L'evento è stato organizzato da Censis.
Tra gli argomenti discussi: Societa'.
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20:30
21:00
18:30 - Marina di Pietrasanta (LU)
20:30 - Cervia, Milano Marittima
21:00 - Viareggio (LU)
21:30 - Campiglia Marittima
21:00 - Sabaudia (LT)
E l'aggressività
Per il settantaquattro per cento degli italiani l'american way of life non è più per noi un modello socio culturale di riferimento un tempo da imitare è oggi praticamente irriconoscibile
Il cinquantacinque per cento degli italiani è convinto che la spinta del progresso in Occidente si sia esaurita e adesso invece appartenga paesi come la Cina l'India il trentanove per cento ritiene che le controversie tra le grandi potenze si risolverà no mediante conflitti armati i cui esiti fisseranno i confini del nuovo ordine mondiale e il trenta per cento degli italiani adesso condivide una convinzione inaudita ovvero che le autocrazie non le nostre democrazie liberali siano più adatte allo spirito dei tempi
Ecco questa è la cornice generale entro la quale bisogna collocare un'analisi di quest'anno
Però all'interno di questo quadro c'è anche un fattore strutturale endogeno che mina dall'interno le economie avanzate occidentali
E che le rende fatalmente più fragili ed è la crescita vertiginosa dell'indebitamento
Cioè il grande debito come fenomeno altrettanto epocale
I numeri sono impressionanti alla innanzitutto il debito pubblico del mondo ha superato per la prima volta i cento mila miliardi di dollari
Tutto è avvenuto rapidamente attraverso gli anni Duemila tra il due mila e uno e il due mila ventiquattro il debito pubblico del mondo è passato dal sessantacinque per cento al novantadue per cento del PIL
Ma quello che conta di più è che in quello stesso periodo tra il due mila uno del due mila ventiquattro
Nei Paesi del G7 a fronte di una crescita stentata dell'economia
Il debito pubblico è lievitato dalla settantacinque per cento al centoventiquattro per cento del Biella superando quindi la media mondiale
Questo significa che il problema del debito pubblico non riguarda più così eravamo abituati a pensare
Qualche paesi in via di sviluppo fallito dal punto di vista delle finanze pubbliche è un problema che riguarda l'economia avanzate occidentali
Sempre tra il due mila e il due mila ventiquattro arrotondo un po'le cifre in Italia il rapporto debito pubblico PIL è passato dal centootto per cento al centotrentacinque per cento
In Francia è un meritato dal cinquantanove per cento al centotredici per cento nel Regno Unito addirittura dal trentacinque per cento
Al centouno per cento del PIL negli Stati Uniti dal cinquantatré al centoventidue per cento
Quindi come vedete in alcuni casi quel rapporto è raddoppiato un triplicato
L'unica eccezione rappresentata dalla Germania che oggi ha un rapporto debito-PIL al sessantatré virgola cinque per cento
Ma per il semplice motivo che nel due mila nove in Germania era stato introdotto nella Costituzione il freno del debito cioè una norma che impediva l'indebitamento pubblico oltre una certa soglia che però recentemente è stata sospesa per finanziare le spese straordinarie per la difesa mediante il ricorso in deroga al debito punto questa un cambiamento epocale dicevo non riguarda più paesi in via di sviluppo con finanzi pubbliche dissestata in ma riguarda nomi le economie avanzate occidentali e da questo punto di vista non so quanto sia rassicurante l'Italia non è più il malato d'Europa nel senso che è diventato un problema largamente condiviso
Ora è difficile immaginare un aggiustamento strutturale nel breve periodo perché ovviamente sarebbe troppo doloroso comporterebbe enormi sacrifici costi sociali altissimi
L'alternativa sarebbe una svaluta azione del debito tramite iniezioni di liquidità ma questo naturalmente comporterebbe un'alta inflazione quindi una compromissione del valore reale dei redditi delle retribuzioni e quindi una Rollo del potere d'acquisto
Allora se sono impossibili queste soluzioni non a caso le proiezioni più recenti
Ci dicono che di qui a qualche anno nel due mila trenta il rapporto debito pubblico PIL nei paesi del G7 supererà il centotrentasette per cento
Ritornando quindi il prossimo al valore raggiunto nel due mila venti l'anno della pandemia
Quando sfiorò il centoquaranta per cento perché da una parte ha causato una spesa pubblica crescente per far fronte all'emergenza
Sanitaria e contestualmente per effetto di un crollo del PIL in quell'anno causato come ricorderete tutti dallo da un e dalla paralisi temporanea di molte attività economica
Il problema è che nel due mila trenta sì sfiorerà quel dato toccato nel due mila venti in condizioni ordinaria cioè senza una pandemia questo è il punto
Quel debito secondo quel rapporto stratosferico appunto oltre centotrentasette per cento verrà maturato in condizioni ordinaria senza una pandemia questo quello che ci affidano le proiezioni allora
Che cosa significa significa che li grande debito veramente da questo punto di vista è un salto epocale
Determina voglio dirla così una mutazione ontologica dello Stato ovvero de il senso e delle funzioni dello Stato c'è un passaggio dallo Stato fiscale allo stato debitore
Con prefetti principalmente primo affetto
Gli Stati debitori non potranno abbassare le tasse che è un obiettivo sempre promesso dagli stati fiscali ma puntualmente disatteso
Secondo affetto
L'ingente l'ingente debito e la bassa crescita dipendente ovviamente dall'invecchiamento demografico
Dalla riduzione della popolazione attiva e dalla scarsa propensione delle società europee all'innovazione tecnologica nei processi produttivi che potrebbe ovviamente contribuire ad un innalzamento dei livelli di produttività
