Tra gli argomenti discussi: Rassegna Stampa.
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Rubrica
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8:30 - Parlamento
9:00 - Senato della Repubbica
9:00 - Senato della Repubblica
9:20 - Senato della Repubblica
11:30 - Camera dei Deputati
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Buongiorno ben trovati Stampa e regime oggi, martedì 16 giugno 2026, buongiorno agli ascoltatori, un saluto da Roberta Jannuzzi e un ringraziamento alla regia di Piero Scaldaferri, dunque, cosa troviamo sui giornali di oggi? Ancora l'accordo pre accordo un accordo Vir virtuale con la firma digitale all'intesa Stati Uniti, Iran che ha l'obiettivo soprattutto di riaprire lo Stretto di Hormuz. Per questo andiamo a vedere il titolo oggi di
Avvenire tempo, è tempo di sminare, dunque anche l'Italia si impegna a partire per le operazioni di sminamento dello stretto, dal resto ci sono state già atti attività preparatorie, per questo sarà necessaria, insomma viene spiegato da tutti i giornali con fonte il governo, l'autorizzazione del Parlamento,
C'è poi la Cattedrale della Dormizione di Kiev, che troviamo su molte prime pagine, in particolare
Su quelle dell'Osservatore Romano e sullo stesso Avvenire quando la guerra colpisce anche la memoria di un popolo colpita da droni e missili russi sul che si sono abbattuti ieri sull'Ucraina, una sorta scrive di avvenire, di messaggio di Putin ai grandi e ai grandi che sono riuniti in Francia Evian per il G 7 allargato ad altri paesi e dunque anche questo è uno dei temi delle prime pagine dei giornali, il racconto di questi incontri che si stanno svolgendo a partire da ieri e che dovrebbero vedere la presenza di Trump fino alla fine, se non altro per partecipare a una fastosa cena a Versailles organizzata
Al al opportunamente ecco dal Presidente della Repubblica francese.
E poi oggi il libro di Mario Draghi che i nidi e in libreria chiedo scusa, ma anche in edicola, perché molti giornali hanno pagine intere dedicate a passaggi del libro, alla presentazione del libro si intitola competere o sparire ed è in prima pagina e questo mi ha senz'altro colpito su tutti i giornali vicini al governo il giornale dunque quasi tutti i giornali, il Giornale Libero e anche,
E anche la verità, anche la verità, la verità, il libro che da anni abbiamo fatto abbassando gli stipendi di Mario Draghi, a pagina 19 sul quotidiano di Maurizio Belpietro e analogamente, sul sul sul giornale e anche sulla sul libero spazio al al libro di Mario Draghi vedremo anche questo.
Poi
Il bando UK dei dei social per gli adolescenti, un piano che viene dato come già in vigore, ma insomma questo almeno sui giornali italiani non è affatto in vigore, c'è stato ieri un annuncio che in realtà è l'ennesimo, ma comunque un annuncio, anche un post su sab stacca del primo ministro britannico Keir Starmer,
Sapete che, insomma, per chi segue Radio Radicale che ci saranno
A breve, fra tre fra due giorni e le elezioni molto importanti nel Regno Unito sono elezioni suppletive per un collegio dell'area di Manchester, dove è sindaco un laburista, Andy Burnham, che ha lanciato la sfida al primo ministro se fosse eletto in questo collegio che non è avrebbe dovuto essere facile ma non è facilissimo ma che forse insomma vedrà comunque la vittoria dei laburisti anche perché,
An, in nel Regno Unito c'è una formazione che sta svolgendo lo stesso ruolo che potrebbe svolgere il party, il nuovo partito di Roberto Vannacci rispetto rispetto alla destra, non solo quella conservatrice, ma anche quella di riforma, più che un partito appena nato, anzi nato proprio negli stessi giorni.
Di quello del generale Vannacci che si chiama ristoro Brittan. Ecco se grazie appunto all'Int provvidenziale intervento di Rupert lo che è il leader di questo nuovo partito di estrema destra dovesse spuntarla Andy Burnham lancerebbe la sfida alla premiership su, ma la leadership dei innanzitutto del partito laburista e quindi eventualmente anche alla premiership di che star, ma forse ragion per cui ieri Starmer ha rilanciato la sua proposta, senz'altro di grande impatto e di grande impatto anche per le imprese tecnologiche rappresentate a Evian, dal presidente degli Stati Uniti. Nei diciamo negli interessi economici, che sono sempre al centro in maniera trust, diciamo, non se non trasparente, comunque evidente della della politica del presidente Trump. Insomma, questo Qwest ha rilanciato quella proposta che in realtà condivide con il premier, che lo ha preceduto, che era un premier conservatore, Rishi Sunak, forse perché
Anche gli padre di ragazzi adolescenti ha deciso appunto di aveva annunciato più volte questo Ban, un'australiana plus, cioè un divieto più incisivo rispetto all'uso dei social network per gli adolescenti, di quello che è stato già approvato in Australia e che non ha sortito grandi effetti in realtà perché,
Un gran parte degli adolescenti, almeno secondo quello che abbiamo letto sui sui giornali, quelli stranieri, per la verità non è riuscito, diciamo nel suo nel suo intento, dunque sui giornali lo trovate come cosa fatta, ma non è cosa fatta e un annuncio, beh, se andrà bene, se Starmer e rimarrà al suo posto se Andy Burnham, qualora lo dovesse sostituire, continuerà questa battaglia, potrà entrare in vigore, forse a partire dall'anno prossimo. Quindi quei sedicenni che abbiamo visto, se li avete appunto visti nei video intervistata da BBC
In cui, insomma, sono piuttosto arrabbiati con con Starman con la classe politica britannica, vuole togliere appunto un quello che loro vedono come un passo tempo. Insomma, è anche un modo di essere in contatto con i loro amici. Ecco, probabilmente diventeranno diciottenni nel frattempo e saranno liberi di di usarli, e questo è un altro tema che non trovate abbondantemente sui nostri giornali, però, insomma, andava fatta. Questa premessa è di là da da venire sui giornali di oggi troviamo, non abbiamo tutti i giornali in realtà oggi, perché alcuni non sono arrivati in edicola almeno all'edicola che ci rifornisce. Tra questi l'Unità e il Riformista, però, abbiamo
Qualche articolo dell'uno e dell'altro sull'Unità.
Viene segnalato ancora dal professor Andrea Pugiotto il libro a cura di Piero Ignazi su Marco Pannella, anzi, un libro intorno a Marco Pannella, un capitolo aperto, la passione della politica Biella 2026, l'editore è una bussola imperfetta ma necessaria per comprendere la parabola del leader radicale, non cede a tentazioni agiografiche, ma restituisce la complessità di una figura che sfugge alle semplificazioni. C'è un modo, scrive il professor Pugiotto di attraversare la politica. Come si attraversa un terreno inesplorato, senza sentieri tracciati, calpestando nuove aiuole? Marco Pannella. Lo ha fatto per sessant'anni lasciando impronte originali scomode perché irregolari, spesso incomprese, sempre visibili a 10 anni dalla sua scomparsa, il 19 maggio 2016, il volume Marco Pannella. La passione della politica curata da Piero Ignazi offre una bussola imperfetta, ma necessaria per comprenderne la parabola, in perfetta perché non pretende di orientare in una sola direzione necessaria perché restituisce la complessità di una figura che sfugge alle semplificazioni. Il libro si inserisce nella preziosa collana che l'editore romano dedica ai protagonisti della Prima Repubblica, e già questo ne segnala l'ambizione. Collocare Pannella dentro una storia comune e senza neutralizzarne l'eterodossia
Non è un libro su Pannella in senso lineare, piuttosto un libro attorno a Pannella, e qui emerge il primo tratto distintivo, la coralità dei suoi autori, studiosi di formazione accademica diversi per statuto, disciplinare sensibilità, appartenenza generazionale non sempre o non più riconducibile all'area radicale compongono un coro che non cerca l'armonia, ma accetta la dissonanza. Un libro corale, dunque, ma anche plurale nei temi e negli sguardi dalla stagione dei diritti civili e affidata a Simona Colarizi, alla leadership di Angelo Panebianco dalle sfide sistemiche poste da Pannella, Ignazi e Carlo Radaelli, alle modalità della sua comunicazione politica, Edoardo Novelli dalla formazione giovanile universitaria, di Gaetano Quagliariello, all'opzione non violenta e antimilitarista, con Lucia, buon freschi e Marco, l'Abate dall'impegno nelle istituzioni europee buon freschi alla dimensione transnazionale, con Lorenzo Strik Leavers, fino ai tentativi di sintesi complessiva con Maurizio Griffo, la testimonianza biografica autobiografica di Massimo Teodori, non un memoir dunque, ma uno scavo analitico nella vita politica del leader radicale. Lo abbiamo segnalato,
Già altre volte, in particolare nella settimana in cui si commemoravano i 10 anni dalla scomparsa anni. Marco Pannella. Ma lo ricordiamo qui e lo ricorda il costituzionalista. Andrea Pugiotto sull'Unità.
