle quali emerge che lo stesso non appresso nulla da provenzale a tutto voler concedere la missione
Alias
Trattativa nel costrutto alla sentenza si è prodotta in un nulla di fatto
Una incompiuta
Per di più si fa notare che questi contatti aveva oggetto la questione degli appalti perché a dire di Giuffrè
Provenzano cercava sempre di infilare il discorso di Ciancimino negli appalti un riferimento che secondo le difese conferma quanto dichiarato lo stesso Vito Ciancimino il nell'interrogatorio del diciassette marzo del novantatré e passiamo alle dichiarazioni di Pino Lipari e i paragrafi con paragrafi connessi che vengono presi in rassegna né motivi di appello per stigmatizzare la inattendibilità
Del Lipari
Ancor più percepibile la lettura delle trascrizioni del suo esame sostanziato Simona serie di contestazione del pm e delle difese alle sue ISPA risposte
Si insiste sul fatto che Lipari successivamente a tale dichiarazione abbia continuato a delinquere ponendo in luce che prende luce che diversamente da quanto sostenuto nella sentenza tali violazioni incidono sull'attendibilità affidabilità del narrato di questo soggetto la difesa se non in particolare nel fatto che non sia stato ammesso l'esame dei testi dottori Grasso e Prestipino ossia i magistrati i quali
A hanno avrebbero sbattuto la porta in faccia sostanzialmente a questo collaboratore ma ancor più la difesa si duole del giudizio di coerenza delle conoscenze riferite da Lipari riconosciuto la decisione di primo grado oltre che a quello riferito alla spontaneità e all'autonomia delle sue dichiarazioni per contestare la coerenza delle affermazioni si di si cita la duplice versione sulla circostanza
Di non poco momento riferita a Lipari
Cira Cina avrebbe messo la busta contenente il papello nella cassetta delle lettere l'abitazione di Vito Ciancimino in via asciutti a Palermo anche se a contestazione sempre lì perché affermato che Cina incontro Ciancimino
Ancora il fatto che libera riferito che c'era cibo confermò che quel papello l'ha consegnato ai carabinieri forse non solo De Donno senza che tale lo pulsazione dubitativa cioè forse sia stato in sentenza oggetto di precisi riscontri Astaire
Al racconto sempre del PIL pari
Sul punto la difesa rammenta che anche Roberto Ciancimino escluso che il padre gli abbia detto di aver consegnato le presunte richieste a chicchessia
E passiamo al capitolo delle dichiarazioni di Paolo Bellini del maresciallo Roberto tempesta e capitoli connesse ovviamente omettendo per ragioni di sintesi racconto del Bellini agli altri protagonisti si può brevemente anzi davvero brevemente rammentare che secondo la la difesa costituirebbe una menzogna quella secondo cui il maresciallo tempesta sarebbe andato da Mori a chiede il permesso infiltrare Bellini in Cosa Nostra
Quanto alla trattativa con i piani alte governo italiano sempre una difesa è sufficiente rinviare al controesame per rendersi conto delle contraddizioni in cui in corso
Il Bellini ma su questa tematica rinvio
Ai motivi appello circa dichiarazioni di Mario Mori a difesa si duole delle conclusioni cui giunge la sentenza ancora sulla vicenda berline tempesta in sostanza per gli appellanti appare lampante che si USA contro Mori
Alfio e trovare un seppur minimo sospetto in mancanza di prove per col condannare qualsiasi elemento si rimarca che la vicenda Bellini sia stato utilizzato in sentenza non già
Per sostenere che Mosca che morì faceva più trattative ben prezzi per dimostrare per la trattativa per così dire principale cioè quella con Ciancimino
Ha sentenziato ha impugnato anche in relazione a dichiarazioni Gioacchino la Barbera fino al capitolo intitolato conclusioni sulla vicenda Bellina
Bellini parimenti il capitolo parimenti impugnata dalla difesa Nestlé ma sintesi si contesta la lettura che è stata fornita appunto alla vicenda Bellini come canale sicuramente secondario del tutto ipotetico rispetto a quello che incita la certamente più autorevole per la cattura
Per la caratura scusate di Vito Ciancimino si contesta soprattutto l'interpretazione secondo la quale i modi non abbia voluto che la vicenda interferisse con quel tentativo già in corso interloquire con i vertici e l'assessore mafiosa che evidentemente sì ho chiuso l'aspettava più fruttuoso e che sarebbe stato inevitabilmente interrotto
