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giornalista
E allora, buongiorno agli ascoltatori di stampa e regime la rassegna stampa di Radio Radicale e questa mattina si contendono i titoli di apertura delle prime pagine, le notizie che riguardano il viaggio di Trump in Cina e invece il dibattito che si è svolto ieri al al Senato,
Insomma, insomma, diciamo più o meno, la metà si dividono più o meno la metà, o comunque cercano di di di mettere sulla stessa pagina, e quasi con lo stesso rilievo le 2, le 2 notizie.
Il Corriere della Sera, per esempio.
Dedica la la Fo riesce a inserire, fra l'altro la foto dell'arrivo di Trump in Cina, con il benvenuto che viene tributato dal vicepresidente cinese e quindi la foto Marie risaltava abbastanza e il titolo Trump in Cina, dialogo consci per sbloccare i dazi Hormuz però poi a centro pagina il titolo è Meloni, sfida su tasse e salari,
Fa qualcosa di abbastanza simile anche il giornale Meloni via alla Fase 2, l'Italia, che voglio e poi sinistra solo debiti dalla Premier, stilettata Conte sui danni del superbonus e poi rilancia sul nucleare questa questa novità del nucleare vedremo è abbastanza interessante e dopodiché anche il giornale invece era il titolo di taglio alto è la sfida Trump sci dal tetto all'Iran il Presidente USA in Cina fra dialogo e nodo dazi
è un po'diversa l'impostazione, diciamo così, della stampa, nel senso che la stampa dedica il proprio titolo.
Di apertura a Trump, sci, vertice con i miliardari e abbiamo visto no ieri questa questa delegazione particolare che si porta dietro Trump.
Dopodiché?
La il dibattito parlamentare è affidato, la, la notizie del dibattito parlamentare è affidata, diciamo così, al a un tanto è un commento di Veronica De Romanis e se il Pil aumenta solo con i bonus e poi.
La la cronaca, appunto, con il titolo abbastanza piccino di Meloni, che dice tasse ridotte, il Pd che li accusa sta in una bolla, ma in realtà l'attenzione cade su la fotografia di al al centro del del giornale che le anzi le fotografie perché sono due una di Emmanuel Carrère e l'altra di Gianrico Carofiglio due due anziani perché inizia la trentottesima edizione del Salone del Libro e quindi,
Ovviamente, essendo a Torino la stampa non può ignorarla, anzi mi ha
So che tu, non sorpreso, pronto, basta interessante.
Sì, l'apertura che fa Repubblica perché Repubblica prende un aspetto, diciamo così, del del dibattito parlamentare di ieri e lo evidenzia in modo particolare Meloni la grana, Consob, maggioranza spaccata freni sapete il sottosegretario Freni che rinuncia alla corsa per l'organismo di vigilanza del mercato Lega contro Forza Italia e poi sotto invece,
Si ricorda appunto alla premier al Senato il dialogo con chi vuole bene all'Italia di spalla Trump che incontra sci in missione con le big tech, ma anche qui la fotografia che più attira il nostro sguardo è invece quella della principessa Catherine e Kate.
A Reggio Emilia a Reggio Emilia il sorriso di Kate tra i bambini e anche la l'attacco del pezzo, i servizi sono di Giusberti e Grippa, ma la lasciamo il commento di Brunella Giovara.
Insomma fa fa fa capire qual è il tenore, anche se è evidente, insomma, che c'è
Della dare un po'di di sarcasmo in tutto questo di di ironia, non sappiamo ironia perché Kate Posa il tuo sguardo su questo popolo che chiede selfie e carezze e porge neonati alla principessa, insomma, c'è grande entusiasmo che viene visto con un occhio, così, insomma,
Qualche sorriso da parte di di Repubblica, ma, insomma, giustamente tutta tutta per Meloni, l'apertura del Messaggero Meloni, sfida sull'economia, la premier rivendica i risultati su salario, debito e tasse e poi appunto questa questa frase dialogo con chi vuole bene all'Italia per il resto come vi dicevo poi presentato il dentro parla del viaggio gli sci,
E poi, insomma, titoli titoli vari che vedremo più avanti perché in alcuni casi invece sono sono sono abbastanza sorprendenti.
Sì, ce li vedremo fra un attimo, però.
Dedichiamo proprio qualche un paio di minuti a un paio di segnalazioni prima di andare a leggere.
Qualche qualche articolo e qualche qualche commento, vi dicevo, dedichiamo qualche segnalazione qualcheduno tra qualche segnalazione, perché intanto il foglio ci avvisa che sabato sabato prossimo.
Uscirà in edicola riproponendo alcuni discorsi di Marco Pannella, 10 anni senza Marco, sabato prossimo il foglio ricorderà il leader radicale è morto a Roma il 19 maggio 2016, riproponendo alcuni suoi discorsi tappe significative di un percorso che ha segnato la storia politica e sociale del Paese, è appena una notizia, ma insomma fatevi un nodo al fazzoletto come Scratch,
Purple
Sennò vi mettete l'allarme sul telefonino, insomma, fate come vi pare un post-it quello che volete, ma ricordatevi che sabato c'è questa iniziativa molto interessante, fra l'altro, in questi giorni sta uscendo anche con interviste e ricordi e pagine dedicate a,
A Marco Pannella anche il centro.
Il giornale diretto da Luca Telese, se vi dovesse capitare di intercettarlo, ci sono, diciamo così, tutta una serie di interventi interessanti che vale assolutamente la pena di guardare, invece ecco, a proposito di altre segnalazioni e oggi sul manifesto troviamo.
Di nuovo, un richiamo a quella.
Eccolo qua.
A quel lavorio che si starebbe facendo intorno alla possibilità di far uscire un numero abbastanza consistente di detenuti dal carcere ne scrive Eleonora Martini, che racconta appunto detenuti in comunità il ministro ci riprova il ministro ovviamente Nord e scrive Martini saranno comunità accreditate,
Al servizio sanitario nazionale, non solo autorizzate, le strutture residenziali e semiresidenziali, nelle quali detenuti, tossicodipendenti e alcoldipendenti accertati potranno scontare specifiche a specifiche condizioni, la detenzione domiciliare.
è solo una delle correzioni contenute nell'emendamento governativo depositato lunedì sera in Commissione Giustizia del Senato, dove dal dicembre scorso è in esame il nuovo ddl Nordio, che nelle intenzioni del ministro servirà a decongestionare il sovraffollamento carcerario e a dare un'occasione di recupero alle persone con dipendenza, il provvedimento sulla detenzione indifferenziata è in fase molto avanzata, ha assicurato il guardarci sigilli ieri nel corso di un convegno dedicato al supporto psicologico per la polizia penitenziaria è in effetti il termine per la presentazione degli emendamenti al testo riscritto dallo stesso governo è fissato per lunedì
Martini, poi ricorda ancora che, insomma.
Gli iter di questa certificazione della dipendenza.
Sarà sarà una commissione che dovrà farlo composta, fra gli altri, anche di personale del provveditorato regionale del Dap, ma solo, ove opportuno punto rettifica al governo e la detenzione domiciliare può essere revocata se il detenuto si sottrae alla riabilitazione che deve essere espressamente richiesta. Sono più malati da curare che delinquenti da punire aveva detto Nordio, contraddetto a febbraio, però da una sentenza della Consulta secondo la quale l'autore di reato tossicodipendente cronico non è assimilabile a un malato psichiatrico cui debba essere applicata una misura di sicurezza. Però, insomma per il mio ministero potrebbero uscire così dalle carceri circa 5.000
Detenuti, anche se non è chiaro come se la stessa legge prevede al momento solo 500 posti letto da considerarsi aggiuntivi rispetto al più ampio il sistema ricettivo sanitario quindi.
Punto si sa dove lì possano mettere e fra l'altro, insomma e anche diciamo così, gli stanziamenti non sono così tanti troppo pochi i 20 milioni di euro.
Fa notare ancora dal dibattito, Eleonora Martini, questa è la l'osservazione di Debora Serracchiani, mentre la vicepresidente della commissione Giustizia del Senato Ilaria Cucchi pone l'accento, tra le altre cose, sullo stravolgimento della funzione delle comunità terapeutiche trasformate così in piccole carceri, e però appunto si spera che invece non siano,
Non funzionino come piccole carceri, ma come davvero centri di riabilitazione, perché sennò, è semplicemente appunto un posto, un altro posto dove stare, vedremo poi tanto sul Nord, torneremo per la questione di di Garlasco, l'ultima segnalazione che invece vi faccio la apprendo dalla stampa sul fine vita avevamo letto anche questo nei giorni scorsi c'era finalmente una data fissata sul calendario, che era quella del 3 giugno, ma,
Siamo sulla stampa.