E a pagina 7 il libro a cura di Piero Ignazi, la passione della politica su Marco Pannella.
Per quanto riguarda invece le altre notizie che possiamo segnalare, oggi ce ne sono ci sono diverse riflessioni che riguardano i mondiali, a partire da questioni che vengono notate da una parte o dall'altra sull'orizzonte politico invece italiano.
Ancora molto a Fenomenologia di Vannacci, per citare uno dei titoli che degli articoli che leggeremo sul terzo polo, allo manifestazione del teatro, fa parenti che Radio Radicale ha trasmesso ieri nel nel pomeriggio, quindi potete recuperarla attraverso il nostro sito internet o un diciamo.
Spostarsi verso il centro anche del Movimento 5 Stelle con Giuseppe Conte ieri c'è stata, per quanto riguarda la politica francese e un'importante intervista di Jordan Bardella che l'attuale possibile candidato alla presidenza della Repubblica nelle elezioni
Di dell'anno prossimo e si è detto che anche al di là insomma di quella intervista a Politico che
Sta cercando di normalizzare il Rassemblement National. Vedremo intanto se sarà lui il candidato, perché tutto dipenderà dal 7 luglio, che il giorno in cui ci sarà la decisione della Corte d'Appello sulla candidabilità di Marine Le Pen e poi vedremo appunto se confermerà questa idea dei e degli analisti che si sta spostando, diciamo in un orizzonte più conservatore, più simile a quello di Giorgia Meloni in Italia si sta Meloni Zanda, dicono i francesi e si appunto questo sarà appunto la sua traiettoria. Ecco, analogamente anche dalla sinistra Conte, si starebbe spostando al centro in vista delle elezioni che si terranno anche in Italia l'anno prossimo anche se non non sappiamo, non conosciamo ancora la data. Ne conosciamo la legge elettorale sulla legge elettorale che, affrontando il suo iter parlamentare alla nuova legge elettorale, oggi i novità ci vengono ora alle 9 dic novità ci vengono raccontate dal Sole 24 ore con l'Emilia Patta e poi anche sugli altri giornali per esempio sulla Stampa c'è sulla giustizia invece un'intervista a Nicola Gratteri che
Parte dalla riforma della Corte dei conti dal ponte sullo Stretto, c'è tanto spazio dedicato al Ministro della Giustizia, ancora una volta del ministro Nordio, per una dichiarazione che in realtà voleva.
Chiarire.
Forse il pensiero della Presidente del Consiglio sulla questione del patentino, alla fiera della piccola e media editoria di Roma, che non è un patentino, ma era una clausola di un.
Un contratto di adesione ecco, al alla manifestazione che prevedeva l'adesione anche ai valori antifascisti, viene condannata, diciamo unanimemente, ieri abbiamo visto Antonio Polito che oggi poi oggetto di un attacco da parte di o comunque di una critica da parte del direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio che appunto pure bocciava ecco quel tipo di di intervento da parte degli organizzatori della manifestazione che poi ha,
Determinato, anche se abbiamo detto alla manifestazione, si svolge alla fine dell'anno, ma proprio nella giornata di domenica è arrivato il post della Presidente del Consiglio nella domenica in cui.
Vannacci ha, diciamo, preso la scena con il suo programma con le sue pro.
Poste a partire dall'abolizione del femminicidio, ma ancora trova eco sui giornali, ma anche oggi, la battaglia sui vaccini. Ma insomma il ministro Nordio, per gettare acqua sul fuoco, in realtà getta benzina perché dice, ma forse gli organizzatori non lo sanno, che uno dei più bei libri sulla giustizia è stato scritto da Mussolini. Insomma, intendeva il codice, il codice penale e il codice penale e che è ancora il nostro codice, il codice del 1930 e oggi storici e politologi e spiegano come quel codice sia inquadrato. Ecco in realtà, forse anche giuristi. Ecco, avrebbero potuto spiegargli come quel codice sia inquadrato all'interno di un sistema di valori che sono appunto quelli della Costituzione e quindi
Diciamo, abbia preso alta forma, sempre senza considerare tutti gli interventi che ci sono stati da parte della Corte.
Costituzionale e comunque della giurisprudenza che ha allineato quel codice a quelli che sono i principi repubblicani. Per quanto riguarda invece il maccartismo, è un enorme calderone in cui si mette la questione della fiera dell'editoria Eshkol. Nevo e tanti altri casi precedenti che hanno riguardato la censura nei confronti di scrittori che hanno simpatie
Russe e e dunque, insomma, è una battaglia persa direi, diciamo la rassegna stampa su questo sui sui invece sulla sul.
Sulla figura di sacerdote che ha da cui è partita la esclusione, o comunque il disinibito di est dello scrittore israeliano al Festival, al quale avrebbe dovuto partecipare, ci sono diversi approfondimenti sul foglio e anche sull'opinione, segnaliamo Dimitri Buffa poi ci sono tante altre notizie di cronaca a partire dalla storia degli autisti ATM che,
Filmavano le le passeggere dei gli autobus e e se lei non solo, si scambiavano appunto video e commenti in una chat, magari mentre guidavano non è chiaro e poi ci sono insomma altre storie che vedremo se ne avremo il tempo, allora cominciamo subito dal da cosa significa questo accordo che di cui ci parlavano i giornali anche ieri,
Intanto, i titoli come il Corriere della Sera ci parlano di una firma digitale, di una missione navale europea e di Israele che dice non è finita, tutti sembrano si dichiarano vincitori, ecco gli unici che non si dichiarano vincitori, sono gli israeliani, non solo Netanyahu per la verità perché anche l'opposizione accusa Netanyahu di non aver gestito,
Lidia insomma, di non aver condotto bene questa questo intervento militare, e per quanto riguarda invece la Stampa lo definisce accordo virtuale. Stati Uniti erano mettono la firma digitale venerdì la cerimonia a Ginevra, ma restano molti punti da chiarire, tra cui il Libano Netanyahu non è finita quello che sappiamo sul memorandum lo trovate i punti di Islamabad lo trovate all'interno di un riquadro azzurro fine della guerra. L'intesa mette fine in maniera immediata alla guerra, interrompe le operazioni militari su tutti i fronti, Libano incluso, resta tuttavia il nodo israeliano a Gerusalemme ribadisce Quetzal, cioè l'esercito rimarrà nelle zone di sicurezza e Libano, Siria e Gaza. L'Iran riapre immediatamente lo stretto a tutte le navi commerciali e gli Stati Uniti revocano il blocco navale sui porti iraniani. La revoca del blocco statunitense inizierà immediatamente dopo la firma del meteo memorandum e sarà completata entro 30 giorni. Secondo Teheran, l'accordo prevede che il passaggio delle navi sia esente da pedaggi solo per 60 giorni, al termine dei quali l'Iran punterà a guadagnare fornendo servizi di sicurezza, assicurativi e di tutela ambientale in cooperazione con l'Oman, una questione che verrà affrontata durante i negoziati tecnici. Secondo il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che ha affermato di aspettarsi che lo stretto riapra senza pedaggi nel lungo periodo beni congelati, gli Stati Uniti si impegnano a sbloccare 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, anche tramite trasferimenti diretti di denaro. Cooperazione tra i Paesi regionali e linee di credito secondo fonti di Teheran, l'Iran si aspetta che lo sblocco avvenga durante il periodo di negoziazione dei 60 giorni. Metà della somma totale, tuttavia, dovrebbe essere messa subito a disposizione prima dell'inizio dei successivi colloqui, sebbene ciò non sia stato confermato dalla controparte americana. Quindi, 12,5 miliardi di dollari dovrebbero essere pagati immediatamente pagati. Insomma, dovrebbero essere scongelati, immediatamente restituiti all'Iran e gli Stati Uniti si impegnano a non imporre nuove sanzioni all'Iran fino al raggiungimento di un accordo definitivo, consentendo a Teheran di vendere petrolio
E di ricavarne entrate a seguito di un accordo definitivo, tutte le sanzioni statunitensi e delle Nazioni Unite contro l'Iran saranno revocate secondo la tempistica concordata, il programma atomico della Repubblica islamica sarà il fulcro dei colloqui tecnici in attesa di un accordo definitivo, Teheran si impegna a non produrre né acquisire armi nucleari ma manterrebbe,
Lo stato attuale del suo programma nucleare, astenendosi da ulteriori arricchimenti dell'uranio e dall'espansione degli impianti nucleari, Due le ipotesi sul tavolo per gestire il braccio di ferro funzionari statunitensi dichiarano che Teheran distruggerà le proprie scorte di uranio, mentre la controparte sostiene che il memorandum dovrebbe consentire una diluizione all'interno del Paese.