Ebbene tutto questo l'ingente debito la bassa crescita congiurano inevitabilmente per un progressivo ridimensionamento di sistemi D UE ora ricordiamo che il Welfare State è un fenomeno storico non è un dato di natura ovviamente ne siamo nati e cresciuti con la copertura di sistemi pubblici di di welfare e li diamo per scontati ma resta il Welfare State è un fenomeno storico non imperituro cioè può nascere svilupparsi ma qualche estinguersi
Le prime forme rudimentali di welfare nascono nella Germania di Bismarck nella seconda metà dell'Ottocento vengono rafforzate negli anni quaranta del Novecento dai governi laburisti inglesi
Un vero e proprio sviluppo dei sistemi di welfare moderni avviene nel dopoguerra ma insisto stiamo parlando di un fenomeno storico quindi come tale può nascere e svilupparsi
Ma può anche ridursi addirittura estinguersi
Terzo esperto naturalmente gli interessi pagati sul debito pesa non come zavorre sui conti pubblici e quindi comprimono non soltanto la spesa sociale ma evidentemente restringono anche gli spazi di manovra delle finanze pubbliche sugli investimenti e sul simboli alla crescita
Per quanto riguarda l'Italia un particolare
A settembre dato più recente il debito pubblico ha toccato la cifra record di tre mila ottantuno miliardi di euro
Più trentotto per cento rispetto al due mila uno più trentotto per cento
E nonostante lo sappiamo nel periodo più recente si sia significativamente ridotto lo spread tra i Btp italiani
E i Bund tedeschi questo naturalmente per l'effetto del rigore applicato sui conti pubblici italiani
E anche perché i tassi sul debito pubblico tedesco sono saliti e be'però nonostante si sia ridotto lo spread anche in termini molto significativi teniamo presente che nell'ultimo anno
La spesa per interessi sul debito in Italia è stata pari a ottantacinque virgola sei miliardi di euro
Corrispondono al tre virgola nove per cento del PIL che il valore più alto tra tutti i Paesi europei ad eccezione dell'Ungheria quindi anche molto di più
Rispetta la Grecia ricordate la Grecia commissariata dalla troika
Pensate che gli interessi pagati sul debito dall'Italia superano non solo la spesa per i servizi ospedalieri ad esempio che ammonta a cinquantaquattro miliardi quindi
Quel dato è significativamente più alto quello del pagato ottantacinque virgola sei miliardi di interessi rispetto ai cinquantaquattro miliardi spesi per i servizi ospedalieri
Ma superano interessi pagati dall'Italia l'intero ammontare degli investimenti pubblici che sono poco più di settantotto miliardi e considerate che
Nell'ultima l'abbiamo toccato un record dal punto di vista degli investimenti pubblici per effetto del Pnr che destino paese che spende più per interessi sul debito che l'intero ammontare degli investimenti pubblici
Gli interessi pagati superano più di dieci volte le risorse destinate dall'Italia ogni anno ad esempio alla protezione dell'ambiente
Ma la vulnerabilità e accresciuta anche dal fatto che i titoli del debito pubblico italiano sono detenuti prevalentemente età creditori residenti all'estero
Poco meno del trentaquattro per cento del totale del debito pubblico significa più di mille miliardi a fronte del quattordici virgola quattro per cento detenuto delle famiglie e del diciannove virgola due per cento
Detenuto dalla Banca d'Italia cifra tra l'altro questo della Banca d'Italia cresciuta nel tempo ovviamente perfetto del protagonismo della BCE che attraverso le banche centrali nazionali dei paesi dell'eurosistema con il programma di quantizzabili easing ha stimolato l'acquisto di obbligazioni titolo del debito pubblico
Degli stati ma nonostante questo appunto più di un terzo dell'intero ammontare del debito pubblico
In mano a soggetti residenti all'estero quindi con un'esposizione pericolosa
Alle fluttuazioni dei mercati finanziari internazionali al una soggezione di fatto le agenzie di rating e ai grandi fondi d'investimento internazionale anche di tipo speculativo allora il grande debito
Questa è una prima tesi inaugura il secolo delle società post guancia
Ma senza welfare le società diventano degli incubatori di aggressività essenza pace sociale le democrazie vacillano
Sarà anche per questo motivo che adesso l'ottantuno per cento degli italiani vede come soluzione quella di punire i giganti del web che sfuggono alla tassazione in Italia
Altro aspetto
Tra le insidie e lì minacce ai fondamentali del modello di sviluppo italiano tradizionale pensano anche altri fattori endogeni naturalmente una siamo tutti rivolta al guardare ovviamente del quadro internazionale
Ma aggiungiamo anche altri fattori invece di tipo endogeno
Ovviamente la regressione demografica
Con il progressivo invecchiamento della popolazione i tassi di natalità in caduta libera provoca
Di fatto l'arresto dei processi di proliferazione delle piccole imprese che sono state naturalmente un cardine nel passato no del nostro tradizionale modello di sviluppo
Ora considerato che negli ultimi vent'anni tra il due mila quattro in due mila ventiquattro il numero dei titolari di impresa in Italia si è assottigliato da più di tre virgola quattro milioni a poco più di due virgola otto milioni
I giovani imprenditori con meno di trenta anni particolari sono diminuiti in questo stesso periodo gli ultimi vent'anni del quarantasei per cento
Il reddito che le piccole impresa in quelle le più piccole fino cinque detti de vent'anni fa nel due mila quattro corrispondeva al diciassette virgola otto per cento del PIL poi
Era sceso al quindici virgola sette per cento del PIL nel due mila quattordici e nell'ultimo anno il due mila ventiquattro si è ridotto ulteriormente al quattordici per cento
E si indebolisce anche l'altro pilastro del nostro modello tradizione di sviluppo il lavoro che
Si svaluta Rizzato di fatto come strumento attraverso il quale accedere sicuramente alla prosperità economiche ad un miglioramento del proprio posizionamento sociale