Fra mal.
Invece è stato siglato e racconta di una lite fra Lega e Forza Italia, quindi evidentemente le cose non sono ancora così chiari, se fate così, allora c'è malafede la frase rimbalza nella saletta dei senatori pochi metri prima dell'Aula del Senato dentro irrituale del premier time quindi Meloni sta parlando fuori invece il centrodestra che si sfibra sul fine vita e a scandire il ritmo dello scontro stavolta non sono le opposizioni, ma gli azzurri o meglio,
La linea nuova di Marina Berlusconi, la scena è quasi da commedia parlamentare, se non fosse che il nervosismo è reale, la capogruppo azzurra, Stefania Craxi, affronta il leghista Massimiliano Romeo, davanti a una pattuglia di testimoni interessati, Giulia Bongiorno e il relatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin,
Il tema è il ddl sul fine vita ca calendarizzato, appena 24 ore prima per l'approdo in aula il 3 giugno, ma ancora impantanato nelle commissioni congiunte Giustizia di cui appunto il presidente Bongiorno e salute tradotto senza un'accelerazione immediata e il rischio è che in Aula sbarchi solamente il testo del Pd provvedimento che senza troppi riguardi Forza Italia ipotizza di essere costretta a votare se la maggioranza non si dà una mossa.
Gli azzurri a microfoni spenti parlano di gioco delle tre carte, perché la sensazione è che qualcuno stia continuando a rallentare, nonostante le rassicurazioni nel mirino finisce Fratelli d'Italia e soprattutto il presidente della commissione Salute, Francesco Zaffini, accusato di tenere il freno tirato Romeo prova a smorzare, ma la risposta irrita ancora di più Forza Italia, non decido io decidono ai piani alti, che è precisamente il punto, perché sul fine vita si sta consumando qualcosa di più di un incidente parlamentare. Gli azzurri del nuovo corso, che ha ridimensionato Antonio Tajani, la vivono come la loro prima prova di forza interna alla coalizione. Con la proposta di riaccese, le rare sulla giustizia è ancora ferma al palo. Un altro stop sarebbe letto come uno schiaffo, soprattutto allo spirito garantista e liberal con cui Marina Berlusconi sta provando a caratterizzare il partito
Bene, vedremo appunto cosa cosa succederà, intanto vi dicevo, la Cina, partiamo con la Cina, io vi vorrei leggere giusto un paio di.
L'attacco di un paio di articoli di cronaca dal.
Dalla dal Corriere della Sera.
I.
Scusate, ma sì.
Dimenticata di segnalare una cosa che però è molto importante, allora dicevo, un paio di articoli del Corriere della Sera giusto per, diciamo così, inquadrare questo questo viaggio.
Cosa scrive Viviana Mazza che?
Ah, accompagnato, evidentemente il il presidente Trump in in Cina.
300 giovani vestiti di bianco e celeste sventolano bandierine cinesi e americane in perfetta sincronia ieri sera all'aeroporto di Pechino benvenuto benvenuto, Presidente gridavano, Benvenuto bene, benvenuto in modo eccezionale Donald Trump, scendendo dall'Air Force One li ha salutati con il tipico pugno alzato e dopo la stretta di mano con il Vicepresidente Hansen.
Sotto lo sguardo di Elon Musk è entrato nella bestia parcheggiata alla fine del tappeto rosso la macchina insomma quella non c'era Melania ma lo affiancava il figlio Eric, che gestisce la Trump Organization e la nuora Lara.
È la prima visita di un presidente americano in Cina da quasi nove anni perché Biden non venne incontrarci Jinping California, l'ultima era stata proprio quella dello stesso Trump nel 2017,
È il loro settimo faccia a faccia, si sono scambiati lettere negli anni, hanno interessi diversi, ma entrambi vogliono maggiore stabilità e vedono investimenti e commercio come il canale migliore nel breve periodo, mentre allo stesso tempo cercano di ridurre la dipendenza l'1, dall'altro.
Chiudo scusate.
Oggi Trump chiederà a sci di aprire la Cina alle imprese americane alla presenza di più di una dozzina dei più potenti amministratori delegati del mondo.
Sarà questa la sua primissima richiesta, come anticipato, da Trump su Truth.
I due Paesi sono in guerra commerciale perché ai dazi americani Pechino ha risposto limitando le esportazioni di terre rare è mai stata raggiunta una tregua lo scorso ottobre in Sud Corea, in questi due giorni si parlerà di ulteriori acquisti di prodotti americani da parte di Pechino.
E scoop Best cent, il segretario al Tesoro ha pianificato gran parte del summit, ieri ha discusso dei dazi con il suo omologo cinese, la casa Bianca non in non esclude investimenti cinesi diretti negli Stati Uniti, come vedete, si parla soprattutto appunto di di economia, poi certo sul tavolo dice Mazza, ci sono anche l'Iran e Taiwan però è l'insistenza sul se la parte economica non va trascurata, non a caso a fianco Massimo Gaggi dedica un'intera pagina a quelli che definisce i 17 compagni di viaggio di di Trump
Cioè tutti questi amministratori delegati da Elon Musk, Tim Cook, Larry Fink, quindi stiamo parlando di BlackRock.
The Space X e Tesla e poi.
Ecco Hapoel, insomma di tutto e scrive Gaggi.
Leader della tecnologia e della finanza americana, dal capo appunto di a Polti, Tim Cook a quello di BlackRock Larry Fink arrivati a Pechino prima ancora del Presidente Elon Musk, che ha viaggiato a bordo dell'Air Force One dopo le liti e la fredda riapparsi riappacificazione segni di ritorna un rapporto cordiale tra i due Experts Bunny,
E Buddy e lo spettacolare recupero di Yanes Annual, il ceo di invidia non faceva parte della missione presidenziale annunciata dalla casa Bianca, ma, grazie a una convocazione last minute, ha raggiunto Trump durante lo scalo in Alaska per fare rifornimento, così il Presidente è arrivata a Pechino, circondato più che da diplomatici ed esperti di geopolitica da imprenditori e negoziatori commerciali, gente geniale li definisce leader di molti dei più potenti gruppi del capitalismo Etò economico, tecnologico e finanziario americano che hanno indotto qualcuno a ironizzare,
E i tycoon del capitalismo americano arrivano in Cina, accompagnati da Donald Trump, ironia, certo, anche perché non siamo a una prima assoluta, nove anni fa, nella visita fatta durante il suo primo mandato, Trump era accompagnato da una delegazione di business plan doppia rispetto a quella attuale.
E questo non è un dettaglio, diciamo così, del tutto insignificante, comunque.
Dovrà fare secondo Massimo, Gaggi, concessioni sulle forniture strategiche Trump per ottenere ciò che vuoi, ma intanto è così che è partito e allora sono andato a vedere anche il Sole 24 ore, come la raccontava questa storia, visto cattivista come dire questa prevalenza no di temi economici rispetto a quelli di politici, in effetti anche il Sole 24 ore titola a centro pagina, con una foto che ritrae uno di fronte all'alto Trump, sci, commercio Hormuz e Taiwan Trump sci in cerca di dignitosa e affida a i due due cronisti
Da una parte, Marco Valsania, il corrispondente da New York, dall'altra Rita Fatiguso.
I desiderata per l'appunto di entrambi,
Per quello che riguarda Trump Trump punta tutto sul commercio per scordare l'Iran, questa è, diciamo così, l'impostazione del Sole 24 ore, mentre ci Jinping è in posizione di forza e dà invece priorità al dossier Taiwan, quindi nell'agenda, insieme ai dazi alla guerra Hormuz l'isola è il nodo centrale per la Cina che avverte gli Stati Uniti sulla vendita di armi.
E anche questo, insomma, è un aspetto assolutamente da tenere presente, non a caso se andiamo a vedere il commento di un economista.
Come il professore Emiliano Brancaccio sul manifesto.
Così scrive quelle due superpotenze separate in casa stesso letto, sogni diversi in malizioso, proverbio cinese sintetizza bene i rapporti sino americani alla vigilia del vertice di Pechino fra scie Trump, Stati Uniti e Cina sono coppie di antica data, condividono le medesime lenzuola da moltissimo tempo, però,
Poi a Brancaccio.