Da un'azione investigativa diretta a colpire coloro che sia pure attraverso una diversa via si ponevano nel solco nella trattativa con lei istituzioni la sentenza venne impugnata anche con riguardo alle risposte di Rino alle sollecitazioni di dialogo e le condizione per la cessazione delle stragi
La difesa
Oltre a rinnovare la censura la tesi nel mutamento di strategia da parte di Riina da quella vendicativa a quella trattati vista avvenuto in conseguenza delle sollecitazioni di dialogo pervenute gli fa notare che quanto al papello
E fare sufficiente fare riferimento al fatto che non vi è prova che tali richieste come fatta realmente siano state trasmesse ai carabinieri
Gli atti di gravame suo occuperà anche del migrazione di dai mo'per precisare che riferimento da cui si espresse circa il fatto che in Cosa Nostra si era in attesa di ricevere notizie riguardo ai detenuti non va collocata appunto l'attesa di risposta alle richieste
Le nottate
Dal dottor Cina nell'autunno del novantadue ma al dicembre di quello stesso anno quando per come riferito a Vito Ciancimino nel verbale del diciassette marzo novantatré i contatti con i carabinieri sul titolo
Una interruzione che avevano conosciuto un altro sviluppo che non prevedeva più l'asserita attesa di risposta ma il contributo di Vito Ciancimino
Alla cattura di Riina
In ordine alla capitolo intitolato il appello la sentenza viene impugnato tra l'altro per la illogicità della conclusione raggiunta in rapporto alle premesse dalla stessa posta infatti pur dovendo ammettere che sul papello inteso come documento cartaceo non vi siano certezze di sorta né provenienti da Massimo Ciancimino da Brusca
E la Cancemi nella Lipari era Roberta Giovanni Ciancimino si afferma in sentenza che sarebbe salito e raggiunta la prova della formulazione sull'inoltro da parte di Rino attraverso il canale Ciancimino aperto sia seguita iniziativa dei carabinieri di alcune espresse condizioni cui eventualmente subordinare la cessazione della contrapposizione totale di Cosa Nostra Allo stato
A difesa sostiene invece che non sia stata affatto raggiunta la Frau la prova della formulazione e sull'inoltro
A sostenere questa conclusione oltre a quanto in precedenza esposto pene richiamata l'intercettazione dell'otto novembre due mila tredici nella Palestina tra alta affermava che Brusca
è un palista è un palista che gli ho detto questo questo papello e specificava che Louise ridà si era limitata degli interessati per tuo padre perché io in Cassazione non posso fare niente e questo gli ho detto interessati interessati
Per Sopaf non gli ho detto non gli ho dato il papello
Quanto alla minaccia la difesa sicura del fatto che la sentenza debiti ai carabinieri
Attraverso l'istituto del concorso di persone ha creato ex articolo centodieci codice penale il reato di quell'articolo trecentotrentotto trascurando di considerare che il concorso non si applica un modo per così dire automatico e che il reato soprattutto è punito a titolo di dolo specifico
La sentenza dell'imputato anche per ciò che riguarda l'anomalia investigativa nella mancata perquisizione del covo Irina ne ho fatto cenno in premessa a sentenza definita del tribunale la definitiva del tribunale di Palermo sempre su questa tematica
La vicenda appunto è stato oggetto di un processo apposito culminato nell'assoluzione o la soluzione di Mori e De Caprio il cosiddetto capitano ultimo
La difesa contesta l'assuntore chiusa la sentenza impugnata secondo il quale pur riscontrando in astratto gli elementi materiale è contestato il reato incoraggiamento personale aggravato il tribunale
Ebbe tuttavia assolve gli imputati Mori e De Caprio per l'assenza all'amento psicologico del reato Meretz
Stante in particolare
L'impossibilità di risalire alla causale della condotta per infatti ha affermato difesa che il tribunale in quella sede ha invece esaminato la medesima causale sottesa al presente procedimento giungendo affermare che l'istruzione dibattimentale ha acconto consentito accertare che il latitante cioè Pina non fu consegnato dei suoi sodali ma localizzato in base a una serie di elementi tra loro coerenti e concatenati
Che vennero sviluppati in primo luogo grazie all'intuito investigativo del capitano De Caprio
Richiamando il principio del ne bis in idem
