Rassegna stampa estera
Quel giorno gli ascoltatori di radio radicale mercoledì diciannove luglio questo l'appuntamento con la rassegna dalla stampa internazionale a cura di David Carretta in apertura anche oggi la guerra della Russia contro l'Ucraina in particolare
La decisione di Mosca e di uscire dall'accordo sul grano vi al Mar Nero
Su questo si concentrano alcuni giornali internazionali almeno i commenti leggeremo le monde di oggi il ricatto inaccettabile della Russia sulla sicurezza alimentare o il Times di ieri il blocco del Mar Nero la guerra del cibo di Putin è una scommessa
Sconsiderata che lo spingerà in un isolamento ancora più profondo secondo il quotidiano conservatore
Di Londra poi parleremo di Cina della situazione economica cinese
Le prospettive
Non appaiono buone come alcuni speravano dopo la fine della politica zero copie d'
Lo vedremo in particolare con un editoriale uscito ieri sul Financial Times lo stallo della ripresa economica della Cina
Pechino deve evitare un ciclo deflazione mistico potenzialmente debilitante
Scrive il quotidiano della siti poi in chiusura se avremo tempo ci occuperemo anche d Italia e in particolare dell'esodo dei giovani italiani verso l'estero
Se ne occupa l'opinione con un articolo di Francesco Maselli
Nel quale viene spiegato che il Governo sta cercando attraverso alcune misure fiscali di attrarre
I giovani che sono partiti all'estero
Ma i risultati non ci sono questa dinamica quella dell'esodo dei giovani talenti pesa sul morale e sul dinamismo economico
Del Paese secondo la Fondazione Nord Est circa due milioni di giovani hanno lasciato l'Italia in dieci anni
Partiamo però dalla guerra della Russia contro l'Ucraina e nell'editoriale di oggi di le monde dedicato alla decisione
Di Vladimir Putin di uscire dal cosiddetto accordo sul grano nel nel Mar Nero
Sicurezza alimentare il ricatto inaccettabile della Russia il titolo di le Monde che scrive Vladimir Putin innegabilmente ha il senso del tempo nel momento in cui prezzi mondiali dei cereali si stavano calmando
La Russia si appresta a provocare una nuova fiammata dei prezzi decidendo di ritirarsi dall'accordo firmato sotto l'egida dell'ONU e della Turchia per facilitare le esportazioni ucraine via il Mar Nero
Dopo aver minacciato diverse volte di non onorare
I suoi impegni invocando ostacoli alle proprie esportazioni Mosca è passata dalle parole agli atti lunedì
Aumentando così le incertezze sugli approvvigionamenti alimentari mondiali in particolare verso i Paesi più poveri
L'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo a partire dal ventiquattro febbraio due mila ventidue aveva portato all'arresto brutale delle forniture di cereali da chi erra
L'Ucraina fornitore vitale dei paesi del Medioriente e dell'Africa
Un accordo internazionale ricorda le Monde era stato trovato il ventidue luglio due mila e ventidue per permettere la creazione di un corridoio sicuro sul Mar Nero
Grazie al quale da allora sono transitate trentatré milioni di tonnellate di derrate alimentari
Questo accordo è stato oggetto di ricatto permanente da parte della Russia appena firmato è stato reso più fragile da un bombardamento russo contro il Porto di Odessa
A novembre la Russia aveva sospeso brevemente la sua applicazione a seguito di un attacco contro una base navale russa
In Crimea Sebastopoli questa volta la Russia si lamenta dell'impatto delle sanzioni occidentali sulle sue esportazioni agricole
Quando in realtà queste non sono direttamente
Toccate dalle sanzioni occidentali
Mosca esige che la Banca agricola della federazione di Russia sia di nuovo connessa suoi il servizio di Messaggerie indispensabile per i pagamenti transfrontalieri
La Russia reclama anche la fine delle restrizioni sulle assicurazioni marittime che secondo Mosca
Colpiscono i suoi prodotti agricoli in realtà questa ultima richiesta specifica
Appare come una strumentalizzazione dell'accordo sul grano per allentare le costrizioni imposte alla Russia sulle sue esportazioni di petrolio
Al di là dell'obiettivo di allentare il gioco delle sanzioni occidentali Mosca secondo le Monde
A tutto interessa perturbare il prezzi mondiali dei cereali