Almeno dal permane normal trade Election Act, approvato dal Congresso americano nel 2000 premessa per l'adesione del gigante cinese al WTO, nella semplificazione sovranista, furono i democratici di Clinton a gettare l'America tra le braccia dell'economia cinese in ascesa, ma non andò così quella decisione fu presa col consenso bipartisan dei repubblicani, del resto erano anni gloriosi del dominio americano sul mondo. Gli Stati Uniti scrivevano le regole del capitalismo blu globale e gli altri si adeguavano infilare la Cina nella mondializzazione. Washington Diana era considerato il coronamento finale di tutto il progetto
Nella sconfinata fabbrica cinese è fatta di 700 milioni di zelanti e frugali, i lavoratori Wall Street vide l'occasione di uno spettacolare gioco speculativo intercontinentale, tuttora operativo e per un quarto di secolo da un lato, la Cina ha concesso all'America ingenti prestiti a tassi di interesse risibile, dall'altro lato,
Le aziende americane hanno estratto in mano i profitti dalle partecipate cinese con un risultato paradossale, perché tra dare bassi interessi e avere alti dividendi l'indebitato capitalismo americano ha guadagnato dalle nozze, con i cinesi fino a 100 miliardi all'anno di redditi netti, un patrimonio asimmetrico spinato per Pechino e ovattato per Washington maltempo poi passa ci avvisa Brancaccio lo sbilanciamento di coppia si fa pesante e i sogni dei coniugi iniziano a divergere.
Nell'arco di un secolo l'economia statunitense in crisi di competitività e di debito ha perso colpi, mentre quella cinese ha accresciuto la sua forza e, insomma, alla fine dice.
E veniamo alla guerra del Golfo, vari commentatori tuttora si illudono che l'attacco all'Iran riguardi semplicemente l'uranio in mano ai pasdaran,
E che il blocco di Hormuz sia solo una spiacevole eterogenesi della contesa, ma la verità è un'altra. La battaglia sullo Stretto è parte di un disegno più grande temerario. Da tempo americani e alleati cercano di compensare la debolezza economica con la forza piratesca delle milizie. L'obiettivo è controllare le vie commerciali ed energetiche verso Oriente dall'imbecca Suez, con un avvertimento ai cinesi, se non intendono più farsi sfruttare, saranno strozzate dall'arresto dei flussi di materie prime o il matrimonio resta sbilanciato o diventa servitù, però, a volte le scommesse dei pirati si rivelano azzardate. Trump avrebbe voluto arrivare al vertice di Pechino tenendo Armuzzi e le altre vie mediorientali e sotto il controllo totale delle flotte americane e alleate, ma per adesso il suo brigantesca progetto resta un sogno. L'America è piena di debiti e la NATO non sta meglio, ma soprattutto, appunto, come
Abbiamo visto in questi giorni l'America gli Stati Uniti di sicuro non possono dire di controllare completamente Hormuz quest'aspetto.
Che synth, quindi, la vita cinese ovviamente si intreccia con quello che sta succedendo in Iran, viene ben colto anche da Maurizio Molinari.
Che infatti parla?
E sempre riferendosi a comunque alla Cina e agli Stati Uniti di destini incrociati, siamo su Repubblica e andiamo a pagina t in 15 e leggiamo qualche stralcio, anche quindi questo suo ragionamento, allora eccoci qua, Iran, commercio e intelligenza artificiale, vedete come quando si mettono insieme i temi c'è sempre, insomma non corrispondono mai completamente.
Ma soprattutto, non so se avete notato come uno dei grandi cavalli di battaglia dei mesi scorsi di Trump contro la Cina, cioè l'esportazione di di fentanyl e il fatto che in Ondas il mercato di questa droga sia praticamente sparito questa mattina l'ho visto citare solo ed esclusivamente sul Messaggero questo questo aspetto ma per il resto è proprio scomparso dal dibattito comunque Molinari.
Iran, commercio, entra League Iraq, Iran, commercio e intelligenza artificiale, il summit di Pechino, Frachey Jinping, Donald Trump e riflette le priorità dei due grandi rivali, accomunati da un'accesa competizione su ogni fronte ma anche dal bisogno di affrontare assieme l'incertezza globale, l'Iran è in cima all'agenda di entrambi, perché Trump ha bisogno di chiudere la guerra con un successo e il negoziato per ottenerlo è affidata al Pakistan braccia di Pechino, così come ASCII serve il petrolio di Teheran per sostenere il proprio Pil e dunque ha interesse a far cessare le ostilità
Liberando la circolazione a Hormuz, l'ostacolo maggiore per entrambi, sono i Guardiani della Rivoluzione che ora comandano a Teheran fino al punto da aver trasformato la Repubblica islamica in una dittatura militare, e dunque non possiamo escludere che scie Trump tentino di concordare una transizione capace di far coincidere gli interessi energetici cinesi con quelli strategici americani anche perché Pechino sulla necessità di impedire a Teheran di diventare una potenza nucleare ha sempre avuto sin dai tempi di Barack Obama una posizione assai simile a Washington.
E sul tavolo delle crisi regionali non c'è solo l'Iran, perché la Cina si offre di mediare anche in Ucraina aver fatto arrivare a Vladimir Putin oltre 15.000 soldati nordcoreani significa essere entrata in partita, mentre la sua priorità resta la riunificazione con Taiwan sci è determinato a dirlo con chiarezza Trump secondo fonti diplomatiche a Pechino,
E però questa qui e anche qui questo aspetto, diciamo così, relativo a Taiwan è quello che più viene sottolineato, per esempio da un altro.
Da un altro giornale, che è la stampa che.
Il il giornale che titolava Trump sci il vertice con i miliardari, però, se poi, appunto noi apriamo il giornale, l'articolo, il primo articolo che ci colpisce, diciamo così, quello di pagina 3.
È il reportage di Lorenzo Lamperti da Taipei, ed è così intitolato Taiwan la grande paura a Taipei, il timore di essere pedina di scambio, e anche qui c'è un virgolettato se gli lasciano via libera cubo in Groenlandia donna ed è capace di sacrificarci come Agnelli,
E qui appunto?
Anche un accenno di questo di questo reportage di Lamperti un jet cinese scompare al largo di Taiwan.
Pechino annuncia una zona d'interdizione aerea in poche ore, l'operazione si trasforma in un blocco navale, l'isola è tagliata fuori dal mondo, niente energia, rifornimenti o prelievo di contanti coi cavi sottomarini recisi non c'è accesso a internet, mentre una quinta colonna Pro riunificazione prende il controllo delle strade è l'incipit di Zero dei l'uscita l'anno.
Poi uscita l'anno scorso, è la prima serie tv taiwanese che mette in scena un'ipotetica invasione di governo e del Partito Progressista Democratico, DPP considerato secessionista da Pechino, la supportata per alzare la consapevolezza del rischio in una popolazione spesso ritenuta compiacente.
L'opposizione del Kuomintang, la cui nuova leader Chun-Li U dice di sentirsi orgogliosamente cinese, e poche settimane fa è stata protagonista di uno storico incontro consce Jinping, la criticata perché mira a creare il panico, insomma anche anche a Taiwan, diciamo non è che stanno proprio serenissimi un sondaggio dice ancora questo reportage dice che il 60% dei residenti si sente meno sicuro con il ritorno del tycoon, quindi,
Non credono tanto per l'appunto in Trump e ancora sfogliando, diciamo così, il la stampa, se anche qui, a pagina 4, c'è tutta una pagina dedicata alla diplomazia di miliardari con foto e diciamo micro biografie di questi proprietari si o eccetera eccetera però è interessante invece l'analisi che Salvatore Rossi fa di questo di questo viaggio,
Guardandola dal punto di vista dell'Europa Donald sta squassando l'Occidente, l'Unione Europea acceleri su industria e difesa, insomma, le relazioni internazionali sono cambiate, l'Europa eviti di farsi schiacciare da America e Asia,
è insomma un tema non nuovo.
E però, secondo Rossi, sostanzialmente, l'Europa ancora non si sta muovendo e sta alla finestra, il che sicuramente non è, non è buono per noi.
L'ultima segnalazione che vi faccio, diciamo così, sfogliando la stampa, ma.
è che abbiamo visto il tema, diciamo così, dei rifornimenti energetici è determinante, ma due pagine, una pagina 6, l'altra pagina 7 della stampa non danno, diciamo così, molte speranze a Trump, intanto perché?
Gli 007 avvertono che Teheran ha ancora gran parte delle armi.