Si fa notare che non è condivisibile neppure l'assunto secondo cui la sentenza Mori e De Caprio sarebbe basato su un compendio probatorio del tutto esigue assolutamente limitato rispetto a quello disponibile in questa sede ricordando che è un materiale probatorio anche più ampio
Di quello di questo processo è stato semmai esaminato nel processo Mori Obinu le cui conclusioni assolutorie come visto vengono a più riprese revocata dagli appellanti
Coerenti con le predette affermazioni sono i motivi di appello avverso le conclusioni sulla mancata perquisizione
Nel covo di Riina la difesa in particolare cita la sentenza d'appello del processo Mori e Obinu
Che così recita non vi è nessuna prova nella direzione finalistica del volere verso l'agevolazione i soggetti peraltro imprecisati appartenente a Cosa Nostra
Alle scuse le investigazioni della ad eludere le investigazioni dell'autorità e ancora ne deriva che non essendo stata provata la causa del diritto né come ragione di Stato
E con la volontà di agevolare specifici soggetti diversi e l'organizzazione finirà nella sua globalità nipote Sassu assoluto accusatorie rimasta indimostrata arrestandosi a livello in mera possibilità logica non verificata
Sempre gli appunti appena l'Atlante si duole che la sentenza di primo grado abbia sminuito la valenza dell'intercettazione di Riina
Con Lorusso laddove fino a escluso
Che nella cassaforte della propria abitazione cioè il covo perquisito con ritardo non perquisito eccetera vi fosse documentazione di qualsiasi tipo addebitando acque sorgenti approccio interpretativo una sorta di logica basata su due Paesi e due misure
Nel valutare di caccia di Rina oggetto di l'intercettazione ma difesa ti do anche dall'interpretazione seguito alla Corte d'Assise circa il fatto che nessuna spiegazione minimamente convincente di tale défaillance investigativa Sottana mai data dal morì
Ponendo in evidenza invece che nella citata sentenza Mori e De Caprio risulta che la decisione non perquisire il corpo
Il corpo
Venne però rata da Sergio De Caprio il quale propose di agire in questo modo per finalità investigative
Sotto questo profilo ci sia nessuna l'ipotesi seguita dalla sentenza
Oggetto di impugnazione secondo cui la mancata perquisizione servirà per il mantenimento del dialogo ovvero che i carabinieri abbiano in qualche modo Brigato per la riapertura del dialogo un dialogo ancora osservare la difesa del quale non vi è prova
Se fosse maturato però chiusa o ancora da riaprire la sentenza viene impugnata
Anche il riferimento ai capitoli
Le dinamiche interne a Cosa Nostra dopo l'arresto di Riina dichiarazioni di Giovanni Brusca dichiarazioni di Antonino Giuffrè gli altri elementi
Di prova e alle relative a conclusioni più esattamente si censura l'ipotesi
Seguire la sentenza di primo grado secondo cui Riina
Pur accettando la trattativa per evitare che la stessa si arena se continuava nella sua strategia di attacco allo Stato cui vanno ricondotti oltre che la strage di via D'Amelio anche tentato omicidio al commissario
Calogero Germanà nel luglio novantadue gli altri episodi tra cui l'omicidio salvo si sostiene da parte gli appellanti che non avendo prova della trattativa
Si costruisce il teorema citato a confutazione
A confutazione questo teorema si fa presente che per Germana si tratta d'eliminare un nemico mentre minacciosa Ignazio Salvo era uno considerata almeno come uno che aveva voltato le spalle
Si reputa è logico ritenere costoro e anche il dottor Grasso
Siano state oggetto dell'attenzione di Cosa nostra indipendenza della trattativa soprattutto ove si pensi che tale strategia medesima Albania Messina e altri era stata deliberata come già anticipato alla fine del novantuno cioè ben prima dei contratti
Tra i carabinieri e Vito Ciancimino
Questo quanto alla presenza degli opposti schieramenti descritte da Brusca secondo il quale dopo l'arresto di Riina si formarono due fazioni con Provenzano contra le stragi tant'è che la proposta di fare gli attentati non più in Sicilia ma al Nord
La difesa fa notare non solo a te sempre a dire del Brusca la contrarietà di Provenzano era di facciata
E Provenzano sapeva quello che stavano facendo che stavamo facendo e il motivo per il quale lo stavo facendo ma anche la decisione di effettuare gli attentati al nord Italia fu assunta dallo stesso Brusca Bagarella Messina Denaro Matteo in un incontro avvenuto a ridosso del sequestro di Giuseppe Di Matteo