Lo sappiamo ma lo ripetiamo nel due mila ventiquattro il valore reale delle retribuzioni risultavano inferiore in Italia dell'otto virgola sette per cento rispetto al due mila sette
Così di fatto il ceto medio di cui si è molto parlato nelle ultime settimane anche in relazione alla legge di bilancio in discussione
Il ceto medio vive di fatto in uno stato febbrile nella stagnazione o peggio ancora rischia di perdere lo status sociale faticosamente conquistato nel tempo
Allora alla luce di tutto ciò qual è il sentimento prevalente del Paese
Intanto secondo il settantadue per cento degli italiani la gente non crede più ai partiti ai leader politici e al Parlamento rappresentativo
Il sessantatré per cento è convinto che si sia spento ogni sogno collettivo in cui riconoscersi
Ma soprattutto quello che sta avvenendo in questo un fatto nuovo stiamo assistendo a un capovolgimento dei ruoli nel rapporto tradizionale tra i leader del popolo perché da una parte ci sono i leader europei che sono il nostro nuovo Pantheon politico di differimento che ci appaiono con i loro volti sgomenti sembrano francamente pugili suonati
Sotto i colpi sferrati sia da est che da un pezzo invece di rassicurare
Esercitando la tradizionale funzione dell'offerta politica annunciano la catastrofe
Ci mettono davanti al pericolo di morte la guerra imminente
La irrimediabile perdita di competitività del Continente
L'ineluttabile deriva demografica la marea in angina abile dei migranti il collasso climatico
E dall'altra poi ci sono invece gli italiani per i quali francamente non è scattato l'allarme rosso l'Apocalisse può attendere
In effetti non si segnalano tentazione di radicalizzazione anzi oggi per il quarantasette per cento degli italiani ad esempio le divisioni politiche
E la violenza che scuotono gli Stati Uniti sono qualcosa di impensabile ad oggi della nostra società
Pur con i barbari alle porte
Gli italiani non sono tipi però da prendere alloggio nelle confortevoli stanze del Grand Hotel abisso finché non sopraggiungono le tenebre abbiamo scritto
Questo è un'immagine che rende molto del sentimento collettivo in questo momento
Gli italiani sono ovviamente consapevoli delle minacce realmente incombenti al punto di dovere addirittura immaginare nell'ora del delirio del potere anche l'eventualità di un conflitto armato dispiegato su larga scala e magari addirittura un nuovo fungo atomico
Per suggellare poi l'indomani quella copula oscena di guerra e capace di distruzione e poi ricostruzione
Sono quindi consapevoli delle minacce incombenti tuttavia non si abbandonano alla posizione dell'Apocalisse
Anzi la gran parte degli italiani sprigiona ogni giorno una già sorprendente dal nostro punto di vista no che in definitiva dimostra un approccio positivo alla vita
Il piacere degli italiani abbiamo dedica tutta capitolo queste il piacere degli italiani non è cercato per esorcizzare nel proprio microcosmo i mali del mondo non è questo è inscritto nel nostro stile di vita come espressione di una connaturata vocazione turistica in qualche modo oggi il nostro modo di stare al mondo nel Nuovo Mondo
E nel rapporto quest'anno troverebbe riferimenti dettagliati anche al modo in cui viene declinata questa ricerca del piacere nella vita ordinaria degli italiani in particolare sesso cibo convivialità
Quest'anno pubblichiamo anche dei dati inediti sui comportamenti sessuali degli italiani che sono di grande interesse perché ti stimo hanno anche una mutazione dei costumi importante da questo punto di vista allora minacce reali dicevo
Minacce quindi non scritte con l'inchiostro simpatico di una messinscena a cominciare da lungo un industriale che stiamo vivendo e che rischia di scivolare nel gelido inverno della deindustrializzazione
L'indice della produzione industriale in Italia è stato negativo per trentadue mesi consecutivi con l'eccezione di tre timidi rimbalzi
E in particolare la produzione manifatturiera è arretrata nel due mila ventitré dell'uno virgola sei per cento
Nel due mila ventiquattro del quattro virgola tre per cento e ancora nei primi nove mesi di quest'anno si registra una riduzione dell'uno virgola due per cento
L'anno scorso del due mila ventiquattro soltanto l'alimentare ha registrato un incremento della produzione il tessile abbigliamento è calato dell'undici virgola otto per cento in un anno
I mezzi di trasporto del dieci virgola sei per cento la meccanica del sei virgola quattro per cento la metallurgia del quattro virgola sette per cento anche la farmaceutica dell'uno virgola sette per cento
E soltanto quattro comparti mostrano segnali di recupero in questo due mila venticinque allora c'è da chiedersi se alcuni dei comparti in maggiore sofferenza corrono effettivamente il rischio di scomparire per sempre
Con la consapevolezza che naturalmente parliamo di un problema economico ma che non è solo un problema economico
Ma anche di tipo sociale e politico basta ricordare come ad esempio i territori investiti dalla de industrializzazione nel Midwest americano la Ras beh la cintura della ruggine siano poi stati la fu fucina del tarantismo
Basta leggere il libro del vicepresidente americano J. diverso tradotto in italiano come elegia americana ma
Che è una fotografia di che cosa ha significato non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e quindi poi politico il problema della de industrializzazione
E certo non possiamo cadere nell'illusione che il riarmo sia l'antidoto per no l'assoluzione per una riconversione industriale
Però nei primi nove mesi di quest'anno a fronte di quei dati di riduzione della produzione industriale la fabbricazione di armi e munizioni in Italia ha registrato un incremento del trentuno per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso
