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Rubrica
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15:00 - Roma
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17:30 - Roma
19:00 - Teramo
9:00 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
11:00 - Caltanissetta
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giornalista
Buongiorno agli ascoltatori di Radio Radicale, oggi la nostra prima pagina è ancora.
Non dico monopolizzata, ma certamente il grande spazio lo prende quel che sta avvenendo nello stretto di Hormuz, poi ci sono le reazioni della Meloni a Trump, poi c'è la visita, ancora di dubbio in in Italia, in Vaticano e a quell'incontro con la Presidente del Consiglio,
Poi c'è un caso sul movimento sul Montepaschi di Siena, segnalato dal Corriere della Sera, e poi c'è, lo sapete, immagino il re, l'abbandono da del Pd da parte di della Madia e che finisce in Italia, Viva e ma andiamo sui fatti del giorno e appunto,
Il Corriere della Sera titola battaglia navale, Our Muzzo.
E qui c'è la Viviana Mazza da New York,
Che dice
Gli Stati Uniti stanno usando la forza militare e la diplomazia, una nuova risoluzione delle Nazioni Unite per tentare di riaprire lo Stretto di Hormuz, ma l'Iran ha rifiutato ieri la proposta di Trump.
Per consentire l'uscita delle navi commerciali delle petroliere intrappolate nello stretto.
E da vedere nel comandante Ali Abdullah Abdullah Abdullahi ha avvertito tutte le navi commerciali e petroliere di evitare ogni tentativo di transitare senza coordinamento delle forze armate.
E ha minacciato di attaccare navi da guerra americane che cerchino avvicinarsi o di passare attraverso lo stretto, gli ha risposto nella sostanza l'ammiraglio Brat Cooper, che guida il Comando centrale americano responsabile dell'operazione in Medioriente, e ha detto che, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova operazione che include due cacciatorpedinieri droni 100 euro e 15.000 soldati,
L'Iran ha sparato missili da crociera contro navi della Marina americana attraverso lo stretto e ha usato i droni contro le navi commerciali, ma entrambi sono stati abbattuti la lista di Uniti, mentre l'iride Autry a Pasciano distrutto sei imbarcazioni iraniane che minacciavano le navi.
E poi, appunto dà conto dell'ambasciatore americano alle Nazioni Unite Walls, che ha annunciato ieri una e questa settimana presenterà al Consiglio di sicurezza una risoluzione scritto insieme al Bahrein e i Paesi del Consiglio della Cooperazione del Golfo.
E che condanna l'Iran per aver depositato mine nello stretto e per i suoi tentativi di riscuotere i pedaggi dalle navi.
Ma?
Il la situazione di queste situazioni di stallo Federico Fubini la fotografa così il doppio assedio nel Golfo e la lezione di Giulio Cesare, la difficile strada di Donald.
Prima di Hormuz, uno dei rari, i casi di doppio assedio, si è Bengasi nel 52 avanti Cristo, i romani condotti da Giulio Cesare, circondarono Malesia, ma furono a loro volta circondate da altre tribù galliche, giunta in difesa degli assediati, qualcosa del genere sta accadendo oggi nel golfo gli Stati Uniti assediano Iran impedendogli di esportare petrolio e di importare alimenti o almeno ci provano.
Intanto, il regime di Teheran ha sede l'economia mondiale, complicando molto i transiti di petrolio, gas, fertilizzanti.
In altri termini, da Donald Trump cerca di portare l'Iran a cedere per fame e il grande di rendergli o così costoso, in termini economici e politici, da indurlo ad ammorbidirsi per primo.
Chi verrà di più?
E poi passa a dire.
In Italia non siamo certo contenti di pagare la benzina.
Il 6,7% in più che a gennaio.
Ma in termini reali, siamo ancora molto sotto i livelli del 2022 ed è probabile che non riusciremo a ridurre la domanda abbastanza da raffreddare i prezzi, ma lasceremo che siano i poveri della terra a stringere la cinghia.
Del resto, Jp Morgan mostra che il totale degli stoccaggi mondiali in teoria è alto, siamo entrati nella guerra con 8,4 miliardi di barili di riserve estratte e colmiamo il fabbisogno, così in realtà restano disponibili disponibilità facili da mobilitare forse per 500 milioni di barili.
Ma anche quelli che hanno spazio per supportare l'assedio almeno fino al cuore dell'estate.
E poi passa, appunto, ma quanto può resistere in Iran, in breve, non poco.
Non solo il regime ha allenato le sanzioni da decenni, fra gennaio, 2020 circa a metà del 2022 è già andato avanti con le esportazioni minime, forse anche sotto i livelli di oggi. La petroliera iraniana da 1,9 milioni di barili uscito da Hormuz domenica non è un caso isolato e si divide in relazione satellitare, registrano passaggi di Olmütz di vari milioni di barili iraniani da quando, il 7 aprile, è in atto il blocco americano, l'Iran, inoltre, continua ad essere alimentato di cibo e forse farmaci dalla Russia da Nord sulla rotta del Caspio. In sostanza, l'economia internazionale può resistere ancora vari mesi nell'Iran. Forse ancora di più tutto può ancora succedere, ma sono riuniti a condizioni di uno sparo, di uno stallo in grado di proteggersi e creda Privitera. Dice che
Per superare?
Questo stallo.
Giudica così a segnalare il rischio di un fallimento tattico da scongiurare il nuovo piano voluto dal presidente americano, battezzato quello seguente nome di project freedom.
Che nelle intenzioni dovrebbe ripristinare la libertà di navigazione per 2000 navi commerciali, è rimasta bloccata nel Golfo, in realtà questo progetto dice molto di più di quanto la casa Bianca lasci trapelare per vari osservatori, significa che Washington non ha il tempo né la pazienza di attendere che il blocco da solo tra Shin Teheran al tavolo dei negoziati,
È di fatto una confessione implicita nella strategia dell'assedio e torniamo ad Alessia.
La strategia dell'assedio.
Non sta producendo i risultati sperati, perché le previsioni sul sull'impatto della chiusura dei porti sull'industria petrolifera iraniana si sono rivelate largamente illusoria.
Ed allora mettono all'angolo Trump, fa Trump e dentro a uno stretto con passo deciso e prova a cambiare il copione.
Però Washington sembra avere poche carte da giocare.
L'Iran sta tracciando una linea invalicabile, la presenta statunitense nello stretto, soprattutto se serve ad agevolare il passaggio delle navi commerciali per legge due la costituisce una violazione del cessate il fuoco, scrive l'analista Nad Nadav Pollack.
Secondo lui, gli uomini della Repubblica islamica non permetteranno a nessun altro di dettare le regole in quel braccio di mare finché non avranno ottenuto ciò che voglio dei negoziati e poiché gli Stati Uniti non appaiono intenzionati a concedere quello che Teheran chiede, ci stiamo dirigendo verso una nuova escalation.
Sulle violazioni della tregua dice l'analista Jason Brodsky, visti gli attacchi iraniani di ieri contro i mirati umani dammi la guerra americana, sta agli Stati Uniti decidere se il cessate il fuoco è saltato.
Eh.
E poi, appunto dice il ministro degli Esteri, era Casci nessun negoziato con gli Stati Uniti sul nucleare, siamo pronti a tutto.
Ma?
Abbiamo.
Secondo il focus del Messaggero di Lorenzo vita.
La tirannia del Pentagono per fermare Lia i pasdaran.
Circa 15.000 uomini pronti ad entrare in azione, navi in particolare cacciatorpedinieri della classe Arleigh, Burke, droni e un centinaio di aerei ed elicotteri, sistemi di sorveglianza marittima e nei cieli e regole d'ingaggio che autorizzano le forze euro USA a sparare direttamente i barchini dei Pasdaran.
Sono queste le prime indicazioni arrivate dal Comando centrale degli Stati Uniti al il Čertkov, sull'avvio dell'operazione project freedom.
Secondo i funzionari sentiti dalla stampa statunitense project Fidel non prevede una vera e propria missione di scorta militare diretta dei cargo o delle petroliere, al momento l'operazione dovrebbe includere solo una sorveglianza dell'area dell'area, un monitoraggio a distanza drenare che transitano per Hormuz in modo di prevenire gli attacchi iraniani.
Le regole d'ingaggio sono state modificate permettendo ai militari americani di attaccare i motoscafi della guardia dei guardiani, ma anche esiti lancia missili nell'area sono stati schierati anche elicotteri armati e dei d'attacco, in particolare la A10, chiamata la mitragliatrice volante, questi mezzi possono essere impiegati tanto contro le imbarcazioni quanto contro le postazioni costieri e anche lancia missili e quindi l'operazione tra virgolette umanitaria come la definiva Trump potrebbe anche innescare una nuova escalation alle porte del Golfo.
E questo
Stiamo vedendo.
E quindi anche su Repubblica.