Dopo una raccolta due mila e ventidue che ha raggiunto volumi record la Russia Ice può ai suoi stock pieni cosa che pesa sui prezzi e sui redditi degli agricoltori russi
Il cinismo di cui dà prova a Mosca utilizzando questo accordo per ottenere delle concessioni da parte degli occidentali deve essere chiaramente condannato
Questa nuova sequenza di ricatti dovrebbe aprire gli occhi dei paesi del Sud
Che sono dipendenti dalle importazioni di cereali come ha sottolineato il segretario generale dell'ONU Antonio Gutierrez centinaia di milioni di persone pagheranno il prezzo di questa decisione
Ingiustificabile guardando ai danni che potrebbe provocare
Le conclusioni di nel mondo ogni aumento intempestivo dei prezzi mondiali rende ancora più fragili le economie dei Paesi poveri dato che questi sovvenzione erano il loro settore alimentare per ammortizzare gli sciocchi sulla popolazione una nuova fiammata dei prezzi dei cereali avrebbe un effetto devastante su bilanci ed economie già sopra indebitate
In questo contesto Mosca ha molto da perdere alienando sì il sub globale che finora è rimasto neutrale oppure ha sostenuto la Russia
Per tre volte Mosca aveva accettato di prolungare quest'accordo dopo aver minacciato di ritirarsi
Anche se non è escluso che Vladimir Putin faccia nuovamente marcia indietro non è accettabile che periodicamente prende in ostaggio la sicurezza alimentare mondiale così le Monde nel suo editoriale di oggi
Il blocco del Mar Nero invece il titolo dell'editoriale di ieri del Times di Londra secondo il quale la guerra del cibo di Putin è una scommessa sconsiderata che porterà a un isolamento ancora più profondo del presidente russo mi ama leggere
Il cibo è tornato ad essere un'arma nella guerra della Russia contro l'Ucraina Vladimir Putin si è ritirato da un accordo che consentiva all'Ucraina di inviare i suoi carichi di grano attraverso il Mar Nero senza timore
Di cattura un bombardamento l'intenzione del presidente russo tanto chiara quanto cinica negare a Kiev la possibilità di guadagnare valuta forte e mettere in ginocchio l'economia dell'Ucraina
Ma un blocco del cibo e più di un atto di aggressione contro un paese vicino
Dato che l'Ucraina è un importante esportatore di grano e semi oleosi verso l'Africa il blocco dei porti ucraini contribuirà alla carestia nel sud del mondo
In tempo di pace ricorda il Times Ucraina aiutava quattrocento milioni di persone nel mondo fornendo un decimo del grano mondiale metà del dei seni Dio da olio di di girasole
Non c'è da stupirsi che sette leader africani tra cui quelli del Sudafrica dello Zambia del Senegal
Siano andati fino a San Pietroburgo in giugno per convincere Putin a rispettare la corda e continuare a far passare le navi dal Mar Nero la scarsità di cibo porta a disordini interni nei Paesi africani
E l'impennata dei prezzi dei cereali dei fertilizzanti fa salire l'inflazione durante un'estate calda che sta riducendo i raccolti nel pieno di un periodo di crescente insicurezza alimentare
Putin sembra puntare sul caos globale
Una delle cose paradossali
Di questa tattica sottolinea ancora al Times
è che anche la Russia beneficia dell'accordo sul grano del Mar Nero che era stato firmato nel luglio dello scorso anno
Mediato dalle Nazioni Unite della Turchia questo accordò ha consentito non solo il passaggio di merci alimentari di prodotti alimentari dei porti ucraini del Mar Nero
Ma anche aperto la strada alle esportazioni russe di fertilizzanti la Russia insieme la Turchia le Nazioni Unite controllava le stive delle navi ucraine in arrivo e in partenza
Nel porto di Istanbul questo dato a Mosca la possibilità di impedire
Contrabbando di armi verso i combattenti ucraini e lo aveva aveva dato a questo accordo a Mosca anche la possibilità di rallentare a piacimento il traffico di grano ucraino dando una marcia in più alle esportazioni di grano russo lo schema era stato regolarmente prolungato
Proprio perché serve la Russia quasi quanto l'Ucraina
Una teoria per spiegare la la scelta di Putin è che vuole punire l'Ucraina per un nuovo attacco contro il ponte di Kirk verso la la Crimea
Questa teoria però senza fondamento secondo il Times
