Lo studio propone un modello di difesa integrata basato su due braccia (militare e civile), avvertendo che la spesa militare sta crescendo fuori controllo a scapito del welfare e della coesione sociale.
I punti chiave e le conclusioni del rapporto includono: - I Rischi dei Nazionalismi Armati: Lo studio evidenzia come la spesa per gli armamenti stia subendo un'impennata.
Senza un vero … coordinamento europeo, questo trend rischia di alimentare una competizione interna e pericolosi nazionalismi.
Il piano di riarmo europeo (ReArm Europe/Readiness 2030) di 800 miliardi e l’impegno NATO di destinare entro 2035 il 5% del PIL per lo strumento Difesa alimentano questa instabilità, regionale quanto internazionale.
Nel 2025, i 27 Paesi dell’Unione europea si collocano al secondo posto, dopo gli Stati Uniti (929 miliardi di dollari), nella spesa per la Difesa raggiungendo i 430 miliardi di dollari, superando anche la Cina, ferma a 335 miliardi (SIPRI, 2026).
Oltre a spendere troppo, i Ventisette spendono male, in quanto ciascuno programma e attua la propria spesa militare indipendentemente l'uno dall'altro.
- Difesa a "Due Braccia": Gli autori promuovono un'architettura di sicurezza non solo militare ma fortemente ancorata alla diplomazia, alla risoluzione non violenta dei conflitti e alla protezione civile (il secondo "braccio").
Il 16 marzo è stata depositata presso la Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione e il finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta.
- L'Impatto sul Welfare: Secondo le stime, il forte aumento della spesa per la difesa rischia di sottrarre risorse cruciali agli investimenti sociali, alle pensioni e ai servizi per i cittadini.
"L'enfasi sulla sicurezza militare avrà come risultato, paradossalmente, di minare la sicurezza indiretta che è fornita da una società coesa", si legge nel rapporto.
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