Su Repubblica Massimo Minella intervista Grimaldi, stop illegale, ma preferisco tutelare i miei equipaggi, tentare di passare oggi, sarebbe temerario e i miei colleghi dico di pazientare davanti all'adduttore regole prevalga la prudenza.
E, Gianluca De Feo, scrive, gli Stati Uniti hanno iniziato a scardinare la barriera iraniana che chiude un humus, e tutti i segnali fanno ipotizzare che non si tratterà di un'azione simbolica, due unità della US Navy hanno varcato lo stretto, evitando i missili cruise iraniani lanciati contro di loro e facendo distrugge dagli elicotteri Apache sei barchini d'assalto dei pasdaran.
La loro missione è la prova generale di un disegno ambizioso, aprire un corridoio sicuro nel tratto meridionale è il passaggio più lontano dalle basi dei Drughi Teheran, che verrà costituito custodito dal tiro incrociato di fregate e velivoli.
Consapevole della flop dello scudo che protegge la flotta USA, i Guardiani della rivoluzione hanno risposto colpendo il cuore degli interessi da raffineria emiratina di Fujairah, l'unica all'esterno nel Golfo, rimasta finora in grado di esportare i carburanti e due delle navi, una perché petroliere come il cantiere intrappolate nel conflitto.
Difficile Kiev, capire chi ha vinto, chi ha perso il traffico marino commerciale è ancora fermo, c'è però l'impressione che si sia trattato di raffiche iniziali di uno scontro destinato ad aumentare di intensità.
E in modo particolare.
L'obiettivo è ottenere una vittoria limitata che non piegherà a Teheran, ma cercherà di rapida euro humus e comunque far pagare un prezzo altissimo i pasdaran altro presidiano.
Il modello operativo sarà quello simile a quello sperimentato ieri, navi, elicotteri e caccia pattuglieranno senza sosta le acque della crisi, per spazzare via ogni minaccia, questo significa abbattere missili e droni, affondare i motoscafi, neutralizzare le mine, ma potrebbe venire esteso subito progressivamente ai raid aerei contro le Isole fortezza iraniana sparse nel Golfo e qui le cita tutte quante.
Il problema è che, nello stretto, i rischi vanno ridotti a zero, altrimenti nessuna armature mettere in pericolo la vita dei due equipaggi e cancellare le forche caudine israeliane non sarà iraniane, non sarà un'impresa facile, perché le insidie sono numerose, a partire dai la grande incognita.
Dei delle mine.
E a proposito di come si vive questi mesi il Corriere della Sera intervista.
Un comandante fa sempre Greta, Privitera e dice bloccati tra due fuochi, la lunga attesa a bordo dei mercantili mercantili, un comandante noi femmine, 66 giorni giorni di incertezza, Rain regna, siamo vittime collaterali.
E spiega questo Rahman, Kapur, comandante di una petroliera bloccata nel Golfo?
E dice che non ha contatti con le autorità iraniane, né con quelli Humanité o emiratine, non ha mai ricevuto un messaggio nemmeno della Marina americana, parla solo con la sua compagnia di mediazioni, che coordina anche i rifornimenti, una volta al mese una piccola barca, arriva sottobordo con acqua, cibo, medicine e tutto ciò che serve per sopravvivere.
Questa sospensione, che assomiglia sempre di più, dice lui a un esilio senza senso.
E poi dice che abbiamo brindato quando l'Iran ha annunciato l'apertura, ma è durato troppo poco e questi qua sono chi vive a bordo di queste navi.
Da 66 giorni, ma sull'Iran c'è anche.
C'è anche il manifesto.
Che ha il pezzo, Alberto Negri, che.
Che l'udienza con grandissimo inviato del Sole 24 ore ora scrive per il manifesto il generale filosofo cinese su un su nella sua arte della guerra, affermava che una strategia senza tattica può portare a una rapida vittoria.
Ma una tattica senza strategia può aprire la strada della sconfitta.
Questa considerazione potrebbe adattarsi a quanto succede nello stretto di Hormuz.
E prosegue.
Più o meno le stesse cose e che abbiamo letto in tutto questo, l'escalation navale conclude il Negri.
Iscrizione animali, compreso tutto in Generali sul fiume, nella strategia iraniana, e appare un po'grezza, ma razionale Lian.
L'Iran non ha bisogno di sconfiggere gli Stati Uniti, una guerra regime di Teheran, basta assicurarsi la sopravvivenza con spedita tagliate di missili e droni per mantenere il golfo di Hormuz sottopressione anche il nucleare iraniano sembra passato in secondo piano.
Ed è questo che volevano agli ayatollah e pasdaran quanto la strategia americana che pure con Israele ha inflitto danni enormi all'apparato militare e politico iraniano è meno chiara, Trump, tanto proclama che l'accordo con Tirana è vicino, ma Netanyahu altri obiettivi la cancellazione dell'Iran dalla mappa del Medio Oriente,
Non importa se c'è questo un altro regime,
Sul la vicenda
Iraniana.
Segnalo anche Federico Rampini.
Prima la guerra e sul Corriere della Sera, trappola reciproca prima la guerra aerea, poi il braccio di ferro già economico, la terza la battaglia navale.
Due mesi e una settimana dopo, a che punto è Donald Trump in Iran, la fase guerreggiata nel senso militare classico aveva lasciato il posto al conflitto geoeconomico a base di ricatti incrociati, l'Iran, pur non non avendo le forze per bloccare lo Stretto di Hormuz, conserva una capacità di minaccia sufficiente dissero degli armatori e compagnie assicurative.
Viviamo pagina, eccolo qua.
A meno che accettino di pagare un pedaggio, un pizzo inaccettabile per il mondo intero.
Il mistero del ritardo della risposta americana che leggibile via non potesse bloccare Hormuz come risposta all'attacco è cosa nota dal 1980, perché il Pentagono non ha contemplato il contropiano per garantire sicurezza e libertà di navigazione fin dalle prime ore della sua offensiva, onde evitare che Teheran prendesse in ostaggio i due terzi dell'economia mondiale.
E poi prosegue, chiude ora che il Piano P B per riaprire l'humus è partito, cioè, vale a dire l'escalation militare, la battaglia nord hanno incipiente si somma la gara di resistenza.
Se Trump di avere sbagliato le sue previsioni sulla fine del regime iraniano, forse influenzato da Netanyahu, non bisogna cadere nell'eccesso opposto, attribuendo la dittatura militare dei Pasdaran, onniscienza e onnipotenza, di sicuro un calcolo del regime continua a fallire i rinnovati attacchi contro gli Emirati, lungi da dividere la coalizione araba che sta con gli Stati Uniti la compatta e lo si vede anche dalla comune risoluzione USA arabi presentata alle Nazioni Unite.
Qualche novità potrebbe arrivare a Pechino il 15 maggio, se si tiene il previsto summit tra Trump e Xi Jinping, gli acquisti clandestini Igla di greggio iraniano da parte della Cina, nonché alcune forniture militari non dichiarate hanno contribuito alla resilienza del regime, un contatterà oltre ai suoi limiti personali soffre la debolezza che perseguire a tutti i leader americani il fronte interno dal 1945 i generali americani non hanno mai perso una guerra. I loro presidenti ne hanno perse molto su molte, su pressione dell'opinione pubblica.
Trump già ai minimi storici di consenso e continua a perdere quota, il suo partito teme una débâcle.
La débâcle al alle legislative di novembre c'è sempre stato uno scenario in cui Trump dichiara vittoria e se ne va, se, insieme alle escort della marina militare è iniziata la battaglia dell'idolo Muzz, non è ancora giunto.
Sì, insieme alle scorte della Marina Militare è iniziata la battaglia navale Bror Muzz, non è ancora giunto quel momento.
Cioè che se ne va a Trump, ma insomma.
Ma a proposito di Trump, vediamo.
Cosa dice al riguardo la Presidente del Consiglio?
Da Yerevan.
Simone Canettieri.
Meloni risponde a Trump contro l'Italia, accusa non corrette.
La tensione continua, come non tiro alla fune Giorgia Meloni annuncia che venerdì vedrà il segretario leghista Tommaso Marco Rubio, appuntamento alle 11:30 a Palazzo Chigi, ma allo stesso tempo, risponde per le rime, ancora una volta Donald Trump che minaccia il rompete le righe delle truppe americane in Italia.
È una scelta che non dipende da me e che personalmente non condivido, direi.
Sottolinea la Premier, la descrive così tenete ieri, ha un piglio tutt'altro che remissivo, vuole far sapere che l'Italia ha sempre mantenuto gli impegni sottoscritti, particolarmente in ambito NATO, anche quando non erano in gioco i nostri diretti interessi in Afghanistan, in Iraq alcune cose sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette.
Premessa in Afghanistan in Iraq è stata la prima applicazione, l'articolo 5 della NATO.
