Il fronte libanese resta in tensione: mentre si svolge a Washington il quarto round di colloqui diretti tra delegazioni israeliana e libanese, sul campo continuano gli scontri nel sud del Libano e i lanci di droni e missili di Hezbollah verso il nord di Israele.
Israele ha conquistato il castello di Beaufort e avanza oltre il fiume Litani, in una fascia che in alcune aree arriva a 50-60 chilometri dal confine.
La nuova equazione - Israele non attacca la Dahiya, Hezbollah … smette di colpire le comunità del nord - non regge nei fatti.
La telefonata tra Trump e Netanyahu, rivelata da Barak Ravid di Axios con toni molto coloriti, viene letta in modo opposto in Israele e all'estero: in Israele Netanyahu è accusato di essere ostaggio di Trump, in Europa si racconta invece che sia Netanyahu a trascinare Trump nel conflitto.
Nizza invita alla cautela: non è la prima volta che si dà per rotta questa alleanza, e i precedenti dimostrano il contrario.
Sul fronte interno, la minaccia dei partiti ultraortodossi di sostenere una mozione di sfiducia dell'opposizione - sulla questione della leva degli haredim - ha spinto la coalizione ad anticipare i tempi presentando essa stessa il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset, per controllare la data delle elezioni.
La legge sull'arruolamento è ormai accantonata.
La data delle elezioni - 1º settembre, 15 settembre o fine ottobre - sarà chiara entro metà luglio.
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