Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cultura, Famiglia, Formazione, Infanzia, Letteratura, Libro, Lingua, Societa'.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 21 minuti.
Rubrica
Conferenza stampa
scrittore
giornalista
Radio radicale bentornati ad un nuovo appuntamento delle parole le cose il nostro spazio di approfondimento culturale che in questa pandemia ovviamente come sapete ormai ha cambiato un po'veste da una conversazione singola con gli autori cerchiamo di ricreare on minimo di simposio culturale per quelle diciamo presentazioni che non possono tenersi in spazi solidi come librerie insomma dei fieri luoghi di aggregazione e siamo in compagnia quest'oggi di Giuseppe Lupo benvenuto ben trovato su Radio Radicale
Grazie a voi buon giorno a tutti
E Giuseppe Lupo ricordiamo è autore di Breve storia del mio silenzio edito da Marsilio e a presentarlo cioè Stefano Cossali se ben trovato benvenuto su Radio Radicale innanzitutto
Buongiorno a tutti grazie per l'invito
Allora siamo qui perché appunto il libro di e Giuseppe Lupo e innanzitutto una una bella sorpresa a Bra sorpresa perché perché e difficile innanzitutto lo dico uscivamo faccio parte di questo dibattito mantenere una rigida concentrazione quando si legge un libro in questo periodo ma ma diciamo breve storia del mio silenzio ha catturato immediatamente a livello emozionale record ed elettori che sono un po'sub sopite anche per la chimica casalinga quotidiana
E e e c'è un libro che che appunto a mio avviso rappresentano un un piccolo caso un piccolo grande caso perché all'interno ci sono tantissime tematiche dall'infanzia tanti piani narrativi e appunto questa breve storia del mio silenzio non so se Stefano Salis d'accordo con me
Un esercizio incredibile sia di scrittura di di narrazione entreremo impone la trama ma prima vorrei sapere insomma quali sono un po'le sue impressioni di lettura
Sei direi che sono totalmente d'accordo con quello che dicevi tu io conosco la parabola narrativa di Giuseppe Lupo da tempi non sospetti lo leggo da quando lui
Praticamente agli esordi sono uno di quelli
Estimatori della narrativa del modo di scrivere di Giuseppe Lupo che secondo me è uno dei pochissimi rappresentanti ideologico sempre del realismo magico italiano
è una tradizione che peraltro avrebbe che i non pochissimi ascendenti a partire da Landolfi ma non ci voglio arrivare però la cosa secondo me interessante questi sono i libri del suo stile che costituiscono un particolare gruppo diverso rispetto alla narrativa italiana corrente
Nel caso di breve storia del mio silenzio commettere precedenti organi del nostro incanto che lette secondo lei ha fatto un passo laterale rispetto a quel tipo di narrazione per raccontare i fatti che avevano davvero questa volta a che fare con la memoria
Del nostro passato immediato come Italia diciamo rischi attraverso una al taglio particolare che probabilmente è quello della narrazioni privata familiare in un caso addirittura questa personale la breve storia del mio servizio
Qui c'è la storia di un bambino che perde
L'uso della parola in seguito alla nascita il mio sorellina e c'è la storia di una riconquista in filigrana sulla gestione di un paese ma non è secondo me queste alla trama principale dei che lo sia effettivamente non è quello che c'è da deliri di questo libro è che e una espressione molto calda molto appassionata d'età a tutto e della capacità che ha la parola non a caso il titolo evoca la parola silenzio
Ma tutto il libero e una qualunquista della parola
Per per l'opportunità di narrare timbrare il mondo itinerari storie di narrare identità e quindi riappropriarsi
L'identità che solamente attraverso la letteratura che solamente attraverso il racconto che solamente attraverso la narrativa può essere vissute capito è che l'annuncio secondo me questo e la lezione di questo libro che affascina
Che colpisce e che dà da pensare nonostante lettere tra virgolette questa parola nonostante la forte dose di autobiografia
Ecco il libro si apre con un capitolo il primo che dice in principio quattro anni e vedo mia madre in cima alla scala che l'uscita il lampadario di ottone strofina con l'ovatta imbevuta di Seedorf ma lo fa con troppa calma per essere la vigilia di Natale è in ritardo sulle profezie come sempre a quel tempo non va sprecato mio padre gironzola intorno non muove un dito