Chiesto su richiesta avanzata su richiesta americana, alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corretta, anche perché a livello di Patto atlantico nessuno si è presentato in una sede formale e chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo.
Ogni riferimento alla guerra in Iran non è puramente casuale.
E qui torniamo al discorso dell'articolo 5 della NATO, attivato dopo l'11 settembre.
In maniera politicamente più tonda la premier dice, durante il vertice della Comunità politica europea, che alla luce di questi stravolgimenti l'Europa deve alzare il titolo c'è un precedente da mandare a memoria affinché sia migliorato con la pandemia di Covid 19 la guerra in Ucraina, l'Unione europea ha dimostrato di saper rispondere alle emergenze ma ora è il momento che si passi dal sapere di reagire al saperle prevenire.
E vediamo anche.
Qua?
Sì.
Vediamo.
Però sulla stampa.
Eccola qua.
Sulla stampa.
C'è un commento di Marcello Sorgi.
Malfitano da Yerevan se si
Commenta appunto quello del servizio di cronaca su.
La Meloni.
Eh.
Invece risorge Marcello Sorgi, scrive, se dovevano essere concilianti in vista dell'incontro di giovedì, dicono il segretario di Stato americano Rubio le parole di Meloni ieri non lo sono state di certo.
Definire, non corrette le cose detto e ripetuto da Trump in questi giorni ed accompagnato dalla minaccia di riservare all'Italia dello stesso trattamento rivolto alla Germania con il ritiro di 5.000 soldati USA dalle basi e la conseguente riduzione dei sistemi di difesa non rappresenta proprio un viatico per la distinzione tra i due Paesi anche se risponde alla verità dato che l'ipotesi di coinvolgere la NATO in Iran era alquanto confusa.
Viene da chiedersi se la premier stia cercando davvero o no una pacificazione con lo storico alleato atlantico, tu nel quale fino a due mesi fa coltivava un rapporto di amicizia con rinculo obiettivo di costruire un ponte tra Europa e Stati Uniti.
Ponte franato, dopo le conseguenze economiche della guerra della guerra che sta portando l'Italia verso un'ondata di inflazione e difficoltà per famiglie e imprese.
Ma ci sono altre ragioni per cui Meloni valuta con cautela l'eventuale riavvicinamento a Trump, la prima è che il tycoon della casa Bianca è in cima alla lista dei personaggi più odiati nei sondaggi che fotografa fino all'80% di opposizione degli elettori italiani a Trump.
In altre parole, Meloni, ammesso che sia possibile, non avrebbe alcuna convenienza in questo momento, a una ripresa di cordialità con il presidente la seconda ragione è che il prezzo è più prevedibile, riavvicinamento sarebbe garantire gli impegni per il riarmo che l'Italia, come l'Europa hanno preso ma che rischiano di passare in secondo piano di fronte all'incarna all'incalzare della crisi economica.
Presentarsi con un piano di investimenti nel riarmo che pure il governo sa di dover programmare alla vigilia delle elezioni politiche significherebbe offrire alle opposizioni una formidabile occasione occasione per costruire la campagna per le elezioni del 2027, basandola tutto in gran parte su no alle guerre e alle armi e sulle necessità più urgenti delle fasce di popolazione colpita dal riarmo dei prezzi in rialzo dei prezzi.
Un'impostazione che Meloni non può certamente consentirsi dopo la svolta social della Premier assisteremo, dunque hanno curvatura pacifista dell'azione di governo, a questo punto nulla si può escludere.
Sulla pagina accanto lo faccio per semplicità, anche se il camion leggermente l'argomento all'amico rinnegato.
L'analisi di Flavia Perina, finita la competizione del Governo perché più nelle grazie del presidente, persino Salvini ha smesso di difendere le scelte della casa Bianca.
Scrive Flavia Perina chissà quanto avranno frugato in giro gli staff di Donald Trump per trovare le ultime parole al miele, rivolto da Matteo Salvini e al loro capo, sono dovuti risalire al febbraio scorso, una conversione con in-situ tra Maga Breitbart decisamente datata prima dell'attacco al Louvre al Golfo prima del caro benzina prima super dazi sulle auto prima dell'offensiva contro il Papa.
E hanno dovuto pure aggiustarla un po'trasformandolo.
In 300 i comizi di sorveglianza di Milano, che in Italia ha fatto notizia anche per il Mann, la mancanza di ogni dire fare riferimento diretto a Trump, in una testimonianza di amicizia con il preside sentissimo, insomma qui praticamente sta dicendo che,
Tutti si stanno nascondendo dietro.
Dietro.
Eccolo qua, noi rimaniamo sulla stampa perché.
E non c'era il domani, scusatemi.
Potenziamo su Repubblica su folli domani, pagina.
Anzi, c'è questo scoppio dell'Vinci nel centrodestra, questo lo vediamo successivamente.
E
Andiamo sulla visita di dubbio.
In Italia.
Nell'analisi Dimas, Paolo Mastrolilli, su Repubblica.
Rubio a Roma, per chiarire il riallineamento strategico, sarà il focus della missione, gli incontri con le controparti italiane si concentreranno sugli interessi di sicurezza condivisi e sull'allineamento strategico, quando un esperto diplomatico americano che di situazioni come queste ne ha gestite parecchie in prima persona leggere il comunicato con cui il Dipartimento di Stato conferma la visita del segretario Marco Rubio a Roma fa una riflessione,
Se scrivono che vogliono parlare del dio, dell'allineamento strategico, vuol dire che al momento non c'è o quantomeno esistono discordanze da chiarire e possibilmente correggere.
È un particolare molto significativo, perché secondo lui dimostra che il Segretario di Stato non parte semplicemente per ricucire il rapporto dopo le prese di posizione del presidente.
Ma piuttosto viene a confermarne per discutere con l'Italia.
Cosa sarebbe necessario per ristabilire l'allineamento?
E qui poi dice, appunto, anche dell'incontro su Cuba.
Quanto a Cuba, esiste certamente un interesse condiviso per la transizione, ma senza alcuna violenza da parte del Vaticano, per esperienza in grado di aiutare ed evitare un'emergenza umanitaria che, alla vigilia delle elezioni di mid term, non converrebbe neppure a Trump e sull'argomento ricordo un libro bellissimo di Vazquez Montalban su,
Ed io entrò all'Avana, nella visita di Giovanni Paolo secondo, a Fidel prosegue Mastrolilli.
Il discorso è diverso per l'Inter incontri dell'8 maggio con la premier Meloni e i ministri Tajani e Crosetto Parrelli sugli interessi di sicurezza condivisi, assume un significato particolare alla luce dell'esplicita minaccia fatta dal presidente di ritirare le truppe dall'Italia dopo i 5.000 soldati richiamati alla Germania, il futuro stesso della NATO è in gioco e non potrà essere ignorato. L'irritazione di Trump nasce dalla mancata assistenza in Iran e qui sta il nodo dell'allineamento strategico. Secondo Washington è mancato perché Roma non si è resa utile dubbio, quindi non verrà a chiedere scusa per le critiche più esplicito e duro del capo della casa Bianca, ma discutono dei motivi delle iniziative da prendere per superarlo.
L'esperto diplomatico già citato suicide inerti meglio a chiarire un punto.
Se pensate che il Segretario di Stato venga in missione di sua iniziativa, magari per fare i propri interessi personali in vista di future candidature sbagliate, viene a nome del presidente per chiarire i motivi dell'attrito.
E senza soluzioni, le tensioni saranno destinate a continuare.
Secondo libero.
Ritorniamo su Repubblica per folli secondo Libero, invece.
Lui lo chiama il sarto di Trump sbarca a Roma, Mario Sechi, la missione di Marco Rubio a Roma è quello del sarto della casa Bianca e lui rinviato per ricucire le relazioni strategiche dell'Amministrazione Trump.
Marco Rubio non è un semplice subordinato, ma è un plenipotenziario politico nel compito di interpretare e adattare le linee strategiche di Trump e del suo alleato più stretto Israele, il suo mestiere è quello del sarto, deve rammentare gli strappi attenzione al sarto, a un lago a un ago può pungere,
E come accadde anche nel 2025, nel discorso che fece a Monaco, liste distensivo e applaudito dalle cancelliere europee cancellerie europee, lago di dubbio pungerà perché il sarto deve cucire, ma senza rinunciare a dire quelli che sono le idee e disegni dell'America.
Quanto al Vaticano, il nodo della posizione non ancora chiarita dal Papa su questioni geopolitiche come l'Iran e le dittatura.
Se la critica si concentra selettivamente sulle democrazie come quella americana, allora nemmeno un sarto abile come Rubio potrà ricucire gli strappi.
E veniamo alla annunciato pezzo di folli.
Che riguarda.