Quindi dice Trump, attacca i media e l'intelligence USA dicendo chi elogia il regime un traditore e però insomma, intanto questa questa è la situazione 30 siti missilistici iraniani su 33 sarebbero tornati operativi secondo la Cia, la quale ci ha già peraltro da giorni dice guardate che insomma non avete né l'operazione militare non ha smantellato quasi niente e l'altra notizia.
È ancora più allarmante se volete, perché si stanno esaurendo anche le scorte petrolio allarme scorte questo è il titolo del pezzo di Marco Bresolin.
L'Agenzia internazionale dell'energia segnala colpo senza precedenti in rapido svuotamento le riserve già scese di oltre 200 milioni di barili, nonostante un significativo calo della domanda, quindi ne stiamo usando di meno nel 2026. L'offerta globale di petrolio non riuscirà a soddisfarla completamente perché stanno subendo uno shock.
Senza precedenti, e questo si sta già traducendo in un massiccio ricorso alle scorte e l'allarme lanciato dall'Agenzia internazionale dell'energia nel suo report mensile, quindi questa è la situazione e fra l'altro.
Ecco, a questo proposito, per andare a vedere che cosa sta succedendo, insomma, qual è la situazione?
Nel Golfo, in Iran due pagine molto interessanti sono quelle che troviamo dedicate a questo tema.
Su sul Corriere della Sera,
Che intanto Cin ci dà intanto due notizie.
In realtà ci sono anche su altri quotidiani, ma insomma.
Per per comodità, adesso le prendono da qua,
Netanyahu Netanyahu in segreto, ad Abu Dhabi.
Mentre due petroliere avrebbero passato lo Stretto e una di queste sarebbe cinese cinese, scusate lo scrive Monica Ricci Sargentini, che così ci racconta, che l'Iran stringe la presa su Armuzzi, sfida apertamente gli Stati Uniti.
Mentre a Trump si trova appunto a Pechino, nelle ultime ore 2 navi, una legata a Teheran e una cinese, hanno attraversato lo Stretto, nonostante il blocco navale americano, in quello che appare come un test politico e militare della capacità di controllo iraniana sul passaggio da cui Tasi da circa il 20% del petrolio globale la superpetroliera cinese Ioannou AQ carica di 2 milioni di barili di greggio iracheno è uscita dal Golfo dopo essere rimasta bloccata per oltre due mesi.
Quasi contemporaneamente ha attraversato lo stretto anche la tara gas nave cisterna di gpl collegata all'Iran, secondo Al Arabiya sarebbe la prima che è riuscita a superare il blocco americano, un'altra nave cinese, la Xiang Chan Q ha diffuso via trasponder il messaggio chinasi Vessel, anch'più quasi a rivendicare una sorta di protezione diplomatica di Pechino insomma, quindi, questo è lo scenario in questo scenario.
L'ufficio di Benjamin Netanyahu ha confermato una visita segreta, quindi era segreta quando l'ha fatta, ma poi evidentemente no, del premier israeliano negli Emirati Arabi Uniti.
Durante il conflitto, mentre il Wall Street Journal riferisce dimissioni del capo del Mossad David Barnea per coordinare le operazioni anti iraniani in Israele, la maggioranza ha avviato le procedure per dissolvere la Knesset che andare a elezioni anticipate a settembre, ovviamente non è che la cosa sia collegata però,
Era per dire che, insomma, davvero tanto si sta muovendo anche lì in zona, mentre, visto che ci siamo, la segnalazione di questa intervista del ministro degli Esteri libanese Youssef reagì a Roma, intervistato da Marta Serafini, dice vogliamo una tregua ed Hezbollah disarmato l'Italia fa già molto e ora sia il ponte con l'Unione europea,
E questa questo aspetto, questa sottolineatura sulla la il desiderio di volere sballa disarmato è importante perché, come sapete, Hezbollah, invece, continua a dire che i colloqui che si tengono.
Negli Stati Uniti colloqui di pace non dovrebbero essere disertati e su tutto questo la?
Il resoconto dell'audizione di ieri di Crosetto, del ministro della Difesa Crosetto e del ministro della Difesa Tajani, che ribadiscono che,
I cacciamine in navigazione per lo stretto di Hormuz saranno operativi solo con la pace, anche se non necessariamente con sotto l'egida dell'Onu, ma questo è ancora un altro tema ancora su questa questione, però voglio segnalarvi anche un articolo di domani che approfondisce diciamo questo questo aspetto e che mi aveva mi arriva, eccolo qua, incuriosito peraltro, anche il titolo del domani era affari per gli Stati Uniti, Taiwan alla Cina, il difficile baratto fra Trump che uscì
Ma?
Ecco qua in sul domani invece Lucia, ma la testa dà voce invece alla al lavoro, ma quello che diciamo così, alla versione che arriva dall'Iran, che dice abbiamo il controllo di Hormuz.
E però poi.
Inserisce anche l'intervento di ieri del presidente Mattarella, che ha parlato con il presidente israeliano Herzog, che sia riferito anche agli attacchi subiti da,
Da d'Alema dalla missione UNIFIL, definendomi ovviamente inaccettabili, ma l'altra notizie, questa, che Teheran sarebbe lacerata dalle lotte di potere, il regime vuole mostrare i muscoli a Trump, ma in realtà circolano veleni fra gli ayatollah, i falchi puntano a estromettere Galli, i baffi e Arac, Chick sono rispettivamente il presidente del Parlamento e il ministro degli Esteri.
Rahkshi i pasdaran si impossessano anche della diplomazia, e questo aspetto è insomma sempre più sottolineato da chi dice che si è passati in Iran da una teocrazia a un governo, a un governo bis militare, infatti, scrive a un certo punto riusciamo alla testa. Le bombe americane hanno ridefinì, non hanno ridefinito solo la geografia del territorio, ma anche quella del potere. Pressioni ed esplosioni hanno fatto emergere un nuovo perimetro di equilibri ancora instabile e in fase di ridefinizione. Il conflitto ha portato alla luce divisioni e frammentazioni endogene alla leadership decimata dai bombardamenti, ma comunque capace di sorprendente resilienza nel rinnovarsi e rimpiazzarli. Ci sono tre fazioni, tre linee che vanno ricalibrando il potere sciita. La prima è quella dura, è composta da falchi, apparati legati alle istituzioni militari ostili a qualsiasi accordo con gli Stati Uniti, convinti di dover procedere verso lo scontro, ma non dominano ancora il processo decisionale finale
La seconda è quella dei conservatori e pragmatici influenti nella sfera economica e istituzionale, che ritengono negoziato preferibile per alleggerire isolamento, inflazione e infine c'è una terza corrente a favore di riforme e aperture all'Ovest, ma rimanendo fedele ai valori e ai retaggi fondativi della repubblica islamica prima della guerra con un equilibrio fragile ma funzionale queste anime convivevano viaggiando parallele da quando il conflitto è esploso, sono esplose a loro volta e la competizione per il controllo del Paese è sempre più visibile e non solo agli americani che appunto se ne lamentano.
Quindi, quando Trump dice non si sa con chi parlare non ha proprio del tutto del tutti i torti, ma comunque intanto questa segnalazione e per chiudere anche questo capitolo a proposito, invece di, diciamo così Guerra.
Guerra d'informazione, che va sempre va sempre bene.
Ieri circolava una una notizia abbastanza sorprendente
Che attribuiva a papa Leone.
La la, la, l'assegnazione, il conferimento, scusate il conferimento di una importante anche onorificenza, ah ah ah, l'Iran al l'ambasciatore iraniano a presso la Santa Sede, in realtà.
E oggi qualche giornale ci informa che si tratta di una fake news.
O meglio c'è qualcosa di vero, ma va assolutamente contestualizzato.
E e capito, allora lei lo leggo da da libero polemiche e proteste sgomento il Vaticano conferisce un'onorificenza all'ambasciatore iraniano presso la Santa Sede Mohammad Hossein Mokhtar I martedì scorso, giorno in cui il regime iraniano ha eseguito un'ennesima condanna a morte di un giovane oppositore, la notizia si diffonde rapidamente. Le reazioni arrivano a valanga. L'associazione dei medici iraniani in Italia invia una lettera aperta, colma di angoscia papa Leone quattordicesimo per chiedere un suo intervento esprimendo la preoccupazione che l'onorificenza possa essere strumentalizzata dal regime di Teheran. Anche l'Associazione delle donne democratiche iraniane esprime la più ferma condanna per il conferimento dell'onorificenza vaticana, cioè la grande croce dell'Ordine Pontificio di Pio nono
Che è in effetti la più alta onorificenza conferita dalla Santa Sede, paragonabile a quella di Cavaliere di Gran Croce in Italia, che è stata attribuita all'ambasciatore iraniano nel corso di una cerimonia, è avvenuta in Vaticano martedì, e però si moltiplicano sul web commenti appunto su Leone che ha Consoli conferito questa onorificenza accompagnate da una vecchia foto.