Ulteriore aspetto insistiamo segnalare anche la lunga depressione della domanda interna
Alla fine del due mila ventiquattro i consumi delle famiglie italiane segnavano alcuno almeno uno virgola quattro per cento rispetto al due mila sette l'anno prima della grande crisi internazionale del due mila otto
D'altra parte ricordiamolo
Tra il due mila otto del due mila ventiquattro ovvero nell'arco di diciassette anni in Italia abbiamo avuto serie cessioni
E sei anni di crescita del PIL dello zero virgola mentre in tutti i sessant'anni precedenti dal dopoguerra in avanti quindi mille novecentoquarantasei due mila sette
Avevamo avuto soltanto due ieri increspatura recessive mille novecento settantacinque o shock petrolifero e mille novecentonovantatré la crisi monetaria
Cioè in diciassette anni gli ultimi diciassette anni abbiamo otto sei anni di recessione e sei anni di crescita zero virgola in tutti i precedenti sessant'anni hanno avuto soltanto due recessioni questo per dire il salto d'epoca che stiamo vivendo
Certamente l'inflazione ha condizionato pesantemente i comportamenti di consumo le famiglie nel due mila ventiquattro i prezzi erano più alti del diciassette virgola quattro per cento rispetto al due mila diciannove prima della pandemia e in particolare il carrello della spesa era più caro del ventitré per cento
Si è speso di più ma si è consumato di meno
Se si confrontano i divari tra i dati di spesa in valore e in volume abbiamo speso di più paradossalmente consumando di meno
Un altro problema endogeno è sicuramente l'asse iniziazione del mercato del lavoro la demografia sta cambiando volto all'occupazione lo sappiano
Sappiamo anche che il mercato del lavoro stabilivano la fase di straordinaria effervescenza
Siamo toccando numeri da record più di ventiquattro milioni di occupati mai un numero così alto da quando possediamo serie storiche sulle forze di lavoro confrontabili
Possiamo addirittura oggi ormai parlare di un eccesso strutturale della domanda di lavoro rispetto all'offerta
Ma
L'incremento di ottocentotrentatré mila occupati registrato nel biennio due mila ventitré due mila ventiquattro è dovuto
Prevalentemente alle persone con cinquanta anni uno spread che hanno rappresentato l'ottantaquattro virgola cinque per cento
Della occupazione aggiuntiva
E se guardiamo quest'anno i primi dieci mesi di quest'anno due mila venticinque
Abbiamo avuto ancora una crescita dell'occupazione
Ma guardiamo bene i dati
Più quattrocentodieci mila occupati
Con cinquanta anni ed oltre
Mentre in tutte le altre classi di età gli occupati sono diminuiti sia la classe intermedia trentacinque quarantanove anni e in particolare nella classe dei più giovani con meno di trentacinque anni
In cui abbiamo avuto addirittura riduzione di centonove mila occupati
Sembra paradossale ma tra i giovani pur a fronte di questa grande effervescenza del mercato del lavoro diminuiscono sia gli occupanti sia i disoccupati
Ovvero le persone che il lavoro lo scelgono e non lo trovano
Perché aumentano significativamente gli inattivi quello persone che neanche lo share con il lavoro nei primi dieci mesi dell'anno inattivi con meno di trentacinque anni sono aumentati di centosettantasei mila
è evidente c'è un disincanto soprattutto da parte delle giovani generazioni rispetto al lavoro
Per fare un bilancio l'input di lavoro in questi ultimi due anni due mila ventitré due mila ventiquattro supera largamente la crescita dell'economia anche questo Barbara do sono con un conseguente calo della produttività perché abbiamo avuto che gli occupati nel biennio sono aumentati del tre virgola sette per cento le ore lavorate del cinque virgola tre per cento e il PIL
Dato cumulato nel biennio soltanto dell'uno virgola sette per cento quindi in maniera meno che il proporzionale
Domanda l'immigrazione può essere una risposta
Allora sappiamo sono più di cinque virgola quattro milioni di stranieri che vivono in Italia rappresentano il nove virgola due per cento della popolazione residente
Però non nascondiamocelo la gran parte di questi stranieri si trova in una condizione di marginalità sociale
Che quindi riduce la possibilità di dare un contributo significativo all'economia nella vita sociale del Paese mi limito ad un dato
Il trentacinque virgola sei per cento degli stranieri che risiedono in Italia vive sotto la soglia della povertà assoluta
Tra gli italiani la percentuale corrispondente è del sette virgola quattro per cento trentacinque virgola sei per cento rispetto al sette virgola quattro per cento
Ma guardate non c'è solo una latitanza delle politiche pubbliche di integrazione da questo punto di vista se guardiamo io orientamenti prevalenti negli opinione pubblica italiana
Il sessantatré per cento degli italiani pensa che i flussi in ingresso degli immigrati vadano limitanti
Il cinquantaquattro per cento percepisce gli stranieri come un pericolo per l'identità e la cultura nazionale solo il trentasette per cento consentirebbe l'accesso ai concorsi pubblici a chi non possiede la cittadinanza italiana
E solo il trentotto per cento è favorevole a concedere agli stranieri il diritto di voto alle elezioni amministrativi
Non c'è solo un un problema quindi di politiche pubbliche
Il punto è nelle opinioni pubblica
Eppure mentre assistiamo ad una riduzione della popolazione complessiva residente in Italia lo sappiamo l'Italia un Paese che ogni anno rimpicciolisce dal punto di vista democratico processo nuovo recente iniziato nel due mila quattordici
Nei dieci anni tra il due mila quattordici del due mila ventiquattro abbiamo avuto una riduzione di quasi uno virgola quattro milioni di residenti nel nostro Paese
Eppure a fronte di questa tendenza medie
E nazionale si registra invece una vitalità sociale in controtendenza in particolare nelle città intermedie del Nord Est