Washington, in coordinamento con i suoi alleati regionali, elaborerà un piano di ricostruzione e sviluppo per l'Iran del valore di circa 300 miliardi di dollari da negoziare e concordare con Teheran entro 60 giorni gli Stati Uniti, che si impegneranno a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l'Iran a non interferire nei suoi affari interni,
Così Fabiana, Magri, riassume i punti di Islamabad, Stefano Stefanini, scrive un regalo di compleanno per Trump malintese, ancora tutta da costruire, gli iraniani sono abituati a dilatare i tempi, 60 giorni sono pochi, l'annuncio serve solo per il G 7 ed è una bocciatura anche non troviamo soltanto sulla stampa ma troviamo,
Sebbene appunto con accenti diversi anche nell'articolo che apre il Corriere della Sera di Federico Rampini, la tripla verità Trump canta vittoria secondo lui l'Iran riapre Hormuz rinuncia al nucleare, Teheran canta, vittoria celebra la fine dell'embargo americano e delle sanzioni cospicui pagamenti in arrivo il Pakistan. Il mediatore dice che l'accordo vincola anche Israele, Libano, ma ne Netanyahu né Hezbollah hanno partecipato al negoziato così tante versioni così diverse
Parlare di pace è prematuro. Perfino la parola accordo sembra eccessiva alla firma bisognerà leggere ogni virgola e comunque il testo rimarrà un preliminare se prelude a 60 giorni di negoziato sui punti cruciali. La Repubblica con Maurizio Molinari un fragile accordo è un cessate il fuoco dei 60 giorni, basato su riapertura dello Stretto e fine del blocco navale americano, ma è assai vulnerabile perché rimanda a un nuovo negoziato i temi incandescenti, il programma nucleare di Teheran e le sanzioni. La guerra dunque si interrompe ma se non porterà a un'intesa complessiva, rischia di riprendere il debole compromesso. È frutto della mediazione tra i due suoi architetti e il vicepresidente americano JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammed Bagher Qalibaf, che hanno fatto ricorso ai mediatori pachistani e qatarini per definire l'unico equilibrio possibile tra Washington e Teheran, accomunate dalla volontà di una tregua, così Maurizio Molinari, sulla Repubblica e, analogamente, andando ad aprire il Sole 24 ore, che pure festeggia i risultati in Borsa con accordo petrolio, il caduta a Wall Street Milano macinano record. Però nella sul memorandum c'è la firma digitale su Hormos ai primi contrasti.
è l'appuntamento più formale, venerdì a Ginevra, poi partiranno le vere trattative. Trump assicura lo stop ai pedaggi nello stretto Teheran. Parla di possibili commissioni. La vera incognita rimane il Libano Netanyahu non sfida Trump, ma avverte la partita. Non è conclusa l'Unione Europea verso sanzioni commerciali ai coloni, non al ministro Ben Gvir scrive Beda Romano, a proposito del Consiglio Esteri pressing di Francia e Spagna per inasprire le misure contro gli estremisti. Ieri in Lussemburgo, dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione, la Commissione europea ha annunciato che presenterà i governi proposte di sanzioni commerciali contro Israele. L'attesa decisione giunge su pressione di alcuni paesi, Francia e Spagna in primis, e mentre continua la violenza israeliana a Gaza e il Libano e la violenza israeliana. Nel contempo, i 27 hanno spiegato di volersi ritagliare un ruolo nel fragile processo di pace avviato con l'accordo tra Washington e Teheran. I 27 vogliono inoltre un ruolo nel Golfo Persico, Callas a Spiders e iniziativa franco tedesca complementari scrive Ugo Tramballi, nella sua analisi a parole, tutti i vincitori, tranne Netanyahu, rivendicazioni a parte morti e distruzione si sarebbero evitati senza l'uscita degli Stati Uniti nel 2018 18, dall'accordo Jaycee P O A todos caballeros avrebbe detto Carlo quinto di Spagna. Insomma, questo, ecco, questa è una lettura veloce, l'accordo con l'Iran e un disastro sul foglio al centro, con il titolo il rosso e virgolettato un'intervista Benny Morris e per Israele e terribile il Teheran cercherà la bomba molto velocemente. Gli iraniani traditi Netanyahu rivendica di aver eliminato una minaccia imminente. Non sappiamo ancora cosa contenga l'accordo, ma la sequenza sia. La questione dell'uranio del programma nucleare sarà stata accantonata per i 60 giorni del cessate il fuoco e oltre. È un problema enorme, perché Israele e gli Stati Uniti sono entrati in guerra per fermare il programma nucleare. Così, lo storico e intellettuale israeliano commenta con il foglio l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Lo commenta con lo scetticismo proprio di chi per ora il regime e il regime change da vent'anni abbiamo ottenuto l'eliminazione di una minaccia esistenziale imminente nei nostri confronti. Ha detto ieri il premier israeliano in conferenza stampa abbiamo eliminato gli scienziati nucleari, la leadership del regime del terrore, la maggior parte del programma missilistico infinite infrastrutture militari. Sembra che l'America sia disposta a concedere che l'arricchimento sul dell'uranio resti in Iran prosegue Morris, dal punto di vista israeliano, l'accordo è un disastro totale. L'Iran per ora non minaccia l'esistenza degli Stati Uniti, ma minaccia Israele e dichiara apertamente di volerlo distruggere. Per Israele questa è una situazione molto grave.
Trump ha fatto marcia indietro, l'idea iniziale di Trump e Netanyahu era di rovesciare il regime, pensavano che i colpi inferti fossero sufficienti a farlo, cadere non ha funzionato, secondo Morris, l'America non vive solo all'ombra di Iraq e Afghanistan, l'altro problema è che Trump è un bullo è allo stesso tempo è un debole così Benny Morris con Giulio Meotti.
Sulla prima pagina del Foglio non è l'unico a commentare così per la verità, la questo accordo, prendo il Messaggero dove il titolo è su Hormuz, che riapre quindi piuttosto ottimista e con Stefano Silvestri, che scrivono un accordo che permette di andare avanti, di cui non conosciamo ancora i termini ma a parte un gran numero di dettagli molto diversi tra loro a seconda di chi li fa filtrare la sostanza sembra ruotare attorno a tre punti b 2 ben definiti e uno invece è ancora difficile da attuare.
Il più importante, che fa tirare un sospiro di sollievo ai mercati internazionali e la riapertura di Hormos, le navi dovrebbero cominciare a transitare liberamente sin da subito in entrata e in uscita, forse era appunto l'unico modo per farlo immediatamente, concedere quello che sembra concesso ma,
Nella nella pagine, nelle pagine interne, a parte l'articolo di l'editoriale Eco di Silvestri, ritroviamo un'analisi di Andrews panna House, la casa Bianca si proclama vincitrice, ma il resto del mondo è più debole, inizia il G7 in Francia. Gli europei devono decidere come comportarsi nei confronti di Trump. È il primo punto d'attenzione. L'accordo per porre fine al conflitto conviene essere diretti con il presidente americano in merito ai danni provocati da questa guerra, oppure favorire l'abbassamento delle tensioni. Il presidente non arriva e ghianda, vincitore, perché l'accordo in vista promette di risolvere problemi creati principalmente dai da lui stesso scrive evidentemente S-Bahn Knaus sul Messaggero trovate la sua analisi
Noi però andiamo avanti visti in diversi tanti, i temi che abbiamo oggi è un'altra analisi, è quella che è importante in questo momento, è quella che arriva da Gerusalemme di di Fiamma Nirenstein sul giornale a pagina 7, un'in, un'intera pagina dedicata al punto di vista,
Ah, di appunto di Fiamma Nirenstein su Netanyahu, che assediato in questo momento dai nemici e mollato da Trump Bibi, dice vinco ancora all'angolo, non smette di lottare, ha eliminato il rischio atomica, mi ricandido, verrà il momento della resa dei conti e 60 giorni di trattative sono lunghi ancora non è detta l'ultima parola, ma Israele cerca di trovare un nuovo equilibrio nello spiacevole mondo in cui Trump lo spintona, quello che Vance ha descritto col consueto distacco verso tutto ciò che non è americano. Israele avrà il suo posto al tavolo del nuovo Medio Oriente, la nuova trattativa con l'Iran, perché ancora davvero assurdo pensare di chiamarla accordo, pace è una nebbia su un Paese stanco è ferito un'offesa per gli uomini delle riserve per la memoria dei soldati che hanno pensato di combattere per una soluzione seria
Della questione iraniana, la grande minaccia atomica e terrorista su Israele non sarà così, almeno per ora. Israele è fuori dal tavolo su cui si è elaborato il non accordo che gli iraniani baldanzosamente mostrano in giro ce ne siano contenti. È evidente, e le ragioni sono le stesse, per cui Israele si domanda come Trump dopo tanta comune fatica sia arrivato a una scelta così misera che certo lascerà scritto sui libri di storia, come abbandona il campo a un presidente che si è opposto al peggiore di tutti gli stati, basato sulla prepotenza e l'omicidio della sua gente e internazionalmente, sulla costruzione di un esercito di proxy, Hezbollah, Hamas, gli acuti e, sullo sfondo i Paesi autocratici, la Cina, la Russia di Putin, cui l'Iran fornisce i droni, gli stessi che gli Hezbollah sparano su Israele e come Trump abbia abbandonato la battaglia per salvare il popolo ebraico in un'era di ritorno del pregiudizio antisemita in tutto il mondo. A Israele, in questa lunghissima guerra di sopravvivenza, ha riposto fiducia e ammirazione nell'uomo che ha portato l'ambasciata americana a Gerusalemme, che sembrava capire finalmente l'assedio cui Israele è stato sottoposto sin dalla nascita e dal 7 ottobre. Bibi e Trump hanno certo coltivato un rapporto personale a un sentimento dei valori che si disfano la guerra condotta insieme volando a Teheran è stata fantastica. La distruzione delle strutture nucleare dei missili balistici è una gloria indelebili, ma adesso Israele vede il suo miglior amico passare un pacchetto enorme di miliardi alle Guardie della rivoluzione. Vede la questione della bomba atomica
Irrisolta è quella del Libano, in bilico. La gente del Nord è molto preoccupata. La gente del Nord e quella che confina con il Libano, dove continuano ad arrivare le violenze di Hezbollah, per usare il termine che usava il Sole 24 ore rispetto a Israele, denuncia la situazione in cui i missili e i droni degli Hezbollah li hanno costretti dal 2023, senza casa, senza scuola e il lavoro con morti, feriti, case distrutte, Netanyahu tace mentre su di lui si avventa la solita massa di nemici in piena campagna elettorale, lo accusano di aver sbagliato alleato, Yair Golan lo definisce debole, malato e privo di influenza. La B degli lancia, un anche Trump, ha capito che ti occupi solo dei tuoi interessi, lo attaccano guns e Eisen côté attaccare Bibi è sempre una gran festa collettiva, specie dei tanti che invece non hanno potuto sopportare la sua determinazione nel combattere con le unghie e con i denti, così
L'analisi che trovate sul giornale firmata da Fiamma Nirenstein, torniamo alle ai grandi giornali sulla stampa e più diffusi eco sulla stampa a pagina 4.