Guarda contempla misura doppio Ina questo disordine sento dire fra poco avremo una sorellina
Quando domando io mia madre appoggio il sito sul ripiano e con la mano indica cinque gennaio febbraio marzo aprile maggio
Ancora ce ne vuole tranquillizza e riprende a lucidare
Ecco Giuseppe questo è l'incipit proprio le prime righe del tuo romanzo come diceva Stefano Salis immediatamente
Entriamo con a pochi passi con poche parole all'interno di una realismo di un Verismo che accompagna il lettore all'interno di questa breve storia del mio silenzio
Storia del mio silenzio che in qualche modo possiamo dire tra le caratteristiche oltre alla trama anche la capacità di diventare un romanzo universale insomma la storia se pur con penetrata all'interno di un panorama di una la vicenda la storica a sé stante diventa universale e diventa diciamo una chiave di lettura per comprendere solitudini
Nascite abbandoni i dati di fatto e di cronaca all'interno della nostra quotidianità
Sì io sono d'accordo con quello che pitture che e che cui Stefano primo diceva in fondo a metà ed affascinate o questo rapporto che c'entra il mi il piccolo piccolo e i grandi grande cioè il mito moderno e il e il nostro mondo
Va diciamo tutta la storia degli uomini mentre a diciamo a scende intercettato questo aspetto cioè nella storia
Minuscola quotidiana di un essere umano si interviene qualche cosa che poi fa diventare che poi può diventare significativo perché il tetto ma poi in fondo ammirati pensiamo a quante storie sono state tutte costruite così no
Voglio dire di due fidanzati si devono sposare una storia banalissima e poi però interviene un terzo che diceva non deve sposare di edili comincia il grande dramma dell'umanità
Allora questo tema a me affascina e naturalmente ognuno punto può sviluppare come vuole io cercato diciamo di svilupparle in questo libro
In questo sul sul binario parola silenzio paroliere empio che poi secondo me ho cercato di rendere un dio come che va non pochi in bolli col no noi siamo dentro un tempo di parole
Molte parole tante parole
Pochissimo silenzio al di là di questi limiti di pandemia che hanno un posto vuoto questo il corso però siamo dentro un prima del grande delle delle tante parole
E allora io mi sono domandato se non fosse il caso di pensare a quando le parola Juan fino a che punto le parole siano sia diciamo giusto e metterle moltiplicare né e quando invece quando invece il silenzio non abbia avuto un senso non abbia un senso
Nel caso di questo io che racconta il silenzio è all'inizio cioè Adige c'è infatti la parola poi il silenzio poi comincia una lunga lotta una lunga guerra tra i silenzi e le parole fino a a una liberazione finale che poi diventa la la diciamo l'epilogo del libero cioè la scrittura cioè la letteratura
è insomma è una storia come dire
Sì di formazione certo era solo di formazione però è la storia anche Dino campione la storia di un miraggio di una conquista di un'utopia
Che come dire che che nasce finisce dentro il tema misterioso delle parole
Ecco e il tema delle parole Stefano e chiaramente l'architettura di di questo di questo romanzo un romanzo che diciamo è un romanzo anche fortemente sull'identità sulla propria sul proprio posto all'interno del mondo
All'interno di un breve storia del mio silenzio Giuseppe Lugo riesce anche a mio avviso ha dare una connotazione differente al semplice romanzo a sfondo biografico perché perché chiaramente parte necessariamente da a una debolezza la perdita del linguaggio è spesso questa perdita
Del linguaggio viene accade all'interno delle nostre esistenze sotto
Forme aspetti differenti spesso non troviamo le parole per dirlo non troviamo le parole per esprimerci non troviamo le parole per descrivere una fase che raccontiamo e tutto diventa una sorta di stiva della nostra interiorità che può ad un certo punto esplode ecco questo libro e forse anche un in un invito a ad essere diciamo solidali in questa parte
Di interiorità cioè nel senso a a ritrovare anche il metodo per venire a capo di se stessi
Dunque non direi che
Noi abbiamo delle difficoltà con le parole secondo me c'è un altro aspetto in questo libro di villette a gruppo è una grande metafora di quello che ci succede normalmente o che ci è successo cioè anche noi
Siamo abituati all'uso delle parole talmente tanto che le squalifiche Molella una loro valenza più profonda