In ogni caso negli atti impugnazione si insiste nel far notare che come riferito al nord Vanni alla finalità degli attentati acconti Nantes nel continente era sempre quella di indurre i politici a trattare sulle richieste di Rina
Con una decisione assunta già ecco ampiamente detto nel novanta mille centonovantuno
Anche il riferimento alle dichiarazioni gli altri due o tre giustizia quali Giuffrè Avola Di Giacomo cancelli Albania sino a difesa tra la convinzione che Provenzano fosse d'accordo o comunque se accodarsi a proseguire la strategia
Stragista
La strage novantatré la sentenza si legge che già nell'estate novantadue si comincia a fare strada in Cosa Nostra l'idea che oltre a colpire ad aver già colpito uomini singoli delle istituzioni quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino il potere contrattuale in Cosa Nostra si sarebbe ancor più accresciuto se fossero stati presi di mira monumenti al di fuori del territorio siciliano e quindi
Nel continente
L'affermazione non viene condivisa dalla difesa che ricorda ancora una volta che se mai questa idea risaliva al novantuno vedi malvagia di Jacko eccetera quanto all'assunto per il quale massaggio sarebbe stato meglio direttamente percepito dal Governo dalla Repubblica indicato come interlocutore delle richieste di Cosa Nostra appellante
Far notare che le richieste contenute nel papello e comunque per come riassunto dai collaboratori attenevano in massima parte alla competenza dei magistrati ovvero del Parlamento e al più una sola richiesta
Cioè l'annullamento del decreto legge sul quarantuno bis era di competenza del Parlamento a farlo decadere del Governo soltanto aveva darlo
La sentenza viene ancora impugnata in merito alla dichiarazione di Salvatore alla commedia ai capitoli seguenti fino a quello intitolato conti considerazione sui tempi della trattativa
Oggetto anch'esso di impugnazione in ordine alla commedia
La coppia la difesa evidenza che ricordo i costumi circa il fatto che presso nel settembre novantadue che c'era l'intenzione di fare attentati ai musei e alle chiese per contributi dello Stato a venire a patti riguardo al regime del quarantuno bis deve legarsi al fatto che raccontiamo ha avuto modo di incontrare in carcere anche Pete Du Madonia il quale mi disse di essere a conoscenza della progettazione di di attentati ai musei
Considerato il Madonia è stato arrestato il sei settembre novantadue si desume che questo progetto risale alla più volte evocata riunione ad Enna
Ante strage di Capaci cioè fa notare ancora difesa quando i contatti tra carabinieri
E Ciancimino non erano non erano ancora iniziati si contesta l'affermazione sulla secondo cui nel settembre novantadue a Cosa Nostra ebbe a programmare la nuova strategia diretta a uscire dal territorio Sicilia
Ma la difesa contesta anche la logica di questa ricostruzione invero nel settembre novantadue erano pacificamente i corsi contatti tra Mori e De Donno e Vito Ciancimino che secondo e assunte avallati in sentenza era il tramite i carabinieri rettamente con Riina e allora quale interesse potevano dire fino trina di pianificare appunto dal settembre novantadue gli attentati in continente per far comprendere al governo della Repubblica Easter rapporti in atto con i carabinieri
Che avrebbero potuto molto più agevole e meno rischioso far comprendere al governo quanto sopra ritratti veniva Ciancimino che avrebbe ben potuto riferirlo ai carabinieri
L'unica possibile conclusione almeno individuata dalla difesa che allora quella stessa già scritta nella sentenza Mori e Obinu ossia che le stragi sono state corrente iniziative che mal si conciliano con una trattativa in corso fra esponenti dello Stato e la mafia essendo semmai è plausibile che le stesse fossero a volte a indurre lo Stato a trattare riguardo qua poi a quanto dichiarato dalla sino a colori con l'affermato che già nell'estate del novantadue nell'ambito di Cosa Nostra si iniziò a parlare di attentato e monumenti il collocamento con la questione carceraria
Del quarantuno bis la difesa fa notare che egli ha confermato a contestazione che Dinacci comunicò che la decisione di uccidere Germana
Rispetto ma la avvenne il perito compresso tra la strage di Capaci e quella di via D'Amelio