Quando il ponte era stato colpito da droni lo scorso ottobre realtà era stato un attentato con con un con un camion riempito di di esplosivo la Russia aveva brevemente abbandonato questo accordo sul grano prima di aderirvi di nuovo in realtà molto prima delle esplosioni di questa settimana sul ponte di Kirk c'erano stati già segnali di ciò che Putin stava preparando
E allora occorre cercare un'altra spiegazione e un'altra possibilità è che Putin abbia voluto umiliare il presidente turco Recep Tayyip Erdogan
Dopo che Air dogana consentito all'ingresso della Svezia della NATO ma anche questa possibilità e poco convincente
Per il Times la spiegazione più probabile è che Putin si sia lanciato in un rischio calcolato
Vuole condizioni migliori per le esportazioni russe di fertilizzanti così come l'accesso al sistema Swift per la Banca Agricola russa in violazione delle principali sanzioni occidentali
Nel tra nel frattempo Putin è ben contento di vedere i prezzi del grano aumentare dato che la Russia è un Paese esportatore
E di vedere chi è che fatica a trovare valuta forte Erdoğan prosegue il Times le conclusioni ha lasciato intendere che cercherà di convincere Putin a cambiare idea prima di un incontro previsto il prossimo mese
Se fallirà il presidente turco potrebbe compiere un passo radicale ordinare alle sue navi di scortare le navi del grano attraverso il Mar Nero
Questo metterebbe di fronte la Russia a delle navi nato dato per la Turchia è membro della NATO in una manovra d'alto rischio
Putin probabilmente risponderà bombardando Odessa di nuovo è già accaduto ieri
Qualunque sia l'esito però il leader russo sta ancora una volta flirtando con una pericolosa escalation occorre inviargli un messaggio chiaro sottomettere
Gli altri alla fame non è un modo per convincere gli amici ad aderire alla tua causa così tra l'altro il Times di Londra in questo editoriale
Alcuni giornali oggi si soffermano su su altre notizie legate
Alla guerra della Russia contro
L'Ucraina
Ci sono anche notizie contraddittorie dal fronte con chi è perché avanza nel nel Sud ma
Ma nel fronte Ester rischia di aprirsi una contro controffensiva da parte dei russi che hanno ammassato cento mila
Sul dati per tentare di recuperare l'iniziativa
Altra notizia da segnalare
Riguarda gli Stati Uniti le elezioni presidenziali americane questo trova ampio spazio sui giornali esteri Trump che dice di essere l'obiettivo di un'inchiesta penale
Legata alle elezioni del due mila venti e in particolare
L'assalto al Campidoglio del sei gennaio due mila ventuno una lettera del Dipartimento della Giustizia che fondamentalmente solleva la possibilità di nuove accuse penali federali
Oggi però vogliamo concentrarci su un alt
Ci su un altro tema internazionale riguarda la Cina e lo stato della sua economia che non è brillante come alcuni annunciavano dopo la fine della politica zero copie d'lo spiegava ieri il Financial Times in un editoriale dal titolo lo stallo della ripresa economica della Cina andiamo a leggere anche per fare il quadro della situazione
Questo è stato l'anno in cui l'economia cinese avrebbe dovuto riprendere vita
La sua riapertura dopo le restrizioni draconiani del Covent
Era stata pubblicizzata dai mercati come la più grande storia economica del due mila e ventitré in un certo senso è la più grande storia economica del due mila ventitré ma per ragioni molto diverse
La seconda economia mondiale cresciuta solo dello zero otto per cento nel secondo trimestre Rispetto al due virgola due del primo trimestre dell'anno
Una sfilza di nuovi dati dall'attività industriale agli investimenti delle imprese dipinge un quadro negativo per i prossimi mesi e gli investitori stanno cercando di capire se la ripresa della Cina potrebbe essere già terminata
Ci sono tre fattori principali dietro a questa lentezza dell'economia cinese in primo luogo la Cina indipendente dalle sue esportazioni
E soffre di una domanda debole per i beni che produce nel momento in cui gli alti tassi d'interesse schiacciano le economie avanzate
La domanda poi si è spostata dai beni di consumo che hanno sostenuto la produzione cinese durante la pandemia