Di un vecchio incontro, il diplomatico, ma la realtà è diversa.
L'Ordine Piano, come dice il portavoce vaticano Matteo Bruni, è l'onorificenza che viene data per prassi a tutti gli ambasciatori accreditati dopo due anni di servizio presso la Santa Sede, in genere nei giorni in cui il Papa compie l'anniversario del pontificato, e così è avvenuto anche stavolta.
A ricevere l'Ordine Piano sono stati quindi martedì 13 ambasciatori, fra i quali c'era anche quello della Repubblica dell'Iran, e l'onoreficenza non è stata consegnata dal Papa ma come sempre accade dal sostituto della segreteria di Stato.
Però, cosa è successo che le agenzie ufficiali iraniani hanno comunque interpretato il conferimento dell'Unire l'efficienza come un segnale politico significativo, sottolineando il ruolo svolto dalla diplomazia di Teheran presso la Santa Sede nel promuovere messaggi, giustizia e opposizione al conflitto, così il delicato contesto internazionale e il clamore mediatico?
Hanno trasformato un gesto considerato di routine nella diplomazia vaticana in un nuovo caso stare attenti comunque in tutto questo che fa ah, ecco, c'era anche qui un'altra notizia Interés curiosa che ci dà la l'altra voce.
Perché mentre appunto si tratta Taiwan?
Nell'economia, poi in Iran,
Nino sul seri, sull'altra voce, racconta che nel frattempo, a proposito di Europa, lei, anzi, ci sono aziende cinesi che si stanno continuano a comprarsi quelle italiane, quelle europee, in questo caso Europa adesso Behind, bussa alle fabbriche vuote obiettivo Cassino e Maserati il colosso dell'auto elettrica quella appunto cinese, sta trattando con Stellantis e altre aziende per acquistare stabilimenti industriali nel Vecchio Continente. Si sta valutando anche la cessione di un sito spagnolo al partner cinese Li Motors e intanto questi questi altri italiani che evidentemente,
Insomma.
Evidentemente c'è una una convenienza nel nella arrivarci.
E l'ultima diciamo così, annotazione che volevo notizia, diciamo così, su questo ampio pacchetto sempre riferita alla Cina, ma che mi sembrava molto interessante da notare che la racconta, invece Giulia Pompili, sul Foglio Giulia Pompili dedica un'intera pagina.
A raccontare questo viaggio in Cina, ma c'è poi un box sino interessante perché?
Scrive Pompili mentre Pechino accoglie Donald Trump, la macchina della comunicazione cinese si è già messa in moto con oltre 260 giornalisti internazionali che hanno fatto richiesta di accreditamento per seguire il viaggio del Presidente americano, ma è un'apertura sull'estetica coreografica, perché la leadership del Partito comunista cinese porta avanti da anni.
Una silenziosa ma sistematica campagna per svuotare la Repubblica popolare di qualsiasi giornalista straniero indipendente qualche giorno fa.
Si è discusso molto dell'articolo pubblicato dal Wall Street Journal Yuko Kubota, che è stata corrispondente del quotidiano a Pechino per otto anni, e ora ha deciso di ripartire Kubota di origini giapponesi e reporter di un giornale americano descrive un Paese trasformato, fonti che smettono di rispondere colleghi espulsi e una diffidenza verso gli stranieri che è diventata politica di Stato.
Racconta di cartelli nelle biblioteche che ricordano ai cittadini di proteggere i segreti di Stato di campagna anti spionaggio diffuse nelle metropolitane.
Di un bambino in età prescolare, che ha tenuto una lezione su quanto sia terribile il Giappone e non è un caso isolato, secondo una recente inchiesta di le Hawaii China, il numero di corrispondenti americani in Cina è ai minimi storici sin dall'apertura delle relazioni diplomatiche degli anni 70 e insomma,
La conclusione di di Pompili è che chi racconta la Cina degli affari e degli investimenti ottiene il rinnovo, chi si occupa di diritti umani, stabilità interna o leadership, no, il risultato è un Ufo, è un'informazione a distanza che si avvicina il senso unico e solo quando la Cina lo consente Detto questo quindi, insomma,
Ricordiamoci che quello per leggeremo le mail, le notizie che ci arrivano dalla Cina vanno sicuramente calibrate anche su questo aspetto e veniamo invece a quello che si racconta.
Del del dibattito di ieri in in Italia con una premessa.
Ieri, sì, c'era molta attesa, ma era anche una giornata di grandi pettegolezzi.
Pettegolezzi che, come come vi dicevo, sono stati cioè.
Arrivano già dalla settimana scorsa, messi in proprio nero su bianco, da da Concita De Gregorio in questo articolo, che aveva scritto domenica e che poi viene ripreso lunedì da Mieli.
Si cerca questo ministro, quelle serbe, il terzo ministro accadere, diciamo così Love.
E però quelli che scrivono di queste cose.
E insomma.
Ieri grandi pettegolezzi su questo è.
Libero, pensa bene di farla così la sua prima pagina?
Allora il titolo è la banda del buco bancarottieri Rossi, scontro al Senato dall'opposizione, invocano misure sul lavoro e salari richieste logiche se non fosse per le voragini lasciate dai loro conti, la foto a centro pagina ritrae l'attrice e cantante franco iraniana Golshifteh farà fa.
Che scrive che ci informa la didascalia 30 anni meno di Brigitte pregi, ma con molti punti e perché perché, ecco l'amica di macho che fece impazzire Brigitte, cosa c'era dietro il famoso schiaffo a proposito degli pettegolezzi, qui non ci neghiamo assolutamente nulla.
E esce fuori che
Ricordate no, quello che lo schiaffone?
Che era stato ripreso da lontano, mentre stavano scendendo da dall'Airbus presidenziale al loro arrivo in Vietnam, scrive Mauro Zanon, ebbene, pare che.
La première dame, appunto Brigitte Macron avesse.
Mollato con lo schiaffone perché aveva letto sul telefonino, insomma, messaggio.
Pare che, insomma, si parla di una relazione platonica. Queste, insomma, sono tutte rivelazioni che che troviamo raccontati in un libro che è uscito in Francia e ovviamente l'Eliseo nega tutto. È meraviglioso il titolo dell'articolo, sempre a pagina 19, perché io vi ho letto il richiamo in prima, ma poi l'articolo a pagina 19 macho ha perso la testa per una maliarda iraniana, perché ovviamente no, le donne, se non sono infide in qualche modo, non vanno bene e quindi non è solo un'attrice, una donna, no, è una maliarda, detto questo, se quella è la maliarda e ecco a proposito di pettegolezzi sul foglio
Salvatore Merlo, ci portano ancora un po'più dentro a questi pettegolezzi e ci racconta che.
E c'è una regola, la regola del 30,
Prima di nominare un ministro, una domanda sola con quante donne sei stato il precetto di Arcore
Prima di nominare un ministro, bisognerebbe fargli una semplice domanda più utile, ve lo sto leggendo, non solo perché il centro, con quello che vi sto dicendo, ma perché è anche messo molto in evidenza questo articolo sulla prima pagina del Foglio, proprio per dire appunto che,
E dicevo, prima di nominare un ministro, bisogna fargli un asse, una semplice domanda più utile di qualsiasi curriculum con quante donne sei stato, perché se quello risponde meno di 30, il ministro non lo può fare. Non è vaccinato alla vita, si chiama regola del 30 e Andrea Ruggeri, ex deputato di Forza Italia tra i prediletti di Silvio Berlusconi, uomo assai spiritoso, ovviamente la Lav la elaborò con il Cavaliere un pomeriggio ad Arcore era il 2017 e pensavamo che saremmo tornati al Governo disegnai e persino un grafico ascisse e ordinate Berlusconi rideva come un matto, ma la cosa in realtà è seria.
Lo confermano i fatti recenti, scrive Merlo.
Che si sono messi in fila con una puntualità quasi didattica Gennaro, Sangiuliano 64 anni, già ministro della cultura fu il primo a illustrare il problema nella sua forma classica con Maria Rosaria boccia diversi mesi fa.