I sabotatori è il titolo dell'analisi Domenico Quirico a Netanyahu, non serve una pace che non preveda l'annientamento del nemico e i pasdaran, usano le bombe per emarginare il clero e impedire rivolte popolari, siamo seri al memorandum ah, com'è fertile la semantica dell'eufemismo, non crede nessuno, neppure quelli che dovrebbero firmarlo diffidenze e ipocrisia sono in fondo armi della diplomazia ben più grave che alcuni protagonisti stiano furiosamente lavorando a scenari Allan in linea per sabotarlo e ridurlo a carta straccia.
Due, gli indiziati Israele, per cui sarebbe una disfatta e i falchi di Teheran ringalluzziti dall'aver messo a nudo la debolezza del grande e del piccolo Satana e che grida già in piazza morte ai negoziatori i pasdaran, pensano laicamente forse a ragione che gli iraniani sono certo uniti dal cielo ma più dalle bombe che da Dio in altri tempi si sarebbe detto incontro perfetto di opposti estremismi.
Come vedete, insomma, come sempre nelle cose del Medio Oriente e in particolare le le verità, anche quando si concorda Checco nel merito, sono molto sfaccettate.
Sul G7, allora intanto intanto visto che abbiamo anche.
Qualche giornale internazionale, Echos, che se ne occupa sempre da dalla newsletter di politico Forecast, possiamo segnalare quelle che sono le previsioni per questo G7 e che non sono positive, e vedremo anche non lo sono nemmeno le cronache dei giornali italiani, i leader del G 7, alcuni ospiti esterni si riuniscono da ieri a mercoledì e Vian, la cittadina termale francese sul lago, la giornata di ieri, prevedeva un bilaterale tra Macron e Trump. Questa mattina i leader discuteranno del sostegno all'Ucraina con Zelenskij, per poi passare a una sessione sulla crisi in Medio Oriente con i leader dei Paesi del Golfo e un confronto sulla solidarietà internazionale, seguita da una cena di gala l'ultimo giorno. Dopo una discussione sulla crescita economica, è previsto un pranzo con alcuni protagonisti dell'intelligenza artificiale, tra cui Sam Altman Arthur mesh e l'amministratore delegato di Anthropic. Dario Omodei
Il documento segnala che l'incontro, il documento di di politico che l'incontro arriva subito dopo la decisione di Anthropic di disabilitare l'accesso ai suoi modelli più recenti in seguito all'ordine del governo statunitense di sospendere l'accesso agli utenti non americani, le aspettative sono basse al posto del consueto comunicato congiunto i capi di Stato dovrebbero approvare dichiarazioni su singoli temi, tra cui la ricerca contro il cancro, la protezione
Dei minori on line, la solidarietà internazionale e gli investimenti nei Paesi fragili, mentre Macron pubblicherà sintesi dei colloqui geopolitici in agenda, figurano anche gli squilibri macroeconomici globali, il ruolo della Cina, oltre alle conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente e del blocco dello stretto di Hormuz per evitare che Trump lascia il vertice in anticipo
Come è accaduto l'anno scorso, Macron lo ospiterà a cena mercoledì sera, a Versailles, si tratta dell'ultimo grande appuntamento diplomatico della presidenza Macron che lascerà la carica alla prossima primavera non potendo candidarsi per un terzo mandato consecutivo e la sua difficoltà sarà tenere Trump dentro la conversazione su Ucraina e in energia il quadro che politico descrive è quello di
Noi europei, che sono in posizione debole, il Presidente della Repubblica francese e considerata un'anatra zoppa Starmer, è dato in lotta, come dicevamo in apertura, per la sopravvivenza apolitico politica, il Premier arriva in Francia dopo le dimissioni della del ministro della Difesa.
D e del ministro delle Forze armate, con la fiducia di almeno 100 deputati laburisti, ormai perduta, e una sfida alla leadership annunciata da Andy Burnham, che, se dovesse conquistare a maker Phil in questo collegio, in cui si svolgerà giovedì l'elezione suppletiva e,
Se dovesse entrare in parlamento, lancerà il contest contro l'attuale primo ministro, anche i rapporti di Trump commerce e Meloni si sono raffreddati negli ultimi mesi sul fronte americano, dopo l'annuncio di domenica di un'intesa tra Stati Uniti e Iran, chiusura di quattro mesi di ostilità alla casa Bianca puntano obiettivo modesto Dimas dimostrare che le maggiori economie saranno ancora con la collaborative stanno ancora collaborare. Le 2 priorità indicate sono sicurezza e commercio e per Washington un vertice è riuscito significa soprattutto evitare uno scontro e trasmettere un messaggio di coesione
Eh.
Il il importante appunto quello che ci dà politico è il dettaglio su Anthropic, che sarebbe interessante approfondire e vedremo che, appunto, se i giornali italiani lo faranno, allora cominciamo con il corrispondente da Parigi e inviato a Evian, Stefano Montefiori del Corriere sono obbligati ad andare d'accordo si vede a ogni istante appena arrivato a bordo delle norme Cadillac blindata Du bist davanti all'hotel Royale che ospita il G 7 sulle alture di Evian.
Donald Trump si è avventurato da solo sul tappeto rosso, perché EmmanuelMacron era impegnato a concludere altri colloqui dentro l'albergo, dopo essersi girato un po'intorno, Trump ha esclamato sono felice di essere qui per rompere l'imbarazzo, il che fa ben sperare visto che al G 7 precedente in Canada, se n'era andato annoiato ben prima della fine dei lavori dopo il momento della stretta di mano che tormente a entrambi dal 2017 chi stringe più forte, chi mollerà la presa per primo Trump ha cominciato facendola
Facendo l'ECW gratuita azioni a Macron per la vittoria del francese Cyril Gan nel combattimento di MMA, cioè le arti marziali miste per l'ottantesimo compleanno alla casa Bianca, un grande guerriero francese ha detto Trump, hai visto l'incontro a Emmanuel Macron che pratica la nobile arte della boxe ma non sembra granché fan dell'Ottagono ha risposto con la mano in tasca si insomma non in diretta l'ho visto in differita,
Ricordando un po'quelli che dicono di non aver visto il film, ma il trailer di non aver letto il libro, ma la quarta di copertina, insomma, hanno presente con Trump a Emmanuel Macron, esercita al massimo grado una delle doti che anche i nemici gli riconoscono, cioè lo sforzo costante di fare sentire l'interlocutore qualsiasi interlocutore anche lontanissimo da lui la persona più importante in quel momento, la più amata, la più degna di considerazione Macron lo fa con tutti figurarsi quando l'interlocutore è il presidente degli Stati Uniti d'America, un Paese sempre più lontano dall'Europa, ma anche sempre più pesante all'interno del G 7 nel 1975 e il Pil degli Stati Uniti contava per il 45% del totale
E oggi per il 57%, a Trump piace venire in Francia perché Macron e gli riserva a tutti gli onori, compresa quest'anno, una spettacolare cena di gala versai alla fine dei lavori del G7, un evento che l'Eliseo ha organizzato per festeggiare i 250 anni degli Stati Uniti e anche per essere sicuri che Trump sarebbe rimasto fino alla fine in Canada, l'anno scorso Macron aveva spinto la premura fino a giustificare la partenza anticipata di Trump. È tornato a Washington per negoziare il cessate il fuoco tra Iran e Israele, ricavandone un Veloso Emmanuelle. E un bravo ragazzo, ma che lo vogliano o non capisce mai niente. Amiconi per forza e Macron lo ha fatto capire anche ieri, rispondendo con metafora calcistica, a chi gli ricordava quell'insulto. Se fossi rancoroso, sarebbe un bel problema. Io sono pragmatico, non porto che una maglia quella della nazionale francese e qui giochiamo in casa e quindi Macron dice di volere una discussione rispettosa ma ferma con Trump che, prima di arrivare a Evian, ha minacciato di mettere dazi del 100% sul vino francese. Si è Parigi, non sopprimerà la tassa sui servizi digitali americani. Questa tassa digitale è stata decisa dall'Europa e molti Paesi l'hanno applicata. Non spetta agli Stati Uniti decidere del diritto degli europei e dei francesi. Ha puntualizzato Macron con Trump Emmanuel Macron, somiglia a un genitore sempre combattuto tra fermezza e benevolenza per tenere agganciato a se un adolescente capriccioso, lo scorso gennaio, Emmanuelle ha pronunciato a Davos il discorso del fascio in cui rivolto a Donald ha ricordato che noi preferiamo, rispetto ai bulli, lo stato di diritto alla brutalità indossando per colpa di un'infiammazione, gli occhiali a specchio, di effimera celebrità,
Donald egli rispose con sufficienza ho visto e manuali ieri con quegli occhiali, ma che è successo. La fermezza di Davos è sembrata funzionare e l'invasione americana della Groenlandia, che sembrava imminente, sparita almeno per il momento dal discorso pubblico. E allora perché tornare al metodo della benevolenza? Anzi delle lusinghe?