Sia la Meloni e sia il quadro internazionale sulla legislatura soffia un vento di bonaccia, il senso di paralisi che sembra bloccare il sistema politico può essere solo un'impressione sbagliata, per quanto diffusa, ma nel linguaggio sportivo evoca la cosiddetta inerzia di una gara o di una partita di calcio e la spinta misteriosa che favorisce un atleta una squadra rispetto alla controparte, anche in mancanza di eventi nuovi, esiste finché non svanisce, a causa di un episodio un evento, una circostanza sfortunata, Giorgia Meloni ha goduto di un'inerzia a suo vantaggio per circa tre anni e mezzo, fin dal periodo precedente alle elezioni del 22 e poi sull'onda del successo elettorale nel periodo del lungo governo di centrodestra.
Il quale diventerà il più longevo della storia repubblicana il prossimo 10 settembre, con grande soddisfazione della rete diretta interessata piuttosto attenta, comincerà i politici a questo genere di classifiche, alle quali all'opinione pubblica invece piuttosto indifferente.
La novità, come tutti sanno, è che lì oggi l'inerzia si è dissolta esattamente con la sconfitta del governo al referendum sulla sulla separazione delle carriere.
Può essere qualcosa di definitivo, visto che stiamo ormai entrando nell'ultima legislatura, ovvero può essere un inciampo rimediabile, sarebbe il famoso colpo d'ala che ci si attende da Giorgia, Meloni donna che certo non manca di carattere.
Ma in questo miscuglio inquietante che la premier chiama Poli crisi, l'economia non riparte con la buona volontà, la Presidente del Consiglio si muove con decisione, viaggia affronta la questione dell'energia, che oggi è cruciale, non sfida l'Europa ma si sforza anche attraverso Giorgetti di spingere l'intera Unione a considerare la gravità della situazione dunque ammorbidire il patto di stabilità per ora senza risultati di rilievo.
E poi chiude anche da come evolverà la relazione con la casa Bianca in tempo di guerra si capirà se il centrodestra è in grado di riproporre una propria agenda all'elettorato, l'altro volto dell'economia, come si è detto, cioè che come va la vita quotidiana degli italiani,
E l'altro aspetto ancora la riforma elettorale.
Sì, però i governi non fanno il Pil, era una frase con Chroma l'altro, aspettano ancora la riforma della legge elettorale, tema lontano da ciò che preoccupa il comune cittadino, eppure essenziale per le manovre del palazzo.
Quando si parla di possibile pareggio alle elezioni del 27 e a questo che si allude né vincitori né vinti, perché l'attuale modello elettorale non sembra in grado di assicurare un esito netto elucubrazioni. È possibile, manca ancora molto tempo al voto. I sondaggi sono aleatorie, ma senza dubbio sono tanti a sinistra e a destra. Coloro che lavorano in silenzio a favore della paralisi sperano di ricavarne vantaggi personali e politici, anche al massimo livello, ma la partita è ancora aperta ed è rischioso vendere in anticipo la pelle dell'orso. È una cartina al tornasole, in questo caso è le dimissioni della della Madia, dalla
Dal Pd.
Prendiamo velocemente da.
Da messaggero, poi vediamo l'intervista che ha fatto.
Mario Ajello.
Eccolo, Mattia, passa italiani varate, rafforzare cresce il malcontento tra i riformisti dem, al Nazareno si chiedono chi sarà il prossimo o la prossima.
Nessuno fra tragedie per la fuoriuscita di Marianna Madia, quando Elio Vittorini lasciò il Pci Togliatti con sarcasmo, commentò il napoletano, lui che era torinese.
Vittorini se n'è Gyuto e soli ci ha lasciato e con un'alzata di spalle sbriga la faccenda, il Pd non ha il PC Mattia, naturalmente non è Vittorini, ma tra i dem che contano siamo quasi all'alzata di spalle, vorrei la candidatura, che magari qui non avrebbe avuto dicono diversi dirigenti anche se il rischio che dopo Marianna vadano via altri riformisti.
Esiste e sotto sotto lo vedono anche dai piani alti.
Del Nazareno vado, dove si determineranno scontro elettorale, dice la Madia, cioè al centro, e il centro va rafforzato.
E vediamo chi l'ha intervistata, vale a dire al Corriere della Sera.
Eccola qua.
Il Pd non basta più, dice ad Alessandra Arachi, la Marianna Madia buona, serve un polo riformista per rafforzare la coalizione.
Passo, Italia, vivo, l'addio ai dem non è per dissenso.
Marianna Madia, che cosa è successo, qualcosa che l'ha spinta a lasciare il Pd no, non sono uscita con un dissenso, è stata una scelta razionale e costruire nel tempo una scelta basata su cosa, sulla convinzione mia personale che il centrosinistra serva a qualcosa di più cosa,
Riuscire ad avere una forza di riformismo radicale che si aggiungono a quelli del centrosinistra.
E che renda più forte la put proposta politiche per le prossime elezioni.
Chi farà quindi, chi farà parte di questa forza riformista dobbiamo uscire dal Parlamento e andare a convincere le forze civiche e persone che non si sentono rappresentate dalle forze politiche?
Dentro il Parlamento, che Italia Viva, si è Matteo Renzi, lui dice da tempo l'obiettivo è superare gli italiani, è allargare, aggregare tutti quelli che non si riconoscono nella proposta politica del Pd, ha vues 5 Stelle, ma che vogliono votare centrosinistra,
All'interno del Pd, che tiene Alessandra Arachi, all'interno del Pd, c'è un gruppo di riformisti radicali, pensa che qualcuno possa fare la sua stessa scelta, non lo so, la mia è una scelta personale.
Ne ha parlato con la segreteria di Schlein, sì da tempo.
Graziano Delrio Giorgio Gori hanno partecipato alle primarie dell'idea, lanciata da Renzi, sono venuti a portare i contributi, non lasceranno il PD, non lo so, io continuerò a confrontarmi con chiunque, ma.
La intervista, anche Repubblica.
Eccolo qua.
E dice, lascio idem per Renzi, scommetto sulla casa riformista, per vincere la sinistra, non basta.
Eh eh.
Giovanna vita, né le chiede esce, perché dopo quattro legislature il Pd non l'avrebbe ricandidata.
E quindi, secondo lei, per essere rieletta, lascio il primo partito di opposizione per una cosa che ancora deve nascere.
Credo che la risposta possa darsela da sola.
Italiani, gli valse, il 2%, la stimola vitale.
Penso che la nostra scelta possa trainare i riformisti, inclusi i dem, rimasti, aiutarne la risalita in un treno, nessuno in Galleria è solo un pezzo di un disegno più ampio e ambizioso.
Il leader del nuovo rassemblement sarà, Silvia Salis.
E risponde la Madia, che sia molto capace e non c'è dubbio, lo si vede anche da come sta affrontando la sua esperienza da sindaca, dopodiché non so se lei ne avrà voglia e d'altra parte bisogna prima capire chi aderirà a questo progetto per fare cosa o per una certezza nelle nostre idee saranno essenziali per rafforzare la rafforzare la proposta del governo progressista alla fine è l'unica cosa che conta.
Realmente?
Ieri.
L'ha cercata anche la stampa.
E sulla stampa un pochino.
C'è questo retroscena di Carratelli e?
In una intervista, Luca Monticelli, non lo faccio, controllare Sláine servono idee riformiste, dice Annamaria, ma nel retroscena dei dicono ritornelli, dice Mattia via, dal Pd Delrio Zampa, ci pensano tra mal di pancia, di candidature al rischio e ci sono le fotografie del impossibili potenziali in partenza che sono l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Renzi, vale a dire Graziano Delrio anche il ministro dei Trasporti, portavoce sempre di Renzi e di e di Gentiloni Filippo Sensi.
L'anima del prodismo, vale a dire un portavoce di Prodi, Sandra Zampa.
Poi la senatrice dem, Simona Malpezzi è un'ex insegnante esperta d'infanzia e scuola, e poi addirittura, Piero Fassino.
Che è stato anche segretario dei Ds.
E quindi?
E quindi la pattuglia potrebbe allargarsi.
Eh, ma facciamo un salto veloce all'estero e, vale a dire a Mosca, col Corriere, e poi ritorniamo in Italia.
Perché?
Corriere Repubblica.
Danno conto.
I voci, le voci di colpo di Stato, la parata in tono minore e Putin annunciano Andreco di due giorni Marco Imarisio sul Corriere della Sera.
Durante la preparazione allo svolgimento degli eventi che si terranno durante il periodo di vacanza che va dal 5 al 9 maggio a Mosca e nell'intera regione sono possibili temporali restrizione alla connessione mobile e di internet della messaggistica, questo potrà causare difficoltà con i pagamenti senza denaro contante, con l'uso del bancomat e con i servizi gps.
Alle 18, ora locale, quasi tutti gli abitanti della capitale, Mosca, quelli che utilizzano l'operatore telefonico più diffuso, hanno ricevuto lo stesso messaggio.