Matteo piantedosi, Ministro dell'Interno 63 anni. Il secondo e adesso con la discrezione, è riservata alle notizie che tutti conoscono. A Roma circola il nome di un terzo ministro, oltre a sessantenne, che avrebbe scoperto nell'esercizio delle proprie funzioni turbamenti non previsti dal decreto di nomina. La serie insomma, continua. Con la differenza che una coincidenza è una coincidenza, due cominciano a fare tendenze. 3 sono forse un problema di selezione del personale, e c'è sempre una signora più giovane, spesso collegata al ministero che scopre i social, scrive, allude e lascia intendere ieri mattina se n'è occupato fra le risate anche Fiorello alla radio e questo è però pare che anche Giorgia Meloni
Abbia
Però questo qualche mese fa, aveva confessato ad alcuni amici quanto sarebbe meglio un governo di sole donne, scherzava, o forse no.
Eh va be'quindi.
Poi continua però questo per darvi il senso del del pettegolezzi che girano e di come.
E l'altro articolo che vi voglio leggere, diciamo che ci introduce al racconto della giornata di ieri, invece è quello di chi c'era o meglio di chi è arrivato Conte torna in campo, anche questo lo lo prende dal dal Foglio
Con Montenegro, che scrive presidente, come sta ben ritrovati, sto benissimo e voi mi vedo in forma per tornare nell'agone politico per riprendersi la scena dopo l'operazione. Giuseppe Conte ha scelto il giorno del premier time e forse non è solo una coincidenza. Vuole prendersi spazi e titoli, attacca la destra, Giorgia, Meloni senza Bussoli, piccona la legge elettorale e le spese militari, lo fa in Parlamento in tv da Bruno Vespa, allontana gli spettri di Forza Italia e gli inciuci Marina Berlusconi. Non ho il piacere di conoscerla. Manda segnali a sinistra, le primarie possono aspettare prima il programma. Il tavolo con le opposizioni verosimilmente si farà a settembre e ne ha anche per Mario Draghi bellicista
Pochette d'ordinanza e piglio combattivo intorno alle 15 Giuseppe Conte, appare in Transatlantico ascoltarlo, cioè il suo staff, i deputati, e promette non vi annoierò rete, e anche questo ve l'ho letto perché mi chiedevo come mai questa mattina,
Sul Fatto Quotidiano il cui titolo è?
Costruito su una foto di Giorgia Meloni con un'espressione abbastanza mesta.
E una citazione a me m'ha rovinato la guerra, in realtà sarebbe la guerra, perché queste sordi comunque le solite scuse incolpa il conflitto, eppure Superbonus, nel premier time balle sulla crisi, appello a Calenda che soffre destre divise, salta freni per Consob Conte, dice no agli inciuci con Forza Italia quindi questo è il titolo mi chiedevo come mai Marco Travaglio,
Avesse ritenuto di dover fare il suo editoriale chiedendoci, ponendosi questa domanda, dice una domanda a Elly Schlein senza polemica, ma che senso ha incontrare nel 2026 Barack Obama, emblema delle sconfitte del centrosinistra passato scusate, emblema delle emblema delle sconfitte del centrosinistra passato promosso a spirito guida per la vittoria del centrosinistra futuro?
Ora parte che Barack Obama ha sempre vinto, ma insomma, comunque, a parte l'estetica della foto opportunity a Toronto che ritrae lui di fronte lei di spalle come una giovane fan che chiede l'autografo alla rockstar e anche qui uno potrebbe dire ma magari non voleva è Lino,
Essere troppo President presenzialista e visto che però evidentemente insomma, certo non è la foto posata con la pochette, ecco mettiamola così.
Però.
Che forse lui si aspettava, dice a quindi, a parte l'estetica della foto opportunity a Toronto che ritrae lui di fronte e lei di spalle come una giovane fan che chiede l'autografo alla rockstar, c'è un aspetto politico che riassume alla perfezione l'equivoco della leadership Legnano l'ex anti attivista diventata famosa nel 2013 con Occupy Pd dopo il tradimento dei 101 franchi tiratori contro Prodi al Quirinale poi uscita dal partito,
Per le porcate renziane, poi rientrata nel 2023 per essere letta segretario dagli elettori, perché gli iscritti avevano scelto Bonaccini doveva cambiare il partito, invece, continua a comportarsi come se il partito avesse cambiato. Lei ha riaccolto pure la tenia Renzi, così lo definisce la tenia, che lo corrose dall'interno fino alla disfatta del 2018 e all'operazione Draghi del 2021 e ora è uno dei suoi più ascoltati consiglieri in attesa di nidificare con qualche fedelissimo nelle liste del Pd, dopo il decesso di Italia morta e va be'il solito modo di esprimersi un po'da terza elementare, ma va bene e comunque la domanda resta che diavolo potrà mai insegnare Obama ai progressisti del 2026. L'impressione è che diciamo ci sia
Evidentemente una una, una necessità di riposizionare, forse forse Conte, non lo so comunque.
Se andiamo a vedere, ma non ha l'impressione, insomma è che tratta da.
Una serie di elementi raccolti.
Leggendo leggendo i giornali e.
Per esempio, se io vado sulla Repubblica arrivo alle pagine.
Immediatamente successive, appunto dedicate a questo racconto, trovo fra l'altro anche un'intervista di Anna Lombardi a.
A Bernie Sanders.
E il senatore democratico forse uno dei più radicali insieme a Sandra.
Alexandra Ocasio-Cortez e Bernie Sanders annuncia che sta venendo in Italia e incontrerà Schlein è di nuovo e dice le dirò che anche voi in Europa dovete fare di più per i bisogni dei lavoratori e però appunto l'intenzione è di incontrare Fly, non Conte quindi evidentemente e non solo ma chissà forse,
Era venuto a conoscenza travaglio del fatto che il Corriere della Sera, oggi intervista Schlein e non Conte peraltro con te, l'aveva già interessato la settimana scorsa, dedicandogli un'ampia pagina proprio a questo intervento che lui ha passato per fortuna?
E di questa neoplasia, che in realtà poi si è rivelata negativa. Quindi niente di niente di grave, per fortuna, ma oggi l'intervista politica è quella a Schlein, la firma Maria Teresa Meli, il titolo è ora vogliono il confronto dai salari alla sanità, lo hanno sempre negato e infatti dice a Maria Teresa Meli solo un governo che vive chiuso nel palazzo da tre anni. Può pensare che questa sia la priorità e cioè la riforma elettorale. L'indicazione è venuta dal referendum, è stata chiara. Gli italiani vogliono un governo che si occupi dei problemi concreti che riguardano le loro vite e la destra, che aveva i numeri in Parlamento per fare tutto, è riuscita a non fare nulla che migliorasse la vita degli italiani. Nel merito, la loro proposta è irricevibile. Come possono pensare di dialogare sull'antipasto del premierato con il premierato? Ancora sul tavolo che contestiamo duramente Meloni, però, dice Meli al premier Time ha aperto al dialogo, a tutto campo, con l'opposizione, e lei dice dopo aver forzato le procedure parlamentari in numerose occasioni fa queste affermazioni come se non avesse già negato e con lei il resto del centrodestra, il confronto che noi avevamo chiesto in questi anni su salari e sanità e congedi. Ci fu un incontro a Palazzo Chigi nell'agosto del 23, dopodiché non si sono più fatti vivi e solo dopo aver perso il referendum dicono di volere il dialogo, che tipo di confronto in testa, Meloni, io sono la prima che si è rivolta a lei in più occasioni abbiamo fatto più proposte. Ci hanno sempre detto no. A questo proposito voglio citare un caso piuttosto eclatante. Juve Meloni avevamo fatto un accordo su una legge sul consenso votata all'unanimità
Quello è su una violenza sessuale e questo accordo è stato stracciato poco dopo, insomma, la disponibilità esibita da Meloni mi sembra più retorica che altro, perché alla prova dei fatti hanno sempre fatto il contrario, poi nega di aver fatto accordi con Forza Italia,
E dice, quando le viene chiesto, se non è il momento dei progressisti, di trovarsi per scrivere il programma, lei dice, ma non non partiamo da zero.
E al quali sono le sue priorità.
Nel dice semplice, appunto sanità, lavoro ed energia, noi approveremo subito un salario minimo, perché l'Italia, con questi stipendi e questa precarietà non è al passo con l'Europa energia, perché è la prima richiesta delle imprese ed è al centro di una strategia della crescita che serve al Paese.