Perché con piacere l'Imperatore Donald che, dopo le moto da cross volanti davanti alla casa Bianca, si godrà una cena tra i fuochi artificiali nella reggia di Versailles, Macron sa che l'Europa, pur in cerca della sua autonomia strategica, ha bisogno della non ostilità almeno negli Stati Uniti su tutti i dossier dall'Ucraina I dazi e poi la dinamica della stretta di mano torna anche a proposito di versai, è lì che nel 1.786 venne firmato il trattato che consacrava l'indipendenza americana, ricorda Macron ed è un bene che gli Stati Uniti si immergono di nuovo nel DNA della loro storia.
Più che una lusinga, lo sfoggio di lussi radicati nei secoli, al contrario degli ori da parvenu.
Della nuova casa Bianca di Donald, con la sua ball room che diciamo.
Sarà difficile i guai, i fasti di Versailles, per quanto immagino.
Ci se ci sarà una certa ispirazione, specie ne ne Iori, per quanto riguarda così, Stefano Montefiori, per quanto riguarda il G7, però, dobbiamo leggervi anche qualcos'altro e allora sul quotidiano.
Del Sud.
Non ho.
Anche questo non ce l'ho oggi però abbiamo una versione digitale, scrive il professor Michele, Marchi, uno storico, bisognava attendere il cinquantaduesimo vertice G 7 per tornare a qualcosa che assomigliasse ai primi due vertici della storia di questo concesso, quello informale di Rambouillet è del novembre 75, voluto dall'allora presidente francese Valéry Giscard d'Estaing e quello formale dell'anno successivo ufficialmente primo G 7 poiché allargato anche al Canada,
Fortemente sollecitato dal presidente statunitense Gerald Ford rappresentano due passaggi molto significativi dell'avvio di quel percorso di profonda evoluzione del Muos del mondo post occidentale nel quale ci troviamo ancora a vivere. Nessuno vuole sottostimare le differenze tra la metà degli anni 70 del 900 all'attuale avvio del secondo quarto del ventunesimo secolo. All'epoca si viveva la traumatica fine del sistema di Bretton Woods, si era sperimentato il primo grande choc petrolifero, stava giungendo a compimento il processo di decolonizzazione, tutto però ancora all'interno di una dinamica di guerra fredda. L'analogia, forse più evidente, riguarda il difficile rapporto euroatlantico. Il processo di ridefinizione dell'Occidente capitalistico e unghie industrializzato iniziò proprio nei profondi anni 70. Il tram Pismo di oggi, con la sua volgare brutalità, lo ha condotto al punto di non ritorno. È probabilmente tutta qua la sostanza di questo cinquantaduesimo apertosi ieri sera sotto la presidenza francese sulle sponde del lago di Ginevra risulta alquanto sterile. Insistere nel sottolineare la perdita di peso economico in termini di Pil dei sette Paesi
Nel cinquantennio trascorso, se nel 75 6 rappresentavano un po'meno dei due terzi del Pil mondiale, oggi la quota è scesa a poco più di un quarto, così come sappiamo bene che, con la sua formalizzazione, a partire dal 2008 e il G 20 a fotografare forse meglio le dinamiche economiche e geopolitiche del mondo post bipolare. Ecco allora che, se osservato da questa prospettiva e in particolare dal punto di vista di noi europei, il G 7 diventa il formato necessario. Nessuno ha scritto sufficiente per il ripensamento prima di tutto delle relazioni euro-atlantiche dai Vian diranno gli ultra-realisti, non uscirà alcuna soluzione concreta alla crisi del multilateralismo e ai due principali focolai di guerra che caratterizzano le relazioni internazionali, quello russo ucraina, quello mediorientale. Questo forse sarà vero, ma la riflessione implica attendersi qualcosa che non può accadere. Invece il G7 sarà un successo se contribuirà almeno parzialmente a ripensare il contesto. Euro occidentale è da considerarsi non senza gli Stati Uniti, ma da strutturare oltre l'assoluta centralità e indispensabilità statunitense nel percorso di ripensamento della governance globale in atto. Il G7 deve contribuire alla creazione di un mondo post occidentale, anche perché il rischio, altrimenti è quello di un mondo senza Occidente. Tendenzialmente
Anti occidentale, così sul quotidiano diretto da Alessandro Barbano, il professor Michele, ma Michele, Marchi, e poi ancora.
Qualcosa sulla stampa, Jan Zafer giova a proposito di di questo saluto ecco di Putin, al G7 che si sono riuniti in Francia, e in questo caso dobbiamo andare nella pagina 10.
E dove scrive appunto la analista sfregiata da Putin, raid russo sulla cattedrale di chi fa patrimonio universale dell'Unesco, 60 missili e centinaia di droni si abbattono.
Sulla capitale ucraina è come vedere il Vaticano bruciare per un attacco missilistico, il giornalista, chi Viano maestro cc e uno dei primi a fare il paragone, che rimbalza poi per la città sconvolta nell'ennesima notte terribile di Kyiv, gli ucraini scoprono che c'è ancora qualcosa che può lasciarli in stato di shock, vedere le fiamme illuminare nella notte le cupole dorate della labbra di Kyiv Pesc Peschke, il monastero delle Grotte è qualcosa che, perfino dopo quattro anni e mezzo di guerra molti credevano non sarebbe mai accaduto, se non altro perché Putin non avrebbe osato colpire il luogo più sacro dell'ortodossia nel territorio dell'ex Urss, un sito del patrimonio universale dell'Unesco e il dittatore russo, però, non solo non sembra temere alcun danno d'immagine né all'estero né in patria. Ieri su Kiev sono piovuti più di 60 missili balistici, centinaia di droni che nel complesso hanno fatto 11 morti e 53 feriti oltre Are, mirare alle infrastrutture civili, palazzi di abitazione, centrali elettriche, stazioni di pompaggio dell'acqua e termine al postali hanno scelto come bersaglio i luoghi della cultura e della storia
Queste appunto le violenze di Putin, sempre per usare i termini giornalistici
Inappropriati.
Allora andiamo a vedere qualcos'altro su avvicinandosi. Ecco, ci avviciniamo al nostro orizzonte politico, facciamo una breve pausa con un riferimento ai Mondiali che sono un luogo assolutamente politico, per esempio pagina 8 e 9 del Corriere, sull'altro fronte l'altro fronte la è l'avvertimento
Di Israele a Trump non ci ritiriamo dal Libano, è sotto i Mondiali tensioni a Los Angeles, lo scià contro il regime, le 2 bandiere dei tifosi iraniani giocatori provano a fare da pacieri. C'è voluto l'intervento della polizia ieri sera, nella notte italiana davanti allo stadio di Los Angeles, Galaxy dove era in corso il primo allenamento dell'Iran sul territorio americano per separare il gruppetto della diaspora che inveiva, contro la squadra, il regime terroristi e un paio di sostenitori della Repubblica islamica. Da una parte le bandiere pre rivoluzione con il leone, il sole, quelli di Israele e degli Stati Uniti, dall'altro il vessillo tricolore, con il nome di Allah, è finita senza contatto, anche se la tensione resta pure davanti all'Hotel de nazionale iraniana, che esordirà nel Mondiale alle 18 della California, quando in Italia saranno le 3 del mattino, giocatori ecciti vorrebbero tenere fuori la politica dal campo. Tant'è che in conferenza stampa il CT ha fatto una dichiarazione prima ancora delle domande. Siamo molto felici di rappresentare orgoglio lager, la grande orgogliosa forte nazione dell'Iran. Spero che il calcio porti, gioia e divertimento e che avvicini le culture e i paesi. Questo, tra l'altro
Segnaliamo poi ci sono altre questioni che diciamo minori che possiamo segnalare dal dal foglio, per esempio con diverse ci sono un paio di colonne, anzi una colonna, la penultima dedicata al alle ai Mondiali, ma quello interessante è quello di Maurizio Crippa nella sua Aru rubrica contro Mastro Ciliegia che parte da una nazionale del Marocco con gli 11 giocatori che non sono nati in Marocco sono giocatori di seconda generazione in Marocco, cioè sono geni giocatori che sono nati in altri paesi e che hanno scelto di
Di militare nella nazionale dei propri genitori e dunque?
