Sono stati discussi i seguenti argomenti: Camorra, Carcere, Giustizia, Magistratura, Marmo, Milano, Opera, Pentiti, Storia, Tortora.
La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 4 minuti.
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Buongiorno a te e buongiorno a chi ci ascolta, ma quando si muove solitamente si mette un freno alle polemiche sul conto del magistrato Diego Marmo, il pubblico ministero del processo di primo grado, a Enzo Tortora molto a 88 anni qualche giorno fa.
Tanto si potrebbe dire e scrivere, ma appunto è morto amen, ma il suo su Tortora non fu solo un errore, come molti anni dopo ammise perché nella foga della sua lunga requisitoria Inquisizione, rivolgendosi alla Corte, ai giornalisti, al pubblico scandì ma lo sapete che più cercavamo le prove della sua innocenza e più emergevano quelle della sua colpevolezza,
Non è vero non cercarono mai un bel nulla tolto dal si trovò accusato di affiliazione alla camorra di Raffaele Cutolo e di essere un narcotrafficante, cinico, mercante di morte, definito Horton, sulla base del nulla che non fossero menzogne e falsità, ma nessuna prova e neppure un indizio.
È uno dei cardini dell'accusa, era un presunto numero di telefono su un'agendina di una donna legata a un camorrista, bastava comporre il numero di telefono e se ci si sarebbe accorti che non si trattava di Tortora, ma di tal Tortona lo fece la difesa di Tortona non lo fece Marmo non lo fece la pubblica accusa si diede credito in modo inspiegabile a personaggi come uno schizofrenico. Gianni Pandico a un killer, come Pasquale Barra, detto familiarmente o animale perché uccideva altri detenuti e per spregio, né attentava alle viscere oppure a un individuo come Gianni Melluso, specializzato nello spacciare delle balle spaziali, e nel libro biografico che ha scritto con una giornalista parente dell'allora procuratore capo di Napoli, in un tripudio di falsità, tirò in ballo Gianni Agnelli, Berlusconi, Roberto Calvi e quant'altro.
Queste accuse dei falsi pentiti dovevano essere attentamente vagliate e accuratamente verificate. Non lo si fece Tortora, venne arrestato e perseguitato per pentito preso Leonardo, Sciascia ha tracciato un parallelo con la vicenda della colonna infame raccontata dal Manzoni,
Persone accusate di essere untori e di spargere la peste a Milano per questa arrestati torturati perché con pensassero crimini mai commessi e infine messi a morte quei magistrati, se non seppero quello che facevano, fu perché non volevano saperlo. Fu per quell'ignoranza che l'uomo assume e perdite a suo piacere, e non è una scusa, ma una colpa e vale anche per Malmö e per gli altri pubblici ministeri che accusavano Tortora. Non è stato un errore e non è una scusa.
E è una colpa e aggiungo io colpa grave, rimasta impunita prima di concludere, ma il 1 maggio il dubbio ha denunciato quella che definiva inferno carcere di Opera a Milano e scrive Damiano Aliprandi al carcere di Opera, qualcosa di molto grave starebbe accadendo da mesi. Denunce esposti segnalazioni di avvocati, reclami collettivi firmati da oltre 100 detenuti, quattro interrogazioni parlamentari. Eppure nessuno sembra muoversi un muro di gomma che si consolida giorno dopo giorno, mentre dall'interno continuano ad arrivare voci di pestaggi, umiliazioni, minacce di morte, fa pensare che tanti operanti che operano adopera non si siano accorti di nulla se i fatti denunciati dovessero essere veri
Se ne ricava l'inutilità di un tanto fare che si dice di fare una sorta di foglia di fico, tutto questo fa pensare, questa è la situazione, questi fatti buona giornata
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