Anche questa è una novità, soprattutto la seconda parte dell'avviso lascia pensare a un blocco totale, vedremo quel che accadrà in occasione della parata sulla Piazza Rossa il prossimo 9 maggio, che, per la prima volta.
Negli ultimi vent'anni si otterrà senza mezzi militari e il consueto passaggio dei cadetti.
E senza ospiti di peso, al momento il leader più importante ad avere annunciato la propria presenza e Robert Fico premier, della S.Viola della Slovacchia.
L'anno scorso l'ottantesimo anniversario della vittoria sul nazismo, accanto a Vladimir Putin, sedeva Gisin Pin.
C'è una certa differenza fra le 2 edizioni e si nota.
E poi dice il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov garantisce che il discorso del suo capo sarà molto importante in tutto il mondo, l'Atene ha ragione, ma lo dice ogni anno così come va trattata.
Con una certa cautela, la notizie di Putin chiusi in un bunker, per timore di un colpo di Stato ordito dall'ex ministro della Difesa, Sergei Shoigu.
La notizia proviene dall'agenzia vicina ai servizi segreti europei e.
Nel 2013 il compianto Aleksey Navalny, coniò per Putin, la definizione di nonno nel bunker, la tendenza all'isolamento del presidente era già nota, allora sa a malapena cosa internet non sa usare il computer si informa con i tag semmai compilati dai collaboratori piacenti che gli fanno leggere solo quel che lui desidera leggere.
Il grande problema per tutti non è che Putin si è ritornato il bunker e che è il fatto che in tutti questi anni non ne sia mai uscito.
Ma in maniera un po'più decisa.
L'argomento Buti nello affronta Enrico Franceschini su Repubblica da Londra.
Non dorme più nelle dacie prefix essenziali di Mosca e del Valdai, passa la maggior parte del tempo nei bunker sotterranei, vieta cuochi, guardie del corpo e autisti di usare mezzi pubblici e di portare il telefonino e moltiplica le misure di sicurezza.
Vladimir Putin ha paura, dicono il Financial Times fonti delle jam intelligence occidentali e russi che lo conoscono.
Paura di essere assassinato magari da un drone ucraino paura di venire defenestrato
Un golpe per questo si fa vedere sempre meno in giro dall'inizio dell'anno, le sue partecipazioni a eventi pubblici è diminuita del 30% rispetto al 2025.
E si è dimezzata in confronto al 2024.
Secondo, un rapporto dello spionaggio USA ha citato dalla Cnn un tremendo teme un complotto e un colpo di Stato fra i membri dell'élite che impensieriscono Putin, ci sarebbe Sergei Shoigu un tempo suo stretto collaboratore ex ministro, alla discesa della difesa retrocesso a segretario del Consiglio di sicurezza per gli insuccessi in Ucraina.
è associato al rischio di push.
Perché conserva un notevole influenza fra gli altri, comandi militari.
E poi prosegue.
E poi prosegue che lo scontento cresce pure in patria.
Per le conseguenze di un conflitto che, ormai da più del coinvolgimento russo nella seconda guerra mondiale, fra disagio economico, censura di internet, tasse aumentate alle piccole imprese.
Come ha segnalato la clamorosa protesta di un'auto a influenzare un Vittoria Bunia con un post visto da 1 milione e mezzo di persone.
I sondaggi d'istituire regolamento indipendenti o legati al cammino forniscono dati simili, il consenso di Putin è ai livelli più bassi.
Dal 2022 tutto ciò alimenta una paranoia tipiche del sempre maggiore isolamento in cui vive il leader russo, portando il nostro aspettare di tutto che agenti ucraini possano seguire elettronicamente i membri del suo staff attraverso i civile, i cellulari come il Mossad in Iran con gli autisti alle guardie del corpo di Khamenei tu Rai possa farlo prigioniero come quello negli USA in gennaio che ha catturato il venezuelano Maduro.
Al Cremlino da 26 anni Vladimir Potanin Horik esibisce comportamentale quella Stalin, specie nell'ultima fase dei tre decenni nella sua tirannica era l'indiscrezione gli portano, ha trascorso due settimane in un bunker sotterraneo vicino a creano star nell'estremo sud della Russia.
Dedica il 70% delle attenzioni al conflitto in Ucraina d'ascolto soltanto ai capi dei servizi di sicurezza, i complotti contro il capo supremo sono uno strappo ricorrente nella storia russa dal golpe, che rovesciò Krusciov nel 64 a quello che lo portò Gorbaciof nel 91 ma che fa lì ma nel giro di sei mesi provocò le sue dimissioni al crollo dell'Unione Sovietica chiuso in un bunker sottoterra, è probabile che Vladimir Putin non faccia brutti sogni anche ad occhi aperti.
Eh.
Rimaniamo.
Qui perché?
La l'invasione.
L'invasione russa dell'Ucraina ha innescato un.
Una reazione uguale e contraria e vale a dire Piano europeo per salvare la NATO, gli piazziamo noi, soldati americani, scrive Claudio Tito da Bruxelles, ma c'è l'analisi di Daniele Castellani, Perelli, che dice il flirt col canone seduce.
L'Unione Europea unitevi a noi.
L'ordine europeo verrà ricostruito e, a partire dall'Europa, a dirlo ieri al vertice la Comunità politica europea ieri, ma non è stato il federalista, inf un federalista di Ventotene.
Ma Mark Carney, il premier del Canada, che ha definito il proprio Paese il più europeo tra i paesi non europei, parole d'amore che fanno da contraltare le minacce e gli insulti dell'Amministrazione Trump che sono ampiamente corrisposta, l'Europa non è solo una questione geografica, ma anche di valori e principi per questo diamo il benvenuto al Canada al vertice del Cpr.
Ha detto, ad esempio, il caso Calas, l'Alto rappresentante dell'Unione della UE.
Carne da quando è andato al governo nel marzo 2005 25, ha stretto accordi con l'Unione europea nel campo della sicurezza e difesa.
A febbraio il canale è diventato il primo paese europeo ad accedere al Safe, lo strumento per la difesa da 150 miliardi che sostiene gli appalti comuni e che, a cui l'Italia non potrà partecipare perché è in procedura di deficit eccessivo, ma per lo 0 1%,
E poi prosieguo il pezzo di castellane Pirelli, dicendo appunto questo avvicinamento, lei cosa ne pensano i canadesi?
Da un sondaggio è emerso che il 58% dei cittadini è favorevole a esplorare l'idea di uno su quattro ha sposa già il Canada, vuol dovrebbe entrare nella UE, ha scritto l'Economist l'anno scorso e a Strasburgo c'è persino una e burlato, era vuoto euro liberale tedesco Joachim Straight ti porta avanti la campagna.
Ma a Ottawa potrebbe candidarsi, c'è chi dice no, perché l'articolo 49 dei trattati gli Stati membri devono essere europei, ma chi non vuole rendersi fa notare che, oltre al fatto che i trattati si possono cambiare, se la norma va intesa da un punto di vista geografico allora varrebbe pure che per i territori d'oltremare francesi la Groenlandia mentre da un punto di vista culturale la sintonia è totale.
Intanto carne nell'ultimo budget ha proposto l'ingresso di un altro pilastro europeo Eurovision su così schierato carne lo vediamo anche sul eccolo qua sul dubbio.
Sul dubbio e il Canada sogna l'Europa Daniele Zaccaria.
Quella pazza, idea del Canada di carne e lasciare la mediche ed entrare in Europa la guerra commerciale, non solo i Trump, spinge a Ottawa a ripensare le sue alleanze.
E appunto fa.
Dice carni il Canada, condivido ampiamente la linea dell'Europa in materia di geopolitica e di sicurezza, non ci renderemo davanti a questo spettacolo spietato.
E appunto vicinanza fra carnei.
E l'Europa, ma torniamo in Italia perché il Corriere della Sera è l'unico che ha questa notizia.
Che solo fintamente economica.
I pm, sulle indagini a Montepaschi chat con i parlamentari del direttore del Mef, del ministro dell'Economia e Finanze consentirci di verificare Luigi Ferrarella, fermi tutti, se vuoi vieni voi pm, aprirete il mio telefono, troverete i miei messaggi con questi nove parlamentari di cui i due ministri,
è l'altolà dell'ex direttore generale del ministero dell'Economia, Marcello Sala, ai magistrati milanesi dell'inchiesta sul risiko bancario Monte Paschi Mediobanca, che nel novembre del 25 aveva sequestrato i telefoni e i computer a lui non indagato e agli indagati con strutture Gaetano Francesco Gaetano Caltagirone, banchiere di Montepaschi di Siena, Luigi Lovaglio e amministratore di Delfin,
Francesco Milleri per le ipotesi di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza nella scalata 2024 2025 di Montepaschi a Mediobanca.
Ed ecco allora che la Procura di Milano si arresta e, con un'interpretazione molto estensiva, delle immunità riconosciute ai membri della Camera e Senato, scrive ai presidenti dei due rami del Parlamento.
