03 GIU 2026
intervista

Israele vassallo di Trump: l'opposizione attacca Netanyahu sul Libano. Intervista a Sharon Nizza

INTERVISTA | di Roberta Jannuzzi - RADIO - 12:39 Durata: 16 min 40 sec
A cura di Alessio Grazioli
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Sharon Nizza, giornalista e scrittrice, oggi in collegamento da Gerusalemme, analizza i principali dossier aperti in Israele.

Il fronte libanese resta in tensione: mentre si svolge a Washington il quarto round di colloqui diretti tra delegazioni israeliana e libanese, sul campo continuano gli scontri nel sud del Libano e i lanci di droni e missili di Hezbollah verso il nord di Israele.

Israele ha conquistato il castello di Beaufort e avanza oltre il fiume Litani, in una fascia che in alcune aree arriva a 50-60 chilometri dal confine.

La nuova equazione - Israele non attacca la Dahiya, Hezbollah …
smette di colpire le comunità del nord - non regge nei fatti.

La telefonata tra Trump e Netanyahu, rivelata da Barak Ravid di Axios con toni molto coloriti, viene letta in modo opposto in Israele e all'estero: in Israele Netanyahu è accusato di essere ostaggio di Trump, in Europa si racconta invece che sia Netanyahu a trascinare Trump nel conflitto.

Nizza invita alla cautela: non è la prima volta che si dà per rotta questa alleanza, e i precedenti dimostrano il contrario.

Sul fronte interno, la minaccia dei partiti ultraortodossi di sostenere una mozione di sfiducia dell'opposizione - sulla questione della leva degli haredim - ha spinto la coalizione ad anticipare i tempi presentando essa stessa il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset, per controllare la data delle elezioni.

La legge sull'arruolamento è ormai accantonata.

La data delle elezioni - 1º settembre, 15 settembre o fine ottobre - sarà chiara entro metà luglio.

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