Sono come la nuova star boa di 19 anni nato in Francia e ha debuttato con le giovanili francesi, e poi ha scelto il paese di origine dei genitori. Anche questo è interessante, così come la verità che oggi si occupa della concerto poli del Partito Democratico nel titolo con la Salis, che fa ballare la casta, gli amici e il TAR che ordina alla Giunta di Genova di rifare la gara per alcuni eventi musicali che sarebbero stati assegnati in modo irregolare. Noi ricordiamo appunto un evento che ha avuto grande successo e con sua, soprattutto sui social media, molto meno sui giornali, organizzato a Genova qualche mese fa, qualche settimana fa,
E che è stato uno straordinario successo, ma insomma il TAR.
Però ordina di rifare la gara per alcuni eventi futuri, e poi però al centro, alla ai al mondiale degli sbagli, mancava alla Fifa che si inventa l'arbitro suprematista qui viene criticata la FIV dalla Fifa perché un arbitro avrebbe fatto il gesto in cui unisce pollice e indice e che sarebbe un gesto.
Suprematista e e avrebbe provocato l'intervento della federazione guidata da Gianni Infantino, questa è un'altra menzione, ecco che possiamo fare per i Mondiali, fatta questa pausa dalla stampa, dobbiamo andare a segnalare.
Forse una stampa o forse no era la Repubblica che ci segnalava anche i partecipanti al.
Al G7 e che anche quelli diciamo che sono stati invitati, non solo quelli che non sono membri.
Normalmente, a col Corriere invece.
E che sono stati invitati da Macron e quindi cioè Luiz Inacio Lula da Silva per il Brasile, Lee Jae-myung per la Corea del Sud, per l'Egitto Abdel Fatah al-Sisi per gli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, Al Nahyan, per l'India Narendra Modi modi William Ruto per il Kenya per il Qatar, Tamin bin Hamad al-Thani per la Siria Akhmed al Sciara e poi Volodimir Zelenskij per l'Ucraina questi sono i nove invitati speciali al G7 che entrerà nel vivo.
Nel corso della giornata di oggi e che quindi vedremo meglio domani veniamo all'orizzonte politico italiano, forse proprio dalla.
Dal capitolo Ucraina, ecco, si può partire per restare sulla fenomenologia di Vannacci oscurata, come abbiamo detto ieri dalla questione dell'editoria, abbiamo visto i giornali della destra nel giorno successivo alla chiusura di questo evento, che ha portato alla nascita di Futuro nazionale occuparsi appunto del post su X della Presidente del Consiglio rispetto a questa clausola a firma fatta firmare agli editori.
Che parteciperanno alla alla manifestazione che si tiene al dicembre prossimo e nel. Nel frattempo, però, c'era stata la manifestazione di Vannacci che è interessante ancora approfondire, in particolare la figura del filosofo del generale oggi se ne occupa anche il Corriere della Sera. Abbiamo l'abbiamo citato ieri. Lorenzo Gasperini, nato a Cecina, laureato in filosofia, e l'ideologo di futuro nazionale docente in un liceo di Livorno, è stato consigliere comunale per la Lega a Cecina e capogruppo provinciale a Livorno. Cosa cosa ha detto, tra l'altro? Roberto Vannacci. Lo sapete, il femminicidio non esiste un reato come tutti gli altri. Oggi viene intervistata, Laura Ravetto, che
Insomma, propone paradossalmente a quel punto anche un reato di anziani in cd o dice anche gli anziani vengono uccisi.
Molto, e allora facciamo anche un reato per loro, ma non è, e ricordiamo che il reato è una proposta di di questa maggioranza politica non insomma non è arrivata proprio dalla maggioranza guidata da Giorgia Meloni, quindi non è una critica alla all'opposizione ma la maggioranza da cui viene fuori questa generazione di futuro nazionali come la Ravetto è lo stesso Gasperini che,
Vengo e vengono entrambi dalla Lega, anche se la Ravetto, credo anche da Forza Italia in precedenza, ma non è proprio un idee di inedito perché prima di lui, nei mesi scorsi, a proposito del femminicidio aveva espresso analogo pensiero Lorenzo Gasperini.
34 anni, professore di filosofia di Cecina, che proprio all'evento romano si è presentato come responsabile del programma di futuro nazionale, insomma, l'ideologo del generale, che dal palco lo ha lodato con parole al miele e Gasperini, uscito dalla Lega in cui è stato consigliere comunale e provinciale nel livornese per oltre 10 anni, ha mandato in delirio il popolo di Vannacci nel discorso che doveva occupare una manciata di minuti ed è durato quasi un'ora dopo aver salutato i camerati. È citato Giorgio Almirante, è partito in un lungo viaggio in cui, seppur per brevi accenni, ha mostrato di che scultura è fatto cattolico, tradizionalista, integralista, almeno così si è professato
Favorevole al patriarcato è convinto che l'aborto sia una forma di femminicidio, ha citato il filosofo Augusto Del Noce e Pio undicesimo, oltre a Pierpaolo Pasolini, alla battaglia di Poitier e Lepanto contro i mamme maomettani, ma anche convintamente no-vax oltre che no euro perché chi si vaccina e un serbo e un infermo va escluso dalla vita sessuale a febbraio ha lasciato la Lega perché,
Per lui unico a crederci, il partito sarebbe nelle mani di Zaia e Molinari e udite udite, siamo abituati a sentire evocato malamente Del Noce, perché si dice che il partito democratico è diventato un partito radicale di massa, cosa che non voleva dire dell'uomo c'è insomma è stato ripetuto più volte spiegato ma inutilmente, ebbene secondo Gasperini il partito radicale,
Di massa sarebbe addirittura la Lega s'è nelle mani di Zaia e Molinari, il cui obiettivo sarebbe trasformarla in un partito radicale, progressista, nichilista e di sinistra.
Ebbene, è così Cesare Zappelli, credo, e siglato l'accordo, l'articolo che trovate sul Corriere a pagina 17, un giornale che non ho è il quotidiano nazionale il giorno dove scrive Salvatore, Vassallo, fenomenologia di Vannacci dall'attacco sui femminicidi, arresto a chi parla e perché il generale o una fotocopia, analisi del politologo dall'autocelebrazione alle cose che vanno dette populismo, nostalgie contro letture non è registro fondativo del movimento. Gli interventi, gli interventi della conferenza fondativa meritoriamente registrati e diffusi da Radio Radicale, ascoltati uno a uno e nel loro insieme, danno un'idea piuttosto precisa delle principali fonti di ispirazione dei mondi a cui il futuro nazionale parla a fare da collante. C'è il mito Autolib auto celebrato del generale del maschio alfa, che da incursori e comandante della Folgore ha dato prove di determinazione e spirito di sacrificio, ma che non ripudia la moglie. Se cucina forse sgradite, si limita a lasciarle nel piatto e a ordinare di non rifarle più, e c'è la sua propensione a dire le cose come vanno dette, cioè a spararla grossa, contrastando il senso comune di oggi con i luoghi comuni dell'altro ieri, ottenendo così visibilità grazie alle reazioni sproporzionate dei detrattori. Molte affermazioni sono generiche o tautologiche. Merito interesse nazionale, riduzione dei vincoli burocratici, sostegno alle piccole e medie imprese e fisco giusto.
Risparmi sull'immigrazione che renderebbero in Italia prospera la scuola che deve tornare a fare la scuola, lo stesso Vannacci riassume la sua politica di bilancio da buon padre di famiglia prima di spendere ci devo avere i soldi nel cassetto se guadagno 2 spendo 1 maître,
Il coordinatore del programma Lorenzo Gasperini, elogiato da Vannacci come un intellettuale raffinato e onnisciente, spiega che i valori del Movimento poggiano sul diritto naturale, inteso come il buon senso e, dall'altro lato, la tradizione, ovvero l'identità del nostro popolo e chiude citando Giorgio Almirante, non è Europa. Se non è di destra, senza la destra non c'è Europa Vannacci, rilancia, oggi non stiamo fondando un movimento, oggi stiamo piantando la bandiera del buon senso in un tempo devastato dal conformismo. Va ben oltre il buonsenso, nemmeno sottotraccia, anzi, in forma quasi ostentata si intravedono tre fonti di ispirazione che connotano il repertorio ideologico di futuro nazionale. È sì un duro nazionale e i segmenti delle dell'elettorato a cui si rivolge il Regis. La prima è il registro canonico della destra populista, cresciuta a partire dal 2008 al 2016 a ridosso della Grande Recessione adottato da politici come Trump Orban Marine. Le Pen Alis vi del e da cui anche Giorgia, Meloni e Matteo Salvini hanno, in tempi diverso, presi preso a piene mani la perorazione a favore dei perdenti della globalizzazione e le piccole imprese contro il grande capitale e le istituzioni internazionali che lo avrebbero favorito. L'ostilità all'immigrazione, vista come perdita di identità come fattore di insicurezza, sottrazione di opportunità per i nativi sul lavoro e welfare e l'insofferenza verso il politicamente corretto su ambiente, parità e i diritti di genere.