E nei comuni limitrofi di alcune aree metropolitane dove invece la popolazione aumenta
In relazione sostanzialmente due variabili le opportunità di lavoro e la presenza di stranieri
Ulteriore tassello del mosaico dell'analisi di quest'anno questo l'Italia in alcun Paese in cui l'istruzione la cultura stanno diventando problemi da livelli e allarme
Lo segnalammo già l'anno scorso quando parlammo della fabbrica degli ignoranti
Pensate che negli ultimi vent'anni la spesa per la cultura delle famiglie italiane si è ridotta del trentaquattro per cento
In particolare negli ultimi vent'anni la spesa per i giornali meno quarantotto per cento la spesa per i libri meno ventiquattro per cento
Complessivamente la spesa per la cultura delle famiglie italiane nell'ultimo anno ammontava a poco più di dodici miliardi di euro
Che guardate corrisponda poco più di un terzo di quanto spendiamo complessivamente ogni anno per compiuta smartphone
E traffico dati un terzo
Aumenta però questa il fatto nuovo
Il numero di italiani che assistono a spettacoli teatrali concerti che vanno al cinema che visitano mostre musei monumenti che partecipano al festival culturali
Ma non chiedete di aprire un libro però
L'offerta culturale diventa quindi sempre di più dispositivo esperienziale funzionava combinazione del consumo culturale con la dimensione esperienziale ma ripeto
Che non si apre un libro
Diverso è il caso invece di altre manifestazioni non culturali ma le manifestazioni di tipo politico perché da questo punto di vista lo sappiamo registriamo sempre nuovi record
Di astensionismo a ogni tornata elettorale da ultime le regionali di qualche giorno fa cito soltanto ancora una volta il dato dell'astensionismo alle ultime elezioni di livello nazionale le europee dello scorso anno l'astensionismo è stato del cinquantuno virgola sette per cento
Tanto per dare un'idea alle prime elezioni dirette del Parlamento europeo nel mille novecentosettantanove gli astenuti furono solo il quattordici virgola tre per cento
Alcuni dati di partecipazione trent'anni fa vent'anni fa scusate nel due mila tre i cittadini che ascoltavano i dibattiti politici erano il ventuno per cento oggi la metà meno dell'undici per cento
Le mobilitazioni di piazza raccolgono sempre meno adesioni nel due mila tre vent'anni fa quasi il sette per cento degli italiani hanno partecipato a cortei vent'anni dopo solo il tre per cento
Allora sono state veramente un'eccezione alle recenti proteste per il conflitto in corso Palestina che sono state invece molto partecipate
Perché a fronte di di fronte ad un orrore insopportabile e ha un forte senso di ingiustizia questa volta si è ritenuto di non potersi mostrare disinteressata insensibili o del tutto impotente
Cioè la sensazione questa sì voleva riassaporare almeno per un attimo l'idea di poter cambiare il mondo facendo udire la propria voce
Infine abbiamo dedicato un approfondimento ai longevi
Piano intitolato questo paragrafo gli immortali cito solo un dato
I centenari erano meno di seicento nel mille novecentosessanta erano diventati quattro mila e settecento nel due mila e oggi sono un esercito di ventitré mila cinquecento persone
Si allunga l'aspettativa di vita ormai siamo arrivati a più di ottantacinque anni in media per le donne un po'meno più di ottantuno anni per gli uomini abbiamo guadagnato conquistato cinque ministri di vita in più in media solo nell'ultimo anno Easy desiderano sempre di più prolungare l'esistenza grazie ai progressi della medicina
Vivendo quanto più possibile senza le limitazioni legate all'avanzare dell'età
Capiremo fino a che punto ci spingeremo e tutte le implicazioni del caso
Mi avvio alla conclusione vorrei concludere l'analisi di quest'anno riprendendo la chiave interpretativa da cui sono partito
Le tasse Baraggia in cui ci siamo inoltrati
Il grande debito che inaugura il secolo delle società costruendo fare e italiani che davanti alla profezia dalla poco dell'Apocalisse con i barbari alle porte non prendono alloggio
Nelle confortevoli stanze del Grand Hotel l'abisso
Allora sotto questo radicale cambiamento di paradigma c'è non soltanto il fatto che evidentemente ci siamo risvegliati
Dall'illusione che il destino dell'Occidente fosse di farsi mondo anzi oggi viviamo
In Occidente diviso in declino per molti versi in crisi di identità
Ma c'è anche la convinzione e questo è il fatto più preoccupante che la storia non sia più guidata dalle leggi del progresso chi ci crede più che la storia guidato dall'Egitto verso
Ma se così
Sì abbiamo maturato questa convinzione abbiamo la sensazione che il nostro destino sia in balia di forze oscure dirittura
La minaccia della guerra
E infatti ritorna il mento a occupare il centro della scena non leader nazionale di progresso
Perché non abbiamo pur sempre bisogna evidentemente di dare un senso al mondo di soddisfare questa specie di ansia metafisica che tutti abbiamo e il mento da questo punto di vista è un formidabile strumento capace di conferire senso alla realtà
A piccolo problema il mito è sempre tragico fatale funesto
Pensate ai primi due versi del poema che all'origine della cultura occidentale
Campani o diva del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei primi due versi dell'Iliade
I conoscete tutti
Nei primi due diverse c'è la passione più violenta l'Iran
E ci sono i lutti gli infiniti lutti la morte
Ovvero racconta una guerra
Una guerra spietata e sanguinaria infinita duro dieci anni e altri dieci anni poi furono necessarie Odisseo per fare ritorno a casa protagonista dell'Iliade il poema all'origine dalla cultura occidentale
La forza la ferocia la prevaricazione l'inganno il tranello
Pensate alla più grande delle tragedie altro grande mito l'Edipo di Sofocle
C'è un parricidio c'è un incesto