Ciò come elemento indicativo della
Prosecuzione della strategia deliberata contro i nemici aderente il duplice scopo già descritto
In relazione a quanto scritto le sentenze di Firenze in merito all'iniziativa del rosso intrapresa attraverso Vito Ciancimino difesa rileva quel processo è basato su materiale probatorio del tutto parziale rispetto a quello raccolto del processo morì Obinu
A rischio di essere ripetitivi e la difesa ribadisse che la strategia era già pianificata quindi nel mille novecento novantuno
A sentenze viene impugnata anche con riguardo alle considerazione sui temi della trattativa
In lei mette viene citata l'interlocuzione tra Mori e De Donno del giorno otto marzo
Due mila dodici la difesa sicura del fatto che quindi giudice abbiano ritenuto che in tale dialogo interlocutori tentino di tridimensionale tali contatti al fine di escludere il collegamento
Tra la propria iniziativa d'ufficio del dottor Borsellino viceversa
Gli appellanti sottolineo la genuinità della conversazione a commento dell'emissione della richiesta di misura cautelare da parte la procura di Caltanissetta nei confronti dei veri autori della strage di via D'Amelio nella quale De Donno e Mori ricostruivo infatti facendo riferire pare i tempi dei loro contatti
Con Ciancimino cioè dopo il giugno del novantadue
Altra affermazione che viene censurata è quella secondo la quale morì sarebbe stato ben consapevole degli sviluppi successivi l'avvicendamento del da dal momento che
Si fa notare invece che morì sotto processo per gli stessi fatti conosceva inevitabilmente è legittimamente le testimonianze documenti abbassa dei suoi commenti già tre mesi prima della intercettazione
La difesa contesta anche l'affermazione la sentenza secondo cui certamente Vito Ciancimino ebbe a informare Irina già si imputa al suo primo approccio con il capitano De Donno dunque aggiunto nel novantadue dal momento che nessuna prova
Conferma resta ipotesi
Rimane il deficit probatorio sui tempi in cui morì ebbe a sollecitare a Vito Ciancimino una trattativa ed altro dall'altro sul momento in cui morì
Al momento in cui ha morì fu comunicata dallo stesso Vito Ciancimino l'accettazione della trattativa da parte dei Paesi spicci di per dei vertici mafiosi
I motivi d'appello si occuperà anche bello doc sei
Cosiddette consegnato a Massimo Ciancimino ha poi
Quanto alle testimonianze di giovani e Roberto Ciancimino viene stigmatizzato il fatto che la sentenza giudichi la utilità della Siemens dell'uno cioè Giovanni nonostante la sua scelta di non testimoniare e per contro valori intermedi inutilità l'altra
La deposizione di Roberto
Ciancimino
La difesa sostiene carabinieri non hanno istigato e Sallusti sollecitata alcuna minaccia e in questo senso contesta le conclusioni cui perviene la sentenza secondo cui gli imputati avrebbero concorso nel reato
A conferma di dall'assunto difensivo viene erogato anche l'interrogatorio di Vito Ciancimino
Presso a Caselli e Ingroia il diciassette marzo al novantatré dal quale si evince che i carabinieri si rivolsero Ciancimino per una ben altra collaborazione e da nessuna delle parti vi era a alcun riferimento esplicito alla trattativa
Da quanto da questo atto risulta anche per le donne incontrato preceduta mente torno a casa Ciancimino accompagnato dal colonnello Mori mi pare il giorno uno settembre novantadue
Ed emerge la volontà di cercare un contatto per collaborare con i carabinieri e che le interlocuzioni sul subirono arresto dopo che i carabinieri propositivo ai latitanti di consegnarsi e lì Fini la storia
Per di più la difesa attorno a porre in evidenza confutazione della trattativa nei termini ricostruiti almeno la decisione di primo grado l'arresto avvenuto il quindici gennaio novantatré
Dopo mesi di intensissime e pericolose indagini di Salvatore Riina un arresto si ricorda ancora una volta operato appunto dal prossimo in ogni caso
Si valorizza il dato secondo cui anche per la sentenza fino a questo momento della ricostruzione dei fatti cioè a metà gennaio novantatré con la cattura di Riina il reato ancora non è configurabile non è stata consumata la minaccia al corpo politico dello Stato
Viene impugnata la sentenza anche in relazione all'avvicendamento al direttore del DAP Nicolò amato dalle vicende connesse fino al capitolo intitolato le dichiarazione di Oscar Luigi Scalfaro