Il libro secondo me alla fine racconta questo
Se devo dire la verità non è un cammino interessi più di tanto la vicenda biografica che viene raccontata da Giuseppe perché questo sarebbe sul suo fatto personale
Certamente più interessante
Vedere come questa sua vicenda biografica e fare si vedrà controluce di quello che può succedere a tutti noi chiude retto benissimo prima sia un romanzo di formazione ma certamente è un romanzo di formazione che travalicare la personalità che il per un prossimo ci interesserebbe abbastanza poco è una cosa che ci fa invece capimmo che cosa noi possiamo fare dell'uso delle parole in questo secondo me c'è qualcosa per adempiere particolari magico credere un po'della sua narrativa
Non si stanca mai ripetere le parole
Saccone ad una magia solo come quali degli avvenimenti che noi dobbiamo accapponare offrirà loro banca più intima
E ritrovare per poter sanitari attraverso la parola quello che dicevo già prima
Perché era incinta dell'identità originaria che ciascuno di noi Diana con quella a è venire che siamo della nostra vita nel caso di Giuseppe Lupo per esempio in questo racconto è cantare Indiana Jones comunque l'intensità lucane che gli arriva dalla famiglia continuerà più e la conquista ed ha flessione sulla modernità che ha rappresentato l'indiano il punto d'arrivo è il punto di partenza per una nuova avventura
Ecco all'interno di questo libro Giuseppe c'è una ricerca secondo me interessante appunto intorno alle parole intorno a alla struttura poi del testo allora racconta c'è anche un po'come è stato scriverlo
Quando che avevo unico un libro molto diciamo anomalo rispetto agli altri perché gli atti di io l'ho sempre scritti sul tavolo sempre sullo stesso tavolo che un tavolo chirurgico nel mio studio per la narrativa e quindi lo lo diciamo e lo Stiffi iscritti in privato descritti in un luogo chiuso che il Quai è una mansarda da solo in silenzio
E questo libro invece è stato un po'caso perché io l'avevo pensato inizialmente come una serie di frammenti come dire che arrivano dal sottosuolo cioè dalla mia interiorità ma in in maniera scomposta in maniera non cronologica del tutto dal
Pasquale
E qui finalmente gli ospiti
Trovandomi nei luoghi di passaggio e in quelli che Marc Augé chiama non ruoti cioè stazioni ferroviarie aeroporti aerei anche tavolini di un bar di qualche vincita eletti italiana mi magari riconfermare a prendere un caffè e mi fermavo del doveva scrivere per cui come arrivano dal dal sottosuolo queste illuminazioni questi questi specie di sentimenti specchi i cocci di una inferiorità che ne so insomma
Rotta frantumata non ispirino quindi a tutti noi pubblici cioè il libro intimo scritto nei luoghi di passaggio delle diciamo in quei luoghi più contaminati
Percorsi poi ho dovuto assemblarli
Con darne un senso cronologico darne una loro struttura però in realtà il libro è nato per frammenti e per il disordine
Che credo possa essere anche come dire il segno di un sorta di radiografia di una interiorità anche un'anima
Prima parlava il tema del linguaggio
Come c'è quella frase dice Bocchino linguaggio e fare uso infinito commenti finiti
Ecco questo è il mistero del linguaggio e quanto il mistero delle mille combinazioni che appartengono a tutti i linguaggi no dalla musica alla matematica alla pittura cioè fare cose infiniti commenti finiti in fondo sono soltanto ventuno da lettere dell'alfabeto sono piccole soltanto pochi Tornado sono tante
Però noi possiamo fare una coordinazione infinita grande quanto il mondo questo mi ha sempre affascinato
Così come affascinato tutte le forme di scrittura
Così come affascinato e e mi continua a trascinare la scrittura come racconto di un paesaggio geografico
Cioè esisteva anche cinque labirintica legata all'Appennino pretende in questo libro esige una scrittura finale di pianura
Come dire orizzontale legato a Milano legato alla modernità legato all'idea di una come dire dimensione del mondo
Come gli dice Misuraca misurata per linee precise
Ecco queste opere un qualche cosa che per esempio attraversa il libro sotterraneamente il tema dell'acqua con che coincide con le parole con linguaggio il tema della Jeune delle due geografia delle oscillazioni delle due delle figlie
Perché secondo me dicevate voi no la storia intere