Ma pensate anche ai miti biblici l'altro grande libro all'origine della cultura occidentale carino che sparge il sangue del fratello belle Abramo che alza il pugnale sul figlio Isacco
Il mito appunto ex sempre tragico
Eppure voglio chiudere davvero ricordando la scena forse più commovente dell'Iliade nell'ultimo libro dell'Iliade c'è anche la pietà
Quando il vecchio Priamo si reca nella tenda di Achille
Si getta ai suoi piedi e lo implora chiedendo il riscatto del corpo martoriato del figlio è torna a cui dare una vigna Sepultura
E a questo punto i due nemici
Piangono insieme
Il giovane greco vincitore Achille che era stato accecato dalla sete di vendetta per la morte dell'amico Patroclo
E il vecchio re dei Troiani sconfitto
Piangono insieme per il dolore comune il dolore della perdita non sono le lacrime
Di noi tutti essere effimeri e quindi c'è anche la pietà e la compassione nel poema all'origine della cultura e cioè occidentale non soltanto la violenza e la morte
E allora i classici come numero brillano nel buio della notte in momenti come questi è a questo che servono i classici no
E quello che ci dicono che nella vertigine dei nostri tempi c'è anche spazio per la speranza grazie
Grazie grazie di essere oggi qui grazie al dottor Borrelli per questa presentazione così
Puntuale precisa accalorata appassionata come il nostro lavoro
A me spetta molto più semplicemente tentare una sintesi interpretativa dell'anno rispetto ai tanti fenomeni che Valerio ricordato e sottolineato ai ai tanti numeri alle tante preoccupazioni che andiamo avanti
Hanno difficile da interpretare hanno complesso tutte le difficoltà che avevamo negli anni passati sono ancora lì non le abbiamo superate per molti versi non abbiamo neanche affrontate però al tempo stesso ricordava Negri non è scattato l'allarme rosso non ci siamo come dire accomodati nella profezia
Di un avviso in ineluttabile
Se guardiamo agli ultimi rapporti negli ultimi dieci quindici anni
Notiamo come abbiamo sempre raccontato i rischi di una società
Che aveva
Scarso senso della storia aveva scarsa visione del futuro forse anche nulla visione del futuro
Una società che lentamente si arrangiava nel presente ne pagava tutte le conseguenze come correre rischi e ne assumeva Geffen
Una società col abbiamo detto intrappolata nella morsa del presidentissimo il presente e il vivere quotidiano lo stare lì giorno per giorno è stato forse uno dei mali principali della nostra società negli ultimi quindici anni lo vediamo ad esempio il declino dei nel declino economico ma il declino dei consumi nel declino della degli Investimenti ricordavamo prima tanti anni di crescita zero virgola o addirittura di recessione come mai avevamo conosciuto precedentemente
Da la caduta economica lento declino economico che è figlio dello stare nel presente adagiati è sotto gli occhi di tutti ma non è solo questo abbiamo raccontato in questi anni come incapacità ad immaginare il futuro di stare nel futuro di costruire il futuro finiva per tradursi in un lento ma progressivo accumularsi di risentimento di rancore
Non dirà via non di rivolta sociale non di espansione di un sentimento diciamo di di contrapposizione semplicemente risentimento
Dentro se stessi il rancore il il lutto di quello che avremmo voluto essere non siamo stati
Nel presente
Nell'atteggiamento sul presente abbiamo anche visto come finivamo per vivere vite scommesse vite tutto sommato erano iper connessa alla tecnologia ama vivevano nel giorno per giorno nel quotidiano non avevano connessione col passato col fu
Qualche anno fa credo più di dieci abbiamo raccontato una società delle sette Giare c'è una società in cui vivere nel presente finiva per mettere in discussione indebolire fino alla frattura dei grandi giunzioni
Quelle istituzionali nel giunzioni politiche le ingiunzioni della rappresentanza la crisi dei corpi intermedi ecco questo poco senso della storia poco visione del futuro è stato un po'il grande male nel nostro Paese per tanti anni
Oggi invece in qualche modo dobbiamo prendere atto che il nostro Paese più e meglio di altri è stato capace di vivere nel presente
è stato capace di mettersi faccia a faccia col presente
Ha preso atto che poco senso della storia poco fughe in avanti tutto sommato potevano anche essere un vantaggio
è stato più bravo degli altri a mettersi sul presente perché l'ha fatto l'ha fatto perché ha preso consapevolezza che alcuni grandi processi che aveva immaginato avrebbero potuto portare la società italiana in un futuro migliore in un futuro di progresso di crescita di ritrovata
Processo di innalzamento del benessere
Pensiamo ai grandi
Processi mobili tanti l'ambientalismo il federalismo la lotta alle povertà la lotta alle diseguaglianze
Piano piano si sono esauriti oggi non ha più molto senso andare a costruire un percorso di quindici vent'anni per cercare di contrastare i grandi mali del Paese
Al tempo stesso anche le istanze più
Un più attuali più quotidiane pensò alla sicurezza penso alla violenza di genere alla violenza dentro le pareti domestiche
Alla sicurezza sul lavoro ai ai nuovi diritti
Distanze che hanno visto il Paese la società i vari corpi sociali metterci in qualche modo in discussione ma poi alla fine si sono tutti esauriti istanti emotivi si sono consumati rapidamente quindi
Di nuovo anche quelle anche le stanze
Quotidiane diventano sostanzialmente un mettersi faccia a faccia col presente
Ne abbiamo visti anche altri ovviamente di
Diciamo di elementi di spinte a misurarsi sul presente penso alle guerre
Alla all'ipotesi di riarmo al al domandarci se entreremo in quel ruolo dirittura se già non siamo entrati in qualche guerra più o meno ibrida più o meno
Mista più o meno combattuta l'impressione di essere già dentro una guerra ce l'abbiamo e ce l'abbiamo