La seconda è il registro della nostalgia tipico della cosiddetta Destra sociale, la corrente del Movimento sociale fondata da Pino Rauti e poi ereditata da Gianni Alemanno e Francesco, Storace, anti americana, anticapitalista, diffidente verso Israele e di conseguenza pro palestinese, ma con una condiscendenza verso simboli e nostalgie neofasciste che nemmeno in AN sarebbero state accettate da cui il plauso ai militanti di CasaPound o il richiamo alla Decima Mas incursori che aderirono alla Repubblica sociale macchiandosi di crimine o due odiosi.
Al servizio dei nazisti. La terza è una lettura dell'aggressione militare russa all'Ucraina, che rovescia la realtà e coincide con la propaganda del Cremlino, secondo la quale la russofobia del governo ci ha fatto inimicarsi persino un popolo, un Paese che per noi è sempre stato amico. A queste tre anime corrispondono tre nicchie di elettorato, in parte sovrapposte che Meloni, in un passato ormai remoto, aveva blandito ma che ha poi deluso e oppure ambienti dell'estrema destra, sempre tenuti a distanza da Fratelli d'Italia, che si erano avvicinati alla Lega nazionalista di Salvini che nel 2022 avevano in prevalenza, ha votato per lui o erano rimasti a guardare e su queste basi è difficile immaginare una ricomposizione tra Vannacci al centrodestra. Un accordo al momento appare arduo persino per una leader pragmatica come Giorgia Meloni. Sarebbe un affronto insostenibile per Salvini e per chi dovesse succedergli impossibile per Forza Italia
Qui ci sono dei dati, anche che affiancano l'articolo molto prezioso, ecco del professor Salvatore Vassallo, che trovate sul quotidiano nazionale il Giorno Resto del Carlino Nazione, e ma ci sono anche dei dati sui femminicidi in Italia 335 omicidi, 144 femminicidi nel 2024 nel 2025 gli omicidi scendono a 286 e i femminicidi a 106 le vittime donne,
101 62 dal pa vengono uccise dal partner o dall'ex partner, il in ambito familiare, il il resto parità di genere del femminicidio, non esiste un omicidio, proprio come tutti gli altri, questa il tema e poi anche le questioni del lavoro andate a lavorare ai miei tempi.
A 14 anni si andava a lavorare e non siamo cresciuti male, queste sono appunto le la nostalgia che troviamo nel discorso di futuro.
Nazionale, di Vannacci e del suo ideologo.
Che abbiamo citato questo Lorenzo Gasperini, per quanto riguarda invece il il governo, allora qui abbiamo senz'altro la questione del ministro Nordio, oggi, insomma, questa questa città, tutto questo insomma questa citazione del codice penale come un libro fascista de eh insomma firmato da Mussolini ed è ancora sulla giustizia uno dei migliori libri che abbiamo.
E questo determina appunto diversi interventi oggi sul sui giornali, in particolare vi leggerei la stampa a pagina 14 perché il tempo si sta esaurendo Nordio, un paradosso, il patentino antifascista ed evoca Mussolini riaccende la polemica su Più libri più liberi, il testo chiave della giustizia, il codice Pin,
Penale firmato dal giù dal Duce, non si placa la polemica, interviene appunto il ministro.
Carlo Nordio, dove l'abbia detto non c'è scritto, forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il codice penale, reca la firma di Benito Mussolini e di Vittorio Emanuele dichiara il ministro è un codice fascista che abbiamo cercato più volte di cambiare quindi grottesco e paradossale che si pretendano test attestazione di antifascismo da chi non vuole modificare un codice firmato da Mussolini ora quello che,
Diciamo finora era in ballo era insomma, io non non non ricordo di qualcuno che abbia proposto la modifica del del codice penale. Si è discusso molto del codice di procedura penale, che è stata infatti riformato il codice A con il modello accusatorio, ma poi è stato insomma rimaneggiato più volte, tant'è che lo stesso modello accusatorio e, insomma, è stato messo in discussione, ma del codice penale di proposte, insomma di abolire il codice penale. Non ricordo nemmeno né da né da una parte, né dall'altra. Le opposizioni insorgono e qualcuno ironizza strizzano l'occhio a Vannacci critica, questa, su cui il Guardasigilli prende le distanze in maniera perentoria. Abolire il reato di femminicidio come proposta dal generale non se ne parla nemmeno allora qui parla il politologo Marco Tarchi. Ancora una volta il ministro dimostra scarso senso dell'opportunità e docenze, docente emerito di Scienze politiche all'università Alfieri di Firenze e ideologo della nuova destra italiana per la presidente del Consiglio, il patentino di antifascismo chiesto da Più libri più liberi e una censura. Lei che ne pensa che si tratta di una forzatura inutile e controproducente nel formulario per l'adesione alla Fiera l'ha già richiesta l'adesione ai valori della costituzione in un discutibile preambolo morale, che ricorda sgradevoli giuramenti richiesti in un'altra epoca ed esponenti della cultura di questo Paese
La Giunta dell'aggettivo antifascisti è evidentemente volta a evitare la presenza di editori di destra radicale a causa dell'episodio dell'anno scorso, ma se una casa editrice di quell'aria sottoscrivere la dichiarazione e poi espone i suoi soliti libri, cosa succede le preclusioni ideologiche, perché di ciò si tratta in ambito culturale andrebbero sempre evitate e poi invece sul sul ministro che ancora ecco cosa pensa appunto di quello che hai detto, che ancora una volta Nordio dimostra di avere uno scarso senso dell'opportunità o di interpretare l'ironia in un modo tutto suo.
E poi e poi appunto troviamo anche altro in realtà non è l'unico che viene sentito, viene sentito anche sul sul sulle frasi di Nordio, anche uno storico a pagina 23 del Corriere, prendiamo anche anche questo.
E vediamo se succede qualcosa di interessante anche qui e in questo caso dobbiamo c'era la Repubblica a pagina 23 e poi dobbiamo segnalare per forza altro perché molto alta da segnalare e tante cose, tante analisi, tante interviste sul cosiddetto accordo, pre accordo, accordo preliminare, non le abbiamo lette.
Trovati ancora sui giornali viene sentito uno storico quarantacinquenne Francesco Filippi, l'autore del libro Mussolini ha fatto anche cose buone storico del fascismo e divulgatore, a proposito del ministro, il Guardasigilli dovrebbe ricordare che il codice Rocco del 1930 di impianto evidentemente autoritario ed effettivamente cofirmato dal Duce è stato modificato e modernizzato dal lavoro costante che la Corte Costituzionale porta avanti dalla sua fondazione sono discorsi che andrebbero bene al bar, fanno specie se a pronunciarle è un ministro,
Così, appunto sulla Repubblica adesso, a proposito del Terzo Polo, intanto segnaliamo il Corriere a pagina 18, che ci spiega quel la manifestazione del Teatro Parenti, serve un centro europeista, la convention a Milano, aperta da Monti con il leader di azione, noi alternativa allo scempio.
Il terzo polo con Calenda e Picierno, e poi ancora la la, il libro di di Mario Draghi, abbiamo detto che ne trova lo trovate segnalato soprattutto sulle prime pagine dei giornali di destra e ma lo trovate anche nelle sue sugli altri giornali, Francesco Verderami sul Corriere agire come un unico strato Stato Draghi e il futuro dell'Europa. L'appello dell'ex premier in competere o sparire sono i giochi. Sono in gioco i nostri valori e il nuovo libro che in uscita oggi per Rizzoli, abbiamo detto però che
Ne troviamo traccia sul giornale e il libro di Draghi, e nel riquadro di Vittorio Feltri, quei punti saldi che legano Mario e Georgia A pagina 17 del del giornale ci vengono appunto evidenziati e questi questi legami.
Con Vittorio Feltri, sovranità, giustizia ed educazione, quei punti in comune esce il saggio negli Stati Uniti.