Non è la storia interessante dell'io non chi racconta questa storia non ha compiuto nulla di importante però il valore simbolico delle parole
Che stanno dietro che perché voglio dire che che hanno i irrorato questa storia che potrebbe essere che potrebbe risultare interessante per tutti ecco
Ecco Giuseppe un capitolo significativo il diciannovesimo dal titolo L'ultima presto Oria
Che che racconta voi l'incontro con Cesare De Michelis ed è anche un
Diciamo una sorta di tributo alla figura di De Michelis ma anche all'umanità di De Michelis molto interessante è molto bello perché ovviamente spesso diciamo nel e nei libri si trova anche poco spazio per parlare
Degli editori in questo caso diciamo la figura di De Michelis a a cui il lettore ovviamente arriva verso la fine diciamo il penultimo capitolo si trova chiaramente come punto di saldatura di e a questa storia e questo diciamo mia sembrato molto bello e anche molto interessante insomma riportare anche le parole e chi delle parole fondamentalmente ha fatto la propria vita oltre che che gli scrittori mamma appunto un editore e chi le ha sapute valorizzare una sorta di tributo allora molto importante e non scontato insomma in un in un'epoca in cui e l'egotismo di chi svolge professioni letterario giornalistiche insomma è sempre è sempre in primo piano
Ma mi sembra giusto che è una storia cominciata col silenzio approdata al linguaggio di un bambino approdata pura linguaggio di un potenziale aspirante scrittore ci potete concludere con chi in fondo
Deve dialogare con chi produce valore no produce parole eppure ci voglia che qualcuno che poi le parole Ledda a diventare libri cioè mettere sulla carta palle di palleggiare del mondo oltretutto nemiche amiche
In in questa storia c'è quest'idea di una Milano illuminista no io cerca una Milano illuminista che significava una Milano appunto moderne industriale organizzata democratica e allora trova per Damiano illuminista ma poi trova diciamo eh editori Luminita precisa De Michelis a me avrebbe dato l'idea di essere un editore illuminista cioè un editore
Come si dice un po'contromano controcorrente
La sua casa dalla tua carne vera
E davvero un'arca di Noè perché è una casa piena di di libri e non si vedono i muri non si direbbe nient'altro neanche i mobili ma soltanto uniti quindi è un enorme Capra un'enorme costruzione fasciata di libri e di legno
Cioè delle librerie
Per cui mi sembrava giusto anche perché poi dal punto di vista anche diciamo di un grafico concedere io ho intrattenuto un rapporto più o meno così cioè quando ci incontravamo discutevamo della modernità discutevamo del perché diverso storie discutevamo di problemi spinosi fosse dietro e quest'idea dell'acqua che io di cui parlavo prima no in fondo i libri
Sono legati all'acqua perché le parole sono come le le gocce di pioggia lettere solo con l'ausilio già Angelini sembrava simbolicamente giusto che in fondo chi potesse raccogliere le parole dovrebbe essere un editore che aveva che ha i piedi sull'acqua come Venezia
Ecco Stefano Salis Siena e conclusione ricordiamo tra l'altro che questo libro fa parte della dozzina del premio Strega di quest'anno Premio Strega che purtroppo insomma si sta svolgendo in una modalità abbastanza inconsuete quindi diciamo è tutto virtuale un po'così come sono diciamo queste nostre conversazioni diamo veramente nell'ultimo minuto diciamo un buon motivo nonostante tutti quanti quelli che già abbiamo elencato in questa nostra conversazione per abbinare in questi giorni di quarantena alla alla lettura del volume
Ma di buoni motivi ce ne sono tanti io spero che i lettori che ci hanno ascoltato
Ne hanno trovato alcuni per incominciare la lettura perché sono sicuro che chi invece ha già letto il libro già ascoltato ritrovato parecchie delle cose che nel libro ci sono
Io sono convinto che questo sia un buon candidato per il Premio Strega e anche non diverte che fare al Premio Strega un in bocca al lupo per quest'anno pandemia
Bene allora grazie a Stato rosari schema presentato con nove questo libero grazie a Giuseppe Lupo che trovate nelle librerie che sono aperti negli store digitali sul sito della casa editrice
Marsilio con una breve storia del mio silenzio edito appunto da Marsilio grazie davvero per essere stati con noi
Perché voi gratuite dato è andato molto
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