Noi accelereremo subito sugli investimenti, sulle rinnovabili per ridurre il costo dell'energia e la dipendenza del gas, però non fa cenno al nucleare e sulla sanità pubblica abbiamo indicato al governo dove recuperare immediatamente risorse per assumere medici e infermieri che mancano e di conseguenza per ridurre davvero le liste di attesa eh insomma,
Queste alcune delle delle risposte che da Schlein e che poi ci porta anche andare a vedere, invece anche qui la cronaca di Ronconi invece sulla giornata vera e propria, come si è svolta il senso, diciamo così più che del dibattito.
I temi del dibattito che li hanno, insomma, sono conosciutissimi, raccontati ieri già dai telegiornali e dai siti, ma il senso della giornata.
Ce lo da Fabrizio Roncone, in questa sua cronaca, alla fine conviene venirsela a vedere dal vivo la premier Giorgia Meloni a sentire che dice soprattutto, come lo dice sempre meglio la sua voce, le sue smorfie in questo premier time del Senato.
Di certe veline
Che girano per raccontare come a Palazzo Chigi tutto fila liscio, tutto è sotto controllo e niente turba il lavoro dell'esecutivo, nemmeno ai russi che ballano e bevono vodka, Venezia e neppure il ministro della cultura, il meraviglioso Alessandro Giuli uno, capace di suonare il flauto e parlare e serpenti che non potendo cacciare l'ex fraterno amico Buttafuoco,
Dalla presidenza della Biennale si sfoga e, dopo aver litigato con Matteo Salvini, accusato danse d'assenteismo, scatena un regolamento di conti nei suoi uffici fra vecchi sospetti e nuove ripicche, e poi qui si ricorda quando ha cacciato appunto e si percorre il corridoio dei busti i finestroni sono rigati dalla pioggia sul centro storico di Roma piove come a Bangkok c'è il capo ufficio stampa del governo Fabrizio Alfano, seduto su un divanetto ed è lui a far sfrigola Ari in neuroni per un appunto mentale.
Nel valutare l'umore della Premier, tenere conto che ci sarebbero pure i retroscena su Forza Italia pronta, forse si suppone, vedremo.
A prepararsi per nuove coalizioni. Il rumore dei camerati di Vannacci in marcia e la Lega che viene giù nei sondaggi più, diciamo, un paio di guerre, una crisi energetica che se ne trascina dietro una economica Trump che è gonfio di rancore nei confronti dell'Italia e poi dire ai basta mi pare di non essermi perso niente e allora, appunto, qual è lo stato d'animo della nostra Premier non è ancora arrivata. C'è il tempo di descrivervi in breve l'atmosfera del Salone Garibaldi Transatlantico di Palazzo Madama, la sensazione che il problema principale per molti, compresi quelli dell'opposizione, sia uno e uno soltanto, sbrigarsi con questa seccatura, percorrere allo stadio Olimpico ad assistere alla finale di Coppa Italia fra Inter e Lazio
Il senatore di stretto rito salviniano. Claudio Borghi. Esce dalla Biblet, ridendo è sempre allegro ottimista. E davvero un grandioso personaggio, poi più serioso passa al suo capogruppo Romeo, questo Romeo, uno che in parecchi e da tempo vedrebbero bene alla guida di un nuovo Carroccio, tipo lucido, veloce leale. Il governo tiene per un altro anno. Penso di sì. La premier proverà a rilanciare, nei limiti si intende, mi preoccupano certe voci su Forza Italia, guardi, io dico che in questa legislatura i forzisti restano con noi, non ko in coalizione per far cadere il governo, li trasformerebbe in traditori e crollerebbero al 2%. È finita la legislatura, be, da lì in poi non so che progetti possano avere e questa nuova legge elettorale sarei per farla insieme alle opposizioni, poi intanto arriva la Meloni, si è seduta al suo posto, tailleur grigio, perla, camicia di seta bianca, capelli lisci ai lati, i ministri Ciriani, Urso Immobile. Secondo numerosi osservatori, la premier insoddisfatta del suo operato sarebbe spesso tentata di sostituirlo così così. Lui si affida alla tanatosi
Si finge morto o immobilità tonica?
La strategia difensiva con cui gli animali si fingono morti, appunto, per sfuggire ai predatori si comincia in leggero ritardo, i tempi, tre minuti di domanda, 5 per la risposta, 2 la contro replica dopo un'ora, se chiedete cosa resta la risposta è pochissimo, lei la premier meno graffiante del solito frenata non si capisce però snocciola dati e notizie da cui si deduce che tutto va piuttosto bene.
E a me, insomma, questo questo giusto per dirvi della giornata, qualche commento rapidissimo, lo troviamo, intanto, ecco, ritorno sul Sole 24 ore perché?
Secondo me, Palmerini, o al di là l'accentrato giusto, infatti, scrive così Palmerini a pagina 12 Del Sole ventiquattr'ore.
La novità che è apparsa in chiaro anche al premier time di ieri e vedere come l'agenda della destra adesso si stia accostando sempre più a quella della sinistra e dunque, appunto, salari, lavoro, casa, energia, inflazione, segno che si va delineando il terreno di battaglia per il prossimo anno elettorale. Non era così a inizio legislatura, quando la sinistra era invece è costretta a rincorrere il Governo Meloni sui decreti sicurezza oppure sui tentativi di cambiare regole alla questione immigrazione, imbracciando anche un corpo a corpo con i magistrati, per non parlare del caso Albania, e invece ieri questo cambio di registro è stato fotografato dalle domande a cui si è sottoposta Meloni nell'aula del Senato e si è notato pure che quelle posture alla pre e scusate e si è notato che pure quelle posture, quelle poste alla Premier delle stesse forze di maggioranza hanno seguito quasi esclusivamente il filo dell'economia. Dunque, appunto, le condizioni materiali dei cittadini con una new entry che ha conquistato i riflettori, il Sud al netto di quello che sarà la riforma elettorale, il Meridione appare come un luogo politico decisivo.
Naturalmente i partiti di opposizione hanno incalzato Meloni, battendo sugli stessi tasti e rovesciando la rappresentazione del Governo, ma era scontato vederli attrezzati nel declinare le loro priorità. Del resto, si sono ritrovati con una realtà tra le braccia tra guerra, allarme, inflazione, bassa crescita, mentre la destra deve battagliare per ricordare tutte le misure fatte i vantaggi portati i numeri raggiunti, le percentuali scalate, il cambio di scena dettato dalla sconfitta al referendum dallo strappo con Trump, si ritrova pure nei sondaggi con un ordine di importanza invertito, trovando solo in quinta e sesta posizione la sicurezza e i migranti. Insomma, gli italiani. Ora queste materie interessano un po'meno
Su domani, però.
Daniela Preziosi, ci mette in guardia e dice che comunque in questo momento non ha alle opposizioni, non conviene troppo affondare il colpo perché non sono pronte.
Questa domanda, in realtà non è stata fatta direttamente a.
A Schlein però, insomma.
Si capisce abbastanza, eccolo qua.
Stavolta non lo stavo ritrovandomi, non lo stavo ritrovando, eccolo qua, allora logorare la premier, le opposizioni non vogliono la crisi, questo è il titolo del pezzo di preziosi tutti insieme all'attacco, ma i progressisti hanno bisogno di tempo perché la coalizione ancora non c'è e poi restano alcuni nodi che sono quelli dell'Ucraina e delle primarie e quindi dice Preziosi non
Sì, non non conviene insomma far cadere sempre che possa cadere, ma insomma, per il momento no, non se ne parla.
E intanto Detto questo sull'Unità, però c'è una una disamina.
Di uno dei dei temi portati avanti appunto in questi giorni annunciati in questi giorni, che è quello del Piano casa fatta da Pierfrancesco Majorino e Massimiliano Valeriani che smontano, diciamo così appunto, il, i dati forniti da da Meloni, altro che Piano casa, niente per i senza tetto, un affare per chi specula la bufala degli alloggi, il question time, il governo vanta meriti immaginari, sostengono i due perché dicono che vengono stanziati la miseria di 970 milioni spalmati su cinque anni per
Sperare 60.000 alloggi vuoti su più di 100.000 fra fondi immobiliari e riscatti per fare cassa e quindi, insomma, sostanzialmente ci sarebbe poco da fare.
Visto che ho aperto l'unità, vi segnalo anche intervista a Walter Verini, perché sul non essere pronti della della coalizione c'entrano anche, diciamo così.