Per dove andare a un'inedita autorizzazione ad una preventiva possibile visione dei messaggi tra Sala e i nove parlamentari?
Perché viene, mi fanno presente di nemmeno aver aperto il telefono in sala e quindi di non avere la consapevolezza che nel telefono di sale ci siano davvero messaggi con parlamentari, ora chiedono alla Camera e al Senato l'autorizzazione ad accedere e prendere visione delle comunicazioni.
Chi sono questi parlamentari?
Secondo Sala, la Camera ieri ha ricevuto una richiesta in cui i pm milanesi mendicano Galli Polizzi fanno riferimento ai deputati Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Economia Federico Freni, sottosegretario leghista all'Economia e candidato alla presidenza della Consob Maurizio Leo viceministro Fratelli d'Italia dell'economia ed ora so Rixi viceministro leghista alle Infrastrutture e Giulio Centemero ex tesoriere ex tesoriere leghista.
Analoga richiesta sui messaggi al Senato, allora la richiesta al Senato sui messaggi tra Sala e Matteo Salvini, leader della Lega, il ministro Infrastrutture Giovanbattista, Fazzolari, sottosegretario alle Fratelli d'Italia, alla presidenza del Consiglio, Massimiliano Romeo, capogruppo leghista e Antonio Misiano unico nulla della maggioranza di governo già viceministro pd dell'Economia.
Solo in caso di accertamento della reale esistenza di comunicazioni di sana con questi parlamentari e della loro rilevanza per la prova dei reati per i quali si indaga i pm preventivamente preventivano che poi, ai fini della loro acquisizione, sarebbe necessario un ulteriore autorizzazione del Parlamento nel rispetto dell'articolo 68 della Costituzione.
I messaggi chiude Ferrarella potrebbero chiarire il ruolo del ministero dell'Economia nella controversa procedura accelerata ABB, con la quale il 13 novembre 2024, tra 1.000 anomalie.
Il ministero dell'Economia incaricò il piccolo interpretare o Banca Akros difendere il 15% delle azioni Montepaschi detenuto dal governo allora azionista di maggioranza dismissione che, benché organizzata in modo da apparire come una gara competitiva e trasparente per i mini, per i pubblici ministeri, fu invece versa costruita in modo tale che risultassero acquirenti i soggetti che avevano condiviso e che avrebbero beneficiato del progetto di controllo Mediobanca.
Sotto il benevolo, occhio proprio di Palazzo Chigi.
Ossia all'epoca Caltagirone e Milleri, poi abbiamo visto la storia.
Che
Il ministro delegato di Montepaschi è tornato ad essere Lovaglio contro.
Quel.
Contro quella osa chiaramente.
E veniamo.
Veniamo in ambito economico.
Perché?
Il Sole 24 ore.
C'è una lettura.
Originale dell'andamento del debito pubblico italiano.
Dall'incrocio tra la bassa crescita, interessi alti 29,5 punti il debito in più in vent'anni scrive Gianni Trovati.
La corsa recente del debito pubblico è figlia dell'eredità del super bonus che ha alimentato quella aggiustamento stock flussi l'aumento del debito non causato dal deficit dello stesso anno, senza qual è passivo italiano, non sarebbe quest'anno al 138,6% del Pil, ma al 133,1 e registri dirmi una leggerissima ma costante discesa dal 2023,
La validità dei nostri conti pubblici e per origini più antico e dunque strutturali, avendo percorso indisturbata negli ultimi 30 anni, non si presta al battibecco quotidiano sulle colpe del fiato corto che caratterizza il bilancio italiano, ma la crisi energetica e la conseguenza esigenza di mettere mano a misura di aiuto per le famiglie e imprese l'ha resa nuovamente di stretta attualità,
Come mostrano le parole pronunciate nell'ultimo giovedì scorso nell'aula della Camera Giancarlo Giorgetti, un Paese indebitato non è totalmente libero, ha scandito il ministro dell'Economia, strutturando che ormai il debito pubblico italiano è in percentuale più elevato d'Europa, questo è il dato da cui partire, perché non si può fare politica ignorando la realtà.
Ah, ma insomma il pezzo ritrovati.
Spiega che l'Italia è l'unico Paese dell'area euro in cui gli interessi sono maggiori alla crescita, anche quest'anno quando la palla di neve che li fa la teoria della palla di neve, che si è un fenomeno che si autoalimenta scivolando verso valle,
Che c'è quest'anno quando la palla di neve da sola farà crescere il debito Pil dello 0 8%?
Da quel ch'ma quel che più conta, solo in Italia questa dinamica si è manifestata ininterrottamente dal 96 al 2020 per poi riprendere al 92.000 in 24, dopo tre anni di pausa in cui il rimbalzo post Covid dell'inflazione alle stelle hanno gonfiato il Pil nominale.
Da questi fattorini, che dipende dalla terza anomalia italiana, la più importante.
Oltre alla Grecia, finita il default, di fatto nel 2012.
Nel trentennio che va dal 2000, dal 1996 al 2026, l'Italia è il solo altro Paese travolto dalla palla di neve che solo negli ultimi vent'anni, dopo un passivo italiano, dopo che il passivo italiano era sceso al minimo recente del 103%, 103,5% del prodotto,
Aumentato il Pil italiano, il debito Pil italiano del 29,5%, mentre nella zona euro eurozona si riduceva del 7,1%.
Sulla stessa pagina c'è questo notizie sul la revisione del PNRR entro maggio Piano casa, 1,2 miliardi in gioco.
E arriviamo all'Europa.
Perché Francesca Basso sul Corriere più fondi della Difesa sul caro energia, ma sul piano Giorgetti Bruxelles fredda?
Un faccia a faccia col commissario europeo all'Economia, Vlad Valdis Dombrovskis, prima dell'inizio dell'Eurogruppo.
Il ministro Giancarlo Giorgetti li ha anticipato quello che avrebbe poi spiegato nel corso della riunione dei ministri finanziari dei Paesi dell'Eurozona, ovvero estendere l'applicazione della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa delle conseguenze negative sul settore energetico causata dalla crisi iraniana da Dombrovskis non è arrivato alcun,
L'apertura per il momento il nostro consiglio è di attenersi alle misure temporanee e mirate con impatto fiscale contenuto, ma la Commissione continua.
Continua ovviamente a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri, inclusa l'Italia.
Sviluppare questa risposta di politica fiscale in più c'è il fatto che diversi Stati membri hanno espresso opinioni differenti sulla politica appropriata.
La risposta appropriata della politica fiscale in modo particolare.
Il ministro delle Finanze olandese, Elco einen, aveva detto al suo arrivo all'Eurogruppo che non può essere che ogni volta che c'è uno shock la risposta sia chiedere più debito e più flessibilità alle regole.
Ma?
Eccolo qua.
Ho detto tu 9.
E praticamente Bresolin dice che praticamente la soluzione è stata bocciata, questa qui di trasferire al l'energia i soldi della, le risorse del del della previste per la difesa.
E poi però c'è Pietro Reichlin, che dice che mi serve una risposta, serve un piano europeo anti-inflazione, risposta dei singoli Stati, non basta esattamente più o meno quello che chiede il governo italiano.
E quindi serve in un'azione coordinata, può stabilizzare i mercati e proteggere le aziende e consumatori.
Ecu finora contro lo shock petrolifero, i governi dell'Unione hanno speso 10,5 miliardi.
Eh no, c'era anche su Milano anche sul Messaggero.
Sì, scusate, non sul domani, ho sbagliato adesso vi segnalo di domani.
Eccolo qua, Gigi Riva.
C'è un miracolo che l'unto del Signore, Donald Trump è riuscito quasi is, è quasi riuscita a compiere il condizionale sul felice esito finale dell'impresa, è d'obbligo, ma segnali incoraggianti sono già di per sé un successo che era impossibile pronosticare fino a una settimana fa.
Peccato per il presidente degli Stati Uniti che si tratti di una eterogenesi dei fini, perché le sue azioni stanno unendo ciò che cercava di dividere, ma già a priori l'effetto era pronostica, bellissimo internazionale dei sovranisti, di cui voleva mettersi a capo di un ossimoro fin dal termine.
Perché prima o poi gli interessi nazionali erano destinati dentro entrare in rotta di collisione.
E poi e qui appunto fa l'esempio di come l'atteggiamento di Trump si è riuscito a coalizzare gli europei.
I coalizzare gli europei, ecco sul.
Sulla parte europea c'è questo rapporto della bici, dice Francesco Pacifico.
Spread il rapporto della BCE tengono i rendimenti dei Btp, con lo spread tra Btp e Bund decennali arrivati sotto il 70 punti base a fine 25 la BCE, e promuove l'Italia per come ha saputo gestire il suo profilo di rischio sui titoli di Stato.
È aumentata la fiducia dei mercati.