In relazione a tali fatti negativi appello si premette che gli stessi eventi hanno costituito oggetto trattazione analisi e valutazione al processo
Morì Obinu la difesa ha persino dato il consenso all'acquisizione delle sommarie informazioni testimoniali rese al pm per alcuni testimoni comuni proprio a dimostrazione della identità probatoria
Si vuole l'assunto secondo cui non è dimostrato che la Bocconi e l'avvocato Nicolò Amato direttore del da avesse un atteggiamento più duro
E contro la possibilità di attivare il regime di cui all'articolo quarantuno bis dell'ordinamento penitenziarie comunque assume sempre
La difesa non vi è prova che la regione del suo avvicendamento a capo del Dap con il dottor Adalberto Capriotti sia da porre in relazione alla questione del quarantuno bis
Si fa riguardo osservare che l'avvicendamento è stato decisione sollecitata allora presidente della Repubblica Scalfaro legata a motivazioni diverse allo scontro di personalità che aveva cioè creato attriti anche dentro il dato e a livello istituzionale insistendo che sul fatto che era stato amato a chiedere di coprire un altro in Caro convoca un cauto in carico come evincibile appunto diciotto maggio novantatré contenuto nell'agenda di Ciampi allora primo ministro
Sì è sì se a parte la difesa a segnalare l'atteggiamento arrogante del dottor Nicolò Amato che ha contribuito alla sua sostituzione
La sua sostituzione sollecitato a capo alla polizia
Parisi è sponsorizzata dal Presidente della Repubblica dell'epoca
La difesa esclude invece che tale scelta sia stata legata alle posizioni sul regime detentivo ex articolo quarantuno bis così come nessuna rilevanza
Sempre secondo questa lettura aveva avuto nel trasferimento editore Amato la volontà o di sostituirlo con il dottor Di Maggio Francesco nominato vicedirettore del da osservare con la difesa a dopo la nomina del nuovo direttore Capriotti
Egualmente irrilevante questa dinamica viene valutata la difesa la lettura dei sedi la lettera dei sedicenti familiari dei detenuti un documento per di più anonimo
Che non può essere utilizzato in questo giudizio
La sentenza viene censurata negli atti di appello anche in merito alla nomina dei nuovi vertici del DAP la nomina di Francesco Di Maggio capitoli connessi fino a quello del vino denominato la testimonianza di Eugenio Morini
A riguardo si censura in particolare l'affermazione e la sentenza di primo grado secondo cui la vicenda dal nome del dottor Di Maggio quale vicedirettore del DAP è stata spinta dal capo alla polizia Parisi per impedire la nomina del dottor Falcone Giuseppe
Che essendo conosciuto come soggetto non meno duro al direttore del direttore Nicolò Amato avrebbe impedito il raggiungimento dell'obiettivo perseguito attraverso la sostituzione di questi con il dottor Capriotti
Si contesta anzitutto che Di Maggio fosse più malleabile sulla questione del quarantuno bis come confermato da Loris D'Ambrosio ma anche da Piercamillo Davigo ed altri testimoni ancora
Menzionati nell'atto di appello quanto poi l'interesse ad avere Di Maggio al DAP per attenuare i rigori del quarantuno bis asseritamente comprovato incontestabilmente da quella annotazione alla pagina del sei giugno novantatré
E la gente del presente Consiglio Ciampi
La difesa segnala l'ennesimo assalto logico analizzando interno al il pentito errore testuale vitale
Annotazione prenderà segnalate coi suoi concordi nel ritenere di maggio un duro
Di dura evidentemente riferimento alla questione quarantuno bis la difesa contesta soprattutto la conclusione cui giunge la sentenza impugnata secondo la quale la nomina del predetto sarebbe intervenuta a seguito della sollecitazione capo alla polizia Parisi
è stanno latte speranza di D'Ambrosio Brizio mente anche il colonnello Mori per la sua vicinanza tanto a Parisi che a Di Maggio e per il concomitante interessa avere la direzione del carcere Hume amico
Dal momento che rilevano ancora gli appellanti per Mori non vi è alcuna prova né alcun indizio che autorizzi a sostenere un suo interessamento
La testimonianza di Seregno otto e viene revocata al fine di attestare l'impegno del dottor Di Maggio per risistemare bene organicamente proprio il quarantuno bis nonché per asseverare che nessuno sollecita