Ci mettiamo faccia a faccia col presente ad una società che si trasforma rapidamente
Di fatto non abbiamo settato il nostro Paese non abbiamo risolto i nostri problemi spesso non abbiamo nemmeno affrontati
Si ricordava prima il tema dell'educazione il tema della salute il tema della previdenza il tema dell'arretramento delle forme di welfare
L'elenco è lunghissimo inutile ricordarlo ancora non siamo preparati al futuro non ci siamo preparati al nuovo però abbiamo resistito
Il sole del resistito ci mette oggi in una buona condizione rispetto agli altri Paesi europei rispetto agli altri Paesi occidentali
Abbiamo iniziato a resistere prima abbiamo resistito meglio abbiamo saputo guardare il presente con occhi un po'diversi senza troppa angoscia per il futuro e tutto sommato senza troppi rimpianti per il passato
Certo non è la situazione migliore uno posso sperare il rischio del vivere nel quotidiano nel presente nel giorno per giorno è un rischio alto Visco col quale ci dobbiamo misurare però tutto sommato abbiamo resistito
Abbiamo resistito soprattutto di fronte a una chiamata collettiva in giro per il mondo alla prova di forza al braccio di ferro
Prova di forza militare sicuramente prova di forza commerciale la lotta per i dazi il Barzio contro la Lazio il dobbiamo rispondere nella stessa misura
L'abbiamo o lasciata lì però quello era la spinta metterci uno contro l'altro abbiamo vissuto nelle grandi come dire affermazioni delle cosiddette tecnocrazia globali nel nella dimensione dell'intelligenza artificiale in qualche modo spazzerà via oscuro rischia di spazzar via tante tante imprese tanti lavori tutto sommato oggi possiamo dire di aver saputo resistere di aver saputo capire che la guerra commerciale e militare e tecnologica non è la soluzione
Qualche settimana prima della presentazione in questa stessa aula del primo rapporto Censis il Papa Pro Sesto ha detto lo sviluppo il nuovo nome della pace
Sono passati cinquantanove anni e forse oggi la società italiana comincia a domandarsi se questi due termini non vadano invertiti fra di loro e la pace nuovo nome dello sviluppo
Non è nella risposta alla guerra la contrapposizione alla lotta dazio contro Fazio omicida contro Miss
E nel ritrovare una dimensione di pace come chiave dello sviluppo come chiave coesione come chiave di costruzione di una comunità
Economica di una comunità capace di includere no capaci di una comunità capace di accogliere gli stranieri
Avendo per non andare male Europa chi se non l'Europa è nato è stata costruita è stato sostenuto per tanti anni proprio per quella missione proprio per diventare una grande potenza civile e non una potenza militare una potenza civile
Capace di includere di allargarsi di garantire
Coesione dentro e fuori i propri confini capace di affermare un modello in cui la prosperità e la pace sono figlie dello sviluppo della crescita economica suo figlio del benessere e non sono figlie di una contrapposizione armato
Sono passati ottant'anni dalla crisi sui cieli di Hiroshima dal fungo atomico dai lampi nucleare e oggi in qualche modo ce li ritroviamo davanti
E e chi se non l'Europa può farsi carico invece di uno sforzo di mediazione che lo sforzo di
Restituzione alla società
Alle sue società alle sue comunità di un senso della storia che non è semplicemente la guerra come fatto inetta
Perché l'Europa in qualche modo soffre invece questa questa spinta al a allarmarsi al braccio di ferro alla prova di forza
Perché l'Europa si trova di fronte problemi che hanno natura mista chiunque tutto si mescola sono problemi di natura religiosa di natura militare di natura industriale di natura demografica in cui tutti si mescolano si confondono e allora l'unica risposta può essere la verticalizzazione verso l'alto che ci sia qualcuno che decida
Che ci sia qualcuno che abbia la forza il coraggio di assumere la responsabilità di una decisione
Di guerra anti contrapposizione di lotta di braccio di ferro con
Solo che l'Europa non lo può fare non può assumere come proprio modello la prova di forza
Pur fare per tante ragioni ne dico tre velocemente la prima Regione
Perché tradirebbe se stessa l'Europa non è nata per quello non è il suo compito non ha dentro il suo DNA non la
Cultura per poter esercitare una prova di forza nei confronti delle altre grandi potenze mondiali innata prudenza civile per garantire prosperità e pace non può diventare una potenza di contrapposizione
La seconda ragione e che non soltanto mole quella la sua identità il suo compito ma non sarebbe neanche in grado di farlo nominale caratteristiche finirebbe per scimmiottare altre grandi potenze
Sentite il dibattito di questi giorni alla fine che dovremmo fare non utilizzare l'ostia rimandarle a comprare in giro per il mondo quindi non saremmo neanche in grado di affermare una potenza militare europea perché non ce l'abbiamo non l'abbiamo mai voluto non abbiamo mai costruito
La terza ragione e che le società europee e prima fra tutte la società italiana non glielo permetteremo
Non è scattato l'allarme rosso non soltanto sul conto dal punto di vista sociale meno è scattato l'allarme rosso nemmeno sulla delega l'Europa per avviare questo braccio di ferro questa prova di forza questa contrapposizione di guerra guerreggiata
Perché perché il nostro Paese è stato
Più bravo o forse più
A metà tu più coerente con questo contrasto la prova di forza
Ma sostanzialmente
Perché
La
L'accento meditazione cioè il ceto medio la capacità di resistenza del ceto medio ha vinto ancora
Sono tanti anni sentiamo dire
è finito il ceto medio si è rotto l'ascensore sociale lascito mitizzazione come l'ha chiamata il Censis cioè non soltanto quella struttura sociale ma quel processo di costruzione di un centro intermedio si era in qualche misura in tufo perché e comprensibile