Verso i servizi consumatori occidentali spendono di più in ristoranti e vacanze
Questo sta mettendo a dura prova l'economia cinese che rappresenta quasi un terzo della produzione manifatturiera mondiale
Il secondo fattore scrive il Financial Times è la fiducia dei consumatori in Cina che ha molto debole
Sebbene durante la pandemia siano stati accumulati enormi risparmi le vendite al dettaglio deludono un calo del valore degli immobili delle case in Cina
Fa sentire i proprietari di case più poveri i potenziali acquirenti non comprano aspettandosi prezzi più bassi
Morale i prezzi delle case nuove stanno attraversando il periodo di calo più lungo da quando si è iniziato a registrare i dati nel due mila e undici c'è poi la disoccupazione tra i giovani cinesi e in particolare i laureati che pesa sul sentimento economico la disoccupazione giovanile ha superato il venti per cento
Terzo fattore gli investimenti delle imprese sono depressi
La repressione normativa del presidente ci Jinping nei confronti delle imprese tecnologiche negli ultimi anni e le più ampie tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti hanno esacerbato l'incertezza
Gli investimenti privati in immobilizzazioni sono diminuiti dello zero due per cento nei primi sei mesi dell'anno
A fronte di una crescita dell'otto virgola uno per cento degli investimenti degli enti statali e anche gli investimenti immobiliari che avevano trainato l'economia cinese per circa due decenni stanno crollando
Nonostante questa situazione cupa prosegue sono son Times la maggior parte degli investimenti e analisti prevede che l'economia della Cina crescerà oltre il cinque per cento quest'anno il che significa che la Cina continuerà a essere il motore trainante dell'economia mondiale nel momento in cui
Gli Stati Uniti e la zona euro rallentano gli investitori sperano che il Partito comunista
Scelga comunque di stimolare l'economia ma c'è anche poco spazio fiscale in Cina il debito delle amministrazioni locali ammonta a circa nove trilioni di dollari ovvero quasi la metà del PIL
Il Paese flirta con la deflazione a causa di una debole domanda interna i costi reali per il servizio del debito crescono e potrebbero ancora aumentare la la politica del governo di Pechino secondo Fraktion Times in gran parte responsabile di questo rallentamento economico la Cina per decenni si è affidato a un modello di crescita guidato dagli investimenti cosa che ha rallentato la transizione della Cina verso un'economia basata sui consumi
La scarsa supervisione del mercato immobiliare ha portato all'una in sala un insostenibile boom dei prestiti a una bolla del debito
Mentre gli ostacoli politici hanno frenato l'imprenditoria privata anche le pesanti restrizioni Compeed hanno lasciato cicatrici profonde sottolinea il Financial Times per evitare
Che un debilitante ciclo del fra azionisti così con solidi il governo di Pechino deve agire in fretta innanzitutto gli imprenditori l'impresa hanno bisogno di stabilità e chiarezza normativa
Un ulteriore allentamento dalla politica monetaria da parte della banca centrale cinese potrebbe aiutare Pechino dovrà anche ristrutturare il debito pubblico locale
La conclusione c'è una speranza ed è che il Politburo cinese Bellini ulteriori misure di sostegno in una riunione che si terrà questo mese
Del resto è il Politburo che ha messo l'economia cinese in questa situazione e ora deve trovare una via d'uscita così tra l'altro il Financial Times
Ora non abbiamo più tempo però vogliamo comunque segnalarvi un articolo che riguarda l'Italia uscito ieri sull'opinione firmato da Francesco Maselli
Sui giovani italiani sempre spinti verso leso do cioè lasciare l'Italia malgrado le misure fiscali promossa dal Governo questo fenomeno continua Roma fatica ad attirare i profili più qualificati degli italiani partiti all'estero questa dinamica pesa sul morale sul dinamismo economico del Paese
Del resto secondo la Fondazione Nord Est circa due milioni di giovani hanno lasciato l'Italia in dieci anni
Chiudiamo qui da David Carretta una buona giornata con Radio Radicale
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