11 MAG 2026
intervista

Emergenza migranti: motovedetta libica spara su Sea Watch-5. Dichiarazioni di Giorgia Linardi

DICHIARAZIONI | di Lanfranco Palazzolo - ROMA - 16:27 Durata: 49 sec
A cura di Stefano Chiarelli e Enrica Izzo
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Motovedetta libica spara sulla Sea-Watch 5: l’Italia si chiama fuori, ma le responsabilità sono anche sue.

Linardi: "Atto di pirateria finanziato dal nostro paese".Una motovedetta libica ha aperto il fuoco con una raffica di colpi contro la nave Sea-Watch 5 che aveva appena soccorso 90 persone in acque internazionali.I miliziani libici hanno minacciato l’abbordaggio se la Sea-Watch 5 non si fosse diretta verso Tripoli, contro le direttive delle autorità tedesche – stato di bandiera della nave – che hanno invece indicato alla nave di fare rotta nord a tutta velocità per mettersi in
sicurezza.Le autorità italiane, interpellate da Sea-Watch, se ne sono lavate le mani, affermando che la situazione non è di loro competenza.

Eppure, la motovedetta libica presente sulla scena insieme a un’altra imbarcazione più piccola è stata donata dal governo italiano alla Libia per le operazioni di cattura e respingimento nel Mediterraneo, come da intesa siglata tra i due Paesi.Il fatto che questi avvengano nell’ambito del Memorandum d’Intesa Italia - Libia denota una responsabilità italiana, che avrebbe dovuto attivarsi con urgenza per assicurare la sicurezza delle persone a bordo.«Poco dopo l’abbordaggio e la cattura della Flottilla da parte di Israele in acque internazionali, siamo davanti a un altro atto di pirateria nel Mediterraneo da parte di attori attivamente supportati e finanziati dal governo italiano e dall’Unione Europea» dichiara la portavoce di Sea-Watch, Giorgia Linardi.

«Non si tratta di un episodio isolato: con le nostre operazioni testimoniamo quotidianamente episodi di violenza in mare perpetrati dai libici ai danni delle persone in fuga, nell’impunità totale.» Conclude Linardi: «Il Mediterraneo è ormai diventato un parco giochi per criminali sostenuti dagli interessi complici UE».Intanto le motovedette hanno smesso di seguire la Sea-Watch 5 che naviga verso nord in attesa che l’Italia indichi un porto sicuro di sbarco per le 90 persone soccorse poco prima dell'attacco.

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