Certi certi malumori, certi malesseri, per non parlare, per non dire di peggio, quando Travaglio definisce tenia Renzi.
Segnala un problema, perché, se no, il Movimento 5 Stelle e Italia Viva dovessero stare insieme in una coalizione, insomma, che uno?
Che il giornale di riferimento di uno di questi gruppi.
Definisca tenia un altro, forse non è il massimo parla Walter Verini sull'Unità intervistato da Umberto De Giovannangeli e a un certo punto commenta l'uscita di Marianna Madia dal Pd, per andare appunto a Italia Viva e lui dice io rispetto alla sua scelta, ma la considero sbagliata. Chi fa un passo del genere però non può essere lapidato segnala un problema da non sottovalutare. E su questo
Sarebbe da recuperare ampiamente questa questa dialettica Meloni andrà in Grecia, si è confermato, non era anche questo era un, diciamo una specie di pettegolezzo che girava, si diceva, ci vanno, ci va, si ci va e va a parlare e ce lo dice la Repubblica proprio subito in seconda pagina c'è un box Siino andrà a incontrare anche il l'editore,
Il nuovo editore Teo Kiriakou di Repubblica, questo fine settimana, quando farà questo questo viaggio in Grecia, dove fra l'altro incontrerà anche i leader di Kuwait e Qatar per per un vertice,
Velocissimamente, altre aperture che, vi dicevo, esulano da da da quelle. Intanto, quella di Avvenire Avvenire che rack a un racconto di Lucia, Capuzzi dalla dall'Avana, da quello che sta succedendo a Cuba, operazioni con la torcia del cellulare, la sanità collassa a Cuba, sappiamo già di queste enormi difficoltà dovute al blocco appunto dell'energia,
E
L'ultimo blocco dei flussi di petrolio ha fatto davvero precipitare la situazione, quindi su Avvenire trovate anche questo questo reportage, come invece sull'Osservatore Romano lo trovate dedicato al Mozambico, dove
Le recenti violenze nel nord del Paese hanno preso di mira missionarie civili, spesso contadini o minatori, incendiando case e causando migliaia di nuovi sfollamenti. Vi volevo segnalare anche un articolo.
Sul Sole 24 ore.
Che riguarda quello che sta succedendo in
In Cisgiordania perché è in corso e questo è un aspetto interessante, eccolo qua.
No, era in realtà, lo ski sì, ne scrive a Roberto buongiorno da Gerusalemme, ma insomma al via la conferenza di Fatah Parte la corsa alla successione di Abass Mamuka Mahmoud Abbas, 92 anni meglio conosciuto, sapete, come Abu Mazen
è importante questa questa cosa, perché
Il convitato di pietra Barghouti, l'unico che potrebbe riconciliare, fatta che Hamas e guidare il processo di pace e non c'è per l'appunto, mentre il favorito in questo momento è il figlio dell'anziano leader, che però non è ben visto da molti palestinesi riprova che comunque anche qui ci sono discussioni politiche due segnalazioni rapidissime vi dicevo, va be'quella di Goethe nella Repubblica l'avete già,
Venerdì diciamo già
C'è il titolo di apertura della verità.
Dedicato a un inconveniente che mi è successo già a tanti, non è che ce l'hanno proprio solo con voi, amici della verità, usano i volti della verità per truffare i risparmiatori, finta puntata di Porta a Porta con finto scontro con tanto di immagini fra Paragone e il capo di Intesa Messina tutto per lanciare una piattaforma di investimenti che ruba i soldi alla gente ecco benvenuti, perché sappiate che non lo fanno, sono con voi, lo hanno fatto con un sacco di gente conosciuta,
E usano vari banner, in questo caso la verità, il banner ce, l'aveva ovviamente fatto con l'intelligenza artificiale era sul sito di Repubblica, ma si installano sui vari siti ed è una una una iattura vera, perché sono sempre più difficili da da scoprire
Poi, ma si capisce per dove vanno a parare, però, anche perché alla fine è sempre non ce lo dicono svelato il segreto no per riuscire a a trovare o a proposito di non ce lo dicono.
La verità che ama molto, però questo aspetto
Sostiene che?
L'antivirus è quasi sparito e perché ormai per fortuna s'è capito, non ci sono contagi in Italia, quindi stanno un po'scemando le notizie sull'anta virus, però la verità fa il seguente tv Toro sempre in prima pagina sequestri di persona a causa dell'isteria da virus, ma il vero scopo è il bavaglio bavaglio contro chi io giuro me lo sono chiesto, cioè che chi deve essere imbavagliato
Il bavaglio perché?
Così.
Non si siano, non si sa, il bavaglio contro chi.
è sempre questo questo modo di parlare, no al plurale ci sequestrano Cirillo I poteri forti, no ne parlava l'altro giorno anche Bettini, ma va be'insomma, comunque vi dicevo infine
Nordio,
Nordio che a questo convegno sulla giustizia ieri
Ha detto che secondo lui era assurdo quello che era successo.
Con quello che è successo a Garlasco, in realtà lui si riferiva alle sentenze, non ha parlato anche dell'inchiesta, ma a far notizia è la sua uscita sulle sentenze, perché lui ha detto assurdo condannare dopo due assoluzioni Nordio rilancia l'inappellabilità delle sentenze favorevoli all'imputato che questo è il titolo di apertura del dubbio che però ci avvisa anche che l'Associazione nazionale magistrati, magistrati ovviamente non ci sta e dice e va verso le barricate e però anche un
Professore Oliviero Mazza ordinario, di diritto processuale penale, alla Bicocca di Milano, dice la condanna di Alberto Stasi oggi non sarebbe possibile quando l'ipotesi alternativa a quella della non colpevolezza non è meramente congetturali, l'imputato deve essere, deve sempre essere assolto e quindi ribadisce questo questo aspetto, infine, le ultime due segnalazioni sono una,
Da dal Corriere della Sera, c'è una un'intervista a un intervento, diciamo così, di Renato Brunetta, perché il 16 E A pagina siamo a pagina 30, eccoci qua,
Chi del Corriere della Sera?
Cosa succede è una è una bella testimonianza di Renato Brunetta.
Il 16 maggio.
Lo Stato riconoscerà.
Idem ci sarà la Giornata nazionale.
Contro la denigrazione dell'aspetto fisico delle persone e scrive Renato Brunetta era ora perché il body shaming è violenza, è violenza psicologica capace di produrre sofferenza misurabile, abbandono scolastico, isolamento, disturbi nella Nitro, nutrizione e depressione,
Un dolore provocato che può sfociare in conseguenze devastanti per chi le subisce per i propri cari per anni è stato considerato una bizzarria del costume, una rude consuetudine, al massimo una mancanza di tatto e invece, appunto, dal 16 maggio lo Stato lo riconoscerà per quello che è violenza psicologica, morale e materiale e gli dedica una giornata nazionale contro la denigrazione dell'aspetto fisico delle persone e qui lui poi, insomma, racconta.
Di come a lui sia capitato più e più volte fin da quando era era bambino e
E uno può pensare, puoi, denunciarli notte denuncia, sì, certo.
Ecco, in realtà lui racconta che però i colpi più feroci più subdoli e non arrivano soltanto appunto dagli anonimi della rete.
Ma arrivano anche dai luoghi che dovrebbero illuminare il dibattito pubblico arrivano da certo giornalismo, anche da quello dei cosiddetti salotti, buoni da certa satira, da certi vignettisti che, dietro la maschera della caricatura, celano disprezzo e violenza, potrei fare decine di nomi, direttori, i caporedattori, che mi astengo dal farlo perché mi interessa il fenomeno prima che i singoli,
Ripeto, uno potrebbe pensare denunciarli e però c'è comunque un tema che ha a che fare anche con l'opportunit la libertà di stampa,
Che però non ha niente a che vedere con le intimidazioni ve ne parlo perché oggi a Roma si terrà un, con una conferenza sulle querele all'editoria parlamentari, giornalisti, giuristi, sindacalisti per una riforma a tutela della libertà di stampa e promossa insieme da riformista e unita oggi pomeriggio alle 11 nella Sala Capranichetta di piazza Montecitorio con Bergamini, Di Pietro Giordano, Marattin Sansonetti, Velardi, Turchiaro, Sisler, Verini e Giuseppe Visone e ci sarà anche Rho, Rocco Maruotti, segretario generale dell'ANM e con questo mi fermo qui e vi lascio ai programmi della rete
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