Nel rapporto 2025 dall'Eurotower presentato ieri.
La banca centrale, guidata da Christine Lagarde, ha parlato di un'eccezione positiva in Europa, che invece, per troppa spese, bassa crescita ha registrato un problema opposto, cioè un aumento dei rendimenti dei propri bond.
E però gli italiani.
Il discorso del debito che abbiamo visto prima.
E che?
C'è.
Eccolo qua su Repubblica.
Enrico Letta.
L'Europa finanziaria, uno snodo cruciale, basta tentennamenti, Raffaele Licciardi, da Milano.
Secondo Enrico Letta, sul mercato unico e si stanno muovendo i passi decisivi, l'urgenza condivisa giusto procedere a maggioranza.
Il risparmio che diventa investimento e pilastro europeo nella competizione globale con Cina e Stati Uniti, a poco più di due anni dalla presentazione ufficiale del rapporto che porta il suo nome, Enrico Letta vede una possibile svolta alle porte, il consenso sulle proposte di intervento, così come sul rapporto Draghi c'è sempre stato quel che mancava era la consapevolezza dell'urgenza ragione al presidente.
Degli Jacques Delors Institute e Dean della scuola di politica, i vini dell'Università di Madrid.
Dal summit informale al castello di Alden Bizen di febbraio, al lancio ufficiale della gente guai io propongo al market di marzo, fino alla definizione di una roadmap per la realizzazione con il vertice dei leader da Cipro.
Siamo a un cambio di passo, assicura che il figlio di un clima internazionale avvelenato, in cui Trump agisce come un rullo compressore.
Ma è un rullo che sgombra il campo da qualsiasi arabi, non si può più tentennare come in passato i leader europei sanno che, in un mondo diviso in blocchi regionali, non abbiamo chance se continuiamo a comportarci come non blocco, in cui la competizione interna sottrae energie al confronto con Cina, USA, India e Brasile su questa diagnosi negli ultimi mesi c'è stata un'importante condivisione, allora incalza Letta muoviamoci, smettiamo di regalare un vantaggio agli altri blocchi.
E quindi?
Speriamo che gli diano ragione, lo ascoltino.
E andiamo.
Su questa telenovela stucchevole.
Sulla Biennale di Venezia.
La vigilia di tensione scrive il Corriere della Sera.
Lui era mantengo, li mantengo lì.
Alla vigilia di riduzione della Bielan, male Buttafuoco non cede l'arte batte ogni prepotenza.
E scrive tra un elogio al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e un placet al ministero della cultura e all'Unione europea, il sindaco Luigi Brugnaro cerca di riportare la pace in laguna con Roma ministra nel Sandro Julie viene a Venezia, ti aspettiamo, sono d'accordo sulla posizione del Governo e dell'Europa che hanno voluto verificare che non ci fosse nulla di illegale.
Ma ora credo che un abbraccio tra Giulio e Buttafuoco potrebbe essere una cosa bella e di grande intelligenza.
Dal canto suo, è col suo stile il presidente della Biennale è tornato a difendere l'arte contro ogni censura.
E qui Pietrangelo Buttafuoco parla sempre per.
Immagini, soluzioni immaginifiche.
Siamo nella metà della forza, una forza che non ci permette di vedere oltre l'orizzonte in cui si è negata la possibilità di vedere il futuro ha detto.
Ma siamo immersi in una realtà sociale viva e hanno autrici di arte, perché l'arte è una potenza ancora maggiore di ogni prepotenza, tradotto, potete mandarci, ispettori, chiederci di visionare ogni carta, minacciarci di pagare le penalità, ma l'arte alla fine avrà sempre la meglio perché l'arte vince su ogni angheria insomma un'ode all'arte con stoccata a chi si impiccia.
E quindi?
Poi dice sempre sempre.
Sempre Brugnaro chi crede che la cultura sia di destra o di sinistra è una mente debole.
Si parla di persone libere che pensano in modo libero, ringrazio Buttafuoco, che è una di quelle, lo ringrazio per il suo coraggio.
E Marco Cremonesi dice la sfida di Salvini, andrò nessun Paese escluso e punge ancora Julie sulle sovrintendenze.
Il calcetto di Salvini scrive cremonese in settimana andrò alla Biennale di Venezia, nessun padiglione escluso oplà, il vice preside, il vicepremier scusate dopo un turno nel Sud Italia, visita anche i padiglioni di Russia e Israele, quelli che hanno aperto una linea di frattura sia nel governo che nella stessa Biennale la cui giuria si è dimessa in blocco giovedì scorso.
Certo, il calcetto di Salvini forse non ha fatto balzare la Premier.
Giorgia Meloni, però lei stessa, qualche giorno fa, aveva dichiarato hai detto chiaro la scelta su padiglione russo, fatto dalla Presidente del biennali, Pietrangelo Buttafuoco, il Governo ha dichiarato di non condividerla, la Biennale è un ente autonomo e Buttafuoco e una persona capacissima, tutto ciò, detto io, quella scelta non l'avrei fatto al suo posto.
Ma il calcetto potrebbe essere anche per il ministro della cultura, Alessandro Giuli.
Nei giorni scorsi i due avevano alzato la voce nel bel mezzo del Consiglio dei ministri perché, secondo il vicepremier, alcune sovrintendenze sarebbero da radere al suolo.
In realtà, sul tema delle Biennali, sin dall'inizio della vicenda Salvini Giulia hanno avuto posizioni opposte con il leader leghista, prima a congratularsi con Buttafuoco per la decisione di aprire sulla Russia, riaprirà la Russia sull'arte e lo sport non dovrebbero essere.
Ci conflitti, ma a proposito della Lega segnala una notizia che ha soltanto il fatto.
Eccolo qui.
13.
Lega un eletto su due, è moroso scrive, Giacomo Salvini, spaccate, Ossiri fuori.
Non sarà una cartella esattoriale, ovviamente, ma poco ci manca, per non dire di un avviso di sfratto. Se non ti ricordi di pagare il partito, quella è la porta. Suonerà più o meno così la lettera che il tesoriere della Lega. Alberto Di Rubba, eletto parlamentare da poco più di un mese dopo le suppletive in Veneto al posto di Alberto Stefani, invierà nei prossimi giorni ai parlamentari morosi, cioè coloro che non sono in regola, che coprivano Clementine mensili del partito, una quota considerevole, 2.800 euro tra donazioni liberali e rimborsi, l'attività politica che ogni 30 giorni deputati e senatori leghisti devono versare ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, ma che quasi un parlamentare leghista su due si spiega ai vertici del Carroccio, non paga regolarmente ogni mese una cinquantina su 100 totali. La minaccia contro i morosi sta creando scompiglio e malumori nel partito
La vicenda dei parlamentari antica, visto che la quota dal 2.800 al mese è la più alta rispetto a tutti gli altri partiti e deputati e senatori se ne lamentavano da tempo 1.000 euro, quelli di Fratelli d'Italia, per fare solo un esempio.
Tra coloro che non pagano ci sono quelli che si sono candidati come spirito di servizio al Parlamento europeo nel 2004 e che hanno versato quote importanti anche fino a 30.000 euro per una campagna elettorale che non li avrebbe portati comunque a Bruxelles, ma era finalizzata solo aumentare le preferenze e quindi il consenso della Lega queste hanno fatto un accordo coi vertici per evitare i pagamenti mensili.
Eh.
Questo qui poi c'è.
Caso.
Caso Crans-Montana.
Andiamo.
Per semplicità, dal Corriere che ce l'ho davanti, insomma, ce l'hanno tutti quanti.
Crans, alla Svizzera Meloni non invieremo più le fatture, le rassicurazioni del presidente, la Confederazione, il nodo dei rimborsi.
Rinaldo Frignani.
E questo qui.
El nella comunicazione.
Che ha fatto il presidente della Confederazione elvetica, cui par Melin a Giorgia Meloni durante il vertice di Yerevan, al fine di evitare qualsiasi malinteso, la Svizzera non invierà più copie delle fatture e la Meloni e Meloni ha incassato quella che definì una garanzia, ma poi ha aggiunto viviamo come gestire la questione sul piano bilaterale,
Eh.
Per restare su questi argomenti.
Cioè sul foglio
Romanzo in frantumi, il caso Minetti creato dal fatto si è sgretolato alla prova dei fatti resta solo la gogna, scriveva Antonucci il grande caso Minetti, che ha fatto intervenire addirittura il presidente della Repubblica dopo aver concesso.
La grazia, il grande caso Minetti si sfalda giorno dopo giorno, nel romanzo ha messo in piedi dal fatto basato su suggestioni illazioni e allusioni degne di un film poliziesco sta accadendo in frantumi davanti alla prova dei fatti.
Il nucleo centrale del romanzo da questo Minetti ha ottenuto la grazia dei materiali per motivi umanitari e la cura di un bambino ammalato che in realtà non esistono.