Il declino dei redditi il blocco dei salari il rallentamento dell'economia
L'intelligenza artificiale che in qualche modo sta sostituendo le cosiddette professioni intermedie le difficoltà includere inserire far crescere
Gli immigrati soprattutto gli immigrati di seconda generazione che a tutti gli effetti si sentono italiani ma in qualche modo si sentono anche allo stesso tempo esclusi
Quindi questo grande processo di ceto medio già azione
Secondo molti è finito finito da tanto tempo
E la fine del processo del ceto medio dice della costruzione del ceto medio si traduce in una delega verso l'alto
In una
Domande di un di qualcuno capace di esercitare la prova di forza capace di assumere decisioni
Se è veramente finito l'aceto mitizzazione è comprensibile che di fatto siamo di fronte a una società che sempre più delega verso l'alto
Magari con la promessa vedersi ridurre le tasse diversi vedersi restituito un modello di welfare che oggi non possiamo più permetterci in realtà hanno questo non è successo
Il ceto medio non han concesso questa bella verso l'alto il processo decido mitizzazione
Non è diciotto come dicevo prima di costruzione di un di uno schema sociale di una struttura sociale tanti anni fa il Chelsea soggetto il ceto medio una laguna
Cioè è un luogo in cui tutto si mescola si rigenera cambia si confonde si rimodella
La lacuna del ceto medio vince ancora
Ricordavo prima questo scivolamento verso i piaceri quotidiani verso la soddisfazione quotidiana verso la trasformazione di grandi processi di ascesa del benessere in ultimi anni minuti minori piaceri e soddisfazione della vita
Per dirla con una battuta scriviamo nel rapporto e quest'anno il ceto medio diventa un centro di classe economy
Che piaccia tranquillo e sereno e che ogni tanto si concede l'accredito di classi premium
Gode il quotidiano viaggi raggira
Si adatta
Spende magari qualche volta qualcosina in meno per potersi permettere invece un giorno qualcosa in più il biglietto di sola sempre l'accredito
è un ceto medio che ha avuto una forza di resistenza una forza di cambiamento una forza di trasformazione di se stessa così forte da considerare la non dico la possibilità ma almeno l'opportunità di interrompere quel processo di delega verso l'alto sembrava invece nell'unità oggi nella nostra società non riscontriamo questa questa voglia
Di affidare a un sovrano assoluto a una sorta di detonatore a una sorta di aut Arca di nuova generazione la possibilità di decidere per conto nostro certo le difficoltà sono ancora tutte lì non sono superate non siamo di fronte a una come dire a un percorso nuovo di crescita siamo di fronte a un percorso di adattamento del benessere non più solo benessere economico ma anche un benessere per certi versi culturale di status di godimento dei piaceri quotidiani
Il presente
Quello che in qualche modo segno quest'anno la capacità di stare sulle cose di tutti i giorni
Presente però non è qualcosa per così dire che ruota su se stesso non è come la rotellina del del sito che ci dice aspetto momento stiamo per arrivare
Presente diceva Sant'Agostino intuizione
Il presente lo sfuggire continuo della Presa il presente il riconoscere le tracce di futuro le
Nel nell'esperienza di tutti i giorni presente cambia cambia continuamente
Qualcuno ha notato nulla dice
Che il Presidente si riduca la presenza e questa è la differenza sostanziale che oggi abbiamo davanti
Non è soltanto il compito di esserci
Ma il compito di saperci stare la responsabilità saperci stare non è un problema di presenza di dire io c'ero
è un problema di saper trovare le giuste parole il giusto atteggiamento i giusti gesti il giusto modo di citare nelle cose del quotidiano nelle difficoltà putiniani
Questa è essenzialmente una responsabilità politica a scelta delle parole scelto nel modo di esserci la scelta del modo di star dentro le cose il non fare solo presenza
è un fatto politico però un fatto che non appartiene solo la politica appartiene all'università appartiene luoghi di pensiero appartiene agli istituti di ricerca agli enti di rappresentanza appartiene
Al sindacato
Appartiene ai corpi intermedi allora c'è questo senso di responsabilità che dice bisogna superare l'ambizione di presenza per fare uno sforzo
Care il il dissenso il modo in cui sull'astensione a stare sulle cose di tutti i giorni
Questa è la più grande sfida che abbiamo davanti è la grande sfida nella assunzione di responsabilità individuale di responsabilità se volete di classe dirigente
Di non lasciare soltanto lo scivolamento verso il basso ma di avere anche la forza il coraggio diciamo la speranza alla passione per dire nel presente sappiamo starci sappiamo esserci sappiamo dire la nostra sappiamo trovare le parole giuste e non soltanto far presenza con un ciao ciao con la mano dietro le telecamere
Grazie
Grazie due note
Di nuovo regolazione nel che c'ha ospitato per la cinquantanovesimo a volta
Il personale beccaccia accompagnato veramente se siamo grati a tutti siamo grati anche della cordialità e degli accoglienza che c'è riservate sempre
Un grazie a voi che siete venuti qui grazie al nostro presidente che ci ascolta la casa perché abbiamo Unisys
Sito perché fosse con noi anche lui oggi
E grazie ai ricercatori che hanno così tanto lavorato diciamo così tanto aiutato
No
E per noi un un momento particolare una gioia particolare abbiamo chiuso la presentazione del cinquantanovesimo rapporto l'abbiamo chiusa con
Gioia con soddisfazione sapendo di aver provato a fare il nostro mestiere di averlo fatto per quello che era possibile con serietà con orgoglio
Le quindi
Davvero una buona giornata a tutti una augurio di buon Natale è un grazie di cuore per essere stati con noi in un giorno così importante per tutto l'istituto
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