Solo cito di alleggerire decreti di sottoposizione a tale regime penitenziario
Più duro
In una sentenza viene impugnata in merito anche i rapporti tra
Capriotti e Francesco Di Maggio le testimonianze sui rapporti tra Capriotti Cré di maggio
Volendo la considerazione che su tali temi si è già espressa la sentenza morì Urbino
Dalla quale si rinvia a difesa fa notare che la nomina inaspettata per lo stesso interessato che venne informato che sarebbe stato fatto anche il suo nome di Capriotti come direttore del DAP
Cronologicamente precedente a quella di Di Maggio come vicedirettore del dato come risulta dalle risultanze documentali già acquisita anche al processo Mori e Obinu cioè la deliberazione eccoci ai ministri in data quattro giugno
Novantatré concernente la nomina dottor Capriotti al direttore generale il decreto di del ministro di Grazia e Giustizia in data sedici giungo lo stesso anno concernente la nomina il dottor Di Maggio è vicedirettore generale Rita e verbale di missioni in possesso
Impari data sul punto si contestava diversa ricostruzione diciamo cronologico
Che è stata offerta dalla Capriotti
In merito a questa tematica soprattutto alla parte in cui ha detto che nel momento del suo accesso Alda alla già trovato il dottor Di Maggio lì
La sentenza viene censurata anche nord la testimonianza del Salvatore Tito Di Maggio e la valutazione e la testimonianza del predetto Salvatore Tito Di Maggio segnatamente la difesa valorizza la posizione dal citato Salvatore Tito Di Maggio nella parte in cui ha ricordato che il fratello Francesco mi confido che sulla questione del quarantuno bis
Questa è testuale stavano facendo una cacciata che non poteva essere complice la mancata proroga del quarantuno bis che si sarebbe dimesso
Hanno veramente verrà valorizzato sempre in chiave difensiva il contrasto tra il direttore del DAP e il suo vice nel senso che Capriotti pensava
Di Francesco che Francesco Di Maggio fosse un forcaiolo fautore del doppio binario ergo estremo fautore
Del quarantuno bis sulla scorta di queste considerazione
Sì concorda con le conclusioni cui è pervenuta la sentenza del processo Mori Obinu ovvero si può senz'altro escludere che sia provato che il dottor Di Maggio abbia in qualche modo concorso
Nella decisione di non rinnovare i decreti venuto a scadenza nel novembre novantatré e che sia reso così partecipe nella vagheggiata trattativa dalla quale sarebbe Skater lutto scaturita quella scelta
Aggiungendo anche il sicuro rapporto di conoscenza e di stima che vi era fra il dottor Di Maggio figlio di un sottufficiale dei carabinieri
E l'imputato Mori
Non potrebbe comunque autorizzare nient'altro che congetture in ordine a un'azione ai due molto tenero il mancato rinnovo di provvedimenti scadenza novembre novantatré nel quadro della presunta trattativa
Con esponenti di Cosa Nostra
La sentenza impugnata anche ciò che concerne la linea del DAP dopo la nomina dei nuovi vertici l'appunto del ministro del DAP per il ministro datato ventotto giugno del novantatré
Ecco ci fermiamo qui anche per questa sera con l'ascolto dell'udienza del ventiquattro giugno scorso udienza del processo d'appello Bagarella ed altri sulla presunta trattativa Stato-mafia in particolare abbiamo ascoltato la prima parte di questa udienza con la relazione del giudice a latere Vittorio Anania che ha esaminato i motivi di appello del generale dei carabinieri Mario Mori e ex dice poi comandante della rosso dell'ex tenente colonnello Giuseppe De Donno e di Marcello o Dell'Utri
Condannati rispettivamente lo ricordiamo in primo grado a dodici otto e dodici anni di carcere
Nel pomeriggio dello stesso giorno la parola è passata alle difese per illustrare le richieste di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale e in particolare l'avvocato Francesco Centonze legale di Marcello Dell'Utri condannato appunto come dicevamo in primo grado a dodici anni nel processo sulla presunta la trattativa Stato-mafia ha chiesto la
Rinnovazione del dibattimento in appello e la citazione a deporre dell'ex premier Silvio Berlusconi sentiremo questa seconda parte dell'udienza in una prossima puntata dello Speciale giustizia
Intanto ci fermiamo qui a tutti grazie per l'attenzione da Lorena Durso una buona ascolto dei successivi programmi di radio radicale
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