40 modelli in intelligenza artificiale qui solo tre Vannacci continui pure il suo mestiere di guastatore dell'Italia, insieme con la sinistra, i nostri si occupino di cose serie e i giornali oggi, come per esempio quello diretto da Tommaso Cerno, si occupano del mondo a ko, al contrario nel nel suo editoriale controcorrente e la solita ossessione delle sinistra, il campo largo delle tasse, la patrimoniale e il contributo di solidarietà rendite finanziarie. Questo, secondo la destra, è il programma che la sinistra porterebbe al al Gos qualora andasse al governo. Invece sulla questione de diciamo dell'editoria, se volete appunto leggere rinforzare la vostra opinione di di condanna senz'altro. Maria Rosa Mariarosa Mancuso. Le tribù letterarie, il clan
Nel letto esclusivo e antifascista che non sa nulla di letteratura e ha in mano l'editoria sul foglio, oppure potete leggere il Fatto Quotidiano che ha un una serie di figurine di tutti coloro che sono stati in qualche modo censurati nelle in queste.
Durante appunto queste guerre e che sono in corso quella in Ucraina e da parte della Russia, è quella in Medio Oriente e il Fatto Quotidiano mettere tutto insieme in una serie, una carrellata.
E che va da Francesca Albanese a Erri De Luca Paolo Nori, Alessandro Barbero, sotto anche Carlo Rovelli e Patrick Zaki, quattro anni di censure, in qualche modo diciamo, mettendo sullo stesso piano uno scrittore come Erri De Luca, che ha difeso la parola sionismo,
Da chi ha invece simpatie per uno Stato che?
Insomma, ispira ecco anche le forze politiche nel nostro a forze politiche del nostro Paese e non solo, naturalmente, il, il nuovo partito di Roberto Vannacci, ma ha ispirato in tre in precedenza altri partiti rappresentati peraltro in Parlamento.
Mettendo tutto insieme, ecco chi fa politica e chi semplicemente si occupa di cultura o fa il suo mestiere, tutto insieme, in questa pagina, da che appunto descrive le quelle che secondo il Fatto Quotidiano sono quattro anni di censura.
Poi.
E infine sul maccartismo, la, l'attacco anche a Di Marco Travaglio a Antonio pulito, con il suo appello a una fantomatica sinistra affinché conceda più libertà, non meno contro i pregiudizi e poi che altro segnalare, in conclusione, possiamo appunto l'abbiamo detto e del ritratto del,
La figura Cattolica Franco Moscone, che barricadero in tonaca, che vuole escludere la firma più pesante da in calce alla petizione che domanda di bandire Eshkol, Nevo dalla rassegna Libro possibile che a luglio si terrà tra Polignano a Mare e Vieste è quella dell'arcivescovo, l'eccellentissimo padre Franco Moscone, allora potete leggere l'opinione con Dimitri Buffa, oppure poi delle potete leggere. Matteo Mazzucchi, se questo è un vescovo sul sul foglio in chiusura e sul Sole 24 ore, attenzione a quello che è avvenuto a Oslo, dove il figlio della principessa Mette Marit è stato condannato per stupro. Forse ecco una notizia che
Diciamo e solo in un riquadro, ma
Ecco il Sole 24 ore dallo spazio, giusto alla notizia dell'annuncio di Starmer con il verbo coniugato. Ebbene, Londra non vieta i social, ma vieterà i social e poi Oslo, condanna per stupro, scuote la corona norvegese. Il figlio è stato condannato a 4 anni per stupro, violenza domestica, imputato anche per possesso e spaccio di stupefacenti, 4 donne l'hanno denunciato per violenze sessuali. La Corte è stata colpita in questi ultimi tempi anche dal caso Epstein, e poi ci sono, c'è il caso degli autisti, insomma, altre varie è la co, forse sulla legge elettorale dobbiamo dire qualcosa, giacché abbiamo il sole
E davanti a pagina 14 questo.
Questo riferimento al al melone illum, che così purtroppo viene chiamato al rush finale scure, sugli emendamenti scrive Emilia Patta dichiarati inammissibili oltre 250 emendamenti, ipotesi aula senza completare il voto Schlein e Conte testano i rapporti con i centristi in vista delle primarie, una con i cattolici, l'altro sembra sterzare a sinistra quindi abbandonare alcuni dei temi che potrebbe aver,
Condiviso la sua base con con Vannacci, per esempio quella dei dei vaccini, non certo il il colui che era il presidente del Consiglio in quell'epoca, ma nell'epoca del Covid, ma sicuramente una parte del nell'elettorato del Movimento 5 Stelle, insomma si spostano a sinistra questo ce lo racconta il Corriere a pagina 21 alla stampa, pagina 17. Invece, ecco, leggiamo almeno uno dei dei due che ha il corriere almeno il titolo Miller nei pochi minuti che ci mancano.
E poi chiudiamo appunto con qualcosa di più divertente pagina 21 Conte e il Movimento 5 Stelle non di sinistra, sicurezza, si patrimoniale, no, la linea più moderata per la corsa, con l'obiettivo di Palazzo Chigi, i sondaggi non lo lasciano indifferente e quelli che si vanno accumulando sul tavolo nella sede a cinque stelle di via.
Di Campo Marzio hanno riacceso sogni mai rimossi e quindi Palazzo Chigi dista meno di 200 metri politicamente un vicolo parecchio stretto, ma il giurista pugliese è un tipo tenace e ce la metterà tutta per battere Elly Schlein, alle primarie del fronte progressista e Giorgia Meloni alle secondarie del 2027. Se chiedete a collaboratori e consiglieri, vi diranno che il presidente è entrato in modalità, bisogna vincere, ha iniziato a parlare a un pubblico più ampio della base del Movimento 5 Stelle ed è pronto a siglare un patto serio con gli elettori
Un accordo lungo un lustro in cui stabilità faccia rima con responsabilità, se non sarà lui, il front man della coalizione lavorerà perché il governo progressista duri cinque anni e, se qualcuno proverà a buttarlo giù come da tradizione, noi non ci staremo niente cambi di maggioranza e niente esecutivi tecnici da giorni in favor di telecamere e taccuini il due volte ex premier ripete la formula adesso tocca a noi e molti gli chiedono se abbia già pronto lo slogan per le politiche.
Lui sorride e risponde che no, è ancora presto prima bisogna finire il confronto con la base di Nova, poi a settembre ci si metterà a un tavolo e con gli alleati si cercherà la quadra sui più punti chiave del programma. Ma intanto Conte, si porta avanti e fa a pezzi la patrimoniale evocata da Schlein e sbandierata dal tandem ecologico Bonelli Fratoianni, io l'ho studiata in silenzio quando ero a Palazzo Chigi, ma poi l'ho buttata via definisce il Movimento 5 Stelle non di sinistra dal tonde, c'è da capirlo, mica, possiamo essere la fotocopia del partito democratico e questo punto sul Movimento 5 Stelle chiudiamo davvero intanto il foglio ci racconta, con sempre in maniera divertente con Michele Masneri. La
Crociera dell'ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, Antony Fertitta, che già a quanto vale abitava in barca, e non a Palazzo Taverna, che non era considerato abbastanza fastoso per lui, ma adesso avrebbe inaugurato una crociera.
Insomma, partirebbe in crociera di stato per 13 porti e si salpa da Civitavecchia, ovviamente.
Costa diplomacy, così appunto viene definita, e infine la Maca di Michele Serra che ci aiuta a far capire a chi, insomma, magari preferirebbe più spazio alla politica interna o alla giustizia, a proposito, abbiamo dimenticato di citare ce l'abbiamo citata, ma non l'abbiamo letta l'intervista che trovate sulla stampa, Nicola Gratteri che si occupa della riforma della Corte dei Conti e che,
Varata da questo governo, che viene denominata riforma, Foti i giudici, non siano al servizio del governo il ponte, così lo Stato si arrende alla mafia, il procuratore di Napoli, la riforma della Corte dei conti rischia di limitare l'indipendenza dell'esecutivo, il dilemma non è fare o non fare il ponte per il rischio di infiltrazioni mafiose e mancano gli strumenti per intervenire. Questa è la resa di uno Stato che lascia le forze dell'ordine e nella magistratura con le armi spuntate. L'efficienza della giustizia non potrà mai migliorare se noi siamo sempre meno e i processi sempre di più
E questo, a proposito delle inchieste sul ponte dello Stretto, l'aspetto che traspare, di cui mi pare si stia parlando molto poco, è collegato alla riforma della Corte dei conti, c'è un evidente problema di separazione tra i poteri dello Stato insito nella riforma e questo conferma dei rischi denunciati dai critici della riforma cosiddetta Foti più diretto ancora se è possibile, la nuova legge prevede la collaborazione con il potere politico ed è evidente che possa degenerare in un vero e proprio asservimento della magistratura contabile, all'indirizzo di governo. Tutta colpa delle varie modifiche che impongono la Corte dei conti, un ruolo collaborativo
Trasformando il controllo da argine di legalità al servizio dell'esecutivo, questo non va bene, lo abbiamo visto e dovrebbe far riflettere tutti questa la denuncia diciamo veramente non non nuova per oggi rilanciata dalla stampa, con l'intervista a Nicola Gratteri e infine sulla Repubblica lo spazio che oggi viene riservata dai giornali alla politica estera, alla politica internazionale,
È un dato positivo, tutto sommato di questo mondo che cambia grazie per l'ascolto e ci risentiamo domani buona giornata con Radio Radicale.
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