In maniera minore presentato negli atti dell'adozione di un bambino abbandonato dai genitori, in realtà non è stato abbandonato, ma strappato dalle mani dei genitori trame nella causa intentata da Giuseppe DAD Minetti.
Dal suo compagno Giuseppe Cipriani.
E poi ha mentito sulla necessità delle cure all'Est.
Per eccetera, eccetera questo romanzo narrato dal fatto si è disintegrato nel giro di pochi giorni prima si è scoperto che la procedura di adozione del bambino da parte dei Minetti ci viene, è stato irregolare, secondo, la coppia non ha avviato nessuna causa contro il genitore del minore nessuna irregolarità anche sul fronte del supporto medico fornito da Minetti e Cipriani al bambino.
Raffaele di Milano, in ospedale di Padova hanno smentito di aver visitato e curato minore, però oggi il fasto torna sull'argomento dicendo che invece ci sono gli ospedali che non potevano curare, va be'insomma grezza.
È una storiaccia e c'è un pezzo sulla stampa.
Stampa.
Libano, il calvario dei medici, Francesca Mannocchi.
Reportage a tiro, giovedì scorso le ambulanze sono arrivate lentamente in convoglio e per una volta non portano via i feriti, ma li portavano i soccorritori morti.
Attraversavano la città con le sirene e le fotografie del bar raccolte dalle bandiere, mentre i colleghi della difesa civile arrivavano dai centri del Sud e le famiglie delle enormi, ma i ritratti di Hussein avvisati, Adina er Hussain Ibrahim Gabbuti erano tre uomini di villaggi diversi al Sud Samaja hula la cura nel libro in questi mesi un villaggio non è soltanto il luogo in cui si nasce anche il luogo fino al quale si può non si può arrivare la strada che il drone consente o impedisce.
La casa che diventa un obiettivo militare.
E niente, praticamente questi qua erano dei sanitari uccisi.
E che sono stati uccisi negli attacchi al Sud del Libano, fatti da.
Fatti da Israele, ma sulla Palestina c'è un bellissimo articolo di Goffredo Buccini.
Di Goffredo Buccini sul Corriere, un eterno a Melek Amalek, da cui proteggersi un arcinemico sempre in agguato, lo Stato ebraico, andando così nel 48, sotto l'attacco di cinque Paesi della Lega araba.
Benché avesse accettato la ripartizione territoriale coi palestinesi, voluta dalla risoluzione 181 delle Nazioni Unite.
Ai nostri giorni, gli dandogli ayatollah non è altro che una prosecuzione scatologica di quel disegno di sterminio, avendone il din din nel DNA.
L'eliminazione dell'identità azionista, proseguita attraverso i suoi proxy, Hamas e Hezbollah, Uti e tramite il tenace progetto di fine del mondo dell'arma atomica.
Eccolo poche volte, una premessa è stata dai 70 o necessarie a capire una storia, la prospettiva tra un kibbutz ai confini col Libano vengono terrazza romana illuminata di buone intenzioni può cambiare parecchio.
Tuttavia, è una premessa e parziale insieme.
Nella fattispecie, dice ancora assai poco di un torrente di odio reciproco che, tracimato dalle terre di Palestina e ormai è entrato nella nostra quotidianità, quasi quali distopia da stadio Stella di Davide contro bandiere propano noi contro loro che contagia soprattutto i più giovani e meno attrezzati nelle società occidentali con esiti paradossali e stranianti come quello dei manifestini antifascisti che ogni 25 aprile oltraggiano regolarmente alla Brigata sbaraglia o quella di un ragazzo della comunità ebraica romana che spara a pallini contro due antifascisti colpevoli di indossare il fazzoletto dell'Anpi.
Pezzo è molto lungo, salto avanti, Yasha o Leibovitz, antico man mentali Bartali dal fatidico 1967 dedicava almeno 10 minuti di ogni lezione all'università per profetizzare ciò che sarebbe avvenuto alla società israeliana se l'occupazione dei territori fosse continuato.
La storia che si trova a governare una popolazione stile sarà necessariamente uno Stato basato su organi di sicurezza.
La corruzione, tipica dei costanti coloniali, dire dilagherà in Israele, l'amministrazione si troverà da una parte a gestire la repressione della rivolta araba.
E dall'altra ad acquisire dei collaborazionisti.
Dobbiamo anche temere che le Forze di Difesa Isla israeliane, fino ad oggi un esercito di popolo, siete approfitteranno in una forza di occupazione.
L'americano Nathan throw, un autore di un libro verità che narra la sostanziale prigionieri palestinesi tra muri Check Point, insensate regole di segregazione, sostiene che Israele non ha mai sciolto il suo dilemma strategico, cancellare i palestinesi o concedere loro diritti civili e politici.
Tra i due poli si è trovato l'infelice compromesso di frammentare la popolazione palestinese, anche tramite le colonie, evitando che i suoi pezzi sparpagliati potessero diventare una comunità nazionale.
Ma questa non soluzione ha prodotto soltanto nuovi drammi, da una parte e dall'altra ben prima del 7 ottobre nelle scuole palestinesi gestite dalle agenzie.
Delle Nazioni Unite, i bambini hanno studiato su carte geografiche che omettevano lo Stato di Israele dopo il 7 ottobre, 7 israeliani su 10 approvano la pena di morte per i palestinesi, la formula dei due Stati per due popoli appare da un tempo da tempo una favola buona solo per noi europei.
La paradossale verità e che in quella terra c'è forse ormai un solo popolo fuso nel dolore ha vinto dal rancore due vittime, come diceva Amos Oz, incapaci di riconoscersi a vicenda perché il vero Amalek si nutre di inganni.
Eh.
I.
Poi.
Poi.
Poi chiudo con un triste ricordo.
Dal giornale riformista la ragione.
Si è spento a Bruxelles Oliver due, qui, già membro del Partito radicale transnazionale, di cui è stato se segretaria, mentre il due 1995 e il 2008 duplici ha scelto l'eutanasia legale in Belgio.
Dopo essere stato colpito a fine 2025, da un tumore molto aggressivo e incurabile.
È un ricordo di qui, ce lo dà Piercamillo Falasca.
Vivere come morire la scelta dei due più, ci sono figure politiche che appartengono a un'epoca e figure che appartengono a un'idea.
Oliver dubbi apparteneva a un'idea, quella di un'Europa che non fosse una somma lo prendo dal Riformista per lui, Piercamillo Falasca di un'Europa che non fosse una somma di nazione, ma una forma si antica, si inedita di civiltà politica.
Un'idea che ha servito con una disciplina Rana quasi ascetica per decenni.
Dupuis ha scelto i modi e i tempi della propria morte ricordando, ricorrendo all'eutanasia ed opere, scon scoperto un male incurabile e la cifra della sua biografia tutto scelto, voluto sottratto dalla.
Alla rassegnazione di vivere come morire.
Belga, nato nel 58 nella Vallonia, francofona, Dupuis, irruppe sulla scena politica continentale per avere rifiutato la leva militare, a differenza della sua disubbidienza civile, fu incriminato per diserzione del 3 86.
E quella di tanti altri giovani attivisti dell'epoca era la motivazione, il suo non era affatto pacifismo, ma europeismo perché viene li riteneva già negli anni 80 che nella difesa militare né quella civile alternativa costituissero risposte efficaci di fronte a minacce reali della pace e alla sicurezza altro che pacifista anni dopo da parlamentare europeo, all'indomani degli attacchi terroristici dell'11 settembre, si alzò nell'aula di Strasburgo per dichiarare che una Regione per cui l'America era stata attaccata e l'Europa no era proprio l'ipocrisia e l'ambiguità della politica europea negli ultimi 50 anni,
Quella connivenza con i regimi autoritari dei Paesi arabi e islamici nel cui alveo il terrorismo era nato e cresciuto, Marco Pannella lo accolse nel suo mondo l'universo radicale, degno di un realismo magico, diversi a Marquez.
Abitato da creature fuori scala, Dupuis era una di quelle creature, aveva fatto della politica non un mestiere, ma una forma dell'esistere, la biografia di Olivier Dupuis insegna cosa voglia dire, vivere da europei, non essere europei, che è una contingenza geografica, ma vivere ed europei sentirsi a casa in tutto il continente percepirlo come padre inevitabile contro il previsto zarismo delle nazionalismo artificiale come difesa della libertà contro la rassegnazione del male quel male a cui non si è rassegnato neppure alla fine.
Credetemi di Oliver dubbi e delle sue idee, abbiamo forse solo iniziato a parlarne, segnano un pezzo di ricordo.
Di questo.
Leader radicale anche sulla ragione scrive Vittorio Pizzurlo, un euro pista, vigili, Dario e anti militare, e con questa segnalazione con questo ricordo, chiudono la rassegna stampa di oggi, grazie per l'attenzione e ci sentiamo domani.
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